Sei sulla pagina 1di 4

MERCOLED 21 APRILE 2004

LA REPUBBLICA 39

DIARIO
di

TRENTANNI FA CADEVA LA DITTATURA SALAZARISTA


Era il 25 aprile 1974 lesercito marci su Lisbona e arrest il primo ministro Caetano Leuforia si propag in tutto il paese e coinvolse il popolo. Cos prese forma una nuova democrazia

el fare andare allindietro la pellicola della memoria, la prima immagine della Rivoluzione dei garofani che mi viene in mente quella del mio amico Alexandre ONeill, grande poeta dal verso beffardo la cui vita di antisalazarista fu segnata da arresti, perquisizioni, ritiro del passaporto, fuoriuscite limitate. Siamo a casa mia in Italia, il 26 aprile del 1974, il giorno prima i militari sono entrati a Lisbona, hanno arrestato il primo ministro Marcelo Caetano, la sua guardia del corpo e tutti gli agenti della polizia politica, hanno occupato la televisione e chiuso gli aeroporti. Alexandre si trovava a Ginevra e doveva rientrare in Portogallo. Ha preso un treno ed venuto a casa mia. Siamo seduti davanti al televisore, Alexandre ogni tanto balza in piedi e abbraccia le persone che appaiono sul teleschermo. La Rai sta ritrasmettendo le immagini della televisione portoghese, le persone che Alexandre abbraccia stanno uscendo dalla prigione di Caxias, una fortezza vicino a Lisbona dove Salazar mandava in villeggiatura gli oppositori del regime. I prigionieri politici hanno laria smarrita e quasi incredula, mentre la folla li accoglie lanciando loro dei fiori. Molti sono intellettuali, scrittori, artisti, attivisti politici di ogni corrente democratica. Alcuni li conosco anchio, ho avuto modo di incontrarli nei miei dieci anni di conoscenza del Portogallo. Alexandre li chiama per nome, piange, ride, si mette a ballare. Ballo anchio. bello festeggiare gli amici che tornano dalle ferie, anche se solo in televisione. Appena fu possibile andammo a festeggiarli di persona. Quando ero arrivato in Portogallo, dieci anni prima, avevo trovato un Paese con un sistema politico che Salazar aveva copiato pari pari dallo Stato corporativo di Mussolini. Un Paese fascista dotato di una polizia politica efficientissima (la P. I. D. E., Polcia Internacional Defesa Estado) che negli anni Trenta Salazar aveva fatto organizzare dai nazisti; una censura preventiva implacabile che prevedeva responsabilit rischiosissime per direttori e giornalisti e da cui erano esclusi solo i tipografi, chiamati alla corresponsabilit solo nel 1969 dal delfino di Salazar, in piena guerra coloniale; e le carceri affollate di prigionieri politici. I campi di concentramento, per non disturbare i pochi turisti, erano ubicati nelle colonie africane, per esempio a Tarrafal, Capo Verde, zo-

PORTOGALLO
ANTONIO TABUCCHI
na desertica e quaranta gradi allombra, dove pass le ferie per una quindicina di anni uno dei maggiori scrittori di lingua portoghese, Luandino Vieira, che ora vive in Portogallo perch la sua Angola libera in mano a satrapi spaventosi molto ben visti dal democratico Occidente. Anche Mrio Soares, segretario del Partito socialista clandestino, cui il Portogallo deve lassetto democratico del dopo rivoluzione e lingresso nella Comunit europea, pass lunghe ferie in un campo di concentramento a S. Tom, prima di riuscire a rifugiarsi in Francia. Se il Portogallo si era dimenticato dellEuropa, anche lEuropa si era dimenticata del Portogallo. Quanto agli americani, a quel tempo non avevano la fretta che hanno oggi di abbattere i tiranni, anzi, Franco e Salazar erano due alleati preziosi e ai presidenti degli States di allora non sarebbe mai venuto in mente di liberare Lisbona o Madrid. I portoghesi si liberarono da soli. Il 25 aprile del 1974, restato nella Storia come Rivoluzione dei garofani, in realt fu un colpo di stato alla rovescia, al contrario di tutti quelli conosciuti: le Forze Armate che si sollevarono contro un regime totalitario per ristabilire la democrazia: e questa fu la vera rivoluzione, politicamente parlando. Ne segu anche una rivoluzione popolare, ma essa fu soprattutto unadesione entusiasta, unesplosione di gioia collettiva, una sorta di ubriacatura di libert per un popolo che era stato oppresso durante quarantotto anni (il fascismo portoghese detiene il primato della durata in Europa). Leuforia di quella rivoluzione si propag rapidamente, era contagiosa, e da Lisbona raggiunse in un batter docchio tutto il Paese. Perch loppressione che il Portogallo aveva subito non era solo politica, naturalmente: era sociale, culturale, antropologica, e aveva ridotto i portoghesi a un popolo triste e depresso, deformando la natura di una gente spontaneamente allegra ed espansiva. E ora quellallegria negata esplodeva in una festa collettiva. Ma era anche la festa per la fine di una lunga guerra coloniale che aveva insanguinato il Portogallo

