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IL MISTERO DEI VENETI

Per molti secoli, il Veneto rimase una terra felice dove la Vita scorreva serena
in armonia con la Natura e in pace con tutti.
I nostri Antenati, credevano talmente nella pace, che non c'era un vero esercito, anche
se conoscevano le armi e in qualche caso le avevano usate per difendersi contro i popoli
Barbari che periodicamente si affacciavano ai confini, attratti da queste terre fertili.
' curioso come non ci siano documenti che parlano di una !uerra persa con "oma.
#'Impero "omano, us$ con i Veneti una tattica diversa % molti soldati delle #e!ioni
"omane, venivano premiati con un pe&&o di terra, dove andare a vivere in 'erenit( la
vecchiaia. Per es. il )"I*#I VN+IA ,I*#IA, deriva questo ultimo nome dalla fami!lia di
,I*#I- .'A" che per meriti acquisiti sul campo (da generale, ha vinto tutte le guerre
fino a diventare Imperatore) ricevette in premio quella "e!ione.
/uesti e01le!ionari, venendo a risiedere in Veneto, furono conquistati dalla belle&&a se1
rena delle nostre donne e sposandosi, mettevano al mondo dei fi!li che di diritto erano
cittadini "omani. .os2, piano piano, il Veneto divenne una Provincia dell'Impero "omano.
I Veneti, erano noti fin dall'antichit( come valenti costruttori di navi e vivevano di pesca
ma erano anche abili allevatori di cavalli e ottimi a!ricoltori. 3ali informa&ioni le potete
facilmente riscontrare in diversi testi storici che qui sinteti&&iamo.
1. /uando nea decise di partire da 3roia, (con lui c'era
anche Antenore, che poi fonder Padova) si fece co1
struire le navi da!li N3I un popolo confinante (abita-
vano nell'Asia Minore, nella Paflagonia) composto da !ente
pacifica, 4erano alleati di Troia, ma si tennero alla larga
dalla guerra con i reci) descritta da -mero come !abili
costruttori di navi, che vivevano di pesca, ma anche
allevatori di cavalli e agricoltori provetti" !
2. 5olti secoli dopo, in tutt'altra parte del
5ondo, nel suo libro di memorie #$e bello
allico% ,iulio .esare scrive che per attac1
care la Britannia via mare, si fa costruire le
navi da un popolo che abitava la "e!ione del
Nord della ,allia % anche loro si chiamavano
VN3I ed oltre a costruire navi e vivere di
pesca, erano bravi allevatori di cavalli ed
esperti coltivatori
3. #a teoria recentemente pi6 accreditata da!li 'torici (Polacchi
e &loveni) ritiene che questi due Popoli Veneti, provenissero in
ori!ine ('()) a" *") da un'unica Area, denominata Lusezia. che si
estendeva nella steppa dal 5ar Baltico fino al 7anubio. (l'attuale
Polonia e parte della ermania) Pi6 o meno la stessa Area dalla qua1
le molti secoli dopo arriveranno anche i .elti. 'i ritiene, quindi,
che i nostri Antenati Veneti, avessero nelle vene san!ue .eltico.
)orse 8 per questo motivo che, quando i .elti arrivarono nel
Veneto, non ci furono conflitti, ma si cre$ subito un'intesa e una
sparti&ione pacifica del 3erritorio, con i Veneti in pianura e i
.elti (*imbri) sulle alture e monta!ne. (Alto-piano di Asiago)"
Vo!liamo se!nalare che la .ivilt( *N3I.A ha dato vita alla Civilt Lusaziana che si
diram$ in uropa esportando l'amore per i commerci e l'a!ricoltura.
5a vorremmo anche sottolineare la forte reli!iosit( di questi nostri Antenati, che si
esplicava sopratutto nel "ito della #incinera+ione dei defunti% racco!liendo le ceneri in
apposite urne, che venivano sepolte in vasti campi verdi o al limitare di un bosco.
