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il Ducato

P er i o di c o del l I s t i t ut o per l a f o r ma z i o ne a l gi o r na l i s mo di Ur bi no
Quindicinale - 7 aprile 2006 - Anno 16 - Numero 7
Internet: Ducato on line - www.uniurb.it/giornalismo
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Il mercato immobiliare in crisi
da tempo. Non si investe pi sul
mattone. Le trattative durano
anni e il valore degli apparta-
menti a Urbino non cresce oltre
il 3-4%, contro un trend nazio-
nale dell'8%. La causa? Il "movi-
mento fiacco di studenti".
a pagina 7
Mercato in crisi
gi le vendite
Case
Sempre pi studenti scelgono il
Cibus, il piatto unico della men-
sa universitaria. Ma una dieta
settimanale a base di Cibus
corretta dal punto di vista nutri-
zionale? Lo abbiamo chiesto a
Elena Piatti, docente di Biochi-
mica della nutrizione.
a pagina 13
La dieta del
Cibus fa bene?
Mensa
Dopo aver fatto incetta di titoli
regionali (sei in tutto, due indivi-
duali e quattro a squadre), An-
drea Benedetti si prepara alle
sue prime gare nazionali, a set-
tembre, con un sogno nel cas-
setto: "Andare alle Olimpiadi,
anche senza vincere niente"
a pagina 15
Quel ragazzino
che salta 6 metri
Sport
Aspettando la Pasqua c on balli e c anti in piazza
I
frati francescani della Parrocchia di San Domenico ballano e cantano in piazza della Repubblica. Nei periodi di Avvento e di
Quaresima i religiosi usano questo tipo di animazione per incontrare i giovani di Urbino. a pagina 3
Negoziant i: Cos chiuderemo t ut t i
Nessuno ci ascolta e le organizzazioni sono troppo politicizzate per pensare a noi
Per contrastare la crisi presto nascer una nuova associazione del commercio
P
otrebbe sembrare la soli-
ta manfrina tra chi vede il
bicchiere mezzo pieno e
chi lo vede mezzo vuoto,
ma la differenza pi
sottile. E quella che separa due
ottimisti: uno dice che la situazio-
ne dellItalia in fondo quella che
, e siccome lui il pi bravo,
meglio di cos non potrebbe esse-
re; mentre laltro dice che se ci
vogliamo tutti bene, si d uno
scappellotto a chi troppo ricco e
una carezza a chi troppo povero,
le cose si aggiustano. Tutti e due
hanno torto e probabilmente lo
sanno. Tutti e due sanno di dover
fare cose ben pi drastiche e
impegnative di quelle che adesso
ammettono. Ma tutti e due pensa-
no che gli italiani non vogliono
sapere la verit ed meglio
comunque non dirgliela. Vedremo
come finir.
In tutto questo, che ne sar della
nostra citt? Qui abbiamo un pro-
blema grosso come una casa, che
finora abbiamo finto di dimenti-
care per aspettare le elezioni:
quello dellUniversit. Se vince la
sinistra probabilmente si riparler
di statalizzazione; riesploderanno
le polemiche dello scorso anno? E
se vince la destra? E abbastanza
chiaro che la destra farebbe pas-
sare la statalizzazione solo se le
fosse garantito di entrare nella
stanza dei bottoni; e probabil-
mente chi decide le sorti
dellUniversit non ha la possibili-
t di resistere a queste pressioni
altri cinque anni.
Altra questione di immediato
interesse: il Comune. Se, per
esempio, la promessa di abolire
lIci sulla prima casa deve essere
presa sul serio (il che dubbio)
significa una stangata mortale per
i Comuni, che vedrebbero asciu-
garsi una delle pochissime pote-
st impositive; per fare cassa gli
resterebbero quasi solo le multe.
Berlusconi gioca sul velluto; la
maggior parte dei Comuni sono
amministrati dalla sinistra e il
Governo potrebbe farsi bello con i
contribuenti senza dover fare
sacrifici e anzi accrescendo il suo
potere di pressione sugli enti loca-
li, che gi si lamentano. Daltra
parte c chi dice che il Governo,
tagliando loro i fondi, li ha
costretti a fare economie e a evita-
re sprechi, tanto che il fabbisogno
di cassa nel settore diminuito.
Anche se dicono altri questo
discorso virtuoso non considera
che gli enti pi grandi sono in
grado di operare sul mercato
come imprenditori e attori finan-
ziari, mentre quelli piccoli debbo-
no arrangiarsi.
Il Ducato non ha mai fatto politica
e non comincer oggi. I nostri let-
tori poi sono tutti maggiorenni e
sanno ragionare con la loro testa.
Perci, in questa vigilia elettorale,
ci limitiamo ad augurarci e ad
augurare a tutti, oltre la Buona
Pasqua (perch torneremo in edi-
cola nella prima settimana di
maggio) anche un governo capace
di risolvere i problemi nel modo
migliore; quelli nostri e quelli
dellItalia.
LEDITORIALE
L ot t imismo elet t orale non ci serve
Nascer dopo Pasqua la prima
associazione degli esercenti ur-
binati. Dopo lo strappo consu-
matosi nelle ultime settimane
con Confcommercio e Confe-
sercenti, un folto gruppo di
commerciantii vuole farsi senti-
re dalla giunta Corbucci.
"Bisogna organizzare nuovi
event per attirare pi gente in cit-
t". E'questa la prima richiesta
avanzata dagli esercenti in un in-
contro con l'amministrazione
comunale, organizzato senza le
associazioni di categoria
I commercianti denunciano:
La Confcommercio e la Confe-
sercenti sono troppo politiciz-
zate, riescono solo a dividerci.
Ma Cecchini e Passeri minimiz-
zano e rilanciano alla ricerca di
un accordo: Se restiamo insie-
me possiamo fare meglio.
Secondo i commercianti "Una
crisi cos non si era mai vista in
citt e il 30% dei negozi a ri-
schio chiusura". I dati comuna-
li dicono, per, che negli ultimi
anni gli esercizi commerciali so-
no cresciuti.
a pagina 4
A due anni esatti dallavvio del-
liniziativaper tenere pulito il
cuore della citt, la raccotla dei
rifiuti in via Raffaello e Braman-
te non soddisfa ancora cittadini
e commercianti. Orari non ri-
spettati spiega la Megas, ma
nessuno fa le multe.
a pagina 5
Il porta a porta
divide la citt
Rac c olta rifiuti
il Ducato
2
Fra cresce e bat t iculo
quando Pasqua
era la fest a del popolo
Nel Montefeltro si festeggiava con la brusca al pecorino, lardo e tante uova sode.
I ragazzi annerivano le croci delle grotte per far sporcare i fedeli
Quando la colomba
non esisteva ancora
Specialit delle valli marchigiane,
la crescia brusca era il piatto
con cui dire addio alla Quaresima
Con la colomba condivide il periodo, con il
panettone la forma. La crescia pasquale,
nasce in queste valli per labbondanza di
allevamenti ovini. Originariamente infatti la
ricetta prevedeva un abbondante uso di peco-
rino; oggi molte famiglie e molti pasticcieri
preferiscono il parmigiano. Ecco gli ingredien-
ti: farina, olio extravergine di oliva, formaggio
grattugiato, uova, sale, pepe, lievito.
Ma c chi sostituisce il sale con lo zucchero
e condisce limpasto con canditi e uvetta.
IL PIATTO TIPICO
Sette giorni di riti
per la Resurrezione
Dalle Palme alla festa dellAngelo
attraverso la lavanda dei piedi e
concerti di musica sacra
I ramoscelli dulivo saranno benedetti in piaz-
za delle Erbe domenica 9 aprile alle 10,30.
In serata lorgano della Chiesa di San
Francesco accompagner la voce del soprano
Giovanna Donini. Le celebrazioni della setti-
mana santa proseguono mercoled con la
benedizione degli olii in Cattedrale alle
17,30. Gioved alle 21 sempre in Cattedrale
la lavanda dei piedi. Alle 21 del Venerd per
le strade del centro si snoder la via Crucis.
Sabato la veglia pasquale in Cattedrale.
LA SETTIMANA DI PREGHIERA
Luned a spasso
per le vie del centro
Per chi non ama le gita fuori porta,
numerosi itinerari per scoprire
gli angoli segreti della citt ducale
Scarpe ben allacciate e borracce piene per
chi si vorr dedicare al trekking di Pasquetta
Lappuntamento alle 9,30 a Porta San
Bartolo e un po di fatica assicurata anche
se non si lasceranno mai i vicoli ducali.
Il giro della citt si articoler da Santa Chiara
a piazza San Francesco, passando per piazza
Rinascimento, le scalette di San Giovanni e
corso Garibaldi. Per tirare il fiato si potr
riparare al museo dellincisione, che per loc-
casione rimarr aperto tutta la giornata.
LA PASSEGGIATA DI PASQUETTA
L
e antiche tradizioni di
Pasqua rimangono
solo un ricordo degli
anziani. Oggi, non ci
sono pi. Persino tro-
vare una foto quasi
impossibile. Ma come si festeg-
giava per Pasqua, quando il
ritmo della vita non era cos fre-
netico e i bambini si accontenta-
vano di un uovo sodo?
Una delle tradizioni pi note la
preparazione della crescia o
pizza di Pasqua. Veniva fatta in
casa con il lardo, anzich con
l'olio, e con il formaggio pecori-
no. Poi, nel dopoguerra, arriv
anche la crescia di Pasqua dolce.
"Allora le massaie facevano a
gara per chi met-
teva pi uova, e
chi poteva per-
mettersi di pi",
ricorda l'artigia-
no Pippi
B a l s a m i n i .
Dentro le mura di
Urbino, l'impasto
delle cresce pote-
va essere cotto
nei forni di bor-
gata. La signora
Maria Bertozzi,
che aveva una
pasticceria in
corso Garibaldi,
ricorda i forni pi importanti:
"C'era il forno di Damasi, in via
s. Andrea, detto il 'Botticin',
oppure il forno di Donnini, detto
'Bibin', in via Mazzini. 'Candido'
Zanchi, in via dei Fornari. Un
altro forno al monte era di
Bedini, detto 'Schiuus'". Ma dei
forni antichi, dice Balsamini, ne
rimane solo uno risalente al '500
al Borgo Mercatale, nascosto nel
vano di un camino.
Per mangiare le cresce, si aspet-
tava rigorosamente il giorno di
Pasqua: "Era una cosa un po' tri-
bale - spiega il professor Michele
Gianotti, consigliere dell'asso-
ciazione Pro Urbino - in campa-
gna si facevano 40 uova sode a
testa pi una pizza di Pasqua.
Ognuno se li teneva in camera
da letto, nei comodini. Poi
magari andavano a male e quin-
di facevano una gran puzza".
I riti pi importanti, dopo la
domenica delle palme, iniziava-
no il gioved santo con la visita ai
sepolcri. "Le parrocchie faceva-
no a gara per allestire il miglior
sepolcro e nel pomeriggio del
gioved le famiglie andavano a
visitarli, sempre
in numero dispa-
ri", ricorda
Gianotti. A
Fermignano, per
seguire la proces-
sione del venerd
di Urbino, si anti-
cipava la proces-
sione del Cristo
morto, una tradi-
zione che risale al
Settecento.
Il venerd si cele-
bravano le tre ore
di agonia nella
chiesa di san Francesco. Dopo la
messa, le campane venivano
legate perch i loro rintocchi
non disturbassero il lutto citta-
dino. E per annunciare le funzio-
ni, i ragazzini suonavano uno
strumento di legno, la 'batracco-
la'. "Dopo la messa - ricorda il
professor Tonino Antonelli - i
membri della confraternita di
sant'Andrea Avellino, incappuc-
ciati di bianco, andavano nelle
grotte del Duomo. L, nella cap-
pella centrale, il crocifisso veni-
va schiodato e deposto in una
specie di catafalco basso. Due
canonici del duomo, membri
della confraternita del Crocifisso
della grotta, vestiti con un saio
nero, benedicevano la corona".
Sabato a mezzogiorno si scio-
glievano le campane. "Durante il
suono - dice Gianotti - tutti cor-
revano a bagnarsi perch si dice-
va che l'acqua fosse benedetta".
Ma la domenica e il luned erano
i giorni della festa: la domenica
di Pasqua iniziava con la cola-
zione a base di uova sode e cre-
scia a volont "senza far cadere
briciole a terra, perch erano
benedette". Poi seguiva il pranzo
con passatelli in brodo e costine
di agnello fritte.
Per Pasquetta le famiglie divide-
vano la giornata tra preghiera,
giochi e cinema. Molti andavano
a pregare nelle grotte del Duomo
per chiedere l'indulgenza, reci-
tando in ginocchio una preghie-
ra per ogni scalino. Il giro del
perdono risale alla fine del
Quattrocento, quando l'indul-
genza fu concessa ai duchi di
Urbino e la gente andava a pre-
gare nella cappella del palazzo
ducale. Nel 1631, con l'arrivo del
legato pontificio, ci si spost a
pregare nell'oratorio del
Crocifisso delle grotte.
Per i ragazzi il giro del perdono
era anche una fonte di diverti-
mento: "I giovincelli imbrattava-
no le croci con il nero delle scar-
pe - racconta Gianotti - e la
gente che le toccava, dato che le
grotte erano molto buie, usciva
tutta nera".
In campagna si passava la gior-
nata giocando a "batticulo".
Ciascuno aveva a disposizione
un solo uovo sodo e con questo
doveva colpire quello dellavver-
sario. Vinceva chi rimaneva con
il proprio uovo intatto dopo aver
rotto quello degli altri. Gli abi-
tanti delle campagne, armati di
cresce e fiaschi di vino, andava-
no al cinema, che per l'occasio-
ne offriva gli spettacoli gratis.
