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L I B R O DI N E H E M I A

DETTO NCHE

SECONDO LIBRO DI ESDRA.

7.9

PREFAZIONE.
Il ehemiafigliuolodi Helcia, ovvero Chelcia, da molti creduto della trib di Levi : e questa opinione fondata principalmente sopra quelle parole del libro n. dei Maccabei ,cap. i. 18. Comand Nehemia sacerdote, che i sacrifizii ec. Ma egli da notare, che nel testo originale si legge Comand N ehcmia a*sacerdoti ec. Cos questo luogo mostrerebbe in Nebemia l'autorit di capo nella repubblica, non la condizione di sacerdote: e Io stesso dee inferirsi da un altro testo di questo libro, cap. x. i. io., clove egli nominato avanti a' sacerdoti non come uno di essi, ma come avente la primaria autorit nel paese, di cui era stato costituito governatore dal re di Persia. Cosi rispondono quegli, i quali tenendosi alF opiniote pi antica e comune , vogliono che Nehemia fosse della trib rii Ciucia , e anche della stirpe de' re di Giuda y della qual cosa credono essere non leggero argomento la dignit, che egli godeva nella corte eli Persia di coppiere del re Artaser$e detto Longimano onde e nel precedente libro y e in questo egli porta il titolo di

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Athersatha , cio Coppiere. Il non vedere il nome di Nehemia rammentato tra'sacerdoti in alcun de' cataloghi, che abbiamo in questo libro, e nel precedente, e ne* libri de' Paraipomen , paruto a molti assai forte indizio, che egli non appartenesse alla trib eli Levi, ma bens a quella di Gitieia ; lo che sembra loro assai chiaramente accennato , capm i. 2. Ma checche siasi di ci , questo grand* uomo dee considerarsi come uno He' ristauratori della repubblica ebrea. La grandezza cT animo, la generosit di cuore , lo spirito di piet e di religione , e un tenerissimo affetto verso de* suoi fratelli sono le qualit, delle quali Dio 1' orn per formarne un vero consolatorc del popolo secondo la significazione del stro nome. Ottenuta dal re la permissione di portarsi a Gerusalemme, e di rialzarne le mura , a dispetto delle insidie, delle minacce e di tutti gi' impedimenti frapposti da' nemici, compie in poche settimane la grand* opera , e ne offre a Dio solenne rendimento di grazie nella dedicazione delle stesse mura celebrata con gran sontuosit , e con infinita allegrezza da tutto il popolo , e trova eziandio il modo di ripopolare la desolata ciit, Egli stabilisce i

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buon ordine , estirpa gli abusi , provvecfe al mantenimento de' ministri del Signore , alla stabilit delle sacre funzioni ? e ali' osservanza del sabato ; e affin di rendere fermo e durevole il nuovo stato , rinnovella P alleanza con Do ? a c u giura egli, e fa giurare da' sacerdoti e da' principali del popolo immutabile fedelt e obbedienza. Nel libro 11. de' Maccabei, cap. 1.19. 20. 84. 35., e cap. ii. 13., sono riferite alcune altre cose, che fan molto onore alla fede e alla piet di Neh ernia. Egli riconosciuto comunemente per autore di questo libro , nel quale sotto la corteccia della storica semplicit egli nella propria persona ci rappresenta ( come accenn s. Girolamo , e altri Padri ) una bella figura del Cristo mandato dal Padre a consolare i piagnenti di Sionne secondo la parola cT Isaia ( cap. LXI. 2. 3. ), e a ristorare e rinnovare P antica Sionne , e trasformarla in una nuova Chiesa santa, senza macchia > e degna di un tal Salvatore.

Vol VUI.

L I B R O II

DI E S D R A
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CAPO PRIMO. Nehemia coppiere di Arlaserse, udite le tribolazioni dei Giudei rimasi dopo la cattivit* piange , e digiuna molti giorni, confessando i peccati del popolo , e chiedendo misericordia da Dio. 1. r erba Nehemiae filii Helcae. Et factam est in mense Chasleu, anno vigesimo, et ego eram in S//sis castro. 2. JEt venit Hanani unus de fratribus meis, ipse et viri ex Juda : et interrogavi eos de Judaeis,qi remanserant, 1. O toria di Nehemia figliuolo di Helcia. Io mi trovava 1' anno ventesimo, il mese di Chasleu, nel castello di Susa, 2. Quando venne Hanani, uno de' miei fratelli, con alcuni uomini di Giuda : e io domandai ad essi nuove riguardo

Vers. i. Figliuolo d Helcia. L'Ebreo. Figlinolo di Helcia, ovvero Hachalia. Il mese di Chasleu. Nono dell' anno sacro , terzo dell* anno civile. Il mese di Chasleu corrisponde parte al novembre, e parte al dicembre. Dal mese di Casleu ( in cui Nehemia riceve le triste nuove intorno allo stato della sua patria ) fino al mese di Nisan, egli non fece altro, che gemere , e far orazione per impetrare 1' aiuto del Signore a favor del suo popolo, cap. 11. i.

84 LIBRO SECONDO DI ESDRA et supererant de capti' a' Giudei, che restavano, vitate, et Jerusalem. ed erano avanzali alla cattivit, e riguardo a Gerusalemme. 5. Et dxerunt mihi: 3. E quelli mi dissero: Qui remanserunt.et re- Quelli che sono rimasi lieti sunt de cap/ivitate, dalla cattivit, e sono ibi in provincia , in a/^ stati lasciali nella proflictione magna sunt, et vincia, sono in afflizio- | in opprobrio : et murus ne, e ignominia : e le Jerusalem dissipatile mura di Gerusalemme est) et portae ejus com sono per terra, e le sue bustae sunt igni. porte sono state consunte dalle fiamme. 4- Udite queste paro4 Cumque audissem verba hujuscemodi, se- le, io mi posi a sedere, e di, etjlevi^et luxi die- piansi, e mi afflissi per bus multis : jejunabam , molti giorni, e digiunaet orabam ante faciem va, e faceva orazione diDei coeli nanzi al Dio del cielo ; 5. Etdixi: (i) Quae5. E diceva: Io ti preso , Domine Deus coeli, go, o Signore Dio del fortis , magne, atque cielo,forte,grande,e terterribilis, qui custodis ribile, che mantieni il pactum, et misericor- patio con quei che ti adiam cum his, qui te mano, e osservano i tuoi diligunt, et custodiunt comandamenti : mandata tua : 6. Fiant aures tuae 6 Porgi le tue orecaus cullante s ) et oculi chie, e apri gli occhi tuoi
(i) Dan. 9. 4.

Vers. 3. E le mura di Gerusalemme sono per terra ec. Sembra , che dopo il ritorno di /orobabele colla sua comitiva qualche cosa si fosse fatto per rimettere in piedi le mura, e le porte; ma che gli arrabbiati nemici de' Giudei avessero rovinato tutto ii lavoro. Vedi i. Esdr.iv. 12. 13. 14-

GAP td aperti, ut auclias orationem servi lui, quam ego oro coram te hodie, nocte, et die pro filiis srael servis tuis: et confiteor pro peccatis filiorum Israeli quibus peccaverunt libi : ego et domus p a tris mei peccavimus.

I.

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7. Vanitale sediteli sumus, et non custodivimus mandatum tuum, et caeremonias, et /dicia, q//ae praecepisti Moysi famulo tuo. 8. Memento verbi, quod mandasti Moysi servo tuo, dcensi Cum transgressifueritis ego disperga/ vos in populos : 9. Et si revertamin ad me, et custodiatis praecepta mea, et faciatis ea, etiamsi abducti fuerits ad extrema coeli, inde congregalo vos, et reducam in locum, quem eieg, ut habitaret nomen meum ibi.

e ascolta P orazione de1 tuo servo, la quale io in questo tempo a le rivolgo di giorno, e di notte pe'fgliuoli d'Israele tuoi servi, confessando i peccati dei figliuoli d'Israele, co?quali hanno offeso te : io, e la casa del padre mio abbiamo peccato. 7. La verit ci sedusse, e noi non osservammo i tuoi comandamenti, e le ceremonie, e i precetti intimati da te a Mos tuo servo. 8. Ricordati della parola data da te a Mos tuo servo, quando dicesti: Se voi sarete prevaricatori, io vi disperger tra le genti: 9. Ma se tornerete a me, e osserverete i miei precetti, e gli adempire^ te, quand' anche foste trasportati agli ultimi confini del mondo, io d l vi riunir, e vi ricondurr al luogo eletto da me, perch portasse il mio no rive.

Vera. 8. q. fo vi disperger tra le genti. Ma se ec. La minaccia, e la promessa si leggono Dealer, xxx. i. 3. 4-

86 LIBRO SECONDO DI ESDRA 10. Or questi son serio. Et ipsi servi lui, et populus tus, quos vi tuoi, e tuo popolo reredemisti in fortitudine dento dalla tua gran tua magna, et in manu possanza, e dal robusto tuo braccio. tua valida. n. Obsecro, Domine, 11. Io ti prego, o Sisit auris tua attendens gnore, sie n le tue orecad orationem servorum chie intente alla oraziotuorum, qui volunt ti- ne del tuo servo, e alle mere nomen tuum : et preghiere de' servi tuoi, dirigere servum tuum i quali son risoluti di tehodie, et da ei miseri- mere il nome tuo : e asvardiani ante virum sisti oggi il tuo servo, e hunc. .Ego enim eram fa ch'ei trovi misericorpincerna regis. dia presso quest' uomo. Perocch io era coppiere del re. C A P O II. JVehemia, ottenute lettere del re va a Gerusalemme, esorta a ristorar le muraglie, e vi d opera fremendo invano i nemici. i. X1-actum est autem in mense Nisan, anno vigesimo Artaxerxis regis: et vinum erat ante eum, et levavi vinum, et dedi regi ; et eram iquasi languidus ante faciem ejus. i. * r egli avvenne, che 1' anno ventesimo del re Artaserse, nel mese di Nisan , essendo portato il vino dinanzi al re,io lo presi, e lo presentai al re ; ma io era come languente davanti a lui.
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" Vers. i, Efuenilo portato il vino dinanzi al re, io lo presi ec. Essendo venuto il mio turno di presentare al re la coppa per

C A P O IL 87 2. Dixitque mihi rex: 2. E il re mi disse: Per Quare vultus tuus tri- qual motivo la tua facjfts est, cum te aegro- cia maninconiosa, non totm non videam?nonest vedendo, ebe tu abbia hc frustra ; sed malum alcun male ? questo non nescio quod in corde tuo senza motivo ; ma tu est. Et tinzui va/de , ac covi in cuor tuo non so che di sinistro. E io ebnimis, bi paura grandissima, 3. E dissi al re : O re, 3. Et dixi regi: .Rex, in aeternum vive : qua- sa eterno il tuo vivere: re non moereat vultus come vuoi tu, che la mia meas, quia civitas, do- faccia non sia dolente mus sepulcrorum patris mentre la citt, casa de' mei, deserta est,etpor- sepolcri dei padri miei, tae e/us combustae sunt deserta, e le sue porte igni ? consunte dal fuoco ? 4 Et ait mihi rex : 4 E il re mi disse : Pro qua re postulasi et Che domandi ? E io preoravi Deum coeli, gai il Dio del cielo, 6 Et dixi ad regem: 5. E dissi al re : Se il Si videtur regi bonum, re lo crede ben fatto , e
bere, ec. L' uffizio di coppiere era in grand' onore nella corte di Persia. A s alto posto era stato innalzato Nehemia per la sua sapienza, e virt, e per ispezial provvidenza di Dio. Strabene e Ateneo raccontano, che i re di Persia non beveano altro vino, se non della Siria, della quale faceva parte la Giudea : cos Nehemia poteva essere ancora intelligente della qualit di quei vini, e del modo di conservarli. Vers. 2. Tu covi in cuor tuo non so che d sinistro. Tu macchini qualche cosa di cattivo. Egli molto credibile, che il re parlasse in tal guisa, non perch veramente sospettasse nulla di male , ma per .bont, affine di obbligare pi sicuramente? Nehemia a manifestare la causa della sua malinconia. Vers. 3. La lta , casa de1 sepolcri de* padri miei ec. Tutti i popoli ebber mai sempre per cosa sagra e santa i sepolcri dei maggiori, ma soprattutto i Persiani. Quindi Nehemia tocca questo punto anche nel versetto 5.

88 LIBRO SECONDO DI ESDRA et si placet servus tuus se il tuo servo ha in. ante faciem tuam, ut contrato favore dinanzi mttas me in Judaeam, a te, mandami nella Giuad civitatem sepulcri dea alla citt, dove posa patris mei, et aedificabo il sepolcro del padre mio, e io la riedificher. eam. 6. E il re, e la regina, 6. Dixitque mihi rex, et regina, quae sedebat che gli sedeva accanto , juxta eum : Usque ad mi dissero : Quanto duquod tempus erit iter rer il tuo viaggio , e tuum, et quando rever- quando ritornerai ? E io teris ? .Et placuit ante fissai il tempo, e il re vultum regis , et misit mostr di esser contenme : et constitui ei tem- to : e mi diede licenza. pus. 7. Et dixi regi'. S re7. Ma io dissi al re: Se gi videtur bonum, epi- al re cos pare, mi dia letstolas det mihi ad du- tere a* governatori del ces regionis trans flu- paese di l dal fiume, afmen, ut transducant finch mi dieno scorta me, donec veniam in fino al mio arrivo nella Judaeam ; Giudea : 8. Et epistolam ad 8. E una lettera ad Asaph custodem saltus Asaph custode de'boschi regis, ut det mihi ligna^ reali, affinch mi somut tegere passim portas ministri del legname,onturris domus, et muros d'io possa formare le civitatis, et domum , porte della torre del temquam ingressus fuero. pio, e le mura della citEt dedit mi/il rex juxta t, e la casa, dov' io abi-

Vcrs. 5.*F io la riedificher. Questo coraggio di Nehemia che propone di rimettere in piedi una citt sospetta, e odiosa al trono, ha il suo fondamento nelle umiliazioni, lagrime, orazioni ? e digiuni premessi Gap. I. ^.

G A P O IL 89 manum Dei mei bonam ler. E il re mi esaud, perch la mano ajutamecum. {rice del mio Dio era meco. 9. E io giunsi presso 9. Et veni ad duces regionis trans flumen , ai governatori del paese dedique eis epistolas di l dal fiume, e diedi regis . Miserai autem loro le lettere del re. Ma rex mecum principes il re avea mandati meco de'capit ani delle milizie, militum , et equites. e dei cavalieri. 10. E fu portata que10. "Et audierunt Sanaballath Horontes, et sta nuova a Sanaballath. Tobias servus nimo- Horonite, e Tobia servo nite s \etcontris tati sunt Ammonita : ed ebber afjlictione magna, quod grandissimo dolore delvenisset homo,qui quae- l'arrivo di un uomo, che reret prosperitatem fi" procurava il bene dei figliuoli d'Israele. liorum IsraeL it. E giunsi a Geru11. Et veni Jerusalem , et eram ibi tribus salemme, e mi riposai per tre giorni. diebus. 12. E di notte tempo 12. Et surrexi nocte ego, et viri pauci me- mi alzai io, e pochi altri cum , et non indicavi con me, e non ma nife- cuiquajn quid Deus de- stai a veruno quel che disset in corde meo, ut Dio mi avea ispirato di
Vers. 8. Le porte della torre del tempio. Pi probabilmente s' intendono le porte dell' atrio del popolo , le quali faccvan figura di una grati torre. Vers. io. A Sftnaballath Oronile. Nativo di Horonaim nel paese di Moab. Lai. xv. 5. Egli governava a nome del re i Samaritani. Tobia servo Ammonita. Servo del re , A.mmonita di origine , il (juale era assediato a Sanaballath nel governo della Sa-

90 LIBRO SEGONDO DI ESDRA. facerem in Jerusalem' fare in Gerusalemme ; e et jumentum non erat nonavea mecoaltro giumecum,ni$i animai cui mento, che quello ch'io cavalcava. sedebam. 13. E uscii di nofle 13. Et egressus sum per portam vallis no- per la porta della valle , cte, etante fontem dra~ e dinanzi alla fontana conis, et ad portam del dragone, e presso la stereo rs, et considera- porta stercoraria, e con* barn murum Jerusalem siderava le mura di Gedissipatum, et portas rusalemme atterrate, e ejus consumptus igni. le sue porte consunte dalle fiamme, 14. E andai innanzi fii4 Et transigi ad portam fontis , et ad no alla porta della fonaquaeductum regis ; et tana, e ali' acquidolto non erat locus jumento, del re : ma non v' era cui sedebam, ut trans- tanto di strada per cui iret. passasse il giumento, ch1 io cavalcava. 15. Et ascendi per 16. Ed essendo ancor torrentem nocte, et con- notte, salii pel torrenle, siderabant murum , et e considerava le mura , reversus veni ad p ortam e data volta indietro vallis, et redi/. arrivai alla porta della valle, e tornai (a casa). 16. Magistratus aul". Ma i magistrati tem nesciebant,quo ab- non sapevano, dov'io iisscm, aut qwid ego fossi andato, n quel facerem: sed etTudaeis, ch'io mi facessi: e sino
Vcrs. 13. Presso la porta stercoraria. Per cui i portava fuori di citt il letame nella valle di Hennon. Vers, 14. Alla porta della fontana. Della fontana di Siloe. V accldono del re. L' Ebreo la peschiera del re, fatta cio dal re Ezechia per ricevere le acque del Siloe, 2. Parai, xxvii. 3. 3o. Vers. 15. Pel torrente. Cedron.

CAPO et soterdotibus, et optimatibus, et magistra" tibus, et reliquis , qui faciebant opus usque ad id loci, nihil indicaveram. 17. Et dixi eis : Vos nostis afflictionem, In qua sumus : quia Jerusalem deserta est, et portae ejus consumptae sunt igni ; venite, et aedificemus muros Jerusalem , et non simus ul* tra opprobrium, 18. Et indicavi eis manum Dei mei, quod esset bona mecum , et verba regis, quae locutus esset mihi ; et aio-, Surgamus, et aedificemus.Et corfortatae sunt manus eorum in bono. 19. Audierunt autem Sanaballath Horonitest et Tobias servus Ammonites , et Gosem Arabus , et subsannaverunt nos, e/ despexerunt, dixeruntque : Quae est haec res, quam fadusi Numquidco7itra regem vos rebellatis ?

III.

a quel punto io non mi era aperto di niente coi Giudei sia sacerdoti, sia magnati, e capi, n con alcuno di quelli che erano destinati ai lavori. 17. Quindi io dissi loro : Voi vedete in quale afflizione ci troviamo : Gerusalemme deserta , e le sue porte consunte dal fuoco: venite, edifichiamo le mura in Gerusalemme , e non istiamo pi in questa ignominia. 18. E indicai loro come la mano aiulatrice di Dio era meco, e le parole dettemi dal re ; e soggiunsi : Su via , mettiamoci a fabbricare. E quelli preser vigore a benfare. 19. Ma Sanaballath Horonita , e Tobia servo Ammonita, e Gosem Arabo , saputa la nuova , ci dileggiavano , e per dispregio dicevano: Che quel che voi fate ? Vi ribellate forse contro del re ?

Vers. 19. E Gosem drabo. Alcuni lo credono Toparea , o Re-

LIBRO SECONDO DI ESDRA so.JEtreddidieis sermonem, dixiquead eos: Deus coeli ipse nos ;uvat, et Tzos servi ejus sumus : surgawus , et aedificemus : vobis aute/n non est pars, et justitia , et memoria, in Jerusalem. 20^Ma risposi a coloro, e dissi : II Dio del cielo egli , che ci aiuta , e noi siamo suoi servi, e andremo avanti, e fabbricheremo : rna voi non avete comunanza, n diritto, n ricordanza in Gerusalemme. III.

CAPO

Sono edificate le mura, le torri, e le porte di Ge* rusalemme da diverse persone che son qui riferite. i.Jdt surrexit Etiasib sacerdos ma' gnus, etfratres ejus sacerdotes, et aedificaverun t portam gregis./psi sanctificaverunt eam, et statuerunt valvas ejus, et usque ad turrim cen-> tum cubitorum sanctifi* i. -l-4d Eliasib sommo sacerdote , e i suoi fratelli sacerdoti inlrapreser di fabbricare la porta del gregge. Essi la consacrarono, e vi misero le sue imposte, e consacrarono (lo spa^ zio) fino alla torre di

olo degli Arabi soggetti al re di Persia 5 altri vogliono , che egli pure governasse qualche parte della Samaria. Vers. 20. * Non avete comunanza, ne diritto Quasi simil risposta ebbero da Zorobabel i Samaritani, mentre chiedevano d'entrare con i Giudei nella riedificazione del tempio, i. . Esdr. iv. v. 3. Vers. i, La porta del gregge. Credesi, che questo nome le fosse dato, perch entravano per essa gli agnelli, e gli altri aainafrda immolarsi nel tempio, a cui questa porta era vicin.i.

