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Bozza 21 dicembre 2011

ISTITUTI PROFESSIONALI

LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO

Secondo biennio e quinto anno

(D.P.R. 15 marzo 2010, n.8 , ar!"#o$o 8, #omma %&

Bozza 21 dicembre 2011

Vieni a vedere dove nasce il futuro

La scuola pu svolgere appieno il suo compito se si presenta come una comunit accogliente ed esperta, fondata su un patto educativo; una comunit che aiuta i giovani all'esercizio della cittadinanza attiva e responsabile, all'esperienza del metodo democratico, al rispetto della legalit, al valore della gratuit e del dono nelle relazioni personali, all'importanza del bene comune. Per questi riferimenti etici non diventano prassi coerente se nella scuola manca un'anima, una comune ispirazione, una prospettiva, una passione che coinvolge allievi e docenti nel gusto della scoperta, della ricerca, nella costruzione del sapere, nella soddisfazione di creare qualcosa di nuovo, di proprio, di distintivo; qualcosa che dia significato alla propria storia, alle proprie scelte, ad un progetto di una societ pi giusta e solidale. e !artin Luther "ing disse #$ have a dream# e non, invece, #%o un piano quinquennale#, evidentemente un motivo c'&' gli uomini hanno bisogno di condividere un sogno per dare il meglio di se stessi, devono poter immaginare in modo discontinuo ci che potrebbe realizzarsi. (ggi, in un mondo sempre pi complesso e in continua trasformazione, l'immaginazione & il valore aggiunto per quanti vogliono creare qualcosa di nuovo sul piano culturale, formativo ed economico.

Per gli uomini e per le organizzazioni, il futuro appartiene a chi sa immaginarlo

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INDI'E
Pr(m())a * Finalit e struttura delle Linee Guida

1. Lo sviluppo Professionali

della

nuova

offerta

formativa

degli

Istituti

1.1 La +ro)+(!!",a #-$!-ra$( ( +ro.())"ona$( 1.1.1 La dimensione professionalizzante dellIstruzione Professionale 1.1.2 Le nuove competenze richieste in relazione allevoluzione delle filiere professionali 1.1.3 Lo sviluppo della qualit dellistruzione professionale 1.2 La +ro)+(!!",a #-rr"#-$ar( 1.2.1 Larticolazione del secondo biennio e del quinto anno per la promozione progressiva delle competenze degli studenti 1.2.2 Lofferta sussidiaria e il raccordo con il sistema di istruzione e formazione professionale regionale 1.2.3 Lorientamento alla scelta post secondaria! al lavoro ed alle professioni

2.

spetti didattici e organi!!ativi specifici

2.1 I$ ra##or/o !ra $( /")#"+$"n( /($$0ar(a 1(n(ra$( ( /($$( ar(( /" "n/"r"zzo 2.2 La 1()!"on( /($$0a$!(rnanza, /(" !"ro#"n" ( /($$o )!a1( 2.2.1 "tage e tirocini 2.2.2 #lternanza scuola lavoro 2.2 La 1()!"on( /($$( 3-o!( /" a-!onom"a ( .$())"4"$"!5 2.3.1 La quota di autonomia 2.3.2 La quota di flessibilit 2.6 La .ormaz"on( a$$a )"#-r(zza ( a$ 4(n())(r( n(" $-o17" /" $a,oro 2.5 I$ 'LIL n(1$" I)!"!-!" Pro.())"ona$" 2.% S#"(nz( mo!or"( ( )+or!",( ALLEGATO A&* /(#$"naz"on( /(" r")-$!a!" /" a++r(n/"m(n!o "n #ono)#(nz( ( a4"$"!5

+(r "$ )(#on/o 4"(nn"o ( +(r "$ 3-"n!o anno


A.1 S(!!or( )(r,"z" A.2 S(!!or( "n/-)!r"a ( ar!"1"ana!o

Bozza 21 dicembre 2011

Premessa
F"na$"!5 ( )!r-!!-ra /($$( L"n(( G-"/a Queste Linee Guida si riferiscono al passaggio al nuovo ordinamento degli Istituti Professionali relativamente al secondo biennio e al quinto anno a norma dell!articolo " comma # del regolamento emanato con il d$P$%$ 1& marzo 2010 n$ "'$ (sse costituiscono il completamento delle indicazioni relative al primo biennio emanate con )irettiva del *inistro n$ #& del 2" luglio 2010 ed intendono mettere in rilievo gli aspetti pi+ innovativi del percorso curricolare soprattutto nell!ottica della funzione di orientamento alle successive scelte c,e lo studente - c,iamato a fare$ Possibilit. di scelte orientate verso il mondo del lavoro il mondo accademico e c,e si intrecciano con un innovativo /cantiere0 1 appena avviato in Italia 1 concernente l!offerta formativa degli Istituti 2ecnici 3uperiori c,e vede in prima linea proprio gli Istituti Professionali$ Le Linee Guida sono state redatte a partire delle proposte del Gruppo tecnico nazionale operante presso il )ipartimento per l!Istruzione sulla base di un confronto con centinaia di docenti e dirigenti degli Istituti Professionali di tutta Italia coinvolti 1 anc,e a distanza 1 tramite il sito dell!I4)I%( 5e6 743738 999$nuoviprofessionali$indire$it$ 4el loro impianto essenziale sono state presentate alle Parti sociali alle 7ssociazioni professionali e disciplinari agli 7ssessorati regionali e al :oordinamento 2ecnico della I; :ommissione della :onferenza delle %egioni per la stretta connessione tra l!offerta formativa dell!istruzione professionale e l!offerta sussidiaria di Istruzione e <ormazione Professionale 5Ie<P8 relativa ai percorsi triennali di qualifica e ai diplomi quadriennali$ 7 questo riguardo con l!Intesa in :onferenza =nificata del 1# dicembre 2010 sono state definite le Linee Guida /per gli organici raccordi tra i percorsi degli istituti professionali ed i percorsi di istruzione e formazione professionale 5I$e<$P$80 previste dall!art$ 13 della legge n$ >0?0'$ I contenuti dell!Intesa sono oggetto di specifico approfondimento al successivo paragrafo 1$2$2$ In continuit. con le Linee Guida relative al primo biennio questo documento non si pone come un prescrittivo /programma ministeriale0 ma vuole costituire un sostegno all!autonomia delle istituzioni scolastic,e per un!adeguata definizione del piano dell!offerta formativa e una efficace organizzazione del curricolo$ In quest!ottica i contenuti curriculari espressi vanno intesi come una base di riferimento per la programmazione didattica di istituto di classe e di insegnamento@ esse vanno pertanto assunte come un punto di partenza c,e dovr. essere arricc,ito e migliorato nel tempo attraverso il coinvolgimento di tutti gli operatori interessati$ Il buon esito del processo di riorganizzazione - legato al pieno coinvolgimento delle componenti del mondo della scuola e all!efficacia delle strategie c,e le singole istituzioni scolastic,e nella loro autonomia sapranno elaborare$ In questa prospettiva - evidente la funzione centrale dei docenti dei dirigenti scolastici e degli organismi c,e operano nella 3cuola per rendere possibile la progressiva attuazione A attraverso tutti gli strumenti messi a disposizione A delle innovazioni introdotte$ Le Linee Guida sono strutturate inB una introduzione in cui sono ric,iamati da un lato alcuni elementi generali relativi ai nuovi curricoli degli Istituti Professionali dall!altro alcune indicazioni didattic,e e organizzative specific,e$ 2ali riferimenti sono da considerarsi A sul piano metodologico e didattico 1 integrativi rispetto alle Linee Guida del primo biennio@

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Bozza 21 dicembre 2011 due allegati c,e confermano 1 con alcuni adattamenti 1 il modello adottato per il primo biennio e riportano i risultati di apprendimento relativi ai settori /3ervizi0 e /Industria e 7rtigianato0 declinati per ciascuna disciplina in conoscenze abilit. e competenze$

Le presenti Linee Guida non comprendonoB 1 1 le opzioni Cart$ " comma > lett$ c8Dla cui definizione sar. oggetto di un apposito decreto interministeriale@ indicazioni relative ad eventuali prove nazionali e?o a certificazioni ric,ieste in itinere o finali$ 2ali indicazioni saranno oggetto di successive specific,e disposizioni anc,e in rapporto al nuovo esame di 3tato$

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1 " Lo sviluppo della nuova offerta formativa degli Istituti Professionali


