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VECCHIO

TESTAMENTO
SECONDO LA VOLGATA TRADOTTO IN LINGUA ITALIANA E CON A N N O T A Z I O N I DA MONS, DICHIARATO

ANTONIO MARTINI
ARCIV. DI FIRENZE eC.

VOL. VI.

V E N E Z 1A
GIROLAMO TASSO ED. TIP. CALO. UT. MDCCCXXX. Ufi. E FONO.

Tulle le note contrassegnate coli* asterisco * s abbiano per Illustrazioni Variazioni e Postille fnora inedite^ tratte dai manoscritti del chiarissimo traduttore.

In Curia Palriarchalt Venetiis 3. Octobris 1828, Admittilur JAC, PATR.

IL LIBRO TERZO
DE 3

R E G I .

L I BR O

TERZO DE' RE.


CAPO PRIMO. Davidde spento quasi dalla vecchiezza riscaldato da Abisag, la quale si mantiene casta. Adonia cerca di occupare il regno ; ma Bethsabea seguendo i consigli di Nathan ottiene da Davidde, che Salomone sia unto re : la qual cosa avendo udita Adonia, si fugge. 1. Et rex David senuerat, habebatque aetatis plurimos dies : cumque operiretur vestibus, non calefiebat. 2. Dixerunt ergo ei servi sui: Quaeramus domino nostro regi adolescentulam virginem, et stet coram rege, et foveat eum, dormiat1. Or il re David era vecchio, e di et avanzata: e per quanto si coprisse, non potea riscaldarsi. 2. Gli dissero pertanto i suoi servi : Si cerchi pel re signor nostro una vergine giovinetta, la quale si stia col re, e lo riscaldi, e dorma

Vers. i. Era vecchio. Egli mor di settant'anni , e un anno prima della sua morte credesi avvenuto quel che qui si racconta. Davidde non era di et decrepita , e avea avuto in sorte un temperamento forte, e vigoroso ; ma le lunghe fatiche in un regno di quarant' anni sovente turbato da guerre esterne, da ribellioni domestiche, e da altre sciagure , le molte afflizioni, e le malattie che sono accennate ne'salmi, aveano abbattuto e snervato il corpo , e privatolo quasi affatto del calor naturale.

que in sinu suo, et ealefaciat dominum nostrum regem, 3. Quaesierunt igitur adolescentulam speciosam in omnibus fini&us Israe^ et invenerunt Abisa* Siwamitidem, et adduxerunt eam ad regem. 4- Erat autem puella pulchra nimis, dormiebatque cum rege, et ministrabat ei: rex vero non cognovit eam. 5. Adonias autem filius Haggith elevatatur , dicens: Ego re" gnao. Fecitque sibi currus, et ecjuites, et quinquaginta vira?, qui currerent ante eum.

con lui, e renda il calore al signor nostro. 3. Cercarono adunque in tutto il paese <T Israele una fanciulla avvenente, e trovarono Abissg di Sunam, e la menarono al re. 4. E la fanciulla era bella oltre modo, e dormiva col re, e lo serviva ; ma il re non la conobbe. 6. Ma Adonia figliuolo di Haggith era montalo in superbia, e diceva: Io sar re. E aveva cocchi, e soldali a cavallo, e cinquanta uomini per sua scorta.

Vers. 2. Si cerchi .. una vergine giovinetta ec. Noi non dubitiamo , che Dvidde spos questa fanciulla, come la Scrittura stessa viene a significarlo dicendo, che Davidde non la conobbe t perocch ci suppone, che egli avrebbe potuto conoscerla. E in fatti l'aver cercato Adona di sposare dipoi questa fanciulla , fu imputato a lui come delitto di lesa maest, quasi col matrimonio di una moglie del defunto re cercasse di aprirsi la strada al trono. Ella fu adunque vera sposa di Davidde , e insieme vergine ; onde fu un' immagine della chiesa. Vedi s. Girol. ep. 2. ad Nepoi. ; dove assai bene dimostra, come il senso letterale in questo luogo meno da attendersi, che lo spirituale. Vers. 5. Ma, Adoma figliuolo di Haggilh ec. Di questa Haggith moglie di Davidde, e madre di Adorna non sappiamo qual fosse la nascita. Adorna ben veduto da molti pelle sue doti naturali, essendo allora il maggiore de'figliuoli di Davidde, consideravasi gi come successore del reyuo ; e la indulgenza stessa del.

6". Nec corripuit eum pater suus aliquando, dicens-. Quare hoc fecisti? .Erat autem et ipse pulcher va/de, secundus natupostAbsalom. 7. .Et sermo ei cum Joab filio Sarviae,etcum A biathar sacerdote^ qui adjuvabantpartes Ado~ niae. 8. Sadoc vero sacer* dos et Banajas filius Jb/adae, et Nathan propheta, et Semei , et liei, et robur exercitus David non erat cum Adorna. g. Immolatis ergo Adonias arietibus, et vitulis, et universis pinguibus juxta lapide m

6. E il padre suo noi riprese giammai, n disse : Perch fai tu questo ? Or Adorna era anch' egli bello assai, fratello secondogenito di Assalonne. 7. Ed egli se la intendeva con Gioab figliuolo di Sarvia, e con Abialhar sommo sacerdote, i quali favorivano il suo partito. 8. Ma il sommo sacerdote Sadoe, e Banaja figliuolo di Jojada, e Nathan profeta , e Semei , e Rei, e il nerbo delle milizie di Davidde non erano per Adonia. 9. Adonta adunque avendo immolali degli arieti, e de' vitelli, e grasse vittime d'ogni

padre , il quale vergendolo darsi aria di gran principe, soffriva in silenzio la sua vanit , questa stessa indulgenza la prescegli per un' approvazione del re alle sue pretensioni. Ma Dio per una special predilezione avea destinato Salomone, 2. Reg. \ii.z5, e vii. 12., e Davidde avea promesso a Betsabea, che secondo la espressa volont del Signore Salomone sarebbe suo successore. Vers. 8. Semel. Questi non quel Seme!, che malediceva Davidde, quando, fuggendo Assalonne, si part da Gerusalemme, a, Reg. xvi. 5. 6. E Rei. Alcuni credono, di' ei sia queli' Ira Jaraite, 2. Reg. xx. 26,

Zaheleth, qui erat vicinus fonti Rogel, vocavit universos fratres suos filios regis, et omnes viros JiMa servos regis. 10. Nathan autem propJietam, etBanajam, et robustos quosque, et Salomonemjratrem suujfi non vocavit. 11. Dixit itaque NaXhon ad Beth$abee matrem Salomonisi Num audisti, quod regnavert Adonias filius Haggth, et dominus noster David hoc ignorai ? 12. Nunc ergo veni, accipe consilium a me, et salva animam Juam, fi/iique tui Salomonist 13. Vade, et ingredere ad regem David, et die ei : Non tu, domine mi rex, furasti mihi analiae taae, dicens: S aloni on filius tuus regnaUt post me, et ipse sedebit in solio meo? quare ergo regnai Adonias?

sorta vicino al masso di Zoheleth, cb'era dappresso alla fontana di Rogel , invit tutti i suoi fratelli figliuoli del re, e tutti gli uomini di Giuda servi del re. 10. Ma non invit Nathan profeta, n Banaja, n i pi valorosi soldati, n Salomone suo fratello. 11. Or il profeta Nathan disse a Bethsabea madre di Salomone:Non hai tu sentito dire, che regna gi Adorna figliuolo di Haggith, e il signor nostro Davidde lo ignora ? 12. Ora adunque vieni, lasciati consigliare da me, e salva la vita tua, e quella di Saiomone tuo figliuolo. 13. Va, e presentati al re Davidde, e digli : Non egli vero , 'o re signor mio, che tu facesti giuramento alla tua serva, e dicesti: Saiomone tuo figliuolo regner dopo di me, ed egli seder sul mio trono ? perch adunque regna Adorna?

ib-Et adhuc ibi te Io14- tu non avrai queste cum rege, ego finito di dir queste coveniam post te, et com- se aire, quand'io sopleto sermones tuos. praggiunger, e confermer il tuo dire. 16. Ingressa est 16. Entr adunque itaque Bethsabee ad Bethsabea nella cameregem in cubiculum : ra del re or il re era rex autem senuerat ni* vecchio assai , e Abimis, etAbisag Sunami- sag Sunamite lo sertis ministrabat ei. viva. 16. Inclinavit se Be16. Bethsabea s'inthsaee, et adoravit re- chin, e ador il re. E gem. Ad quam rex: il re le disse: Che doQuid tibi, inquit, vis ? mandi lu ? 17.Quae respondens, 17. Ed ella rispose, e ait : Domine mi, tu fu- disse: Signor mio, tu rasti per Dominum giurasti alla tua serva Deum ' tuum ancillae pel Signor Dio tuo, che tuaei Salomon filius tuus Sal emione mio figliuolo regnabitpostme, et ipse regnerebbe<l0p di te, e sedbit m gola meo. scadrebbe tl tuo trono; 18. JEt ecce nunc A18. Ed ecco, che a donias regnai, te, Do- quest'ora regna Adomine mi rex, ignorante. nia, senza che lo sappi tu, o re, signor mio. 19. Mactavit boves, 19. Egli ha immolaet pinguia quaeque, et ti bovi, e grasse vittiarietes plurimos, et vo- me , ed arieti in gran cavit omnes filios regis, numero, cha invitati Abiathar quoque sa- tutti i figliuoli del re, cerdotem, et Joab prin- e anche Abiathar somcipem miltae: Salomo- mo sacerdote, e Gioab nem autem servnm capo dell* esercito : ma tuum non vocavit. non ha invitato Saiomone tuo servo. Vol VI.

20; Verumtamen, domine mi rex, in te oculi respiciunt totius Jsrael, ut iudices eis, qui sedere debeat in sollo tuo, domine mi rex, post te. 2 \. Eritque, cum dorm/erit dominus //zeus rex cum patribus suis, erimus ego et filius meus Salamon peccatores. 22. Adhuc illa loquente cum rege, Nathan propheta venit. 23. Et nuntiaverunt regi, dicentes : Adest Nathan propheta. Cum." que ntroisset in con" spectu regis, et adorasset eum pronus in terram, 24. Dixit Nathan : Domine mi rex, tu diaristi : Adonias regnet post me, et ipse sedeat super thronum meum?

20. Frattanto, o re signor mio, gli occhi di tutto Israele son rivolti verso di te, affinch tu dichiari chi debba seder sul tuo trono dopo di te, o re signor mio. '( 21. E avverr, che quando il re signor mio si sar addormentato co'padri suoi, saremo io, e il mio figliuolo Salonione, quai peccatori. 22.E mentr'ella parlava tuttora al re, giunse Nathan profeta. 26. E fu detto al re: qui il profeta Nathan. E quando egli fu entrato al cospetto del re, e lo ebbe adorato chinandosi fino a terra, 24. Disse Nathan: Signor mio re, hai tu forse detto: Regni Adona dopo di me , ed egli segga sopra il mio Irono ?

Vers. 21. /o , e il mo figliuolo Sdiamone saremo aitai, peccatori ec. Ella accenna molto sensatamente, che se Salomone non giunge al trono, e Adonta si fa re , ella sar trattata come un' adultera , e il figliuolo come bastardo, e saranno ambedue in pericolo evidente della vita,

26. Qua descendit hodie, et immolavit boves et pinguia, et arietes plurimos, et vocavit universos filios regis, et principes exercitus, Abiathar quoque sacerdotem: illisque vescentibus et bibentibus coram eo, et dicenti bus : Vivatrex Adonias\ 26. Me servum tuum, et Sadoc sacerdotem, et Banajam filium. Jojadae, et Salomonem famulum tuum non vocavit. 27. Numquid a domino meo rege exivit hoc verbum> et mihi non indicasti servo tuo, qui sessurus esset super thronum domini mei regis post eum ? 28. Et respondit rex David, dicens : Vocate ad me Bethsabee. Quae cum fuisset ingressa coram rege, et stetisset ante eum, 29. Juravit rex , et ait\ Vivit Dominus, qui eruit animam meam de omni angustia,

26. Perocch egli andato oggi ad immolar bovi, e grasse vittime, ed arie! i in gran numero, e ha invitati tutti i figliuoli del re, e i capi dell'esercito,e Abiatbar sommo sacerdote: e questi mangiando, e bevendo con lui, hanno detto: Viva il re Adoma: 26. Egli non ha invitalo me tuo servo, n il sommo sacerdote Sa doe, n Banaja figliuolo di Jojada,n Salomone tuo servo. 27. egli stato dato dal re mio signore un simil comando, e non hai tu dichiaralo a me tuo servo chi fosse quegli, che dovea sedere sul trono del re mio signore dopo di lui ? 28. Ma il re Davidde rispose,e disse: Chiamatemi Bethsabea. Ed essendo ella venula dinanzi al re, e slando in sua presenza, 29. Il re giur, e disse : Viva il Signore, il quale liber 1' anima mia da ogni travaglio,

30. Quia sicutyuravi tibiper Dominum Deum Israel* dicensi Salamon filius tutts regnabit post me, et ipse sedebit super solium meum pro me, sic faciam hodie. 31. Summissoque Bethsabee in terra/n vultu, adoravit regem, dieens: Vivai dominus meus David in aeter-mim. 3a. Dixit quoque rex David : Focate mihi Sadoc sacerdote?, et Nathan prophetam, et Banajam filium Jojadae. Qui cum ingressi fuissent coram rege, 33. Dixit ad eos: Tollite vobiscum servos domini vestri, et imponite Salomonem filium meum super muletm meam, et ducite eum in Gihon : 34 Et ungat eum ibi Sadoc s acerdo s, et 'Nathan propheta in regem super IsraeL et canetis buccina, atque dicetis: Vivat rex Salamon.

30. Come io giurai a te pel Signore Dio d'Israele, e dissi: Salornone tuo figlio regner dopo di me, e seder sul mio Irono in mia vece, cosi oggi far. 31. E Bethsabea, chinata la faccia sino a terra, ador il re, e disse Viva il signor mio Davidde in eterno. 32. Disse poi il re Davidde : Chiamatemi Sadoc sommo sacerdote, e Nathan profeta, e Banaja figliuolo di Jojada. Ed essendo questi venuti al cospetto del re, 33. Disse loro: Prendete con voi i servi miei, e mettete Salomone mio figliuolo a cavallo sopra la mia mula, e conducetelo a Gihon: 3/f- E ivi lo ungano Sadoc sommo sacerdote e Nathan profeta in re d'Israele: e sonerete la tromba, e direte : Viva il re Salomone.

Vers. 33. Conducetelo a Gihon. Era una fontana a occident <li Gerusalemme , e in poca distanza dalla citt.

b.Et ascendetis post eum , et veniet, et sedebit super solium melimi et ipse regnabit pro me: illiquepraecipiom, utsitdux super Israeli et super Judam. 56. Et respondit Banajas filius Jojadae regi dicens : Amen : sic loquatur Dominus Deus domini mei regis. 87. Quomodo fuit Dominus cum domino meo rege, sic sit cum Salmone, et sublimius fa? ciat solium ejus a so/io domini mei regis David. 38. Descendi/ ergo Sadoc sacerdos, et Nathan propheta, et Bano/as filius Jojadae-, et Cerethi, et Phelethi, et imposuerunt Salomonem super mulam regis David, et adduxerunt eum in Cihon. Sp.^Sumpsitque Sadoc sacerdos cornu olei de tabernaculo, et unxit Salomonem, et cecinerunt buccina^ et dixit omnis populusi Vivai rex Salamon>

36. E tornerete dietro a lui, ed egli verr a porsi a sedere sul mio trono, e regner in mia Vece: e io gli comander di reggere Israele, e Giuda. 367 K Ban aja figliuolo di Jojada rispose ai re, e disse: Cos sia: sia questa parola del Si* griore Dio del re mio padrone. 67. Come il Signore fu col re mio padro* ne, cosi sia egli con Salomone , e innanzi il suo trono anche al d sopra del trono del re mio signore Davidde. 38. Andarono adunque Sdoc sacerdote, e JNathan profeta, eBanaja figliuolo di Jojada, e i Cerethi, e i Phelethi, e misero Salomone sulla mula del re Davidde , e lo menarono a Gihon. 3$. E il sacerdote Sadoc prese il corno del1' olio dal tabernacolo, e unse Salomorie, e sonaron la tromba, e tutto il popolo disse: Viva il re Salomone,

4- Et ascendit universa multitudo post eum, et populus canentium tibiis, et laetandum gaudio magno, et insonuit terra a clamore eorum. 4*. Audivit autem AdoniaSy et omnes, qui invitati fuerant ab eo, jamque convivium Jnilum erat, sed et Joab, audita voce tubae, ait : Quid sibi vult clamor civitatis tumultuantis ? 42- Adhuc illo loquente, Jonathas filius Abiathar sacerdotis venit, cui dixit Adonias: Ingredere, quia vir forts es, et bona nuntians. 43- Responditque Jonathas Adoniae: Ne-

40. E tutta la moltitudine andogli dietro, e una gran turba sonava de' flauti, e facevano festa grande, e la terra rimbombava delle loro acclamazioni. 41. ne giunse il rumore ad Adonta, e a tutti i suoi convitati, e gi era finito il banchetto; e Gioab avendo sentito il suon della tromba , disse : Che vuol dire lo strepito della citt, che in tumulto? 42. Mentre egli cosi diceva, arriv Gionata figliuolo di Abiathar sacerdote, e dissegli Adonia : Vieni, perocch tu se'uomo di valore, e che porta buone novelle. 43. No (rispose Gionata ad Adonia); peroc-

Vers. 3p. Sadoc prese il corno delV olio dal tabernacolo. Lo stesso olio , col quale ungevansi i pontefici, servi a ungere i re. Osservasi, che, divenuto il regno ereditario nella famiglia di Davidde, questa ceremonia non fu usata, se non quando la successione era in contesa. Sadoc sommo sacerdote fu quegli che unse Salomone coli' assistenza di Nathan. Vers. 4- * E ne giunse il romore ad Adonta. Se meno sollecitudine si fosse usata da Nathan per avvantaggiare la causa di Salomone , non sarebbe riuscito difficile alla contraria fazione di porre in iscompiglio lo stato, e forse di prevalere. Pel buon esito degli affari , convien che fuggasi la lentezza.

qa<:qaam : dominus enin noster rex David regem constituit Salonem\ $4. Misitque cum eo Scdoc sacerdote, et Nzthan prophetam, et Banajam filium Jo/adae, et Cerethi, et Phelethi, et imposuerunt eum puper mulam re-

ch il re David nostro signore ha dichiarato re Saloraone : 44'E ha mandati con lui Sadoo sacerdote, e Nathan profeta, e Banaja figliuolo d Jojada, e i Cerethi, e i Phelethi, e lo hanno messo sopra la mula del re; 45- E Sadoc sacerdote, e Nathan profeta lo hanno unto in re a Gihon: e son partiti di l con allegria, onde la citt romoreggia: questo lo strepito udito da voi. 45. Anzi Salomone gi siede sul trono del regno. 4y. E i servi del re sono andati a rallegrarsi col re signor nostro David,dicendo: Ingrandisca Do il nome di Salomone sopra lo slesso tuo nome,e innalzili suo trono sopra lo stesso tuo trono. E il re ha &dorato Dio nel suo letto: ( 48, E ha de Ito: Benedetto il Signore Dia

^>;

45. Unxeruntque eum Sadoc sacerdos, etNatha/z propheta regem in Gihon: et ascenderunt inde laetantes, et insonuit civitas : haec est vox, quam audistis. 46. Sed et Salomon sedt super soliam regni. 47 ^t ingressi servi regis benedixerunt domino nostro regi David, dicentes: Amplificet Deus nomen Salonzonis super nomen tuum, et magnificet thronum ejus super thronum tuum. Et adoravt rex in lectulo suo : 48. Et locu/^s est: Benedictus Dominus

Deus Israeli qui dedit hodie sedentem in solo meo, videntibus oculis me/s. 49-^erriti sunt ergo, et surrexerunt omnes, qui invitati fuerunt ab Adonia^tivit unusquisque in viam suam. 50. Adonias autem timens Sulomonemsurrexit, eta&'it, tenuitque pornu altyiris. 51. Et nuntiaverunt Sa/omoni,dicentes: Ecce Adonias timens re" gem Salamon em tenuit corna altaris, dicens: Juret mihi rex Salamon hodie, quod non interfi,ciat servani suum gi,' dio. 62. Dixtque Salo* man; sifuerit vir bonus^ non cadet ne unus quidem capil/us ejus in terram: sin autem malum inventam fuerit in eo, mvrietur.

d'Israele, il quale mi fa oggi vedere cglioo chi miei lui, che siede sopra il mio trono. 4p. Quegli allora rimasero sbigottiti, e si alzarono tutti i convitati di Adonia, e se n* andarono ciascuno pe i fatti loro. 50. Ma Adonia avendo paura di Salomone si parti, e and a mettersi da un lato dell'altare. 51. E fu riferito a Salomone, e fagli detto: Sappi, che Adonia a vendo paura del re Salomone si attaccato al corno dell* altare, e dice : Salomone mi faccia oggi giuramento, che non far morir di spada il suo servo. 62. E Salomone disse : Se egli sar Jiomo dabbene, non cadr in terra neppur uno dei suoi capelli: ma se cadr ii* qualche fallo, ei morr.

Vera. 5o. Ma Adonta ... ando et mettersi a un lato dell1 al" tare. O dell' altare degli olocausti, che era a Gabaon : o dell' altare del tabernacolo eretto da Davidde in Sion : lo che sembra pi probabile.

63. M'tslt ergo rex Salamon, eteduxit eum ab altari ; et ingressum adoravit regem Salomonem\ dixitque ei Salomon: Vade in domum tuam.

63. Salomone aduni que mand gente, che lo condusse via dall' altare ; ed egli presentatosi al re Salomone , lo ador : e-Salomone gli disse : Va a casa tua.
II.

G A P O

Davidde dopo aver dati diversi documenti a Salomone, muore. Adonia, che chiedeva Abisag per sua consorte, avendo con tal frode tentato di gugnere al trono, fatto uccidere da Saiomone. Abiathar privato del sacerdozio, e finalmente Gioab ucciso nel tabernacolo. Semei, perch tre anni dopo era uscito di Gerusalemme contro il divieto del re, anche egli ucciso.

A ppropmquave* *, jfJL runt autem dies David, ut moreretur, praecepitque Salomoni filio suo, dicens:
2. JEgo ingredior viam universae terrae: confortare, et e sto vir, 3. Et observa custo* das Domini Dei fui, ut

1. r rattanto avvicinandosi per Davidde il di della morte, diede egli questi ordini a Salomone suo figliuolo, e disse: 2. Io sto per giungere al termine comune di tutti gli uomini: armati di fortezza , e di peti o virile, 3. E osserva i precetti del Signore Dio tuo

ttmbides in viis ejus, ut custodiam caeremonias ejus, et praecepta ejus, et judicio,, et testimonia, (i) sicut scriptum est in lege Moysi; ut intelligas universa {juaefacis, et quocumque te verteris. 4 Ut confirmet Dominus sermones suos, ^uos locutus est ad me, dicens: Si custodierint filii tui vias suas, et ambulaverint coram me in veritate, in omni corde suo, et in omni ani(i) Dent. 17. 19.

camminando nelle sue vie, mettendo in pratiea le sue cerimonie, e i comandamenti, e le leggi, e g' insegnamenti, come sta scritto nella legge di Mos: affinch qualunque cosa tu facci, e in qualunque parte ti volga, tu operi con saviezza. 4- Affinch il Signore confermi le parole dette da lui in mio favore, quando disse: Se i tuoi figliuoli veglieranno sopra i loro andamenti , e cammineranno dinanzi a me

Vers. 5. Tu fai quello che fece a me Gioab ec. Rammenta Davidde la uccisione del figliuolo Assalonue , l'arroganza colla quale tratt lui stesso , e le mincce di voltargli contro tutto Israele, e quello che di fresco avea fatto lo stesso Gioab in favor di Adorna ; indi la raorf? di masa , e quella di Abner uccisi a tradimento, delle quali cose non avea potuto Davidde finora far render conto a queli' uomo malvagio e polente. Davidde doveva anche temere -, che lo stesso Gioab otto il giovane re Salomone , a cui si era gi dimostrato contrario, non si movesse a turbare lo slato Quindi prima di morire pronunzia contro 1' uomo micidiale la sentenza di morie , e ne raccomanda al figlio 1' esecuzione, Davidde lasciava Israele irr perfetta tranquillit , e Salomone pa'Tifico possessore del regno , onde non era difficile allo stesso Sa lomone il togliere d.il mondo Gioab, il quale non era da temersi se'nou in occasione di turbolenza e di guerra.

ma sua, non auferetur nella veril con tutto tibi vir de sollo Israel. il cuore e con tulla l'anima loro, non rester mai il soglio y Israele senza uno de* luoi, che vi segga! 6. Tu quoque nosti, 5. Tu pur sai quello quae fecerit mihi Joab che fece a me Gioab fifilius Sarviae, quae /e- gliuolodiSarvia,e quelcerit duabus principi- lo che ei fece ai due bus exercitus /srael, ( i ) principi dell* esercito Abner filio Ner, et (2) d'Israele, Abner figliuoAmasae filio Jether: lo di Ner, e Amasa fiquos accidit, et effudit gliuolo di Jelher, i quasanguinem belli in pa- li egli ammazz, sparce, t posuit cruorem gendo in tempo di pace prelii in balteo suo, il sangue, come si fa in qui erat circa lumbos guerra,e avendone macejus, et in calceamento chiatala bandoliera,che suo, quod erat in pedi- aveva ai suoi fianchi, e le scarpe, che aveva ai bus e;us. piedi. 6. Tu farai dunque 6. Facies ergo juxta sapientia* /ua/w, et non secondo la tua saviezza, deduces canitiem ejus e non aspetterai, che la sua vecchiaja lo mepacifice ad in/ros. ni tranquillamente al sepolcro. 7. Sed et filiis /?er7. A.' figliuoli poi di zellai Galaaditis red- Berxellai Galaadite modes gratiam, erutJtque strerai riconoscenza, e comedentes in mensa mangeranno alla lua tua: (3) occurrerunt e- rnensa:perocch mi vennini mihi, quandofugie- nero incontro, quando
(i) a. Uff;.*, y.j.. (?) 3. R f g . 20. JO, (3) 2, JI^. ig,.3i.

barn a facie Absalom io fuggiva dalla presenfratris fui. sw di Assalonne tuo fratello. 8. (i) Habes quoque 8.Tu hai ancora presapud te Semel filium so di te Semel figliuoCera filii Je mini de lo di Cera figliuolo di Bahurim, qui maledi- Jemini di Bahurim, il xit mihi maledictione quale vomit contro di pessima, quando ibam me orrende maledizio' ad castra*, sed quia de- ni, quand' io andava ascendi/ mihi in occur- gli alloggiamenti : ma sum cum tran sirem Jor- perch egli venne ad danem, et juravi ei per incontrarmi, quand'io Dominum, dicens : Non ripassai il Giordano, io te interficiam gladio : gli feci giuramento pel Signore, e dissi Non ti far morire di spada: g. Tu noli pad eum 9. Tu non permetteesse innoxium. jfir au- re, che resti impunito tem sapiens es,utscias, il suo peccato. Or tu quae facies ei, dedu- se' saggio per conoscecesque canos ejus cum re quel che tu debba sanguine ad inferos. fargli, e vecchio com' > lo farai scendere nel Sepolcro con'morte vielenta.
(i) a. Reg. 16. 5., et 19. 19.

Ver. 8. Io gli feci giuramento ec. Pavidde avea soddisfatto alla sua bont, e clemenza , dimenticando le ingiurie fatte alla sua propria persona ; soddisfa alla giustizia , raccomandando al figliuolo di non lasciare senza il debito gastigo simili eccessi. Vers. g. Tu se1 saggio ec. S. Girolamo, s. Ignazio M,, Eusebio, e molti interpreti han creduto , che Salmone avesse al pi dodici anni, quando succedette a Davidde, ma generalmente i cronologi lo fanno di diciannove iu venti anni.

10. (2) Dormivit igitur David cum patribus suis, et sepultus est, in civitate David. 11. (i) Dies autem, quibus regnavit David super /srael, quadraginta anni sunt. In Hebron regnavit septem annis \ in Jerusalem triginta tribus. 12. Salamon autem sedit super thronum
(i) Ad. a. ?.<).

10. Davidde adunque and a riposare co* padri suoi, e fu sepolto nella citt di David. 11. L durata del regno di Davidde sopra Israele fu di quarant' anni. In Hebron regn sette anni, ili Gerusalemme trentatr. 12. E Salomone succedette nel trono di

(a) i. Par. 29. 27.

Vers". io. E fu sepolto nella citta di Dacuilc. \\ suo sepolcro vedevasi a' tempi degli Apostoli. Atti n, ?.q. , e a tempo di s. Girolamo , il quale vi andava spesso a far orazione, ep. ad Marcel. L' elogio di questo re pi grande ancora per la piet , che per le imprese guerriere, si ha nell'Ecclesiastico XLVII. lo mi restringo a toccar brevemente due sole cose riguardo a questo re, perch son particolarmente d'importanza pe' nostri cristiani. Egli non solo fu profeta ; ma fu tra tutti i profeti quello che pili specialmente e individualmente pu dirsi il profeta di Cristo , e delia sua chiesa. Egli non solamente fu ne* diversi avvenimenti della sua vita una viva immagine del Messia suo figliuolo secondo la carne ; ma i misteri d lui, e della sua chiesa descrisse e colori a partem parte negli ammirabili suoi cantici, de'quali cantici le testimonianze furono citate sovente da Cristo medesimo , e dagli Apostoli alla nazione ebrea. Ma quanto glorioso per questo re profeta 1' uso continuo , che degli stessi cantici fa la chiesa, la quale dal suo divino Sposo e Maestro impar a non avere , per cosi dire , altra voce per esprimere a Dio la sua gratitudine , i suoi affetti, le sue lodi, i suoi desiderii, i suoi timori, il suo amore , le sue speranze ! Imperocch il libro de' salmi di Davidde non solamente contiene tutta la storia della sinagoga, ma con divino artificio delinea tutti quanti e i misteri, e gli avvenimenti, i diversi stati della chiesa di Cristo ; onde Davidde sia riguardo alla medesima chiesa il profeta di tutti i tempi, e il maestro della vera piet per tutti i fedeli, a'quali insegna a conoscere le grandezze di Dio, e soprattutto la sovreminente di lui carit nel1' aver dato al mondo quel Salvatore, che il perpetuo obbieU& di tutti i suoi salmi.

David patris sui, etfirmatum est regnum ejus nimis. 13. Et ingressus est Adonias filius Haggith ad Beihsabee matrem Salomonis. Quae dixit ei: Pacificane est ingressus tuus? Qui re" spenditi Pacificus. 14. Addiditque^er\ mo mihi est ad t*- Cui ait: Loquere. Et i"e: 15. Tu, inquit, nos ti quia meum erat re" gnum, et me praeposuerat omnis Israel sibi in regem: sed translatum est regnum, et factum est fratris mei : a Domino enim constitutum est ei. .6. Nunc ergo petitionem unam precor a te: ne confundas faciem mearn. Quae di' -xit ad eum : Loquere.

Davidde suo padre, G il suo regno fu stabilmente assicurato. i3. Ma Adonta figliuolo di Haggith and a trovar Bethsabea madre di Salomone, la quale gli disse: Se' tu' apportatore di pace ? Ed egli rispose: Io porto pace. i4- E soggiunse : Ho da parlare con te. E quella rispose : Parla . Ed egli : 16. Tu ben sai, disse, come mio era il regno, e come tutto Israele mi avea prescelto per. suo re; ma il regno stalo trasferito, e fatto passare al mio fratello: perocch a lui stato dato dal Signore. 16. Or io una sola preghiera fo a te: tunon rigettarla. Ed ella gli disse: Parla.

Vers. 16. Una sola preghiera ec. Teodoreto , e molti altri interpreti credono, che ad instigazione di Gioab facesse Adorna la richiesta di avere por moglie la Siinaroitide, lo che era come un passo verso il trono. Abisag era stata moglie di Davidde , ina non era stato mai consumato il matrimonio ; onde Adorna non peccava contro la legge, che vieta il matrimonio del figliastro colla matrigna, Levit, xviu, 7. Tal il sentimento di molti doni in-

17. Et ille aiti P recor, ut dcas Salomoni regi (neque enim negare libi qudquampotesf), ut del mihi Abisag Sunamitdem uxorem. 18. Et alt Bethsabee: Bene-, ego loquar pro te regi. iq. Venit ergo Bethsabe ad regem Salo mortem ut loqueretur ei pro Adonta : et surrexit rex in occursum ejus, adoravitque eam, et edit super thronum suum: positusque est thronus m atri regis,quae sedit ad dexteram ejus. 20. Dixitque ei : Pe/itionem unam parvtt* Iam ego deprecar a te; ne confundas faciem nieam. Et dixit ei rex : Pete, mater mea: neque enim fas est, ut avertam faciem tuam. 21. Quae ait: Detur Abisag Sunamitis Adoniae fratri tuo uxor.

17. Ed egli disse: Io li prego di dire al re Salomone (il quale nuila a le pu negare), che mi dia per moglie Abisag Sunamile. 18. E Bethsabea disse: Bene sia; io parler al re in tuo favore. 19. Bethsabea pertanto and a trovare il re Salomone per parlargli in favor di Adonia: e il re si alz, e le and incontro, e se l'inchin, e si pose a sedere sul suo Irono: e fa posto un Irono per la madre del re, la quale si assise alla sua destra. 20. Ed ella gli disse: Una piccola grazia ho da domandarli ; tu non mi fare arrossire. E il re le disse : Chiedi pure, madre mia: perocch non dovere che io li disgusti. 21. Ed ella disse: Diasi Abisag Sunamile per moglie ac! Aconia tuo fratello.

terpreti. Altri pero condannano Adorna per aver aspiralo a un tal matrimonio, il qualn veramente sembra, che in ijualun<jue caso offenda l'onest naturale.

22. Hesponditque rex Salamon, et dixit mairi suae: Quare postulas Abisag Snamitidem Adontaci postula ei et regnum: ipse est enim frater meus major me : et habet Abiathar sacera*otem, et Joab filium Sarviae. 23. Juravit itaque rex Salamon per Dominum, dicens : Haec faciat mihi Deus, et haec addat^ qua contra ani' mam suam locutus est Adonias verbum hoc. 24. Et nunc vivit Donnus, qui firmavitme, et collocavit me super solium David patris /nei, et qui fecit mihi domum, sicut locutus est, quia hodie occidetur Adonias.

22. Ma il re Salomone rispose, e disse alla madre: perch mai domandi tu Abisag Sunamite per Adonia? Chiedi per lui anche il regno: perocch egli mio fratello maggiore, e ha dalla sua Abiathar sacerdote, e Gioab, figliuolo di Sarvia. 28. E il re Salomone gurpel Signore, e disse : II Signore faccia a me questo, e peggio, s' ei non vero, che in danno della sua propria vita ha proferite queste parole Adonia. 24. E ora, viva il Signore, il quale mi ha confermato, e collocalo sul trono diDavidde mio padre, e ha fondata la mia casa, conforme avea promesso, oggi A donia sar ucciso.

Vera. 22. Chiedi per lui anche il regno ec. La richiesta di avere per moglie una moglie del re, tende a facilitargli il conseguimento del trono : egli maggiore di et, ha in suo favore 1' aura popolare, P amicizia di Gioab, e di Abiathar ; se gli diamo per moglie una regina cara al popolo per la sua avvenenza, e per le sue doti, egli non ha bisogno di altro per farsi re. Vers. a4- Og Adonta sar ucciso. Notisi, che questo non era il primo peccato di Adorna ; era una seconda caduta , e tanto peggiore , perch era dopo il perdono della prima. Salomone

a 6. Misitgue rex Salamon per manum Banajae filii Jejadae, qui interfecit eum, et mortuus est. 26. Abiathar quoque sacerdoti dixit rex: Valle in Anathoth ad agrum tuum : equidem vir martis es\ sed hodie te non interficiam, quia portasti arcam Domini Dei coram David patre meo, et sustinu/sti laborem in omnibus, in quibus laboravit pater meus. 27. E;ecit ergo Salomon Abiathar, ut non esset sacerdos Domi-

26. E il re Saloniotie diedeT ordine a Banaja figliulo di Jojada, il quale lo uccise, e cosi mor Adonia. 20~. ad Abiathar sacerdote disse il re j vattene in Anathoth al tuo podere: veramente tu se' degno di morte ; ma io oggi non ti far morire, perch portasti 1' arca del Signore Dio dinanzi al padre mio Dayidde, e fosti a parte di tutti i travagli che sofferse mio padre. 27. Cos Salomone scacci Abiathar, perch non fosse pi som-

tardando a punire Adonta esponeva lo stato a una guerra civile onde non pu condannarsi di precipitazione la sua sentenza. Vers. 20. Fattene in Anathoth al tuo podere, Anathoth era citt sacerdotale. Non si sa , se il podere che avea presso quella citt il pontefice Abiathar fosse venuto a lui, o al padre da qualche fanciulla erede, e di altra trib, sposata dall' uno, o dall' altro , ovvero lo avesse comperato. Vedi Jerem. xxxii. 7. Notisi che Salomone non priva Abiathar del sacerdozio ( lo che non era in sua potest ) , e nemmeno del sommo pontificato, ma in pena di aver cospirato in favor di Adorna lo manda a sua casa ad Anathoth ; e cosi lo priva dell'esercizio del pontificato, e delle entrate annesse a quella dignit. Vedremo in fatti, che Abiathar continu ad essere riguardato come sommo sacerdote , cap. ir. 4Avendo Salomone allontanate Abiathar, rest solo ali' esercizio del sommo sacerdozio Sadoc ; onde alla famiglia di Eleazar torn II pontificato , rigettata la famiglia d'Ithamar , e di Heli, come avea predetto Samuele, i. Reg. n. 11. Cosi Salomone fu in que-* sto 1' esecutore della sentenza pronunziata da Dio contro tifili e i suoi discendenti,

ni, ( i ) ut impleretur sermo Domini^ quem locutus est super domum JHTeli in Silo. 28. Venit autem nuntius ad Joab {quod Joab declinasset post Adonam, et post Salomonem non declinasse*): fuga ergo Joab in tabernaculum Domini, et apprehendit cornu altaris. 29. Nuntiatumqueest regi Salomoni, quodfugisset Joab in tabernaculum Domini, et esset jujcta al&tre. Misitque .Salamon Banajam filium Jojadae, dicens: Vade\ interface eum. 30. Et venit Banajas ad tabernaculum Domini, et dixit ei : JSfaec dicit rex: Egredere. Qui aitiNonegrediar, sed hic moriar. Renuntiavit Banajas regi sermonem, dicensiHaec locutus est Joab, et haec respondit mihi.
(i) i, Reg. 2. 3i.

mo sacerdote del Signore, affinch fosse adempiuta la parola della dal Signore in Silo contro la casa di Heli. 28. Or questa nuova fu portata a Gioab , il quale aveva seguitato il partito di Adonia, e non quello di Salomone: Gioab pertanto si rifugg nel tabernacolo del Signore, e si attacc al corno dell'altare. 29. E fu riferito aire Salomone, come Gioab si era rifuggito nel tabernacolo del Signore, e si stava presso all'ai* tare. Salomone mand Banaja figliuolo di Jojada, e dissegli : Va, e uccidilo. 30. E Banaja and al tabernacolo del Signore, e disse a Gioab:lire dice, che lu Venga fuora, e quegli rispose: non verr, ma qui mi mor,r. E Banaja riferi, e disse al re: Questo, e questo mi ha detto, e risposto Gioab.

31. Dixztque ei rex: Fac, sicut locutus est, et interfice eum, et sepeli, et amoveb/s sangunem innocentem, qui effusus est a Joab, a me, et a domo patris mei. 32. Et reddet Dominus sanguinem ejus super caput ejus,quid in terfecit duos viros /ustos, melioresque se : et occidit eos gladio, patre meo David ignorante, (i) Abner filium Ner principem militiae fsrael, et (2) Ama'sam
(i) 2. Reg. 3. 2T.

31. E il re gli disse: Fa tu, come egli ha detto, e uccidilo, e dagli sepoltura,e cosi laverai me, e la casa del padre mio dal sangue innocente , che fu sparso da Goab. 3-2. E il Signore far cadere sulla testa di lui il sangue,che egli sparse, avendo egli uccisi due uomini giusti, e migliori di lui, (i quali egli trafisse colla sua spada senza sapula del padre mio Davidde ) , Abner figliuolo di Ner

(2) ?.. Reg. 20. io,

Vers. 31. Fa tu , come egli ha detto, Gioab avea detto : Qui mi morr : Salomone adunque ordina, che nello stesso lungo Banaja Io uccida. Gioab reo di due omicidi volontarii, e proditorii , e di pi reo di ribellione contro del proprio sovrano , non potea godere dell' asilo dell' altare : ma secondo la leg^e dovea essere strappato dall' altare , e ucciso, Exod. xx>. 14- Salomone cred , che se 1* estrazione violenta di tali rei dall' altar del Signore era permessa da Dio , potese essere ancor permesso di ucciderli nel medesimo luogo senza mancare al rispetto dovuto allo stesso altare. Alcuni hanno creduto, che Banaja lo facesse tirar dall' altare, e lo uccidesse ; ma le parole del testo sacro non danno luogo a questa interpretazione. Fa d' uopo di confessare , che se Salomone riguardo a un tal reo oltrepass le regole ordinarie, pot essere scusato dinanzi a Dio , il quale volle nella rovina di quest' uomo famoso pe' suoi talenti, e pel valor militare , ma di genio torbido, superbo, e crudele, far conoscere agli uomini, come tutte le doti, e le qualit naturali, e acquisite, ove sieno scompagnate dalla piet, e dalla vera virt, sono pi atte a strascinare l'uomo ne'precipizii, che a farlo veramente grande e felice.

filium Jether principem capo delle milzie d' Israele, e Aniasa figliuoexercitus Judai lo di Jether capo dell'esercito di Giuda: 33. Et revertetur 33. E il loro sangue sanguis illorum in ca- cadr sulla testa diGioab put Joab, et in caput e sopra quella dei suoi seminio' ejus in sempi- discendenti in eterno. tertium, David autem, Ma Davidde, e .la stiret semini ejus, et do- pe di lui, e la sua casa, mui, et throno illius sit e il suo trono abbia epax usque in aeternum terna pace da! Signore. a Domino 34- Ascendit itaque 34- E Banaja figliuoBanajas filius Jojddae, lo di Jo jada and, e lo et aggressus eum in- assali, e lo uccise: e fu ter/cit: sepultusque sepolto in casa sua nel est in domo sua, in de- deserto. serto. 35. Et constituit rex 35. E il re fece iri Banajam filium Jojadae luogo d lui capo dell'epro eo super exercitum, sercito Banaja figliuolo et Sadoc sacerdote//! di Jojada , e costitu posuit pro Abiathar. sommo sacerdote Sadoc in luogo di Abialhar. 36". Misit quoque rex, 36". E il re^ece pariet vocavit Semei, dixit- mente chiamare Seni ei, que ei: AEdifica libi e dissegli; Fatti una cadomum in Jerusalem, sa in Gerusalemme, e et habita ibi; et non e- fa qui tua dimora, e non gredieris inde huc, at- partirne per andarne o que illuc. qua, o l.
Vers. 36. Falli una casa in Gerusalemme. Egli soleva abitare a Bahurim ; Salomone volea averlo per cos dire stto i suoi occti , per sapere i suoi andamenti.

37. Quacumque autem die e^ressus/ueris, et transieris torrentem Cedron, scito te interficiendum : sanguis tuus erit super caput tuum. 38. Dixitque Semel regi' Bonus sermo: sicut locutus est dominus meus rex, sic faciet s ervus tuus. Jlabitavit itaque Semel in Jerusalem diebus multis. 39. Factum est autem post annos tres, ut fugerent servi Semel ad Achis filium Maacha regem Geth: nuntlatumque est Semel, quod servi ejus issent in Geth. 4o.Et surrexit Semel, et s travii aslnum: Ivitque ad Acliis in Geth ad requirendum servo s suos: et adduxt eos de Geth. 41. Nuntiatum e$t autem Salomoni, quod isset Semel in Geth de Jerusalem, et rediisset. 42. Et mittens votavit eum> dixitf/ue illi :

37. Ma la prima velta, che uscirai, e passerai il torrente Cedron, sappi* che tu sarai ucciso: il tuo sangue cadr sopra la tua testa. 38. E Semei disse al re : Questo parlare giusto: come ha ordinalo il re signor mio, cos far il tuo servo. Semei adunque dimor lungo tempo in Gerusalemme. Sg.Ma di l a tre anni avvenne, che gli schiavi di Semei si fuggirono presso Achis figliuolo di Maacha redi Gelht e fu riferito a Semei, come i suoi servi erano andali iti Geth. 40. E Semei si mosse , e fatto apparecchiare Usuo asino, and a trovar Achis in Geth per ridomandare i suoi schiavi; e rimenolli aaGelh. 41. E fu riferito a Salomone , coin Semei era anelato da Gerusalamme a Geth. ed era tornalo. 42. E mand a chiamarlo, e gli disse: Non

ti giurai io pel Signore, e Don li predissi: Ogni qual volta tuuscirai per andare in questa, o in quella parte, sappi, che sarai messo a morte? E tu mi rispondesti: Questo parlare, che io ho ascoltato, egli giusto. 43. Per qual motivo 43. Quare ergo non custodisti jusjurandum adunque hai trasgrediDomni^ et praeceptum, to il giuramento fatto quod praeceperam tibi? al Signore, e il comandamento, ch' io ti feci? 44- E il re disse a 44- Dxitque rex ad Semel : Tu nosti omne Semei: E noto a te tutmalum, cujus tibi con- to il male fatto da te a ti cium est cor tuum, quod Da vi del e padre mio,del fecisti David patri meo: qual male consapevoreddidit Domius ma- le a s stessa la tua colitiam tuam in caput scienza. Il Signore ha tuum. fatto cadere la tua malvagit sopra la tua testa. 4& Et rex Salamon 45. Ma il re Salomobened/ctus, et thronus ne sar benedetto, e il David erit stabilis co- trono di Davidde sar rum Domino usque in stabile in eterno dinansempiternum. zi al Signore. 4<>. Jussit itaque rex 46. 11 re adunque orBanajae filio Jojadae, din a Banaja figliuolo qui egressus percussit di Jo^ada, di andare ad eum. Et mortuus est. ucciderlo . E quegli mori. Nonne testificatus sum tibi per Dominum, et praedixi tibi: Quacumque die egressus ieris huc et illuc, sci/o te esse morturum? El respondisti mihi : Bonus sermo quem audivi.

Salo/Mone sposa la figliuola di Faraone. Chiede in un sogno la sapienza, e gli conceduta insieme colla gloria e colie ricchezze, e di essa d il primo saggio nel decidere la lite de Ile due meretrici. i. ( i ) f-yonfirmatum est igitur Tegnum in manu Salomonis, et affinitate con junctus est Pharaoni regi AEgypti: accepit namque filiam ejus, et adduxit in civiiatem David, (2) donec compierei aedi/Jeans domum suam, et domum Domini, et murimi Jerusalem per circuitum.
(i) 2. Par. i. i.

i. JAimase adunque assicurato il regno a Salomone, ed egli s'imparent con Faraone re d* Egitto: perocch spos la sua figliuola, e menolla nella citt di David, per fino a tanto che avesse finito di fabbricare la sua casa, e la casa del Signore, e le mura attorno a Gerusalemme*

(a) i. Par. 8. i

Vcrs. . & imparento con Faraone ce. Il re d' Egitto confinava colla Palestina , ed era molto potente; quindi Salomone per meglio assicurare il suo regno spos la figlia di quel re. Per la stessa ragione conserv la buona amicizia che Davidde avea avuto eoa Miram re di Tiro. Questo matrimonio di Salomone credesi avvenuto il secondo anno del suo regno , e credesi ancora , che questa figliuola di Faraone abbracciasse la religione ebrea , anzi ci sembra accennarsi nel salmo xuv. 11. 12. Bench la legge (Exod. xxiv. 16., Deut. vir. 3.) vieti i matrimonii con donne straniere, contuttoci gl'interpreti generalmente convengono, che Salomone sposando questa Egiziana convertita ali' Ebraismo, non peccasse. E questa opinione fondata nelle Scritture , dove son lodati i cominciamenti del regno di questo principe , e dove si dice , che egli am Dio. Egli per vero , che credesi ancora

a. Attamen popnlus mmolabat in excelsis : non enim aedificatum, rat templum nomini Domini usque ih diem illum. 3. Dilexzt autem Salo/non Dominum, ambulans in praeceptis David patrs su*", excepto quod in excelsis mmolabat, et accendebat thymiama.

2. Gontuttoci il popolo immolava nei luoghi eccelsi, perch fino a quel giorno non era fabbricata la casa del Signore. 3. Or Salomone am il Signore, e mise in pratica gli avvertimenti del padre suo Davideie, se non che immolava nei luoghi eccelsi, e vi bruciava gl'incensi.

comunemente, che ella ritorn dipoi all'idolatra, e fu la cagion principale degli errori gravissimi, in cui precipit questo principe. Vers. 3. Se non che immolava nei luoghi eccelsi. E notato anche di sopra, come un difetto, o una imperfezione nel popolo P offerire dei sacrifica nei luoghi eccelsi, vale a dire su certi monti, e SH certe colline, dov'erano altari eretti sopra i vivi massi, o nelle selve. Molti di tali luoghi erano frequentati con ispecial divozione dagli Ebrei, o perch rappellavano ad essi le memorie , e gli avvenimenti degli antichi patriarcha, e de' loro grandi uomini, o perch erano stati consacrati dal soggiorno, che vi avea fatto l'arca del Signore. Cosi Bethel, Sichem , Hebron, Galgal , Gabaon , Silo , Cariathiarim, ec. erano presso di loro in molta venerazione ; e abbiam veduto , come i pii illustri, e religiosi uomini anche prima di Salomone andavano ad offerir sacrifi zii in tali luoghi. Ma era ordinato nella legge, ohe i sacrifizi non si offerissero altrove, che iil tabernacolo del Signore, e quantunque il contrario uso fosse stato tollerato da Dio particolarmente pel tempo , in cui il tabernacolo non ebbe sede fissa e permanente, contuttoci Dio vedea di mal occhio un tal uso. Sopra di che ottimamente s. Agostino quaest. 36. in Jnd. La consuetudine del suo popolo di offerir sacrifizii non gi agli dei stranieri, ma al Signore Dio suo fuori del tabernacolo, questa consuetudine la tollerava il Signore , che esaudiva anche allora coloro, che gli offerivano. E ci ben comprese dipoi Salomone , allorch Dio lo ebbe arricchito de' lumi di sua sapienza , e vide perci quanto fosse necessario di togliere ogni occasione , o pretesto di allontanarsi in ci dalla legge con fabbricare n tempio, nel qual solo fossero presentate a Dio le obblazioni, e i sacrifizii da tutto il popolo.

