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IL QUINTO LIBRO

DEL PENTATEUCO
OSSIA

IL D E U T E R O N O M I O .

Dealer, Vol. Ili,

PREFAZIONE. V^uesto libro, che l'ultimo de'cinque scritti da Mos, nella versione de'LXX, e nella nostra Volgata porta il nome di Deuteronomio , che vuol dire seconda legge , ovvero ripetizione della legge, perch in esso ripetuta ed esposta nuovamente la legge data da Dio sul monte Sinai, e descritta ne' tre precedenti libri dell' Esodo , del Levitico, e de'Numeri. Il Deuteronomio (dice s. Girolamo), seconda legge, e figura profetica della legge Evangelica non contiene egli quello che prima fu detto y in tal guisa per , che delle vecchie cose tutto qui nuovo? Imperocch molte giunte e sposizioni si hanno in questo libro , per le quali viene illustrata , e messa in pi chiaro lume la legge del Signore. Nei piani di Moab, dove era adunato tutto Israele, Mos aringa il suo popolo; e in primo luogo rammenta tutto quello che Dio avea fatto per essi dopo la loro partenza dal Sinai , dove era stata fermata la grande alleanza, e promulgata la legge ; in secondo luogo espone , e giustifica quello che egli avea fatto pel governo della .nazione. Passa indi a ripetere la legge data da

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Dio come condizione dell* alleanza. Questa repetizione della legge fu fatta , primo, in grazia di quelli, i quali o non erano ancor nati, o non avevano Puso di ragione, quando questa legge fu promulgata la prima volta ; in secondo luogo, Mos vicino gi a partire dal mondo , e a separarsi da quel po- . polo amato da lui assai pi della stessa sua vita, volle per ultimo pegno del suo affetto porgli nuovamente davanti agli ucchi i comandamenti del suo Signore , affinch nel cuore di ciascheduno restassero impressi profondamente, e colla fedelt sua neir adempirli si meritasse lo stesso popolo la continuazione de'divini favori. Per lo stesso fine egli comanda che i re , i quali (com'ei proietizza) saranno un d eletti da Israele, si facciano una copia della legge, che questa sia letta a tutto il popolo in ogni anno sabatico, e che facciasi di l dal Giordano un monumento di pietre, sulle quali sar scolpita ad eterna memoria la stessa legge. Terribili son le minacce, orribili le maledizioni, che egli fa pronunziare contro i violatori della legge ; come pel contrario ogni felicit e ogni benedizione promessa ad Israele, quando sia fedele al suo Dio, e osservi i suqi santi comandamenti. Dio rivela

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a questo gran Legislatore, e condottiere del popol suo la vicina sua morte, e gli comanda di scrivere un cantico pieno di spirito profetico, che sia come il suo testamento. Qui Mos con divina eloquenza pone dinanzi agli Ebrei una pittura vivissima delle misericordie di Dio verso di loro, e della loro infedelt ; predice le future loro ingratitudini , le vendette di Dio, e la bont, colla quale saranno accolti, e consolati, e sollevati da lui, quando a lui torneranno colla penitenza. Egli dopo aver nominato Giosu per suo successore nel governo , dopo di aver benedette tutte le trib, sale sul monte Nebo: di l egli d uno sguardo alla terra promessa, ed ivi egli muore non per consuraamento di forze, n per effetto di malattia, ma perch Dio cos vuole ; e il corpo di lui sepolto da un Angelo nella valle, ed pianto da tutta la sua nazione. Vedremo in molti luoghi di questo libro, proietizzato dal Mediatore dell'antica alleanza il nuovo patto , e la legge di grazia ; vedremo Mos sempre intento, secondo il fine del sno ministero, ad accennare, e figurare tra le ombre della sinagoga la grandezza e la gloria della Chiesa di Cristo : ma una speciale e distinta promessa di questo nuovo

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Profeta e Legislatore divino annunziata da Mos in questo libro l dove egli dice ( cap. xvni. 15. ) : II Signore Dio tuo ti mander un prof et della tua nazione, e del numero de* tuoi fratelli, come me; lui ascolterai. In queste parole illustrate ancora da quello che segue fino al versetto 20, tutta T antica Sinagoga vide predetto, e mostrato a dito.il suo futuro Messa ; e i primi predicatori del Vangelo, facendo vedere agli Ebrei, come in Ges Cristo era concorso tutto quello che ebbe di grande e di autorevole il loro antico Legislatore, con tutta ragione ne inferirono , che adunque Ges Cristo era quel profeta , e che in lui dovea credere Israele , se credeva ancora a Mos. Cos dopo di avere in tutta la sua legislazione, e in tutte le sue geste figurato, predetto e dimostrato il futuro Salvatore, unica speranza del genere umano, Mos gi vicino a morire a lui manda il suo popolo ad istruirsi di quello ch'egli dee fare per piacere a Dio, e ottener la salute: lui ascolterai. I Cristiani, a? quali dato ( mediante i lumi sparsi nel nuovo Testamento , e particolarmente nelle lettere di Paolo ) di poter ravvisare i misteri della nuova legge mirabilmente prefigurati, e annunziati in

questo libro di Mos, debbono nel meditarlo ricordarsi di quella gravissima sentenza del grande Apostolo , Heb. 11. 2. 3., il quale, dimostrata la infinita preminenza delF autore della nuova legge sopra Mos, dimostrata T eccellenza , e dignit , e santit del Vangelo sopra T antica legge , ragiona cos: Se la parola pronunziala dagli Angeli fu stabile , e qualunque prevaricazione e disobbedienza ricev la giusta retribuzione della mercede, come avremo noi scampo , se poco conto faremo di una salute s grande? E altrove : Uno che viola la legge di Mos, sul deposto di due , o di tre testimoni muore senza remissione; quanto pi acerbi supplizii pensate voi, die si meriti chi avr calpestato il Figliuolo di Dio, e il sangue del Testamento , in cui fu santificalo , avr tenuto come profano, e avr fatto oltraggio allo Spirito di graziai Heb. x. 18. 29.

IL

L I B R O

DEL DEUTERONOMIO
CAPO PRIMO. Breve recapitolazione delle cose avvenute ad Israele nel deserto. Il popolo infedele punito o colla morte, o col pellegrinaggio di quaranf anni. i. JLlaec sunt verbo, , quae Locutus est Moyses ad omnem Israel trans Jordanem in solitudine campestri contra mare Rubrum , inter Pharan et Thophel et Laban et Haseroth, 7/bi auri est plurimum i. V^/ueste sono le parole detle da Mos a lutto Israele di l dal Giordano nella pianura del deserto dirimpetto alenar Rosso, tra Pharan e Tophel e Laban e Haserolh, dove si trova moltissimo oro.