CONCITA MINUTOLA
Nei giorni
di Passione
si udiva solo
il rumore
di batraccole
Le campane
erano legate
3
PRIMO PIANO
Ma molte tradizioni restano relegate nel libro dei ricordi e nelle memorie
Balli in piazza per port arvi in chiesa

marted sera, le casse sparano


ad alto volume le note di una
canzone per bambini nella
piazza centrale di Urbino. La folla di
ragazzi si apre. Chi si aspetta un
concerto rock sar stupito: sotto il
portico c' un gruppo di frati fran-
cescani.
Solo loro che suonano, ballano,
cantano e usano gli amplificatori
per coinvolgere giovani e meno gio-
vani nella loro animazione in piaz-
za. Lo scopo nobile: attirare i
ragazzi alla celebrazione della
messa della sera nella
parrocchia universitaria
di San Domenico. Nei
periodi di Avvento e
Quaresima, da qualche
anno, dopo le sette di
sera piazza della
Repubblica cambia
volto: sembra il sagrato
di una chiesa. "Queste
iniziative servono ad
aumentare le evangeliz-
zazioni" spiega Gianluca
Cesaroni, che a Urbino
rappresenta i frati mino-
ri francescani. "Per que-
sto ci facciamo aiutare
da frati che vengono da
fuori, Jesi, Loreto e a
volte Assisi, per far
conoscere ai giovani i
nostri incontri. Di solito
ne facciamo tre durante
lAvvento, quattro o cin-
que nel periodo della
Quaresima. Partiamo
dalla Bibbia per arrivare a toccare i
temi pi vari, in una cornice di festa
come quella della musica e del
canto".
L'attivit della parrocchia universi-
taria di san Domenico iniziata
pochi anni fa: da allora i giovani
vanno e vengono con affluenza e
impegno altalenanti.
"Il nostro lavoro si basa soprattutto
sul contatto personale - ci spiega
fra' Gianluca - andiamo a trovare gli
studenti ai collegi e anche a casa, se
a loro fa piacere. Molti, in questi
anni, sono tornati alla fede dopo
che un rapporto conflittuale con la
Chiesa li aveva allontanati. Un suc-
cesso per noi che puntiamo tutto
sull'essenzialit e la povert, tanto
che non raccogliamo nemmeno
offerte la domenica". L'idea che i
frati propongono quella di una
chiesa aperta a tutti, che possa
accogliere le persone in ogni
momento. A Urbino i francescani
puntano sulla forza del gruppo: a
fare animazione sono una decina e
ognuno punta sulle sue capacit e il
suo modo di essere creativo. Mentre
fra' Roberto balla, fra' Luciano fa il
giro della piazza con lo stile e la
conversazione semplice che fa
parte del Dna francescano. "Non
cerchiamo di fare adepti, n
costringiamo nessuno a venire in
parrocchia, lasciamo tutti liberi"
dice fra' Gianluca. "Certo ci sono
anche difficolt, c' chi non ti acco-
glie o ti rifiuta, ma ci sono anche
tante persone che vengono da noi a
confessarsi dopo anni. La domenica
sera a messa ci sono sempre tra le
70 e le 80 persone tutto l'anno".
Urbino l'unica citt universitaria
delle Marche dove i frati cercano di
avvicinare gli studenti e parlare con
loro, stimolando la loro
curiosit anche con il
ballo in piazza. Una
pastorale di strada,
come la definiscono
loro, che segue soprat-
tutto chi non inqua-
drato in un'associazione
cattolica e si scontra con
il continuo ricambio
degli studenti in citt.
Un percorso che conti-
nua anche dopo la
Quaresima.
Finiti gli incontri del
marted sera, ogni terzo
gioved del mese la chie-
sa di san Francesco
rimarr aperta tutta la
notte per l'adorazione
del Santissimo. E duran-
te il mese di maggio, che
la liturgia dedica a
Maria, i frati hanno gi
pronta la tabella di mar-
cia. Reciteranno il rosa-
rio nelle case degli studenti e, il 24,
andranno in pellegrinaggio ad
Assisi.
(a.m.)
Il dizionario del dialetto urbinate, compilato
dal professor Michele Gianotti, definisce la
batraccola come "uno strumento rudimentale
costituito da una tavola a forma di tagliere
sulle cui superfici sono incernierati gli estre-
mi di due ferri ricurvi. La batraccola era suo-
nata nelle chiese e nei monasteri per richia-
mare i fedeli alle funzioni religiose. A partire
dal gioved santo le campane erano legate
perch non suonassero durante i giorni di
lutto prima della Pasqua.
SUONI ANTICHI: LA BATRACCOLA
Al centro:
processione
del Cristo
Morto
a Fermignano
Qui accanto
la batraccola
a sinistra
la crescia
Fra Roberto (a destra) e un suo confratello animano
con canti e balli piazza della Repubblica, nel momento del
suo maggiore affollamento. Qualcuno si lascia coinvolgere
il Ducato
4
Commerciant i in rivolt a
Unit i cont ro la crisi
ma nessuno ci ascolt a
Presto formeranno un movimento autonomo
Confcommercio e Confesercenti sotto accusa:
il 30% delle attivit rischia di chiudere.
Ma dal Comune: Ci sono sempre pi negozi
D
iscussioni, assem-
blee pubbliche,
dibattiti interni,
ma la campagna
elettorale non
c'entra. Niente
destra contro sinistra. Ad essere
arrabbiati questa volta sono
tutti i commercianti e gli eser-
centi di Urbino che stanno
vivendo settimane di pieno fer-
mento. Questo stato di agitazio-
ne porter, dopo Pasqua, alla
nascita di una
nuova associa-
zione. Gli eser-
centi di Urbino
per la prima volta
si riuniranno
sotto un'unica
sigla indipen-
d e n t e .
Confesercenti e
Confcommercio
hanno gi dato
un plauso ufficia-
le a questa inizia-
tive e gli auspici
"di una azione
comune che pu essere ancor
pi fruttuosa". Ma, nonostante
le parole al miele, lo strappo tra
buona parte dei commercianti
della citt e le associazioni di
categoria appare ormai un fato
assodato. Altrettanto indiscuti-
bile il crescente malcontento
degli esercenti nei confronti del-
l'amministrazione comunale.
"Una mobilitazione cos dai com-
mercianti di Urbino non si era
mai vista, ma la protesta nasce da
una situazione di disagio che non
si pu pi ignorare" spiega Luigi
Cecchini della Confcommercio,
bersaglio, quanto la giunta
Corbucci, delle proteste degli
operatori del settore. "Questa
nuova associazione servir a
dialogare direttamente con
l'amministrazione" dice
Riccardo Nucelli, gestore della
pizzeria il Buco.
"Confcommercio, Confesercenti
e CNA - gli fa eco il suo socio
Andrea Sergenti - sono troppo
politicizzate per
badare ai nostri
problemi concre-
ti: fin ora sono
stati bravi solo a
dividerci".
La rottura tra i
commercianti e
le associazioni di
categoria si
consumata uffi-
cialmente alla
fine di marzo,
quando in un'au-
la consiliare gre-
mita, pi di 50
esercenti hanno voluto incon-
trare la giunta comunale esclu-
dendo dalla riunione i rappre-
sentanti di Confcommercio e
Confesercenti.
Pi eventi, pi manifestazioni
per spingere la gente a venire a
Urbino. Queste, in sintesi, le
richieste dei commercianti al
Sindaco. Come dire i grandi pro-
getti per il futuro ci vanno bene,
ma la crisi adesso e c' bisogno
che un po di soldi ricomincino
a girare, e alla svelta. Ma tra i
negozianti, i baristi e gli alberga-
tori c' la consapevolezza che la
crisi del commercio tutt'altro
che un episodio congiunturale.
"La mia famiglia gestisce questa
tabaccheria da 150 anni - rac-
conta Claudio Boni - io lavoro
dietro questo bancone da un po'
meno tempo, ma abbastanza
per dirle che una crisi cos non si
era mai vista. Se non si prendo-
no dei seri provvedimenti entro
due anni almeno il 30% degli
esercizi dovr chiudere."
Eppure i dati dell'assessorato
alle attivit produttive, a una
prima lettura, sembrano dire il
contrario. Negli ultimi due anni
- dice il dirigente Mario
Pellegrini - sono nati 15 nuovi
negozi e due ristoranti, mentre
sono solo due le attivit chiuse
nel centro storico che ancora
devono essere rilevate da nuovi
gestori. Il saldo, per quanto ci
riguarda chiaramente postivo.
Ma lo stesso assessore compe-
tente, Donato Demeli, a spiega-
re che "si tratta di dati bugiardi
che non fotografano affatto il
declino commerciale che la citt
sta vivendo in questi anni.
Infatti - continua l'assessore -
nonostante col commercio non
si facciano pi gli affari di una
volta, l'unica cosa che scoraggia
gli esercenti a vendere che in
questo momento non ci sarebbe
nessuno disposto a investire per
acquistare un negozio a
Urbino."
E' il presidente della
Confesercenti Domenico
Passeri a spiegare ancora con
pi chiarezza la situazione:
"Dall'esterno, questo declino
non si percepi-
sce. Per i clienti
non cambia
niente se chiude
un negozio sto-
rico e al suo
posto ne apre un
altro. Ma la
sostanza ben
diversa perch -
continua Passeri
- le nuove gestio-
ni nascono quasi
tutte per iniziati-
va di gruppetti
di giovani ine-
sperti che non hanno n l'e-
sperienza n il capitale per reg-
gere alle prime difficolt. Per
questo purtroppo dobbiamo
tristemente notare che, anche
se il turnover pu sembrare un
fatto positivo, in realt i nuovi
negozi spesso non superano
l'anno di vita".
Adesso il timore di tutti che
presto gli effetti della crisi
cominceranno a manifestarsi in
maniera pi evidente. Non
potendo fare i conti in tasca a
tutti i commercianti di Urbino,
ci limitiamo a constatare che
una protesta di tale entit da
parte della cate-
goria per la citt
un fatto inedito.
Alla riunione
chi ar i f i cat r i ce
convocata da
Confcommercio
e Confesercenti
lo scorso 3 Aprile,
nella sala
Serpieri, c'erano
quasi 70 esercen-
ti con qualcosa
da suggerire
all'amministra-
zione Corbucci.
Dopo Pasqua hanno in progetto
di costituirsi come associazione,
per avere pi forza, per parlare
con una voce sola.
L'orecchio della giunta dovr
forse fare qualche sforzo in pi
per ascoltare questi cittadini che
per riunirsi hanno persino
dovuto pagare al Comune 30
euro di affitto per i locali con-
cessi.
Associazioni
di categoria
troppo
politicizzate
per badare
ai nostri
interessi
Passeri:
Le attivit
crescono
di numero,
ma crolla
il loro valore
di mercato
PAOLO RUSSO
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CITTA
Rifiut i fuori t empo massimo
Dopo due anni di raccolta porta a porta troppi cittadini non rispettano le regole
I negozianti del centro: I netturbini dovrebbero passare pi spesso e i vigili non fanno abbastanza multe
M
eglio in strada
che in cucina.
Gi perch se
ieri erano brutti
i cassonetti in
piazza delle
Erbe, il gioiello del centro di
Urbino, oggi non sono certo belli
i sacchetti appoggiati ai muri di
via Raffaello, vicino alle vetrine di
bar, profumerie e macellerie. Ma
a Urbino, come succede un po'
ovunque in Italia, meglio sporca-
re una strada, di tutti, che tenere
due sacchi di spazzatura in casa
per qualche ora in pi.
Tra una lamentela e l'altra, i nego-
zianti di via Raffaello propongono
anche soluzioni.
"Dovrebbero passare pi spesso"
si lamentano alla rosticceria il
Girarrosto di piazza delle Erbe.
"Certe volte mi sono anche trova-
ta a portare il sacco dall'altra
parte della strada da sola" dice la
signora Cecilia che possiede il
locale.
Davanti all'erboristeria "la
Mandragola" si trovano spesso
piccole montagne di rifiuti a
ridosso della vetrina.
"Se non si rispettano gli orari
sarebbe meglio rimettere i casso-
netti in piazza delle Erbe, magari
con una soluzione esteticamente
pi piacevole".
"Li senti che mentre passeggiano
si stupiscono di questo stato delle
strade. Loro non lo sanno che i
sacchetti non dovrebbero essere l
a quell'ora". Parla dei turisti la
proprietaria del negozio di abbi-
gliamento sportivo Gemeas.
Chiss se i visitatori pensano che
sia normale a Urbino tenere l'im-
mondizia in strada? "Io i miei sca-
toloni li piego, li metto in macchi-
na e li porto via da sola. Non
saprei dove metterli mentre
aspetto che passi la Megas".
Insomma tutto un problema di
orari. Dalle 2 alle 4 del pomeriggio
per i residenti e dalle 5 alle 6 per i
commercianti. Ma lo sanno dav-
vero tutti? Alcuni studenti pare di
no. "Si svegliano tardi, magari
fanno feste la sera prima e, prima
di andare a lezione, portano in
strada i sacchi che, se va bene,
restano l sotto gli occhi e il naso
di tutti. Altre volte ci pensano i
cani e i gatti e spargere in giro
quello che c' dentro". L agenzia
immobiliare Cangini ha anche
appeso cartelli sul portone del
palazzo per evitare che invece
della strada si riempisse l'andro-
ne. Alcuni pensano che la multi-
servizi urbinate dovrebbe spiega-
re meglio le regole. Per il resto che
"i ragazzi della Megas sono bra-
vissimi" lo dicono tutti.