4. Abiit itaque in Gaban, ut immolaret ibi: illud qftippe erat excelsum maximum : mille hostias in holocustum obtulit Salomon super altare illud in 'Gabaon. -""""orApparuit autem Dominus Salomoni per somnium nocte, dicens: Postula quod vis, ut dem tibi. 6. Et at Salomoni Tufecisti cum servo tuo David patre meo misericordia/72 magnam, sicut ambulavit in conspectu tuo in veritate, et/ustitia, et recto corde tecum; custodisti ei misericordiamtUGm grandem, et dedisti ei filium

4* Egli adunque and in Gabaori per offerir ivi sacrifizio: perocch quello era tra'luoghi eccelsi il pi grande: mille ostie offerse Salamene in olocausto sopra queli' altare di' Gabaon. 5. E il Signore apparve la notte in sogno a Salomone, e gli disse : Chiedimi quello che vuoi, che io ti conceda. 6- E Salomone disse: Tu avesti inverso del tuo servo Davidde mio padre una misericordia grande, conforme egli cammin al tuo cospetto nella verit , e nella giustizia, e nejlf, rttr tudine di cuore verso di te: tu conservasti a

Vers. 4- Ando a Gabaon. Ivi era P altare degli olocausti fatto da Mos, lasciatovi da Davidde, quando trasport 1' arca a Gerusalemme. Vers. 5. Il Signore apparve la notte in sogno a Salomone. Questo sogno di Salomone simile a quel di Adamo Gen. n. 21,, a quel di Abramo , Gen. *v. i. vale a dire -un' estasi o sia una visione profetica. Salomone appena salito sul trono si porta a Gabaon per rendere a Dio il tributo di sua piet , e conoscendo tutto il peso della dignit reale, e le obbligazioni grandissime annesse al principato, tutti i suoi desiderii, e i suoi voli restringe a chiedere istantemente al Signore il dono della sapienza Dio lo visita, lo consola la stessa notte , e gli concede e quello , ch' ei tanto bramava, e pi ancora di quel ch' ei bramava . Vedi Sap. vii. 7., ec.

sedentem super thro- fui la tua misericordia num ejus, sicut est ho- grande, e gli desti un figliuolo, che sedesse sodie. pra il suo trono, come avviene oggi. 7. Et nunc, Domine 7. E adesso, Signore Deu,t, tu regnare fecisti Dio, tu bai fatto regnar servum tuum pro David me tuo servo in luogo patre meo : ego autem di Davidde mio padre : tfum puer parvulus, et e io son piccol fanciul/gnorans egressum, et lo, che non so la manieintroitum tneum. ra di regolarmi. 8. E il tuo servo sta 8. JEt servus /uus in medio est populi, quem in mezzo al popolo eelegisti, populi infiniti, letto da te, popolo infiyui numerarii et suppu- nito, che non pu notari non potest prae mul- verarsi , n ridursi a, calcolo peV la sua moltitudine. titudine. 9. (i)Dais ergo servo 9. D adunque al tuo tuo cor docile, ut popu- servo un cuor docile, lum tuum judicare pos- affinch possa render sit, et discernere inter giustizia al tuo popolo, bonum, et malum: quis e distinguere il bene en/m poterit judicar* dal male ; imperocch populum istam, popu- chi mai potr render lum tuum hunc mal- giustizia a questo po* tum? polo, a questo popol tuo cosi grande ? io. Placuit ergo ser10. Fu grato al Simo coram Domino, quod gnore questo discorso, Salomon postulasse/ per avergli Salomon hujuscemodi rem. domandata simile grazia.
(i). Par. 1.1 o.

ii. tdixit Dominus Salomoni: Qua postulasti verBum hoc, et non peristi tibi dies multas; nec dvitias aut animas inimicorum tuonimi, sed postulasti tibi sapien*tiam ad discernendum judicium, i z. Ecce feci (ibi secundum sermones tuos, et dedi tibi cor sapiens, et intelligens in tantum ut nullus ante te. smlis fui fuerit, nec post te surrecturus sit. 13. Sed et haec, quae #on postulasti, dedi tibi, divitias scilicet, et gloriami ut nemo fuerit <similis lu in regibus cunctis retro diebus. Sap. 7. n. Mali. 6. 29.

11. E il Signore disse a Salomone : Perch tu hai domandata questa cosa, e non hai chiesta lunga vita, n ricchezze, n la morte dei tuoi nemici, ma hai domandata la sapienza per discernere il giusto, 12. Ecco che io ho esaudite le tue parole , e ti ho dato un cuor sa* piente, e di tanta intelligenza, ebe nissuno stato simile a te pell'avanti, e nissuno sar in appresso. 13. E oltre a questo quelle cose ancora, che tu non hai domandate, io te le dar, vale a dire le ricchezze, e te gloria: talmente che non si trover il simile a te tra' regi in tutti i passati tempi.

Vera. 1.2. Ti ho dato un cuor sapiente ec. Dio d a Salomone, primo una mente sagace e prudente per ben operare ; secondo, la cognizione infusa di tutte le scienze, e di tutte le arti utili. Vedi Sap. vii. 17., Eccli. XLVII. 14. ; terzo , la scienza dei misteri della fede, e della sublimissima teologia , la quale scienza apparisce da' libri sacri che egli ci ha lasciati. Nif$uno e stato simile a te ec. Nell'ampiezza, e vastit delle cegnizioni tu non hai avuto, n avrai 1' eguale. Imperocch molti grandi nomini avranno avuto, o avranno in appresso un cgual sapere nelle cose divine, come Mos, e gli Apostoli, nm non nelle cose naturali, politiche.

14- Si autem ambu laveris in viis meis, et custodieris praecepta mea, et mandata mea, sicut ambulavit pater tuu$,lo7igosfaciam dies tuos 15. Igitur evigilavit Salamon, et intellexit, quod esset somniumi cumque venisset Jerusalem, stetit coram arca foederis Domini, et obtulit holoc austa , et fecit victimas pacificas, et grande convivium universis famulis suis. 16. Tunc venerunt duae mulieres meretrices ad regem, steteruntque coram eo, 17. Quarum una alt: Ossecro, mi domine ^ego et muler haec habitabamus in domo una, et

i4 E se su batterai le me vie, osserverai i miei precetti, e insegna menti, come gli osserv il padre tuo, io far lunghi i tuoi giorni. 15. Si svegli adunque Salomone, e intese la qualit del sogno: ed essendo andato a Gerusalemme, si port dinanzi ali' arca del testamento del Signore, e offerse olocausti, e vittime parifiche, e fece un gran convito a tutti i suoi servi. 16. Allora andarono due donne meretrci a trovare il re, e si presentarono dinanzi a lui, 17. Delle quali una disse: Ajutami, signor mio: io,e questa donna abitavamo nella mede-

Vers. 13. Le riccJiezze ec. Sul punto delle ricchezze di Saiomone puj vedersi una dissertazione del Calmet, la quale giustifica ottimamente quello che qui promesso a questo re. Vers. i5. Intese la qualit del sogno. Intese , come questo sogno era da Dio , ed era una predilezione di quello che Dio vedea fare per lui. Vers. 16. Due donne meretrici. La voce ebrea pu significare due donne che facevano il naestiero di albergataci, o locandiere. L' altro infame mestiero non era tollerato nelle donne ebree.

p eperi apud eam in cu- sinia casa, e io partorii nella camera, dov' ella biculo. , pure stava, iS.Terta autem die 18. E il terzo d dopostquam egopeperi,pe- po che ebbi partorito 'perit et haec: et era- io, ella ancora partor : mus simul, nui/usque e noi stavamo insieme, alius nobiscum in do- e nissuno altro fuori di mo, exceptis nobis dua- noi due era con noi in quella casa. bus. 19. Or il bambino di io,. Mortuus est autem filius mulieris costei di notte tempo hujus nocte: dormiens si mor: perch ella in quippe oppressit- eum. dormendo lo soffog. 20. Et consurgens 20. Ed ella alzatasi intempestae noctis silen- nel cuor della notte tio tulit filium meum de prese il mio figlio dal latere meo ancillae tuae lato di me tua serva, dormientis, et colloca- che era addormentala, vit in sinu suo : suum e sei pose sul suo seno: autem filium, qui erat e pose in seno a me mortuus, posai in sinu il suo figliuolo, che era, morto. meo. 21. Cumque surrexis21. E levatami la sem mane, utdarem lac mattina per far poppafilio meo, apparuit mor- re il mio figlio, lo vidi tuus : quem diligentius morto: ma mirandolo intuens clara luce , de- pi fissamente a giorno prehendi non esse chiaro, riconobbi, ch'ei meum, quem genueram. non era il mio, ch' io aveva partorito. 22. E.esponditque al22. Ma l'altra clonna tera mulier: Non est rispose: La cosa non iita , ut dicis , sed filius sia, come dici tu, ma il tuus mortuus est-, meus tuo figliuolo mori, e il autem vivit. E contra' mio vivo. E quella

rio illa dicebati Menti- pel contrario diceva \ ris : filius quippe meus Tu se' bugiarda: perocvivit, et filius tuus mor- ch il mio figlio vivo, tuus est. Atque in hunc e il tuo morto. E in modum contendebant tal guisa altercavano coram rege. dinanzi al re. 23. Allora il re disse: 23. Tunc rex ait: Haec dixit\ Filius meus Questa dice: II mio fiviviti et filius tuus mor- gliuolo vivo, e il tuo tuus est. Et ista respon- morto. E quella ridit : Non, sed filius sponde: No, ma il tuo tuus mortuus est, meus morto, e il mio figlio vivo. autem vivit. 24. Soggiunse per24. Dixit ergo rex: Afferte mihi gladium, tanto il re: Portatemi Cumque attulissent una spada. E portata che fu la spada dinanfiladium coram rege, zi al re, 26. Dividete, diss* e26. Dividite , inquit, infautem vivum in duas gli, il bambino vivente partes, et date dimi- in due parti, e datene all'una, e lamediam partem uni, et di" la met midiam partem alteri. la ali1 altra. 26. IVI a la donna, di 26". Dixit autem muler, cujus filius erat cui era il figlio vivente vivus, ad regem (com ( perocch si sentiva mota sunt quippe pisce" schiantar le viscere per ra ejus super filio suo): amor del figliuolo ^disOssecro, domine, date se al re; Di grazia, o illi in fan te in vivum, et signore, date a lei il olite in/erficere eum. Bambino vivo, e noli' E contrario illa, dice- uccdete. Ma l'altra pel at: Nec mihi, nec libi contrario diceva : non sia n mio, n tuo, ma sit, sed dividatur. s divida. 27. Rispose il re, e 7. Respondit rex, et

a> Date \UQ infanter vivum, et non occida* tur: haec st enim mater ejus. 28. A udivi t itaque omnis Israeljudiciumt quod judcasset rex, et tmuerunt regem, videntes sapientiam Dei sse in eo ad faciendum judicmm.

disse: Date a quella il bambino vivo, e non si uccida : perocch dessa sua madre. 28. Or tutto Israele fu informato della sentenza pronunziata dal re,e concepirono timore dilui,veggendo,come la sapienza di Dio era in lui per rendere giustzia.

C A P O IV. Catalogo d'princpi, e1 dprefetti di Sdiamone: delle provvisioni de comes tifili, delle ricchezze e della sapienza di lui, e della tranquillit del suo regno : numero delle sue parabole , s de1suoi cantici. i. V/r il re Saioi. JC*rat autem rex Salomon regnans su- mone regnava sopra per omnem IsraeL tutto Israele.
Yers. i.* lire Sdiamone regnava sopra tutto Israele. A. differenza del padre , questo figliuol di Davidde gode fin da principio d'un ampio regno.Per darci un' idea lo storico sacro della d lu grandezza , riporta i nomi e le cariche de' primarii ministri : la copia , e il pregio dei giornalieri alimenti ; il novero de' cavalli, ed altri animali colla quantit de' necessari! foraggi. Tale apparato di gloria e di felicit temporale dovea ingerire nel1' animo de' giudei stima e venerazione pel loro re , e presagire a' loro figli le spirituali grandezze del sospirato Messia- Noi cristiani per impariamo dal divino Maestro il poco conto , che dee farsi di qualsivoglia splender terreno. Egli non solo confronta , ma ancor pospone il real manto d Salomone ai fiori ed ali' erbe

a. Et hi principes, quos habuit: Azarias filius Sadoc sacerdotis: 3.lihoreph, et Ahia filii Sisa, scribae: Jo-saphat filius Ahilud a commentariis : 4- Banajas filius Jojadae super exercitum: Sadoc autem, et A biathar sacerdotes : 5. Azarias filius Nothan super eos, qui assistebant regi : Zabud filius Nathan sacerdos amicus regis* 6. Et Ahisar praepositus domus : et Ade* nlram filius Ab da super tributa. 7. Jlabebat autem Salomon duodecim praefectos super omnem Israel, qui prae-

2. E questi erano i ministri, ch'egli aveva: Azaria figliuolo di Sadoc sommo sacerdote: 3. Elihoreph, e Ah i a figliuoli di Sisa erano segretarii ; Josaphat figliuolo di Ahilud era scrivano : 4- Banaja figliuolo di Jojada capo dell' esercito: e Sadoc, e Abiathar sommi sacerdoti: 5. Azaria figliuolo di Nathan era capo di quelli che slavano attorno al re: Zabud figliuolo di Nathan, sacerdote, era l'amico del re : 6. E Ahisar maggiordomo : e Adoniram figliuolo di Abda avea la soprintendenza de' tributi. 7. Or Salomone avea dodici uffiziali sparsi per tutto Israele, i quali somministravano i

del campo , che dopo breve comparsa cadono nell' obblo , e nel disprezzo. Malth. VI. v. 28. Vers. 4- Sadoc e Abiathar sommi sacerdoti. L'essere qui nominato Abiathar sommo sacerdote ha dato motivo ad alcuni di credere, che Salomone lo richiamasse dal suo esilio. Vers. 5. Azaria ... capo di quelli che stavano attorno al re. Capo di quelli che servivano la persona stessa del re.

bebant annonarii regi, ei domui ejus: per singulos enim mensem in anno s in gui necessaria ministrabant. 8./t haec nomina eorum: Benhur in monteni Ephraim : 9. Bendecarin Macces : et in Salebim , et in Bethsames , et in JE/072, et in Bethanan: lO.Benhesed in Aruboth: ipsius erat Sodio , et omnis terra E' pher-. il. Benabinadab , cujus omnis Hfephathdor, Tapheth filiam Salomonis habebat uxorem : 12. Banaa filius Ahilud regbat Thanac, et Mageddo^et universam Bethsan , quae est juxta Sarthana subter Jezrahel, a Bethsan usque AbelmeJiJila e regione Jecmaan. 10. Bengaber in Ramoth Oalaad: habebat

viveri al re, e alla sua casa: perocch per ciascun mese dell' anno uno di essi somministrava il necessario. 8. E questi sono i loro nomi : Ben-Hur sul monte pJhtraim : 9. Ben-Decar a Macces, e a Salebim , e a Beth-Sames, e ad Elon, e a Bethanan : 10. Ben-Hesed in Aruboth: ed egli aveva anche Socho, e tutto il paese di Epher: 11. Ben-Abinadab, il quale avea tutto il paese di Nephatbclor ; egli avea per moglie Tapheth figliuola di Salomone : 12. Banaa , figliuolo di Ahilud aveva ispezione a Thanac e a Mageddo, e a tutto il paese di Bethsan , che presso Sarthana sotto Jez,rahel,da Bethsan sino ad Abelmehula dirimpetto a Jecmaan. . 13. Ben-Gaber a Ramoth di Galaad : e a-

Vcrs. S. Sen-hnr ec. Questi uffiziali sono chiamati co* nom de' padri loro , perch questi erano pi noti : il figliuolo di'Hor il figliuolo d Decar ec.

A vothiairfilii Manasse in Galaa: ipse praeerat in omni regione Argob, quae est in Ba+ san, sexaginta civita" tibus magnis, atque muratis, quae habebant seras aereas.

14- Abinadab filius Addo praeerat in Manaim : 15. Achimaas in Nephtali: sed et ipse habebat Basemath filiam Salomonis in con" ;ug*W 16. Baana filius Ha16*. Baana figliuolo di si in Aser, et in Baloth: Hasi in ser, e in Baloth \*j. Josaphat filius 17. Giosaphat fiPharue in Issachar: gliuolo di Pharue in Issachar: 18. Semei filius Ela 18. Seme i figliuolo di in Beniamin : Ela in Beniamin: 19. Gaber filius /Tu19. Gaber figliuolo ri in terra Galaad, in di Uri nella terra di terra Sehon regis A- Galaad, nella terra di morrhaei, et 0g regis Sehon re degli AmorBasan super omnia, rhei, e di Og re di quae erant in illa terra. Basan, ed era il solo soprintendente in tutto qul paese.
Vers. 19. Era d solo soprintendente. La parola solo nel te* *to originale.

veva i villaggi d Avoth Jair del figliuolo di Manasse in Galaad ; ed ei presedeva a tutto il paese di Argob , che in Basan, a sessanta citt grandi, e murate , le quali ave va n le sbarre di bronzo: 14. Abinadab figliuolo di Addosoprantendeva a Manaim : 16. Achitnaas (stava) a Nephlali: ed egli pure spos Balemth figliuola di Salomonc.

20. Jdat et Tsrael innumerabiles, sicut arwa maris m multitudine, comedentes, et bibentes, atque laetantes. 21. (i) Salamon autem erat in ditione sua, habens omnia regna a fiumne terrae Philisthiim usque ad termi" num AEgyptii offerentum sibi muner, et servientium ei cunctis diebus vitae ejus. 22. Erat autem cibus Salomonis per dies sin gulos triginta cori similae, et sexagin/a cori farinae, 2 3. Decem boves pingues, et viginti boves pascuales, etcentum a(i) E celi. 47. i 5.

20. Giuda, e Israele erano un popolo senza numero, come 1* arena del mare; e mangiava* tio, e bevevano allegramente. 21. ESalomone avea sotto il suo dominio tutti i regni del paese de* Filistei dal fiume sino alla frontiera d'Egitto. E offerivano a lui de'doni,e furon soggetti a lui per tutto il tempo ch' ei visse 22. Or la provvisione per la tavola di Salomone era ognid trenta cori di fior di farina, e sessanta cori di farina. 23. Dieci bovi ingrassati, e venti bovi di pastura , e cento arieti,

Vers. 21. Aveva sotto il suo dominio tutti i regni del pae*e de* Filistei dal fiume ec. Nella nostra volgata la trasposizione di due parole rende oscurissirno questo versetto , perch non si potrebbe ina! dire qual sia il fiume della terra de' Filistei, db* era confine del regno di Salomone. Come abbiam tradotto , co leggeva s. Agostino, q. 9.1. m Jot. , e cos esige l'Ebreo. Il fiume per antonomasia P Eofrate. Vers. a*. Trenta cori di fior d farina., e sessanta cori di farina. Supposto , che il coro contenesse circa ottocento libbre .Romane (alcuni gliene danno fino a mille dugento), ognun vede la quantit d pane, che si faceva di per di ad uso della casa di Salomone, e la moltitudine delle persone d serti?!, che la mangiavano.

rietes, excepta venagio- senza la cacciagione di ne cervorum, caprea- cervi, di capriupli, e di ru/w, atque bubalorum daini, e di uccellame di et avium altilium. serbatoio* 24' Perocch egli era 24- Jp$ enim obtine#at omnem regio/rem, signore di tutto il paequae erat trans flumen> se, che giace di l dal fiua Thaphsa usque ad me, da Thaphsa fino a Gazam, et cunctos re- Gaza, e di tutti i re di ^es illarum regionum : que' paesi: ed era in et habebat pacem ex pace con tutti i confiomni parte in circuitu : nanti ali' intorno: 26. Onde Israele, e 2 5. Habttabatque Juda^etlsraelabsque timo- Giuda viveano senza tire ullo unusquisque sub mori ognuno all'ombra vite sua, et sub fieri sua della sua vite, e del suo a Ban usque Bersabee fico, da Dan sino a Bercunctis diebus Salomo- sabea per tutto il temnis. po, che regn Salomone.

Vers. a3. Di pastura. Altrimenti di branco per differenziarli da quegli, i quali si tenevano a ingrassare nejle stalle a parte. E di daini. In questo senso credo usata qui la voce bnbaliii nella nostra volgata. Vedi Bochart.p. i, lib. in. cap. 22. Vers. 24. Ognuno ali' ombra della sua vite, e del suo fico. Maniera di parlare , che esprime molto bene la comune inclina^fipe degli antichi uomini agi'innocenti, e sobrii divertimenti wila campagna, divertimenti quasi non pii conosciuti ne?tempi nostri dopo che lo smodato lusso ha messi in tanta voga i teatri, i giuochi, le conversazioni promiscue; divertimenti, nei quali sarebbe difficile di provare , che possa serbarsi egualmente la libert, e tranquillit dello spirito, la temperanza , e il buon costume. Quello, che io non lascer di accennar* , si l'infinito d a n n o , che il disamore della campagna ha fatto alla campagna medesima, e ali'agricoltura dopo che i tumultuosi piaceri delle C1 t ta . , .^an "dotti i comodi, e facoltosi proprietarii a non saper pi ricrearsi ali' ombra della vite, e del fico. .\

a6. (i) Et habebat Salamon quadraginta milita pvaesepia equorum currilium, et duodecim millia equestrium. 27. Nutriebantque eos supradicti regis praefecti: sed et necessaria mensae regis Salomonis cum ingenti cura praebebant in tempore suo.

26*. Salomone avea quaranta mila greppie di cavalli da cocchia, e dodici mila cavalli da cavalcare.

27. E gli uffizioli nominali di sopra aveano l'incumbenza di mantenergli : ed eglino pure somministravano con gran puntualit a suo tempo tutto quello che bisognava per la tavola di Salomone. 28. E facevano anco28. Hordeum quoque et palcas equorum> et ra portare 1' orzo, e la
(i) 2. Par. 9. 25.

Vers. 26. Avea quaranta mila greppie di cavalli da cocchio, Ogni cavallo avendo (come si costuma) il suo luogo proprio nella stalla separato per me/z di travicelli, o di assi. Nei Paralipomeni , lib. i. "cap. ix. a5. si legge, che egli avea quattro mila stalle ; onde dando dieci cavalli a ognuna di queste stalle, ne viene il numero di quaranta mila cavalli da cocchio. E dodici mila cavalli da cavalcare. Ne' Paralipomeni son notali dodici mila cavalieri ; ma cosa usitata presso tutti gli scrittori il mettere il cavallo pel cavaliere, e vice versa. Alcuni hanno scusato Salomone dall' avere tenuto contro il divieto della legge (Deul. xvu. 17. ) un s gran numero di cavalli, e dicono, che egli ne avea bisogno per le sue truppe, pe' trasporti de' materiali necessarii alle sue fabbriche , che questi cavalli erano il tributo pagato a lui da' principi soggetti, 2. Parai, ix. ?-4- Ma la maggior parte dcgl' interpreti lo condannano ; perch ben lungi dall' imitare la piet di Davidde, e di Giosu ( i quali per obbedire alla legge, facean tagliare i garetti a'cavalli presi in guerra) si ridusse a mantenere tanti cavalli, e principalmente per servizio de'cocchi delle tante mogli, e concubine; onde ne rimase aggravalo il popolo ne'tributi, come vedremo.

jumeritorum deferebant paglia pe' cavalli, e pel in locum, ubi erat rex, giumenti al luogo dov* juxta constitutum sibi. era il re, secondo V ordine, che ad essi era stato dato. 29. Diede di pi Id29. Dedit quoque Deus sapientia; Saio- dio a Salomone sapienmoni , et prudentiam za, e prudenza oltre multam nimis , et lati- modo grande, e vastit tudinem cordis, quasi di mente immisurbile, arenarti, quae est in com1 l'arena, che sta sul lido del mare. litore moris 30. E la sapinza d 3o. Et praecedebat sapientiaSalomonis sa- Salomone superava la pientiam omnium O- sapienza di tutti gli rientalium, et AEgy- Orientali, e degli Egiptrum. ziani. 31.( i)Eterat sapien31. Ed egli era il pi tior cunctis hominibus-, sapiente di tutti gli uosapientiorEthan Ezra- mini ; pi sapiente di hita, ctHeman, et Chal- Ethan Ezrabita , e di co/, et Dorda filiis .Ma- Heman, e di Ghalcol, e hol : et erat nominatus di Dorda figliuoli di in universis gentibus Mahol: ed egli era ceper circuitum. lebrato presso tutte le nazioni circonvicine.
(i) Eccli. fy. 16.

Vefs. a8. E pe* giumenti. La voce ebrea spiegata dal Bochart di cavalli corridori: noi dicemmo in oggi barberi. Vers. 3o. Di tutti gli Orientali, e degli Egiziani. Gli Orientali rano i Caldei, i Persiani, gli rabi : e i saggi di quei paesi on rttimentati pi volte ne'libri santi. Gli Egiziani poi pretendevano di essere stati i maestri degli Orientali. Egli noto, rotaP. Greci filosofi andavano nell' Egitto ad appararvi la >a~ jpjenza.

32. Localit est quoque Salamon irla milita parabolas : et .fuerunt carmina ejus quinque , et mille. 33. JStdisputavitsttp<?r lignis a cedro, quae est in Libano , usque adhyssopumyquae egreditur de pare te: et dsseruit de jumentis , et volucribus, et reptilibus, et piscibus. 34. -Et veniebant de cunctis populis ad a-

3 a. E Salomone pro* nunzio tremila parabole: e le sue canzoni/urono mille, e cinque. 35. E ragion intorno alle piante dal cedro, che sta sul Libano, imo all'issopo, che spunta dalle pareti: e discorse delle bestie della terra, e degli uccelli, e degl' insetti, e de3 pesci. 34 E venivano da tutte le genti a udire

Vrs. 31. Pi sapiente di Ethan Ezrahla ec. Il nome d Ethau trovasi in fronte al salmo 88., e si trova nei Paralipomeni, ib. i. cap. xv. 19. come di poeta, musico illustre. Slmilmente il salmo 87. porta il nome di Heman. Mahol credesi il nome della madre di Ethan, e dei suoi fratelli, bench alcuni vogliono, che sia desso il nome della professione di questi uomini, ond spiegano figliuoli di coro, o sia figliuoli di canto, perocch Machol significa coro, . Ver. 3 2. Tre mila parabole ec. Una parte ne pervenuta sino a noi nel libro de' proverbii dal capo x. sino alla fine. E le sue canzoni ec. Abbiamo qualche salmo', che porta il suo nome ( Ps. 126. ) ; ma non possiamo da' titoli dei salmi prendere certa notizia de' loro autori ; onde tutto quello, che abbiamo delle sacre canzoni di Salomone , s riduce alla cantica. Vers. 33. Dal cedro , che sta sul Libano, fino ali1 issopo ec. Tratt di tutte le piante dalle pi grandi, qual il cedro, fino alle pii piccole, come l'issopo, e alla storia naturale delle piante aggiunse quella degli animali terrestri, degli uccelli, del1' aria, e dei pesci. Forse Dio ( come not un dotto interprete ) giudic indegni gli uomini di tanta luce, quanta intorno alle cose della natura avrebbono potuto acquistare da queste opere di Salomone , e permise che si perdessero. Non credo di dover fermarmi qui a far parola di varie opere di altra specie falsamente attribuite a questo gran re da uomini perversi, I quali col nome di lui procurarono di dar credito alle lor stravaganze, fattucchierie.

diendam sapientiam Salo/w onis, et ab universis regibus terrae, qui audiebant sapientiam ejus.

la sapienza di Salomone , e messi di tutti i regi della terra , presso i quali era sparsa la fama della sapienza di
lui.

C A P O V.

liram d a Salonwne degli operai che tagliano il legname pellafabbrica del tempio, dquali 1 Salomone d il vitto : Numero de legnaiuoli, de facchini, de tagliatori di pietra , e de' loro soprastanti* sit quoque Miram rex Tyri servos suos ad Salomonemiaudivit enim , quod ipsum unxissent regem pro patre ejus: quia amcus fuerat Hiram David omni tempore. 2. Misitautem Salomon ad Hiram, dicens: * 5. Tu scis voluntatem David patris mei, 1. v_/ltre a ci Hiram re di Tiro mand suoi ambasciatori a Salomone, avendo udito come egli era stato unto re in luogo del padre suo; conciossiach Hiram era stato in ogni tempo amico di Davidde. 2. E Salomone mand i suoi ad Hiram, e gli fece dire: 3. a te noto il desiderio di Davidde

, Vers. i. Hiram re di Tiro mando ec. Questi ambasciatori furono mandati subito che Salomone fu unto re ; ma la storia sacra ne parla in questo luogo, perch dal re di Tiro chiese, e ottenne Salomone i materiali per la gran fabbrica del tempio , di cui si comincia adesso a parlare.

et quia non potuerit aedificare domum nomini Dmini Di sui propter bella imminentia per circuitum, donec daret Dominus eos sub vestigio pedum ejus. 4- Nunc autem requiem dedit Dominus Deus mihi per circuitum , et non est satan, neque occursus malus. $. Quamobrem cogito aedficare templum nomini Domini Dei mei, sicut locutus est Dominus David patri meo, dicens: (i) Filius tuus, quem dabo pro te super soUumtuum>ipse aedificabt domum nomini meo. 6. Praecipe igitur, ut praecidant mihi servi tui cedros de Libano, et

mio padre, e come egli non pot edificare la casa al nome del Signore Dio suo a motivo delle guerre, che egli sostenne da tutte parti, fino a tanto che il Signore abbatt appi di lui i nemici. 4- Adesso poi il Signore Dio mi ha data pace da ogni parte, e non havvi avversario, n accidente sinistro. 6. Per la qual cosa io ho in animo di fabbricare un tempio al nome del Signore Dio mio, conforme il Signore ordin a Davidde mio padre, dicendo: II tuo figliuolo, cuiio surrogher a te nel tuo trono, egli fabbricher la casa al nome mio. 6. Ordina adunque che i tuoi servi taglino per me dei cedri del

(i) 2. Reg, 7. 13. i. Par. 22. io-

Vers. 6. * Ordina dunque che i tuoi servi ce. Risulta dal trattalo di Salomone col re di Tiro, esser volont del Signore che all'erezione della sua casa prestasser-1'opera loro anco i Gentili. 1 quali avrebber poi maggior parte ali' edilizio mistico della chiesa, impiegando per islabilirla, e ingrandirla i talenti t le fatiche , ed il sangue.

servi mei sint cum servis tuis: mercedem autem servorum tuorum dabo ubi quamcumque petieris: scis enim quomodo non est in populo meo vir, qui noverit tigna caedere sicut Sido/zii. 7. Cum ergo audiisset Hiram verba Salo/noftis, laetatus est valde, et ait: Benedictus Dominus Deus hodie, qui dedit David filium sapientissimum super popu/um hanc plurimum. 8.t misit Hiram ad Salomonem, dicens : A udivi quae e uni que mandasti, mihi', ego faciam omnem volont*

Libano, e i miei servi saranno insieme co'tuoi servi, e ti pagher pel salario dei tuoi servi tutto quel che domanderai: perocch tu ben sai, che non vi ha alcuno del popoi mo che sappia tagliare il legname, come sanno quei di Sidone, 7. Avendo adunque sentite Hiram le parole di Salomone, n'ebbe gran piacere, e disse : Benedetto sia oggi il Signor e Dio, il quale ha dato a Davidde un figliuo lo sapientissime per reggere un popolo cosi numeroso. 8. Hiram mand a dire a Salomone: Ho inteso tutto quello che tu mi domandi: io far tutto quel ebe tu vuoi

Yen. 7. Benedetto il Signore Dio ec. Pa antichi storici presso Giuseppe ( Antiq. vui. 2., coni, dpp, lib. i. ) raccontano, che questo re non solo adorava Baal, Astarte , ed Ercole , ma aveva eretto a questi falsi numi e templi, e statue, e altari ; onde non possiamo attenerci al parere di quegl' interpreti, i quali suppongono , che Hiram conoscesse il vero Dio, e lo adorasse. i pi al pi possiam dire, che egli, come molti altri Gentili, adorando gli dei del proprio paese, non lasciasse di rispettare anche il Dio d'Israele, del quale ebbe notizia mediante la stretta alleanza con Davidde. Cos si dice, che temerono il vero Dio i Filistei, i. Reg. iv., e Dario , Dan. vi. 16., e Seleuco, a. Maccab. HI., gli asirii, 2. Reg. xvn. 3a.

lem tuam in tignis ce drinis, et ablegni s. 9. Servi meideponent ea de Libano ad marci et ego comp o nam ea in ratibus in mari usque ad locum, quem significaveris mihi: et applicalo ea ibi: et tu tolies ea : praebebisque necessaria mihi, ut de* tur cibus domili meae 10. Itaque Hiram dabat Salo/noni Ugna cedrina, et Ijgna aiegna, juxta omnem vi/untatem ejus. 11. Salomon autem praebebat Hiram coros tritici viginti millia in cibum domiti e jus, ei viginti coros purissimi olei ; haec . tribuebat Salomon Hiram per singulos annos.

riguardo a* legnami di cedro, e di abete. 9. I miei servi li porteranno dai Libano al mare: e io ne far formare de' foderi sul mare per trasmettergli ai luogo, che tu mi additerai: e ivi li far posare: e tu li farai ritirare: e mi darai quello che mi bisogna pel vitto della mia casa. 10. Hiram pertanto daya a Salo m o ne del legname di cedro, e di abete quanto ei ne voleva. 11. Salomone dava ad Hiram venti mila cori di grano pel mantenimento della sua caca, e venti cori di olio finissimo: tutto questo dava Salomone ad Hiram anno per anso.

Vers. 9. Per trasmettergli al luogo ec. Al porto di Joppe il pi vicino a Gerusalemme. Mi darai quel che mi bisogna. I Tiri, i Sidoni abitavano un paese sterile , e ingrato , e le loro ricchezze venivan tutte dal commercio, e dalla navigazione. G' Israeliti erano padroni dei migliori paesi ali' intorno ; onde Hiram chiede a Salomone i grani, e gli olii necessari pel mantenimento -di sua famiglia. Vedi Alti xu. io. Vedesi, che anche Hiram, come Salomone, manteneva tutti i suoi domestici e servitor!, e ministri, non usando ia <jue' tempi di pagare i servitori in denaro.

12. ( i ) D edit quoque Dominus sapientia m Salomonit sicut locutus est ei : et erat pax inter Hiram et Salomonem, et percusserunt ambo foedus. i S.Elegitque rex Salomon operarios de omni Israel, et erat indictio triginta millia virorum. i4- Mittebatque eos in Libanum^ecem millia per menses singulos vicissim: ita utduobus mensibus essent in ^domibus suis: et Adoniram erat super hujuscemodi indictione. io. Fueruntque Salomoniseptuaginta millia eorum, qui onera portabant, et octoginta millia latomorum in monte.
(i) Sup. 3, 12.

12. il Signore diede a Salomone la sapienza , conforme gli avea promesso; ed era pace tra Hiram e Salonione, e fecero tra d loro alleanza. 13. E il re Salomone scelse degli operai da lutto Israele, e furono comandati trenta mila uomini. i/f. E mandavagli al Libano a vicenda , dieci mila ogni mese, talmente che per due mesi se ne stavano alle case loro: e Adoniram era preposto a questa comandata. 16. E aveva Salomone sette mila uomini, che portavano i pesi, e ottanta mila scarpellini sulla montagna.

Vers. ii. E venti cori di olio. 11 Siro, e l'Arabo, e i LXX. supposero, che debba qui ripetersi la voce mille, che nelle parole precedenti, onde leggono : E venti mila cori d' olio. Vers, 14. E mandavagli al Libano ec. Questi erano Ebrei destinati a scavare dal Libano, e lavorar le pietre per la gran fabbrica ; perocch dal Libano fu tolto non solo il legname , ma anche le pietre.

16. Absque praeposit/s, qui praeerant singulis oneribus, numerum trium milliumt et trecentorum praecipientium populo, et 7s, tjuifaciebant opus. i7.Praecepitque rex, ut tollerent lapides grandes, lapides pretiosos in fundamentum templi, et quadrarent eos : 18. Quos dolaverunt .caementarii Salomonis, et caementarii Hiram : porro Giblii praeparaverunt ligna, et lapides ad aedificandam domum.

16. Senza contare quelli, che presedevano a varii lavori in numero di tremila trecento, i quali dirigevano la gente, e i lavoratori. 17. E il re comand, che si prendessero pietre grandi , pietre di pregio pe' fondamenti del tempio, e le riquadrassero : i&. E le tagliarono gli scarpellini di Saiomone, e quelli di Hiram: e quelli di Giblos lavorarono il legname, e le pietre per la fabbrica della casa.

Vers. 18. E quelli di Giblos lavorarono ec. Giblos detta anclie Gebal la citt conosciuta negli scrittori profani sotto il nome di Biblos. I gentili che concorsero alla fabbrica del tempio del vero Dio , erano figura dell'affetto erande, con cui gli stessi gentili doveano un di concorrere alla formazione della chiesa di Gesti Cristo,

C A P O VI.

Figura e fabbrica del tempio riguardo alle part sue principali tanto internet come esterne. i. JTactum est ergoquadringentesmo, et ocfogesmo anno egressionis filiorum Israel de terra AEgypti, in anno quarto, mense Zio (ipse est mensis secundus ) regni Salomonis super Israel, aedi/icari coepit domus Domino. 2. Par. 3. i. s. Domus autem , quam aedificabat rex Salamon Domino , habebat sexaginta cubitos in longitudine, et viginti cubitos in latitudine, et triginta cubitos in altitudine. 3. Et portlcus erat ante templum viginti 1. \Jr alla fabbrica della casa del Signore fil dato principio 1' anno quattrocento ottanta dopo 15 uscita de' figliuoli d' Israele dalla terra d'Egitto, 1* anno quarto delregtio di Salomone sopra Israele, nel mese Zio , vale a dire nel secondo mese. 2. E la casa, che il re Salomone edificava al Signore, avea sessanta cubiti di lunghezza, e venti cubiti di larghezza , e trenta di altezza. 3. dinanzi al tempio eravi un atrio lun-

Vers. i. Nel mese Zio , ovvero Sa. Da Salomone in poi si vedeno i nomi di alcuni mesi presso gli Ebrei, mentre peli' avanti gli stessi mesi erano indicati secondo P ordine che tenevano tra di loro, mese primo, mese secondo, terzo , ec. Nel secondo mete. Dell' anno sacro. Yers. a. La casa ... avea sessanta cubiti ec. La casa e qui il Santo de' Santi, e il Santo che erano come 1' abitazione di Dio. 1 sessanta cubili di lunghezza erano da levante a ponente, e i venti cubiti di larghezza da mezzod a settentrione.

cnbitorttfn tongitudinis, juxta mensuram latitudinis templi, et habebat decem cubitos latitudinis ante 'faciem templi. 4- -Fecitque in templo fenestras obliquas. 5. Et aedificavit super parietem templi tabulata per gyrum, inparietibus domus per circuitum templi^ et oraculi, et fecit latera in circuito,.

go venti cubiti, quant* era largo il tempio, avea dieci cubiti di larghezza in faccia al tempio. 4. E fece nel tempio delle finestre obblique. 6. E fabbric degli appartamenti sul muro del tempio ali' intorno, sulle mura della casa attorno al tempio, e al santuario, e fece quasi ale all'intorno.

Vers. 4 Delle finestre citibliquc. Queste finestre non erano nel Santo de' Santi, ma solo nel Santo. Il Santo de' Santi era senza luce , tolto quella che potea ricevere dalla sua porta. Per finestre obblique intendesi comunemente, ch' elle fossero pi anguste fuori del tempio, e pi larghe al di dentro. Cosi il_Caldo, l'Arabo, e Teodoreto. S. Girolamo (in cap. 4. Exech,) interpreti jntjtre cfrittf con gelosie di legno secondo l'uso orientale. Vets. 5. e 6. E fabbrico degli appartamenti ec. Descrivonsi i tre piani di celle fabbricati da' tre lati del tempio , da occidente, da mezzod, e da settentrione. Salomone adunque attorno alle mura del tempio da quelle tre parti edific .tre piani di celle tra il muro del tempio , e P altro muro eretto in distanza di cinque cnbiti dal detto muro del tempio. Il piano infimo avea cinque cubiti di larghezza, il secondo sei, il terzo sette cubiti, perch Salomone dall' altezza di cinque cubiti in su avea tenuta pik stretta d' un cubito la muraglia del tempio ; e slmilmente dall'altezza di dieci cubiti in gi avea ristretta ancora d un cubito la stessa muraglia; onde ciascuno de'due piani guadagnava un cubito di larghezza. Le travi, che sostenevano i piani, non erano incastrate nel muro del tempio ; ma solamente posavano sullo stesso muro, dove ristringendosi lasciava libero posto alle steste travi. Cos in occasione di dover mettere, o cambiare le travi. non si dovea toccare per nulla il muro del tempio. Quanto al uraero delle celle Giuseppe ne mette trenta per ogni piano.

6. Tabulatimi quod subter erat, quinque cubitos habebat latitudinis , et medium tabu* latum sex cubitorum latitudinis , et tertium tabulatum septem habens cubitos latitudinis. Trabes autem posuit in domo per circuitum forinsecus, ut non iaerent muris templi^ 7.Domus autem cum aedificaretur^ et lapidi' bus dolatis, atque per" fectis aedificata est\ et malleus, et securis, et omne ferramentum non sunt audita in domo cum aedijcaretur. ^.Ostium lateris medii in parte erat domus dextrae , et per cocTileam ascendebant in

6. Il piano infimo era largo sei cubiti, e il piano di mezzo era largo sei cubiti, e il terzo era largo sette cubili ; e pos le travi intorno al tempio i di fuori, talmente ebe non fossero incastrate nelle mura del tempio, 7. E nel fabbricarsi la casa ella fu fatta di pietre lavorate, e intere : e non si senti rumor di martello, n di scarpello, n d' altro strumento Idi ferro, mentre s edificava la casa. 8. La porta del piana di mezzo era dal lato destro della casa ( <JeI Signore ); e per una f

Vers. 7. IVort s sen rumor d martello ec. Le pietre erano portate intere , e tagliate nelle loro cave, onde non vi bisogn- di toccarle, n altro si fece che metterle in uso una dopo 1' altra ; quanto al legname , i chiodi poterono essere a vite. Con questo faceasi intendere al popolo , che da tutte 1' altre fabbriche era molto differente quella che s'innalzava per essere abitazione della maest di Dio. Non sono degne di essere mescolate colla verit delle sacre Scritture le strane visioni dei rabbini, uno de' quali lia scritto un intero libro sopra un vermicciuolo , da cui pretende , che fossero tagliate , e pulite con gran maestria tytte le pietre del tempio.

j.' I ? i L i f i f> i

medium eoenaculum , scala a chiocciola si saet a medio in tertium. liva al palco di mezzo e da quel di f rnezzo al terzo. 9. Et aedificavit do9. E fabbric la casa , mum , et consummavit e la mise a coperto, e la eam : texit quoque do- coperse con soffitta di mum laquearibus ce- cedro . drinis. 10. Et aedificavit ta10. E fece gli apparbulatum super omnem tamenti attorno a tutdomum quinque cubi ti s ta la casa di cinque cualtitudini^, et operuit biti di altezza, e coperse domum lignis cedrinis. la casa con legname di cedro. '11. Etfactus est ser' i i. E il Signore parmo Domini ad Salomo- l a Salomone,e disse: nemt dicens : 12.Domus haec, quam 12. In questa casa e aedificas, si ambulavc- cui tu edifichi, ( se tu ri* in jpraeceptis meis, camminerai per la via et judicio, mea fsceris de'mici precetti, ed ecustodiers omnia man- seguirai i miei voleri, e data mea, gradi*ns per osserverai tutti i miei
Vers. 8. La porta del plano di mezzo ec. Dalla parte destra della casa del Signorf, vale a dire a settentrione, era una porta ? la quale'per mezzo di una scala a chiocciola conduceva al secondo piano delle celle. Questa medesima scala serviva per salire fino alla sommit del tempio, ed era cavata nella muraglia stessa del tempio. Alcuni per non senza qualche fondamento pretendono, che due fossero queste scale ; 1' una per salire ai piani del tempio, 1' altra per salire a quei delle celle. Vers. io. E fece gli appartamenti ec. I piani delle celle , i quali aveano cinque cubiti di altezza per ciascheduno. E coperse la cttsa con legname di cedro. Il tetto del tempio era di legno di cedro. Questo tetto eja piano a guisa di ter razzo, come si usava in tutte le fabbriche del paese.

Vol VI.

'

comandamenti senza mai allontanartene), io confermer in tuo favore le parole dette da ine a Davidde tuo padre. t3. io abiter in i3. X 2 ) Et habitano in | mediofilorum/mezzo a' figliuoli d' Israel, et non derelin- sraele, e non abbando(juam populum rheum ner il mio popolo d'Israele. Israel. 14- Igitur aeificavt 14- Salomone adunSalomon domum, et con- que fce !a casa ( del sulnmavt eam. Signore), e la compi. 16. Et aedificavit pa15. E intonac al di rietes domus intrinse- dentro con tavole di cecus tabulatis cedrini* dro le mura della casa a pavimento domus us- dal pavimnto fino alla ^ue ad summitatem Somniit delle mura, e paretum , et usque ad sino alla soffitta, cui eiati ueria^ope fuit lignis gl copr al di dentro cedri nis intrinsecus, et di legno di cedro : e il texit pavimentum do- pavimento della casa mus tabulis abieginis. lo coperse con tavole di abete. 16. AJEdi/2cavitque 15. E fece di legno tfgtnt^cnbiforu'm ndpo- di cedro TIR tavolato di slerirem partem tem- Vnti cubiti per la paripli tabulata cedrina a le posteriore del temea : firmbo sermone/in meum tibi, ( i ) quem locutus sum ad "David patrem tuum.
(i) 2. fteg. 7. 16.
(a) Par. 22. g.

Vers. t.'E fece di legno di cedro im tavolalo di venti cubiti ce. Fece cdta asse di cedro la divisione del Santo de' Santi dal Santo, o sia della parte anteriore del tempio dalla posteriore. IJwri toc! mezzo tiua j[wrta,>erj. 17. 31. Questi vwti cubiti sono Ja larghezza del tempio da im lato ali' altro,

pavimnto usque ad super/ora: /c,it interibrein domum oraculi in Sanctam Sanctorum. 17. Porro quadraginta Cubi forum erat ipsum templum pro foribus oraculi. 18. .Et cedro omnis domus intrinsecus vestiebatur habens tornaruras, etjuncturas suas fabrefactas, et caelaturas eminentes : omnia cedrinis tabulis vestiebantur : nec omnino ia~ pis apparere poterat in pariete. 19* Oraculum autem in medio domus, in interiori pare fcerat, ut poneret ibi arcam foederis Domini. 20. Porro oracitlum habebat viginti cubitos longitudinis, et viginti cubitos latitudinis, et

pio dal pavimento sind alla soffitta : e ne fece il luogo interiore dell'oracolo, il Santo de'Santi. 17. E il tempio dalla poria dell'oracolo in gi avea quaranta cubiti. 18. tutta la casa al di dentro era vestita di cedro, le incastrature del legname erano fatte con molta arte, e ornate di lavori rivelati di tornio: ogni cosa era talmente coperta delle tavole di cedro, che non compariva neppur una delle pietre della muraglia. i$.Or egli avea fatto r ofaplotil fondo Sella casa nella parte pi interna del tempio, per collocarvi l'arca del testamento del Signore. 20. L' oracolo avea venti cubiti di lunghezza, e venti cubiti di larghezza, e venti di al-

Vers. 17. Dalla porta dell'oracolo in gi avea quaranta cubiti. Tutta la lunghezza del Santo, o sia della parte anteriore del tempio , era di quaranta cubiti, dall' atrio sino alla porta del Santo de' Santi ; e il Santo de' Santi avea venti cubiti di lunghezza , e altrettanti di larghezza , e di altezza, veri, 20.

viginti cubitos altiludi/zis, et operuit illud, atque vestivit auro purissimo : sed et altare vestivit cedro. 21 .Domum quoque ante oraculum operuit auro purissimo, et affixit laminas clavis aureis. 22* ZVihilque rat in /empio, quod non auro /egeretur, sed et totum altare oraculi texit auro. a 3. 'Et fecit in oracu/o duos Cherubini de lignis olivarum, decem cubitorum altitudinis. 24. Quinque cubitorum ala Cherub una, et

tezza, ed ei Io copr, e lo rivest d'oro purissimo; e lo stesso altare rivest di cedro. 21. E anche la casa , che dinanzi all'oracolo, la ricoperse di oro finissimo, e vi inchiod le lame (d'oro) con chiodi d' oro. 22. E non eravi parte alcuna del tempio, che non fosse ricoperta d* oro: e anche tutto F altare dell'oracololocoperse d' oro. 25. E pell'oracolo fece due Cherubini di legno di olivo alti dieci cubiti. a4- I'' una dell' ale del Cherubino avea cin-

Vers. o. E lo slesso altare rivetti d cedro. Questo altare doveva essere fatto per posarvi l'arca. Alcuni vogliono che s'intenda l'altare dell' incenso , ma questo non era nel Santo dei Santi i e di esso si parla, vers. 22. * E lo rivet d1 oro purissimo. Ebr. d' oro rinchiuso : cio raccolto gi da David, e custodito pel tempio da fabbricarsi. . Vers. m.*Ed anche la casa. La parte della casa che dinanzi ali' oracolo. Vers. 22. L'altare delV oracolo ec. Vale a dire 1' altare dell'incenso, che era nel Santo dinanzi all'oracolo, o sia dinanzi al Santo de' Santi. Vers. 9.3. E pelV oracolo fece due Cherubini ec. Questi due Cherubini coli' ampiezza delle loro ali distese occupavano tutta la larghezza del Santo de' Santi, e la met dell' altezza , e servivano di ombrello ali' area, e a'piccoli Cherubini fattivi da Mos.

quinque cubitorum ala Cherub altera', id est, decem cubitos habentes, a summitate alae unius usque ad alae alterius summitatem. 26. Decem quoque cubitorum erat Cherub secundus, in mensura pari, et opus unum erat in duobus Cherubini. 2 S. Id est altitudine habebat unus Cherub decem cubitorum, ei si" militer Cherub secundus. 27. Posuitque Cherubini in medio templi interioris : evtendebant utemklas suas Cherubini ^ et tangebat ale una parietem , et ala Cherub seeundi tangebat parietem alterum : alae autem alterae in media parte templi se invicem contingebant. 28.jFe.ritquoque Cherubini auro. 29. Et omnes parietes templi per circuitum sculpsit variis caelaturis et torno : et fecit in eis Cherubini, et palmas ,

que cubiti; ei' altra pure cinque cubiti;vale a dire, che vi eran die- . ci cubiti dalla punta d' un' ala fino alla punta dell'altra. 26. Parimente il secondo Cherubino era di dieci cubiti, e della stessa dimensione ; ed erano ambedue dello slesso lavoro. 26". Vale a dire, che 1' uno de' Cherubini avea di altezza dieci cubiti, e slmilmente il secondo Cherubino. 27. E colloc i Cherubini nel mezzo del tempio interiore : e i Cherubini aveano le ali distese, e l'una delle ale toccava la parete, e. un'ala dell' altro Cherubino toccava l'altra parete: e le altre ale si toccavano l'una 1'altra nel punto di mezzo del tempio. 28. E ricoperse d' oro anche i Cherubini. 29. E tutte le pareti del tempio le fece ornare ali' intorno di scultura, e d'intaglio: e vi fece de' Cherubini, ,e

et picturas varias, qua- delle palme, e delle fisi prominentes de pa- gure diverse, che quasi si staccavano, e sporgeriete, et egredientes. vano in fuora dalla parete. 30. Sed et pavimen5o. E nella interior tum domus texit auro parte, e neJla esteriore intrinsecus, et extrinse- del tempio ricoperse di oro il pavimento. cus. 31. Et ingressum o31.E all'ingresso delraculi fecit ostiola de 1J oracolo fece piccole /ignis olivarum, postes- porte di legno di ulivo, que angulorum quin- e 1' uscio era un pentaque. gono. 62. E queste due por32. Et duo ostia de lignis olivarum, etscul- te erano di legno d' upsit in e/'s picturam livo, e in esse erano scolCherubini* etpalmarum pite figure di Cherubispecies, et anagfypha ni, e di palme, e di basvalde prominentia, et si rilievi, che sporgevatexit ea auro: et operuit no molto in fuora, e le tam Cherubini, quam rivesti d'oro: e di oro palmas, et celer auro ancora ricoperse tanto i Gherubini,come le palme, e tutte l'altre cose. 33.JF*ecitque in introi33. E ali' ingresso ta templi postes de Si- del terapia fec le porgnis olivarum quadrati* te di legno di ulivo quadrate. gulatos.
Vers. 31. E V uscio era un pentagono. Si descrive qui la porta per la quale dal Santo si entrava nel Santo de' Santi ; forse ella detta piccola, perch era minore di quella , per cui dal1' atrio si entrava nel Santo. Secondo la nostra volgata la testata di questa porta faceva la figura di u Delta ; casi tutta la porta era di figura pentagona, o sia di cinque angoli. Vers. 33. e 34- ALI1 ingresso del tempio ec. Ali' ingresso della prima parte, della parte anteriore detta il Santo. Questa porta

34* t duo ostia de Irg/iis obiegnis attritisec0s: etjitrumque o s/z'a/n duplex erat, et se invicem tenens ap<jrebalur. 36. t sculpsit Cheruim, et palmas , et caelaturas valde e/winents\ operuitque omnia laminis aureis opere quadro ad regulam. 56. .Et aedificavit atriutn interius tribus ordinibus lapidimi politorum, et uno ordine li gnorum cedri.