Vers. i. Di l dal Giordano. La voce ebrea tradotta nella volgata per di la pu significare egualmente di qua, come stato dimostrato con varii luoghi della Scrittura; e cosi dee intendersi in questo luogo : perocch Mos racconta le cose dette da lui presso il Giordano ; il qual Giordano egli non passo mai. Nellapianura dei-deserto. Nella pianura di Moab, Num. xxii. i. Dirimpetto al mar Rosso. Il mar Rosso certamente molto (listante dalle pianure di Moab ; ma non contro regola il dire, che un luogo dirimpetto a un altro , quando veramente opposto a quello , bench in gran lontananza ; e forse Mos riun qui i due punti estremi del suo pellegrinaggio., il mar Rosso, e i piani di Moab , oltre i quali egli non prosegui il viaggio. Tra Pharan e Thophel e Labari e Ilaserolh. Questi luoghi non sono nominati altrove. In llaseroth doveano esservi miniere d' oro.

a. In disianza di un2. Undecim diebus de Hor eh per viam dici giornate da Horeb montis Seir usque ad prendendo la strada del monle Seir fino a CaC'adescarne, dcsbarne , 3. Il quaranlesimo 3. Quadragesima anno , undecimo mense , anno , 1' undecimo meprima die mensis 10- se , il primo mese ancutus estMoyses ad fi' nuir/io Mos ai figliuolios Israel omnia, quae li d'Israele tutto quelpraeceperat illi Domi- lo che il Signore gliavea comandalo di dire ad nus, ut diceret eis ; essi ; 4- Dopo la sconfitta 4 (i) Postquam percussit Sehon regem A- di Sehon re degli Amormorrhaeortim qui ha- rhei, il quale abitava bitabat in Uesebon , et in Hesebon , e di Og re O g regem Basan 4 qui di Basan , il quale abimansit in Astaroth, et t in Aslaroth , e in Edrai, in Edrai, 6. Trans Jordanem 5. Di l dal Giordano in terra Moab. Caepit- nella terra di Moab. E que Moyse? explanare prese Mos a spiegar la legge , e disse : legem, et dicere : 6. Dominus Deus no6. Il Signore Dio noster locutus est ad nos stro ha parlato a noi sulin JLoreb, diceno". Suf- l'Horeb, dicendo : Assai
(i) 2Vum. 21. 24. Vers. 2. In distanza di undici giqrnale. In alcune carte sono segnate diciassette leghe di un'ora dall'lioreb fino a Cadesbarwe, e trentaquattro leghe da Cadesbarne alla pianura di Moab, e in tutto cinquantuna dal Sina a Moab ; ma altri ne mettono fino a cento. Vers. 4- Abito in Aslaroth , e in Edrai. Queste due citt doveano essere le primarie del regno di O-r : a Edrai eirli fu vinto dagli Israeliti, JVwn. xw. 33.

fidi vobis, quod in hoc monte mansistis : 7. JRevertimini, et venite ad montem Amor" rhaeorum , et ad cetera, quae ei proxima sunt, campestria, atque montana, et humiIfora loca contra meridiem, et juxta Utus maris, terram Chananeorum.) et Libani usque adfiumen magnum Euphratem. 8. E n , inquit, tr adidi vobis : ingredimini, etpossidete eam, super (fila juravit Dominus patribus vestris Abraham , Isaac, et Jacob, ut darei illam eis , et semini eorum post eos 9. Dixique vobis illo in tempore : 10. (i) Non possum sr/lts sustinere vos : quia Dominus Deus vesier multiplicavit vos , etestis hodie sicut stellae coeli, plurimi. (i) Exod. 18. 18.

tempo avete voi fallo dimara presso a questa montagna : 7. Movetevi, e venite al monte degli Amorrhei, e agli altri luoghi vicini alte pianure , e alle colline, e alle valli verso mezzod , e lungo il lido del mare , alla terra de' Cananei , e del Libano sino al gran fiume Eufrale. 8. Ecco (dis&'egli), ch' io l'ho data a voi : entratevi, e occupatela : ella quella che il Signore promise con giuramento a' padri vostri Abramo , Isacco , e Giacobbe di dare a loro, e a'ioro discendenti dopo di essi, 9. E io in quel tempo vi dissi: 10. Non posso io solo reggervi : perch il Signore Dio vostro vi ha moltipllcali, e siete in oggi in numero grande , come le stelle del cielo

ii. (Il Signore Dio dei padri vostri aggiunga a questo numero molle migliaia, vi benedica , come ho gi detto. ) 11. Non posso io solo reggere a'vos tri affari, e alla fatica , e alle dispute. 13. Date ex vobis 13. Scegliete tra voi viro? sapientes , et degli uomini saggi, e di gnaros , quorum CQI- esperienza , e la vita de' versatio sit probata in quali sia lodata nelle votribubus vestris, ut stre trib, affinch io ve ponam eos vobis prin- li dia per vostri capi. cipes. 14 Tunc respondii4 Allora voi mi ristis mihi: Bona res est, spondeste : Buona cosa quam vis facere. quella che tu vuoi fare. 15. Tulique de tribu15. E io presi uomini bus vestris viros sa- saggi e nobili delle vopientes , et nobiles , et stre trib, e li dichiarai constitui eos princi- principi , e tribuni, e pes , tribunos , et cen- capi di cento , e di cinturiones, et quinqua- quanta, e di dieci uomigejiarios , ac decanos, ni, affinch v'istruissero ^ui docerent vos sin- di tulle le cose. gula. iG.Praecepique eis, 16. E gli avverili, e dicens : Audite illos, dissi loro : Ascoltateli , <?t quod jus tum est, ju- e giudicate secondo il dicate : sive civis sit il- giusto , o si tratti d'un le , sive peregrinus : cittadino, o d' un forestiere : 11. ( Dominus Deus patrum vestrorum addat ad hunc numerum multa millia , et benedicat vobis , sicut locutus est. ) 12. Non valeo solus negotia vestra susinere, et pondus, ac jurgia.

17. (i) Nulla erit distantiapersonarum\ ita parvum audietis ut magnum : nec accipietis cujusquam -personam; quia Dei judicium est. Quod si difficile vobis visum aliquid fuerit, re/erte ad me, et ego audiam. 18. Praecepique omnia , quae facere deberetis. 19. (2) Profecti autem de Horeb transigimus per eremum terribilem, et maximam , quam vidistis^er viam montis A morr ha ei, sicut praeceperat Dominus Deus noster nobis. Cumque venisscmus in Cadesbarne , 0o. Dixi vobis : V~enistis ad montem Amorrhaei, quem Dominus Deus noster daturus est nobis. 21. Vide terram , quam Dominus Deus tuus dat libi: ascende, et posside eam , sicut

17. Non si far differenza di persone;ascoltate il piccolo come il grande : e non sarete accettatori di persone ; perocch in luogo di Dio giudicate voi. Che se alcuna cosa vi parr difficile , datene parte a me , e io la sentir. 18. E ordinai tutto quello che far dovevate. 19. Partiti poi daHoreb passammo per un deserto terribile e grandissimo , qual voi lo vedeste , andando verso il monte degli Amorrhei, come il Signore Dio nostro ci avea comandato. E giunti a Cadesbarne, 20. Io vi dissi : Voi siete giunti al monte degli Amorrhei, di cui il Signore Dio nostro ci far padroni. 21. Mira la terra, che d a te il Signore Dio tuo : entravi, e prendine il possesso, come dis-

(i) Joan. 7.7.4. Lcvlt. 19., 15. ln.fr. 16. 19. Prov. 2^. z3, Ecc-I. 42- i- Jacob. 2. i. (a) jZVMW. 13. i.

