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t. 1 comma 1 - NE/PD - Contiene I.R. - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione

Numero 115
Novembre 2012

Anno della Fede

Associazione Madonna di Fatima

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e

Linedito sui
Vangeli

Una collezione che le permetter di accompagnare


Il Signore Ges lungo tutte le domeniche dellAnno
Liturgico insieme al fondatore degli Araldi del Vangelo

a collezione Linedito sui Vangeli offre al lettore un


vero tesoro: i commenti di Mons. Joo Scognamiglio
Cl Dias, EP, ai Vangeli di tutte le domeniche e solennit
del ciclo liturgico. Tra breve saranno disponibili:
Vol. V: Domeniche dAvvento, Natale, Quaresima,
Pasqua e Solennit del Signore che decorrono nel
Tempo Ordinario (Anno C)
Vol. VI: Domeniche del Tempo Ordinario (Anno C)

Prenoti fin da ora i suoi volumi!


Richieste per telefono 041-560-0891 o per
fax 041-560-8828, oppure scrivendo alla redazione,
Via San Marco 2A - 30034 Mira - VE

Troviamo
caratterizzata
con frequenza
in queste pagine
la soluzione ai
problemi spirituali
delluomo del XXI
secolo (Cardinale
Franc Rod, CM)

SommariO
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
Anno XIV, numero 115, Novembre 2012

Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Consiglio di redazione:
Guy Gabriel de Ridder, Suor Juliane
Vasconcelos A. Campos, EP,
Luis Alberto Blanco Corts, Madre
Mariana Morazzani Arriz, EP,
Severiano Antonio de Oliveira
Amministrazione:
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30034 Mira (VE)
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Aut. Trib. Venezia 11 del 31/3/12
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Con la collaborazione
dellAssociazione
Privata Internazionale di Fedeli
di Diritto Pontificio

Araldi del Vangelo


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00165 Roma
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a Mira (VE): 041 560 08 91
Montaggio:
Equipe di arti grafiche
degli Araldi del Vangelo
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VIA MONDADORI, 15
37131 VERONA
Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.

Scrivono i lettori

Fede, santit e
Nuova Evangelizzazione (Editoriale) . . . . . . . .

La voce del Papa La Liturgia opera di Cristo attraverso la Chiesa


........................

Commento al Vangelo
Dare, dare di s,
darsi del tutto!
......................

10

Sono stati Adamo ed Eva


ingannati dal serpente?
......................

18

24

34

La parola dei Pastori Affinch la nostra missione


sia veramente efficace...
......................

38

accaduto nella
Chiesa e nel mondo
......................

40

Storia per bambini...


Cos ci tratta Dio...
......................

46

......................

48

Pace, umilt, mansuetudine

Araldi nel mondo

......................

......................

I Santi di ogni giorno

Che cos la Nuova


Evangelizzazione?
......................

San Leone Magno


Il grande Leone della Chiesa

27

......................

50

S crivono

In comunione con la
vostra opera pastorale
Sono un parroco dellIndiana e
scrivo per ringraziarvi per le Riviste
che ci inviate mensilmente, poich in
questo modo ci fate sentire parte degli Araldi, in comunione con la vostra grande opera pastorale. Qui vi teniamo presenti nelle nostre preghiere, soprattutto i gioved, quando offriamo lEucaristia e lOra Santa per
laumento delle vocazioni in tutte le
congregazioni e comunit religiose.
Ci raccomandiamo anche alle vostre
orazioni.
Don Claudio S. P.
Vicariato Apostolico San
Jos del Amazonas Per

Articoli molto proficui


Mi piace molto la rivista Araldi del Vangelo, poich in essa troviamo articoli molto proficui per noi,
cattolici, sia nellesempio della vita
dei Santi, nel Commento del Vangelo mensile, nelle storie per bambini,
negli articoli che si riferiscono al Papa o agli Araldi nel mondo. Ognuno
ha la sua importanza, senza dimenticare le belle immagini che possiamo contemplare. Complimenti per il
lavoro e che Dio villumini sempre!
Gildemar de F. C.
Macei Brasile

Temi sempre attualissimi


Il progresso della tecnologia ha
perfezionato i metodi di comunicazione e nuove possibilit sono sorte negli
ultimi tempi, ma nonostante la facilit nellacquisire i mezzi, la comunicazione sempre pi vuota di un contenuto che realmente promuova lessere umano. Grazie a Dio, a Monsignor
Joo, che ha fondato questa istituzione, e agli stessi araldi, abbiamo il pri-

i lettori

vilegio di leggere la rivista Araldi del


Vangelo, con temi meravigliosi, contenuti veri e ben svolti, che costituiscono preziosi contributi al genere umano, perfezionando, propagando e consolidando il Regno di Dio. Quando il
messaggio originale del Cristianesimo
si applica alla nostra storia, diventa attuale nella nostra esperienza di vita e
illumina la nostra ricerca di autenticit dellessere umano davanti alla globalizzazione e disumanizzazione, nel
groviglio dinformazioni dei nostri
mezzi. Ossia, i temi della Rivista sono
sempre attualissimi!
Shirlene C. C.
Cotia Brasile

Strumento di arricchimento
spirituale

Mi sembra meraviglioso trovare nella rivista le Storie per bambini... o adulti pieni di fede?, poich sono di grande utilit nellapostolato e
nella formazione delle mie figlie. Mi
piacciono molto anche gli articoli che
mostrano il carisma degli Araldi. La
Rivista veramente uno strumento
molto importante di arricchimento
spirituale in questo stupendo lavoro
degli Araldi, facendo s che sempre
pi anime si rivolgano alla Madonna.
Juliana M. P.
Chiquinquir Colombia

Maggior approfondimento
nel Vangelo
Con molto piacere vi scrivo due righe. Primo per ringraziarvi per la Rivista che aspetto sempre con ansia e
mi riempie di gioia ogni volta che la
ricevo. Il suo contenuto mi rende pi
religiosa, poich mi permette di approfondire di pi lo studio del Vangelo e perfezionare tutte le virt cristiane. Vorrei anche comunicarvi che
sono stata con i vostri fratelli araldi
qui in Messico, i quali sono venuti ad
Aranda con la statua della Santissima
Vergine di Fatima e hanno visitato la

4Araldi del Vangelo Novembre 2012

nostra casa. Abbiamo potuto portarla in processione alla parrocchia, dove stato recitato il Rosario, insieme
al parroco e tutti i fedeli.
Chiedo la cortesia di pregare e
chiedere orazioni a tutti i membri
dellAssociazione Araldi del Vangelo per la nostra Congregazione Figlie della Madonna di Fatima, affinch la Vergine Santa ci invii molte
vocazioni al fine di realizzare il nostro apostolato.
Suor Immacolata B.
Arandas Messico

Profondit e sostanza sul piano


della Fede e della dottrina
Non rimango indifferente allappello fatto a favore dellabbonamento alla rivista Araldi del Vangelo. La
leggo sempre con piacere e grande
profitto spirituale e dottrinale, poich i suoi articoli rivelano molta
profondit e sostanza sul piano della Fede e della dottrina. Per tale motivo, desidero continuare ad essere
un vostro abbonato, chiedendo che
la Rivista continui a essere per tutti
noi un prezioso Araldo del Vangelo.
Joo N. A.
Viseu Portogallo

Seminando la missione
di evangelizzazione

I miei complimenti per questa vostra meravigliosa opera di apostolato


che realizzate affinch la fede e la speranza in Dio siano presenti in ognuno di noi, lettori della rivista Araldi
del Vangelo, poich con essa si va seminando, attraverso i suoi contenuti,
la missione di evangelizzare, e lamore
che diffondete alla Madonna quanto
di pi prezioso esiste nella vita dellessere umano. Che tutti noi i quali abbiamo la grazia di ricevere questa Rivista possiamo valorizzare limmenso
dono che Dio ci concede.
Wilson C.
Loja Ecuador

Editoriale

Fede, santit e
Nuova Evangelizzazione

a di Fatima

- Maria,

Stella della

Nuova Evange

lizzazione

Poste Italiane

Spa Spedizi

one in Abbona

mento Postale

D.L. 353/200

3 (conv.

in L. 27/02/2

004 n. 46)

art. 1 comma

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- Contien

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Numero 2012
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Anno d Madonna di Fatima
Associazion

Benedetto XVI
allUdienza Generale del 26/9/2012
(Foto: LOsservatore Romano)

commovente la dolcezza con cui, dopo la Resurrezione, Nostro Signore interpella Pietro tre volte di seguito: Simone di Giovanni, mi vuoi bene?, aggiungendo, Pasci i miei agnelli (Gv 21, 15-17). Con successive affermazioni damore, il Principe degli Apostoli ripara alla sua triplice negazione. Senza dubbio, lAmore la maggiore delle virt, poich costituisce il fine, mentre la fede e la speranza sono mezzi: nelleternit, cesser la fede, con la visione beatifica, e la speranza, con il
possesso di Dio; soltanto la carit rimarr per sempre. Mentre le societ umane si reggono su migliaia di regole, lIstituzione Divina si basa solo su una: la carit.
Alle tre affermazioni damore di Pietro, segue un ugual numero di incarichi:
Pasci i miei agnelli... In questo modo cos divinamente paterno, egli ha ricevuto lincombenza di prendersi cura delle anime dei fedeli fino alla fine dei tempi.
Lunica condizione pretesa stata: Tu Mi vuoi bene? Oggi, Pietro, che risponde
al nome di Benedetto, governa la nave della Santa Chiesa in mari conturbati, affrontando tutto con la serenit di chi si sa diretto dal Paraclito. Infatti, ogni iniziativa viene dallAlto, toccando agli uomini la funzione ancillare di cooperare e non
frapporre ostacoli.
piaciuto al Vicario di Cristo, per il bene delle anime e lespansione del Regno
di Dio, proclamare lAnno della Fede, sperando, cos, in un nuovo impeto di grazie nella Chiesa, un intervento speciale della Divina Provvidenza nellattuale congiuntura mondiale.
In questo senso, ha affermato il 7 ottobre, nellomelia della Messa di apertura
della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il cui tema La
Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana: La chiamata universale alla santit una delle idee-chiave del rinnovato impulso che il Concilio Vaticano II ha dato allevangelizzazione che, come tale, si applica a tutti i cristiani (cfr. Lumen gentium, n.39-42). I santi sono i veri protagonisti dellevangelizzazione in tutte le
sue espressioni. Essi sono, in particolare, anche i pionieri e i promotori della Nuova
Evangelizzazione: con la loro intercessione ed esempio di vita, attenti alla creativit
che viene dallo Spirito Santo, essi mostrano alle persone, indifferenti o anche ostili,
la bellezza del Vangelo e della comunione in Cristo; e invitano i fedeli, per cos dire,
freddi, a vivere la gioia della Fede, della Speranza e della Carit; a riscoprire il gusto
della Parola di Dio e dei Sacramenti, specialmente del Pane della Vita, lEucaristia.
Santi e sante fioriscono tra i missionari generosi che annunciano la Buona Novella
ai non-cristiani, tradizionalmente nei Paesi di missione e attualmente in tutti i luoghi
dove vivono persone non cristiane. La santit non conosce barriere culturali, sociali,
politiche o religiose. Il loro linguaggio quello dellamore e della verit inteso da
tutti gli uomini di buona volont e li avvicina a Ges Cristo.
La Nuova Evangelizzazione presuppone, senza dubbio, una disposizione sincera alla conversione verso la vera santit di vita. Infatti, senza Carit autentica,
profonda e incondizionata, non si fa nulla di buono e nessun frutto si ottiene in seno alla Santa Chiesa.
Novembre 2012 Araldi

del Vangelo5

La voce del Papa

La Liturgia opera di
Cristo attraverso la Chiesa
Celebreremo e vivremo bene la Liturgia solo se rimarremo
in atteggiamento di preghiera, unendoci al Mistero di Cristo e
al suo dialogo di Figlio con il Padre.

n questi mesi abbiamo


compiuto un cammino
alla luce della Parola di
Dio, per imparare a pregare in modo sempre pi autentico guardando ad alcune grandi figure dellAntico Testamento, ai Salmi, alle Lettere di san Paolo e allApocalisse, ma soprattutto osservando allesperienza unica e fondamentale di Ges, nel suo rapporto con il
Padre celeste. In realt, solo in Cristo luomo reso capace di unirsi a
Dio con la profondit e la intimit
di un figlio nei confronti di un padre che lo ama, solo in Lui noi possiamo rivolgerci in tutta verit a Dio
chiamandolo con affetto Abb! Padre!. [...]

Le due scuole che insegnano a


pregare: le Scritture e la Liturgia
Possiamo domandarci: come posso io lasciarmi formare dallo Spirito
Santo e cos divenire capace di entrare nellatmosfera di Dio, di pregare con Dio? Qual questa scuola
nella quale Egli mi insegna a pregare, viene in aiuto alla mia fatica di rivolgermi in modo giusto a Dio?
La prima scuola per la preghiera lo abbiamo visto in queste set-

timane la Parola di Dio, la Sacra Scrittura. La Sacra Scrittura un


permanente dialogo tra Dio e luomo, un dialogo progressivo nel quale Dio si mostra sempre pi vicino,
nel quale possiamo conoscere sempre meglio il suo volto, la sua voce,
il suo essere; e luomo impara ad accettare di conoscere Dio, a parlare
con Dio. Quindi, in queste settimane, leggendo la Sacra Scrittura, abbiamo cercato, da questo dialogo
permanente, di imparare come possiamo entrare in contatto con Dio.
C ancora un altro prezioso
spazio, unaltra preziosa fonte
per crescere nella preghiera, una
sorgente di acqua viva in strettissima relazione con la precedente. Mi
riferisco alla liturgia, che un ambito privilegiato nel quale Dio parla a
ciascuno di noi, qui ed ora, e attende
la nostra risposta. [...]

La Liturgia opera di Cristo


Il Catechismo indica che, nella
tradizione cristiana la parola liturgia vuole significare che il Popolo
di Dio partecipa alla sua opera (n.
1069), perch il popolo di Dio come
tale esiste solo per opera del Creatore. [...] Per possiamo chiederci:

6Araldi del Vangelo Novembre 2012

qual questa opera di Dio alla quale


siamo chiamati a partecipare?
La risposta che ci offre la Costituzione conciliare sulla sacra liturgia
apparentemente doppia. Al numero 5 ci indica, infatti, che sono le sue
azioni storiche che ci portano la salvezza, culminate nella Morte e Risurrezione di Ges Cristo; ma al numero 7 la stessa Costituzione definisce proprio la celebrazione della liturgia come opera di Cristo.
In realt questi due significati sono inseparabilmente legati. Se
ci chiediamo chi salva il mondo e
luomo, lunica risposta : Ges di
Nazaret, Signore e Cristo, crocifisso e risorto. E dove si rende attuale per noi, per me oggi il Mistero
della Morte e Risurrezione di Cristo, che porta la salvezza? La risposta : nellazione di Cristo attraverso la Chiesa, nella liturgia, in particolare nel Sacramento
dellEucaristia, che rende presente lofferta sacrificale del Figlio di
Dio, che ci ha redenti; nel Sacramento della Riconciliazione, in cui
si passa dalla morte del peccato alla vita nuova; e negli altri atti sacramentali che ci santificano (cfr.
Presbyterorum ordinis, n.5). [...]

LOsservatore Romano

Il nostro cuore, lintimo


di noi stessi, deve aprirsi
docilmente alla Parola
di Dio e raccogliersi
nella preghiera della
Chiesa, per ricevere il suo
orientamento verso Dio
dalle parole stesse che
ascolta

Arrivo di Benedetto XVI in


Piazza San Pietro per lUdienza
Generale del 26/9/2012

Condizione per una buona


celebrazione liturgica
La prima esigenza per una buona
celebrazione liturgica che sia preghiera, colloquio con Dio, anzitutto ascolto e quindi risposta. San Benedetto, nella sua Regola, parlando della preghiera dei Salmi, indica
ai monaci: mens concordet voci, la
mente concordi con la voce. Il Santo insegna che nella preghiera dei
Salmi le parole devono precedere la
nostra mente.
Abitualmente non avviene cos, prima dobbiamo pensare e poi
quanto abbiamo pensato si converte
in parola. Qui invece, nella liturgia,
linverso, la parola precede. Dio ci
ha dato la parola e la sacra liturgia ci
offre le parole; noi dobbiamo entrare allinterno di esse, nel loro significato, accoglierle in noi, metterci in
sintonia con queste; cos diventiamo
figli di Dio, simili a Lui.
Come ricorda la Sacrosanctum
Concilium, per assicurare la piena
efficacia della celebrazione necessario che i fedeli si accostino alla sacra liturgia con retta disposizione di animo, pongano la propria
anima in consonanza con la propria voce e collaborino con la divi-

na grazia per non riceverla invano


(n.11). Elemento fondamentale,
primario, del dialogo con Dio nella liturgia, la concordanza tra ci
che diciamo con le labbra e ci che
portiamo nel cuore. Entrando nelle parole della grande storia della
preghiera noi stessi siamo conformati allo spirito di queste parole e
diventiamo capaci di parlare con
Dio. [...]

Eleviamo i nostri cuori


In questa linea, vorrei solo accennare ad uno dei momenti che,
durante la stessa liturgia, ci chiama
e ci aiuta a trovare tale concordanza, questo conformarci a ci che
ascoltiamo, diciamo e facciamo
nella celebrazione della liturgia.
Mi riferisco allinvito che formula
il Celebrante prima della Preghiera Eucaristica: Sursum corda, innalziamo i nostri cuori al di fuori del groviglio delle nostre preoccupazioni, dei nostri desideri, delle nostre angustie, della nostra distrazione. Il nostro cuore, lintimo
di noi stessi, deve aprirsi docilmente alla Parola di Dio e raccogliersi
nella preghiera della Chiesa, per
ricevere il suo orientamento verso

Dio dalle parole stesse che ascolta


e dice. Lo sguardo del cuore deve
dirigersi al Signore, che sta in mezzo a noi: una disposizione fondamentale. [...]
Celebriamo e viviamo bene la liturgia solo se rimaniamo in atteggiamento orante, non se vogliamo
fare qualcosa, farci vedere o agire, ma se orientiamo il nostro cuore a Dio e stiamo in atteggiamento di preghiera unendoci al Mistero di Cristo e al suo colloquio di Figlio con il Padre. Dio stesso ci insegna a pregare, afferma san Paolo (cfr. Rm 8,26). Egli stesso ci ha
dato le parole adeguate per dirigerci a Lui, parole che incontriamo nel
Salterio, nelle grandi orazioni della
sacra liturgia e nella stessa Celebrazione eucaristica.
Preghiamo il Signore di essere
ogni giorno pi consapevoli del fatto che la Liturgia azione di Dio
e delluomo; preghiera che sgorga
dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione
con il Figlio di Dio fatto uomo (cfr.
CCE, n.2564).
(Passi dellUdienza
Generale, 26/9/2012)

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo7

La Liturgia si celebra per Dio


Non lindividuo sacerdote o fedele o il gruppo che celebra la Liturgia,
ma principalmente lazione di Dio attraverso la Chiesa,
che ha la propria storia, la sua ricca tradizione e la sua creativit.

ggi vorrei che ci chiedessimo:


nella mia vita, riservo uno spazio sufficiente alla preghiera e, soprattutto, che posto ha nel mio rapporto
con Dio la preghiera liturgica, specie
la Santa Messa, come partecipazione
alla preghiera comune del Corpo di
Cristo che la Chiesa?
Nel rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare anzitutto che
la preghiera la relazione vivente
dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo
Ges Cristo e con lo Spirito Santo (cfr. CCE, n.2565). Quindi la vita di preghiera consiste nellessere
abitualmente alla presenza di Dio e
averne coscienza, nel vivere in relazione con Lui come si vivono i rapporti abituali della nostra vita, quelli con i familiari pi cari, con i veri
amici; anzi quella con il Signore la
relazione che dona luce a tutte le altre nostre relazioni. Questa comunione di vita con Dio, Uno e Trino,
possibile perch per mezzo del Battesimo siamo stati inseriti in Cristo,
abbiamo iniziato ad essere una sola
cosa con Lui (cfr. Rm 6, 5).