Pertanto, i Veneti Antichi, sono i portatori della *ivilt dei *ampi di ,rne detti anche
.A5PI '"NI e come tali fondatori e pro!enitori dell'*omo uropeo.
9. I# 5I3- #A #,,N7A % Infine, quando
si parla della mitica Atlantide, un con1
tinente le!!endario che ancora o!!i non si
sa bene dove fosse, ma che sembra sia
scomparso a causa di un sisma di poten&a
inaudita. Varie fonti storiche descrivono i
suoi abitanti come % #abili costruttori di
navi e allevatori di cavalli che avevano
reso fertile la terra abitata"% .he sembra
proprio la descri&ione di un altro ceppo dei
nostri Veneti.

(
LE RADICI CELTICHE DEL TRENTINO, DEL VENETO E DEL RI!LI
)ino alla riforma amministrativa au!ustea che istitu2 la "De#i$a Re%i&, Venetia et Hi'
st(ia), tutto il 3riveneto era incluso nella ,allia cisalpina, e che ancora o!!i i lin!uisti
considerano i dialetti istro1veneti come facenti parte del pi6 vasto ceppo ,allo : italico,
se!no indubbio di un;impronta celtica che si 8 mantenuta nel tempo. 'arebbe probabil1
mente stato opportuno dire qualche cosa di pi6 su!li antichi Veneti e sui loro rapporti
con i .elti con i quali si sono variamente mescolati nel corso dei secoli. 'e noi conside1
riamo l;Italia preromana, prescindendo dalle coloni&&a&ioni !reca e fenicia:punica, tra1
lasciando i 'ardi, popola&ione ri!orosamente insulare ed isolata, troviamo nella Penisola
cinque ceppi%
<= Italici propriamente detti, ossia il !ruppo latino : tosco : umbro : sabellico (sabino e
sannita), >= i ,alli cisalpini, ?= !li truschi, 9= i #i!uri che costituivano una popola&ione
insediata non solo nella #i!uria attuale e nel Piemonte meridionale, ma anche in vaste
aree della Proven&a e (sembra) dell;Aquitania, @= i Veneti.
A-iportiamo .ui sotto il testo di alcune interessanti ricerche"""
.elti e Veneti si sono variamente incontrati e mescolati sia sulla sponda atlantica della ,allia sia
nell;area compresa tra l;arco alpino, il 5incio ed il Po, erano fin dall;ini&io con o!ni probabilit(
popola&ioni molto affini, rimaste fedeli per cos2 dire al tipo base delluomo indoeuropeo e che
non avevano difficolt( ad inte!rarsi, ma sulla presen&a celtica in quella che fu la Vene&ia ,iulia,
dalle foci dell'Ison&o al .arso triestino, ai territori passati alla Bu!oslavia dopo il secondo con1
flitto mondiale, 8 o!!i possibile dire qualcosa di pi6.
#;area carsica e delle Prealpi ,iulie dall;Isontino fino all;Istria 8 caratteri&&ata dalla presen&a di
alcune tipiche fortifica&ioni protostoriche fatte di muri a secco (simili a dei piccoli nuraghi) che
sono dette castellieri. 'tando ad alcune ricerche, i castellieri sarebbero appunto di ori!ine
celtica, e se questo 8 vero, allora la presen&a celtica in re!ione non si limita come fin allora si 8
ritenuto, alla sola area .arnica, ma si spin!e ben addentro nel territorio considerato istro1
veneto. 'empre nel corso di queste ricerche, molto materiale di ori!ine celtica 8 emerso nel sito
del santuario preromano di +u!lio, l;antica /ulium *arnicumC si tratta prevalentemente dei resti
di armi, in particolare di lame di spada, che sembrano spe&&ate deliberatamente. 'i ritiene che i
!uerrieri sopravvissuti ad una campa!na bellica usassero sacrificare a!li dei la propria spada a
titolo di e0 voto. Alcune delle spade ritrovate sono di fattura romana, e si pensa che venissero
offerte anche le spade di preda bellica, oppure che si trattasse di armi appartenute a ,alli .arni
che militavano come mercenari nell;esercito romano.