Negli uffici del Sasso Sandro
Picchi, il dirigente dell'area Igiene
Ambientale, ha raccontato al
Ducato perch questa storia sta
diventando un problema, seppur
sotto controllo. "Con l'ordinanza
comunale di due anni fa voleva-
mo togliere i cassonetti dalla vie
pi importanti del centro, come
avviene in tutte le citt darte",
spiega Picchi. "Ma quando trovia-
mo la roba per strada in orari
diversi da quelli consentiti, non
possiamo lasciarla l" e la conse-
guenza una sola. I netturbini
che dovrebbero solo svuotare i
cestini e spazzare le strade sono
costretti a raccogliere i sacchi del-
l'immondizia, perdendo tempo e
facendo spendere di pi a tutti,
perch lavorano in orari di straor-
dinario. Insomma un problema
di "coscienza comune" fa notare
Picchi , rivolgendosi a tutti i citta-
dini e non solo agli studenti.
C poi chi ricorda che ci sono
anche le sanzioni: fino a 154
euro. Ma pare che per un po di
spazzatura non si debba arrivare
a tanto, visto che ci bastato fare
una passeggiata marted mattina,
intorno alle 11, per vedere sacchi
sacchetti e sacchettini davanti a
diversi portoni, anche vicino alla
casa di Raffaello.
Ele
zio
ni
Come si vota
Una sola croce sul simbolo
del partito scelto. Questo
lunico modo consentito
per votare: ogni altro
segno, compresa lindica-
zione del nome del candi-
dato, comporter lannulla-
mento del voto.
Si vota per il rinnovo dei
due rami del parlamento.
Due le schede: fucsia per
la Camera, gialla per il
Senato.
Quando e dove
Le urne saranno aperte
domenica 9, dalle 8 alle
22 e luned 10, dalle 7 alle
15. Bisogna presentarsi al
seggio con documento di-
dentit e tessera elettora-
le, che potr essere ritira-
ta, da chi lha smarrita o
non lha ricevuta, allufficio
elettorale durante tutto lo
svolgimento delle consulta-
zioni.
Nel Comune di Urbino sono
stati allestiti 19 seggi pi
uno mobile allospedale.
Otto sono nel comprenso-
rio cittadino, i restanti sono
dislocati nelle frazioni (da
Schieti a Cavallino, da
Pallino a Trasanni, da
Gadana a Torre, da
Canavaccio a Mazzaferro,
da Montesoffio a Pieve di
Cagna). Solo otto seggi
sono privi di barriere archi-
tettoniche. In due seggi
alla scuola elementare di
via Piansevero ci saranno i
rilevatori degli exit poll.
A Fermignano sono aperti
otto seggi, sei nella scuola
elementare della citt, uno
a Calpino e uno a Pagino.
Tutti quanti sono accessibi-
li ai disabili.
Quanti votano
A Urbino sono chiamati al
rinnovo della Camera
12.115 votanti (5.801
uomini e 6.314 donne). Per
il Senato potranno votare
in 11.139 (5.333 maschi e
5.856 femmine). Alle scor-
se elezioni politiche, vot
l84,99%degli aventi dirit-
to.
Sono 6.119 i votanti per la
Camera a Fermignano
(3.002 maschi e 3.117
femmine). Al Senato posso-
no votare 5.550 fermigna-
nesi (2.712 uomini e
2.838 donne). Il 13 maggio
2001 vot l86,75%degli
aventi diritto.
Servizi per c hi vota
Gli abitanti di Scotaneto
possono raggiungere il seg-
gio a Torre con una navetta
del Comune di Urbino.
Anche anziani e disabili
possono chiedere un tra-
sporto gratuito contattando
lufficio elettorale. Lo stes-
so servizio attivo a
Fermignano, dalle 9 alle
12 e dalle 14 alle 19 di
domenica e dalle 9 alle 12
di luned.
Chi deve essere accompa-
gnato al seggio pu ottene-
re il certificato medico al
distretto sanitario. AUrbino
dalle 10 alle 12 e dalle 15
alle 17 di domenica e dalle
8,30 alle 9,30 di lunedi, a
Fermignano dalle 8,30 alle
10,30 di domenica 9.
LORENZO LUZI
Qui a fianco:
sacchi
dellimmondizia
abbandonati
in via Raffaello
Sopra la mappa
con laerea
del servizio
porta a porta
della Megas
fisiatriche che rispetta i tempi
d'attesa passata dal 19% al
63%, quello delle visite neuro-
logiche cresciuto di 20 punti
fino al 47% e l'ecodoppler
salito dal 62 all'81%. Per le Tac
addominali e celebrali, infine,
tutte le visite si svolgono nei
tempi previsti.
Difficile in questo momento
analizzare i dati perch l'Asur
di Urbino attende la nomina
del nuovo direttore di zona e
fino a quel momento i tecnici
preferiscono non commenta-
re. Complessivamente la situa-
zione nelll'azienda ospedalie-
ra di Urbino definita buona,
anche se si pu sempre fare
meglio. Lo stesso migliora-
mento che aveva chiesto a
tutte le Asl italiane il ministero
della Salute. Non pi di un
mese fa, Francesco Storace
aveva annunciato di voler
ridurre drasticamente i tempi
per ottenere una visita e aveva
invitato le aziende ospedaliere
ad avviare il monitoraggio su
una cinquantina di prestazioni
entro luglio. Nel giro di quat-
tro settimane
caduto il ministro
e del provvedi-
mento non si
parla pi. "Al
momento il piano
nazionale per i
tempi d'attesa
risulta piuttosto
confuso - spiega
Rita Paolini
d e l l ' A g e n z i a
regionale sanita-
ria delle Marche -
i tempi, infatti,
sembra debbano
essere indicati da
ciascuna regione"
con il rischio di
creare forti dis-
uguaglianze fra,
ad esempio, un
marchigiano e un
calabrese. L'amministrazione
regionale ha quindi scelto di
migliorare la qualit del servi-
zio sanitario lavorando sulle
priorit: "Bisogna - conclude
la Paolini - separare pi chia-
ramente le visite urgenti da
quelle meno".
Visit e in list a dat t esa
Per un appuntamento con un oculista servono 35 giorni
Negli ultimi due anni a Urbino tempi allungati per sei prestazioni su dodici
Quando
scommet t ere
una malat t ia
Gioco dazzardo
MONICA NARDINI
B
asterebbe, almeno un volta,
non perdere il dominio di
s" scriveva nel 1866 Fdor
Dostoevskij, uno dei pi
celebri azzardo-dipendenti
della storia, nel romanzo "Il
giocatore". Una frase pi attuale che mai,
visto che circa 900 mila italiani sono intrap-
polati oggi nella morsa del gioco d'azzardo
patologico. Una disturbo mentale che altera
la capacit di controllo dell'impulso a scom-
mettere e pu quindi distruggere sogni, affet-
ti, risparmi di molte persone e dei loro fami-
liari. Urbinati compresi.
"Molte persone si rivolgono a me in veste pri-
vata - conferma lo psicologo Loreto Roberto
Reale, responsabile del Servizio pubblico per
le tossicodipendenze della citt - per chieder-
mi di intervenire su un loro familiare o
amico". Urbinati di tutte le et, soprattutto
35-40enni, attratti come calamite da varie
tipologie di gioco, tra cui il lotto, le scommes-
se online e le macchinette che regalano vin-
cite in denaro, diffuse nei locali del centro. Il
dottor Reale li indirizza a colleghi o a struttu-
re private perch nella provincia non esisto-
no strutture pubbliche specializzate nella
terapia contro la dipendenza dall'azzardo.
Giuseppe Lavenia, responsabile del settore
Nuove dipendenze del centro studi "Nostos"
di Senigallia, conferma di aver ricevuto diver-
se telefonate da giocatori urbinati o dai loro
familiari."Un anno fa ci ha contattato un uni-
versitario che spendeva, ogni due giorni, fino
a 450 euro nei centri scommesse. Si era
accorto di aver superato il limite ed riuscito
ad affrontare il suo problema". Un'eccezione,
visto che la maggior parte dei giocatori pato-
logici non ammette la dipendenza, anzi: la
minimizza o la nega. Molti si illudono di
potersi controllare, definiscono la loro attivi-
t un "vizio", non sospettano di essersi intos-
sicati con un veleno il cui antidoto potr
essere scoperto solo grazie all'aiuto di uno
psicoterapeuta.
Tra di loro vi sono anche numerosi scommet-
titori in borsa. Il dottor Lavenia, che anche
cultore della materia di Psicologia delle
dipendenze nell'ateneo di Urbino, e Moreno
Marcucci, docente del medesimo corso,
hanno infatti condotto uno studio su coloro
che effettuano via Internet compravendite di
titoli per conto proprio o di terzi (il cosiddet-
to "trading on-line", considerata una forma
di gioco d'azzardo). Nel 2005 sono stati inter-
vistati nella provincia 60 operatori del settore
finanziario, soprattutto soggetti che investo-
no in borsa per lavoro e bancari che speri-
mentano il trading per curiosit o per tentare
la sorte: il 15% risultato dipendente.
GUIDO MAURINO
U
n dolore, un pic-
colo disturbo, il
consulto col
proprio medico
di famiglia e
scatta la richie-
sta di una visita specialistica o
di un esame. Si va a prenotare
e si attende. Ma quanto?
La convezione stato-regioni
del 2002 fissa in 30 giorni il
tempo d'attesa per una visita e
in 60 giorni quello per un
esame strumentale. Limiti che
non sempre vengono rispetta-
ti, anche nell'Asur 2 di cui
Urbino fa parte. Per una visita
oculistica la media di 35
giorni, per una cardiologica o
una ortopedica si scende a un
mese. Sono questi gli ultimi
dati raccolti dall'azienda sani-
taria di Urbino per conto del
ministero della salute e che
fanno riferimento all'ottobre
del 2005. Altri dati, poi, sono
raccolti ogni tre mesi dalla
Regione. L'assessorato alla
Sanit monitora 16 diverse
prestazioni per verificare se
sono fornite nei tempi fissati
dalla convenzione stato-regio-
ne. Anche qui le note dolenti
riguardano soprattutto l'oculi-
stica dove solo il 30% dei
pazienti viene visitato entro
un mese. Nel confronto fra
l'ultima rilevazione del gen-
naio 2006 e quella dell'ottobre
del 2004, salta all'occhio un
numero: due anni fa i pazienti
visitati in tempo erano il 62%,
vale a dire 637 contro i 340
attuali. Peggioramenti anche
per quel che riguarda le visite
cardiologiche (dal 67% al 56%
dei pazienti per i quali sono
stati rispettati i tempi d'atte-
sa), quelle oncologiche (dal
100% al 93%), la gastroscopia
(dal 94% all'81%); e in modo
pi lieve l'ecografia addomi-
nale (dal 100% al 98%) e le visi-
te urologiche (dal 48% al 47%).
Se l'Asur 2 deve registrare un
passo indietro per sei presta-
zioni su dodici, d'altra parte
per quattro tipi di accerta-
mento la situazione miglio-
rata: la percentuale di visite
il Ducato
6
La medi a dei gi or ni d at t esa
per una vi si t a medi ca
Ecogr af i a addome
Ecocol or doppl er
Eso- f ago- duodeno- scopi a
Radi ogr af i a cel ebr al e
Vi si t a or t opedi ca
Asur Pesar o
34
14
24
52
52
Asur Ur bi no
Radi ogr af i a del l a col onna
Tac del l addome
Tac del capo
Vi si t a car di ol ogi ca
Vi si t a ocul i st i ca
28
32
28
/
/
27 2
28 27
30 14
35 30
30 20
Sopra, la tabella sui giorni medi di attesa
per ottenere una visita medica. I dati si
riferiscono allultima rilevazione fatta per il
ministero della Salute nellottobre 2005
CITT
Mat t one in crisi
Cara casa
non t i compro pi
I prezzi sono ormai stabili, ma acquistare
un immobile non pi un investimento
anche perch ci sono sempre meno studenti
finito da anni il boom degli affari
C
un dato su
tutti che
spiega la
s i t u a z i o ne
della com-
pr a v e ndi t a
immobiliare meglio di ogni
altro. Oltre ai prezzi, alle
metrature e alla posizione
degli appartamenti, sicura-
mente si deve parlare della
durata delle trattative.
Questa solo una piccola sto-
ria, ma lampante per descri-
vere in un flash il mercato. Un
agente ha fatto vedere un
appartamento alla Piantata ad
almeno 100 coppie in un anno,
ma le chiavi penzolano ancora
in negozio.
La tendenza, stando a quanto
dicono le agenzie immobiliari,
di un rallentamento del mer-
cato. Le cause sono varie, ma
tutti puntano il dito sul fatto
che non ci sono pi tanti stu-
denti come anni fa e di conse-
guenza ci sono meno investi-
menti.
Prima cera chi comprava
lappartamento per il figlio, ci
metteva in affitto altri ragazzi
per coprire la spesa e guada-
gnare - spiega Cioppi della-
genzia Keep Casa - oggi il mer-
cato fermo. Questo anche
perch i proprietari a volte
fanno richieste pretenziose. Ci
sono monolocali da capogiro.
Oggi mediamente per conclu-
dere un affare ci vogliono quat-
tro mesi e si parla sempre di
appartamenti piccoli, circa 70
metri quadri, perch sopra i 90
metri quadri difficile trovare
acquirenti.
Quanto costano gli apparta-
menti? tutto diversificato in
base alle zone: in centro dai
duemila euro al metro quadro
fino a tremila se ristrutturato.
In zona ospedale sui duemila
euro. Ma anche a 1.700, come a
Gadana.
La grande stagione stata
quella degli anni 90. I prezzi
crescevano, poi dal 2000 c
stato un rallentamento, che
coinciso - dicono in coro alle
agenzie - con la diminuzione
del numero degli studenti. E
cos, se il trend nazionale vede
il valore degli immobili cresce-
re dell8%, a Urbino non si va
oltre il 3-4%.
