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Capitolo 8

Quanto che ci deve il sarto ? chiese Mordechai Il sarto. . . il giovane apprendista, appollaiato sullalto sgabello e goffo nella lunga veste nera, scorse con il dito la pagina del grande libro mastro . . . il sarto ci deve. . . .. Pensi di fare notte prima di dirmelo, o possiamo sperare prima del tramonto ? sibil Mordechai agitandosi sulla grande sedia dove era sprofondato, dallaltra parte della scrivania di legno massiccio Eccolo ! lho trovato esclam il ragazzo con sollievo ci deve trenta pezzi dargento E da quanto ce li deve ? aggiunse Mordechai che aveva chiuso gli occhi e giunto le mani come in preghiera, e sembrava immerso nei pensieri Questa nota di due mesi fa disse il ragazzo E malsano che mi si debba tanto denaro, e da tanto tempo mormor Mordechai e non deve costituire un precedente, n un esempio per altri pezzenti creditori. Manasses ! Si, padrone si fece avanti un giovane grande e grosso, anche lui con la sua veste lunga e nera dalle cui corte

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maniche uscivano due considerevoli bicipiti Il sarto ha bisogno che gli venga rinfrescata la memoria, quindi. . . .no, non suonargliele ! disse rivolto al giovane che si era carezzato il pugno chiuso con un ghigno lultima volta hai pestato talmente forte il fornaio che per un mese non ha potuto lavorare ! Questi devono lavorare, e molto, se no come fanno a rendermi i soldi che gli ho prestato ? Basta un avvertimento: buttagli un secchio di fuliggine e olio di palma sulle pezze che mette a asciugare dopo averle lavate per restringerle: le pezze chiare, ovviamente. Se vai nel cortile che ha dietro alla bottega vedrai che peno di pezze stese ad asciugare. Tu vai al piano di sopra e scarica il secchio nel cortile Si Rabbi disse Manasses un po deluso, avviandosi alluscita E tu non ti addormentare sul libro disse al ragazzo appollaiato sullo sgabello vediamo un po come sta la situazione con quel lestofante che dirige il bazar ?. . . . Mordechai Sadun era uno degli strozzini ebrei pi noti a Gerusalemme. La sua piccola casa nel centro del quartiere ebreo, vicino alla Sinagoga, era molto frequentata, ma da gente non molto allegra. Da Mordechai ci si recava per chiedere un prestito, che veniva prontamente concesso, nella sicurezza che sarebbe stato restituito prima o poi e con protto, o per chiedere una dilazione, che non veniva mai concessa, o, raramente, per saldare il debito, che era sempre comunque cosa dolorosa, dato linteresse esoso. In spregio alla Torah, Mordechai non si era sposato e non aveva gli, e si dedicava totalmente allarte dello strozzo. Ed era indubbiamente un artista, non tanto perch fosse abile con la contabilit, ma semplicemente perch era cattivo.

51 Mordechai prestava a tutti, piccoli artigiani, grassi e ricchi commercianti, politici di rilievo e prelati altolocati delle diverse religioni. Lentit del prestito era irrilevante, perch Mordechai poteva contare su notevoli ricchezze, accumulate negli anni e celate in tanti posti diversi e segreti, che, a razziarne uno, il patrimonio si sarebbe scalto solo di poco. Quello che contava era riscuotere il debito, che era sempre importante per le tasche del debitore, e pi era difcile riscuotere pi Mordechai si beava a escogitare le vessazioni cui sottoporre i debitori. Per questo aveva una schiera di giovani pronti a trasmettere i suoi messaggi in modo assolutamente chiaro e convincente. Quel giorno per Mordechai era inquieto. Il motivo dellinquietudine era Guido di Lusignano, attuale Re di Gerusalemme e marito di Sibilla, sorella del defunto Baldovino IV, il Re lebbroso. Lusignano era salito al trono solo lanno prima, con i favori della madre del Re lebbroso e del vescovo Eraclio. Uomo di nessun valore, spendeva e spandeva in ogni direzione, e aveva presto avuto bisogno di denaro. E Mordechai era stato subito disponibile a venirgli in soccorso. Le faccende del regno per si stavano mettendo male: gli arabi cominciavano a prendere forze e a premere, mentre i Crociati la forza la stavano perdendo. Non che a Mordechai importasse niente di chi potesse andare al potere, arabi o cristiani. La sua razza era sopravvissuta a ben altro e anche lui, in virt delle ricchezze accumulate, avrebbe resistito a qualsiasi cataclisma. Ma il crollo di Lusignano avrebbe reso il suo debito non pi esigibile, e questo per Mordechai era fuori dellordine naturale degli eventi. Ma la cosa era ulteriormente complicata: Lusignano non era lultimo sarto a cui si potevano fare le peggiori violenze per indurlo a pagare, era pur sempre un re, anche se