*n altro aspetto importante messo in luce da queste ricerche 8 che la presen&a della cultura
celtica nella re!ione 8 stata non solo pi6 estesa nello spa&io ma anche pi6 persistente nel tempo
di quanto finora si pensasse% !li scavi condotti nelle necropoli della .arnia hanno permesso di
rivelare non solo la continuit( de!li insediamenti fra et( antica ed vo 5edio, ma anche il persi1
stere di una cultura celtica o !allo : romana fin addentro all;et( medievale, rivelata da!li arredi
funebri, dalla fo!!ia delle fibule, dalla fo!!ia de!li abiti che la posi&ione delle fibule sui corpi
lascia desumere, in sepolture che sono coeve de!li insediamenti lon!obardi nella pianura.
Nel <DE> si scoprivano nella Val d;Assa, (che 0 in pratica uno stretto canalone fittamente
ricoperto di vegeta+ione che attraversa l1altopiano di Asiago) una serie di !raffiti rupestri ana1
lo!hi a quelli che costellano la ben pi6 nota Val .amonica ed alcuni me!aliti di aspetto affatto
simile ai menhir celtici. /uesta scoperta permetterebbe di stabilire un colle!amento del tutto
naturale e lo!ico fra i .elti della pianura Padana ad occidente del ,arda ed i ,alli .arni insediati
in et( preromana non solo nell;attuale .arnia (la parte montana del 2riuli) ma anche nella
pianura veneto : friulana fino all;Adriatico.
.ominciamo con l;osservare che la penisola italiana, tutta la penisola italiana, 8 stata o!!etto di
un intenso popolamento umano fino da et( remotissime. #e popola&ioni che rappresentano il
sostrato pre1indoeuropeo dell;Italia centro : settentrionale dimostrano una sostan&iale continui1
t( dal neolitico all;et( storica che ci 8 testimoniata dalle culture terramaricola, villanoviana,
etrusca nelle quali 8 sempre riconoscibile lo stesso tipo antropolo!ico% l;ori!ine orientale de!li
truschi, sebbene sembri trovare qualche appi!lio nelle fonti classiche, 8 una fantasticheria da
3
respin!ere nel limbo delle favole non meno di quella che vorrebbe i "omani discendenti di 3roia.
Imparentati con !li truschi sono i "eti insediati sui due versanti del crinale alpinoC sono da con1
siderarsi con o!ni probabilit( un frammento di quello stesso mondo villanoviano : etrusco che le
invasioni venete li!uri e celtiche hanno separato dai loro affini dislocati fra la pianura Padana,
l;Appennino e il mar 3irreno. In Veneto la presen&a di insediamenti retici 8 attestata nell;alto1
piano di Asia!o.
*n altro frammento dello stesso contesto villanoviano : etrusco : retico 8 rappresentato dai
Liburni, popola&ione costiera dell;Istria, della 7alma&ia, delle isole dell;Adriatico. Abilissimi
marinai e pirati, i #iburni causarono parecchi !rattacapi a "oma quando cerc$ di sottometterli.