Prezzi dunque pi bassi rispet-
to a quelli di Pesaro o Cattolica
dove un appartamento vicino
al mare arriva anche a 4.000
euro al mq, mentre in periferia
a Pesaro si va dai 1.800 ai 2.500
euro al metro quadro. Ma di
investimenti se ne parla sem-
pre meno. Ci sono meno
richieste - spiegano allagenzia
immobiliare Il Duca - La com-
pravendita era dovuta soprat-
tutto agli investimenti, ma ora
c meno gente che entra in
agenzia. un trend che dura
da inizio stagione.
Non dipende solo dal movi-
mento fiacco di studenti
come spiega il consulente
immobiliare Roberto Edera
della Multigest. Adesso non
c pi la corsa ad acquistare
immobili a tutti i costi come
una volta quando si investiva
agenti - non sono tanti e la
concorrenza aumentata. Il
boom di costruzioni stato
negli anni 80, ma ancora oggi
cresce il numero delle agenzie:
sono pi di 20.
Si lavora molto con gli affitti e
c chi stanco della compra-
vendita. tutto fermo, non si
vende pi niente e c tanta
concorrenza, spiega Serafini
dellagenzia Feltresca. Io ho
trentanni di esperienza, ho
seguito tutte le vicende del-
limmobiliare urbinate. Dieci
anni fa cera un mercato parte-
cipato e un ottimo giro di inve-
stimenti. Compravano, vende-
vano e arrivavano anche a
sborsare 7-8 milioni di lire al
metro quadro. Ma ora i tempi
sono cambiati, io sono stanco
e tra poco mi ritiro.
per affittare agli studenti. Il
problema anche per le prime
abitazioni. Le giovani coppie
cercano di acquistare, ma c
un alto tasso di lavoratori pre-
cari e le banche non concedo-
no facilmente finanziamenti a
chi non ha un reddito fisso e
un lavoro fisso. Capita di far
vedere case, trovare il cliente
interessato, ma poi non se ne
fa nulla perch non riesce ad
avere il mutuo anche se i tassi
di questi periodi sono molto
convenienti. E comunque le
trattative si sono notevolmente
allungate. La gente ci penda
su, punta sempre allaffare e
cerca di trovare i soldi. Quindi
se prima in due mesi si conclu-
deva ora ce ne vogliono sei.
Un altro problema il fatto che
gli immobili - come dicono gli
LUIGI BENELLI
Prest it o d onore per st udiare
Ateneo e Banca delle Marche firmano la Magna Charta
C
ontinuare a studiare a Urbino
anche senza i soldi di mamma e
pap adesso possibile.
La Banca delle Marche, infatti, ha stretto
un accordo con luniversit della citt
ducale, per finanziare le spese degli stu-
denti, dalliscrizione al materiale didat-
tico, passando per vitto e alloggio.
Si chiama Magna Charta ed un
prestito donore a condizioni age-
volate. Non serve una garanzia
particolare per ottenere i soldi e
neanche la firma dei genitori.
Basta andare in una qualsiasi filia-
le della banca, chiedere il finanzia-
mento e firmare la polizza assicu-
rativa Futuro Difeso, come unica
garanzia dell'estinzione del presti-
to.
Il patto fra listituto e lateneo
stato siglato la settimana scorsa e
gi sono fioccate le telefonate in
banca per saperne di pi.
Abbiamo ricevuto diverse richie-
ste di chiarimenti - spiega la vice-
titolare della filiale di via Veneto,
Silvia Maria Rosa Marr - e ci
aspettiamo che questo prodotto dia un
valore aggiunto sia alla banca che allu-
niversit. Inoltre, ci auguriamo che sia
un valido sostegno per gli studenti.
Ma vediamo nel dettaglio di cosa si trat-
ta. Anzitutto, possono chiedere il presti-
to i ragazzi iscritti al biennio di laurea
specialistica, compresi quelli che inizie-
ranno il corso fra 6 mesi, gli studenti dei
master e quelli dei dottorati di ricerca. Il
finanziamento varia da sei a dodicimila
euro con un rimborso semestrale in cin-
que anni. I tassi sono agevolati: il mini-
mo aziendale per il tasso a credito
e il 2,35% per il tasso a debito, che
scende addirittura al 2,10% per gli
studenti che inizieranno i corsi fra
6 mesi. In sostanza si tratta di un
vero e proprio conto corrente, con
tanto di carta bancomat gratuita e
possibilit di consultare i movi-
menti su Internet. Gli interessi
sono liquidati una sola volta lan-
no, al contrario dei normali conti
correnti, che prevedono una liqui-
dazione trimestrale. Ma ci sono
anche dei requisiti minimi: per chi
iscritto alla laurea specialistica, si
deve conseguire almeno il 50% dei
crediti formativi, per il master e il
dottorato, invece, basta la regolare
frequenza e lammissione alleven-
tuale secondo anno.
Un finanziamento che si basa sul model-
lo di quelli americani. Con Magna
Charta - conclude Silvia Maria Rosa
Marr - il sistema bancario italiano
dimostra di essere al passo con gli altri
paesi industrializzati. (l.b.s.)
Tassi agevolati
per specialistiche
master e dottorati
Il finanziamento va da sei
a dodicimila euro, con un interesse
del 2,35 per cento
Nella foto
in alto,
unagenzia
immobiliare
nel centro
storico
di Urbino
7
ECONOMIA
il Ducato
8
Raffaello e la vacanza dei gent iluomini
Da giugno il ritratto di Andrea Navagero e Agostino Beazzano a Palazzo Ducale
U
na gita in cam-
pagna, un grup-
po di amici e
conoscenti che
discutono di arte
e letteratura.
Siamo nel 1516, nel cuore del
Rinascimento. Nella comitiva
di personaggi illustri ce n' uno
pi famoso degli altri.
Raffaello Sanzio, il giovane pit-
tore urbinate. I suoi compagni
di viaggio sono lo scrittore
Baldassarre Castiglione e gli
umanisti Andrea Navagero e
Agostino Beazzano.
La scampagnata alla Villa
Adriana di Tivoli, raccontata da
Pietro Bembo in una lettera al
cardinale Bibbiena, potrebbe
essere la fonte di ispirazione
del doppio ritratto dei due
umanisti, che il pittore urbina-
te dipinse proprio quell'anno e
che, dal 25 giugno al 24 settem-
bre, far tappa nella sala del
trono del Palazzo Ducale di
Urbino. Qualche mese di "sog-
giorno" per un quadro che non
mai stato esposto in citt.
Cinquecento anni dopo
Raffaello, o meglio il suo dipin-
to, dunque protagonista di un
lungo viaggio. Dalla Galleria
Doria Pamphilj di Roma, che lo
ospita in modo permanente, il
quadro si sposter infatti nella
citt ducale. Raffaello torna a
Urbino, dove nato e cresciuto
e dove ha ricevuto la prima for-
mazione artistica grazie alla
bottega del padre Giovanni
Santi, anche lui pittore.
Il ritratto di Navagero e
Beazzano in realt abituato a
ben altri spostamenti: nella sua
lunga storia stato trasportato
da Roma a Venezia, dove vive-
vano gli intellettuali che l'ave-
vano commissionato, passan-
do poi per Padova e tornando
infine nella capitale, dove gli
storici ne segnalano di nuovo
la presenza nel 1603.
Un'opera straordinaria, come
l'ha definito la Soprintendente
Lorenza Mochi Onori, che
inaugura un percorso dedicato
a Raffaello. Il pittore torna
nella sua citt natale dopo un
lungo dibattito, che si riacce-
so quando il critico d'arte
Vittorio Sgarbi ha proposto
una mostra di tutti i suoi qua-
dri sotto i torricini. Una mostra
complessiva definita impossi-
bile dalla Soprintendenza e dal
Comune, sia per la difficolt di
far arrivare tutti i quadri in
citt, sia per gli altissimi costi
di un'operazione simile.
"L'arrivo di una sola opera -
spiega Lorenza Mochi Onori -
riflette un cambiamento che si
avverte nell'arte. Le mostre
enormi e costosissime non
incontrano pi il favore del
grande pubblico, spesso fra-
stornato dalla grande quantit
di quadri. Perch i musei li pre-
stino e rischino di farli viaggia-
re l'esposizione deve avere una
grande e riconosciuta rilevanza
scientifica".
Niente di pi adatto, dunque,
del doppio ritratto di Navagero
e Beazzano per avviare un per-
corso che onori il pi impor-
tante figlio della citt. Un pro-
getto che si propone di portare
a Urbino altre opere di
Raffaello e i pi importanti
esperti della materia.
"Vogliamo dare vita a un pen-
satoio permanente sulla sua
pittura, che rappresenta un
punto di riferimento artistico
i mpor t ant i ssi -
mo" ha com-
mentato l'asses-
sore alla cultura
Lella Mazzoli.
L'arrivo del
ritratto prosegue
sulla scia di un
percorso gi ini-
ziato, perch si
ricollega ideal-
mente all'espo-
sizione della
Fornarina, che
risale al 2001.
Un dipinto dello
stesso tipo che
simboleggia temi molto diver-
si: la Fornarina, donna amata
da Raffaello, rappresenta l'a-
more carnale, mentre nel
ritratto doppio emerge un rap-
porto di amicizia e affetto tra
intellettuali. Sullo stesso filo
ideale tra le opere si colloca il
ritratto di Castiglione, esposto
al Louvre, che la
Soprintendenza vorrebbe por-
tare a Urbino.
Opera della maturit artistica
di Raffaello, il ritratto di Andrea
Navagero e Agostino Beazzano
un quadro molto speciale.
Non solo perch i protagonisti
sono due, come accade nel
doppio ritratto del Louvre che
raffigura il pittore con il suo
maestro di scherma.
"Dipingere un quadro di quel
tipo come costruire bene un
edificio: deve essere bello e
innovativo" spiega Andrea De
Marchi, curatore della Galleria
Doria Pamphilj. "Raffaello
riuscito a incastrare bene i due
personaggi, con
semplicit e
genialit, in
modo che vivano
la stessa atmo-
sfera, creando
un rapporto tra
loro e con chi li
guarda". Un
risultato artisti-
co raggiunto,
pare, in pochis-
simo tempo: il
pittore urbinate
era molto richie-
sto e doveva
destreggiarsi tra
le richieste che gli arrivavano
da tutta Italia. Un pittore vario
e versatile, sempre pronto a
rappresentare la verit.
"Raffaello - dice ancora De
Marchi - era un pittore con una
grande capacit di lettura del-
l'ambiente circostante, in
grado di capire e elaborare
tutto ci che gli accadeva
intorno. E poi andava d'accor-
do quasi con tutti. Insomma un
artista lontano dal classico cli-
ch e dall'idea del pittore
romantico. Forse per questo
non l'abbiamo mai visto prota-
gonista di un film o di una fic-
tion tv".
ALICE MONNI
Enrico Ricci e lart e, una passione
I
nizi tutto per gioco per sfuggire da un
altro gioco, quello del pallone. Enrico
Ricci aveva 6 anni quando prese per la
prima volta in mano un pennello e inizi a
scarabocchiare su tela. Mentre tutti i
suoi coetanei gi sognavano il campo da
calcio, lui di correre dietro a un pallone
non voleva saperne. Preferiva guardare la
riproduzione del quadro di un famoso pit-
tore impressionista francese che sua
madre aveva appeso in salotto. E sognare
di poter dipingere anche lui un giorno
cos. Erano i primi anni 30.
Oggi che di anni ne ha 80, Enrico Ricci
continua a fare e disfare quadri, a incide-
re, a dare forma alle sue emozioni, con la
stessa passione e la stessa grinta di settan-
t'anni fa. Questo arzillo signore, nato e
cresciuto a Urbino, ha realizzato un
numero imprecisato di opere, vinto due
importanti premi (il premio Marche nel
1964 e il premio Torchio d'oro nel 1965),
ha esposto le sue opere alla biennale
internazionale d'arte di Venezia e alla
decima quadriennale d'arte di Roma. Ha
conosciuto e condiviso la passione per
l'arte con un grande poeta come Mario
Luzi, che per lui ha scritto la presentazio-
ne di una sua mostra e una poesia per un
catalogo. Ricci ha realizzato il libro inci-
dendo la copertina, Luzi ha pensato al
resto, con una prefazione e un inedito
dedicato al suo amico.
Non da tutti poter dire di aver lavorato
gomito a gomito con uno dei pi grandi
poeti contemporanei.
Eppure ogni volta che Enrico prende in
mano il pennello come se fosse la prima
volta. Sono capace di dipin-
gere una tela - racconta sorri-
dendo - e poi di cancellarla
perch non sono soddisfatto!
Cosa vuole farci? Fa parte di
quelli che fanno questo
genere di lavoro. Vogliamo
cercare la perfezione, e
quando qualcosa sfugge,
allora dobbiamo ricomincia-
re da capo!.
Allievo prima, insegnante poi
della scuola del libro di
Urbino, con i ragazzi avevo
un rapporto da padre a figlio
- racconta - e non una frase
fatta, proprio cos!. Ma di questa citt,
la sua citt, Ricci non ha voluto dipingere
nulla: Non ho mai scelto Urbino come
soggetto dei miei quadri e non lo far
mai! afferma sicuro. Ormai cosa vuole
pi dipingere di Urbino? I torricini? No
grazie, li hanno gi dipinti tutti, e spesso
pure male!.
Quello con Urbino per Ricci un rapporto
d'amore sofferto: lui profondamente
legato alla sua citt qui sono nato e cre-
sciuto, qui ho i ricordi pi belli della mia
vita. Forse proprio per questo sente pro-
fondamente che Urbino purtroppo non
pi la grande capitale culturale di una
volta. E racconta un piccolo aneddoto: Io
e un mio amico ogni tanto scappiamo da
qua - dice a bassa voce - andiamo a
Rimini, anche solo per
bere un caff. .