locutus est Dominus Deus noster patribus tuis : noli tiritere, nec quidquam paveas. a 2. ( i ) Etaccessistis ad me omnes, atque dixistis : Mittamus viros, qui considerent terram , et reTiuntient, per quod iterdebeamus ascendere , et ad quas perdere civitates. 23. Cumque mihi sermo placuisset, misi ex vobis duodecim viros singulos de tribubus suis. 24. Q#i cum perrexssent, et ascendissent in montana, venerunt usque ad vallem Botri: et considerata terra , 25. Sumentes de /ructibus ejus, ut ostenderent ubertatem, attulerunt ad nos , atque dixerunt: Bona est terra
(i)2Vum. i3. 3. et 3a. 8.

se il Signore Dio nostro a' padri tuoi : non temere , e non paventare di nulla. 22. E veniste da me tutti, e diceste : Mandiamo gente a visitare la terra , affinch ci riferiscano , per quale strada dobbiamo entrarvi , e verso quali citt dobbiamo incamminarci. a3. E io avendo acconsentito , mandai dodici de' vostri, uno per ogni trib. 24. I quali essendo andati, e avendo valicati i monti, arrivarono fino alla valle del Grappolo , e disaminata la terra, 25. Presero de' suoi frutti , e per mostrarne la fecondila , li portarono a noi, e dissero : Buona terra quella

Vers. 22. * E veniste da me tutti, e diceste ec. Gli esploratori per verit mandati furono da Mos per ordine di Dio, Niun. xin. \. 11 -, ma sebbene egli condiscendesse alla volont del popolo, mai approv la poca fidanza di questo nelle sue promesse. E l'esito fece vedere, che tale spedizione non veniva dal di lui spirito.

quam Dominus Deus noster daturus est nobis. 26. Et noluistls ascendere, sed increduli ad sermonem Dei nostri , 27. Murmurastis in tabernaculis vestris, atque dixistis : Odit nos Dominus, et idcirco eduxit nos de terra AEgypti, ut traderet nos in manu Amor* rhae, atque deleret. 28. Quo ascendemus? luncii terruerunt cor nostrum, dicentes: Maxima multitudo est, et nobis statura procerior: urbes magnae, et ad coelum use/u munitae : filios Enacim vidimus ibi. 29. Et dixi vobis: Nolite metuere, nec timeatis eos : 30. Dominus Deus, qui ductor est vester, pro vobis ipse pugnabit , sicut focit in A Egypto cunctis videntibus. 31. Et in solitudine {ipse vidisti) portavit

che il Signore Dio nostro vuol dare a noi. 26. Ma voi non voleste andarvi, ma increduli alle parole del Signore Dio nostro, 27. Mormoravate nelle vostre tende, e dicevate : II Signore ci vuol male, e per questo ci ha traiti dalla terra d'Egitto per darci nelle mani degli Amorrhei, e sterminarci. 28. Dove andremo noi ? gli esploratori ci hanno sbigottiti dicendo : La moltitudine grande, e di statura pi alta della nostra : citt grandi e fortificale sino al cielo : noi vi abbiam veduto de' figliuoli di Enacim. 29. E io vi dissi: Ni*n temete, e non abbiate paura di loro : 30. Il Signore Dio, che vostro condottiere, combatter egli stesso per voi, come fece in Egitto a vista di tutti. 31. E nella solitudine ( tu 1' hai veduto ) il

te Dominus Deus tuus, ut solet homo gestre parvulum filium suum, in omni via, per quam ambulastis, donec veniretis ad locum istum. 32. Et nec sic quidem credidstis Domi' no Deo vestro, 33. (i) Qui praecessit vos in via, et metatus est locum , in quo tentoria figere deberetis : nocte ostedens vobis iter per ignem , et die per columnam nubis. 34. Cumque audisset Dominus vocem s ermonum vestrorum, iratus ;uravit, et ait : 35. (2) Non videbit quispiam de hominibus generationzs hujus pessimae terram bonam , quam sub juramento pollicitus sum patribus vestris, 36. Prae ter Caleb filium Jephone : ipse enim videbit eam, et ipsi dabo terram, quam cai(i) Exod. i3. ai. Num. 14. i5.

Signore Dio tuo li ha portato per tutto il tuo viaggio fino ali' arrivo in questo luogo , come suole un uomo portare il piccolo suo fanciullo. 62. E nemmeno con tutto questo voi credeste al Signore Dio vostro, 33. Il quale venuto innanzi a voi nel cammino , e ha misurati i luoghi, ove dovevate piantar le tende , mostrandovi di notte la strada col fuoco, e di giorno colla colonna della nuvola. 34- E avendo il Signore udito il rumor di vostre parole, sdegnato giur , e disse : 35. Nissuno degli uomini di questa generazione pessima vedr quella terra buona , la quale io con giuramento promisi a' padri vostri, 36. Eccetto Caleb figliuolo di Jephone: perocch egli la vedr , e a lui, e a' suoi figliuoli
(2) Num, 14. 23. Ps. g4-

cctvt et filiis ejus, quia dar la terra , che egli secutus est Dominum. ha calcato , perch egli ha seguito il Signore. 37. N dee far mera37. Nec miranda indignatio in populum, viglia lo sdegno di lui cum mihi quoque ira- contro il popolo , mentus Dominus propter tre con me ancora sdevos dixerit: Nec tu in- gnato per cagion vostra il Signore disse: Nepgredieris illuc : pur lu vi entrerai: 38. Ma Gosu figliuo38. Sed Josue filius Nun ministertuus, ipse lo di Nun, tuo miniintrabit pro te : hunc stro, vi entrer egli in exhortare, et robora, et tuo luogo : ammonisciipse sorte terram divi- lo , e fagli coraggio , ed egli divider a sorte la det Israeli. terra ad Israele. 39. I vostri fanciulli, 39. Parvuli vestri, de quibus dixistis,quod dei quali avete detto , captivi ducerentur, et che sarebbero menati filii, qui hodie boni, ac schiavi, e i vostri fimali ignorant distan- gliuoli , che oggi igno/iam, ipsi ingredientur: rano la differenza dal et ipsis dabo terram, et bene al male , eglino vi entreranno : e ad essi possidebunt eam. dar la terra, ed ei la possederanno. 40. Ma voi tornale 40. Fbs autem revertimini, et abite in indietro , e andalevene

Vers. .V. Mentre con me ancora, sdegnato ec. Non dee recar meraviglia , se Dio si adir , e pun le vostre sfacciate mormorazioni, quando io stesso agitato, e tutto sossopra per le vostre querele, avendo alcun poco diffidato della costante protezion del Signore , fui condannato a non mettere i piedi in quel paese.

solitudine-m per viam nel deserto per la stramoris Rubri* da , che mena al mar Rosso. 41. (i) Et respondi41. E voi mi risponstis mihi: Peccavimus deste : Abbiam peccato Domino : ascendemus, contro il Signore : noi et pugnabimus , sic- anderemo, e combatteut praecepit Dominus remo , come ordin il Deus noster. Cumque Signore Do nostro . E instructi arms perge- mentre voi armati di retis in montem, tutto punto v' incamminavate verso il monte, 42. Ait mihi Domi42. Il Signore mi disnus'. Die ad eos : Noli- se : Fa lor sapere , che te ascendere, neque pu- non vadanole non comgnetis, non enim sum battano , perocch io vobiscum, ne cadatis non sono con essi, afcoram inimicis vestris. finch non restino abbattuti appi de' loro nemici. 43. Locutus sum, et 43. Io parlai, e voi non audstis : sed ad- non mi ascoltaste : ma versantes imperio Do- andando contro al comini et tumentes super- mando del Signore, e bia, ascendistis in mon- gonfi di superbia saliste al monte. tem. 44- Itaque egressus 44- Allora 1' AmorAmorrhaeuSi qui iabi- rheo , che abitava nella tabat in montibus, ob- montagna, vi venne viam veniens persecu- incontro , e vi assalt, tus est vos, sicut solent come sogliono assaltare apes persegui : et ceci- le api : e fece strage di
(i) Num. 14- 4-

dit de Seir usque Horma. 45. Cumque reversi ploraretis coram Domino, non audivit vos, nec voci vestrae voluti acq mescere. 46. Sedistis ergo in Cadesbarne multo tempore.

voi da Seir fino ad Horma.