Pregare significa elevarsi


allaltezza di Dio
In effetti, solo in Cristo possiamo
dialogare con Dio Padre come figli,
altrimenti non possibile, ma in comunione col Figlio possiamo anche

dire noi come ha detto Lui: Abb.


In comunione con Cristo possiamo conoscere Dio come Padre vero
(cfr. Mt 11, 27). Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui,
stare in silenzio con Lui, ascoltarlo,
agire e soffrire con Lui. Il cristiano
riscopre la sua vera identit in Cristo, primogenito di ogni creatura, nel quale sussistono tutte le cose (cfr. Col 1, 15ss). Nellidentificarmi con Lui, nellessere una cosa sola con Lui, riscopro la mia identit
personale, quella di vero figlio che
guarda Dio come a un Padre pieno
di amore.
Ma non dimentichiamo: Cristo
lo scopriamo, lo conosciamo come
Persona vivente, nella Chiesa: essa il suo Corpo. Tale corporeit
pu essere compresa a partire dalle parole bibliche sulluomo e sulla
donna: i due saranno una carne sola (cfr. Gn 2, 24; Ef 5, 30ss; I Cor
6,16s). Il legame inscindibile tra
Cristo e la Chiesa, attraverso la forza unificante dellamore, non annulla il tu e lio, bens li innalza alla loro unit pi profonda. Trovare
la propria identit in Cristo significa
giungere a una comunione con Lui,
che non mi annulla, ma mi eleva alla dignit pi alta, quella di figlio di
Dio in Cristo: la storia damore tra

8Araldi del Vangelo Novembre 2012

Dio e luomo consiste appunto nel


fatto che questa comunione di volont cresce in comunione di pensiero e di sentimento e, cos, il nostro volere e la volont di Dio coincidono sempre di pi (Deus caritas
est, n.17). Pregare significa elevarsi allaltezza di Dio, mediante una
necessaria graduale trasformazione
del nostro essere. [...]

Carattere universale della Liturgia


Vorrei richiamare un altro aspetto importante. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica leggiamo: Nella Liturgia della Nuova Alleanza,
ogni azione liturgica, specialmente la celebrazione dellEucaristia
e dei sacramenti, un incontro tra
Cristo e la Chiesa (n. 1097); quindi il Cristo totale, tutta la Comunit, il Corpo di Cristo unito al suo
Capo che celebra. La liturgia allora
non una specie di auto-manifestazione di una comunit, ma luscire dal semplice essere-se-stessi,
essere chiusi in se stessi e laccedere al grande banchetto, entrare nella
grande comunit vivente, nella quale Dio stesso ci nutre.
La liturgia implica universalit e
questo carattere universale deve entrare sempre di nuovo nella consapevolezza di tutti. La liturgia cristiana
il culto del tempio universale che
Cristo Risorto, le cui braccia sono

Presenza viva di Cristo


In questo dobbiamo tenere presente e accettare la logica dellincarnazione di Dio: Egli si fatto vicino, presente, entrando nella storia e
nella natura umana, facendosi uno
di noi. E questa presenza continua
nella Chiesa, suo Corpo. La liturgia
allora non il ricordo di eventi passati, ma la presenza viva del Mistero Pasquale di Cristo che trascende
e unisce i tempi e gli spazi. Se nella celebrazione non emerge la centralit di Cristo non avremo liturgia
cristiana, totalmente dipendente dal
Signore e sostenuta dalla sua presenza creatrice. Dio agisce per mezzo di Cristo e noi non possiamo agire che per mezzo suo e in Lui. Ogni
giorno deve crescere in noi la convinzione che la liturgia non un nostro, un mio fare, ma azione di
Dio in noi e con noi.
Quindi, non il singolo sacerdote o fedele o il gruppo che celebra la liturgia, ma essa primariamente azione di Dio attraverso la
Chiesa, che ha la sua storia, la sua
ricca tradizione e la sua creativit.
Questa universalit ed apertura fondamentale, che propria di tutta la
liturgia, una delle ragioni per cui
essa non pu essere ideata o modificata dalla singola comunit o dagli
esperti, ma deve essere fedele alle
forme della Chiesa universale.

Anche nella liturgia della pi piccola comunit sempre presente la


Chiesa intera. Per questo non esistono stranieri nella comunit liturgica. In ogni celebrazione liturgica partecipa assieme tutta la Chiesa,
cielo e terra, Dio e gli uomini.
La liturgia cristiana, anche se
si celebra in un luogo e uno spazio
concreto ed esprime il s di una
determinata comunit, per sua natura cattolica, proviene dal tutto e
conduce al tutto, in unit con il Papa, con i Vescovi, con i credenti di
tutte le epoche e di tutti i luoghi.
Quanto pi una celebrazione animata da questa coscienza, tanto pi
fruttuosamente in essa si realizza il
senso autentico della liturgia.

La Chiesa si manifesta
pienamente nella Liturgia
Cari amici, la Chiesa si rende
visibile in molti modi: nellazione
caritativa, nei progetti di missione,

nellapostolato personale che ogni


cristiano deve realizzare nel proprio ambiente. Per il luogo in cui
la si sperimenta pienamente come
Chiesa nella liturgia: essa latto nel quale crediamo che Dio entra nella nostra realt e noi lo possiamo incontrare, e toccare. latto nel quale entriamo in contatto con Dio: Egli viene a noi e noi
siamo illuminati da Lui. Per questo, quando nelle riflessioni sulla liturgia noi centriamo la nostra
attenzione soltanto su come renderla attraente, interessante bella, rischiamo di dimenticare lessenziale: la liturgia si celebra per
Dio e non per noi stessi; opera
sua; Lui il soggetto e noi dobbiamo aprirci a Lui e lasciarci guidare da Lui e dal suo Corpo che la
Chiesa.
(Passi dellUdienza
Generale, 3/10/2012)

LOsservatore Romano

distese sulla croce per attirare tutti


nellabbraccio dellamore eterno di
Dio. E il culto del cielo aperto. Non
mai solamente levento di una comunit singola, con una sua collocazione nel tempo e nello spazio. E importante che ogni cristiano si senta e
sia realmente inserito in questo noi
universale, che fornisce il fondamento e il rifugio all io, nel Corpo di
Cristo che la Chiesa.

Ma non dimentichiamo: nella Chiesa che scopriamo e conosciamo


Cristo come Persona viva
Udienza del 3/10/2012, in Piazza San Pietro

Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana.
La versione integrale di questi documenti pu essere trovata in www.vatican.va

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo9

Sacro Cuore di Ges Parrocchia di Sant Ulrico, Ortisei

aVangeloA

Wolfgang Moroder.

In quel tempo, 38 Ges mentre insegnava diceva a una grande moltitudine: Guardatevi
dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe
vesti, ricevere saluti nelle piazze; 39 avere i primi seggi nelle Sinagoghe e i primi posti nei
banchetti. 40 Divorano le case delle vedove e
ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna pi grave.
41
E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti
ricchi ne gettavano molte.
42
Ma venuta una povera vedova vi gett due
spiccioli, cio un quattrino.
43
Allora, chiamati a s i discepoli, disse loro: In verit vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro pi di tutti gli altri. 44 Poich
tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povert, vi ha messo tutto quello
che aveva, tutto quanto aveva per vivere (Mc
12, 38-44)

10Araldi del Vangelo Novembre 2012

Commento al Vangelo XXXII Domenica del Tempo Ordinario

Dare, dare di s,
darsi del tutto!
Di fronte alle menzognere apparenze derivate
dallorgoglio, manifestate nellipocrisia dei dottori
della Legge, Nostro Signore ci esorta a esser
sinceramente generosi come la povera vedova,
dando tutto di noi stessi per amore a Lui.
Mons. Joo Scognamiglio Cl Dias, EP

I La gioia di dare
Quando analizziamo la natura, troviamo un
fenomeno diffuso in tutta la creazione, dal regno minerale fino al mondo degli esseri angelici.
Il Sole diffonde sempre la sua luce e il suo calore sulla Terra, beneficiando tutti gli esseri che
hanno bisogno di questa irradiazione. Le acque,
nel loro costante movimento, evaporano e costituiscono nuvole che, dopo essersi caricate, scaricano al suolo elementi indispensabili per la vita. Costatiamo la straordinaria variet e la sovrabbondanza di pesci che popolano i mari e i
fiumi per alimentare luomo, o la ricchezza di
frutti che la terra gli offre durante tutto lanno.
Vediamo qui come la natura, per cos dire,
cerca di darsi. Se i suoi elementi fossero passibili di felicit, lalbero fruttifero, per esempio,
avrebbe un giubilo enorme per il fatto di produrre frutti e offrirli alluomo; il mare si sentirebbe felice di consegnargli i pesci e la gioia del
Sole consisterebbe nellilluminare e riscaldare
costantemente la Terra e coloro che vi abitano.
Dunque, questa generosit che avviene nellu-

niverso intero il principio sul quale si fonda la


Liturgia di oggi: dare, dare di s, darsi del tutto!

II Contrasto tra
egoismo e generosit
Per intendere bene il passo evangelico scelto dalla Chiesa per questa domenica, dobbiamo considerare che i Sacri Vangeli non furono
scritti semplicemente come un libro comune,
una storia per far bene alle anime pietose dei
primi tempi del Cristianesimo. Innanzitutto, essi furono una convocazione allauge spirituale, a
una perfezione come quella del Padre del Cielo. Ma non solo questo: divennero anche un elemento di polemica, visto che i primi divulgatori
della Buona Novella, nella loro azione apostolica, trovarono davanti a s ostacoli da superare.
Quando San Marco elabor il suo Vangelo, uno
di questi intoppi proveniva da uomini esperti
nella Legge di Mos e nelle Scritture dellAntico Testamento.
Teniamo presente anche questo: lEvangelista visse a Roma per molto tempo, come ausiliaNovembre 2012 Araldi

Questa
generosit
che si verifica
nelluniverso
intero il
principio sul
quale si fonda
la Liturgia
di oggi

del Vangelo11

Ri

ca

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st

el

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an

co

Di fronte a
questa situazione, San
Marco polemizza instancabilmente,
in modo particolare contro i dottori
della Legge

re di San Paolo e di San Pietro, e scriveva con lo


scopo di raggiungere il pubblico romano, com
opinione comune degli esegeti. In quel tempo
molti giudei risiedevano nella capitale dellImpero e un buon numero di loro stava entrando
a far parte delle fila cristiane. Tanto chi rimaneva nella Sinagoga quanto i neoconvertiti (prima di avere una conversione piena, il che non
era facile) volevano a ogni costo far prevalere
i loro costumi e la Legge di Mos tra i cristiani,
anche nellambiente di quelli provenienti dalla
gentilit. Possiamo confermarlo nella Lettera di
San Paolo ai Romani, nella quale egli rimprovera lungamente i giudei di Roma per tale atteggiamento.
Mentre San Luca e San Matteo non si mostrano cos contundenti di fronte a questa situazione,
San Marco polemizza instancabilmente, in modo
particolare contro i dottori della Legge, poich
costoro ingarbugliavano la sua azione apostolica, come risulta chiaramente dai frequenti riferimenti a loro rivolti nel suo Vangelo.1
Non risparmiando meritate critiche, San
Marco d risalto alle discussioni di Nostro Signore con loro e da queste trae ricchissime lezioni morali per i cristiani di tutti i tempi.
quanto contempliamo nel primo versetto di
questo Vangelo.

San Marco, Evangelista Basilica di San Pietro

12Araldi del Vangelo Novembre 2012

Ammonire le moltitudini contro lipocrisia

In quel tempo, 38 Ges mentre insegnava diceva a una grande moltitudine:


Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze; 39 avere i primi seggi nelle Sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

importante mettere in risalto il dettaglio


indicato dallevangelista: Ges parlava a una
grande moltitudine. Fu, pertanto, un insegnamento destinato a tutti e dato senza tergiversare, ammonendo il popolo contro i dottori della
Legge, per le ragioni esposte a seguire.
Secondo i costumi dellepoca, era naturale
che chiunque facesse venie speciali quando passava un dottore della Legge, cui erano riservati i
posti donore nelle cerimonie pubbliche. Come
fa notare padre Tuya, la piazza pubblica, o agor, era il centro commerciale e sociale della citt, per questo, agli scribi e ai farisei piaceva, con
i loro vistosi indumenti, passeggiare lentamente
e gravemente in questo luogo, per ricevere i saluti del popolo. Ambivano in modo speciale il titolo di Rabbi (mio Maestro). Nelle assemblee, i
posti erano assegnati non solo in ragione dellet, ma anche della dignit del personaggio, per
esempio, della sua sapienza. Siccome i posti designati in ragione della dignit erano molto meno numerosi di quelli destinati alle persone per
motivo di et, i farisei volevano, per ostentazione e vanit, che nei banchetti gli fossero dati questi primi posti, per mettere in risalto cos la
loro dignit. [...] Era unansia smodata, infantile
e quasi patologica di vanit e superbia.2
Una lettura superficiale dei due versetti sopra trascritti potrebbe portare a credere che
non si debbano usare abiti belli, salutare con
cortesia o favorire la gerarchia nelle relazioni
sociali. Daltronde, gli indumenti nobili e decorosi si stanno abbandonando, in virt della mentalit dei giorni nei quali stiamo entrando. Predomina il brutto per il brutto e legualitario per
legualitario. Si sta generalizzando il gusto di vestirsi il pi negligentemente possibile, in modo
da potersi sedere per terra; entrano nella moda il brutto, il vecchio, lo stracciato e limmorale, mentre si semplificano al massimo i costumi,
in un modo che nemmeno gli esseri irrazionali
farebbero. Non questo ci che Nostro Signore
voleva per i suoi seguaci.

Francisco Lecaros

Nostro Signore nella Sinagoga di Cafarnao Biblioteca del Monastero di San Milln de la Cogolla (Spagna)

Il problema non sta nellabbigliamento appariscente o nelle onoranze, ma nel voler richiamare lattenzione su di s, vale a dire, nellaver
lintenzione, non di lodare Dio, ma di lodare se
stessi. I costumi enumerati da Nostro Signore, di
per s legittimi in alcune circostanze, erano del
gusto dei dottori, pi per superbia che per ammirazione per le cose belle, per il desiderio di
glorificare Dio o per lintento di far bene al prossimo. Il loro obiettivo era vanagloriarsi, ostentare superiorit, in fondo, essere adorati, incensati dagli altri. Usurpavano, infatti, il luogo centrale appartenente a Dio. Quellapparato di dignit, quellapparenza di onore, rispetto e saggezza avrebbero dovuto corrispondere alla realt; ossia, la vita di tali dottori che avrebbe dovuto renderli creditori di questi omaggi.
Invece, la realt era molto differente e Nostro Signore la denuncer.

Lapparenza, manto di una


realt peccaminosa

Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna pi grave.

40

NellAntico Testamento, le vedove avevano


molto poca protezione e, cos, uomini privi di
scrupoli cercavano di strappare loro quanto po-

tevano. Comune era il caso di vedove senza figli


adulti, alle quali toccava la responsabilit di amministrare la fortuna della famiglia. In questa situazione di abbandono, come indica Nostro Signore, sintroduceva un maestro della Legge
che, con la scusa di pregare, terminava per rapinare i loro averi.
Denunciando questo tipo di azioni, il Divino Maestro chiariva ai suoi ascoltatori quanto
i dottori della Legge rappresentassero esteriormente quello che di fatto non erano. Conoscevano tutti i meandri della Legge, senza praticarla... In realt, si comportavano come voraci divoratori di fortune altrui. Pi ancora, essendo
periti di legge, sapevano bene condurre i processi giuridici che circondavano ogni causa di
successione e, con ci, avevano maggior facilit
a finire per impossessarsi del denaro.
Pertanto, sotto lapparenza di virt si celava
una mentalit da vampiro, il cui fine era strappare agli altri, in forma ingiusta e senza scrupoli, quanto fosse possibile.

Sotto
lapparenza di
virt si celava
una mentalit
da vampiro,
il cui fine era
strappare agli
altri, in forma
ingiusta
e senza
scrupoli,
quanto fosse
possibile

Le funeste conseguenze dellorgoglio


Questo ci serva da ammonimento contro i
pericoli dellorgoglio. Ogni vanit quando accettata con indulgenza, come accadeva a questi
dottori finisce per condurre alla disobbedienza dei Comandamenti di Dio. Condizione esNovembre 2012 Araldi

del Vangelo13

senziale per mantenersi fedeli alla Legge lumilt; la chiave della pratica duratura di tutti i
precetti divini questa virt.
Nel caso dei dottori della Legge, legoismo
orgoglioso, aggravato dalla doppiezza di spirito,
lipocrisia di rappresentare in maniera pomposa quello che non si , li rende meritevoli della
peggior condanna, secondo lenergica espressione dello stesso Uomo-Dio: la dannazione
eterna, nellinferno, castigo adeguato per chi,
prendendo le vie dellorgoglio, si impelaga nella
disonest e in altri peccati. Fuggiamo, dunque,
da ogni vanagloria, per non finire per rompere
con gli altri Comandamenti della Legge di Dio,
e abbiamo la certezza di questa verit: alla radice di ogni peccato grave c sempre lorgoglio.

Paragonato
al fragoroso
rumore delle
monete
lanciate dai
ricchi, si
riduceva a
quase nulla il
lieve rumore
prodotto dalle
due monetine
della povera
donna

Fare il bene per ostentazione

Ges, sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel
tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.
41

Allesempio dato sul comportamento dei legisti, Nostro Signore contrappone la scena che
segue. Esistevano nel Tempio tredici casse per il
deposito delle elemosine. Il gazofilacio, o teso-

ro del Tempio, ci informa padre Tuya, era situato nellatrio delle donne. Probabilmente cerano varie camere per la custodia di questi tesori. Nella parte anteriore, secondo la Mishnah,
cerano tredici botole a forma di tromba, dallapertura molto grande allesterno, da dove si gettavano le offerte.3
In quella piccola societ al contrario degli agglomerati di persone anonime, tipica delle grandi citt moderne tutti si conoscevano,
pertanto, chi faceva lelemosina attirava molto
lattenzione.
Ricordiamo anche che allora non esisteva la
moneta, in carta ma soltanto monete coniate in
metallo nobile come loro e largento o in metalli di minor valore. Cos, queste casse assecondavano molto il desiderio di ostentazione. Chi
possedeva una grande fortuna poteva con facilit scaricarvi enormi quantit di monete, in
maniera appariscente e rumorosa, ostentando di fronte ai presenti la sua presunta generosit. Come Nostro Signore aveva denunciato in
unaltra occasione (cfr. Mt 6, 2), con frequenza
lazione di questi ipocriti era preceduta da squilli di tromba per annunciare che lelemosina veniva data. Fatto questo, un nuovo squillo indicava luscita del donatore. Costui se ne andava
coperto di gloria, centro dellammirazione delle
persone presenti, che sussurravano elogi... calcolando, senza dubbio, qual era il montante depositato nella cassetta.
Seduto nel Tempio davanti alla cassa delle
elemosine, il Divino Maestro osservava in silenzio questa scena tanto comune per chi conosceva il posto.

Uno smisurato contrasto

Ma venuta una povera vedova vi gett due spiccioli, cio un quattrino.