Quelcherestadellarivoluzionedeigarofani

JOS SARAMAGO

AVEVO semplicemente avuto unidea, lidea: il conflitto drammatico si sarebbe svolto nella notte tra il 24 e il 25 aprile del 1974, e il luogo sarebbe stato la redazione di un giornale obbediente alla dittatura e suo servitore. Lesperienza giornalistica indispensabile allimpresa, perch, quella s, io ce lavevo, si era creata su radici molto diverse: i due anni, 1972 e 1973, in cui avevo lavorato nel Dirio de Lisboa, un giornale della sera dalle caratteristiche democratiche, liberali nel senso positivo che il termine aveva allora in Portogallo, e gli otto mesi che, dallaprile al novembre del 1975, in cui ero stato vicedirettore del Dirio de Notcias, un quotidiano da sempre conservatore, ufficialista, ma che durante quel breve periodo sostenne la rivoluzione e i lavoratori. Ma non facciamoci illusioni: come al Dirio de Lisboa negli ultimi tempi non cerano solo giornalisti democratici, cos il Dirio de Notcias non pot sottrarsi allazione nociva di giornalisti obbedienti o con tendenze fasciste.

GAROFANI.

dellUltramar (cos erano definiti Mozambico, Angola e Guinea), che aveva quasi decimato una generazione di portoghesi (quella nata negli anni Quaranta), che aveva stremato un Paese riducendolo in lutto e miseria per linteresse di quei pochi che dallUltramar cavavano fortune. E poich la consapevolezza di essere carne da macello, e successivamente lacquisizione di una coscienza antifascista e infine lidea della rivolta contro il regime nacque proprio fra i militari inviati nelle colonie, si pu dire che paradossalmente fu lAfrica ancora coloniale a liberare il Paese che la colonizzava. La decolonizzazione fu il primo problema che la Giunta Militare Provvisoria dovette infatti affrontare dopo quei primi giorni di festa popolare. E altri problemi gravissimi, di natura sociale e culturale che dopo la festa si presentarono in tutta la loro drammaticit. Soprattutto il rischioso passaggio da una gestione militare improvvisata a libere elezioni e a una democrazia parlamentare. E infatti non mancarono momenti in cui la delicata fase di transizione verso la democrazia corse alcuni pericoli. Prima, per il tentativo di restaurazione del generale Spnola, rifugiatosi con alcuni fedelissimi nella Spagna ancora franchista; pi tardi con le manovre di una sinistra antidemocratica e sovietizzante che ambiva a un colpo di stato alla praghese o remava verso avventurosi terzomondismi alla cubana. I militari democratici del 25 aprile seppero stroncare entrambi i tentativi: il secondo, forse il pi insidioso, fu fermato con unabilit politica straordinaria, senza ricorrere alla forza, grazie a un manifesto, detto Documento dei nove, perch firmato da nove ufficiali democratici, che scoraggi il tentativo avventuristico degli stalinisti e dei rivoluzionari improvvisati. Lo concep il colonello Ernesto Melo Antunes, un ufficiale leale verso il suo Paese, intellettuale finissimo, che della democrazia portoghese fu un saldo garante e della Rivoluzione dei garofani uno degli ideatori. Mi piace ricordarlo in questa mia breve evocazione di quellepoca. stato un mio caro amico e il Portogallo gli deve molto. Ma credo che tutti noi dobbiamo qualcosa a chi ha vissuto per rendere migliore la nostra Europa. Ci che resta di un fatto storico determinante per un popolo la capacit di quel popolo di serbarne memoria.

40 LA REPUBBLICA

DIARIO

MERCOLED 21 APRILE 2004

LE TAPPE PRINCIPALI

LESTADO NOVO 1932 Nel 1932 Antonio De Oliveira Salazar impone una dittatura di tendenza fascista. Il regime, chiamato Estado Novo, di tipo autoritario corporativo, e di fatto non avr oppositori

LA REPRESSIONE 1933-1935 Nel regime al Pide, la polizia politica del dittatore, affidata la repressione di ogni forma di opposizione. Nel 1933 le istituzioni paramilitari di stampo fascista analoghe a quelle italiane

IL PATTO IBERICO 1942 Salazar si lega alla Spagna nel 1942 con il Patto iberico, ma a differenza di Franco non riesce ad affrontare la crisi del colonialismo e si lascia coinvolgere in una sanguinosa guerra in Africa

I PROTAGONISTI DI UNA RIVOLUZIONE: SPINOLA, SOARES, CUNHAL

QUEI GIORNI DI FESTA TRA FIORI E FUCILI


SANDRO VIOLA

I LIBRI
ALDO ALBONICO Breve storia del Portogallo contemporaneo 18901976, Morano 1977 BRUNO CRIMI, ULIANO LUCAS La primavera di Lisbona, Vallecchi 1975 MARIO SOARES Portogallo: quale rivoluzione? Conversazione con Dominique Pouchin, La Nuova Italia 1976 ANTONIO DE SPINOLA Il Portogallo e il suo futuro, Vallecchi 1974 JOS SARAMAGO Lanno mille993, Einaudi 2001 ANTONIO TABUCCHI Sostiene Pereira, Feltrinelli 1994 ROBERT WILSON Una piccola morte a Lisbona, Meridiano zero 2000 ANTONIO LOBO ANTUNES Lo splendore del Portogallo, Einaudi 2002 ALEXANDRE O NEILL, Portogallo, mio rimorso, Einaudi 1966 MARCO FERRARI Alla rivoluzione sulla due cavalli, Sellerio 1995