45. E al vostro ritorno piangendo voi dinanzi al Signore , egli non vi ascolt, n volle esaudire le voci vostre. 46. Steste dunque a sedere per lungo tempo a Cadesbarne.

C A P O IL Si rammemorano i benefizii fatti da Dio al popolo. Proibizione d combattere contro Moab , e contro Ammon. finto il re di Sehon , ed occupato il suo paese. i. l_j parlili da quel luogo giungemmo nella solitudine , che mena al mar Rosso, come mi avea detto il Signore : e girammo attorno al monte Seir per molto tempo. 2. Dixitque Dominus 2. E il Signore mi ad me: disse : 3. Sufficit vobis cir3. Abbastanza siete cuire montem istum : andati girando attorno ite contra aquilonem : a questo monte: andale verso settentrione :
Vers. 44- Come sogliono assaltare le api. Coloro che stuzzicano i loro alveari.

1. trofectique inde venimus in solitudine m, quae ducit ad mare Rubrum, sicut mihi dixerat Dominus', et circuvimus montemSeir longo tempore.

4. E tu fa sapere al 4. Et populo praeci" pe> dicens : Transibitis popolo, e digli: Voi per terminos fratrum passerete lungo i convestrorum filiorum E- fini de'vostri fratelli fisau , qui habitant in gliuoli di Esa, che abitano in Seir, e avranSeir, et timebunt vos. no paura di voi. 5. Voi per guardate6. Videte ergo diligenter , ne moveamini vi attentamente di non contra eos : neque enim attaccar briga con essi: dabo vobis de terra eo- perocch della loro terrum , quantum potest ra io non dar a voi unius peds calcare ve* neppur quanto pu calstigium, quia in posses- carne un sol piede, consionem Esau dedi mon- ciossiach il monte di Seir l'ho dato in domitem Seir. nio di Esa. 6. Comprerete a de6. Cibos emetis ab eis pecunia, et comedetis : naro contante da essi aquam emptam haurie- quello che mangerete, e 1' acqua , che attingetis, et bibetis. rete , e berete. 7. Il Signore Dio tuo 7. Dominus Deus tuus benedxit tibi in omni ti ha benedetto in lutopere manuum tuarum: to quello che tu hai innovt iter tuum : quo- trapreso : egli ha avuto modo transieris solitu- cura del tuo viaggio : dinem hanc magnam, (ricordati) come luhai per quadraginta annos trascorsa questa vasta habitans tecum Domi- solitudine per quaran-

Vers. 4- Passerete lungo i confini ec. G* Murnci da principio negarono il passo, ma di poi dovetter permetterlo almeno per gli ultimi confini.

nus Deus tuus, et nihil t' anni dimorando teco il Signore Dio tuo, e ubi defuit. non ti mancato nulla. 8. E quando avemmo 8. Cumque transssemus fratres Jiostros passati i nostri fratelli filios E>sau , qui habi' ifigliuolidiEsa,i quatant in Seir , per viam li abitavano in Seir, per campestrem de Elath, la via piana da Elath, e et de Asiongaber, ve- da Asiongaber , giunnimus ad iter; quod du- gemmo alla strada, che cit in desertum Moab, conduce al deserto di Moab, 9. ( i ) Dixitque Do9. E il Signore mi minus ad me : Non pu- disse : Non istuzzicare gnes contra Moabitas, i Moabiti, e non venir nec ineas adversus eos con essi a battaglia: pepraelium: non enim da- rocch io non ti dar bo ubi quidc/uam de un palino della loro terra eorum, quia filiis terra, perch ho dato Lot tradirti Ar inpos- Ar in dominio a'figliuosessionem* li di Lot. 10. Emim primi fue10. I primi suoi abirunt habitatores ejus, tatori furono gli Emim, populus magnum, et va- popolo grande e valorolidus, et tam excelsus, so , e di tale statura , ut de Enacim stirpe che era n quasi creduti quasi giga//tds crede- giganti della stirpe di rentar, Enacim , 11. Et essent similes 11. E somigliavano i fdiorum Enacim. Detti- figliuoli di Enacim. Fi(i) Num. ai. i3.

Vers. e). Ho dato Ar ec. Ar era la capitale de' Moabiti. Yers. io. * I suoi primi abitatori furono gli Emim. Emim viene a dire terribili, da u vocabolo ebreo, che val terrore.

que Moabita e appellant eos Emim. 12. In Seir autem prius habitaveruntHorrhaei: quibus expulsis, atque deletis, habita" veruni filii Esau, sicut focit Israel in terra possesslonis suae, quam, dedit illi Dominus. 13. Surgentes ergo , ut transiremus torrentem Zared, venimus ad eum. 14 Tempus autem, quo ambulavimus de Cadesbarne usque ad transitum torrentisZared, triginta,et octo a//norumfoit, donec consumeretur omnis generatio hominum bellatorum de castris, sicut /uraverat Dominus : 15. Cujus manus fuit adversum eos, ut in/erirent de castrorum medio. 16. Postquam autem universi ceciderunt pugnatores,

nalmenle i Moabili li chiamano Emim. 12. Ma nel paese di Seir abitarono prima gli Horrhei, e cacciati e distratti questi, lo abitarono i figliuoli di Esa, come ha fatto Israele nella terra , che or possiede, avendogliela dala il Signore. 13. Ci preparammo allora a passare il torrente Zared, dove giungemmo. i4- E il tempo del nostro viaggio da Cade. sbarne fino al passaggio del torrente Zared , fu di trentotto anni, affinch si consumasse dagli alloggiamenti tutta quella generazione di uomini alti alla guerra, conforme avea giuialo il Signore ; 15. La mano del quale agi contro di coloro , facendoli perire in mezzo agli alloggiamenti. 16. Ma dopo che furonomorti tutti quelliche erano atti alla guerra ,

Vera, i?.. Come ha fatto Israele nella terra, che or possiedeNella terra, che apparteneva a'due re Sehon, e O, lu quale era gi stata conquistata dagli hraelili.