1.1 La +ro)+(!!",a #-$!-ra$( ( +ro.())"ona$( Le Linee Guida del secondo biennio e del quinto anno mirano a sviluppare una nuova idea di /cultura professionale0 per le nuove generazioni$ 2ale tema si pone oggi infatti entro un orizzonte generale in cui la cultura va vista come un tutto unitarioB non esiste un rapporto di gerarc,ia tra pensiero e azione /Ein realt. il pensiero legato fortemente all!azione quindi sostanzialmente questa separazione fra corpo e mente fra testa e braccia - frutto di pregiudizi$ Fa superata l!impostazione c,e attribuisce l!assoluta prevalenza della teoria sulla prassi dell!approccio deduttivo su quello induttivo del sapere sul saper fare delle attivit. intellettuali su quelle pratic,e$ 5cfr$ )ocumento base /Persona 2ecnologie e professionalit.0 marzo 200"8$ Questa visione /alta0 delle finalit. di un!educazione integrale in grado di contemperare intelligenza pratica e preparazione culturale - la sfida principale dei nuovi Istituti Professionali c,e intende superare il luogo comune storicamente prodotto di rappresentare un!offerta prevalentemente destinata ad una particolare tipologia di utenza$ )i qui la necessit. di ripensare a fondo la natura culturale della vocazione professionalizzante dei percorsi per coglierne le opportunit. sul piano didattico ed occupazionale$ Le Linee Guida del secondo biennio e del quinto anno ripropongono quindi il tema dell!identit. dell!Istruzione Professionale c,e in questi segmenti formativi deve trovare una pi+ incisiva connotazione$ 3e - vero infatti c,e l!Istruzione 2ecnica e l!Istruzione Professionale sono accomunate dal collegamento con il territorio e le esigenze da questo espresse ciG c,e connota gli Istituti Professionali - l!obiettivo di far acquisire al diplomato nell!ambito di settori produttivi relativamente ampi capacit. operative c,e lo mettano in grado di applicare le tecnologie a processi specifici e di prospettare e realizzare soluzioni anc,e innovative$ :apacit. c,e non possono prescindere da una adeguata conoscenza dei fondamenti scientifici e tecnologici dei processi$ Il carattere distintivo della formazione proposta dagli Istituti Professionali - quindi quello di assicurare allo studente l!acquisizione delle necessarie competenze per personalizzare gli usi delle tecnologie in contesti con assetti organizzativi e strumenti tecnologici specifici$ 1.1.1 La dimensione professionali!!ante dell#Istru!ione Professionale Il nuovo ordinamento previsto dal %egolamento di riordino degli Istituti Professionali individua nella /cultura del lavoro0 l!ancoraggio principale su cui sviluppare i nuovi percorsi finalizzati a promuovere un profilo armonico ed integrato di competenze scientific,e tecnic,e ed operative costitutive di figure professionali di livello intermedio in grado di assumere adeguate responsabilit. nei settori produttivi e nei servizi$ I nuovi percorsi in linea con le indicazioni europee concorrono alla formazione del cittadino nella societ. della conoscenza e tendono a valorizzare essenzialmente la persona nel suo ruolo lavorativo$ Il diplomato dell!istruzione professionale - pertanto /una persona competente consapevole sia delle potenzialit. sia dei limiti degli strumenti tecnici di trasformazione della realt. cosH da dialogare con tutte le posizioni in gioco e sviluppare un contributo cooperativo per il bene umano e sociale0$ Quanto sopra - in linea con le innovazioni c,e ,anno caratterizzato il mercato del lavoro$

Bozza 21 dicembre 2011 4el passato l!Istruzione Professionale aveva prioritariamente il compito di fornire alle imprese /forze1lavoro0 inserite all!interno di un!organizzazione routinaria c,e non valorizzava gli apporti creativi e soggettivi della persona$ Il cambiamento pi+ rilevante degli ultimi anni ,a riguardato il superamento di una concezione meramente operativa del ruolo del lavoratore nei processi produttivi interessati dalle trasformazioni indotte dalle tecnologie dell!informazione e della comunicazione c,e ,anno modificato i modelli organizzativi del lavoro$ La societ. complessa e la crescita di valore dei fattori immateriali ric,iedono ad ogni cittadino competenze pi+ ampie per orientarsi nella complessit. del reale per avere consapevolezza delle proprie potenzialit. per fronteggiare l!incertezza per cooperare con persone anc,e di altre culture$ Il passaggio dal concetto di forza1lavoro a quello di risorse umane e pi+ di recente a quello di capitale umano pone lIaccento sulla qualit. del lavoro come fattore in grado di determinare il risultato dellIintero processo produttivo e la crescita economica$ Il processo di crescita - tanto maggiore quanto pi+ elevata - la qualit. del lavoro in grado di creare tecnologia e di utilizzarla in modo appropriato$ La componente principale c,e determina il capitale umano - oggi individuata non tanto nell!addestramento quanto nel nesso tra istruzione e formazione c,e diventa il nuovo volano della crescita dello sviluppo e della coesione sociale Il fattore di /professionalit. del lavoro0 c,e oggi viene ric,iesto risiede pertanto nell!assumere responsabilit. in riferimento ad uno scopo definito e nella capacit. di apprendere anc,e dall!esperienza ovvero di trovare soluzioni creative ai problemi sempre nuovi c,e si pongono$ 3i tratta di una disposizione nuova c,e supera la figura del /qualificato0 del passato per delineare un tipo di lavoratore consapevole dei suoi mezzi imprenditivo c,e ama accettare le sfide con una disposizione alla cooperazione c,e - in grado di mobilitare competenze e risorse personali per risolvere i problemi posti entro il contesto lavorativo di riferimento$ Quanto sopra - in linea con le finalit. educative dei percorsi iniziali di F(2 5$ocational %ducation and &raining8 oggi sempre pi+ rilevanti in quanto strettamente connessi alla struttura economica e sociale del Paese$ :iG comporta da un lato il superamento della tradizionale dicotomia tra formazione professionalizzante ed educazione generale dall!altro lato apre il problema di come garantire il collegamento tra i sistemi formativi rispetto ai contesti territoriali ed alle loro vocazioni culturali ed economic,e$ Proprio la presenza di una tipologia di offerta F(2 ric,iede un equilibrio tra il quadro normativo nazionale e le autonomie regionali c,iamando in gioco maggiormente le risorse proprie dei poteri locali e delle forze della societ. economica e civile$ 1.1.2 Le nuove competen!e ric$ieste in rela!ione all#evolu!ione delle filiere professionali 7ttraverso il processo di riordino del sistema di istruzione secondaria superiore i nuovi Istituti Professionali sono c,iamati a cogliere l!evoluzione delle filiere produttive c,e ric,iedono nuovi fabbisogni in termini di competenze e ad offrire una risposta adeguata alle necessit. occupazionali$ L!impianto del nuovo ordinamento in particolare del secondo biennio e del quinto anno intende A in questo senso 1 favorire stabili alleanze formative con il sistema produttivo anc,e per rispondere alle sollecitazioni c,e provengono dalla dimensione sovranazionale$ 3econdo Italia 2'2'! infatti i giovani italiani /incontrano il lavoro in et. troppo avanzata rispetto ai coetanei di altri Paesi e per di pi+ con conoscenze poco spendibili anc,e per l!assenza di un vero contatto con il mondo del lavoro in ragione del noto pregiudizio c,e vuole c,e c,i studia non lavori e c,e c,i lavora non studi$0 5cfr$ %apporto J:3( 20108$ L!=nione (uropea inoltre invita gli 3tati membri /a sviluppare i partenariati tra il settore dellIistruzione?formazione e il mondo del lavoro in particolare associando le parti sociali alla '

Bozza 21 dicembre 2011 pianificazione dellIistruzione e della formazione0 per fare in modo /c,e le competenze necessarie per il proseguimento della formazione e lIingresso nel mercato del lavoro siano acquisite e riconosciute in tutti i sistemi di insegnamento generale professionale superiore e per adulti compreso lIapprendimento non formale ed informale0 5%uropa 2'2'(. <unzionale a questi obiettivi - anc,e il ruolo e lo sviluppo dei servizi di orientamento per realizzare concrete interazioni tra i bisogni della persona e quelli della societ. e del mondo del lavoro nella prospettiva dell!apprendimento lungo tutto l!arco di vita$ La risposta alle nuove esigenze formative - data dal %egolamento di riordino dei percorsi dell!Istruzione Professionale c,e all!interno dei due ampi settori di cui si compone 53ervizi A Industria e 7rtigianato8 persegue l!obiettivo di far acquisire agli studenti competenze spendibili direttamente nei vari contesti di vita di studio e di lavoro come collaborare alla soluzione dei problemi e sapersi gestire autonomamente anc,e in situazioni innovativeB obiettivi coerenti anc,e con quanto emerge da fonti di indagine pi+ recenti quale il )apporto %*celsior 2'1'. Questo innovativo sistema deve condurre al superamento di una concezione meramente addestrativa e funzionalistica dei percorsi di formazione per corrispondere al venire meno della gerarc,ia tradizionale del mondo del lavoro$ Per questo - di fondamentale interesse per il tessuto sociale e produttivo preparare giovani c,e siano in grado di conoscere la tradizione da cui provengono e di fornire il loro responsabile e fattivo contributo nei processi produttivi e di servizio$ 1.1.2 Lo ),"$-++o /($$a 3-a$"!5 /($$0")!r-z"on( +ro.())"ona$( Le premesse per lo sviluppo della qualit. negli Istituti Professionali sono contenute nel %egolamento di riordino c,e fornisce due indicazioni fondamentaliB il rinnovamento dell!Istruzione Professionale - parte della riorganizzazione del secondo ciclo del sistema di istruzione secondaria superiore affinc,K attraverso una maggiore razionalizzazione dell!utilizzo delle risorse umane e strumentali si raggiunga una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico@ la nuova definizione dei curricoli si fonda su un rinnovato profilo educativo culturale e professionale dello studente c,e tiene conto tanto del bisogno generale di formare cittadini consapevoli dotati di una base culturale tecnico1professionale solida e in possesso delle /competenze c,iave0 definite dall!=nione (uropea quanto dei bisogni formativi c,e emergono dai contesti occupazionali dei settori produttivi pi+ rilevanti$ Il raccordo tra la progettazione curricolare e la qualit. complessiva dell!offerta formativa proposto dal %egolamento trova un importante riferimento nelle %accomandazioni del Parlamento e del :onsiglio d!(uropa in particolare nel /Quadro (uropeo delle Qualific,e per l!apprendimento permanente0 5(Q<8 e in uno dei suoi strumenti fondamentali il /Quadro europeo di riferimento per l!assicurazione della qualit. dell!I<P0 5&he %uropean +ualit, #ssurance )eference frame-or. for $ocational %ducation and &raining A (Q7F(2 200L8$ La :ommissione (uropea ,a infatti fortemente sollecitato l!obiettivo del miglioramento della qualit. dei sistemi d!istruzione e formazione per incrementare la competitivit. e il dinamismo dellI(uropa e per poter rispondere alle esigenze di sviluppo della societ. della conoscenza$ Il limitato numero degli indirizzi 1 visti anc,e nelle loro articolazioni e opzioni c,e tengono conto delle esigenze delle realt. produttive territoriali pi+ rilevanti del sistema1Paese 1 risponde all!obiettivo di far acquisire agli studenti dell!Istruzione Professionale /in una dimensione operativa saperi e competenze necessari per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento0 per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l!accesso all! istruzione e formazione tecnica superiore o all!universit. uno dei primi parametri contenuti nella %accomandazione (uropea per la valutazione della qualit. dei sistemi scolastici$ "

