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1 Propriet delle onde

1.1 Mezzo non dispersivo


1.1.1 Lequazione delle onde
Si dice che unonda si propaga in un mezzo non dispersivo se soddisfa lequazione:
2 2
2 2 2
1
0
x v t

=


Alcuni esempi di onde che soddisfano questa equazione sono una corda uniformemente tesa oppure le componenti E e
B del campo elettromagnetico nel vuoto.
Perch un mezzo detto non dispersivo?
Possiamo capirlo analizzando le pi generiche soluzioni dellequazione delle onde:
( ) f x vt =

( ) f x vt = +

dove lunico vincolo che tali funzioni siano derivabili.
Calcoliamone le derivate seconde rispetto a posizione e tempo per verificare che siano effettivamente soluzioni:
( ) ' f x vt
x


( )
2
2
" f x vt
x

=


( ) ( ' ) f x vt v
t


( ) ( )
2
2
2
" f x vt v
t

=


sostituiamo queste espressioni nellequazione (??) ed otteniamo lidentit:
( ) ( )
2
2
1
" " f x vt f x vt v
v
0 =

Queste soluzioni rappresentano delle perturbazioni che si propagano lungo la direzione dellasse x positivo o negativo,
senza modificare la loro forma (in un mezzo dispersivo unonda si attenua e quindi modifica la sua forma).
Per capirlo pensiamo che il valore dellonda ad x = 0 e t = 0 sar f(0), ad un generico tempo t londa varr nuovamente
f(0) se x = vt. Questo vuol dire che il valore dellonda che a t = 0 stava in x = 0 ad un generico tempo t si spostato in x
= vt, poich questo vale per tutti i valori dellonda abbiamo che londa si propaga senza modificare la sua forma.
La funzione:
( ) f x vt =

rappresenta unonda progressiva, che si propaga verso valori positivi di x.
La funzione:
( ) f x vt = +

rappresenta unonda regressiva, che si propaga verso valori negativi di x.
1.1.2 Soluzioni sinusoidali allequazione delle onde
Le pi importanti soluzioni allequazione delle onde sono quelle di forma sinusoidale:
( ) sin A k x vt =

che ci permettono di definire quantit come lunghezza donda e periodo.
Lunghezza donda
Ponendoci a t = cost, eliminiamo la dipendenza temporale:
( ) sin A kx kvt =

Se x x + tale che k = 2, londa assume lo stesso valore:
( ) ( ) sin sin A k x kvt A kx k kvt ( = + = +


( ) ( ) sin 2 sin A kx kvt A kx kvt = + =

definiamo allora numero donda k:
2
k

=

Periodo
Ponendoci ad x = cost, si ha:
( ) sin A kx kvt =

Se t t + T tale che kvT = 2, londa assume lo stesso valore:
( ) ( ) sin sin A kx kv t T A kx kvt kvT ( = + =


( ) ( ) sin 2 sin A kx kvt A kx kvt = =

Unendo le due relazioni che descrivono la periodicit spaziale e temporale dellonda:
2
k

=
2 kvT =
troviamo una relazione che lega lunghezza donda periodo e velocit di propagazione:

1
vT =
Altre quantit importanti
E ora possibile definire altre importanti grandezze quali
La frequenza :
1
T
=

La frequenza angolare (o pulsazione):
2 =
La velocit di propagazione v la velocit con cui si propaga unonda in un mezzo non dispersivo e viene anche detta
velocit di fase. In base alle definizioni date finora essa si pu esprimere come:
1
2
2
v
T k k

= = = = =

Forma pi usata per indicare le onde sinusoidali
E la forma che usa k e :
( ) ( )
2
sin sin sin A k x vt A kx kvt A kx vt

| |
= = =
|
\ .

( ) sin 2 sin
v
A kx t A kx
vT
t
| |
= =
|
\ .

( ) sin A kx t =

1.1.2.1 Influenza delle condizioni al contorno
Pu capitare che insieme allequazione delle onde siano date delle condizioni al contorno da rispettare. Una delle pi
comuni quella degli estremi fissi, cio che il campo dellonda si annulli agli estremi di una regione delimitata:
Fig. ??
=0 per x=0
=0 per x=L
Una tale condizione pu essere soddisfatta solo combinando unonda progressiva con una regressiva.
( ) ( ) sin sin A kx t A kx t = + + =