17. Loc7itus est Dominus ad me 9 dicens: 18. Tu transibis hodie terminos Moab, urbem nomine Ar : 19. Et accedens in vicin a filioru mAmmon cave, ne pugnes contra eos, nec movearis ad praeliuni'. non enim dabo tibi de terra filiorum Ammon, quia filiis Lot dedi eam in posessionem. 20. Terra gg an tum reputata est: et in ipsa olim habitaverunt gigantes, quos Ammo~ nitae vocant Zomzommim, 21. Populus magnus, et muttus , et procerae longitudinis, sicut Enacm quos delevit Dominus a facie eorum, et fecit illos habitare pro eis,

17. Il vSignore mi parl , e disse : 18. Tu oggi passerai i contni di Moab , e la citt di Ar: 19. E giungendo in vicinanza de'figliuoli di Ammoni, guardali dal far loro guerra, e dalraltaccar mischia: conciossiach io non dar a te veruna parte della terra dei figliuoli di Ammon , perch io la diedi in dominio a'figliuoli di Lot. 20. Ella fu credula terra di giganti: e l'abitarono una volta i giganti detti dagli Ammollili Zomzomniim ,

21. Popolo grande, e numeroso, e di alta statura , come gli Enacim: il Signore gli stermin per mano degli Ammoniti , e questi fece , che vi abitassero in luogo di quelli : 2 2. Scutfeceratfiliis 22. Come avea fallo Esau, qui habitant in pe' figliuoli di Esa, che Seir, delens Horrhae- abitano in Seir, avendo
Vers. ?,o. Detti dagli Ammoniti Zornzommim. Questa parola Zotntommim significa scellerati, bbominevoli. Credcsi che sicno c{ue' medesimi, che sono chiamali Zuzim, Gen. xiv. 5.

os, et terram eorum illis tradens, quam posMeni usque in praesens. 23. Hevaeos quoque, qui habitabant in Haserim usque Gazam, Cappadoces expulerunt: qui egressi de Cappadocia deleverunt eos, et habitaverunt pro illis. 24. Surgite, et transite torrentem Arnon: ecce tradidi in manu tua Sehon regem Hesebon Amorrhaeum : et terram ejus incipe possidere, et committe adversus eum in praelium. 25. Hodie incipiam mittere terrorem, atque formidinem tuam in populos, qui habitant sub omni coelo : ut audito nomine tuo pavea/zt, et in morem parturientium contremiscant, et dolore teneantur.

di strutti gli Horrhe, e la terra di questi dando a quelli, la quale essi occupano sino al d d'oggi. 23. Gli Hevei parimente , i quali abitavano in Haserim fino a Gaza, furono discacciati da' Gappadoci: i quali usciti dalla Gappadocia gli sterminarono, e vi abitarono in luogo di quelli. 24. Su via passale il torrente Arnon : ecco che io ho dato in poter tuo Sehon re di Hese* bon Amorrheo : comincia ad occupare la terra di lui, e fagli guerra. 25. Oggi io principier a far si, che abbian di te paura e spavento i popoli, che stanno sotto qualunque parte del cielo : talmente che ali' udir il tuo nome si sbigottiscano, e tremino, e sieno in affanno a guisa di donna che partorisce.

Vers. ?.3. Gli Hevei furono discacciali da' Cappadoci, Vedi Gen. x. 14'

2<S.Io adunque man26. (i) Misi ergo nuncios de solitudine dai dalla solitudine di Cademotli ad Sehon re- Cademoth ambasciacori gem Hesebon verbis pa- a Sehon re di Hesebon con parole di pace, dicificis, dicens : cendo : 27. Noi passeremo 27. Transibimus per terram tuam , public pel tuo paese , cammigrademur via: non de- neremo per la strada clinabimus neque ad maestra : non torceredexteram, neque ad si- mo n a destra , n a sinistra. nistra/72. 28. Vendici a denaro 28. Alimenta predo vende nobis , ut vesca- contante i viveri per somur : aquam pecunia stentarci : facci pagar tribue , et sic bibemus. l'acqua, che noi bereTantum est, ut nobis mo. Solo permettici il concedas transitum transito 2 g. (S icutfecerun tfi29. ( Come hanno lii Esau , qui liabilant fatto i figliuoli di Esa, in Seir, et Moabitae , che abitano in Seir, e i qui morantur in Ar), Moabiti, che stanno in donec veniamus ad Jor* Ar ), per fino a tanto danem, et transeamus che arriviamo al Giortrram, quam Dominus dano, ed entriamo nelDeus noster daturus la terra, che il Signore Dio nostro dar a noi. est nobis. 30. Non volle Sehon 3 o. Noluitque Sehon rex Hesebon dare nobis re di Hesebon permettransitum ; quia ind- terci il transito; perraverat Dominus Deus ch il Signore Dio tiio tuus spiritum ejus , et aveva indurala la sua obfirmaverat cor illius, mente , e serrato a lui
(i) Num. ai. 21.

Dealer. Fol. III.

ut traderetur in manus \\ uore, affinch egli tuast sicut nunc vides: fosse abbandonato in tuo potere , come oggi tu vedi : 31. (i) DxitqueDo* 31. E il Signore disminus ad me : Ecce se a me : Ecco che io ho eoepi libi (radere Se- principialo a darti Sohon, et terram ejus\ in- hon , e il suo paese; cocipe possidere eam. mincia tu a possederlo. 32. Egressuscjue est 32. E Sehon usc inSehon obviam nobis contro a noi con tutta cum omni populo suo la sua gente per assaad praelium in Jasa. lirci in Jasa. 33. Et tradidit eum 33. E il Signore Dio Dominus Deus noster nostro ce lo die nell'inobis : percussimusc/ue ma ni; e lo ponemmo eum cum filiis .suis, et in rotta co'suoi figliuoom//i populo sjio. li , n con 1 ulta la sui genfe. 34 CuTictasque ur34-E allora prendembes in tempore illo ce- mo tutte le citt, uccisi pimus, interfectis ha- gli abitanti di esse , uobitatoribus earum , vi- mini e donne, e ragazris , ac mulieribus , et zi : non vi lasciammo parvulis : non reliqui- anima viva, mus in eis cjuidquam , 35. Absque jumen tis, 35. Telline i bestiaquae in partem venere mi , che furono predapraedantium, et spoliis ti , e le spoglie delie urbium, quas cepimus, cill , che furono da noi occupale , 36. Ab Aroer, quae 36. Da Aroer, citt est super ripa/n torren- situata in uria valle tis Arnon, oppido^ quod sulla ripa del torrente
(i) Amo* a, g.

in valle situm est, usque Galaad. Non fuit vicus , et civitas , quae nostras effugeret manus : omnes tradidit Dominus Deus noster nobis, 37. Absque terra filiorum Ammon, ad quam non accessimus: et cunctis , quae adjacent torrenti Jabor., et urbibus montanis, universisque locis, a quibus nos prohibuit Dominus Deus noster.

Arnon , sino a Galaad. Non vi fu borgo, o citt , che potesse sol trarsi alla nostra possanza: tutte le diede il Signore Dio noslro a noi, 37. Eccettuata la terra dei figliuoli di Ammon , alla quale non ci accostammo : e tutta la regione adiacente al torrente Jaboc , e le citt della montagna , e tutti i luoghi, da'quali il Signore Dio nostro ci tenne lontani. III.

