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SABATO 15 NOVEMBRE 2003

LA REPUBBLICA 41

DIARIO
di

LA GIORNATA NAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO


Una malattia in parte gi debellata e che, grazie alla ricerca, si pu sconfiggere Oggi 54 citt italiane promuoveranno incontri fra il pubblico e gli scienziati Domani la cerimonia presso il Quirinale

STEFANO BARTEZZAGHI

el 1978, appena reduce da un intervento chirurgico per un cancro, la scrittrice americana Susan Sontag pubblic un volume intitolato La malattia come metafora, titolo emblematico per illustrare una verit indiscutibile, quella della simbolicit del dolore. Detto in altri termini, la sofferenza non mai solo una questione meramente biologico-medica, segno di unesperienza pi profonda, indice di un male oscuro e radicale, per usare un altro titolo, quello del noto romanzo di Giuseppe Berto. Inoltre, essa pu contemporaneamente generare disperazione e speranza, tenebra e luce; pu essere distruzione e purificazione; riduce alla bestialit (certe malattie sono umiliazione e sconfitta di ogni dignit umana) ma pu anche trasfigurare, distillando come in un crogiuolo le capacit pi alte, divenendo luminosit interiore e catarsi. Il grande mistico medievale tedesco Meister Eckhart (1260 ca. 1327) affermava che nulla sa pi di fiele del soffrire, nulla sa pi di miele dellaver sofferto; nulla di fronte agli uomini sfigura il corpo pi della sofferenza, ma nulla di fronte a Dio abbellisce lanima pi dellaver sofferto. La malattia , dunque, simile a un crinale dal quale si diparte il versante in ombra della sconfitta della razionalit e persino della disperazione. E emozionante leggere le 156 righe del papiro di Berlino 3024, significativamente intitolato dagli egittologi Dialogo di un suicida con la sua anima: nel 2200 a.C. un anonimo sofferente vede come approdo liberatorio solo la morte, can-

Le illustrazioni di queste pagine, miniature che rappresentano lanatomia umana, sono contenute nel manoscritto Ashmole della fine del XIII secolo, conservato a Oxford

Quando il dolore rafforza noi stessi


GIANFRANCO RAVASI
tata come guarigione, profumo di mirra, dolce brezza serale, fiore di loto che sboccia. Le religioni di fronte alla sofferenza hanno dovuto ingaggiare una fiera battaglia, quella che ha dato origine a un genere filosoficoteologico, la teodicea, consapevoli delle alternative lapidarie messe sul tappeto da Epicuro: Se Dio vuole togliere il male e non pu, allora impotente. Se pu e non vuole, allora ostile nei nostri confronti. Se vuole e pu, perch allora esiste il male e non da lui eliminato?. In verit questo assedio teorico ed esperienziale alla cittadella del dolore ha aperto alcune brecce, ha individuato non pochi percorsi e sarebbe interessante seguirli, cosa che ovviamente ci ora preclusa ma che unimmensa bibliografia ha compiuto. C, per, anche un altro versante che si dirama da quel crinale ed esso paradossalmente in luce. Basterebbe solo evocare quel capolavoro spirituale e letterario che il libro di Giobbe, storia di unilluminazione raggiunta attraverso la spoliazione totale e la protesta quasi blasfema. Oppure mettere in scena la figura di Cristo che incontra la degenerazione causata dal male, la assume su di s attraversando la galleria oscura della passione e della morte: egli, per, con questa solidariet estrema depone nel limite umano una scintilla della sua divinit che esplode nella luce della risurrezione, cio della ri-creazione del mondo e dellumanit in una nuova dimensione ove, come dichiara il libro dellApocalisse, non ci sar pi morte, n il lutto, n il lamento, n laffanno, perch le cose di prima sono passate (21, 4). Pi laicamente lo scrittore americano Saul Bellow non esitava a identificare nella sofferenza lunico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito. Ora, se il dolore non una pura e semplice questione biologica o di tecnica medica, naturale riconoscere che la sua terapia deve anche comprendere un altro supplemento, quello della vicinanza e della condivisione. E curioso, al riguardo il comportamento di Cristo nei confronti dei lebbrosi:

MALE

SCONFIGGERE il

contravvenendo i divieti sanitari e rituali di allora, non solo va loro incontro ma anche li tocca, quasi assumendo su di s il male, condividendone il peso e lamarezza. Troppo spesso il medico, linfermiere, il parente, il cappellano sono in piedi, verticali e torreggianti nella loro salute, di fronte allorizzontalit del malato: ma come dice la Genesi biblica la comunicazione interpersonale avviene ke-negd, ossia stando di fronte allaltro, gli occhi negli occhi. Diciamo pure questa parola, necessario pi amore: Dio stesso scriveva il teologo Hans Kng non ci protegge da ogni dolore ma ci sostiene in ogni dolore. In questa linea ci sembra suggestiva una sorta di parabola che ci ha lasciato una figura laica come Ennio Flaiano. A lui era nata nel 1942 una figlia, Luisa, che gi a otto anni aveva iniziato a rivelare unencefalopatia epilettoide e che vissuta fino al 1992, curata amorosamente dalla madre, Rosetta Flaiano, morta non molti giorni fa. Ebbene, lo scrittore abruzzese nel 1960 aveva pensato a un romanzo-film di cui rimasto solo labbozzo. In esso si immaginava il ritorno di Ges sulla terra, infastidito da giornalisti e fotoreporter ma, come un tempo, attento solo agli ultimi e ai malati. Ed ecco, un uomo condusse a Ges la figlia malata e gli disse: io non voglio che tu la guarisca ma che tu la ami. Ges baci quella ragazza e disse: In verit, questuomo ha chiesto ci che veramente io posso dare. Cos detto, spar in una gloria di luce, lasciando la folla a commentare i suoi miracoli e i giornalisti a descriverli.

Dal grande mistico Meister Eckart fino alla scrittrice Susan Sontag la malattia legata alla sofferenza vista come unesperienza simbolica

Soffrire non una pura e semplice questione biologica o di tecnica medica. Qualunque terapia richiede un senso di vicinanza e condivisione

NESSUNO, a parte Harry Potter e pochi altri, nomina molto volentieri Lord Voldemort (semplicit di Albus Silente: lo chiama Tom): vi si fa allusione solo attraverso giri di parole come Tu-sai-chi o loscuro Signore. Perch? Come pu un nome, una semplice sequenza di suoni o di lettere, incutere terrore? Anche quando significa granchio o nomina una costellazione zodiacale cancro non una semplice sequenza di suoni o di lettere. A causa del gruppo delle tre consonanti intermedie una parola che digrigna, e che si fa sostituire volentieri dal sinonimo scientifico tumore o da perifrasi voldemortiane: male che non perdona, malattia incurabile,patologia oncologica. Popolari, piccolo-borghesi o scientifici, sono tutti eufemismi. Il Cancro si nomina volentieri solo quando si parla di ricerca anticancro. La paura di nominare che il nemico nominato sia evocato: chiami qualcuno con il suo nome, e quello arriva. La paura sempre una confusione. Bisogna separare la paura dei nomi dalla paura delle cose: ma per farlo, occorre gi avere meno paura.

MALE.

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ANTICHIT
GLI UMORI Le prime descrizioni del cancro vengono dallAntico Egitto. Dallantichit e nel corso di tutto il Medio Evo la causa di questa teribile malattia viene identificata in uno squilibrio tra i diversi umori del corpo.

SECOLI XVI-XVIII
IL MICROSCOPIO Con linvenzione del microscopio (1590) la medicina fa un passo decisivo verso il metodo scientifico. La teoria degli umori viene abbandonata, si praticano le prime rimozioni chirurgiche, nasce loncologia

IL SECOLO XIX
LE CELLULE Grazie ai progressi della microscopia si scopre che le cellule cancerose sono molto diverse dalle altre. Rudolph Virchow stabilisce che lorigine del cancro va cercata proprio nelle cellule