Proprio in base a questa non molto fortunata esperien&a, i "omani adottarono il loro modello di
nave, la liburna dalla chi!lia sottile, a!ile e manovriera che affianc$ e quasi sostitu2 la trireme
derivata dalla triera !reca. .ome per tutte le popola&ioni dell;antichit( preromana, anche per i
#iburni si pone il medesimo interro!ativo% fino a che punto la conquista romana ne ha cancellato
e fino a che punto ne ha soltanto nascosto l;identit(. 7i sicuro, !li *scocchi, i temibili pirati me1
dievali che operando dalle stesse &one, le Isole della 7alma&ia, diedero dei seri problemi alla
repubblica di Vene&ia, ma erano temuti anche dall;impero "omano : !ermanico e da!li stessi
-ttomani (che pure erano gente che non scher+ava3) sembrano in tutto e per tutto i #iburni redi1
vivi. 'u questo sostrato pre1indoeuropeo, successive mi!ra&ioni e invasioni portarono alla sovrap1
posi&ione di altri popoli% Paleoveneti, Veneti e .elti, popola&ioni indoeuropee o probabilmente
indoeuropee. Per i Paleoveneti dobbiamo accontentarci di un probabilmente, poichF non ci
sono rimaste testimonian&e della loro lin!uaC si tratta del resto di una popola&ione straordi1
nariamente mal denominata, in quanto il termine Paleoveneti su!!erisce una fase pi6 antica
della cultura veneta, (come si pensava un tempo) mentre sappiamo che non solo si trattava di
una popola&ione distinta, ma che se 8 vero che in alcune aree i Veneti si sovrapposero a loro o li
sostituirono, in altre essi mantennero la loro cultura e la loro fisionomia fino alla domina&ione
romana. 'i tratta della popola&ione portatrice della cultura Atestina, cos2 detta perchF indi1
viduata !ra&ie a ritrovamenti avvenuti nella localit( di ste in provincia di PadovaC forse sarebbe
me!lio non chiamarli Paleoveneti, desi!narli come Atestini e basta. 'coperte recenti hanno
!ettato un po; pi6 di luce su di loro% si pensa che essi siano !iunti nell;area veneto : friulana
provenendo dall' uropa centrale% reperti dalle caratteristiche simili a quelle della cultura
Atestina (si tratta per lo pi4 di spille e minuti oggetti di oreficeria), sono venuti recentemente alla
luce in 5oravia e nella &ona dei monti 3atra.
-!!i noi pensiamo ai Veneti come ad una realt( di dimensioni re!ionali, ma in ori!ine quello
Veneto era uno dei rami principali della fami!lia indoeuropea, come il celtico, il latino, il
!ermanico, lo slavo, l;iranico, l;indiano e via dicendo. )ormatisi come entit( etnico : lin!uistica
con o!ni probabilit( nell'uropa centrale, i Veneti nel corso delle loro mi!ra&ioni si scissero in tre
rami, mi!rando alcuni attraverso le Alpi nella parte orientale della pianura Padana, altri verso
occidente fino ad arrivare sull;estuario della #oira e sulle sponde dell'AtlanticoC altri ancora si
sarebbero diretti verso oriente in dire&ione del Baltico, ed 8 questo substrato venetico che
spie!herebbe ad esempio la somi!lian&a di alcuno toponimi di quella che 8 o!!i la )rancia
occidentale con quelli che si ritrovano in ci$ che attualmente 8 una parte del mondo slavo% ad
esempio Brest e Brest #itovsG nell;attuale Polonia.
