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Introduzione alla pedagogia


Attenzione! Questo materiale didattico per uso personale dello studente ed coperto da copyright. Ne severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto dautore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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Indice
1 Il concetto di Pedagogia ---------------------------------------------------------------------------------- 3
2 Pedagogia come filosofia delleducazione ------------------------------------------------------------- 6
3 Pedagogia come scienza ---------------------------------------------------------------------------------- 8
4 Dalla pedagogia alle scienze delleducazione ------------------------------------------------------ 11
5 Lidentit della pedagogia oggi ----------------------------------------------------------------------- 13
BIBLIOGRAFIA ---------------------------------------------------------------------------------------------- 16
Introduzione alla pedagogia


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1 Il concetto di Pedagogia

La pedagogia nasce quando luomo inizia ad interrogarsi sulle finalit delleducazione e sui
mezzi per raggiungerla. Proprio per questa sua natura investigativa la pedagogia fortemente legata
alla filosofia. I pilastri pedagogici sono sempre stati legati alla conoscenza della vera natura
delluomo, dellidentit; questioni che rimandano al rapporto con la natura, con Dio, con le finalit
e il senso della vita e lo studio del rapporto tra individuo e comunit, dal punto di vista della libera
espressione di s nella cultura, rimanda ai fondamentali temi filosofici della libert, dei fondamenti
del diritto e della legge e dei suoi limiti.
Nel corso del tempo si sono succedute varie concezioni filosofiche e pedagogiche strettamente
connesse e correlate alle vicende storiche e sociali.
La pedagogia tradizionalmente legata ai modelli educativi dellantica Grecia, ma per una
visione ampia di tali modelli occorre fare una breve descrizione dellevoluzione storica
delleducazione.
La storia delleducazione
1
riguarda necessariamente le teorie pedagogiche, i metodi
dinsegnamento, lorganizzazione delle strutture scolastiche dai tempi antichi fino alla societ
contemporanea, quindi le forme attraverso le quali le societ hanno tramandato da una generazione
allaltra le proprie culture, conoscenze e valori.

Nella tradizione filosofica classica del V e IV secolo a.c. (Sofisti, Socrate, Platone, Aristotele)
leducazione era finalizzata alla formazione del cittadino. Secondo questa concezione luomo
diventa portatore di una cultura che si esprime nella sua libert individuale, resa possibile dalla vita
nella comunit politica. Leducazione, quindi, non costituisce un aspetto individuale ma appartiene
alla comunit e ledificio di ogni comunit riposa sulle leggi e norme, scritte e non scritte, in essa
vigenti, le quali vincolano essa medesima e i suoi membri. Ogni educazione perci emanazione
diretta della viva coscienza normativa duna comunit umana
2
.