2sin cos
2 2
kx t kx t kx t kx t
A
+ +
= =

( ) 2 sin cos 2 sin cos A kx t A kx t = =

Questa combinazione viene detta onda stazionaria: lampiezza di oscillazione dipende solo dal punto x e quindi i suoi
massimi si trovano in punti prefissati.
Inoltre le condizioni al contorno impongono delle restrizioni:
=0 per x=0 ci d:
( ) ( ) 2 sin 0 cos 0 A k t =

che unidentit.
Invece =0 per x=L ci d:
( ) ( ) 2 sin cos 0 A k L t =

che implica:
( ) sin 0 k L =

cio:
k L n =
ovvero:
k n
L

=

cio non tutti i valori di k sono permessi, ma solo linsieme discreto indicato. Spesso questa condizione si esprime in un
altro modo, coinvolgendo le lunghezze donda :

2
n
L

=
cio
2
L n

=

La condizione al contorno implica cio che lintervallo su cui definita londa sia pari ad un multiplo intero di mezze
lunghezze donda.

1.1.2.2 Notazione complessa
Forma complessa delle soluzioni sinusoidali
Useremo la notazione complessa perch pi facile da maneggiare matematicamente.

2
Questo vuol dire che londa sinusoidale:
( ) cos A kx t =

sar scritta invece come esponenziale complesso
( ) i kx t
A e

=
Se un campo complesso, questa scelta non pone alcun tipo di problemi (es.: funzione donda elettronica), se invece
un campo reale (es.: spostamento dallequilibrio dei punti di una corda), si sottintende che la grandezza fisica
rappresentata dalla parte reale del numero complesso. In tal caso sar per esempio:
( )
( )
Re
i kx t
Ae

=

( ) ( ) Re cos sin A kx t Ai kx t ( = +


( ) cos A kx t =

Se si desidera la funzione seno invece del coseno, basta scegliere unampiezza A completamente immaginaria:
A iA
Questo nientaltro che un metodo per introdurre uno sfasamento di 90 nellonda: se si desidera un altro sfasamento
basta introdurre un numero complesso qualsiasi.
Ad esempio:
( )
1
1
2
A A i

rappresenta uno sfasamento di 135.
Onde progressive e regressive in notazione complessa
Prendiamo la notazione reale. Sar

( ) ( ) cos cos A kx kvt A kx t = =
progressiva e
( ) ( ) cos cos A kx kvt A kx t = + = +
regressiva
Usiamo ora la notazione complessa, sottintendendo la parte reale:
( ) i kx t
A e

= progressiva e
( ) i kx t
A e
+
= regressiva
Rimaneggiamo la forma dellonda regressiva, sfruttando il fatto che un numero complesso e il suo complesso coniugato
hanno la stessa parte reale. Il complesso coniugato dellonda regressiva sar:
( ) i kx t
A e
+
=
ponendo per esempio A reale:
( ) i kx t
A e

=

Finora k stato definito come k = 2/, cio una quantit positiva. Se assumiamo che esso possa essere negativo,
indicando con ci che la propagazione avviene in senso regressivo, possiamo porre k al posto di k. Pertanto si ha:
( ) i kx t
A e

=
che rappresenta unonda regressiva con k < 0.
Ci accorgiamo quindi che in questa forma, onda progressiva ed onda regressiva hanno la stessa notazione:
( ) i kx t
A e

=
e si differenziano in base alla positivit o negativit di k. Ripensando alla definizione di pulsazione = kv ci rendiamo
conto che per k negativi, non pu essere negativa; quindi necessario introdurre una nuova definizione di nel caso
in cui k < 0: = -kv.
Con k >0 e = kv si ha:
( ) i kx kvt
A e

=
che unonda progressiva.
Con k < 0 e = -kv si ha:
( ) i kx kvt
A e
+
=
che unonda regressiva.
1.1.3 Soluzioni armoniche nel tempo
Unaltra importante classe di soluzioni dellequazione delle onde
Un caso particolarmente importante che ricorre spesso quello in cui si cercano soluzioni che hanno una dipendenza
armonica nel tempo. Tale dipendenza viene espressa in notazione complessa attraverso il fattore e
-it
.
Si suppone quindi che londa sia una funzione.
( ) ( ) ,
i t
x t f x e

=

Nel caso di un mezzo non dispersivo, quale deve essere la parte spaziale f(x)?
Per scoprirlo calcoliamo le derivate successiva della nuova soluzione:
( ) '
i t
f x e
x


( ) ( )
i t
f x i e
t



3
( )
2
2
"
i t
f x e
x


=


( ) ( )
2
2
2
i t
f x e
t


e sostituiamole nellequazione delle onde:
2 2
2 2 2
1
0
x v t

=


( ) ( ) ( )
2
2
1
" 0
i t i t
f x e f x e
v


=

Otteniamo cos lequazione differenziale a cui deve soddisfare la parte spaziale f(x):
2 2
2 2
0
f
f
x v