LE TAPPE PRINCIPALI

LONCOLOGO RACCONTA: QUELLINTERVENTO PIONIERISTICO SUL SENO DI UNATTRICE

LA STORIA DELLA DONNA CHE SALV LA BELLEZZA


UMBERTO VERONESI
(segue dalla prima pagina) on ho mai dimenticato quel bel viso e quelle parole. A quella donna, al suo indelebile ricordo legata una svolta nella lunga strada della ricerca contro il cancro. C'inventammo qualcosa in quei giorni e avemmo fortuna. Nel 1981 finimmo sulla prima pagina del New York Times. Otto anni dopo quel marzo del 1973, quando con i miei collaboratori cominciai la prima ricerca clinica per sperimentare una tecnica chirurgica che conservasse il seno nei casi di piccoli tumori della mammella. Allora non ci rendemmo conto pienamente che stavamo contribuendo all'inizio di una rivoluzione. La mastectomia, cio l'asportazione totale del seno, era da quasi cent'anni un dogma della medicina in caso di tumore e il solo pensare di criticarlo era considerato blasfemo in tutti i circoli accademici del mondo. D'altra parte, per anni avevamo seguito la direzione opposta, allargando costantemente l'area di demolizione chirurgica, togliendo muscoli e linfonodi, aprendo i toraci delle nostre pazienti per arrivare a pulire fino all'arteria mammaria interna che corre lungo lo sterno. Con che risultati? Sempre deludenti. Allora perch invertire la rotta di 360 gradi? Perch cominciavamo a capire che la guarigione non dipendeva dalla quantit di tessuti asportati e dall'estensione dell'intervento (Grande taglio grande chirurgo!), bens dalla natura delle cellule che costituivano il tumore, alcune totalmente maligne altre no, alcune aggressive altre quasi dormienti, alcune infiltranti altre incapaci di andare oltre il loro luogo di origine. Nello stesso tempo - e anche questo era rivoluzionario - cominciammo a prestare pi attenzione ai racconti dei pazienti, a dare ascolto ai loro pensieri, a riflettere sulle loro richieste. Sto parlando di solo trent'anni fa, eppure il clima psicologico di allora era lontano anni luce da quello attuale: non c'era internet, non c'erano le trasmissioni divulgative, si considerava oltraggioso nei confronti del primo medico consultato chiedere a un altro, un secondo parere. Eppure proprio in quegli anni inizi il mutamento. All'Universit di Milano Giulio Maccacaro invitava i colleghi a fermare le loro guerre alle malattie condotte usando il paziente come campo di battaglia e esortava a trasformare invece i malati nei pi preziosi alleati, per il raggiungimento della vittoria. A Catania, il genio di Massimo Gaglio si manifestava negli acuti volumetti della sua collana di libri (Essere o malessere, Medicina e profitto) e una nuova generazione di medici e infermieri si preparava ad esercitare l'attivit clinica non pi come una sorta di azione caritatevole (come quando gli ospedali si chiamavano della Misericordia), ma come un esercizio della ragione e dell'esperienza per riportare al benessere chi ha perso alla salute. Eravamo all'inizio, ma la strada ormai era aperta. Le demolizioni non servono per guarire perlomeno non sempre e soprattutto non sono un dogma. Capimmo che potevamo fare di meno e di meglio e che questo paradosso era possibile utilizzando insieme quelle armi che prima usavamo in modo sequenziale e separato. In quel crogiolo di idee e innovazioni che era l'Istituto Tumori di Via Venezian a Milano (la via Panisperna dell'oncologia) Gianni Bonadonna studiava farmaci e dosaggi per i tumori al seno, ma anche per i linfomi e per i tumori alle ossa. Cominciammo a collaborare con i grandi oncologi del Rizzoli di Bologna (il compianto Campanacci), le amputazioni di arti subito presero a diminuire, i ragazzi guarivano e tornavano a correre, le ragazze tornavano a sciare e ci mandavano le cartoline piene di neve e di sole, scrivendo grazie, sto bene e la gamba regge benissimo!. Poi fu la volta dei tumori all'intestino e al colon con quell'orribile operazione che asportava l'ano e che obbligava a scaricare le feci in sacchetti di plastica attaccati alla pancia. Parenti depressi e tremendamente tristi, famiglie incapaci di gestire la tragedia di questa vita innaturale, quasi peggio della malattia. Di nuovo la tecnologia ci diede una mano sotto la spinta delle nostre richieste e l'angoscia dei nostri pazienti. Se gi il dialogare con i ricercatori di laboratorio faceva parte della nostra cultura, in quegli anni ci fu un crescendo continuo di idee e di progetti. Avvenne il fenomeno che gli americani chiamano cross fertilization e che in effetti port ad una sorprendente fecondazione reciproca fra clinici e ricercatori soprattutto per impulso di quell'idea geniale che furono i Progetti Finalizzati del CNR (il nostro era diretto dal grande Giorgio Pro-