(segue dalla prima pagina) utto andava male, malissimo: leconomia boccheggiava, le guerre nelle colonie africane si protraevano da anni, il quaranta per cento della popolazione era ancora analfabeta. Ma il professor Salazar era convinto che non ci fosse alcuna urgenza di svolte, riforme, cambiamenti. Il Portogallo gli andava bene cos: cloroformizzato, la fisionomia come incartapecorita. Lisbona continuava infatti a rotolare verso lestrema periferia della vicenda europea. Un attimo di distrazione, e si sarebbe potuto dimenticare che in Europa esistesse un paese chiamato Portogallo. N le cose erano molto cambiate dopo lautunno del 68, quando un ictus aveva inchiodato il dittatore su una sedia a rotelle e al potere era salito un altro professore universitario, Marcelo Caetano. Stesso sistema dittatoriale, stessa povert del paese (quattro televisori ogni mille abitanti), stesso isolamento. Continuavano anche, tra spese insostenibili e disfatte sul campo, le guerre contro i movimenti nazionalisti in Angola e Mozambico. E fu l, ai tavoli delle mense ufficiali dellesercito coloniale (tra i giovani soprattutto, ma anche in una parte degli alti gradi), che matur il progetto del colpo di stato. Poi, certo, la si chiam revoluao: rivoluzione. Ma quel che accadde a Lisbona il 25 aprile 1974 una giornata di tempo mutevole, un po soleggiata e un po piovosa, non ebbe niente della violenza e drammaticit che accompagnano sempre le rivoluzioni. Fu un putsch, una sollevazione militare alla lusitana: cio cauta, e attentissima ad evitare spargimenti di sangue. In poche ore, una sessantina di capitani e pochi reparti (i carristi di Santarem, il Settimo cavalleria e il Quinto fanteria) ebbero ragione della rassegnata resistenza di quello che era stato il pi esangue, ma anche il pi duraturo, fascismo dEuropa. Poche raffiche sparate in aria, due feriti, nessun morto. Quella sera stessa, sullo sfondo languido e malinconico della Lisbona dallora ebbe inizio una lunghissima festa mobile. Che spettacolo, e che divertimento. Alla presidenza della Repubblica cera adesso un generale, Antonio Spinola: il monocolo duno Stroheim lusitano, la giacca nera con alamari dellantica uniforme degli ufficiali di cavalleria, il frustino sotto lascella e i guanti bianchi. Nei ministeri andavano e venivano tenenti e capitani in tuta mimetica, la pistola al fianco. Ovunque nei vecchi e stupendi caff della Baixa e del Chado, nelle piazze, dinanzi agli edifici pubblici si parlava di politica. Era la prima volta dopo quasi mezzo secolo che i portoghesi parlavano liberamente di politi-

LE IMMAGINI
La folla che regala garofani ai soldati. Le immagini fecero subito il giro del mondo e divennero immediatamente il simbolo di quella rivoluzione breve e incruenta, una specie di contagiosa festa popolare, che prese appunto il nome di Rivoluzione dei garofani.

ca, e lo si capiva dai toni stentorei, le argomentazioni arruffate, linesauribilit di quei dibattiti stradali. Dopo due o tre giorni rientrarono a Lisbona i leader della sinistra da anni in esilio (il socialista Soares, il comunista Cunhal), e vennero rifondati i partiti politici. A sedere nel governo provvisorio cerano alcuni amici: Mario Soares, Ral Rego, Fernando Sousa Tavares. Nei dieci anni precedenti li avevo incontrati con grandi cautele negli angoli oscuri dei caff, e un paio di volte nei viali pi appartati dei Prazeres, i Piaceri, lincredibile nome del cimitero di Lisbona. Adesso, disfatti dalle notti insonni, privi di qualsiasi esperienza amministrativa, dovevano governare il paese. Un happening stupefacente si

svolgeva ogni sera nelle strade della citt. Comizi, cortei, apparizioni di ufficiali e soldati accolte da appalusi scroscianti. Una specie di sagra della libert senza pi interruzioni, la pi colorita e strepitosa stagione anti-autoritaria che lOccidente avesse mai conosciuto. Usciti dal lungo letargo imposto dalla censura salazarista, i giornali erano una girandola di novit esilaranti. I toreri serano riuniti per fondare un sindacato: ma non volevano includervi i cavaleiros (i picadores della corrida spagnola), e la riunione era finita a pugni e calci. Anche i commessi di farmacia avevano tenuto unassemblea per denunciare lo sfruttamento subto dai padroni fascisti, eleggendo un comitato di lotta. Sera costituito il Movimento anarchico omo-