Nick Thompson

42

Sopra e nella pagina seguente: Particolari


dellobolo della vedova Basilica di SantApollinare
Nuovo, Ravenna

14Araldi del Vangelo Novembre 2012

importante evidenziare il contrasto dei due


atteggiamenti. Possiamo immaginare la vedova,
ormai di una certa et, che trascina i piedi, piegata per gli acciacchi del tempo. Secondo padre
Tuya, lei gett due spiccioli, lequivalente di
sedici parti di un denario, cio, uninezia, poich il denario era considerato come il salario
quotidiano di un lavoratore.4
Paragonato al pomposo rumore delle monete lanciate dai ricchi, si riduceva a quasi nulla il
lieve rumore prodotto dalle due monetine della povera donna. Senza dubbio, poca impres-

La vera generosit

Allora, chiamati a s i discepoli, disse loro: In verit vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro pi di tutti gli
altri. 44 Poich tutti hanno dato del loro
superfluo, essa invece, nella sua povert,
vi ha messo tutto quello che aveva, tutto
quanto aveva per vivere.
43

Limpressione prodotta da queste prime parole del Maestro deve esser stata grande. Come
poteva la povera vedova aver dato pi di tutti gli altri, se questi avevano versato una grande quantit di monete doro, mentre lei appena
due monetine di valore insignificante?
Per chiarire il suo insegnamento, Ges spiega: la vedova gett nella cassetta quanto possedeva per vivere, mentre i ricchi diedero quello
che gli avanzava. Facendo questo paragone, Cristo non voleva condannare i ricchi, ma elogiare
quella donna per il fatto che non aveva tenuto
nulla per s. Infatti, quando un ricco consegna
lintegrit dei suoi beni, d di pi rispetto a chi
fa lo stesso, ma dispone di poco. Era il caso, per
esempio, di Lazzaro, Marta e Maria, membri di
una facoltosa famiglia di Israele, i quali si consegnarono interamente a Nostro Signore.
Quella vedova aveva dato tutto, mettendosi
nelle mani di Dio. C proprio da credere che lo
stesso Ges le avesse concesso la grazia di procedere cos, proponendoSi di proteggerla. Senza che questa lo sapesse, Egli concedeva alla povera donna un bene superiore a qualsiasi altro:
la gloria di esser elogiata dal Verbo Incarnato.
In questa compiacenza di Nostro Signore verso di lei, entrava una predestinazione alla gloria eterna.
Allestremo opposto stavano i maestri della Legge: questi divorano le case delle vedove,
fingendo di fare lunghe orazioni, motivo per il

quale riceveranno la peggior condanna (Mc


12, 40).

Dio conosce le intenzioni del cuore


In questi versetti, Nostro Signore contrappone lepisodio delle elemosine alla denuncia fatta
precedentemente contro i dottori della Legge.
In entrambi i casi, vediamo negli atteggiamenti dei personaggi lesteriorit, ma non lintimo.
Tuttavia, lo sguardo di Dio non come quello
delluomo, poich luomo guarda allapparenza,
mentre Dio guarda al cuore (ISm 16, 7). Questo divino sguardo ci accompagna sempre, nulla gli sfugge. La nostra vita, i nostri atti, il nostro
comportamento, sono giudicati con una precisione assoluta dallo sguardo di Dio, il quale penetra nellintimo di tutti e analizza il fondo delle
anime, sapendo perfettamente quello che succede in ognuna.
Comparando la disposizione di spirito dei
maestri della Legge con quella della vedova,
Ges voleva render chiara lesistenza di due
estremi: quello della generosit, in contrasto
con quello dellegoismo e dellamore disordinato a se stessi.
Lattaccamento, che in un ricco si distribuisce tra le sue migliaia di monete, nel caso del

Ges
concedeva
alla povera
donna un
bene superiore
a qualsiasi
altro: la
gloria di
esser elogiata
dal Verbo
Incarnato

Nick Thompson

sione caus a coloro che si trovavano l intorno, molto preoccupati a calcolare il valore approssimativo delle elemosine che erano depositate. Come vedremo poi, non aveva nulla di
pi da dare in offerta, forse per il fatto che la
sua antica fortuna era stata dilapidata da qualche approfittatore, secondo la denuncia fatta
da Ges poco prima.
Di fronte a questa scena, Nostro Signore
rompe il silenzio per trarne un salutare insegnamento.

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo15

Lattaccamen
to, che in
un ricco si
distribuisce
tra le sue
migliaia
di monete,
nel caso del
povero si
concentra
in poche

povero si concentra in poche. Rinunciare a esse esige non poco sacrificio, ancor pi se sono
soltanto due, ma quella donna le ha offerte generosamente, depositando la sua intera fiducia
in Dio. il medesimo atteggiamento assunto da
unaltra vedova, della citt di Sarepta nella Sidonia, contemplata nella prima lettura di questa domenica (IRe 17, 10-16). Quando ricevette
il Profeta Elia a casa sua, lei aveva soltanto un
pugno di farina e un po di olio per fare un ultimo pane per s e suo figlio. Tuttavia, sollecitata
dalluomo di Dio, fu daccordo di dargli questunico alimento. Per aver agito cos, lolio e la farina si moltiplicarono indefinitamente nella sua
dispensa, finch torn a cadere la pioggia sulla
terra. Cos la ricompensa di Dio per chiunque
dar con piacere e generosit.

I due poli
Anche noi dobbiamo esser generosi con Dio,
quanto Egli generoso con noi. Dobbiamo consegnarGli tutto! Tuttavia, questo non pu esser interpretato come un obbligo di disfarci di
quanto ci appartiene e metterci a vivere di elemosine. Poche persone ricevono questa sublime
vocazione. Si tratta di comprendere che tutti i
nostri beni e anche noi stessi sono propriet di Dio.
La Liturgia di oggi ci presenta unopzione tra
due poli: quello della generosit totale o quello dellegoismo totale. O scegliamo uno e odiamo laltro, o viceversa. O siamo interamente di
Dio, o siamo interamente di noi stessi. Nelle vie
di mezzo non rimane nessuno.
Se abbiamo una vocazione di vita consacrata, dobbiamo essere in ogni momento disposti
a dar tutto, non soltanto a causa di un impegno
assunto in una cerimonia, ma per la convinzione
che la nostra vita nelle mani di Dio.
Tuttavia, come applicare questo principio alla vita di chi chiamato a costituire una famiglia e ha, pertanto, il dovere di stato di provvedere nella miglior maniera possibile ai suoi? La
risposta semplice. Questo dar tutto non significa disfarsi letteralmente dei propri beni,
ma avere in relazione ad essi unatteggiamento
di un tale distacco che non costituiscano delle
catene che impediscano lelevazione dellanima
fino alle cose celesti. Se non cos, si finisce per
cadere nella deviazione dei dottori della Legge,
denunciata da Nostro Signore in questo passo
del Vangelo di San Marco.

16Araldi del Vangelo Novembre 2012

III Nella generosit,


la perfetta gioia

Lesempio supremo del dare, dare di s e darsi del tutto, lo troviamo nella seconda lettura
di questa domenica, tratta dalla Lettera di San
Paolo agli Ebrei (Eb 9, 24-28). Il Padre aveva un
Figlio unigenito, generato da tutta leternit, e
non creato. Il Suo amore per il Figlio e del Figlio per Lui cos intenso che da Loro procede
una Terza Persona, che lo Spirito Santo.
Nonostante questamore sviscerato, il Padre
ha deciso di consegnare suo Figlio per riscattare la natura umana, traviata dal peccato. E il Figlio, che avrebbe dovuto incarnarSi nella gloria,
dato che la sua anima nella visione beatifica,
ha sospeso questa legge per assumere una natura mortale.5 Egli voleva dare, dare di S e darSi
del tutto e, per amor nostro, ha assunto un corpo sofferente, soggetto a tutte le difficolt della
vita su questa Terra. Una volta sola, Egli apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso (Eb 9, 24-26).
Ecco lesempio divino, che invita ognuno di
noi, secondo i nostri doveri e le nostre possibilit, a dare non solo di quello che ci avanza, ma
dare tutto. Dio che ci ha creato e redento, per
questo a Lui apparteniamo. Tutto Suo e deve
tornare a Lui.
Cos come il Sole, lacqua o gli alberi, se fossero passibili di felicit, sarebbero completamente felici col dono generoso di s, anche noi
troveremo la nostra perfetta gioia nel dare, dare
di noi e darci del tutto.

Rimedio per le nostre miserie e


rifugio contro le tentazioni
Quando uno d di s, il suo egoismo finisce
per esser soffocato a beneficio del servizio degli altri. Servire sia dando un buon esempio,
un buon consiglio, o prestando un qualche aiuto
ripara le nostre colpe e allo stesso tempo ci allontana dal peccato. Cos, un modo di acquistare forze per affrontare le tentazioni fare dono
di noi stessi.
Al contrario, chi si chiude nel suo egoismo,
impreparato per il momento sempre presente della tentazione, poich ci basta esistere per
essere un focolaio di sollecitazioni per il peccato, come dice San Pietro: Siate temperanti,
vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare
(I Pt 5, 8).

Ricardo Castelo Branco

Cristo Pantocratore Basilica di SantApollinare Nuovo, Ravenna

Cerchiamo la felicit dove essa si trova


Nulla porta pi felicit a unanima che restituire a Dio quello che Gli appartiene. La giustizia consiste nel dare a ognuno il suo diritto.6
Ora, se vengono da Dio tutte le cose che sono
state create e sono a disposizione delluomo,
questi debitore di tutto quanto ha ricevuto da
Lui. Il prestito fa parte degli accordi tra gli uomini. Chi presta resta in attesa della devoluzione del bene imprestato e chi lha preso in prestito ha lobbligo di restituirlo al proprietario.
Ora, se cos nei rapporti umani, non possiamo dimenticarci: tutto quello che abbiamo non
che un prestito di Dio! Dalla nostra vita, fino
alle nostre capacit e qualit, passando per tutti i nostri beni.
Cos saremo liberi, poich realmente libero
solo chi giusto, e mette nelle mani di Dio tutto
quello che da Lui ha ricevuto.
1

Cfr. LAGRANGE, OP, Marie-Joseph. vangile selon Saint Marc.


5.ed. Paris: J. Gabalda et Fils,
1929, p.328.
TUYA, OP, Manuel de. Biblia comentada. Evangelios. Madrid:
BAC, 1964, tomo V, p.499-500.

Darebbe segni di follia chi, avendo perduto


qualcosa allinterno di un teatro, andasse a cercarla al di fuori, adducendo che la via pi illuminata. E che cosa fa il mondo odierno? Essendo
affondato nellegoismo, corre dietro alla felicit,
dove essa non si trova. Proclamando che la libert consiste nel consegnarsi alla furia delle passioni e delle cattive inclinazioni, va alla ricerca della
felicit nel vizio, nel peccato e in tante follie, dove trova, non la felicit, ma la frustrazione, la depressione e, a volte, le malattie. In questo modo,
legoismo, fustigato da Nostro Signore nel Vangelo di oggi, gi castigato qui sulla Terra, essendo ancora meritevole della pena eterna.
La vera gioia consiste nella generosit virtuosa, poich in essa che luomo compie interamente la sua finalit di conoscere, servire e
amare Dio in questo mondo, in modo da esser elevato alla vita con Dio nel Cielo.7

Idem, p.710.

Idem, p.710-711.

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. III, q.14,


a.1, ad 2.

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. II-II,


q.58, a.1.

Compendio del Catechismo della


Chiesa Cattolica, n.67.

Novembre 2012 Araldi

Nulla porta
pi felicit a
unanima che
restituire a
Dio quello che
Gli appartiene

del Vangelo17

Sono stati Adamo ed Eva


ingannati dal serpente?
Essendo i nostri progenitori stati creati in un elevatissimo
stato di grazia, santit e perfezione, com possibile che
essi abbiano peccato?

uanto pi si approfondisce negli insegnamenti della Santa Chiesa sul


Peccato Originale, pi resta chiara la gravit della disubbidienza dei nostri primi padri. Questa consiste in una trasgressione sconcertante, quasi si potrebbe che incomprensibile. A proposito delle mancanze degli uomini in questa valle di lacrime
il salmista dice: Delicta, quis intelligit? (Sl 19,13). A colui che tentato gli ausili divini non mancano mai e
vengono prodigamente elargiti. Cosa
si potrebbe dire, dunque, delloffesa a
Dio commessa da Adamo ed Eva nel
Paradiso Terrestre, una volta che sono
stati creati in un elevatissimo stato di
grazia e santit? Com stato possibile
che loro peccassero? Quale stata la
causa e radice pi profonda della loro
violazione del precetto divino?
Questa , del resto, una reazione
molto comune in chi ascolta questo
racconto della Genesi, cosciente di
quanto la nostra esistenza sia dura,
caratterizzata da problemi, sforzi,
sofferenze e dispiaceri di ogni sorta. Tuttavia, lindignazione del Dott.
Plinio aveva una ragione pi pro-

Don Rodrigo Alonso Solera Lacayo, EP


fonda: tenendo in considerazione la
bont infinita che Dio aveva dimostrato verso Adamo ed Eva, come
hanno potuto disobbedirGli?
quello che considereremo in
questarticolo che, sulla base di due
luminari del pensiero cristiano, San
Tommaso e SantAgostino, esamina la questione dellinganno del serpente verso i nostri progenitori.

Dio ha creato luomo


retto (Qo 7, 29)
Come specchi senza macchia,
Adamo ed Eva irradiavano nella loro
perfetta innocenza limmagine del loro Creatore. Per un dono soprannaturale della grazia, la loro ragione era
sottomessa a Dio, la volont alla ragione e il corpo allanima. Di conseguenza, godevano di una vita integra,
immortale e impassibile: Non cera,
per luomo, possibilit di morte, n
di malattia. A causa della soggezione
delle forze inferiori alla ragione, regnava in lui una completa tranquillit di spirito, perch la ragione umana non era turbata da nessuna passione disordinata. Giacch la sua volont era sottomessa a Dio, egli diri-

18Araldi del Vangelo Novembre 2012

geva tutto a Dio, come al suo fine ultimo, e in questo consistevano la sua
giustizia e la sua innocenza.1 Se i nostri progenitori fossero stati fedeli,
questo stato di giustizia sarebbe stato
comunicato a tutti i loro discendenti.
Nella sua infinita bont, Dio aveva destinato luomo a un fine soprannaturale, alla felicit perfetta: contemplare lessenza divina nella gloria delleternit. Tuttavia, questa beatitudine non si doveva ottenere soltanto come un dono gratuito, ma come un premio meritato e conquistato sempre con lausilio della grazia con la fedelt e le buone opere. Qual stata, dunque, la prova cui
Adamo ed Eva sono stati sottoposti
da Dio per essere degni di quella felicit che gli occhi non hanno visto, le
orecchie non hanno udito, n il cuore umano ha immaginato (cfr. ICor
2,9)? Avrebbe dovuto, certamente,
essere qualcosa di difficilissimo...
In realt, Dio impose loro un precetto facile da compiersi: Non devi
mangiare dellalbero della conoscenza del bene e del male, perch, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti (Gn 2, 17). Questo frutto non

Geoff Gallice

A prima vista, pu
esserci solo una
risposta: i nostri progenitori sono caduti
nella trappola del
tentatore, sono stati
ingannati da lui

Esemplare della specie Pseustes


poecilonotus Isola di Coln (Panama)

era cattivo in se stesso. La finalit della proibizione era abituare luomo alla salutare sottomissione al suo Creatore. Si trattava, pertanto, di una semplice prova di obbedienza. E in quello stato di giustizia, nel quale il corpo
si trovava sottomesso alla ragione e lanima a Dio, Adamo ed Eva non avevano debolezza alcuna. In loro non cerano cattive inclinazioni o appetiti disordinati che potessero indurli a rompere il loro proposito di obbedire a Dio.
Allora, come hanno potuto i nostri progenitori disobbedire a Dio,
date la rettitudine e lintegrit del
loro stato originale?

Il serpente mi ha
ingannato (Gn 3, 13)
A prima vista, ci pu essere solo una risposta: essi sono caduti nella trappola del tentatore, sono stati
ingannati da lui. La narrazione della Genesi sembrerebbe confermare questa ipotesi. Infatti, il serpente disse a Eva che, se lei e suo marito avessero mangiato del frutto proibito, i loro occhi si sarebbero aperti e sarebbero stati come di, conoscitori del bene e del male. In segui-

to, scritto: Allora la donna vide che


lalbero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangi, poi ne diede anche
al marito, che era con lei, e anchegli
ne mangi (Gn 3, 6). E pi avanti,
quando Dio interrog Eva sulla causa della sua disobbedienza, ella rispose: Il serpente mi ha ingannata e io
ho mangiato (Gn 3, 13).
Ecco, il dilemma sembrerebbe risolto! Tutto indicherebbe che Eva
abbia creduto alle parole del demonio, poich ha ritenuto che la sua intelligenza si sarebbe aperta e sarebbe stata uguale a Dio. Daltra parte,
sebbene non ci sia nessun dettaglio
su come ella abbia presentato quel
frutto ad Adamo, il fatto che questi lo abbia mangiato ugualmente
forse dimostra che lo ha accettato
per lo stesso motivo, pertanto, stato pure lui ingannato. Poveretti, si
direbbe, non hanno avuto colpa!
Invece, la questione pi complessa. Ed ecco qui la profonda malizia e gravit del primo peccato: nessuna persona, nello stato dinnocenza originale, poteva esser ingannata.

Era possibile che le mancasse qualche perfezione o conoscenza, senza


che questo venisse a essere un male
per lei. Giudicare non correttamente qualcosa, al contrario, avrebbe costituito un difetto incompatibile con
quello stato cos elevato di perfezione. Fin tanto gli uomini permanevano nellinnocenza, avrebbero potuto
ignorare una verit, ma era impossibile che singannassero accettando
come vero qualcosa di falso.2
Anche se non abbiamo considerato il motivo pi profondo per il quale i nostri progenitori hanno trasgredito il precetto divino, sarebbe chiarito il problema centrale di questarticolo: non possibile che essi siano
stati ingannati dal serpente. Tuttavia,
unaffermazione dellApostolo, nella
sua prima lettera a Timoteo, sembra
contraddire in parte quello che abbiamo appena visto: Non fu Adamo
ad essere ingannato, ma fu la donna
che, ingannata, si rese colpevole di
trasgressione (ITim 2, 14).
Ancora una volta, vediamo che la
questione pi complessa di quanto si
potrebbe pensare a prima vista. Come
avrebbe potuto Eva esser ingannata

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo19

se questo era impossibile nello stato di giustizia originale? E come si


spiega che Adamo abbia seguito la
sua sposa nel peccato?
Caro lettore, per favore, non
abbandoni la lettura... tutto risulter chiaro fra un attimo, glielo
garantisco.