+ =


N.B. Nel caso del mezzo non dispersivo, la grossa particolarit che la velocit di fase v non dipende dal valore di
: una costante fissata.
Ricordando le relazioni fondamentali:
2 1 2
k
v T v

= = =

si pu riscrivere lequazione differenziale come:
2
2
2
0
f
k f
x


Le soluzioni di questa equazione differenziale per la parte spaziale sono:
( )
ikx
f x A e

=

Ne segue che per un mezzo non dispersivo, la forma delle soluzioni armoniche nel tempo
ikx i t
A e e

=
( ) i kx t
A e

=
che con k > 0 rappresenta unonda progressiva e con k < 0 rappresenta unonda regressiva.
Abbiamo quindi dimostrato che le soluzioni armoniche nel tempo sono proprio le forme sinusoidali gi esaminate in
precedenza.
1.1.3.1 Verifica del principio di sovrapposizione
Se sovrappongo onde progressive otterr ancora unonda progressiva?
Le onde armoniche nel tempo sono solo un tipo di soluzioni fondamentale, ma da esse deve essere possibile creare
soluzioni generali del tipo
( ) ( ) , x t f x vt =

( ) ( ) , x t f x vt = +

Ci che ci permette di fare questo lanalisi di Fourier.
Supponiamo di non avere particolari condizioni al contorno (quindi k non ha vincoli) e di voler rappresentare unonda
che sia progressiva.
Sovrapponiamo tutte le onde progressive possibili, moltiplicate per un coefficiente A(k):
( ) ( )
( )
( )
( )
0
0
,
i kx t i kx t
x t A k e dk A k e

= +

dk

Dove nel primo integrale londa progressiva rappresentata con la forma di unonda regressiva, ma con valori negativi
di k ed = -kv. Nel secondo invece utilizzata la classica forma dellonda progressiva con valori positivi di k ed
= kv.
Sostituendo le definizioni di :
( ) ( )
( )
( )
( )
0
0
,
ik x vt ik x vt
x t A k e dk A k e

= +

dk

possibile riunire due integrali sotto un unico integrale:

( ) ( )
( )
,
ik x vt
x t A k e d

k

Studiamo il profilo donda
Per t = 0, londa prende un particolare profilo che chiamiamo f(x):
( ) ( ) ( ) , 0
ikx
x f x A k e dk

= =


dove A(k) la trasformata di Fourier del profilo e vale:

( ) ( )
1
2
ikx
f x e dx

A k

Dimostriamo che il profilo donda si muove inalterato nel tempo
Verifichiamo ora che ad un tempo t il profilo donda si spostato di una distanza vt, senza alterare la sua forma:

4
( ) ( )
( )
,
ik x vt
x t A k e

dk

ponendo:
' x x vt =
si ottiene:
( ) ( )
'
,
ikx
x t A k e d

k

ma, per la definizione del profilo donda f(x):
( ) ( ) ( ) , ' x t f x f x vt = =

osserviamo che f(x) ancora unonda progressiva.
Quindi la soluzione costruita effettivamente una soluzione progressiva dellequazione delle onde.
1.1.4 Il profilo donda dellimpulso ideale
Sappiamo gi che qualunque f(x) costruita come sovrapposizione di onde sinusoidali nel tempo, nel caso di un mezzo
non dispersivo, si propaga con velocit v senza modificare la propria forma .
Ci chiediamo come fatta la funzione A(k) in qualche caso interessante.
Il profilo donda gaussiano
Rappresentiamo il profilo donda di un impulso isolato con una curva gaussiana:
( )
2
2
x
a
f x e

=

La trasformata di Fourier di questa funzione sar:
( )
2
2 1
2
x
ikx
a
A k e e dx


( )
2
2 1
2
x
ikx
a
A k e dx

=


Risolviamo questo integrale con la tecnica del completamento del quadrato, che consiste nellaggiungere e nel togliere
il termine che permetta il completamento del quadrato ad esponente:

( )
2 2 2 2 2
2
4 4
1
2
x k a k a
ikx
a
A k e dx

=


Raccogliamo ora il quadrato e portiamo fuori dallintegrale il termine indipendente da x:
( )
2
2 2
2
4
1
2
x ka
k a
i
a
A k e e dx

| |

|
\ .