1
LEducazione nasce come linsieme dei processi e dei mezzi attraverso i quali una societ trasferisce da una
generazione allaltra il patrimonio di conoscenze come cultura, valori, tradizioni, comportamenti. Etimologicamente il
termine educazione deriva dal latino educare, del quale vengono indicate due origini e due significati diversi: dere, che
significa alimentarsi ed ex-dcere, che significa trarre fuori.
2
Jaeger W., La sapienza greca, Adelphi, Milano 1977, p. 54.
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I Greci hanno chiamato Paideia
3
quella ampia visione della formazione delluomo.
NellEnciclopedia filosofica viene riportata la descrizione di paideia che viene intesa come
educazione come tecnica con cui il fanciullo preparato alla vita. Nondimeno il termine nel
mondo ellenico and sempre pi arricchendosi di significato, fino ad esprimere lideale della
formazione umana; non pi dunque, preparazione alla cultura, ma la cultura stessa in quanto
valore della personalit. I latini tradussero paideia con humanitas; i tedeschi traducono
Bildung, significando, appunto, un concetto diverso dalla Kultur. La paideia, lhumanitas, non
, infatti, la cultura in senso quantitativo ed oggettivo, ma la cultura nella sua alta espressione
qualitativa e personale. Nella civilt greca, di conseguenza, la persona umana realizzava
interamente se stessa nella paideia e per questo conquistava limmortalit e la beatitudine.
Il termine pedagogia , dunque, di derivazione greca (, da (paidos) il
bambino e guidare, condurre, accompagnare) e significa guida del fanciullo.
Solo nella seconda met del secolo XIX la pedagogia si propose come scienza, come filosofia
delleducazione, rinnovandosi radicalmente come sapere e, al tempo stesso, imponendosi come
pratica sociale sempre pi centrale, articolata, diffusa.
Ma solo dopo la seconda guerra mondiale che gli studiosi di pedagogia cominciano un
cammino di ricerca per costruire una nuova identit della disciplina.
Occorrer, comunque, arrivare agli anni Settanta per dare un nuovo assetto alla pedagogia e non
essere pi considerata ancilla philosophiae, un sapere privo di una propria autonomia teorica: fino
ad allora si parlava, infatti, di filosofia delleducazione anzich di pedagogia.
La pedagogia, attraverso processi innovativi che ne hanno alterato limmagine tradizionale, si
dunque emancipata dalla filosofia come metafisica, caratterizzandosi come scienza empirica.
Tra i tanti autori che hanno contribuito allemancipazione della pedagogia ed al suo costituirsi
come disciplina autonoma possiamo ricordare J. Dewey, considerato uno dei grandi pedagogisti del
Novecento.
In particolare nel testo Le fonti di una scienza delleducazione, scritto nel 1929, ma pubblicato
in Italia solo nel 1952, Dewey afferma che:
la pedagogia una disciplina scientifica, ovvero che pu utilizzare i metodi
delle scienze sperimentali pur riconoscendo la complessit dellevento
educativo e la sua irriducibilit ad una mera catena di cause-effetti
4
.

3
Cfr, Jaeger W.,Paideia. La formazione dell'uomo greco, La Nuova Italia, Firenze 1967.
4
Dewey J., Le fonti di una scienza delleducazione, La Nuova Italia, Firenze 1994, pag. 65.
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La pedagogia intrattiene rapporti significativi con le altre scienze
delleducazione (filosofia, psicologia, sociologia delleducazione) che si
presentano come fonti speciali per comprendere laccadere educativo
5
.
Dunque, possibile definire la Pedagogia come la scienza delleducazione deputata al difficile
compito di organizzare una progettazione esistenziale per una persona in grado di combattere i
processi di omologazione generati da una societ dei consumi e della cultura mediatica che
espropriano la sua singolarit.
La Pedagogia, dunque, mira ad una sempre pi elevata e diffusa formazione in termini di
costruzione di una persona che sia innanzitutto capace di pensare con la propria testa (valori
culturali), sia responsabile e cosciente dei propri diritti (valori civili), sia solidale, cooperativo e
proteso alla giustizia (valori esistenziali).
Essa si delinea come fascio articolato di discorsi tecnici e pratici, scientifici e filosofici,
normativi e descrittivi. Ma tale pluralismo interno costitutivo, poich la pedagogia conoscitiva
ed operativa, una disciplina di frontiera, in quanto intesa a fissare i principi e ad elaborare
strategie.
La pedagogia generale riflette sulle scienze delleducazione coordinandole relativamente agli
aspetti generali e trasversali della formazione: la pedagogia interculturale, la pedagogia di genere, la
pedagogia della marginalit, etc.
La filosofia delleducazione si occupa degli aspetti epistemologici e assiologici (cio legati ai
valori, alletica) della formazione.











