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Note sulla risoluzione degli esercizi con le coniche

Carlo Maria Scandolo 22/1/2014


Nota

Nella parte sulla parabola ci sono alcune sottigliezze che non ho evi-

denziato e quindi ci costituisce un limite nella presentazione che do dell'argomento. Allo stadio attuale di queste note, tale parte va pertanto considerata pi che altro come un riferimento, non essendo la trattazione esaustiva.

Introduzione
ax2 + 2bxy + cy 2 + 2dx + 2ey + f = 0
(1)

All'equazione di secondo grado in due variabili

associamo la matrice

f d e A = d a b . e b c

Come trucco mnemonico si pu usare il fatto che gli elementi nella diagonale principale sono quelli che non hanno il fattore 2. Poi bisogna ricordare che la matrice dei termini di secondo grado in basso a destra. Gli altri termini si costruiscono per simmetria e nella prima riga, dopo la in ordine alfabetico.

f,

la

e la

sono

In questo modo non troppo dicile ricordare dove

mettere i vari coecienti della conica nella matrice associata.

Metodo generale di procedere


A. La prima cosa A. Se il determinante di A nullo, non degenere.
la conica degenere
da fare calcolare il la conica

Partiamo dalla matrice associata determinante di altrimenti

degenere,

2.1

det A = 0:
A

A questo punto bisogna determinare il rango di Se il rango di con la matrice (le due rette). Se il rango di

A.

2, allora la conica in realt l'unione di due rette

distinte. In questo caso, per capire quali sono le rette, piuttosto che lavorare

A,

conviene fare un raccoglimento parziale nella (1) e scrivere

il primo membro come un prodotto di due polinomi di primo grado in

A 1, allora la conica in realt una retta contata due volte.

Anche in questo caso, per capire che retta , conviene lavorare direttamente con la (1). Questa volta Scriviamo la (1) come il quadrato di un polinomio di primo grado in

(la retta contata due volte).

2.2

det A = 0:

la conica non degenere

Se la conica non degenere, si considera la matrice grado.

dei termini di secondo

A =
Adesso si calcola il determinante di

a b b c A.

se se se

det A < 0, det A = 0, det A > 0,

la conica un'iperbole la conica una

parabola

la conica un'ellisse

Nel caso la conica sia un'ellisse, bisogna fare un ulteriore controllo. Se anche

det A > 0,
Se, invece,

allora l'ellisse non ha punti reali e ci si ferma qui.

det A < 0,

la conica un'ellisse con punti reali.

2.2.1

Iperbole ed ellisse

Iperbole ed ellisse possono essere trattate insieme perch hanno delle propriet comuni. La prima propriet che esse hanno un centro

C=

p q

e sono infatti

dette coniche a centro. Per determinarlo, bisogna risolvere il sistema

a b b c

p q

+ A:

d e

= 0.
1

Trovato il centro, si diagonalizza due autovalori di della conica sono valori di centro,

gli autospazi

W1

W2

relativi ai

A sono gli spazi direttori degli assi. C + W1 e C + W2 . .

A questo punto gli assi

Ora possiamo calcolare i semiassi della conica. Essi sono legati agli auto-

tramite un coeciente moltiplicativo

Nel caso delle coniche a

dato da

=
Nel caso dell'ellisse, e

det A < 0,

per

det A < 0 e cui sempre positivo.

det A . det A det A > 0; nel

caso dell'iperbole,

det A > 0

La matrice di cambio di sistema di riferimento da forma normale a quello canonico data da

in cui la conica in

1 0 0 , X= p R q
dove

una matrice ortogonale le cui colonne sono una base ortonormale

di autovettori di

A.

Iperbole

Ricordiamo che la forma canonica dell'iperbole ha matrice asso-

ciata

1 0 A= 0

0
1 2

0 0 . 12
circonferenza,

1 Nel

caso la conica sia un'ellisse, c' la possibilit che ci sia un solo autovalore con

molteplicit 2 e quindi un solo autospazio. In questo caso la conica una per la quale non ha senso il calcolo degli assi.

Ora, sia

1 1 che 2 sono gli autovalori di A moltiplicati per . 2 Vediamo che l'autospazio relativo all'autovalore positivo individua l'asse

trasverso dell'iperbole (detto anche asse focale), l'autospazio relativo all'autovalore negativo negativo individua l'asse non trasverso. A questo punto, noti dell'iperbole. I vertici dell'iperbole si trovano a distanza

e , si possono determinare tutte le caratteristiche


dal centro lungo l'asse

trasverso. Per trovarli si pu anche intersecare l'asse trasverso con l'iperbole. 2 + 2 dal I fuochi sono quei punti sull'asse trasverso a distanza = centro

dell'iperbole.

In particolare, gli asintoti sono le rette passanti per il centro e hanno spazi direttori

scritti come coordinate rispetto alla base

degli autovettori, prendendo come primo vettore della base quello associato all'asse trasverso.