=


Battezziamo ora:
2
x ka
z i
a
=

dx
dz
a
=

( )
2 2
2
4
2
k a
z
a
A k e e dz

=


Sfruttiamo lintegrale gaussiano:
2
z
e dz


troviamo la trasformata di Fourier del profilo donda gaussiana:
( )
2
2 2
2
4
4
2 2
k
a k
a
a a
A k e e

= =

Si nota che se lestensione spaziale dellimpulso proporzionale a quella nello spazio degli impulsi (1/a). Sappiamo gi
che questo impulso si propaga uguale a se stesso verso lasse x positivo.
1.1.5 Il profilo donda dellimpulso reale
Per descrivere il profilo di unonda reale si utilizza unonda sinusoidale (onda portante) modulata da un inviluppo che
contiene molte lunghezze donda dellonda portante.
Il profilo donda gaussiano
Pu essere per esempio un profilo del tipo:
( ) ( )

0
cos
onda portante
inviluppo
f x g x k x =


dove: g(x) diverso da 0 su un intervallo limitato che comunque contiene molte lunghezze donda:

5
0
0
2
k

=

In notazione complessa il profilo si indica come

( ) ( )
0
ik x
f x g x e =

Il caso pi semplice consiste nel prendere un inviluppo gaussiano:
( )
2
2
x
a
g x e

=

Il pacchetto donde a t = 0 ed a t generico
Al tempo t = 0, il pacchetto donde il profilo donda:
( ) ( )
2
0 2
, 0
x
ik x
a
x f x e
+
= =

Ad un generico tempo t il pacchetto donde sar il profilo donda traslato di una distanza vt:
( ) ( )
( )
( )
2
0 2
,
x vt
ik x vt
a
x t f x vt e

+
= =

Come si pu notare, linviluppo e londa portante (la cosinusoide) si muovono entrambi con la stessa velocit v.
Quanto vale la funzione A(k) in questo caso?
( )
2
0 2 1
2
x
ik x ikx
a
A k e dx

=


( )
( )
2
0 2 1
2
x
i k k x
a
A k e dx

=


Risolviamo questo integrale con la tecnica del completamento del quadrato:

( )
( )
( ) ( )
2 2 2 2 2
0 0
0 2
4 4
1
2
k k a k k a x
i k k x
a
A k e dx

=


Raccogliamo ora il quadrato e portiamo fuori dallintegrale il termine indipendente da x:
( )
( )
( )
2
2 2
0
0
2
4
1
2
k k a x
k k a
i
a
A k e e dx

| |

|
|
\ .

=


Battezziamo ora:
( )
0
2
k k a x
z i
a

=

dx
dz
a
=

( )
( )
2 2
0
2
4
2
k k a
z
a
A k e e dx

=


Sfruttiamo lintegrale gaussiano:
2
z
e dz


troviamo la trasformata di Fourier del profilo donda gaussiano:
( )
( )
( )
2
0
2 2
0
2
4
4
2 2
k k
a k k
a
a a
A k e e

= =


Nuovamente quindi lestensione dellimpulso nello spazio k ~ 1/a , tuttavia questa volta la gaussiana centrata intorno
a k = k
0
che il numero donda dellonda portante.
1.1.6 Notazione tridimensionale
In questa caso lequazione delle onde
2
2
2 2
1
0
v t

=


Se l, m, n sono le componenti di un vettore unitario in una certa direzione (cio sono coseni direttori), allora una
soluzione molto generale data da:
( ) ( ) , r t f lx my nz vt = + +
,

come si vede subito sostituendo nellequazione delle onde e ricordando che
2 2 2
1 l m n + + =
Al tempo t fissato londa assume lo stesso valore per tutti i punti per cui
cost lx my nz + + =
che lequazione cartesiana di un piano. Questo spiega perch queste onde sono chiamate ONDE PIANE.
Le soluzioni di tipo sinusoidale saranno in notazione complessa

6
( ) ik lx my nz vt
Ae
+ +
=
( ) + + i klx kmy knz ikvt
Ae =
Introduciamo il vettore donda K = K (l, m, n) che d in modulo il numero donda e in direzione la direzione di
propagazione. Risulta per le onde sinusoidali:
( ) i k r i
Ae
t
=
,
,
-

mentre la soluzione pi generale del tipo ONDE PIANE sar data da:
( ) ( )
( ) 3
,
i k r t
r t A k e d z

=

,
,
-
,
,

1.2 Mezzo dispersivo
Lequazione delle onde 1.2.1
Lequazione delle onde lunica che ammette come soluzioni delle funzioni che si propagano inalterate nel tempo.
Spesso, quando si cercano soluzioni periodiche nel tempo:
( )
i t
f x e

=

di un problema reale si arriva ad unequazione molto simile (ma non uguale) a quella del mezzo non dispersivo, e cio:
( )
2 2 2
2 2 2
0
f f
x t
v