7ei Veneti occidentali, o Vendi, parla diffusamente ,iulio .esare nel 7e Bello ,allicoC costoro
erano insediati nella terra che ancora o!!i porta il loro nome, la Vendee, che noi conosciamo co1
me Vandea. 7ei Veneti cisalpini, quelli che si insediarono nel 3riveneto, 3ito #ivio ci riferisce che
!i( prima della conquista romana erano notevolmente civili, e probabilmente, assieme ai ,reci
di Adria e di 'pina, esercitarono un;influen&a civili&&atrice sui .elti, poichF lo storico romano ci
testimonia che !i( prima della fonda&ione di Aquileia !li uni e !li altri non si distin!ue1vano che
per la lin!ua, essendo i costumi ed i modi di vita divenuti notevolmente affini. Alcuni toponimi
come .oncordia (divenuta poi in et romana *oncordia &agittaria perch5 gli artigiani locali erano spe-
ciali++ati nella produ+ione di frecce), fanno pensare che si trattasse di insediamenti nei quali comu1
nit( di diversa ori!ine, celtica e veneta convivevano pacificamente assieme. Affini ai Veneti ma
con caratteri che li distin!uevano da questi, erano !li Istri che popolavano non solo l;Istria, re1
!ione passata alla Bu!oslavia dopo la seconda !uerra mondiale, ed o!!i divisa fra 'lovenia e
.roa&ia, ma anche il vallone di 5u!!ia e 3rieste. Il pi6 antico insediamento nella citt( !iuliana
sul .aput Adriae sembra essere stato un insediamento de!li Istri, Il nome, 3er!es, mercato,
6
(Terges-Tergestis 7 Trieste) 8 un etimo istroveneto. ; verosimile che in questo luo!o, che era la
propa!!ine pi6 occidentale del territorio de!li Istri, questi ultimi ed i .elti si incontrassero per
commerciare. Ad articolare ancora di pi6 il quadro storico ed antropolo!ico certamente
complesso che andiamo esaminando, non va neppure dimenticato il fatto che l;area veneta, caso
unico in tutta l;Italia settentrionale, conosce in et( preromana anche insediamenti !reciC su di
essa non lontano dal delta del Po sor!ono le colonie !reche di Adria (che ha dato il nome al mare
Adriatico) e di 'pina, ed indubbiamente anche queste ultime hanno avuto un;importante
influen&a culturale sulle popola&ioni venete e celtiche ben prima dell;arrivo civili&&atore delle
le!ioni romane. I .elti si possono distin!uere in .elti cisalpini e transalpini. .elti cisalpini erano i
,alli .arni, che alla .arnia, attualmente coincidente con la parte settentrionale montuosa del
)riuli, hanno dato il nomeC tuttavia occorre rilevare che, stando alle fonti romane, quando fu
decisa nel <@< a. .. la fonda&ione della colonia di Aquileia per tenere sotto controllo i .elti
transalpini che avevano ini&iato a discendere dal crinale delle Alpi, essa venne fondata in
.arnia, ossia nel territorio dei ,alli .arni, che all;epoca evidentemente comprendeva anche la
pianura, coincidendo dunque approssimativa1mente con il )riuli attuale.
-ccorre per$ ricordare che cisalpino e transalpino erano termini che per i "omani avevano
un si!nificato non antropolo!ico o culturale ma meramente !eo!rafico. In questo caso, si!ni1
ficavano che i ,alli .arni, a differen&a dei .elti di recente immi!ra&ione per tenere d;occhio i
quali fu fondata Aquileia, erano insediati nella loro terra da secoliC non se ne deve dedurre au1
tomaticamente che essi fossero affini pi6 stretti dei .elti della valle Padana che di quelli che
vivevano immediatamente al di l( dei valichi alpini. 7iversi indi&i in effetti colle!ano i .elti
carnici piuttosto alle popola&ioni transalpine e danubiane che a quelle della valle Padana, a
cominciare dal tipo di colture cerealicole, essi sembrano in effetti rientrare pi6 che nella cultura
di La Tene (la cultura #classica% dei *elti occidentali) in quella di Hallstatt, propria dei .elti
transalpini e danubiani, e questo non 8, a conti fatti, per nulla sorprendente.
#a localit( austriaca di Hallstatt fu per tutta l;et( celtica, per quella romana e per buona parte
di quella medievale un centro economico di notevole importan&a che fece indubbiamente senti1
re i suoi effetti anche al di qua delle Alpi, e sappiamo che all;importan&a economica si accompa1
!na spesso l;influen&a culturaleC questo perchF, adiacente alla pi6 !rande miniera di sal!emma
d;uropa, ancora o!!i sfruttata, era un centro di primaria importan&a nel commercio del sale,
che nell;economia aveva un peso para!onabile a quello che ne ha o!!i il mercato petrolifero.