sessuale, e iniziava le sue attivit lassociazione Portogallo-Albania per far conoscere i gloriosi traguardi raggiunti dal popolo albanese sotto la guida del compagno Enver Hodja. In una foto di prima pagina si vedeva la cellula comunista dei camerieri e cuochi dellhotel Ritz, tra i marmi della hall, attorno a una bandiera rossa. Ma sotto a questo delizioso carnevale, covavano veri anche se assurdi progetti rivoluzionari. Avendo leggiucchiato e mal digerito il bric--brac marxista che infestava gi da anni le universit europee, molti dei capitani si vedevano nei panni di Trotskij o Kamenev. Alle loro spalle, prodigo di lezioni sulla presa del potere in stile bolscevico, cera il capo del Pc portoghese, lo stalinista Alvaro Cunhal. E nelle caserme, a stordirli di fole sui soviet degli operai e contadini, andavano mattina e sera centinaia di giovani della sinistra extraparlamentare convenuti da tutta Europa. Cos, un po per ignoranza, un po per vanit, una parte degli ufficiali del 25 aprile si convinsero che il Portogallo potesse essere trasformato in una democrazia popolare. In pochi mesi, lutopia duna rivoluzione sociale senza mezze misure, dun Ottobre portoghese, prese corpo tra gli ufficiali pi politicizzati. E nel marzo 75, dopo che il generale Spinola aveva tentato senza riuscirvi demarginarli, i capitani e maggiori pi vicini al Pc di Cunhal presero il potere. Nella notte tra l11 e il 12 marzo, nel corso duna lunga e

RIVOLUZIONE PACIFICA
Un soldato con un garofano sul fucile nella Lisbona della rivoluzione. A sinistra, la folla sale su un carro armato

convulsa seduta parlamentare, il sistema politico venne ribaltato e prese le forme dun regime militar-comunista. Nazionalizzazione delle banche e delle assicurazioni, una riforma agraria che segnava praticamente la fine della propriet terriera, tutti i poteri a un Consiglio della Rivoluzione capeggiato dal maggiore Vasco Gonalves, i cui componenti nutrivano una sola incertezza: se seguire la linea Fidel Castro, o quella Mao Zedong. La festa mobile sera ormai incupita. I banchieri in galera, le espropriazioni condotte da pattuglie dellesercito, il giornale socialista Repblica chiuso dautorit e senza spiegazioni. Di divertente, in quelle settimane, ci fu soltanto il cartello affisso sulla porta del Golf Club Estoril, sinal-

GABRIEL GARCA MRQUEZ

LA GENERAZIONE DEL SESSANTOTTO SCOPRE IL PORTOGALLO

Lisbona adesso una citt turbolenta. A partire dal giorno successivo alla Rivoluzione dei Garofani si avuta subito una esplosione di erotismo
A ruota libera 1974-1995

COS PER NOI GIOVANI NACQUE IL TURISMO POLITICO


MARCO FERRARI
i colpo si sbriciol la lontananza, la distanza, oltre la barriera franchista, oltre lorizzonte di El Greco, dei tzigani e dei templari, oltre gli speroni di arenaria della dormiente Spagna. Dove diavolo era il Portogallo? Non galleggiava in un sogno mobile chiamato Lusitania, tra Macao e la saudade, le spezie di Timor Est e lo schiavismo dAngola? Chi era mai a cantare Grandola Vila Morena sobillando i capitani dei garofani? Che musica era quel fado triste e angoscioso? Dopo la dolorosa pagina del golpe in Cile, finalmente si alzava un canto libero nella pi vetusta dittatura europea, 48 anni di isolamento, fascismo e brutalit. Cos, su due piedi, partimmo con la voglia di libert, una Due Cavalli gialla o una Simca grigia, un sacco a pelo, i Ray-Ban, la sciarpa di Truffaut, i pantaloni a campana, il tascapane, le canzoni di Rino Gaetano o Gilbert OSullivan in

FRANCIS FUKUYAMA

I portoghesi mostrarono che quegli osservatori stranieri che li avevano ritenuti non ancora maturi per la democrazia si erano proprio sbagliati
La fine della storia e lultimo uomo 1992

testa. Nomi come Otelo de Carvalho, Melo Antunes, Vasco Conalves correvano di bocca in bocca tra i randonneur della prima ora. A Lisbona la generazione della Nouvelle Vague che allarg gli spazi della geografia, del corpo e della mente incontr gli uomini stanchi che venivano dallesilio: trentanni a Praga, ventanni di calzolaio a Parigi e il mio amico Victor che aveva fatto lispettore dellUnit a Genova cercando di nascondere il suo accento lusitano e qualche documento del Pcp di lvaro Cunhal. Gli altri, i resistenti svegliati nella notte del 25 aprile da strani movimenti di carri armati, non avevano mai visto La corazzata Potemkin, non cantavano i Beatles e i Rolling Stones, non conoscevano Antonioni e Godard. Il mondo di apr anche per loro in una prospettiva continentale sino allora sconosciuta per un Paese ancorato agli scali della conquista, alle rotte del colonia-

MERCOLED 21 APRILE 2004

DIARIO

LA REPUBBLICA 41

LA GUERRA IN ANGOLA 1961-1974 Dopo 13 anni di guerra in Angola, e 11mila morti, il Movimento Das Foras Armadas prepara il golpe che porter alla rivoluzione di aprile. A capo c il generale Antonio De Spinola

MARCELO CAETANO 1968 Un ictus costringe Salazar a lasciare il potere nelle mani del suo delfino, Marcelo Caetano. Caetano avvia una cauta liberalizzazione. Dopo il colpo di Stato del 74 si a rifuger in Brasile