+ =


dove la differenza fondamentale che ora v = v(), invece di essere una costante pura. Questo vuol dire che la velocit
di propagazione (o di fase) di unonda in un mezzo dispersivo dipende dalla frequenza angolare dellonda stessa.
Ci sono tanti altri modi equivalenti di dire la stessa cosa. Ad esempio, usando il vettore donda k, si potr ancora dire
che:
( )
2
2
2
k
v

=

cio che:
( ) k v =

per v ora non costante.
Fig. ??
Quindi una funzione complicata di k.
La conoscenza completa della funzione = (k) permette di caratterizzare il mezzo: tale funzione si chiama relazione
di dispersione.
Bisogna notare che per ciascun singolo valore di nulla cambia rispetto al mezzo non dispersivo, perch per tale valore
v() una costante. Quindi unonda sinusoidale pura (non generata dalla convoluzione di pi onde) potrebbe propagarsi
senza modificare la forma. Il punto che unonda reale possiede sempre valori diversi di (o k, che equivalente) e
siccome tali valori hanno valori diversi di velocit di fase v(), ecco che nascono gli effetti strani.
1.2.1.1 Onde elettroniche nello spazio vuoto
Valutiamo ora un esempio di propagazione in un mezzo dispersivo, consideriamo lo spazio vuoto in assenza di
potenziale (V = 0), lequazione di Schrodinger dipendente dal tempo risulta:
2 2
2
2
i
m x t

=


h
h

Noi cerchiamo soluzioni periodiche nel tempo:
( ) ( )
E
i t
i t
f x e f x e

= =
h

e nel fare ci useremo la relazione quantistica:
E = h
Cerchiamo lequazione differenziale per la parte spaziale
Sostituendo si trova:
( )
2 2
2 2
E
i t f x
e
x x

=

h
( )
E
i t
E
i f x e
t

h
h

e quindi:
( )
( ) ( )
2 2
2
2
E E
i t i f x E
e i i f x e
m x

=
t

h h
h
h
h

( )
( )
2 2
2
2
f x
Ef x
m x

h

che lequazione stazionaria di Schrdinger.
Ma questa lequazione di un mezzo dispersivo o non dispersivo?

7
Per capirlo necessario trovare unespressione per la velocit di fase e vedere se dipende da .
Per prima cosa ordiniamo lequazione differenziale nella forma:
( )
( )
2
2 2
2
0
f x mE
f x
x

+ =
h

e cerchiamo di ricondurla a:
2 2 2
2 2 2
0
f f
x v t

+ =


Sfruttiamo il fatto che:
E
=
h

e mettiamo in evidenza
2
:
( )
( )
2
2
2
2
0
f x m
f x
x E

+ =


Deve quindi valere:


2
1 2m
v E
=

ma E = e quindi:
2
2 2
E
v
m m

= =
h

cio
2
dipende da , e non una costante, siamo quindi in presenza di un mezzo dispersivo.
Qual la relazione di dispersione?
Per definizione
2
2
2
k
v

=

quindi si ha
2 2
2 2 m m
k

= =
h h

Di solito la relazione di dispersione si d come = (K), quindi:
( )
2
2
k k
m
=
h

che graficata d
Fig.: ??
La velocit fisica dellelettrone
Introduciamo la quantit fisica della velocit v dellelettrone:
2
1
2
mv

e cerchiamo di capire qual la relazione di tale quantit fisica con la velocit di fase:
v
k

=

Per farlo riesprimiamo sia che k in funzione della velocit dellelettrone v:
2
2
1
2
2
mv
E m
= = =
h h
v
h

2
2 2
2
2
1
2 2
2
mv
m m m
k

= = =
h h h h
v

mv
k =
h

ne segue quindi che la velocit di fase v pari a:

2
2 2
fisica
fase
v
mv
v
k mv

= = =
h
h

cio la velocit di fase la met della velocit dellelettrone. Questa una prima indicazione di come la velocit di fase
abbia un significato disgiunto da quello fisico della velocit della particella.
1.2.2 Il pacchetto donde
Consideriamo unonda sinusoidale in notazione complessa
( ) i kx t
A e