C A P O

Battaglia contro Og re di Basan : del letto di lu. Porzione delle due trib e mezza , oltre il Giordano. Mos prega, che siagli conceduto di entrare nella terra promessa ; ma Dio glielo niega. Conforta Giosu a debellare gli altri Cananei. i. JL tac/ue conversi ascendimus per iter Basan : (i) egressustjue est Og rex Basan in occursum nobis cum po
(i) JVm. i. 33, Inf 7.9. 7,

i. JL er la qual cosa volgendoci (in altra parte) salimmo per la strada , che va a Basan : e Off r e d i Basan ci si f

pulo suo ad belandum incontro con tutta la in Edrai. sua gente per venire a 2. Dixitqjie Dominus ad me: Ne timeas eum: quia in manu tua tradtus est cum omni populo , ac terra sua : faciesque ei (i) sicut fecisti Sehon regi Amorrhaeorum, qui habitavit in Hesebon. 3. (2) Tradidit ergo "Dominus Deus noster in manibus nostris etiam O g regem Basan, et universum populum ejus ; percussimusque eos usque ad internecionem 4 Fastantes cunctas civitates illius uno tempore: non fuit oppidum, quod nos effugeret', sexaginta urbes , omnem regonem Argob regni O g in Basan.
battaglia in Edrai. 2. il Signore disse a me : Noi temere : perocch egli stalo dato in tuo potete con tutta la sua gente, e colla sua terra : e farai a lui quel che facesti a Sehon re degli Amorrhei, che abitava in Hesebon. 3. Diede adunque il Signore Dio nostro in nostro potere anche Og re di Basan , e tutto il suo popolo : e noi gli uccidemmo dal primo ali' ultimo,

4. Devastando a un tempo tutte le sue citt : non vi fu citt che da noi si salvasse: prendemmo sessanta citt, e tulio il paese di Argob regno di Og, signore di Bashn. 6. Cunctae urbes e5. Tutte le cill eran rant munitae muris ai- difese da mura altiss(\) JVum. 21. 34(ajlbid. 21.35.

Vers. 4- E tutto il paese di Argob. Sopra questo nome di Argb sono varie le congetture degl'interpreti, e tutte incerte: egli certo, che era un paese, o distretto del regno di Og. Alcuni danno a questo nome una derivazione , secondo la quale verrebbe a significare terra grassa, e ci combinerebbe colla notissima fertilit del paese di Dasan.

tissi/wis, portisene et vectibus absque oppidis innumeri,? , quae non habebant muros. 6. Et delevimus eos, sicut feceramus Sehon regi Hesebon , disperdentes omnem civitalem , virosque , ac mulieres, et parvulos , 7. Jumenta autem, et spolia urbium diripuimus. 8. Tulimusque illo in tempore terram de manu duorum regum Amorrhaeorum , qui erant trans Jordanem , a torrente Arnon usque ad montem Herman, 9. (i) Quem Sidoni Sarion voca/zt, et Amor* rhaei Sanirt 10. Omnes civitates, quae sita sunt in piani/ie, et universa/n terram Galaad, et Basan
(i) Infr. 4. 48.

me con porte, e cbntrafforli , oltre gli innumerabili castelli, che eran senza muraglie. 6. E sterminammo quella gente, come avevamo fallo di Sehon re di Hesebon, sterminando in ogni citt uomini e dorine e fanciulli , 7. E menando via i bestiami s e le spoglie delle citt. 8. E occupammo allora la terra posseduta da' due re Amorrhei, che erano di qua dal Giordano, dal torrente Arnon sino al monte Hermon , 9. A cui i Sidoni danno il nome di Sarion, e gli Amorrhei di Sanir : 10. E prendemmo tutte le citt poste in pianura , e tutta la terra di Galaad, e d Ba-

Vers. 5. Oltre g* innumerabili castelli, ec. I LXX oltre le moltissime citt de' Pherezei. Vers. p. 6'ui i Sidoni danno il nome ce. L' Hermon adunque era chiamato Sarion da'Fenici, e Sanir dagli Araorrhei , e nel capo iv. 48. gli dato anche il nome di Sum, ovvero Seon; questi nomi furono imposti da diversi popoli a parti diverse del medesimo monte.

usque ad Selcio, et Edrai, civitates regni O g in B eis an. n.Solus quippe Og rex Basan restiterat de stirpe gigari tum. Manstratur lectus ejus ferreus, qui est in JRabbath filiorum Ammon , novem cubitos liabens ton" gitudinis , et quatuor latitudinis ad mensuram cubiti virilis manus. 12. Terramque possedimus tempore illo ab Aroer, quae est super rpam torrewtisArnon, usque ad mediani partem montis Galaad : et civitates illius (i) rfWi jRuben, et Gad. 13. Relif/uam autem partem Galaad, et omnem Basan regni Og, trddidi mediae tribui
( i ) Niun. 3 2. 29.

san fino a Selcila, ed Edrai, citt del regno di Og in Basan. 11. Perocch Og re di Basan era rimaso egli il solo della stirpe de' giganti. Si mostra il suo letto di ferro, che in Rabbatti citt de'figliuoli di Ammon, che ha nove cubiti di lunghezza,, e quattro di larghezaa , secondo la misura del cubilo ordinario di un uomo. 12. E noi allora occupammo la terra da Aroer , che sulla ripa del lorrenteArnon,sino al mezzo della montagna di Galaad: e ne diedi le citt a Ruben, e a Gacl. 13. E il rimanente del paese di Galaad, e tutto quello di Basan del regno di Og , lo as-

Vers. l i . Era rimano egli solo (iella stirpe de'giganti. Intendesi in quel paese ; perocch in altri luoghi si trovavan tuttora di questi uomini della stirpe de'.Raphaimi. Vedi Gen. xiv. 5., Jot. xv. 14-, i- Paralip. xx. 6. Si mostra il suo letto di ferro , che in JRabbath. Questa citt fu poi detta Philadelphia ( s. Girol., ed Euseb. ) , ed ella era capitale degli Ammoniti , nelle mani de' quali era venuto, non si sa come, quel letto di Og. Sono frequenti presso gli antichi i letti di ferro, di rame, di argento , e sino di oro.

Mantisse, omnem re- segnai a mezza la trib gioneni Argob: cuncta- di Manasse , con inita que Basan vocatiir Ter- la regione di Argob : ra gigantum. lutto il Basa n chiamato Terra dei Giganti. i4- Jair figliuolo di 14- Jair filius Manasse possedt omnem Manasse entr in posregionem Argob usque sesso di tutto il paese ad terminos Gessuri ^ di Argob sino ai confini etMachatL Vocavitque di Gessuri e di Machaex nomine suo Basan, li. E i villaggi di Basan Ha voth-Jair, id est, Vil" chiam col suo nome las Jair, usque in prae- Havoth-Jair, cio Vilsentem diem. laggi di Jair , fino al d d' oggi. Num. 21. 34. 15. Parimente a Ma15. Machir quoque aedi Galaad. chir io diedi Galaad. 16. E alle trib di 16. Et tribubus JRuben et Ga^ dedi de Ruben e di Gad diedi terra Galaad usque ad del paese di Galaad sino torrentem Arnon me- al torrente Arnon la dium torrends, et con- met del torrente , e il fi nium use/u ad tor- terreno adiacente sino rentem Jaoc, qui est al torrente Jaboc , che termimis fdiorum Am- confina coi figliuoli di Ammon : .' mn : 17. E la pianura del 17. Et planitiem solitudins, atque Jorda- deserto intorno al Gior* nem, et terminos Cene- dano, e il terreno , che reth usque ad mare de- confina con Cenere th siVera- 14- Jair figliuolo di Manctfse. Jair della trib d Mantisse. Gessuri e Machati eran due citt situate appi dell' tlcrmon. Fino al (ti d'oggi. Pot parlare in tal guisa Mos, quantunque non fossero corsi, se non alcuni mesi, dacch Jair nvca dalo a qne' villaggi il suo nome. Vcrs. 15. A Machir io diedi eo. Affiglinoli, o nipoti di Machir,