5
Ibidem
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2 Pedagogia come filosofia delleducazione

Com noto la filosofia delleducazione guarda allanalisi dellesperienza educativa in forme
strutturali libere da determinazioni particolari; mentre la pedagogia orientata ad unimpostazione
educativa concreta e determinata.
La filosofia delleducazione
6
ha subto un duplice processo: di riduzione e di specializzazione,
passando da una posizione generale e predominante (in cui era in testa alla pedagogia per guidarne
tutto il percorso) ad una collaterale e particolare.
Collaterale perch, anzich rivolgersi agli elementi assiologici e teleologici del processo
pedagogico, oggi diventata oggetto di una funzione metodologica o meglio metapedagogica.
Particolare, perch per assumere questo nuovo ruolo ha dovuto specializzare il proprio
approccio (linguaggio, contenuti, metodi ecc.) passando da un approccio pi generico e globale (che
comunque conteneva gi, tra le altre, anche la dimensione epistemologica) a un atteggiamento pi
profondamente epistemologico.
Il risultato del cambiamento ha generato una intensa attenzione e un profondo interesse per la
filosofia delleducazione da parte di molte posizioni pedagogiche, con una maggiore criticit, fino a
giungere, per quanto attiene allAttivismo, ad una messa in discussione di ogni dato, presupposto,
principio e quantaltro: messa in discussione applicata ad un esercizio trasversale che taglia tutti i
saperi.
Questa filosofia delleducazione, tralasciando per ora la riflessione sui problemi pedagogici
generali, si sviluppa in linee-guida:
1) lepistemologia,
2) lassiologia,
3) lontologia.
Il primo aspetto specifico connesso alla riflessione sul sapere pedagogico e le domande a cui
deve dare risposta riguardano che tipo di sapere quello pedagogico, quale rigore lo contrassegna e
a quale criterio di verit risponde.
Il secondo grande ambito in cui deve cimentarsi la filosofia delleducazione quello
dellassiologia, perch ogni pedagogia un sapere portatore, in senso esplicito o implicito, di valori
che ne condizionano il progetto attuativo e il significato. Il problema in questo caso che (come
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aveva gi detto R. Laporta) altri saperi accompagnano la pedagogia e tendono a sovrapporre i loro
valori a quelli propri delleducazione. Perci diventato importante definire la corretta prassi
dindividuazione dei valori educativi, secondo procedure razionali e dautonoma elezione
pedagogica, fissando la dialettica dei punti di vista che, su questo piano assiologico,
imprescindibile e vincolandola a confrontarsi, costantemente, coi principi (anche valoriali) di quel
sapere.
La terza forma , infine, quella dellontologia, collegata da alcuni studiosi alla metafisica
tradizionale e al suo tramonto che ha provocato di conseguenza anche la caduta dellontologia
medesima
7
.
Tuttavia, la pedagogia ha bisogno di un fondamento ontologico alla base della definizione del
proprio oggetto (su questo scambio tra un livello logico ed uno sostanziale, per, alcune scuole di
pedagogia non sono daccordo), cos lontologia da metafisica diviene regionale (come settore del
sapere che si struttura su elementi) occupandosi della descrizione formale di regioni
dellesperienza o dei saperi, nelle quali mette a nudo gli aspetti specifici, le loro strutture, i
connotati costitutivi e regolativi, le eidetiche, le fenomenologie, le dialettiche specifiche
8
.















6
Cfr. Cambi F., Le pedagogie del Novecento, Edizioni Laterza, Bari 2005.
7
Ivi, pag. 38.
8
Ivi, pag. 40.
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3 Pedagogia come scienza