34- E le due porte di legno di abete una dai un lato, 1' altra dall' altro lato: e 1' una, e l'altra imposta erano di due parti, e si apriva, tenendosi unita 1' una parte coli' altra. 35. E vi fece scolpire dei Cherubini, e delle palme, e ornamenti, che sporgevano molto in fuora, e ogni cosa ricoperse con lame d'oro, con esattamente giusto lavoro. 36. E fabbric l'atrio interiore di tre ordini di pietre lavorate, e un ordine di legname di cedro.

era quadrata, e 1* armatura di essa era non rii pietra , n di maiione , ma di legno di ulivo ; le due imposte erano di abete, e ognuna delle due parti constava di due pezzi, 1' uno de' quali s ripiegava sopra P altro mediante le sue bandelle , o altro simile meccanismo : cos la porta da destra e da sinistra era doppia, e si apriva ripiegando una parte sopra 1' altra. Vers. 35. Con esattamente giusto lavoro. La volgata qui oscura assai: il senso dell'ebreo egli questo: le lame di oro erano poste sopra de' descritti intagli e ornati con tale arte, che non toglievano la vista de' lavori, che erano sotto le stesse lame di oro', l'indoratura arricchiva l'intaglio, ma non lo nascondeva. Vers. 36. Fabbrico i' atrio interiore di tre ordini di pietre ec. Quest' atrio 1' atrio de' sacerdoti, ed detto interiore relativa niente a quello del popolo , che veniva dopo , ed era pi rimot dal tempio. Alcuni pretendono, che quest'atrio dei sacerdoti avesse attorno un piccol muro , come quello che era formato da tre soli ordini di pietre, e sopra queste un tavolato di cedro : i laici perci , che non potevano entrare in quest'atrio, potevano

37. Anno quarto fun. 3y. Furon gettati i data est domus Domin1 fondamenti della casa in mense Zio: del Signore Tanno quarto nel mese Zio: 38. E Tanno undeci38. Et in anno undecimo mense Bul( ipse mo nel mese di Bui (che est mensis octavus) per- 1' ottavo mese)fu terfecta est domus in om- minata la casa in tutte ni opere suo, et in uni- le sue parti, e riguarversis utensilibus suis: do a tutti i suoi utenaedificavitque eam an- sili: e ( Salomone ) la nis septem. fabbric in sette anni. CAPO VII.

Palazzo di Salomone : casa del bosco del Libano, e detta moglie di lui : suppellettili varie preziosissime del tempio. i. Il* fabbric Salo* i. JLsomum autem suam aedificavit Salo- mone, e comp interamon tredecim annis ( i ), mente in tredici anni et ad perfectum usque la sua propria casa. perduxit.
( i ) / n / 9 - o.

dal!' atrio del popolo vedere i sacrifizij, che ivi si facevano. Altri vogliono, che solamente si accenni in yuesto luogo la maniera di fabbricare tenuta in oriente, e che si osserva in altri luoghi della Scrittura ( cap. seg. vers. 12., i. Esdr. vi. 3. 4i v. 8. ) , in qual maniera consisteva nel tramezzare le pietre col legname ; e questa maniera fu tenuta nel fabbricare le mura di <juest' atrio , di qualunque altezza fossero. Egli era allo scoperto. Vers. 38. In selle anni. I rotti sono sovente omessi nei libri santi. La fabbrica dur sette anni, e sei mesi, come apparisce dal testo.

2. Afidificavit quoque domum saltus ribani centttm cubitorum longitudini^, et quinquaginta cubitorum latitudinis, et triginta cubitorum altitudini^ : et quatuor deambulacra intercolumnascedrinas: ligna quippe cedrina exciderat in columaas. 3. Et tabulati^ cedri" nis vestivit totam carneram quae quadraginta quinque columnis sustentabatur. Unus autem ordo habebat columnas quindecim 4. Contra se invicem positas,

2. E fabbric ancora la casa del bosco del Libano, di cento cubiti iti lunghezza, e di cinquanta cubiti di larghezza, e di trenta cubiti di altezza, ed eranvi quattro corridori tra i colonnati dicedro: perocch egli avea fatto ridurre a colonne le piante di cedro. 3. E rivest di tavole di cedro tutto il soffitto sostenuto da quarantacinquecolonne. E ogni filare avea quindici colonne 4- Collocate l'una dirimpetto ali3 altra,

Vers. i. Fabbrico ~. in tredici-anni la sua casa. Non da maravigliarsi, che <{uasi il doppio di tempo impiegasse nella fabbrica della sua reggia', di quello che avea impiegato nel tempio ; perpcch non solamente riguardo al tempio trov Salomone mlti materiali preparati da Davidde ; ma di pi ad accelerarne la fabbrica era stimolato s dulia propria divozione , e s da quella di tutto il popolo. Vers. a. La casa del bosco del Libano. Cos ella fu chiamala o per ragione delle colonne di cedro tratte dal Libano, ovvero perch avesse contigua una ombrosa selva simile a quella del Libano. Il Caldeo favorisce questa seconda sposizione, supponendo che questa casa fosse destinata a prendere il fresco negli estivi calori. Essa per secondo molti interpreti non era una fabbrica distinta , n separata dalla prima , ma faceva parie della reggia di Salomone. Quattro corridori tra?colonnati di cedro. Posti per lo lungo i tre ordini di colonne , che erano di mezzo tra le pareti della casa , ne venivano necessariamente nel piano inferiore quattro corridori, i quali erano lunghi, guanto era la lunghezza della casa.

o Et e regione se respicientes , aeguali spatio inter columnas : et super columnas quadrangulata Ugna in cunctis aequalia. 6. Et porticum coluninarum fecit quinquaginta cubitorum Ibngitudtnis, et triginta cubltorum latitudinis'', et alteram porticum in facie majoris porticus, et columnas, et epystilia super columnas. 7. Pjorticum quoque solii) in qua tribunal est, fecit et texit lignis cedrinis a pavimento usque ad summitatem. 8. Et domuncula in qua sedebatur ad judicandum, erat in media porticu simili opere. Domum quoque fecit fi Ha e Phdraonis ( (i) quam uxorem duxerat Salomon ) tali opere , qualt et hanc porticum.
(i),S'up.3. i.

6. E che si guardano P una l'altra, ed era n tulle in eguai disianza Ira di loro: e sopra le colonne eranvi delie travi quadrangolari luite di eguai grossezza. 6. E fece un portico di colonne avente cinquanta cubiti di lunghezza, e trenta cubiti di larghezza: e un altro portico in faccia al portico pi grande, con colonne, e architravi sopra le colonne. 7. Fece ancora il portico del trono, e lo vesti di legno di cedro dal payimen io fino alla sommit. 8. E la tribuna, dove si risedeva per. render ragione, era nel mezzo del portico, ed era d simil lavoro. Fece dipi Salomone perla figliuola di Faraone (che egli avea sposata ) una casadilavorosiniilea que!* la del porlico.

Vers. 6. e 7. E fece un portico di colonne te. Questo colonnato era davanti alla reggia. Nella volgata abbiamo chiaramente distinti tre portici, ovver colonnati. Il colonnato del trono dovea essere separato, e in gualche distanza dalla reggia.

9. Omnia lapidibus pi'etiosis , qui ad norma/ quaaidam atque mensuram tam intrnsecus, quam extrinsecus secati erant : a fundamento usque ad summitatem parietum, et extrinscus usque ad a trium majus. 10. Fundamenta autem de lapidibus pretiosis, lapidibus magnis decem, sive octo cubitorum. 11. Et desuper lapides pretiosi aequalis mensurae secti erant, similiterque de cedro. \2.Etatrum majus rolundum trium ordinum de lapdibus sedis et unius ordinis de dolala cedro : nec no et in atrio domus Domini interiori, et in porticu domus.

9. Tutte (queste fabbriche) dalle fondamenta sino alla cima delle muraglie, e al di fuori sino ali' atrio maggiore erano di pietre di molto pregio, le quali tanto dalla parte interiore come dall' esteriore erano state segate in pari forma e misura. 10. E le fondamenta eran di pietre di molto pregio, di pietre grandi di dieci, ovvero di otto cubiti. 11. E al di sopra rrano pietre di molto pregio tagliate ad eguai misura, e parimente coperle di cedro. 42. E l'atrio maggiore rotondo avea tre ordini di pietre tagliate, e un ordine di cedro lavorato : e cosi pure era dell' atrio interiore della casa del Signore, e del portico di essa casa.

Vers. 8. Fece ... per la figliuola d Faraone una casa. Il gineceo : appartamento distinto per questa principessa, dove ella abitava colle s,ue donne. In tutto 1' oriente le donne aveano abitazione distinta da quella degli uomini. Vedi Gen. xxxiv. xx\i., eo. Vers. 12. V atrio maggiore rotondo ec. L'atrio maggiore egli quello descritto , vers. 2. 3. 5. 6. Egli qui nominato rotondo , non prh veramente fosse di figura circolare , ma perch tutte

iS.^fisit quoque rex Salamon, ettulitHiram de Tyro, 14. Filium mulieris vicinae de trib Nephthali, patre Tyrio, artificem aerarium, et plenum sapientia^ et intelligentia, et doe trina ad faciendum omne opus ex aere. Qui cum venisset ad regem Salomonem, fecit omne opus ex aere.

16. Et finxit duas columnasaereaSi decem et ocio cubitorum altitudinis cotumnam u nam: (i) et linea duodecim cubitorum ambiebatcolumnam utramtfue. 16. Duo quoque capi16*. Fece ancora i due tetta fecit, ^rae pone- capitelli di getto in (i) Jer.S. ai.

io. il re Salomone fece ancora venir da Tiro Hiram, 14. Che era figliuolo di una donna vedova della trib di Nephlhali, di padre della citt di Tiro; ed era un lavoratore di bronzi pieno di saggezza, di capacit, e ds industria per fare qualunque opera in bronzo. Ed egli essendo venuto a trovare il re Salomo&e, fece tutto il lavoro, ch'ei volle. ' z. Ed egli fece due colonne di bronzo, ogni colonna alta diciotto cubiti : e una corda di dodici cubiti abbracciava ciascuna colonna.

ali' intorno da' quattro lati ra cinto di mura fatte, come qui detto, di tre ordini di pietre, e un ordine di legname. Vedi cap. vi. 36. Vers. 14. Figliuolo di una vedova della trib di Nephthali. Ne* Paralipomeni, lib. li. i4*'la madre di Hiram dicesi , ohe era della trib di Pan. Si pu intendere, che ella fosse della trib di Nephthali per sua origine, e della trib di Dan per ragion del marito, il quale detto della citta di Tiro, perch era ivi domiciliato da molto tempo.

rentur super capita columnarumfusilia ex aere : quinque cubitorum altitudinis capitettum ununit et quinque cubitorum altitudins capitellum alterum : 17. Et quasi in mo*dum retis, et catenarum sibi invicem miro opere contextarum : Utrumque capitellum columnarum fusile erat t septena versuum retacula in capitello uno, et septenaretiacula in capitello altero. iB.Et per fecit columnas et duos ordines per circuitum retiaculorum singulorum, ut tegerent capitella, quae erant super summitatem matograna torum : eodem modo fecit et capitello secundo. i g. Capitella autem, quae erant super capita columnarum, quasi opere lilii jabricata e-

bronzo sulla cima delle colonne: un capitelloavea cinque cubiti di altezza, e 1'.altro capitello cinque cubiti di altezza : 17. Ed era vi come una rete, e una catena con teste insieme tra di loro con mirabile artifizio. L'uno e l'altro capitello delle colonne era di getto: sette filari di maglie erano nell'uno, e sette filari di maglie nell'altro capitello. 18. E per compimento delle colonne fece due ordini di maglie, che circondavano, e coprivano i capitelli, le quali posavano in cima de' meligranatfece la stessa cosa al secondo, e al primo capitello. 19.1 capitelli, ch'erano in cima delle colonne nel portico, erano fatti a maniera di giglio,

Vers. 17. e 18. E ti eravi come una. rete ec. Queste faseie a maniera di rete lasciavano travedere gli ornamenti de' capitelli, i quali erano sparsi di gigli, e d'altri fiori (dice Giuseppe ebreo), e frutti, come i meligranati, i quali erano a due ordini, ed erano in numero di dugento per colonna, cento per ciascun ordine, come si dice , vers, 4".

rantporticu quatuor cubitorum. 2. Et rursum alia capitello, in summitate columnarum desuper juxta mensuram colum* nae contra retiacula : malogranatorum autem ducenti ordines erant in circuitu capitelli secundi.

21. Et statuit duas columnas in porticu templi : cumque statuisset columnam dexteram, vocavit eam nomine Jachih : similiter erexit columnam Secundum , et vocavit nomen ejus Booz. 22. E sulle cime del22. Et super capita columnarum opus in le colorine pose quel

ed rran di quattro cubiti. 20. E di pi eranvi altri capitelli in cima alle colonne al di Sopra della rete proporzionati alla misura della colonna: e intorno al secondo ( e al primo ) capitello vi erano dugento meligranali posti per ordine. 21. Eie due colonne le colloc nel porlifeo del tempio: e quando ebbe alzata la colonna destra, le diede il nome di Jachin, ed eretta-parimente la seconda, le pose nome Booz.

Vers. 19. I capitelli che erano in cima .delle colonne ec, Questo versetto uno de'pi oscuri di tutto questo capitolo. Ecco quello &e per quanto a me sembra pu dirsi di pi probabile. Iirt>gm camello ti distinguono tre parti, la prima, che era immediatamente alla cima del fusto delle colonne , ed chiamata Epistilio , 2. Par. iv. 12., la seconda , che posava siili' Epistilio , dove era quella rete, e i meligranati : la terza parte quella ebe Vitruvio chiama Coronide. Del terzo capitello, o sia della terza parte di esso, si parla vert. 20., e della seconda si parlato nel versetto 16 : qui si parla dell' Epistilio da mettersi sopra ognuna delle colonne destinate peli' atrio del tempio, e si dice, che questo rappresentava la figura di un giglio , ed era di quattro cubiti ; lo che intendesi non dell' altezza , ma della sua larghezza , colla quale avanzava in fuori dalla colonna per lo spazio gi detto. Vers. 2,1. Le colloco nel portico del tempio. Nel vestibolo davanti al Santo; una da un Uto della poita, l'altra dall'altro lato.

medium liliiposuit\perfectitmque est opus coitimnarum. 26. ( i) .Fecit quoque marefusile decem eabitorum a labio usque ad labium rotini dum in circuitu : quinque cubi" forum alttudo ejus , et resticula triginta cubitopum cingebat illud per circuitum. 24- .Etsculptura subter laium circuibat il(i) a. Par.l^. 2.

lavoro folto a maniera di giglio: e fu compila P opera delle colorine. 13. Fece anche di getto una gran conca tutta rotonda, di dieci cubiti da un orloallalIro. Essa ave cinque cubiti di profondit, e una corda di trenta cubiti cingeva lutto il suo giro. 24. E sotto alP orlo un lavoro di scultura,

Le diede il nome di Jachin ... le pose il nome di Booz. Jarbin: Dio stabilir : Booz, in lui e fortezza. Conquesti nomi Salomone volle indicare, che era opera di Dio 1' erezione del tempio additato in certo modo da quelle colonne, e che Dio gli dava stabilit. Tutto questo per non si avver pienamente, se son riguardo a quel mistico tempio , di cui fu figura il tempio materiale di Salomone. La chiesa di Gesti Cristo quel tempio di Dio fatto non per mano d'uomo, ma lavorato dal sovrano Architetto , e Creatore di tutte le cose, il quale tal fermezza e stabilit confer a questa sua casa , che a dispetto di tutti gli sforzi de' suoi nemici ella sussister fino alla fine de' secoli. Vers. 22. E sulle cime delle colonne pose ec. Le colonne adunque, o piuttosto i capitelli di esse finivano in un giglio. Vers. a3. Di dieci cubiti da im orlo alV altro. Questo gran vaso detto comunemente per la sua ampiezza il mare, era di bronzo, e avea dieci cubiti di diametro da un orlo all'altro, e circa trenta cubiti di circonferenza , dico circa trenta, perch il diametro sta alla circonferenza come 7. a 22.; ma nella Scrittura non si fa caso di s piccola differenza. Era rotondo, e avea cinque cubiti di profondit. Serviva ad uso de'sacerdoti, i quali col P acqua, che da esso faceasi uscire, si lavavano le mani e i piedi ; onde detto Inter, cio lavatoio, vers. 26. Posava sopra dodici buoi di bronzo , e portava scolpite delle figure di Cherubini, di liom*, di bovi, e di palme. Il sno sito era nell5 atrio de' sacerdoti presso ali' aliare degli olocausti.

lud decem cubitis ambiens mare : duo ord' ne s sculpturarumstriatarum erant fusiles. 26. Et stabat super duodecimi boves* e quibus tres respiciebantad aquilonem , et tres ad occidentem , et tres ad meridiem, et tres ad orientem, et mare -super eos desuper erat : quorum posteriora universa intrinsecus latitabant. a6.Grossitudo autem luteris trium unciarum erat : labiumque ejus , quasi labium calicis, etfolium repandi lilii; duo millia batos capiebat.

che giravagli attorno per dieci cubiti, e cingeva la conca: i due ordini di sculture di getto eran di rilievo. 26. E (la conca)posata sopra dodici bovi , de' quali tre guardavano a settentrione , e tre ad occidente, e tre a mezzod, e tre ad o riente, e sopra di ess? stava la conca, e tutte le parti deretane di quellirestavan sotto nascose. 26. Questo lavacro aveatreonce di grossezza, e il suo orlo era come 1' orlo di una coppa, e come la foglia di un giglio sbocciato: ei capiva due mila bali.

Vm. 4. # >o 'attorto'e. I due ordini di scultura .erano <M fendo della conca fin dove essa arrivava alla larghezza di dicci cubiti, restringendosi il vaso, quanto pi si accostava al suo fondo. Gli ornamenti di questa parte del vaso erano di un sol getto col vaso stesso. Vers. 9.5. Potava sopra dodici bovi. Varii Interpreti suppongono , che dalle bocche di questi bovi si facesse uscire 1 acqua per mezzo delle carihelle, che vi erano apposte. Questi bovi si piegavano dalle parti di dietro, quasi fossero oppressi dal peso che aveano addosso. Vers. 26. Tre once di grossezza. La quarta parte di un piede romano. : *" . Capiva due mila bali. Il bato era una misura delle cose liquide eguale all'ephi, calla metreta, e conteneva ottanta libbre romane. Ne' Paraiiporaeni in vece di doe mila leggonsi tre mila

27 J fecit- decem base ae&eafr, quatuor cttbitorum longitudini^ bases singulas, et qua* tuor cubitorum latitudinis, et trium cubitorum altitudini?. 28. Et ipsum opus basium ,interrasile era^: et sculpturae inter ;uncturas. 49* -Et inter coronu/as, etplectas, leones, et boves , et Cherubim, et injuncfuris similiter desuper : et subter leones, et boves, quasi lora ex aere dependentia, 3o. E quatuor rotae per bases $in%ulas> etxes aerei: etpenqmttuor partes quasi humeruli subter luterem fusiles

27, E fece dieci basr di bronzo, ognuna delle quali era lunga quattro cubiti, e larga quattro cubiti, e alta tre cubiti. 28, E il lavoro delle basi era di pi pezzi: e do-ye questi s'incastravano insieme, eranvi de' lavori di scultura. 29, E Ira piccole corone , e lacci, eranvi lioni e bovi e Gherubi ni: e parimente sopra le commessure: e sotto a'lioni, e ai bovi eranvi quasi delle corde di bronzo pendenti. * So. E ogni base avea quattro rote eoi mozzi di bronzo, e a* quattro angoli eranvi sotto il lavacro certe quasi spal-

bali ; ma il testo * tesso pare , che accenni, che fino a que) segno si stendeva la capacit del vaso, quando si fosse empiuto /ino all'orlo, laddve qui notata la quantit di acqua, che vi si teneva ordinariamente. Vers. 27. E fece dieci basi ec. Per dieci altre conche minori aduso del tempio; e queste conche erano mobili, posando le basi sopra ruote di bronzo, Vedi 2. Parai, iv. 6. La conca grande stava in mezzo a queste dieci ; quella serviva pe' soli sacerdoti , i ualt coli'acqua, che ne faeeano uscire , si lavavano, come si etto: le altre eran fatte per lavare coli'acqua di esse le pai ti delle vittime prima d* inaporle sull' altare,

Vol vi.

4*

contra se invicem respectantes. 31. O s quoque Iute ris intrinsecus erat in capids summitate: et quod forinsecus appar rebat unius cubiti, erat totum rotundum, pariterque habebat unum cubitum, et dimidium : in anguls autem columnarum variae caelaturae erant', et media intercolumnia quadrata, non rotunda. 32. Quatuor quoque rotae, quae per quatuor angulos basis erant, cohaerebant sibi subter basini : una rota habebat altitudinis cubitum, et semis.

lette di getto rivolle l'una verso 1' altra. 31. Eravi anche in cima alla base intcriormente la cavit per ricevere il lavatojo : e quello che ne appariva al di fuori per un cubito, era tutto rotndo, e avea ancora un cubito, e mezzo, e agli angoli delle colonne eranvi varie sculture, e lo spazio tra le colonne era quadrato, e non rotondo. 62. E le quattro ruote, che erano a' quattro angoli della base, si corrispondevano l'una all'altra sotto la base: e ogni ruota avea un cubito, e mezzo di altezza.

Vers. 3o. Sotto il lavacro certe quasi spallette ec. Sopra le itasi rano queste spallette, le quali tenevano ferma la conca incastrata per di pi nella carit, che eravi nella base. Alcuni crelooo , elie fossero quattro Cherubini, i quali sulle loro spalle tenevano quasi la conca. Vers. 31. Eravi anche in cima alla base ... la cavit ec. La parte superiore della base era concava , dovendo in essa entrare il vaso , ed era rotonda , e avea di diametro un cubito , e un cubito e mezzo di profondit: tale sembra, che possa essere il senso di questo luogo secondo la volgata. E agli angoli delle colonne ec. II piano delle basi, che era quadrato, avea a ogni angolo la sua piccola colonna arricchita di ornati diversi. Vers. 3a. Le quattro ruote ... si corrispondevano sotto la base. Le ruote aveano il loro asse sotto la base : un asse serviva a due ruote j cos una ruota corrispondeva ali' altra.

33.Tles autem rotac erant, qaales solent in curru fieri : et axes earum, et radii, et canthi, et modiolij omnia fusiIla. 34- Nam et humeruli illi quatuor per singulos angulos basis unius ex ipsa basi/i/siles, et coniuncti erant. 35. fn surnmitate autem basis erat quaedam rotunditas dimidii cubiti , ita fabrefacta , ut luter desuper posset imponi, habenscaelaturas suas , variasque sculpturas ex semetipsa. 36. Spulpsf quoque in tabu?a|s illis, quae erant ex aere, et in angulis, Cherubini, et leo/?es , et palmas, quasi in similitudinemhominis stantis, ut non caelata, sed apposita per circuitum videremur.

33.E le ruote erano come quelle che soglion farsi a'cocchi, co'loro assi, e raggi e cerchi, e mozzi, il tutto di getto. 54-Anzi anche le quattro spallette a' quattro angoli di ciascheduna base erano congiunte con essa, e di . un> solo getto colla base. 35. in cima alla base era un lavoro rotondo alto mezzo cubito, e.fatto in guisa da potervi metter sopra il lavatoio ; e avea le sue cesellature, e sculture varie, che si, sjaccavati < da esso. '"*,;, 36.'Esopj4fe!leUivole,che eran'di bronzo, e a'ioroangoli scolp de' Cherubini, e de' lioni,e delle palme (con tal arte), che pareano non iscolpiti, ma posti tutto ali' intorno, come una figura d'uomOjChe sta in piedi.

Vers. 35. E in cima alla base ec. Si parla della stessa cavit (vers. 3 ij, la quale avea un cubito e mezzo di profondit , come si detto ; ma per un mezzo cubito si alzava un cerchio ornalo auch' esso di varii lavori, che dal medesimo si staccavano.

Sy. In hunc modum 37. In tal guisa fece fecit decem ases/usu- egli le dieci basi di getra una , et mensura, to, della stessa fattura, sculpturaque consimili. e grandezza, e con simili sculture. 38. Fecit quoque de38. Fece ancora i diecem tuteres aeneos : ci lavatoi di bronzo: oquadraginta batos ea- gni lavatoio capiva quapiebat luter unus, erat- ranta bali, ed era di que quatuor cubitorum: quattro cubiti: e pos singulos quoque luteres un vaso sopra ciascuna per singulas, id est de- delle dieci basi. cem bases, posuit. 39. Et constituit deSp. E colloc le diecem bases, quinque ad ci basi, cinque dal dedexteram partem tem- stro lato del tempio, e pli, et quinque ad sini- cinque dal lato sinistro; stram : mare autem po- e la gran conca dalla suit ad dexteram par- parte del tempio tra letem templi contra o- vante, e mezzod. rientem ad meridie/n.
Vers. 36. E sopra quelle tavole ec. Sopra le tvole componenti la base erano le sculture, che son qui descritte. Vedi vers. 28. 29, Come una figura. (V uomo che sta in piedi. Quelle figure di Cherubini, lioni, ec. erano di rHievo, e al naturale come una figura d' uomo, che sta ritto. Altri riferiscono la similitudrhe ai Cherubini, come se dicesse, che questi rappresentavano un uomo , che sta in piedi. Vers. 38. Ed era di quattro cubiti. Probabilmente i quattro cubiti erano la misura dell' altezza d' ogni lavatoio, bench alcuni li credano misura del diametro. Vers. 3g. Cinque dal destro lato del tempio, e cinque dal lato sinistro. Nelle Scritture il lato destro indica per lo pi il mezzod, il sinistro il settentrione : cinque pertanto de' lavatoi furon posti sopra le loro basi da mezzod, cinque da settentrione nell' atrio de' sacerdoti tra il tempio , e 1' altare degli olocausti. Tra levante, e mezzod. La conca grande , o sia il mare di bronzo , eia dalla parte ili mezzod verso la parte orientale del-

40, Fecit ergo tiram lebetes , et seu/ras, et hamulas, et perfecit omne opus regis Salomonis in tempio Domini. 41. Columnas duas, et funiculos capitellorum super capitello, columnarum duos : et re-s t/aculaduojut operirent duos funiculos, qui erant super capita columnarum. 42, Et malogranata quadringenta in duobus retiaculis : duos versus malogranatorum in retiaculis singulis ad operiendos funiculos capitellbrum, qui erantsuper capita columnarnm-, 43. Et ^a^es-decem, et luteres decem super bases : 44 JE mare unum, et boves duodecim subter mare : 46.Jt lebetes^ et scutras , et hamulas : omnia vasa, quae fecit Hiram regi Salo/noni in

40. Feceaircora Hi* rarn pignatte, e caldaie, e bacini, e comp tutto quello che il re Saiomone gli ordin per Iotempio del Signore. 41. Le due colonne, e i due cordoni sopra i capitelli delle colonne : e le due reli, che copri* vano i due cordoni, che erano sulle cime delle colonne. 42. E quattrocento melegranate nelle due reti: due ordini di melegranate per ogni rete, la quale copriva i cordoni de'capitelli, che erano alle cime delle colonne: $5. E* le dici basi, e le dieci conche sopra le basi: 44- E la gran conca , e i dodici bovi sotto la conca: 46. E le pignatte, e le caldaie, e i bacini : lutti i vasi, che Hiram fece al re Salomone per

l'atrio de' sacerdoti, allineile /{ucsii in entrando avessero il comodo di lavarsi.

domo Domini, de auri- servigio della casa del Signore, erano di bronchalco erant. zo fino. 4$. In campestri re46. II rfi li fece fongione Jordanis fudit dere in una pianura del ea rex in argillosa ter- Giordano, in un terrera inter Sotoch, et Sar- no argilloso tra S oc o Ih than. e Sarthan. 47. E Salomone ri4?- : JBt posuit Salomon omnia vasa : pro- pose tutti questi vasi: pter multitudinem au- e atlesa la eccedente tem nimiam non erat loro moltitudine fu indicibil peso di bronzo. pondus aeris. 48. Fece ancor Saio48.JF*ecitque Salamon omnia vasa in domo mone tutto quello che Domini : altare autem, dovea servire alla casa et mensam, super quam del Signore : V altare ponerentur panes pro- d' oro, ela mensa d'oro per porvi sopra i pani positionis, auream. della proposizione. 49. E i candelabri ^g.Et candelabra aurea , quinque ad dexte- d' oro, cinque a destra, ram,et quinque ad sini- e cinque a sinistra distrami contra oraculum nanzi ali' oracolo di fiex auro puro : et quasi no oro: e come fiori di liliiflores1, et bicernas giglio , e le lucerne d' desuper aureas, etfor- oro sopra (i candelieri) e le smoccolaloie d'oro. cipes aureos.
Vers. 46- Tra Socoth , e Sarthan. Socoth era ali' oriente del Giordano , Sarthan a occidente vicino a Bethsan. Cosi la maggior parte degl'interpreti. Vers. 48. V altare d' oro, e la menta. Dovette parere a Saiomone non abbastanza ricco 1' altare , e la mensa che avea fatto Mos ; quindi fece nuovo altare, 6 nuova mensa , e il vecchio altare, e la mensa ripose nel tesoro del tempio. Eccettuata 1' arca , e il propiziatorio coi Cherubini, Salomone fece tutto nuovo nel tempio.

o. Jt hydraS) etfuscinulas, et phialas, et mortoriola, et /huribula de auro purissimo : et cardines ostiorum domus i/zterioris Sancti Sanctorum^ et ostiorum domus templi ex au~o erant. i. (i) Et perfedt omne opus, quod /ciebat Salomn in domo Domini, et intulit, quae sanctificaverat David pater suus , argentum, et aurum, etvasa, reposuitque inthesaurs domus Domini.
(i) Por. 5. i.

5o. E le idrie, e le forchette, e le coppe, e i mortai, e i turiboli d* oro finissimo: e i cardini delle porte della casa interiore del Santo de' Santi, e delle porte del tempio erano d'oro. . 61. E Salomone comp tutti i lavori fatti da lui per la casa del Signore: e vi port l'argento, e Toro, e i vasi consacrati da Davidde suo padre, e li ripose nel tesoro della casa del Signore.

Vers. 49- E i candelabri d* oro ce. In vece del solo candelabro d'oro fatto da Mos, Salomone ne pose dieci fatti per a similitudine di quello di Mos. Fedi Exod. xxxvu. Vers. 5i. Vi porto V oro, e V argento, e i vasi consacrati da Davidde. Non volle Salomone servirsi per uso proprio , n per alcun fine profano , dell'oro, e dell'argento, che avanz della massa destinata dal padre al servizio del tempio.

C A P O Vili: Dedicazione del tempio, in cui s* introduce l'arcar, empiendolo tutto la nebbia. Salamene dope una lunga orazione benedice il popolo. Numero de*buoi e delle pecore immola te in que* sta solennit. i JL une (i) congregati sunt omnes majoms natu Israel cum principibus tribuum, et duces familiarum filiorum Israel ad regem Salomonem in Jerusalem, utdeferrentarcam foederis Domini de civ/tate David, id est, de Sion. 2.Convenitque ad regem Salomonem universum Israel in mense Ethanim in solemni die, ipse est mensis septimus. 3. Veneruntque cuncti senes de Israel, et tulerunt arcani sacerdotes,
(i) a. Par. 5. 2.
Vers. a. Nel cti solenne del mese Etkanirn, Molti pel iti so~ tenne intendono la festa de'tabernacoli celebrata nel settimo mese dell* anno saero, il qual mese era il primo dell' anno civile. Altri intendono la stessa solennit della dedicazione, lacuale certamente fu avanti la festa de' tabernacoli.

1. /Allora si adunarono tutti i seniori d' Israele coi principi delle trib, e i capi delle famiglie de' figliuoli d' Israele presso al reSalomone a Gerusalemme per fare il trasporto del1' arca del testamento del Signore dalla citt diDavidde,cio daSion. 2. E tutto Israele si congreg davanti al re Salomone nel d solenne del mese Ethanim, che il settimo mese. 3. E andarono tutti gli anziani d5 Isratle, e i sacerdoti presero l'arca,

4. Et portaverunt arcam Domini* et tabernaculum foederis , et omnia vaso, sanctuarii , quae erant in tabernacolo : etferebant ea sacerdotes, et Levitae. 5. Rex autem Salomon, et omnis multitudo Israel, quae convenerat ad eum , gradiebatur cum illo ante aream , et immolabant oves, et boves absque ae~ stimatione, et numero. 6 Et intulerunt sacerdotes arcam foederis Domini in locum suum in oraculum templi, in sanctum sanctorum, subter alas Cherubim.

4 E portarono l'arca del Signore, e il,tabernacolo dell'alleanza, e lutti i vasi del santuario, che erano nel tabernacolo: e li portavano i sacerdoti, e i Le viti. 6. E il re Salomone , e tutta la moltitudine d'Israele, che si era adunata presso di lui, andavano con lui innanzi ali' arca, e immolavan pecore e bovi in copia inestimabile , e senza numero. 6. E i sacerdoti portaron 1* arca del testamento del Signore al luogo destinatole nel1' oracolo del tempio nel santo de' santi, sol' to le ale deiCberubini"

Ver. 3. I sacerdoti presero V arca. La cavarono dal tabernacolo eretto da Davidde nella citt di Sion. Ne'Paralipomeni lb.z. v. 4- si dice, che l'arca fu portata da'Leviti; ma i sacerdoti erano pur Leviti. Pu ancor intendersi, che i sacerdoti levaron 1' arca dal tabernacolo , per lo che fare dovean levarsi i veli, che la coprivano , e i Leviti la portarono involta nei suoi veli. Vedi 2. Rcg. vi. Vers. 4- -E" il tabernacolo delV alleanza. Questo tabernacolo era quello stesso fatto da Mos, che era stato lungamente in Gabaon ; donde Salomone dovette farlo trasportare in questo tempo per collocarlo nel tempio. Alcuni vogliono che anche il tabernacolo fatto da Davidde fosse allora portato nel tempio. Vers. 5. E immolavan pecore bovi ec. Offerivano queste vittime a'sacerdoti, i quali le immolavano. Credesi, che Salomone ad esempio di Davidde facesse erigere altari di sei in sei passi per Espandere appi de'medesimi il sangue delle vittime, 2. fleg.v. ,3.

7 Perocch i Cheru7- Siquidem Cherubim expandebant ttlas bini stendevano le lro super locum arcae , et ale sopra il sito dell'arprotegebant arcam, et ca, e adombravano superiormente 1' arca, <? vectes e;ws desuper. e sue stanghe. 8. Cumque eminerenl 8 E le stanghe, le vectes, et apparerent quali spuntavano in summitates eorum fo~ fuora (talmente che le ris sanctuarium ante o- loro estremit si vederaculum, non appare- vano fuori del santuabant ultra extrinsecus, rio dinanzi all'oracolo) qui et fuerunt ibi usque non comparivan pi al in praesentem diem* di fuori, ed esse vi son rimase fino al d d'oggi. g. In arca autem non 9. E nell' arca non erat aliud, ( i ) nisi duae vi era altra cosa, se no n tabulae lapideae , quas le due tavole di pietra posuerat in ea Moyses postevi da Mos a Hoin Horeb, quando pepi- reb, quando il Signore git Dominusfoedus cum fece F alleanza co* fifiliis Israel, cum egre- gliuoli d'Israele dopo derentur de terra AE- che furono usciti dalla terra d' Egitto. gypti(i)Exod. 34. vj.ffeb.g. 4Vers. 6. Sotto le ale de* Cherubini, Per qusti Cherubini intendi non quelli del Propiziatorio, ma i grandi Cherubini posti nel mezzo del santuario, i quali colle loro ali toccavano di qu.fi e di l le mura dello stesso santuario, sup. cap. vi. a3. 37. Vers. 8. E le stanghe , le quali spuntavano in fuora ec. Il Santo de' Santi, quale lo avea fatto Mos, essendo asai ristretto , le stanghe dell'arca colla loro lunghezza uscivano alquanto fuora spingendo il velo , che era davanti allo stesso santuario; ma ci non fu pi nel santuario v di Saomone, che avea il doppio di lunghezza. Vers. p. NelV arca non v' era altra cosa , se non ec. S. Paolo ffelt. ne. 4. mette nel!' arca anche 1' urna d' oro piena di manna ,

10. I?actum est autem cum exissent saeerdotes de sanctuario * nebula rtiplevit domum Domini. 11. Et non poteraut $ acerdotes stare, et ministrare propter nebutam : impleverat enim gloria Domini domum Domini.

10. Or egli avvenne, che quando i sacerdoti fu|ono usciti del santuario, la casa del Signore fu ingombrata da una nebbia. 11. E i sacerdoti non potevano resistere a fare gli uffizii loro a ca gion della nebbia: perocch Ja gloria del Signore avea ripiena la casa del Signore. 12. Allora disse Sa12. Tunc ait S aioin on : (i) Dominus di- lomone : II Signore ha xit, ut habitaret in ne- detto, che avrebbe abibuia. tato nella nebbia.
( i ) - a . Par. 6, i.

f la verga d* Aronne, e cosi dovette essere ino a tanto che il tabernacolo e l'arca non ebbero luogo stabile : eretto dipoi il tempio non furon lasciate nell' arca se non le due tavole della legge, per custodia delle quali da principio fu fatta 1' arca da Mos, e 1' urna e la verga furon messe nel tesoro del tempio. Vers. io., e 11. La casa del Signore fu ingombrala ec. Introdotta 1' arca nel santuario da1 sacerdoti, e usciti questi dallo tesso santuario, Dio mand questa nebbia , la quale rappresentava, e velava la sua maest. Vedi Exod. xvi. io., xxiv. i5. 16., Tfim. ix. 15. Ps. 104. 3q. Essa ingombr il Santo de' Santi, e il Santo , e 1' atrio de' sacerdoti, e forse anche tutto 1' atrio della casa del Signore 5 onde e pel timore della maest di Dio, e perch questa nebbia offendeva i loro occhi, non potevano i sacerdoti fare gli uffizii loro. * Non potevan resistere a cagion (iella nebbia. Beati noi -quando la nebbia, che ci frastorna, non che la Gloria stessa di Pio rivelataci dalla fde, ma per l'opposto noi disgraziati quando ima diversa nebbia, o d'orgoglio, o d'altra sregolata passione, ci toglie il ben discerner 1 cose!

i 3. AEdificans aedificavi domum in habi" taculum tuum,firmissimum s oLiuni tuum in sempiternum. i4- Convertitane rex faciem suam, et benedixit omni ecclesiae Israeli omnis enim ecclesia Israel stabat. 15. Et alt Salamon : Benedictus Dominus Deus Israel, qui locutus est ore suo ad David patrem meum, et in manibus ejus perfcit, dicens : 16. A die, qua eduxi populum meum Israel de AJZgypto, non elegi civitatum de universis tribubus Israe^ utaedificaretur domus, et esset nomen meum ibi ; sed elegi David, ut esset super populum meum Israel.

13. Io con tutto l'affetto ho fabbricato una casa ( o Dio) per tua abitasone, per tuo trono saldissimo in sempiterno. 14. E il re si rivolse per augurare ogni bene ali' adunanza d'Israele: perocch tutta 1' adunanza d' Israele stava presente. 16. Indi disse Saiomone: Benedetto il Signore Dio d'Israele, il quale di sua propria boccapredisse a Davidde mio padre quello che egli colla sua possanza adempi. Or egli disse: i6.Dalgiorno, in cui io trassi il mio popolo d'Israele dalla terra d' Egitto, non mi elessi 10 una citt tra tutte le trib d'Israele, affinch vi si edificasse una casa, la quale portasse 11 mio nome: ma elessi Davidde affinch fosse capo dei mio popol d'Israele.

Vers. i?.. // Signore ha fletto ec. Vedi Levit. xxvi. 9.. Vers. 14. E il re si rivolse ec. Egli era nell' atrio del popolo, dov' era una specie di tribuna fatta pel rer a. Parai, vi. 13.

17-(O VoluitqueDavid pat*r meus aedificare domum nomini Domini Dei Israel : 18. Et alt Dominus ad David patrem meum: Quod cogitasti in corde tuo aedificare domum, nomini meo , bene feci" sti, hoc ipsum mente tractans : 19. Verumtamen tu non aedificabis mihi domum, sed filius tuus qui egredietur de renibus tttis, ipse aedificabit domum nomini meo. 2 o. Confirmavit Dominus sermonem suum quem locutus est : steti^ue pro David patre meo, et sedi super thronum Israel, sicut locutus est Dominus-, et aedificavi domum nomini Domini Dei Israel. 21. Et constitui ibi locum areae,in quafoeV/us Domini est, quod percussit cum patribus nostris, quando egres(i) 2. Reg. 7. 5.

17. Or Davidde mio padre fabbricar voleva una casa al nome del Signore Dio d'Israele: 18. Ma il Signore disse a Davidde mio padre: quando tu pensasti in cuor tuo di edificare una casa al mio nome , ben facesti tu, formando nella tua mente tal disegno: 19. Tu per non edificherai a me questa casa, ma s il tuo figliuolo generato da te, egli edificher una casa al nome mio. 20. Il Signore ha condotta ad effetto la parola, che a ve a pronunziata, e io son venuto in luogo di Davidde mio padre, e mi sono assise sul trono d'Israele come avea detto il Signore, e ho edificata una casa al nome del Signore Dio d' Israele. 21. E in essa ho scelto il suo luogo all'arca, in cui sta il testamento del Signore fermalo da lui co' padri nostri

22 Stetit autem Salomon ante altare Domini in conspectu ecclesiae lsrael,et expandit manus suas in coelum, 23. Et ait: Domine Deus Israel, non est smiKs lu Deus in eoe* lo desuper, et super ter' ram deorsum : qui custodis pactum, et misericordia m servis tuis, qui ambulant coram te in toto corde suo.

si sunt de terra Agy- allorch uscirono dlia terra d' Egitto. pti.

24. Qui custodisti servo tuo David patrimeo, quae locutus es ei : ore loculus es, et manibus perfecisti, ut haec dies probat^ 26. Nunc igitur, Domine Deus Israel, conserva famulo tuo David p atri meo, quae locutus es eidicens: ( i ) Non auferetur de te vir coram me , qti sedeat super
(i) i. Reg.-j. 12.

22. Indi Salomone si stette in piedi dinanzi ali' altare del Signore al cospetto di tutta l'adunanza d' Israele , e stese le mani sue verso del cielo, 23. E disse : Signore Dio d'Israele, non v' ha Dio simile a te n su in cielo, n quaggi in terra: tu se', cbe il patto mantieni, e la tua misericordia a' tuoi servi, i quali le tue vie han battute con tutto il cuor loro. 24. Tu hai mantenute le parole dette d^a te al padre mio Davidde tuo servo: di tua bocca tu le dicesti, e colle mani le hai adempiute, come questo giorno il dimostra. 26. Adesso adunque, o Signore Dio d'Israele, mantieni al tuo servo Davidde padre mio la parola datagli da te, quando dicesti : Non mancher di tua stirpe

fhronum Israel: ita tamen si custodierint filii toviam suam, utamblent coram me, sicut tu ambulasti in conspectu meo.

20. Et nunc, Domine Deus Israel^ Jirmentur verba tua quae locutus ss servo tuo David patri meo. Z'j.Ergoneputandum est quod vere Deus habitet super terram ? Si enim coelum, et coeli coelorum te capere non possunt, quanto magis domus haec, quam aedificavi .? 28. Sedrespice ad orationem servi tui, et ad preces ejus. Domine Deus meus : audi liyrn* num, et orationem quam serv/s tuus orat coram te hodie: 29. Ut sint oculi tui aperti super domum hanc nocte, ac die : super domum, de qua dixisti; ( i ) Erit nomen
( i ) Denl. >.. M .

giammai chi segga dinanzi a me sul trono d' Israele: purch per veglino i tuoi figliuoli sopra i loro andamenti, in tal guisa che camminino dinanzi a me, come tu hai camminato nel mio cospetto. 26. Or adunque, SgnoreDiod'Israello, stieno salde le tue parole dette da te al tuo servo Davidde mio padre. 27. E egli adunque credibile, che Dio abiti veracemente sopra la terra ? Perocch se il cielo, e gli altissimi cieli non possbn capirti, quanto meno questa casa edificata da me? 28. Ma volgiti ali' orazione del tuo servo, e alle sue suppliche, o Signore Dio mio: ascolta l'inno, e la preghiera, che fa oggi a te il tuo servo. 2y. Sieno aperli di notte, e di giorno i tuoi occhi sopra di questa casa, sopra la casa> di cui dicesti; Ivi sar U

me firn ibi: ut exaudias nome miojtalmenteche oratione/n, quam orat la preghiera, che a te fa in loco isto ad te servus in questo luogo il tuo servo, sia esaudita da tuus. te. 3 o. Ut exaudias de* 30. E tu ascolti le precationem servi tui, suppliche del tuo servo, et populi tui Israel^ quod- e del tuo popolcxd' Icumque oraverint in lo- sraele, di qualunque coco isto : et exaudie*s in sa ti preghino in queloco habitaculi tui in sto luogo: ora gli esaucoelo, et cum exaudieris, dirai tu dal luogo di tua abitazione nel cielo, ed propitius eris. esauditili farai loro misericordia. 31. Se un uomo avr 3i. Si peccaverit homo in proximum suum, peccato contro il suo et habuerit aliquod ju- prossimo, il quale esiramentum, quo teneatur ga da lui, che si leghi astrictus; et veneritpro- con giuramento, ed egli pter juramentum coram verr per fare suo giualtari tuo in domum ramento nella tua casa tuam, dinanzi al tuo altare,
Vera. 29, Ivi sar il mio nome. Ivi sar adorato, onde la casa porter il nome mio, il nome del vero Dio. Vers. 31. // quale esiga da /IH, che ti leghi con giuramenti. Vedi a. Parai. \\. aa., il qual luogo parallelo dimostra, che il senso di questo versetto quello che si espresso nella traduzione. In alcuni casi la legge ordinava, che si stesse al giuramento di colui, che era stato accusato. Per esempio un depositario, che negava il deposito. Vedi Exoc. xxu. 11. Salomone prega il Signore , che non lasci impunita 1' empiet di colui, che avr ardimento di giurare il falso dinanzi a lui nel suo tempio. S. Agostino, Uh. xvii. cnp. 8. de civ., racconta, che si conducevano all'oratorio di s. Stefano , quei che erano sospetti di qualche delitto , perch ivi si purgassero col giuramento, e clic quando giuravano il falso , erano puniti da Dio , come vedesi ne' fatti , che ivi racconta lo stesso santo. Vedi ancora Greg. Tnron. lib. vui. 16,

2. Tu exaudies in coelo, et facies, et;udicais servos /uos, condemnans impiumi et reddens viam suam super caput ejus , jus tificansque jus tum , et retribuens ei secundum justitiam suam. ' 35. Si /gerit populus tuus Israelinimicos suos ( quia peccaturus est ti^i ) , et agentes poenitentiam, et confitentes nomini tuo, venerint, et oraverint, et deprecati te fuerint in domo hac ; 34 Exaudi in coelo, et dimitte peccatum populi tu/ Israeli et reduces eos in terram, quam dedisti patribus eorum. 36 Si clausum fuerit coelum , et non pluerit propter peccata eorum, et orante*? in loco isto poenitentiam egerint nomini tuo, et a peccatis suis conversi fuerint propter afjlictionem suam : ^6.Exaudi eos in coelo , et dimitte peccata

3a. Tu ascolterai dal cielo, e renderai, e farai giustizia a' tuoi servi , condannando 11 empio, e facendo sul capo di lui cadere il suo fallo, e giustificando il giusto, e ricompensando la sua giustizia. 33. Se il tuo popolo d' Israele sar stato messo in fuga da' suoi nemici ( perocch egli peccher contro di te), e facendo penitenza, e dando gloria al nome tuo verranno a porgere a te orazioni e suppliche in qusta casa; 34* Esaudiscili tu dal cielo, perdona il peccato al popol tuo d' Israele, e riconducilo a quella terra, che fu da le data ai padri loro. 35. Se il cielo sar chiuso, e pioggia non cadr a motivo dei loro peccali, e orando in questo luogo faran penitenza in onordel tuo nome, e nella loro afflizione si convertiranno dalle loro iniquit: 36. Esaudisci tu dal cielo, e perdona i pec6 *

servorum tuorum, et populi tui Israeli etostenae eis viam bonam per quam ambulent, et da pi via m super terrarii team, quam dedisti populo tuo in possessione/re. 07. Fame s si oborta fuerit in terra, aut pestilenza, aut corruptas aer, aut erugo, aut locusta, vel rubilo, et af~ ftixerit eum inimicus e;us portas oksidens, omnis plaga 9 universa in* firmitas, 38. Cuncta devotatio et imprecatio , quae accider/t omni homini de populo tuo Israele si quis cognoverit plagam cordis sui, et expanderit manus suas in domo hac, 3$. Tu exaudies in eoe lo in loco habitaonis tuae, et repr&pitiaberis et facies, ut des unicuique secundum omnes

eti de' servi tuoi, e del popol tuo d' Israele : e mostra ad essi la buona strada, per cui debbono camminare, e d pioggia alla terra, di cui desti il dominio al tuo popolo. 37. Se la fame, o la pestilenza invader il paese, o l'aere corrotto, o le locuste, o il fuoco salvatico, s' ei sar devastato dall' inimico, che assedii le sue citta, in qualunque flagello, in qualunque calamit, 38. Ogni volta che qualsivoglia uomo del tuo popolo d'Israele ricorrer a te qon voti e preghiere, ogni volta che alcuno riconoscendo la piaga del proprio cuore, alzer a te le sue mani in questa casa, 3g. Tu esaudirai dal cielo, da quel luogo di tua abitazione,e ti renderai propizio, e darai a ciascheduno secondo

Vers. 38. Riconoscendo la, piaga del proprio cuore. Riconocendo la ragione de' suoi mali nelle colpe, onde reo contro di te.