#;estra&ione ed il commercio del sale dovevano avere un;importan&a primaria per tutta quella
parte del Noricum : o!!i Austria 1C 8 quanto ci attestano toponimi come 'al&bur!, 'alisbur!o e
-bersal&ber!. 7;altra parte 8 del tutto verosimile che esistessero colle!amenti anche con i .elti
della valle padana. Nel <DE<, nella Val d;Assa, una stretta valle che ta!lia l;altopiano di Asia!o in
dire&ione del la!o di ,arda sono stati scoperti !raffiti molto simili a quelli della Val .amonica, e
ne!li immediati dintorni dei me!aliti, alcuni menhir ed una !rande ara sacrificale. 3uttora per$
questi reperti non risulta siano stati ade!uatamente studiati e descritti nella letteratura
scientifica.
)in dove si estendesse in pianura la .arnia celtica o!!i ristretta alla fascia montana, non 8 per
nulla facile da determinare, anche perchF spesso si trattava di insediamenti che si affiancavano
ad altri conti!ui di Veneti ed Atestini sen&a dimostrare alcun barlume di quello spirito di puli&ia
etnica che caratteri&&a la nostra civili&&ata epocaC alcuni indi&i in proposito sono tuttavia molto
interessanti. A .ividale, ad esempio, si trova l;ipo!eo celtico, una caverna naturale ampliata
dalla mano dell;uomo che, sebbene la cosa non sia del tutto certa, si suppone fosse un luo!o
impie!ato per i riti d;ini&ia&ione. Nel <DD<, il prof. Maurizio Buora della 'ovrintenden&a Archeo1
lo!ica di *dine ha effettuato una campa!na di scavi in due siti sulla riva del fiume 'tella, due
forma&ioni note come .Iastion e .Iastelir che presentano somi!lian&e con i castellieri del .arso
triestino di cui in tempi recenti 8 stata riconosciuta l;ori!ine celtica. I pochi manufatti rinvenuti,
soprattutto minuti frammenti di vasellame, sembrano tuttavia ricolle!arsi piuttosto alla cultura
Atestina, l;ori!ine celtica delle strutture appare u!ualmente probabileC si trattava forse di strut1
ture militari preposte al controllo di una via commerciale. I !uerrieri celti ivi insediati non si sa1
rebbero portati le stovi!lie da casa, ma le avrebbero acquistate dalle popola&ioni vicine.
Per nulla dire delle campa!ne di scavi ancora pi6 recenti 4>JJ<= condotte a +u!lio (/ulium *arni-
cum), antico santuario celtico che ha restituito una notevole copia di manufatti, e nelle necro1
poli della &ona che hanno eviden&iato, dai reperti rinvenuti e dalla fo!!ia de!li abiti dei defunti
5
deducibile dalla posi&ione delle fibule su!li scheletri, il persistere nelle &one montane di una
cultura celtica o !allo : romana fino ai VII : VIII secolo, coeva de!li insediamenti lon!obardi della
pianura, che allar!a i limiti della celticit( friulana non solo nello spa&io ma anche nel tempo.
A questo quadro !i( molto articolato va a!!iunto un ulteriore elemento messo in luce in tempi
recentissimi% il <@ aprile >JJ? 8 stato presentato al pubblico il libro del professor ,ino Bandelli
dell;*niversit( de!li 'tudi di 3rieste% La necropoli di San Servolo, Veneti, Celti e Romani nel
territorio di Trieste. #o studio condotto dall;archeolo!o triestino sui reperti ritrovati nelle
numerose inuma&ioni del sito, ha eviden&iato non solo una sostan&iale continuit( fra l;epoca
anteriore e quella posteriore alla conquista romana, ma che nelle sepolture manufatti ed
elementi veneti, celtici ed istri s;intrecciano, a dimostra&ione palese che 3rieste era fin dalle
sue ori!ini (che alcuni fanno risalire al '))) a" *"), una citt( cosmopolita, una citt( : mercato
dove le diverse etnie s;incontravano, commerciavano, convivevano. 5olte questioni riman!ono
ovviamente aperteC indubbiamente le nostre conoscen&e possono ancora pro!redire molto,
anche se 8 probabile che la risposta ad alcuni interro!ativi non l;avremo mai. )orse la questione
che ha pi6 potere di intri!are e di arrovellare, 8 che cosa ne sia mai stato dei .elti cisalpini con
la conquista romana, se possiamo davvero fi!urarcela come una !lobali&&a&ione ante litteram,
un rullo compressore che inesorabilmente schiaccia ed amal!ama tutte le identit( preesistenti.