Prima della rovina viene


lorgoglio e prima della caduta
lo spirito altero (Pr 16, 18)
Come ci spiega San Tommaso,
un primo desiderio disordinato in
Adamo ed Eva stata la radice pi
profonda del peccato originale.
Tuttavia, questo movimento interiore non poteva essere lappetibilit di un bene materiale, come un
intemperante desiderio di mangiare il frutto proibito; non essendoci in loro nessuna debolezza o perturbazione corporale, nessuna inclinazione della sensibilit avrebbe
potuto allontanarli da Dio. Soltanto il desiderio disordinato di un bene
spirituale, come una maggior dignit
o sapienza, avrebbe potuto spezzare
il loro vincolo con il Creatore. E questo, indica il Dottor Angelico, proprio del vizio della superbia.3
Come il furto di una grande fortuna rivela il crimine concepito e pianificato nella mente del ladro, la trasgressione del precetto divino manifesta la
superbia con cui Adamo ed Eva hanno
prevaricato prima, nel profondo delle
loro anime. Non hanno cercato in forma immediata di offendere Dio o di ribellarsi contro di Lui, ma a causa della ricerca disordinata della propria eccellenza ed elevazione, deviarono dalla loro rettitudine originale e incorsero
nella disobbedienza aperta.4
Da questi principi si deduce con
facilit la ragione per la quale Eva
stata ingannata dal demonio. Avendo perduto lo stato dinnocenza, per
il peccato interiore di superbia, le tenebre dellerrore potevano invadere, offuscare e oscurare il suo intendimento. San Tommaso lo dimostra

San Tommaso dAquino, protettore


dellUniversit di Cuzco Museo dArte di
Lima (Per)

La seduzione della
donna, sebbene
preceda il peccato
dazione, era tuttavia conseguente a un peccato di
orgoglio interiore
cos: La seduzione della donna, sebbene precedesse il peccato di azione,
tuttavia era susseguente a un peccato
di orgoglio interiore. Infatti, osserva
Agostino:La donna non avrebbe creduto alle parole del serpente, se non
avesse avuto gi nello spirito lamore
per il proprio potere e una presunzione orgogliosa di se stessa.5
Questa spiegazione brilla per la sua
chiarezza. Tuttavia, si potrebbe anco-

20Araldi del Vangelo Novembre 2012

ra porre la seguente questione: se


il peccato interiore di Eva ha preceduto la trasgressione del precetto
divino, avrebbe lei prevaricato molto prima di esser tentata dal serpente? Per quale motivo, allora, non
stata castigata ed espulsa prima dal
Paradiso? La risposta semplice: il
peccato interiore di Eva si verificato dopo la tentazione del demonio, e una volta perduta lintegrit
originale, ha creduto alle parole del
serpente e ha commesso il peccato
esteriore di disobbedienza.6
Nel caso di Adamo, due sono
state le cause che hanno deviato
la sua volont dallo stato di rettitudine e innocenza. La principale poteva essere soltanto il desiderio disordinato di un bene spirituale, un peccato di superbia, tale come nel caso di Eva. Ma, al contrario di questa, come afferma lApostolo (ITim 2, 14), Adamo si lasciato solo attrarre e non illudere dalle parole del serpente. Perch
non si pu dire che egli stato ingannato, se il suo peccato stato identico
a quello commesso dalla sua sposa?
La verit sta nelle sfumature, dicono i francesi. Genericamente, i nostri progenitori hanno commesso lo
stesso peccato di superbia. La differenza specifica tra la trasgressione di ognuno dei due e il motivo per
cui solo Eva stata ingannata precisamente in un dettaglio: [La donna] ha considerato come vero quello
che il serpente le ha detto, cio, che
Dio aveva proibito di mangiare il frutto affinch non arrivassero a essere simili a Lui; cos, volendo diventare simile a Dio, mangiando del frutto proibito, il suo orgoglio stato talmente grande che ha voluto ottenere
una cosa contraria alla volont di Dio.
Luomo, al contrario, non ha creduto
che questa fosse la verit, per questo,
non ha voluto ottenere la somiglianza divina contro la volont di Dio, ma
ha peccato per superbia, pensando di
conquistarla per se stesso.8

Salir sulle regioni superiori


delle nubi, mi far uguale
allAltissimo (Is 14, 14)
La comparazione tra il peccato
degli angeli e la disobbedienza dei
nostri progenitori, come vedremo, ci
aiuter a completare la dottrina vista
fino a qui. Alla radice delle due trasgressioni c stato, dunque, un movimento di superbia, una disordinata appetenza di esser come Dio. Tut-

Franois Boulay

La seconda causa della prevaricazione di Adamo una conseguenza della precedente. Dopo
aver perduto la giustizia originale e rotto il vincolo della sua anima con Dio, ha voluto ancora mostrarsi compiacente con Eva, come indica il Santo Vescovo di Ippona: LApostolo non ha detto
invano:Non stato Adamo che
si lasciato illudere, ma la donna
(ITim 2, 14). Perch la donna ha
accettato come vere le parole del
serpente e luomo non ha voluto separarsi da lei nella complicit
del peccato. Ora, egli non meno
colpevole, poich ha peccato con
conoscenza e discernimento. San
Paolo non ha detto:Non ha peccato, ma: Non stato ingannato.9
La radice pi profonda del Peccato Originale, pertanto, stata la
superbia: Il principio di ogni peccato lorgoglio; chi in esso si compiace sar coperto di maledizioni, e
finir per essere da esse travolto (Qo
10, 15). Alla trasgressione del precetto
divino, infatti, fa seguito la situazione
difficile nella quale ci troviamo, poich, distrutta la sottomissione dellanima a Dio, sparita la soggezione
della volont alla ragione e del corpo
allanima. Del resto, si comprende bene come i reati e i problemi dei nostri
giorni, ne siano una conseguenza.
Come conclude SantAgostino, i
nostri progenitori hanno bramato la
divinit e hanno perduto la felicit:
Rapere voluerunt divinitatem, perdiderunt felicitatem.10

SantAgostino - Basilica di Notre Dame,


Montreal (Canada)

Ora, egli non


meno colpevole,
poich ha peccato
con consapevolezza
e discernimento.
San Paolo non ha
detto: Non ha peccato, ma: Non
stato ingannato
tavia, fin dove arrivato negli uni e
negli altri questo desiderio di somiglianza? Che sia ammissibile supporre che il demonio abbia voluto elevarsi fino al Creatore, usurparGli in
qualche modo la natura divina e impossessarsi del suo trono? Adamo
ed Eva hanno letteralmente aspirato
alluguaglianza con lAltissimo?
Il Dottor Angelico distingue due
forme di somiglianza. La prima consi-

ste nelluguaglianza assoluta, nellidentit di natura. Ma non stata


questa la somiglianza con Dio aspirata dai demoni e dai nostri progenitori. Siccome essi non avevano
ancora peccato e aperto le cateratte
del loro intendimento alle tenebre
dellerrore, sapevano molto bene
che questo era impossibile. La seconda quella dimitazione, la quale raggiungibile e legittimamente
desiderabile dalle creature, poich
tutte partecipano in diversi gradi alla bont divina, purch sia cercata
in accordo con lordine stabilito da
Dio: non come un diritto o una virt da esser acquisita esclusivamente con il loro stesso sforzo, ma come pi un dono divino.11
Dunque, la rivolta del demonio
fu motivata dal desiderio di possedere in virt della sua stessa natura
quello che Dio gli avrebbe concesso con la grazia se fosse stato fedele: la gloria eterna nel Cielo, la beatitudine soprannaturale della visione
beatifica. Ossia, egli ha voluto costituirsi come il fine ultimo di se stesso,
rompendo ogni sottomissione al suo
Creatore: [il diabolo] Desider invece di essere simile a Dio in quanto
desider come fine ultimo quella beatitudine a cui poteva giungere con le
proprie forze naturali, distogliendo il
suo desiderio dalla beatitudine soprannaturale che si ottiene mediante
la grazia di Dio. Oppure, se desider
come suo ultimo fine la somiglianza
che proviene dalla grazia, la volle ottenere con le forze della propria natura
e non mediante laiuto di Dio, conformemente alla disposizione divina.12
In modo analogo, anche Adamo ed
Eva hanno cercato i beni che soltanto la grazia e i doni divini avrebbe potuto loro concedere: Il primo uomo
ha peccato, principalmente, per aver
desiderato assomigliare a Dio nella
scienza del bene e del male come gli
ha proposto il serpente, ossia, determinare da solo, con la propria natura, ci che fosse bene e male nellagi-

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo21

Si pu ben affermare che il peccato dei nostri progenitori stato diabolico, poich, nella sua essenza,
stato identico a quello degli angeli
cattivi. E si pu dire lo stesso del vizio di orgoglio per il quale siamo portati a amare pi noi stessi che Dio.

Rivestitevi dellarmatura
di Dio! (Ef 6, 11)
E comprensibile il fatto di sentire una certa costernazione quando consideriamo le diverse lotte della vita che dobbiamo affrontare, come conseguenza del peccato dei nostri progenitori. Realmente, noi siamo predisposti, in generale, desiderare unesistenza senza tentazioni,
sofferenze o difficolt.
Tuttavia, se Dio, nella sua infinita
sapienza, ha permesso il male e il peccato nella Creazione, perch sapeva che questo era il piano pi perfetto
per la Storia. Cos spiega Mons. Joo
Scognamiglio Cl Dias: Alcune correnti teologiche studiano come sarebbe la Storia umana se non fosse esistito il Peccato Originale, se gli angeli non
avessero peccato e, pertanto, non fosse
stato creato linferno. uno studio interessante, senza dubbio, affinch i te-

Per restaurare
lordine rotto, era
indispensabile che
la Seconda Persona
della Santissima
Trinit Sincarnasse,
soffrisse tutti i
tormenti della
Passione, morisse in
Croce e resuscitasse il terzo giorno
22Araldi del Vangelo Novembre 2012

ologi amplino le loro conoscenze, ma


la realt questa: Dio ha creato questo
mondo sapendo che nel Cielo alcuni
angeli si sarebbero ribellati e sarebbero
stati gettati nellinferno; sapeva ugualmente che Adamo ed Eva avrebbero
peccato e, di conseguenza, sarebbero
stati espulsi dal Paradiso Terrestre, creato per loro e i loro discendenti; stando cos le cose, aveva perfetta nozione che, per restaurare lordine spezzato dai peccati degli angeli e degli uomini, era indispensabile che la Seconda
Persona della Santissima Trinit Sincarnasse, soffrisse tutti i tormenti della Passione, morisse in Croce e resuscitasse il terzo giorno. Pertanto, questo
il pi elevato piano per la Creazione.
Impossibile che ce ne sia un altro pi
perfetto, per il semplice fatto che Dio
lha voluto e non avrebbe Egli potuto,
in nessun modo, creare un mondo che
non fosse, nel suo insieme, il pi perfetto. E fa parte di questo piano la lotta
tra il bene e il male.14
Non immaginiamo, pertanto, che
lideale per noi sarebbe di vivere in un
paradiso simile a una specie di parco di divertimenti, un luogo di vacanza perpetua, dove non ci siano mai
serpenti, frutti proibiti e lotte. La pro-

Sergio Hollmann

re, o ancora conoscere, da solo, quello


che avrebbe dovuto esser buono e cattivo. Ma ha peccato anche desiderando di assomigliare a Dio nel suo stesso potere di agire, di modo che, in virt della propria natura, potesse ottenere la beatitudine. [...] Tanto luomo
come il diavolo desideravano equipararsi a Dio, confidando nelle proprie
forze e disprezzando lordine del precetto divino.13
Gli angeli cattivi e i nostri progenitori, pertanto, non hanno avuto
lassurda pretesa di raggiungere un
piano di uguaglianza con la natura
divina; nemmeno Eva stata illusa a
questo punto dal serpente. Tuttavia,
scontenti della loro condizione di
esseri contingenti, hanno voluto costituirsi in esseri assoluti di se stessi, autosufficienti e liberi da qualsiasi soggezione a Dio. Si tratta di
una contraddizione, vero, poich
in fondo hanno cercato una sorta di
onnipotenza, coscienti che era loro
impossibile luguaglianza con il Creatore; e anche cos c in ogni peccato sia detto di passaggio una contraddizione tra la verit e il ragionamento che facciamo per giustificare
la nostra cattiva condotta.

Cristo con la Croce sulle spalle, di Biagio dAntonio Museo del Louvre, Parigi

Nella grande e decisiva battaglia per


la salvezza della
nostra anima, preghiamo, frequentiamo i Sacramenti e
ricorriamo con filiale devozione, alla
potente intercessione
di Maria Santissima

Tito Alarcn

va di Adamo ed Eva stata loccasione permessa da Dio affinch essi dimostrassero il loro
amore e la loro gratitudine per i
privilegi ricevuti, e diventassero,
in tal modo, meritevoli del premio eterno. Essi sarebbero dovuti esser preparati a vincere questa
lotta, fermamente decisi a sconfiggere il nemico infernale. Se i
nostri progenitori, invece di dar
sfogo ai movimenti di superbia
nel fondo delle loro anime, avessero agito in questo modo, non
sarebbero mai incorsi nellaperta disobbedienza a Dio, il serpente maledetto non sarebbe mai riuscito a ingannare Eva e lo sfacciato desiderio di eccellenza non
avrebbe traviato Adamo dalla
sua innocenza originale.
Non dobbiamo mai lamentarci davanti alla lotta! La nostra vita, infatti, una costante lotta
contro il demonio, il mondo e la carne: Militia est vita hominis super terram (Gb 7, 1). Al contrario dei nostri progenitori, che non hanno chiesto laiuto divino quando sono stati tentati15, non lasciamoci trasportare dallorgoglio di confidare nelle nostre povere forze naturali. Nella grande e decisiva battaglia per
la salvezza della nostra anima, preghiamo e frequentiamo i Sacramenti. Con filiale devozione, ricorriamo

Madonna dellApocalisse Casa


Rosa Mystica degli Araldi del Vangelo,
Mairipor (Brasile)

alla potente intercessione di Maria


Santissima, la quale, come un terribile esercito in ordine di battaglia,
schiaccia la testa del serpente infernale (cfr. Ct 6, 4; Gn 3, 15).
E, infine, mettiamo mano a tutte le armi spirituali messe da Dio a
nostra disposizione per raggiungere la piena santificazione: Rivestitevi dellarmatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. State
dunque ben fermi, cinti i fianchi con
la verit, rivestiti con la corazza della

SAN TOMMASO DAQUINO. Compendium theologi. L.I, c.186.

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica.


I, q.94, a.4.

SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. I,


q.94, a.4, ad 1.

Cfr. Idem. II-II, q.163, a.1.

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica.


I, II-II, q.163, a.1, ad 4.

Cos lo espone SantAgostino, lAquila di Ippona: Non si deve immaginare che il tentatore sarebbe
riuscito a vincere luomo se
nello spirito di questo non
fosse sorto prima un sentimento di orgoglio, il quale

egli doveva reprimere (De


Genesi ad litteram. L.XI,
c.5: ML 34, 432).

Spiega il Dottor Angelico:


Luomo non stato sedotto come la donna, cio, non
ha creduto alle parole del
diavolo che parlava contro Dio. Infatti, non poteva

giustizia, e avendo come calzatura ai


piedi lo zelo per propagare il vangelo
della pace. Tenete sempre in mano lo
scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del
maligno; prendete anche lelmo della
salvezza e la spada dello Spirito, cio
la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi (Ef 6, 11.14-16.18).

venirgli in mente che Dio,


con una bugia, lo avesse minacciato e gli avesse proibito, senza motivo, di fare qualcosa di utile. Tuttavia, attratto dalla promessa del diavolo, ha desiderato in modo indebito la propria elevazione e la scienza (Compendium theologi. L.I, c.191).
8

SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica. IIII, q.163, a.4.

SANTAGOSTINO. De civitate Dei. L.XIV, c.11, n.2.

10

SANTAGOSTINHO. Enarratio in Psalmum LXVIII,


n.9: ML 36, 848.

11

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica.


I, q.63, a.3.

12

Idem, ibidem.

13

Idem, II-II, q.163, a.2.

14

CL DIAS, EP, Joo Scognamiglio. Omelia del sabato


della V settimana di Pasqua.
Mairipor, 12 maggio 2007.

15

Cfr. SAN TOMMASO DAQUINO. Somma Teologica.


I, q.94, a.4, ad 5.

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo23

Hctor Mattos

Che cos la Nuova


Evangelizzazione?
La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione
della fede cristiana il titolo della XIII Assemblea
Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi,
convocata dal Santo Padre nellapertura dellanno
della Fede. In cosa consiste?

espressione Nuova Evan


gelizzazione stata usata, per la prima volta, da
Papa Giovanni Paolo II.
Designa una caratteristica peculiare del suo pontificato. Si tratta pi
di unintuizione che di un progetto.
proprio vero che egli ha parlato
anche di metodi e di nuovo ardore,
ma non ha spiegato in cosa consistano questi metodi.
Lespressione stata usata anche per designare una seconda
evangelizzazione, principalmente
a proposito dei Paesi di antica cristianit che hanno sofferto limpatto della cosmo-visione della modernit.
Nemmeno il testo dei Lineamenta, destinato a promuovere una prima riflessione sul tema del Sinodo
riesce a esporre chiaramente il concetto della Nuova Evangelizzazione,
dei suoi metodi e obiettivi.
In questarticolo, svilupper il tema,
secondo le seguenti tappe: cosa vuol
dire evangelizzare, qual il significato

La Nuova
Evangelizzazione
non un processo
allevangelizzazione
precedente, come
se questa non fosse
stata valida
dellespressione Nuova Evangelizzazione, il suo contesto e contenuto.

Cosa vuol dire evangelizzare


Paolo VI, nellEsortazione Apostolica post sinodale Evangelii nuntiandi,
afferma che evangelizzare annunciare Ges Cristo: la sua vita, la sua Parola, il suo Regno, la sua Morte e Resurrezione.1 Possiamo dire che essa
comprende anche il Dono dello Spirito Santo, poich non stato se non
dopo la venuta dello Spirito Santo, nel

24Araldi del Vangelo Novembre 2012

Mons. Benedetto Beni dos Santos

Vescovo di Lorena - Brasile

giorno di Pentecoste, che gli Apostoli sono partiti per ogni parte del mondo per cominciare la grande opera di
evangelizzazione della Chiesa.2
Benedetto XVI, nellEsortazione
Apostolica post sinodale Verbum Domini, afferma che esiste un unico Verbum che si manifesta in una sinfonia
di voci che va dalla creazione, passando per la Sacra Scrittura, fino al
silenzio della Croce. Conclude, affermando che la persona di Ges Cristo
la Buona Novella che annunciamo.3
Ma Cristo, Verbo incarnato, non
solo oggetto dellevangelizzazione.
Egli anche il soggetto dellevangelizzazione. Questaffermazione ha il suo
fondamento nella dottrina di SantAgostino. Commentando lespressione
di Giovanni Battista, Io sono voce di
uno che grida nel deserto (Gv 1, 23),
Agostino afferma che Giovanni Battista la voce della Parola. Voci della Parola sono stati i patriarchi, i profeti e gli apostoli.4 E conclude: E necessario che tutte le voci diminuiscano
per fare progressi nella conoscenza di

Cristo.5 Perch tutti quelli che evangelizzano sono voci di ununica Parola, di un unico Verbo.
Come la Chiesa il Corpo di Cristo, levangelizzazione comprende
anche i compiti ecclesiali: i Sacramenti, le pastorali, la testimonianza
cristiana, la vita consacrata. NellEsortazione Apostolica post sinodale Vita consecrata, Giovanni Paolo II
afferma che la vita consacrata una
vita in missione.6
Possiamo affermare che anche
la promozione della dignit umana e della giustizia, realizzata come
imperativo della fede e dellamore
per il prossimo, una componente
dellevangelizzazione.
Alcuni considerano come evangelizzazione il dialogo della Chiesa con le religioni. Tuttavia, Giovanni Paolo II, nellenciclica Redemptoris Missio, afferma che il dialogo con
le religioni non sostituisce lannuncio esplicito di Ges Cristo. Al contrario, esso tende a questannuncio.
Inoltre, il dialogo con le religioni deve esser condotto con la coscienza
che la Chiesa il cammino ordinario
per la salvezza e che solo Essa possiede tutti i mezzi salvifici.7

e profonda riflessione sul significato della cultura e della sua relazione


con il messaggio cristiano e la missione della Chiesa. Questa riflessione
stata motivata, durante il Concilio Vaticano II, dalla presa di coscienza dei
problemi dellevangelizzazione nei
paesi di missione ad gentes. La preoccupazione era come adattare il messaggio cristiano alle culture locali. Un
altro fattore stato la crisi provocata
nei Paesi di antica cristianit di fronte alla cosmo-visione della modernit.
La cultura comprende lo sviluppo
e il perfezionamento delle facolt dello spirito e del corpo; la conoscenza e
il lavoro con i quali si cerca di sottomettere la Terra; lumanizzazione della vita sociale che si beneficia mediante il progresso dei costumi e istituzioni. Comprende le scoperte scientifiche, i valori estetici, le intuizioni filosofiche, morali e religiose. Comprende gli stili di vita e le differenti scale
di valori. La cultura, infatti, esprime
lidentit storica e sociale degli esseri umani. Essa marcata dalla storicit. Pertanto, esiste non solo la cultura
in generale, ma la diversit di culture.
La Gaudium et spes distacca la
cultura come dimensione essenzia-

le e, pertanto, universale dellessere umano.8 Con essa, lessere umano si umanizza. la cultura che distingue luomo dagli animali e dalle
cose della natura. Per mezzo di essa,
luomo si umanizza, umanizza la natura e il mondo che lo circonda. Si
umanizza perch sviluppa le sue potenzialit soggettive.
Il dramma del nostro tempo, ha
affermato Papa Paolo VI, la rottura tra il Vangelo e la cultura.9 Secondo lui, il processo evangelizzatore della cultura il seguente:
a) portare la Buona Novella a tutti gli ambienti dellumanit e, col
suo influsso, trasformare, a partire
da dentro, la propria umanit;
b) convertire, allo stesso tempo,
la coscienza personale e collettiva
degli uomini, la loro vita e ambiente concreti;
c) arrivare a raggiungere e quasi a modificare con la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori che
contano, i centri dinteresse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e
i modelli di vita dellumanit, che si
presentano in contrasto con la Parola di Dio e con il disegno della salvezza.10

Il termine Nuova Evangelizzazione stato usato da Giovanni Paolo


II in riferimento alla prima evangelizzazione dellAmerica Latina, nel
senso di continuarla, completarla e
rinnovarla in accordo con le nuove
condizioni, necessit e esigenze dei
nostri popoli. In seguito, il concetto stato trasferito al caso dei Paesi de-cristianizzati dellEuropa, avviluppati dalla cultura della modernit. Infine, lespressione si universalizzata di modo che attualmente designa, soprattutto, levangelizzazione della cultura. La cultura ,
dunque, il centro, il mezzo e lobiettivo della Nuova Evangelizzazione.
Nelle ultime quattro decadi, si
sviluppata nella Chiesa unampia

LOsservatore Romano

Nuova Evangelizzazione

Tutti coloro che evangelizzano sono voci di ununica Parola,


di un unico Verbo
Sessione di apertura della XIII Assemblea Generale Ordinaria
del Sinodo dei Vescovi, 8/10/2012.