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sedeva su un trono un po vacillante. Aveva bisogno di riettere, penso Mordechai, e in casa sua, con tutti che gli chiedevano continuamente cosa dovevano fare, non riusciva a concentrarsi. Avrebbe fatto due passi: camminare lo aveva sempre aiutato a pensare. Usc quindi dalla casa, e attravers laffollato quartiere ebraico, fatto cenno a qualche sporadico saluto, ma soprattutto a sguardi ostili. Mordechai non faceva distinzione di razza o religione quando prestava a strozzo. Mentre camminava incroci due cavalieri Templari, che si dirigevano verso la Commanderia del Tempio, posta subito a Est del quartiere ebraico e a ridosso della spianata dei Templi. Mordechai guard passare i due Templari, imponenti nelle loro lunghe vesti bianche, e scosse la testa con una smora di disprezzo. Si sentivano tanto forti, quelli, ma se ne sarebbero accorti, e presto anche, di come giravano le cose in Terra Santa. Il bazar era situato nel posto ideale, alla conuenza dei quattro quartieri principali, cristiano, mussulmano, ebraico e armeno, proprio nel mezzo di Gerusalemme. L si incontravano le quattro religioni e tutti gli stranieri che abitavano la citt, ed era come se su quel crocicchio il Vero Unico Dio, chiamato in modi diversi secondo le quattro fedi, avesse posto la sua mano benevolente per sedare ogni astio e ogni rivalit. Persone cos diverse e ostili che in altro luogo si sarebbero subito scontrate malamente, qui addivenivano tacitamente ad una specie di tregua e, per un misterioso incanto, sopportavano una stretta vicinanza. Il bazar era un edicio molto grande. Sui due lati esposti sulla strada cera un ampio loggiato, sostenuto e delimitato da alte e sottili colonne di pietra chiara, che era adibito sia a mercato che a luogo di incontro. Lo spazio era ingombro di banchi che esponevano ogni mercanzia, cu-

53 muli di ceste, merci di ogni tipo, ma anche molti tavolini e sedie, e brulicava di umanit, di tutte le razze, vestita in tutte le fogge, intenta a comprare, vendere, trattare, bere, mangiare e chiacchierare. Pi internamente si aprivano i locali veri e propri del bazar, una concatenazione labirintica di sale, saloni e salette, per lo pi occupate da tavolacci, anche questi gremiti di umanit varia. Cera meno confusione che allesterno, al punto che si poteva anche parlare piano e sentirsi, ma anche qui per lo pi si trattava e si mercanteggiava, e intanto si mangiava. Il servizio era garantito da una torma di giovanetti che percorrevano il bazar in lungo e in largo, portando piatti, vassoi, pentole, bottiglie, calici, coppe e narghil in tutte le direzioni. Il usso degli sguatteri partiva, e alla ne ritornava, nelle cucine, poste nella parte pi interna delledicio. L, chine sulle pentole e sui fornelli, lavoravano anche delle donne, ma il personale era per lo pi maschile. Anche la cucina era una bolgia, soprattutto considerando che le diverse razze e religioni degli avventori implicavano una variet innita di cibi e bevande, alcune gradite agli uni e assolutamente proibite agli altri. Mordechai arriv al bazar con andatura calma, nonostante la folla a lui dintorno turbinasse convulsa, attravers il loggiato senza degnare di uno sguardo i diversi venditori che gli offrivano le merci pi disparate, e entr nel bazar interno. Attravers sempre con lentezza, ma con fare sicuro, un paio di sale e poi si sedette a un tavolino tondo, con la supercie di ottone cesellato, come se fosse il suo posto abituale. Dopo poco si avvicin un ragazzino che gli chiese cosa poteva servirgli Portami del th disse Mordechai e chiama anche il tuo padrone aggiunse Non serve chiamarmi disse una voce alle sue spal-