**ias suas, sicut videro le sue operazioni, secor ejus (quia tu nnsti condo quel che vedrai solus cor omnium filict- nel suo cuore (perocch a te solo son manirum hominum) , festi i cuori di tutti i figliuoli degli uomini), l\Q.Ut timeant te cun4o. Affinch ti temactis diebus , quibus vi' no.finch vivono sopra vunt super faciem ter- la terra data da te ai rae, quam dedsti patri- padri loro. bus nostris. 41. Insuper et alieni4.1. Ma lo straniero gena, qui non est de ancora, che non apparpopulo tuo Israel, cum tiene al popol tuo cT lv/zerit de terra longin- sraele , quando da riq u propter nomen tuum moto paese verr per (audietur enim nomen amor del tuo nome(contuum magnum , et ma- ciossiach si spander nus tuafords , et bra- dappertutto la fama del chium tuum extentum nome tuo grande, e delubiqu), la possente tua mano, e dell* operante tuo braccio ), 4. Cum venerit ergo, 42. Quando adunque et oraverit in hoc loco, egli verr a far orazione in questo luogo,

Vers. Sg. Darai a ciascheduno secondo le sue operazioni, /econdo che Sedrai fc. Dio guarda pi al cuore , e a' fatti, ebe alla lingua , e alle parole. * Secondo quel che vedrai. Che leggerai nel suo cuore. Vers, 41- k straniero ancora ec. Si videro in effetto e durante il primo tempio , e dopo la ristorazione fattane da Zorobabele, gli stranieri concorrere ad adorare il vero Dio nel tempio di Gerusalemme. Le liberalit usate io onere dello stesso tempio da Ciro, da Artaserse , da Alessandro M., da Tolomeo Filadelfo , da Seeuco, e da molti Romani, son riferite da Giuseppe ebreo.

- 43. Tu exaudies in coelo, 7t firmamento habitacuti tui ; et facies omnia, pro quibus invocaverit te alienigena: ut discant universi populi terrarum nomen tuum timere, sicut populus tuus /srael, et probent, quia nomen tuum invocatum est super domum hanc quam aedificav. 44- Si egressws fuer/t populus tuus ad bel luni contra inimicos suos per viam, quocumque miseris eos , orabunt te contra viam civitatis , quam elegisti, et contra domum, quam aedficavi nomini tuo, 45. Et exaudies in coelo oraliones eorum, et preces eorum, et facie,s judicium eorum. 46. Quod si peccaverint ( (i) non est enim homo, qui non peccet),

4^. Tu lo esaudirai dal cielo, dal frniamnro, su cui tu risiedi, e farai tutto quello che chieder a te lo stranieto: affinch! popoli tutti del mondo imparino a temere il tuo nome, come il popol tuo d' Israele, e riconoscano come da te ha nome questa casa edificata da me. 44- Se il tuo popolo ander a far guerra ai suoi nemici, dovunque sar mandato da te, e t'indirizzer le sue preghiere rivolto alia citt eletta da te, e alla casa edificata da me al tuo 4 nome, 46. Tu esaudirai dal cielo le loro orazioni, e le loro suppliche, e renderai loro giustizia. 4^- Che se eglino peccheranno contro di te (perocch uomo non v3

(i) 2. Par. 6. 36. Eccles. 7. 21. i. Joan. i. 18.

Vers. 44* Rivolto alla citta ... e alla casa ec. Tale era 1' uso degli Ebrei. In qualunque luogo si ritrovassero, si volgevano, facendo orazione, verso Gerusalemme, e verso il tempio, fedi Dan. vi, io.

et iratus tradideris eos inimicis suis , et captivi duc fuerint in terram inimicorum longe, vel prope. 4? &* egerint poenitentiam in corde suo in loco captivitatis, et conversi deprecati te fuerint in captivitate sua, dicentes : Peccavimus, inique egimus, impie gessimus : 48. E* reversi fuerint ad te in universo corde suo, et tota anima sua, in terra inimicorum suorum, ad quam captivi ducdfuerint j .et oraverint te contra viam terrae suae, quam dedisti patribus eorum, et civitatis, quam elegisti, et templi, quod aedificavi nomini tuo : ^ 4p. "Exaudies in coelo, infirmamentosolii tui, orationes eorum, et preces eorum, et facies }u dicium eorum :

ha, che non pecchi), onde tu mosso a sdegno gli abbi abbandonati in potere dei loro nemici, e sieno menati schiavi in terra nemica lungi, o dappresso, 47. Se nel luogo di loro schiavit faran di cuore penitenza, e si convertiranno, e nel loro servaggio ti supplicheranno, e diranno : Abbiam peccato, abbiamo operato iniquamente, empie cose abbi am fatte : 48. E ritorneranno a te con tutto il cuor loro, e con tutta l'anima, nel paese nimico, dove sono stati condotti in ischiavit, e a te faranno preghiera rivolti verso del loro paese dato da te a* padri loro, e verso la citt eletta da te, e verso il tempio edificato da me al tuo nome: 4p. Tu esaudirai in cielo nel firmamento, su di cui posa il tuo trono, le loro orazioni, e le loro^uppliche,e prenderai le loro difese:

.o. Et propitiaberis populo tuo, qui peccavit tibi, et omnibus iniqui* tatibus earum quibus prevaricati sunt in te: et dabis misericordia coram eis, qui eos eaptivos habaerint,ut misereantur eis. 6 i.Populus enim tuus est et haeredtas tua , quos eduxisti de terra AEgypti, de medio fornacis ferreae. 62. Ut sint oculi tui aperti ad deprecatone w servi tui et populi tui Israeli et exaudias eos in universis pro quibus invocaverint te\ 63. Tu enim separasti eos libi in haereditatem de universis populis terrae, sicut locutas es per Moysen servum tuum, quando eduxisti patres nostros deAEgypto, Domine Deus. bi\.J?actum est autem cum complevisset Salomon orans Dominum omnem orationem, et

o.E propzio ti renderai al popol tuo, che pecc contro di te, e tutte le iniquit, colle quali avranno prevaricato contro di te, e ispirerai misericordia a coloro, che li tfengono in ischiavit , affinch li trattino benignamente. 61. Perocch eglino sono tuo popolo, e tua eredit, cui tu traesti dalla terrad'Egitto,dalla fornace di ferro. 62. Sieno aperti i tuoi occhi alle preghiere del tuo servo, e del popolo tuo d* Israele, ed esaudiscigli in qualunque occasione t' invocheranno : 63. Perocch tu li separasti da tutti i popoli della terra per esser tua eredit, come dicesti per bocca di Mos tuo servo, allorch i padri nostri menasti fuora dell'Egitto Signore Dio. 64- Or dopo che Salomone ebbe (milo di fare tutta questa orazione e preghiera al S-

direcationem hanc, surexit de conspectu ^.taris Domini : utrumjf u'enim genu in terraw fixerat, et manus ? expajidtrat in coelum. 65. Stetit ergo, et benedixit omni ecclesiae Israel voce magna, dicens : 56. Benedictus Dominus,quidedit requiem populo suo Israele juxta omnia, quae locutus est: noncecidit ne unus quidem sermo, ex omnibus bonis , quae locutus est per Moysen servum suum. 6 7. Sit Dominus Deus noster nobiscum % sicut Vit cum patribus nostris , non derelinquens nos, neque projiciens. 58. Sed inclinet corda nostra ad se, utambulemus in universis viis e;us,etcustodiamus

gnore, si alz egli dal cospetto dell'altare del Signore: perocch avea posate sopra la terra ambedue le ginocchia, e teneva stese le mani verso del cielo. 65. Stando adunque in piedi benedisse tutta 1' adunanza d' Israele ad alta voce dicendo: 56. Benedetto il Signore , che ha data la pace al popolo suo d'Israele, secondo tutte le promesse, che avea fatte : neppur una parola non cadu,ta per terra rispetto a tutti quei beni, ch' egli promise per bocca di Mos suo servo. 67. Sia il Signore Dio nostro con noi, come fu co' padri nostri, ed egli non ci abbandoni, e non ci rigetti. 68. Ma i cuori nostri inclini verso di lui, affinch nelle sue vie camminiamo senza ri-

Vers. 54- Avea posate sopra la terra ambedue le ginocchia. Gli Ebrei ordinariamente pregavano stando ritti. Qui Salomone per estremo affetto e umilt era inginocchiato davanti al tempio, sempio, che vedrem dipoi imitato da altri.

serva, e osservisi^ i suoi precetti, e le ue ceremoriie, e g'in*., gnamenli dati ai pad* nostri. 69. Etsintsermones 69. E le parole di mei is ti> quibus depreca- questa orazione fatta tila sum coram Domi' da me dinanzi al Sino&ppropinquantes Do- *gnore,sieno presenti al mino Deo nostro die , Signore Dio nostro di ac nocte, ut faciat judi- giorno, e di notte affincium servo suo, populo . ch egli sia favorevole suo /sraelper singulos in ogni tempo al suo dies: servo, e al popol suo d'Israele : 60. Ut scant omnes 6\>. E riconoscano populi terrae, quia Do- tutti i popoli della terminus ipse est Deus, et ra, come il Signore egli non est ultra absque eo. Dio, e altro non bayvene fuori di lui.. 61. Sit quoque* cor 61. E parimente il nostrum perfectum cum cuor nostro sia retto Domino Deo nostro, ut inverso il Signore Dio ambulemus in decretis nostro; talmente che aejus , et custodiamus dempiamo i suoi comandata ejus, sicut et mandamenti, e osserhodie, viamo i suoi precetti, come pur oggi facciamo. 62. Igitur rex, et om6*2. 11 re adunque, e nis Israel cum eo , im- con lui tutto Israele molabant victimas co- immola vano vittime diram Domino. nanzi al.Signore. 63. Mactavitque Sa63. E Salomone scanlomon hostiaspacificas, n, e immol al Signoquas immolavit Domi" re in ostie pacifichi ven-

mandata ejus, et caeremonias ejus, et judicio, quaecumque mandavit patribus nostris.

nofioumviginti duo millia, toviumcentum vigintimillia : et dedicaveruni templum Domini rex, et filii /srael. 64-/n die i/la sanc/ificavitrex medium atrii, quod erat ante domum Domini: fecit quippe holocaustum ibi, et sacri" ficium, et adipem pacijicorum : quoniam altare aereum , quod erat coram Domino, minus erat, et caper e non poterat holocaustum, e sacriftcium, et adipem paci/icorum. 66. Fecit ergo Salo mon in tempore illo f stivitatem celebrem, et omnis Israel cum eo, multitudo magna ab introitu Emath usque ad rivum AEgypti , coram Domino Deo nostro, se-

tidue mila bovi, e cento venti mila pecore: e il re, e i figliuoli d' Israele dedicarono il tempio del Signore. 64 i*1 qul medesimo giorno il re consacr la parte di mezzo dell' atrio, che era dinanzi alla casa del Signore: perocch ivi offerse olocausti, e vittime, e il grasso delle ostie pacifiche, perch l'altare di bronzo, che era dinanzi al Signore, non era sufficiente a capire gli olocausti, e i sacrifici!,e il grasso delle ostie parifiche. 66. Fece adunque allora Salo mone una celebre solennit, e con lui tulio Israele ratinato in gran folla dalle strelte di Emath fino al torrente d' Egitto dinanzi al Signore Dio

Vers. 64. Consacro la parte di mezzo dell1 atrio. Fece consacrare da' sacerdoti la parte di mezzo dell' atrio de' sacerdoti, facendovi ergere un altro altare, perch 1' unico altare degli olocausti non era sufficiente per tante vittime. Vers. 65, Ratinalo in gran folla dalle strette, di Emath et, Da un' estremit ali' altra del regno. Vedi Jbjt. xxviii. 3., Niun. xm. 22. Per quattordici giorni. Sette della dedicazione, e sette del la festa de' tabernacoli.

ptem diebus, et septem nostro, per sette giordiebus^ id est, quatuor- ni, e per sette altri gioni, vale a dire per quatctecim diebus. tordici giorni. 66. E l'ottavo gior66. Et in die octava dimisit populos: qui be- no licenzi i popoli, i nedicentes regi , profe- quali benedicendo ilre% cti sunt in tabernacula se ne tornarono alle lo-. sua laetanteS) et alacri , ro tende col cuore lieto, corde super omnibus e pien di gaudio per ons quaefecerat Do- tutti i benefizii fatti dal minus David servo suo, Signore a Davidde suo servo, e ad Israele suo et Israel populo suo. popolo.
C A P O IX.

Il Signore apparisce per la seconda volta a Salo/none, e gli ordina di osservare i precetti , aggiungendo le minacce ove li trasgredisca. Salomone edifica molte citt, e mandata la sua flotta a Ophir , ne ritrae moltissimo oro. i^. Lactum est autemcum perfecisset Salamon aedificiurn domus Domini, et aedificium regis * et omne , quod optaverat, et volueratfacere i. /Avendo dunque Salomone compiuta ia fabbrica della casa del Signore, e del palazzo reale, e tutto quello che aveva intenzione , e bramosia di fare,

Vers. 66. E V ottavo giorno licenzio ec. Finito 1* ottavo giorno del secondo settenario, diede licenza a tutto il popolo di ritirar: , e ii popolo si ritir a' ventitr del mese, 2, Parai, vii, io.

2* Apparuit ei Dominus secundo, (i) sicut apparuerat ei in Gabaon. S.Dixitque Dominus ad eum: Ex audivi orationem tuam , et deprecationem tuam, quam deprecatus es coram me: sanctificavi domum hanc, quam aedficasti ut ponerem nomen meum ibi in sempiternum, et erunt oculi mei, et cor meum ibi cunctis diebus. t\:Tu quoque siambulaveris coram me, sicut ambulavit pater tuus in simplicitate cords , t in aequitate ; et fece" ris omnia, quae praccapi tibi, et legitima mea, et judicia mea servaveris, 6. (2) Ponam thronum regni lui super /(i) Slip. 3. 5. 2. Far. 7. ir. (a) 2. Reg. 7. 12. 16.

2. Gli apparve il Signore per la seconda volta , come gli era ap* parilo a Gabaon. 5. E il Signore disse a lui: Io ho esaudita la tua orazione, e le suppliche, che tu hai fatte dinanzi a me : ho santificata questa casa edificata da te, affinch ella porti in sempiterno il mio nome, e gli occhi miei, e il mio cuore saran fissi su questo luogo in ogni tempo. 4- E parimente se tu camminerai dinanzi a me, come cammin il padre tuo, con cuor semplice, e retto, e farai tutto quello ch' io ti ho comandato, e osserverai le mie leggi, e i miei comandamenti, 6. Io stabilir il trono del tuo regno so-

Vcrs. 2. Gli apparve il Signore ec. La notte stessa dopo la dedicazione del tempio , e dopo 1' orazione fatta da Salomone , il Signore gli apparve , come gli era apparito in Gabaon , cio la notte in sogno , cap. HI. 5. Ci essendo , si potrebbe tradurre il Signore gli era apparito ec- perch non paia 1' apparizione differita fin dopo il compimento dato alla fabbrica del palazzo reale , e di tutte 1' altre sue fabbriche.

srael in sempiternum, sicut locutus sum Da vid patri tuo, dicens : Non auferetur vir de genere tuo de solio Israel. 6. Si autem aversione aversi fueritis vos, et filii vestri non sequentes me nec custodientes mandata mea et cavremonias meas, fjuas proposui vobis t sed abieritiS) etcoluertis deos alienos, et adoraveritis eos, j.Auferam Israel de superficie terrae, quam ded/eis: et templum, quod sanctificavi nomi ni meo, projiciam a con spedii meo, eritque /sr#e/ i/* proverbiimi^ et injabulam cuncti populis.

pra Israele in eterno, conforme promisi a Davidde tuo padre, dicendogli: Non mancher di tua stirpe chi segga sul trono d'Israele. 6. Ma se mai vi ritirerete voi, e i vostri figliuoli dal seguir me, e dall' osservanza dei miei precetti, e delle cerimonie, che io vi ho ordinate, anzi anderete dietro agli dei stranieri, e loro renderete culto, e gli adorerete: 7. Io sveller Israele di sopra la terra datagli da me, e il tempio cui io consacrai al mio nome, e lo rigetter dal mio cospetto, e sar Israele IQ scherno, e la favola di tutte le genti.

Vers. 7. E il tempio ... lo rigetter ce. Dio prevedeva , che gli Ebrei troppo carnali avrebber posto una gran fidanza nel tempio , 1' unico che avesse il vero Dio sulla terra, tempio , in cui avea dati segni tanto visibili di sua bont. Gli avverte qui adunque a non presumere di tal privilegio in maniera, che trascurando la vera piet , e la sincerit de' costumi, abbiano a meritarsi, che Io stesso tempio sia pelle loro iniquit rigettato da lui, e abbandonato alla desolazione. Vedi Jerem. vii. 4- Le minacce di Dio ebbero pur troppo P effetto, e pi volte. * Sveller Israele ... e sar la favola di tutte le genti. Dovr dunque sussistere, bench dispersa, la nazione giudea fino alla consumazione de'secoli, acci finalmente aprendo gli occhi

8. Et domus haec erit in exemplum : omnis, qui transierit per eam s/upebit, et sibilabit, et dicet: (i) Quare fecit Dominus sic terras huic et domui huic ? g* Et respondebunt i Quia dereliquerunt Dominum Deum suum, qui eduxit patres eorum de terra AEgypti, et securi sunt deos a/ienos, et adoraverunt eos, et co~ Luerunt eos: idcirco induxit Dominus super eos omne malum hoc. io. (2) JSxpletis autem annis viginti postquam aedificaverat Salamon duas domos, id est domum Domini , et domum regis.
(i) Detti. 29. 24. Jer. a?,. 8.

8. E questa casa sar un esempio: chiunque le passer davanti rimarr stupefatto, e dar in esclamazioni, e dir: Per qual motivo ha egli i! Signore trattato in tal guisa questo paese,e questa casa? o. E sar loro risposto: Perch hanno abbandonato il Signore Dio loro, il quale trasse i padri loro dalla terra d'Egitto, e sono andati dietro agli dei stranieri, e gli hanno adorati, e serviti ; per questo il Signore ha mandato sciagure lali sopra di essi. i o. Passa ti dipoi venti anni, ne' quali Saiomone edifico due case, cio la casa del Signore, e la casa del re,

(7.) a. Pnr. 8. i.

del cuore alla verit, venga illuminata e salvata essa pure. V. ir. Cor. ni. v. 11. Vers. io. Passati venti anni. Sette anni e mezzo dur la.fabbrica lei tempio, dodici e mezzo furono spesi nelle altre fabbriche.

il, (Jiram rege Tyri prabente Salomni ligna cedrina, et abiegna, et aurum juxta omne , quod opus habuerat ) tunc dedit Salamon Hiram viginti oppda in terra Galileae. 12. Et egressus est 'ffiram de Tyro, ut videret oppida, quae dederat ei Salomor , et non placuerunt ei. tS.Etait: Ha cecine sunt civitates\ quas dedist, mihi, frater ? Et appellava eas terram Ckabul, usque in diem itane.

11. ( Avendogli Hiram re di Tiro sommi, nistrati i legnami dicedro e di abete, e l'oro, di cui egli pot aver bisogno)allora diede Sa* lomone ad Hiram venti citt nel paese della Galilea. 12. E Hiram part da Tiro per vedere le citt dategli da Salomone, e non gli piacquero. 13. E disse: Son elle n o queste le citt, che tu, o fratello, mi hai date? E pose toro il nome di terra di Chabul, come pur oggi si dice.

Vers. ii. Difi^e Sdiamone ad Hiram venti citta. Queste citta rano nella Galilea presso alla trib di Aser, e intorno ad Aczib, e a Tolemaida. Salomone diede ad Hiram queste citt in ricompensa degli operai mandati a servire nelle fabbriche, e anche delle soiame di denaro mandategli dallo stesso Hiram. Accusano alcuni Salomonejper aver ceduto a un principe straniero, e infedele, una porzione dell'eredit del Signore contro la proibizione della legge..Levit, xxv. a3. Ma rispondesi, che il paese di Chabul non pare, che fosse compreso dentro i limiti della terra destinata da Dio alla stirpe di bramo, anzi il'contrario rilevasi da Giosu xix. 27. ; onde credesi, che quel paese fosse conquistato da Salomone, e fosse abitato da idolatri, i quali pegli accidenti della guerra fossero dispersi in gran parte , o menati in ischiaviti, Io che apparisce ancora da' Paralipomeni, lb. a. cap. vin. 2., dov si dice, che queste citt rifiutate da Hiram , Salomone le ristor , e vi mand coionie d'Israeliti. Vers. 13. Terra di Chabul, Giuseppe ebreo dice , che in lingua de* Fenici questo vuol dire terra spiacente. Non. certa la significazione di questa voce nell' ebreo.

14. Mist quoque Hiramati regem Salomortem centum viginti talenta auri. 15. jffec est summa expensarum, quam obtulit rex Salamon ad aedificandam domum Domini, et domum suam et Mello, et murum Jerusalem , ei Heser, et Mageddo, et Cazer. 16. Pharao rex AJEgypti ascendit> et cepit Cazer, succenditcjue eam igni : et^ diana* naeum , qui habitabat in civitate^ interfecit, et dedit eam in dotem fi" liae suae uxori Saloftanis. 17. A Edifcavit ergo Salomoh 6zer> et Bethoron in/riorem, 18. Et Baalath et Palmiram in terra solitud inis,

i4 Hiram avea ancna mandato al re Salontone cento venti talenti d' oro. 16. Tanto spese il re Salomone nella fabbrica della casa del Signore, e della casa sua, e di Mello, e nelle mura di Gerusalemme, e di Heser, e di Maggedto, e di Gazer. 16. Faraone re d' Egitto and ali' assedio di Gazer, e la prese, e la diede alle fiamme, e dstrusse i Cananei , che abitavano la citt , e la dette per dote alla sua figliuola moglie di Salomone. 17. Salomde adunque riedific Gazer, e Bethoron inferiore, 18. EBaalath, e Paimira nel deserto,

Vers. 15. Tanto spese il re Salomone ec. Vale a dire , tanto frn'gl'aridi le *Eese fatte da Salomone nelle fabbriche qui accennate , che i'n sse consum non solo le infinite sue ricchezze, ma anche cento venti talenti d' oro mandatigli da Miram, E Mello. Era la valle , che Davidde intraprese di colmare! a. Reg. v. q. e Salombne termin quest' opera. Sembra , che almeno una paste del palazzo pella figliuola di Salomone fosse ivi fabbricato. Vers. 16. Ando alP assedio, di Gazer. Giosu avea presa questa citt, Jos. x. 33. xn. 12.: i Cananei l'arcano ripigliata, e l'avean tenuta fino a que$to tempo.

i g. Et omnes vicos, qui ad se pertinebant, et erant absque muro , munivit, et civitates currunm, et civitates equitum, et quodcumque ei placuit, ut aedificaret in Jerusalem, et in Libano, et in omni terra potesfatis suae: o. Universum populum, qui remanserat de Amorrhaeis , et Tfetftaeis, et Pherezaeis, et Hevaes, et Jebusaeis, qui non sunt de filiis Israeli 21. Uorum filzos, q ui remanserant in terra, quos scilicet non potuerant filii Israel ex ter-

19. E tutti i borghi che appartenevano a lui, ed ran senza muraglie, ei li fortific, e le citt de' cocchi, e le citt dei soldati a cavallo, e tutto quel che a lui piacque di fabbricare a Gerusalemme, e sul Libano, e in tutto il paese di suo dominio: 20. Di tutta la gente, che era rimasa degli Amorrhei, e degli Hethe, e de' Pherezei, e degli Hevei, e delli Jebusei, i quali non eran del numero de' figliuoli d'Israele : 2i.lfigliuolidi questi , che eran rimasti nel paese, perch i figliuoli d'Israele non a-

Vert. iB. E Palmira nel deserto. Questa citt fu fabbricata in quel loop da Salomone ( come racconta Giuseppe } perch ivi solameate si trovano acque ; essendo arido tutto il paese ali' intorno. Palmi ra divent molto celebre nei tempi delle guerre tra i Romani, e i Parti, e i disegni delle rovine , ch si veggono di presente, dati fuori pochi anni sono da' viaggiatori inglesi, sono manifesta prova di sua grandezza. Vdi Plin. lb. v. 2 5. Ver*, i g. E tutti i borghi. L'ebree : Le citta de1 tesori, ovvero de' magazzini ; lo che pu intendersi dei magazzini di grano, vino, olio, particolarmente quelli etc erano verso le frontiere del regno. Le citta de? cocchi. Dove stavano i cocchi in tempo d! pace, E lo stesso delle citt dei cavalli. E sul Libano. Sul Libano Salomone fabbric una fortezza di cui vedevansi le rovine a' tempi di Gabriele Sionita.

minare > fecit Salamon vean potuto sterminartributarios, usque in li, Salo mone li fece tributarj,come sono andiem hanc. che in oggi. 22. De filiis autem 22. Ma dei figliuoli Israel non constituit d'Israele Salomone non Salamon servire quem- comport, che alcuno quam : sed erant viri servisse ; ma essi erano bellatores, et ministri destinati alla guerra, e ejus, et principes, et du- ministri di lui, e princes, et praefecti cur- cipi, e capitani, e comandanti di cocchi, e ruum, et equorum. di cavalli. 23.Erant autem prin23. Ora a tutti i lacipes super omnia ope- vori di Salomone sora Salomonis praeposi- printendevano cinqueti quingen ti quhquagin- cento cinquanta capi, i tacqui hab ebani subje- quali dirigevano lamolctum populum, et sta- titudine, che era ad estutis operibus impera' si subordinata, e avevano ispezione sopra i labant. vori, ch erano loro assegnati. 24. Or la figliuola di 24. (i) Fitta autem Pharaonis ascendit de Faraone pass dalla citcivitate David in do- t di Davide alla sua mum suam, quam aedi- casa fabbricatale da Saficaverat ei Salamon : lomone : egli allora etunc aedificavit Mello. dific Mello.
(i) 2. Par. 8, ii.
Vers. ast. De*figliuoli d'Israele non comporto , servisse. Vale a dire, non impiego verun Israelita fabbriche cV egli intraprese. Vedi \. Parai vui. 9. dei cento cinquanta tre mila uomini che eran*rimasi ni accennate nel versetto precedente. che alcuno nelle tante Egli si servi delle nato

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25. Offerebat quoque Salamon tribus vicibus per annos singulos holocausta, et pacificai victimas, super altare quod aedificaverat Domino, et adolebat thjmiama coram Domino : pr/ctumque est templum. 26. Classem quoque fecit rex Salomon in Asiongaber, quae est juxta Ailath in litore mar/s flubri, in terra /dumaeae. 27. Misitque Hiram in classe illa servos suos viros nauticos, et gnaros maris, cum servis 'Salomonis. 8. Qui cum venissentin Ogairtsumptum inde aurunt quadrn~ gentorin, viginti talen-

26. Salorrione ancora offeriva tre volte Tanno olocausti, e vittime pacifiche sopra l'altare eretto eia lu, al Signore, e bruciava i profumi dinanzi al Signore: e il tempio fu condotto alla sua perfezione. 26. Fece ancora il re Salomone un' armata navale in Asiongaber, che vicino ad Elalh sul lido del mar Rosso nell5 Idumea. 27. E Hiram mand su quell'armata un numero di suoi servi intelligenti nella nautica, e pratici del mare insieme co* servi di Saiomone. 28. I quali essendo andati a Ophir, portarono al re Salomone quattrocento venti ta^

Vers. z5. Offeriva tre volte Vanno ec, Per la Pasqua, per la Pentecoste, e per la festa de' tabernacoli, ne' quali tempi la legge ordinava, che tutti i maschi si presentassero dinanzi al Signore. Egli oltre a ci avea cora che si offerissero i sacrifci ordinarii' di ogni giorno, e de' sabati, e dei noviluni!, e somministrava, le vittime, fedi . Partii, vui. 13, xxxi. 3. Vera. 36. /n Asiongaber* Questa citt collocatil da' migliori interpreti nel fondo del golfo Blanitico ad oriente di Elath sul mar Rosso.

forum t detulerunt ad regem Salomonem.

leni i d'oro, che indi ritrassero. C A P O X. Za regina di Saba va a trovar Salomone , ammira la sua sapienza , la magnificenza , e il governo ; e fatti, e ricevuti i regali, si parte. Salomone riceve da altre parti molti tributi, e dell' oro ; forma de'vasi, e degli scudi, e un trono magnifico : delle molte , e preziose sue suppellettili, de'vas/, de' coechi, e cavalli : abbondanza di argento, e di legname di cedro. i. i-T-la anche la regina di Saba, essendo pervenuta alci la rinomanza di Salomone,nel nome del Signore and a far prova di lui co'suoi ^nimnii.

i. Oed (i) et regina Saba, andila fama Salonzonis, in nomine Domini venit tentare eum in aenigmatibus.

(i) 2, Par. g. i. Mattfi, 13. 4 c. 11. 3i. Vers. 28. Ad Ophir. Sopra questo paese popolato gi dai discendenti di Ophir figliuolo di Jectan ( Gen.x. 3o. ) molle-dispute sono tra gli interpreti. Giuseppe ebreo mette Jectan coi suoi figliuoli nel paese dal fiume Cophene fino ali' Indo, e al paese de' Seri, e l dovrebbe cercarsi il paese di Ophir secondo questa opinione, la quale stata tenuta da molti, essendo cosa notissima, che tutti que' paesi dell' Indie sono ricchi di oro. Un autore moderno mette Ophir nell' istmo, che tra il Ponto Eussino , e il mar Caspio. Vedi Galmet, dissert. intorno al paese di Ophir. Quattrocento venti talenti cT oro. Ne' Paralipomeni si ha la somma di quattrocento cinquanta talenti, ma pu essere, chfc qui si dia la somma del valore del puro ro, e nei Paralipomeni la somma del valore e dell' OTO , e dell' altre cose portate dal1'armata navale di Salpinone ; imperocch! essa non porto solamente oro , ma anche altre rarit. Vedi cap. x.

2. Et ingressa Jerusalem multo cum comitat, et divitiis, camelia portantibus aromata, et aurum infintum nimis, et gemmas pretiosas, venit ad regem Salomonem, et locula est ei universa) quae habebat in corde suo.

2. Ed entrata in Gerusalemme con grande e ricco accompagnamento , e co' suoi cammelli , che portavano aromi, e oro in copia infinita, e gemme preziose, si present al re Salomqne, e gli espose lutto quello che ella avea in cuor suo.

Vcrs . i. Ma anche la regina d Saba ec. L'opinione di Teodoreto, il quale mette il regno di questa celebre donna nell'Arabia felice verso 1'estremit meridionale del mar Rosso, questa opinione combina anche colle parole di Cristo, il quale ( Mattk. XH. 4 2 -) chiamolla regina del mezzod, perch propriamente da mezzod l'Arabia felice riguardo alla Giudea ; combina an- che c<m quello che ivi si aggiunge, che questa regina veniva dagli ulimi confini della terra , perch l'Arabia stessa si avanza molto verso 1' oceano , che era riguardato come la fine del mondo. Sono anche noti i Sabei dell' Arabia , e questo paese abbondava appunto di tutte quelle cose che furono dalla stessa donna portate in dono a Salomone ; e da alcuni versi di Claudiano ( Eutrop. lib. i.) si vede, che tra que' Sabei regnavan le donne. t)el nome di questa nulla abbiam di sicuro. Ges Cristo lod la sollecitudine che ebbe questa regina di udir la sapienza di Saiomone , e coli' esempio di lei condann la trascuratezza degli Ebrei, i quali avendo tra loro, chi di gran lunga era superiore a Salomone , nissun pensiero si davano di udire le sue parole. Dal discorso adunque di Cristo s'inferisce, che la venuta di lei fu per imparare non gi la scienza delle cose naturali, o politiche , ma la scienza delle cose divine, e la vera religione. Ella fu degna perci di essere per la sua piet celebrata dai Padri, e riconosciuta come una jbella figura della chiesa delle genti, mentre (come dice s. Ilario) ella e straniera , e sconosciuta corse ad udire 1* oracolo della sapienza. In Ps. lai. Nel nome del Signore ando ec. Ispirata da lume celeste , e mossa da viva brama d'istruirsi riguardo a quel Dio, di cui avea udite raccontarsi le meraviglie a pro del suo popolo , e particolarmente le cose grandi operate sotto il regno di Salomone, venne a trovarlo per proporrli i suoi enimmi, essendo quella la maniera assai usitata di proporre le questioni pi gravi in qualunque materia.

3. Et docuit eam Salomon omnia verbo., quae proposuerat : non fuit sermo, qui regem posset latere, et non responderet ei. 4- Videns autem regina Saba omnem sapientiam Salomonis, et domum, quam aedi/icaverat, 6. Et cibos mensae ejus, et habitacula servorum, et ordines ministrantium, vestesque^ eorum , et pincernas , et holocausta , quae offerebat in domo Domini, non habebat ultra spiritimi: 6. Dixitque ad regem : Verus est sermo, quem audivi in terra mea 7. Super sermonibus tuis, et super sapientia tua : et non credebam narrantibus mihi, donec ipsa veni ,~et vidi eculis meis, et probavi

3. E Salomone la instrui sopra tulle le cose, che ella gli propose-, nissuna \e n' ebbe, sopra la quale il re fosse all'oscuro, e non le desse risposta. 4- Veggendo adunque la regina di Saba tulta la sapienza di Sslonione, e la casa edificata da lui, 6, E la imbandigione della sua mensa, e le abitazioni de' suoi servi, e i varii ordini de* ministri, e le loro vesti, e i suoi coppieri, gli olocausli, ch'egli offeriva nella casa del Signore, ella restava fuori di s: 6*. E disse al re : Vere sono le cose, che io avea sentite dire nel mio paese 7. Riguardo a'tuoi ragionamenti, e alla tua sapienza: e io non prestava fede a coloro, che me ne parlavano, fino a tanto che io stes-

Vers. 4- E l casa edificata da lui. 11 tempio del Signore, opera, di cui hanno parlato con ammirazion grande anche gli scultori gentili.

quod media pars mihi nundata nonfuerit: major est sapientia , et opera tua, quam rumor quem audivi.

8. Beati viri tui, et eati servi tui,qui stant coram te semper, etadiunt sapientiamtuam. g. Sit Dominus Deus tuus benedictus , cui complacuistl, et posuit te super thronum /srael, eo quod di/exerit Do minus Israel in sempiternum, et constimi te vregem.utfaceres judicium, etjustitiam. io. Dedit ergo regi centum viginti talenta auri, et aromata multa nimis, et gemmas pretiosas : non sunt aliata

sa son venuta, e cogli occhi miei ho veduto, e" toccato con mano, come non era stata detta a me la met del vero : la tua sapienza, e le tue opere sorpassano tutto quello che io ho sentito dire. 8. Beata la tua gente, e beati i tuoi servi, i quali si stanno sempre dinanzi a te, e ascoltano la tua sapienza. 9.Benedetto sia il Signore Dio tuo, il quale ti ha amato, e ti ha posto sul trono d'Israele, perch il Signore ha mai sempre voluto bene ad Israele, ed ei ti ha fatto re, affinch esercitassi 11 equit, e la giustizia. io.Ella adunque diede al re cento venti talenti d'oro, e molti aromi, e gemme preziose : non furono portati mai

Vers. 9. * Ti ha posto sul trono ... perche ha voluto bene ad Israele ... ed affinch esercitassi V equit , e la giustitia. Persuade la sola ragion naturale, che un principe saggio sia segno dell' amore speciale del Signore verso di un popolo , e che egli corrispondendo alle mire di lui, debba impiegare a profitto dei sudditi le sue prerogative e vantaggi.

*ltra aromqta tam mulla quam ea, quae dedit regina Saba regi Salamoni. 11. (Sedei (i) clas,sis JSTiram, quae portabat aurumde Ophir, attolit ex Ophir ligna thyina multa nimis , et ge/wmas pretiosas. 12. Fecitque rex de Iz'gnis thyinisfiliera domus Domni, et domus regiae , et citharas lyrasque cantoribus: non sunt aliata hujuscemodi ligna thyina, neque visa usque in praesentem diem). \ 3. Rex autem S alo? mon dedit reginae Sa* ba, omnia quae voluit, et petivit ab eo : exceptis his, quae ultro ob(ulerat ei munere regio:
(i) a. Par. 9. io.

pi tanti aromi, quanti ne diede la regina di Saba al re Salomone. 11. Oltre a ci 1' armata navale d Hiram, la quale portava oro da Ophir, port parimente da Ophir molto legname di tyno , e gemme preziose. 12. E il re fece del legname di tyno le ringhiere della casa del Signore , e della casa reale, e delle cetre, e delle lire pei cantori: non fu mai pi portato simil legname di tyno, n se n' veduto fino al di d'oggi. . 13. E il re Salpinone diede alla regina di Saba tutto quello che ella bram, e gli domand ; oltre a quelle cose, che volontariamente le

Vers. ii. Molto legname di tyno. La voce Tnyna dal greco, e significa quello che i Latini chiamarci! Citro, legno odoroso , di gran bellezza, che veniva dalla Mauritania a carissimo prezzo. Vedi Plin. lib. xiii. 15. 16. Vers, 12. Le ringhiere ec. Mi paruto questo il miglior senso, che potesse darsi alla voce falera in questo luogo. La voce ebrea troppo generale, come 1 latina.

Quae reversa est, et abiit in terram suam cum servis suis. 14 rat autem pondus auri, quod afferebatur Salomoniper annos singulos , sexcentorum sexaginta sex talentorum auri: 15. Excepto eo, quod afferebant viri, qui super vectigalia erant, et negotiatores, universi' que scruta vendentes, et omnes reges Arabiae ducesque terrae. 167. Fecit quoque rex Salamon ducenta scuta de auro purissimo, sexcentos auri siclos* dedit in laminas scuti unius. 17. Ettrecentas peltas ex auro probato : trecentae minae auri unam peltam vestiebant: posuitque eas rex in domo saltus Libani.

offerse con magnificenda da re. Ed ella si part, e torneasene colla sua gente al suo paese 14. Or la quantit ci oro, che era portato t Salomone anno per an* no, era di secento sessanta sei talenti d'oro: 16. Senza quello che portavano a lui quelli che a ve an la soprintendenza de* tributi, e i negozianti, e tutti i merciaj,e tutti i principi dell'Arabia, e i governatori del paese. 16- Fece ancora il re Salomone dugento rotelle d' oro finissimo, e consum secento sicli d'oro per le lamine di \ ciascheduno di questi scudi. 17. E fece trecento pelte d'oro affinato: trecento mine d'oro coprivano una pelta. E il re le colloc nella casa del bosco del Libano.

Vera. 15. E i governatori del paese. Alcuni intendono i Fi, larchi dell'Arabia, de'quali vedi Gen. xvu. 20. onde converrebbe tradurre, e i re deW Arabia che governavano quel paese ; altri per vogliono, che nelle ultime parole si parli dei satrapi dei Filistei.

18. Fecit etiam rex Salamon thronum de ebore grande/n : et ves/ivit eum auro fulvo nimis, 19. Qui iabebat seo? gradus : et summitas throni rotonda erat in parte posteriori : et duae manus hinc , atque inde tenentes sedi" le ; et duo leones sta bant juxta manus singu/as. 2O.Etduodecim leun culi stantes super sex gradus hinc* atque inde : non est factam tale opus in universis regnis. a i. Sed et omnia vasa, quibus pGtaat rex Salamon, erant aurea :

18. Fece ancora il re Salomone un trono grande di avorio, e lo rivesti d' oro gallissimo. 19. Esso avea sei gradini: la sommit del trono era rotonda dalla parte di dietro , e due brcci uno di qua, e uno di l tenevano fa sedia, e due leoni stavan presso ali' uno e ali' altro braccio. 20. K dodici piccoli leoni stavano sopra i sei gradini da una parte e dall' altra : non fu fatta mai opra tale in verun altro regno. 21. Oltre a ci tutti i vasi, ai fottii bevea il re Salomone, eran d* o-

Vers. 17. E fece trecento pelle. Trecento mine cP oro ec. Egli certo, che la pelta era pi piccola, e quasi la met dello scudo, o rotella in grandezza, essendo della figura di una mezzaluna (Isid* Org.. lib. xxviu. i*.), dove gli scudi erano rotondi, ovvero di figura ovale, e coprivano tutto il corpo del soldato. Contuttoci le pelle fatte da Salomone pesavano assai pii che gli scudi ; perocch le trecento mine fanno diciotto mila sicli a sessanta sicli per mina , laddove ognuno degli scudi non pesava pi di seicento sicli. Per la qual cosa convien dire, che le pelle fossero assai pi massicce , che gli scudi, o convien tenersi alla lezione del lesto ebreo , il quale ha non trecento , ma tre mine d1 oro. Finalmente siccome nei Paralipomeni in vece di tre mine leggesi trecento steli ( 2. Parai, ix. 16. ) si pu quindi argomentare, che la mina sia posta per cento sicli.

et universa supellex domus saltus Libani de auro purissimo : non erat: argentum, nec alicujus predi putabatur in diebus Salomonis, 23. Xjuia classis regis per mare cum classe Hiram semel per tres annos ibat inTharsis, deferens inde aurum , et argeritum , et dentes elephantorum, et simias, et pavos. 23. Magnificatus est ergo rex Salamon super omnes reges terrae, divitiis, et sapientia.

24- Et universa terra desiderabat vultum Salomonis, ut audiret sapientiam ejus, quam dederat Deus in corde ejus. 26. Et singuli defe25. E tutti gli portarebant ei munera, vasa vano ogni anno de'doargentea et aurea , ve- ni, va'si di argento, e stes, et arma bellica, a- d'oro, vesti e strumenVers. 22. Le navi del re andavano ... ogni tre anni ... a Tharsis. Generalmente credesi, che si parli .adesso della stessa navigazione, di cui vers. 11. ; onde o Tharsis in questo luogo significa il mare dell'India, o qualche porto famoso in quel mare, e vicino ad Ophir.

ro: e tutto il vasellame della casa del bosco del Libano era di Unissimo oro: non v'era argento, di cui non si facea nissun conto a tempo di Salomone. 22. Perocch le navi del re andavano in mare una volta ogni tre anni colle navi di Hiram a Tharsis: donde porlavan oro e argento, e denti di elefante, e scimmie e pavoni. 23. Fu adunque il re Salomone il pi grande di tutti i re della terra per ricchezze e sapienza. 24. E tutta la terra desiderava di veder Salomone per udir la sapienza posta da Dio nel cuore di lui.

ramata quoque,et equos^ et mulos, per annos singulos. 26. (i) Co//gregavitque Salomon currus, et quites etfacti sunt ei mille quadringenta currus, et duodecim millia equtum , et disposuit eos per civitates muntas, et cum rege in Jerusalem. 27. Fecitque ut tanta esset abundantia argenti in Jerusalem , quanta et lapidum : et cedrorum praebuit mutitudinem , quasi sycomorost quae nascuntur in campes tribus. 28. Et educebantur equi Salomonis d& AEgypto, et de Coa. Tfegor 'tiatores enim regis emebant de Co, et statuto predo perducebant.
(i).a.Pflr. i. i4-

ti da guerra , e armi, .cavalli e muli. 26. E Salomone radun cocchi e soldali a cavallo, ed ebbe mille quattrocento cocchi, e dodici mila umini a cavallo : e li distribu nelle citt fortificate, e in Gerusalemme presso aire. 27. E fece s che l'argento abbondava in Gerusalemme come le pietre : e il legname di cedro rendette tanto comune , quanto i sicomori , che nascon nelle pianure. 28. E i cavalli venivano a Salomone dall'Egitto, e da Coa.Imperocch quelli che li comperavano pel re li conducevano da Goa pel prezzo fissato.

Vere. 7. Quanto i sicomori ec. E una pianta assai comune , e assai grande della Palestina , e dell' Egitto , simile al fico die getta il suo frutto dal suo stesso tronco, frutto pero di poco gusto. Del legno di essa servivansi i poveri per le loro fabbriche.
litti.lK. IO.

Vers. a8. E da Coa. Alcuni intendono la citt di Coa nell'Arabia felice, altri quella detta Co nell'Egitto: il vero si che non abbiara iulla di cerio riguardo a questo luogo. s

29. Egrede&atur autem quadriga ex AEgypto sexcentis siclis argenti, et equus centum quinquaginta. Atque in hunc modum cuncti reges Hethaeorum , et Syriae e quos venundabant.

29. Or venivangli quattro cavalli da 11' gitto per seccato sicli di argento, e ogni cavallo per cento cinquanta; e in tal guisa tutti i re Hethei, e della Siria vendevano i lor cavalli.

C A P O XI. Salvinone sposa molte donne straniere, e da fweste sedotto agtidoli di esse sirivolge.il Signo* re sdegnato contro dilu gli muove contro Ad" da, Razon, e Jeroboam* al quale pel profeta Ahia promette il regno d? Israele, serbando una sola trib al figliuolo di Safamene* Morte di Salomone dopo quaranf anni di regnai a cui succede il figliuolo Rooamo. i. 1.1 ex autem Salamon (i) adamavit mulierem atengcnas mu/ta s, filiam quoque Pha" raonis, <?t Moaltidas, et Ammonitidas, /dumaeas, et Sidonias , et Hethaeas : (t) Deut. 17. 17. Eccl^j, ai i. iVla il re Saiomone am grandemente molte donne straniere, e anche la figliuola di Faraone, e donne di Moab, e di Ammoo, e dell5 Idumea, e di Sidone, e del paese di Heth:

Vers. 29. In tal guisa tutti i re Hethei, e della Siria vendevano ec. Si accenna, che Salomone comprava cavalli non solo dalF Egitto, ma anche dai r degli Hethei, e della Siria. Questi Hethei dovean ssere un popolo della Siria, o della Celiiiri*.

2. De gentibus, super quibus dixit Domi" ns filiis Israel: (i) Non ingrediemini ad eas, neque de illis ingredientur ad vestras : certissime enim aver' tent corda vestra, ut sequamini deos earum. His itaque copulatus est Salamon ardentis simo amore. S.jPueruntque ei uxores quasi reginae septingentae , et concubinae trecentae; et averteruntmulieres cor ejus 4. Cumque jam esset senex, depravatum est cor ejus per- mulieris, utsegueret&r deo$ aliquos : nec etat cor ejus perfectum cum Domino Deo suo, sicut cor David patri se/us.

2. Nazioni, delle quali avea detto il Signore a' figliuoli di Israele: Voi non prenderete delle lor donne, e non darete loro delle vostre ; perocch infallibilmente elleno pervertiranno i vostri cuori per farvi seguire i loro dei. A tali donne adunque si un Salomone con ardentissimo affetto. 3. Ed ebbe settecento mogli quasi regine, e trecento concubine : e queste donne gli pervertirono il cuore. 4* Ed essendo egli gi vecchio, fu per opera delle donne depravato il cuor di M fitto a farlo andare dietro rfi stranieri : e il cuore di lui non fu sincero col Signore Dio suo come fu il cuor di Davidde suo padre.

(O Exod. 34.16.
Virs. i. E anche la figliuola, di Faraone. Ella notata in particolare, come quella che pia d'ogni altea alien da Dio il cuore di Salomone. Vers. 4 Ed essendo egli gi vecchio ec. Si crede che Cglr avesse pi di cinquant* anni. Egli avea regnato con somma piet , e con infinita gloria per circa treni'anni, ma il fine fu totalmente diverso da tali principii.

6. Ma Salomone ren6. Sed colebat Salamon Astarthen deam dea culto ad Astarle Sidoniorum, et Moloch dea de' Sidoni, e a Moidolum Ammonitarum. loch idolo degli Ammoniti. 6 .Fecit Salamon quod 6*. E fece Salomone non placuerat coram quello che non piaceva Domino, etnonadim- al Signore, e non perplevit, ,, ut sequeretnr sever in seguire il SiDominum, sicut David gnore, come fece Dav.idde suo padre. pater ejus.
Vers. 5. Rendeva cullo ad Astarle ce. S. Agostino de ciV. xiv. ii. parla cosi : Crederemo noi, che Salomone uomo dilania capienza potesse giungeref.no ad immaginarsi, che fosse buono a gualche cosa il citilo degV idoli? No certamente: ma egli non seppe resistere alV affetto vrso delle sue donne, le quali 10 inducevano a commettere tanto male ; cos'i per non contristare i suoi pestiferi amori, ai quali avea dato il suo cuore , faceva quello che sapeva non esser da farsi. Lo Spirito santo, 11 quale ci racconta 1* orrenda caduta di questo principe , non ci d verun sufficiente argomento a potere sperare, che egli si convertisse , e ci lascia nell' incertezza riguardo alla saftite di un uomo stato gi tanto caro a Dio , arricchito di tanti doni celesti, pieno di sapienza , di virt , e di gloria. Imperocch 1* argomentare , come fanno alcuni, la sua penitenza da alcuni passi, che trovami nell' Ecclesiaste , e ne' Proverbii, egli un addurre in prova di un fatto incerto una cosa non meno incerta, volendosi ( con buon fondamento) da molti, che 1' uno e P altro libro sia di dja anteriore a' suoi falli. 1 Padri stessi, e gli autori ecclesiastici sono tra loro divisi ; onde qualunque cosa possa dirsi per 1' una , o per 1' altra parte , il dubbio rester indeciso , e avreni sempre motivo di temere, che Salomone , il diletto di Dio, il di cui regno pacifico e glorioso fu figura del regno di Cristo , quel principe, di cui si serv lo Spirito santo per arricchire la chiesa di varie Scritture sacre e canoniche, quel principe , che fu per lungo tempo l'esempio dei giusti non meno, che dei regnanti, divenuto prevaricatore sia perduto in eterno. Qual l'uomo saggio, che sappia ponderare tali cose in cuor suo, e apprendere a temere i giudizii di Dio terribile nei suoi gastighi sopra i figliuoli degli uomini, e a temere in ogni tempo la natural debolezza e miseria?

7. Tunc aedificavit Salomon fanum Chamos idolo #foab,in monte qui est contra Jerusalem, et Moloch idolo filioram Ammon. 8.Atque in hunc modum fecit universis uxoribus suis alienilenis , quae adolebant thura , et immolabant diis suis. 9. Igitur iratus est Dominus Salo/noni , quod aversa esset mens ejus a Domino Deo 1srael, (i) qui apparuerat ei secundo. io. Et praeceperat de verbo hoc ne se^ueretar deos alienos : et non custodivit, quae mandavit ei Dominus,

7- Allora fu, che Saiomene eresse un adoratorio a Chamos idolo di Moab sul monte, che sta dirimpetto a Gerusalemme, e a Moloch idolode'figlfuoli diAmmon. 8. E la stessa cosa fece per tutte le sue mogli straniere, le quali bruciavano incensi, e sacrificavano agli dei loro. 9. I! Signore pertanto si sdegn contro Salomone, perch l'animo di lui si era alienato dal Signore Dio d'Israele, il quale eragli apparito per.due volte. 10. E lo avea ammonito intorno a questo di non andar dietro agli dei stranieri ; ma egli non osserv il comando del Signore.

(i) Supr. g. 3.

Vers. 7. Sul monte, che sta dirimpetto ec. Sul monte Olivete, onde fu'poi chiamato monte di scandalo , 4- Reg- xxni. 13. - perocch 1' adoratorio eretto su quel monte era in vista di tutta la citt. Vers. g. Gli era apparilo per due volte. La prima volta in Gafoaon, cap. in, 5., la seconda in Gerusalemme, ix. 2.

11. Dixit itaque Dominus Satomoni : Qua imbuisti hoc apud te, et non custodisti p ac tum meum,etpraccepta mea quae mandavi tifa, disrumpens scinda/n regnurn tuum , et dabo illud servo tuo* 12. ( i ) Verurntamen in diebus tuis non faciam , propte)* David patrem tuum : de manu filii tui sdndamJllud, 13.Jfec totum regnum au/ram, sed tribum unam dabo filio tuot propter David servum meum et Jerusalem quam ele*' 14- Suscitavit autem Dominus adversarium Salomoni , Adad Idumaeum, de semine regio, gi erat la Edom.
( i ) Inf. 12. i5.