Bozza 21 dicembre 2011 Il Profilo dello studente 5P$e$c$u$p$8 assegna grande rilevanza alle competenze trasversali ottenute dal rafforzamento e sviluppo degli assi culturali c,e caratterizzano l!obbligo d!istruzione tra cui assumono rilievo in particolare quelle relative alle capacit. di individuare e collaborare attivamente e costruttivamente alla soluzione di problemi e di assumere autonome responsabilit. nei processi produttivi e di servizio caratterizzati da innovazioni continue nonc,K di assumere progressivamente la responsabilit. dei risultati raggiunti anc,e nelle proprie scelte di vita e di lavoro$ Il rinnovamento dei curricoli altro parametro fondamentale della qualit. dei sistemi d!istruzione e formazione secondo le %accomandazioni europee in favore di un approccio centrato sullo studente si evidenzia in particolare nel riferimento ai risultati di apprendimento attesi al termine dei percorsi$ La declinazione in competenze conoscenze e abilit. proposta dalle Linee Guida a sostegno delle Istituzioni 3colastic,e autonome aumenta la possibilit. di sviluppare tenendo conto delle caratteristic,e territoriali e dell!utenza percorsi personalizzati adeguati ai contesti reali in cui si inseriscono$ :onsente inoltre di muovere un importante passo verso la comparabilit. di titoli e qualific,e voluta dall!($Q$<$ 5Quadro (uropeo delle Qualificazioni 8 al fine di garantire tanto la trasparenza dei percorsi formativi quanto la maggiore spendibilit. dei titoli e delle certificazioni acquisite nel pi+ ampio terreno dell!=nione anc,e in esperienze di mobilit. nazionale e internazionale$ 7lcuni dei curricoli sono stati gi. disegnati per dare la possibilit. agli studenti di accedere ad esami di certificazione o per l!accesso a particolari programmi di formazione come il settore dell!Istruzione e <ormazione 2ecnica 3uperiore$ Le 3cuole possono diversificare la loro proposta didattico1educativa adottando modelli c,e favoriscano la centralit. dello studente e la personalizzazione dei percorsi sia sul piano organizzativo ad esempio costituendo dipartimenti inter 1 o multidisciplinari 5si pensi all!educazione linguistica8 adottando approcci modulari e facilitando la permeabilit. tra gli indirizzi offerti anc,e al fine di recuperare gli abbandoni o proponendo modific,e al curricolo nell!ambito delle quote di autonomia in funzione dei bisogni degli studenti$ In tale prospettiva gli organici raccordi /di sistema0 con i percorsi dell! istruzione tecnica da un lato e della istruzione e formazione professionale regionale dall!altro garantendo il passaggio tra i sistemi facilitano l!orientamento o il ri1orientamento dei giovani in formazione consentono l!acquisizione di qualific,e e certificazioni professionali e la valorizzazione delle vocazioni personali$ Il miglioramento della qualit. dell!offerta di istruzione e formazione professionale si realizza inoltre con l!adozione di metodologie didattic,e innovative altro punto c,iave della %accomandazione europea per la qualit. fondate sia sull!ampio uso delle tecnologie informatic,e 5I28 sia sulla valorizzazione dell!approccio laboratoriale diffuso a tutte le discipline del curricolo$ 3i fa riferimento in particolare all!utilizzo di aule attrezzate con la lavagna interattiva multimediale 5LI*8 c,e consente di gestire l!attivit. didattica in modo pi+ efficace e funzionale ad una partecipazione /attiva0 degli studenti@ o ancor pi+ ad una didattica laboratoriale non legata ad uno specifico luogo fisico attraverso la quale lo studente - c,iamato ad affrontare le diverse problematic,e disciplinari con metodologie di tipo induttivo improntate alla pedagogia collaborativa del compito condiviso e del progetto c,e lo rendono protagonista degli apprendimenti$ Queste metodologie coinvolgono attivamente gli studenti nell!analisi e nella risoluzione di problemi mobilitano l!insieme delle loro risorse e aiutano a far cogliere l!interdipendenza tra dimensione teorica e dimensione operativa delle conoscenze fino a costruire dei saperi di tipo professionale$ La %accomandazione (Q7F(2 mette in luce come la qualit. sia il frutto di un processo di miglioramento continuo c,e dalla valutazione dei risultati raggiunti attraverso l!individuazione dei punti di forza e delle aree di criticit. riscontrati conduce a riprogettare e ridefinire la propria attivit.$ La qualit. - dunque anc,e la costante opera di monitoraggio previsto dall!art$ ' del %egolamento dei processi e risultati dell!attivit. scolastica e formativa per i quali dovranno essere adottati criteri descrittori e indicatori condivisi tra tutti coloro c,e agiscono nel e sul sistema L

Bozza 21 dicembre 2011 dell!istruzione e della formazione$ 2ra questi appaiono rilevanti il tasso di abbandono il tasso di occupazione al termine del percorso formativo e quello di utilizzazione delle competenze acquisite oltre alle valutazioni periodic,e dei risultati di apprendimento da parte dell!I4F7L3I$ Il %egolamento prevede c,e l!autonomia organizzativa e didattica delle scuole sia adeguatamente sostenuta nel passaggio al nuovo ordinamento$ 3aranno pertanto avviate opportune misure di accompagnamento tra le quali un piano di formazione e aggiornamento del personale pensato in funzione dello sviluppo dell!autonomia e a supporto degli aspetti pi+ innovativi dei nuovi percorsi degli Istituti Professionali$

1.2 La +ro)+(!!",a #-rr"#-$ar( 1.2.1 L#articola!ione del secondo biennio e del quinto anno per la promo!ione progressiva delle competen!e degli studenti La scelta dell!Istituto Professionale al quale ci si - iscritti all!inizio del secondo ciclo di istruzione comporta gi. una preferenza abbastanza c,iara sull!indirizzo degli studi$ 2uttavia nel corso del primo biennio tale orientamento va accompagnato consolidato e se necessario rimesso in discussione$ In quest!ultimo caso l!istituzione scolastica assiste lo studente e la sua famiglia al fine di individuare una soluzione pi+ adatta alle aspirazioni e alle potenzialit. c,e si sono evidenziate nei due anni precedenti$ 3e nella sede dell!Istituto Professionale esistono pi+ indirizzi il passaggio risulta pi+ agevole@ in ogni caso sarebbe utile costituire una rete di riferimenti anc,e con altre istituzioni scolastic,e c,e consenta il passaggio all!inizio del secondo biennio all!indirizzo pi+ consono alle vocazioni personali dello studente nel frattempo emerse$ Il consolidamento della scelta si - realizzato non solo con attivit. di informazione ma soprattutto attraverso la valorizzazione della dimensione orientativa degli insegnamenti d!indirizzo c,e connotano l!Istituto Professionale fin dal primo biennio$ 2ale orientamento si concretizza in particolare nell!utilizzo di metodologie attive in contesti applicativi legati al territorio e al mondo produttivo$ 4el secondo biennio gli aspetti scientifico1tecnologici tecnici e professionali sviluppati dalle discipline d!indirizzo assumono le connotazioni specific,e del settore di riferimento$ Le discipline nell!interazione tra le loro peculiarit. promuovono l!acquisizione progressiva delle abilit. e competenze professionali$ Gli assi culturali caratterizzanti l!obbligo di istruzione vengono rafforzati e sviluppati dall!integrazione tra i saperi linguistici e storico1sociali e i saperi tecnico1 professionali dall!adozione di metodologie condivise dalla valorizzazione dei diversi stili di apprendimento nonc,K dallo sviluppo delle competenze c,iave di cittadinanza$ 7 tale proposito assume particolare rilevanza l!attenzione posta agli aspetti della sicurezza nei luog,i di lavoro e alla tutela della salute e dell!ambiente in relazione ai contesti produttivi$ Il ricorso al Mlaboratorio! come luogo elettivo per l! apprendimento consente di introdurre progressivamente lo studente ai processi e ai contesti produttivi e organizzativi aziendali nonc,K alle figure professionali di riferimento$ Questa metodologia insieme all!alternanza scuola1lavoro e agli stage aziendali costituisce un elemento fondamentale del continuo processo di orientamento c,e nel secondo biennio favorisce la riflessione degli studenti sulle scelte operate e le rende pi+ fondate e consapevoli$ Il quinto anno si caratterizza per essere il segmento del percorso formativo in cui si compie quellIaffinamento della preparazione culturale tecnica e professionale c,e fornisce allo studente gli strumenti idonei ad affrontare le scelte per il proprio futuro di studio o di lavoro$ (sso punta infatti a sviluppare una conoscenza sistemica della filiera economica di riferimento idonea anc,e ad orientare la prosecuzione degli studi a livello terziario con particolare riferimento agli Istituti 2ecnici 3uperiori$ 10