/uel che 8 certo, 8 che con la conquista romana della ,allia cisalpina cessa la cultura materiale
che noi possiamo riconoscere per celtica. /uesto non si!nifica che la popola&ione celtica sia
scomparsa ma, romani&&andosi, 8 diventata per noi invisibile. .ome ha scritto Fabio Prenc in
Kurm% !I *elti ci saranno stati certamente, anche 8in et romana9, ma il fatto che si vestissero
da -omani, mangiassero da -omani, vivessero insomma come -omani, ci impedisce di ricono-
scere il loro esser *elti!. #a lin!uistica e la toponomastica tuttavia ci testimoniano una soprav1
viven&a di questa celticit( sotto la vernice della romani&&a&ione molto al di l( di quanto non
suffra!hino i soli dati archeolo!ici. Possiamo an&i chiederci come mai parole per indicare o!!etti
di uso quanto mai comune presenti nell;italiano di o!!i non derivino dal latino ma dal celtico%
cavallo da capal (e non da e.uus), carro da kar, capanna da caban, come eviden&ia, sempre su
Kurm il sa!!io di rmanno 7entesano. ppure, a pensarci bene, non c;8 proprio di che stupirse1
ne. #;italiano moderno deriva non dal latino classico ma dal vernaculum, la lin!ua di uso comune
impie!ata dal popolinoC in particolare la lin!ua che si parlava con !li schiavi (o parlata dagli schia-
vi) addetti alle mansioni di servitori di casa (vernae), fra questi ultimi la componente celtica do1
veva essere piuttosto ben rappresentata. -ccorre forse ricordare che ,iulio .esare condusse la
conquista delle ,allie come una sorta di !uerra privata, contro la volont( del 'enato, precisa1
mente allo scopo di procurarsi un !ran numero di schiavi da immettere sul mercato romanoL .he
!li schiavi erano allora il motore dell;economia, una sorta di petrolio umano, e che in se!uito
alle conquiste di .esare molte mi!liaia di ,alli furono effettivamente venduti come schiavi a
"omaL .he fine hanno fattoL .on il trapasso dall;antichit( al medio evo e dall;economia servile a
quella feudale, le differen&e fra i coloni, i contadini liberi che vedono man mano ridotti i loro
diritti, e i servi, !li schiavi che vedono alleviata la loro condi&ione 4nell;t( di 5e&&o la parola
perde il si!nificato di schiavo per assumere !enericamente quello di servitore= si fanno pro!ressi1
vamente pi6 esi!ue e spariscono, e le due classi si fondono.
,li Italiani di o!!i hanno forse pi6 san!ue celtico di quanto non s;imma!inano
:in; di ricerca <ibliografia" vai su =
http%MMNNN.celticNorld.itMshONiGi.phpLactPshOartQiartP<JEE
>
# INVA'I-NI BA"BA"I.H # -"I,INI 7I VN+IA
I primi attacchi re!istrati da!li storici sono ad opera dei /uadi e dei 5arcomanni('>>?'>@
d"*"), che, provenienti dalla frontiera danubiana, distrussero -der&o. I "omani impianta1
rono sulle Alpi ,iulie !i( dal ter&o secolo un possente sistema difensivo (i claustra Alpium
Iuliarium citati da Ammiano Marcellino), appo!!iato ai centri fortificati di Aquileia e Iulia
.oncordia.