=

8
Se si pensa che essa rappresenti la funzione donda di un elettrone, essa non d alcuna informazione sulla posizione in
quanto la densit di probabilit di posizione =||
2
pari a :
2
2 2
1 A A = = =

cio costante ovunque. Un simile ragionamento si pu applicare a qualunque onde , indipendentemente dal suo
significato fisico.
Come possiamo localizzare un elettrone?
Per avere uninformazione sulla posizione dobbiamo considerare un pacchetto donde.
Costruiamo il pacchetto donde come sovrapposizione di onde sinusoidali (combinazione lineare di onde piane pesate
dai coefficienti A(k) che sono la trasformata di Fourier del profilo donda):
( ) ( )
( )
,
i kx t
x t A k e

dk

con lavvertenza che:
ora vk ma = (k)
per avere un pacchetto donde localizzato entro una regione di semilarghezza a, la funzione A(k) deve essere
diversa da zero in una regione di k di semilarghezza proporzionale a 1/a intorno al valore dellonda portante k
0
.
non stata specificata la forma del profilo donda (nei casi trattati in precedenza era gaussiano), da cui si
poteva ricavare (eseguendo una trasformata di Fourier) la forma esplicita dei coefficienti A(k).
Proviamo a ricondurre il pacchetto donde alla forma onda portante + inviluppo
Possiamo cambiare variabile per centrare k intorno a k
0
(centrare il pacchetto donde intorno allonda portante):

k k
0
' k = +

Possiamo sviluppare (k) al 1 ordine intorno a k
0
:
( ) ( ) ( )
0
0 0
k
d
k k k k
dk

= +

( )
0
0
'
d
k k
dk

= +

Il pacchetto donde si pu allora riesprimere come
( ) ( )
0 0
0
' '
0
, '
d
ik x ik x i t i k t
dk
' x t A k k e d

= +

k

battezziamo ora:
( ) ( )
0
' ' A k k B k + =

dove k deve essere compreso tra:
2 2
' k
a a


per localizzare lelettrone. Il dato appena utilizzato ricavato da un inviluppo gaussiano che ad una semilarghezza a
nello spazio x fa corrispondere una semilarghezza 1/a nello spazio k; questo dato per puramente indicativo in quanto
non ancora stato richiesto che linviluppo sia gaussiano.
Portando fuori dallintegrale i termini indipendenti da k:
( )
( )
( )
0 0 0
'
, '
onda portante
d
ik x t
i k x t dk
funzione inviluppo
' x t e B k e dk

| |

|
+
\ .

_

Confrontiamo le situazioni a t = 0 ed a t generico
Per t = 0 si ha:
( ) ( )
0
'
, 0 '
ik x ik x
' x e B k e d

k

Cio la cosinusoide cos k
0
x modulata dallinviluppo
( ) ( )
'
' '
ik x
f x B k e d

k
'

dove si capisce che ha la forma di un inviluppo perch essendo B(k) limitata nello spazio k allintervallo:
' '
m m
k k k

f(x), per le propriet delle trasformate di Fourier, deve essere limitata allincirca allintervallo
1 1
' '
m m
x
k k


Per t generico, si ha:

9
( )
( )
0 0
0
,
i k x t
d
x t e f x t
dk


+
| |
=
|
\ .

Velocit di fase e velocit di gruppo
Accade cio che mentre londa portante si propaga con una velocit di fase:
0
0
f
v
k

=

la funzione inviluppo (che d la localizzazione dellonda e quindi dellenergia) si sposta invece con velocit di gruppo:
0
g
d
v
dk

=

1.2.3 Il pacchetto donde gaussiano per un elettrone
Questo paragrafo lo scopo di tutta la trattazione precedente e crea un filo logico tra gli argomenti analizzati in
precedenza.
Questa volta consideriamo esplicitamente il caso di una funzione donda elettronica rappresentata da un pacchetto
donde a inviluppo gaussiano, in modo da poter fare esplicitamente i conti.
Il profilo donda gaussiano dellimpulso reale
Il profilo dellonda a t = 0 :
( )
2
2
0
x
ik x
a
f x e e

=

che sappiamo gi corrispondere nello spazio degli impulsi alla trasformata:
( )
( )
2
0
2
4
2
k k
a
a
A k e

=

Il pacchetto donde
Esprimiamo quindi il pacchetto donde come sovrapposizione di onde sinusoidali:
( ) ( )
( )
,
i kx t
x t A k e

dk

e sostituiamo la forma esplicita di A(k) per un profilo donda gaussiano:
( )
( )
2 2
0
4
,
2
a k k
ikx i t
a
x t e

dk

Ricordiamo la relazione di dispersione nel caso dellonda elettronica
( )
2
2
k k
m
=
h

Sostituendo si ha
( )
( )
2 2
0 2
4 2
,
2
a k k
ikx i k t
m
a
x t e

=

h
dk

Centriamo il pacchetto donde intorno allonda portante
Sostituiamo a k lespressione k = k
0
+ k, in modo che k rappresenti la piccola variazione intorno a k
0
:
0
' k k k = +

2 2
( )
( )
2 2
0 0 0
'
' ' 2 '
4 2
, '
2
a k t
ik x ik x i k k k k
m
a
x t e


+ + + +

=

h
dk

portiamo fuori dallintegrale i termini indipendenti da k:
( )
2 2 2
0
0
0
' ' '
'
2
4 2
, '
2
k
k k a k k
ik x t
ik x i t i t
m
m m
a
x t e e

| |

+ |
\ .