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le quando il grande Mordechai mi degna di una visita, io vengo subito avvertito Luomo era sulla quarantina, e vestiva sobriamente; una casacca bianca e dei larghi pantaloni neri, di foggia turca. Era scuro di capelli, con una folta barba nera dove si vedevano i primi li bianchi. La pelle era di tonalit olivastra, e gli occhi neri come carbone. Allorecchio portava una buccola doro. Era certamente mediterraneo, ma era impossibile dire di quale paese. Si avvicin al tavolo di Mordechai, prese uno sgabello e gli si sedette di fronte. Che fai, mi sorvegli, greco ? mormor Mordechai con un sorrisetto Lungi da me, Mordechai disse quello ma tu sei noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed normale che mi si riferisca che qualcuno importante entrato nel bazar Importante ? Sono solo un povero ebreo disse Mordechai o un lurido ebreo, a seconda di chi mi incontra Lo sai bene che sei importante disse il greco con tutti i soldi che hai ti potresti comprare Gerusalemme tre volte, e te ne avanzerebbero Tirando sul prezzo anche quattro ridacchi lo strozzino perch vedo in giro parecchia gente che ha lacqua alla gola, e si venderebbe per poco, se solo si trovasse un acquirente Arriv il ragazzino con un vassoio con tazza, teiera e pasticcini assortiti. Pos il tutto sul tavolo e si ecliss senza fare rumore. Servizio impeccabile osserv Mordechai chiss quanto li paghi, i tuoi schiavi, per farli lavorare cos in fretta Intanto non sono miei schiavi disse il greco e poi li pago bene, credimi Ecco che il prode Atanasios comincia a mettere le mani avanti, per poi nire a piangere miseria ridacchi le-

55 breo sbocconcellando un pasticcino So bene quanto ti devo, Mordechai disse il greco Atanasios cos come tu sai bene quanto pago la mia servit, quanto mi costa mandare avanti questa baracca. Sai esattamente tutto sui miei affari e i miei guadagni, se no non mi avresti concesso quel prestito quando ne ho avuto bisogno Tutti recriminano che sono un esoso sospir Mordechai mettendosi in bocca un altro pasticcino e sorseggiando il th ma si dimenticano che nel momento del bisogno cera solo il vecchio Mordechai disposto ad aiutarli: amici e parenti si eclissano sempre in questi casi E vero disse Atanasios, come parlando fra s e s, e infatti non te ne faccio una colpa, anche se non arrivo proprio ad esserti riconoscente. Con il tuo interesse mi sdebiter solo lasciandoti tutto il locale. . . Ma io non lo voglio, Atanasios disse lebreo anzi non te lo lever mai: voglio che tu lo diriga e lo faccia fruttare, e con quello mi paghi piano piano il tuo debito Mi ci vorr una vita Una sola ne hai, greco, e quando nir non mi dovrai pi nulla E va bene, Mordechai, hai sempre ragione tu disse Atanasios scuotendo la testa Ma cambiamo discorso. Volevi qualcosa di particolare ? Non vieni spesso a trovarmi Sono solo uscito per pensare. Incredibilmente nel silenzio della mia casa non mi riesce, mentre in questa baraonda le idee viaggiano veloci Beato te disse Atanasios io pagherei per stare un po in silenzio su una spiaggia del Peloponneso E perch non ci torni ? sugger Mordechai sai che io non verrei certo a cercarti cos lontano