C A P O ll. caverunt eam, usque ad cento cubiti, e fino alla torre di Hanaheel. turrim HananeeL 2. Et ;xta eum ae2. E presso a lui fabdificaverunt viri Jeri* bricarono quelli di Jecho ; et juxta eum aedi- rico; e presso a lui fabficavit Zachur filius bric Zacbur figliuolo di Amri. Amri. 3. Portain autem pi3. La porta de' pese/i scium aedificaverunt fi- fu edificata da' figliuoli lii Asnaa: ip^i texe- di Asnaa : e vi posero runt eam, et statuerunt l'architrave, e le impovalvas ejus, et seras, ste , e serrature , e le et vectes. Et juxta eos sbarre, E accanto a loaedificavitMarimuth fi- ro fabbric Mariniuth lius Uriae, filii Accus. figliuolo di Uria, figliuolo di Accus. 4- Et juxta eum aedi4. E presso a questo ficavt Mosollam filius fabbric Mosollam fiB arachiae, filii Mese- gliuolo di Barachia , fizebel : et juxta eos ae- gliuolo di Mesezebel : dificavit Sadoc filius e presso a questi fabl ciana : bric Sadoc figliuolo di Baana : 6. Et juxta eos aedi6. E presso a questi ficaverunt Thecueni: op* edilicaron quelli di The-

Vuolsi eziandio, che presso alla stessa porta fosse la Piscina probalca, in cui si lavassero le ostie da offerirsi. Tedi Joan. \. -i. E la, consacrarono. Questa porta essendo destinata in certo modo ad uso sacro per ragion delle vittime che entravano per essa , per questo con qualche special cerimonia fu benedetta , e dedicata al Signore. Vers. 2. Presso a lui ec. Presso al sommo sacerdote Eliasih fabbricarono da un lato quelli di Gerico, e presso a lui da un altro lato Zachur figliuolo di Amri. Vers. 3. Ltt porta de* pesci. Essa era a occidente , e guardava veiso il mare.

94 LIBRO SECONDO DI ESDRA timates autem eorum cua: ma i principali lonon supposuerunt eolla ro cittadini non piegasua in opere Domini sui. rono i loro colli a faticare ali' opera del loro Signore. 6. La porta vecchia 6. Et portam veterem aedificaverunt Jojada fu edificata da Jojada filius Phasea et Mo* figliuolo di Phasea, e sol/a/ filius Besodia : da Mosollarn figliuolo ipsi texerunt eam, et di Besodia : essi vi postatuerutt valvas ejus, sero 1' architrave, e le imposte, e le serrature, et seras, et vectes : e le sbarre t 7. E presso a questi 7. Et juxta eos aedificaverunt Meltias Ga- fabbricarono Meltia di baonites, et Jadon Me- Gabaon, e Jadon di Meronathites , viri de Ga~ ronalh, e gli uomini di buon, et Maspha pro Gabaon, e di Maspha duce, qui erat in regio- pel governatore del paene trans fiumen. se . che stava di l dal fiume, 8. E presso a lui fabi 8. JSt juxta eum aedificavit Eziel filius A- bric Eziel figliuolo di raja , aurifex : et juxta Araja, orefice : e presso eum aedificavit Ana- a lui fabbric Ha nani a 7iias filius pigmentarii: figliuolo di un profu-? et dimiserunt Jerusa,* miere : e lasciarono sta^

Ver. 6. Laporta vecchio. Alcuni traducono 1' Ebreo la por** la deW antica (a vecchia) Piscina, di cui Lai. xxn. 11. Ver. 7. Pel governatore che era nel paese di l dal fume. La naturale sposizione di (jiirse parole >i , che questa pezzo di muraglia fo*se fatto a spese i (fuel goternalore, ciie a nome deire presedeva al paese di l d'ali' Eufrate, e il quale o pr divo-^ zione verso la, citt , o per far coa grata a NeLemia contribuisse a quest'opera. Le altre spoii^ioui mi sembrano poco fo mi aie.

C A P O III. lem usque ad murum re la parte di Gerusalemme , che va fino al piatene latioris. muro della piazza maggiore. 9. E presso a lu fabg. Et juxta eum ae~ dificavit Raphaja filius Bric Raphaja figliuolo Hur, princeps vici Je- d Hur, capo di una regione di Gerusalemme. rusalem. 10. E presso a lui io. Et juxta eum aedificavit Jedaja filius fabbric Jedaja figliuoHaromaph contra do- lo di Haromaph, dirimmum suam : et juxta petto alla sua casa : e eum aedificavit Hattas presso a lui fabbric Hattus figliuolo di Hafilius Haseboniae. sebonia. 11. La met di una \\. Mediam partem vici aedficavit Mei- regione , e la torre dei chas filius Herom, et forni fu fabbricata da Jasub filius Phahath Melchia figliuolo di HeMoab, et turrim fumo- roni, e da Hasub figliuolo di Phahath Moab. rum. 12. E presso a lui 12. Et juxta eum aedificavit Sellum filius fabbric Sellum figliuoAlohes , princeps me" lo di Alohes, capo della diae partis vici Jerusa- met di una regione d lem; ipse, etfiliae ejus Gerusalemme ; egli, e le sue figliuole.

Ve s. 8. E lasciarono slare la. parte ec. Non dovettero fare la mi aglia, forse perch non l'avessero rovinata i Caldei, o perch i sito forte per se medesimo non ne avesse tanto bisogni Ve . 1 1 . La. met di una regione. Vale a ilire la met della ia dirimpetto ad una delle regioni, nelle quali era divisa
V . i?,. Egli, e le sue figliuole. Probabilmente erano eredi , ton a erido verun fratello.

i3. Et portam vallis aedificavit Hanun, et habitatores Zanoe : ipsi aedificaverunt eam, et statuerunt valvas e;us, et seras, et vectes , et mille cubitos in muro usque ad portam sterquilinii.

LIBRO SEGONDO DI ESDRA 13. E la porta della valle fu edificata da Hanun, e dagli abitanti di Zanoe : essi la fabbricarono, e vi poser le imposte, e le serrature, e le sbarre, e fecer mille cubiti di muraglia fino alla porta stercoraria. 14. Etportamsterquii4* E la porta sterlinii aedificavi/ Mel- coraria fu fabbricata da chias filius jRechab, Melchia figliuolo di Reprinceps vici Bethacha- cbab, capo del quartieram : ipse aedificavit re di Bethacharam : egli eam, et statuii valvas la fabbric, e vi pose ejus , et seras, et ve- le imposte , e le serrature, e le sbarre. ctes. 15. Et portam fontis 16. E la porta delaedificavit Sellum filius la fontana fu edificaChohoza, princeps pa- ta da Sellum figliuolo gi Maspha : #?se aedi- di Gbolhoza , capo del ficavit eam , et texit, et quartiere di Maspha : statuii valvas ejus, et egli la edific , e vi poseras, et yectes, et mu- se l'architrave, e le imros piscinae Siloe in poste , e le serrature, e hortum regis, et usque le sbarre, e fece le muad gradus, qui descen- raglie della piscina di dunt de civitate David Siloe fino al' orto del re, e fino alla scalinata, per cui si scende dalla citt di David.

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Ver*. 13. La porta della valle. Vedi cap. *i. 13. Vers. ro. La, porta della fontana. Vedi cap. 11. i5 a

C A P O III. 16; Post eum aedifi" cavit Nehemias filius Azboc , princeps dimi' dicte partis viciBethsur^ usque contra sepulcrum David , et use/u ad piscinam , quae grandi opere constmcta est, et usque ad domum fortium. 17. Post eum aedifcaveruiit levitae , Re" hum filius Senni i post eum aedificavit Hasebias, princeps dimidiae partis vici Ceilae in vico suo. 18. Post eum aedifi caveruntfratres eorum: Bavai filius Enadad, princeps dimidiae partis Ceilae. 19.Et aedificavit juxta eum A ber filius Josue princeps Maspha, merisuram secunda/n contra ascensunifirmissimi anguli.

97 16. Appresso a lui fabbric Nehemia figliuolo di Azboc capo della met del quartiere di Belhsur, fin dirimpetto al sepolcro di David e fino alla piscina,che fu costrutta con grand' arte , e fino alla casa d^' forti. 17. Dopo di lui fabbricarono i leviti, Rehum figliuolo di Brnni : e dopo di lui Hasebia, capo della met del quartiere di Geila pel suo quartiere. 18. Dopo d lui fabbricarono i suoi fratelli : Bavai figliuolo di Enadad, capo della met del quartiere di Geila. 19. E dopo di questo Axer figliuolo di Josue, capo del quartiere di Maspha, edific la parie seconda dirimpetto alla salita dell9 angolo fortificato.

Vers. 16. Fino alla piscina costrutta con grand1 arte, Probabilmente ella 1 la peschiera di Ezechia, 4- Reg- xx- 20. La casa de forti. Vuoisi, che fosse 1' alloggiamento dei campioni di David, ovvero delle sue guardie. Vers. 17. Pel suo quartiere. Per la parte della muraglia, che era dirimpetto al suo quartiere,

98 LIBRO SEGONDO DI ESDRA 20. Post eum in mon20. Dopo di lui Ba* te adi/icavit Baruch ruch figliuolo di Zachai filius Zachai mensu- fabbric sul monte la ra/n secundum, ab an- seconda parte, dall1 angulo usque ad portarti golo fino alla porta deldomus Eliasib sacerdo- la casa di Eliasib somtis magni. mo sacerdote. 21. Post eum aedifi" 21. Dopo di lui Mecavit Merimuth filius rimuth figliuolo di Uria Uriaefilii Ifaccus, men- figliuolo di Haccus fabsuram secundam\a por- bric la seconda parte, ta domus Etiasfr, do- dalla porta della casa /zec extenderetur do- di Eliasib, quanto s mus Eliasi. stendeva la casa di Eliasib. 22. Et post eum aedi22. E dopo di lui fabficaveruni sacerdotes, bricarono i sacerdoti viri de campestribus abitanti nelle pianure Jordanis. del Giordano. 26. Post eum aedifi26. Dopo di essi fabcavit Beniamin et Ha- bricarono 'Beniamin e sub contra domum Hasub dirimpetto alle suam, et post eum ae- loro case, e dopo di dificavit zarias filius questi A za ria figliuolo Maasiae filii Hananiae di Ma a sia figliuolo di contra domum suam. Hanania dirimpetto alla sua casa. 24. Post eum aedifi* 24. Dopo di lui fabcavitBenui filius Hna- bric Bennui figliuolo dad mcnsuram secun- di Henadad la seconda da/n , a domo Azariae parte, dalla casa di Azausque ad fiexuram , et ria fino alla svolta, e usque ad angulum. ali' angolo.
Vers. 19. Edifico l& parte feconda. Edific una parte di muro simile, o eguale a quella fabbricata dal suo vicino.

GAP * 26. Phalelfilius Ozi contra flexuram, et turrim, quae eminet de domo regis excelsa, id est, in atrio carceris : post eum Phadaja filius Pharos.
26. Nathnaei autem iabitabantin Ophel usque contra portam aquarum ad orien/em, et turrim, quae prominebat. 27. Post eum aedi fieaveruntThecueni mensura secunda/n e regione , a turre magna , et eminente usque ad murum templi. 28. Sursum autem a porta equorum aedficaverunt sacerdlts, unusquisque contra domum suam. 29. Post eos aedificavit Sadoc filius Em~ mer contra domum suam. Et post eum ae-

O III. . 99 26. Phalel figliuolo i Ozi ( fabbric ) dirimpetto alla svolta, e alla torre , ebe spunta dalla parte supcriore della casa del re, vale a dire lungo 1' atrio della prigione : dopo di lui Phadaja figliuolo di Pharos. 26.OriNathinei abitavano in Ophel fin dirimpetto^alla porta delle acque verso levante, e fino alla torre , che sporge in fuora. 27. Dopo di lui fabbricarono quelli di Thecua la seconda parte a dirimpetto, dalla gran torre , che scappa in fuora , fino alla muraglia del tempio. 28. E ali' ins dalla porta de'cavalli fabbricarono i sacerdoti, ciascuno dirimpetto alla propria casa. 29. Dopo di essi Sadoc figliuolo di Emmer fabbric dirimpetto a sua casa. E dopo di lui

Vers. 7.6. La poria delle acque. Questa porta era in poca distanza dal tempio , dirimpetto alla porta orientalo dell'atrio del popolo. Vedlccip. xu. 36. Yers. 28. Dalla poria de* cavalli. Questa porta era vicina al tempio $ e al palazzo del re, 4- Rcg. xi. 16.

LIBRO SEGONDO DI ESDRA dificavit Semaja, filius fabbric Semaja figliuoSecheniae, custos por- lo di Sechenia , custode della porta orientale tae orientalis. (del tempio). 3o. Dopo di lui edifi5o. Post eum aedificavit Hanania filius Se- caronoHanania figliuolemiae, et Nanun .filius lo di Selemia, e Hariun, Seleph sextus, mensu- sesto figliuolo di Sera/n secundum : post leph, la seconda parte : eum aedificavit Mosol- dopo di questi fabbric lam filius Barachiae Mosollam figliuolo di contra gazophylacium Baracbia dirimpetto al suum Post eum aedifi- suo erario. Dopo di lu cavitMelchias filius au- Melchia figliuolo di un rificis usque ad domum orefice fabbric fino alNathinaeorum, et scru- la casa dei Nalhinei, e ta vendentium contra de' mereiai dirimpetto portam judicialem, et alla porta de' giudici, e usque ad cenaculum lino alla sala deli' angolo. anguli. 31. Et inter caena5i. E lungo la sala culum anguli in porta dell'angolo alla poria gregis aedificaverunt del gregge fabbricaroaurifices, et negotiato- no gli orefici, e i merres. catanti.

Vers. 3o. Dirimpetto al suo erario. Dirimpetto a qualche casa, in cui era forse l'erario pubblico, di cui Mosollam avea la

C A P O IV.

Opponendosi Sanaballatli, e Tobia con tutti gli altri Gentili, i Giudei edificano con una mano, tenendo coli altra la spada, e Nehemia contro le loro derilioni e insidie fa orazione a Dio, e 1 opera condotta a fine. 1. JL actum est autem , cum audisset Sanaballath, quod aedificaremus murum, iratus est valde : et motus nimis subsannavit Judaeos , 2. Etdixit coram fratribus suis, et/requentia Samaritanorum : QuidJudaeifaduni imbecilles? Num dimittent eos gente s? Num sacri" ficabunt, et complebunt in una die ? Numquid aedificare poterunt lapidea de acervis pulveris , qui combusti sunt? 1. IVXa avendo udito Sanabllath, come si fabbricavan le mura, ne concep grande sdegno: e infuriato com' era , scherniva i Giudei, 2. E disse alla presenza dei suoi fratelli, e del consiglio de' Samaritani : Che fann'eglino que'fiaccati Giudei ? Ivi lasceran fare queste nazioni ? Potrann'eglino offerire sacrifzio , e finire in un d? Potrann'eglino tornare nel primo stalo le pietre ridotte dal fuoco in mucchi di polvere?

Vers. a. Alla presenza dei suoi fratelli. Degli altri prefetti, o governatori del paese, suoi colleghi. Potrann? eglino offerir sagrifzio , e finire in un dil bperano forse di compiere tutto il lavoro in un giorno, e di aver anche il tempo di oiFerir il sagrifr/.io , vale a dire V olocausto della sera ? * Tornare nel primo stato le pietre. Ebr. dar vita alle pietre.

Sed et Tobias Ammonites proximus ejus ali: AEdificent*. si ascenderit vulpes, transiliet murimi eorum lapideum.

LIBRO SECONDO DI ESDRA 3, Similmente Tobia Ammonite, che gli stava accanto, disse: Fafcbrichyio pure : se vi va una volpe , ella salter le loro muraglie di pietre. 4- Ascolta tu, Dio 4. Audi, Deus noster, quia facti sumus nostro, come noi siamo despectui : converte op- derisi, rivolgi sulle teprobrium super caput ste loro lo scherno, e eorum , et da eos in de- fagli spregevoli l dove spectionem in terra ca- sieno menati schiavi. ptzvitatis. 6. Non coprire la lo5. Ne operias iniquitatem eorum, et pecca" ro iniquit, e non sia tum eorum coram facie cancellato dinanzi a te tua non deleafc/r, quia il loro peccalo, perch eirriserunt aedificant&s. glino hanno deriso chi fabbricava. 6. Itaque aedificavi 6. Noi adunque rifabmus murum, et con/'un- bricammo le mura, e le ximus totum usque ad rassettammointeramen-

102

Vers. 3. Se viva una volpe , ella faller le loro muraglie. Tanto son basse. Cos per disposizione di Dio il disprezzo dei nemici aiutava a tirar innanzi il lavoro. Vers. 4- E fagli spregevoli la dove seno menali schiavi ec. Rendi loro il contraccambio de' disprezzi, n degli schrni, coi quali e' insultano, e fa loro provare gli stessi mali sofferti da noi nella nostra cattivit , dacch in vece di avere compassione di noi, si ostinano a inquietarci, e e' invidiano quel poco di bene , che tu ci hai dato. Vers. 5. Non coprire la loro inqnla, e non sa cancellato ec- Non ti dimenticare del loro peccato, e non lasciarlo impunito. Abbiamo altrove notato, che simili parole ed espressioni dei Santi non sono imprecazioni, ma profezie , di quello che Dio volea fare contro de' loro nemici , e che in tal guisa approvano i decreti della giustizia divina, la quale veggono risoluta di non usare misericordia verso quei peccatori ostinati e impenitenti.

C A P partem dimidiam : et provocatavi est cor populi ad operandum. 7. Factam est autem cum audisset SanabalItth, et Tobias, et Arabes et Ammontine , et Azotii, quod obducta esset cicatrix muri Jerusalem , et quod caepissent i n terrupia concludi, irati sunt nimis* 8. Et congregati sunt omnes pariter, ut venirent, et pugnarent con'Ira Jerusalem, et molirentur insidias. g.Et oravimus Deum nostrum, et posuimus custodes super murum die, ac nocte contra eos io. Dixit autem Judas : Debilitata estfortitudo portantis, et humus nimia est, et nos nonpoterimus aedificare murum.

O IV. io3 te fino alla met : e il cuore del popolo ne prese lena per lavorare. 7. Ma avendo udito Sanaballath, e Tobia, e gli rabi e gli Ammoniti, e quelli di Azoto, come si erano saldate le piaghe delle mura di Gesusalemme, e come principiavano a chiudersi i siti aperti, ne presero grandissimo sdegno. 8. E si raunarono tutti insieme per portar guerra a Gerusalemme, e tenderci insidie* g. E noi ci raccomandammo al nostro Dio, e mettemmo sentinelle sopra le mura per cautelarci contro di essi. io. E que'di Giuda dissero : I pi robusti a portare sono senza lena, e rimane grandissima quantit di terra ; onde noi non potremo fabbricare la muraglia.

Vers. 6. Rifabbricammo le mura, e le rassettammo interamente f no alla meta. Fino alla met della loro altezza. Le mura erano fatte per tutto il giro della citt da' fondamenti fino al mezzo. Si accenna, che alcuni pezzi della muraglia erano in piedi qua e l; onde non dovettero far altro, che rassettarli, chiuder le buche, ec. * E le rassettammo. E le rabberciammo.

104 LIBRO SECONDO DI ESDRA 11. Ma i nostri nemi11. Et dixerunt hostes nostri : Nesciant, ci dicevano : Coloro non et ignorent, donec ve- hanno a saperne nulla , niamus in medium eo- sino che sopraggiungiarum \ et interficiamus mo tra loro per uccidereos, etcessarefaciamus gli, e far cessare il lavoro. opus. 12. Ed essendo venu12. Factum est autem , venientibus JFu- ti pi, e pi volte que' daeis, qui habitabant Giudei, che abitavano juxta eos, et dicentibus presso a coloro, e porwobis per decem vices tandoci lo stesso avviso ex mnibus locis, qui- da tutte le parti, donde essi venivano a noi : bus venerant ad nos: 13. Io misi in ordi13.S'tatui in loco post murum per circuitum nanza il popolo dietro populum in ordinem alle mura al' intorno cum gladiis suis,et ln<- colle, sue spade, e lance, e archi, ceis, et arcubus. i4Etperspexi, ai4- E fattane la riviquc surrexhet ojo ad op- sta, andai : e dissi a'matima/es, et magistratus gnati, a' magistrati, e a et ad reli(]uam partem tutto il resto del popolo: vulgi: Nolite ti/nere a Non vi faccia paura la facie eorum. Domini loro venuta.Ricordatevi magni, et terribilis me- del Signore grande e men tote, et pugnate pro terribile, e combattete fratribus vestris, filiis pe' vostri fratelli, e pei vestris , et filiabus ve- vostri figliuoli, efiglie, stris , et uxoribus ve- per le vostre mogli, stris , et domibus ve- per le case vostre. stris.
Vers. io. E rimane grandissima quantit i terra. Voglion dire i calcinacci, e i rottami delle rovine, i quali bisognava trasportare per poter fabbricare senza impedimento. Vers. i?.. Que* Giudei, che abitavano presso a coloro. I Giudei che abitavano nelle terre vicine a'Samaritani,

C A P O

i 5. "Pactum est autem cum audissent inimici nostri nuntiatum esse nobis, dissipavit Deus consilium eorum. Et rversi sums omnes ad wuros, unusquisque ad opus suum. 16. Et factum est a die illa, media pars iuvenum eorum faciebat opus, et media parata erat ad bettum, et lanceae, et scuta, et arcus, et loricae, et principes post eos in omni dmo Juda. 17. AEdificantium in muro, et pgrtantium frera, et imponentium : una manu sua faciebat opus, et altera tenebat gladium* 18. AJZdificantium enim unusquisque gladio erat accinctus rnes. Et aedificabant et clangebantbuccina juxta me.