Bozza 21 dicembre 2011 Le discipline dell!7rea di indirizzo assumono connotazioni specific,e con l!obiettivo di far raggiungere agli studenti del quinto anno adeguate competenze professionali di settore$ Lo sviluppo delle competenze si realizza soprattutto attraverso un collegamento forte con la realt. produttiva del territorio e tende a sviluppare una prospettiva Mglocal! c,e guarda alle dinamic,e globali relative al settore economico1produttivo di interesse a partire dalla valorizzazione delle peculiarit. e delle particolarit. culturali del territorio in cui si opera$ 7 questo si aggiungono l! attenzione agli aspetti di personalizzazione dei prodotti e dei servizi anc,e attraverso l!uso delle tecnologie innovative e del pensiero creativo l!analisi e la soluzione di problemi relativi all!innovazione tecnologica e organizzativa del settore produttivo specifico in modo da far cogliere allo studente la concreta interdipendenza tra domanda di prodotti e servizi tecnologie e tecnic,e operative$ In una prospettiva curricolare c,e vede il secondo biennio e il quinto anno come un percorso unitario di costruzione e consolidamento delle competenze di profilo - possibile anticipare al secondo biennio alcuni risultati di apprendimento di filiera solitamente riferiti alle quinte classi$ :iG permette di non sovraccaricare questo anno durante il quale sar. possibile invece approfondire nuclei tematici funzionali all!orientamento alle professioni o alla prosecuzione degli studi$ La verifica personale circa l!orientamento alla scelta successiva al conseguimento del diploma verso l!Istruzione 2ecnica 3uperiore l!=niversit. o il mondo del lavoro deve essere continuamente sollecitata e sostenuta$ N un cammino c,e dovrebbe concludersi al termine del secondo biennio anc,e per favorire una fruizione pi+ consapevole e sistematica di quanto durante il quinto anno possa aiutare a rendere efficace la scelta successiva al diploma$ Per quanto riguarda i risultati di apprendimento il secondo biennio poggia su quanto acquisito durante il primo biennio ma conseguito l!obbligo di istruzione focalizza la sua attenzione sullo sviluppo delle conoscenze e delle abilit. c,e costituiscono il cuore della professionalit. favorendo una loro acquisizione significativa stabile e fruibile nell!affrontare situazioni e problemi sia disciplinari sia pi+ direttamente connessi con l!ambito professionale$ In questo l!apporto degli insegnamenti c,e il %egolamento include nell!7rea di istruzione generale deve raccordarsi validamente ed efficacemente con l!apporto degli altri insegnamenti al fine di promuovere il profilo di uno studente culturalmente e professionalmente preparato$ L!impostazione pragmatica dei percorsi di studio i riferimenti al laboratorio e alle esperienze concrete ,anno un valore educativo e formativo c,e va oltre i contenuti specifici e sollecita gli studenti a sviluppare gli apprendimenti in ambienti non formali e informali Il ruolo del dirigente scolastico - cruciale nell!individuare le strategie e gli strumenti organizzativi per facilitare l!integrazione delle aree di cui si compone il curricolo in particolare nei momenti di snodo del percorso anc,e attivando reti tra scuole istituti formativi e altri soggetti del territorio$ 7 tale scopo potrebbe assumere rilevanza la creazione di distinti dipartimenti per curare con il contributo del :omitato 2ecnico 3cientifico l!integrazione dei contenuti disciplinari e lo sviluppo di specifici progetti d!Istituto anc,e con l!apporto di soggetti esterni operanti nel territorio$ L!obiettivo - consentire allo studente di giungere alla consapevolezza delle caratteristic,e dei percorsi formativi del settore a cui - interessato e contribuire contemporaneamente alla sua formazione$ 7l dirigente scolastico e alle altre strutture organizzativo1funzionali della scuola spetta anc,e il compito di utilizzare al meglio gli spazi offerti dall!autonomia nell!ambito degli indirizzi definiti dalle %egioni e in coerenza con il Pecup dello studenteB tutto ciG per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano dell!offerta formativa nonc,K quelli offerti dalla flessibilit. e per svolgere nei limiti degli assetti ordinamentali e delle risorse di organico assegnate un ruolo integrativo rispetto al sistema dell!istruzione e formazione professionale regionale$ Il raccordo tra i percorsi di Istruzione Professionale e quelli del sistema di istruzione e formazione professionale 5Ie<P8 - certamente favorito dal quadro delle competenze previste alla fine del primo biennio del secondo ciclo di istruzione e formazione sia per quanto riguarda gli assi 11

Bozza 21 dicembre 2011 culturali sia per quel c,e concerne le competenze di cittadinanza$ In particolare assume rilievo la certificazione delle competenze effettivamente acquisite alla fine del primo biennio$

1.2.2 L#offerta sussidiaria e il raccordo con il sistema di istru!ione e forma!ione professionale regionale Il riordino degli Istituti Professionali riguarda esclusivamente l!offerta di percorsi quinquennali c,e si concludono con l!esame di 3tato$ I percorsi finalizzati al conseguimento di qualific,e professionali triennali e diplomi professionali quadriennali rientrano invece tra le competenze esclusive delle %egioni e sono contenuti in un apposito /%epertorio nazionale0 approvato con l!7ccordo in :onferenza 3tato1%egioni del 2L aprile 2010 confermato con l! 7ccordo in :onferenza 3tato1%egioni il 2' luglio 2011$ In un quadro di sussidiariet. peraltro il %egolamento di riordino ,a previsto c,e gli Istituti Professionali possano svolgere un /ruolo integrativo e complementare0 rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale regionale$ Le modalit. per realizzare i percorsi sussidiari di Istruzione e <ormazione Professionale 5Ie<P8 da parte degli Istituti Professionali sono contenute all!interno delle Linee Guida concernenti gli organici raccordi tra i percorsi quinquennali degli Istituti Professionali e i percorsi di Ie<P definite con l!Intesa in :onferenza unificata del 1#?12?2010$ 2ali raccordi sono finalizzati aB sostenere e garantire l!organicit. sul territorio dell!offerta dei percorsi a carattere professionale@ prevenire la dispersione scolastica e formativa@ facilitare i passaggi tra i sistemi formativi ed il reciproco riconoscimento di crediti e titoli$ In particolare per quanto riguarda il ruolo degli Istituti Professionali sono previste due distinte tipologie di offerta sussidiaria integrativa e complementare attivabili sulla base delle scelte di programmazione operate dalle %egioni nell!ambito di accordi territoriali con gli =ffici 3colastici %egionali$ 4el caso dell!offerta sussidiaria integrativa gli studenti c,e si iscrivono ai percorsi quinquennali possono contestualmente ric,iedere il conseguimento di una delle 21 qualific,e professionali triennali previste dall!7ccordo in :onferenza 3tato1%egioni del 2L aprile 2010$ 7 tal fine gli Istituti Professionali nell!ambito del Piano dell!Jfferta <ormativa e della loro autonomia organizzano i curricoli avvalendosi delle quote del 20O di autonomia e del 2&O di flessibilit. di cui all!articolo & comma 3 lettere a8 e c8 del %egolamento da dedicare all!acquisizione delle competenze professionalizzanti previste per le qualific,e nei limiti degli assetti ordinamentali e delle consistenze di organico previsti dal %egolamento$ Per la predisposizione dell!offerta sussidiaria integrativa le Linee Guida definite con l!Intesa del 1# dicembre 2010 prevedono c,e gli Istituti Professionali utilizzino le quote di autonomia e di flessibilit. di cui sopra sulla base dei seguenti criteriB - personalizzazione dei percorsi in rapporto alle categorie degli studenti destinatari e a specifici fabbisogni formativi@ - caratterizzazione dell!offerta sul territorio in rapporto alle esigenze formative del mondo del lavoro@ - determinazione qualitativa dell!organico in relazione ai profili formativi e professionali di riferimento nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica@ - eventuale completamento?arricc,imento dei percorsi dell!Istruzione Professionale in rapporto all!ordinamento regionale sulla base di specific,e previsioni ed interventi a carico delle

12

Bozza 21 dicembre 2011 %egioni semprec,K previsto negli accordi territoriali di cui sopra nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica@ - riferimento all!ordinamento statale e raccordo con la specifica disciplina regionale del sistema di Ie<P$ Lofferta sussidiaria complementare si caratterizza per l!attivazione da parte degli Istituti Professionali di apposite classi per il conseguimento di una delle qualific,e triennali o dei diplomi quadriennali di cui all!7ccordo del 2L aprile 2010$ 2ali classi assumono a riferimento gli standard formativi e la regolamentazione dell!ordinamento regionale di Ie<P$ La composizione qualitativa dell!organico docente e tecnico delle classi suddette - coerente con gli standard formativi dei percorsi di Ie<P definiti dalla programmazione di Istituto sulla base delle tabelle allegate all!Intesa del 1# dicembre 2010$ 1.2.%. L#orientamento alla scelta post"secondaria& al lavoro ed alle professioni Il riordino degli istituti professionali vuole corrispondere alla necessit. non solo di modernizzare l!impianto curricolare ma anc,e di aumentare le possibilit. di scelta degli studenti dell!Istruzione Professionale oltre il ciclo secondario verso l!istruzione tecnica superiore l!=niversit. e il mondo del lavoro$ I risultati di apprendimento relativi al Profilo educativo culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione per gli Istituti Professionali comprendono infatti una molteplicit. di competenze personali e professionali da raggiungere per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l!accesso all!=niversit. e all!istruzione superiore non universitaria$ In particolare il %egolamento indica c,e /il secondo biennio ed il quinto anno costituiscono un percorso unitario per accompagnare lo studente nella costruzione progressiva di un progetto di vita di studio e di lavoro0 sottolineando il carattere orientante dell!ultimo anno$ Per ciG c,e concerne le azioni specific,e di orientamento i punti di riferimento primario rimangono il )ecreto Legislativo 1> gennaio 200" n$ 21 per i percorsi di orientamento finalizzati allIistruzione universitaria e allIalta formazione e il )ecreto Legislativo del 1> gennaio 200" n$ 22 per i percorsi di orientamento finalizzati alle professioni e al lavoro$ Le azioni di orientamento finalizzate alle professioni e al lavoro diventano attivit. istituzionali per tutti gli Istituti di istruzione secondaria superiore statali e paritari e si inseriscono strutturalmente nel piano dell!offerta formativa del secondo biennio e del quinto anno$ Per la progettazione realizzazione e valutazione dei percorsi di orientamento le scuole stipulano apposite convenzioni con i soggetti interessati quali ad esempio =niversit. e Istituti 2ecnici 3uperiori o altre istituzioni enti associazioni e imprese rappresentanze del mondo del lavoro e delle professioni organizzazioni di volontariato ecc$ In tale quadro il decreto attribuisce particolare rilevanza ai percorsi di orientamento c,e si inseriscono strutturalmente nell!ultimo anno di corso della scuola secondaria superiore e c,e possono essere diversamente modulati per assecondare gli interessi degli studenti$ Le scuole possono inoltre consorziarsi in rete per promuovere azioni congiunte di orientamento e ri1orientamento e creare ed alimentare una rete di soggetti 1 istituzionali e non 1 c,e operino a livello nazionale e?o locale e c,e siano in grado di generare e sostenere percorsi integrati efficaci e di reale impatto positivo per la popolazione presente sul territorio$ 7nc,e se all!interno delle istituzioni scolastic,e non - ancora previsto in Italia un profilo professionale specifico per sostenere l!azione di orientamento i dipartimenti i :23 i docenti i consigli di classe con l!apporto delle figure strumentali possono organizzare e organizzano gi. in molti casi attivit. c,e mettano in grado lo studente a conclusione del percorso quinquennale diB acquisire gli strumenti per la ricerca attiva del lavoro o di opportunit. formative@ 13