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E passata troppa acqua sotto i ponti, non ho pi nessuno l: tutti quelli che conosco sono qui Compresa quella circassa e i due gli che ti ha dato ? Lei lhai veramente conosciuta, non c che dire ridacchi Mordechai. Poi vide passare due piccoli camerieri, che chiacchieravano tenendosi per mano, e continu Comunque hai ragione. Per ogni posto c un tempo: quando passa il momento. . . . quando cambia latmosfera. . . ..non pi posto per noi, anche se lo abbiamo sempre sognato Anche tu hai un posto, Mordechai ? chiese Atanasios, curioso che quello strozzino avesse un lato sentimentale Io ? Vuoi scherzare ! Il mio posto alla mia scrivania, davanti ai miei libri mastri rise lebreo Quella incertezza che hai colto nel mio parlare, e che magari nella tua dabbenaggine di greco romantico hai frainteso per un attimo di commozione, era solo una riessione. Ho visto improvvisamente la soluzione a un problema che mi ronzava in testa. E come si voleva dimostrare successo grazie al caos di questo bazar. . . .Ti devo ringraziare Atanasios, questo inferno di tuo locale per me come uno stimolante Mordechai si alz e cominci a frugarsi in saccoccia Ti prego, Mordechai, non il caso, tu sei mio ospite. . . disse Atanasios alzandosi anche lui . . . in n dei conti tutto questo pi tuo che mio. . . soggiunse in tono triste E vero, greco. Ma tu sei gentile con me. E non mi tratti come un lebbroso, come fanno tanti altri, e non credo sia solo per interesse. Quando ti presenter il conto me ne ricorder. Ti saluto Pos una moneta sul tavolo e si avvi fuori della sala, sparendo nel via vai del colonnato Sei un uomo anche tu, alla ne, Mordechai disse Atanasios pensoso Anche io me ne ricorder se mai ti presen-

57 ter il conto Poi agganci al volo un ragazzino e gli indic il tavolo Pulisci qui e porta la roba in cucina ! Mordechai Sadun si era gi immerso nei vicoli del quartiere ebraico. Uno strano sorriso gli increspava ancora le labbra, cosa per lui non abituale. Ma era troppo soddisfatto. Aveva avuto veramente unidea geniale, davanti a quel th: anche Lusignano, il Re, si sarebbe presto visto presentare il conto.

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Presentazione di Bertrand a Ridefort e assegnazione incarico Il nome di Templari derivava allordine dal loro storico quartier generale nella Cupola della Roccia (Qubbat al-Sakhra), un santuario islamico in cima al Monte Moriah, che essi ribattezzarono Tempio del Signore, credendo erroneamente che costituisse i resti del biblico Tempio di Gerusalemme. La cima del Moriah, nella parte Sud-Est di Gerusalemme, era sacra ad ebrei e cristiani come Monte del Tempio, cos come ai musulmani, con il nome di Monte Majid (o al-Haram al-Sarif). Ma gli insediamenti militari dellOrdine erano a ridosso delle mura, a Sud, in quelle che erano state le scuderie del palazzo reale di Salomone. Camminando con i cavalli alla briglia, Demetrio guid Bertrand attraverso i movimentati e affollati vicoli del quartiere ebraico. La gente per la strada faceva ala ai due che, per quanto impolverati e sgualciti dal lungo e faticoso viaggio, mantenevano comunque un aspetto che incuteva rispetto, con le lunghe tuniche bianche, la croce rossa sul pettorale, e la lunga spada alla cintura. Non che fossero

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proprio tutti sguardi di rispetto, pens a volte Bertrand, ma certamente la gente teneva le distanze. Pens anche che i Cristiani tenevano Gerusalemme da pochi decenni, mentre quella citt, vecchia come il tempo, aveva ben altre radici. Non stupiva che il popolo li guardasse come estranei. Quando giunsero al cancello di entrata della Commanderia due sentinelle armate si fecero avanti, con un fare minaccioso, e solo quando ebbero riconosciuto Demetrio salutarono e fecero loro cenno di entrare. Mi aspettavo un minor livello di sicurezza disse Bertrand in n dei conti siamo nella capitale di un regno Cristiano, e questo il quartiere generale dellOrdine militare pi potente e glorioso... Perdonami, ma si vede che in Europa avete unidea un po imprecisa di come stanno andando le cose qui in Terra Santa disse Demetrio con un sorriso triste la situazione, sia politica che militare, meno rosea di quello che forse vi raccontano in Francia Comincio a pensarlo anche io osserv Bertrand seguendo Demetrio nellampio cortile intorno a cui erano allineati gli edici della Commanderia. Landirivieni di Templari e altri soldati, a piedi e a cavallo, e di carri e carriaggi gli era familiare, come nella Commanderia di St. Gilles-du-Gard, anche se qui latmosfera era diversa. In Francia la folla si muoveva pi velocemente, e quello che si respirava era soprattutto un clima di industrioso commercio. Qui tutti avevano un andatura pi lenta, come se fossero assorti in pensieri che rallentavano il passo. Il trafco di mercanzie era decisamente minore, le divise dei soldati meno sgargianti, macchiate o rammendate in pi punti. Alcuni zoppicavano, alcuni portavano bendaggi insanguinati, segno evidente di ferite recenti.