I LIBRI
SUSAN SONTAG Malattia come metafora Einaudi 1979 NORBERT ELIAS La solitudine del morente Il Mulino 1995 HANS GEORG GADAMER Dove si nasconde la salute Raffaello Cortina 1994 UMBERTO GALIMBERTI Il corpo Feltrinelli 1991 Paesaggi dellanima Mondadori 1996 SALVATORE NATOLI Lesperienza del dolore Feltrinelli 1992 NORBERTO BOBBIO De senectute Einaudi 1996 FILIPPO GENTILONI ROSSANA ROSSANDA La vita breve Pratiche 1996 VLADIMIR JANKELEVITCH Pensare la morte? Raffaello Cortina 1995 ALEKSANDER SOLGENITSIN Divisione Cancro Garzanti 1978 GESUALDO BUFALINO Diceria delluntore Bompiani 1992 ALBERT CAMUS La peste Bompiani 1992

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Un ricordo che risale a trentanni fa e riguarda lincontro con una giovane e affascinante paziente

LEV TOLSTOJ

GAO XINGJIAN

DON DE LILLO

I principali interessi di Ivan Ilic divennero le malattie e la salute della gente. Quando, in sua presenza, si parlava di malati, di morti, di persone guarite, in special modo di una malattia che assomigliasse alla sua, egli, tentando di nascondere la propria inquietudine, prestava orecchio, faceva domande e confrontava con la propria malattia quanto gli veniva detto
La morte di Ivan Ilic (1887-1889)

Sono appena scampato a una disgrazia: i medici mi hanno diagnosticato un tumore ai polmoni. Un errore. La morte mi ha giocato un brutto scherzo, ma ho avuto fortuna, sono riuscito a oltrepassare quel muro. Ora guardo la vita con altri occhi. Avrei dovuto lasciare da tempo lambiente mefitico in cui vivevo e tornare a contatto con la natura, in cerca di una vita autentica
La montagna dellanima (1999)

Tutto ci di cui abbiamo bisogno, che non sia cibo o amore, lo troviamo nelle rastrelliere dei tabloid. Storie di fatti soprannaturali ed extraterrestri. Vitamine miracolose, le cure per il cancro, i rimedi per lobesit. Il culto delle star e dei morti
Rumore bianco (1985)

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1900-1950
CHIRURGIA E CHIMICA Dallinizio del secolo il cancro combattuto con le armi della chirurgia e della radioterapia. A partire dagli anni 40 la ricerca si concentra sui farmaci. Nel 1950 negli Usa si stabilisce la relazione tra fumo e cancro

1950-1980
FERVORE SCIENTIFICO Sono anni di grande fervore scientifico. La scoperta del Dna (1953) inaugura la genetica. nel 1970 viene scoperto il primo oncogene. La farmacologia diventa sempre meno invasiva e pi efficace e selettiva

1985-OGGI
LA TERAPIA GENICA stabilito il legame tra i geni e il cancro. Si comincia a parlare di terpia genica. Entrano in sperimentazione farmaci che non uccidono pi le cellule tumorali, ma le riparano o le rendono inattive.

A sinistra, Umberto Veronesi. Dal 76 al 94 ha diretto l'Istituto nazionale dei tumori di Milano che sotto la sua guida si affermato come uno dei centri pi prestigiosi in Europa. Dal 1995 dirige, sempre a Milano, l'Istituto europeo di oncologia. E stato ministro della Sanit nel secondo governo Amato (2000-2001)

PARLA LESLIE FORD CHE DIRIGE LA DIVISIONE PREVENZIONE TUMORI AL NATIONAL CANCER INSTITUTE

MIGLIAIA DI VOLONTARI SPERIMENTANO NUOVI FARMACI


EMILIO PIERVINCENZI
Roma eslie Ford il capo della divisione prevenzione tumori del National Cancer Institute, una sorta di monumento della ricerca scientifica mondiale per finanziamenti, risultati, impatto sociale. La Ford lavora a Washington. Sovrintende tutti i lavori di ricerca finanziati dal Congresso degli Stati Uniti; finanziamenti che questanno raggiungono i quattro miliardi di dollari (ottomila miliardi di lire, in Italia lo Stato spende 250 miliardi di lire allanno). Il suo mestiere in pratica questo: cercare nuovi farmaci per prevenire il cancro. Che, come noto, si pu prevenire non fumando, oppure seguendo una dieta povera di grassi animali e agenti ossidanti. Ma, soprattutto, trovando molecole che interagiscano con la formazione delle cellule cancerose. Cominciamo da qui, dottoressa Ford. Quali farmaci avete allo studio e per prevenire quale tipo di tumore? Fondamentalmente abbiamo tre linee di ricerca in azione. Prevenzione del cancro al seno, con 13 mila volontarie che si sono sottoposte alla cura a base di tamoxifene e raloxifene, due farmaci che riducono nettamente, intorno al 50 per cento, la probabilit di avere un tumore al seno nellarco dei cinque anni nelle donne ad alto rischio. Ci sono diversi effetti collaterali, perch in medicina, come si dice, non si va mai a pranzo gratis ma c sempre una controindicazione. La controindicazione che abbiamo notato un aumento di casi di cancro allutero (in Italia, per ovviare a questo problema, la sperimentazione si effettua solo su donne senza utero, ndr). Quante persone lavorano a questa ricerca? Circa 400 centri in tutto il paese; circa mille medici stanno sottoponendo le pazienti allo studio. Seconda ricerca.