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo25

Lazione evangelizzatrice della


Chiesa si esercita nel riconoscimento degli autentici valori culturali e
nellimpegno per il suo consolidamento e rafforzamento e, anche, per la denuncia e purificazione dei controvalori
che rivelano la presenza del peccato. Il
discernimento evangelico delle culture il punto iniziale in tutto il processo
dinculturazione del Vangelo.

Si tratta di affrontare le nuove sfide


sorte dalle trasformazioni culturali che
esprimono una nuova
epoca dellumanit

Sfide culturali affrontate dalla


Nuova Evangelizzazione
Una delle sfide pi importanti
laccettazione di Dio come Fondamento, non solo delluniverso e della
vita in generale, ma anche della retta
condotta umana, pertanto, della giustizia, della fraternit e della pace.
Esiste anche la difficolt di conciliare vita democratica e rispetto dei valori morali. Molti ritengono che la legalizzazione dellaborto,
il riconoscimento giuridico di unione di omosessuali, la legalizzazione
delleutanasia, facciano parte della
vita democratica.
Esiste anche la sfida di conciliare il rispetto per lecologia ambientale e il rispetto per lecologia umana. Come ha affermato Benedetto
XVI, nellEnciclica Caritas in veritate, entrambe fanno parte dellunico libro della natura. Senza il rispetto per lecologia umana, la coscienza
comune non riuscir a rispettare neanche lecologia ambientale.11
Quanto alla secolarizzazione, siccome essa non assume pubblicamente
un discorso esplicito contro Dio e contro la religione, facilmente penetra nella mentalit delle persone. Quando penetra nella mentalit dei cristiani, la

Cfr. PAOLO VI. Evangelii


nuntiandi, n.17; 26.

conseguenza drammatica: porta alla dimenticanza del primato della grazia. Tutto allora viene affrontato in modo umano. Persino il peccato viene visto come una patologia psicologica, politica e sociale, e non come un fatto che
aliena riguardo a Dio e al prossimo.
Oltre alla secolarizzazione, che
si diffonde sempre pi, necessario anche prendere in considerazione che esiste, oggi, una sete di spiritualit, presupposto per la Nuova
Evangelizzazione.
Quanto alla questione di Dio, essa deve esser trattata, soprattutto,
attraverso il dialogo e la testimonianza di vita.
Papa Benedetto XVI si riferito
al Patio dei Gentili, luogo riservato,
nel Tempio di Gerusalemme, per ladorazione di Dio da parte dei pagani. Oggi necessario creare modalit di spazio di gentili per un dialogo
con coloro che sono insoddisfatti dei
loro miti, riti e di; dialogo con coloro che pongono la questione di Dio.
Il semplice fatto di porre la questio-

Idem, 288, 5.

Cfr. GIOVANNI PAOLO II.


Vita consecrata, n.72.

Idem, n.75.

Cfr. BENEDETTO XVI. Verbum Domini, n.7.

Cfr. GIOVANNI PAOLO II.


Redemptoris missio, n.55.

Cfr. SANTAGOSTINO. Sermone 288, 4: ML 38, 1306.

E proprio della persona


umana aver bisogno della

26Araldi del Vangelo Novembre 2012

ne di Dio forse gi un segnale di


una ricerca, di unazione dello Spirito Santo nella coscienza della persona.

Conclusione
Il mondo attuale avvolto in modo
tale da grandi trasformazioni culturali che molti arrivano a parlare di un
cambio epocale o di una nuova epoca dellumanit. Daltra parte, acquista pi spazio il secolarismo che tenta di ridurre Dio a unipotesi inutile
ed escludere la religione dallambito
della vita personale e sociale. Questo
atteggiamento ha conseguenze negative per il senso della vita, per la retta
concezione della condotta umana, per
la relazione delluomo con la natura,
con se stesso e con la societ.
La Nuova Evangelizzazione non
un processo allevangelizzazione precedente, come se questa non fosse
stata valida. Si tratta, ora, di affrontare le nuove sfide sorte dalle trasformazioni culturali che esprimono una
nuova epoca dellumanit. Si tratta
di una nuova necessit, ossia, di una
nuova espressione dello spirito missionario sempre presente nella Chiesa. Levangelizzazione, indipendentemente dallesser denominata nuova,
parte sempre dal fatto che il desiderio di Dio radicato nellinteriorit
profonda dellessere umano. Levangelizzazione la risposta a una ricerca, a un anelito del cuore umano.
(Mons. Benedetto Beni dos Santos
uno dei 40 Padri sinodali invitati dal
Papa Benedetto XVI a partecipare
alla XIII Assemblea Generale
Ordinaria del Sinodo dei Vescovi)

cultura, cio, di sviluppare


i beni e i valori della natura, per giungere a unautentica e piena realizzazione
(CONCILIO VATICANO
II. Gaudium et spes, n.53).
9

Cfr. PAOLO VI, op. cit., n.20.

10

Idem, n.19.

11

Cfr. BENEDETTO XVI.


Caritas in veritate, n.51.

Mozambico:
Formare nuovi evangelizzatori

ualificato come terra di speranza da Papa Benedetto XVI durante la sua recente visita nel
Benin, il continente africano , insieme al sudest asiatico, una delle aree del mondo dove la Chiesa cresce
con maggior vigore. Ma a misura che la messe aumenta, diventa pi urgente la necessit di operai che curino la Vigna del Signore.
questo il motivo che ha portato Don Wagner Morato Menezes, EP, a partire per Maputo pochi mesi
dopo la sua ordinazione, avvenuta il 19 marzo scorso
a San Paolo. Lo hanno accompagnato due missionari araldi, anche loro brasiliani, con la duplice missione
di aiutarlo nel suo ministero pastorale e di appoggiare il lavoro di evangelizzazione svolto dai loro fratelli
del Mozambico.
Dal suo arrivo a Maputo, nellagosto di questanno,
Don Wagner si dedicato con tenacia a dar assistenza

spirituale agli Araldi del Vangelo di questo Paese, tanto ai pi veterani quanto ai pi giovani aspiranti. Ha
cercato anche di servire la Chiesa locale, cooperando
con parrocchie e comunit pi vicine.
Ma la principale meta di questo sacerdote e dei due
araldi brasiliani che lo accompagnano formare nuovi
evangelizzatori. Ossia, collaborare strettamente con gli
araldi del Mozambico per dare una formazione cristiana a giovani di entrambi i sessi, discernere vocazioni al
sacerdozio o alla vita religiosa e aiutare i nuovi araldi a
modellarsi in accordo col carisma dellistituzione. In ultima analisi, far s che il numero di apostoli aumenti e
sia capace di far fronte a una messe cos vigorosa e promettente come quella del continente africano.
Nelle pagine seguenti, possiamo vedere alcuni
aspetti di questo lavoro di evangelizzazione realizzato
intorno alla casa degli Araldi a Maputo.

La casa degli Araldi a Maputo, destinata principalmente alla formazione, frequentata tanto da giovani
aspiranti (a sinistra) quanto da gruppi di catechesi delle parrocchie vicine (a destra).

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo27

Lavoro pastorale Oltre a celebrare lEucaristia nella casa degli Araldi (foto 1), Don Wagner Morato, EP,
amministra i sacramenti nella Comunit San Vincenzo (foto 2). Sostiene anche il lavoro del Centro Sociale San
Giuseppe (foto 3) e d assistenza spirituale durante ritiri, come quello realizzato dalle Suore Pilarine (foto 4).

Processioni Le processioni, alle quali abitualmente invitata lorchestra degli Araldi, sono importanti
espressioni della devozione popolare mozambicana. Nelle foto, sagra marittima in occasione della festa di San
Pietro, a Catembe, (a sinistra) e processione nel quartiere della Bunhia (a destra).
28Araldi del Vangelo Novembre 2012

Collegi Impegnati nella formazione della giovent, gli araldi realizzano spettacoli musicali nei collegi (foto1),
impartiscono lezioni di musica (foto 2) e organizzano escursioni catechetiche durante le quali sinsegna,
per esempio, ad adorare Ges Eucaristico, presente nel Tabernacolo (foto 3).

Comunit La partecipazione a incontri come Unora con Maria, nella Comunit Madonna della
Consolata (a sinistra), e lappoggio al lavoro sociale della scuola dinfanzia di Bongane, nel quartiere
di Nkobe (a destra), fanno parte del lavoro realizzato dagli Araldi presso le comunit della regione.
Novembre 2012 Araldi

del Vangelo29

San Paolo Il Santuario Madonna del Rosario di Fatima, nella capitale paulista, stato scelto per la Messa in
azione di grazie per il 63 anniversario del Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo Metropolitano di San Paolo.
Una numerosa rappresentanza degli Araldi del Vangelo ha partecipato come omaggio allillustre Prelato.

Vertente do Lrio In occasione della festa della Madonna delle Vittorie, patrona della citt, gli Araldi hanno
realizzato una Missione Mariana, tra il 26 settembre e il 5 ottobre, su invito di Don Antonio Lucena da Silva.
Tra i luoghi visitati, spicca la Scuola Statale Justa Barbosa (foto in alto).

San Paolo Cooperatori degli Araldi del Vangelo hanno dato il loro apporto nei canti della Messa presieduta
dal Cardinale Odilo Pedro Scherer nella Chiesa di San Gennaro, quartiere della Mooca, e hanno partecipato alla
processione realizzata in occasione della 39 Festa di San Gennaro, una delle pi tradizionali della citt.
30Araldi del Vangelo Novembre 2012

Nuove donazioni a Brasilia

on Aumir Scomparin, EP, coordinatore del Fondo


di Aiuto Misericordia, si recato a Brasilia, il 4 ottobre, per consegnare personalmente altre due donazioni
per benemerite istituzioni di questa citt.
Alle Suore Oblate del Bambino Ges stato consegnato un veicolo per aiutarle nel loro infaticabile lavoro
di catechesi alla periferia di Brasilia (foto 1). Anche lAsilo infantile San Giuseppe Lavoratore ha ricevuto una
completa fornitura di mobilia scolastica ad uso dei bambini accolti nellistituzione (foto 3). In questoccasione,
gli araldi hanno fatto una visita missionaria alle persone che lavorano nella discarica ubicata nella citt Strutturale (foto 2).

San Paolo Mons. Sergio de Deus Borges, nuovo Vescovo Ausiliare dellArcidiocesi di San Paolo, si insediato
come vicario episcopale il 2 settembre con una solenne Messa celebrata nella Chiesa Matrice di SantAnna.
Alla fine, sacerdoti, frati e suore degli Araldi sono andati a dargli il benvenuto.
Novembre 2012 Araldi

del Vangelo31

Argentina Nellultima settimana di agosto stato presentato il Progetto Futuro & Vita per gli alunni del Collegio
San Massimiliano Kolbe, a Buenos Aires. Sono stati realizzati brani musicali e teatri catechetici adatti allet degli
alunni. La statua pellegrina del Cuore Immacolato di Maria stata ricevuta con fervore da professori e alunni.

Canada Nei giorni 8 e 9 settembre, i Coordinatori dellApostolato dellIcona si sono riuniti a Schomberg, in
Ontario, per un simposio presieduto da Don Franois Bandet, EP. Oltre alla Messa, c stata la recita del Rosario in
gruppo, nel giardino della propriet (a sinistra), e riunioni di formazione (a destra).

Cile LArcivescovo di Santiago, Mons. Riccardo


Ezzati, ha visitato lo stand degli Araldi nellevento
Encuntrate, che ha riunito 10 mila partecipanti.
32Araldi del Vangelo Novembre 2012

Costa Rica Araldi hanno partecipato alla commemorazione


della Vergine dei Dolori, presieduta da Mons. Ugo Barrantes,
Arcivescovo di San Jos, il 16 settembre.

Missione Mariana
in Umbria

a statua Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria ha visitato la Parrocchia di San Giovanni Battista a Cantiano, Diocesi di Gubbio, tra i giorni 14 e 16
settembre. Essa stata ricevuta dal Vescovo diocesano,
Mons. Mario Ceccobelli (foto 2). Ci sono state diverse
processioni per le strade della citt, animate dalla recita del Santo Rosario (foto 1 e 3) da altre attivit; bisogna evidenziare la visita allospedale della citt, seguita
da una Messa da campo presieduta dallArcivescovo di
Loreto, Mons. Giovanni Tonucci e dopo la celebrazione stata amministrata lUnzione degli Infermi.
2

Guatemala Il giorno 26 agosto, i Coordinatori


dellApostolato dellIcona hanno partecipato alla
tradizionale processione nel luogo dove si trovano le
reliquie di San Fra Pietro, ad Antigua.

Honduras Araldi hanno promosso Una giornata con


Maria nella citt di Comayagua, il 2 settembre, per i
partecipanti dellApostolato dellIcona.
Novembre 2012 Araldi

del Vangelo33

San Leone Magno

Il grande Leone della Chiesa


Uomo di dottrina, seppe armonizzare lOccidente con lOriente, dando
alla Chiesa il suo carattere universale. Pontefice compenetrato della
sua missione, difese la vera Fede, certo che le opere da lui realizzate
provenissero dallabbondanza della grazia di Cristo.
Suor Clara Isabel Morazzani Arraiz, EP

l leone , tra tutti gli animali,


quello che merita lindiscusso
titolo di re. La sua imponente presenza gli garantisce il rispetto degli altri e la sua forza dominatrice, che nulla fa indietreggiare, afferma la sua supremazia nella savana
o nella foresta. Considerato anche come il simbolo della lealt, esso ingaggia con fierezza la battaglia per la sopravvivenza, facendo fronte sempre
alla lotta. Vediamo, cos, come il perfetto ordinamento della natura consista a che ogni creatura compia la finalit per la quale stata creata.
Tali caratteristiche del re degli
animali riconducono il nostro spirito
a realt pi elevate, delle quali non
che un pallido riflesso. Ha voluto
Dio farci conoscere, per mezzo di
questa immagine, qualcosa della sua
grandezza e potere infinito. Tuttavia, quando la maest divina si specchia, non pi in un essere irrazionale, ma in una creatura umana qualificata dalla grazia, essa acquista altezze veramente sublimi e scuote le
anime in modo incomparabile.
Cos succede quando contempliamo la figura di un Successore di Pietro che regn nella met del secolo

V, epoca cruciale della Storia, le cui


vicissitudini, tanto nel campo politico quanto in quello dogmatico, hanno contribuito a mettere in evidenza ancor pi la personalit folgorante
di quel Pontefice e le sue doti di governo e organizzazione. Il suo nome
mantenuto da lui quando fu elevato al Soglio Pontificio riproduceva
nella sua persona uno dei pi nobili
titoli del nostro divino Risorto:1 Leone, il grande difensore della Chiesa.
Fu il primo Papa a usare questo
nome. Egli lo scelse perch sentiva
dentro di s un soffio dello Spirito
Santo che gli dava un impeto di scegliere quanto era grande. A lui piacevano le cose grandiose e sapeva
perfettamente quello che doveva fare per armonizzare tutte le correnti
e difendere la Chiesa nel modo pi
straordinario possibile.2

La stabilit della Chiesa riposa


su una pietra incrollabile
Correva lanno 440 quando sopraggiunse la morte di Papa San Sisto III. Riunito il conclave, fu eletto a succedergli Leone, arcidiacono della Chiesa romana e consigliere pontificio, che gi a quel tempo

34Araldi del Vangelo Novembre 2012

era molto stimato e ammirato per la


sua sapienza teologica, la sua eloquenza magnificente e la sua diplomazia abilissima.3 Il prescelto, per, si trovava nelle Gallie come delegato papale, per cui impieg del
tempo ad attraversare le Alpi e giungere a Roma. Per questo, pot esser
investito solo il giorno 29 settembre,
tra manifestazioni di giubilo e benevolenza del clero e del popolo.
Ci nonostante, nessuno fra quelli che lo acclamavano poteva avere
una nozione esatta delle ingenti lotte e difficolt per le quali egli avrebbe dovuto passare nel corso dei suoi
21 anni di pontificato. San Leone affront la furia dei barbari invasori, che si lanciavano alla conquista
dellEuropa e di Roma, come pure
linsidia delle eresie, non meno pericolose per la Chiesa, senza mai perdere la certezza che la stabilit della
Chiesa riposa su una pietra incrollabile, la quale non la virt naturale
di nessun Pontefice, ma la promessa di Cristo a Pietro, quando questi
manifest la fede nella sua divinit
e ricevette dalle sue mani il Papato.
In unomelia commemorativa della sua ascensione alla Cattedra petri-

na, alcuni anni dopo, egli proclam


con voce forte e palpitante di emozione questa convinzione: Quando
si tratta di esercitare i doveri del
nostro incarico, desideriamo agire con piet e vigore, e ci riconosciamo, allo stesso tempo, deboli e codardi, pesanti che siamo, a causa della fragilit della
nostra condizione; tuttavia, forti per lincessante intercessione
del Sacerdote onnipotente ed eterno che, simile a noi e uguale al Padre, abbass la divinit fino al livello delluomo ed elev lumanit fino
al livello di Dio, ci rallegriamo giustamente e santamente per la disposizione da Lui presa. Infatti, si deleg a numerosi pastori la cura delle sue pecore, n per questo rinunci
a custodire Egli stesso il suo gregge
beneamato. Pi ancora, come conseguenza di questassistenza essenziale ed eterna, riceviamo la protezione
e lappoggio dellApostolo che, certamente, non si affloscia nel compimento della sua funzione; e questo
solido fondamento, sul quale si eleva
in tutta la sua altezza ledificio della Chiesa, non si stanca di sostenere la massa del tempio che sopra di
lui riposa. [...]. Infatti nella Chiesa
intera che Pietro disse ogni giorno:
Tu sei Cristo, il Figlio di Dio vivente, e ogni lingua che confessa il Signore istruita dallinsegnamento di
questa parola. questa Fede che [...]
introduce nel Cielo coloro che essa ha strappato dal mondo e le porte nellinferno non possono prevalere contro di essa. E infatti assicurata divinamente con una tale solidit
che mai la perversit degli eretici la
potr corrompere, n la perfidia dei
pagani la potr ingannare.4

Difensore della Chiesa


di fronte alle eresie
Si diffondevano, infatti, a quei
tempi molte eresie che minacciavano lunit del Corpo Mistico, confondendo e trascinando numerosi

re
GF

iha

lte

legati. Mostrava in questo modo come la pratica della primazia romana


era necessaria allora, come anche
oggi, per servire efficacemente alla
comunione, caratteristica dellunica Chiesa di Cristo.7
Venuto a conoscenza della presenza dei manichei a Roma, si affrett ad ammonire il gregge affidato alla sua custodia, esortandolo
alla vigilanza, nelle sue predicazioni.
Anche contro i priscillani San Leone
scrisse una lettera a San Turibio, Vescovo di Astorga, denunciando i principali errori di questa setta nociva.

Il Suo nome riproduceva nella


sua persona uno dei pi nobili titoli
del nostro divino Risorto
San Leone Magno - Chiesa di
San Vincenzo de Paoli, Clichy (Francia)

spiriti meno vigili. Il nord dellAfrica era infestato da ariani, donatisti


e anche da manichei, molti dei quali cercavano rifugio in Italia fuggendo dallinvasione dei vandali. Daltro canto, i priscilliani, che alla fine del IV secolo avevano diffuso in
Spagna la loro ideologia, tornavano
a moltiplicarsi, nonostante fossero
stati condannati dal Concilio di Toledo nellanno 400.
Ma il peggior nemico faceva la
sua comparsa in Oriente. Ancora non si erano spenti totalmente
gli echi della perniciosa dottrina di
Nestorio il quale non vedeva in
Cristo pi che due persone collocate una a fianco dellaltra, unite esteriormente e moralmente5 , quando Eutiche, archimandrita di un
convento di Costantinopoli, cominci a difendere lerrore opposto: secondo lui, cera in Ges Cristo una
sola natura composta da divinit e
da umanit,6 motivo per cui i suoi
partigiani si chiamarono monofisiti.
Contro questi avversari San Leone fece onore al suo nome, intervenendo in diverse circostanze con
prudenza, fermezza e lucidit, attraverso i suoi scritti e mediante i suoi

Pietro parl per bocca di Leone!