106 15. Ma avendo risaputo i nostri nemici, come noi eravamo stati avvertiti, il Signore mand in fumo i loro disegni. E noi tornammo alle mura, ciascuno al suo lavoro. 16. E da quel giorno in poi la met della giovent lavorava, e la met stava pronta a combattere colle sue lance , e scudi, e archi, e corazze ; e i capi loro stavano dietro a tutta la famiglia di Giuda. 17. E quelli che lavoravano sulle mura , e quelli che portavano pesi, e quei, che li caricavano, lavoravn con una mano, e coll'altra tenevan la spada* 18. Imperocch tutti i lavoranti portavano cinta affianchila spada* E fabbricavano , e sonvan la tremici presso di

Yrs. ,17. ictvravah con una inho, e colV altra tenevan Itt spada. E una maniera di parlar figurato , colla quale vuol significarci, che tutta la gente era insieme" intenta al lavoro, e pronta alla difesa , quando si presentasse il nemico.

Voi. vin.

LIBRO SEGONDO DI ESDRA 19. E io dissi a'magnati, e a' magistrati, e al rimanente del popolo : II lavoro grande, e di lunga estensione : e noi rimangtiiamo attorno alle mura separati in distanza l'uno dall'altro: 20. Dovunque senti20. In loco quocumque audieritis clango rete sonar la tromba, l rem tubae, illuc concur- correte unitamente verrite ad nos : Deus no- so di noi : il nostro Dio ster pugnabit pro no- combatter in nostro ajuto. 21. E noi continuere21. Et nos ipsi jactamus opus : et media mo il nostro lavoro: e la pars nostrum teneat met di noi abbia imputanceas ab ascensu au- gnata la lancia dalio rorae, donec egredian- spuntar deli' aurora fino a che escan fuora le tur astra. stelle. 22. In quell'occasione 22. In tempore quoque illo dixi populo: U- dissi parimente al ponusquisque cum puero polo : Ognun di voi resuo maneat in medio sti col suo servo dentro Jerusalem, et sint no- Gerusalemme, e noi ci bis vices per noctem, et daremo la muta per lavorare di, e notte. diem ad operandum. 19. Et dixi ad opti." mates, et magistratus, et ad reliquum partem vulgi: Opus grande est, et latum : et nos separati sumus in muro procul alter ab altero i

. ., .

"Vers. ai. Ognun di voi resti col suo servo dentro Gerusalemme. Si vede che molti, i quali aveano casa nella campagna, di Gerusalemme , andavano la sera alle case loro , e tornavano la mattina.Nehemia ordin , che nissuno partisse dalla citt, affinch , dandosi la muta , lavorasse una parte del popolo anche la notte. * E noi ci daremo la muta per lavorare (fi e notte. Ebr. E la notte ci saranno di guardia, e il di lavoreranno.

C A P O IV. 107 23. Ego autem et fra2 3. Io poi, e i miei fratres mei, et pueri mei, telli, e la mia gente, e et custodes , qui erant le guardie, che mi venipost -me, non deponeba- vano appresso, non ci mus vestmenta nostra: spogliavamo: nissuno unusquisque tantum posava i suoi abiti, se nudahatur ad baptis- non per qualche purificazione. mun.
C A P O V.

Nehemia nella gran miseria riprende i ricchi avari, e proibisce le usure, e dona volontariamente il suo ai miserabili. i. JLU tfactas est elamor populi, et uxorum ejus magnus adversus /ratres suos Judaeos. 2* Et erant qui dicerent : Filii nostri, et fi" liae nostrae multae sunt nimis : accipiamus pro predo eorum frumentum, et comedamus, et vivamus . i * - A Hora fu, che il popolo, e le loro mogli alzaron le strida contro de' loro fratelli Giudei. 2. E alcuni di essi dicevano t Noi abbiam troppi figliuoli, e troppe figliuole: prendiamo pe! prezzo di essi del grano per mangiare, e vivere

Vers. 28. Nissuno posava i suoi abili, se non per qualche purificazione. Se non per ragione di dover fare alcuna delle purificazioni ordinate nella legge, ovvero per lavarsi dalle sozzure contratte nel lavorare. Vers. 2. Prendiamo pel prezzo di essi del grano. Vendiamogli , e comperiamo del grano per vivere. Nell' estrema necessit la legge permetteva al padre di vendere i figliuoli, LevitKK\i. 7. ma questi non restavano servipejr pi di sei anni, Exod, xxi, 7. Dent, xv. i*.

io8 LIBRO SECONDO DI ESDRA 3. Altri poi dicevano: 3. Et erant qui dicerent: A grog nostros ^ et Impegniamo i nostri p^ vineas, etdomos nostras deri, e le vigne, e le noopponamus, et accipia- stre case, e prendiamo musfrumentum in fa- del grano per cacciar la fame. me. 4. Altri dicevarfo : 4- Et alii dicebant: Mutuo sumamus pecu- Prendiamo in prestito nias in tributa regis, del denaro per pagare il demusqueagros nostros tributo al re, e impegniamo i nostri campi et vineas* e le vigne. 5. Or quale la carne 6. -Et nunc sicut carnes fratrum nostrorum, dei nostri fratelli, tale sic carnes nostrae sunti la nostra : e i nostri fiet sicut filii eorum , ita gliuoli sono da quanto % et filii nostri-, ecce nos loro : e noi diamo in isubjugamus filios no- schiavit i nostri figliuostros, et filias nostras li, e le nostre figliuole, e in servitutem, et de non abbiamo il modo di filiabus nostris sunt riscattare quelle nostre familiae t nec habemus, figliuole, che sono schiaunde possint redimi, ve, e i nostri camp, e le et agros nostros , et nostre vigne sono in povineas nostras alii pos- tere di altri* sident.
Vers. 4- Prendiamo in prestito del denaro per pagare il tributo al re. Si potrebbe tradurre prendiamo ad usura ; perocch da quello che segue apparisce , che cos imprestavano i rie chi , violando 1' espresso comandamento della legge , Exod. xxu v.5. Deut. xxin. 19. Vers. 5. Or qual e la carne de1 nostri fratelli , tale e la notira. Siamo uomini , com' essi , figliuoli di Adamo , come essi , siamo eguali a loro per diritto di natura , e secondo il comandaento di Dio , Deut. xv. 7. Per qual motivo adunque ci divora osi, e della loro abbondanza non vogliono soccorrerci , se nou sotto il peso di gravi usure ?

G A P O V. 109 6. Quand io ebbi udi 6. Et iratus sum nimis cum audissem cla- te le loro strida, e quemorem eorum secun- sta maniera di parlare , ne sentii grande sdegno. dum verba haec: 7. E dopo matura ri7. Cogitavitque cor meum mecum, et incre- flessione ripresi asprapa$i optimates , et ma- mente i magnati, e i gistra/us, et dixi eis : magistrati, e dissi loro : Usurasne singulto, fra- Voi adunque, quanti sietribus vestris exigitis ? te, prendete 1' usura da' Et congregavi adver- vostri fratelli? E convosum eos concionem ma- cai una grande adunanza contro di essi. gnani. 8.Et dixi eis: Nos, ut 8. E dissi loro : Voi scitis, redemimus fra- sapete, come noi secontres nostros JTudaeos, do la nostra possibilit qui venditifuerunt gen- abbiam riscattati i Giutibus, secundum possi- dei venduti alle genti: G bilitatem nostram : et voi venderete i vostri vos igitur vendetta fra- fratelli, perch noi Ji ritres ves/ros, et redime- compriamo ? E quelli s iTius eos ? Et siluerunt tacquero, e non seppero nec invenerunt quid re- che rispondere. sponderent. 9. Dixitque ad eos : 9. E io dissi loro: QuelNon est bona res, quam lo che voi fate, non facitis : quare in timo- ben fatto : per qual more Dei nostri ambulatis tivo non camminate voi
Yers. 7. * Convocai una grande adunanza contro etti. Non sol degli oppressi, che reclamavano , ma d' ogni ceto , acci gli Oppressori ne scntisser vergogna per correggersi. Ver*. 8. Abbiam riscattati i Giudei venduti alle genti ee. Noi abbiam fatto tutto quello che abbiam potuto per liberare questi nostri fratelli dalla schiavit, in cui viveano tra le genti, e yoi li ridurrete adesso alla necessit di vendere i loro figliuoli? Forse sperate voi, che noi li ricompreremo ?

no

LIBRO SEGONDO DI ESDRA.

ne exprobretur nobis a n^l timore del nostro gentibus inimicis no- Dio, affinch non diventiamo lo scherno delle stris. genti che ci odiano ? 10. Or io, e i miei fraio. Et ego, etfratres mei, et pueri mei com- telli, e la mia gente abmodavimus plurimis biamo a moltissimi dato pecunia/n , et /rumen- in prestito grano, e Detum : non rtpetamus naro : accordiamoci tutin co/nmune istud , aes ti a non ripetere, e a rialienum concedamus , mettere tutto questo de quod debetur nobis. bito. 11. Rendete oggi ad n.Reddite eis hodie agros suos , et vineas essi i loro campi, e le visas, et oliveta sua, et gne, e gli uliveti, e le cadomus suas: quin po- se ; anzi la centesima tius et centesbnam pe* del denaro, grano, e vino, e olioj che voi solete olei, quam exigere so- esiger da loro, pagatela letis ab eis, date pro il- voi per essi, &. 12. E quelli dissero: i2.tdixerunt: Red. demus, et ab eis nihil Restituiremo , e non (juaeremus : sicque /- cercheremo nulla da loci/raus, ut loqueris. Et ro : e faremo, come tu
Vers. n. Anzi la ctntesncf.,, che voi solete esiger da lo-, r ffc. Oltre la restituzione de'beai venduti, o impegnati, Nehemia propone, che i ricchi paghino pei poveri quella centesima di tutti i frutti, la qual centesima si pagava al governatore del paese, e fino allora l'aveano messa gli stessi ricchi a carico dei poveri. I ricchi tiravano i frutti, e facevan pagare ai poveri la centesima ; onde e da questa, e dalle usure aggravati que* miseri non potevano mai alzar testa. Tale sembra il senso della volgata. Secondo 1' Ebreo pare, ch si ordini, oltre la restituzione de' beni, quella ancora delle uure percette contro la legge a ragione di un centesimo il mese , che faceva dodici per cento ali* anno, maniera di usura notissima nelle leggi Romane.

CAP vocavi sacerdote^ etadjuravi eos, ut facerent juxta quod dixeram. 13. Insuper excussi sinum meum , et dixi : Sic excutat Deus omnem virum, qui non compieverit verbum istud de domo sua, et de laboribus suis \ sic excutiatur, et vacuus fiat. JEt dixit universa multitudo : Amen. Et lauda verunt Deum. Fedi ergo populus, sicut erat dictum. 14. A die autem illa, qua praeceperat reo: mihi, ut essem dux in terra Juda, ab anno vigesinzo usquejad annum trigesimum secundum Artaxerxis regis , per annos duodecim, ego et

O V. dici. E chiamai i sacerdoti , e feci, che quelli giurasser di fare , come io avea detto. 13. E io scossi oltre d ci la mia veste, e dissi : Cos scuota Dio chiunque non osserver questa parola , dalla sua casa, e da'suoi beni : cos sia scosso, e resti senza niente. E tutta la moltitudine rispose Amen. E lodarono Dio. E il popolo fece, come si era detto. 14. E dal giorno, in etili il re mi avea ordinato, che io governassi il paese di Giuda, dall'anno vigesimo sino al trentesimo secondo del re Artaserse, per dodici anni, e io , e i miei fra-

Vers. 12. E chiamai i sacerdoti, e feci che quelli gitiratser ec. Chiamai i sacerdoti, affinch alla loro presenza gli usurai facessero giuramento di osservare quello che si era stabilito. Ver. 13. E il popolo fece come si era detto. Non delle minori opere fatte da Nehemia in favore della sua nazione 1' aver ridotti gli usurai ali' osservanza della legge , a restituire il mal tolto, e a sollevare eziandio i poveri. Nella repubblica romana ogni volta che si tocc questo tasto di sollevar il popolo oppresso dall' avarizia de' creditori, Roma fu in {scompiglio , n mai si ottenne interamente 1' intento , prevalendo sempre la potenza , le astuzie , i raggiri dei ricchi. La religione sola pot far ci nel popolo ebreo , e la piet, e il distaccamento di Nehemia contribuirono assai a questa bella riforma.

112 LIBRO SEGONDO DI E5DRA fratres mei annonas, telli non mangiammo quae ducibus dedeban- delle vettovaglie, che eran dovute a' govertur non comedimus. natori. 15. Or i primi go15. Duces autem primi, qui fuera/it ante me vernatori, ch'erano sta-, gravaveruntpopulum, et ti innanzi a rne , aveaacceperuntab eis, in pa- no aggravato il popolo, ne, et vino, et pecunia, ricevendone pane, e viquotidie siclos quadra- no ( olire ) i quaranta ginta', sed et ministri sicli per giorno in deeorum depresserunt po- naro : e di $i i loro pulum. JEgo autem non ministri angariavano il feci ita propter timorem popolo. Ma io temendo Dei. Dio non feci cosi. 16. Quin potius in ope16. Anzi lavorai alla re muri aedificavi, et a- fabbrica delle mura , grum non emi, et omnes e non comprai verun pueri mei congregati ad campo, e tutta la mia opus erant. gente era occupata al lavoro. 17. E i Giudei, e i 17. Judaei quoque> et magistratus, centum magistrati , erano cinquinquaginta viri,etqui quanta persone, e quei veniebant ad nos de che venivano a noi da' gentibus, quae in cir- paesi circonvicini,mancuitu nostro sunt^in men- giavano alla mia mensa, sa mea erant.
Ver. 15. Ricevendone pane, vino (oltreJ i cinquanta iiV eli ec. Il popolo aomministrava a que'governatori pane, e vino , quanto bisognava al mantenimento delle loro famiglie, e oltre a. ci quaranta sicli d' urgente per giorno. Cos l'Ebreo. Aggiungami le avanie de' loro subalterni. Vers. ij. E i Giudei, a i magistrati cento cinquanta perso? ne eo. Questi magistrati erano della nazione ebrea, e rendevan giustizia al popolo in Gerusalemme, e nelle altre citt ebe erano soggette alla loro giurisdizione ; e in tali circostanze doveano per

C A P O

V.

18. Patabatur autem mihi per dies singulos bos unus , arietes sex electi, exceptis volatilibus, et inter dies decem vina diversa, et alia multa tribuebam : insuper et annonas ducatus mei non quaesivi: valde enim attenuatus erat populus. io..Memento mei Deus meus in bonum , secundum omnia , quae feci populo huic. *

18. E si uccideva ogni d in casa mia un bue, e sei arieti scelti, oltre i volatili, e ogni dieci giorni vini diversi, e molte altre cose io dava , e oltre a ci non, cercai gli stipendii del mio governo: perocch il popolo era grandemente stenuato. 19. Ricordati di me, Dio mio, per tua bont, secondo il bene, che io ho fatto a questo popolo.

lo m'i star insieme con Nehemia. Egli dava lor da mangiare , e lo dava anche a' deputati dei vicini popoli mandati a Gerusalemme per trattare d' affari. Vers. 18. E ogni dieci giorni vini diversi. Ogni dieci giorni si cambiavano i vini della mia tavola. Nehemia racconta quello che ayea fatto nel tempo del suo governo s per esempio degli altri, si per animarli a bene sperare nel Signore, e finalmente per chiudere la bocca agli emol. Con simile spirito si lod l'Apostolo, e Moie, e David, e altri Santi. Vedi il capo seguente. Egli dovea essere molto facoltoso , e probabilmente , oltre 1' onorario di coppiere del re , avea buoni assegnamenti dalla cassa reale, some governatore della Giudea.

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LIBRO SEGONDO m ESDRA C A P O VI.

Sanaballath co'suoi compagni invita fraudolentemente colle sue lettere Nehemia a far seco alleanza, e lo minaccia di accusarlo di ambire il regno, cercando cos d'impedire la fabbrica. Ma non intimidisce, n ritrae dal suo proposito Nehemia. Terminate le mura, le confinanti nazioni s'intimoriscono. i.JL actum est autem tum audisset Sanabal* lath, et Tobias, et Gossem Arabs, et ceteri ini" mici nostri, quod aedificassm ego murum, et non esset in ipso residua interruptio ( usque ad tempus autem illud valvas non posueram in portzs) 2. Miserunt Sana ballath, et Gossem ad me dicentes : Ven, et percu/iamus. foedus pariter in viculis in eampo Ono. Ipsi autem cogitabant, utfacere n t mihi malum. 3. M"isi ergo ad eos nuntios, dicens : Opus 1. IVI.a avendo udito Saaaballath, e Tobia . e Gossem Arabo, 6 gli altri nostri nemici, com'io avea fabbricale le mura, e come non vi restava pi apertura (non si cran per ancora messe le imposte alle porte ) 2. Sanaballath,e Gossem mi mandarono a dire: Vieni, e facciamo alleanza tranci in quaIcheduno de'villaggi della campagna di Ono : ma eglino pensavano a farmi del male. 3. Io pertanto mandai gente a dir loro: HQ

Vers. z. Della campagna di Ono. Essa era nella trib di Be tiamin. xi.35,

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grande egofacto, et no possum descendere, ne jforte neg/igatur , cum venero, et descendero ad vos. t\.Miserunt autem ad me secundum verbum hoc per quatuor vices : et respondi eis juxta sermonem priore/n. 5. Et misit ad me Sanabaliath juxta verbum prius quinta vice puerum suum, et epistolarii habebat in maiu sua scriptam hoc modo. 6. In gentibus audztum est,et Gossem dixt, quod tu et Judaei cogitetis rebellare, et propterea aedifices murum, et levare te velis super eos regem : propter quam causam 7 .E tprophetas posueris, qui praedicent de te in Jerusalem, dicen/s: Rex in Judaeaest. Auditurus est rex verba haec : idcirco nunc

per le mani un gran lavoro, e non posso venire, affinch non reati trascurato, s'io parto per venire a voi. 4- Edessi mandarono per ben quattro volte a dirmi la stessa cosa , e io risposi loro , come da prima. 6. Sanabaliath mi mand per lo stesso fine di prima la quinta volta un suo servo, che portava una lettera d questo tenore : 6. Si divnlgato tra le genti, e Gossem lo afferma, che tu, e i Giudei meditate ribellione, e per questo tu rialzi le mura , e vuoi farti loro re : e che a questo fine 7. Tu hai pronti de' profeti, i quali ti vadano encomiando per Gerusalemme , e dicano : Egli il re della Gindea. Queste cose il re

Vers. 3. Ho per le mani un gran lavoro ec. Nelieroia dice una delle ragioni che non gli permettevano di andare, tacendo quelle del giusto sospetto, che avea di Sanabaliath. Vers. 5. * Unti lettera di questo tenore, Ebr. Una lettera aperta, in cui era scritto cosi.

no

LIBRO SECONDO DI ESDRA

venit ut ineamus consi- le sapr: per questa vieni tosto , affinch lium pariter. consultiamo insieme. 8. Et misi ad et>s, d8. Ma io gii mandai cens : Non est factum a dire : La cosa non isecundum verta haec, st , come tu dici, pequae tu loqueris : de rocch tu crei in cuor corde enim tuo tu com* tuo queste cose. ponis haec. p.Conciossiach tut9. Omnes enim hi terrebant nos, cogitan- ti coloro ci mettevano tes quod cessarent ma- degli spauracchi , spenus nostrae ab opere, rando di ritrarci dal laet quiesceremus. Quam voro , e di farcelo abob causam magis con- bandonare. Ma io per questo stesso mi anifortavi manus meas, mai maggiormente, io.E andai di nascoio. Etingressus sum domum Semajae filii sto a casa di Semaja fiDalajae filii Tttetabeel gliuolo di Dalaja figliuosecreto : Qui alt : Tra- lo di Metabeel. Il quactemus nobiscum in do- le disse: Andiamo a dimo Dei in medio tem- scorrerla tra di noi nelpli, etclaudamus por- la casa di Dio nel meztas aedis : quia venturi zo del tempio, e chiusunt, ut interficiant te, diamo le porte : perocet nocte venturi sunt ch coloro sono per venire a ucciderti, e verad occidendum te. ranno di notte per darti morte.

O VI. 117 11. Ma io dissi: Forse un uomo come me si d alla fuga ? e un uomo qual son io , potr entrare nel tempio, e salvarsi ? io non vi andr, 12. E io compresi , 12. JEtintellexi quod Deus non misisset eum, ch' ei non era mandato sed quasi naticinans lo- da Dio , e mi ava parcutus esset ad me, et lato quasi fosse uomo " Tobias, et Sanaballath ispirato , ma Tobia , Q Sanaballalh lo aveano conduxisstnt eum. comprato. 13. Perocch egli er^ 13. Acceperat enim pretium, ut territus/- stato pagato per attercerem, et peccarem, et rirmi, e farmi peccare, haberent malum, quod onde quegli avesser ragione di rimproverarexprobrarent mihi.

CAP ti. Et dixi: Nam guisqnam similis mei fugit ? et qwis ut ego ingreditur templum, et vivet ? non ingrediar.

Andiamo ,.. nella casa d Do ... e chiudiamo le porte, Un tal consiglio di chiudersi nel tempio pptea screditar Nehemia nel cospetto del popolo , e accreditar le calunnie de' nemici , i quali dicerano , ch' ei volea farsi re ; e finalmente pu esser ancora , che Semaja cercasse di separar Nehemia dalla sua gente, per poter pi francamente darlo in potere de' Samaritani. Vers. 11. Un uomo qual son io, potr entrare nel tempio, e salvarsi? Nemmen per salvare la vita non lecito a un uomo , che non sacerdote , di entrare nel tempio, e io sarei degno di morte, se tal cosa facessi. La pi comune opinione si , che Nehemia era della trib di Giuda. Quelli che credono, che ci fosse della trib di Levi, e sacerdote, espongono queste parole in tal guisa : mi credi tu tanto vile , che io sia capace di pensar a salvare la vita col rinchiudermi nel luogo santo ? Vers. 12, Compresi, cA' ei non era mandalo da Dio. Il consiglio , ch' ei mi dava essendo contrario al bene della nazione , io compresi ^ che Dio non poteva esserne autore. Pot ancora Nehemia riconoscere l'impostura di Semaja per mezzo de'veri profeii che viveano allora , Aggeo , Zacharia , Malachia.