LA RIVOLUZIONE 25 APRILE 1974 Il 25 aprile un colpo di mano dei militari riporta la democrazia in Portogallo. La folla invade le strade e dona ai soldati i garofani rossi che diventeranno subito il simbolo della rivoluzione

COME GLI INTELLETTUALI EUROPEI REAGIRONO AL GRANDE MUTAMENTO PORTOGHESE

LA DISCESA DI SARTRE NEL CUORE DI LISBONA


BERNARDO VALLI
(segue dalla prima pagina) ettai unocchiata intorno per scoprire a chi fosse rivolta la sua soddisfatta attenzione e non vidi nessuno. Sartre sorrideva al vuoto. La sua vista era fragile. Scorgeva le ombre ma non riusciva a mettere a fuoco i volti. Le nostre voci avevano risvegliato la sua voglia di comunicare. Era l per questo. Era appena arrivato da Parigi, spinto dalla curiosit, attirato dalla rivoluzione, e noi potevamo offrirgli le prime testimonianze. In quel momento sopraggiunse Simone de Beauvoir: e con il tono di una governante in collera ci scacci come mosche. Disse che bisognava lasciarlo in pace. Il sorriso si spense sulle labbra di Sartre. Aveva voglia di parlare ma si rassegn. Quellapparizione del filosofo dellesistenzialismo a Lisbona rispecchiava la situazione. Il grande intellettuale, amico delle rivoluzioni, ormai sul viale del tramonto, gettava il suo sguardo spento su una rivolta tardiva, esplosa ai limiti dellEuropa, dove i profondi orizzonti atlantici ti fanno sentire ai confini di un universo. Limmagine era malinconica, come lo era per tanti aspetti la rivoluzione dei garofani. Era struggente e a tratti surreale. Sentenziava con orgoglio un segretario del dittatore defunto, che aveva governato per quasi quattro decenni ed era morto quattro anni prima, appena in tempo per evitare la rivoluzione: Il professor Salazar ha protetto fin che ha potuto il Portogallo dallavvenire. Aveva ragione. Il professore, inflessibile e parsimonioso, nemico della libert e della modernit, detestava tutto ci che poteva apparire un progresso. Niente novit: n democrazia, n blue jeans, n grattacieli, n hamburger, n autostrade, n plastica, n musica rock. Salazar, il risparmiatore, aveva lasciato i portoghesi poveri in canna, e le casse dello Stato ricolme di lingotti doro. Allimprovviso lavvenire avelaggi dellAlentejo, poveri e candidi, non cera un centimetro di materie sintetiche. I contadini avevano calzature di panno. Durante le marce di protesta, che spesso si concludevano con loccupazione dei latifondi, si udiva un fruscio, interrotto da uno slogan sussurrato: Dar o poder ao povo. Sui muri immacolati di Evora le scritte rivoluzionarie di vernice rossa erano ferite sanguinolente. La guerra perduta aveva trasformato alcune frange dellesercito coloniale, addestrato a una lunga repressione, in avanguardie rivoluzionarie ansiose di decolonizzare la madre patria: di liberare il popolo portoghese dalle costrizioni dellinterminabile dittatura. Il Movimento dei capitani e dei maggiori animava assemblee in cui si auspicavano espropri e collettivizzazioni. Il comunista Alvaro Cunhal, reduce da decenni di galera e di torture, era guardato come una reliquia. Il suo portamento dignitoso suscitava lammirazione di alcuni giornalisti conservatori, che lo coprivano di elogi; mentre osservavano con ironia, o addirittura con disprezzo, il moderato Mario Soares, socialista riformatore ed europeista. Il cui volto paffuto non era romantico come quello di Cunhal. Ero allora inviato del Corriere della Sera a Lisbona e venivo puntualmente accusato dagli uni di essere comunista e dagli altri di essere un reazionario. Lisbona era la meta di ininterrotti pellegrinaggi politici. I quotidiani italiani arrivavano nel pomeriggio in unedicola del Rossio, la grande piazza nel cuore della capitale, e le corrispondenze dal Portogallo venivano analizzate e discusse, spesso duramente criticate, dai giovani di mezza Italia venuti a partecipare alla rivoluzione. Spesso dovevo difendermi come davanti a un tribunale. Le passioni erano forti, in tutta Europa. A Parigi, il socialista Franois Mitterrand, non ancora al potere, alimentava la polemica con i comunisti francesi (con i quali negoziava un programma comune), sostenendo Mario Soares contro Alvaro Cunhal. In Italia, dove era dattualit il compromesso storico, democristiani e comunisti condannavano con solennit, insieme, la messa al bando di un insignificante, quasi inesistente partito portoghese di estrema destra che di democristiano aveva soltanto il nome. Era un modo di favorire lincerto progetto politico interno. Un giornale socialista (Repblica), costretto a cessare le pubblicazioni per uno sciopero dei tipografi in larga parte comunisti, divent il simbolo della libert di stampa in Europa. E quando i redattori di una radio cattolica di Lisbona dichiararono lo sciopero per avere un aumento di stipendio, e la messa domenicale non fu trasmessa, lItalia democristiana insorse indignata ritenendo che si trattasse di un sopruso dei rivoluzionari portoghesi. La rivoluzione dei garofani sollev una grande euforia. Accese speranze e paure. Non fu una tragedia. A volte fu una festa. A volte un dramma. Il buon senso dei portoghesi, e labilit di Mario Soares, il meno eroico, il meno romantico dai leader di Lisbona, riuscirono a condurla verso la democrazia.