61 Demetrio lo guid in diagonale attraverso il cortile no ad un edicio in pietra pi elegante degli altri, di puro e scarno stile militare. Legarono i cavalli a una sbarra e Demetrio fece strada no ad una piccola costruzione quadrata, un chiesa a quanto lasciava capire la croce di pietra che si levava sul tetto piatto. Ti lascio per poco in questa chiesa disse Demetrio Io vado a vedere se il Gran Maestro in sede. Ho ordine di portarti subito al suo cospetto: immagino voglia accoglierti, darti lincarico ufciale e dirti qualcosa in merito alle vicende per cui sei stato chiamato Entrarono dalla piccola porta in un locale semplice, imbiancato a calce, e molto buio, rischiarato solo da una piccola nestrella chiusa da una lastra di alabastro bianco venato di marrone. Si segnarono con lacqua presa da unacquasantiera di pietra grezza. Nelle pareti laterali si aprivano piccole cappelle secondarie. Alcune le di panche di legno grezzo portavano ad un altare di pietra chiara, un blocco unico, squadrato, senza ceselli o intarsi, come era comune in Francia anche nelle chiese delle Commanderie. Sul piano dellaltare cera una semplice croce di ferro, con base a treppiede. LEst da quella parte disse Demetrio indicando nella direzione dellaltare immagino che ti far piacere pregare un po, dopo un viaggio cos lungo, ma anche, credi a me, tranquillo e fortunato Vai pure, ti aspetto disse Bertrand, sganciando la spada dal cinturone per porla su una panca e inginocchiandosi. Hai ragione, ho piacere di pregare un po Demetrio lo salut e se ne and velocemente. Bertrand chiuse gli occhi e chin la testa sulle mani giunte, ma la concentrazione nella preghiera non era facile, perch il pensiero vagava rapido tra gli avvenimenti convulsi di quel-

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le ultime due settimane. Le immagini e i personaggi di St. Gilles-du-Gard, di Acri, del viaggio attraverso la Palestina, e di Gerusalemme si accavallavano nella mente con rapidit e senza regola. Un lieve rumore metallico, un po avanti a sinistra, monopolizz la sua attenzione. Bertrand non aveva avuto esperienze di guerra, ma era un valente armiere, grazie al vecchio fabbro Gounod, e sapeva riconoscere il rumore di una spada sguainata che toccava la pietra. In un riesso quasi involontario la sua mano sinistra gherm la guaina e la destra corse allelsa della sua spada: laveva posata sullo schienale della panca a cui era inginocchiato non perch fosse disdicevole pregare armati, ma perch da inginocchiato estrarla velocemente avrebbe potuto non riuscire abbastanza rapido, se laveva inguainata al anco. Apr gli occhi nella direzione del rumore. La vista si era abituata alloscurit e vide che veniva da una delle cappelle laterali. Aguzzando la vista vide anche come un lieve movimento di ombre. Si alz e, lentamente, si avvicin alla cappella. Non snud la spada, per il momento. Se qualcuno avesse voluto attaccarlo non avrebbe dato tanti preavvisi di se, e lo avrebbe gi avuto addosso. Quando fu avanzato abbastanza da poter guardare nella cappella i suoi muscoli si rilassarono e abbandon la presa sullelsa, tenendo solo la guaina con la sinistra. La cappella era rischiarata da un piccolo lume ad olio, posato in un incavo del muro, che diffondeva un minimo chiarore e disegnava sul muro le piccole ombre che avevano colto la sua attenzione. Su una tavola appoggiata trasversalmente su due capre di legno stava il corpo di un Templare, composto nella morte. In piedi, accanto alla sua testa, montava la guardia un altro Templare, che si appoggiava con le mani alla spada sguainata e poggiata punta a terra, tra