Bozza 21 dicembre 2011 valutare le proprie capacit. i propri interessi e le proprie aspirazioni 5bilancio delle competenze8 anc,e nei confronti del lavoro e di un ruolo professionale specifico@ riconoscere i cambiamenti intervenuti nel sistema della formazione e del mercato del lavoro@ sviluppare competenze metodologic,e finalizzate alla presa di decisione e allIelaborazione di un piano dIazione per l!inserimento nel mondo del lavoro$ 2ali finalit. e processi danno subito conto della sfida complessa rappresentata in particolare dall!azione orientativa in uscita ai percorsi di studio in quanto essa racc,iude forti elementi culturali di cambiamento e deve tener conto delle caratteristic,e del territorio e della realt. economica e produttiva$ :iG implica l!unitariet. e l!integrazione tra i diversi interventi orientativi la circolarit. informativa tra il soggetto c,e deve prendere decisioni e i differenti enti ed istituzioni c,e ,anno specifici compiti di comunicazione e sostegno$ Jrientare gli studenti c,e desiderano proseguire la propria formazione - allora un!esigenza c,e investe sia la 3cuola sia il sistema post1secondario$ (ssa puG essere affrontata in modo efficace solamente attraverso il coinvolgimento sinergico di entrambi i fronti$ Per questo l!art$ 2 del decreto 1> gennaio 200" n$ 21 prevede espressamente c,e gli Istituti d!istruzione secondaria nell!ambito della propria autonomia assicurino il raccordo con le =niversit. anc,e consorziate tra loro realizzando appositi percorsi di orientamento e di autovalutazione delle competenze$ Le =niversit. dal canto loro assicurano il raccordo con gli Istituti di istruzione secondaria ed individuano nei loro %egolamenti specifici iniziative attraverso piani pluriennali di intervento$ 7 tal fine si rende necessario organizzare attivit. formative idonee alla preparazione iniziale di studenti c,e intendano accedere all!alta formazione e di coordinare attivit. di orientamento volte a migliorare ed accrescere gli aspetti di comprensione verbale di applicazione della logica e alcune metodologie di analisi matematica al fine di rendere pi+ agevole ed efficiente il percorso formativo nel primo anno di formazione post1secondaria$

2.

spetti didattici e organi!!ativi specifici

Lo sviluppo di una solida base culturale su cui innestare le competenze tecnico1 professionali proprie dei diversi indirizzi costituisce una priorit. dei nuovi percorsi degli Istituti Professionali$ Per corrispondere alle dinamic,e evolutive degli assetti economici e produttivi e contribuire ad anticiparne i relativi sviluppi e fabbisogni - infatti ric,iesta una preparazione globale caratterizzata da una dinamica integrazione tra competenze culturali generali e competenze tecnico1 professionali specific,e$ 7 tal fine i risultati di apprendimento relativi al profilo educativo culturale e professionale dello studente prevedono una sempre pi+ stretta integrazione tra la dimensione umanistica e quella tecnico1operativa tipica delle vocazioni dell!Istruzione Professionale$ 2.1 I$ ra##or/o !ra $( /")#"+$"n( /($$0ar(a 1(n(ra$( ( /($$( ar(( /" "n/"r"zzo L!7rea di istruzione generale pi+ ampia nel primo biennio 5&#0 ore annue8 decresce nel secondo biennio e nel quinto anno 5>L& ore annue8 in quanto il consolidamento delle competenze culturali - comunque assicurato dalle 7ree di indirizzo$ L!7rea di istruzione generale e le 7ree di indirizzo sono infatti in un rapporto di dinamica integrazione$ :onoscenze ed abilit. delle discipline generali e di indirizzo vengono ulteriormente sviluppate e potenziate attraverso la reciproca valorizzazione della loro dimensione pratico1 funzionale e teorico1culturale$ I risultati di apprendimento dell!7rea di istruzione generale in continuit. con quelli del primo biennio si correlano con le discipline di indirizzo in modo da fornire ai giovani una 1>

Bozza 21 dicembre 2011 preparazione complessiva in cui interagiscono conoscenze 1 teoric,e e applicative 1 e abilit. 1 cognitive e manuali 1 relative ai due settori e relativi indirizzi$ Le discipline c,e afferiscono all!7rea di istruzione generale 1 Lingua e Letteratura Italiana Lingua Inglese 3toria *atematica 3cienze motorie e sportive %eligione cattolica o attivit. alternative 1 mirano non solo a consolidare e potenziare le competenze culturali generali ma anc,e ad assicurare lo sviluppo della dimensione teorico1culturale delle conoscenze ed abilit. proprie delle discipline di indirizzo per consentirne A in linea con quanto indicato nel Quadro europeo delle qualific,e dell!apprendimento permanente 5(Q<8 1 un loro utilizzo responsabile ed autonomo /in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale0$ Le competenze linguistico comunicative CLingua e letteratura italiana! Lingua ingleseD comuni a tutti gli indirizzi consentono allo studente di utilizzare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana ed i linguaggi settoriali delle lingue straniere secondo le varie esigenze comunicative e favoriscono la comprensione critica della dimensione teorico1culturale delle principali tematic,e di tipo scientifico tecnologico economico con particolare riferimento ai ruoli tecnico1operativi dei settori dei servizi e delle produzioni$ 2ali competenze sono strumenti indispensabili per interagire in contesti di vita e professionali per concertare per negoziare per acquisire capacit. di lavorare in gruppo e in contesti operativi diversi per risolvere problemi per proporre soluzioni per valutare le implicazioni dei flussi informativi rispetto all!efficacia dei processi produttivi e per sviluppare ed esprimere le proprie qualit. di relazione e comunicazione$ (sse costituiscono inoltre un utile raccordo con le competenze generali comuni a tutti i percorsi I23 e facilitano l!orientamento degli studenti nelle loro scelte future$ Le competenze storico sociali C"toriaD contribuiscono alla comprensione critica della dimensione teorico1culturale dei saperi e delle conoscenze proprie della scienza e della tecnologia attraverso lo sviluppo e l!approfondimento del rapporto fra le discipline delle 7ree di indirizzo e la 3toria$ :onsentono inoltre allo studente diB riconoscere nell!evoluzione dei processi dei servizi l!interdipendenza tra fenomeni economici sociali istituzionali culturali e la loro dimensione locale?globale 1 comprendere le implicazioni etic,e sociali scientific,e produttive economic,e ambientali dell!innovazione tecnologica e delle sue applicazioni industriali artigianali ed artistic,e 1 essere consapevole del valore sociale della propria attivit. partecipando attivamente alla vita civile e culturale a livello locale$ 4el quinto anno in particolare le competenze storico1sociali rafforzano la cultura dello studente con riferimento anc,e ai contesti professionali consolidano l!attitudine a problematizzare a formulare domande e ipotesi interpretative a risolvere problemi a dilatare il campo delle prospettive ad altri ambiti disciplinari e a contesti locali e globali e infine a reperire le fonti per comprendere la realt. dei contesti produttivi e le loro relazioni in ambito nazionale europeo e internazionale$ L!approccio alla 3toria non puG cosH c,e essere !globale! ossia incentrato sull!intreccio fra le variabili ambientali demografic,e tecnologic,e economic,e sociali politic,e culturali ecc$$ 7pprofondimenti di storie Msettoriali! 5es$B storia dell!ambiente storia economica e sociale storia della scienza e della tecnologia8 mettono in relazione le variabili privilegiate 5es$B innovazioni tecnologic,e8 con altre variabili 5es$B scoperte scientific,e forme di organizzazione del lavoro sistemi economici modelli culturali8 e quindi con riferimento ad un contesto Mglobale!$ Jrganici raccordi tra le discipline delle 7ree di indirizzo e la 3toria possono essere sviluppati inoltre attraverso le attivit. e gli insegnamenti relativi a /:ittadinanza e :ostituzione0 c,e consentono di superare la separatezza disciplinare con la valorizzazione ed il potenziamento dell!aspetto civico1sociale delle discipline stesse$ %ispetto al primo biennio l!insegnamento della 3toria tende ad ampliare e rafforzare l!acquisizione delle competenze c,iave di cittadinanza con una particolare attenzione al dialogo interculturale e allo sviluppo di una responsabilit. individuale e sociale$ ( questo - sicuramente possibile attraverso lo studio della :arta :ostituzionale del nostro Paese$ In particolare nell!ultimo anno si potenziano saperi competenze comportamenti relativi alla sensibilit. ambientale allo sviluppo sostenibile alla sicurezza nelle sue varie accezioni al risparmio energetico alla tutela e al rispetto del patrimonio artistico e culturale$ 1&