La pedagogia come scienza nasce, secondo alcuni studiosi, con le opere di figure autorevoli
come: E. Claparde, il cui programma imperniato sulla concezione funzionale delleducazione e
di scuola su misura; M. Montessori, la cui ideologia parte da una costruttiva critica della
psicologia scientifica, in quanto pensiero comune che prima di loro la pedagogia fosse stata
considerata soltanto come arte pratica sviluppata con lesperienza per allevare i bambini,
trasmettere loro le tradizioni sociali e inserirli nel gruppo di appartenenza, una volta che fossero
diventati fanciulli; oppure come una filosofia che si occupa di determinare le finalit e il
procedimento dellarte educativa in riferimento ad una specifica concezione delluomo.
Loggetto della pedagogia, intesa come scienza, non solo luomo in quanto organismo da
descrivere, ma luomo in quanto realt chiamata a costruir se stessa
9
; perci fine immediato
quello di creare le condizioni individuali e sociali necessarie a porre il soggetto nella condizione di
autodeterminazione, mentre il fine pi prospettico quello di realizzare una societ quale
complesso di condizioni strutturali, morali, intellettuali, produttive, capaci di rendere luomo
padrone di s; in tal senso la pedagogia come scienza delleducazione sembra il solo mezzo sociale
capace di realizzare la natura delluomo attraverso la sua cultura, che non sia semplice strumento
dideologia, anche se continuamente e imprescindibilmente in rapporto con gli ideali, i valori, le
verit, i significati dellideologia stessa, inteso come orizzonte di ipotesi da cui far nascere nuove
ricerche e nuove prospettive.
Il movimento delle scuole nuove (in cui ritroviamo autori quali Dewey, Decroly, Claparde,
Montessori ed altri) ha delineato quelli che sono i fondamenti filosofici e scientifici di questo
rinnovamento pedagogico, sviluppatosi in netta contrapposizione alle scuole, e quindi alla
pedagogia, tradizionali; scuole a cui veniva contestata, tra le altre, una falsa concezione della natura
infantile. Questi teorici, quindi, si dedicarono alla realizzazione di progetto che riguardasse
uneducazione cosiddetta attiva, collegando cos la pedagogia alle scienze umane
10
.
Tra i grandi temi dellattivismo, enumeriamo:
puerocentrismo, cio riconoscimento del ruolo essenziale, ed attivo, del
fanciullo in ogni processo educativo;