serti, quod est salsis- no al mar del deserto , simum, ad radices che grandemente samonts Phasga contra lato , e sino alle falde del monte Phasga verso erientem. l'oriente. 18. Praecepique vo18. E io allora ordbis in tempore Uto di- nai, e dissi loro: II Sicens : Dominus Deus gnore Dio vostro d a vester dat vobis terram voi questa terra in erehanc in hereditatem : dit : voi tutti uomini expediti praeceditefra- robusti andate armati tres vestrosfilios Israel innanzi a' vostri fratelli figliuoli d'Israele, omnes viri robusti, 19. Senza le mogli, e 19. Absque uxoribus, et parvulis , atque ju- i fanciulli, e i bestiami. mentis. Novi enim quod Perocch io so, che aveplura habeatis pecora, te molti greggi, e queet in urbibus remanere sti dovran rimanere neldebebunt, quas tradidi le citt , che io vi ho date, vobis, 20. Sino a tanto che 20. Donec requiem tribuat Dominus fratri- il Signore dia riposo a* bus vestris sicut vobis vostri fratelli, come lo tribut, et possideant ho dato a voi, ed egliipsi etiam terram, quam no pure sien padroni daturus est eis trans della terra , che egli ad Jordanem : tunc rever- essi dar oltre il Giortetur unusquisque in dano : allora ognuno di possessionem suam , voi torner nelle sue pos'quam dedi vobis. sessioni, che io vi ho date.

\ i . I

* j

Vers. ir. Fino al mar del de/erto, che i grandemente lalato. Fino al mare Morto. Cenereth Genesareth, ovvero il mare di Galilea, altrimenti detto di Tiberiade. Vedi Num, \\\\\. 11.

21. (i ) Josue quoque in tempore Uto praecepi, dicens : Oculi tui viderunt , quae focit Dominus Deus ves ter duobus his regibus \ sic faciet omnibus regnis, ad quae transiturus es. 22. Ne timeas eos: Dominus enim Deus vester pugnabit pro vobis. iS.Precatusque sum Dominum in tempore illo , dicens : 24. Domine Deus, tu coepisti estendere servo tuo magnitudinem tuam , manumc/ue fortissimam : neque enim est alius Deus vel in coelo , vel in terra , qui possi/fodere opera tua, et comparare fortitudini tuae. 26. Transigo igitur, et videbo terram hanc optimam trans Jorda71em , et montem is/um egregium, et Libanum.
(i) Num. 27. 18.

21. E allora eziandio avvertii Giosue , dicendogli: Gli occhi tuoi ban veduto quel che ha fatto il Signore Dio vostro a que' due regi; lo s Lesso far egli a lutti i reami, rie' quali tu entrerai. 22. Non li temere : perocch il Signore Dio vostro combatter per voi. 25. E io pregai allora il Signore , e dissi : 24. Signore Dio, lu hai principiato a far conoscere al tuo servo la tua grandezza, e la possanza della tua mano : conciossiach non vi ha altro Dio , o in cielo , o in terra, che possa fare quel che fai tu, e paragonarsi a te in fortezza. 26. Io adunque passer a vedere quella terra s buona di l dal Giordano , e quel monte egregio, e il Libano.

Vers. a5. Io adunque passero a vedere ec. Vale a dire: permettimi, o Signore, di passare a veder da viciuo quella terra per

4*

26. Iratus que est Dominus mihi propter vos, nec exaudivil me , sed dxit mihi: SuJ^cit-tibi; nequaquam ultra loquaris de hac re ad me. 27. Ascende cacumen Phasgae , et oculos t/,os circumfer ad occidente/??, et ad aquilonem, austrz/mque, et orientem, et aspice: (i) nec e//im transibis 3 ordanem istum. 28. Praecipe Jo sue , et corrobora eum, atque confortai quia ipse praecedei populum istum , et dividet eis terram , quam visurus es.

26. E il Signore si adir meco a causa di voi, e non mi esaud, e mi disse : Ti basti questo; non parlarmi mai pi di tal cosa. 27.Monta sulla vetta del Phasga , e gira Y occhio ad occidente , e a settentrione, a mezzod, e ad oriente , e osserva : {^rocche tu non passerai quel Giordano.

28. D i tuoi documenti a Giosu, e fortificalo , e ispira a lui coraggio : perocch egli andr innanzi a questo popolo, e gli distribuir la terra, cui tu vedrai. 29. Mansimusque in 29. E noi ci fermamvalle contrafanum Pho- mo nella valle dirimpetgor. to al tempio di Phogor.
fi;in/r.3i.% et34. 4-

cui ho faticato tanto, e sofferto per tanti anni, quella terra si felice , e quel monte famoso , cio il Moria, celebre pel sacrifizio d'Isacco , e sul qual monte io so , che sar un di il tuo tempio. Notisi, che il monte egregio , e il Libano in questo luogo significano la stessa cosa, come vedesi da altri luoghi delle Scritture, dove il monte del tempio detto Libano. Vedi s. G ir 1, sal

C A P O IV.

Mos esorta il popolo ad osservare i comanda' menti di Dio , s col rammentare i benefizii di Dio , e s coli3 esaltare lo stesso popolo. Minacce contra i prevaricatori : proibizione di qualunque immagine die pu indurre ali5 idolatria. Predice la sua morte ; e separa tre citt oltre il Giordano per gli omicidii involontarii e casuali. 1. jC/t nunc, Israeli andi praecepta , et judicio. , quae -ego doceo te, utfaciens ea, vivas, et ingredienspossideas tcrram^ quam. Dominus Deuspatrum vestrorum daturus est vobis. 2. Non addets ad verbum, quod vobis lof/uor, nec auforetis ex eo : custodite mandata Domini Dei vestri, quae egopraecipio vobis.
1. V_/r adunque ascolta, o. Israele , i riti, e le leggi che io t'insegno, affinch osservandoli tu abbi vita, ed entri al possesso della terra che il Signore Dio dei padri vostri dar a voi. 2. Non aggiungerete, n toglierete alla parola ch' io vi annunzio: osservate i comandamenti del Signore Dio vostro , i quali io intimo a voi.