GLI AUTORI
Marco Ferrari, giornalista e scrittore, autore di Alla rivoluzione sulla due cavalli (Sellerio). Il testo di Jos Saramago del Sillabario tratto da Teatro (Einaudi). Antonio Tabucchi fra i massimi conoscitori di cose portoghesi e di Fernando Pessoa. Il suo ultimo romanzo Tristano muore (Feltrinelli) va fatto irruzione nella societ segregata, mandando in frantumi tutte le barriere. La gente correva affannosamente per recuperare il lungo tempo perduto, viveva in pochi mesi tutte le tappe della storia che aveva saltato, isolata come era allestremit del continente. Adesso bruciava le tappe, con ingordigia, non ne mancava una, in uno stato di preoccupata ebbrezza, senza abbandonarsi alla violenza. I portoghesi non amano le esagerazioni. E quando possono evitano gli estremismi. Nelle corride non ammazzano il toro. Gli scontri tra unit rivali, tra reparti rivoluzionari e reparti controrivoluzionari, assomigliavano alle battaglie navali che facevamo sui banchi di scuola, al ginnasio. Capitava che i comandanti nemici si telefonassero: In quanti siete?. Chi poteva dichiarare una superiorit numerica aveva vinto. Laltro si ritirava. Rari furono i morti. Ma rapidi, precipitosi, furono i ritmi della rivoluzione. E lEuropa intera li segui con il fiato sospeso, immedesimandosi in quel che accadeva a Lisbona, e al tempo stesso travisando il senso degli avvenimenti, per poterli adattare alle proprie realt. E quindi strumentalizzarli. Farne dei fantasmi. In questo la rivoluzione dei garofani fu surreale. Cera stata una guerra. Una guerra perduta, quella coloniale in Angola e nel Mozambico e in Guinea, che aveva lasciato il Portogallo senza impero, vale a dire ridotto a un piccolo paese, periferico e sottosviluppato. Ma un paese pieno di vita, tenace, e ansioso di fare tutte le esperienze che gli erano state proibite o risparmiate. Ci si poteva scandalizzare dei ritardi portoghesi, nel mezzo degli anni Settanta, ma quei ritardi a volte non erano privi di fascino. Nel cuore di Lisbona cerano monumenti equestri che sembravano del Settecento, e che invece erano usciti dalle fonderie appena qualche decennio prima. Nel Novecento. E nessuno aveva osato ferire con autostrade i boschi dellAlgarve. Al punto che Salazar poteva essere considerato un grande ecologista. Detestava i ponti sul Tago. Non tanto, sembra, perch deturpavano il paesaggio, ma perch favorivano le comunicazioni: la socialit. Contribuivano a spezzare limmobilismo. Nei vil-

I FILM
ALLA RIVOLUZIONE SULLA DUE CAVALLI Il 25 aprile 1974 il portoghese Victor e litaliano Marco partono da Parigi su una Citren 2CV gialla per Lisbona finalmente liberata dalla dittatura: lungo il tragitto recuperano la vecchia compagna di scorribande Claire amata da entrambi Di Maurizio Sciarra (2001) CAPITANI DAPRILE Portogallo, la notte tra il 24 e il 25 aprile 1974 sui blindati diretti a Lisbona: mentre le forze armate si ribellano a Salazar, la rivoluzione dei garofani, si intrecciano le storie dei giovani capitani Di Maria de Medeiros (2000) SOSTIENE PEREIRA Mentre avanza la dittatura di Salazar, lanziano giornalista (Marcello Mastroianni) si occupa stancamente della pagina letteraria del Lisboa. Lincontro con il dottor Cardoso, con il giovane comunista Monteiro Rossi e con la sua fidanzata, lo porteranno a prendere coscienza del drammatico momento storico

lora frequentato dagli ex regnanti esuli in Portogallo, dalla vecchia aristocrazia, da qualche finanziere. Era un cartello scritto a mano con la vernice nera, decorato di falce e martello, e diceva: Laccesso al club proibito solo e soltanto ai soci. Poich si trattava di unutopia, e poich ad animarla erano uomini con idee fortunatamente deboli e confuse, il progetto di fare del Portogallo una democrazia popolare fran rapidamente. A novembre, la reazione congiunta dei settori moderati dellesercito e del socialista Soares scardin il Politburo del Tago. La rivoluzione dei capitani, e il turismo politico che aveva ingenerato, ebbero fine. Si spensero le luci e Lisbona torn alla sua solita, tenera malinconia.