Ellisse

Ricordiamo che la forma canonica dell'ellisse ha matrice associata

1 A= 0 0
in cui si assume

0
1 2

1 2

0 0 ,.
1 1 e 2 sono gli autovalori di 2

moltiplicati

> . per .

Anche in questo caso

I fuochi stanno sull'asse associato ad sociato a = 2 e

altrimenti stanno sull'asse as-

. In ogni caso si trovano ad una distanza dal centro C , dove 2 . Ancora una volta gli assi sono le rette passanti per il centro parallele agli autospazi di A .
Parabola

2.2.2

Per prima cosa dobbiamo determinare gli autovettori di abbiamo un autovalore nullo.

A.

Sicuramente

L'autospazio relativo a 0 d lo spazio direttore dell'asse della parabola. Per determinare un punto dell'asse, la procedura un po' macchinosa:

2 Si

noti che questo sempre lecito, a meno di scambiare di posto

1. Sia

v1

autovettore relativo all'autovalore non nullo e

v2

autovettore

relativo a 0. Determiniamo il punto la retta

denito come l'intersezione tra

0 0

+ v1

e la retta

d e

+ v2

2. L'asse della parabola si ottiene dalla soluzione del sistema

x y

= S p q

Per trovare il vertice della parabola parabola con la parabola.

V =

, si interseca l'asse della

della parabola legata all'autovalore non nullo della matrice A . C' per sempre di mezzo il coeciente moltiplicativo , che questa volta
L'apertura denito come

=
senso.

tr A det A

Si pu dimostrare che il radicando sempre positivo e l'espressione ha sempre La matrice associata a una parabola in forma normale

y = x2

0 0 1 0 2 0 . 1 0 0
In particolare Noto

l'autovalore non nullo di

moltiplicato per

.
1 dal 4||

il fuoco si trova sull'asse della parabola ad una distanza

vertice nella regione interna alla parabola. La direttrice, invece, si trova nella regione esterna, ad una distanza di 1 dal vertice ed parallela all'autovettore di autovalore non nullo. 4|| La matrice di cambio di sistema di riferimento da quello in cui la parabola in forma normale (R) a quello canonico

1 0 0 , X= p R q
dove

p q

sono le coordinate del vertice e

una matrice ortogonale che

ha per colonne una base ortonormale di autovettori di di autovalore non nullo.

A , a partire da quello

3
3.1

Esempi
Iperbole

Analizziamo la conica di equazione

10x2 20xy 5y 2 12x + 6y 6 = 0.


La matrice associata

6 6 3 A = 6 10 10 . 3 10 5
Calcoliamo il determinante di conica un'iperbole. Determiniamone subito il centro. Dobbiamo risolvere il sistema

A:

esso

degenere. Calcoliamo ora il determinante

2 33 52 = 0, la conica non 2 di A : esso 2 3 5 < 0. La

10 10 10 5
che ha come soluzione

p q

6 3

0 0

C=
Prima di diagonalizzare

1 5 .

2 5

A,

calcoliamo

=
Ora diagonalizziamo

2 3 52 1 = . 3 2 23 5 9

A.

Il polinomio caratteristico

PA (x) = (x 15) (x + 10)


Gli autovalori sono 15 e -10. Ricaviamo allora che

1 1 5 = 15 = 2 9 3 1 1 10 = (10) = . 2 9 9
6

Quindi in forma normale l'iperbole ha equazione

5 2 x 10 y2 3 9 calcoliamo gli autospazi, che ci daranno gli assi dell'iperbole.

= 1.

Ora

L'asse trasverso ha come spazio direttore l'autospazio relativo a 15. Esso

W (15) =
Quindi l'asse trasverso

2 1
ed ha equazione cartesiana

C + W (15)

x + 2y = 0.

L'asse non trasverso ha come spazio direttore l'autospazio relativo a -10, che il sottospazio ortogonale a

W (15). 1 2

W (10) =
L'asse non trasverso

C + W (10) ed ha equazione cartesiana 2x y 1 = 0. =


3 e semiasse non trasverso 5

L'iperbole ha semiasse trasverso

= F2
a

3 9 3 . Allora = + 10 = 3 e quindi i fuochi sono i punti 5 2 10 distanza da C lungo l'asse trasverso. 2 +1 30 5 5 1 1 5 10 30

F1

ed

F1 =

F2 =

2 1 30 5 5 1 1 5 + 10 30

I generatori degli spazi direttori degli asintoti hanno coordinate

6 3 A.

6 3

rispetto alla base degli autovettori

2 1

1 2

di

Si

noti che abbiamo preso come primo vettore di base quello relativo all'asse trasverso. Essi sono allora le rette

1 5 2 5

2 5

+ 6 6

2 1 2 1

+3

1 2 1 2

1 5 1 5
2 5

2 5

1 5

2 6 + 3 6+6 2 6 3 66

Inne, nel nostro caso

X=

1
2 5

0
2 5 1 5
7

0
1 5 2 5

1 5

dove abbiamo fatto attenzione a mettere prima l'autovettore relativo al semiasse trasverso.