Schietto e sincero, pro-
prio come un vero artista,
ma non chiamatelo cos,
rischiereste di farlo senti-
re a disagio: No, per cari-
t, io non sono un artista,
non sono nemmeno un
pittore. Io sono un
appassionato, tutto qui.
Ricci passa giornate inte-
re nel suo laboratorio in
periferia, un piccolo
angolo di paradiso che si
costruito in anni e anni
di lavoro, lontano da occhi indiscreti, dai
rumori, dalla televisione: Mia moglie
ormai si abituata e non si lamenta pi:
esco di casa alle 9 e rientro quando ora
di cena. Poi tira fuori una scatola: Vede
questi? - dice mostrando dei piccoli pae-
saggi su tela - sono paesaggi che ho dedi-
cato alle mie figlie. Ne ho fatto una serie di
queste dimensioni, almeno entrano den-
tro casa. Per li tengo nascosti. Quando
glieli dar dovr essere una vera sorpresa.
LUCA MORICONI
Lorenza
Mochi Onori:
Porteremo
altri quadri
del nostro
artista
pi illustre
Lincisore,
nato a Urbino,
non ha mai
usato la citt
ducale come
soggetto dei
suoi quadri
9
CULTURA
ei gent iluomini
che compie ot t ant anni
Sette nuove opere
in casa Sanzio
Il deposito di un anonimo
L
A c c a d e m i a
Raffaello si
arricchita di sette
nuovi dipinti. Si
tratta di un depo-
sito fatto l'estate
scorsa da uno dei soci, che ha
preferito rimanere anonimo. I
quadri sono ora esposti all'ulti-
mo piano della casa natale del
pittore. Prima, al loro posto,
c'erano alcuni ritratti di cardi-
nali a affiancare quello dell'u-
nico papa urbinate, Clemente
XI. "In effetti sembrava piutto-
sto la stanza di
un vescovado",
scherza Marcello
Lani, accademi-
co e responsabi-
le della casa di
Raffaello.
"Si tratta di
dipinti impor-
tanti - spiega
Lani - perch di
pittori locali". Ci
sono infatti tre
tavole di
G i o v a n n i
Peruzzini, un
artista del Seicento di
Casteldurante e una dell'urbi-
nate Alessandro Vitali, nato
nella prima met del
Cinquecento: sua una copia del
Trasporto del Cristo al sepolcro
del Barocci.
Le altre opere sono sempre di
artisti attivi tra cinque, sei e
settecento: il Loth, il de Backer
e Francesco Trevisani.
Questo importante deposito va
quindi a affiancarsi alle dona-
zioni che nel corso degli anni
hanno permesso all'Accademia
di crescere. Dipinti, sculture,
ceramiche, mobili: tutto frut-
to della generosit e delle ini-
ziative di privati e istituzioni.
Fin dalla creazione del museo,
nel 1873, nella casa sono state
raccolte opere donate da acca-
demici, artisti, Re e capi di
Stato. E poi, dai primi anni del
Novecento, si sono aggiunti
depositi di enti statali e di pri-
vati come la Pinacoteca di
Brera, la Galleria Nazionale
delle Marche, e la collezione di
maioliche rinascimentali dona-
ta dagli eredi dello scrittore
Paolo Volponi.
Il patrimonio dell'Accademia
non si esaurisce nelle opere
visibili nella casa di Raffaello.
L'istituzione possiede anche
una biblioteca e una ricca col-
lezione di incisioni. Proprio i
giorni scorsi, in occasione della
settimana raffaellesca, nella
casa del pittore stata esposta
una piccola parte di questa col-
lezione: 44 incisioni settecen-
tesche che riproducono dipinti
di Raffaello. Ora
sono in corso dei
contatti per cer-
care di portare il
prima possibile
questa mostra
negli Istituti ita-
liani di cultura di
New York e
Chicago.
Anche il patri-
monio librario e
le incisioni si
sono costante-
mente arricchite
nel corso del
tempo, grazie a nuovi acquisti e
a donazioni di artisti e privati
cittadini. "Ma un tempo erano
pi generosi con l'accademia"
dice l'accademico Luciano
Ceccarelli.
Parlando con lui si scoprono
storie curiose: come quella del-
l'antiquaria francese innamo-
rata di Raffaello che, da quindi-
ci anni a questa parte, ogni
anno viene a Urbino, piazza il
suo camper vicino al monu-
mento e regala un oggetto anti-
co all'Accademia. "Spesso si
tratta proprio di incisioni -
spiega Ceccarelli - complete di
cornice e vetro". Molte altre
opere sono originali donati
dagli stessi artisti che entrano a
far parte dell'Accademia. Dalla
sua nascita l'istituzione ha
avuto tra i suoi membri impor-
tanti personaggi storici. Tra i
pi famosi: Garibaldi, i re
d'Italia, Rossini, Manzoni e
Pascoli. Oggi, tra i soci, spicca-
no i nomi di Tonino Guerra e
Sergio Zavoli.
SALVATORE LUSSU
Lani:
Si tratta
di dipinti
importanti
perch
di artisti
locali
Nella foto
a fianco,
il Raffaello
che sar
in mostra
a Urbino
In alto, uno
dei nuovi
dipinti
esposti
nella casa
del pittore
Sotto,
Enrico Ricci,
incisore
La tela arriva per la prima volta in citt
il Ducato
10
Tre giorni di rock
a Cast el Cavallino
A giugno la seconda edizione di MusicalBivioper dare voce ai gruppi emergenti.
E possibile iscriversi alla manifestazione sino al 25 aprile
U
na festa musica-
le per celebrare
l'inizio dell'esta-
te, una tre giorni
per dare voce ai
giovani gruppi.
questo lobiettivo del festival
"MusicalBivio", organizzato
dall'associazione culturale
Ratafi, che si terr dal 1 al 3
giugno a Castel Cavallino. Sino
al 25 aprile rimarranno aperte
le iscrizioni per i musicisti inte-
ressati ad aderire all'iniziativa.
"MusicalBivio non una gara -
spiega Laura Mattiucci, una
degli organizzatori" - perch
piuttosto che premiare due o
tre persone, abbiamo deciso
che tutti gli artisti avranno una
copia della loro esibizione, che
sar registrata con sistemi ad
alta definizione".
I partecipanti avranno anche
uno spazio sul sito dell'associa-
zione, allindirizzo www.asso-
ciazioneratafia.it, dove potran-
no mettere on line i loro brani
(con la tecnologia streaming),
discutere di musica e pubblica-
re le date dei loro concerti.
L'anno scorso i partecipanti
erano stati 19, ma per questa
edizione gli organizzatori son-
prevedono l'esibizione di una
trentina di gruppi. Per candi-
darsi sufficiente inviare una
registrazione di trenta minuti
accompagnata da un curricu-
lum della band. Si potranno
mandare brani originali o
cover, di musica leggera, pop,
rock e ska. A giudicare chi potr
prendere parte al MusicalBivio
saranno due musicisti dell'as-
sociazione.
"Quest'anno siamo alla secon-
da edizione. Pensavamo che i
cd di presentazione sarebbero
arrivati all'ultimo minuto,
invece stiamo gi ricevendo
numerose domande di parteci-
pazione da tutta Italia - aggiun-
ge Mattiucci - e il livello quali-
tativo molto pi alto, cos pre-
vediamo di superare i cinque-
cento spettatori del 2005".
Il bando di partecipazione si
pu trovare negli informagio-
vani, nei circoli culturali e nelle
salette di prove.
Per andare incontro alle esi-
genze del pubblico stato
organizzato un campeggio gra-
tuito. L'iniziativa stata finan-
ziata dal Comune, dalla
Provincia e da privati.
L'organizzazione gestita da
13 membri del circolo Ratafi.
L'associazione, che non ha fini
di lucro, ha l'obiettivo di dif-
fondere la cultura attraverso la
promozione di eventi. L'anno
scorso ha proposto le serate
concertistiche di
"Musicalpincio" nel bar del
teatro Sanzio, ha collaborato
con la Provincia per l'incontro
"Patto per la giovent" e lo
scambio internazionale
"Euromed". In inverno ha pre-
sentato le serate musicali
"Prove aperte", durante le quali
sono state esposti i quadri e le
fotografie di cinque giovani
artisti.
"Il festival vuole essere un
trampolino di lancio per i gio-
vani artisti", conclude
Mattiucci. "I "Bdpc" hanno
cominciato con noi e non si
sono mai fermati, l'estate scor-
sa i "Per presa visione" sono
stati premiati al festival Fanote
di Fano per il miglior testo. Ma
avevamo anche un'altra cosa in
mente. Avremmo potuto orga-
nizzare la manifestazione in
centro, ma a noi interessava
dare una voce alla periferia".
PIER LUIGI CARA
Dal Mont ef elt ro
C
inque gruppi marchigiani
e una possibilit, quella di
suonare a Roma sul palco
del concerto del primo maggio.
A provarci saranno i Mazca, gli
Oloferne, i Radio Babylon, i
Leuc e i Per presa visione, vin-
citori della prima fase della sele-
zione regionale organizzata dal-
lassociazione Territorio musi-
cale. Siamo contentissimi
commenta Valentina Indio sas-
sofonista dei Per presa visione,
lunico gruppo urbinate in cin-
quina questo per noi gi un
grande risultato. Suonare sul
palco di San Giovanni, invece,
mi sembra un miraggio. S, per-
ch la strada per arrivare al
primo maggio ancora lunga. I
cinque gruppi si sfideranno dal
vivo allo Sciab di Urbania il 13
Aprile. Da questa seconda fase
usciranno i tre nomi delle band
che a fine mese andranno a
Roma per la selezione nazionale.
Anche se dovessimo fermarci
qui sarebbe comunque una sod-
disfazione continua Valentina
ma ce la giocheremo fino in
fondo: tutti ci dicono che dal
vivo la nostra band ha una mar-
cia in pi, spero che a Urbania lo
dimostreremo. Insieme a
Valentina nel gruppo ci sono
Andrea Papi (batteria), Ciro
Saltarelli (basso), Marco Natale
(chitarra elettrica), Andrea
Balduini (chitarra acustica e
flauto) e Manuel Lorenzetti
(voce).
Il primo posto in questa elimina-
toria se lo sono aggiudicato i
Mazca di Senigallia. Facciamo
LAURA VENUTI
car
te
llo
ne
aprile
MOSTRE
LUIGI CARBONI
Urbino, Palazzo ducale,
dal 7 aprile al 1 maggio.
Orari: dal luned al vener-
d dalle 16 alle 20, sabato e
domenica anche dalle 10
alle 13.
La mostra dedicata alle
opere di Luigi Carboni,
docente di pittura presso
lAccademia di Belle Arti di
Urbino, che cura anche l'or-
ganizzazione dellesposizio-
ne. I lavori appartengono a
tre diversi cicli espressivi
dell'autore, denominati giar-
dini, mappe, costellazioni.
VISITE GUIDATE DEGLI
ORATORI DI URBINO
A partire dal 17 aprile ogni
sabato e domenica, dalle
ore 10.30 in poi
Le visite permettono lac-
cesso agli oratori, le piccole
chiese delle confraternite di
Urbino, rimaste per anni
chiuse al pubblico.
Da segnalare l'Oratorio di
San Giovanni, del 1416,
interamente affrescato con
un ciclo di dipinti sulla vita
di San Giovanni e sulla cro-
cifissione dai fratelli
Salimbeni, l'Oratorio di San
Giuseppe, con un presepe
cinquecentesco.
Da ricordare anche l'orato-
rio di Santa Croce con un
portale in stile gotico e
dipinti di Ottaviano Nelli, di
Giovanni Santi (padre di
Raffaello) e dei Picchi.
INCONTRI
LE MODELLE, ANTICHE
DONNE E CONTEMPORA-
NEE, ELEONORA DUSE E
PIERA DEGLI ESPOSTI
Urbino, Teatro Sanzio
Sabato 8 aprile, ore 17.30
Quarto e ultimo degli
appuntamenti pomeridiani
della rassegna sui percorsi
di genalogia femminile.
Saranno in scena anche le
giovani lettrici Elisa Della
Martire e Francesca
Gabucci.
TREKKING
URBINO SEGRETA, LA
GIORNATA DEL TREK-
KING URBANO
Luned 17 aprile, ore 9.30,
Urbino, Porta San Bartolo
Per loccasione sar aperto
il museo dellincisione. Si
parte da porta San Bartolo,
si continua per Via Santa
Chiara, Via Saffi, Piazza
In festa con i folletti
Due giorni di concerti e grigliate, poesie e
bevande magiche. E' la "Festa dei folletti", l'ap-
puntamento che animer il bosco delle Cesane
sabato 22 e domenica 23 aprile.
In programma pranzi e cene all'aperto, letture di
poesia, un piccolo mercatino dell'artigianato e
soprattutto musica.
Sabato pomeriggio tocca ai Blue Velvet, mentre
domenica dalla Francia arrivano gli Chevreuil per
presentare "Capoeira", il loro ultimo album.
APPUNTAMENTI
11
SPETTACOLI
Nella foto
grande i
Bdpc,
durante
Musical
Bivio del
maggio
2005
Nella foto
piccola il
flautista
dei Per
Presa
Visione
Cinema impegnato
tra storia e fiction
Il regista Martinelli inc ontra gli studenti
L
a sceneggiatura la
cosa pi vicina alla
creazione, come dice-
va Federico Fellini.
Renzo Martinelli, regi-
sta di film impegnati
come "Vajont" e "Piazza delle
Cinque Lune" la pensa allo stes-
so modo. Lo ha spiegato agli stu-
denti di Urbino, che ha incontra-
to per parlare del suo lavoro di
regista e sceneggiatore. "Per fare
un film di impegno civile fon-
damentale sotto-
mettersi alla veri-
t: se i documenti
portano da una
parte l bisogna
andare, restituire
allo spettatore lo
spirito di quel
tempo e il senso
di quellavveni-
mento. L'abilit
sta nel trovare l'e-
quilibrio tra le
due cose" ha
s p i e g a t o
Martinelli. Il suo
consiglio quello di usare molta
prudenza nel fare cinema in un
paese pieno di misteri non risol-
ti, di fatti eclatanti sui quali nes-
suno pu dire: siamo arrivati alla
verit. "Se volete fare un film
sulla storia recente vi muovete
su un terreno minato".