9
La porta R, La difficile scommessa, La nuova Italia, Firenze 1971, pag. 33.
10
Cambi F., Le pedagogie del Novecento, op. cit., pag. 27.
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valorizzazione del fare allinterno dellapprendimento infantile, ponendo al
centro la manualit, il gioco e il lavoro;
motivazione, ogni apprendimento collegato allinteresse del fanciullo e,
quindi, sollecitato dai suoi bisogni educativi;
socializzazione, quale bisogno primario del fanciullo.
La pedagogia del Novecento si arricchisce anche sul piano teoretico, realizzando nuovi modelli
pedagogici, sviluppando una pedagogia sperimentale, oltre che pedagogie nuove coma la
psicopedagogia o la sociologia delleducazione; approfondisce indagini scientifiche sul bambino
(Freud, Vygotskij, Piaget, ecc.) e sullapprendimento (Piaget, Wertheimer, ecc.), ridisegnando, cos,
lorizzonte del sapere educativo.
La psicopedagogia volta ad approfondire la conoscenza del bambino o delladulto, oltre che lo
studio dellambiente in cui egli evolve e con cui si relaziona, volgano in particolare il proprio
sguardo prevalentemente ai problemi scolastici ed educativi.
La sociologia delleducazione si mossa, invece, in modo prevalente intorno alla scuola e al suo
ruolo sociale, affrontando temi quali: lintegrazione sociale, la trasmissione dei pregiudizi, lo studio
dei sistemi scolastici, il rapporto tra scuola, stratificazione sociale e immissione nel mondo del
lavoro.
Molti studiosi, da Mannheim a Parsone, a Dewey e oltre, si sono dedicati ad una ricerca sul
nesso tra educazione e societ, tenendo presenti le istituzioni e le loro strutture, il rapporto con il
settore politico e con quello economico, e le rispettive influenze.
Un altro contributo rilevante, da cui non possibile prescindere, ci proviene dalla psicoanalisi e
dalla psicologia dellet evolutiva.
innanzitutto a Freud che la pedagogia deve una ridefinizione dellinfanzia; un nuovo sguardo
ai rapporti interfamiliari; un rinnovato interesse allemotivit e allaffettivit, che vengono a
ricoprire cos un ruolo centrale.
Mentre a Piaget, teorico dellepistemologia genetica, si deve una pi dettagliata suddivisione
dellet evolutiva in tappe successive di evoluzione.
da ricordare che intorno allapprendimento lavorano sia comportamentisti che gestaltisti,
evidenziando ora il procedimento per prove ed errori, ora lapproccio organico allesperienza.
Ricordiamo che per i comportamentisti lapprendimento condizionamento; mentre per i
gestaltisti la globalit che presiede allapprendimento.
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A seguito di tali diramazioni si viene delineando una nuova immagine della pedagogia, come
scienza che nutrita da altre scienze e regolata da criteri metodologici scientifici. La nascita
della scienza della natura, in et moderna, pur fondata sul presupposto filosofico dellintrinseca
razionalizzazione del cosmo, rende possibile la considerazione delluomo come essere naturale e,
quindi, soggetto ad uno sviluppo conforme alla sua particolare natura. Rousseau, per primo, poi
scopr il valore delleducazione come identit tra natura e coscienza e intu sia il valore dellinfanzia
nella formazione delluomo, sia la possibilit dellautonomia delleducazione
11
.
La pedagogia perci scienza delleducazione; la scienza, cio, che studia in modo sistematico
come leducazione si realizza in un determinato ambiente sociale.
Il termine educazione riguarda, infatti, sia un processo che il suo risultato e si riferisce a tre
elementi che intervengono nel suo sviluppo:
1) elementi interni al soggetto, intesi come caratteristiche di chi si educa (personalit, salute,
intelligenza ecc.);
2) elementi esterni, intesi quali influenze dellambiente sociale cui lindividuo sottoposto;
3) elementi interattivi, come le modalit di risposta agli stimoli esterni da parte dellindividuo
e le conseguenti modifiche dellindividuo stesso; da qui il concetto di personalit quale risultante
dellinterazione costante delle originarie dotazioni individuali e degli influssi esercitati
dallambiente.
La pedagogia, in quanto scienza, studia i procedimenti scientifici adatti a modificare le
dotazioni dei soggetti nel modo migliore per il compimento integrale della personalit di ciascuno.

11
Giugni G., Introduzione allo studio delle scienze pedagogiche, Ed Sei, 1984 pag. 14.
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4 Dalla pedagogia alle scienze delleducazione

Durante la seconda met del Novecento si compiuta quella radicale trasformazione della
pedagogia di cui gi abbiamo accennato: dalla pedagogia si passati alla scienza delleducazione.
Si dunque avuta una rivoluzione nel sapere educativo, ponendosi come punto di non ritorno:
dal primato delle filosofia si passati al primato delle scienze.
Lo si pu definire, questo, un nuovo quadro di riferimento che ha ridelineato il ruolo della
pedagogia in campo educativo.
Il lavoro di Visalberghi, Pedagogia e scienze delleducazione del 1978, pu essere
debitamente definito come il documento che testimonia la svolta della pedagogia. Scurati
12
sostiene
che ciascun punto di vista delle diverse discipline preso individualmente, ma poi anche tutti presi
insieme, non sono sufficienti a consegnare tutto il sapere che si deve possedere nel considerare i
problemi educativi, pur costituendo ciascun punto di vista un elemento irrinunciabile dindagine e
riflessione.
Verso la fine della seconda met del Novecento il termine pedagogia comincia ad essere
sostituito da scienze delleducazione, sulla base di alcune considerazioni, tra cui la consapevolezza
che il metodo di indagine della pedagogia si spostato sulla ricerca sperimentale, su un metodo
speculativo, quindi non pi solo riflessione teorica, alla stregua della filosofia; inoltre non
riguarda solo leducazione del fanciullo, ma volge il suo sguardo ad uneducazione e ad una
formazione che ricoprono lintero arco di vita.
Infatti, le scienze delleducazione si interessano, oltre che allistruzione e alleducazione del
fanciullo, anche allistruzione degli adolescenti e dei giovani, alleducazione degli adulti, alla
rieducazione di soggetti che si trovano in situazioni di disagio (quali ad esempio, carceri, comunit,
centri di rieducazione, ecc.), non trascurando le nuove modalit di fare didattica proposte dalle
nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione.
Da tutto questo possibile evincere che la scuola, cos come listruzione stessa, si
radicalmente trasformata, rispecchiando quelli che sono i cambiamenti stessi della societ in cui
calata.
Inevitabile diventa, per la scuola e per listruzione, il confronto con culture diverse a cui occorre
dare risposte a problemi e necessit comuni a tutte le societ, a seguito del fenomeno della
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globalizzazione, dovuto alla crescita progressiva di scambi e relazioni che avvengono su scala
mondiale, scambi possibili grazie alla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione.
Dunque, il sapere pedagogico diventa complesso, costituendosi di nuovi elementi, per cui il
passaggio da pedagogia a scienze delleducazione diventa inevitabile e il sapere stesso diventa
tecnicamente pi efficace, rinnovando lidentit della pedagogia allinterno di una vera e propria
rivoluzione socio-culturale.

