11. Disse adunque a Salomone il Signore : Perch tale ( peccalo ) in le, e non hai mantenuto il mio patto, e gii ordini, ch' io ti ho dati, io squarcer , e spezzer il tuo regno , e darolload un luo servo. 12. Ma noi faro io vivente te, per amor di Davidde tuo padre : io lo spezzer tra le mani del tuo figliuolo, io. E non torr a lui tutto il regno, ma una trib dar al tuo figliuolo, per amor di Davidde mio servo, e di Gerusalemme eletta da me. i4 Or il Signore suscit un nemico a Salomone, Adad Idumeo della stirpe reale, ch'era nell' Idumea.

Vers. 13. Uutt trib dar al tuo figliuolo. La piccola trib di Beniarnm faceva come un colo corpo con quella di Giuda, colla quale era unita di abitazione. A Giuda e a Beniamin si unirono dipoi i Leviti, i (pali, abbandonate le loro stanze, andarono a risiedere nella trib di Giuda, e molti Israeliti anche delle altre trib fecero lo stesjo per non abbandonare il culto del vero Dio, dopo lo scisma di Geroboanao.

i 5. (i) Cum enim esset David in Idumaea, et ascendisset Joab princeps ntilitiae ad sepeliendum eos, qui fuerant interfectit etoccidisset omne masculinum in Idumaea. i6.(Sex enim mensibus ibi moratus est Joab et omnis Israel donec interimeret omne masculinum in Idumaea),
(1)2. Hcg.8. .4-

15. Imperocch essendo Davidde nell'Idumea, ed essendo andato Gioab capitano delle genti da guerra a dar sepoltura a quelli ch' eran rimasi uccisi, e ad uccidere tutti i maschi dell' Idumea. 16. ( Conciossiach per sei mesi ivi si trattenne Gioab, e tutto Israele, affine di porre a morte lutti i maschi dell' Idumea ) ,

Vcrs. 14. Or il Signore suscito un nemico a Salomone. Dio sospende i gastighi, co' quali volea punire gli eccessi di Salomone, fin dopo la morte di lu, ma contuttoci vuole, che Saloraone stesso vegga teso gi l'arco , per cos dire, e preparati i flagelli , affinch egli abbia occasione di ravvedersi. Quando Davidde soggiogati gli Idnmei, mand Gioab a uccidere tutti i maschi di quel paese , Adad principe della stirpe leale d quel paese, si salvo in Egitto. Morto Davidde, egli se ne torn nell' Idumea, dove si stette fino agli ultimi anni del regno di Salomone, allorch vedendo, che questo principe era divenuto odioso a' suoi sudditi pegli eccessivi tributi, e avea scapitato moltissimo dalla primiera riputazione per ragione dei suoi disor. dini, allora Adad cominci a darsi movimento per racquistare il regno dell' Idumea; e quantunque non si vegga , che ei riuscisse ne' suoi disegni, contuttoci dovette dare molta inquietudine a Salomone. Vers. 15. Essendo andato Gioab ... a dar sepoltura a quelli ec. A seppellire gl'Israeliti morti nella battaglia, in cui furono sconfitti gl'tdumei. Vedi i. Reg. vui. 13. i^. V'ha chi crede, che questi Israeliti uccisi fossero i soldati lasciati da Davidde nei presidii dell' Idumea, i quali o colla forza, o a tradimento fossero stati trucidati dagi' Idumei ; onde Davidde ebbe motivo d'ordinare , che fosser messi a morte tutti i maschi di quel paese.

17. Fiigit Adad ipse, et viri Idumaei de servis patris e;us cum eo, ut ingrederetur AEgypptum: erat autem Ad ad puer parvulus. 18. Cumque surrexis" sent de Madian , venerunt in Pharan, tuleruntque secum viros de .Pharan, et introierunt AEgyptum ad Pharaonem regem AEgypti: qui dedit ei domum, et ci^os constituit, et terram delegavit. 19. Et invenit Adad gratiam coram Pharaone va/de, in tantum, ut daret ei uxorem , sororem uxoris suae germana/ Taphnes reginae. 20. Genuit(jue ei soror Taphnes Genubath filiamt et nutrivit eum yap^nes in domo Pha raonis ; eratque Genubath habitans apud Pharaonem cum filiis ejus. 21. Cumque audisset Adad in AEgypto, dormisse David cum patribus suis\etmortuum es-

17. Lo stesso Adad se ne fugg accompagnato ela altri Idumei servi del padre suo per andare in Egitto: e Adad era di poca et. 18. E questi partitisi da Madian giunsero a Pharan, e presero seco gente di Pharan, td entrati in Egitto si presentarono a Faraone re dell'Egitto , il quale diede a lui casa , e vitto, e gli assegn de' terreni. 19. Adad s7 ingrazi talmente con Faraone, che questi gli diede per moglie una dorella germana della regina Taphnes sua moglie. 20. E della sorella di Taphnes ebbe egli il figliuolo Genubath, il quale da, Thaphnes fu allevato nella casa di Faraone; onde Genubath abitava in casa di Faraone co'figliuoli del re. 21. Or avendo Adad sentito in Egitto, come Da videi e si era addormentalo co' padri suoi,

se Joab principem militiae, dixit Pharaoni : Dimitte me , ut vadam in terram meam. 22. Dixitque ei Pharao : Qua enim re apud me indiges, ut quaeras ire ad terram tuani? At ille respondit : Nulla : sed obsecro e, ut dimittas me. 23.Suscitavit quoque ei Deus adversarium Hazon filium Eliada + (i) qui fumerai A dar e zer regem Soba domi' num suum. 24* Et congregavit contra eum viros, tfactus est princeps latrenum cum ixterficeret eos Davidi abieruntque Damascum, et habita' verunt ibi, et constitue(i) a. Reg. 8. 5. i. Par. 18. 5.

e che Gioab capitano delle milizie eia morto, disse a Faraone : Dammi licenza, ch' io men vada al mio paese. 22. E Faraone gli disse: Che ti manca in mia casa, onde tu abbi da cercare di andartene al tuo paese? E quegli rispose: Niente : ma ti prego di darmi licenza. 23. Suscit ancora Dio a lui un altro nemico, Razon figliuolo di Eliada, il quale avea abbandonato Adarezer re di Soba suo signore. 24. Ed egli adun gente contro di lui, e diven t1capitano di la* droni, a quali Davidde faceva aspra guerra ; ed eglino se ne andarono a Damasco, e ivi a-

Ver. z3. Razon, il quale avea abbandonalo Adarezer ec. Della vittoria riportata da Davidde sopra Adarezer re della Siria , si parla, 2. Reg. vui. 3. Razon capitano di Adarezer fuggi colla gente, di cui avea il comando, e si diede a fare delle scorrerie or in una parte, or in un' altra , rubando, e predando dovunque poteva, e finalmente negli ultimi tempi di Salomone arrivb a farsi signore di Damasco, e a mettere io grandi apprensioni lo stesso Salomone.

runt eum regem in Da- bitarono , e a Hazon masco, diedero il regno di Damasco. 26. Eratque adver26. Ed egli fu nemisarius Israeli cunctis co d'Israele per tutto diebus Salomonis : et il tempo di SaJomone : hoc est malum Adad, et e questo oltre il flageloclium contra Israel : lo di Avdad, e l'odio di regnavitque in Syria. lui contro Israele : egli regn nella Siria. 26.( i ) Jeroboam quo26. Parimente Geroque filius Nabath , - boam figliuolo di Naphrathaeus, ae Sareda, bath, Ephralheo, di Saservus Salomonis, cu- reda, servo di Salomoyus mater erat nomine ne, di cui la madre veSarva, mailer vidua, le- dova chiamavasi Sarvavit manum contra re- va, si ribell contro il re. gem. 27. JEt haec est cau27. E la causa, per sa rebellionis adversus cui si ribell contro di eum, quia Salamon ae- lui, ella questa, perdificavit Mello, et e0ae- ch Salomone edific quavit voragine/n civi- Mello, e colm la vortatis David patris sui. gine della citt di Davidde suo nadre.
(t)-a./>or. 13. 6.
Ver, a 5. Per tutto il tempo di Salamene. Per tutto il tempo ebe Salomone continu a vivere, e a regnare dopo che pe' suoi peccati si merit l'ira del Signore. E questo olire il flagello di Adad, e V odio di lui contro Israele ec. Il Caldeo lesse in tal guisa. Egli ( Hazon ) fu nemico d> Israele per tutto il tempo di Salomone , e oltre il male che feee Adad, egli si ribell contro Israele, e regn nella Siria. Non abbiam motivo di dubitare se quelle parole egli regn nella Siria si riferiscano a Razon , mentre ci apparisce chiaramente dal versetto a4- Razon re della Siria di Damasco fu nemico d'Israele nello stesso tempo, che Adad re dell' Idumea sfogando l'odio che nutriva contro il figliuolo di Davidde, faceva tutto il male che poteva allo stesso Israele,

28. Erat autem Jeroboam vir fortis , et potens: vidensque Salamon adolescente bonae indolis , et industrium.constituerat eum praefectum super tributa universae domus Joseph. 2 9- ( l ) Factum est igitur in tempore illo, ut Jeroboam egrederetur de Jerusalem, et inveniret eum Ahias Slonites propriet in via : opertus pallio novo : erant autem duo tantum in agro.

28. Or Geroboam era uomo valoroso, e possente, e Salomone veggendolo giovane di buona indole, e attivo, gli avea data la soprintendenza de'tributi di tutta la casa di Giuseppe.

29. Or in quel tempo egli avvenne, ch^ uscendo Geroboam di Gerusalemme, s' imbatt per istrada in Ahia di Silo, profeta, il quale era coperto di un mantello nuovo: ed erano essi due soli nella campagna. "So.Apprehendensque 30. E Ahia preso il Ahias palUum suum n- suo mantello nuovo, vum^uocQopertus erat, che, aveva addpsso1 lo scidit in duodecim par- spezz in dodici parti. te,?.
(i) . Par. io. 15.

Vers. 27. Perche Salomone edifico Mello ec. Vuoisi, clic per tal lavoro Salomone imponesse nuovo tributo , e die quindi GeToboam prendesse occasione di versarsi in querele , e invettive contro del re , gettando cosi tra quelli della trib di Ephraim i primi semi dell' avversione, per cui si separarono dipoi dalla casa di Davidde. Vers. 3o. Lo spezzo in dodici pari i. Azione profetica, di cut molte altre simili si leggono nelle Scritture. Vedi Jerem. xxvu ?.. 3., Isai, x. 2. Kzech. xl, Atti xxi. 11., ec.

31. El alt ad Jeroboam\ Tolle /ibi decem scissuras: haec enim dicit Dominus Deus /srael: Ecce ego scindam regnum de manu Salomo7/is, et dabo tibi decem tribus. 32. Porro una tribus remanebit ei, propter servum m eum David, et Jerusalem civi/a/em, quam elegi ex omnibus tribubus Israeli 33.Eo quodderel/querit me, et adoraverit Astarthen deam Sidoniorum , et Chamos deum Moab, et Moloch deum filorum Ammoni et non ambulaverit in viis meis utfaceretjustitiam coram me, et praecepta mea , et judicia , sicut David pater e;us.

34. Nec auferam omne regnum de manu e/us, sed ducem ponam eum cunctis diebus vitae suae, propter David servum meum, quem

3i. E disse a Geroboam t Prendi per te dieci pezzi: perocch cosi dice il Signore Dio d'Israele : Ecco, che io spezzer tra le mani di Salomone il regno, e daronne a te dieci trib. Ss. Ma una trib rester a lui per amor di David de mio servo, e la citt di Gerusalemme eletta da me fra tutte le trib d'Israele : 33. Perch egli mi ha abbandonato, e ha renduto cullo ad Astarte dea de' Sidoni, e a Chamos dio di Moab, e a Moloch dio de'figliuoli di Amfnon ; e non ha camminato nelle mie vie per adempire quello che giusto dinanzi a me, e i miei comandamenti, e le mie Jeg. g, come Da\idde suo padre. 34* Ma niuna parte del regno torr dalle mani di lui : ma far , che egli il governi per tutto il tempo di sua vita, per amor di Da-

elegi, qui custodivit vidde mio servo eletto mandata mea, et prae- da me, il quale osserv i miei comandamenti, cepta mea. e le mie leggi. 55. Auferant autem 35.Matorr il regno regnum de manu filii dalle mani del suo fiejus, et dabo tibi decem gliuolo, e a te dar dieci trib : tribus : 56. E al figliuolo di 36. Filio autem ejus dabo tribum unam, et lui dar una trib, affinremaneat lucerna Da- ch resti pel mio servid servo meo cunctis vo Davidde un piccol diebus coram me in Je- lume ih perpetuo dirusalem doi tate, quam nanzi a me in Gerusaelegi, ut esset nomen lemme, citt eletta da m eum ibi* me, perch ivi si onorasse il nome mio. 67. Te autem assu67. E io prender te, TTzam et regnabis super e regnerai sopra tutto omnia quae desiderai a- quello che tu pi ami, nbna tua, erisgue rex e sarai re sopra Israele. super XsraeL. 36. Si igitur audiris 58. S tu adunque omnia, quaepraeepero sarai attento a tutto ubi) et ambulaveris in quello ch' io ti ordineviis meis, et feceris r, e camminerai nelle quod rectum est coram mie vie, e farai quello me, custodiens manda- <!he giusto dinanzi a ta mea, et praccepta me, osservando i miei mea, sicut fecit David comandamenti , e le servus meus: ero tecum mie leggi, come fece et aedificabo tibi do- Davidde mio servo, io
Vers. 36. * Affinch retti pel mio servo Davdde un plceol lume. Sussista la di lui discendenza. Non si estingua. Non decada dal suo lustro. La lucerna prendasi per successione, gloria , regno. Psal. cxxxi. v. 17.

mumfidelem, quomodo aedificavi David domum, et tradam tibi Israel. Sp. Et aflligam semen David super hoc, verumtamen non cunctis diebus. 40. F"obiit ergo Salamon interficere Jeroboam : qui surrexit, et aufugit in ^Egyptum ad Sesac regem JEgypti etfuit in AEgypto usque ad mortem Salomonis. 41. 'ReUquum autem verborum Salomonis, et omnia* quae fecit, et sapientia ejus, ecce universa scripta sunt in libro verborum dierum Salomonis.

sar con te, e ti edificher una casa permanente, come edificai la casa di Davidde, e ti far signore d'Israele. 69. E umilier in questo la stirpe di Davidde, ma non per sempre. 40. Salomone adunque tent di far uccidere Geroboaui ; ma egli and a rifuggirsi in gitto presso di Sesac r dell' Egitto, e stette in Egitto fino alla morte di Salomone. 41. Or tutte le Altre geste di Salorrume, e tutto quello che egli oper, e la sua sapienza, tutto sta scritto nel libro dei "giorni di Saiomone.

Viers. 3o. $ft? non per tempre. Dio sosterr, e conserver la famiglia di Davidde, ravviver eziandio il suo splendore ( come fn sotto Asa, e itto E^echia) non solo per amore di Davidde, ma ancora, e molto pi per ragione del Cristo, che di lui dee nascere secondo la carne : e il quale sar la gloria di quella casa e di tutto Israele. Vers. /Jo- Salomone adunque tento ec. Si pu credere, che Oeroboamo con poca prudenza andasse confidando a molti le promesse fattegli in segreto a nome di Dio da Ahia. Vers. 4'- Nel libro de*giorni. Ovvero nel giornale, nel Diario. L'uso di scrivere l'azioni de're era anche tra'Persiani, Eslher. vi. i., e tra' Babilonesi i. Esdr. vi. *. 3.

4. Dies autem, quo s regnavit Salamon in Jerusalem super omnem Israel^ quadraginta anni sunt. 45. Dormivitque Salo/non cum patribus suis et sepultus est in civivate David patrissui; regnavitque Rooam filius ejus pro eo.

42. E il tempo he Salomone regn in Gerusalemme sopra tutto Israele, fu di quarant' anni. 43. Salomone si addorment co' padri suoi, e fu sepolto nella citt diDavidde suo padre; e succedette a lui nel regno Roboam suo figliuolo. XII.

CAPO

Divisione del regno per essersi Roboamo attenuto al consiglio de' giovani. Jeroboam fatto re di dieci trib: il Signore dissipa per mezzo del profeta Semeia P esercito preparato da Roboamo contro Jeroboam. Questi innalza a Dan , e a Bethel i vitelli a" oro , perch siena adorati, stabilisce solennit, altare e sa cerdoti. i. (i) r enit autem Roboam in Sichem: illuc enim congregata erat omnis Israel ad constituendum eum regem.
(i) . Par. io. i.
Vcrs. i. Roboamo si porto a Sichem. Roboamo era, per quanto credeai, 1' unico figliuolo di Salomone nato di madre nimonitide per nome Naama. Fa specie il vedere, come trattandosi di riconoscere questo principe per auccestore legittimo al trono, il

i. JLj Roboam si port a Sichem, perocch ivi si era raunato tutto Israele per dichiararlo re.

roL VI.

2. At vero Jeroboam filius Nabath cum adhuc esset in AEgypto profugus a facie regis Salomonp, audita morte ejus, reversus est de AEgypto; 3. Miseruntque et vocaverunt eum: venit ergo Jeroboam, et omnis multitudo Israel, et locuti sunt ad* Roboam, dicentcs : 4 Pater tuus durissimum jugum imposuit nobis ; tu itaque nunc imminue paululum de imperio patris lui durissinio, et de /ugo gravissimo , quod imposuit nobis, etserviemus tibi.
6. Qui ait eis: /te usque ad tertium diem, et

2. Ma Jeroboam figliuolo di Nabath essendo tuttora in Egitto, dove era fuggito per paura del re Salomone, avendo inleso, come cgli era morto, se ne torn dall' Egitto ; > 3. Perocch aveano mandato a richiamarlo: and adunque Jerobo^m, e tutta la moltitudine d'Israele a parlare a Roboamo, e gli dissero : 4- Il padre tuo ci ba messo addosso un giogo asprissimo ; ora tu mitiga alcun poco la durezza del governo del padre tuo, e il giogo asprissimo, che ei ci ha messo addosso, e noi saremo tuoi servi. 5. Ed egli disse loro. Andate, e tornate da

popolo si aduni non a Gerusalemme, ma a Schem. Egli perci probabile, che la maggior parte del "popolo malcontenta del precedente governo, particolarmente per ragione dell' eccessive gravezze, ottenesse, che questa adunanza fosse tenuta in luogo, dove potessero esporre con libert i loro gravami, e domandarne il rimedio. Sichem era nel mezzo della trib di Ephraim , nella quale Jeroboam avea un forte partito. Vers. 3. Perocch avea mandato a richiamarlo. Lo aveano richiamato quelli clw; erano informati delle promesse fattegli da bia , e segretamente lo favorivano. i

reperti/72 ini ad me.Cumqe abiisset populi/s, 6. Iniit consilium rex Roboamcum senioribus qui assistebant coram Salomone patre ejus cum, adhuc vivere^ et alt : Quod datis mihi consilium, et respon' deam populo huic ? 7. Qui dixerunt ei : Si hodie obedieris populo huic, et servieris, et petitioni eorum cessers, locutusquefueris ad eos verba lenia , eruTzt tibi servi cunctis diebus. 8. Qui dere/iquit consilium senum quod dederawtei; et adhibuit adolescentes, qui nutriti fuerant cum eo, et assistebant illi : 9. Dixitque ad eos : Quod mihi datis consilium , ut respondeam populo huic , qui dixerunt mihi: Leviusfac jugum, quod imposuit pater tuus super nos ?

me di qui a tre giorni: e ritiratosi il popolo, .lire Roboamo tenne consiglio co'seniori, i quali stavano attorno a Salomone suo padre mentre era vivo, e disse: che mi consigliate voi di rispondere a questo popolo? 7. E quelli dissero a lui: Se tu oggi farai a modo di questo popolo, e ti adatterai, e ti piegherai alle loro dimande, e farai loro buone parole, saranno per sempre tuoi servi. 8. Ma egli abbandon il consiglio datogli da' vecchi; e consult i giovani, che erano stati allevati con lui, e gli stavano intorno: 9. E disse loro: Che mi consigliate voi di rispondere a queslo popolo , il quale mi ha de tto : Alleggia il giogo messo addosso a noi dal padre tuo ?

Vers. 8. * Consulto i giovani, ch'erano stati allevati con lui. Ne'profani scrittori eziandio s'incontra il costume dei re specialmente orientali, d' educare i figliuoli insieme co'giovanetti magnati lor coetanei. Vedasi Diod. Siculo, e Senofonte.

10. Et dixerunt ei /uvenes, qui nutriti fuerunt cum eo : Sic loqueris populo huic qui ocuti sunt ad te, dicntes : Pater tuus aggravavit ;ugum nostrum, tu releva /ios: sic loqueris ad eos: Mini" mus digitus meusgrossior est dorso patrs mei. 11. Et nunc /pater meus posult super vos jugum grave, ego autem addam super jugum vestrum: pater meus caecrdit vos flagellst ego autem caedam vos scorpionbus. 12. Venit ergo'Jeroboam^ et omnis populus ad Roboam die tertia, sicut locutusfuerat rex dicensi Revertimini ad me die tertia.

10. E que' giovani, che erano stati allevati con lui, gli dissero: A questa gente, la quale ti ha detto: II padre tuo ha posto un giogo pesante sopra di noi, alleggialo tu: risponderai in tal guisa: pi grosso il mio dito mignolo , ebe il dorso del padre mio. 11. Or il padre mio vi ha messo addosso im giogo pesante, e io aggraver il vostro giogo: il padre mio vi ha battuti colle verghe, e io vi strazier cogli scorpioni. 12. And adunque Jeroboam con tutto il popolo ar trovare R.Oboamo il terzo giorno, conforme aveva ordinato il re quando disse : Tornate a me fra tre giorni. 13. il re diede a13. Responditquerex populo dura, derelitto spra risposta al popolo,
Vers. i o. E pi grotto il mo dito mgnolo e. Espressione piena ili millantera, nell'usar la quale questi marci adulatori vollero forse accennare , eoe Salomoue era salito al trono in et ancor tenera, laddove Roboamo avea pi di quarant' anni. Vers. ii. Il padre mio vi ha mesto addotto un giogo petan<e ce. Voci degne pi d* un carnefice, che d'un re.

consilio seniorum, quod abbandonando il consiglio dato a lui dai seei dedernt ; niori ; 14. Perocch egli par14- Et locutus est eis secundum consilium l loro secondo il con/uvenum, dicens: Pater siglio de' giovani, dimeus aggravavit;ugum cendo: II padre mio vi vestrum^ ego autem ad ha impost un giogo dam jugo vestro : pater pesante, ma io aggravemeus caecidit vos fia- r il vostro giogo: il pagel/is , ego autem cae- dre mio vi batt colle dam vos scorpionibus. verghe, e io vi strazier cogli scorpioni. 16. E il re non si pie16. Et non acquievit rex populo : quoniam g ai voti del popolo, aversatus fuerat eum perch il Signore gli aDominus, ut suscitarci vea voltate le spalle per verbum suum (i), quod adempire la parola detlocutus fuerat in manu ta da lui per mezzo di Ahiae Silonitae, adJe- Ahia Silonita a Jerorob oam filium Naba/h. boam figliuolo di Nabatu 16. ttens itaque poif. Il popolo adunpulus, quod noluisset que reggendo come il eos audire rex, respon- re non avea voluto adit ei dicens: Quae no- scolUrli, prese a dire : bis pars in David? vel Che abbiam noi a fare quae hereditas in filio con Davidde ? Che ab/sai? Fade in taberna- biam di comune col fi(i) Sup. ii. 3i.
Ver*. 14- * fo aggraver il vostro giogo ... vi strazier cogli scorpioni. Sulla imbecillit di spirito di Roboamo da consulrtarsi l'Ecclesiastico xuvu. v. 27. E lo tesso Ahia, di lui figliuolo svantaggiosamente ne parla u. Paralip. v. 7.

cula tua, /srael: nunc vide domum tuam, David. Et abiit Israel in tabernacula sua. 17. Superfifos autem Israel, quicumque habitabant in civitatibus Juda, regnavit Ro~ boom. 18. .flfisit ergo rex Roboam Aduram qui erat super tributa : et lapidavit eum omnis Israel, et mortuus est. Porro rex Roboam festinus ascendit currum, etfugitin Jerusalem: 19. Recessitque Israeladomo David, usque in praesentem diem. 2 o. Factum est autem cum audisset omnis /srael, quod reversus esset Jeroboam, mi-

gliuolo d'Isai? Vatlene alle tende, o Israele: governa ora la. tua casa, o Davidde. E Israele se n'and alle sue tende. 17. Ma di tutti i figliuoli d'Israele, che abitavano nelle citt di Giuda, fu dichiarato re Roboamo. 18. Indi il r Roboamo mand Aduram, che era soprintendente de3 tributi, e tutto Israele lo lapid, e rest morto. Allora il re Roboamo sal in fretta sul suo cocchio, e fuggi a Gerusalemme : 19. E Israele rimase diviso dalla casa di Davidde, com* anche in oggi: 20. E avendo tutto Israele sentito dire, come Jeroboam era tornato, raunatisi insieme

Vers. 16. Che abbam noi a fare con Davidde ce. La famiglia di David non ha nulla che fare rolle nostre trib; governi il nipote di David la sua trib di Giuda , e non pensi pi. a noi, che saprem trovare chi ci governi. Vers. 18. Mando Aduram. Sembra probabile, che ei fosse mandato n procurar di calmare gli animi del popolo ; ma non era pi tempo. Il popolo uccide Aduram , e eoa questo *' impegna vie pi nella ribellione.

jerunt, et vocaverunt eum congregato eoetu, et constituerunt eum regem super omnem Israel, nec secutus est quisquam domum David praeter tribum Juda solam. 21. Venit autem Roboam Jerusalem, et congregavi universum domum Juda> et tribum Beniamn, centum octoginta millia electorum virorum bellatorum, ut pugnarent domum 1srael, et reducerunt regnum Roboam filio Salomonis.

mandarono a chiamarlo e lo dichiararono re di tutto Israele; enissuno tenne il partito della casa di Davidde, eccettuala la sola trib di Giuda.

21. Ma Roboamo arrivato che fu a Gerusalemme ranno tutta la casa di Giuda, e la trib di Beniamin in numero di cento ottanta mila scelti combattenti , perch facessero guerra alla casa d' Israele, e rendessero il regno a Roboamo figliuolo di Salomone. 22. Ma il Signore par22. (i) Factas est autem sermo Domini lo a Semeia uomo di ad Semeiam virum Dei Dio, e disse: dicens : 23. Loquere ad Ro23. Parla a Roboamo boam filium Salomonis figliuolo di Salomone; regem Juda, et ad om- re di Giuda, e a tutta la nem domum Juda, et casa di Giuda, e di BeBeniamin, et reliquos niamin, e a tutto il resto del popolo, e dirai: populos, dicens:
(i) 2. Par. i i . a.
Vera. ti. IL Signore parlo a Semeia, ee. Vedi <|uello che i racconta di questo profeta 2. Parai, xn. 15. Conviene, che egliavesse gi credito grande non solo presso i l r e , ma anche presso Lutto il popolo , che obbed a lui, e pos 1' armi.

24. Noce dicit Domi* nusi Tlon ascendeds \ neque bellabitis contra fratres vestris filios / srael : revertatur vir in domum suam, a me enim factum est ver bum hoa Audierunt sermonem Domini, et re versi sunt de itinere, sicut ^eis praeceperat Dominus. \ 26. AEdificavit an tem Jeroboam Sichem in monte Ephraim, et habitavit ibi et egressus inde aedificavit Phanuet. .. %6. Dixitque Jeroboam in corde suo t Nunc revertetur regnum ad domum David. 27. Si ascenderit po" pulusiste tfaciatsacriftcia in domo Domini inJerusalem: et convertetur cor populi hujus ad dominum suum Ro boam regem Juda, in-

24* Queste cose dice il Signore: Voi non vi moverete, n verrete^ battaglia contro , i vostri]fratclli,i figliuoli d' Israele: torni ciascuno a casa sua : perocch questa cosa fatta da me. scoltaron quelli l parola del Signore, e se n'andarono,come avea comandato loro il Signore. 26. Or Jeroboam ediiic Sichem sul monte Ephraim, e ivi abit; e lasciata quella edific Phanuel. 26. Andava per dicendo Jeroboam in cuor suo : Or ora torner il regno alla casa di Davidde. 37. Se questo popolo va a Gerusalemme per offerir sacrifizii nella casa del Signore, si volter il cuore di questo popolo verso il suo signore Roboamo re di

Vers. i$. Edifico Sichem. Vale a dire la ristor , la fortific, l'abbellV. Edific Phanuel. Questa forte citt era di l dal Giordano; con questa egli teneva io suggezione tutto quel paese.

ttfrficientque me, et revertentur ad eum. 28. (i) Et excogitato consilio fecit duos vitulos aureos, et dixit eis: polite ultra ascendere in Jerusalem: (2) Ecce dii tui, Israel qui te eduxerunt de terra AEgypti. 29. Posuitque unum in Bethel, et alterum in Dan: 30. Et factum est verbum hoc in peccaturni ibat enim populus
(i) Toti. i. 5.

Giuda, e mi ucciderai!* no, e torneranno a lui, 28. E dopo molti pensieri fece fare doe vitelli d' oro, e disse al popolo : Non andate pi a Gerusalemme* ecco gli dei tuoi, o Israele, i quali ti trassero dalla terra di Egitto. 29. E ne pose uno a Bethel, e uno a Dan: 30. E questo fu occasion di peccato: perocch il popolo andava si-

(2) Exod. 3a. 8.

Ver. 28. Fece fare due vitelli cP oro. Fino a tal empiet strascinato questo principe dalla sua ambizione; Per mttere un invincibile ostacolo alla riunione delie dii ttilA &n Giada, egli introduce tra queste l'idolatria , e perch i suoi sudditi non vadano pi a Gerusalemme per adorare il vero Dio, alza ali' adorazione del popolo due vitlli d' oro a similitudine di quello che eragi stato fatto dagl'Israeliti nel deserto, e a similitudine del Dio Apis adorato sotto tal figura nell'Egitto. Questo strano consiglio non solo gli fece perdere la protezione di Dio ( il quale adendolo eletto al regno, lo avrebbe sostenuto sul trono , se ei non lo avesse irritato con tal empiet), ma alien da lui oltre 1' ordine Levitico, un grandissimo numero d'Israeliti dell'altre trib , i quali tutti si ritirarono nei paesi di Giuda e di Beniamin , e diminuirono la sua possanza, e fortificarono il suo avversario. Vedremo poi dalla serie dell' istoria quanto servisse a lu questa infame poltica. Vers. 29. Uno a Belhel, e uno a D an. Betnel era a settentrione di.Gerusalemme in distanza di, circa quindici miglia. 11 luogo era celebre , e frequentato per divozione a causa della visione di Giacobbe. F~edi i. Reg. \. 3. Dan era verso le sorgenti del Giordano, e ivi quelli della trib di Dan avean collocati i Theraphhn , e avean avuto Micha per sacerdote. Jud. xviu. 3c.

adadorandum vitulum no a Dan ad adorare it vitello. usque in Dan. 31. Ed egli fece de31. Et/ecit fana in exce/sis, et (i) sacer- gli adoratorii ne'luoghi dotes de extremis po- elevati, e dei sacerdoti puli qui non erant de della feccia del popolo, i quali non erano della filiis Levi. .' stirpe di Levi. 3-2. E stabil un di 3 2. Constituitque diem solemnem in mense o- solenne nell'ottavo mectavo, quintadecima die se, a somiglianza della mensis, in simlitudi- solennit, che si celenem solemnitatis, quae brava in Giuda; e salicelebrabatur in Juda. to ali' altare, che egli Et ascendens altare, avea fatto in Bethel, similiter fecit in Bethel, v3 immol ancor delle ut immolaret vitulis, vittime ai vitelli fatti quosfabricatus fuerat: da lui, e in Bethel staconstituitque in Bethel bil sacerdoti de'luoghi sacerdote^ excelsorum, eccelsi eretti da lui. quae fecera t. 33. Et ascendif su35. E ril d quindici per altare, quod extru- dell' ottavo mese, giorxerant in Bethcl> quin- no, che egli di suo catadecima die mensis priccio rend solenne
(i) a. Par. n. i5.
Vers. 3o. E questo fu occasion di peccato. Da Jeroboam ebbe in Israele la pubblica idolatria, nella quale persever ipoi l'infelice popolo fino alla sua cattivit , e dispersione. Srincipie Vers. 31. de* s acordati... che non erano della stirpe di Levu Qualche porzione di Levi dovette per restare nel regno di Jeroboam, i quali seguirono la religione del sovrano idolatra. Vedi Ezech. XLIV. io. Vers. 3a. Stabilii un ( solenne nelU ottavo mese ec. A imitazione della festa dei tabernacoli, la tonale si celebrava dai Giudei nel settimo mese.

octavi , q uem finxerat de corde suo : et ycit solemnitatem filiis Israel, et ascendit super altare , ut adoleret incensum.

pei figliuoli d'Israele, sal ali'altare, cui egli aveva eretto in Bethel, per abbruciarvi l'incenso. XIII.

C A P O

Un profeta di Giuda va a trovare Jero^oan?, predice la distruzione delf altare, e la nascita del re Giosia. Alle preghiere del medesimo risanata la mano di Jeroboam, che era inaridita : il profeta nel suo ritorno ucciso da un lone per aver disobbedito al comando di Dio. Ma Jeroboam va crescendo nell'empiet. i. vJuand' ecco, che un uomo di Dio si porl da Giuda a Bethel per ordine del Signore, mentre Jeroboam stava all'altare, e vi gettava V incenso. 2.Et exclamavit con2.E a nome del Sitra altare in sermonem gnore sclam verso l'alDomini, et ait : Altare, tare : Altare , altare t altare , haec dicit Do- queste cose dice il Siminus: Ecce filius na- gnore: Ecco che nasceVers. 33. Sa ali1 altare ... per abbruciarvi V incenso. COM egli pretese di riunire nella propria persona le due potest , la civile e la sacra, il regno e il pontificato. Vers. i. Un uomo di Dio si porto ec. La maggio* parte degli interpreti credono , che questo profeta fosse Addo , o aia Jeddo , come lo chiamano gli Ebrei, di cui vedi a. Parai, u. 39.

i. xZ/t ecce vir Dei venit de Juda in sermonem Domini in Betheljeroboam stante super altare, et thus jaciente.

scetur domu David, Josias nomine, et immolabit super te sacerdotes excelsorum qui, nunc In te thura succendunt, et ossa homi" num super te incendet. 4. Reg. 23. io'. 3. Deditque in illa die signum , dicens : Jfifoc erit signum, q*uod locutus est Dominus : Ecce altare scindetur : et effundetur cinis, qui in eo est. 4- Cumque audisset rex sermonem hominis Dei,quem inciamaverat contra altare in Bethcl,

r alla famiglia di Davide! e un figliuolo per nome Giosia , e questi immoler sopra di te i sacerdoti de5 luoghi eccelsi, i quali sopra di te bruciano adesso g' incensi, ed ei far bruciare sopra d te le ossa degli uomini. 5. ne diede allor questa prova, dicendo : Che il Signore sia quegli, che parla, da questo il vedrete: ecco che l'altare si squarcer, e la ctnere, che vi sopra, si spander, 4. Ma il re udite le parole dell' uomo di Dio dette ad alta voce contro l'aliare di Be-

Ver. 2. Altare, altare,,,ecco che nascira ec. Il profeta per maggior enfasi rivolge il suo discorso non al re, ma ali' altare , e predice la distruzione dell' mpio culto esercitato sopra lo stesso altare. Giotia nacque circa trecento guarani'anni dopo questa 'profezia, ma Dio , cui tutto presente, fa nominarlo pel proprio ano nome, e annunzia in goal modo quest' ottimo principe vendicher P onore del ver Dio, e sterminer fino agli ultimi avanzi dll' idolatria introdotta da Geroboamo. Una simile predizione fatta in tal luogo , e in tali circostanze , e in faccia al primo re d'Israele, e a tutta la tua corte, e accompagnata da prodigi, che ne vengono in appresso , dovette eser notissima a tutta la nazione , come ne fu notissimo 1' adempimento. Essa diviene perci questa profezia una prova invincibile della vera religione, e della previdenza di Dio verso la chiesa. Vera. 3. U altare si squarcer. Colla predizione di una cosa , ehe succeder di presente , conferma 1' annunzio delle cose avvenire.

extendit manum suam de altari, dicens : Apprehendite eum.Et exar ruit manus ejus t quam extenderat contra eum : nec valuitretrahere eam ad. se. b. Altare quoque scissum est, et effusus est cinis de altari, juxta signum quod praedixerat vir Dei in sermone Domini.

6. Ei ait rex ad firum Dei : Deprecare faciem Domni Dei tui, et ora pro me, ut restituatur manus mea mihi. Oravitque vir Dei faciem Domni, et reversa est manus regis ad eum , et facta est sicut prius fuerat. 7. Locutus est autem rex ad virum Dei : Veni mecum domum, ut prandtas, et dabo tii munera. 8. Ma l'uomo di Dio 8. Respondit*]u vir Dei ad regem : Si de- rispose al re : Quando

thel, slese la mano sua dall' altare , dicendo : Prendete costui. E la mano, ch' egli avea stesa contro di lui, si secc, n pot egli ritrarla a se. 5. E si spacc ancora l'altare,ela cenere dell'altare si disperse ; la qual cosa era stala predetta in prova dall3 uomo di Dio a nome del Signore. 6. E il re disse all'uomo di Dio: Prega il Signore Dio tuo, e fa orazione per me, affinch siami rendala la mia mano. l'uomo di Dio fece orazione al Signore, e il re riebbe la sua m ano, la quale torn qual era prima. 7. E il re disse all'uomo di Dio : Vieni meco a casa a desinare, e io ti regaler.

Vers. 6, E il re riebbe la tua mano ec. E ammirabile la bont di Dio verso di questo principe : egli lo sollecita a ravvedersi colle profezie, co' prodigi, e finalmente col restituirgli il Ubero uso della sua mano ; cntuttoci Jeroboam persist nella sua ocfibile ostinazione.

derismihimediam partem domus tuae , non veniam tecum, nec comedam panem , neque bibam aquam in loco isto. t g. Sic enim manda tum est mihi in sermone Domini praecipzentis : IVon comedes panemjieque bibes aquam, necreverteris per viam qua venisti. 10. Abit ergo per aliom viam , et non est reversus per iter, quo venerai in Bethel. 11. Prophetes autem quidam senex habitabat in Bethel, ad quem veneruntfilii suf, etnarraverunt ei omnia opera, quaefeceratvirtei illa die in Bethel : et verba quae locutusfuerat ad regem, narraverunt patri suo.

tu mi dessi la met della tua casa, non verr io con te, e non manger pane, n ber acqua in questo luogo. 9. Perocch tale il comando fatto a meda! Signore, che mi ha spedito i Tu non mangerai pane, n berai acqua, e non tornerai per la strada, che farai ali1 andare. 10. Egli adunque se n' and per istrada diversa, e non torn per quella che avea fatta venendo a Bethel. 11. Or abitava a Bethel u.n vecchia profeta, i figliuoli del quale andarono a raccontargli tutto quello che aveva in quel di fatto a Beibel l'uomo di Dio, e riferirono' al padre loro le parole, che quegliavea dette al re.

Vrs. 9. Non mangerai pane , ne berai aequa ec. Dio avea dato quest' ordine al profeta, affin di mostrare con qual orror dovesse riguardarsi 1' empiet del re, e della sua gente, colla quale non vuole, che il profeta abbia veruna comunicazione, anzi, coin se la strada stessa , che menava a Bethel fosse impura, ed esecranda, gli ordina di fare altra via nel suo rilorpe. Vers. li. Abitava a Bellici un vecchio profeta ea* Noi crediamo con s. Agostino, s. Girolamo, Teodoreto, ed altri) che que-

12. Et dixit eis p ater eorum : Per quam viam abiit ? O s tenderunt ei filii sui viam, per quam abierat vir Dei, qui venerai de Juda. 13. Et ait filiis suis: Sternite mihi asinum. Qui cum stravissent, ascendit. 14- Et abiit post vlrum Dei, et inventi eum sedentem subtus terebinthum^etait illi: Tune es vir Dei , qui venisti de Juda ? Respondit ille : Ego sum. l.Dixitque ad eum: jPeni mecum domum ut comedas panem. 16.Qui ait : Nonpossum re verti, neque venire tecum, nec come-

12. E il padre disse loro: Per qual parie se n ' egli andato? E i suoi figliuoli gli additaron la strada, per cui se n'era andato l'uomo di Dio venuto di Giuda. 13. Ed egli disse a' suoi figliuoli : Ammanitemi T asino ; e quando fu ammanito, vi sal sopra. i4 E and dietro al1' uomo di Dio, e Irovollo che sedeva sotto un terebinto, e dissegli: SeJ tu 1' uomo di Dio venuto di Giuda ? Rispose quegli : Son io. io. quegli disse a lui: Vieni meco a casa a mangiar del pane. 16". E quegli rispose: Non posso tornar indietro, n venir con te,

sto fosse un vero profeta, un uomo pio, e fedele ; imperocch come osserva Teoiloreto , Dio per mezzo di lui predisse alU uomo di Dio quello che dovea avvenire , ed egli credette alta predizione dello stesso uomo di Dio riguardo a Gosia ; onde a? suoi figliuoli ordino, che dopo la sua morte insieme con quello lo seppellissero. Che se s. Gregorio , e qualche altro interprete lo chiaman profeta falso, possiam credere , che ci intendano relativamente alla menzogna, di cui si valse per indurre 1' altro a ristorarsi in sua casa ; or non vi ha dubbio, che in questo egli pecco, bench con buon animo, e per compassione verso 1' uomo di Dio stanco , e affamato mentisse.

dam panem, neque bi- e io non manger pabam aqua/n in locoistoi ne, n ber acqua in quel Juogo : 17. Perocch il Si17. Quia locutus est "Dominus ad me in ser- gnore mi ha parlalo di mone Domini, dicens : sua pjropria bocca, e mi JVon comedes panem, ha detto: Non mangeet non bibes aquam ibi, rai col pane, n berai nec rever/eris per viam acqua, e non tornerai per la strada, per cui ^ua ieris* sarai andato. 18. E quegli disse a 18. Qui ait Hii: Et ego propheta sum simi- lui : Io son profeta, cotis tui : et angelus lo- me se'tu: e un angelo cutus est mihi in ser- ha parlato a me a nomone Domini, dicens : me del Signore, e mi Reduc eum tecum in ha detto: Rimettalo tedomum tuam, ut come- co a casa tua , affinch dat panem , et bibat a- mangi del pane, e beva quam. Fefellit eum, dell'acqua. Lo ingann, ig.Et reduxitsecum\ 19* E lo ricondusse comedit ergo panem in seco : ed egli mangi domo ejus, et bibit a- del pane in casa dilu, quam. e bevve dell' acqua. 20. E mentre sede20. Cumque sedernt ad mensam, factus est vano a mensa, il Signosermo Domini ad pro* re parl al profeta, che phetam, ^ui reduxerat avea fatto tornare ineum. dietro l'altro.
Ver. 18. e ij). Lo ingann, e lo ricondusse ec. Pecc il profeta , che si lasci svolgere dalla menzogna a violare P ordine espresso e indubitato ricevuto da Dio; egli sapeva, che Dio spettare, anzi credere bugiardo , e ingannatore un uomo , che gli diceva il contrario di quello che gii avea detto il Signore.

ai.Ktexclamavit ad f i rum Dei, qui venerai de Juda, dicens : Haec dicit Dominus: Quia non obediens fuisti ori Domini , et non custodisti mandatarii, quod praecepit tibi Dominus Deus tuiis; 22. Kt re versus es, et comedisii paner* et bibisli aqua/n in loco , in quo praecepit tibi ne comederes panem, neque biberes aquam, non in/retur cadaver tuum in sepulcrum patrum tuorum. 25. Cumque comedisset, et bibisset, stravit asinum suum prophetae, quem reduxerat. a4-Qui cum abiisset, invenit eum leo in via,

21. Ed gli sclam, e disse ali' uomo di Dio, venuto di Giuda: Quest cose dice il Signore : Perch tu non hai obbedito alla parola dei Signore, e non hai aderapilo quello che il Signore Dio tuo ti comand; 22. E se' tornato in* dietro, ed hai mangiato del pane , e bevuto dell'acqua in un luogo, dov'io ti comandai di non mangiar pane , n bere acqua , il tuo cadavere non sar portato nel sepolcro de' padri tuoi. a 3. Or quando il profeta , che egli avea faito tornar indietro ebbe mangiato e bevuto, quegli ani mania per lui il suo asino. 24. Ed essendo egli partito , un lione lo in-

Vers. ao. Il Signore parlo al profeta, che te. Alla atesia menta ( dov' ei mangiava contro il divieto di Dio ) riceve il profeta il suo gastigo, e la sentenza di morte intimata a lui da quello stesso , che lo avea indotto a disobbedire. Vers. 2. * II tuo cadavere non sar portato nel sepolcro de1 padri tuoi. Gli Ebrei, che aveano inteso con quanta sollecitudine i lor patriarchi pensassero al riposo delle loro ossa , Genesi xxxin. v. 6. XLIX. v. ao, L. v. it\. teneano per gran disgrazia il non aver comune la sepoltura cogli antenati.

et accidit, et erat cadaver ejus projectum in itinere: asinus autem stabat juxta illum, et leo stabat juxta cadaver. 2 .Et ecce viri transeuntes videru nt cadaver projectum in via, et leone m s tante m juxta cada ver. Et venerunt, et divulgaverunt in civitate, in qua ptophetes ille senex habitabat. 26. Quod cum audissetpropheta ille, qui reduxerat eum de via,ait\ ^ir Dei est qui inobe-

contr per istrada e lo uccise , e il suo ea da vere rest a giacer sulla strada , e l'asino stava presso di lui x e il lione presso al cadavere. 26. Or avvenne, che dei passeggeri osservarono il cadavere, che giaceva sulla strada , e il lione, che gli stava dappresso: e andarono, edivolgaronlacosa nella citt, dove abitava quel vecchio profeta. a5. E quel profeta , che lo aveja fatto tornar indietro Avendo udito tal cosa, disse : Egli

Vers. 5>-4. Un lione lo incontro, /' uccse. Incomprensibili giudizi! di Dio ! Il profeta ucciso da una fiera per una , possiam quasi dire t non volontaria disobt>edienza ; Geroboamo reo di tali e tante empiet, distruttore della religione, vive tranquillo. Chi non riconoscer in questa condotta di Dio la infallibil dimo,strazione delle ricompense , e delle pene della vita avvenire ? E comune opinione de' Padri, che la morte della carne accettata in ispirilo di penitenza salv lo spirito del profeta, opinione ben fondata nella Scrittura, come not s. Agostino De Cura pro Mort. eap. vii. Finini volle Do punire il suo servo, il quale non per sua propria ostinazione avea trasgredito il comando, ina ingannato dalle menzogne altrui credette d'obbedire, allorch fu disobbedinlti Perocch non e da credere,^he dopo essere stalo ucciso da quella fiera , V anima di lui fosse strascinata aW inforno, mentre il corpo di lui fu custodito dallo stesso lione, che era stato il suo carnefice , rimase illeso lo stesso asi~ no , che lo portava; il qual asino con inaudita intrepidezza si stava in compagnia, di questa bestia feroce attorno al cada* vere del suo signore. Da? quali segni conoscesi chiaramente, come l'uomo di Dio fu temporalmente punito sino alla morie, ma non dopo la morte.

diensfuit ori Domini, et tradidit eum Dominus leoni, et con/regit eum , et occidit juxta verbum-Domini , quod locutus est ei. 27.0 ixitque ad filios suos : S temile mihi asinum. Qui cum stravisse/zt, 28. Et ille abiisset, invenit cadaver ejus projectum in via, et asinum, et leonem siantes juxta cadaver ; non comedit Leo de cadavere, nec laesit asinum. 29. Tulit ergo prophetes cadaver viri Dei, et posuit illud super asinum : et reversus in/ulit in civitatem prophetae senis, ut piangerei eum: 50. t posuit cadaver ejus in sepulchro suo: etplanxerunteum: Jeu} heu mifrater. 51. Cumque planxissent eum , dixit ad filios suos: Cum -mortuus fuero. sepeliteme in se-

'uomo di Dio, che stato disobbediente alla parola del Signore, e il Signore lo ha dato in bala di un lione, il quale lo ha lacerato e ucciso secondo la parola detta a lui dal Signore. 27. E disse a' suoi figliuoli : Ammanitemi l'asino; e quando fu ammanito , 28. Egli and e trov il suo cadavere gettato sulla strada, e l'asino, e il lione , che stavan presso al cadavere : il lione non avea mangiato il cadavere, n fatto alcun male all'asino. 29.11 profeta vecchio pertanto prse il cadavere dell' uomo di Dio , e lo pose sulF asino , e tornando indietro lo port alla sua citi per piangerlo: 30. E pose quel cadavere nella sua sepoltura , e lo piansero dicendo : Ahi, ahi fratel mio! 31. E dopo che 1' ebber pianto diss' egli a' suoi figliuoli: Quand' io sar morto, seppellite-

pulcro, in quo vir Dei sepulto? est : juxta ossa ejus ponile ossa mea. 32.Pro fedo enim veniet sermo, quem prae dixit in sermone Domini contra aliare quod est in Bethel, et contra omnia fano, excelsarum, quae sunt in uroi bus Samariae. 33. Post verba haec non est reversus Jeroboam de eia sua pessima, sed e contrario f cit de novissimis populi sacerdotes excelsorum; quicumque volebat, implebatmanum suam, etfiebat sacerdos exceh sorum. 34- Et propter hanc causam peccavit domus Jeroboant) et aversa est, et deleta de superficie terrae.

mi nel sepolcro , in cui giace l'uomo di Dio: accanto alle osse di lui ponete le ossa mie. 32. Imperocch si verificher certamente la parola predetta da lui a nomedel Signore contro l'altare, che a Bethel, e contro tutti gli adoratori! de'luoghi eccelsi , che sono nelle citt di Samaria. 33.Dopo tali cose Jeroboam non si convert dalla sua pessima via , ma pel contrario cre sacerdoti de' luoghi eccelsi uomini infimi del popolo : chiunque voleva si consacrava, e diventava sacerdote de5 luoghi eccelsi. 3/f Cos la casa di Jeroboam pecc , e fu dis trutta e sradicata dalla superficie della terra.

Vers. 31. Seppellitemi nel sepolcro ec. Cos egli ordin, affinch le sue osta non fossero bruciate da Giosia con quelle degli idolatri, e ottenne 1' intento. Vedi 4> Reg. xxm. 18. Ver*. 33. Si consacrava. Letteralmente empieva la tua mano: frate usata sovente, quando si parla de'iacerdoti dell'ordine di Aronne. Vedi quello che abbiamo detto Exod, XXVUL 41*

C A P O XIV. Il profeta Ahia interrogato dalla moglie di Jeroboam intorno al figliuolo Abia, che era ammalato, le predice, che il figliuolo morr, e la casa di Jeroboam sar totalmente stermina* ta. Morte di Jeroboam, a cui succede il fi' gliuolo Nadab. Il re d Egitto saccheggia la casa del Signore in Gerusalemme. Morte di Roboamo. A hii succede Abia suo figliuolo. i. in tempore illo aegrotavit Abia filius Jeroboam. 2.Dixitque Jeroboam ixori suae ; Surge, et commuta habitum, ne cognoscaris, quod sis wxor Jeroboam , et vade in Silo: ubi est Ahias propheta, (i) qui locutus est mihi, quod regnaturus essent super populum hunc.
( i ) Sup. IL 31.
Vers. i. In qutl tempo Abia ec. Queste frasi in quel tempo , in quei giorni sono spesso usate nella Scrittura senza che perci possa inferirsene, che gli avvenimenti che seguono , leghino assolutamente co' precedenti, come noto gi s. Agostino , de Cons. Evang., lib. n. 6. Quindi da varii interpreti la storia della malattia, e della rnorte di Abia riferita agli ultimi tempi del regno del padre Jeroboam. Vers. a. Va a Silo. Silo, bencn fosse gi nella porzione di Epliraim , dovea essere allora in dominio del re di Giuda. Jerobnamo nel pericolo, in cui si trovava il figliuolo, non manda *

1. JLn quel tempo Abia figliuolo di Jeroboam si ammal. 2. E Jeroboam disse a sua moglie: Va, cambia di vestilo, affinch non sii riconosciuta per moglie di Jeroboam , e va a Silo, dove Ahia profeta, il quale mi predisse , ch' fo sarei slato re di questo popolo.