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A quella signora legata una svolta nella lunga strada della ricerca per la cura dei tumori

di, che fece parte del primo Comitato Tecnico Scientifico dell'AIRC)che ridiedero allo Stato la leadership nella ricerca scientifica. I colleghi dei laboratori venivano in sala operatoria e insieme decidevamo che cosa studiare, i pi giovani andavano in America non per fuggire, ma per tornare pieni di idee da sviluppare (a volte da noi meglio che oltreoceano perch la medicina pubblica apre a tutti le

LUIGI PIRANDELLO

Guardi qua sotto questo baffo qua, vede che bel tubero violaceo?... Sa come si chiama questo? Ah un nome dolcissimo pi dolce di una caramella: Epitelioma, si chiama La morte, capisce? passata. Mha ficcato questo fiore in bocca e mha detto: Tientelo caro: ripasser fra otto o dieci mesi!
Luomo dal fiore in bocca (1923)

porte della partecipazione alle ricerche mentre quella privata ha i forti limiti della disuguaglianza per censo). Fu la seconda ondata di progressi. Perch togliere tutti i linfonodi di una certa regione del corpo se vi un'elevata probabilit che siano sani? Nacque all'Istituto Europeo di Oncologia la tecnica del linfonodo sentinella. Perch dare alte dosi di chemioterapia con effetti collaterali tremendi se non sappiamo bene chi ne beneficer davvero e chi no? Nacquero le nuove linee di ricerca che grazie alla codificazione del genoma umano ci stanno gi permettendo di distinguere un tumore dall'altro e di cominciare a pensare a cure individuali, paziente per paziente, proporzionali alla gravit della malattia, all'et del malato, alla distanza tra la sua abitazione e luogo di cura. E' proprio necessario sottoporre tutte le pazienti operate al seno alla radioterapia dopo l'intervento? Venire tutti i giorni al suo ospedale per cinque settimane, caro professore, affrontando la nebbia e il traffico della tangenziale sicuramente pi pericoloso di un ritorno del mio tumore. Vero. Cos ci siamo spremuti le meningi fino a che abbiamo realizzato la radioterapia intraoperatoria o quella ultrarapida con irradiazione parziale. Non mi pare vero che siano passati 30 anni da quel marzo '73 ma se me lo si dice ci credo. Se i miei collaboratori freschi di laurea oggi hanno pi di 50 anni vuol dire che il tempo passato davvero. Ma lo spirito con cui cominciammo le nostre giornate non per nulla mutato. L'ansia di migliorare non ci lascia, la voglia di non vedere pi diventare enormi gli occhi dei nostri malati quando perdono i capelli, la battaglia che non vogliamo perdere contro il dolore, l'impegno che manteniamo per il rispetto della dignit di chi colpito dal cancro. Non vero che siamo una lobby che vuole pi finanziamenti per interessi di gruppo. Noi siamo certi dell'eticit del lavoro che deve essere svolto, dell'importanza della ricerca, della scienza e della ragione. Della necessit di incentivare l'innovazione e di premiare chi anche di notte, anche il giorno di Natale svolge con impegno il proprio turno di lavoro senza mugugni a fianco di chi malato. Perch il cancro non va a dormire, non va in vacanza. Noi s, ma sempre a turno perch ogni giorno vogliamo fare un passo avanti, anche piccolo ma avanti.