63 i piedi. Il templare aggiust la posizione e la punta della spada emise nuovamente il fruscio metallico che aveva rapito Bertrand ai suoi pensieri. Bertrand si fece avanti, avvicinandosi al corpo e alla sua sentinella. Il morto doveva essere un veterano. I capelli, che qualcuno aveva accuratamente ravviato, erano grigi in pi punti. Il viso era solcato da rughe e da un paio di cicatrici lunghe e sottili, certamente di spada. Lespressione era serena e distesa, ma chi lo aveva composto non era riuscito a togliere del tutto il sangue dallangolo della bocca, e ne erano rimaste piccole tracce in forma di crosticine nerastre. La tunica doveva essere quella con cui era morto, forse lunica che aveva, perch sul pettorale, accanto alla croce rossa, cerano i fori nerastri delle due frecce che gli avevano tratto il polmone e lo avevano ucciso. La spada che gli avevano poggiato in grembo, con le mani composte sullelsa, aveva graf e incisure. Era un uomo che aveva combattuto a lungo. Bertrand pens a come era precaria la situazione in quelle terre, come era diversa dalla pace che regnava in Francia, dove un Templare di quella et se ne sarebbe stato tranquillamente a dirigere una Commanderia, dove il nuovo giorno, invece della morte, al massimo ti poteva riservare la sorpresa di un ammanco di cassa, o di un vescovo corrotto. Poi pens che, a dir la verit, lui era dovuto fuggire n l dalla Francia proprio per sfuggire alla morte, certo non onorevole come cadere in battaglia, per mano di un vescovo corrotto. Le cose non sono sempre come sembrano. Bertrand si fece il segno della croce e poi sollev lo sguardo sulla sentinella. Era poco pi di un ragazzo, con i primi accenni di barba. La sua divisa era macchiata e polverosa, ma la sua pelle non portava cicatrici, se non quelle

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dellacne, e la sua spada non aveva scaltture. Gli sguardi dei due si incontrarono. Bertrand alz lelsa a forma di croce della sua spada inguainata, come in un saluto. Laltro ricambi con un cenno del capo. Ha nito di combattere disse Bertrand indicando il morto E lo ha fatto da eroe, fratello, credimi disse il giovane, in un francese fortemente accentato, ero accanto a lui quando successo. Ha continuato a combattere con le due frecce in corpo, nch ha avuto sangue addosso Deve averne combattute di battaglie disse Bertrand Ha fatto in tempo ad insegnarmi molto e rivolse al morto uno sguardo addolorato e pieno di pena Che riposi in pace concluse Bertrand, accennando a tornare alla sua panca sar certo onorato che il suo discepolo lo vegli con tanto affetto. Ci rivedremo O me o lui, a seconda della tua sorte, qualcuno di noi lo rivedrai gli disse il giovane, con un sorriso mesto, dimostrando ancora una profondit di pensiero stridente con la sua et Come ti chiami, fratello ? io sono Bertrand de Bellign Io sono Wim, fratello, Wim Kirkels, di Amsterdam Furono distratti dal rumore di Demetrio che rientrava e si era avvicinato a loro Il Maestro Ridefort ti attende disse Demetrio con fare impaziente Eccomi disse Bertrand, facendo un ultimo cenno di saluto a Wim, cingendosi la spada e avviandosi dietro a Demetrio Grard de Ridefort era giunto in Terra Santa con il contingente ammingo della Seconda Crociata, ed era rimasto