3.2W/e quoque in manu tua decem panes, et crustulam, et vas mel/is, et vade ad illum ; ipse enim indicabit libi, quid eventurum sit puero
/17/C.

4- Fecit, ut dixerat, uxor Jeroboam, et consurgens abiit in Silo, et venit in domum Ahiae: at ille non poterat videre, quia caligaverant oculi e/us prae senectute. o. Dixit autem Dominus ad Ahiam: .Ecce uxor Jeroboam ingreditur, ut consulat te super /Elio suo, qui aegrotatrhaec, etliaec loqueris ei. Cum ergo illa intraret,et dissimularet se esse, quae erat, 6. Audivit Ahias sonitum pedum ejus introeuntis per ostium, et ait: /ngredere, uxor Je-

3. Prendi ancora !eco dieci pani, una torta , e un vaso di miele, e va a trovarlo: perocch egli ti dir quello che abbia da essere di questo fanciullo. 4- Fece la moglie di Jeroboam quello che egli le avea detto ; e si parti, e and a Silo , e giunse a casa di bia. Or egli non poteva vedere , perocch se gli era offuscata la vista per la vecchiezza. 5. Ma il Signore disse ad hia: Ecco Ja moglie di Jeroboam, la quale viene a consultarti riguardo al suo figliuolo, che ammalato:: tu le dirai questo, e questo. Mentre dunque ella entrava nascondendo il suo essere, 6. Sent Ahiail rumor dei piedi di lei, che entrava nella porta, e disse: Entra pure, mo-

consultare i suoi sacerdoti, n i suoi dei <!' oro, ma il profeta del vero Dio. Il timore di essere riconvenuto da questo profeta per la sua empiet, lo ritenne probabilmente dall'andare in personamanda perci la moglie in abito di donna plebea, e con presenti appropriati alla mentita sua condizione.

roboanti quare aliam te esse simulasi ego autem missus sum ad te durus nuntius. 7. Vad, et die Jeroboam: Haec dicit Domi" nus Deus Israeli Quia exaltavi te de medio populi, et dedi te ducem ^super populum meum I* srael: 8. Et scidi regnum domus David, et dedi illud libi,, et non fuisti sicut servus meus David, qui custodivit mandata mea, et secutus est me in toto corde suofaciens, quodplacitum esset in conspectu meo : 9. Sed operatus es mala super omnes, qui fuerunt ante te, et fecisti tibi deos alienos, et conflatiles, ut me ad iracundiam provocares, me autem projecistipost corpus tuum : 10. Idcirco ecce ego nducam mala super domum Jefoboam, (i)
(O //. 15, 5.

gli* di Jeroboani: per qual motivo ti fngi tult' altra ? or io son mandato a dirti cattive nuove. 7. Va, e di'a Jeroboam : Queste cose dice il Signore Dio d' Israele: Io ti ho esallato dalla turba del popolo, e ti ho fatto capo del popol mio d' Israele: 8. E ho spezzato il regno della casa di Davidde, e l'ho dato a le: ma tu non se' stato qual fu il mio servoDavidde, il quale osserv i miei comandamenti, e segu me con tutto il cuor suo,facendo quella ebe piaceva a me : 9. Ma tu hai fatto del male pi di tutti quelli che furono prima di te, e ti se* fatto degli dei stranieri, e di getto per provocare il mio sdegno, e hai gettato me dietro alle tue spalle: 10. Per questo ecco die io piover sciagure sopra la casa di Jero-

W percutiam de Jeraboam mingentem ad parietem, et elausum, et ovissimum, in Israeli et mundabo reliquias domus Jeroboam, sicut mundari solet fimusus que ad punirti. ti. Qu mortoti fuerint de Jeroboam in civitate, comedent eos ca/zes: quiz autem mortai fuerint in agro, vorbunteos avescoeli: quia Dominus locutus est. 12. Tu igitur surge, et vade in domum tuam, et en ipso introitu pedum tuorum in urbemt morietur puer, 13. Et planget eum omnis Israe^ et sepe/iet: /st enim solus infsretur de Jeroboam in sepulchrum, quia inventus est super eo sermo bonus a Domino

boam, e uccider della casa di Jeroboam fino i cani, e i rinchiusi, e gli ultimi d'Israele: e spazzer gli avanzi della casa di Jeroboam, come suole spazzarsi lo stereo fino alla intera ripulitura. 11. Quelli della casa di Jeroboam, che morranno in citt saran mangiati da'cani:e quelli che res tera n morti in campagna, lidivorc* ranno gli uccelli dell'aria: perocch il Signore ha parlato. 12. Tu pertanto parti, e vattene a casa tua, e in quel punto, che tu porrai il piede in citt, morr il fanciullo, 15. E tutto Israele lo pianger, e gli dar sepoltura: imperocch questi il solo della stirpe di Jeroboam, che sar messo nel sepolcro, perch in lui il Si*

Ver*, io. I rinchut, e eli ultimi d'Israele. Non sar risparmiata, n la tenera et, e i fanciulli, che sono custoditi nelle case, n il volgo imbelle, a cui suole perdonare anche il nemico.! f^edi Dent. xsxu. $. i

Deo Israeli in domo Je- gnore Dio d'Israele ha roboam. trovato del bene in casa di Jeroboam. 14. Constituit autem i4- Or il Signore si sibi Dominus regem su- eletto un re per Israeper Israel, qui -percu- le, il quale sterminer tiet domum Jeroboam la casa di Jeroboam in in hac die, et in hoc tem- questo d, e in questo pore: tempo: 15. Et percutiet Do16. E il Signore Dio minus Deus Israel, sic- sconvolger Israele cout maceri solet arundo me una canna agitain aqua, et evellet Israel ta dalle acque, ed estirde terra bona hac, (]uam per Israele da questa dedit patribus eorum, buona terra data da lui et i>entilabt eos trans a' padri loro, e gli sparflumen : quia fecerunt ger oltre il fiume,persibi lucos, ut irritaret ch hanno dedicali de' Dominus boschetti per irritare il Signore. .6. Et tradet Domi16. E il Signore lanus Israel propter pec- scer in abbandono Icata Jerobom, guipec- srele pel peccati di Je* cavit> et peccare fecit l- roboam, il quale pecc e fece peccare Israele. sraeL
Vers. i3. Perche in lui il Signore ha trovalo del bene. Questo giovane principe non dorea essere simile al padre. Gli Ebrei dicono, che egli atterrava le mura , e gli steccati fatti dal padre per impedire, che i suoi sudditi non andassero ad adorare il Signore a Gerusalemme. Ma l'autorit di tali storici troppo screditata. La Scrittura non ispiega quello che ei facesse da meritare il gradimento di Dio. Vers. 14- In questo (ti, e, in questo tempo. Vale a dire tra poco, m breve ; lo che dimostra, che questo fatto appartiene al fine della vita di Gerob'oamo. Vers. t5. Gli sparger oltre il fiume. Di l dall' Eufrate. Dio effettui* le aue minacce per mezzo di Theglatphalasar , e di Salmanassar.

Vol VI.

17. Surrexit itaque 17. Siparii adunque uxor Jeroboam, et abiit, la moglie di Jeroboam, et venit in Thersa: cum- e se n'and a Thersa, que illa egrederetur li- e mentre ella metteva men domus, puer mor- il piede sulla soglia di tuus est, casa, il fanciullo mor, 18. Et sepelierunt i8.E lo seppellirono, cum. Et planxit eum e tutto Israele lo pianomnis Israeljuxta ser- se secondo la parola monem Domini, quem detta dal Signore per locutusestin manu ser- bocca di Ahia profeta vi sui Ahiae prophetae. suo servo. 19. Reliyua autem 19. Il resto poi delle verborum Jeroboam, azioni di Jeroboam, e quomodo pugnaverit, et le sue guerre, e in qual quomodo regnaverit, ec- modo ei regnasse, tutce scripta sunt in libro te queste cose sono verborum dierum re- scritte nerGiornale de' gum Israel. re d'Israele. 20. Dies autem, qui" 20. E la durata del bus regnvit Jeroboam, regno di Jeroboam fu viginti duo anni sunt : di ventidue anni; e si et dormivit cum patri- addorment co' padri bus suis: regnavitque suoi: e gli succedette Nadab filius ejus pro eo. "nel regno Nadab suo figliuolo.

Vers* 17. Se * ando a Thctta. Thersa citt amenissima, <la\re Jeroboam dovea fare allora la sua residenza. Nei LXX. detta Sarirct. E mentre ella metteva il piede sulla soglia di casa ec, Avendo detto il profeta , vers. i?., che 'Abia sarebbe morto nel tempo appunto, che la moglie di Jeroboam avrebbe posto il pie de in citt, e dicendosi addesso, che quegli rrbr, mentre quella ileva il piede sulla soglia di casa , si pu quindi ihfcrire, che casa del re fosse contigua alla porta della citt , dove solea inumarsi il popolo , e si amministrava la giustizia,

21. ( i ) Porro fioboam filius Salomonis regnavit inonda. Quadra" ginta, et unius anni erat Roboant, cum regnare coepisset : et decem et septem annos regnavii in Jerusalem civitate, quam elegit Dominus, ut poneret nomen suum ibi, ex omnibus tribubus Israel. Nomen autem matris ejus Naama Ammanitis. 22. Et fecit Judas malum coram Domino, et irrltaverunt eum super omnibus quaefecerant patres eorum in pecc/rtis suis, quae peccaverunt. a3. AJEdificaveruntenim et ipsi sibi aras, et. statuas, et lucos, super omnem collem excelsum. et subter omnem arborem frondosam.
(i) a. Par. i a. i3.

21. Roboamo poi figliuolo diSalomone regn in Giuda. Quarantun anno avea Roboamo, quando cominci a regnare: e regn diciassette anni in Gerusalemme citt eletta dal * Signore tra tutte le . trib d'Israele, per i.stabilirvi il suo nome. La madre sua chiamasi Naama, ed era Ammonita. 22. E Giuda fece il male al cospetto del Signore, ed essi lo irritarono pi di quello che a\esser fatto con tutte le loro male opere i padri loro. 23. Perocch eglino pure si eressero altari, e sta tue, e boschetti sopra tutte le alte colline, e sotto ogni albero ombroso.

Vcrs. 22. E Giuda fece il male ec. Per tre anni Roboamo , e il suo popolo conservator! la fede, e il culto del vero Dio, a. Parai, xi. 17. Credesi, che la madre di Roboamo, che era Ammonita corrompesse il principe , i cattivi esempii del quale influirono nel popolo. "Vers. 9.3. * Albero cm>roso. Frondeggiante. ,

2 4- Sedeteffoeminatifiierunt in terra,./cerantque omnes abominationes gentium, quas attrvit Dominus ante faciem filiorum Israel. 26. /n quinto autem anno regni jRoboam, a9cendit Sesac rex AEgypti in Jerusalem, 2 6". 1? tulit thesauros domus Domini, et thesauros regios, et universa diripuit: (i) scuta quoque aurea, quae fecerat Salamon: (.).%>. io. 16.

24. E oltre a questo eranvi nel paese de'giovani effeminati, i quali rinnovellarono tulle le abbominazoni delle genti, le quali il Signore distrusse ali' arrivo de'figliuoli d* Israele. 20. Or 1' anno quinto del regno di Roboamo, Sesac re di Egitto venne a Gerusalemme, 26. E port via i tesori della casa del Signore, e i tesori del re, e depred ogni cosa, e fino gli scudi d'oro fatti da Salomone

Vers. a4- Eranvi nel paese da1 giovani effeminali. Si consacravano alle oscene deit de' gentili .non solo le donne, ma anche gli uomini, e questa abominevole infamit fu imitata anche dagli Ebrei pi volte, come vedremo. Ed ella una terribile, ma giusta pena per quelli, i quali come dice l'Apostolo, cangiano la gloria delV incorruttibile Dio per la figura di un simulacro ... per la qual cosa gli abbandona Iddio ai desiderii del loro cuore, alla immondezza ... a un reprobo senso, onde facciano cose non convenevoli. Vedi Roman, i., a3. a/J- 26. 27. 28., e quello che ivi si detto. Vers. 25. Sesac re d* Egitto venne ec. Vedi 2. Parai XH. Pu essere, che Sesac si movesse ad istigazione di Jeroboam suo amico, e parente. Da quello che dicesi nel versetto 28. si vede che Roboamo dopo aver provati gli effetti dell' ira di Dio per mano di Sesac, cominci a frequentare il tempio forse pi per timore, che per vera conversione di cuore, imperocch anche dipoi si legge, che egli fece il male, e non rivolse il cuor suo a cercar 1 Signore, i. Parai, 12. 14.

27. Pro quibus fecit rex Roboam senta aerea, et tradidit ea in manum ducum scutariorum, et eorum, qui excubabant ante ostium domus regis. 28. Cumque ingrederetur rex in domum Domini, portabant ea, qui praeeundi habebant officium', et 'postea reportabant ad armamentarium scutatorium. 29. Reliqua autem sermonum Roboam, et omnia, quae fecit, ecce scripta sunt in libro sermonum dierum regum Juda. 30. Fuitqe folla/n inter Rooam, et /eroboant cunctis diebus. 31. Dormivitque Roboom cum patribus suis, et sepultus est cum eis in civitate Davidi nomen autem matris ejus Naama Ammanitisi et

27. In vece de'qual i il re Roboamo fece degli scudi di bronzo, e li pose nelle mani de' capitani delle guardie , e di quelli che facevano sentinella dinanzi alla porta della casa del re. 28.E quando ilreentrava nella casa del Signore , li portavano quelli che dovea n precederlo: e poi li portavano ali* arsenale delle guardie. 29.11 resto poi delle azioni di Roboamo , e tutto quello ch' ei fece, sta scritto nel giornale delle cose de' re di Giuda. 3q. fu guerra continua tra Roboamo, e Jerboam. 31. E Roboamo si addorment co' padri suoi, e fu con essi sepolto nella citt di Daviddej il nome poi di sua madre fu Naama, ed

regnavit Abiam filius ella era Ammonita. E il suo figliuolo Abiam ejus pro eo. fu suo successore nel regno.

G A P O XV.,
All'empio redi Giuda A bia, succede il pio re Asa suo figliuolo, il quale cogli ajuti di Benadad re della Siria-fa guerra a Basan re d'Israele. Al re Asa succede ilfigliuoloJosaphat. Baasa uccide Nadab figliuolo- di Jeroboam con tutta la sua schiatta, e regna in sua vece sopra Israele per ventiquattro anni un empio , che succede a un empio.
Tgztur . in . octava ertantoil diciot1. JL decimo anno regni Jera- tesimo anno del regno boam filii Nabat regna" di Jeroboam figliuolo vitAbiam super Judam. di Nabat regn Abia sopra Giuda. 2. Tribus annis re- * 2i Ei regn tre anni gnavitin Jerusalem: (i) in Gerusalemme : sua nomen matris ejusMaa~ 4nadfe chiamavasi Machafilia Abessalom. ? ,acha figliuola di Abessalom.
(i) 3. Par. 13. a.
Vers. 2. Sua madre chiamatasi Maacka, figliuola di Abesi alo in. bessalom lo stesso, 'che Absalom, e figliuola di Absalom figliuolo di Davidde era la madre di Abia secondo la pii comune opinione. Ella detta Thamar 2. Reg. xiv. 27., ma non cosa nuova nelle Scritture, che una stessa persona abbia due nomi, e forse Thamar portava .anche il nome di Maacha in memoria dell' avola madre di Absalom. Giuseppe ebreo per suppone, che Maacha fosse non figliuola, ma nipote di Absalom, essendo figliuola di Thamar maritata ad Uriel, come afferma lo sless Giuseppe Antiq. vin. 3, Vedi 2. Parai, sin. 2.

3. Ambulavitque in omnibus peccatis patris sui, quae fecerat ante tum: nec erat cor ejus perfectum cum Domino lieo suo, sicut cor David patris ejus. 4- Se^I propter David dedit ei Dominus Deus suus lucernam in Jerusalem, ut suscitarci fi" lium ejus post eum, et statueret Jerusalem: 5. Eo quod fccisset David rectam in oculis Domini, et non declinasse t ab omnibus-, quaepraeceperatei cunctis diebus vitae suae (i) excepto sermone Uriae Hthaei. 6. A/tamen bellum fuit inter Roboam et Jeroboam, omni tempo* re vitae ejus.
(i)s.fleg. n. 4-

3. Ed egli imit in tutto i peccati falli, dal padre suo prima di lui; e il suo cuore non fu sincero verso il Signore Dio suo, come il cuore di Davidde suo padre. 4 Ma per amor di Davidde il Signore Dio suo gli diede una lampana in Gerusalemme, suscitando dopo di lui il suo figliuolo, e tenendo in piedi Gerusalemme: 6. Perocch Davidde avea operato rettamente negli occhi del Signore, e non avea traviato in nulla da' suoi comandamentiper tutto il tempo di sua vita, eccettuato il fatto di liria diHeth. 6. Fu per guerra tra Roboamo e Jeroboam finch quegli visse.

Vers, 6. Fu pero guerra tra RoboetniQ e Jeroboam. Alcuni pretendono , che in vece d Jeroboam si debba sostituire A s a , ma non veggo questa necessit. Il sacro storico avendo detto , che Dio avea voluto per amor d Davidde sostenere in piedi la famiglia regnante in Giuda, soggiunge, che questo regno non ebbe mai pace con Jeroboam, non volendo Dio lasciare impunite Se iniquit d Roboaroo,

7 Reiqua autem sermonum Abiam, et omnia, quaefecit, {i) nonne haec scripta sunt in libro v,erborum dierum regum Juda? Fuitque praelium inter A bia/n, et inter Jeroboam. 8. .Et dormivi* Abiam cum patribus suis, et sepelierunteum in civ/tate David: regnavitque Asa filius ejus pro eo. 2. Par 14. i. 9. /n anno ergo vigesimo Jeroboam regis /sraelregnav/t Asa rex Judo., 10. Z?t quadraginta, et uno anno regnavit in Jerusalem. Nomen matris ejus Maacha, filia Abessalom. n. Et fecit Asa rectum ante conspectum Domini, sicut David pater ejus: 12. Et astulit effoeminatos de terra* pur(?) 2. Par. 13. 30

7. II rimanente poi delie azioni di Abw, e tutto quello ch* ei fece, non egli scritto nel Giornale delle erse de* re di Giuda ? S vi fu battaglia tra Abia, e Jeroboam. 8. E Abia si addorment co'padri suoi, e lo seppellirono nella citt di Davidde: e Asa suo figliuolo gli succedette nel regno. 9. L'anno ventesimo adunque del regno di Jeroboam re d'Israele, regn Asa re di Giuda, 10. E regn quaranti un anno in Gerusalemme: la sua madre ebbe nome Maacha, ed era figliuola di Abessaloni. 11. E Asa fece quel che era giusto nel cospetto del Signore, come Davidde suo padre: 12. E tolse via dal paese gli effeminati, lo

Vera. 7. E vi fu battaglia ira Abia ec. Vedi 2. Parai, su


22. 23.

gavitque unwersas sor* des dolorum, quae fecerant patres ejus. 15. Insuper et Maacham matrem suam amovit, ne esset princeps in xacris Priapi, et m luco ejus , quem con.secraverat, subvertitque specum ejus, et con/regit simulacram turpissimum, et combussit in torrente Cedroni i4 'Excelsa autem non abstulit. Verumta^ men cor Asa perfectum eratcumDomino cunctis diebus suis.

purg da tulle le sozzure degl' idoli fabbricati da' padri suoi. 13. E oltre a questo si lev d'intorno sua madre Maacha, affinch non fosse sacerdotessa nelle cerimonie di Priapo,e del bosco,che ella gli avea consacrato: ed ei rovin la sua spelonca, e spezz Tinfamissimo simulacro, e 10 bruci presso al torrente Gedron: i4* Ma non tolse i luoghi eccelsi? per altro 11 cuore di Asa fu perfetto inverso il Signore pr tutto il tempo di sua vita.

Vers. 13. Si levo d? intorno ce. L' Ebreo : Rimosse dalla, padronanza; le tolse l'autorit, -che avea come madre del regnante, Affinch non fosse sacerdotessa nelle ceremonie di Priapo. Priapo dio dell' impurit. Fa orrore il sentire una regina del sangue di Davidde nou solo rendere culto a quella infame divinit, ma farsi capo delle altre donne consacrate allo stesso Priapo. Yers. 14. Ma non tolse i luoghi eccelsi. Egli tolse gli altari , e le statue de'falsi dei, de'quali era pieno allora il paese, 2. Parai, xiv. 2. ; ma o non ard di tentare , o non pot, venire a caj o d'impedire, che i Giudei non andassero a far orazione, e ad oflerir sacrifizii in que'luoghi eccelsi consacrati di lunga mano ni vero Dio , e tollerati fino a tanto che non fu fatto il tempio di Gerusalemme. I migliori principi sono talora costretti a dissimular certi mali fortemente radicati nel popolo, per timore di nou compromettere, ed esporre al disprezzo l'autorit, e d'incorrere ili mali maggiori. Per altro il cuore di Asa fu perfetto inverno al Signore. Fu perfetto nella fede, e nel culto del vero Dio. Questo elogio

\5. Et intulit ea, quae sanctificaveratpater suus, et voverat, in domum Domini) argenfum, et aurum, et vasa. 16. Bellum autem erat inter Asa, et Baasa regem /srael, cunctis diebus eorum. 17. (i) Asce/zditquoque Baasa rex /srael in Judam^et aedificavitRama, ut non posset quispiam egredi, vel ingredi de parte Asa regi Juda : - < ' 18. Tollens itaque Asa onz//e argentum, et aurum, quod remanserat in thesauris domus Dominii et in thesauris
(i) a. Par. 16. i.

io. Ed ci port nella casa del Signore le cose consacratele offerte in voto dal padre suo, V argento,.Toro, i vasi. 16. E fu guerra tra sa,eBaasa re d'Israele per tutto il tempo della loro vita. 17. E Baasa re d'Israele si avanz ancora nel paese di Giuda, ed edifcRama, affinch nissuno potesse andare o venire dalla parte di Asa re di Giuda. 18. Quindi , che Asa preso tutto l'argento, e 1' oro, che era riniaso ne' tesori della casa del Signore, e ne'tesori del-

per non vuol dire, che ei non peccasse in altre cose ; e pur troppo egli pecc ; ma ci d fondamento per credere, che fece penitenza delle sue colpe, 2. Parai, xvi. 7. io. 12. Vers. 15. Porto nella casa del Signore le cose consacrale ... dal padre suo. Abia padre di Asa avea fatto voto di offerire queste cose al Signore al tempo della battaglia che fu tra lui e Jeroboam , nella quale Dio gli diede miracolosamente la vittoria 2. Parai, xv. 18. * Le cose consacrate. Dedicate. Vers. 17. Affinch nissuna potesse andare, e venire dalla parte del re Asa. Rama fu fabbricata in un luogo assai rilevato, e dominava alle gole de'monti, pe'quali era il passo dal paese d'Israele in quello di Giuda. Baasa volle rompere ogni commercio tra' suoi sudditi, e i Giudei, perch essendo cresciuto di riputazione e di forze il re Asa, molti Israeliti passavano nel paese di Giuda.

domus regiae: dedit illud in manus servorum suorum , et misit ad Benadad filium Tabremon filii ezion, regem Syriae, qui habitabat in Damasco, dicens: 19. Foedus est inter me, et te, et inter patrem meum, et patrem tuum\ ideo misi tibi munera , argentum, et aurum: et peto , ut ve;zias, et irritumfaciasfeoduS) quod iabes cum Saasa rege Israel, et recedat a me. 20. Acquiescens Senadad regi A sa , misi/ principes exercitus sui in civitates Israel, et percusserunt AJiion, et l an, et Abeldomum Maacha, et universum Cenneroth, omnem scilicet terram Nephthal.

la casa reale, lo mise in mano de' suoi servi, e li mand a trovar Benadad figliuolo di' Tabremon figliuolo di Hezion, re della Siria, che abitava in Damasco, per dire a lui: 19. Siamo confederati io, e tu, e il padre mio, e il padre tuo: per questo io ti mando in dono dell' argento , e dell' oro, e li prego d venire , e rompere la confederazione, che hai con Baasa re d'Israele ond' egli si ritiri da me. 20. Benadad si prest a'dtsiderj del re sa, e sped i capitani del suo esercito contro le citt d' Israele, ed e* spugnarono Ahion , e Da n, e Abel-casa-di Ma* acha, e tulio il territorio di Cenneroth, vale a dire tutta la terra di Nephthali.

Vcjs. 18. Benadad ...figliuolo di He&ion. fenadad era nipote di Hexion, che quel Raxon , di cui parlasi di sopra cap. xi. * Asa preso tutto V oro, e V argento che era rimato ce. Non si giustifica la condotta del re di Giuda, che iu vece di confidare in Dio , e ricorrere a lui nel pericolo , implora aiuto dagi' infedeli, e pretende comprarselo ino co' tesori del tempio.

21. Quod cum audisset Baasa, intermisit aedificare Rama^ et reversus est in Thersa. 22. Rex autem Asa nuntium misi t in omnem Judam, dicens: Nemo sit excusats : et tulerunt lapideS de Rama, et Ugna ejus, quibus aedificaverat Baasa, et extruxit de eis rex Asa Gabaa Beniamin, et Maspha.

23. Reliyua autem omnium sermonum Asa, et universae forti" tudines e/us, et cuncta, quae fecit, et civitates\ fjuas extruxit, nonne haec scripta sunt in libro verborum dierum regum Judo? Verumtamen in tempore senectutis suae doluit pedes. 24. Et dormivit cum 24 E si addorment patribus suis, et sepul- co' padri suoi, e fu se-

21. Udito ci Baasa tralasci di edificare Rama, e se ne torn a Thersa. 22. E il re Asa sped suoi messi per tutto il paese di Giuda a dire : Nissuno goder esenzione. E presero le pietre, e i legnami adoperati da Baasa agli editizj di Rama, e coti essi il re Asa fabbric Gabaa di Beniamin, e Maspha. 23. Il resto poi delle azioni di Asa, e tutte le imprese di lui, e tutto quello ch'egli oper, e le citt fondale da lui, queste cose aon son elleno scrii te nel Diario de1 re di Giuda? Ma egli in sua vecchiaja pat di male di gambe.

Vers. 20. Abel-casa-di Maacka. Ovvero Abel-lcth-Maacha. Ella chiamata Abcl-marim 2. Parai, xvu. 4E tulio il territorio di Cenneroth. Tutto il paese intorno al mare di Cenneroth, o sia di Tiberiade. Vers. 22. Nissuna goder esenzione. Si trattava di assicurare le frontiere del regno col fortificare Gabaa e Maspha. Quindi Asa chiama tutti al lavoro , e dichiara y che uissuno in tal occasione potr godere immunit.

tus est cum eis in ci vitate David patris sui. ( i ) .Reg/zavitque Josaphat filius ejus pro eo.

2.Nadab vero filius Jeroboam regnavit super Israel anno secundo Asa regis Juda: regnavitque super Israel duabus annis. 2.6 Et fecit, quod malum est in conspectu Domini, et ambulavit in viis patris sui, et in peccatis ejus, quibus peccare fecit Israel. 27 Jnsidiatus est autem ei Baasa filius Ahiae de domo /ssocAar, etpercussiteum in Gebbethon, quae est urbs Philisthnorum : siquidem Nadab, et omnis Israel obsidebant Geobethon. 28. Baasa adunque 28. Interfecit ergo illum Baasa in anno lo uccise l ' a n n o lerzo tertio Asa regis Juda, di Asa re di G i tuia, e succedelle a lui nel reet regnavit pro eo. gno.
(.) 2. Par. 17. i.

polto con essi nella citt di Davldde suo padre. E Josaphat suo figliuolo gli succedelle nel regno. 26. E Nadab figliuolo di Jeroboam regn sopra Israele ij secondo annodi Asa re di Giuda: e regn sopra Israele per due anni. 26. E fece il male nei cospetto del Signore, e segu le tracce di suo padre, e i peccati, a' quali quegli ave^a indotto Israele. 27. Ma Baasa figliuolo di Abia della trib d* Issachar gli tese insidie, e lo uccise presso Gebbetbon citt de'Filistei; perocch Nadab, e tulio Israele erano alFassedio di Gebbelhoo.

Vers. 7,7. Presso Gebbethon. Citt della trib di Dan tenuta allora da' Filistei.

2 o,. Cumque regnasset, (i) percussit omnem donum Jeroboam: non dimisit ne unam quidem animam de semine ejus, donec deleret eu/n, juxta verbum Domini, (2) quod locutus fuerat in manu servi sui Ahiae Silenitis : 3o. Propter Jeroboam quae pecca verat, et quibus peccare fecerat Israel : et propter delictum, quod irritaverat Dominum Deum I srael.

9- E divenuto re stermin tutta la casa di Jeroboam: non lasci anima di quella stirpe secondo la parola detta dal Signore per mezzo di Ahia Silonita suo servo :

51. jReliqua autem sermonum Nadab, et omnia , quae operatus est) nonne haec scripta sunt in libro verborum dierum regum /srael. 62. Fuitque bellum inter Asa et Baasa regem /srael, cunctis diebus eorum. 33, A/27/o tertia Asa 53. L' anno terzo di regis Juda , regnavit Asa redi Giuda, Baasa Baasa filius Ahiae su- figliuolo di Abia ebbe per omnem Israel, in il regno di tutto Israe-

30. ( E ci ) in pena de'peccati, che aveva commessi Jeroboam, e avea fatto commettere ad Israele, e per la iniquit, colla quale avea irritatoli Signore Dio d'Israele. 31. Il rimanente poi delle azioni di Nadab. e tutto quello ch'egli oper, non ista egli scritto nel Diario de're d'Israele ? 32. E fu guerra tra Asa e Baasa re d'Israele per tuttala loro vita.

( i ) Infr. ai 22.

(2) Sup. ;4- io.

Thersa, viginti quatuor annis. 34- Et fecit malurn corani Domino, ambulavitque in via Jeroboam, in peccatis e/us, quibus peccare fecit Israel.

le, e regn in Thersa ventiquattro anni. 34. E fece il male di nanzi al Signore, e segu le vie di Jeroboam, e i peccali, che quegli fece commettere ad 1sraele.

C A P O XVI. IL profeta Jehu predice la rovina di Baasa , <? della sua casa. Morto Baasa succede a lui Ela, il quale ucciso daW empio Zambri , il quale avendo usurpato il regno, Israele elegge Amri, e questo re empio essendo salito sul trono , Zambri si abbruci insieme colla casa reale. Morto Amri , succede a lui il figliuolo sommamente empio Acab, il quale sposa Jezabele : a tempo di lui riedificata Jerico , ma non immunemente. 1. JL actus est autem .sermo Domini ad Jehu filium Hanani contra Baasa, dicens : 2. Pro eo, qwod ex al' tat te de pulvere, et positi te ducem super

1. LTjla il Signore parl a Jehu figliuolo di Hanani contro Baasa, e disse: 2. Perch io ti ho innalzato dalla polvere, e ti ho fatto capo del po-

Vers. i. A Jehti figliuolo di Hanrtni. Hanani padre di Jehu era anche egli profeta i. Parai, xvi. 17. Cos anche dopo la loro ribellione dal vero Dio non lasci egli di mandare dei profeti alle tribi idolatre , nelle quali non maac ancora giammai un numero di uomini pii , e fedeli.

populum meum Israel, tu autem ambulasti i/z via Jeroboam , et peccare fecisti populum meum Israel, ut me ir ritares in peccads, eorum. 3,-Ecce ego demetam poster/ora Baasa , et posteriore domus ejus : (i) et faciam domum tuam sicut domum Jeroboam filii Nabat. 4- ( 2 ) Qui mortuus fuerit de Baasa in ci* vitate, comedent eum canes : et qui mortuus fuerit ex eo in regione comedent eum volucres eoe/i. 5. (3) Reliqua autem s termo/tum Baasa, et ciuaecumrfue fecit, et praelia ejus nonne haec scripta sunt in libro verborum derum regum Israel?
( i ) Sup. i5. 16.

poi mio d'Israele, e ( ti hai battute le vie di Jeroboam, e hai indotto il popolmio d'Israele a peccare, provocandomi a sdegno co'loro peccati. 3. Ecco ch' io mieter la posterit di Baasa, e la posterit della sua famiglia: e della tua casa far quello che ho fatto della casa di Jeroboam figliuolo di Nabal. 4. Quelli della stirpe di Baasa, che morranno in citt, saran divorati da' cani, e quei che morranno nel suo territorio, li mangeranno gli uccelli dell'aria. 6. Ma il rimanente delle azioni di Baasa, e tutto qnello che ei fece, e le Sue guerre, non son elleno scritte nel Diario de 5 re d' Israele?
(3) 2. Par. 16. i

(2) Sup. 14. ii.

Vers. 2. Ti ho innalzato dalla polvere. Ogni potest da Dio, e Baasa traditore, e omicida non arrivo al trono, se non permettendolo colui, per cui regnano i regi. Ti ho fallo capo del popol mio. Dio non avea rigettato Israele , bench infedele, dove si ritenevano tuttora molti seyui nell' antica alleanza , la circoncisione , le Scritture ce.

tf.Dormivitergo Baa- 6. Bassa adunque s sa cum patribus suis, addorment co' padri sepultusque estinTher- suoi, e fu sepolto in sa ; et regnavit Ela fi- Thersa, e regn in sua vece Ela suo figliuolo. lius ejus pro eo. 7. Cum autem in ma" 7. Ma dopo che Jehu nu Jehu filii Hanani profeta figliuolo di HapropJietae verbum Do- nani ebbe parlato per mini factum esset con- ordine del Signore contra Baasa , et contra tro Baasa, e contro la domum ejus , et contra casa di lui, e in vitupeomne malum, quodfe- razione di tutti i mali cerat coram Domino, fatti da lui nel cospetad irritandum eum in to del Signore, irritanoperibus manuum sua- dolo colle opere delle rum^ ut fieret sicut do- sue mani, onde poi acmus Jeroboam: ob hanc cadesse a lui come alla causan occidt eum.t hoc casa di Jeroboam ; per est, Jehu filium .Bana- questa ragione egli lo uccise, vale a dire uccini, prophetam. se Jehu profeta figliuolo di Hanani.
Vers. 7. Vale adire uccise JeJiu figliuolo di ffanani. Queste parole mancano nell' ebreo, nei LXX., e in alcuni manoscritti latini. Gontuttoci anche messa da parte questa dichiarazione della nostra volgata, nissuno potr negare, che il senso pi naturale sia quello che per essa espresso, e che tutto il contesto porta a far intendere, che Baasa fece morire il profeta Jehu, che lo avea ripreso da parte di Dio ; ma di pi nissuno potr negare, che se ci teoghiamo all'ebreo, questo pu avere lo stesso senso, e che rifiutando questo, bisogner dire, che Geroboamo fu 1' ucciso da Baasa ; lo che non essendo vero ( almeno letteralmente ), dicono, che s'intende di Nadab figliuolo di .Geroboamo, e che il padre messo qui pel figliuolo ucciso da Baasa cap. xv. 27. 28. Egli vero, che ne' Paralipomeni, lib. z. cap. xix. 2. trovasi un profeta Jehu figliuolo di Hanani a tempo di Josaphat; ma non sar egli pi giusto di riconoscere piuttosto due figliuoli, e due padri dello stesso nome, che intaccare l'autorit della vol-

8.Annovigesi/7io sexto Asa regis Juda, regna vitJSla filius Baasa super Israel in Thersa duabus annis. g. Et rebellvit contra eum servus suus Zambri , dux niediae partis equitum : erat autem Ela in Thersa bibens, et temulentus in domo Arsa prae/cti Thersa. lo./rruensergo Zambri, percussit, et occidit eum anno vigesinzo septimo Asa regis Juda, (i) et regnavi* pro

eo.

11. Cumque regnasset, et sedisset super solium e;us, percussit omnem domum Baasa, et non deretiqut ex ea mingentem adparietem et propinguos et amicos ejus. 12. Cos Zambri di12. Delevitque Zambri omnem domitnrBaa* strusse tutta la proge(*)4.Reg.Q.3i.

8. L' anno ventisei di Asa re di Giuda, Ela figliuolo di Baasa prese il regalo sopra Israele nThersaper due anni. 9. Ma si ribell contro di lui Zambri suo servo, capitano della met de'soldati a ea vallo. Stava adunque Ela sbevazzando in Thersa, ed era ubbriaco in casa di Arsa governatore di Thersa. 10. Quando Zambri and con gran furia, e gli diede il colpo, e lo uccise 1' anno vigesimo settimo di Asa re di Giuda; ed egli regn in sua vece. 11. E divenuto re, ed essendo assiso sul trono, stermin tutta la casa di Baasa, e i parenti, e gli amici di lui senza lasciar vvo un cane.

gata, e far anche forza ali' ebreo per fargli dire Quello che foise , o senza forse ci non dice? Abbiamo qui un profeta marlirc dell giustizia,

sa juxta verbum Domni, quod locutus filerai ad Baasa in manu Jehu propJietaet 13. Propter universa peccata Baasa, et peccata Ela filii ejus qui peccaverunt) et peccare fecerunt Israel, provocantes Dominum Deum Israel in vanit&fbus suis. 14 Reliqua autem sermonum Ela, et omnia quae fecit, nonne haec scripta sunt in libro verborum dierum v regum Israel ? 16. Anno vigesimo septimo Asa regis Juda, regnavit Zarnbri septem diebus in Thersa : porr exercitus ob- ' sidebat Gebbethonurbem Philisthinorum. 16. Cumque audisset rebellasse Zambri, et occidisse regem, fecit sibi regem omnis Israel A miri, qui erat princeps militiae super

me di Baasa secondo la parola pronunziata dal Signore per bocca d Jehu profeta, 13. A motivo di tutti i peccati di Baasa, e pei peccati di Ela suo figliuolo, i quali peccarono, e fecer peccare Israele, provocando ad ira il Signore Dio d' Israele colle lor vanit. 14. Il resto poi delle azioni di Ela, e tutto quello ch'egli oper , non e egli scritto nel Diario de* re d'Israele? 16. L'anno vigesimo settimo di Asa re d Giuda Zambri regn per se Ite giorni in Tbersa: ^perocch l'esercito (d'Israele) assediava Gebbethon citt de'Filistei. 16. E avendo udito come Zambri si era ribellato, e aveva ucciso ilre, tutto Israele elesse per suo re Amri capitano delle milizie d'I-

Vers. t3. Colle loro vanita, Colle false , e Immaginarie loro divinila.

Israel in die illa in eastris. 17. Ascendit ergo Amri, et omnis Israel cum eo, de Gebbethon, et obsidebant Thersa. 18. Videns autem Zambri , quod expugnanda esset civitas , ingressus est palatium et succenditse cum domo regia, et mortuus est 19. In peccatis suis, quae peccaveratfaciens malum coram Domino, et ambulans in via Jeroboam, et in peccato ejus, quo fecit peccare Israel. 20. Reliqua autem sermonum Zambri, et insidiarum ejus, et tyrannidis, nonne haec scripta sunt in libro verborum regum Israel? 21. Tunc divisus est populus Israel in duas partes : media pars populi sec/uebatur Thebni filium Gineth, ut constituereteum regemi et media pars Antri. 2 2. Praevaluit autem populus qui erat cum

sraele, il quale trovavasi allora nel campo. 17. Amri adunque si mosse con tutto Israele da Gebbethon, e assedi Thersa. 18. E veggendo Zambri, che la citt sarebbe espugnata, entr nella reggia, e si abbruci colla casa reale, e mori

19. Per ragione de' peccati, che avea commessi ( facendo il male nel cospetto del Signo- re, e battendo le vie di | Jeroboam), e pei peccati, che fece commettere ad Israele. 20. Il resto poi delle azioni di Zambri, e la sua congiura, e la sua tirannide, non son elleno descritte nel Diario de're d'Israele? 21. Allora si divise il popolo d'Israele in due fazioni: la met del popolo aderiva a Thebni figliuolo di Ginetb, per farlo re: e 1' altra mela era per Amri. 22. Ma la vinse il popolo, che teneva per

Antri, populi qui seque' batur Thebni filium G netti: mortuusque est Thebni.etregnavitAmri. 23. Anno trigesimo primo A s a regis Juda, regnavt Antri super Israel, duodecim annis: in Thersa regnavitsex annis. 24. Emitque montem SamariaeaSomer duobus talentis argenti', et aedificavit eum, et vocavit nomen civitatis, quam extruxerat, nomine Somer ^domini montis, Samariam. 26. Fecit autem Attiri malum in conspectu Domini, et operatus est nequiter super omnes qui fuerunt ante eum. 26. Ambulavitque in omni via Jeroboam fili Ifabat, et in peccatis ejus quibus peccare Jecerat Israel : ut irrita-

Amri, con Ir la gente , che seguiva Thebni figliuolo di Gineth: e Thebni mor, e regn Amri. 23. L' anno trentun di Asa re di Giuda, Amri prese il regno d'Israele per dodici anni : in Thersa regn anni sei. 24-E compr il monte di Samariada Somer per due talenti di argento ; e alla citt, che ivi fabbric, diede il nome di Samaria dal nome di Somer padrone del monte. 26. Ma Amri fece il male nel cospetto del Signore, e fu scellerato sopra tutti i suoi predecessori. 26. E imit in tulio Jeroboam figliuolo di Nabat, anche nell' indurre come quegli, Israele a peccare, provocando a

Vers. 9,4- Compro il monte di Samaria ec. I re d'Israele fecero la loro residenza a Sichem , indi a Thersa, e finalmente a Samaria. Credesi, che vi fosse gi appi del monte un villaggio col nome di Samaria, di cui si fa menzione cap. xiu. 35. e che Amri stendendosi sul monte ne facesse quella illustre citt , che divento da indi in poi come capitale del regno delle dieci trib.

ret Dominum Deum /srael in vanitatibus suis, 27. Reliqua autem sermonum Amri, et pretella ejus, quae gessit, nonne haec scripta sunt in libro verborum dierum regum Israeli 28. Dorm/vitque Amri cum patribus suis, et sepultus est in Samara : regna vitque Acha filius ejus pro eo. 29. Achab vero filius Amri regnavi/super/srael anno trigesimo octavo Asa regis Juda. .Et regnavit Achab filius Amri super Israel in Samaria viginti et duobus annis. So.Et fecit Achab filius Amri malum in conspectu Domini super omnes, qui fuerunt ante eum. 3i. ifec suffecit ei, ut ambularet in pecca" tis Jeroboam filii Nabat\ insuper duxit uxorem Jezabelfiliam Ethbala regis Sidoniorum. Et obiit, et servivitBaalj et adoravit eum,

sdegno il Signore Dio d'Israele colle sue vanit. 27. Il resto poi delle azioni di Amri, e le guerre fatte da lui, non son elleno scritte nel Diario de re d'Israele? 28. E Amri si addorment co'padri suoi, e fu sepolto in Samaria, e succedette a lui nel regno Achab suo figliuolo. 29. Or Achab figliuolo di Amri ebbe il regno d'Israele l'anno trentemodi Asa re di Giuda. E Achab figliuolo di Amri regn in Samaria sopra Israele per venti due anni. 30. E Achab figliuolo di Amri fece il male nel cospetto del Signore sopra tutti i suoi predecessori. 31. E non si content di imitare i peccati di Jeroboam figliuolo di Nabat; ma di pi prese per moglie Jezabel figliuola di Ethbaal re de' Sidoni: ed egli and a servire a Baal, e ad adorarlo.

32. Et posuit aram Baal in tempio Baal, quod aedificaverat in Samttria : 33. Et plantavit lucum : et addidit Achab in opere suo irritans Dominum Deum Israel super omnes reges /srael, qui .fuerunt ante eum. 34. /n diebus ejus aedificavit Hiel de Bet* he 1, Jericho: in Abiram primitivo suo fundavit eam, et in Seguo novissimo suo posuit portas ejus : (i) juxta verbum Domini, quod locutus fueratin manu Josue filii Nun. . (i)/oj. 6. 26.

32. Ed eresse un 'altare a Baal nel tempio di Baal edificato da lui in Samaria; 33. E piant un boschetto, e and avanti nel suo mal fare, provocando a sdegno il Signore Dio d'Israele pi che non avean fatto tutti i re d'Israele, ch'erano stati prima di lui. 34- A tempo di lui Hiel di Bethel edific Jericho: egli ne gett i fondamenti sopra del suo primogenito Abiram, e ne piant le porte sopra l'ultimo suo figliuolo Segub, giusta la parola pronunziata dal Signore per bocca di Giosu figliuolo di Nun.

Vers. 31. Prese per moglie Jetdbel figliuola di Ethbaal ec. Questa donna non solo gentile, ma imperiosa, e crudele, fu peggiore di quel che era il marito. Ethbaal chiamato Thobalo dai Greci, ed era re de' Sidoni, o piuttosto dei Tiri allora probabilmente padroni anche di Sidone. . Vers. 34- Egli ne getto ec. Dio adempie letteralmente la maledizione pronunziata da Giosu contro chiunque avesse tentato di rimettere in piedi quella citt. Jos. vi. 12. 6. Hiel uomo empio, e infedele , si mette a riedificare Gerico , con permissione certamente di Achab, il quale non dovea prendersi gran pensiero delle minacce di Dio ; ma Hiel perde il igliuol primogenito , mentre gettava i fondamenti, perde gli altri figliuoli, mentre tirava innanzi le fabbriche delia cilt , e finalmeuls perda 1' ulti-

C A P O

XVII.

Elia chiude il cielo per tre anni, ed nudrito prima dai corvi t indi da una donna di Sarephta: la pentola della farina, e il vaso dell olio di qusta donna non vengon meno', e il suo figliuolo risuscitato in virt delle preghiere di Stia. i.(i)ZtdixitElis Thesbits de habitatoribus GalaadadAchab: Vivit Dominus Deus tsraely in cujus conspectu sto, si erit annis his ros, et pluvia^ nisi uxla oris mei verbo,
(i) Eceli. 48. i. Jac. 5.17. mo , quando , terminata ogni cosa , attaccava le porte alle mura della citt : avvertimento grande per Achab , ma avvertimento, di cui non reggiamo, che traesse verun profitto. Vers. i. Ma Elia Tkesbite ... disse ad Achab. Non sappiamo n il nome del padre , n veruna particolarit della famiglia di Ella. Egli era di Thesbe citt della tribi di Gad, di l dal Giordano , ed era non solo adoratore, ma anche profeta del vero Dio in mezzo agli scandali, e alle empiet , che inondavano il regno delle dieci trib, e Dio gli avea dato un animo grande , e uno zelo ardente, e secondo il comune sentimento de' Padri osserva perpetua verginit, e fn come il superiore, e il maestro de* profti, che vissero in quel tempo nello stesso paese. Il suo nome in ebreo significa il Dio forte, ovvero il Signore Dio. D cui io ton servo. Tale il senso di quella frase ebrea in cujiir conspectu tto, come si raccoglie da altri luoghi delle Scritture. Vedi Num. in. 6., Deut. XVH. 12. xvui. 5. Jerem. xv. 19. Non verr rugiada ec. Queste parole nono la conclusione di un discorso fatta da Elia ad Achab per ritirarlo dall' empio

aEliaThesbite abitante di Galaad disse ad Achab: Viva il Signore Dio d'Israele, di cui io son servo; non verr n rugiada, ri pioggia in quegli anni, se non quand'io lo dir.

2. Et/actum est verlum Domini ad eum, di* cens: 3. Recede hinc, et vade contra orientem, et bscondere in torrente Carith,qui est contra Jordanem : 4- Et ibi de torrente bibes : corvisque prae" cepi, ut pascant te ibi, 6. Abiit ergo , et fecit juxta verbum Domini, cumque abiisset, sedit in torrente Carth, (fui est contra Jordanem. 6. Corvi quoque de/erebanlpanem, etcarnes mane, similiter panem, et carnes Pesper, et bibebat de torrente. 7. Post dies autem siccatus est torrens : non enim pluerat super terram.

a. E il Signore parl a lui, e gli disse: 3. Partiti di qua. e va verso oriente, e nasconditi presso al torrente Garith, che dirimpetto al Giordano: 4 E ivi berai al torrente: e ho comandato a'corvi, che ti dien da mangiare. 6. Egli adunque part, ed esegu l'ordine del Signore, e and a posarsi presso al torrente Carith, che dirimpetto al Giordano. 6. E i corvi gli portavan pane,e carnila mattina, e parimente pane, e carni la sera, e beveva ai torrente. . 7. Ma di t a qualche tempo il torrente rimase asciutto, perch non veniva pioggia sopra la terra.

culto di Baal, ma vedendolo ostinato nel male gli predice con giuramento una siccit, che durer tre anni, e mezzo, se lo stesso profeta non far col suo comando venir prima la pioggia. Yers. 4- Ho comandato ai corvi, che li dieno da mangiare. Il corvo un uccello vorace, maligno, niente amico degli uomini ; contuttociii Dio, che sa far servire a' suoi fini anche i muti animali, promette ad Elia, che i corvi gli porterai! da mangiare; cos nella vita di s. Paolo primo Eremita, scritta da s. Girolamo^, si racconta che un torvo portava ogni giorno a quel uto im mezzo pane. *

8, Factus est ergo sermo Domini ad eum, dicens ; 9. Surge et vade in Sarephta Sidoniorum, et manebis ibi: praecepi enim ibi mulieri viduae ut pascal te. fio. (i) Surrexit, et obiit in Sarephta. Cumque venisset ad portam civitatis , apparuit ei mulier vidua colligens Ugna 9 et vocavit eam , dixitque ei*. Da mihi paululum aquae in va* se, ut bibam. 11. Cumque illa per* gcret et afferret^clamavit post tergum ejus di" cens : Affer mihi, obsecro, et buccellam panis in manu tua. 12, Qua^e respondit : "*Vit Dominus Deus
(i) Lc. 4. 26.