12
Scurati C., Pedagogia, nella collana Scienze delleducazione Mondadori, Milano 1999.
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5 Lidentit della pedagogia oggi

Durante il Novecento la pedagogia stata al centro di un cambiamento epocale, ovvero, da
sapere filosofico si fatta scienza-di-scienze, dando sempre, per, unimmagine riflessiva e
unitaria di s: al posto di una pedagogia singolare si fatta posto una pedagogia intesa come fascio
di saperi coordinati alleducare/formare e come esercizio di una riflessione critica sul proprio
discorso e/o insieme di discorsi, per leggerne la specificit, la complessit, larticolazione e la
differenza come pure la convergenza e lintegrazione
13
.
I pilastri fondamentali della pedagogia sono riconducibili a Dewey e Gentile che presentano due
concezioni delluomo e due prospettive differenti, che hanno dato vita, poi, ad altre forme di
educazione.
Dunque, si pu dire che oggi la pedagogia scienza al plurale, fatta di molti saperi che
sviluppano e disseminano, ma anche problematicizzano e rafforzano, il pedagogico. Essa si articola
sempre pi in specializzazioni, in settori autonomi, definiti per oggetto e per metodi e che
disarticolano il campo unitario della pedagogia
14
.
Le innovazioni pi significative nellambito del sapere pedagogico possono essere considerate:
Laffermarsi delle scienze delleducazione e lo sviluppo dellepistemologia
15

pedagogica, questultima riflette sui criteri di scientificit del sapere
educativo, ovvero sulla questione del metodo di ricerca, sui rapporti che
interconnettono le varie discipline e su come queste ultime si sono
sviluppate storicamente;
Il costituirsi di un modello di pedagogia critica, che si impone sempre pi
come modello per fare pedagogia;
Lo sviluppo della pedagogia sociale, oggi settore fondamentale della
pedagogia, che verte intorno ai bisogni educativi delle societ.
Lidentit della pedagogia, oggi, passa attraverso la concezione che vede luomo non
autosufficiente, bisognoso del rapporto con laltro soggetto, in un permanente educarsi

13
Cambi F., Lidentit della pedagogia oggi, op. cit., pag. 211.
14
Ivi, pag. 212.
15
Etimologicamente, il termine epistemologia deriva dalle parole greche episteme (scienza) e logos (discorso) con cui si
indica quella parte della Teoria Generale della Conoscenza che si occupa della filosofia della scienza, cio dei
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reciproco
16
. Diventa cos impensabile uneducazione in cui non sia centrale la relazione tra il
soggetto e leducatore.
Dato il notevole cambiamento della modalit di approccio ai problemi riguardanti lesperienza
umana, la storia delluomo e della coscienza culturale, in cui si situa il pensiero e la pratica
delleducazione, il tema riguardante lidentit della pedagogia oggi animato da una particolare
urgenza.
Abbiamo visto che la pedagogia, soprattutto quella italiana, a partire dalla fine della seconda
guerra mondiale, ha voluto emanciparsi epistemologicamente dalla filosofia. Questo le ha
consentito, da un lato, di vestirsi di una nuova scientificit, con nuove metodologie di ricerca,
ampliando il suo campo di indagine; dallaltro, lha frammentata in pi pedagogie, facendole
perdere di vista che la riflessione sulleducazione riguarda luomo intero e non singole parti di
esso.
17