FESTA POPOLARE
A destra, la folla in festa insieme ai militari. Questo fu uno degli aspetti particolari che caratterizzarono la rivoluzione portoghese

VITTORIO FOA
Ancora unimmagine dei giorni di aprile del 1974 a Lisbona con i soldati festeggiati dalla popolazione per la fine della dittatura, la pi lunga dEuropa

La rivoluzione dei garofani, che liquid il regime, fu realizzata senza spargimento di sangue da un gruppo di giovani democratici
Questo Novecento 1996

lismo, persosi nelle mangrovie di Bissau o nelle erbe di Goa, diventato pazzo nelle foreste del Mozambico o invalido nelle paludi di Amilcar Cabral. Il cielo terso di Lisbona, lodore dei pulitori di scarpe del Rossio, gli strilloni di Repblica, le bettole dellAlfama, i locali del Bairro Alto e le manifestazioni in Rua Augusta sembravano contenere tutte le illusioni del mondo. Dur quattro giorni la Rivoluzione dei Garofani, aperta alle 3 e mezzo di gioved 25 aprile 1974

dalla canzone malinconica di Jos Afonso e chiusa domenica 28 aprile a mezzogiorno con larrivo da Parigi del treno Sud Express colmo di esiliati illustri. Nel mezzo cerano stati quattro morti e una ventina di italiani, francesi e tedeschi dispersi e poi ritrovati sulle vie dei pellegrini, senza benzina, con la coppa dellolio rotto o fermati dalla Guardia Civil. La Rivoluzione vera inizi dopo, nel settembre 1974, con lo sguardo austero di Costa Gomes e i viaggi organizzati da Lotta Continua. La nuova costituzione del 2 aprile 1976 voluta da Antonio Eanes concluse la fase concitata dellidealismo rivoluzionario e port il Portogallo in Europa. I garofani appassirono quasi subito, il sorriso della giovent fu bruciato dal fuoco dalle P38 e tutto si fece nostalgia. Nel 1988, poi, la Citron dopo aver prodotto 5.163.893 esemplari di 2CV decise di mandare in pensione la perfezione.

MANLIO CANCOGNI

Il 25 aprile tutti in Europa fummo commossi, e anche un po preoccupati da ci che stava accadendo sulle rive del Tago Lebbrezza dur settimane, mesi
Uno sguardo dal ponte 1987

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro


(con GLI ABITANTI DI HEMS 8,80)

9 770390 107009

ALVOHXEBbahaajA CIDEDSDQDF
40421

Anno 29 - Numero 94

0,90 in Italia

mercoled 21 aprile 2004


1,40); Regno Unito Lst. 1,30; Rep. Ceca Kc 56; Slovenia Sit. 280; Spagna 1,20 (Canarie 1,40); Svezia Kr. 15; Svizzera Fr. 2,80; Svizzera Tic. Fr. 2,5 (con il Venerd Fr. 2,80); Ungheria Ft. 350; U.S.A $ 1. Concessionaria di pubblicit: A. MANZONI & C. Milano - via Nervesa 21, tel. 02/574941

SEDE: 00185 ROMA, Piazza Indipendenza 11/b, tel. 06/49821, Fax 06/49822923. Spedizione abbonamento postale, articolo 2, comma 20/b, legge 662/96 - Roma.

PREZZI DI VENDITA ALLESTERO: Austria 1,85; Belgio 1,85; Canada $ 1; Danimarca Kr. 15; Finlandia 2,00; Francia 1,85; Germania 1,85; Grecia 1,60; Irlanda 2,00; Lussemburgo 1,85; Malta Cents 50; Monaco P. 1,85; Norvegia Kr. 16; Olanda 1,85; Portogallo 1,20 (Isole

INTERNET www.repubblica.it

AB

Strage nel carcere a Bagdad, colpito dai mortai della guerriglia. La Spagna agli Usa: Dicevate che eravamo irrilevanti

DIARIO

Ore decisive per gli ostaggi


Berlusconi: attesa fiduciosa. La Croce Rossa entra a Falluja
LE IDEE

La rivoluzione dei garofani che sedusse anche Sartre

CHI SI OPPONE IN IRAQ


GUIDO RAMPOLDI
UAL il volto della guerriglia irachena? E quale nome dare a quel sovrapporsi di incappucciati, kamikaze, rapitori dostaggi, ayatollah, pistoleros e religiosi? La destra li considera in blocco terroristi. Per la stampa anglosassone spesso sono resistence. Tradotto in resistenza nelle prose della nostra stampa comunista, quel termine assume una certa nobilt. Rimanda alla lotta di liberazione che ha fondato la nostra democrazia. E questo lorizzonte della guerriglia irachena? Chiunque oggi ricerchi a Bagdad la passione per quella meravigliosa avventura della libert di cui racconta il ragazzo-partigiano Giorgio Bocca nel suo ultimo libro, pu trovarla tra coloro che Liberazione per coerenza deve considerare i collaborazionisti. E cio quanti hanno colto nellinvasione la possibilit di costruire una qualche democrazia. SEGUE A PAGINA 17

La sinistra europea davanti a Zapatero


MARC LAZAR
N QUESTA primavera del 2004, la sinistra europea si trova in una situazione contraddittoria. Nei Paesi in cui esercita il potere in difficolt, o sulla difensiva, logorata com dalla gestione della cosa pubblica e di scelte contestate dagli elettori. Dopo la Grecia, dove il 7 marzo il Pasok ha perso le elezioni, anche i socialdemocratici tedeschi hanno subito alcuni rovesci elettorali; la popolarit dellSpd scesa ai livelli pi bassi, e i sondaggi danno esiti disastrosi. In Gran Bretagna, Tony Blair sta attraversando un momento periglioso: gli elettori non gli perdonano il suo impegno in Iraq. Per converso, altrove la sinistra socialista sembra aver ripreso vigore. I casi della Spagna e della Francia si rivelano particolarmente interessanti. Sia il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) che il partito socialista francese (Ps) sembravano condannati a rimanere a lungo allopposizione. SEGUE A PAGINA 17