8. Il Signore pertanto parl a lui, e disse: 9. Parti, e va a Sarephta de' Sidoni, e ivi fa tua dimora; perocch ivi ho ordinato a una donna vedova, che ti dia da mangiare. 10. Si part egli, e and a Sarephta. E ridi' arrivar ch' ei faceva alla porta della eitt, si vide dinanzi una donna vedova, che raccoglieva delle legna, e chiamolla, e le disse: Dammi un po'd' acqua in un vaso, affinch io beva. 11. E mentre ella andava per portargliene, le grid dietro, e disse: Portami di grazia anche un tozzo di pane colla tua mano. 12. Rispose, ella: Viva il Signore Dio tuo;

Ver, g. fa a Sartphta de1 Sdon... perocch ivi ho ord nato ec. Sarephta citt di mezzo tra Tiro e Sidone. 11 Signore dice ad Elia, he vada a quella citt di gentili ; perocch ha disposto che ivi ia egli sostenuto da una vedova gentile , che era anclie poveris m a , come fino allora era stato sostentato da animali tenuti pe impuri tra gli Ebrei, e i quali appena trovano tauo che basi a saziare la loro ingordigia,

totus, quia non habeo panem, nisi quantum pugillus capere potest farinae in hydria , et paullulum olei in lecytho : en colligo duo Ugna, utingrediar et faciam illum mihi, et /ilio meo,utcomedamus et moriamur. 1.3. ^d quam Elias ait:Noli timere, sed vade, ttfac sicut dixisti: verumtamen mihi primum f ac de ipsa fari" nula subcinericium panem parvulum, et affer ad ine : ubi autem , et filio tuo facies postea. 14 Haec autem dicit Dominus Deus Israeli Hy aria farinae non deficiet, nec lecythus olei minuetur , usque ad diem , i/z qua Dominus daturus est pluviam super faciem terrae

del pane io non ne ho s ma solo un po'di farina in una pentola quanto pu capirne in una manata, e un pocolino di olio in un vaso: or io raccoglieva due legna per andare a cuocerla per me, e pel mio figliuolo , affin di mangiarla, e poi morire. 13. Dissele Elia: Non temere, ma va, e fa quello che hai detto: ma fa prima per me con quel po' di farina una stiacciala cotta sotto la cenere, e portamela, e poi ne farai per te, e pel tuo figlio. 14. Or il Signore Dio d'Israele dice cos: La farina della pentola non verr meno, e il vaso dell' olio non caler sino a quel giorno, in cui il Signore mander pioggia sopra la terra.

Vers. 13. Fa prima per me ... una stiacciata ec. Il profeta era affamato, e stanco dal viaggio , e ave bisogno d' essere ristorato il primo : lion pu negarsi per, che Elia non mettesse a una gran prova la virt , e la bont della donna ; ma Dio le diedo, allora la fede per credere alle parole del profeta , onde con maravigliosa docilit si priv di quel poco, che avea, per refocillare il profeta. Quindi con ragione celebrata altamente da' padri la carit, e l'ospitalit di questa donna, f^ediifieron, ep. i o < _ad Furifttn ) Euchsr, prosper.

16. Quae abit, etytit juxta verbum Eliae: etcomeditipse, et illa. et domus ejus : et ex illa die \6. Hydria farnae non de/cit, et lecythus olei non est imminutus, juxta verbum Domini, quod locutus fuerat in manu Eliae. 17. J?actum est autem post haec , aegrotavtfilius mulieris matris familias, et erat languor/ort/ssimus, ita ut non remaneret in eo halitus. 18. Dixit ergo ad Eliam : Quid mihi, et fili', vir Dei ? ingressus e,s ad me, ut rememorarentur inic/uitates meae et interfceres filium meum ?

io. E quella and, e fece come le avea detto Elia, e mangia egli, ed essa , e la sua gente. E da quel giorno in poi 16. La farina della pentola non venne meno, e il vaso dell'olio non cal, secondo la parola detta dal Signore per bocca di Elia. 17. Or di poi egli avvenne, che si ammal il figliuolo di questa madre di famigliale la malattia era gravissima, talmente che rimase senza respiro. 18. Ella pertanto disse ad Elia: Che ho io fatto a te, o uomo di Dio? Se' tu venuto a me per rinnovar la memoria delle mie iniquit, e per far morire il mio figliuolo? 19. Et ait ad eam 19. E diasele Elia: Elias : Da miAi filium Dammi il tuo figlio: e lo

Vers. 18. Che hoio fatto a te. o uomo di Dio ec? Ecco la riflessione di Teodorcto (quaest. 5iJ. Sono degne di ammirazione le parole di questa vedova ; ella dice : la luce della tua santit mette in vista i peccati miei, che erano occulti, ella non dice.- tu se*stato di cattivo augurio per me, la. tua venuta mi ha portato sciagure ; ma i proprii peccati assegna per cagione di quello che le e avvenuto ; tnfo giovarono a lei gV infegnament del profeta. Ella si duole per umilt di aver ricevuto indeguamente in sua casa uh prefetti.

tuum. Tulitque eum de sinu ejus, etportavit i caenaculum ubi ipse manebat, et posuit super lectulum suum. 20. JBt clamavit ad Dominum, et dixiti Dowzine Deus meus, etiamne viduam^ apud quam ego utcumque sustentor, afflixisti , ut interficeres filium ejus ? 21. Et expandit se, atque mensus est 'super puerum tribus vcibus^ et ctamavitad DoTinum, et alt : Domine Deus meus rev ertatur , obsecro , anima pueri hujus in viscera ejus.

prese dal seti i lei, e portello nella camera, dov' egli albergava, e lo spos sul suo letto. 20. E alz sue voci al Signore, $ disse: Signore Dio mio, hai tu dunque afflitta ancor questa vedova, in casa della quale io vivo alla meglio, facendo morire il suo figliuolo? 21. E si distese, e si rannicchi sopra il fari" ciullo per tre volte, e alz sue voci al Signore, e disse: SignoreDio mio, fa, li prego, che l'anima del fanciullo torni nelle sue viscere.

Vera. ai. E si dislese, e si rannicchio sopra il fanciullo per tre volte ec. In tutto questo era significato un gran mistero notato dai padri, e particolarmente da s. Agostino, Serm. 201. de temp., con queste parole : II figliuolo della vedova giaceva morto , come il popolo delle nazioni era senza vila -pe? molti peccati: alV orazione di Elia risuscita il figliuolo della vedova, alla venuta di Cristo il popolo Cristiano e tratto dal carcere della morte : Elia si rannicchia pregando, ed e ravvivato il figliuolo della vedova ; Cristo si prostra nella passio* ne, e il popolo Cristiano riceve la vita ... Ma nel rannicchiarsi, che fa Elia per tre volte, dimostrato il mistero della Trinit , imperocch il figliuol della vedova , vale a dire il popolo Cristiano, e resuscitalo non dal solo Padre senza il Figliuolo ; ne dal Padre e dal Figliuolo senza lo Spirito Santo, ma da tutta la Trinila, la ejual cosa nel Sacramento del Battesimo e ancor dimostrata, m cui per tre volte i' uomo vecchio toni-

22.1SJt exaudivit Dominus vocem Eliae : et reversa est anima pueri intra eum, etrevixit, 23. Tulitfjue Elias puerum , et deposuit eum de coenaculoininferiorem domum, et tradidit mairi suae et ait illi : E n vivit filius tuus. 24. Dixitque mulier ad Eliam: Nunc in isto cognovi, quoniam vir Dei es tu, et verbum Domini in ore tuo verum est.

22. E il Signore esaud la voce di Elia, e l'anima del fanciullo torn in lui, ed ei risuscit. 23. Ed Elia prese il fanciullo, e dalia sua camera lo trasport al piano di terra della casa, e lo rimise a sua madre, e dissele: Eccoti vivo il tuo figliuolo. 24. la donna disse ad Elia: Or da questo conosco, che tu se' uomo di Dio, e che la vera parola di Dio nella tua bocca.

tnergeti, affinch il nuovo risorga. Allude s. Agostino in queste ultime parole al Battesimo per immersione usato tuttora 'suoi tempi. Vera. 22. L'anima del fanciullo torn ac. Espressione, che prova la spiritualit, e l'immortalit dell'anima umana.

C A P O

XVIII.

Crescendo la fame , Elia va incontro ad Abdia > che cercava erba pe' bestiami, e difficilmente lo induce a dar nuova ad Achab di sua venuta : questi va a trovare Elia , ed ripreso da lui, Elia mosso da zelo di Dio comanda, che sieno uccisi gli ottocento cinquanta falsi profeti; fa venire fuoco dal cielo a consumare l'olocausto , e impetra da Dio la pioggia* 1. J t o s t dies multos factam est verbum Domi/zi ad Eliam , in anno terbio, dicens: Vade et ostende te Achab, ut dem pluviam super faciem terrae. 2. Ivit ergo Elitfs, ut os tender et se Achab : erat autem fames in S amarla. 3. Vocavitque Achab A bdiam dispensa torem domus suae : Abdias autem timebat Dominum va/de. olio lem po dopo il Signore parl ad Elia l'anno terzo, e dissegli: Va, e fatti vedere ad Achab, affinch io faccia cadere la pioggia sopra la terra. 2. And adunque Elia a farsi vedere ad Achab. Or la 'fame era gagliarda in Samaria. 3. E Achab chiam a se Abdia maggiordomo di sua casa. Or Abdia era molto "timorato del Signore.

Vers. i. L' anno terzo. Comunemente si computa questo terzo anno dal tempo, che ella si parti dalle vicinanze del torrente Carith per andare a Sarephta. Vers. a. In Samaria. Con questo nome sovente intesa nelle Scritture e la capitale , e tutto il paese delle dieci trib. Yers. 3. Chiamo a se Abdia ec. Gli Ebrei, e con essi Teodoreto credettero, che questo Abdia fosse lo stesso profeta , di cui abbiamo gli scritti tra' profeti minori, e lo fauno marito dell

4. Nam cum interficeret Jezabel prophetas ]ominit tu/it ille centum prophetas et abscondit eos quinquagenos, etquinquagenos in speluncis, et pavt eos pane, et aqua,

6. Dixit ergo Achab ad Abdiam : Vade in terram ad umversos fan tes aquarum, et in cunctas valles, si farte possemus invenire her^am, et salvare equos, et mulos , et non penitus jumenta intereant. 6. Diviseruntque si& regiones , ut circureni eas : Achab ibat per viam unam, et Abdias per viam alteram seorsum. 7. E mentre era Abdia 7. Cumque esset Ab' dias in via, Elias oc- in viaggio, Elia andogli currit eis, i qui cum co- incontro;e quegli avenvedova di S unam, di cui si parla 4- Reg. iv., ma questa opinione manca di fondamenti. Vers. 4- Prese centa profeti ec. Questi profeti erano uomini pii, che si adunavano insieme per meditare la legge, e cantare le laudi del Signore, come eran quelli che viveano sotto la direzione di Samuele , i. Rcg.-wx. Cosi vedesi, che Dio avea tuttora molti servi fedeli in un paese, dove 1' empiet trionfava. Anzi non mancano interpreti, i quali credono, che questi fossero veri profeti.

4. Imperocch quando Jezabele facea mori* re i profeti del Signore, prese egli cento profeti, e li nascose cinquanta in una, e cinquanta in un'altra caverna, e li sostent con pane, ed acqua. 5. Disse adunque Achab ad Abdia : Fa un giro pel paese verso tutte le fontane, e per tutte le valli, se mai potessimo trovar dell'erba, e salvare i cavalli, e i muli, onde ton periscano affatto le bestie. 6*. E si spartirono le regioni per farne il giro: Achab andava da una parte, Abdia separatamente dall' altra.

gnovisset eum , cecidit super faciem suam, et ait: Nuni tu es, domine mi, Elias ? 8. Cui ille respondit: Ego. Vade , et die domino tuo: Adest Elias. 9. Et ille : Quid peccavi, inquit^ quoniam trads me servum tuum in manu Achab, ut interficiat me ? 10. Vivt Dominus Deus tuus, cjua non est gens , aut regnum, quo non mserit dominus meus te requirens \ et respondentibus cunctis: Non est hic : adjuravit regna singula, et gentes, eo quod minime reperirers: 11. Et nunc tu dicis mihi : Vade, et die domino tuo : Adest Elias. 12. Cumque recessero a te Spiritus Domini asporta bit te in locum, quem ego ignoro: et ingressus nuntiabo Achab) et noninveniens te, interficiet me : servus autem tuus timet Dominum ab infanta sua. 13. TSIumquid non in-

dolo conosciuto, si prostr bocconi, e gli disse; Se'tu, signor mio,Elia? 8. E quegi rispose: Son io. Va, e di'al tuo signore : E qua Elia. 9. Ma quegli: Che male bo fati'io, disse, che tu dia me tuo SPrvo nelle mani di A.chabj perch'ei mi uccida? 10. Viva il Signore Dio tuo, non havvi nazione, n regno, dove il signor mio non abbia mandato a cercarti; ed essendogli da tutti risposto: Ei non qui: figli non trovandoti ha scongiurati i regni ad uno ad uno, e le nazioni; 11. E ora tu vieni a dirmi: Va, e di'al ilio signore: qui Elia, 12. OrquancJ'io sar partilo da te, lo Spirito del Signore ti trasporter in luogo ignoto a me, e fatta da me l'ambasciala, Achab non ritrovandoti mi uccider; or il tuo servo teme il Signore fin dall'infanzia, 13. Non egli slato 9*

dica tum est libi domino meo, quid fecerim cum nterficeret Jeza~ bel prophetas Domini quod absconderim de propJieti Domini tertium viros, qu^tfqtage/zos et quinquagenosin speluneis, et paverim eos pane, et aqua ? 14 Et nunc tu dics: Vade^et die domini tuo: Adest Aliasi ut inter/ciatme? 15. Et dixit Etias: Vivit Dominus xercitaum, ante cu;us vuitum sto, quia hodie apparebo e/. 16.Abiit ergo Abdias in occursum Achab, et indicavit ei: venitque Achab in occursum E" liae. ij. Et cum vidisset eum, ait : Tune es ille, qui conturbas Israel ?

ridetto a te, signor mio, quel ch'io feci allorch Jej&abele uccideva i profeti del Signore, com'io ascosi cento profeti del Signore, cinquanta in una caverna, ejcinquanta in un'altra, e li sostentai con pane ad acqua ? 14 E ora tu dici: Va a dire al tuo signore: Eli qui: affinch egli mi uccida? 15. Ma Elia disse: Viva il Signore degli eserciti, di cui io son servo: oggi io mi far vedere a lui. 16". And pertanto Abdia a trovar Achab, e fecegli l'ambasciata: e Acbab and incontro ad Elia. 17.E avendolo veduto, disse: Non se'tu colui, che mette sossopra Israele? 18. Et ille ait : Non 18. E quegli rispose: ego turbavi Israel, sed Non io ho messo sossoVer*. 17. Non se1 tu colui, che mette, sossopra Israele ? La .tessa accusa fu data a Cristo dagli Ebrei, Lue, xvm. 2. Lo zelo di Elia per la gloria del Signore lo rendeva degno di partecipare agli obbrobrii, e alla persecuzione, che dovea soffrire un giorno il Messia.

tu, et domus patris itti, qui dereliquistis man data Domini, et secuti estis Baalim. ig.yerumtamen nunc mitte , et congrega ad me universum Israel in monte Carmeli , et prophetas Baal quadringentos quinquaginta, prophetasque lucerum quadringenta^, qui comedum de mensa JezabeL 20. Misit Achab ad omnes filios Israel, et congregavt prophetas in monte Carmeli. 21. Accedens autem Elas ad omnem populum, ai< : Usquequo claudicatis in duas par" tes ? si Dominus est Deus, sequimini eum i si autem Baal, sequi*

pra Israele, ma tu, e lar casa del padre tuo, perch avete negletti i comandamenti del Signore, e siete andati dietro a Baal. 19. Contuttoci manda adesso a far raunare tutto Israele dinanzi a me sul monte del Garmelo, e i quattrocento cinquanta profeti di Baal, e i quattrocento profeti de' boschetti, i quali sono pasciuti da Jezabele. 20. Mand Achab a chiamare tutti i figliuoli d'Israele, e raun i profeti sul monte del Carmelo. 2.1. Ed Elia appressatosi a tutto il popolo, disse: Fitto a quando zoppicate voi da due lati? Se il Signore Dio, tenete da lui: se poi lo Baal, seguite lui. Ma

Vera. iq. / quattrocento cinquanta profeti di Baal, e i quattrocento de* boschetti. I profeti di Baal sparsi per tutto il regno in numero di quattrocento cinquanta, e i profeti, che fanno le loro funzioni ne' boschetti consacrati alla dea A-starte, i quali profeti erano mantenuti da Jezabele. Questi ultimi non si trovarono ul Carmelo, 3. Re. XXH. 6.

mini illum. Et non respondit ei populus verbum. 32. Et ah rursus Elias ad populum : Ego remansi propheta Domini solus : prophetae autem Baal quadringenti, et quinquaginta viri sunt. 23. Dentar nobis duo oves, et M eligant sibi bovum unum , et in frusta caedentes , po7?ant super Ugna, ignem autem non supponant: et ego interficiam bovem alterum, etimponam super ligna, ignem autem non supponam. 24. Invocate nomina deorum vestrorum , et ego invocalo nomen Domini mei : et Deus qui exaudierit per ignem, ipse sit Deus. JRespondes omnis populus ait: Optima propositio.

il popolo non gli rispose parola. 22. E di nuovo disse Elia al popolo: Son rimaso io solo dei profeti del Signore: e i profeti di Baal sono quattrocento cinquanta uomini. 23. Sieno dati a noi due bovi, e quelli scelgano un bue per loro, e fattolo in pezzi lo mettano sopra le legna, ma senza appiccarvi il fuoco: e io sacrificher T altro bue, e porrollo spra le legna, ma non vi appiccher il fuoco. 24. Invocate voi i nomi dei vostri dei, e io invocher il nome del Signor mio; e quel Dio, che esaudir mandando il fuoco, egli sia Dio. E tutto il popolo rispose, e disse: Ottima proposizione.

Vers. 22. * Sono rimato io solo de1 profeti del Signore. Che abbia il coraggio di comparire. La sciaurata Jezabele ne avea fatti morir molti, mentre bdia maggiordomo dell' empio re suo ma* rito ne occult cento, e gli alien, sup. v. 4> Vers. 24. E quel Do, che esaudir ce. Elia era sicurissimo dell'evento, perch quello che ei proponeva, gli fu suggerito dallo Spirito del Signore. Cos egli non tentava Dio, il quale

2 5. Dxit ergo Elias prophetis Baal : Eligite vobis bovem unum et faci te primi, qua vos plures estis t et invocate nomina deorum vestrorum, ignemque non supponatis. 26. Qui cum talissent bovem ^ quem dederat eis, fecerunt : et nvocabant nomen Baal de mane usque ad meridieni, dicentes : Baal, exaudi nos. Et non eratvox, nec quiresponderet: transiliebantque altare quodfecerant, 2 7 .Cumque esset iam meridies, illudebatiUis Elias, dicens ; Clamate voce ma/or; Deus enim est, etforgitan loquitur, aut in diversorio est, aut in itinere, aut certe dormii, ut excitetur.

25. Disse adunque Elia ai profeti di Baal: Sceglietevi il bue, e fate voi i primi, perch voi siete in maggior numero; e invocate i nomi de* vostri dei, senza appiccare il fuoco. 26. E quelli, preso il bue , che egli avea dato loro , lo immolarono, e invocarono il nome di Baal dalia mattina sino al mezzod, dicendo: Baal, ascoltaci. E non si sentiva alito, n chi rispondesse: e saltavan di l dalP altare, che avean fatto. 27. Ed essendo gi mezzod, Elia si burlava di loro, dicendo: Gridate con voce pi sonora; perocch egli un dio, e forse in qualche ragionamento, od all'osteria, o per viaggio, o almeno dorme, fatelo svegliare.

suole con simili prodigi venire in soccorso della combattuta religione. Abbiamo veduto pi volte mandato il fuoco dal cielo a consumare le vittime offerte al Signore. * Quel Dio , che esaudir mandando il fuoco. Ebr. che parler per mezzo del fuoco. Vers. 26. Saltavano di la dal? altare. Pu essere questa una delle ceremonie usate da que' fanatici profeti ce' loro sacrifizii.

28. Clamabant ergo voce magna, et incidebant se juxta ritum suum cultris^et lanceolis, donec perfunderentur sanguine* 29. Postquam autem transiit meridie^ et illis prophetantibus venerat tempu ,.quo sacrificium off etri solet, nec audiebatur vox nec aliquis respbndebat,' nec attenderai orantes, 5o. Dijcit Elias omni populo : genite ad me. Mt accedente ad se populo, curavit altare Domni, quod destructum fuerat.

28. Eglino adunque gridavano ad [alta voce, e s facevano delle incisioni secondo il rito loro con coltelli, e lancette sino a bagnarsi tutti di sangue. 20.. Ma passalo che fu il mezzod, mentre quelli profetavano, e venuto il tempo, in cui suole offerirsi il sacrifizio, senza che si sentisse nissuna voce, n anima che rispondesse, o desse retta a quei che pregavano, 5o. Disse Elia a tutto il popolo: Accostatevi a me. E appressato che fu a lui il popolo, egli ristaur l'altare del Signore, che era stato rovesciato.

Ver. 28'S faceano delle incisioni ec. Cos offerivano a Baal il proprio sangue. Il lito di scarnificarsi, per cos dire , e di straziare le proprie carni era comune a' sacerdoti di Bellona, di Cibeie, della dea Siria. Vers. 29. Mentre quelli profetavano. Mentre invocavano Baal, e faceano que'loro salti, e le iacisioni aulla loro pelle, che erano riti degni di tali profeti. Venuto il tempo f in cui suole offerirsi il sacrifizio , vale a dire il tempo del sacrifizio della sera. Vedi Exod. xxix. 4*Vers. 3o. e 31. Rislauro P aitare del Signore , che era slalo rovesciato ec. Questo altare dovea essere stato eretto in onore del vero Dio sul Garmelo ne' tempi, che precedettero la fondazione del tempio , ed era dipoi stato rovinato dagli idolatri. Elia prende dodici pietre , delle quali era gi composto 1' altare, per-

- Zi.E1 tulit duodecim lapides juxta numerum tribuumfiliorum Jacob, ad quem/-ictus est sermo Domi/zi, dicens: (i) Israel erit nomen tuum. 32. Et aedificavit de lapidibus altare in nomine Domin,fectgue aquaeductum, quasi per duas aratiuncutas, in circuito altaris, 33.jEtcomposuztligna: d'wisitque per membra bovem et posuit super Ugna, 34- -Et ait: Implete quatuor hydrias aqua, et fundite super holocaustum et super Ugna. Rursumque dixit: E" tiam secundo hoc faci" te. Qui cum fecissent secundo, aiti Etiam ter* tio idipsum facile. Fceruntque tertio :
(i) Ger. 3a. 28.

3i. E prese dodici pietre secondo il numero delle trib de' figliuoli di Giacobbe, a cui il Signore parl, e disse: II nome tuo sar Israele. 62.E con quelle pietre edific P altre nel nome dei Signore, e vi fece una fossa come due piccoli solchi attorno l'altare, 33. E aggtustovvi le legna, e spezz il bue membro per membro, e lo pose sopra le legna, 34- E disse: Empiete quattro idrie di acqua, e gettatela sopra P olocausto, e sopra le legna: e di nuovo disse : Fatelo anche un'altra volta. E avendo quelli ci fatto per due volte, disse : Fate lo stesso ancora per la terza volta:

cli si trattava di riunire le dieci trib col popol di Giuda in una stessa religione ; onde il suo sacrifzio offerisce a .nome di tutti i discendenti di Giacobbe, a' quali rammenta il nome, e la dignit d'Israeliti ereditata da quel loro patriarca, del qual nome , e della qual dignit si erano rendute indegne le dieci trib col servire a' falsi dei. Vers. 3a. * Una fossa, come due piccoli solchi. Ebr. un solco capace della misura di due sati di seme.

35. Et currebat aqua circum altare , et fossa aquaeductus repiet est. 56.Cumque jam tempus esset, ut offerretur holocaustum, accedens JSlias propheta, ait: Domine Deus Abraham* et Isaac , et /srael, ostende hodie , quia tu es Deus /srael, et ego servus tuus , et juxta praeceptum tuum feci omnia verba haec. . 87. Exaudi me, Dowine , exaudi me ; ut d/scatpopulus iste, quia tii.es Dominus Deus, et tu convertisti cor eorum iterum. . 38. Cecidit autem ignis Domini, et voravit holocaustum, et Ugna, eV lapides, pulverem quoque, et aquam, quae erat in aquaeductu lambens.

35. E correva l'acqua altomo all'altare, e la fossa rest piena. 36.Edess.cndo gi tempo di offrir l'olocausto si appress il profeta Elia, e disse: Signore Dio di Abramo e d 5 Israele, fa oggi conoscere, come tu se'il Dio d5 Israele, e io son tuo servo e tutte queste cose ho fatte per ordine tuo. 87. Esaudiscimi, o Signore, esaudiscimi ; aftinch qusto popolo ifrrpari, che tu se' il Signore Dio, e tuhaiconvertiti di bel nuovo i loro cuori. 58. E scese il fuoco del Signore, e divor 1' olocausto, e le legna, eie. pietre, e la polvere ancora, e bevve l'acqua , che era nella fossa.

Vers. 35. E correva Vacquai Elia l'aveo fatta gettare sull'altare in tanta quantit, che bagnandolo tutto da capo, e da piedi, non potesse restar ombra di dubbio, che il fuoco, che dovea venir sull' altare , non fosse celeste e miracoloso. Vers. 3y. E tu hai convertiti. E tu convertirai di bel nuovo i loro cuori.

5o.. Quod cuw vfdis*et omnis populus, cecidit in faciem suam, et ait; Dominus ipse est Deus, Dominus ipse est.Deus. 40. Dixitque JElias ad eos : Apprehendite prophetas Baal, et, ne unus quidem effugiat ex eis. Quos cum ap* prehendissent, duxit eos .Elias ad torrentsm Cison, et inter/cit eos ibi. 41. Et ait Elias ad Achab: Ascende, come" de, et bibe: quiasonus multae pluviae est. 4. Ascendi/ Achah ut comederet et biberet: Elias autem ascendit verticem Carmeli, et pronus in terram posuit faciem suam inter genua sua. 45. JBt dixit ad pue rum suum : Ascende, etprospice contra mare. Qui cum ascendisset, et contemplato esset, ait : Non est quid-

3p. La qual cosa avendo veduta tutto il popolo, si prostr boccone, e disse: II Signore egli Dio, il Signore egli Dio. 40. Ed Elia disse loro : Mettete le mani addosso a' profeti di Baal, e nemmen uno di essi abbia scampo. E presi che furono, Elia li condusse al torrente di Gison, e ivi li fece morire. 41. Ed Elia disse ad Achab : Va, mangia, e bevi; perocch fischia il rumor di gran pioggia. 42. Achab pertanto and a mangiare, e bere: ed Elia sal sulla cima del Carmelo, e inginocchiatosi pose la sua faccia tra le ginocchia. 43. E disse al suo servo: Va, e guarda dalla parte del mare. E quegli essendo andato, e avendo osservato, disse: Non vi nulla. Ed

i 'IVers. 4^. Pose la sua faccia tra le sue ginocchia. Si esprime V umilt, e la profonda attenzione, 'colla quale orava il profetai

quam. Et rursum alt illi : .Revertere septem vicibus. - 44^/z septima autem vice, ecce nubecula par va quasi vestigium hominis ascendebat de mari. Qui alt: Ascende, etdicAchab: /unge currum trium, et descende, ne occupet te pluvia. 45 Cumque se verteret huc atque illuc, ecce coeli contenebrati sunt, et nubes, et ventus, et facta est pluvia grandis. Ascendens itaque Achab abiitin Jezrahel. l6. Et manus Domini facta est super Eliam, accinctsque lumbis currebatante Achab donec veniret in Jezrahel.

^gli di nuovo gli disse: Tornavi fino a sette volte. 44* E la settima volta comparve una nuvoletta come un piede di uomo, che saliva dal mare. Ed (Elia) disseglir Va, e di'ad Achab: Attacca i cavalli ai .tuo cocchio, e valtene, affinch non sii sorpreso dalla pioggia. ' 45. E mentre quegli s volgeva da un lato air altro, ecco che subitamente si oscurarono i cieli, e cadde una gran pioggia; e Achab salito ( sul cocchio ) se n' and Jezrabel. 46. E la mano del Signore fu sopra Elia, il quale cintosi i fianchi correva innanzi ad Achab fino che arriv a Jezrahel,

Vers. 4<->. Arrivo a Jirahel. Ivi era una HJa di AcJiab.

C A P O XLt. Elia fuggendo nel deserto per paura di Jezabele, svegliato dal sonno mangia del pane mandatogli da Dio , e beve dell'acqua, e cos giunge al monte di Dio Horeb , e ivi nella spelonca,, dolendosi di esser rimaso solo profeta del Signore, sente dirsi, che sette mila ne eran restati : egli mandato a ungere Hazael re d Sria, e Jehu re d5 Israele, ed Eliseo profeta. 1. JL T untavt autem Achab Jezabel omnia, quae fecerai Elas, et quomodo occidisset universos propketas gladio. 2. Misitque Jezabel nuntium ad Eliam, dicens : Haec mihi faciant dii, et haec addant, nisi hac hora cras posuero animam tuam sicut animam unius ex illis. S.Timuit ergo Eliast et surgens abiit quocumque eumferebat vo luntas: venitque in Bersabee Juda, et dimisit ibi puerum suum. 1. ^-*r Achab raccont a Jezabele tutto quello che Elia avea fatto, e come avea uccisi di spada lutti i profeti. 2. E Jesabele sped un messo ad Elia, che gli dicesse: Gii dei facciano a rne questo, e peggio, se domane a quest'ora io non far a te come stato di ognun di quelli. 3. Elia pertanto ebbe paura, e si'part, e andava dove la fantasia il portava: e giunse a Bersabee di Giuda, e ivi licenzi il suo servo.

Vcrs. 3. Elia, ebbe paura ec. Dio sottraendo ad Elia quello spirito di fortezza, e di costanza, col quale egli si era renduto

4- Et perrexit in desertum^viam unius dici. Cumque venisset, etsederet sub ter unamjuniperum , petivit animate suae ut moreretur, et ait\ Sufficit mihi + Do* mine , tolte animam meam : neque enim melior sum , quam patres mei. o. Pro/ecitque se, et obdormivit in umbra junperi : et ecce Angelus Domini tetigit eum et dixit illi : Surge , et comede. 6. Respexit, et ecce ad caput suum subcinericius panis , et vas aquae : comedit ergo, et

4. E s'inoltr nel deserto una giornata di cammino. Ed essendo andato a sedere sotto un ginepro, si desiderava la morte, e disse; Basta, o Signore, prendi 1' anima mia; perocch non son io qualche cosa di meglio, che i padri miei. 6. E si gett per terra, e si addorment ali' ombra del ginepro: quand'ecco che l'Angelo del Signore il tocc, e gli disse: Alzati, e mangia. 6. Si volge egli indietro, e vede presso al suo capo un pane cotto sollo la cenere, e un vaso

terrbile a' re, fa , che egli si sbigottisca , e si abbatta alle miri acce d'una donna. Con tali vicende tiene Dio nell'umilt i suoi Santi, facendo lofo conoscere , come tutto quello , che sono, lo sono per dono di lui, e per effetto della sua grazia. A Bersabee di Giuda. Citt ai confini della Palestina da mezzod. Essa era della trib di Simeon dopo essere stata di Giuda. Jos. xix. a. La trib di Simeon essendo mescolata con quella di Giuda , i f di questa trib eran padroni di Bersabea. Licenzio il sito servo. Per compassione di lui non volendo esperio ai patimenti, e alla fame nel deserto. Vers. 4- Si desiderava la morie. Afflitto pei mali pubblici , reggendo la religione abbattuta, 1* empiet dominante, la persecuzione, che infuriara contro dei buoni, bram di morire per or4ne di Dio piuttosto che essere esposto a perire per le mani di Jezabele; lo che sarebbe stalo come un trionfo per gl'idolatri.

Libili et rursum obdor* ci i acqua. Egli adunque mangi, e bevve, e di mivit. nuovo si addorment. 7. l?eversusque est 7. E l'Angelo del SiAngelus Domini s ecun- gnore torn la seconda do , et te tig t eum, di- volta, e lo tocc, e gli xitque illi : S urge, co- disset Alzali, e mangia: mede , grandis enim perocch lunga ia strada, che ti rimane: tibi restai via. 8.Qui cum surrexis8. Ed egli alzatosi set, comedit, et bibit, mangi, e bevve, e foret ambulavit in fortitu- tificato con quel cibo dine cibi illius, quadra- cammin quaranta d, ginta noctibus , use] u e quaranta notti fino ad montem Dei Horeb. al monte di Dio Horeb. 9. Cumque venisset 9. E giunto col se illuc, mansit in spelun- ne stava in una spelonca , et ecce sermo Do- ca, e tosto il Signore mini ad eum, dixitcjue gli parl, e gli'disse: Che illi\ Quid hic agis, JE- fai tu qui, o Elia? lia ? i o. At ille respondit'. 10. E quegli rispose: Zelo zelatus sum pro Io ardo di zelo pel SiDomino Deo exerci- gnore Dio degli eserciti, luumy quia derelique- perch i figliuoli d'I.runt pactum tuum filii sraele hanno abbandoIsrael: aitarla tua de- nato il tuo patto, han
Vers. 8. Fortificalo con quel cibo cammino quaranta (fi ce. And qua e l pel deserto, in che impieg quarant' interi gierni di viaggio prima di arrivare ali' Horeb. La distanza da Bersabea ali' Horeb non esigeva tanto tempo, ed Elia era gi di l da Bersabea , quando 1' Angelo gli parl ; ma egli non fece la trada diritta verso quel monte. Vers. g. * Che fai tu'qui, o Elia ? Interrogazione, che non ricerca cose non conosciute ; ma che porta rimprovero ali' inclinazione d' un ministro di Dio , perclic quasi addormentato non acondisce a'-snoi doveri.

struxerunt, prophetas tuos acciderunt gladio: derelictus sum ego so /us, et quaerunt animam meam, ut au/rant eam. 11. Et ait ei: Egredare, et sta in monte coram Domino: et ecce Dominus transit^ etspiritus grandis, et/ortis subvertens montes t et cbnterens petras ante Dominum : non in spiri tu Dominus, et post spiritum commodo: non in commozione Domi* nus,

distrulli i luoi allari, hanno uccisi di spadai tuoi profeti; son rimaso sol io, e mi cercano per tornii la vita. 11. (il Signore) gli disse: Esci fuora, e sta sul monte dinanzi al Signore; ed ecco che passa il Signore: ma innanzi al Signore un vento grande, e gagliardo da sciorre i monti, e spezzar le pietre: e non col ventoil Signore: e dopo il vento un tremuoto; non col tremuoto il Signore,

Vera. 11. E sci fuora, e sta sul monte ec. Dio vuol consolare Elia con apparire a lui nello stesso luogo, in cui apparve a Mos, e nel medesimo tempo vuol istruirlo. Prima adunque di farsi sentire a lui, fa precedere un'impetuosa bufera, indi un tramuoto, e finalmente un gran fuoco. Con questo si ricordava al profeta, come Dio ha nelle sue mani tutti gli elementi per servirsene^ quando che sia a sterminare i peccatori ; ma Dio pieno di bont , e di misericordia non ama di farsi conoscere co' gastigh, e per questo n quando infuriava la bufera , n quando il monte era scosso dal terremoto, n quando divampava la fiamma, si fece egli sentir dal profeta , n gli parl , ma quando , passati tutti quegli spaventi, cominci a zufolare sul monte un'aura dolce e soave , simbolo della benignit, e della pazienza, facendo con ci intendere a Elia ( dice Teodoreto ) come il corteggio , che egli ama , quello della bont , e della clemenza , e che ei non d mano a' flagelli, se non inforzato, per cosi dire, dall' umana malvagit , e ostinazione. Notisi, che quello , che leggesi nei versetti 11. e 12. tutto discorso dell' Angelo con Elia. In qualche manoscritto dei LXX. il versetto 12. termina in questo mo-

12. t post commotionem ignis : non in igne Dominus, et post ignem sibilus aurae te* nuis. iS.Quod cum audisset Elias, operuit vultum suum pallio , et egressus stetit in ostio speluncae, et ecce vox adeum, dicens : Quid hic agis, Elia ? JEt iHe respondit \ \!\.Zelo zelatussum pro Domino Deo exercitunz,( i )quia dereliquerunt pactum tuum, filii Israel : aitarla tua destruxerunt, prophelas tuos occiderunt gladio, derelictus ego solus , et guaerunt animam meam, ut auferant eam. l. Et ait Dominus ad eum : Vade, et revertere in viam tuam per desertum in Damascum, cumque perveneris illuc, unges Hazael regem super Syriam,
(i) Rom. i i . 3.

i2.Edopoil tremuoto un fuoco; non col fuoco il Signore, e dopo il fuoco, il fischio di un'aura leggera. i3. Gio avendo udito Elia, si coperse il volto col mantello, e uscito fuora si stava alla porta della spelonca-, ed ecco una voce, che disse a lui: Che fai tu qui, o Elia? Ed ei rispose: i4 Io ardo di zelo pel Signore Dio degli eserciti, perch i ^figliuoli d'Israele hanno abbandonato il tuo patto, han distrutti i tuoi altari, hanno uccisi di spada i tuoi profeti,son rimaso sol io, e ini cercano per tornai la vita., io. E il Signore disse a lui: Va, e torna indietro per la tua strada slessa del deserto verso Damasco; e quando sarai giunto col, ungerai Hazael in re della Siria.

do : E dopo il fuoco il fischio d' un1 aura leggera , con essa, sar il Signore. Ecco che passa ec. Ecco, clic passer. Vers. 13. Si coperse il volto col mantello. la segno di grafi riverenza. Altrettanto fece Moie, 'JSxod. in. 6.

16.( i )Et Jehu filium Tfamsi unges regem super Israeli Elseum autem filium Saphat, qui est de Abelmeula, unges prophetam pro te, 17. Et erit, qaicurfzque fagerit gladium Hazael, ocmet eum' Jehu : et quicumque fu* gerit gladium Jehu, intrficet eum Eliseus. . 18. (2) Et derelinquam mihi in Israel septem milli virorum, quorum genua non sunt
(i) "4. R<?- g. 2. '

16. E Jehu figliuolo di Nam si lo ungerai re d'Israele: e ungerai profeta in tua vece Eliseo figliuolo di Saphatch' di Abelmeula. 17. E avverr, che chi avr scansata la Spada di Hazael, sar ucciso da Jehu: e chi avr scansato la spada di Jehu, sar ucciso da Eliseo. 18. E io serberornmi in Israele sette mila uomini, i quali non ban piegato il ginoo

(a)' Ron. 11.4.

Vers. 15. Ungerai Hazael in re della Siria. Secondo la frase ebrea ungere un re vuol dire semplicemente dichiararlo, designarlo per re. Elia adempi quest' ordine per mezzo di Eliseo, il quale and a Damasco , e predisse ad Hazaele il regno della Siria , 4- Rag- vui. il. 13. Dio in questo fatto dimostra, come la sua provvidenza si estende a tutti i popoli, e a tutti i reami. Vers, 16. Jehn figliuolo di Namsi. Propriamente figliuolo di Josapbat, nipote di Namsi. Ungerai profeta, in tua vece ec. Dio d un compagno ad Elia, perch questi dolevasi di essere il solo profeta destinato ad opporsi ali* empia Jezabele , e alla turba degli adoratori di Baal. Abelmenla era nella tribi di Ephraim, 4'- R'e-Iv- 12t Vers. i 7. E chi avr scansata la spada di Jhu, sar ucciso da Eliseo. Vale a dire : Dio |>er punire gli adoratori di Baal t non solo armer contro di essi i due regi Hazael, e Jehu, ma disporr, che anche un uomo, la di cui professione alienissima dallo spargere il sangue degli uomini, contribuisca al loro estermiitio, facendo uccidere dagli orsi quarantadue ragazzi di Betlie! sede primaria dell' idolatria.

incurvata ante Baal^et omne os, quod non adoravi* ertm osculane ma* nus. i g. Profectus ergo inde E/ias reperii Eli" seum filium Saphat^ atantem in duodecim. jugis boum , et ipse in fduodeeim jugis boum arantibus unus ^ratt cumque venisset ~Etia$ ad eum, misit pallium suum super illum. 20. Qui statim reti" ttis bobus^cucurritpost Edam, et aiti Osculer, oro, patrem, meum, et matrem meam , et sic sequar te. Dixitque ei: yade, et revertere: quod enim meum erat, feci libi.

chi dinanzi a B^al, e nissun 4e* quali ha afecostata la matio alla sua bocca in adorandolo. 19. Partitosi adunque di l Elia trov E* liseo figliuolo di Sapbat, il quale arava la terra con dodici paia di buoi ed egli era un di quei che aravano colle dodici paia di bovi: e gi n-, to a lui, Elia gett sopra di lui il suo mantello. so. E quegli lasciati subito i bovi, corse dietro ad Elia, G disse: Concedi, ch' io vada a dar un bacio a mio padre, e a mia madre, e poi ti seguir.^ que* gli* disse a* hiir-fa; e torna: perocch qudtej che toccava a me,io 1* ho fatto.

Vers. 18. io scrberotntfti in sratlt ec. L'Apostolo, che cit questo luogo, Rom. si. 4-1 lesse : mi son riserblo ec. ma il sen so rimane lo stesso. Vedi le note i quel luogo. Nissun de? quali ha accostata la mano alla sua bocca. Era uno dei segni di adorazione tra gli idolatri, 1' accostar la mano alla bocca per baciarla. Pln. lib'. 28. cap. i. Ntll} atto ili adorazione portiamo la destra alla bocca, baciandola. Ver, io. Quello, che toccava a me, io V ho fatto. Va, e torna ( dice Elia ad Eliseo) ; perocch da quello che io ti ho fatto, tu idi conoscere , che sei gi dedicato al servizio di Dio- ho fatto io 1 mie parti, fa tu le tue,

Vol Vi.

io

21. Beversus autem ab eo, tulit par boum , ' et mactavit illud, et in aratro boum coxit carnes, et dedit populo, et comederunt : consur* gensque aiit, et secutus est Etiam, et ministrabatei.

21. HJ partitosi da lui prese un pajo di bovi, e gli scann, e colle legna dell'aratro cosse le carni, e le diede alla gente, perch le mangiasse: G parti, e and, S seguit Elia, e lo ser* viva.
XX.

C A P O

1 Soriani, che assediano Samaria, sono tagliati a pezzi dai servi de' principi delle provintie, e di nuovo Vanno seguente sono tagliati a pezzi nella pmura. Il re Ackab sgridato dai profeta~pei^*aver fatto alleanza con Bena* dad re della Siria , e per averlo lasciato an - dar vivo. i. Jtorro Benadad rex Syriae congregavi omnem exercitum suum et triginta duos reges secum, et equos, et currus: et ascendens pugnabat contra Samariamt et obsid&bat eam.
s

i. \Jr Benadad re della Siria raun tutto il suo esercito, ei cavalli, e cocchi, e avea seco trentadue re: e si mosse,contro Samaria, e Tassili.

Y.er. i. Or Benadad rs de.Ua Sria ec. Questo Benadad figliuolo di quel renella Siti} 11 quale regnando-Baasa, port la * guerra nel paese d'Israele di- concerto con Asa re di Giuda, 3. R0g.\\. 18. 119.1 trentadue re, che avea seco Benadad in questa spedizione dovean ssere piccoli principi della SirJa, e dell'Arabia , suoi tributarii, e parte ancora chistmati al suo soldo.

2. E mand araldi 2. Mittensque nuniios -ad Achab regem nella citt, che dicessero ad Achab re d'IsraeIsrael in civitatum : le: 5. Queste cose dice 3,Alt-. Haec dicit Benadad: Argentum tuum Benadad:II tuo argenet aurum tuum meum to, e il tuo oro mio: est : et uxores tuae, et e le tue mogli, e i tuoi filiitui captimi mei sunt. figliuoli pi vistosi soa cosa mia. 4. E il re d'Israele 4. Responditque rex Israel: Juxta verbum rispose: Come dici tu, tuum , domine mi rex, o re signor mio, io son tuus sum ego, et omnia tuo con tutte le cose ime. mea. 5. Revertentesque 6. E gli araldi tornanuntii dixerunt: ^Taec ron di nuovo, e dissero: dicit Benadadyqui mi' Queste cose dice Benasit nos ad te : Argen- dad, il quale ci manda tum tuum , et aurum a te: Tu mi darai il,tuo tuum, et uxores tuas , oro, e il tuo argento, e et filios tuos dabis le lue mogli, e i tuoi figliuoli. m^. 6. Domane adunque 6". Cfas igitur hac eadem hora mktam ser- a quest'ora slessa manvos meos ad te :et scruta- der a te i miei servi, i buntur domum tuam, quali visiteranno a paret domum servorumtuo- te a parte la casa tua, rum : et omne; quod eis e la casa de'tuoi servi,

Vers. 4- Come dici tu ... io son tuo ec. Questa umile risposta ma generale era diretta ad ammollire l'animo di Bebadad ; ma Achab in sostanza non avea intenzione di soggettarsi ad altra condizione, che di riconoscersi dipendente, e di essere tributario di-quel re. Questi, per passa a specificar meglio le sue pmensioai colla seconda ambasciata , vers, 5.6,'

placuerit ponent in ma- e tutto quello che, lor nibus suis, et au/rent. piacer, se lo piglieranno colle loro mani, e lo porteranno via, 7. Foca vit autem rex 7. Or il re d'Israele Israel omnes seniores convoc tutti i seniori terrete, et aiti Animad- del paese,e disse*. Rifletverdte, et videte, quo- tete, e ponete mente, Jtiam insidietur nobis : che egli ci ten$e insimisitenim ad me pro die: perocch mand enxoribus msis, et filiis, gli a chiedere le mie et pro argento, et auro: mogli, e i figliuoli, e P et non abnui. argento, e l'oro: e io * non ho detto di no. 8. Dixerunt0ue om8. E tutti i seniori, ey majores natu , et e tutto il popolo disseuniversus populus ad ro a lui: Non ascoltarr eum : Non audias, ne* lo, e non condiscendere ^ acquiescas illi. a lui. 9. Egli adunque ri' q. Respondit itaque nuntiis Benadad i Di- spose ai messi di Benacite domino meo regi : dad: Dite al re mio siOmnia , propter quae gnore: Tutto quello misisti ad me servum che facesti dire a me tzzum in initio, faciam: tuo servo al principio, hanc autem rem facere io lo far; ma quest'alnon po ssum. ; tra cosa non posso Farla * io. Reversique nun10. E i messi portafc'i rvtulerunt ei. Qui rono a kii questa riremisit, et aiti Haec sposta. Ed ei li rimanfaciant mihi dil, ethaec d, e disse: Gli dei mi addant, si , sujfecjerit facciano questo, e pegpulvis Samariae pugil- gio, se la polvere di SaVers. 9. Ma quetC altra cosa ce. Non posso dare a te quelle he non mio, la roba de' mici sudditi.

lis omnis populi, qui maria pu empiere il pugno di tutta la gensequitur me. te, che misiegue. \\JBttrespondensrex 11. E il re d'Israele Israel alt : Dicite ei i rispose, e disse: Direte JVe glorietur accinctus a lui: Non st glorii chi' dell'armi si veste, come aeque ut discinctus. chi le depone. 12. Or egli avvenne, 11. Factam est autem cum audisset Be- che quando ud Benanadad verbum istud, dad queste parole, egli bibebat ipse, et reges beveva all'ombra coi re, in umbraculis , et ait e disse a'suoi servi: Cirservis suis : Circumda- condate la citt. Ed este civitatem. Et circum- si la circondarono. dederunt eam. 15. Et ecce propheta 13. Quand'.eceo un unus accedens ad A* profeta si accost ad chab regem Israel ait Acbab re d* Israele, ei : #aec dicit* Dami* gli disse: Queste cose mus : Certe vidistl om- dice il Signore: Hai tu nemmultudinem hanc veduta tutta, queli nimium, ? cce ego tra- turba infitti taf or io la dam eam in manu tua dar oggi in tuo potere, hodie, ut scias , quia ari&aeb tu conosca, ch* io sono il Signore. ego sum Dominus.
Vers. i o. Se la. polvere di Samara pu empiere ec. Questa nna millanteria ( come suoi dirsi ) di Benadad. Egli giura, e spergiura , che tanto immenso il numero de' suoi soldati, che se ciascheduno di essi volesse prendere una manata di terra lei paese di Samaria, non vi sarebbe terra abbastanza per tutti, Vers. 11. Non si glorii chi deW armi si veste ec. Colui, che si arma per combattere non pu gloriarsi, come chi le armi depone , il quale, ce si gloria pu con ragione gloriarsi della conseguita vittoria. E una maniera di proverbio. -Vers. 13. * Hai tu veduta quella turba infinita? Or io la dar oggi in tu potere. II Signore vuol farsi conoscer* per <jnl

14- Et att Achab: Per quem? Dixitque ei: Haec dicit Dominus. Per pedissequos principum provinciarum. Et alt : Qui* incipiet praefiari ? Et ille dixitiTu.

io. Recensuit erga ^fueros, principum pro vinciorum, et reperit numerum ducentorum, et recensuit post eos populum, omnes filio s Israel septem millia,

16. Et egressi sunt meridie. Benadad autem bibebat temulentus in umbracido suo, etreg-fis triglnta duo. cum o, qui ad auxilium e/us venerant. 17. Egressi sunt au17. E i servitori de' tem puer principum principi delle provincie provinciarum in prima uscirono alla testa di

i4. E Achab disse: per mezzo di chi? E quegli disse a lui: Que* st cose dice il Signore: Per mezzo de'servitori, che accompagnano a piedi i principi delle provincie. E quegli disse: Chi comincier la battaglia? E l'altro rispose; Tu. 16. Egli adunque fece rassegna de' servi de'principi delle provincie, e trovonne il numero di dugento trenta due: e dopo questi fece la rassegna del popolo, e trov sette mila figliuoli d'Israele. 16. E uscirono fuora sul mezzod. Or Benadad gi ubbriaco beveva nella sua tenda, e con lui i trentadue re venuti in suo ajuto.

ch'egli , con dare nuovo, pegno d amore ali' ingrato Israele , e coli'umiliare la superbia de* cuoi nemici con flagello non preveduto. Vcrs. 14. Ptr mesto dei servitori, che accompagnano a pitdi te. In una parola per mezzo degli staffieri1 ec.

frante. Qui nuntiaverwt ei, dicentes : Firi egressi sunt de S ama* ria. 18. E ti/le ait: Sive pro pace veniz/nt, apprehendite eos vivos*. sive ut praeUentur ; vivos eos capite. 19.Egressi sunt ergo pueriprincipum provili* ciarum, ac re/iquus exercitus sequebatur. ao.Etpercusszt unusquisque virum qui contra se veniebat ; fugeruntque Syri, et perse- cutws est eos Israel. Fugitquoque Benadadrex Syriae in equo cum e* quitibus suis. i. Nec non egressus rex Israelpercussit equos, et currus, et percussit Syriam plaga magna. 22. (Acceclens autem propheta ad regem Israel dixit ei : Vade^ et confortare, et scit y et vide, quid factas: sequenti enim anno rex Syriae ascendet contra te).

tutti. Or Behadd man* d a vedere. E fagli riferito: ussito gente fuor di Samaria. 18. Ed egli disse*. Se son venuti a parlar di pace, prendeteli vivi: se per combattere, prendeteli vivi: 19. Si avanzarono adunque i servitori de' principi delle provincie, e il rimanente dell' esercito veniva appresso. 20. ciascuno di quegli uccise chi se gli fece davanti: e i Siri fuggirono, e Israele g* insegu. E anche Benadad re della Siria se ne fuggi a cavallo co' suoi cavalieri. . ai. E anche il re d* Israele venuto fuori mise in reit i cavalli, e i cocchi, e diede una grande sconfitta alla Siria. 22.r accostatosi un profeta al re d'Israele, gli disse: Va, e fatti animo, e impara, e pensa a quel ebe hai da fa* re: perocch l'anno venturo il re di Siria si mover contro di te

* 3. Servi vero regis &yri&a dixerunt ei: Dii irontium sunt dil eorum: ideo superaverunt nos; sed melius est, ut pugnemus contra eos in campestrbus, et.obtie^imus^eos* 24- Ta erga verbum 'hoc'faci Amove reges singulos ab exercito uo, ,et pone principes jpf& eis. 26. t instaura numemm mKmntytjui^e" cideruntdetuis^e^efjuos secundum equos pristinas s ti cwrr-us secundmm currus, quos ante kaui&tii et pugnatimas contra eos in campestribiis , et videbis , ^ruod ob/inebimus eos. Crediditconsi&'oeorum, et fecit ita*

3. Ma i servi del re di Siria dissero a Iti: Gli dei di coloro soto gli dei de'monti: pr questo ci hanno vinti: onde meglio, che com* battiamo contro di essi in pianura, e li vinceremo. 24- Tu adunqne fa cos: Rimanda dal luo esercito ciascun di que' regi, e poni in luogo di essi de' capitani so. supplisci il numero de'tuoi soldali, -che son morti, e i ca-valli com'eran quelli di prima, e cocchi come quelli, che avesti peli' avanti ; e noi combatteremo con loro nell^ pianure, e vedrai, che li vinceremo* Abbracci egli il loro consiglio, e fece cosi.