Bozza 21 dicembre 2011 Le competenze matematico scientifiche /0atematica1 contribuiscono alla comprensione critica della dimensione teorico1culturale dei saperi e delle conoscenze proprie del pensiero matematico e scientifico$ Lo studio della matematica permette di utilizzare linguaggi specifici per la rappresentazione e soluzione di problemi scientifici economici e tecnologici e stimola gli studenti a individuare le interconnessioni tra i saperi in quanto permette di riconoscere i momenti significativi nella storia del pensiero matematico$ 7nc,e nel secondo biennio e nel quinto anno gli strumenti indispensabili per l!integrazione tra 7rea di istruzione generale e 7ree di indirizzo sono costituiti dalla didattica laboratoriale come metodo ricorrente dal laboratorio come strumento di indagine e verifica dalle esperienze di studio svolte in contesti reali e dalle attivit. di alternanza scuola1lavoro$ :ome gi. esplicitato nelle Linee Guida relative al primo biennio c,e possono essere qui espressamente ric,iamate nella parte in cui sottolineano c,e i nuovi ordinamenti degli Istituti Professionali offrono occasioni per valorizzare i diversi stili cognitivi degli studenti questi strumenti realizzano una rinnovata relazione tra apprendimenti teorici ed attivit. applicative$ L!approccio laboratoriale c,e puG coinvolgere tutte le discipline attiva processi didattici in cui gli studenti diventano protagonisti e superano la passivit. e l!estraneit. c,e caratterizza spesso il loro atteggiamento durante le lezioni frontali$ 7ttraverso processi induttivi gli studenti sono guidati a riconnettere il sapere acquisito in contesti applicativi al sapere astratto basato su concetti generali riproducibile nella pi+ ampia generalit. dei casi$ 4ell!area di indirizzo il laboratorio visto come luogo fisico d!apprendimento assume una rilevanza maggiore sul piano metodologico$ (! importante c,e le attivit. di laboratorio siano orientate alla pedagogia del progetto alla effettiva progettazione e realizzazione di un prodotto$ Gli studenti sono indotti a collaborare intorno a un compito condiviso al fine di raggiungere un risultato c,e ,a rilevanza all!interno e all!esterno dell!attivit. scolastica restituendo senso a ciG c,e si apprende$ In questo modo si promuove la conoscenza di una metodologia di lavoro di grande rilievo sul piano dell!agire la sensibilit. verso di essa e la capacit. di utilizzarla in vari contesti produttivi favorendo cosH una maggiore connessione dell!esperienza scolastica con il mondo del lavoro e delle professioni$ Le esperienze di studio svolte in contesti reali come gli stage e le attivit. in alternanza scuola1lavoro rappresentano di fatto con le altre metodologie attive i / luoghi2 in cui competenze conoscenze e abilit. afferenti a discipline diverse possono essere agite in maniera integrata$ In particolare lo studente integra linguaggi di carattere generale e specifico raccoglie ed elabora dati partecipa alla soluzione di problemi costruisce verifica e confuta modelli affinandone i processi di adeguamento alla realt.$$ 2ali metodologie consentono di cogliere lIinterdipendenza tra cultura professionale tecnologie e dimensione operativa della conoscenza di acquisire concretamente saperi e competenze di organizzare i concetti portanti in modo articolato flessibile e adeguato allIinnovazione al cambiamento alle esigenze del mondo del lavoro$ :ome nel primo biennio appare rilevante sul piano organizzativo il ruolo del )ipartimento struttura idonea a sostenere l!integrazione tra le discipline afferenti alle due aree c,e puG facilitare il lavoro collegiale dei docenti soprattutto al fine di collegare organicamente l!7rea di istruzione generale con le 7ree di indirizzo$ La lettura e l!analisi interpretativa e critica dei risultati di apprendimento operata all!interno del )ipartimento puG favorire l!evoluzione delle impostazioni didattico1metodologic,e con la valorizzazione dell!approccio laboratoriale e un pi+ stretto raccordo con il mondo del lavoro$ 2.2 La 1()!"on( /($$0a$!(rnanza, /(" !"ro#"n" ( /($$o )!a1( Il nuovo ordinamento degli Istituti Professionali ed in particolare il curricolo del secondo biennio e dell!ultimo anno ric,iama l!attenzione dei docenti e dei )irigenti scolastici sulle metodologie didattic,e /attive0 e sullo sviluppo di /organici collegamenti0 con il mondo del lavoro 1#

Bozza 21 dicembre 2011 e delle professioni compresi il volontariato ed il privato sociale$ Queste indicazioni valorizzano sia le consolidate esperienze di raccordo tra scuola e mondo del lavoro elemento caratterizzante dell!Istruzione Professionale sin dalle sue origini sia i progetti di alternanza scuola1lavoro realizzati con le modalit. introdotte negli ordinamenti della scuola secondaria superiore dalla legge n$&3?2003 e dal successivo decreto legislativo n$''?200&$ 3i tratta di metodologie didattic,e basate su un progetto educativo a cui collaborano scuola impresa ed altri soggetti operanti sul territorio c,e ,anno registrato un crescente interesse da parte delle istituzioni scolastic,e come si evince dagli annuali rapporti di monitoraggio pubblicati dall!I4)I%( 5743738$ Jgnuno di questi strumenti formativi presenta caratteristic,e proprie$ In comune le esperienze di stage tirocinio e alternanza scuola1lavoro ,anno la concezione del luogo di lavoro come luogo di apprendimento$ L!organizzazione?impresa?ente c,e ospita lo studente assume il ruolo di contesto di apprendimento complementare a quello dell!aula e del laboratorio$ 7ttraverso la partecipazione diretta al contesto operativo quindi si realizza quella socializzazione e permeabilit. tra i diversi ambienti nonc,K quello scambio reciproco delle esperienze c,e concorre alla formazione della persona$ 2.2.1 Stage e tirocini "tage e tirocini anc,e se spesso utilizzati come sinonimi indicano in realt. due tipologie di esperienze attraverso le quali gli studenti prendono contatto prima della conclusione dellIesperienza scolastica con il mondo del lavoro$ Possono avere finalit. diverse 5es$ orientative formative ecc$8 una durata variabile 5dalla visita aziendale della durata di un giorno a stage di tre o quattro settimane8 una diversa collocazione all!interno del percorso formativo annuale 5all!avvio dell!anno scolastico durante lo svolgimento o al termine delle lezioni nelle pause didattic,e ecc$8 o pluriennale con riferimento alla struttura del corso di studi 5es$ secondo biennio quinto anno ecc$8$ Lo stage attivato preferibilmente sulla base di una convenzione tra istituzione scolastica ed impresa consiste nel trascorrere un certo periodo di tempo all!interno di una realt. lavorativa allo scopo di verificare! integrare e rielaborare quanto appreso in aula e?o laboratorio$ Il tirocinio 1 c,e secondo la legge istitutiva n$ 1L#?1LL' si distingue in tirocinio formativo e tirocinio di orientamento - utilizzato generalmente come opportunit. di inserimento temporaneo nel mondo del lavoro ed - finalizzato allacquisizione di nuove competenze e di una esperienza pratica che favoriscono la crescita professionale e personale del tirocinante$ In ogni caso la funzione principale degli stage e dei tirocini propria della filiera tecnica e professionale - quella di agevolare le scelte formative e professionali degli studenti attraverso un apprendimento fondato sull!esperienza pi+ o meno prolungata in ambienti di lavoro esterni alla scuola c,e possono riferirsi ad una pluralit. di contesti 5imprese e studi professionali enti pubblici enti di ricerca associazioni di volontariato ecc$8 selezionate anc,e in relazione ai settori c,e caratterizzano i vari indirizzi di studi$ 2.2.2 lternan!a scuola"lavoro L!alternanza scuola1lavoro pur presentando alcune analogie con le esperienze di stage e tirocinio si differenzia da queste per le caratteristic,e strutturali e per la pi+ stretta relazione personale dello studente con il contesto lavorativo$ Introdotta in Italia come una delle modalit. di realizzazione dei percorsi di scuola secondaria di secondo grado 5art$ > legge delega n$&3?038 l!alternanza scuola1lavoro si configura quale metodologia didattica innovativa del sistema dell!istruzione c,e consente agli studenti c,e ,anno compiuto il quindicesimo anno di et. di realizzare i propri percorsi formativi alternando 1'

Bozza 21 dicembre 2011 periodi di studio /in aula0 e forme di apprendimento in contesti lavorativi$ 3i tratta dunque di una possibilit. attraverso la quale si attuano modalit. di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo$ :on l!alternanza scuola1lavoro si riconosce infatti un valore formativo equivalente percorsi realizzati in azienda e a quelli curricolari svolti nel contesto scolastico$ 7ttraverso metodologia dell!alternanza infatti si permette lacquisizione! lo sviluppo e lapplicazione competenze specific,e previste dai profili educativi culturali e professionali dei diversi corsi studio c,e la scuola ,a adottato nel Piano dell!Jfferta <ormativa$ ai la di di