BERNARDO VALLI
ARRIVO di Jean Paul Sartre allhotel Mundial, dove eravamo accampati noi giornalisti, nel cuore di Lisbona, ci colse di sorpresa. Era seduto a un tavolo del ristorante, allultimo piano, ed era solo. Mi avvicinai con due colleghi francesi e lui ci sorrise. Ma mi resi conto che il suo sguardo era rivolto altrove. Meglio, oscillava, come alla ricerca di un punto su cui posarsi. SEGUE A PAGINA 41

Un convoglio della Croce Rossa in Iraq

SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 7

A Milano lAtm dichiara di aver perso 5 milioni di euro in 3 mesi. A Roma trote salva-vita nellacquedotto

Psicosi attentati, passeggeri in fuga dal metr


FRANCESCHINI, MATTONE, MOLA e PIANO A PAGINA 8

La Corte costituzionale si prepara a dire no alle norme sullespulsione coatta dei clandestini

LERRORE DEI BUSHISTI


GIORGIO BOCCA
L PROFESSOR Sartori ha inventato il neologismo ciecopacista per dire un pacifista virtuoso ma utopico, senza un serio rapporto con la realt. Ma c una specie a nostro avviso peggiore, quella dei ciecobushisti, che si rifiutano di guardare alla guerra irachena come e non come vorrebbero che fosse. Il primo e pi grave errore dei ciecobushisti di negare che esista una resistenza irachena, una negazione che ha dello schizofrenico: questa resistenza pu contare su due moventi che alle resistenze europee contro il nazismo e il fascismo mancavano: il fanatismo religioso e la miscela esplosiva della miseria con la voglia di indipendenza. SEGUE A PAGINA 17

Immigrati,leggeversolabocciatura
DOSSIER

Lhappening portoghese
SANDRO VIOLA
L SALAZARISMO lo conoscevo bene. Un regime asfittico e senile, insieme autoritario e rammollito, avvolto in un sentore di sacrestia. Neppure il franchismo, al di l della frontiera, appariva tanto sclerotico e obsoleto. Ma il professor Antonio de Oliveira Salazar, luomo che impersonava il regime e governava il Portogallo dallinizio degli anni Trenta (un uomo di umili origini, educato in seminario, cui ogni santa sera veniva servita la stessa minestra contadina) credeva nelle virt dellimmobilismo. SEGUE A PAGINA 40 FERRARI, SARAMAGO e TABUCCHI ALLE PAGINE 39, 40 e 41

Governo battuto sulle discoteche. Fini: lanarchia della Lega I

Sono italiane le banche pi care


I costi dei conti correnti e dei servizi sono da record Negli 11 Paesi pi industrializzati solo la Norvegia pi cara
ANDREA GRECO

Il cliente medio in Svezia paga 183 euro lanno In Italia si arriva a 206 Le cause? Tanti balzelli e poca concorrenza
A PAGINA 15

ROMA La legge sullimmigrazione verso la bocciatura: la Consulta sta per dichiarare illegittima la norma che consente di espellere un clandestino accompagnandolo forzatamente alla frontiera. Si tratta di uno dei cardini della Bossi-Fini, che stata approvata nel 2003: secondo i giudici della Consulta, contrasta con larticolo 13 della Costituzione che tutela la libert personale. Per la Casa delle libert stata una giornata di tensione: ieri il governo stato battuto sulla legge per le discoteche. Alleanza nazionale accusa la Lega: Sta vivendo una fase di anarchia. ALLE PAGINE 9, 10 e 11

Limprenditore, appassionato sportivo, morto ieri a Milano dopo una non lunga malattia

www.laterza.it chiedi a un libraio


Paul

CON REPUBBLICA

Falck, una vita tra acciaio e vela Krugman


Lagente investito, arrestati
NATALIA ASPESI

Oggi in edicola Gli abitanti di Hems Il capro espiatorio

Reggio Emilia rapinatori uccidono poliziotto


JENNER MELETTI A PAGINA 24

MILANO IORGIO Falck morto ieri notte nel suo grande appartamento, nellappartato e signorile palazzo chiamato in citt la Casa del Cedro, dopo una non lunga malattia: eppure sino a pochi mesi fa capitava di incontrarlo nelle case di amici, forse un po pallido e smagrito, ma sempre con il suo disarmante, affettuoso sorriso quasi infantile, accanto allamatissima (terza) moglie, una sottile, elegante, raggiante, quasi efebica signora tanto pi giovane di lui. SEGUE A PAGINA 13 SASSO A PAGINA 13

Poteva essere come Linate

Aereo si scontra con un camion strage sfiorata a Trieste


ENRICO BONERANDI A PAGINA 23

La deriva americana
La critica pi autorevole e documentata allAmerica di Bush.

Editori

Laterza

Il libro di August Strindberg a richiesta con Repubblica a soli 7,90 euro in pi. E domani la poesia tedesca