Senza dubbio, la sua maggior vittoria in campo dogmatico fu la condanna decisiva delle deviazioni dottrinali di Eutiche, il quale, sotto la
cappa dellortodossia antinestoriana, incontrava una grande accettazione tra il popolo. Come gi lo stesso San Paolo aveva scritto ai corinzi,
necessario, infatti, che avvengano divisioni tra voi, perch si manifestino quelli che sono i veri credenti in mezzo a voi (I Cor 11, 19), anche gli inganni dei monofisiti contribuirono a che fosse definita in maniera chiara e folgorante la dottrina cristologica dellunione delle due
nature umana e divina nellunica
Persona del Verbo.
Nella celebre lettera diretta a
Flaviano, Vescovo di Costantinopoli, San Leone afferm: In una natura perfetta e integrale di vero uomo, nacque il vero Dio, perfetto nella sua divinit, perfetto nella nostra
umanit. [...] Vero Dio, Egli anche vero uomo; e nulla c di falso in
questunit, poich in Lui perfetta tanto lumilt delluomo quanto
la grandezza di Dio. [...] In collaborazione con laltra, ogni natura realizza quello che le proprio: il Verbo, quello che proprio del Verbo;
la carne, quello che proprio della
carne. La prima risplende nei miracoli, la seconda soccombe alle sof-

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo35

ferenze. Cos come il Verbo non rinuncia alluguaglianza della gloria


del Padre, la carne non smette la natura della nostra razza.8
Questo documento, bello sia per
la sua purezza teologica che per
il brillante stile letterario, fu proclamato nel Concilio di Calcedonia, convocato nel 451 per dirimere la questione. E i Vescovi presenti accolsero la fine della lettura con
uneloquente acclamazione, di cui
conservata la notizia negli atti del
Concilio: Pietro ha parlato per bocca di Leone, proruppero allunisono i Padri conciliari.9
In questa controversia, nella quale stava in causa la Fede della Chiesa, il merito di San Leone fu quello di
dare al dogma tradizionale una formulazione precisa, che metteva fine
immediatamente alle ambiguit cos pregiudiziali per lortodossia. [...]
Sommando la Tradizione al carisma
infallibile del Pontefice Romano, San
Leone enuncia in termini semplici la
formula di Fede adottata subito dopo dai Padri della Calcedonia: ci sono in Cristo due nature complete, e
una sola Persona.10

Un leone contro la
barbarie pagana
Aveva appena finito di sconfiggere la perversit delleresia che cercava di destabilizzare la Chiesa, che
gi si profilava nel nord dellItalia
la barbarie pagana che avanzava in
un vortice di fuoco, sangue e devastazione. Attila, il terribile capo degli unni, il flagello di Dio, aveva attraversato le Alpi, aveva preso
Milano e Pavia ed era accampato a

GURANGER, OSB, Prosper. Saint Lon, Pape et


Docteur de lEglise. In:
LAnne Liturgique. Le Temps Pascal. 18.ed. Tours: Alfred Mame et fils, 1920, tomo II, p.321.

Mantova, con la via aperta per attaccare Roma, dove si trovava una popolazione terrorizzata e abbandonata dai suoi governanti, incapaci di
difenderla. La speranza dellUrbe e
di tutto il resto della Penisola riposava sulle spalle del Vicario di Cristo. Ora egli non avrebbe dovuto impugnare la spada della parola, al fine di confondere gli eretici, ma arrischiare la propria vita per salvare le
sue pecore.
San Leone si mise risolutamente
in cammino, seguito da alcuni Cardinali e dai principali membri del
clero romano. Rivestito delle insegne pontificie e cavalcando un umile
animale, si present davanti ad Attila e gli intim di cessare quella guerra di saccheggi e devastazioni. Contro tutte le aspettative umane, il barbaro accolse con timoroso rispetto
quellanziano che veniva fino a lui
senzarmi e senza soldati; gli promise di vivere in pace con lImpero, mediante il pagamento di un lieve tributo annuale, e se ne and da
dove era venuto. Interpellato dopo
dai suoi guerrieri, i quali non comprendevano quellimprovviso cambiamento, il flagello di Dio replic: Mentre lui mi parlava, io vedevo, in piedi al suo fianco, un Pontefice di maest sovrumana. Dai suoi
occhi sprizzavano fulmini, e teneva
in mano una spada sguainata; il suo
sguardo terribile e il suo gesto minaccioso mi ordinavano di concedere tutto quanto sollecitava linviato
dei romani.11
Quali siano state le parole del santo Papa al capo barbaro, non si sa.
Secondo il racconto di un cronista

CL DIAS, EP, Joo Scognamiglio. Omelia del sabato della XXXI settimana del
Tempo Ordinario. Caieiras,
10 nov. 2007.

ARTERO, Jos. San Leon I Magno. In: ECHE-

36Araldi del Vangelo Novembre 2012

contemporaneo, egli si abbandon


allaiuto divino, che mai manca agli
sforzi dei giusti, e il successo coron
la sua fede.12 Dallalto del Cielo, San
Pietro favor la missione del suo successore, confermandola con un miracolo. Questimportante avvenimento divent presto memorabile e permane come un segnale emblematico
dellazione di pace svolta dal Pontefice.13 La vittoria fu festeggiata con
pompa e solennit a Roma e, a perpetua azione di grazie, San Leone fece fondere la statua di bronzo di Giove Capitolino e fare con questo metallo una grande statua dellApostolo
Pietro, che ancor oggi si venera nella
Basilica Vaticana.
Tre anni dopo, quando Genserico, re dei vandali, giunse alle porte della Citt Eterna, fu ancora una
volta questo santo pastore che la salv, ottenendo dallinvasore che non
la incendiasse n versasse sangue.

Pastore tenerissimo e generoso


Gli ultimi anni della sua vita, San
Leone li dedic allorganizzazione della disciplina ecclesiastica, alla predicazione e al perfezionamento della Liturgia. Fu lui che aggiunse al Canone della Messa le parole:
Sanctum sacrificium (Sacrificio santo), e Immaculatam Hostiam (Ostia
immacolata), le quali riflettono in
modo inequivocabile il suo senso teologico e la sua intensa devozione al
Mistero Eucaristico. Restaur le antiche basiliche, eresse nuovi templi e
don ricchi calici per le celebrazioni.
Grandioso sotto tutti gli aspetti del suo pontificato, San Leone lo
fu anche nella carit, dimostrata dal

VERRA, Lamberto de;


LLORCA, Bernardino;
REPETTO BETES, Jos Luis (Org.). Ao Cristiano. Madrid: BAC, 2006, vol.
XI, p.208.

SAN LEONE MAGNO. Sermons sur sa conscration.


Hom.III, n.2-3. In: Sermons.
Paris: Du Cerf, 2008, tomo
IV, p.257-261.

MORENO CEBADA, Emilio. Las herejias, los cismas y

Gustavo Kralj

Tale fu San Leone I, soprannominato Magno a causa della santit maestosa


con la quale si distinse durante la sua vita
San Leone Magno affronta il furioso Attila - Affresco della Biblioteca Vaticana.

suo tenerissimo affetto per il gregge


che lo Spirito Santo gli aveva affidato e per la generosit con cui distribuiva elemosine tra i pi bisognosi.
Infine, il 10 novembre 461, circondato dallamore dei suoi fedeli,
rese la sua nobile anima a Dio, lasciando alla posterit un esempio
ineguagliabile di integrit e zelo per
la Casa del Signore.

Pi potente la chiave doro


Uomo di dottrina, di scritti e di
parola eloquente, seppe armonizzare lOccidente con lOriente, dando

los errores de todos los siglos.


Barcelona: Ramon Inglada,
1892, tomo I, p.640.

alla Chiesa il suo carattere universale. Uomo dineguagliabile personalit, contribu a rafforzare la primazia della Sede di Roma, grazie al
prestigio e allautorit della sua persona. Pontefice compenetrato della sua missione, difese la vera Fede,
certo che le opere da lui realizzate
non provenissero dalla sua capacit umana, ma dallabbondanza della grazia di Cristo.
Tale fu San Leone I, soprannominato Magno a causa della santit
maestosa con la quale si distinse durante la sua vita, consegnando ai se-

coli futuri un profondo insegnamento: la carne nulla di fronte allo spirito (cfr. Gv 6, 63). Per quanto pessime siano le situazioni di afflizione o di prova per le quali debba passare la Santa Chiesa, il potere spirituale, consegnato da Ges a Pietro,
fa s che la verit brilli e si imponga definitivamente. Delle due chiavi che adornano la tiara pontificia
dargento e doro, simboli del potere
temporale e di quello spirituale , la
pi potente quella doro: e le porte dellinferno non prevarranno contro di essa! (Mt 16, 18).

MAGNO. Sermons. 2.ed.


Paris: Du Cerf, 1964, tomo
I, p.10-11.

SAN LEONE MAGNO. Epistola XXVIII, ad Flavianum.


C.3-4: ML 54, 763; 767.
BENEDETTO XVI, op. cit.

11

LECLERCQ, Jean. Introduction: Saint Lon et son


temps. In: SAN LEONE

PAOLO DIACONO. Historia Romana, 14, 12.

12

PROSPERO DE AQUITANIA. Chron. Herculano et

Idem, p.654.

BENEDETTO XVI. Udienza


generale, del 5/3/2008.

10

Sporatio coss., 452, apud


WEISS, Juan Bautista. Historia Universal. Barcelona:
La Educacin, 1928, vol.
IV, p.328.
13

BENEDETTO XVI, op. cit.

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo37

La parola dei Pastori

Affinch la nostra missione


sia veramente efficace...
Abbiamo bisogno di convinzione, di coraggio, tenacia e del
disinteresse dei martiri e della loro speranza per resistere in
difesa delle verit e dei valori cos minacciati nel nostro tempo.
Mons. Richard J. Malone
Vescovo di Buffalo

interessante, provvidenzialmente una sfida, che le due


celebrazioni liturgiche di
questo insediamento coincidano con le feste di due martiri. Ieri pomeriggio, nella preghiera dei Vespri, abbiamo commemorato il martirio di Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce. [...] Oggi celebriamo il Diacono romano Lorenzo,
del secolo III, martirizzato durante la
persecuzione di Valeriano. [...]

Per produrre frutti, la semente


deve morire nella terra.
Un martire , dopotutto, nel senso
pi stretto, un testimone. Vale a dire,
uno il cui discepolato cos autentico,
cos profondo, cos intransigente, cos affidabile che, con la grazia di Dio,
disposto e desideroso di consegnarsi interamente per Cristo e per la verit che Egli ha rivelato, e a farlo affrontando la paura, i pregiudizi, il disprezzo, il rifiuto, la sofferenza e anche la
morte. Si tratta di una donazione totale di se stesso in risposta allamore
di Cristo versato per noi sulla Croce.

Per alcuni, come San Lorenzo,


questa testimonianza conduce a un
drammatico punto cruciale: la morte
su una graticola. Tuttavia, per la maggior parte di noi, la testimonianza si
traduce in un impegno perseverante con Cristo e con il Vangelo, cio,
in un morire per se stessi quotidianamente, ripetutamente, nelle cose
grandi e nelle piccole. Questo si potr ottenere in un modo benefico, salutare e vivificante solo avendo una
profonda speranza e persino, paradossalmente, unautentica gioia.
Non qui il fulcro del Mistero
Pasquale, che fa emanare dalla morte vita nuova e abbondante? Non
chiaramente questo il senso delle
parole di Ges ai suoi discepoli: In
verit, in verit vi dico: se il chicco di
grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto? (Gv 12, 24).
Ricordiamoci del contesto a cui
si riferisce questo passo del Vangelo:
linizio della settimana della Passione. Lora di Ges era arrivata, ed Egli
stava aprendo gli occhi dei suoi amici

38Araldi del Vangelo Novembre 2012

pi prossimi al mistero della sua imminente morte redentrice. Maestro


dei maestri quale Egli , Ges mise mano a una realt evidente nella
natura: la semente deve morire nella
terra per produrre frutto; al contrario essa rimarr infruttifera, improduttiva, veramente morta.

Resistere di fronte a una societ


sempre pi relativista.
Questo sorprendente e fondamentale insegnamento di Ges rilevante non solo per la nostra stessa crescita personale in santit, ma ha anche un profondo significato per la nostra missione in questo mondo ed esso potrebbe esser perfettamente riassunto in una parola: Evangelizzazione. Essa consiste, mediante le parole
di Papa Paolo VI, nel portare la Buona Novella in tutti gli strati dellumanit, in qualsiasi ambiente e latitudine
e, col suo influsso, trasformare dal di
dentro, rendere nuova lumanit stessa (Evangelii nuntiandi, n.18).
Levangelizzazione, compito di
ogni battezzato, aspira a trasforma-

La nostra prima priorit:


Evangelizzazione
Il Beato Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI ci hanno chiamati per una Nuova Evangelizzazione.
Non si tratta di trasmettere un nuovo
messaggio, ma di rinnovare il nostro
impeto, zelo, urgenza e metodi, mettendo uno speciale impegno nellarrivare ai cattolici non praticanti, secondo la promessa fatta dal Signore in
Ezechiele: Andr in cerca delle pecorelle perdute (Ez 34, 16).
Da quando la Buona Novella
giunta per la prima volta qui, a ovest
dello Stato di New York, allinizio
del XVII secolo, lEvangelizzazione
stata continua. Ora, gli ultimi Papi
hanno richiamato la nostra attenzione su un nuovo impegno, che deve
cominciare col rinnovamento spirituale personale ed estendersi a tutte
le istituzioni e comunit cattoliche,
e ancor oltre, raggiungendo parrocchie, scuole, facolt e universit,
ospedali, servizi sociali, mezzi di comunicazione, ecc.
Quando ho letto le Proposte di
Pianificazione per la nostra diocesi, sono rimasto incantato trovando

Patrick McPartland / Diocesi di Buffalo

re gli individui in Cristo, la nostra


cultura sempre pi secolarizzata in
una civilt di amore e in una cultura di vita, rispettosa dellesistenza umana dal concepimento fino alla morte naturale, e in ogni momento; rispettosa del Matrimonio come unione tra un uomo e una donna, aperti alla nuova vita; protettrice
della libert religiosa e di coscienza;
compassionevole verso i poveri e gli
immigranti, e molto pi ancora.
Abbiamo bisogno di convinzione,
di coraggio, tenacia e del disinteresse dei martiri e della loro speranza per resistere, nella nostra societ sempre pi relativista, in difesa di
queste verit e di questi valori oggi
cos minacciati.
Il vescovo dimissionario di Buffalo, Mons. Edward Kmiec (sinistra)
e lArcivescovo di New York, Cardinale Timothy Dolan (destra)
conducono Mons. Richard Malone alla cattedra della Diocesi durante la
cerimonia di insediamento

scritta come prima priorit lEvangelizzazione, cio, sviluppare lentusiasmo per la propria fede; invitare gli altri ad ascoltare il messaggio
di salvezza in Ges Cristo e stimolare i valori del Vangelo nella nostra
societ, vivendo la fede nella giustizia, verit e carit.

Che cosa deve morire in me


per crescere in santit?
Andiamo direttamente al punto. Tornando ai martiri, al grano che
deve cadere nella terra e morire al
fine di dare testimonianza fiduciosa di Cristo, della verit, arriviamo
a una questione difficile per ognuno
di noi: che cosa deve morire in me,
in te, per crescere in santit, e affinch il lavoro della nuova evangelizzazione produca buoni frutti? Sar un vano timore o una certa mancanza di speranza? O forse lo scetticismo, lautocontemplazione, lapatia o la mediocrit? Ci saranno
dubbi, diffidenze o amarezze, ma-

gari colpose? Non ci siamo troppo


ben accomodati nelle nostre zone di
comfort?
Che cosa dobbiamo fare affinch
il nostro discepolato, testimonianza e missione come Chiesa sia veramente efficace e conduca le persone
a Cristo o le riporti a Lui, e contribuisca a creare una comunit di Fede e orientare la bussola della nostra
cultura verso una rotta pi rivolta al
divino?
In questa giornata, in questo
progetto, non siamo mai soli. Come
afferma San Paolo, Dio potente per riempirci di ogni sorta di benefici e aumentare i frutti della nostra giustizia (cfr. IICor 9, 10). Per
avere un raccolto abbondante, basta donare gioiosamente e seminare copiosamente.
(Passi dellOmelia durante la
Messa dinsediamento come Vescovo
di Buffalo, 10/8/2012. Testo integrale
in www.buffalodiocese.org)

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo39

Una certa quantit del suo sangue


stata raccolta da devoti fedeli dopo il martirio e conservata in unampolla di cristallo. Rimane coagulata
durante la maggior parte dellanno e
si liquefa nel giorno della festa del
Santo, il 19 settembre.
Si sviluppato durante i secoli un
cerimoniale per circondare, con la
dovuta devozione e rispetto, questa
manifestazione sovrannaturale che
avviene nella cattedrale, il Duomo di
Santa Maria Assunta. Questanno il
Cardinale Crescenzio Sepe ha presieduto la cerimonia durante la quale il reliquario stato esposto allaltare maggiore, per la venerazione
dei fedeli.
Per i napoletani, la liquefazione
del sangue costituisce un segnale di
protezione da parte di San Gennaro.
Infatti, nel 1980 non si ottenuto il
miracolo, e in quellanno un terribile terremoto ha causato 2.500 morti nella citt.

Il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali ha reso pubblico


un comunicato nel quale annuncia il
tema scelto da Benedetto XVI per
la XLVII Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali: Reti sociali: portali di verit e di Fede, nuovi
spazi per lEvangelizzazione.
In unepoca in cui la tecnologia tende a trasformarsi nel tessuto connettivo di molte esperienze
umane, pu essa aiutare gli uomini a trovare Cristo nella Fede? Si
chiede nel comunicato. Dopo aver
osservato che il mondo digitale impone oggi un atteggiamento pi definito di fronte a questo fenomeno,
aggiunge: Non si tratta di usare internet come mezzo di Evangelizzazione, ma di evangelizzare considerando che la vita delluomo moderno si esprime anche nellambiente digitale.
La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali celebrata la
domenica che precede la Pentecoste, nel 2013 cadr il 12 maggio. Il
messaggio del Santo Padre per questa Giornata pubblicato tradizionalmente il 24 gennaio di ogni anno, in occasione della festivit di San
Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti.

Il sangue liquefatto di un
martire del IV secolo
Il Vescovo Gennaro, martirizzato nellanno 305, durante la persecuzione dellimperatore Diocleziano,
il protettore della citt di Napoli.

www.laici.va

Evangelizzare in ambiente digitale

Nei miei viaggi in questo Continente, ho affermato in diverse occasioni che lAfrica chiamata a esser
ilContinente della Speranza, ha
affermato il Pontefice nel suo messaggio. Dopo aver ribadito la grande ricchezza di risorse spirituali preziose per il nostro tempo esistente
nei cuori dei popoli africani, ha raccomandato: Non lasciate mai pi
che la buia mentalit relativista e nichilista che raggiunge diverse parti del nostro mondo apra un varco
nella vostra realt! Accogliete e propagate con rinnovata forza il messaggio di gioia e di speranza portato
da Cristo, messaggio capace di purificare e rinforzare i grandi valori
delle vostre culture.
Nel discorso di chiusura del Congresso, il Cardinale Stanisaw Ryko
ha fatto eco alle parole del Sommo
Pontefice, descrivendo lesperienza di questo evento continentale come un momento di speciale epifania
della Chiesa in Africa: Scopriamo
le sue numerose risorse spirituali, la
sua enorme vitalit religiosa e umana, e il forte dinamismo missionario
del suo laicato ha affermato.
La sede dellevento stata lUniversit Cattolica dellAfrica Centrale.