7ttraverso l!alternanza scuola1lavoro si concretizza il concetto di pluralit. e complementariet. dei diversi approcci nell!apprendimento$ Il mondo della scuola e quello dell!azienda?impresa non sono pi+ considerate come realt. separate bensH integrate tra loro consapevoli c,e per uno sviluppo coerente e pieno della persona - importante ampliare e diversificare i luog,i le modalit. ed i tempi dell!apprendimento$ / Pensare0 e /fare0 come processi complementari integrabili e non alternativi$ Il modello dell!alternanza scuola1lavoro inoltre intende non solo superare lIidea di disgiunzione tra momento formativo ed applicativo ma si pone gli obiettivi pi+ incisivi di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali degli interessi e degli stili di apprendimento individuali arricc,endo la formazione scolastica con l!acquisizione di competenze maturate /sul campo0 quindi sicuramente spendibili nel mercato del lavoro$ :ondizione c,e offre quel vantaggio competitivo 'rispetto a quanti circoscrivono la propria formazione al solo contesto teorico8 c,e costituisce esso stesso stimolo all!apprendimento e valore aggiunto alla formazione della persona$ L!alternanza scuola1lavoro perciG non costituisce un percorso /di recupero0 ma al contrario si qualifica come strumento per rendere pi+ flessibili i percorsi di istruzione nella cornice del lifelong learning. Per questo alla scuola - ric,iesto un maggiore impegno progettuale perc,K l!alternanza scuola1lavoro investe direttamente i curricoli con l!esigenza di definire preliminarmente ai fini della predisposizione di progetti formativi personalizzati quali risultati di apprendimento possono essere sviluppati efficacemente a scuola e quali si prestano meglio a maturare e progredire attraverso l!esperienza pratica e il contesto operativo$ =n percorso di alternanza implica necessariamente l!esigenza di correlare l!offerta formativa allo sviluppo culturale sociale ed economico del territorio e quindi ric,iede un raccordo diretto della scuola con il tessuto produttivo anc,e mettendo in relazione l!analisi delle caratteristic,e socio1economic,e del territorio con le attitudini degli studenti$ I nuovi modelli organizzativi proposti dal riordino degli Istituti Professionali quali i )ipartimenti e il :omitato 2ecnico 3cientifico possono svolgere un ruolo importante sia per facilitare l!inserimento dei giovani in quei contesti operativi disponibili ad ospitare gli studenti sia per attivare efficacemente le procedure per strutturare i percorsi di alternanza pi+ complesse di quelle previste per gli stage e i tirocini$ In questo specifico contesto educativo assume particolare rilevanza la funzione tutoriale preordinata alla promozione delle competenze degli studenti e al raccordo tra l!istituzione scolastica il mondo del lavoro e il territorio$ 4ell!alternanza la figura del tutor supporta e favorisce i processi di apprendimento dello studente$ Il tutor si connota come /facilitatore dell!apprendimento0B accoglie e sostiene lo studente nella costruzione delle proprie conoscenze lo affianca nelle situazioni reali e lo aiuta a ri1leggere l!insieme delle esperienze per poterle comprendere nella loro naturale complessit. lo aiuta dunque a ri1visitare il suo sapere e ad aver c,iare e a valutare le tappe del proprio processo di apprendimento$ 3otto il profilo organizzativo l!alternanza condivide la maggior parte degli adempimenti previsti per la pianificazione degli stage e dei tirocini$ N evidente l!impegno ric,iesto ai )irigenti 1"

Bozza 21 dicembre 2011 3colastici per la stipula di accordi c,e possono coinvolgere anc,e reti di scuole con i diversi soggetti del mondo del lavoro operanti nel territorio$ 7ccordi a valenza pluriennale ovviamente garantiscono alla collaborazione maggiore stabilit. e organicit.$ 2.2 La 1()!"on( /($$( 3-o!( /" a-!onom"a ( .$())"4"$"!5 I percorsi formativi degli Istituti Professionali nel secondo biennio e quinto anno assumono connotazioni specific,e in relazione alle filiere produttive di riferimento per consentire agli studenti di raggiungere a conclusione del percorso formativo quinquennale competenze culturali e tecnico1professionali adeguate per un immediato inserimento nel mondo del lavoro e per la prosecuzione degli studi a livello di istruzione e formazione superiore con particolare riferimento all!esercizio delle professioni tecnic,e e in ambito universitario$ 7 questo fine i percorsi quinquennali degli Istituti Professionali sono caratterizzati da spazi crescenti di flessibilit. dal primo biennio al quinto anno c,e fanno riferimento alle quote di autonomia e di flessibilit.B esse presentano caratteristic,e molto diverse e distinte possibilit. di intervento da parte delle istituzioni scolastic,e$ 2ali spazi possono trovare ulteriore articolazione nelle opzioni previste dal %egolamento la cui declinazione tuttavia esula dalle presenti Linee Guida in quanto oggetto di specifico provvedimento$ 2.%.1 La quota di autonomia Per corrispondere alle vocazioni del territorio e alle esigenze poste dall!innovazione tecnologica e dai fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e delle professioni gli Istituti Professionali possono utilizzare la quota di autonomia del 20O dei curricoli 1 disponibile dal primo al quinto anno 1 per progettare nell!ambito della loro autonomia didattica organizzativa e di ricerca e sviluppo specific,e attivit. formative in costante raccordo con i sistemi produttivi del territorio c,e senza modificare il profilo dell!indirizzo consentano di rispondere in modo mirato alle esigenze c,e caratterizzano il contesto di riferimento$ La quota di autonomia - uno strumento organizzativo e didattico di cui le scuole possono avvalersi per ottimizzare il patrimonio delle esperienze acquisite all!interno delle innovazioni introdotte dai nuovi ordinamenti$ L!autonomia consente di modificare i curricoli tenuto conto delle ric,ieste degli studenti e delle famiglie entro il limite del 20O del complessivo monte ore delle lezioni previsto per il primo biennio e per il complessivo triennio$ La quota di autonomia puG essere utilizzata per rafforzare alcuni insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti con particolare riferimento alle attivit. di laboratorio oppure per introdurre nuovi insegnamenti c,e concorrono a realizzare gli obiettivi educativi individuati nel Piano dell!Jfferta <ormativa della scuola$ La quota di autonomia non consente di sostituire integralmente nessuna disciplina inclusa nel piano di studi dell!indirizzo nK dell!7rea di istruzione generale nK delle 7ree di indirizzo ma solo di ridurne l!orario entro il limite massimo del 20O rispetto al quadro orario ad essa assegnato nell!indirizzo di riferimento$ 7l fine di preservare l!identit. degli Istituti Professionali le attivit. e gli insegnamenti scelti autonomamente dalle istituzioni scolastic,e dovranno essere coerenti con il profilo educativo culturale e professionale dello studente definito in relazione al percorso di studi prescelto correlato ad uno specifico settore ed indirizzo$ La quota di autonomia - determinata nei limiti del contingente di organico annualmente assegnato alle istituzioni scolastic,e in base all!orario complessivo delle lezioni del secondo biennio e del quinto anno senza determinare esuberi di personale$

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Bozza 21 dicembre 2011 2.%.2 La quota di flessibilit Gli spazi di flessibilit. costituiscono lo strumento attraverso il quale rendere possibile l!attivazione delle opzioni quali ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo$ Il decreto del Presidente della %epubblica n$ "'?2010 all!art$" comma 2 lettera d8 individua gli strumenti normativi attraverso i quali rendere operativo il sistema delle opzioni ma soprattutto precisa quali siano i presupposti per l!individuazione di questi percorsi@ presupposti c,e tengono conto delle finalit. del progetto di riforma dell!intero secondo ciclo del sistema di istruzione c,e ,a individuato nel superamento della frammentazione e proliferazione dei diversi indirizzi di studio uno degli elementi di forza del nuovo sistema volto a limitare il disorientamento dell!utenza$ Il %egolamento sul riordino degli Istituti Professionali ,a previsto a questo proposito c,e l!ulteriore articolazione delle aree di indirizzo si possa realizzare attraverso la previsione di un n-m(ro #on!(n-!o /" o+z"on" da includere in un apposito ($(n#o naz"ona$( e c,e gli stessi percorsi opzionali debbano trovare coerenza con gli obiettivi fissati dall!art$ & del medesimo %egolamento c,e pone quale finalit. di riferimento per la loro attivazione la precisa corrispondenza alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni rilevanti sul piano socio1economico nazionale e presenti al livello locale$ L!ambito delle opzioni assume pertanto a proprio riferimento un pi+ stretto raccordo tra il sistema dell!istruzione e i diversi contesti produttivi territoriali e trova quindi la sua collocazione nel quadro del Piano dell!offerta formativa regionale$ Le Istituzioni 3colastic,e potranno a questo proposito svolgere un ruolo attivo e propositivo nella fase di definizione dell!offerta formativa regionale avanzando proposte c,e in considerazione della domanda occupazionale del tessuto produttivo territoriale e delle proprie esperienze di formazione sollecitino l!attenzione degli organi territoriali verso percorsi formativi coerenti con le esigenze di sviluppo sociale ed economico$ 7ll!interno delle quote di flessibilit. 1 applicabili esclusivamente al monte ore delle attivit. e degli insegnamenti dell!7rea di indirizzo nella misura del 3&O per il secondo biennio e del >0O per il quinto anno e cumulabili con la quota di autonomia A - possibile prevedere entro i citati limiti la sostituzione di una o pi+ discipline dell!7rea di indirizzo$ 2.6 La .ormaz"on( a$$a )"#-r(zza ( a$ 4(n())(r( n(" $-o17" /" $a,oro I concetti di sicurezza e di benessere nella societ. contemporanea assumono una crescente rilevanza sul piano culturale e organizzativo$ La cultura della sicurezza vista come esigenza di rispetto delle persone e delle cose salvaguardia della natura determinazione di un ambiente di vita il pi+ possibile esente da risc,i ,a trovato adeguata attenzione nel riordino dell!Istruzione Professionale$ 7 questi temi si - dato particolare risalto nella formulazione dei risultati di apprendimento$ Il %egolamento n$ "'?2010 prevede infatti specifici risultati di apprendimento sulla sicurezza sia nel settore /3ervizi0 c,e nel settore /Industria e 7rtigianato0$ 2ali risultati riguardano l!applicazione delle normative c,e disciplinano i processi produttivi e dei servizi con particolare riferimento alla sicurezza e salute sui luog,i di vita e di lavoro alla tutela e valorizzazione dell!ambiente e del territorio$ 4aturalmente la sicurezza presenta specific,e connotazioni a seconda degli indirizzi e particolare rilievo assume nell!indirizzo /*anutenzione e assistenza tecnica0$ La manutenzione nelle sue componenti tecnologic,e procedurali ed organizzative e l!assistenza tecnica nelle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti dalla commercializzazione alla dismissione costituiscono infatti un!importante peculiarit. dell!Istruzione Professionale$ 20