Come tutte le altre scienze, comprese quelle esatte, ha preteso di garantire un sapere affidabile;
si radicalmente rinnovata e, contemporaneamente, si imposta come una pratica sociale sempre
pi diffusa e centrale.
La societ post-industriale ha posto leducazione quale fattore di sviluppo della societ stessa
nel suo complesso; facendo della scienza il paradigma centrale della conoscenza e modello-guida
dellorganizzazione dei saperi
18
.
La questione in atto della pedagogia quello di dover costantemente postulare un orizzonte di
senso, tentando sempre di fuoriuscire da quellinsieme contraddittorio e complesso delle sole
disposizioni delle cose, fuoriuscire cio da una cosiddetta totalit.
Il problema dellidentit della pedagogia, dunque, va risolto anche attraverso la ricerca di una
pi stretta connessione tra la teoria e la pratica, tra il sapere pedagogico studiato, quello insegnato
e i modi e i tempi del suo insegnamento e quello applicato.
La pedagogia, oggi, va intesa sia come critica dei saperi delleducazione che come sistema dei
sistemi. Infatti, la pedagogia non pu prescindere da unanalisi critica della propria epoca, del
proprio tempo, del contesto che si trova a vivere.


fondamenti, della natura, dei limiti e della validit del sapere scientifico, sia delle scienze esatte (logica e matematica)
che delle scienze empiriche (fisica, chimica, psicologia, sociologia, pedagogia, etc.).
16
In Lidentit della pedagogia oggi (Lucio DAlessandro, pag. 11)
17
In Lidentit della pedagogia oggi (Riccardo Pagano, pag. 87)
18
F. Cambi, Le pedagogie del Novecento, op. cit., pag. 9.
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Una pedagogia che abbia sempre presenti sia la necessit ed inevitabilit dellincontro tra le
razze, le culture, le lingue, ecc.; sia il bisogno di strumenti educativi capaci di promuovere la
sostenibilit dello sviluppo; sia limportanza del rapporto tra i soggetti in campo lavorativo,
ricreativo, ecc.; sia la capacit di garantire momenti efficaci ed efficienti di apprendimento e
formazione.
da tenere ben presente che, nellultimo decennio in particolare, il mondo delleducazione
proiettato verso un confronto con le potenzialit formative proposte dagli strumenti tecnologici;
data limprescindibilit dal coinvolgimento delle nuove tecnologie nel processo
educativo/formativo occorre affrontare il problema relativo allacquisizione della logica
multimediale da parte degli attori interessati (docenti e discenti).
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BIBLIOGRAFIA

Cambi F., Le pedagogie del Novecento, Edizioni Laterza, Bari 2005
Cambi F., Manuale di filosofia delleducazione, Ed. Laterza, Bari 2005
Claparde E., La scuola su misura, La Nuova Italia, Firenze 1952
Chiosso G., Novecento pedagogico, Ed. La Scuola, Brescia 1997
De Bartolomeis F., La pedagogia come scienza, La Nuova Italia, Firenze1953
Dewey J., Le fonti di una scienza delleducazione, (1929), La Nyova Italia, Firenze 1994
Fornaca R., La pedagogia scientifica del 900, Principato, Milano 1981.
Giugni G., Introduzione allo studio delle scienze pedagogiche, Ed. Sei 1984.
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