LIBRO SEGONDO DI SDRA 14. Ricordati di me, i^.Memento mei, Domine , pro Tabia, et o Signore, per riguardo Sanabattaihjuxta ope- a' raggiri di Tobia , e ra eorum talia , sed et di Sanaballath e anche Noadiae prophetae, et di Noadia profeta, e deceterornm prophetarum gli altri profeti, i quali mi facevano paura. qui terrebant me. 15. Completar est au16. Or le mura furori tem murus vigesimo condotte a fine a'venquinto die mensis Elul, ticinque del mese di yuinquaginta duabus Elul in cinquantadue giorni. diebus. 16. Faciam est ergo 16. Or quando ebber cum audissent omnes saputo questo tutti i inimici nostri, ut time- nostri nemici, s'intimorent universe gentes, rirono tutte le nazioni quae erant in circuitu circonvicine, e si sbinostro, et conciderent gottirono in cuor loro, intra semetipsos, et sci- conoscendo che questa rent, quod a Deo factum era opera fatta da Dio. esset opus hoc 17. Sed et in diebus 17.E per quel lempo illis multas op urna tum andavano e venivano
Vers. 15. Del mese di Elul. Sesto dell'anno acro, ultimo del-, 1' anno civile. In cinquantaduc giorni. Ha certamente del prodigioso, che un s gran lavoro fosse fatto in s breve spazio di tempo ; ma la sollecitudine di Nehemia, 1* amar della patria , che impegnava tutta la nazione a mettere quanto prima al sicuro la citt dominante, lo stesso continuo sospetto d'invasione acceler il compimento dell' opera, e Dio stessa second lo zelo del popolo , e del, governatore. Aggiungasi, che le fondamenta delle antiche mura sussistevano, i materiali erano alla mano, parte ancora delle stesse mura era tuttora in piedi, come si notato di sopra. Finalmente abbiamo nelle antiche storie esempi di opere eguali, e forse anche maggiori fatte in pochissimo tempo. Le mura della nuova lessaudria sul Tanai furono alzate in soli diciassette giorni da Alessandro, bench vesser circa QUO mila passi di circuito,

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C A P O VI. 119 Judaeorum epistolae lettere molte de'magnamittebantur ad Tobiam, ti Giudei aTobia , e di et a Tobia veniebant Tobia a quelli. ad eos. 18. Perocch molti 18. Multi enim erant in Juda habentes ju- erano nella Giudea, che ramentum ejus , quia gli avean giurata amigener erat Secheniae st, perch egli era gefilii Area , et Johanan ner o di Seche n ia figliuofilius ejus acceperat fi- lo di rea, e Johanan liam Mosollam filii Ba suo figliuolo di MosciIam figliuolo di Bararachiae : chia. 19. Ed essi ne face* 19. Sed et laudabant eum coram me, et ver- vano encomii in mia ha mea nuntiabant ei. presenza, e a lui riferiEt Tobias mittebat epi- vano quel che io dicestolas, ut terreret me. va. E Tobia scriveva lettere per atterrirmi. C A P O VIL Nehemia stabilisce delle sentinelle in Gerusalemme : ndi rannata il popolo , si noverano quelli che eran tornati i primi a Gerusalemme co' loro bestiami. Doni offerti per la fabbrica. i. (i) Jfostquam autem aedificatus est murust etposui va/vos, et recensui janitores, et cantores, et levitas, i. IVI a dpo che furono fabbricate le mura , e io ebbi messe a luogo le porte, e fatta la rivista de' portinai e de' cantori, e de' leviti.

:.fc 49- 5-

120 LIBRO SEGONDO DI ESDRA 2. Ordinai ad Hanani 2. Praecepi Hanani fratri meo, et Hananiae mio fratello, e ad Hanaprincipi domus de Je- nia principe della casa rusalem ( ipse enim del Signore ( perocch 0uasi virverax, etti- egli come uomo verace mens Deum plus cete- e timorato di Dio , mi pareva dapideglialtri), ris videbatur), 3. E dissi loro: Non 3. Et dixieis: Non aperian/ur portae Jeru- si apriranno le porte salem usque adcalore/n di Gerusalemme fino solis . Cumque adhuc che il sole sia alto. E in assisterent, clausae presenza di essi furon portae sunt, etoppila- chiuse, e sbarrate le tae san/, etposui custo- porte; e posi alla guardes de habitatoribus Je- dia gli abitanti di Gerusalem , singulos per rusalemme , che si davices suas , et unum- vano il cambio , e ciaquemque contra domum scheduno dirimpetto suam. alla propria casa. 4- Or la citt era va4. Civitas autem erat lata nimis, et grandis, sta e ampia fuormisuet popu/us parvus in ra, e piccol popol avea medio ejus, et non erant nel suo recinto , e non erano fabbricale le case. famus aedificatae.
Vers. 2. Hanani, Queli'istesso che and a trovar Nehemia pella Persia. Hcinania principe della casa. Della casa del Signore, e *uol dir, che Hanania teneva il primo posto tra' sacerdoti dopo il pohtefipe. Vedi a. Parai, xxv. 8. Hanani, <: Hanania furono scelti per presedere alla custodia della citt , e alla presenza di questi dovean chiudersi la sera , e aprirsi al mattino le porte. Vers. 3. E posi alla guarniamoli abitanti ec. Misi sopra le mura a far sentinella la notte una parte de' cittadini, i quali si cambiavano ogni notte , e ciascheduno stava di guardia su quella parte delle mura che era dirimpetto alla sua casa. Vcrs. 4- E non erano fabbricate le case. Un grandissimo trato della citt era voto, non essendo ancora rifabbricate le case , K non rade , e piccole.

121 C A P O VII. 6. Deus autem dedit 6. Ma Dio m" ispir in corde meo , et con- di raunare i magnati, gregavi optimates, et e i magistrati e il popomagistratus, et vulgus, lo per farne la rivisia : ut recenserem eos : et e trovai un libro coninveni librum census tenente il novero di eorum, qui ascenderant quelli che erano tornaprimum, et inventum ti i primi, e in esso si est scriptum in eo : trov scritto : 6. (i) Isti filii provin6. Questi sono gli ciae, qui ascenderunt uomini della provincia, de captwitate migran- i quali sono tornati tium, quos transtulerat dalla cattivit, nella Nabuchodonosor rex quale erano stati meBabylonis , et re versi nati da Nabuchodonosunt in Jerusalem, et sor re di Babilonia : e i/z Judaeam, unusquis- sono venuti a Gerusaque in civitatem suam. lemme, e nella Giudea, ognuno alla propria citt. 7. Qui venerunt cum 7.1 quali son venuZorobabel) Josue, Ne- ti con Zorobabel, con. hemias, Azarias, JRar Josue , Neheniia , Azaamias , Nahamani , ria, Raamia , NahaMardochaeus, Belsam, mani, Mardocheo, Bel-? Mespharalh, Begoai, sam , Mespharalh , Be-

(;) i. Etdr. a, i
Vers. 5. Ma Dio n? ispiro d raunare i magnati, e i magistrati, e il popolq ec. Nehemia , preso il catalogo de' Giudei ritornati alla patria, si propose d'invitare a Gerusalemme un suf r lciente numero di persone per ripopolarla, come fu fatto. Questo catalogo sembra lo stesso, che quello riportato nel libro precedente, cap. n., aggiunto solamente, e levato quello che era da, aggiungersi, o da levarsi; perch altri in questo frattempo erano n a t i , altri erano morti.

LIBRO SECONDO DI E SDR A Nahum, Bciana. "Nume- goal, Nahum, Baana. rus virorum populi /- Ecco il numero degli uomini del popolo d 1srael. sraele. 8. Filii Pharos duo 8. Figliuoli di Phamillia centum septua- ros due mila cento settantadue. ginta duo. 9. Filii Saphatia tre9 Figliuoli di Sacenti septuaginta duo. phatia trecento settantadue. 10. Filii Area sex10. Figliuoli di Area centi quinquagintaduo secento cinquantadue. 11. Filii Phahath11. Figliuoli di PhaMoab fiUorum Josue, hath-Moab, de' figliuoli et Joab duo millia octin- di Josue, e di Joab due genti decem et odo. mila oltocento diciotto. 12. Filii Aelam mil12. Figliuoli di Elani le ducenti quinquagin- mille dugento cinquanta quatuor, taquattro. 13. .Filii Zethua o13. Figliuoli di Zee tingenti quadraginta thua ottocento quaranquinque. tacinque. i4Figliuoli di Zachai 14. -F/&V Zachai septingenti sexaginta. settecento sessanta. 15. Filii Bannui seo> 15. Figliuoli di Bancenti quadraginta ocio. nui seicento quarant* otto. 16- Figliuoli di Be15, Filii jBebaisexcenti viginti octo. bai secento vent*otto. 17. Filii Azgad duo ly.Figliuoli di Azgad millia trecenti viginti duemila trecento venduo. tidue. 18. .Filii Adonicam 18. Figliuoli di Adosexcentisexaginta sep- nicam secento sessantasette.

C A P O VII. IQ. Filii Beguai duo mllia sexaginta septem. 20. Filii A din sexcenti q uinquaginta qwin(jue. ai. Filii A ter, filii Hezecae nonaginta oco. 22. JPi/ii Jfasem trecenti viginti octo. 25. .Filii Besai trecenti viginti quatuor. 24. -filii .Hareph centum duodeci/n. 26. Filii Gabaon no naginta quinque. 26. Filii Bethlehem, etNetupha centum octoginta octo. 27. ^"iri Anaihoth centunt viginti octo. 28. Firi Bethazmoth quadraginta duo. 29. ^"iri Cariatkiarim, Cephira, etBeroth, septingenti quadraginta tres. 30. Firi Rama, et Geba sexcenti viginti unus. 31. /^iri Machmas centrini viginti duo. 32. /^iri Bethel, et Hai centum viginti tres. i g. Figliuoli di Beguai duemila sessantasette. 20. Figliuoli di Adiri secento cinquantacinque. 21. Figliuoli di Ater figliuolo di Hezecia novant' otto. 22.Fgliuoli di Hasem trecento vent' otto. 23^ Figliuoli di Besai trecento ventiquattro. 24. Figliuoli di Hareph cento dodici. 26. Figliuoli di Gabaon novantacinque. 26\Figliuoli di Beths lehem, e di Netupha cento ottant' otto. 27. Uomini di Anat- . hoth cento vent' otto. 28. Uomini di Bethazmoth quarantadue. 29. Uomini di Cariathiarim, di Gephira, e di Beroth settecento quarantadue. So.Uomini di Rama, e di Geba secento verit' uno. 31. Uomini di Machmas cento ventidue. 62. Uomini di Bethe), e di Hai cento ventitr.

33. Viri Nebo alterius quinquaginta duo. 34. Viri Aelam alterius mille ducenti quinquaginta quatuor* 35. Filii Harem trecenti viginti. 36. .Filii Jeriche trecenti quadraginta quinque: 67. Filii Lod, Fadid, et Ono , septingenti viginti unus. 38. Filii Senaa tria millia nongenti triginta

LIBRO SECONDO DI ESDRA 33. Uomini di Nebo secondo inquantadue. 34- Uomini di Elam secondo mille dugento cinquantaquallro. 35. Figliuoli di Harem trecento venti. 36% Figliuoli di Jericho trecento quarantacinque. Sy. Figliuoli di Lod , Hadid, e Ono settecento vent 5 uno. 38. Figliuoli di Senaa tre mila novecento trenta. 39. Sacerdotes: Filii 3p. Sacerdoti: figliuoIdaja in domo Josue li d* Idaja nella casa di nongenti septuaginta Josue, novecento settantatre. tres. 4o. Figliuoli di Em^o. Filii Emmer mille, quinquaginta duo. mer mille cinquantadue* 4 i. Figliuoli di PhaPhashur mille ducenti quadra- sbur mille dugento quaginta septem. rantasette. 42. Figliuoli di Ha42 -^" Harem mille decem, et septem. rem mille diciassette. I J^ e vitae : levili : 43. jFi&'i Josue, et 45. Figliuoli di Josue, Cedmihel, filiorum. e Gedmihel, figliuoli. 44- Ctdviae septua44- Di Odvia settanginta quatuor.Cdntoresi taqualtro. Cantori: 45, Filii Asaph cen46. Figliuoli di Asaph tum quadraginta ocio : cento guarani' otto. 6. Janitores: Filii 4$. Portinai: figliuq124

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126

Sellum , filii A ter, filii Tei/non, filii Accub, . Hi Hatita , filii Soba ce nium triginta octo. 4?. Nathinaei : .Filii Soba , filii Hasupha , filii Thebbaoth* 48. -Filii Ceros , filii Siaa ,filii Piadon , filii Lebana , filii Hagaba , #lii Selmai. 49 ^" Hanani filii Geddel, filii Gaher* o. Filii Baaia , filii JRasin , filii Necoda. 61. Filii Gezem, filii Aza , filii Phasea. 62. Filii Bestti j filii M uni/M 4 fil/i IVephussim. 53. Filii Bacbuc , filii Hacupha > filii Jffarhwr. 54. Filii Besloth , filii Mahida , filii jHarsa. 65. Filii Bercos, filii Sisra , filii Thema ,

li di Sellum, figliuoli di Ater, figliuoli di Tei-mon, figliuoli di Accub, figliuoli di Hlita , fi* gliuoli di Sobai cento trent* otto. 41/. Nathinei: figliuoli di Soba , figliuoli di Hasupha, figliuoli di Thebbaolh. 48, Figliuoli di Ceros, figliuoli di Siaa, figliuoli di Phadon , figliuoli di Lebana,figliuoli di Hagaba, figliuoli di Selmai. 49. Figliuoli di Ha* nan* figliuoli di Geddel, figliuoli di Gaher. o. Figliuoli di Raaia, figliuoli di Rasin ^ figliuoli di Necoda. 61. Figliuoli di Gezem, figliuoli di Aza, figliuoli di Phasea. 62. Figliuoli di Besai, figliuoli di M un im, figliuoli di Nepbussim. 63. Figliuoli di Bacbuc , figliuoli di Hacupha, figliuoli di Harhur. 64 Figliuoli di Besloth, figliuoli di Maada, figliuoli di Harsa. 55 Figliuoli di Bercos , figliuoli di Sisra, figliuoli di Xilema,

126 LIBRO SEGONDO DI ESDRA 06. Filli Nasia, filii Hatipha , 67. Filii servorum Salomonis, filii Sothai, filii Sophereth,filii Pharida, 68. Filii JTahala, filii Darcon , filii Jeddel, 69. Filii Saphatia , filii flatil, filii Phochereth, qui erat ortws ex Sabaim, filio Amon. 6"o.Omnes Nathinaei, t filii servorum Salomonis trecenti nonaginta duo* D'I. J5Ti sunt autem , <pi ascenderunt de Tacimela, Thelharsa, Cheru, Addon, et Emmer ; et on potuerunt indicare domum patrum suorum, et semen suum, utrum ex Israel essent. 62. Filii Dalaja, filii Tobia j filii Necoda sexcenti quadraginta duo. 63. Bt de sacerdotilus , filii Habia, filii Accos , /Jlii Berzellai, qui accedi* de filiabus 66. Figliuoli di Nasia, figliuoli di Hatipba. 67. Figliuoli de'servi di Salomone, figliuoli di Sotbai, figliuoli di Sophereth, figliuoli di Pharida, 68. Figliuoli di Jahala ,figliuolidi Darcon , figliuoli di Jeddel. 69. Figliuoli di Saphatia , figliuoli di Hatif, figliuoli di PhocBereth nato da Sabaim figliuolo di Amon. 60. Tutti i Nalhmei, e i figli de' servi di Salomone trecento novanta due. 61. Or ecco quelli che venner da Thelmela, Thelharsa , Cherub , Addon , ed Emmer ; e non poteron far conoscere la casa de'padri loro, e la loro stirpe, n se fossero del popolo d'Israele. 61. Figliuoli di Dalaia , figliuoli di Tobia, figliuoli di Necoda secento quarantadue. 65. E de' sacerdoti -, i figliuoli di Habia, i figliuoli di Accos, i figliuoli di Berzellai, il

C A P O VII. 127 Berzellai Galaadtis u- quale spos una delle xorem , et vocatus est figlie di Berzellai di Galaad, e ne prese il nonomine eorum. me. 64- Hi quaesierunt 64- Questi cercarono scriptura/re suam in la loro genealogia nel censu , et non invene- tempo del censo, e non runt, et ejecti sunt de la trovarono, e furon rigettati dal sacerdozio. sacerdotio. 65. E Athersatha dis65. Dixitque Athersatha eis , ut non man- se loro, che non manducarent de sanctis giasserodelle carni sansanctorum, donec sta- tificate, fino a tanto che ret sacerdos doctus , et venisse un sacerdote dotto, e illuminato. eruditus. 66.Omnis multitudo, 66.Tutla questa genquasi vir unus, quadra- te, come un sol numeginta duo miUia trecen- ro, quaranta due mila ti sexaginta. trecento sessanta. 67. Absque servis , 67. Non contati i seret ancillis eorum , qui vi, e le serve, che erano erant septem mllia sette mila trecento trentrecenti triginta septem; tasette : e tra questi et inter eos ean tores, dugento quarantacinet cantatrices ducenti que cantori, e cantaquadraginta quinque. trici. 68. Equi eorum sep68. I loro cavalli set tingenti triginta sex : te cento trentasei , i jwuli eorum ducenti qua- muli dugento quarantacinque. draginta quinque : 69. Cameli eorum 69.1 loro cammelli quadringenta triginta quattrocento trenlacinVers. G. * E non poterono far conoscere. Provare. Vers. 65. E Athersatha ce. gli lo stesso Nehemia. V*di i Zsch: n. 63.

128 LIBRO SEGONDO DI ESDR quinque: asini s ex ml- que: gli asini sei mila lia septingenti viginti : settecento venti. Hucusque refertur quid Fin qui stato riporta* in commentario scrito quello ch'era scritptum fuerit; exinNeto nel libro del cenhe mi a e nistoria tesiso : da qui in poi setur. guita la storia diNehomia. 70. Nonnulli aute/n de principibus familia" rum dederunt in opus. Athersaika deditinthesaurum auri drachmas mille, phialas quinquaginta, tunicas sacerdotales quingentastriginta. 71. Et de principibus familmrum, dederunt in thesaurum operis auri drachmas vigin/i millia, et argenti mnas duo millia ducentas. 72. Et quod dedit reliqmus populus , auri drachmas viginti millia, et argenti mnas duo millia, et tunicas sacerdo tales sexaginta septem. 70. Or alcuni de' capi delle famiglie coniribuirono pel lavori. Athersatha mise nel tesoro mille dramme d' oro, cinquecento coppe , e cinquecento trenta tonache sacerdotali. 71. E un numero di capi delle famiglie misero nel tesoro dei lavori venti mila dramme d' oro e due mila du* gento mine d'argento. 72. E quel che diede il resto del popolo, fa venti mila dramme d' oro, e due mila mine d' argento, e sessantasette tonache sacerdotali.

Vers. 69. Fin qui e stato riportato ec. Questa annotazione non si trova nell' Ebreo, n presso i LXX., e nemmeno i varii MSS. della nostra volgata, e alcuni la hanno non in mezzo al testo , ma in margine.

^3. Habitaverunt autem sacerdotes, et levile , et janitores, et cantores , et reliquum vulgus , et Nathinaei, et oiwnis Israel in civitatibus suis.

C A P O VIL 73. E i sacerdoti, ei levili , e i portinaj G i cantori, e tutto il popolo , e i Nalhinei, e tutto Israele abitavano ciascuno nella sua citt.

C A P O Vili. JBsdra recita distintamente al ppolo le parole della legge , e le spiega, tenendosi da' leviti il popolo in silenzio. Nehemia consola il popolo afflitta. Portate le frondi, si celebra per sette giorni la festa de* tabernacoli, leggendo ogni giorno JEsdra parte del libro della
. E d essendo giun* to il settimo mese, tut-<

\.J-jt venerai mensis, septimus :filiiautem Israel erant in civitatibus suis. Congregatusque est omnis populus quasi vir unus ad plateamt quae est ante por tam aquarum, et dixeruut Esdrae scribae, ut afferret librum legisMoysi^quam praeceperat Dominus Israeli.

ti i figliuoli d'Israelej ch'erano nelle loro citt, si adunarono lutti insieme unanimamecite nella piazza, che davanti alla porta delle acque , e dissero ad Esdra scriba, che portasse il libro della legge di Mos , dato dal Signo* re ad Israele.