Vera. $3, Gli &A di, coloro sono gli Dei dei monti; per que sa ci hanno vnto. Notisi la finezza degli adulatori : Bendad era stato rotto, e messo in fuga da un pugno di gente, mentre se stava bevendo spropositatamente coi suoi capitani; i suoi cortigiani per lungi dall'attribuire il suo disonore ali' ubbriachezza, e alla trascutaggine di Bendad, dicono, che gli Dei dei monti protettori di Samaria, fabbricata in luogo elevato, arcano fatI* eglino tutto quel male. Er uno dei principii del Gentilesimo il riconoscere diverse divinit pe'diversi luoghi, pelle diverse azioni ec. Cosi i Fauni, e i Silvani a loro credere potevao mollo elle selve, ne' monti le Oreadi ec.

26* Igitur postquam annus transierat, recensuit Benadad Syros, et ascendit in Aphec , / pugnarci contra /srael. - 27. Porro filii /srael recensiti sunt, et ac- ceptis cibariis profecti ex adversu, castrarne" tati sunt contra eos, quasi duo parvi greges caprdrum : Syri autem repleverunt terram. 28. (Et accedens unus vir Dei, dixit ad regem Israel: Haec dicit Dominus'. Quia dixeruntSyri: Deus montf'um est Dominus , et no/? est Deus vallium, dabo omnem multitudinem hanc grandem in manu tua : et scietis, quia ego sumDominus),

v6. Quindi passato un anno, Benadad fa ce la rassegna dei Siri, e and ad Aphec per combattere con Israele. 27. li fu fatta la rassegna anche de'figliuoli d'Israele, ed eglino pro veduti di viveri andarono loro incontro, e posero il campo dirimpetto ad essi (ed erano,), come due piccoli greggi di capre ma i Siri inondavano il paese. 28. E un uomo di Dio fattosi dappresso al re d'Israele gli disse: Queste cose dice il Signore: Perch i Siri han detto? Jl Signore e Dio dei mofttit e non Dio delle V$fli, io dar in tuo potere tutta questa moltitudine grande; e conoscerete, ch'io sono il Signore.

Vers. 26. Ando ad Aphec ec. Citt della Celesiria . Vedi Jof, xix. 3o. Vers. 27. Ed erano come due pccoli greggi di capre. L'esercito d'Israele diviso in due ale ( probabilmente , perch cosi lo era quello di Benadad ) somigliava a due greggi di capre : tanto era piccolo al paragone de' Siri. I greggi di capre sono sempre d poco numero, come not gi Varrone. De jR. U. lib. 2. 3. ; e queste besluvsle sono molto timide.

29. Dirige&antque septem diebus ex adverso, hi , atque illi acies, septima autem die commissum est bellum\ percusseruntque filii /srael de Syris centum mllia peditum in die una. 3o. Fugerunt autem qui remanserant in Aphecin civitatem : et cecidit murus super viginti, sepie m. milita hominum , 'qui remanserant. Porro Benadad fugiens ingressus est civitatem, in cubicubim quod erat intra cubiculum. 3i. Dixeruntque ei servi sui : Ecce audivimus, quod reges domus Israel clementes sint : ponamus itaque saccos *n lumbis nostris^ et fu* jiiculox in capitibus nostris, et egrediamur ad regem Israeli salvabit animas nostras.

29. Ora per sette giorni gli eserciti si posero in ordinanza dall' una parte, e dati* altra, e il settimo giorno fu attaccata la zuffa: e i figliuoli d'Israele uccisero de* Siri in un d cento mila pedoni, 30. E qudli, che si eran salvati, fuggirono nella citt di Apbec: e la muraglia cadde sopra . venti sette mila uomini, che si eran salvati. E Benadad entr fuggendo nella citt, ricoverandosi in una stanza la pi segreta, 31. E i suoi servi glidissero: abbiam gi sentito dire, che i re di Israele sono clementi : mettiamoci adunque ai fianchi de' sacchi,* delle funi ai colli nostri e andiamo incontro al re d'Israele : forse egli ci salver la vita.

Vers. 3o. La mitraglia cadete sopra e. Di quelli, che fuggendo si salvarono in Aphec, ventisette mila furono uccisi sotto le levine delle mura cadute sopra di essi, e mediante le macchine da guerra , colle quali batterono.gli Ebrei la citt , o piuttosto per volere di Dio, il quale per punire le bestemmie dei Siri fece andare a terra le mura di Aphec, come gi quelle di Gerito.

32. Acdnxerunt sac32. Si cnsero i fiancis lumbos suos, et po- chi coi sacchi, e si posueruntfaniculos in ca- sero la corda al collo, e pitibus suis: venerunt" andarono a trovare il que ad regem /srael, re d'Israele, e gli diset dixerunt ei: Servus sero : Benadad tuo sertuus Benadad dicit: vo dice : Salvami , ti Vivai) oro te, anima prego, la vila. E quegli mea. Et ille aiti Si ad- disse: Se egli h ancor huc vivit, /rater meus vivo, egli mio fratello. est. 33. La qual cosa pre33. Quod acceperuut viri pro ornine: et/esti- ser quelli per buon aunantes rapuerunt ver- gurio : e gli levaron touw2 ex ore e/us, atque sto la parola di bocca , dixerunt: Frater tuus e dissero ; Benadad tuo Benadad. Et dixit eis: fratello. Ed egli disse Ite, et adducile eum ad loro : Andate, e condume. Egressus est ergo cetelo a me, Benadad ad eum Benadad, et pertanto si present a levavit eum in currum lui, ed ei lo prese sul suo cocchio. suum. 34 Qui dixit ei : Ci34, E Benadad gli. vitates, quas tulitpater disse: Le citt tolte dal meus apatre tuo, red- padre mio al padre tuo, dam : et plateasfac ti-i iu le render: e fatti deli in Damasco, sicut le piazze in Damasco, co* ycit pater meus in Sa- me il padre mio ne fece maria, et ego foedera* in Samaria.e io, fatta ai* tus recedam a te. Pepi* leanza teco , me n' angit ergo foedus , et di- dr. Achab ferm l'al* misiteum. leanza, e rimandollo.
"Vers. 31. 'Mettiamoci affianchi de'sacchi *c. Erano vesto! .simulane di colore scuro usate nel lutto,

. 3 5 . Tunc vir quidam de filiis prophetarum dixit ad socium suum ift sermone Domini : Perente me.At ille nolul percutere. 36, Cui ait: Quia noluisti audire vocem Domini t ecce recedes a we, et parcutiet te leo Cumque paullulum recessisset ab eo, rnvenit <s^m ^eo, atque percus*
4^ ' ' .' -

35. Allora uno de" figliuoli de*profeti disse/ a un suo compagno a nome del Signore : F?riscimi. Ma quegli non volle ferirlo, 36". E quegli disse a lui: Perch lu non hai voluto udir la vce del Signore , ecco che partilo da me, sarai ucciso ela un lione. E dilunga* lo ch'ei fu alquanto da lui, un lione lo incontr , e Jo Uccise.

Vers. 34- Le citt tolte dal patire mio al padre tuo.. Credesi oke Benadad parli delle citt tolte dal padre di lui a Baasa, cap. xvf 20. e credesi ancora, che Bcnadad chiami Baasa padre di Acabbo, perch questi era succeduto a Baasa ne,l regno. Fatti delle piazze in Damasco, come ec. E segno di soggezione grande di un principe 1' avere nella propria capitale delle piazze, dove abitino sudditi di un altro principe, che vi facciano ^egozio , e paghino tributo a questo, e alla giurisdizione di questo sieno interamente soggetti! Vers. 36. Perche lu non hai voluto, udir la voce del Signore ec. Il Crisostomo ( Orat. i. contra Jud.J illustra egregiamente questo luojjo in tal guisa : Colui, che fer il profeta , non eblie v^ju danno : colui, che per compassione non volle ferirlo , f* pAinito: donde si dee intendere, ch quando comanda Dio , si de deporxe ogni curiosit, e senza disaminare la natura delle cose comandate si dee semplicemente obbedire, Imperocch affinch quel primo non si ratteoesse per piet dal ferirlo , quegli non ra detto Solamente feriscimi, ma feriscimi, perch Dio lo ^uole , nde non cercar tu pi innanzi. Il re comanda tal cosa ; piega il capo, e rispetta 1' autorit di lui, e francamente obbedici.'Ma 1' altro no,n ebbe cuore di farlo, e fu severamente punito, col suo esempio avvisa tutti quei che verranno, che qualunque oia comandi il Signore , P obbediscano perfettamente. Questo profeta dovea cosi ferito rappresentare un uomo , he tofnasse dalla battaglia , onde come soldato di valore otteesse facile accesso per. parlare al re chab, il quale non avreb-

37. Sed et alterum inveniens virum, dixit ad eum ; Perente me. Qui percussit eum , et vulneravit. 38. A bili ergo prop lieta , et occurret regi in via, et mutavitaspersione pulveris os , et oculos suos. 39. Cumque rex transsset clamavt ad regem, et alt: Servus tuus egressus est ad proeliandum cominus: cumque fugisset l>r U72US adduxit eum quidam ad me, et alt : Custodi virum istum , qui si lapsus fuerit, erit anima tua pro anima ejus, aut talentum argenti appendes. 4o. Dum autem ego turbatus huc, illucque ine verterem, subito non comparuit. Et ait rex Israel ad eum: Hoc estjudcium tuum, quod ipse decretisti.

37. E avendo dipoi trovato un allr'\iono t gli disse : Feriscimi. E quegli lo percosse , e ferillo. 38, And adunque il profeta a incontrare il re sulla strada , e intridendosi colla polvere la faccia , e gli occhi, cangi il suo aspetto. 69. E passato che fu il re, grid dietro a lui, e disse: II tuo servo an-* d a combattere nella mischia : e un uomo essendosi dato alla fuga, un altro lo condusse a m e , e disse: Custodisci queat* uomo , il quale se scapoler , la tua vita pagher per la sua , ovvero pagherai un talento d' argento. 4o. Or mentre io, essendo agitato, miri volgea qua e l, subitamente quegli spar. E il re d'Israele disse a lui : Tu hai pronunziata tu stesso la tua sentenza.

J>e ammesso volentieri un profeta-, e lo stato medesimo, in cui compariva il profeta, era una profezia di quello che dovea succedere allo stesso re, e al popolo d'Israele, per avere Achab salvata la vila a un re condannato da Diu alla morie.

4i. Atille statim abstersit pulverem de facie sua, et cognovit eum rex Israele quod esset de prophetis.
42. Qui alt ad eum : Haec dicit Dominus i (i) Quia dimisisti vram dignum morte de manu tua, erit anima tua pro anima ejus, et populus tum pro populo ejus,

43. .Reversus est igitur rex Israel in domum suam, audire contemnens, etfaribundus venit in Samariam,
(!)// 22, 38,

41. Ma quegli i m media 1 amen te nett la sua faccia dalla polvere, e il re d'Israele conobbe, ch' egli era uno de' profeti. 42, Or ei disse al re : Queste cose djce il Sigsore : Perch tu ti sei lasciato uscir dalle mani un uomo degno di morte , la tua vita pagher per la sua , e il tuo popolo pel popolo di lui. 43. Ma il re d'Israele se ne torn a casa sua senau volerlo sentire , ed entr infuriato in Samaria,

Vers. 4 2 - Un nomo degno di morte. L* Ebreo letteralmente un uomo anatematizzato da me. Benadad era degnissimo dell'anatema per le sue bestemmie contro il vero Wo. Acabbo crudclissimo contro i profeti fa il clemeate con un empio re nemico giurato d'Israele, e lasciandolo in libert non ha riguardo di esporr* di nuovo la nazione a una manifesta rovina.

C A P O 2X1. Naboth per aver negata la sua vigna aire Achab, accusato da falsi testimoni, per ordine di Jezabele ucciso. Dopo di ci mentre Achab va in fretta ad occupare la vigna, EKa minaccia a lui moltissime sciagure; ma Achalt si umilia, e ne va esente.

i* / o s t verba autem haec tempore illo vinca erat Naboth Jezrahelitae , qui erat in Jezrahel juxta palatium Achab regis Samariae. 2. Lqcutus est ergo Achab ad Naboth, dioens: Da mihi vineam tuam% utfaciam mihi hor tum olrum , quia vicina st, et prope domum meam, daboque tibi /^ro ea vineam me* Ho rem : au^ si commodius putas, argenti pre* tium, quanto digna est, 3. Cui respondit Naothi Propitius sit/niAi Dominus, ne dem hereditatem patrum m eorum tibL

1. Uopo queste cose iti quel tempo successe , che Nabolh Jezraelita aveva in Jezrael una vigna presso il palazzo di Acbab re di Samaria. 2. Achab adunque parl a Naboth , e dissegli : Dammi la tua vigna , di cui v* fairlii un orto di erbaggi, perch ella vicina, e contigua alla mia casa , e claretti in sua vece una vigna migliore : o se lo credi pi uill per le, quel prezzo, che ella merita, in danaro. 5. Rispose a lui Nabolh : Cos mi aiuti il Signore , com1 io non dar a te 1'eredit dei padri miei.

4- l^enlt ergo Achab In domum suam indignans, et frendens super verbo, quod ocutus fuerat ad eum Naboth Jezraielites , dicens: Non dabo libi hereditafem patrummeorum. Et pfojicens se in lectulum suum avertit fa" eleni suanzadparietem, et non comedet^etnem. 6. Ingressa est zu* tem ad eum Jezabeluxor sua , aVxitque ei: Quid est hoc unde anima tua contristata est? et, quare non comedis panem ? 6. Qui respondit ei : Locutus sum Nakoth Jezrahelitae, et dixl ei: Da mihi vineam tu ani, accepta pecunia: aut, si libi placet, da-

4 Achab pertanto si ritir a casa sua sdegnar to, e fremente per quella parola dettagli da Nabolji Jezraelita :Non dar a te l'eredit de'padrimei. E gettatosi sul suo letto , volto la faccia verso il muro, e non prese cibo. 6. Or jezabele sua moglie and a trovarlo, e gli disse *: Qhe questo? qual motivo hai di attristarti ? e per qual cagione non man
g'?

6\ E quegli le rispose: Io ho parlalo a N#both Jezraelita, e gli ho detto : Dammi l tua vigna , e prendi il denaro : o, se cos li pii-

Vets. 3. Cosi rii aiuti il Signore, com' io non tiara a te lai eredit dti padri miei. La legge noi permetteva v e noa iix caso di estrema necessit. Lev. xxy. 15. a3. 25., e Nabotli non era ih bisogno, n avrebbe potuto sperare di riavere la sua vigna nmrheno nel tempo del Giubileo secondo la legge. Vedesi, che Naboth era molto esatte osservatar della legge , lo che da ammirarsi in tanta corruzione di costumi, (juanta ne era allora nel paese delle dieci trib. Vers. 4. * Si ritir a casa, stta sdegnalo, e fremente. Col suo dispetto questo re miserabile confessa rome pei inondo nulla reca vera allegrezza , e vera soddisfazione. Se noi saziava un florido regno , pot lusingarsi, che ampliato l'orto, o M giardino , sarebbe poi giunl a riputarsi contento appieno,* felice ?

bo tbi vinecan Mello* ce, ti dar una vigna rem pro ea. Et ille nit : migliore i n vece di quelNon dabo tib* vineam la. Ecl egliha detto : Io non ti dar la mia vimeam. gna. 7. Disse adunque a 7. Dixit ergo ad eum Jezaeluxorejus-.Gran- lui Jezabele sua mo* dis auctoritatis es , et glie: Tu bai una grande bene regis regnum I- autorit , e governi besrael. Surge, et comede ne il regno d'Israele. panem, et aequo animo Alzati, e prendi cibo, e esto ; ego dabo tibi vi- sta di buon animo ; io neam Naboth Jezrahe dar a te la vigna di Naboth Jezraelita. litae. 8.Ella adunque scris8. Scrpsit itaque literas ex nomine Achab, se una lettera a nome et signavit eas annulo di Achab , e la sigilejus, et misit ad ma;o- l col sigillo di lui, e res natu, op/imates, qui la mand a' seniori, e ai erant in civitate e;us, et magnati, che stavano iabitabant cum Naboth. in quella citt, e abitavano insieme con Naboth. 9. Literarum autem 9. E la sostanza della haec erat sententia : lettera eli' era questa : Praedicate jejunium, et Intimate il digiuno , e sedere facile Naboth fate sedere Naboth tra* principali del popolo, inter primos populi,
Vers. 9, Intimate il digiuno. Alle adunanze, che si facevano per affari di grand' importanza, si premetteva il digiuno. Vedi 2. Parai, xx. 3, 4-, Esdr. vin. ai. In questa occasione volle Je~ zabele dar ad intendere al popolo , che si trattava di negozio di somma conseguenza per la comune salvezza, e che si voleva procedere con tutta giustizia, cominciando dal placare Pio mediante la penitenza. fate scdw Naboth tra i principali ec. Invitatelo ali* adunanza , e dategli luogo distinto , qual si conviene alla sua cond-

\o.Et submittite duos viros filios Belial con* fra eum, etfalsum testimonium dicant: Benedixit Deum , et regem : et educite eum, et lapidate, sicque moria' tur. il. Fecerunt ergo ceves ejus majores natu > et optimates , qui habi* tabant cum eo in urbe, sicut praeceperat eis Jezabel) et sicut scriptum eral /n: literis, qujs miserai ad eos. 12. Praed(caverunt jejunium, et sedere fcerunt Naboth inter primos populi. 13. jEt adductis duo bus viris filiis diaboli, fecerunt eos sedere contra cum i aliili, scilicet ut viri diabolici, dixerunt contra eum testi" monium coram moltitudine: Maledixit Naboth Deum, et regem: quam ob rem eduxerunt

10. E mandate sottomano due uomini figliuoli di Belial, i quali rendano falso testi* monio contro di ]ui, e dlcanojEgli ha bestemmiato contro Dio , & contro il re : e voi conducelel fuora* e lapidatelo, e cos muoia. 11. Fecero pertanto i concittadini di lui, i seniori, i magnati, che abitavano con lui in quella citt, secondo il comando di Jezabele, e secondo quello che conteneva la lette* fa scritta ad essi. 12. Intimarono il digiuno , e fecero sedere Naboth tra i principali del popolo. 13. E fatti venire due uomini figliuoli del dia* volo, li fecero sedere in faccia a lui: quelli come uomini del diavolo, rendettero questa testimonianza contro di lui dinanzi al popolo : Naboth ha bestemmiato contro Dio , e contro il

rione. Cosi non parr fatto, se uoa per zelo di giustizia quello ch ordinato contro di Ini.

eum extra civitate/ra, et re ; per la qual cosa lo lapidibus inter/ecerunt. condussero fuori della citt, e lo. uccisero la*, pidandolo, 14- Miseruntque ad 14. E mandarono a Jezabel, dicentes : la- dire a Jezabele: NabotU pidatus est Naboth, et stato lapidato, ed ei morto. mortuus est. 15. Factam est au- ; 16. Or avendo Jeza-, tem , CTW audisset Je- bel e udito, come Nazabel lapidatum Na- both era stato lapidato, both , et mortuum , lo* ed era morto, disse ad cuta est ad Achab : Achab: Va, prendi posSurge, et posside vi- sesso della vigna di Na* neam Naboth Jezrahe- both Jezraelita, il quale litae, qui noluit libi ac* non volle contentarti, fjuesce7*e , et dare eam e dartela a danaro con-, accepta pecunia: non tante: perocch Naboth, enim vivit Naboth, sed non vive, ma morto. iwortttus est. 16. Quod cum audis16. La qual cosa aset Achab, mortuum vi- vendo udito Achab, vadelicet Naboth surre- le a dire, come Haboth xit, et descendebat in ra morto, si mosse pex vin eam Naboth Jezra- andare alla vigna di litae, utpossidereteam, Naboth Jezraelita per prenderne possesso.
Vcrs* 13. Lo.ucciitro lapidandolo. Uccisero lu, e i suoi figliuoli ,* 4- Rcg- s. 26. Quanti peccati in un sol fatto ! ipocrisia , menzogne , spergiuri, testimonianze false,, corruzioni di giudici, e tutto questo sotto apparenza di piet. E ben infelice quel regno, dove il rispetto peli'ingiusto voler d' un sovrano pu riunir tante persone a tradire la propria coscienza per compiacerlo! Vers. 15. V(t, prendi possesso della vigna ee. Probabilmente a titolo di confscazion* per causa di delitto di lesa maest. Vzdi tf Reg, i\. i.

ij. Factas est igitur sermo Domini ad E* Kam Thesbiten, dicens: iS.Surge, et descende in occursum Achab regis Israe^ qui est in S amarla ecce ad vineam Naboth desee/zdit, ut possideat eam : 19. Jt loqueris ad eum, dicens : Haec di* cit Dominus: Occidisti, insuper et possedisti* Et post haec addes; Haec dicit Dominus : (i) In foco hoc, i quo linxeruntcanes sangui* n&b W&botk, lambent quoquesanguinemtuum. 20, Et alt Achab ad Elam : Num invenisti me inimicum ubi? Qui dixib, /nveni, eo quod venundatus sis, ut faceres malum in conspectu Domini.
(l)//32.38.

17. MB il Signore parl ad Elia Thesbite, e gli disse: 18. Levali su, e va incontro ad Achafa re d'Israele, che in Samaria: ecco che egli va alla vigna di Naboth per pigliarne il possesso: ip. E tu parlerai a lui, e dirai: Queste cose dice il Signore: Hai ucciso, e d pi vai a prender possesso. di poi soggiungerai: Que st case dice il Signore; In quel luogo, dove i cani hanno leccato i} sangue di Naboth, ivi pur leccheranno il tuo sangue. 20. E Achab disse ad Elia: Mi hai tu forse conosciuto per tuo nemico? E quegli disse: Ti ho conosciuto, perch tu tise'vendutoper fare l'iniquit nel cospetto del Signore.

Ver*. ig^Nel luogo, dove i cani han leccato il sangue diNaboth ec. Achab stupenti, e si umilia, come vedremo, e la predizione non ti adempi sopra di lui, ma. ebbe U uo effetto sopra il figliuolo Jorana. 4- Re- '* 20, . .

ai. (i) Ecce ego in" ducam super te malum, et demeta m posteriora tua, et interftciam de Achab mingentem ad parietem, etclausum, et ultimum in Israel, zz.Etdabo domum tuam sicut (a) domum Jeroboam filii Nabath ; et sicutdomum (3)Baasa filii Ahia: qua e* gisti, ut me ad iracundiamprovocares, et peccare f ecisti Israel.
23. (4) Sed et de Jezabel locutus est Dombius } dicens : Canes comedent Jezabel in a* gr Jezrahel.

24. Si mortuus fuerit Achab in civitate,comedent eum canes: si autem mortuus fuerit in agro, comedent eum volucres coeli.
(i) 4. Rg. 9. 8.
(a) Slip. 15. 29.

21. Ecco che io ftiander guati sopra d i tff, e mieter la tua posterit, e uccider della casa di Achab sino i cani, e i rinchiusi, e gli ultimi in Israele. 22. E la tua casa far simile alla casa di Jeroboatn figliuolo di Nabath, e simile alla casa di ftaasa figliuolo di Ahia: perch tu hai cercato di provocarmi a sdegno, e hai fatto peccare Israele. 23. E parimente riguardo a Jezabele ha parlato il Signore , dicendo: 1 cani mangeranno Jezabele nella campagna di Jezrahel. 24. Se Achab morr in citt , lo mangeranno i cani : se morr in campagna , lo mangeranno gli uccelli dell aria.

($)Sttp. 13. 3. (4) $.Reg.9. 36.

Vers. a3. * / cani mangeranno Je&abele nella campagna di Jezraele. Ebr. Presso al parapetto delle mura 11 Jezrael. tl appunto Jchu , quando entrava nella citt , fece precipitare costei da una (nenra.

' 26. Igitur non fuit alter talis sicut Achab> qui venundatus est, ut facret malum in con* spectu Dom7t: concita* rit enim eum Jezael uxor sua. 26. Et abominabilis factus est in tantum, ut sequeretur idola, quae fecerint Amorrhaei, <quos consumpsit Dominus a facie filrum /srael. 27. Itaque cum audisset A chab $ermone$ itftos, stidit vestimenta sua, et operuit citicio torneiti suam : jejunavtqtie, et dormivit in sacco, et ambulavit demiss capite. 28. Etfactus est sermo Domini ad Eliam Thesbiten, dicens :

26. Sfori fu adunque altro uomo simile ad Achab vendutosiper far ilaiale nel cospetto del Signore : perocch era messo su da Jej&abele sua moglie. 26". E divento abbominevole a segno, che andava dielro gi' idoli fatti dagli Amo^rhei , i quali il Signore avea distratti ali' arrivo dei figliuoli d'Israele. 27. Ma Achab avendo udite queste parole, stracei le sue vestimenla,e coperse la sua carne di cilizio, e digiun , e dormi involto nel sacco, e andava col capo basso. 28. E il Signore parl ad Elia Thesbite , e disse :

Vets. 27. Ma Achab ... straccio le sue vestimenta. Il Crisostomo, s. Ambrogio, e varii interpreti credettero vera e sincera la penitenza di Achab, e certamente Dio per ragione di questa rivo almeno in parte la sentenza pronunziata contro di lui. S. Gregorio per (hom. xix. in Ezech.) credette che l'umiliazione dell' empio re procedesse dal timor del gastigo, non da vero amore della giustizia , conchiude , che da questo fatto si dee comprendere fino a qual segno sia graia a Dio la penitenza , e la compunzione degli eletti, che temono di perdere Do, mentre eos} a lui piacque la penitenza di un reprobo , che temeva, di perdere i beni presenti. Egli adunque schiv la pena tempotale, ma non merit il perdono della colpa, e ricadde bea presto ne* s'aoi disordini, e fini merai^eate , come vedremo.

ap.IVonne vidisti humiliatum Achab coram me ? Quia igitur /turniliatus est mei causa, non inducam malum in diebus ejus, sed (i) in diebus filii sui inferam malum do/nui ejus.

ao,. Non hai tu vedu-* to, come Achab si umiliato dinanzi a me ?. Perch egli adunque si umiliato per r i spe Ito a ine , io non mander quelle sciagure, mentre ei sar vivo, ma ai lempi del suo figliuolo io le mander sopra la sua casa.

C A P O XXII. lire Achab i e Josaphat ingannati dalle predizioni, de falsi profeti vanno a combattere contro i Siri a Ramoth di Galaad, e son vin* ti, e vi muore Achab , il quale avea fatto cacciare in prigione Michea, che gli prediceva la verit. Al' empio Achab succede 1 "empio figliuolo Ochozia, e al pio Josaphat succede, f empio figliuolo Joram. 1. (a) JL ransierunt igitur tres anni absque bello inter Syriam , et IsraeL 2. In anno autem tertia descendit Josaphat rex Juda ad re gemlsrael. (i)4.R^-9- 26 ' i\ JL re anni adunque passarono senza guerra tra la Siria , e Israele. 2. Ma il terzo anno Josaphat re di Giuda and a trovare il re d'Israle.

ff

(2)2. Par. 18. i. .

Vers. i. Josaphat and a.trovare Achab. Josaphat avea fatto sposare Athalia figlia tUAcliab al suo figliuolo Jorm. La paren-

3. ( Dixitque rex /srael ad servos suos : Jtenoratis, quod nostra sit Ramoth Galaad, et negligimus tollere eam de manu regis S/riae?)

4. Et ait ad Josaphat: F'eniesne mecum ad praeliandum in JRamoth Galaad? 6. Di-ritque Josaphat ad regem Israeli Sicut ego sum , ita et tu : populus meus, et populus tuus unum sunti etequtes mei, equites tui. Di-ritque Josaphat ad regem /srael i Quare, oro te, hodie sermonem Domini. 6 Raun pertanto il 6. Congregavi ergo rex Israel propnetas, re d'Israele i profeti quadrirgentos circiter in numero di circa quat*>iros, et ait ad eos: Ire trocento, e disse loro;
tela* e l'amicizi* contratta da Josaphat eoa Achab dispiacque a Dio, e Josaphat ne (fi ripreso e punito. Ottimamente l'Apostolo a. Cor. vi. 14. JVon vogliate mettervi ad uno sle fio giogo cogli infedeli. Vers. 3. * Ramoth di Galaad e nostra. E noi irascttrartt di hveirtn di mano al re'di Siria ? Se Benadad caduto nelle mani di Achab avesse adempiute J e sue promesse, cap. \*. v. 34- non avrebbero avuto luogo tali doglianze ^ n la guerra j che poi ne itsorse. Vrs. 5. Quel, che son io, lo /> tu. Ooa stesi* cosa siamo noi <iue uniti in perfetta amist.

3. Or il re d'Israele avea detto f suoi servi: Non sapete voi , che Ramoth di Galaad nostra , e noi trascuriamo di levarla di mano al re di Siria ? 4. Egli perci disse a Josaphal: Sarai tu eoa me a portar la guerra a Ramoth di Galaad ? 5. E Josaphat disse al f d'Israele: Quel che son io , Io se' tu : il pop I mio, e il po poi tuo sono una stessa cosa : e i miei soldati a cavallo son tuoi. E soggiunse Josaphat al re d'Israele : Consulta, ti prego, oggi il Signore.

d$beo itiRamothGalaad ad bellandum, an quzescere? Qui responderunt: Ascende, et dabit i eam Dominus in manu i regis. 7. Dixit autem Josaphat : JVbn est . hic propheta Domini quispiam, ut interrogemus per eum ? 8. Et ait rex Israel ad Josaphat : Remansit vir unus, per quem possumus interrogare Dominum: sed ego odi eum , qua non prophetat mihi bonum , sed malum : Michaeas filius Jemla. Cui Josaphat ait: Ne loguafis ita, rex. 9. Vocavit ergo rex Israel eunuchum quem* dam, et dixit ei: Festina adducere Michaeam filium Jemla.

Debb'io andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o starmene tranquillo? quelli risposero: Va, ch il Signore daralla nelle mani del re. 7. Ma Josaphat disse: Non v'ha egli qui nissun profeta del Signore, affine di consultare per mezzo di esso? 8. E disse il re .d'Israele a Josaphat: rimaso un uomo, per mezzo di cui possiamo interrogare il Signore: ma io lo ho in avversione, perch non mi predice nulla di buono, ma s del male: egli Michea figliuolo di Jemla. Rispose a lui Josaphat: Non parlar cosi, o re. 9. Il re d'Israele pertanto chiam un eunuco, e dissegli: Va presto, e conduci Michea figliuolo di Jemla.

Vers. 6.1 profeti in numero di circa quattrocento. Si crede , che fossero quei quattrocento profeti de' boschetti, che non andarono al Caruielo. Vedi 3. Reg. xvuu i g. aa. Vers. 8. Michea figliuolo di Jemla. Questo Michea anteriore assai di tempo a quello , di cui abbiam le profezie, Elia, ed Tiliseo si tenevano pe'dfiserti co' loro discepoli -, per questo Achab dice, che solo questo Michea era rimase nel paese. Poi. VI, 11

10. Kex autem 1srael, et Josaphat rex Judo, sedebant unusquisque in solio suo vestiti cultu regio in area juxta ostiumportaeSamariae, et universi prophetae prophetabant in conspecto eorum. 11. fecit quoque sibi Sedecias filius Cha* naana, cornuta ferrea^ et mi: Haec dicit Dotnmmsi His ventilabis Syriam, donec deleas eam. 12. Omnesque pr* phetae similiter prophetabant, dicentes : Ascende inRamothGalaad, et vade prospere, et tradet Dominus in manus regis. iS.Nuntius vero, qui ier&t, ut yocaret Michaeam, ltutus est ad eum, dicens : .Ecce sermones prophetarum ore

10. Ori! re d'israeje, e Josaphat re di Giuda sedevano ciascuno sul loro trno vestiti alla reale nella piazza vicina alla porta di Sani aria, e tutti i profeti profetavano dinanzi ad essi. 11. Oltre a ci Sedeeia figliuolo di Cbanaana si fece dei corni di ferro, e disse: Queste cose dice il Signore: (Son questi ttt metterai in i^contpigHo la Siria fino che l'abbi distrutta. 12. E tutti i profeti allo stesso modo profetavano, dicendo: Va a Ramoth di Galaad, va felicemente, e il Signore daralla nelle mani del re. 13. Or il messo che era andato a chiamare Michea parl a lui, e disse: Sappi, che i projeti lutti d'accordo col-

Vers. ii. Si fece de corni di ferro ec. 1 veri profeti del Signore predicevano talora il futuro co'fatti, e ad imitazione di essi, questo profeta del Demonio , mettendosi in fronte quei corni d frro, volea annunziare, che la possanza di Achab significata in qe' corni avrebbe disfatte I* armate de' Sriani,

mio regi bona ftfaedi* cani': sit ergo sermo tuus similis eorum, et loquere bona. 14-Cui Michaeas ai/: Vivit Dominus : quia quodcumque dixerit mihi Dominus, hoc loquar. 15. Venit itaque ad regem , et ait illi rex : Michaea , ire debemus in jRamoth Galaad ad praeliandum, an cessare ? <7uz ille respondit'. Ascende , et vade prospere, et tradet eam Dominii s in manus regis. 16. Dixit autem rex ad eum : Iterum, atque iterum ad/uro te, ut non loquaris mihi nisi quod verum est in nomine Domini. 17. Et ille ait; Fidi cunctum Israel dispersum in montibus , quasi oves non habentes postore/ : et ait Domi"

le loro parole annunciano felicit al re; sia adunque il tuo parlare simile al lro, e predici buoni successi. 14. E Michea disse a lui: Viva il Signore: qualunque cosa mi dir il Signore, quella io ridir. 16. Giunse pertanto dinanzi al re, e il re gli disse: Michea, dobbiani noi andare a portar la guerra contro Bamoth di Galaad, ovvero restar tranquilli? E quegli rispose a lui: Va pure, va felicemente, e il Sinore daralla in potere ei re. 16. E il re gli disse: Ti scongiuro una e due volte nel nome del Signore, che tu non mi dica se non la verit.

17. E quegli disse: Ho veduto tutto Israele disperso pelle montagne, come tante pecore senza pastore: e il

Vers. 15. Va pure, va felicemente. Il profeta parlava ironicamente, deridendo i falsi profeti; e bene se ne accorse cabbo, come apparisce da quello che segue.

#us: Tfon habent isti Signore ha detto: Codominum : revertetur storo non hanno un sinasquisque in domum gnore: se ne torni ciascuno in pace a casa suam in pace. sua. 18. E il re d'Israele 18. Dixit ergo reo: Jsrael ad Jbsaphat: disse a Josaphal: Non Numquid non dixi tibi, te-l'ho io detto, che equia non prophetat mi" gli non mi profelizza hi bonum, sed semper del bene, ma sempre del male? malum ? 19.E quegli soggiuni g. Ille vero addens ait: Propterea andi ser- se, e disse: Per questo monem Domini : Vidi ascolta la parola del SiDominum sedentem su- gnore: Io ho veduto il per solium suum, et om- Signore, che sedeva sonem exercitumcoeli as- pra il suo trono, e tutsistentem ei a dextris ta la milizia celeste, che gli stava attorno et a sinistris. da destra, e da sinistra.
Vers. ig.Ito veduto il Signore ... e tutta la milzia celeste ec Con questa visione Dio dipinse nella mente del profeta quello che doveva avvenire della spedizione di Achab, e come il Demonio co' suoi falsi profeti lo avrebbe indotto a intraprenderla per suo danno. Dio non tiene consiglio, n ha bisogno di consiglieri in quello che egli vuol fare : ma s'induce qui come un re assiso sul suo trono cinto dalla sua corte, cio dagli angeli suoi ; il quale volendo punire Acabbo, determina di permettere, che egli sia ingannato , affinch pel suo inganno perisca, come ei ben merita. Il nemico dell* uman genere si presenta al trono di Dio, e promette d'ingannare quel re per mezzo de' falsi profeti : e Dio , assicura, che cos avverr : Acabbo creder a* suoi profeti, andr ali' assedio di Ramoth , e perir. Sopra questa bella descrizione dee notarsi primo , ebe csa aliena da Do l'ingannare, il sedurre ; onde non in Dio , n in veruno degli spiriti celesti uniti a lui si trova disposizione , o attitudine per l'inganno , ma solo nello spirito maligno, di cui propria la menzogna, e l'inganno: secondo , 1* inganno , di cui dovea servirsi quello spirito, era cognito a Di, e da Dio era permesse, e diretto alla giusta pun-

20. Et alt Dominus'. Quis decipiet chab regem /srael, ut ascenda/, et cadat in Ramoth Galaad? Et dixitunus verbo, hujuscemodi, et alius aliter. 21. jEgressus est autem spiritus, et stetit coram D omino, et ait : JEgO decipiam illum. Culocutus est Dominus : in quo ? 22. .Etille ait: Egrediar, et ero spiritus mendax in ore omnium propheiarum ejus. Et dixit Dominus : Decipies , et praevalebis : egredere et/ac ita* a 3.2Vnc igitur ecce dedit Dominus spiritum men dacii in ore omnium prophetarum tuorum , qui hic sunt, et Dominus locutus est contra te malum.

20. E il Signore disse: Chi inganner chab re d'Israele, affinch vada, e perisca a Ramoth di Galaad? E uno disse una cosa, e l'altro un 1 altra. 21. Ma uno spirito and, e si present dinanzi al Signore, e disse: Io lo inganner. E il Signore disse a costui: E come? 22. E quegli disse: Io ander, e sar spirito di menzogna nelle bocche di tutti i profeti di lui. E il Signore disse: Lo ingannerai, e avrai trio inlento : va, e fa cosi. a3. Ora pertanto vedi, come i! Sign ore ha posto lo spirilo di menzogna in bocca di tutti i tuoi profeti, ebe son qui, e il Signore ba pronunziate sciagure contro di te.

zone di chab; donde apparisce eciandio, come Io stesso spirito nulla pu intraprendere, n operare se non in quanto da Dio gli venga permesso. Vedi Aug, q. 44- in Jiid. Terzo , la volont di Dio fu cagione della rovina di chab, volendo il Signore gastigare finalmente queli' empio re, e per questo permise, che ei consultasse i suoi maghi, e ad essi prestasse fede , e perdesse miseramente la >i(a.

24. Accessit autem Sedecias filius Chanaana et percussit Michaeam in maxillam, et dixit : Mene ergo dimisi* Spiritus Domini, et locutus est ti^i? zb.Et alt Michaeas-, Vlsurus es in die illa, quando ingredieris cu biculum intra cubici** lum, ut asconciaris. 2 6JEt alt rex Israeli Tollite Michaearti, et maneat apud Amen principem civitatis, et apud Joas filium Ama* leeh, 27. Et dcite eis : Haec dicit rex i Mittite virimi istum in carcere/ , et sustentate eum pane tribulationis> et aqua angustiae, donecrevertar in pace.

24. Allor Sedecia figliuolo di Ghanaana si accost, e diede uno schiaffo a Mie he a, e disse: Me adunque ha abbandonato lo Spirito del Signore, e a te ha parlato? 26. E Michea disse: Te ne accorgerai in quel giorno, quando entrerai da una in un'altra camera per nasconderti. 26". E disse il re d'Israele: Prendete Micha, ed egli stia salto la custodia di Amon principe della citt, e di Gioas figliuolo di Amalech, 27. E dite loro: Queste cose dice il re: Mettete quesl' uomo in prigione, e alimentatelo con pane di tribolazione, e con acqua di afflizione, per sino a tanto ch'io torni colla vittoria.

Vers, a5, T ne accorgerai in quel giorno ec. Secondo questa profezia il falso profeta dopo la morte di Achab dovette essere cercato, e mesto a morie dal figliuolo di Achab in pena di avere indotto il padre a quella sciagurata impresa. ' Vera. 36. * Ed egli stia sotto la custodia. Ebr. rimenalo sotto la custodia. Dunque era ancor prima in prigione.

28. Di-ritque Miqhaeas. Si reversus fueris in pace , non est locutus in me Dominus. Et alt : Audite populi omnes. 29. Ascendit itaque rex Israe^ et Josaphat rex Judo, in Ramoth Galaad 30. Dixit itaque rex Israel ad Josaphat : Suine arma , et ingredere praelium , et induere vestibus tuis : porro rex Israel mutavit habitum suum, et ingressus est bellum. 51.Rex autem Syriae praeceperat principibus curruum triginta duobus , dicens: UToix

28. E Michea disse: Se tu tornerai colla vittoria, il Signore non avr parlato per bocca mia. E soggiunse; Popoli tutti , poneteci mente. 29. Si mosse adunque il re d'Israele, e Josaphat re di Giuda contro Ramoth di Galaad. 30. Disse adunque il re d* Israele a Josaphal: Prendi le tue armi, ed entra in battaglia vestito delle tue vesti: ma il re d'Israele cambi di vestito, ed entr nella mischia. 31. Ora il re di Sria avea detto a* trentadue capitani de' suoi cocchi : Voi non combatterete

Vers. 17. Alimentatelo con pane di tribolazione ec. S. Girolamo ( a. Parai, xviu. 26. ) tradusse la stessa frase in tal guisa : Dategli poco pane, -poca acqua. Vers. ig. * Si mosse dunque il re d? Israele, e Josaphat re di Giuda. Che qualunque commercio co*perversi sia pernicioso, ora confermasi dal sentire Josaphat si religioso, e s pio non avere avuto il coraggio di allontanarsi da chab ; anzi dopo il divino oracolo , rivelatogli da Michea, seguirlo in una battaglia dal Signore disapprovata. 1 Vers. 3o. Ma il re d Israele cambio di vestito. O perch sapesse P ordine dato dal re de7 Siri a* suoi capitani, vert. 31., oppure , perch non potesse togliersi dalla mente la predizione di Michea, e il timore di vederne 1' avveramento lo inducesse cercarsi pili agevole lo scampo colla mutazione del vestito.

pugnabitis contra minorem, et majorem quempiam, nisi contra regem Israel solum. 32. Cum ergo vidissent principes curruum Josnphat, auspicati sunt, quod ipse esset rear /srael, et impetu facto pugnabat contra eum, et exclamavit Josaphat. 33. Intellexeruntque principes curruum quod non esset rex /srael, tftcessaverunt a eo. 34. ^"ir autem quidam tetendt arcum, vagittam dirigens, et casu pereussit regem Israel inter pulmonem, <?t stomachimi. At ille dixit aurigae suo: ^erte manum titani et ejice me de exercit , quia graviter vulneratus sum.

contro veruno o piccolo, o grande, ma contro il solo re d'Israele. 32. Quindi i capitafi i de i cocchi avendo veduto Josaphat, si pensarono, ch'ei fosse il re d'Israele, e si scagliarono contro di lui per combatterlo, e Josaphat diede uno strido. 33. E i capitani de' cocchi riconobbero, ch' ei non era il re d'Israele, e lo lasciarono stare. 34. Ma un uomo avendo teso il suo arco, scocc a caso la freccia, e port l'accidente, che egli fer il re d'Israel tra*l polmone, e lo stomaco; onde egli disse al suo cocchiere: Volgi indietro, e menami fuor dell' esercito, perocch io sono ferito gravemente.

Vers. 3a. Diede uno striilo. Egli in tante pericolo sciamo invocando il Signor*, il qual* gli diede aiuto, e fece , che quelli si ritirarono da lui, 2. Parai, xviu. 31. Vera. 35. // re d* Israele se ne stava sul suo cocchio ec. Fgli non abbandon il no esercito, ma stando in disparte sosteneva tuttavia colla sua presenza il -coraggio de' suoi, i quali non sapevano , come egli era ferito a morte. Sulla sera ei si mor, * spar jaqe l nuova fini la battaglia, e la guerra.

, 35. Commissum est ergo praelium in die illa, et rex Israel stabat in curru suo contra Syros , et mortuus est vespere :fiuebatautem sanguis plagae in sinum curras. 36.Etpraeco insonuit in universo exercitu antequam sol occumberet ^ dicens : Unusquisque rev erta tur in civitatem, et in terram suam. 37. Mortuus est autem rex, et perlatus est in Samariam : sepelieruntque regem in Samaria. 38 (i) Et laverunt currum ejus in piscina Samariae, et fanxerunt canes sanguinem e/us, / habenas laverunt \ juxta verbum Domini, quod locutus fuerat. 5^. JReliqua autem sermonum Achab, et
(i) Supr. ai. ig,

35. Si combatt adunque in quel giorno, e il re d'Israele se ne stava sul suo cocchio volto inverso de'Siri, mor sulla sera* scorrendo il sangue dalla piaga nella pedana del cocchio. 36. E prima che il sol tramontasse un araldo suon la tromba per tutto l'esercito, avvisando, che ciascuno se ne tornasse alla sua citt, e alla sua terra. 67. Ora il re si mori, e fu portato a Samaria: e fu sepolto in Sa ma ria. 58. E lavarono il suo cocchio, e la varo n le redini alla peschiera di Samaria, e i cani leccarono il suo sangue seco&do la parola detta dal Signore. 3o,. Il resto poi delle azioni di Achab, e tul-

Vers. 38. E i cani leccarono il suo sangue te, I cani andando a bere alla peschiera sorbivano coli' acqua il sangue di chab , del qual sangue tutta la peschiera era tinta. 11 *

domus eburnea, quam aedificavit, cunctarumque urbium quasextruxit, nonne haec scripta sunt in libro sermonum diemm regum Israeli 4<>. Dormivit ergo Achab cum patribus suis, et regnavit Ochozias filius ejus pro eo. 41- Josaphat vero filius Asa regnare coeperat super Judam anno quarto Ajihab regis IsraeL 42. Triginta quinque annorum erat, cum re gnare coepisset, et viginti quinque annis regnavit in Jerusalem : nomen matris ejus Azuba filia Salai. 43. t ambulavit in omni va Asa patris sui , et non declinavi/ ex ea : fecitque , quod rectum erat in conspectu Domni. 44- Verumtamen excelsa non abstulit : ad-

to quello che 'egli oper , e la casa di avorio ch' i fabbric, tutte le ^ citt ch* ei fond, tutte quste cose non son elleno scritte nel diario de're d'Israele? 4o. chab pertanto si addorment co'padri suoi, e Ochozia suo figliuolo gli succedette nel regno. * 4i.E Josaphat figliuolo di Asa avea cominciato a regnare sopra Giuda Tanno quarto di Achab re d'Israele. 4?. Egli avea tren- ^ tacinqu anni allorch cominci a regnare, e regn venticinque anni a Gerusalemme: sua madre chiamavas Azuba figliuola di Salai. 43. Ed egli batt in tutto le vie di Asa suo padre, n mai torse da queste, e fece quello che era giusto dinanzi al Signore. 44- Egli per non tolse via i luoghi eccel-

Vers .3q. IM celta rf' avorio. Pu essere, che cos si chiamasse, perch gii ne avesse fatto incrostar di avorio le mura , p perch fosse ricca d' ornati della stessa materia.

huc enimpopulus sacri- si; perocch il popolo ficabat, et adolebat in- sacrificava tuttora, e censimi in excelss. bruciava incenso ne luoghi eccelsi. * 45. Pacemque habuit 46. E Josaphat. stetJosaphat cum rege I- te in pace col re d'Israele. srael. 46. JReliqua autem 46. Il resto poi delle verborum Josaphat, et azioni di Josaphat, e le praelia , nonne haec opere fatte da lui, e le scripta sunt in libro sue battaglie, non soa verborum dierum re- elleno scritte nel diario de'fatti de're di Giuda? gum Juda? 4?- Sed et reliquias 47. Egli di pi lev effoeminatorumt qui re- dal paese gli avanzi demanserant in diebus gli uomini effeminati, A sa patris ejus, abs tu- che eran rimasi a tempo di sa suo padre. fo de terra. 48. allora non era 48- Nec erat tunc rex constitutus in E- stabilito re in Edotti. dom. 49-E il re Josaphat b<).(i)Rex vero Josaphatfecero t classes in avea fatta un' armata mari, quae navigaren/ navale per farla navigain Ophir propter au- re ad Ophir per Toro:
(i) a, Par. so. 36.

Ver*. 44- Non tolse va i luoghi eccelsi. Egli toller i luoghi eccelsi, ne* quali si adorava il vero Dio, distrusse pero quelli che erano dedicati alle false divinit, i. Parai, xvu. 6. xix. 3. Vers. 48, Non era stabilito re in EJm. L'Idumea era tuttora soggetta a' successori di David ; ma sotto Joram figliuolo di Josnphat gl'Idumei si misero in libert, e si crearono un re, 4* Reg. vui. ao.

rum : et ire non potue- ma non poterono far il runt , quia confractae viaggio, perch (le navi) andarono in pezzi sunt in Asiongaber in Asiongaber, 6o. Allora Ochoza 60. Tunc alt Ochozias filius Achab ad Jo- figliuolo di Achab disse saphat : Cadant servi a Josaphat: Vada la mia mei cum servis tuis in gente colla tua sulle navibus. Et nolut Jo- navi. Ma Josaphat non saphat. volle. o i. Dormivitque Jo51. E Josaphat si adsaphat cum patribus dorment co'padri suoi, suis, et sepultus est e fu sepolto con essi eum eis in coniate Da- nella citt di Davidde vid patris sui i regna" suo padre: e Joram suo vitque Joram filius ejus figliuolo gli succedette pro eo. nel regno. 62. E Ochoza fi03. Ochozias autem filius Achab regnare gliuolo di Aebab avea cooperai super Israel principiato a regnare in S amarla anno septi- sopra Israele in Samamodecimo Josaphat re- ria Tanno diciassettesigis Juda, regnavitqae mo di Josaphat re d super Israel duabus an- Giuda, e regn sopra nis. Israele per due anni. 63. Ed egli fece il 65. Et fecit malum in conspectu Uomini, et male nel cospetto del amutavitin via patris Signore: e segui le tracsui, et matris suae , et ce di suo padre, e di sua in viaJeroboam filiiNa- madre, e le tr'acce di
Vr. 4o,, e 5o. Andarono in pezzi in Asiongaber ec Ci avvenne nella societ di commercio fatta da Joiphat con Ochotia, della quale si parla a. Parai, xx. 36. 3j. Dopo tale avvenimento Ochozia cerc di rinnovare la societ, ma Josaphat avvertilo dal1' esperienza, e da Dio, non volle pi aver che fare cogli empii.

C A P O XXII. 267 bath, qui peccare fecit Jeroboam figliuolo di Nabath, il quale indusIsrael. se Israele a peccare. 64. Egli serv anche 64. Servivit quoque Baal, et adoravit eum, a Baal, e lo ador, e et irritavit Dominum provoc a sdegno il SiDeum Israel juxta om- gnore Dio d'Israele,fania , quae fecerat pater cendo tulle quelle cose, che avea falle il paejus. dre suo.

FIN DEL LIBRO IEHZO DE RE*