#e difese furono tuttavia superate nel V secolo% i Visi!oti !uidati da Alarico penetrarono
in due riprese (6)' e 6)@ d"*") lun!o la via Annia e nel 9@> !li *nni di Attila conquistarono
Aquileia, .oncordia e Altino. In queste occasioni 8 probabile che le popola&ioni dei terri1
tori sacche!!iati si siano rifu!iate temporaneamente nella &ona la!unare, per far quindi
ritorno alle proprie case una volta passato il pericolo. Nelle aree la!unari sor!evano
all'epoca solo piccoli insediamenti, che si sostentavano con la pesca e lo sfruttamento
delle saline.
7opo sessant'anni di dominio !oto, l'intera Venetia fu conquistata dal !enerale Narsete
all'Impero bi&antino nel @@@ d... Poco dopo, come racconta Paolo 7iacono nella sua Ai-
storia :angobardorum, nel @RE i #on!obardi !uidati da Alboino, si impadronirono di
)orum Iulii e delle &one interne, lasciando ai Bi&antini i centri verso la costa, a cui si
a!!iun!evano -der&o e la via del Po (Padova, Monselice, Mantova e *remona)= l'invasione
fu forse frutto di un accordo, attraverso il quale la Venetia marittima, (:aguna e $elta del
Po) sottoposta all'esarcato di "avenna, veniva ormai separata dalla Venetia dell'interno
(terraferma), la futura Austria lon!obarda.
*na delle conse!uen&e della nuova invasione fu il trasferimento delle autorit( civili e
reli!iose, che furono molto probabilmente se!uite da parte notevole de!li abitanti, dai
centri dell'interno verso la costa, dove !i( nel secolo precedente si erano andati raffor1
&ando e sviluppando !li scali di .hio!!ia, l'antica 5alamocco (distrutta per una catastrofe
naturale agli ini+i del BII secolo e ricostruita .uindi nella sede attuale), quilio, 3orcello e
.aorle % il patriarca di Aquileia, Paolino, si trasfer2 a ,rado, che ospitava !i( un castrum
e due chiese. Il processo di separa&ione tra re!ioni costiere e interno fu forse accentua1
to da una serie di alluvioni (Paolo $iacono descrive come !diluvio! .uella del C@D) che muta1
rono l'assetto idro!rafico.
Nel settimo secolo il dominio lon!obardo si espanse fino alla via Annia% nel R?D d... fu
conquistata -der&o (poi distrutta nel >>D) e i Bi&antini spostarono !li or!ani amministra1
tivi sull'isola di 5elidissa, chiamata in se!uito Heraclia in onore dell'imperatore raclio.
#a divisione tra i domini bi&antini e quelli lon!obardi venne sancita a!li ini&i del secolo,
anche da una nuova suddivisione ecclesiastica % il patriarca di Aquileia, ormai aveva
stabilito la sua 'ede a ,rado, dove aveva trasferito le inse!ne del potere pastorale e le
reliquie dei santi e dei martiri fondatori della prima comunit( cristiana veneta.
*n anno storico per Vene&ia fu l;E>E d... anno in cui i Vene&iani trasferiscono il corpo
dell;van!elista 5arco nella cappella del Pala&&o ducale, !i( sorto nell;isola di "ialto.
'econdo la le!!enda, due mercanti, 3ribuno e "ustico, capitarono in Alessandria d;!itto
nel momento in cui il .aliffo faceva sacche!!iare la chiesa cristiana dove era conservato
il corpo di 'an 5arco (martiri++ato nel '>@ d"*"). 3emendo che il sacro corpo venisse pro1
fanato, i due mercanti lo trafu!arono, trasportandolo sulla loro nave, in un cassone di
le!no ricoperto di quarti di maiale. I vene&iani !li diedero poi onorata sepoltura nella
prima basilica di 'an 5arco e lo elessero loro patrono. /uesto evento accrebbe il
presti!io di Vene&ia, non solo come capitale ducale, ma anche come sede reli!iosa e
comport$ in se!uito il trasferimento della sede patriarcale.
&e volete approfondire vedi lin;% http%MMit.NiGipedia.or!MNiGiM'toriaOdiOVene&ia

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