3.2

Ellisse

Analizziamo la conica di equazione

11x2 4xy + 14y 2 + 22x 4y + 5 = 0.


La matrice associata

5 11 2 A = 11 11 2 . 2 2 14
Calcoliamo il determinante di reale. Determiniamone subito il centro. Dobbiamo risolvere il sistema

A:

esso

Calcoliamo ora il determinante di

6 150 < 0, la conica non degenere. A : esso 150 > 0. La conica un'ellisse

11 2 2 14
che ha come soluzione

p q

11 2

0 0

C=

1 0

Prima di diagonalizzare

A,

calcoliamo

=
Diagonalizziamo

1 150 = . 6 150 6 PA (x) = (x 15) (x 10).

A.

Il polinomio caratteristico

Gli autovalori sono 15 e 10. Ricaviamo allora che

1 5 1 = 15 = 2 6 2 1 5 1 = 10 = . 2 6 3 deve essere infatti maggiore di . Quindi in forma normale l'ellisse 5 2 5 2 equazione x + y = 1. Ora calcoliamo gli autospazi, che ci daranno 3 2
assi dell'ellisse. L'asse focale ha come spazio direttore l'autospazio relativo a 10, perch nella nostra denizione di

ha gli

10 associato ad

Esso

W (10) =
Quindi l'asse focale

2 1 x 2y + 1 = 0.

C + W (10) W (10).

ed ha equazione cartesiana

L'altro asse ha come spazio direttore l'autospazio relativo a 15, che il sottospazio ortogonale a

W (15) =
Esso ha equazione cartesiana Nel nostro caso

1 2

2x + y + 2 = 0.
2 e quindi 5 1 = 3 2 = . 5 5 5 a da C . Essi sono
I fuochi si

3 , 5

= 3 5
1 5

trovano nell'asse focale ad una distanza pari

F1 =
Inne, in questo caso

F2 =

7 5 1 5

1 1 X= 0

0
2 5 1 5
9

0 1 , 5
2 5

dove abbiamo fatto attenzione a mettere per primo l'autovettore relativo ad 1 1 5 5 e abbiamo considerato anzich per avere una matrice 2 2 5 5

R di determinante 1 (in questo modo R rappresenta una rotazione e non una


riessione).

3.3

Parabola

Analizziamo la conica

4x2 4xy + y 2 6x 12y + 30 = 0


La matrice associata

30 3 6 A = 3 4 2 . 6 2 1
Calcoliamo il determinante di

A:

esso

225 = 0,

la conica non degenere.

Calcoliamo ora il determinante di

A:

esso 0. La conica una parabola.

10

Diagonalizziamo

A.

Il polinomio caratteristico

PA (x) = x (x 5).

Gli

autovalori sono quindi 0 e 5. Determiniamo gli autospazi.

W (0) = 1 2

1 2
)

(spazio direttore dell'asse, qui

v2 =

W (5) =

2 1 v1 = 2 1 2 1
e ).

(spazio direttore della direttrice, qui

Per determinare l'asse della parabola, dobbiamo prima determinare l'intersezione tra le rette

0 0

3 6

1 2

, ossia

dobbiamo risolvere il sistema

x + 2y = 0 2x y = 0
che ha per soluzione

S=

0 0

. A questo punto, l'asse si ottiene risolvendo

4 2 2 1
che non altro che l'autospazio di la retta

x y A +

0 0

relativo all'autovalore 0. Allora l'asse

0 0
che ha equazione cartesiana

1 2 V =

2x y = 0.

Intersecando la parabola con l'asse si trova che il vertice il punto

1 2 .

Per determinare l'apertura della parabola dobbiamo prima determinare

5 = 225
11

1 1 = 45 3 5

L'apertura data dal prodotto dell'autovalore non nullo per

5 1 2 = 5 = 3 3 5
5 2 L'equazione della parabola in forma normale allora y = x. 6 3 La distanza del fuoco dal vertice . Allora F sar dato dal vertice pi 2 5 3 volte il versore associato alla direzione positiva dell'asse della parabola, 2 5 ovvero quella che punta verso la regione interna della parabola. Aiuta molto
l'intuizione graca per capire come fare.

F =

1 2

1 3 + 2 5 5 2 1

1 2

13 10 13 5

La direttrice la retta parallela a distanza

, passante per il punto dell'asse a

3 dal fuoco, ma nella parte esterna della parabola. 2 5 Nel nostro caso la retta di equazione cartesiana 2x + 4y
La matrice di cambio di sistema di riferimento

7 = 0.

1 0 2 1 X= 5 1 2 5

0
1 5 2 5

12