65 quando le truppe francesi erano ritornate in Europa. Ridefort era molto sensibile alla ricchezza: come ultimogenito in patria non lo aspettava un futuro roseo, e aveva preferito entrare al servizio del Conte Raimondo III di Tripoli, sperando di fare carriera e magari sposare una ricca ereditiera. Loccasione era capitata con Lady Lucia di Botrun, che aveva in dote grandi ricchezze e possedimenti, ma forse era stata unoccasione solo nella mente di Ridefort, perch il Conte Raimondo, assai pi attento al denaro che ai sentimenti, laveva data in sposa a un ricco mercante pisano, in cambio del peso (60 chili sulla bilancia del Conte) della ragazza in oro. Nonostante il gesto fosse stato ispirato dalla cupidigia, che lui stesso nutriva, Ridefort fu disgustato dalla vicenda, sviluppando un vero odio contro il Conte Raimondo, e si present allOrdine del Templari, ritenendo che fosse lunico posto dove si poteva far carriera in Terra Santa. La sua carriera nei Templari fu in effetti molto rapida. Dopo solo tre anni era Siniscalco, e due anni dopo, alla morte di Arnold de Torroga in missione in Europa per raccogliere fondi, prese il suo posto come Gran Maestro. Come mi devo comportare ? chiese a Demetrio Bertrand, che non si era mai trovato di fronte a un Gran Maestro, guriamoci poi quello del Tempio di Gerusalemme Naturalmente. Ascolta molto, e parla poco. Limitati a rispondere alle domande, e se puoi in modo vago disse Demetrio, mentre faceva strada lungo la scalinata che portava al piano superiore Sembra quasi che tu mi dica si stare in guardia chiese perplesso Bertrand Non quasi. Ti dico espressamente di stare in guardia precis Demetrio Il Gran Maestro rappresenta lapice del potere, qui a Gerusalemme, e il potere rende sospet-

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tosi. Ridefort non mai stato un imprudente, credo, ma penso che il potere lo abbia reso ancora pi accorto. Ti stupirai che io ti parli cos del nostro massimo superiore, ma ho fatto voto di sincerit entrando nellOrdine, e per di pi tu sei un fratello Ti ringrazio disse Bertrand, rassettandosi un po la tunica, dato che Demetrio si era fermato davanti unimponente porta intarsiata, con due sentinelle Crociate a guardia. Dovevano essere arrivati. Dovere, Fratello. Ultima raccomandazione: Ridefort uomo assai vicino al Re, Guido di Lusignano, come ti renderai conto in futuro. Evita sempre commenti negativi sul Regno e su come viene condotto dicendo questo buss alla porta: le sentinelle non si mossero, segno che erano stati preannunciati e non servivano controlli. Ridefort sedeva dietro a unenorme scrivania di legno di olivo, coperta di carte, tomi e pergamene. Davanti a lui per, a portata di mano, stava un grande vassoio cesellato di ottone, pieno di frutta varia e di bellaspetto, e un paio di brocche di vetro, piene di vino rosso scuro. Bertrand cerc di registrare bene limmagine del Gran Maestro. Di media et, vestiva la tunica Templare, ma era ben diversa da quella che vestivano tutti gli altri che aveva visto nora. A parte che era linda e impeccabile, il che poteva giusticarsi con il grado, la stoffa era preziosa, e aveva guarnizioni e ricami che nessunaltro portava. La stessa croce rossa sul pettorale non aveva il disegno geometrico abituale, ma una serie di ghirigori e oriture di ricamo, che la rendevano quasi irriconoscibile come croce. Il cinturone era una grossa catena di metallo, che Bertrand non dubit un attimo fosse doro. La spada doveva essere quella appoggiata su un tavolo ad alcuni metri di distanza: la guaina

67 era piena di borchie dorate e lelsa era tempestata di pietre dure. Chi incontrandolo si fosse aspettato un vecchio leone combattente, pieno di cicatrici, e ultimo baluardo della Cristianit in Terra Santa, sarebbe rimasto molto deluso, pens Bertrand alla ne del rapido esame. Venite avanti disse Ridefort ai due, che si posero di fronte alla grande scrivania. Ridefort non li invit a sedersi, nonostante ci fossero sedie, sgabelli e poltrone, e li osserv attentamente, soprattutto Bertrand. I quattro dignitari che stavano accanto a Ridefort fecero lo stesso. E cos voi sareste Bertrand de Bellign, lInquisitore che lOrdine ci ha mandato dalla Francia per aiutare il fratello Demetrio nella soluzione di questi spiacevoli avvenimenti ? Per servirvi, Maestro disse Bertrand con un cenno del capo anche se non so se merito tanta ducia e dicendolo si morse il labbro perch, come gli aveva detto Demetrio, non doveva fare commenti e limitarsi a rispondere. La conseguenza del passo falso non si lasci attendere. Vorreste con questo dire che chi vi ha scelto ha scelto male, o che sapendovi non allaltezza ha deliberatamente inviato un inetto in aiuto allOrdine del Tempio ? disse Ridefort, stringendo le palpebre come se volesse appuntire lo sguardo e traggerlo. Mi sono espresso male rispose asciutto Bertrand sono ai vostri ordini Cos va meglio disse Ridefort, prendendo un frutto dal vassoio e mordendolo. Il sugo gli col lungo il mento e gli macchi la tunica. Demetrio vi dir nei dettagli dei due incresciosi avvenimenti, su cui lui di fatto il pi informato. Io volevo solo avvertirvi che si tratta di faccenda delicata. Da un lato si impone una soluzione rapida