=

h
h h
dk

Battezziamo ora:
0
0
k
v
m
=
h

Eseguiamo ora dei raccoglimenti che facilitino la risoluzione dellintegrale con la tecnica del completamento del
quadrato:
( )
( )
2
2
0
0 0
1
' '
4 2
2
, '
2
a i t
k ik v t x
ik x v t
m a
x t e e

| |
| |
+ |
| |
\ . \ .

=

h
dk

definiamo quindi:
2
2
1
4 2
a i t
m
| |
= +
|
\ .
h

( )
0
v t x =


10
( )
2
0 0
2
1 '
'
2
, '
2
k
ik x v t ik
a
x t e e

| |

|
\ .

=

dk

Applichiamo quindi la tecnica gi analizzata:
( )
2 2 2 2 2
0 0
2
1 '
'
2 4 4
, '
2
k
ik x v t ik
a
x t e e

| |
+
|
\ .

=

dk

( )
2
2 2
0 0
1 '
2 2
4
, '
2
k
ik x v t i
a
x t e e e

| | | |

| |
\ . \ .

=

dk

'
2
k
z i

=

' dk
dz

=

( )
2 2
0 0 2
1
2
4
,
2
ik x v t
z
a
x t e e e

| |

|
\ .

=

dz

( )
2 2
0 0
1
2
4
,
2
ik x v t
a
x t e e

| |

|
\ .
=

( )
( )
2
0
2
0 0
1 2
2
1
2
2
,
2
4
onda portante
x v t
i t
ik x v t a
m
inviluppo
a
x t e e
a i t
m

| | |
+
|
\ . \
=
| |
+
|
\ .
h |
|
.

_
h

Velocit di fase e velocit di gruppo per un elettrone nello spazio vuoto
Analizziamo velocit di fase e velocit di gruppo nel caso di onde elettroniche. Abbiamo gi trovato la relazione di
dispersione:
( )
2
2
k k
m
=
h

Pertanto la velocit di gruppo, secondo la definizione:
0
g
d
v
dk

=

sar:
2
2
g
k
v k
m m
= =
h h

Avevamo per gi introdotto il concetto di velocit fisica v dellelettrone per poterne esprimere lenergia cinetica. Tale
velocit era legata a k dalla relazione
mv
k =
h

Sostituendo nella relazione per v
g
si ottiene
g
mv
v v
m
= =
h
h

cio la velocit di gruppo dellelettrone nientaltro che la velocit della particella. Concetto ragionevole in quanto la
velocit di gruppo la velocit a cui si sposta linviluppo a cui legata la localizzazione dellelettrone.
Si vede bene nel caso appena trattato che londa portante si sposta con velocit di fase:
0
1
2
f
v v =

mentre linviluppo si sposta con velocit:
0
0 g
k
v v
m
= =
h

che coincide con la velocit di gruppo.
1.2.3.1 Calcoliamo il valor medio della posizione del pacchetto
Per definizione il valor medio in meccanica quantistica :
( )
( )
( )
2
2
,
,
x x t dx
x t
x t dx
+


Nel calcolare ||
2
bisogna per fare attenzione allinviluppo, nel quale sono presenti delle grandezze immaginarie:
2 2
2 0 0
2 2 2
2
2 2
k k i t
x t x t a
m m
i t i t i t
a a a
m m
e e
| | | | | |

| | |
\ . \ . \ .

| | | | |
+ +
| |
\ . \ . \
=
h h h
h h 2
m
m

|
.
h


11
2
2
2 0
0
2 2
4
2
2
2
4
2
k i t
k
x t a
x t
m m
m
t
i t
a
a
m m
e e
| | | |
| |
| |

| \ . \ .
\ .

| |
| |
+ | +
| |
\ . \ .
=
h h
h
h
h

2
2
2 0
0
2 2 2 2
4 4
2
2 2
2
4 4
2
k
i t
k
x t a
x t
m
m
m
t t
i t
a a
a
m m m
e e e
| |
| |
|

|
\ .
\ .