Vcrs. i. Il settimo mef. Il mese di Tizri settimo dell'anno civile, e primo dell' anno sagro. Il primo di questo mese efa la festa delle trombe. Num.xxix. i. Davanti alla porta delle acque. Vedi cap. in. 26,

roi vui.

i3o LIBRO SECOKD O DI ESDRA 2. Attuiti ergo Es 2. Port adunque Es" dras sacerdos legem co- dra sacerdote la legge ram multitudine viro- dinanzi alla moltitudirum , et mulierum, cun- ne di uomini, e di donctisque, qui poterant ne, e di tutti quelli che inteHigere , in die pri- era n capaci d'intendema mensis septimi. re , il primo d del settimo mese. 3. Et legt in eo aper3. E lesse in quel lite in platea, quae erat bro a voce chiara nella ante por tam aquarum, piazza, che era davanti de mane usque ad me- alla porta delle seque , diam diem in conspectu dlia mattina fino a virorum , et mulierum, mezzod in presenza deet sapientium: et aures gli uomini, e delle donomnis populi erant ere- ne, e dei sapienti: e ctae ad librum. tutto il popolo teneva tese le orecchie a sentire quei libro. "4- Stetit autem Es4- Or Esdra scriba drs scriba super gra- stava sopra una tribuna dum ligneum, quem /- di legno fatta da lui per cerat adloquendum: et parlare al popolo: e ^teterunt juxta eumMa- accanto a lui stavano thaihias, et Seme/a, et Mathathia, e Semeja, e Ania , et Uria, et Sel- Ania e Uria^ ed Helcia, cia , et Maasia ad dex* e Maasia da destra: e da teram ejus : et ad sini- sinistra Phadaja,Misael, stram Phada/a, M.isa- e Melchia, e Hasum, e ei, et Melchia , et Ha- Hasbadana, e Zacharia, sum , et Hasbadana , e Mosollam. Zachrias, et Mosollam.
Vers. a. E d tutti quelli che erano capaci <T intendere, Che erano in et da poter capi re <ju elio che i leggeva,

C A P O Vili. 6. EdKsdra aperse il 6. Et aperuit Esdras libruni coram omni po- libro in presenza di tutpulo : super universum to il popolo, perocch quippe populum emine- stava in luogo pi emibai', et cum aperuisset nente di tutti : e quaneum , stetit omnis popu- do lo ebbe aperto, tutto il popolo si alz in piedi. lus. 6. Ed Esdra benedis6, Et benedixit Esdras Domino Deo ma- se il Signore Dio grangno , et respondit omnis de, e lutto il popolo ripopulus : men, Amen: spose : Cos sia, cos sia, elevans manus suas : et al/, a mi o le mani, e s'inincurvati sunt, et ado- ginocchiarono , e prora veruni Deum proni strati per terra adorain terram^ rono Die* 7. E Josue, e Bani, e 7. Porro Josue*, et Sani, et Serebia, Ja- Serebia, Jahin, Accub, hin , Accub , Septhai , Septhai, Odia, Maasia, Odia., Maasia, Celitha, Celilha, Azariajozabed, Azarias, Josabed, Ha- Hanan, Phalaja, leviti nan, Phalaja , levitae facevano stare il popolo silentium faciebant in in silenzio per udire la populo ad audiendam legge : e il popolo stava legem : populus autem in piedi a'suoi posti. stabat in gradu suo. S.Etlegtfruntin libro 8. E lesser il libro legis Dei distincte , et della legge di Dio distinaperte ad intelligen- tamente per farlo intendum : et intellexerunt dere: e fu inteso quello cum legeretur. che si andava leggendo. 9. Dixit autem Nehe9. E Neheniia ( che mias ( ipse est Ather- lo slesso, che AthersaVers. 5. Tutto il popolo si alto in piedi. In segno di riverenra alla parola del Signore. Vedi Gen. xux. 33. Num, xxm. 18. Jud. 111. 20.

i32 LIBRO SECONDO DI ESDRA satia ), et Esdras sacerdos, et scriba , et levitae interpretante s universo populo: Dies sanctificatus est Domi' ito Deo nostro ; notile legere et nolite fiere. Flebat enim omnis popubis cum audiret verba legis. lO Et dixit eis: /te, comedite pinguia, et bibite ntulsum, et mittite partes his,qui non praeparaverunt sibi: quia sanctus dies domini est : et nolite contristari; gaudiunz etenim Dojwini est Jortitudo nostra. tha ), ed Esdra sacerdote, e scriba, e lieviti, cheinterpretavanla legge a tutto il popolo, dissero : Questo giorno consacrato al Signore Dio nostro : non gemete, e non piangete . Imperocch tutto il popolo, ascoltando le parole della legge, piangeva. io. E disse loro : Andate, e mangiale buone carni, e bevete vino dolce, e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato per loro , perocch questo giorno santo del Signore i e non vi attristate , perche il gaudio dl Signore la nostra fortezza.

Vers. 8. g. E lesser il libro della legge di Do distintamente ec. Lo lesser sdra, e altri suoi compagni , quando egli era stanc, ovvro furono deputati lettori in varie parti della piazza, perch tutta la grande adunanza potesse sentire. Credesi comunemente , che, letto il testo ebreo, se ne facesse al popolo una traduzione , o parafrasi in Caldeo : perocch molta alterazione avea patito il linguaggio degli Ebrei nella lunga Cattivit ; per la qual cosa molti non avrebbono inteso nulld di quello che si leggeva senza qualche sposizione. I dottori adunque, e i leviti interpretavano via via quello che si leggeva. Questa usanza di fare dopo la lettura del testo sacro una parafrasi in lingua caldea, si conserv dipoi fino agli ultimi tempi della repubblica ebrea. Vers. io. Vino dolce. Vino mescolato con miele. Mandale porzioni a, quelli ec> Cos era ordinato dalla legge, Deut. xvt. 14. Vedi come 1' Apostolo declami contro <juegl i, i

O Vili. 153 11. E lieviti intimavan silenzio a tutto il popolo, e dicevano : Tacete, perch questo un giorno santo, e non vi affliggete. 12. Abiit itaque oiz.Andpertanlo tutmni$ populus , t come- to il popolo a mangiare, deret , et biberet , et e a bere, e a far le parti mitteret partes , et fa- pegli altri; e fu grande cerei laetitiam ma- l'allegrezza : perch agnam : quia intellexe- veano inteso le parole, rant verba , quae do- che erano state loro spiegate. cuerat eos. l. E il secondo gior1 3, Et in die secundo congregati suntprin* no si congregarono i cacipes familiarum uni- pi delle famiglie di tutversi, populi , s acer do- to il popolo, i sacerdoti, tes , et levitae ad E- e i leviti presso Esdra sdram scribam , ut in- scriba, affinch esponesterpretaretur eis verba se loro le parole della legge. legis. 14. Et invenerunt 14. E trovarono scritscriptum in lege , prae- to nel libro della legge, cepisse Dominum in come il Signore avea ormanu Moysi , ut habi- dinato per bocca di MoGAP 1 1. Zevitae autem silentium faciebant in omni populo , dicentes : Tacete , quia dies sanclus est, et nolite dolere.
quali ne' conviti religiosi non facevano la parte ai poveri, i. Cor. X!. ?.i. Il gaudio del Signore e la nostra fortezza- 11 gaudio santo, quale quello che 1' uomo sente in ripensando a'benefizii di Dio , per ragione, e memoria de' quali sono istituite le feste, questo gaudio del Signore solleva , e innalza lo spirito, e dilata il cuore : il gaudio mondano fa effetti tutti diversi : snerva il cuore , e avvilisce lo spirito. * Mangiale buone carni, e bevete vino dolce. A chinnque docile e rispettoso ascolta la divina parola si augura ogai consolazione e ristoro.

i34 LIBRO SECONDO DI ESDRA tent filii Israel in ta- s, che i figliuoli d'Ibernaculis in die sole- sraele abitino sotto t mni, mense septimo : tende nel d solenne del settimo mese : i5. Et ut praedicen/, i5.E che si bandisca, et divulgent vocem in e si divulghi per tutte universis urbibus suis, le loro citt, e in Geruet in Jerusalem, dicen- salemme, e s dica : Antes: Egredimini in mon- date al monte, e portem, et offerte frondes tale rami di ulivo, e raolivae, et frondes Ugni mi delle pi belle pianpulcherrimi, frondes te, e rami di mirto, e ramyrti, et ramos palma" mi di palme, e rami di rum , et frondes Ugni ogni albero ombroso , nemorsi , ut fiant ta- affinch si facciano i taernacul&t sicut scrip- bernacoli , come sta scritto. tum est. - 16. Et egressus est 16. E il popolo .and, populus, et attulerunt. e port ( i rami ) . E si Feceruntque sibi taber- fecero ciascuno il suo nacula unusquisque in tabernacolo sul solajo, domate suo, et i/i atriis e ne' loro atrj, e negli suis, et in atriis domus atrj della casa di Dio, e Dei, et in platea portae sulla piazza della poraquarum , et in platea ta delle acque , e sulla piazza della porta di portae Ephraim. Ephraim, 17.Fecit ergo univer17. E tutta la moltisa ecclesa eorum, qui tudine di quei che eran redierant de captivit- tornati dalla cattivit, f , tabernacula , et ha- si form i suoi tabernabitaverunt in taberna- coli, e dinioraron ne'laculis ; non enim fece- bernacoli j e i figliuoli
Vers. 16. Sul tolaio. Sul tetto piano della casa. ter. xxu. 8.

i35 C A P O Vili. t rant a diebus Josue fi- d'Israele non avean fatli Nun taliter filii Isra- to tanto dal tempo di d usque ad diem illum. Josue figliuolo di Nun . Et fuit laetitia magna E 1' allegrezza fu stragrande. nimis. 18. Or (Esdra) lesse 18. Legit autem in libro legis Dei per dies nel libro della legge per singulos , a die primo ciascun d, dal primo usque ad diem novissi- di fino all'ultimo : e cemum : et fecerunt sole' lebraron lafc-staper setmnitatem septem die- te giorni, e l'ottano dita bus , et in die octavo raunata secondo il rito. cottectam juxta ritum.

C A P O IX. Il popolo facendo penitenza col digiuno e col cilicio si separa dagli stranieri. 1 leviti confessano i benefizii di Dio , e le scelleraggini degl'Israeliti, e pregano pel popolo, e eos i fermano alleanza col Signore. i. In die autem vigesimo quarto mensis hujus convenerunt filii Israel in jejunio , et in saccis, et humus super eos. i. IVla il di ventiquattro d quel mese i figliuoli d'Israele si raunarono , osservando il digiuno vestiti di sacco, e coperti di terra.

Vera. 17. Non aveano fatto tanto ec. Non aveano mai celebrata quella festa con tanta letizia, con tanto apparato , dal tempo , in cui sotto Giosuc erano gli Ebrei entrati al possesso della Palestina , fino a quel giorno. Vers. 18. L' oliavo tu la raunata. Detta cos dal raunarsi , e convocarsi tutto il popolo al tempio. Vedi Lev. K.XUI. 36. In questa festa si crede avvenuto il prodigio , che descritto, Machab. lib. a. cap. i, 18., f teff.

156 LIBRO SECONDO DI ESDRA 2. E la stirpe eie* fiut 4 Et separatum est $emen fitiorum Israel gliuoli d5 IsraeleNfa seab omni filio alienige- parata da tutti i figliuonat et ste/erunt, et con- li stranieri : e stando difitebantur peccata sua, nanzi al Signore confeset iniquitates patrum savano i loro peccali , e le iniquit de'padri suorum. loro. 3. Et consurrexerunt 3. E si alzarono in ad s^andum: et legerunt piedi: e fu fatta la letin volumine legis Do- tura del libro della legmini Dei sui quater in ge del Signore Dio loro die, et quater confile- quattro volte il giorno, ban tur et adorabant e quattro volle loda vaDominum Deum suum. no) e adoravano il Signore Dio loro. 4. Surrexerunt au4. E salirono al posto tem super gradum levi" dei leviti Josue, e Batarum Josue, et Sani, ni, eGedmihel, Sabania, et Cedmhel, Sabania, Bpnni, Sarchia, Barii, e Bonni, Sarebias, /?ani, Chanan, e ad alta voce et Ghana/zi, et clamave- gridarono al Signore Dio runt voce magna ad loro. Dominum Deum suum. 5. Zt dixerunt levi5. E questi leviti, Jotae Josue, et Cedmihel, sue, e Cedmihel., Bonni,
Ver. \.Ma il ch ventiquattro di quel mese etc. A'ventiduc del mese era stata la festa della rannata, a? ventitre si erano separati dalle donne straniere, a'ventiquattro si presentarono .-i 1 tempio in abito di penitenti, vestiti di sacco, e asperso il capo di polvere e di cenere , e osservando stretto digiuno : ivi stettero tutto il d, ascoltando la lettura della legge , che fu fatta in quattro differenti tempi, impiegando il tempo tra P una e l'altra lettura a cantare le lodi di Dio, ad adorarlo e benedirlo, e a confessare i loro peccati, e quelli de'padri loro, e domandarne il perdono. Ascoltavano in piedi la lettura, e in piedi benedicano il Signore, ma si prostravano, quando confessavano i loro peccati.

C A P O IX. t 37 Sonni, 7/asebnia, Sre- Hasebnia, Serebia, Odab/a, Odo/a, Sebnia Pha- ja, Sebnia, Pbathathia, thathia : Surgite, bene- dissero : Alzatevi, bene dicite Domino Deo ve- dil e il Signore Dio vostro ab a e terno jtsque stro , ( che ) ab eterin aeternum: et benedi- no , e in eterno : e sia cant nomini gloriae tuae benedetto Teccelso noexcelso in omni bene- me tuo con ogni benedizione, e laude. dctione, et lande. 6. Tu stesso, o Signo6. Tu ipse , Domine, soZus, tujecisd coelum, re, tu solo facesti il cieet coelum coelorum , et lo, e il cielo de* cieli , e omnem exercitum eo- tutta la loro milizia : la rum : /erram, et univer- terra, e lutto quello che sa , quae in ea sunti in essa contiensi: i mamaria , et omnia , quae ri , e tutto quel ch'essi in eis sunJ: et tu vivifi- comprendono : e a tutcas omnia haec, et exer- te queste cose dai vi* ta , e ti adora l'esercito citus coeli te adorat. celestiale. 7, Tu ipse , Domine 7, Fosti tu, o Signo* Deus, qui elegisti A- re Dio, che eleggesti Abram ,et (i) eruxisti bramo , e lo traesti dal eum de igne Chaldaeo- fuoco de' Caldei , e gli rum, et posuisti nomen desti il nome di Abraejus Abraham, hamo.
(i) Gerc. t i . 3i. Vers. 6. I n' Zi', e tutta la foro milizia ec. La miliia dei cieli, le schiere, 1' esercito de'cieli sono le stelle, e i pianeti. A tutte queste cose tu dai vita. Tu dai vita , moto, sussistenza a tutte le cose. Vers y. E lo liberasti dal fuoco de* Caldei. Dall' affliiione e persecuzione, che dovette soffrire da' Caldei per non aver voluto adorare il fuoco. Cosi spiegano gli Ebrei, i quali aggiungono, <?he bramo fosse per tal motivo gittato in una accesa fornace, e che Dio ne lo liberasse. Tedi Hieron. quaest. in Gen. I LXX hanno

7 *

138 LIBRO SECONDO DI ESDRA 8, E conoscesti, come " 8, Et invertisti cor ejus fidele coram te : et il suo cuore era fedele percussisti cum eo foe- dinanzi a te : e facesti dus, ut dares ei terram alleanza con lui per daChananaei, Hethaei, et re a lui, e alla sua stirAmorrhaei, et Phere* pe la terra dei Ghanasaei, et Jebusaei, et nei, degli Hethei, e AGergesaei, ut dares morrhei , e Pherezei, e semini ejus: et implesti Jebusei, e Gergezei : e verba tua quoniam ;u- adempisti la tua parola, Stus e.?. perch tu sei giusto . 9. Et vidisti affile tu' ~ mirasti l'afflizio9, E nem patrum nostrorum ne dei padri nostri in in AEgypto: clamorem- Egitto: e udisti le loque eorum audisti su- ro grida presso al mar per mare JRubrum, Rosso. 10. Et dedisti signa, 10, E facesti segni, e fitque porlenta in Pha- prodigi sopra Pharaoraone, et in universis ne, e sopra tutti i suoi servis ejus, et in omni servi, e sopra tutto il populo lerrae illius: co- popolo di quel paese i gnovisti enim, quia su- perocch tu sapevi, coperbe egerant contra ni' eglino ci avean trateos : etfecisti tbi no- tati superbamente : e ti men , sicut et in hac facesti il nome, quale tu die. hai anche in oggi. n. Et mare divisisti 11, E apristi il mare ante eos, et transierunt dinanzi ad essi, e passaper medium maris in ron per mezzo al mare sicco : persecutores au- asciutto , e i loro perpre^o la voce Ur nel significato di citt , o luogo della Caldea , dove abitava Thare padre di Abramo , come altre volte intesa la stessa voce nella nostra volgata. Vedi Gen. xi. 28. Vers. io. E ti facesti il nome, quale ec. Ti acquistasti il no-^ rne di Dio grande, onnipotente, protettor de'tuoi servi, punitore degli empii, e de' tiranni.

C A P O IX.

lem eorum projecsti in profu/idum , quasi lapidem in aquas valids. la. Et in columna nubis ductor eorum fuisti per diem , et in columna ignis per noctem, ut appareret eis via per quam ingrediebantur. 13. Ad montem quoque Sinai descendis/i, et locutus es cum eis de coelo, et dedisti eis judicia recta, et legem veritatis, caeremonias, et pr'accepta bona \!\~Et sabbatum sanctificatum tuum ostendisti eis , et mandata , et caeremonias , et legem praecepisti eis in manu Moysi servi tui. 16. Panem quoque de coelo dedisti eis in fame eorum , et aquam de petra duxisti eis stientibus : et dixisti eis, ut ingrederentur, et

secutori gettasti nell'abisso, come pietra, che cade in acqua profonda. 12. E fosti loro condottiero in una colonna di nube il giorno, e in una colonna di fuoco la notte, affinch vedessero la strada, per cui camminare. 13. Scendesti ancora sul monte dei Sinai, e con essi parlasti dal cielo, e desti loro de' precetti di giustizia, e una legge di verit, e cerimonie , e comandamenti buoni. 14- E facesti loro conoscere il santo tuo sabato, e i tuoi insegnamenti, e le tue cerimonie, e la legge intimasti loro per mezzo di Mos tuo servo. 16. E desti anche ad essi pane dal cielo* quand'eranoaiFaniali,e quando ebber sete , facesti scaturire acqua da un masso; e dicesti loro y

Vera. 14- Facesti loro conoscere il santo tuo sabato. 11 sabato , il giorno della tua requie, tu facesti loro intendere , che do, veva essere giorno specialmente consacralo al tuo culto.

i4o LIBRO SEGONDO DI ESDRA. possiderent terram, su- che entrassero al possesper qua/ levasti ma- so della terra, cui tu, num tuam, ut traderes alzata la mano, avevi promesso di dare ad essi, eis, i\ Ma eglino, e i pa16". Ipse vero , et pares nostri superbe ege- dri nostri operarono con runt, et indura veruni superbia, e induraron cervices suas > et non le loro cervici, e non aaudierunt mandata tua. scoltaronoi tuoi comandamenti. 17. JBtnoluerunt au17. E non vollero indire, et non sunt recor- tendere, e si dimenticadati mirabilium tuorum rono delle mirabili co-: quae/eceras eis. Et in- se fatte da te 9 pro loduraverunt cervices ro * indurarono le lor suas, et dederunt ca- ro cervici, e si fissero irj put, ut converterentur testa di tornare alla lad servitutem suam, ro schiavit, quasi per quasi per contentionem. contender (con te ) . Tu autem Deus propi- Ma tu, Dio buono, cletius, clemens, et mise? mente , e misericordioricors , longanimis , et so, paziente, e di molta multae. misera tionis, benignit, non gli abbandonasti, .non derel/quisti eos, 18. Et quidem cum 18. Neppur quando si fecissent sibi vitulum fecero quel vilello di confatilem, e.t dixis- getto, e dissero : Quesent: Iste est Deus sto ( o Israele ) il tuo tuus , qui eduxit te de Dio, che ti ha tratto AEgypto , yceruntque dall' Egitto : e commiblasphemias magnas. sero bestemmie grandi.
Ver*. i5. Cui tu, alzata la mano ec. Alzar la mano era un atto esprimente il giuramento, come si osservato pi volte. Yers. ir. E si fnsero in testa d tornare alla loro schiavili.!?.. pi tornare, ad essere schiayi nel!' Jfilgitto. Vedi Niim, fiv. ^.