Possiamo trovare la pillola personalizzata. Oggi gran parte della ricerca va proprio in questa direzione

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Tumore alla prostata. Abbiamo somministrato il finasteride a 18 mila uomini che hanno superato i 50 anni di et. Il lavoro iniziato nel 1992. Met dei 18 mila volontari hanno avuto il placebo, laltra met il finasteride. Risultato: nel 99 abbiamo visto che la diminuzione nei casi di tumore era del 25 per cento. Ora dobbiamo capire meglio il significato di questo dato. Anche gli antinfiammatori hanno svelato qualit anticancerose. S, ne stiamo studiando alcuni. Abbiamo notato che uno di loro interferisce con linsorgenza dei polipi a livello del colon, persone che in queste condizioni hanno il 100 per 100 di probabilit di avere un tumore al colon. Lantinfiammatorio da noi testato ha ridotto il numero dei polipi del 30 per cento, un passo incoraggiante e inatteso. Che ci fa capire quanto ancora abbiamo da imparare sulla interazione fra le molecole e il cancro. Per esempio abbiamo provato selenio e vitamina E sul tumore ai polmoni, ma stato un fiasco. Ora invece abbiamo buoni risultati sulle influenze di selenio e vitamina E sul cancro alla prostata. Stiamo effettuando le prove su 27 mila uomini volontari. Si ha limpressione che la ricerca sul cancro vada avanti un po a caso. Impressione sbagliata. Le posso dire con assoluta certezza che ne sappiamo pi sul cancro al colon che sul mal di testa. E non dimentichi la grande capacit di adattamento delluomo. Siamo sopravvissuti milioni di anni usando proprio questa tecnica: se una strada si rompe, ne prendiamo unaltra. Se non riusciamo a trovare la pillola miracolosa, il Sacro Graal della medicina, possiamo trovare la pillola personalizzata. Le posso dire che oggi gran parte della ricerca farmaceutica va proprio in questa direzione. Nella teoria sappiamo che ci possibile, ci manca soltanto la pratica. In fondo, una piccola cosa davanti a un obbiettivo tanto grande: la fine, o quantomeno il secco ridimensionamento del cancro.

I FILM
LOVE STORY Si incontrano alluniversit, si sposano contro la volont dei ricchissimi genitori di lui. Lei muore di leucemia. Di Arthur Hiller (1970) ANONIMO VENEZIANO Il rinnovato amore di una coppia che si era separata finisce con linevitabile morte di lui Di E. M. Salerno (1970) VOGLIA DI TENEREZZA Muore di cancro dopo aver sbagliato marito e amante. Di James L. Brooks (1983) CARO DIARIO Il regista ricostruisce la sua odissea tra i medici dopo la diagnosi del morbo di Hodgkin. Di Nanni Moretti (1993) AUTUMN IN NEW YORK Donnaiolo inveterato si innamora della figlia di una sua ex amante, condannata dal cancro. Di Joan Chen (2000) ERIN BROCKOVICH Battagliera ragazza madre vince la causa contro una potente societ colpevole di inquinare lacqua di una contea che ha causato il cancro a 600 persone. Di Steven Soderbergh (2000)

A UNDICI ANNI UN TUMORE ALLE OSSA. OPERAZIONI, CURE, POI GLI STUDI DI MEDICINA

LE DUE VITE DI LUCILLA DA MALATA A DOTTORE


FABRIZIO RAVELLI
ucilla ha un gran bel sorriso. Minuta, pi giovane dei suoi 24 anni. Ha una vita piena di cose da fare, e tante ne ha viste. Una vita con un prima (Prima ero molto stupida e ingenua), un dopo (Dopo, ho pensato che avevo incontrato tante vite, e imparato qualche lezione), e un gran sorriso: Non che sia diventata particolarmente saggia, per. Ha attraversato ladolescenza, che gi non let della gioia, lottando contro quella cosa che (Ma lho scoperto dopo) si chiama cancro. Era una bambina, fra poco sar un medico piuttosto informato su quel che provano i malati: Mi sembrava, mi sembra ancora, di essere sempre met malata e met sana. Sono guarita? S, ma a ogni controllo penso che potrei tornare in un letto dospedale, e la cosa non finire mai. Era una bambina a Roma: Avevo 11 anni, facevo la seconda media e danza classica. Ho dato una botta col ginocchio contro il cancello della scuola. Un gran male. Fisioterapia, massaggi, ma niente, non passava. Mi hanno fatto delle lastre, hanno visto qualcosa danormale. Mi hanno ricoverata al Policlinico, e poi qui a Bologna, allIstituto Rizzoli. Era il febbraio del 91, la biopsia ha detto: osteosarcoma, un tumore maligno delle ossa. Ho fatto tre cicli di chemioterapia, e a maggio loperazione. Via un pezzo di femore, e dentro uno di banca, innestato con una placca e 16 viti. Che cosa fosse quella malattia, a Lucilla non lavevano detto: Per loncologo, sugli effetti della chemio, mi ha detto tutto fin dal primo giorno. Ti cadranno i capelli, ti verranno ulcere in gola, avrai nausee e perdita di peso, non potrai uscire, non andrai a scuola. La caduta dei capelli stata la cosa pi drammatica, li avevo lunghi. Il ritorno a scuola:

Le mie amiche uscivano, avevano storie. Io sempre col cappello di lana per coprire la pelata

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In terza media, in carrozzella e senza capelli. Non stato facile. Tutti i giorni la fisioterapia: mi piegavano la gamba, ed era doloroso. Lucilla sorride sempre, e racconta: Nel 92 mi hanno preso dei pezzetti di osso dalla spina iliaca, e li hanno innestati sul femore per stimolare la calcificazione. E ancora: Nel settembre del 93 una lastra al torace ha trovato una palletta, una metastasi al polmone destro. Mi hanno operato subito, e poi ancora tre cicli di chemio. Il secondo ritorno a scuola, in quinta ginnasio dopo tre mesi di assenza, stato ancora pi difficile: Le mie amiche uscivano, avevano qualche storia. Io sempre col cappelletto di lana per coprire la pelata. Faticavo, ero indietro, cera anche un prof severo che non mi faceva sconti. Pian piano, per, m tornato il colore in faccia, e i capelli. In ospedale, ha imparato anche la sofferenza degli altri: Tante vite diverse, e gente con problemi anche pi grossi del mio. Cerano persone di venti o trentanni che piangevano. Io reagivo arrabbiandomi coi medici, e mi arrabbiavo anche per gli altri. Una volta che ho mandato a quel paese uno, lassistente sociale mi ha regalato un pupazzetto di pelouche. Mi ha detto che aveva sempre sognato di farlo lei. Si chiama Anna, ancora mia amica. Lucilla adesso vive a Bologna, al quinto anno di medicina. La consapevolezza di quel che mi poteva succedere la sto acquisendo con lo studio. Lucilla, che fra un po sar la dottoressa Piccari, ha una bella vita piena, anche di cose che non dovrei fare, come arrampicarmi sugli scogli o andare in motorino. Ha una passione per gli orologi e tutto ci che misura il tempo. Studia e suona il sassofono: Ho cominciato dopo loperazione al polmone. Sorride.

Fondatore Eugenio Scalfari

Direttore Ezio Mauro 8,10)

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Anno 28 - Numero 269

1,20 in Italia (con 6 CD AFRO BAHIA

sabato 15 novembre 2003


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Il capo dello Stato alla Casa Bianca. Il presidente Usa: Grazie, Italia. Oggi tornano le salme dei soldati uccisi nellattentato

CiampiaBush:inIraqperlapace
A Roma i militari feriti. Polemica sulle misure di sicurezza a Nassiriya
IN NOME DELLEUROPA
VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON ON aveva favori da chiedere a George W. Bush, il presidente della Repubblica italiana Ciampi, quando ieri mattina si seduto con lui davanti al caminetto dello Studio Ovale, ma aveva qualcosa da dire, purtroppo anche a nome delle diciotto bare che hanno allungato la loro ombra sul suo viaggio americano, e questo qualcosa si riassume in una parola: Europa. Non lEuropa vecchia o quella nuova, secondo la provocatoria e infausta distinzione di Rumsfeld che gi stata buttata nella soffitta degli slogan sbagliati insieme con lAsse del Male, le Crociate e la Giustizia Infinita. SEGUE A PAGINA 3

LE STORIE

I musulmani dopo la strage

LIslam del Nordest tra dubbi e paura


RUMIZ A PAGINA 11

Lavevo detto, colpiranno ora

Limam di Carmagnola che sogna la Jihad


DE GREGORIO A PAGINA 10
Larrivo dei feriti di Nassiriya allaeroporto romano di Ciampino DA PAGINA 2 A PAGINA 12

LE IDEE

A Bruxelles il premier contesta il Patto di stabilit: Frena lo sviluppo. Nuove accuse ai magistrati