| | | |
| |
+ + | | +
| | |
\ . \ . \ .
=
h
h
h
h h
h

Pertanto il valor medio risulta
( )
2
2 0
2 2
4
2
2
2 0
2 2
4
2
2
4
2
4
k
a x t
m
t
a
m
k
a x t
m
t
a
m
xe d
x t
e d
| |

|
\ .

| |
+ |
|
\ .
| |

|
\ .

| |
+ |
|
\ .
=

h
h
h
h
x
x

Facciamo ora la sostituzione:
0
'
k
x t x
m
=
h
' dx dx =
2 2
( )
2 2
4
2
2 2
2 2
4
2
2 '
4
0
2 '
4
' '
a x
t
a
m
a x
t
a
m
k
x t e dx
m
x t
e dx

| |
+ |
|
\ .

| |
+ |
|
\ .
| |
+
|
\ .
=

h
h
h

Spezziamo quindi il numeratore in due integrali:
( )
2 2 2 2
2 2 2 2
4 4
2 2
2 2
2 2
4
2
2 ' 2 '
4 4
0
2 '
4
' '
a x a x
t t
a a
m m
a x
t
a
m
k t
' x e dx e
m
x t
e dx


| | | |
+ + | |
| |
\ . \ .

| |
+ |
|
\ .
+
=

dx

h h
h
h

Ci rendiamo poi conto che lintegrale:
2 2
2 2
4
2
2 '
4
' '
a x
t
a
m
x e d

| |
+
+ |
|
\ .

h
x

nullo in quanto largomento dellintegrale dispari.
Otteniamo infine:
( )
0
g
k t
x t v
m
= =
h
t
1.2.3.2

che indica che il centro del pacchetto donde si sposta con la velocit di gruppo.
Calcoliamo ora la dispersione del pacchetto
La dispersione indica quanto il pacchetto donde sia sbrodolato rispetto al suo centro, e per definizione si calcola
come:
( ) ( )
( )
2 2
2
2
,
,
x x x t
x
x t dx

=

dx

2
2 0
2 2
4
2
2
2 0
2 2
4
2
2
4
2
0
2
2
4
k t
a x
m
t
a
m
k
a x t
m
t
a
m
k t
x e d
m
x
e dx
| |

|
\ .

| |
+ |
|
\ .
| |

|
\ .

| |
+ |
|
\ .
| |

|
\ .
=

h
h
h
h
h
x

Sostituendo:
0
'
k t
x x
m
=
h
' dx dx =

12
2
2 2
4
2
2
4
a
t
a
m
=
| |
+
|
\ .
h

per avere
2
2
2 '
2
'
' '
'
x
x
x e dx
x
e dx


Entrambi sono integrali derivati dallintegrale gaussiano:
2
'
'
x
e dx


2
2
3
1
2
x
x e dx


Pertanto
3
2 2
2
4
2
2
2
1
2 2
2
4
2
2
4
1
2 2
4
2
t
a
m
a
x
t
a
m
a

| |
+
|
|
|
|
\ .
=
| |
+
|
|
|
|
\ .
h
h

2 2
4
2 2
2
2 4
2 2
4
1 1
2 2 4
t
a
t
m
x a
a a m
| |
+
|
| |
= = + |
|
| \ .
|
\ .
h
h
2
4
Si vede quindi che il pacchetto si disperde perch la sua varianza aumenta col tempo. In realt minima al tempo t=0,
quando vale a
2
/4, mentre maggiore sia prima, sia dopo perch cresce come t
2
.
Inoltre si pu notare che per t molto grande il secondo termine domina sul primo e si ha:
2 2
2
2 2
t
x
a m
=
h

cio
t
x
am
=
h

t
x k
m
=
h

dove K=1/a lindeterminazione nello spazio degli impulsi. E quindi risulta, ponendo

v k
m
=
h

x vt =
Ovvero la dispersione spaziale del pacchetto donde una naturale conseguenza dellindeterminazione dellimpulso,
cio della velocit.
Colleghiamo la dispersione alla relazione di dispersione
La dispersione si pu ricondurre alla relazione di dispersione. Infatti, sempre ne limite di t, si ha
x kt
m
=
h

e quindi
d x
k
dt m

=
h

La relazione di dispersione
( )
2
2
k k
m
=
h

per cui
d k
dk m

=
h

2
2
d
dk m

=
h


13
Per confronto si vede che
2
2
d x d
k
dt dk

=

Questa relazione assolutamente generale e vale per qualunque mezzo dispersivo. Lunico modo per non avere
allargamento del pacchetto avere K=0 (sinusoide pura) o d
2
/dK
2
=0 (mezzo non dispersivo).

14