Martinelli parla per esperienza
personale: all'attivo ha film che
hanno fatto discutere come
"Vajont" e "Piazza delle Cinque
Lune", sul rapimento Moro.
Dietro i suoi lavori c' una pre-
parazione di un anno e pi,
dedicata all'esame dei docu-
menti. "La gestione del materia-
le che avete raccolto deve essere
maniacale. Questo ci ha permes-
so di essere assolti nelle due
cause che abbiamo affrontato
dopo le querele per Piazza delle
Cinque Lune". Martinelli, che i
film se li produce da s, scrive
sceneggiature strutturate perch
consentono di pianificare tutto.
"Per me il rapporto privilegiato
con gli attori molto importan-
te. Dal soggetto alla sceneggiatu-
ra cambia molto, dal dialogo con
gli attori le scene escono modifi-
cate". Un rapporto con attori del
calibro di Harvey Keitel, prota-
gonista del suo ultimo film "Il
Mercante di pietre" in uscita
nelle sale a ottobre.
Dopo i temi scottanti della storia
italiana, nel suo nuovo film il
regista affronta il problema del
terrorismo islamico.
Protagonista della pellicola un
cristiano convertito alla religio-
ne musulmana: proprietario di
un negozio a Torino e ufficial-
mente trafficante di pietre pre-
ziose, il mercante
del titolo in
realt membro di
una cellula dor-
miente di Al
Qaeda. Il suo
compito quello
di scegliere una
donna da sedurre
e usare come
strumento incon-
sapevole di un
attentato. Nella
sua ultima mis-
sione il protago-
nista sceglie una
coppia perfetta: lui un giorna-
lista che ha perso le gambe nel-
l'attentato all'ambasciata statu-
nitense a Nairobi, lei una donna
molto fragile. Per la prima volta,
per, le sue certezze crolleranno
di fronte all'amore per le sue vit-
time.
Al momento Martinelli sta lavo-
rando a un altro film storico,
dedicato alla morte di Mussolini
e all'oro di Dongo. "Da due anni
sono alla fase di documentazio-
ne. Ho scritto il soggetto e sto
verificando tutti documenti. Per
ora tutto contrasta con la versio-
ne ufficiale sulla vicenda". Un
altro film impegnato in un pano-
rama italiano dove le commedie
trionfano la botteghino. "Fare
una commedia molto pi sem-
plice, non si pestano i calli a nes-
suno. Il problema del nostro
cinema che manca la bottega,
l'idea tipica del Rinascimento
che ha prodotto tanta arte, per-
ch forniva gli strumenti per
cominciare a dipingere.
Dovrebbe esistere anche una
bottega per la scrittura, che nel
da noi impossibile trovare".
(a.m.)
Fare un film
sulla storia
recente
come
muoversi
su un terreno
minato
rock da camera - spiega Marco
Bernacchia, bassista del gruppo
laureato allAccademia di
Urbino - cio chitarra elettrica,
basso e batteria mixate con
suoni campionati e basi realizza-
te con lo xilofono e il clarinetto.
Ad eccezione di due canzoni,
che hanno una parte cantata, i
loro brani sono esclusivamente
strumentali. Un repertorio che
per ben tre volte li ha portati alle
selezioni finali di Arezzo Wave,
uno dei maggiori festival rock
della scena italiana.
Sar anche per i buoni risultati
che hanno gi ottenuto, che i
Mazca il primo maggio lo vedo-
no un po pi vicino dei loro
rivali urbinati. Suonare a San
Giovanni? Perch no? Noi faccia-
mo qualcosa di originale e di
molto sentito. Baster?
Rinascimento, Via delle Mura, Via
Bramante, Via Raffaello, Scalette di
San Giovanni, Corso Garibaldi,Piazza
San Francesco.
MUSICA
LUCIO DALLA INAUGURA LA
MOSTRA DI LUIGI CARBONI
Urbino, Teatro Sanzio
Venerd 7 aprile, ore 21
Il celebre cantante inaugura la mostra
di Carboni con uno speciale concerto,
rileggendo Mozart e la favola di
Pierino e il lupo. Dalla sar acccom-
pagnato da un'orchestra di ventitre
elementi diretta e coadiuvato dalla
presenza dell'attore Marco Alemanno.
Il botteghino sar aperto venerd 7
aprile dalle ore 16 alle 18 e poi dalle
ore 20 fino all'inizio dello spettacolo.
CINEMA
IL CAIMANO
Urbino, Cinema
Ducale (Sala 1)
da venerd 7 a dome-
nica 10
Ore 20/22
Il discusso film di Nanni Moretti che si
ispira alle vicende del presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi. la storia
di Bruno, produttore di film trash dei
decenni passati (Cata-ratte, Maciste
contro Freud, Stivaloni porconi) che si
ritrova a leggere un copione dal titolo
Il caimano, la storia di Berlusconi .
BASIC ISTINCT 2
Urbino, Cinema
Ducale (Sala 2)
da venerd 7 a dome-
nica 10, spettacoli alle
20.30 e alle 22.30
Quattrodici anni dopo, la scrittrice di
best-seller interpretata da Sharon
Stone torna in scena in un thriller
dalle forti tinte sessuali.
LA PANTERA ROSA
Urbino, Cinema
Ducale (Sala 1)
Domenica 9 aprile
ore16/18. Da luned 10
aprile a mercoledi 13
in programmazione alle 20 e alle 22
L'allenatore della nazionale francese
di calcio ha appena portato alla vitto-
ria la propria squadra ma quando i
suoi giocatori lo circondano per por-
tarlo in trionfo qualcuno lo uccide. Il
caso viene assegnato all'ispettore
Clouseau.
FACTOTUM
Urbino, Nuova Luce
da venerd 7 a merco-
led 12. Feriali ore 21
festivi ore 18/21
Matt Dillon borderline a
Los Angeles, interpreta
Henry, scrittore di talento, che non
cambia solo lavoro ma anche donna,
fedele sempre e solo alla bottiglia e
ad una dolorosa ironia che fa sorride-
re.
al palco di San Giovanni
La manifestazione organizzata da Ratafi
il Ducato
12
Diplomi di laurea
per post a
in sole 2 set t imane
Non pi tre anni per avere la pergamena
ANNALISA SERPILLI
D
iplomi di laurea a
casa dopo sole
due settimana
dalla discussione
della tesi. E' l'o-
biettivo che si
posta l'Universit di Urbino gra-
zie a una riforma che da gennaio
ha interessato tutte le fasi che
portano alla compilazione delle
pergamene di laurea.
Il passaggio alla nuova procedu-
ra ha impegnato l'amministra-
zione per tutto il 2005 ed entra-
ta in funzione solo da pochi me-
si. Abbiamo ultimato - spiega Si-
mona Pigrucci dirigente dell'uf-
ficio front office dell'Universit e
responsabile del progetto - il pe-
riodo di transizione, che ha com-
portato una nuova redifinizione
dei certificati di laurea e una
maggiore informatizzazione del
procedimento che abbrevia i
tempi di consegna.
Nell'ultimo anno e mezzo l'Uni-
versit ha accumulato un pre-
gresso di 5000 diplomi di laurea
non consegnati. Ci significa che
studenti laureati nel 2003 devo-
no ancora ricevere la loro perga-
mena. Mi aspetto - sottolinea
ancora Simona Pigrucci - di tor-
nare alla normalit entro un an-
no e mezzo. Il top sarebbe arriva-
re alla consegna del certificato di
laurea il giorno stesso della dis-
cussione della tesi.
Qual l'iter di un certificato di
laurea in pergamena?
Dopo la discussione, la prima fa-
se la verbalizzazione della tesi e
dei voti degli esami del neo dot-
tore. Questi dati sono trattati dal-
l'Ufficio gradi accademici, che
preposto al controllo e alla ge-
stione delle pergamene. Questo
ufficio si collega direttamente al
sistema informatico della segre-
teria studenti, grazie al quale fa
una revisione dei dati anagrafici.
A ogni comune di provenienza
dello studente si richiede l'e-
stratto dei dati, per registrarli
senza errori. In questa fase, infat-
ti, possono nascere problemi di
registrazione nei casi di nomi
composti, secondo nome, maiu-
scole e minuscole. Uno sbaglio di
questo tipo pu invalidare il cer-
tificato di laurea. Una volta
estratti, i dati vengono spediti
tramite mail o su cd-rom alla
stamperia che provvede a creare
materialmente le pergamene.
Da quasi quattro mesi con una
cadenza di tre settimane sono
spediti i nominativi dei nuovi
dottori. Finora sono stati inviati i
dati di quattro mila persone e so-
no ritornate al front office 1700
pergamene pronte per essere ri-
lette. L'ufficio gradi accademici
con la collaborazione dell'ufficio
protocollo procede all'invio. La
pergamena e l'etichetta dell'U-
niversit sono inserite nel tubo e
poi spedite agli ex studenti. Ogni
certificato ha un suo doppio che
archiviato nel fascicolo dello
studente e messo agli atti.
Cosa rende il tutto pi snello ed
efficiente? Innanzitutto il pas-
saggio da una gestione cartacea a
una informatizzata. Fino allo
scorso anno si doveva estrarre
una "minuta di laurea", cio un
certificato in cui era scritto tutto
il testo della pergamena. Il mar-
gine di errore era altissimo, sen-
za parlare della scomodit di
spedire ogni volta una gran
quantit di scartoffie dall'Uni-
versit alla stamperia.
Un'altra fase eliminata con gran-
de risparmio di tempo la firma
del preside di facolt e del retto-
re. Ogni pergamena infatti, una
volta rientrata in segreteria dopo
la stampa, doveva percorrere gli
uffici di rettore e preside per es-
sere firmata. Ora, grazie alle nuo-
ve tecnologie, la stamperia cu-
stodisce le firme elettroniche che
sono impresse sulle pergamene
direttamente con il resto del te-
sto. Un lavoro di quipe quindi,
tra il front office, la segreteria stu-
denti e l'ufficio gradi accademi-
ci, in cui una sola persona pre-
posta unicamente al compito
dell'estrazione dei dati anagrafi-
ci. Allo studente spetta solo com-
pletare gli esami del corso di lau-
rea, preparare la tesi e pagare una
tassa pergamena di 50 euro pri-
ma della discussione.
Per fare lavvocato non basta conoscere i codici, ma
utile imparare a parlare in pubblico superando paure e
ansie. Per farlo ci si aspetterebbe un semplice corso di
retorica, e invece i responsabili del Laboratorio di
comunicazione della facolt di Giurisprudenza,
si affidano allo psicodramma. Ha un nome
sfortunato poich evoca, a torto, squilibri e
infermit mentali che nulla hanno a che
vedere con il metodo messo a punto negli
anni 30, in America, da Jacob LvyMoreno.
Lo psico-dramma una forma di psicoterapia
che consente, attraverso lazione scenica, di
tirar fuori contenuti interiori che altrimenti reste-
rebbero sepolti. Non aiuta a diventare bravi avvocati, ma
a acquisire coscienza di s stessi afferma Andrea
Cocchi, lo psicoterapeuta che il prossimo gioved 13,
dalle 11 alle 13, sul palco del teatro La Vela affronter
con gli studenti il percorso terapeutico. Lo psicodramma
si svolge in tre fasi: durante il riscaldamento i parteci-
panti fanno dei giochi sulla spontaneit, tagliati sul con-
testo del tribunale. E importante che si demolisca la
paura del giudizio altrui. Poi il gruppo sceglie una
delle immagini evocate durante i giochi e un pro-
tagonista per dare vita alla rappresentazione
scenica. Infine, una volta conclusa la pice, i
partecipanti espongono al protagonista le
impressioni su quello che hanno visto.
Nulla a che vedere con la psicoanalisi
continua Cocchi lo psicodramma serve a
cambiare attraverso lazione scenica.
Secondo il professor Gianluca Sposto, responsa-
bile del laboratorio: La dimensione della comunicazione
sempre pi importante anche in professioni come que-
sta. Ma paure e ansie, specie in tempi di precariet,
non disturbano i sonni dei soli studenti di legge: psico-
dramma per tutti, allora, se aiuta a vivere meglio. (p.c.)
GIURISPRUDENZA
Ansia da aula? Psicodramma per futuri giuristi
Un laboratorio di comunicazione per vincere la paura di parlare in tribunale
13
UNIVERSIT
Cibus, che diet a ?
Sempre pi studenti lo preferiscono al pasto completo
Il biochimico della nutrizione: Servono pi legumi e cereali nel men
LEONARDO ZELLINO
I
l cibus nell'antica Roma
richiamava serate pas-
sate a far tardi nel tricli-
nio, mangiando fino al-
l'alba sdraiati comoda-
mente su lettighe, dove il
rutto era libero, anzi invocato
dal padrone di casa, e il vomito
era l'escamotage per arrivare
all'ultima portata. Nell'Urbino
di oggi, il Cibus un pasto ve-
loce da due euro, consumato
su una scomoda seggiola nella
mensa studentesca, dove agli
universitari, per fortuna, non
permesso ruttare.