C A P 19. Tu autem in miserlcordiis tuis multis non dmisisti eos in deserto ; colmna nub/s non recessit ab eis per diem, ut ducerei eos in viam, et colmna ignis per noctem, ut ostenderet eis iter, per quod ingrederen/ur. 2o.Et spiritual tunnt bonum de disii) qui docerei eos, et manna tuum non prohibuis ab ore eorum, et aquam fedisti in eis sitf, 21. Quadraginta annis pavisti eos in deserto, nihi/que eis defuit: vestimento, eorum non inveteravemnt, et pedes eorum non sunt attriti. 22. Et dedisti eis regna, et pop^los, et partitus es eis sortes : et possederunt terram Sehon, et terram regis Hesebon , e* terram O g regis

O IX. 19. Ma tu , perch grandi sono le tue misericordie, non li lascia-? sti nel deserto: la colonna della nube , che mostrava loro la strada , non fu sottratta ad essi di giorno, n la colonna di fuoco, da cui era n guidati la notte nel loro viaggio. 90. E desti loro per maestro il tuo spirito buono, e non togliesti loro di bocca la tua manna , e assetati ebberp acqua da te . 21. Per quarantanni li pascesti nel deserto , e nulla ad essi manc : le loro vesti non invecchiarono, e i loro piccai non si logorarono,

22. E desti in dominio loro i regni, e i popoli , e desti loro a sorte le loro porzioni : ed essi divennero padroni della terra di Sehon , e della terra del re di Hesebon, e della terra di Og re di Basar. a3. E moltiplicasti i 23. JEt multiplicasti filios eorum sicut stel- loro figliuoli, come le (as coeli , e^ adduxisti stelle del cielo, e li co]-

LIBRO SECONDO DI ESDRA eos ad terram, de qua locasti nel paese, in cui dixeras patribus eorum, avevi detto a'padri loro utingrederentur, etpos- di farli entrare per aversiderent. ne il dominio. 24 ^ venerunt filii, 24. E i figliuoli venet possederunt terram, nero, e occuparono queet hu/niliasti coram eis sta terra, e umiliasti diliabitatores terrae Cha- nanzi a loro i Cananei nanaeos, et dedisti eos abitatori della medesiin manu eorum , et re- ma terra , e li desii in ges eorum, et populos loro potere, co' loro re, terrae, ut fucerent eis, e co* loro popoli del sicut placebat illis. paese, affinch li trattassero , come loro piaceva. 26. Ceperunt itaque 26. Ed essi si fecero urbes munitas , et hu- padroni delle citt forti, mum pingue/n, et pos- e di un grasso paese, e sederunt domos plenas occuparon le case piecunctis bonis: cisternas ne d'ogni bene : le ciab aliis fabricatas, vi- sterne fatte da altri, le neas, et oliveta, et li- vigne, e gli uliveti, e le gna pomifera multa, et piante fruttifere in gran comederunt, et saturati numero, e mangiarono, sunt, et impinguati sunt, e si saziarono, e inet abundaverunt deli- grassarono , e nuotarociis in bonitate tua ma- no nelle delizie, merc gna. della tua bont grande. 26". Provocaveru/zt 26*. Ma eglino ti proautem te adiracundiam, vocarono ad ira, e si riet recesserunt a te, et tiraron da te, e si getpro/ecerunt legem tuam tarono la tua legge diepost terga sua : et pro- tro alle spalle : e ucciphetas tuos acciderunt, sero i tuoi profeti, i qui contestabantur eos, quali gli scongiuravaut revertcren/ur ad te : no, che tornassero a te:

C A P O IX. feceruntque frlasphemias grandes* 27. t dedisti eos in manu hostinm suoram, et afflixerunt eos. Et in tempore tribulationis suae clamaverunt ad /e, et tu de coelo audisti, Et secundum miserationes tuas multas dedisti eis salvatores , qui salvarent eos de manu hostium suorum. 28.Cumque requievissent , reversi sunt, ut faceren t malum in con- spectu tuo, et dereliqwisti eos in manu inimicarum suorum, et possederunt eos. Con ver sique sunt, et cla/naverunt ad te : tu autem de eoelo exaudisti , et liberasti eos in miseri" cordiis tuis, multis temporibus, 29. Et contestatus es eos, ut reverteren/ur ad le ge m tuam. Ipsi vero superbe egerunt, et non audierunt mandata tua, et in judiciis tuis pecca*

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e diedero in grandi bestemmie. 27. & tu li desti in potere de' loro nemici, i quali gli oppressero. E nel tempo della loro tribolazione alzaron le grida a te , e tu udisti dal cielo, e nella molta tua misericordia concedesti loro de* salvatori che li liberassero dalle mani de* loro nemici. 28. E quand' ebber riposo, tornarono a fare il male dinanzi a te: e tu gli abbandonasti in potere de'loro nemici , i quali li dominarono. E si rivolsero, e alzaron le grida verso di te : e tu dal cielo gli esaudisti, e merc delle tue misericordie molte volte li liberasti. 29. E gli csostasli a ritornare alla tua legge . Ma eglino operaron superbamente , e non ascoltarono i tuoi comandamenti , nel-

Vers. 27. Concedesti loro de* salvatori. Varii giudici, che li liberarono dalle nazioni nemiche, e dipoi Saul e David, ec. libei

LIBRO SECONDO DI ESDRA veruni, quae faciet ho- l'adempimento dei quamo, et vivet in eis : et li l'uomo trova la vita : dederunt numerum re- ed essi voltaron le spalcedentem, et cervice/n le, e indurarono le toro suam induraverant, nec cervici, e non diedero retta. audierunt 30. E pazientanti con o.JBt protraxisti super eos annos multos, essi per molti anni, e et contestatus es eos in gli ammonisti per mezspiritu tuo per manum zo del luo spinto per propietarum tuorum ; bocca de' tuoi profeti : et non audierunt, et ed essi non ascoltarono, tradidisti eos in manu e tu li desti in balia de' popoli delle genti. populorum ferrarum. 31. Ma per le tu 31. /n misericordiis autem tuisplurimis non misericordie, che sono f ecisti eos in consump- moltissime, tu non li tionem, nec dereliquisti volesti consunti, n gli eos : quoniam Deus mi- abbandonasti : perch j ' serationum, et de me n s tu se'un Dio di benignit, e di clemenza. tu es. 3a. Adesso adunque, 32.Nwnc itaque Deus noster magne ,fartis, et Dio nostro grande, forrterribili^, custodiens te, e terribile, che man. pactunt, et msericor- tieni il patto , e la mitfiam, ne avertas a fa- sericordia , non voler cie tua omnem laborem porre in non cale tutti qui invenit nos , reges quei mali, che sono canostros, et principes duti addosso a noi, ai nostros, et sacerdotes nostri re, a'noslri prinnostros, et prophetas cipi, a'nostri sacerdoti, nostros , et patres no- a'nostri profeti, e ai stros, et omnem popu- padri nostri , e a tutto lum tuum a diebus re- il tuo popolo dal temgis A ssur usque in diem po del re di Assur fin a questo d. itane

C A P O IX.

33. Et tu justus es in omnibus, quae venerunt super nos : quia veritatem fecisti, nos autem impie egimus. 34 Reges nostri, principes nostri, sacerdotes nostri etpatres nostri non fecerunt legeni tuam etnon attenderunt mandata tua, quae testificatus es in eis. 35. JEt ipsi in regnis suis et in bonitate tua multa,quam dederas eis et in terra latissima, et pingui, quam tradideras in conspectu eorum, non servierunt tibi,nec reversi sunt a studiis suispessims. 06". .Ecce nos ipsi hodie servi sumus \ et terra, quam dedisti patribus nostris, ut coniederent panem e/us, et quae bona sunt eyus, et nos ipsi servi sumus in ea.

35. Or giusto se' tu in tutti que 9 mali, che sono piovuti sopra di noi : perocch tu hai fatta giustizia , ma noi abbiamo operato empiamente. 34- I nostri re, i no* stri principi, i nostri sacerdoti, e i padri nostri non adempirono la tua legge , e non obbedirono a'tuoi comandamenti, e agli ordini, che tu avevi loro intimati. 36. Ed eglino mentre regnavano, e godevano de' molli beni dati loro da te, e di questa terra grassa e spaziosa, di cui tu avevi conceduta loro la padronanza, non servirono a te, e non s convertirono dalle pessime loro inclinazioni* 36. Ecco che noi medesimi oggid siamo servi ; e nella terra data da te a' padri nostri, perch mangiassero il suo pane, e i suoi frutti, in essa noi tessi siarjio servi.

Vers. 3a. Dal tempo del re di Ansar* Theglathphalasar , \\ quale men il primo in Ischiavitu una parte delle dieci trib.

LIBRO SEGONDO DI ESDRA 37. Et fruges ejus multiplieantur regibus, quos posuisti super nos propter peccata nostra-, iet corporibus nostris dominantur, et juments nostris secundum voluntatem suam : et in triulatione magna sumus. 38. Super omnibus ergo his nos ipsi percutimus foedus> et scribimus, et signant principes nostri, levitae nostri , et sacerdotes nostri. 67. E le sue biade moltiplicano iti pro dei regi, ai quali tu ci hai sottoposti pei nostri peccati; essi sono padroni de'nostri corpi, e de' nostri giumenti a lor talento; e noi siamo in grande afflizione. 38. A riflesso di tutte queste cose pertanto noi stessi facciamo per iscritto il patto, e Io sottoscrivono i nostri cap, i nostri leviti, e i nostri sacerdoti.

C A P O X. Sono notati quelli che sottoscrissero con Dio C alleanza per cui promettono d osservare tutti i precetti di Dio, particolarmente di non mescolarsi con quelli di altre nazioni, di custodire il sabato, fanno settimo, le violazioni , le primizie* le decime. i. v^uei che sottoi. kjignatores autem fuerunt, Nehemias scrissero furono NeheAthersatha, filius Ha mia Athersatha, figliuolo di Hachelai, e Sedechela, et Sedecias, eia,
Vers. i. Quei che sottoscrssero. II nuovo patto fermato solennemente col Signore. Nehemia Alhcrsalha. Nehemia il coppiere.

C A P O 2. Sarajas , Azarias, Jeremias, 3. Pheshur,Amarias, Melchias, 4. Hattus , Sebenia , Metluch, 6. Harem, Mermuth, Obdias, 6. Daniel, Genthon , Baruch, 7. Mosollam , A bia , Miamin. 8. Maazia , Belgai, Seme/a : hi sacerdotes.

X.

2. Saraja, zaria, Jeremia, 5. Pheshur, Amarla , Melchia, 4* Hattus , Sebenia , Melluch , 6. Harem, Merimutb, Obdia , (i. Daniel, Genthon , Baruch, 7. Mosollanj, Abia, Miamin , 8. Maazia, Belgai, Semeja : questi eran sacerdoti. 9. Leviti, Josu fi9. Porro levitae , Josue filius Azaniae , gliuolo di Azana, BenBennui de filiis Hena- nui de' figliuoli di Henadad, Gedmihel, dad, Cedmihe/, 10. E i loro fratelli i o. Et fratres eorum Sebenia, Hodaja , Celi- Sebenia , Hodaja , Gelila , Pbalaja , Hanan , ta, Phalaja, Hanan, 1 1 . Mcha , JRohob , 11. Micha , Rohob , Hasebia , 12. Zachur, Serebia, 12. Zachur, Serebia, Sabania, Sabania , 1 3. Oda;a, 5 ani, Ba13. Odaja , Bani, Baniun. niun. i4- Capita populi , i4- Capi del popolo , Pharos, Phahathmoab^ Pharos, Phahalhmoab, Elarn, Zethu, Bani, Aelam, Zethu^ Sani, l. Bonni, Azgad ^ 16. Honni, ^gad, Bebai, Bebai, 16. Adonia, Begoai, 1 6. A do/zia , Begoai, Adin , A din , 17. A ter , Ezecia, 17. A ter , Hezecia , zur. A sur.

LIBRO SECONDO DI ESDRA 18. Odaja, Hasum , 18. <9da;a, Jffasum, Besai, /?esai, i9.ffareph,Anathoth, 19. Hareph , Ana thoth, Nebai, Nebai, 20. Megphias , Ttfo20. Megphia, Mosolsollam, Hazir, Iam , Hazir, 2i.Mesizabel,Sadoc, ai.Mesizabel, Sadc, Jeddua, Jeddua, 22, Phellia, Hanan , 22. Pheltia , Hanan , Anaja, a3. Osee, Hanania , a3. Osee, Hanania , Hsub, 7/asub, a4* Alobes , Phalea , 24, Alohes , Phalea , Sobec, Sobec, 26. jRheum, /fasebna, 26. Rehum, Hasebna, Maasia, Maasia, 26. Echaja, Hanan , 26. Echaja , Hanan, Anan, Anan, 27. Melluch, Haran , 27. Melluch, ^Tara/i, Baana, Baana, 28. Per tutto il rimaa 8. t reliqui de populo , sacerdotes, levi- nente del popolo, pe'sa,/anitores, et canto- cerdoli, leviti, portinai, res, Nathinaei, et o/w- e cantori, Nathinei, e nes, qui se separave- per gli al tri, i quali serunt de populis terra- parandosi dalle altre narum ad legem Dei, uxo- zioni erano venuti alla res eorum > filii eorum , legge di Dio, pelle loro etfiliae earum, mogli, e figliuoli, e figliuole,
Vers. 8. sg. Pr <o il rimanente del popolo, pe* sacerdoti, leviti ec. Per aver chiaro il senso di questo luogo bisogna unire questi due versetti. Sono tati nominati di sopra quelli che sottoscrissero il patto. Riguardo alla moltitudine del popolo, riguardo al gran numero de' sacerdoti, e leviti , riguardo a' Nathinci, e altri dft straniera natione convertiti al vero Dio, per tut

C A P O

X,

29. Omnes, qui poterant sapere spondentes pro fralribus suis, optimates eorum et qui Veniebant ad pollicendum et ;*urandum, ut ambularentin lege Dei, quam dederat in manu Moysi servi Dei , ut facerent, et custodirent universa mandata Domini Dei nostri, et judicia ejus > et caeremonias ejus, 30. JBt ut non dare* mus filias nostras populo terrae, et filias eorum non acciperemus filiis nostris, 31. Populi quoque terrae, qi important venalia, et omnia ad usum per diem sabbati ut vendant, non accipiemus ab eis in sabbato, et in die sanctificato. JEt dimittemus annum septimumt et exa-

29. Tutti quelli che eran capaci d'intendere promettevano pe' loro fratelli i e i principali tra loro venivano a promettere, e giurare di camminar nella legge data da Dio per mezzo di Mos servo di Dio, di adempire , e osservare tutti quanti i Comandamenti del Signore Dio nostro, e li suoi precetti, e le cerimonie, 3o E eli non dare le nostre figliuole ad Uomini d'altre nazioni, t di non fare sposare le loro figlie ai nostri figliuoli. 5i. Oltre a ci venendo i gentili a portare robe da vendere , e qualunque sorta di merci ne'giorni di sabato, noi non ne compreremo da essi nel sabato, o in altro giorno san tifica to* E rispetteremo il setii-

cjuesti, per le loro mogli ^ e figliuoli v e figliuole promisero tutti quelli che aveano maggior sapere, e discernimento, cio i principali, e pi distinti di ciascun ordine di persone, questi promisero , e giurarono per quelli. Vers. 3.1. E non esigeremo crediti ec. Nell'anno sabatico rimetteremo i debiti, e libereremo i servi. Vedi Exod* xxiu, lo| n., tevit, xv. a, 3. 4- ee,, Dent, xv, 2.

i5o LIBRO SECONDO DI ESDRA ctionem unwersae ma- mo anno , e non esigeremo crediti di veruna nus. sorta. 32.E avremo per leg32. Etstatuemus super nos praecepta, ut ge di dare ogni annoia demus tertiam partem terza parte di un siclo scliper annum ad opus per servigio della casa del nostro Dio, domus Dei nos/ri, 33. Pe'pani della pro33. Ad panes propositionis, et sacrifici//* posizione , pel sacrifisempiternum et i/f ho- cio perpetuo peli' ololocaustum sempiternum causto perpetuo de' sain sabbatis, i calen- bati, delle calende, e deldis, in solemnitatibus , le feste solenni,pell'ostie et in sanctificatis , et pacifiche, e per lo pecpro peccato : ut exore- cato : affinch Dio si tur pro Israel> et in om- plachi con Israele , per nem usum domus Dei tutte le bisogne della casa del nostro Dio. nostri. 34- E parimente fis34 Sortes ergo misi-, mus super oblationem sammo, tirando a sorte, lignorum, inter sacer- la quantit delle legna, dotes, et /evitas, et po- che dovean offerirsi dai pulum, ut inferrentur leviti, e dal popolo , ad in domum Dei nostri essere portate alla casa perdomos patrum no- del nostro Dio da ciaYer. 3a. La terza parte di un siclo per servizio della casa ec. Questo terzo di siclo era impiegato in quello che notato nel versetto 33.; onde non dee confondersi col mezzo siclo, che pagava ogn' Israelita da' venti anni in poi, secondo la legge , Exod. xxx. 13. Questo mezzo siclo era per le riparazioni del tempio ; ma il terzo di un siclo per testa fu imposto per supplire alle spese dei sacrifzii, alle quali spese solevano prevedere del lor tesoro i re di Giuda, e vi provide del suo il re Dario dopo il ritorno degli Ebrei dalla cattivit , i. Esdr. vi. 8. q. Forse la grazia conceduta di* Dario , e dipoi da Artaserse ( i. tdr. vi. aiv 22.) o non ebbe effetto, o fu di breve durata.

CAPO strorum, per tempora, a temporibus anni usque ad annum : ut arderent super altare Domini Dei nostri, sicut scriptum est in lege Moysi. 35. JEt ut afferremus primogenita terrae nostrae, et primitiva universi fructus omnis tigni, ab anno in annum in domo Domini: 56. Et primitiva filiorum nostrorum et pecorum nostrorum, sicut scriptum est in lege, et primitiva boum nostrorum , et ovium nostrarum, ut offerrentur in domo Dei nostri sacerdotibus, qui ministrani in domo Dei nostri : 37. Et primitias cibvrum nostrorum , et libaminum nostrorum : et poma omnis Ugni,

X. 161 scuna famiglia de'padri nostri anno per anno, affinch bruciassero sull'altare del Signore Dio nostro, come nella legge di Mos sta scritto. 35. E promettemmo di portare ogni anno alla casa del nostro Dio le primizie della nostra terra, eie primizie di tutti i frulli di ogni pianta: 36". E i primogeniti dei nostri figliuoli, e del nostro- bestiame, conforme sta scritto nella legge , e i primogeniti de'nostri buoi, e delle nostre pecore, per offerirli nella casa del nostro Dio ai sacerdoti, che sono di funzione nella casa del nostro Dio: 37. E le primizie dei nostri cibi, e di quel che beviamo : e porteremo ai sacerdoti nel tesoro

Vers. 34- Fissammo, tirando a sorte , la quantit delle legna ec. Fino al tempo della cattivit il peso di provedere le legna per mantenere il fuoco perpetuo sull'altare degli olocausti, e pr le altre occorrenze del tempio, apparteneva a'Nathinei; ma questi erano ridotti adesso a piccol numero, onde fu diviso lo stesso p,eso a sorte co'sacerdoti, e co' leviti , e col popolo. Notisi , che il metter le lgna Mili'al tare degli olocausti era uffizio de' so li sacerdoti.

t'indemiae quoque> et olei afferemus sacerdotibus ad gazophylacium Dei nostri, et decimam partem terras nostrae /evitis. Ipsi levitae decimas accipient ex omnibus civitatibus operum nostrorum. 38.Erit autem sacerdosfilius Aaron cum levitis in decimis levitarum: et levitae offerent decimam partem decimae suae in domo Dei nostri, ad gazophy lacium in domum thesau* ri*

i Si LIBRO SECONDO DI ESDRA del nostro Do i frutti di tutte le piante^ e delle vigne, e degli ulivelij la decima della nostra te*rra ai levili. Gli stessi leviti riceveranno in tutte le citl la decima delle nostre fatiche. 38* i sacerdoti figliuoli di Aronne avrannoparte insieme co'levi* ti alle decime dei leviti; e i levili offriranno la decima parte della loro decima nella casa del nostro Dio, perch si* depositata nella casa del tesoro. 69. Perocch al leso-* ro porteranno i figliuoli d'Israele, e i figliuoli di Levi le primizie del grano, vino , ed ojio : e ivi staranno i vasi santificati , e i sacerdoti, e cantori, e portinai e ministri : e noi non abbandoneremo la casa del nostro Dio.

3g. Ad gazophylacium enim deportabunt filii /srael, et filii Levi, primitias frumenti, vini et olei : et ibi erunt vasa " sanctzficata, et sacerdtes, et cantores, etjanitores, et ministri, et non dimittemus domum Dei nostri.

Vefs. 3y. Le primizie d&nostri cibi. Ebreo: Le primizie della nostra pasta : Vale a dire di tutto il pane, che s'impasta per lf easej Num. xv. 20. zi.