Concorso di Studenti su
San Tommaso dAquino
Congresso Pan-africano di Laici
Dal 5 al 9 settembre, stato realizzato a Yaound, in Camerun, il
III Congresso Pan-Africano di Laici Cattolici, al quale hanno partecipato pi di 20 Vescovi e Cardinali, 50 sacerdoti e diaconi, e pi di
350 delegati dei diversi paesi. Nella sessione di apertura, il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, Cardinale Stanisaw Ryko, ha
manifestato la sua soddisfazione di
fronte alla grande affluenza di congressisti e ha letto il messaggio inviato da Papa Benedetto XVI ai
partecipanti.

40Araldi del Vangelo Novembre 2012

Con lobiettivo di far conoscere


alla giovent contemporanea limmensa ricchezza del pensiero e della persona del Dottore Angelico, il
Circolo San Tommaso dAquino
fondato nel 2009, nella citt di Aquino ha organizzato il terzo concorso
Veritas et Amor, diviso in due sezioni: Cultura e Arte.
Nella prima saranno valutate monografie o tesi, di laurea o dottorato,
che attualizzino il pensiero di San
Tommaso, mentre nella seconda,
opere darte ispirate alla figura, vita e opere di questo grande Dottore
della Chiesa. I premi saranno consegnati in marzo 2013.

Il concorso conta sul patrocinio


della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo dove si trova la sede del Circolo San Tommaso , del Pontificio
Consiglio per la Cultura, del Progetto Culturale della Chiesa Italiana e
di due Accademie Pontificie, oltre a
varie imprese.
Dettagli sul concorso e sulle altre attivit del Circolo San Tommaso sono disponibili sul sito internet
dellIstituzione
(www.circolosantommaso.it).

adoracionperpetua.info

testimonianza della vitalit della Chiesa Cattolica nel Kazakistan, stata


consacrata il 9 settembre la nuova cattedrale di Karaganda. Data limportanza dellevento, il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato come Legato Pontificio il Cardinale
Angelo Sodano, che ha mostrato la sua gioia per il nuovo tempio, eretto dopo un lungo periodo di grande sofferenza nel paese. Il Porporato romano ha augurato anche
che essa rimanga per secoli come un faro
di luce per le generazioni future.
La cattedrale, la cui costruzione durata 9 anni, dedicata alla Madonna di Fatima ed la pi grande Chiesa dellAsia
Centrale. Il Vescovo di Karaganda, Mons.
Janusz Kaleta, ha ringraziato per le donazioni provenienti dalla Germania, dallAustria, dalla Svizzera, dagli Stati Uniti e dal
Sud Africa. Le due torri in stile neogotico
sono visibili da molto lontano, dallinter- La cattedrale di Karaganda, la cui costruzione durata 9 anni, dedicata
minabile steppa cosacca, un tempo passagalla Madonna di Fatima ed la maggiore chiesa dellAsia Centrale
gio di una delle Rotte della Seta.
hanno divulgato ampiamente levento. Hanno accompaLArcivescovo Mons. Jos Veselovsky,
che fino al 2008 stato Nunzio Apostolico nella Repubbli- gnato il Cardinale Sodano, come membri della missione inca del Kazakistan, ha commentato che i cosacchi sono mol- viata da Sua Santit, Mons. Athanasius Schneider, Vescovo
to sensibili alla bellezza, al grande, al bello. Essi credono ausiliare di Astana, capitale del Kazakistan,; Mons. Konrad
che, dove c qualcosa di bello, l viva Dio. Commentando Krajewski, membro dellUfficio delle Celebrazioni Liturgila bellezza della cattedrale, lArcivescovo ha aggiunto: In- che del Sommo Pontefic; e il Prof. Giovanni Rocchi, Direttuitivamente, i fedeli capiscono come una persona esce da tore di Salute e Igiene dello Stato del Vaticano.
La Repubblica del Kazakistan ha pi di 16 milioni di
questa terra, terra di martirio, per salire fino a Dio.
La Gazzetta Cattolica Siberiana ( abitanti, in maggioranza di etnia mongola, dei quali lu ) e vari altri organi di comunicazione no per cento cattolico.

Spagna: unaltra cappella


di Adorazione Perpetua
La Parrocchia di San Martino, di
Valencia, ha inaugurato, il 16 set-

tembre, la prima cappella di Adorazione Perpetua in questArcidiocesi,


che viene a far parte delle trenta gi
esistenti in Spagna.
Per dare inizio solennemente
allAdorazione, lArcivescovo Metropolitano, Mons. Carlos Osoro, ha
celebrato una Messa nella Cattedrale, con la partecipazione di pi di 2
mila fedeli. Da l partita poi verso
la Chiesa di San Martino la processione con il Santissimo Sacramento,
accompagnata dal continuo scam-

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo41

spedeus.blogspot.com

Dove c qualcosa di bello, l vive Dio

Le reliquie di San Francesco


Saverio percorrono lAustralia
Come parte delle attivit dellAnno della Grazia, convocato dai Vescovi dAustralia, le reliquie di San
Francesco Saverio stanno visitando questo Stato. Esse hanno cominciato la loro peregrinazione il giorno 16 settembre e devono percorrere diverse diocesi fino al 3 dicembre
di questanno.
I Pastori australiani invitano tutti i fedeli a crescere in santit durante questAnno della Grazia, in
modo particolare chiedendo a Cristo la grazia di aumentare la fede,
la carit e la speranza, virt nelle
quali San Francesco Saverio ha brillato in modo speciale. Egli stato
anche, secondo Mons. Peter A. Comensoli, Vescovo ausiliare dellArcidiocesi di Sidney, il pi grande
missionario cristiano dai tempi di
San Paolo.

www.webnoviny.sk

San Francesco Saverio morto sulla via della Cina, il 3 dicembre 1552 nellisola di Sanchoo. Il
suo corpo fu rinvenuto intatto quando fu esumato due mesi dopo la sua
morte. Si trova attualmente nella
Basilica del Buon Ges, a Goa, dove esposto alla venerazione pubblica ogni dieci anni. Lultima volta, nel
2005, stato visitato da 2 milioni di
fedeli. Durante la prima esumazione, il braccio destro del Santo stato tolto e inviato a Roma. Cos, questo braccio che ha guarito, benedetto e battezzato migliaia di persone
in Asia, venerato nella Chiesa del
Ges dagli inizi del XVII secolo.

40 mila pellegrini venerano


la Patrona della Slovacchia
Per onorare la Vergine dei Sette
Dolori, Patrona della Slovacchia, pi
di 40 mila pellegrini da tutto il paese si
sono diretti il 15 settembre alla Basilica
di atn, dove si venera la sua statua.
E stata celebrata una solenne Messa pontificale, presieduta dal Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per lEvangelizzazione dei Popoli e Presidente emerito
del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali. Il rettore
della Basilica, il salesiano Josef Zachar,
ha affermato che questa stata la cifra
pi alta di pellegrini negli ultimi anni.
Nonostante sia stata dichiarata Patrona della Slovacchia solo nel
1927, la devozione alla Vergine dei
Sette Dolori molto radicata nel paese e risale allanno 1564, quando
Angelica Bakicova, sposa di un ricco proprietario, stata aiutata dalla Madonna a risolvere un difficile
problema familiare. Riconoscente,
ha fatto scolpire la statua di legno
che oggi si venera nella Basilica, situata a 73 chilometri da Bratislava.

Cercare la verit
attraverso Internet
Le enormi possibilit conferite da
internet per raggiungere un auditorio di scala mondiale sono utilizzate come mezzo di dialogo e informazione dalla Fondazione per lEvangelizzazione attraverso i Media
(FEM), il cui presidente, Jesus Colina, ha annunciato la creazione, il
20 settembre, a Roma, della rete sociale Cattolica Aleteia, parola greca
che significa verit.
Questa iniziativa, articolata intorno alla pagina web www.aleteia.
org, deve contribuire a risolvere le
inquietudini delle persone che desiderano conoscere Dio e i temi legati alla Religione. Queste sono sempre pi numerose, poich, come rileva Colina, ogni mese 55 milioni
di ricerche su Google si riferiscono
a Dio, 25 milioni a Ges, 37 milioni
alla Chiesa.
Aleteia nata come risposta
allappello di Papa Benedetto XVI
per la Nuova Evangelizzazione nel
mondo digitale. Le case amministrative si trovano a Roma, Parigi e
Washington. Tra i membri del Comitato Editoriale c Rafael Navarro Valls, cattedratico della Facolt
di Diritto dellUniversit Complutense di Madrid.

42Araldi del Vangelo Novembre 2012

sagrada.org.br

Vctor Toniolo

panio delle campane di entrambe le


Chiese. Allarrivo, Nostro Signore
Sacramento stato ricevuto da una
fragorosa ovazione.
Da quel giorno, davanti a Lui si
danno il turno i fedeli, in incessante Adorazione, durante le 24 ore del
giorno. Per garantire questa continuit, circa 600 volontari si sono impegnati a garantire la loro presenza,
ognuno, per unora alla settimana
ha informato Javier Taberner, responsabile dei 28 coordinatori.

Rappresentanti dellepiscopato
europeo si riuniscono
a Saint Gallen
La citt svizzera di Saint Gallen
stata sede dal 27 al 30 settembre

Uruguay: dallanticlericalismo
alla comprensione della Fede
La scrittrice e avvocatessa Laura
Ins lvarez Goyoaga nata in un
ambiente refrattario alla Religione:
la sua famiglia non solo non era cattolica, ma anche molto anticlericale, secondo quello che lei stessa ha
riferito allagenzia ACI. Cos vissuta fin quando ebbe un incontro fortuito con lallora Don Alberto Sanguinetti, attuale Vescovo di Canelones, durante una Messa, alla quale
aveva assistito per caso.

LOsservatore Romano

Questo stato il primo passo per il


crollo dei suoi pregiudizi e la comprensione della Fede, che culminata nella
scoperta della vita del primo Vescovo
dellUruguay, morto in fama di santit,
e nella redazione del libro Mons. Giacinto Vera, il missionario santo.
Lopera, presentata nel mese di
settembre a Roma e in Uruguay,
gi un best seller. La Dott.ssa lvarez racconta il grande sforzo evangelizzatore di colui che potr essere
il primo santo uruguaiano. Interrogato sulla sua opinione sul libro, un
uruguaiano di fama internazionale
Dott. Guzmn Carriquiry Segretario della Pontificia Commissione per
lAmerica Latina ha sottolineato
che, per il Paese, sar una grazia immensa la beatificazione di questo Vescovo, luruguaiano pi conosciuto e
pi amato dagli uruguaiani, che si
dedicato, nel XIX secolo, a ravvivare la Fede della vecchia Cristianit.

Vescovo inglese raccomanda di


pregare nel luogo di lavoro
Mons. Kieran Conry, Vescovo di
Arundel e Brighton, Presidente del
Comitato per lEvangelizzazione
della Chiesa in Inghilterra e nel Galles, ha fatto una raccomandazione al
fine di preparare i suoi diocesani alla celebrazione dellAnno della Fede: pregare pubblicamente al lavoro,
nel primo venerd di ogni mese.
Per questo, Mons. Conry suggerisce di programmare la sveglia dei telefoni cellulari affinch suoni alle tre
del pomeriggio, se possibile, o anche
allora di uscire per pranzo. Il suggerimento non una novit, poich, afferma Mons. Conry, lusanza di pregare nellora in cui il Nostro Signore spirato sulla Croce, fa parte di
una tradizione che in Inghilterra risale al XVII secolo. Non si suggerisce
nessuna preghiera in particolare, la
miglior cosa che la persona preghi
nel modo che la grazia gli suggerisce
al momento, poich le parole esatte non sono cos importanti come il
fatto di fare una pausa per stare con
Ges per alcuni istanti.

Santa Teresa di Lisieux attira


7 milioni di visitatori
LAssociazione Amici di Teresa e
del Carmelo di Lisieux ha organizzato nella Cattedrale di Notre-Dame,
a Parigi, unesposizione denominata
Teresa di Lisieux, o la fiamma dellamore, nella quale si racconta la vita della pi giovane Dottoressa della
Chiesa attraverso 36 pannelli fotografici di un metro e mezzo di altezza.
Divisa in tre parti lamore di
Santa Teresa per il prossimo, per gli
uomini del suo tempo e per gli uomini al di l della vita terrena essa
ha attirato quasi 7 milioni di persone tra il 5 maggio e il 16 settembre.
In dichiarazioni allagenzia Rome Reports, Laurent Prades, della
Cattedrale di Notre-Dame, ha affermato: Siamo sorpresi dalla reazione del pubblico. Sapevamo benissimo qual sarebbe stata la ripercussione mondiale di Teresa di Lisieux, ma
non avremmo immaginato che visitatori provenienti da luoghi cos diversi lavrebbero riconosciuta.

Santuario Torreciudad

iglesiacatolica.org.uy

dellAssemblea Plenaria annuale del


Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), alla quale hanno partecipato, oltre a rappresentanti delle 33 Conferenze Episcopali del
Vecchio Continente, gli Arcivescovi del Lussemburgo, del Principato di
Monaco e del Rito Maronita di Cipro,
lEparca di Mukachevo,in Ucraina e
il Vescovo di Chiinu, in Moldavia.
Come ha spiegato il Presidente
della CCEE, Cardinale Pter Erd,
Arcivescovo di Esztergom-Budapest,
il motivo della scelta stato quello di
commemorare il 1400 anniversario
dellarrivo di San Gallo in questa citt.
Nel loro messaggio finale, i presidenti delle Conferenze Episcopali
europee hanno sottolineato che davanti alle gravi derive del liberalismo economico ed etico, il Messaggio Cristiano offre a tutti gli uomini il suo patrimonio sempre attuale
(pi informazioni su www.ccee.ch).

Migliaia di famiglie nella


Giornata Mariana della Famiglia
Varie migliaia di fedeli si sono riunite nel Santuario della Ma-

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo43

donna di Torreciudad, in Spagna,


per celebrare la Giornata Mariana della Famiglia, che questanno
stata presieduta dallArcivescovo di Valencia, Mons. Carlo Osoro.
Come ha rilevato Mons. Osoro
durante la Messa da lui celebrata, questa giornata ha contribuito
nel corso dei suoi 23 anni di esistenza, a evidenziare il valore della famiglia per la societ attuale.
Essa, ha affermato il prelato, costituisce il patrimonio pi importante dellumanit, e svolge un
ruolo molto importante per superare la crisi economica, difendendo valori permanenti e la considerazione delluguale dignit di ogni
persona.
La XXIII edizione della Giornata si focalizzata, in modo particolare, in funzione dellAnno della Fede. Durante lEucaristia, tutti i bambini presenti sono stati posti sotto la protezione della Santissima Vergine. Sono state realizzate altre attivit, tra le quali una
processione con la recita del Santo Rosario.

Il Portogallo ospiter la nuova


edizione dell Atrio dei Gentili
LAtrio dei Gentili un evento organizzato per rispondere al deside-

rio di Papa Benedetto XVI di creare uno spazio di dialogo tra credenti e non credenti. Il suo nome fa riferimento allo spazio riservato, nel
Tempio di Gerusalemme, ai non
ebrei che ivi volevano pregare il vero Dio.
Sono gi state realizzate edizioni dellAtrio dei Gentili in varie citt europee. La prossima sar nei giorni 16 e 17 del corrente mese, rispettivamente a Guimares e a Braga, in Portogallo, e
avr come tema centrale Il Valore
della Vita. La sua organizzazione
a carico dellIstituto di Storia e
Arte Cristiane (IHAC) dellArcidiocesi di Braga, in collaborazione del Pontificio Consiglio per la
Cultura, presieduto dal Cardinale
Gianfranco Ravasi.
Questa uniniziativa aperta al mondo del pensiero e dellarte, per mostrare,che, insieme, possibile convivere ha dichiarato
allEcclesia lArcivescovo di Braga
Mons. Jorge Ortiga. Per il direttore dellIHAC, Canonico Jos Paulo
Abreu, lo spirito dell Atrio dei Gentili di riunire differenti sguardi e
prospettive sul tema scelto, con il
contributo di agnostici, atei, non
credenti. La coordinatrice generale delliniziativa, Isabel Varanda, ha
chiarito: Convochiamo tutti a ri-

La statua della Madonna di


Fatima pu visitare la sua
parrocchia!
Per informazioni o interessamenti:
salvamiregina@salvamiregina.it
www.salvamiregina.it
oppure
Tel: (0039) 041 560 0891
Fax: 041 560 8828

44Araldi del Vangelo Novembre 2012

flettere su quello che costitutivo


per noi.

Muore Mons. Antonio Mucciolo,


cofondatore della Rete Vita
Mons. Antonio Maria Mucciolo, Arcivescovo emerito di Botucatu (Brasile) e cofondatore della Rete
Vita di Televisione, mancato in un
ospedale di San Paolo il 29 settembre scorso, per insufficienza multipla
degli organi. I resti mortali del Prelato, che aveva 89 anni di et, sono stati vegliati inizialmente nella Chiesa di
San Geraldo delle Perdici, a San Paolo, poi nella Cattedrale di Botucatu,
dove lArcivescovo Metropolitano,
Mons. Maurizio Grotto di Camargo, ha presieduto la solenne Messa
di esequie, concelebrata dai Vescovi
della Provincia Ecclesiastica e da numerosi sacerdoti. A questa ne sono
succedute altre, durante la notte, nella Cattedrale di SantAnna.
Mons. Mucciolo era nato a Castel San Lorenzo, il 1 maggio del
1923. Ancora bambino, part per il
Brasile con i suoi genitori ed entr
a 14 anni nel Seminario Arcidiocesano di Botucatu. Fu ordinato presbitero il 4 novembre del 1949 e
Vescovo il 15 agosto del 1977. Nel
1995 fond, insieme a Joo Monteiro de Barros Filho, la Rete Vita
di Televisione.

LArcidiocesi di Piura
accoglie il congresso
teologico internazionale

el contesto dellAnno della Fede, promulgato


da Papa Benedetto XVI, e per commemorare
il 480 anniversario della fondazione di San Michele di Piura, la pi antica citt del Per, stato realizzato, dal 27 al 30 settembre, il Congresso Teologico Internazionale, il cui tema si basato sulle parole
dellApostolo Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi: Saldi nella fede, siate forti (cfr. I Cor 16, 13).

Oltre 4500 partecipanti


Lanfiteatro del Collegio Don Bosco si dimostrato insufficiente ad accogliere gli oltre 4.500 partecipanti, che hanno seguito con vivo interesse le diverse conferenze proferite da un gruppo selezionato di
docenti, tra i quali si sono distinti: il Cardinale Antonio Caizares Llovera, Prefetto della Congregazione
per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e
il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo
di Lima, che ha presieduto lEucarestia di chiusura,
nella Basilica Cattedrale piurana.

Tre giorni di conferenze

Jano Aracena

Il primo giorno del Congresso stato marcato dal


ricordo del 50 anniversario del Concilio Vaticano II.

La conferenza del Cardinale Caizares ha riguardato il tema Il Concilio Vaticano II: Dono e
Profezia. Mentre Mons. Jos Antonio Eguren Anselmi, SCV, Arcivescovo Metropolitano di Piura, ha sviluppato il tema San Michele di Piura, porta della Fede per il Per.
La seconda giornata, dedicata al Catechismo della Chiesa Cattolica, ha avuto come principale relatore il Dott. Gustavo Snchez Rojas, direttore della Scuola di Specializzazione della Facolt di Teologia Pontificia e Civile di Lima, che ha parlato del Catechismo della Chiesa Cattolica: un regalo di Dio per il
Terzo Millennio.
Il terzo giorno stato segnato da due conferenze
magistrali. Nella prima, Mons. Edoardo Maria Taussig, Vescovo di San Raffaele e Presidente della Commissione della Pastorale Universitaria della Conferenza Episcopale Argentina, ha trattato il tema: La
Nuova Evangelizzazione: sfide e proiezioni. Nella seconda, il Prof. Guzmn Carriquiry, Segretario della
Pontifcia Commissione per lAmerica Latina, ha sviluppato Una nuova scommessa per lAmerica Latina.