Il Cibus il piatto unico, che si
pu mangiare in alternativa al
pasto completo e prevede un
bis di contorni, un frutto e, a
scelta, crescia, piadina, pasta o
carne. Da quando nel 2001
stato inventato, per andare in-
contro alle richieste degli uni-
versitari che chiedevano un
pasto veloce e leggero spiega-
no all'Ersu, diventato sempre
pi il men preferito dagli stu-
denti. Ne vengono serviti cen-
tomila ogni anno, oltre undici
mila ogni mese, pi di 350 al
giorno. Numeri che crescono
costantemente dal 2001 fino
ad oggi. In pas-
sato gli studenti
quando il servi-
zio era stato so-
speso hanno
sollevato forti
proteste, roba da
rivolta del pane
di manzoniana
memoria. Tutti
pazzi per il Ci-
bus, qui ndi ?
Sembra proprio
di s. A volte si
borbotta perch
la frutta non
buona, ma difficile trovarla
fresca in certi periodi dell'an-
no. E comunque si lamentano
pi di qua, spiega Flavia, cas-
siera alla mensa del Tridente,
mentre indica i ragazzi in fila
per il pasto completo. Alessia,
20 anni, iscritta a Filosofia non
ha dubbi: Vorrei ci fosse pi
verdura cotta, ma tutto som-
mato il Cibus buono e legge-
ro. Sulla leggerezza degli in-
gredienti non dello stesso av-
viso Martino, 26 anni, laurean-
do in Lettere, un vero fanatico
del piatto unico: Negli ultimi
tre mesi ho praticamente sem-
pre mangiato il Cibus, a pranzo
e a cena, perch
costa meno, per
risparmiare. So-
no ingrassato di
cinque chili. Il
punto proprio
questo. Mangia-
re abitualmente
questo men,
che si differen-
zia poco da setti-
mana a settima-
na, far bene al
fisico e alla men-
te dei futuri dot-
tori? Le risposte
siamo andate a cercarle all'ul-
timo piano della sede centrale
dell'Universit, in via Saffi 2,
dove c' l'istituto di Chimica
biologica. L'adeguatezza del-
la dieta del Cibus dipende
completamente dalle scelte
dello studente, chiarisce Ele-
na Piatti, docente di Biochimi-
ca della nutrizione. Quando
scegliamo cosa mangiare dob-
biamo fare attenzione agli ali-
menti proteici, che ci danno gli
aminoacidi essenziali che il
nostro corpo non in grado di
produrre da solo. Se prendia-
mo carne, verdure come con-
torno, pane e frutta, abbiamo
un'introduzione di principi
nutritivi adeguata. Ci sono
proteine, carboidrati, sali mi-
nerali, vitamine e lipidi. Se ci
facciamo un piatto unico con
crescia o pasta e patate sba-
gliamo completamente. Co-
me dire, quindi, che se lo stu-
dente mette su un po di pancia
non colpa del Cibus, ma di
scorretti abbinamenti nel me-
n. E allora quali sono i consi-
gli da dare agli studenti? Ai ra-
gazzi dico di non mangiare pi
di due volte a settimana la cre-
scia - continua la dottoressa
Piatti - perch con i suoi grassi
animali difficilmente digeri-
bile. Aggiungo, e stavolta mi ri-
volgo a chi decide il men set-
timanale, che serve inserire
pi legumi, non come contor-
no, ma in associazione con i ce-
reali per avere un piatto che da
solo assicura un buon equili-
brio nutrizionale.
S
i chiama Iso 9001, non una sostanza chi-
mica, ma un certificato che garantisce la
qualit dei servizi offerti dalle imprese. Se
si pensa che luniversit produce cultura
e che gli atenei competono sul mercato delli-
struzione proprio come delle aziende, non
dovrebbe meravigliare che, ad esempio, la facolt di
economia di Urbino abbia un certificato Iso 9001 per
tutti i suoi corsi di laurea. I clienti delluniversit pos-
sono dormire sonni
tranquilli: parola di
manager.
Ma adattare un corso di
laurea a criteri di effi-
cienza cosa compli-
cata. E per questo che
le facolt si affidano a
societ di consulenza
esterne specializzate
nella messa a punto di
manuali di qualit che
seguono il cliente-stu-
dente dalla culla alla
tomba, come nella
migliore tradizione del
welfare di roosveltiana memoria. Da quando si iscri-
ve a quando si laurea, uno studente deve avere ben
chiara la gamma di servizi offerti: dagli orari di rice-
vimento dei prof, ai servizi di portineria, passando
per calendari e supporti didattici. Ogni anno, poi,
una societ di certificazione accreditata a livello
nazionale controlla la conformit effettiva dei servizi
offerti con gli standard fissati afferma il preside della
facolt, Giancarlo Ferrero. Insomma, ogni singolo
corso di laurea certificato deve superare un vero e
proprio esame, altrimenti rischia di restare indietro.
Ma che ricadute ha questo sistema sulle iscrizioni di
nuove matricole? In effetti continua Ferrero gli
studenti non conoscono ancora il sistema di certifi-
cazione di qualit dei corsi di laurea e non scelgono
principalmente in base a quello, ma la gente comin-
cia a capire di che si tratta.
In ogni caso a economia il calo delle iscrizioni
stato arginato; la tendenza si arrestata, nonostan-
te la nascita di facolt di economia nelle regioni di
provenienza dei fuori sede. Aver adottato Iso 9001
ha prodotto un forte impatto organizzativo interno
afferma il professor Tonino Pencarelli dato che
funziona un po come una chiamata alle armi sulla
qualit: c pure una cassetta dei reclami, dove gli
studenti indicano in forma anonima lamentele e
disservizi.
Se influisse sulla scelta degli studenti, anche la qua-
lit della ricerca di economia potrebbe produrre
effetti virtuosi. A giudicare, infatti, dalla graduatoria
del CIVR (Comitato di Indirizzo per la Valutazione
della Ricerca) la facolt urbinate supera di gran
lunga la media nazionale per numero di citazioni su
riviste internazionali.
Economia
facolt
col marchio doc
Tutti i corsi di laurea sono certificati
PAOLA CAVADI
Ferrero:
Gli studenti
pagano
come clienti,
devono avere
servizi
garantiti
Lesperta:
Studenti,
essenziale
mangiare
alimenti
ricchi di
proteine
Studenti
in fila
alla mensa
del
Tridente.
Nel box
a fianco
Jacob Lvy
Moreno
il Ducato
14
Amicizia nat a sul campo a 5
Il Futsal femminile lotta per il secondo posto provinciale nel campionato Uisp
Il nostro punto forte? Lo spirito di squadra, siamo un gruppo di ragazze unite dalla passione per il pallone
In piedi
da sinistra:
Silvia
Tornatora,
J olanda Luna,
Martina
Carlotti,
Daniela
Orologi, Laura
DellAquila
In ginocchio
da sinistra:
Elisabetta
Lazzari,
Michela Atzori,
Alessandra
Giannetta,
Giovanna
Bellucci, Erica
Di Berardino
A
lcune di loro si
sono conosciute
per caso, otto anni
fa. Altre si sono
unite dopo. Ma
sono tutte d'accor-
do: "Il punto forte della Futsal
femminile il gruppo". A gio-
care nella squadra sono dieci
ragazze unite da un'unica pas-
sione, quella per il calcio a 5.
Una passione che non passa
nonostante gli impegni di stu-
dio e lavoro.
"La squadra - ricorda Jolanda
Luna, 31 anni, il capitano -
nata otto anni fa, per caso. Le
prime di noi si sono conosciute
tramite amici comuni, all'inizio
si parlava di fare un torneo di
calcetto, poi ci siamo ritrovati a
fare il campionato provinciale
Uisp (il corrispettivo amatoria-
le della Figc, ndr). Con risultati,
all'inizio, disastrosi". Iniziare a
giocare a calcetto intorno ai 20
anni, facendo sul serio,
un'impresa che farebbe trema-
re le vene ai polsi a molti. Loro
invece non si sono arrese.
"All'inizio era dura, ma comun-
que divertente", racconta
Giovanna Bellucci, 28 anni, tra
le fondatrici: "Adesso il diverti-
mento c' comunque, ma da
qualche anno otteniamo anche
buoni risultati".
Nel 2004, la Futsal si piazzata
al quarto posto, lo scorso anno
arrivata terza. "Adesso - spie-
ga Martina Carlotti, 25 anni,
unico portiere - siamo terze,
ma lottiamo per il secondo
posto". Quello che manca alla
Futsal non la passione, n la
voglia di impegnarsi. Sono i
soldi: "In pratica - continua
Martina - siamo costrette ad
autofinanziarci. Lo scorso anno
abbiamo faticato per avere
qualche centinaio di euro dal
Comune; quest'anno siamo
riusciti ad avere uno sponsor,
almeno per fornirci le divise".
In tutto, la Futsal pu contare
su mille euro di sponsor, quan-
do solo l'affitto dei campi costa
2500 euro. E allora le ragazze si
ingegnano: "Spesso - sorride
amaramente Martina - i palloni
ce li facciamo regalare dai
nostri fidanzati, l'acqua la
compriamo in quantit indu-
striali dove costa di meno, ma
sono tutti soldi che mettiamo
di tasca nostra".
E poi ci sono le difficolt di
conciliare la squadra con gli
altri impegni. Fra le file della
Futsal, si contano alcune stu-
dentesse, una maestra elemen-
tare, una fisioterapista, un'a-
gente assicurativa e una disoc-
cupata. "Per fortuna - spiega il
capitano - ci si allena di sera,
dopo le nove. Altrimenti sareb-
be difficile mettere d'accordo
gli orari di tutti".
Problemi di fondi, problemi di
orari, certo, ma anche grandi
soddisfazioni. La Futsal ha
vinto molte partite con risultati
larghissimi, ha vinto il derby
con l'altra squadra femminile
di Urbino (tutta composta da
studentesse), ma la partita che
ricordano con pi emozione
un pareggio, uno zero a zero
dello scorso anno, con il
Piobbico: "Loro hanno una
squadra fortissima - spiega
ancora Martina - sono arrivate
seconde nelle finali nazionali
Uisp. Lo scorso anno siamo
riuscite ad inchiodarle sul
pareggio, stata una sensazio-
ne splendida, una soddisfazio-
ne enorme".
Alessandra Giannetta, 24 anni,
della provincia di Foggia, si
laureata a Urbino e dallo scorso
anno gioca nella Futsal. Ora
lavora qui, ma probabilmente
dovr trasferirsi fuori: "Questa
stata la mia prima squadra, la
prima partita della mia vita l'ho
giocata con loro. Lasciarla mi
dispiacerebbe moltissimo, per-
ch non solo una squadra:
soprattutto uno splendido
gruppo di amiche".
(a.sg.)
Tanto impegno
e agonismo
per un team
che da 8 anni
si paga da solo
gare e divise
C
entinaia di persone sono accorse
domenica scorsa alla piscina Fratelli
Cervi per assistere alla gara di
nuoto, memorial Marco Loschi. In acqua
350 partecipanti, bambini e ragazzi affetti
dalla sindrome di Down. Una partecipa-
zione che sottolinea il ruolo
delle sport nell'integrazione e
nella coesione sociale e l'im-
portanza di tante societ spor-
tive poco visibili. La parola
d'ordine sport per tutti, bam-
bini, disabili e anziani.
"E' un movimento poco cono-
sciuto perch non d risultati
eclatanti, ma ha risvolti socia-
li", spiega Attilio Fini, membro
del comitato esecutivo provin-
ciale dell'Unione italiana sport
per tutti (uisp). Lo sport per
tutti si differenzia dalla ricerca
della prestazione di eccellenza,
"perch un'attivit di socia-
lizzazione e integrazione, che
pu essere praticata da chiun-
que a prescindere dalle proprie
attitudini".
A Urbino sono 2.500 gli iscritti,
una delle associazioni pi
numerose il "Nuoto sport per
tutti", un gruppo di 100 perso-
ne di tutte le et che si dedicano a questa
attivit come momento di socializzazio-
ne e svago.
Tra le realt pi vitali c' la cooperativa
Francesca che gestisce la piscina Cervi e
si occupa in particolar modo di ragazzi
con handicap fisici e in maggior parte psi-
chici. Al centro della sua attivit ci sono
tante iniziative che conciliano lo sport
con le esigenze di tutti i partecipanti. Per
il 25 maggio in programma "L'isola che
c'" una manifestazione dedicata al
movimento, alla quiete e al senso in cui
privilegiare tutte le capacit espressive,
non solo quelle motorie. Il 21 settembre
nello stadio Montefeltro si terranno le
"Special Olimpics", un meeting di atletica
leggera per ragazzi disabili.
Lo sport per tutti comprende
anche attivit di prevenzione
della salute, come la ginnastica
posturale per over 50, e inizia-
tive di solidariet come la
maratona nazionale
"Vivicitt", dedicata a un tema
sociale. Lo scorso 19 marzo in
piazza delle Repubblica si sono
radunate 180 persone per dire
"no al razzismo" e correre tra le
mura della loro citt.
La Uisp gestisce attraverso
delle societ affiliate il
Palagadana e il Palaferro, dove
gli iscritti (circa mille) possono
giocare a calcetto o praticare
latletica leggera.
Per far conoscere le tante atti-
vit a portata di tutti, per la
festa del patrono la Uisp e il
Comune stanno organizzando
una dimostrazione in piazza
delle Erbe e una gara podistica notturna
tra i vicoli del centro.
(d.d.a.)
15
SPORT
Un lungo salto
verso le Olimpiadi
Andrea Benedetti, c ampione regionale
ALESSIO SGHERZA
U
n ragazzo che arri-
ver lontano,
magari con un
salto. Andrea
Benedetti, 13 anni,
una promessa
dell'atletica. Sei volte campione
regionale (con due titoli indivi-
duali - salto in lungo e triath-
lon - e quattro a squadre),
primatista regionale di
categoria (ha saltato 5
metri e 87, battendo
un record del 1982),
Andrea non si fa
scoraggiare dai tre
allenamenti a setti-
mana, dodici mesi
all'anno, compresa
l'estate: "D'inverno -
spiega - le gare sono
poche. D'estate, a volte,
gareggio anche ogni domenica".