IL CASO

La ritirata impossibile
ADRIANO SOFRI
UNA domanda cui in tanti abbiamo rinviato giorno dietro giorno la risposta. Vorrei che la guerra in Iraq non fosse avvenuta? Volevo che non avvenisse: con la riserva di cercare un modo diverso per abbattere la tirannia di Saddam. avvenuta. Non mi inginocchio davanti al fatto compiuto. La Prima Guerra mondiale, e la Seconda Guerra mondiale, avvennero, e siano maledette e onorati i loro leali e infelici combattenti. Ma a questa domanda non voglio rispondere. Non voglio pronunciare una risposta che rimetta sul suo trono Saddam Hussein e ricopra le fosse comuni. Ma neanche una risposta che accetti come un costo necessario i morti di ieri, di oggi e di domani. SEGUE A PAGINA 17

Berlusconi allattacco della Ue


Troppi lacci per leconomia. Il Pil torna a crescere: +0,5%
LE CATENE DI GULLIVER E IL CAVALIERE
ANDREA BONANNI
ECISAMENTE a Berlusconi, presidente di turno dellUnione, questEuropa non piace. Essa non ha fatto nulla per rilanciare lo sviluppo e la competitivit. Inoltre frena le potenzialit dellindustria con uniper regolamentazione che invade la vita delle imprese e dei cittadini. Quanto alleuro, s trattato, bont sua, dun fatto importante, ma ha provocato una caduta della domanda. E i governi, spiega, hanno le mani legate perch non possono intervenire sui cambi, n modificare i tassi dinteresse e viene loro perfino negata la possibilit dincrementare il deficit a causa del Patto di stabilit. SEGUE A PAGINA 13 SERVIZI ALLE PAGINE 13 e 33

Se Mestre divorzia da Venezia


MARIO PIRANI
L SUICIDIO di Venezia potrebbe avvenire domani se la maggioranza dei suoi cittadini decidesse per referendum di dividere in due il Comune: di qua la citt dacqua, col centro storico e le isole, e di l Mestre e la terraferma. la quarta volta in 25 anni che gli abitanti sono chiamati a pronunciarsi sullo stesso quesito e il risultato stato, fin qui, sempre contrario alla separazione, pur se con percentuali via via calanti (dal 74,2 al 55,6 per cento). Questa volta il risultato si presenta incerto, anche se lobbiettivo che sottost alla richiesta di divorzio appare assai pi evidente: spogliare Venezia da ogni funzione di citt vera e propria, pur nella singolarit della sua natura di Arcipelago multiforme, come la defin Cacciari, per ridurla a puro fondale per turisti e amanti anziani di montaliana memoria. O per manifestazioni internazionali e vertici dove lImmagine pu sostituire esteticamente i contenuti, senza bisogno che Berlusconi si preoccupi degli addobbi, dei finti prati, degli arazzi in prestito, come in una qualunque Pratica di Mare. La delimitazione del fondale, con relative quinte e siparietti, verrebbe poi completata da altre e gi preannunciate separazioni in seno alla comunit sia lagunare che di terraferma: Marghera vuol gi separarsi da Mestre, per non restarle domani soggetta; e cos a Murano, Burano e al Lido comincia a serpeggiare lidea balzana della autonomia dellisoletta che volta le spalle a piazza San Marco. SEGUE A PAGINA 17

Al via le assemblee nel centrosinistra Ds: lavoriamo per la casa comune. Rutelli frena

Messaggio di Prodi allUlivo Se stiamo uniti possiamo vincere


Romano Prodi e Silvio Berlusconi

DE MARCHIS, FUCCILLO e ROSSO ALLE PAGINE 20 e 21

DIARIO

Tumore, la lotta contro il male


UMBERTO VERONESI
A DONNA era bella. E sorrideva, nonostante la malattia. Faccia quello che vuole - mi disse - ma non mi tolga il seno. Sono attrice di teatro, recito Goldoni. Sa, professore, sulla scena indosso sempre un costume scollato e quando litigo nelle Baruffe Chiozzotte mi piego in avanti con i pugni sui fianchi e devo avere due bei seni da mostrare. tutta la mia vita. La prego, si inventi qualcosa. SEGUE A PAGINA 42 BARTEZZAGHI, PIERVINCENZI, RAVASI e RAVELLI ALLE PAGINE 41, 42 e 43

Presa una donna che confessa La polizia: Un caso unico

Lassassina di Firenze Ho ucciso per invidia


Daniela Cecchin

BOCCI, BOLOGNI e SELVATICI ALLE PAGINE 24 e 25