A sinistra, vista generale dellAuditorio durante una delle sessioni; a destra alcuni dei principali relatori: i
Cardinali Antonio Caizares e Juan Luis Cipriani, Mons. Jos Antonio Eguren,
il Prof. Guzmn Carriquiry, accompagnato da sua moglie e alcuni arcivescovi e vescovi invitati

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo45

Storia per bambini... o adulti pieni di fede?

Cos ci tratta Dio...


Il sindaco port il bambino fino al banco, perch scegliesse
quello che voleva. Dopo aver fatto un succulento pacchetto,
egli torn felice a casa, poich per lo meno quel giorno non
sarebbero andati a dormire affamati.

Suor Anna Lucia Iamasaki, EP

duzione fino alla capitale e crescere


la fama dei suoi vini, di singolare degustazione. Col cattivo tempo, per,
il raccolto era stato compromesso, di
conseguenza, la produzione della bevanda, portando molte famiglie a trovarsi in serie difficolt.
Caio aveva una particolare predilezione per la propriet dei nonni e,
ogni anno, quando
terminavano le lezioni, faceva la valigia per andare in
montagna a trascorrere le vacanze con
loro, cui voleva tanto bene. La signora
Anna e il signor Alfredo lo aspettavano sempre a braccia
aperte, poich il nipote era la gioia della casa. Molto vivace, di buon mattino
egli accompagnava il
nonno al lavoro dei
campi, facendo festa
per ogni grappolo
duva che riusciva a
I frutti colti in quella regione avevano un
sapore tutto speciale
cogliere, mettendosi

uellanno forti temporali castigarono la regione


montagnosa, dove vivevano i nonni di Caio. Era
una zona ricchissima di piccoli vigneti e cantine artigianali. I frutti raccolti
avevano un sapore tutto speciale, dovuto al clima e alla composizione del
suolo, tanto da far giungere la pro-

46Araldi del Vangelo Novembre 2012

in punta di piedi, e se non fosse stato


per la cura dellamorevole e attento
anziano, sarebbe entrato dritto nella
pigiatrice, per spremere pure lui luva. Allimbrunire, tutti si riunivano
nella sala, padrone e dipendenti, dove pregavano insieme il Rosario alla
Vergine Santissima e la sera, dopo la
cena saporita preparata sulla stufa a
legna, si fermavano a chiacchierare
e donna Anna gli raccontava belle
storie mentre sferruzzava.
Come sarebbero state quelle vacanze? Sebbene la stagione non fosse propizia, poich le strade erano in
condizioni precarie a causa di varie
frane e unaria di tragedia spirava
nellarea della viticoltura, linsistenza del bambino fin per vincere la resistenza dei genitori e alla fine si misero in viaggio.
Giunti alla fattoria, poterono rendersi conto della desolazione: grandi aree allagate, uva marcita nei ceppi e pigiatrici vuote, per mancanza
di frutti. I lavoratori erano fermi e
se non fosse stato per i risparmi del
nonno, avrebbero subito grandi privazioni. Le piogge erano cessate; tuttavia, ora si trattava di tentare di re-

Edith Petitclerc

Il dott. Augusto gli tocc la spalla con affetto dicendo: Puoi scegliere
quello che vuoi, perch pagher tutto io

cuperare quello che era rimasto. Siccome le terre del signor Alfredo erano le meno danneggiate, percorreva
le propriet vicine, aiutando i pi bisognosi, e a volte portava il nipote.
Caio era un po spaventato, poich
per la prima volta prendeva contatto
con cos grandi calamit. Tutti i giorni accompagnava anche la nonna alla chiesa del villaggio, dove la popolazione si riuniva per pregare, dopo
la Messa vespertina, una novena alla
Patrona, chiedendo aiuto in una cos
grave emergenza. Egli aveva gi fatto
la Prima Comunione e, nella sua azione di grazie, chiedeva con ardore a
Ges nascosto nel suo petto innocente di provare compassione per quella
gente e di consolare i bambini, poich
ne aveva visti alcuni che piangevano per la fame negli angoli pi colpiti, quando vi era passato con il nonno.
Una sera, rientrando dalla chiesa,
la nonna decise di passare per il negozio per fare delle spese. Per coincidenza, vi si trovava anche il dott.
Augusto, sindaco del capoluogo, che
era venuto al villaggio per vedere i
danni e presentare un progetto di
aiuto per il recupero delle propriet e delle zone vinicole pi colpite.
Egli sorrise alla nonna e continu il

suo spuntino e la conversazione con


i suoi segretari riguardo ai piani di
assistenza alla zona. Allimprovviso,
tutti videro entrare un bambino cencioso e molto piccolo che, timido,
si era accostato alla parete di fondo del negozio, fissando il pavimento, senza avere il coraggio di sollevare gli occhietti umidi. Caio lo riconobbe immediatamente: era figlio di
uno dei contadini del posto pi desolato che aveva visitato con il nonno. Doveva avere molta fame. Il sindaco gli si avvicin e chiese:
Qual il tuo nome? Dove abiti?
Siccome il piccolo non diceva
nulla, Caio si fece avanti:
Lui abita vicino al ponte. Sono stato a casa sua con mio nonno.
Poveretto! La sua famiglia ha perso
tutto con le piene!
Il dott. Augusto, con affetto, gli
tocc la spalla, dicendo:
Hai fame, vero?
Egli fece cenno di s col capo,
senza sollevare lo sguardo.
Guarda, puoi scegliere quello
che vuoi mangiare qui nel negozio,
perch pagher tutto io.
Solo allora il bambino sollev gli
occhietti imperlati di lacrime e abbozz un lieve sorriso. Presolo per

mano, il sindaco lo port fino al


banco, perch scegliesse quello che
voleva. Il piccolo per scelse solo un
semplice casco di banane, perch esso conteneva il numero esatto di banane di cui aveva bisogno per darne
ai genitori e ai fratelli.
Solo questo? replic il dott. Augusto Prendi qualcosaltro! Anche la
tua famiglia ha fame. Devi avere dei
fratellini. Prendi qualcosa per loro!
Armatosi di coraggio, egli allora prese del formaggio, altra frutta,
latte e dei panini. Dopo aver avuto
il suo succulento pacchetto, in cui il
sindaco aveva aggiunto vari altri dolci e cioccolata, torn felice a casa,
perch per lo meno quel giorno non
sarebbero andati a dormire affamati.
La proprietaria del negozio, la signora Adelaide, osservava tutto senza dire una sola parola. Terminato
lo spuntino, il dott. Augusto e i suoi
accompagnatori si diressero in fretta alla cassa per pagare il conto, poich si stava gi facendo buio e dovevano tornare in citt per strade piene di curve e sdrucciolevoli. Quando chiese quanto doveva per il suo
spuntino e per quello del bambino,
la signora Adelaide rispose:
Nulla! Faccia un buon viaggio,
dottore! Avendo visto il suo atto di
bont cos bello, io non potrei fare
altrimenti con lei.
Il sindaco, attonito, ringrazi e
usc, esclamando:
Un villaggio dove impera tale
spirito caritatevole tra i suoi abitanti, non c maltempo che lo possa distruggere! Contate sul nostro aiuto!
La signora Anna e Caio assistettero alla scena con grande ammirazione ma dovevano anche loro tornare
a casa. La pia signora, conducendo il
nipote per mano, usc dicendo:
Cos ci tratta Dio, figlio mio!
Vedendo la liberalit che abbiamo
verso gli altri, ancor pi generoso
con noi, dandoci il centuplo. Non dimenticartelo mai: Egli non si lascia
mai vincere in generosit!

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo47

_
_______
I Santi di ogni giorno
11. XXXII Domenica del Tempo Ordinario.
San Martino di Tours, Vescovo (397).
Beata Alicia Kotowska, vergine e martire (1939). Religiosa
della Congregazione delle Suore
della Resurrezione, fucilata a Laski Piasnica, in Polonia.

www.santiebeati.it

1. Solennit di Tutti i Santi.


Beato Ruperto Mayer (1945).
Sacerdote gesuita imprigionato nel campo di concentramento
di Sachsenhausen, in Germania.
Mor a Monaco, poco tempo dopo esser stato liberato.
2. Commemorazione di tutti i fedeli
defunti.
San Vittorino, Vescovo e martire (cerca de 303). Vescovo di
Ptuj, nellattuale Slovenia. Pubblic numerosi scritti esegetici e
fu martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano.
3. San Martino de Porres, religioso
(1639).
Beata
Alpaide,
vergine
(1211). Contadina che visse ritirata in una piccola cella a Cudot,
in Francia, dove ricevette il dono
del consiglio e di far miracoli.
4. XXXI Domenica del Tempo
Ordinario.
San Carlo Borromeo, Vescovo
(1584).
San Felice di Valois, Fondatore (sec. XIII). Principe della casa reale francese, che, dopo un periodo di vita eremitica,
fond con San Giovanni da Mata a Cerfroid, in Francia, lOrdine
della Santissima Trinit.

Beato Ruperto Mayer

7. Santi Giacinto Castaeda e Vincenzo L Quang Lim, sacerdoti e martiri (1773). Religiosi domenicani, martirizzati a Ket Cho,
in Vietnam, durante il regno di
Trinh Sm.
8. San Deusdedit I, Papa (618). Govern la Santa Chiesa con semplicit e sapienza, dedicando amore
al clero e ai fedeli.

5. Beato Gregorio Lakota, Vescovo


e martire (1950). Vescovo ausiliare di Przemyl, in Polonia, incarcerato nel campo di concentramento di Abez, in Siberia, dove mor.

9. Dedicazione della Basilica Lateranense.


Beato Gabriele Ferretti, sacerdote (1456). Religioso francescano, che brill nellassistenza ai
bambini e agli infermi, nellobbedienza e nellosservanza della regola. Mor nel convento di Ancona.

6. San Teobaldo, sacerdote (1070).


Religioso dei Canonici Regolari di SantAgostino deceduto a
Dorat, in Francia. Fu guardiano
della chiesa, dalla quale usciva
solamente per prestare assistenza
agli infermi.

10. San Leone Magno, Papa e Dottore della Chiesa (461).


Santi Narsete, Vescovo, e Giuseppe, entrambi martiri (343).
Per essersi rifiutati di adorare il
Sole, come ordinava il re Sapor
II, furono decapitati in Persia.

48Araldi del Vangelo Novembre 2012

12. San Giosafat Kuncewicz, Vescovo e martire (1623).


San Diego di Alcal, religioso (1463). Francescano spagnolo che si distinse per la sua umilt
e carit nellassistenza agli infermi, tanto nelle Isole Canarie come nel Monastero di Santa Maria
in Aracli, a Roma.
13. SantAgostina Pietrantoni, vergine (1894). Religiosa della
Congregazione delle Suore della
Carit, dedita alla cura dei malati di tubercolosi nellospedale del
Santo Spirito, a Roma; qui mor
pugnalata da un infermo infuriato.
14. San Siardo, (1230). Abate premonstratense di Mariengarde, in
Olanda, si distinse per losservanza della regola e per la generosit
verso i poveri.
15. SantAlberto Magno, Vescovo e
Dottore della Chiesa (1280).
San Giuseppe Mkasa Balikuddemb, martire (1885). Prefetto del palazzo reale di Uganda,
ricevette il Battesimo a 22 anni
e convert molti giovani a Cristo.
Fu decapitato a 25 anni, su ordine
del re Mwenga.
16. Santa Margherita di Scozia, regina (1093).
Santa
Geltrude,
vergine
(1302).
SantEucherio di Lione, Vescovo (circa nel 450). Si ritir

__________________ Novembre
con la sua famiglia per condurre
una vita ascetica in unisola vicina a Lrins, in Francia e fu eletto
Vescovo di Lione. Scrisse la storia
di numerosi santi martiri.
17. SantElisabetta di Ungheria, religiosa (1231).
SantIlda, badessa (680). Badessa del monastero di Whitby, in
Inghilterra, diede unesimia formazione alle religiose e ai monaci sotto la sua direzione. Fu consigliera di re e principi.
18. XXXIII Domenica del Tempo
Ordinario.
Dedicazione delle Basiliche
dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli.
SantOddone di Cluny, (942).
Secondo abate di Cluny, restaur
la disciplina monastica in numerosi monasteri di Francia e dItalia.

San Benigno di Milano, Vescovo (circa nel 470). Govern


con somma fermezza e piet la
sua diocesi durante la confusione provocata dalle invasioni barbariche.
23. San Clemente I, Papa e martire
(sec. I).
San Colombano, abate (615).
San Trudone, sacerdote (circa nel 690). Consegn tutti i suoi
beni alla Chiesa di Metz e vi fond un monastero, nel quale riun molti discepoli. Mor a SaintTrond, in Belgio.
24. Santi Andrea Dung-Lac, sacerdote, e compagni, martiri (16251886).

26. San Nicone, monaco (998).


Evangelizz lisola di Creta, appena liberata dal dominio saraceno. Predic poi in Grecia, dove
mor in un monastero da lui fondato, a Sparta.

28. San Giacomo della Marca, sacerdote (1476). Francescano,


discepolo di San Bernardino da
Siena, predic in Italia, Polonia,
Boemia, Bosnia e Ungheria. Mor a Napoli.

20. San Bernardo di Hildesheim,


Vescovo (1022). Restaur la disciplina del clero per mezzo di
numerosi sinodi e promosse la vita monastica nella diocesi a Hildesheim, in Germania.

22. Santa Cecilia, vergine e martire


(sec. inc.).

25. XXXIV Domenica del Tempo


Ordinario. Solennit Cristo Re
dellUniverso.
Santa Caterina dAlessandria,
vergine e martire (sec. inc.).
Beata Beatrice di Ornacieux,
vergine (1303-1309). Religiosa
dellOrdine Certosino, priora del
monastero di Eymeu, in Francia,
dove visse e mor in estrema povert.

27. Beati Tommaso Koteda Kiuni e


compagni, martiri (1619). Decapitati a Nagasaki, in Giappone,
per ordine del governatore Gonzuku.

19. Beato Giacomo Benfatti, Vescovo (1332). Religioso domenicano, eletto Vescovo di Mantova.
Oltre a rappacificare la citt, soccorse il popolo devastato da peste
e carestia.

21. Presentazione della Beata Vergine Maria.


Beata Maria di Ges Buon
Pastore, vergine (1902). Fond
a Roma lIstituto delle Suore
della Santa Famiglia di Nazareth,
per aiutare gli immigranti della
sua patria, la Polonia.

San Colmano di Cloyne, Vescovo (604-608). Pagano e poeta


della corte di Cashel, in Irlanda,
si convert al cristianesimo e fu
eletto primo Vescovo di Cloyne.

29. San Filomeno, martire (sec.


III). Fu gettato sul fuoco ad Ancira, in Turchia, durante la persecuzione di Aureliano.

Santa Caterina dAlessandria


Portico della chiesa di
San Giovanni Tsakos, Atene

30. SantAndrea, Apostolo. Secondo


la tradizione, fu crocefisso a Patrasso, in Grecia, intorno allanno 60.
San Taddeo Liu Ruiting, sacerdote e martire (1823). Dopo
aver sopportato supplizi e pi di
due anni di carcere, mor strangolato a Quxian, in Cina.
Novembre 2012 Araldi

del Vangelo49

Pace,
umilt,
mansuetudine
Saranno i fondamenti della vita interiore riservati soltanto
alle anime che vivono allinterno di un monastero, dedite
alla contemplazione?

Emelly Tainara Schnorr

allaltro lato dellimmensit dellOceano, in


una delle pi calde aree
dellAndalusia, si trova
lantico palazzo dei Conti di Palma.
La sua costruzione, in stile mudjar,
richiama lattenzione sia per la sua
antichit e storia, ma, soprattutto,
perch accoglie una realt molto pi
alta e sublime: la comunit delle Carmelitane Scalze di cija, note come
le Terese in omaggio alla grande
Madre Fondatrice.
Allingresso delledificio, le prime
impressioni cominciano a invadere
la nostra anima e ci invitano ad alzare lo sguardo verso panorami superiori, che si contrappongono alle preoccupazioni terrene. Gi nel
chiostro, archi rustici e saldi sembrano simbolizzare la solidit dei principi che reggono la vita quotidia-

na entro quelle pareti. Croci fredde, dure e nude, appese alle pareti,
ricordano a chi abita in quel luogo il
supremo sacrificio di Cristo, mentre
nella cappella, il soave e perseverante scintillare del lume invita con insistenza a unirci al Dolce Ges, veramente presente nel tabernacolo in
Corpo, Sangue, Anima e Divinit,
sotto le specie eucaristiche.
Le sale e le celle del monastero
sono contraddistinte dalla semplicit,
con lobiettivo di facilitare la preghiera e la meditazione, cos necessarie a
noi e gradite a Dio; linsieme delledificio si trova avvolto da unatmosfera soprannaturale che riempie lanima di dolce e pacifico refrigerio.
Suscitano lattenzione, infatti,
la calma e la serenit che aleggiano in quellambiente monacale, dominato da un silenzio rotto appe-

50Araldi del Vangelo Novembre 2012

na dal cinguettio degli uccelli o dai


passi di una carmelitana che passa
discretamente, rispondendo al rintocco della campana: sembra vivere in costante dialogo con gli Angeli e con Dio.
Tale silenzio avvolge e rappacifica lo spirito, invitando a dimenticare tutto quello che succede al di fuori di quellambiente raccolto e benedetto. Con parole mute e imponderabili, ma tanto eloquenti, esso sembra dire:
Figlio mio, fermati a contemplare quante belle cose ci sono in questo mondo sacro che non riguardano
le preoccupazioni di tutti i giorni, le
questioni terra-terra, lagire per lagire. In ognuno di noi esiste un mondo
interiore nel quale Dio prende contatto con la nostra anima. il mondo del soprannaturale, che in un mo-

Fotos: Gustavo Kralj

do misterioso filtra fino a noi e diventa sensibile al nostro spirito.1


Presi da questatmosfera, ci imbattiamo in una targa affissa in un luogo ben visibile che ammonisce: La
mansuetudine, lumilt e la pace sono i fondamenti della vita interiore. Ora, come riassume bene questa frase il segreto della vita monastica! Se ci incantano la robustezza e la
sobriet degli archi del chiostro o la
luminosit filtrata della cappella, se
ci sentiamo attirati dallo scampanio
della campana o se siamo confortati dalle benedizioni che emanano da
tutto lambiente, la ragione di questo
si trova nella vita interiore delle persone che vi abitano. La costruzione
non nulla se le anime non sono in
grazia, poich sono loro come pietre
vive (I Pt 2, 5), che fanno di questo
luogo un edificio spirituale.

Saranno, tuttavia, i fondamenti


della vita interiore riservati soltanto a
coloro cui Dio chiede la rinuncia allo
splendore e alla gloria del mondo per
brillare solamente per Lui nelle clausure, dedicandosi alla contemplazione? evidente che no! Dalle divine
labbra del nostro Salvatore sbocciato un insegnamento, nel quale consegnato il mezzo grandioso, e nello stesso tempo semplice, con il quale ogni battezzato pu raggiungere la
mansuetudine, lumilt e, di conseguenza, ottenere la pace: Prendete
il mio giogo sopra di voi e imparate
da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre
anime (Mt 11, 29).

Cfr. CORRA DE OLIVEIRA, Plinio.


Conferenza. San Paolo, 13 set. 1972.

Diversi aspetti della vita nel Convento


delle Carmelitane Scalze di
San Giuseppe, a cija (Spagna)

Novembre 2012 Araldi

del Vangelo51

Madonna delle Grazie


Seminario degli Araldi
del Vangelo, Caieiras (Brasile)

(San Luigi Maria Grignion


de Montfort, Trattato
della vera devozione alla
Santissima Vergine)

Otvio de Melo

io Padre ha messo
insieme tutte le acque e le ha denominate
mare; ha riunito tutte le
sue grazie e le ha chiamate Maria. Questo grande
Dio ha un tesoro, un deposito ricchissimo, dove
ha racchiuso tutto quello
che c di bello, luminoso,
raro e prezioso, persino il
proprio Figlio; questo tesoro immenso Maria,
che gli Angeli chiamano il
tesoro del Signore, e della
cui pienezza gli uomini si
arricchiscono.