Vacanze poche, tempo libero
ancor meno: oltre alla scuola
("Ha tutti ottimo", rassicura la
mamma Daniela Luminati),
Andrea suona la chitarra, tanto
bene che il suo insegnante
avrebbe voluto che si iscrivesse
al conservatorio. Ma Andrea,
dopo gli esami di giugno, andr
allo scientifico: "Mi piace studia-
re, ma voglio anche momenti di
svago". Di rinunciare all'atletica
non se ne parla. "Ho pensato di
smettere qualche anno fa, ma
solo perch eravamo pochi, a me
questo sport piace moltissimo.
Ho iniziato nel 2000, a 8 anni,
perch un mio amico me ne ha
parlato. Ho provato e mi pia-
ciuto, anche perch ero gi velo-
ce. Alla prima gara, sui 50 metri,
ho vinto subito". E quando si
vince si hanno pi stimoli,
soprattutto se si testardi e
ambiziosi, come la mamma lo
descrive: "Andrea - spiega -
quando si pone un obiettivo, lo
persegue fino in fondo, non si
discute".
Che Andrea punti in alto
chiaro da ci che dice e
dagli atleti a cui si ispi-
ra: "Mi piace molto
Justin Gatlin (cam-
pione olimpico e
mondiale sui 100
metri, ndr) e Carl
Lewis, il mio idolo.
Ma non mi faccio
illusioni. Io mi
accontenterei - sorride
Andrea - di arrivare alle
Olimpiadi, anche senza vin-
cere". Ma bisogna andare per
gradi. Da quest'anno Andrea
partecipa alle gare della catego-
ria cadetti, con ragazzi di 13 e 14
anni. A livello regionale, Andrea
primo (a pari merito con un
altro ragazzo, pi grande di un
anno) e a settembre per la prima
volta parteciper alle nazionali.
Ma quando parla delle sue gare
dimostra una modestia che a
molti manca: "Filippo Marra,
Marco Montagna, Michele
Zanchi, Alessandro Brandi,
Giovanni Ugolini. I miei compa-
gni di squadra. I titoli regionali li
ho vinti anche grazie a loro".
Andrea e i suoi compagni (l'ossa-
tura della squadra marchigiana
al meeting di Napoli di met
marzo) sono il presente, per le
Olimpiadi c' ancora tempo.
Mancano i fondi per pagare atleti e trasferte
Al Cus serve il 5 per mille
DESY DADDARIO
L
a cassa del Cus agli
sgoccioli. Negli ultimi
3 anni le attivit ago-
nistiche sono state
ridotte e il sostegno
dell'universit radi-
calmente diminuito. A preoc-
cupare il direttivo in partico-
lar modo la sorte della squadra
di atletica, fiore all'occhiello
del Cus. Dal '92 - afferma il
presidente Ido Zazzeroni - non
riceviamo contributi statali, le
attivit sono state ridotte
all'osso e siamo costretti a pro-
grammare i corsi in relazione ai
soldi che abbiamo. I fondi
sono diminuiti costantemente,
anche a causa dei problemi
finanziari dall'ateneo urbinate.
Dagli anni '60 fino agli '90 -
racconta il presidente - l'uni-
versit ci aveva messo a dispo-
sizione una sede, prima nel
palazzo degli studenti e poi in
via dei Fornari, ora siamo in
affitto e paghiamo 522 euro al
mese pi le spese.
Il Cus riceve dall'universit 13
mila euro e 7.200 euro dal Coni
e dal Centro universitario spor-
tivo italiano l'anno, fondi che
non riescono a garantire la pro-
secuzione di tutte le attivit
agonistiche. E' una briciola
che ci consente appena la
sopravvivenza commenta
Zazzeroni. L'universit non
rientra nella legge 394/77 che
prevede un contributo del
ministero dell'Istruzione per gli
atenei pubblici. La statalizza-
zione rappresenterebbe una
soluzione ai problemi del Cus,
ma in attesa di cambiamenti in
tal senso, la destinazione del 5
per mille rappresenta una boc-
cata d'ossigeno.
Tre campioni d'Italia, 4 convo-
cazioni in nazionale, 170 titoli
regionali e 163 atleti convocati
nella rappresentativa regionale
il bilancio di 20 anni di attivi-
t del Cus Urbino, che non si
arrende ai problemi economici.
Il vice presidente del Cus Orfeo
De Angelis segue da 50 anni le
attivit dell'associazione e in
particolar modo l'atletica.
Abbiamo dei giovani talenti
che non potremo seguire in
futuro - spiega De Angelis -
perch non abbiamo i fondi per
pagare le trasferte e per farli
allenare in strutture adeguate.
A 17 anni i ragazzi pi promet-
tenti lasciano il Cus per societ
che possono retribuirli. Per
gli allenamenti - afferma
Zazzeroni - dobbiamo ringra-
ziare il preside di Scienze
Motorie Vilberto Stocchi e
Guido Re che da novembre a
marzo ci mettono a disposizio-
ne il pistino di atletica altri-
menti non potremmo allenare i
ragazzi al coperto. La squadra
di atletica composta di 25 gio-
vani dai 12 ai 16 anni, tra i pi
promettenti c' Andrea
Benedetti, a 13 anni il deten-
tore della miglior misura di
salto in lungo nazionale con 5
m e 57 cm. un grande talen-
to e non vorremmo perderlo,
ma non riusciamo a pagargli
neanche le trasferte per le gare
commenta il vice presidente.
Per problemi di bilancio -
spiega il presidente - abbiamo
chiuso la squadra femminile di
pallacanestro tre anni fa e quel-
la di pallavolo due anni, il
basket maschile sopravvive
grazie alla convenzione con
Sport ivi di cuore, non solo nel fisico
Ginnastica, nuoto e calcetto per disabili, giovani e anziani
Sopra, la squadra di Nuoto
Sport per tutti
In alto, Andrea Benedetti
l'associazione sportiva dilet-
tantistica Basket Ducale. La
squadra in serie C2 ed com-
posta da studenti universitari,
ma la preparazione costa cara
al Cus. Per gli allenamenti -
sottolinea Zazzeroni - paghia-
mo 20 euro l'ora e 150 euro a
partita per l'affitto del palaz-
zetto dello sport.
Nonostante le difficolt econo-
miche il Cus organizza anche
attivit promozionali con con-
venzioni nelle palestre e sconti
per i tesserati negli esercizi
commerciali. Gli universitari -
precisa De Angelis - che
vogliono fare atletica possono
andare allo stadio senza pagare
niente, mentre per i corsi orga-
nizzati nelle palestre del
Comune i ragazzi pagano gli
istruttori 10 euro l'ora. Senza
fondi, per, non si pu andare
lontano - commenta Zazzeroni
- ora speriamo nel 5 per mille.
il Ducato
16
MASS MEDIA
ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: GIOVANNI BOGLIOLO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo".
Vice: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l' Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIU-
SEPPE PAIONI; per l' Ordine: STEFANO FABRIZI, DARIO GATTAFONI, CLAUDIO SARGENTI; per la Regione Marche: PAOLA DE CRESCENTINI, SAURO BRANDONI; per
la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO
MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore: GIOVANNI MANTOVANI Coordinatori: VITTORIO ROIDI, GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI
I L DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 www.uniurb.it/ giornalismo; e-mail: reda-
zione.ilducato@uniurb.it Diret t ore responsabile: GIOVANNI MANTOVANI St ampa: Arti Grafiche STIBU - Urbania (PU) - 0722319431 Registrazione
Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991
D
ue giornalisti
seduti davanti a
una tazza di t
che si chiedono
se i krumiri siano
di destra o di
sinistra. I protagonisti sono il
direttore del quotidiano Libero
Vittorio Feltri e il conduttore
della trasmissione politica di
La7 L'Infedele Gad Lerner,
entrambi giornalisti prestati a
uno spot. I krumiri in questio-
ne sono i biscotti prodotti da
una nota azienda italiana.
uno degli episodi di campa-
gne pubblicitarie andate in
onda sulle reti televisive in cui
a fare da testimonial sono stati
i giornalisti. In Italia per vie-
tata qualsiasi forma di commi-
stione tra informazione e pub-
blicit. La Carta dei doveri del
giornalista, sottoscritta nel
1993, prescrive che i giornalisti
non utilizzino "il nome, la voce,
l'immagine per iniziative pub-
blicitarie incompatibili con la
tutela dell'autonomia profes-
sionale". L'unica eccezione lo
scopo dello spot: sono consen-
tite infatti "prestazioni per ini-
ziative pubblicitarie volte a fini
sociali, umanitari, culturali,
religiosi, artistici, sindacali o
comunque prive di carattere
speculativo".
Proprio questo il punto della
questione. Di solito chi presta
la propria immagine ne trae un
guadagno economico. Feltri e
Lerner hanno sostenuto che
cos non stato perch hanno
devoluto l'intero compenso in
beneficenza. "L'istruttoria
disciplinare nei confronti di
Feltri non stata avviata - spie-
ga il presidente del consiglio
regionale dell'Ordine dei gior-
nalisti della Lombardia Franco
Abruzzo - perch lui ha docu-
mentato di aver destinato il
profitto a scopi benefici.
Non tutti i casi per si risolvo-
no in questo modo, a dimostra-
zione che in materia sono gli
Ordini regionali di appartenen-
za dei giornalisti a decidere.
Quello del Lazio, per esempio,
ha sospeso per due mesi Marco
Mazzocchi, conduttore della
trasmissione televisiva La
Domenica sportiva. Mazzocchi
aveva usato la sua voce per
sponsorizzare una marca di
condizionatori d'aria in uno
spot radiofonico su un'emit-
tente privata. "Non bastata la
sua giustificazione di aver
devoluto l'introito in benefi-
cenza - chiarisce il presidente
del consiglio regionale
dell'Ordine dei giornalisti del
Lazio Bruno Tucci - perch lo
scopo della pubblicit era
comunque commerciale e non
umanitario". Le sanzioni previ-
ste vanno da due a dodici mesi
ma si pu essere anche radiati
subito dall'Albo se il fatto
ritenuto particolarmente grave.
" quello che accaduto in
passato a Antonella Clerici,
Tiberio Timperi e Michele
Mirabella quando ancora eser-
citavano la professione giorna-
listica", sottolinea Tucci.
Ma sempre lo stesso Ordine
del Lazio che nel caso di Giulio
Andreotti e della sua pubblicit
a un operatore di telefonia
mobile non ha comminato
alcuna sanzione. Andreotti si
scusato di non conoscere le
norme sull'incompatibilit tra
informazione e pubblicit e ha
provato di aver destinato i pro-
venti in beneficenza, quindi il
fascicolo stato chiuso.
Se in Italia dunque l'Ordine a
occuparsi del problema, all'e-
stero la situazione completa-
mente diversa. Negli altri paesi
non esiste un Ordine professio-
nale e i giornalisti sono sogget-
ti solo ai codici di deontologia
interni alle singole testate. "In
Francia fare pubblicit non
vietato ai giornalisti a patto che
questo reddito non superi la
met di quello guadagnato con
la professione - commenta il
corrispondente estero di Le
Monde Jean Jacques Bozzonnt
- ma di solito non accade per
un problema di credibilit".
Anche nel Regno Unito, sottoli-
nea il corrispondente estero
dell'Economist David Lane,
questi casi sarebbero visti
come un conflitto di interessi:
"Non credo che ci siano stati
episodi di questo tipo, i giorna-
listi partecipano invece a cam-
pagne sociali senza alcun com-
penso". In Germania invece
non vietato fare pubblicit
dietro compenso ma non sono
episodi frequenti. "C' stato un
caso di un giornalista sportivo
della tv pubblica che ha pubbli-
cizzato una marca di birra -
racconta la corrispondente
estera del Die Zeit Birgit
Schoenau - ma non se n dis-
cusso perch tutto avvenuto
alla luce del sole".
Giornalist i ma non per spot
Si pu partecipare solo a campagne pubblicitarie per scopi sociali o umanitari
Molti gli episodi accaduti in Italia, allestero il fenomeno meno frequente per evitare la perdita di credibilit
Fare pubblicit commerciali
pu costare sanzioni
o addirittura la radiazione
STEFANIA LA MALFA
Obbligati a pubblicizzare lo sponsor
Complesso il discorso sugli sponsor degli eventi sportivi che interferiscono con l'in-
formazione. Siamo ormai tutti abituati a vedere i giornalisti che dopo le partite di
calcio, per esempio, intervistano allenatori e giocatori davanti a una parete coperta
di inserzioni pubblicitarie. I giornalisti sportivi della Rai sono obbligati a realizzare le
interviste davanti a quella scenografia. " un accordo che la Rai ha stipulato qual-
che anno fa con la Lega calcio - spiega il segretario dell'Usigrai, l'Unione sindacale
dei giornalisti Rai, Roberto Natale - di cui siamo venuti a conoscenza solo successi-
vamente". In questo caso la Rai ha violato un accordo firmato con l'Usigrai in base
al quale tenuta a informare preventivamente il sindacato ogni volta che i contratti
commerciali dell'azienda abbiano ricadute sull'attivit informativa.
"Sono stati proprio i giornalisti a segnalarci il problema - continua Natale - e abbia-
mo presentato una protesta sindacale. L'azienda ha risposto che la pubblicit agli
sponsor durante le interviste una condizione imprescindibile per gli accordi presi
con la Lega calcio". La questione dunque si chiusa in questo modo e secondo il
segretario dell'Usigrai purtroppo al momento non ci sono spiragli per riaprirla.
LINFORMAZIONE SPORTIVA IN TELEVISIONE
Calciatori e allenatori alla fine delle partite rispondono alle domande dei giornalisti davanti
alle pubblicit degli sponsor. Una prassi voluta dalla Lega calcio e contestata dai sindacati