Bozza 21 dicembre 2011 %ispetto al primo biennio in cui la sicurezza era integrata nelle competenze c,iave di cittadinanza c,e presiedono all!obbligo di istruzione nel secondo biennio e quinto anno vengono innestati gli strumenti cognitivi ed esperienziali necessari all!agire sicuro e responsabile nelle attivit. professionali tipic,e di ciascun indirizzo di studio$ :iG evidenzia il carattere multidisciplinare delle competenze sulla sicurezza c,e implicano pertanto il concorso di tutti i docenti nel programmare e realizzare risultati di apprendimento efficaci$ 7ffinc,K le competenze sulla sicurezza vengano /metabolizzate0 - necessario orientare lo studente a considerare come alla base della funzionalit. di apparati impianti e processi siano poste anc,e le leggi vigenti in materia di sicurezza personale e ambientale$ (! opportuno svolgere approfondimenti disciplinari specialistici ai fini della contestualizzazione delle attivit. pratic,e dell!innovazione tecnologica o delle filiere produttive presenti nel territorio anc,e per lo sviluppo di comportamenti socialmente e professionalmente responsabili$ 4ella cultura della sicurezza puG essere individuato un paradigma secondo il quale la sicurezza - elemento c,iave con cui possono essere affrontati i contenuti relativi a tutti gli indirizzi$ Jgni tecnologia e processo sar. pertanto esaminato anc,e sotto il profilo del risc,io c,e comporta per l!operatore o per i terzi$ In questo quadro si puG perseguire l!obiettivo di favorire l!acquisizione delle certificazioni specific,e relative alla sicurezza nei diversi indirizzi anc,e attraverso la collaborazione della scuola con soggetti esterni accreditati$ 2.5 I$ 'LIL n(1$" I)!"!-!" Pro.())"ona$" L!insegnamento di discipline non linguistic,e 5)4L8 in lingua straniera secondo la metodologia :LIL - stato negli ultimi anni oggetto di significative sperimentazioni anc,e negli Istituti Professionali e ,a trovato diverse modalit. di attuazione nell!offerta formativa degli Istituti allo scopo di migliorare la qualit. dell!apprendimento delle lingue straniere del percorso formativo in generale e la spendibilit. professionale delle competenze comunicative acquisite$ Questo patrimonio di esperienze e competenze potr. avere ulteriore diffusione negli Istituti Professionali anc,e se il %egolamento non ne prevede l!esplicito inserimento nel quadro curricolare attraverso l!utilizzo della quota di autonomia$ Le modalit. di attuazione sono pertanto rimesse esclusivamente all!autonomia delle istituzioni scolastic,e c,e con maggiore flessibilit. potranno allineare il :LIL alle esperienze della scuola alle risorse disponibili e alla domanda formativa c,e proviene dagli studenti e dal territorio$ 7 titolo indicativo si puG ricordare c,e le esperienze realizzate ,anno attuato percorsi di tipo modulare dedicando un monte ore annuale al :LIL o progetti interdisciplinari in parte svolti in lingua veicolare con l!utilizzo diffuso dei media e dell!e learning per favorire lo scambio in contesti reali di comunicazione anc,e nel rapporto con altre realt. europee 5progetti di e t-inning etc$8$ 2ali pratic,e didattic,e incrementano la motivazione negli studenti attivano e sviluppano competenze progettuali collaborative e cooperative c,e li proiettano verso una dimensione professionale$ I programmi europei forniscono ulteriori opportunit. di integrare l!offerta formativa attraverso ad esempio la mobilit. studentesca come nel caso di stage internazionali la mobilit. dei docenti o con la presenza di /tutor0 madrelingua della )4L a supporto dell!attivit. didattica1$ Il ruolo del dirigente scolastico - fondamentale per proporre innovazioni anc,e organizzative agli organi collegiali quali la costituzione di team misti in cui appare essenziale la presenza degli insegnanti di lingua italiana e straniera con finalit. di programmazione valutazione
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Ci sono diversi esempi, tra cui il progetto di cooperazione internazionale Highlights for High schools per il miglioramento delle competenze scientifiche nell'istruzione secondaria di II grado, promosso dal MIUR in colla orazione con il Massachusetts Institute of !echnolog" di Cam ridge #U$%& e sotto gli auspici del Consolato 'enerale d(Italia a )oston #U$%&*

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Bozza 21 dicembre 2011 e monitoraggio dei risultati$ La possibilit. di costituire sezioni :LIL presuppone oltre alla disponibilit. delle competenze professionali l!adesione delle famiglie al modello di innovazione 5necessaria in quanto non stabilita dal %egolamento8 e non ultima la disponibilit. ad una effettiva azione interdisciplinare da parte di tutti i docenti$ Qualunque sia la modalit. prescelta il :LIL puG costituire un!utile occasione per riflettere sulla programmazione la didattica la valutazione e diventare un importante strumento per integrare competenze linguistic,e disciplinari e competenze c,iave di cittadinanza$ L!uso di una lingua d!apprendimento diversa dall!italiano puG inoltre favorire la didattica in situazioni di plurilinguismo sempre pi+ diffuse negli Istituti Professionali e favorire la comunicazione interculturale Il :LIL presuppone la presenza di docenti di una )4L c,e abbiano elevate competenze linguistic,e ed esperienza metodologica e didattica specifica funzionale ad impegnare gli studenti in attivit. significative riferite a contesti professionali reali$ 7 tale riguardo va sottolineato c,e anc,e gli insegnanti degli Istituti Professionali accedono ai percorsi di formazione programmati dal *I=%$ La condivisione di materiali ed esperienze la diffusione e circolazione delle Mbuone prassi! sar. facilitata dalla creazione di reti tra scuole e potr. integrare opportune azioni di informazione e formazione$ 2.% L( )#"(nz( mo!or"( ( )+or!",( Il %egolamento degli Istituti Professionali specifica c,e l!insegnamento di 3cienze *otorie e 3portive - impartito secondo le Indicazioni nazionali dei percorsi liceali$ In coerenza con la %isoluzione del Parlamento europeo del 13 novembre 200' sul ruolo dello sport nellIeducazione il profilo culturale educativo e professionale contiene tra i risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi /)iconoscere i principali aspetti comunicativi! culturali e relazionali dellespressivit corporea ed esercitare in modo efficace la pratica sportiva per il benessere individuale e collettivo2$ 2ali risultati di apprendimento ric,iamano in campo non solo aspetti legati alla motricit. ma anc,e alla dimensione culturale scientifica e psicologica con un intreccio tra saperi umanistici scientifici e tecnici$ La disciplina 3cienze *otorie e 3portive pertanto si configura soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno quale /ponte0 tra l!7rea di istruzione generale e l!7rea di indirizzo$ 4el quinto anno la disciplina favorisce l!orientamento dello studente ponendolo in grado di adottare in situazioni di studio di vita e di lavoro stili comportamentali improntati al fairpla, e di cogliere l!importanza del linguaggio del corpo per colloqui di lavoro e per la comunicazione professionale$ In particolare possono essere progettati percorsi pluridisciplinari per potenziare sia gli aspetti culturali comunicativi e relazionali sia quelli pi+ strettamente correlati alla pratica sportiva ed al benessere in una reciproca interazione$ 7l fine di sostenere le istituzioni scolastic,e nell!autonoma progettazione si fornisce un esempio 5tabella 28 di conoscenze in relazione agli specifici risultati di apprendimento di cui all!7llegato 7 del %egolamento$ 2ab$ 2 A :onoscenze di possibile riferimento per le scienze motorie e sportive
Am4"!o /($$a #om-n"#az"on( ( /($$a r($az"on( Am4"!o /($ 4(n())(r(

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Bozza 21 dicembre 2011


L!espressivit. corporea in alcune produzioni artistico1 letterarie$ Il linguaggio del corpo come elemento di identit. culturale dei vari popoli in prospettiva interculturale$ I codici e le carte europee ed internazionali su etica e sport A sport e sviluppo sostenibile I linguaggi della mente e del corpo 1 principali tappe della ricerca scientifica Principale modalit. di comunicazione attraverso il linguaggio del corpoB posture sguardi gesti ecc$ Principi scientifici riferiti all!attivit. motorio1 sportiva$ 3port 1 3alute 17limentazione e dispendio energetico$ 4orme fondamentali sui traumi infortuni e sulle attivit. di prevenzione$ (lementi di primo soccorso e di medicina dello sport$ La pratica sportiva quale inclusione sociale dei gruppi svantaggiati$ *odelli nazionali europei ed internazionali dell!organizzazione sportiva e dell!associazionismo sportivo scolastico$

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