153

C A P O XI. Nota degli abitanti di Gerusalemme , e della citt di Giuda dopo la ristorazione* 1. fi abita veruni autem principes populi in Jerusalem : retiqua vero plebs msit sorte/n ut tollerent unam, par te m de decem qui habitaturi essent in Jerusalem civitate sancta ; novem vero partes in civitatibus. 2. Benedixit autem populus omnibus viris, qui se sponte obtule* rant, ut habtarent in Jerusalem. 3. Hi sunt itaque principes provintiae, qui habita veruni in Jerusalem, et in civitatibus Juda. .Habita vit autem, unusquisque in possessione sua, in urbibus suis, Israel, sa1. \Jr i princpi del popolo fissarono la loro abitazione in Gerusa- lemme: del rimanente poi del popolo fu tirata a sorte la decima parte la quale abitasse in Gerusalemme citt santa : e le altre nove nelle altre citt. 2. Il popolo poi diede molte benedizioni a quelli, i quali si erano offerti spontaneamente d abitare in Gerusalemme. 3. Questi adunque sono i principi della pro* vincia, i quali abitarono in Gerusalemme, e nelle citt di Giuda. E ciaschedunoabitoselle sue possessioni^ nella sua citt, il popolo, i sacer*

Vol VllL

154 LIBRO SEGONDO DI ESDRA cerdotes, levitae, 2Va- doti, i leviti, i Nathinei, thinaei, et filii servo- e i figliuoli dei servi d Salomone. rum Salomonis. 4 Et in Jerusalem, 4 In Gerusalemme habitaverunt de filiis abitarono de'figliuoli di Juda et de filiis Berna- Giuda, e de'figliuoli di min : de,filiis Juda, A- Beniamin : dei figlinoli thajas filius Aziam, fi- di Giuda, Athaja figlio lii Zackariae, filii A- di A zi a in , figliuolo di mariae, filii Saphatiae, Zacharia, figliuolo di Afilii Malaleel: de filiis maria , figliuolo di Sapbatia, figliuolo di MaPhares, laleel ; de' figliuoli di Phares, 5. Maasia figliuolo di 6. Maasia filius Baruch,filius Cholhzatfi- Baruch, figliuolo diGhollius ffqza, filius Ada- hoza, figliuolo di Haxia, ja, filius Jojarib, filius figliuolo di A.daja,figliuoZachariae, filius Silb- lo di Jojarib, figliuolo di Zacharia, figliuolo di un nitis Silonita. 6. Omnes hi filii 6.Tutti questi figliuoPhares, qui habitave- li di Phares, che abitarunt in Jerusalem, qua- rono in Gerusalemme^ dr ingenti sexaginta fl- quattrocento sessant'oteto viri/r/es. to uomini valorosi. 7. JBTi sunt autem fi7. Figliuoli di Benialii Beniamini Sellum min sono questi: Sellum filius Mosollam, filius figliuolo di Mosollam, Jbed , filius Phadaja, figliuolo di Joed, figliuofilius Colaja, filius Ma- lo di Phadaja, figliuolo fia, filius Etheel, filius di Colaja, figliuolo di Masi a , figliuolo di EIsaia, Iheel, figliuolo dlsaia.
Vers. 5. Figliuolo d un Silonita, Di un cittadino di Silo.

C A P O XI. - 8. Et post eum Gebbai, Sellai, nongenti viginti ocio. 9. Et Joel filius Zediri praepositus eorum, et Juda ffius Senua super civitatem secundus. 10. Et de sacerdotibus /da/a filius JToarib, Jachin. 11 .Sar/a filius .Helciae, filius Mosollam, filius Sadoc, filius Merajoth , filius Achitob princeps domus Dei. 12. Etfratres eorum facientes opera templi octingenti viginti duo. Et Adaja filius Jeroham, filius Phelelia, filius Amsi,filius Zacharae, filius Pheshur, filius Melchiae ; 13. Et fratres ejus principes patrum ducenti quadraginta duo. Et Amarai filius A8. E dopo lui Gebbai, Sellai, novecento yen* l'otto uomini. p. E Joel figliuolo di Zechri era loro capo, e Giuda figliuolo di Senua teneva il secondo posto nella citt. 10. E de'sacerdoti, Idaja figliuolo di Joarib , Jachin. 11. Saraja figliuolo di Helcia, figliuolo di Mosollam, figliuolo di Sadoc, figliuolo di Merajoth, figliuolo di Achitob principe della casa di Dio. 12. E i loro fratelli, che servivano al tempio, ottocento ventidue. E Adaja figliuolo di Jeroham, figliuolo di Phelelia , figliuolo di Amsi, figliuolo di Zacharia, figliuolo di Pheshur, figliuolo di Melchia; 13. E i suoi fratelli principi di famiglie dugento quaranladue. Amassai fi gliuolo di A-

i66 LIBRO SECONDO DI ESDM &reel> filius Ahazi, fi- zreel, figliuolo di Aha* lius Sfosollamoth, filius ai, figliuolo di MosolEmmer, lmoth,figliuolo di Emmer. 14- Etfratres eorum i4> E i loro fratel i potentes nimis centum di gran possanza cento viginti ocio ; et praepo- vent'otto : e il loro casitus eorum Zabdiel fi- po Zabdiel figliuolo di lius potentium* uomini grandi. 15. Et de levitis Se15. E de' leviti Sememe/a filius ttasub, fi* j figliuolo di Hasub, tus Azaricam, filius figliuolo di Azaricam, fiHasabiat filius Boni. gliuolo di Hasabia, fi* gliuolo di Boni. 16. Et Sabathai, et 16. E Sabatbai, e Jo- ; Jozabed, super omnia zabed, che avean la so- j opera, quae erantforin- printendenza di tutti i secus in domo Dei a lavori, che si facevano principibus tevtarum* fuori per la casa del Si* gnre, (ed eran) de'principali tra'leviti. 17. J?t Mathania fi17. E Mathania fi* lius Miche, filius Zebe" gliuolo di Micha, figliuodei, filius Asaph, prin- lo di Zebedei, figliuolo ceps ad Mudandum, et di Asaph, capo di quei ad confitendum in ora- che lodavano, e celebratione , et Becbecia se- vano (Dio) nell'oraziocundus de fratribus e- ne, e Becbecia secondo /us , et A bda filius Sa- tra'suoi fratelli, e Abda mua, filius Galal> filius figliuolo di Samua , fiIdithum : gliuolo di Galal, figliuo* lo d'Idithum t 18. Tutti i leviti nel18. Omnes levitae in civitale sancta ducenti la citt santa erano dugento ottanta quattro. octoginta quatuor. 19 E i portinai, Ac* 19. Et jantores Ac*

P O Xr. 167 cubt Tei/non, et fratres cub, Telmon , e i loro eorum, qui custodiebant fratelli, custodi delle ostia,centum sepfuagin- porte, cento settanta t duo. due. 0o. Et reliqui ex 120. E il resto de* sasrael sacerdotes, et, le- cerdoti d'Israele, e i levitae in universis civi- viti (stavano) per tuttatibus Juda, unusquis- te le citt di Giuda, oque in possessione sua. gnuno alle sue possessioni. 21. .Et Nathinaei, qui 21. E i Nathinci dihabitabant in Ophelt moravano in Ophel, e et Siaha, et Gaspha de Siaha , e Gaspha (capi) dei Nathinei. Nathinaeis. 22. jBt episcopus le22. E capo de'leviti vitarum in Jerusalem in Gerusalemme fu A&* A zzi filius B ani, filius zi figliuolo di Bani, fiJtasabiae filius Matha gliuolo di Hasabia, finiae , filius Michae. De gliuolo di Mathania, fifilii Asaph, cantares in gliuolo di Micha. I canministerio domus Dei, tori, che servivano nella casa di Dio, erano della stirpe di Asaph. 23. Pr/?eceptum quipa3. Imperocch ri* pe regis super eos erat, guardo ad essi eravi un et ordo in cantoribus regolamento del re , ed per dies singulos. era fissalo l'ordine dei cantori giorno per gior*
Vera. so. * E il resto de1 tacerdoti d' fameie. Ovvero: E il resto d'Israele, e de' sacerdoti. Vers. 21. In Ophel. Regione di Gerusalemme, d cui statar fatta menzione pi Tolte, Siaha, e Gaspha (cap} de*Nathinci. Tale sembra il scaso della volgata , come lo dell' ebreo. Ver*, aa. Capo de1 leviti. Letteralmente fercovo de* leviti, come tradussero i LXX e vuol dire soprintendente , ispettore/'

i58 LIBRO SEGONDO DI ESDAA. 24. E Phathaja fi2 4*t Phathaja filius Mesezebel de filiis Za- gliuolo di Mesezebel delra filii Judo, in manu le stirpe di Zara figliuoregis, juxta omne ver- lo di Giuda avea dal re autorit per tutti gli afbum populi^ fari del popolo, 26. E sopra le loro 26. Et in domibus per omnes regiones eo^ abitazioniin qualunque rum. De filiis Juda ha regione. I figliuoli di bitaveruntin Cariathar- Giuda abitarono in Cabe, et in filiabus ejus : riatharbe, e nelle sue aet in Dibon, et in filia- diacenze: e in Dibon, bus ejus, et in Cabseel, e nelle sue adiacenze, e in GabseeI, e nelle sue et iti viculis ejus, adiacenze, 26. E in Jesue, e in 26". Et in Jesue, et in Molada, et in Beta* Molada, e in Bethpha* letb, phaleth, 27. E in Hasersual, e 27. Et in Hasersualt et in Bersabee, et in fi- in Bersabee, e nelle sue adiacenze, liabus ejus, 28. E in Siceleg, e in 28. Et in Siceleg, et in Mochona, et in filia- Mochona, e nelle sue adiacenze, bus e;us,
Vera. 29. Eravi un regolamento del re. Di Davldde. Egli avea fissato 1' ordine, e le funzioni de' cantri : e quest' ordine fu ritenuto da2Nehemia. Vedi cap. xn. 4Ver. 4- 5. Phathaja ... avea dal re autorit per tutti gli affari del popolo ec. Egli era adunque come un aggiunto , o assessore di Nehemia, il quale avea la primaria autorit a noma del re. Lo stesso Phathaja avea ispezione sopra tutti i luoghi , dove abitavano gli Ebrei, in qualunque regione si fosse. Vers. 16. In Jesue. Citt non mai nominata peli' avanti come varie altre di questo capitolo, per esempio Mochona, Hadid, Neballat. Pu esere , che di alcune fossero cambiati i nomi, altre cominciassero ad esser fondate dopo il ritorno del popolo dalla cattivit.

C A P O IX. 29. E ih Remmon, e 29. Et in Remmon, et i Saraa, et m Jeri- in Saraa, e in Jerimulh,


TWUth,

30. Zanoa, Odo/Iam, et in villis earum ; Lachi,?, et regionibus e;us: et Azeca, et filiabus ep/s. Et manserunt in Bersabee usque ad vailem 'Ennom. 31. Filii autem Beniamin a Geba, Meck mas, et .Hai, et Bethel, etfiliabusejus : 62. Anathoth, No, Anania, 53. Asor, Rama, Gethaim, 34. Hadid, Seboim , et Neballat, od, 35. J?t d?no valle artificum. 3^. Et de levitis portiones JudaC) et Beniamin.

So. In Zanoa , Odollam, e ne'loro villaggi, in Lacbis, e nel suo territorio , in Azeca , e nelle sue adjacenze. .E popolarono Bersabee fino alla valle di nnom. 31.E i figliuoli diBeniamin abitarono da Geba (fino) a Mechmas, e Haj, e Bethel, e le sue adjacensse: 32. Analhoth, Nob, Anania, 33. Asor, Rama, Gethaim, 34- Hadid , Seboim, e Neballat, Lod, 35. E Ono valle degli artefici. 36. I leviti poi avea no stanza in Giuda , e in Beniamin*

LIBRO SECONDO DI ESDRA CAPO XII.

Nomi , e uffizii de' sacerdoti , e deVeviti che /ornarono a Gerusalemme con Zorobabele, e dei custodi de'tesori. Raunati con gran solennit lutti i leviti^ si celebra la dedicazione delle mura di Gerusalemme. t, fi i sunt autem sacerdotesetlevitae, qui ascenderunt cum ZTorobabe/filiuj Salathiely et Josue , Saraja , 7ereTOias. Esdras. 2. Amarla , Melluch, 1. ^Jr questi sono i sacerdoti, e i leviti tornati con Zorobabel figliuolo di Salathjel, eoa Josue, Saraja, Jeremia , Esdra. 2. Amaria, Melluch, Hattus, 3. Sebenias, Hheu/w, 5. Sebenia, Rheum , Merimuth,

Ve?* i. Questi toyo i sacerdoti, e i leviti ec. E notato qui pi volte, che, sono registrati in questo catalogo solamente i principali sacerdoti, e leviti, vers. 7.12. a3. a4Esdra. Egli secondo la pi comune opinione il famoso scriba, il quale , dopo essere stato a Gerusalemme con Zorobabele, torn a Babilonia affla di ottenere la permissione di rialzare il tempio, e trno d nuovo nella terra santa co' favorevoli rescritti ottenuti da Artaserse A. questa opinione suole opporsi, che dal ritorno di Zorobabele nelP anno 346g, fino a quello di Nehemia, 1' anno 355o , vi sono anni ottantuno d'intervallo ; onde quand' anche Esdra fosse stato nel primo fior dell' et, allorch fece il viaggio con Zorobabel, egli a quest'ora avrebbe pi d cento anni. Ma siccome non impossibile, n senza esempio , che un uomo viva anche cento venti, e cento treni' anni ; cosi questa difficolt non ci sforzer 9 cambiar di parere. Egli chiamato scriba, vers. 36 , che il titolo dato ordinariamente a queli' Esdra , che torn a/ tempi di Ciro, e la Scrittura non. ci somministra argomento per distinguere questo da quello.

C A P O XII. 4. Addo, Genthon, A4- Addo, Genthon, Abia, bia, 5. Miamin, Madia, 6. Miamin , Madia , Belga, Belga, 6. Semeja, e Jojarib , 6. Seme/a, et /o/arib, Idaja , Sellum , Amoc, Idaja , Sellimi, Amoc, Helcia, y.ldaja. Questi i prin7. Idaja. Isti principes sacerdotum, et fra" cipi de' sacerdoti, che tres eorum , in diebus furon co' loro fratelli a tenipo di Josue, Josue. 8, I leviti poi furono 8. Porro levi/ae , Jesua, Bennui, Cedmihel, Jesua, Bennui, CedmiSarebia, Juda, Matha- hel, Sarebia , Juda, Manias, super hymnos ^psi, thania, i quali co' loro et fratre.f eorum : fratelli soprintendevano a cantici : 9. Et Becbecia, atque o,,E Becbecia, e Han-> Nanni , et fratres eo- ni, e i loro fratelli, ciarum, unusquisque in o/- scuno al suo ministero. )cio suo. 10. Jbsue autem ge10. E Josu genero nuit Joacim, et Joacim Joacim, e Joacim genegenuit Eliasib, et Elia- r Eliasib, ed Elasih sib genuit Jojada* gener Jojada. 11. Et Jojada genuit 11. Jojada gener JoJonathan, et Jonathan nathan, e Jonathan gegenuit Jeddoa, ner Jeddoa.
Vers. 7. Questi i principi de* sacerdoti, Gli anziani, i capi delle famiglie sacerdotali. Vers, i i. Jonathan genero Jeddoa. Jeddoa il famoso Jaddo, il quale and incentro ad Alessandro Magno, quando questo re pieno di sdegno contro i Giudei, i quali gli avean negato soccorso di gente, e di viveri, si avvicinava a Gerusalemme. Al primo apparire del sommo sacerdote vestito degli abiti, che soleva usare nel tempio, e accompagnato da tatti i sacerdoti colle bianche loro vesti, il re ando a prostrarsi a* piedi di Jaddo, e non sol

8 *

LIBRO SECONDO DI SDRA 12. /n diebus autem 12.E a tempo di JoaJoacm erant sacerdo- cim, sacerdoti cap deltes , et principes fami- le famiglie erano : di liarum: Sara/ae, Ma- quella di Saraja (capo) rajai Jeremiae, Sana- Maraja , Hanania di quella di Jeremia. nia : 13. Esdrae, Mosci13. Di quella di EIam : A mariae, Jbha sdra, Mosollam: di quelnan: la di Amaria, Jobanan : i4 Milcho, 'Jona14. Di quella di Mithan: Sebeniae, Joseph: licho, Jonathan: di quella di Sebenia, Joseph : 15. Arar, Editai Mal.Di quella di Aram rajoth, Helci : Edna : di quella di Marajoth, Helci : 16. Adajae, Zacha16. Di quella di Adaria : Genthon, Mosol- ja, Zacharia : di quella lam: di Genthon, Mosollam. 17. Abiae, Zeciri: 17. Di quella di Abia, Mamn , et Moadiae, Zechri: di quella di Phelti: Miamin , e di Moadia, Phelti : 18.5elgae, Sammuai 18. Di quella di BelSema/ae, Jonathan : ga, Sammua : di quella di Se n i a j a, Jonatban : 19. Jo/arib, Matha19. Di quella di Jojarib, Mathanai: di quelnai : Joda/'ae, la di Jojada, Azzi :
perdon agli Ebrei, ma fece loro molti favori. Questo avvenne l'anno del mondo 8672. Ma Nehemia , che torn a Gerusalemme 1' anno 355o,, pot egli vedere , e conoscere Jaddo , e registrare in questo luogo il suo nome? Non si dice , che Nehemia vivesse fino al tempo di queli' avvenimento. Egli pot vedere solo il eoraiuciameuto del pontificato di Jaddo ; pot vedere Jaddo non ancora pontefice, ma fanciullo. Con tutto questo noi confesseremo , che egli dovette vivere circa cento trent'anni; lo che confesiiauio pure, esser cosa rara, ma non incredibile, n inaudita.

i63 C A P O XII. 20. Di quella di Sel20. Selkti, Celai : Alai , Celai ; di que Ila-di moc, Heber : Amoc, Heber : 21. Di quella di Elcia, 21. Nelciae , Hasebia : Idajae, Nathanael. Hasebia : di quella d' Idaja , Nathanael. 22. De'leviti poi, che 22. ievitae in diebus Eliasib, et Jojada , et erano a'tempi di Eliasib, Jbhanan , et Jeddoa , e di Jojada , e di Johascripti principes fami" nan, e di Jeddoa , i capi liarum, et sacerdotes di quelle famiglie furono in regno Darii Persae. scritti come i sacerdoti sotto il regno di Dario re di Persia. I 25, Filii i e vi princi* 23. I leviti capi delle pes familiarnm ) scripti famiglie sono descritti in libro verborum die- nel diario de'falti fino airum , et usque ad dies tempo di Jonathan fiJonathan filii Eliasib . gliuolo di Eliasib. 24. Or i capi de'leviti a4- ^* principes levi" tarum Hasebia , Sere- erano Hasebia, Serebia, bia, et Josue filius Ced* e Josue figliuolo di Cedmihel: etfratres eorum mihel : e i loro fratelli per vices suas , ut lau- distribuiti ne'loro turni darent , et confiterentur per lodare, e dar gloria juxta praeceptum Da- (a Dio), secondo il previd viri Dei, et obser- scritto di David uomo varent aeque per ord' di Dio , osservando l'ornem. dine stabilito. ia, f Bec26. Mthania, e B^cftca , Obedia , ?$osot- becia , Obdia , MosolVers. a?.. Sotto il regno ili D r^io. Sotto il regno di Dario detto il bastardo. Vedi P Usserio a Jann. 3533. Vers. 7.3. Nel diario dJfatlL V indire negli annali, e nella cronica dei pontefici ebrei.

Iam, Telmon, Accub , custodes portarum, et vestibulorum ante por^ tas,

i<54 LIBRO SEGONDO DI SDRA Iam , Thelmpn , Accub , custodi delle porte, e de' vestiboli dinanzi alle porte, 26, Hi in diebus Joa26. Questi erano a cim filii Josue, filii Jo- tempo di Joacim.figliuasedec, et in diebus Ne- 10 di Josue, figliuolo di hemiae ducis, et Esdrae Josedec , e a tempo di sacerdotis scribaeque. Nchemja governatore , e di Esdra sacerdote, e scrib^. a?. Ma alla dedica27. /n dedicazione autem muri Jerusalem zione delle ii^ura di Gerequisierunt levitas de rusalemme si cercarono omnibus locis suis, ut i leviti in tutti i luoghi, adducerent eos in Je- dove si stava no, per farrusalem j etfacerent de- 11 venire a Gerusalemdicationem, et laetitiam me a fare la dedicazione in acfio ne gratiarum, et con letizia , e rendimene cantico, et in cymbalis, ti di grazie , e cantici psa&eriis, et citharis. accompagnati con cin> bali , salterj , e cetere. 38. Congreganti sunt 28. E si raunarono i autem filii can forum de cantori dalle pianure campestribus circa Je- intorno a Gerusalemme, rusalem , et de villis e da' villaggi di NetuNetuphati, 2$t t de domo Gai29. E dalla casa di gai , et de regionibus Galgal, e da' territorii Gebat et Azmavthi di Azrpaveth : perch i
Vers. 27. Ma alla dedicetziajie delle mura di Geriisalem me ec. Questa dedicazione delle mura di Gerusalemme credest fatta subito dopo terminate le stesse mura, bench sino a questo luogo sia stato differito il racconto di questa funzione. Affinch dessa fsse pi splendida , furono cnjarnati tutti i leviti da tutti i luoghi, dove abitavano,

C A P O XII. quoniam villos aedifi- cantori si erano fabbri* caverunt sibi cantores cali de* villaggi attorno in circuita Jerusalem. a Gerusalemme, 30. Et mundati sunt 3o E i sacerdoti, e i sacerdote, et levitar , leviti si purificarono, e et mundaverunt popu- purificarono ij popolo , lum, et portas, et mu- e le porte ,e le mura, rum. 31. Ascendere autem 31. E io feci salir sulle feci principes Juda su- mura i magnali di Giuper murum , et statu da , e formai du,e gran duos magnos choros cori di gente , che can* laudantium. Et ierunt lavano, E camminavano ad dexteram super mu- a man diritta sul muro runi ad portarti s terqui* ver4o la porta stercoraria. Unii. 32. Et ivit post eos 52, dietro a questi Osajas , et media pars andava Osaja, e la met dei magnati di Giuda, principum Juda, 33. .Et Azarias , Es33. E Avaria , Bsdra, dras , et Mosollam ? e Mosollam , Juda , e Judas, et Beniamin, et Beniamin , Semeja , e Jeremia. $emeja, et Jeremias.
Vers. 3o. / sacerdoti, e i leciti si purificarono, Eranvi delle purificazioni comandate a' leviti, e a' sacerdoti per quando entravano al servixio attuale del tempio, a. Pareti. xxix. 84., xxx. 3., xxxv. 2. 3. I sacerdoti si astenevau dal vino , e osservavano continenza per tutto il tempo del loro ministero. Quando furono

a' sacrifizii. . Si Vers.. 3 1.. Feci salir tulle mura i magnati di Giuda ec. descri crive la processione fatta attorno alle mura da' ' magnati , dai sacerdoti, erdoti, e leviti, e dal popolo. Tutta questa gente era divisa vsa in n due corpi , i quali partendo da uno stesso punto , e prendendo 1' uno a destra , 1' altro a sinistra , fecero ciascuno di essi mcwo il giro , e andarono a riunirsi dinanzi al (mpio,