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e lidenticazione dei colpevoli. Non pensabile che delitti del genere... e qui Ridefort esit, come se ricordasse le scene del delitto, ed ebbe come un piccolo brivido ...si possano ripetere a danno di personaggi di rilievo, qui in questa Citt Santa. Daltro canto dovete tener presente, soprattutto voi che arrivate ora dallEuropa e non avete idea del contesto in cui vi muoverete, che sarete in contatto con personalit di rango elevatissimo, alta nobilt, alto clero, personalit di grande levatura commerciale, un Re....non potete pensare di comportarvi come un Inquisitore si comporta in Francia nei confronti di contadini e sguattere... Bertrand fece cenno di assenso, e rest muto Quindi continu Ridefort se le vostre indagini vi porteranno ad attraversare la strada di personaggi di rilievo, esigo -dico esigo- che lo riferiate subito a me o a chi mi rappresenta e accenn agli uomini alle sue spalle per essere autorizzato a procedere apertamente, ed evitare incidenti o intromissioni illecite. Rappresentate lOrdine e quindi me, e dovete portarvi con rispetto assoluto del potere che vi circonda Altro assenso muto di Bertrand Demetrio uomo esperto del territorio e dellambiente, e vi sar ottima guida, e soprattutto continua -dico continuadovunque. Non voglio che vi muoviate da solo, soprattutto i primi tempi e senza mia espressa autorizzazione Terzo assenso di Bertrand Ora potete andare: so che avete fatto un lungo viaggio. Demetrio vi mostrer il vostro alloggio concluse, con lintonazione di chi invita due seccatori a levarsi dai piedi Demetrio e Bertrand fecero un inchino e sparirono rapidamente

69 Mi sono portato bene ? disse Bertrand a Demetrio mentre scendevano le scale S, a parte una svista iniziale sorrise Demetrio S, me ne sono reso conto, e anche dellimmediata conseguenza, se per quello Questo volevo dire, quando vi dicevo di stare attento a quello che dite e dove mettete i piedi. Non quello che voi fate, ma il signicato che gli danno gli altri che li muove nei vostri confronti. Che vi parso del Gran Maestro ? Anche io ho fatto voto di sincerit, fratello disse Bertrand ma non me la sento di dare un giudizio dopo un incontro cos breve. E il Gran Maestro del Tempio, e gli devo comunque rispetto Demetrio assent, mentre uscivano nel cortile assolato Ma c unaltra cosa... aggiunse Bertrand Ditela incoraggi Demetrio A parte la ramanzina sulla necessit di evitare di pestare piedi importanti...ho percepito con sorpresa come un senso di urgenza che si trovi il bandolo della matassa di questi due delitti, che ancora ignoro, tra laltro. La sorpresa dovuta al fatto che mi sono reso conto disse Bertrand pensando al morto vegliato nella cappella, e ai Templari feriti e insanguinati che circolavano nella Commanderia che in Terra Santa la vita vale poco, e la morte sempre dietro langolo, specie se sei un Crociato. Con centinaia di morti, a volte migliaia, due delitti non dovrebbero creare tanta ossessione. E invece nelle parole di Ridefort, ad un certo punto, ho sentito quasi lodore della paura. Strano, in chi comanda lesercito di Dio contro forze infedeli soverchianti, in una battaglia continua dove la morte di casa. E non so neanche se sia paura per se, o per quello che potrei scoprire...

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Ridefort poco fa suggeriva che chi vi ha scelto, per scelta o per errore, abbia scelto un Inquisitore inetto disse Demetrio con un sorriso triste Credo proprio che si sia sbagliato. Ma ora seguitemi, che vi porto ai vostri alloggi. Vi dovete riposare. Ci attende molto lavoro