LIBRO SECONDO DI ESDRA. 34. E de' figliuoli de' sacerdoti colie loro trombe,Zacharia figliuolo di Jonathan, figliuolo di Semeja, figliuolo di Mathania, figliuolo di Michaja , figliuolo di Zechur, figliuolo di Asaph ; 55. E i suoi fratelli 35.JSt/ratres e/us Seme/a , et Azareel, 3fa- Semeja e Azareel, Ma/alai, Galalai, Maai , ialai , Galalai, Maai, IVathanael, et Judas, Nathanael, e Juda , e et-flanani, in vasis can- Hanani cogli strumenti tici David viri Dei i et musicali di David uomo Esdras scriba ante eos di Dio, ed Esdra scriba innanzi ad essi alla porin porta fontis. ta della fontana. 36. E dirimpetto a 35. Z?t contra eos ascenderuntin gradibus questi salivano (gli alcivitatis David) in a- tri ) la scalinata della scensu muri super do- citt di David , dove il mum David, et usque muro si alza sopra la caad portam aquarum ad sa di David , e sino alla porta dell5 acque a oorientem. riente. 67. Onde il secondo Sy. Et chorus secundus gratias referendum coro di quei che rendeibat ex adverso, et ego van grazie, camminapost eum, et media pars va alla parte opposta , populi super murum\ et e io dietro ad esso colla super turrim furnorum met del popolo sulla et usque ad murum la~ muraglia , e sulla torre tissimum, dei forni, sin dove il muro pi largo , 38. Et super portam 38. E sulla poria di 34 Et de filiis sacerdatum in tubis, Zacharias filius Jonathan, filius Seme/ae, filius Mathaniae , filius Michajae,filius Zechur ,filius Asaph ;

166

C A P O XII. 167 Ephraim , et super por- Ephraim , e sulla porta tanti antiquarii, et super vecchia, e sulla porta portarti piscium , et tur- de'pesci, e sulla torre rim Hananeel, et tur- di Hananeel, e sulla rira Enzath ,et usque ad torre di Emalh , e siporlam gregis ; et ste- no alla porta dei gregterunt in porta, custo- ge^ e si fermarono alla diae. porta della prigione. 69. E i due cori can69. Steteruntque duo chori laudantium in do- tanti si fermarono damo Dei, et ego, et di- vanti alla casa di Dio, midia pars magis tra- com' io e la met dei tuum mecum, magistrati, che eran meco , 40. E i sacerdoti, E40. Et sacerdotes, Eliachim, Maasia, Mia- liachim , Maasia , Miamin , Miche a, E/ioenai, min , Michea.Elioenai, Zacharia, Hanania in Zacharia, Hanania colle loro trombe, tubis, 41. E Maasia , e Se41. Et Maasia, et Seme/a , et JEleazar , et meja , ed Eleazar, e AzAzzi , et Jbhanan , et zi, e Johanan , e MelMelchia, etAelam, et chia, ed Elam, ed Ezer. Ezer. Et dare cecine-- E i cantori fecero risorunt cantores, et Jezra- nare le loro voci con Jezraja loro capo : ;a praepositus: 4s. E immolarono in 42. Et immolaverunt in die illa victimas ma- quel d grandi vittime, gnas j et laelati sunt : e furono in allegrezza: Deus enimlaetificaverat perch Dio avea data eos laetitia magna: sed loro consolazione granetuxores eorum,et liberi de : e le mogli ancora , gasisi sunt > et audita e i figliuoli loro erano est - laetitia Jerusalem in festa, e si ud di lontano l'allegria di Geruprocul. salemme.

LIBRO SECONDO DI ESORA 43. JReeensuerunt quoque in die illa viros super gazophylacia thsauri ad lihamina, et ad primitias, et ad decimas, ut intro/rrent per eos principes civita* tis in decore gratiaru/n actionis, saeerdotes, et levitasi quia laetificatus est Juda in sacerdoti* bus, et leviti? astanti* 45. Furono ancora scelti in quel giorno sacerdoti, e leviti per aver la soprintendenza de'tesori, affinch per le lo* ro mani i magnati della citt presentassero in orrevol rendimento di grazie le offerte delle cose liquide, e delle pri* mizie , e delle decime : imperocch il popol di Giuda era stato grandemente soddisfatto dei sacerdoti, e dei leviti, che erano stati alla funzione. 44- E aveano adem piuto il culto del loro Dio, e le cerimonie della espiazione ; e i cantori , e i portinai aveano osservato il rito prescritto da David, e da Salomorie suo figliuolo: 45. Perocch da principio a tempo di David, e di Asaph erano stabiliti i capi de* cantori, i quali cantavano inni, e laude a Dio. 46. E a tempo di Zrobabele , e di Nehgmia

44 jE* custodierunt observationem Dei sui, etobservationem expiationis ; et cantores , et /anitores /uxtapraeceptm David, et Salomon*s filii e;us ; 45, Quia i/z diebus David, et Asaph ab exordio erant principes constituti cantorum, in carmine taudantumt et confitentium Deo, ^6. Et omnis Israel in diebus Zorobabel, et

Vers. 42. Immolarono in quel <ti graniti vittime. Vittime maggiori, come sono i bovi, ovvero vittime in gran quantit,

CAP in diebus Nehemiae dabant partes cantoribus, et janitoribus per dies singulos : et sanctiftcabant levitas, et levitae sanctificabant filios Aaron.

O XU. 169 tutto Israele dava giori no per giorno le loro porzioni a1 cantori, e ai portinai, e presentava 1' obblazione santa a'ieviti, e i leviti presentavano 1* obblazione santa a' figliuoli di Aronne.

C A P O XIII. Letto il Deuteronomio, si cacciano gli stranieri, si assegnano le porzioni dlevit : sono gettati fuori del gazofilacio i mobili della casa di Tabia : e sono puniti i violatori del sabato. Nehemia sgrida i Giudei, che aveano sposate donne straniere. i. (i)*n die autem illo lectum est in volumine Moysi audiente populo : et invention est scriptum in eo, quod non debeant introire Ammanites % et Moabites in ecclesiam Dei usque in aeternum :
(i ) DeitL a3. 3. Vers. i. In quel tempo ce. Quello che si legge io questo capitolo sembra certo , che sia da riferirsi al tempo del ritorn di Nehemia dalla Persia, dove egli stette circa dieci anni. E nel tempo, ch' ci fu assente succedettero g' inconvenienti, ai quali egli pose rimedio. Questo modo di parlare m quel giorno, in quel tempo , spesse volte nella Scrittura non iadka relazioqe veruna alle CWSB precedeuti.

I. in quel tempo a sentita del popolo si les^ se nel libro della legge di Mos, e vi si trov scritto, come gli Ammoniti, e i Moabiti non debbono entrare nell'a* dunanza del Signore in eterno

170 LIBRO SECONDO DI ESDRA 2. Eo quod non occur2. Perch non andarerint filiis Israel cum rono incontro a'figiiuoli pane et aqua ; et condu- d'Israele con pane , ed xerint adversum eos acqua, e con denaro inBalaam ad maledicen- dussero Balaam a maledum eis: et convertii dirli: ma il nostro Dio Deus noster maledictio- converti la maledizione nem in benedictionem. in benedizione. 3.1?actum est autem, 3. E udita che ehber cum audissent legem, separaverunt omnem tutti gli stranieri da Ialiengenam ab Israel. sraele. 4- Et super hoc erat 4- E la cura di ci ap* Eliasib sacerdos, qui parteneva ad Eliasib safuerat praepositus in cerdote , il quale era gazophylacio domus stato fatto soprintenDei nostri, et proximus dente del tesoro della casa del nostro Dio , ed Tobiae* era parente di Tobia. 5. Fecit ergo sibi ga5. Egli adunque fece zopkylaciam grande, et a lui un appartamento ibi erant ante eum re- grande l dove prima di ponentes munera, et lui si riponevano i don-, thus, et vaso., et deci- e T incenso , e i vasi, e
VI si trov scrtto come gli Ammoniti, e i Mffabiti ec, Vedi Dettler. xxxui. 3. Ver. 3. Separarono lutti gli stranieri ec. I figliuoli nati di padri Israeliti, ma di madri trauiefe, ci mandaron via insieme colle stesse loro madri. Vers. 4- La cura di ci apparteneva ad Eliasib ec. La cura di mettere ad effetto questa separazione era stata data ad Eliasib. Questo Eliasib era un sacerdote, ma probabilmente non era il pontefice dello stesso norae. Egli era soprintendente del teso-? ro del aei tempio, tempio, ed ea era parente di ai Tobia looia Ammonite. Ammonite, Eliasib celiasi!) adunadnnqu in vece di procurare 1' osservanza della legge, avea fatto per que qu questo Ammonite un'abitazione nel tempio, in quel luogo, dove prov prima si tenevano le provvisioni de' sacerdoti, de*leviti,

C A P O XIII. 171 mas frumenti^ vi/zi, et le decime del grano, violei, partes levitarum , no , e olio , le porzioni et cantorum, et janito- de' leviti, e de' cantori, rum, et prmidas sa- e de'portinai, e le pricerdota/es. mizie sacerdotali. 6. In omnibus autem 6. Mentre tutto ci his non fui in Jerusa- si faceva , io non era in lem , quia anno trigesi- Gerusalemme, perch T mo secundo, Artaxerxis anno trentadue .di Arregis Babylonis veni ad taserse re di Babilonia regem, et in fine die- andai a presentarmi al rum rogavi regem. re , alla fine dell'anno chiesi licenza al re. 7. Et veni in Jera* 7. E tornai a Gerusasolem , et intellexi ma- lemme j e fui informato lum, quod fecerat Elia- del male fatto da Eliasib sib Tobiae, ut faceret per amor di Tobia , faei thesaurum in vesti- cendogli alcune stanze nel vestibolo della casa bulis domus Dei. di Dio, 8 Et malum mihi vi* 8. E la cosa mi parve sum est valde. Et pro- molto cattiva. E gettai jeci vasa domus Tobiae i mobili della casa di foras de gazophylacio : Tobia fuori delle stanze: 9. E come io ordinai 9, Praecepique , et emutdaverunt gazo- furon purificate le stanphylacia : et retuli ibi ze , e vi riportai i vasi vasa domus Dei ,sacri- della casa di Dio , le cose offerte , e P incenso. ficium, et ths. lo.E intesi come non 10. Et cognovi,quod partes levitarum non erano state date a'ievili
l giorni significa certamente 1'anno compiuto , Exoi, xm. io,

Vera. 6. Alla fine dell'anno. La frase ebrea alla fine rfe* luv. 29,, JYum. ix, 22., </urf. xvti. to,, e/c.

172 LIBRO SEGONDO DI ESDRA fuissent datae ; et fu- le loro porzioni , e che gisset wnusqy/'sque in ciascuno de'Jeviti.e canregionem suam de le- tori, e di quei ch facevitis, et canfarius, et va n le funzioni, se n'* de his, qui ministra ra fuggito al suo paese; fanti n f E rimproverai la li. Et egi causam adversus magistratus, cosa ai magistrati, e disetdixi; Quare aere/i- si : Perch abbiamo noi (juimus domum Dei? Et abbandonata la casa di congregavi eos, et feci Dio ? E congregai i (le* in stationibus viti), e Ji rimisi alle lo* ro funzioni. suis. 12, Et omnis Juda 12, E tatto Giuda apportabat dee imam portava ai granai la defrumenti , vini, et oiei cima del frumento, del vino, e dell* olio. in horrea, 13. E la cura de'gra 1 3. Et consttuimus super horrea Sefamiam nai fu data da noi a Se$acerdotem , et Sadoc lemia sacerdote, e a Savcriam , et Phadajam doc scriba, e a Phadaja de levits , et ;>xta eos del numero dei leviti, e Han anfilium,Zachur , dopo questi ad Hanan filium Mathaniae : quo- figliuolo di Zachur , fi. niam fideles comproba* gliuolo di Mathania : ti sunt , et ipsis erditae perch questi furon Ir- Sunt parte$ fratr&m suo* vati fedeli, e ad essi furon affidate le porzioni dei loro fratelli. Memento mei, i4.Ricordati per que- meus , pro hoc , e/ sto di me, Dio mio , e n-e aWeas miserationes non iscancellare quel meas, quas /ci in do- ch* io feci di bene per mo Dei mei , et i cae- la casa del mio Dio, e remoniis ejus. pel suo culto. 1 5, In 4iebqs illis v\~ 46. Xn ^uel tempo os-

CAPO di in Judo, calcante^ torcularia in sabbato , portantes acervos, et onerntes super asinos vimini j et uvas , et ficns et omne onus, et inferentes in Jerusalem die sabbati. Et conte* status sum , ut in die , qua vendere liceret 4 venderent. i& Et Tyrii habita* verum in ea, inferente^ pisces, et omnia venaU : et vendebaat in sabbais filiis Jiida in Jerusalem. 17. Et oljurgavi optima tes Juda , et dixi eis : Quae est haec res mala, quam vos facts, et profanati^ diem s abbati ? 18. Numquid non haecfecefuntpntres nostri , et adduxit Deus noster super nos omne malum hoc, et super civitatem hanc ? Et vos ddditis iracundiam super tsrael violando Sab* batum*

XIII. servai iti Giuria della gente, che spremevano il vino negli strettoi in sabato, e portavano de* pesci, e caricavano sugli asini il vino , e le uve , e i fichi, e ogni sorta di robe j e le portavano in Gerusalemme il sabato* E io ordinai loro > che vendessero ne'giorni, itt cui era permesso di vendere 16. E gente di Tiro abitava nella citt portandovi il pesce , C ogni sorta di cose da vende* re i e le vendevano in giorno di sabato ai figliuoli di Giuda in derusalemtne 17. sgridai i magnati di Giuda , e dissi loro : Perch fate voi cos si cattiva profanando il giorno di sabato ? 18. Non egli vero , che queste cose pur fecero i nostri padri , e il nostro Dio fece cadere sopra di noi 4 e sopra la citt tutti quei mali? E voi tirale l'ira addosso ad Israele , violando il

174 LIBRO SECONDO DI ESDRA 19. Factum est autem , cum quievissent portae Jerusalem in die sabbati, dixi : Et clauseruntjanuas, et praecepi, ut non aperirent eas usquepostsabatum: et de pueris meis constitui super portas, ut nullus inferret onus in die sabbati. so. Et manseruntnegotiatores, et vendentes universa venalia ,,/oris Jerusalem semel, et bis. 21. Et contestatus sum eos, et dixi eis : Quare manetis ex adverso muri? si secundo hoc feceritis', manum mittam in vos. Itaque ex tempore illo non ve" nerunt in sabato. 22. Dixi quoque /evitis, ut mundarentur, et venirent ad custodiendas portas, et sanctificandam diem sabbati : et pro hoc ergo memen19. Or quando il sabato furono in riposo le porte di Gerusalemme, io dissi: Hanno chiuse le porte, e io ho ordinato, che non le aprano sin dopo il sabato, e ho posti alcuni de'miei servi alle porte, affinch nissuno porti dentro alcun peso nel giorno di sabato. 20.-E i mercatanti, e i venditori di ogni sorte restarono fuori di Gerusalemme una , e due volte. 21. E mi dichiarai, e dissi loro .^Perch state voi dirimpetto alle mura? Se voi lo farete ancor una volta, mander gente contro di voi. E da indi in poi non vennero in sabato. 22* E dissi anche a' leviti, che si purificassero , e andassero a custodire le porte , e santificassero il giorno di sabato : e anche per

Vers. 19. Or quando il sabato furono in riposo ec. Allorcn verso la sera, in cui cominciava iJ sabato, le por te di Gerusalemme cominciarono aneli' esse in certo modo a far ij sabiiio, etf essere! n riposo , ec,

176 C A P O XIII. questo ricordati di me , to mei, Deus meus, et parce mihi secundum Dio mio, e perdonami multitudinem misera" secondo la moltitudine di tue misericordie, tionum tuarum. 23. E in quel tempo 23. Sed et in diebus 1 illis vidi Judaeos du- stesso vidi de Giudei cenles uxores Azotidas^ ammogliati con donne Ammoniddas, et Moa- di Azoto , e di Ammon, e di Moab. bitidas. 24-Onde i loro figliuo24* Et filii eorum ex media parte loqueban- li parlavano a met l tur Azotice, et nescie- lingua di Azoto , e non bant loqui Judaice, et sapevano il parlare giuloquebantur juxta lin- deo, e il loro linguaggio guam populi, et populi. era di due popoli. 26. E gli sgridai,e li 26. Et ojurgatti eos, et maledixi. Et caecidi maledissi. E alcuni ne ex eis viros, et decal- feci battere, e schiantar cavi eos, et adjuravi in loro i capelli, e li feci Deo , ut non darent fi- giurare per Dio , che lia s suas filiis eorum, non darebbon le loro fi.et non acciperent de fi- gliuole a' figliuoli di coliabus eorum filiis suis, loro , e pe' loro figliuoli et sibinzetipsis, dicens: non prenderebbono le figlie di coloro , n per loro stessi. 26. E dissi : Non pec26. (i) Numqu/d non
(i) 3. fleg, 3. i., e* 11. i.
Vers. a4- Onde i loro figliuoli parlavano a mefa la lingua di Azoto. I figliuoli di quelle madri straniere parlavano un po'il linguaggio della madre , un po'quello del padre ; ovvero nella stessa famiglia una parte de' figliuoli nati di madre ebrea parlavano P ebreo , gli altri nati di madre straniera parlavan linguaggio straniero. Vers. 9.5. E li maledissi. Gli scomunicai. E feci schiantar loro i capelli Pena dolorosa insieme e ignomiiiiosa.

LIBRO SEGONDO DI ESDRA In hujusaemodi re pec- co forse in questo Saiocanti Salamon rex I- mone re d'Israele ? E srael et certe in genti- certo tra le molte nabus multis non erat rex zioni non v'ebbe re sisimilis ei ; et dilectus mile a lui , ed era caro Deo suo erat, et posuit al suo Dio , e Dio lo co* eum Deus regem super stitui re di tutto Israe* omnem Israeli (i) et le: e lui pure indussero ipsum ergo dux erunt ad a peccato le donne strapeccatum mutieresalie* niere. nigenae. 27 Farem noi pure 27. Numquid et nos inobedientes faciemus disobbedienti tutto que* omne malum grande sto gran male di offenhoc , ut praevarice/nUr dere il nostro Dio, prenin Deo nostro,et duca- dendo mogli straniere? mas uxores peregrias ? 28. Or de' figliuoli di 28. De filiis autem Jo/ada filii Etiasib sa- Jojad figliuolo di Eliacerdotts magni , gener sib sommo sacerdote, erat Sanaballth Hora* uno era genero di Sana* ballala Hofonite, e io lo cacciai da me.

Vers; 28. De'jiglitdl diJofd uno era genero d Saricibal* lalh. Un simile trascorso era vituperoso in un sacerdote molto pi , che in un semplice Israelita. Questo sacerdote era Manass fratello di Jaddo , che fu poi sommo sacerdote. Si racconta, che Manass cacciato da Gerusalemme si ritir presso Sanaballth in Samaria, e che il suocero g i ottenne da Alessandro il grande la permissione di fabbricare sul monte Gawzim il famoso tempio. ' Vedi Giuseppe ebreo Antiq. xi. V'ha clii dubita, se questo Sanaballth possa esser lo stesso che quello , il quale fu prefetto di Samaria a' tempi di Alessandro. Sanaballth era governatore de'- Cuthei , quando Nehetota arriv nella Palestina l'anno 355o Alessandro non (i accosti

C A P O Vili.

29. Recordare, Domine Deus meus , adversum eos , qui polluunt sacerdofium,;usque sacerdotale , et leviti" cum 3o. Igitur mundavi eos ab omnibus alienigenis , et constitui ordines sacerdotum , et levitarum , unumquemque in ministerio suo : 3i. JEt in oblatione lignorum in temporibus constitutis , et in pruni* tivis. Memento mei , Deus mews, in bonum . Amen.

177 29. Ricordati , Signore Dio mio , in loro danno di coloro , ebe conta minano il sacerdozio , e le leggi sacerdotali, e levitiche. 3o.Io adunque li purgai da tutte le (donne) straniere, e fissai gli ordini de* sacerdoti , e de' leviti, ciascuno al suo ministero : 3 1. E ad aver cura della obblazione delle legna, e delle primizie ne' debiti tempi. Ricordati di me , o Dio mio , per mia consolazione, Cosi sia.

FINE DEI LIBRO SECONDO DI

alla Giudea se non circa 1'anno 8672 : ecco pu di cento venti anni di vita per Sanaballath , ai quali aggiungendo 1' et , eli' t:i dovea avere, quando fu fatto governatore de' Cuthei, si trover , che egli, quando si acquist il favore di Alessandro, avrebbe passati almeno i cento (juarant' anni. Noi non entriamo in questa questione di cronologia, la quale neppur appartiene alla storia di questo libro; ma sol diciamo, che ^ concorrendo tutte le altre cose a non farci conoscere se non un solo Sanaballath , la sola difficolt presa dall' et, e da' calcoli de' cronologi non e' indurr a riconoscerne due,

Voi