Vers. 2. Non aggiungente, n toglierete alla parola, che io vi annunzio. Questa proibizione non fa nulla n contro la tradizione , che interpreta quel che scritto, n contro i precetti umani, i quali sono siepe alla legge per impedirne la violazione. Togliere vuol dire non far quel che comandato ; aggiungere vuol dire far diversamente da quel che comandato : cosi un dotto interprete non sospetto a' protestanti. Bisognerebbe di fatto secondo costoro condannare non solo Giosu , il quale molte cose ordin in appresso , ma ancor Ges Cristo , e gli Apostoli, e anche lo stesso Mos, il quale cap. svii, io., comand, che si obbedisse agli ordini del sommo sacerdote , sotto pena di morte cap, xvu, 12.

3. (i) Oculi vestri viderunt omnia, quae focit Dominus contra Beelphegor, quomodo contriverit omnes cultores ejus de medio vestri. 4- Vos autem, qui adhaeretis D omino D eo vestro, vivitis universi usque in praesentem diem, 5. Scitis, quod docuerim vos praecepta, atque justitias, sicut mandavit mihi Dominus Deus meus: sic facietis ea in terra, quam possessuri estis, 6. Et'observabitis, et mplebitis opere. Haec est enim vestra sapientia, et intellectus coram populis, ut audientes universa praecepta haec, dcant: En populus sapiens , et intellgens , gens magna.

3. Gli occhi vostri hanno veduto tutto quello che il Signore ha fatto contro Beelphegor , come egli ha annichilali tutti i*suoi adoratori dintorno a voi. 4- E voi, che state uniti col Signore Dio voslro , siete tutti in vita fino a questo di, 5. Voi sapete , come io vi ho insegnati i precetti, e i riti, quali il Signore Dio mio a me gl'intimo: cosi voi li metterete in esecuzione nella terra, che siete per passedere, 6. E gli osserverete , e li ridurrete ad effetto. Imperocch qui sta la vostra sapienza, e la prudenza al cospetto delle nazioni, affinch queste udendo raccontare tutti questi comandamenti , dicano : Ecco un popolo saggio e prudente, popolo grande.

(i} JSTum, 25. 4Vers. 6. Oui sta la vostra sapienza. Sapientissime quel popolo , che teme Dio, e alle sue leggi obbedisce. Gli autori stessi jprofaui, non molto portati a favorire i Giudei, non han potuto

7 Nec est alia natio tam grandis, quae habeai deos appropinquantes sibi, sicut Deus noster adest cunctis obsecrationibus nostris. 8. Quae est e;zim alia gens sic inclita, ut habeatcaeremonias, justaque judicia , et universam legem, quam egoproponam hodie ante ocu/os vestros? \ 9. Custodi igitur temetipsum, et animam ttym so/licite. Ne obliviscaris verborum, quae viderunt oculi tu i, et ne excidant de corde tuo cunctis diebus vitae tuae. Docebis ea fi/ios, ac nepotes tuos,

7. Non v' ha certo altra nazione, per grande ch' ella sia, la quale tanto vicini a s abbia i suoi dei, come il Dio nostro' presente a tutte le nostre preghiere. 8. Imperocch qual altra nazione v' ha egli cotanto illustre, che abbia e ceremonie, e regole di giustizia , e tutta la legge, quale quella che io esporr oggi dinanzi agli occhi vostri ? 9. Custodisci adunque te stesso, e l'anima tua con sollecitudine. Non ti dimenticare delle cose, che gli occhi tuoi han vedute, e non escano dal cuor tuo per tutti i giorni della tua vita. Tu le racconterai a' tuoi figliuoli e nipoti

fare a meno di lodare la purit del loro culto, e la fedelt nel1' osservanza delle loro leggi. Vers. 7. Non v' ha certo altra, nazione ec. Nissun' altra nazione ha tanto familiari con s i suoi falsi dei, e i demoni, come con noi familiare il solo vero Dio , che risiede tra noi nel suo tabernacolo , donde astolta le nostre preghiere , provvede a' no^ stri bisogni, ci assiste , ci protegge , e ci ricolma dei suoi favor. A gran ragione queste parole furono applicate a celebrare 1' incomparabil privilegio del popolo cristiano , il quale ha sempre seco i| suo Dio nell' adorabil Sacramento dell' altare.

i o. A die, in quo st- tisti coram Domino Deo tuo in Horeb, quando Dominus locutus est mihi, dicens\ Congrega ad me populum , ut audiant sermones meos , et discant timere me omni tempore , quo vivunt in terra, doceantqu filios suos. 11. Et accessistis ad radices monts, qui ardebat usque ad coelum: erantqueineo tenebrae, et nubes, et caligo. i a. Locutusque est Dominus ad vos de medio ignis. Vocem ver\borum ejus audistis^ et formam penitus non vidistis. t3. (i) Et ostendit vobis pactum suum, quod'praecepit, utfaceretis, et decem verba, quae scripsit in duabus tabulis lapideis. 14. Mihique manda* Dit in illo tempore, ut docerem vos caeremo-

10. Cominciando dal giorno, in cui tu fosti dinanzi al tuo Dio a Horeb , allorch il Signore parlommi , e disse : Raduna a me il popolo , affinch odan le mie parole, e imparino a temermi per tulio il tempo, che vivono sulla terra , e ci insegnino a'ioro figliuoli. 11. E voi vi appressaste alle falde del mnte , il quale ardeva infino al cielo : ed era circondalo da una tenebrosa nuvola e da caligine. 12. E il Signore parl a voi di mez>7,o al fuoco. Voi udiste sua voce, ma non vedeste figura alcuna. 13. Ed ei notific a voi la sua alleanza , la quale vi ordin di custodir e , e i dieci comandamenti , ch' egli scrisse in due tavole di pietra. i4-E a me ordin allora , che v' insegnassi le cerimonie e le leggi,

(i) Exod. ao. 21. 22, ei z3. capii.

nias , et judica , quae facere deberets in terra , quam possessuri estis. 15. Custodite igitur sollicite animas vestras. No?i vidistis aliquam similitudinem in die, qua locutus est vobis Dominus in Hor eo de medio ig/zis : 16. Ne forte decepti faciatis vobis sculptam similitudinem, aut imag7tem masculi, velfeminae, 17. Similitudinem omnium jumentorum , quae sunt super terram, velavium sub coelo volan/ium, 18. Atque reptilium, quae moventur in terra, sive piscium, qui sub terra morantur in aquis : 19. Ne forte elevatis oculis ad coelum, videas solem, et lunam 9 et omnia astra coeli, et errore deceptus adores ea, et tolas, quae creavit Dominus Deus tuus in ministerium cunctis

che dovevate osservare nella terra, di cui avrete il dominio. 15. Custodite adunque con molla cura le anime vostre. Voi non vedeste figura alcuna in quel giorno, in cui il Signore parlovvi dall'Horeb di mezzo al fuoco : 16. Badate, che sgraziatamente ingannati non vi formiate rappresentanza scolpita , od immagine di uomo, o di donna, 17. O immagine di qualunque animale di quei che sono sulla ter-' ra, o di uccelli, che volano sotto del cielo , 18. O di re Itili r che strisciano sopra la terra, o di pesci, i quali sfanno sotterra nelle acque: 19. Che a caso alzando gli occhi al cielo , e vedendo il sole , e la luna , e tutte le stelle del cielo y tu non l'induca ingannato &d adorarle , e a render cullo a queste cose create dal Si-

gtibust qua sub eoe- gnore Dio tuo in servgio di tutte le genti, lo sunt. che sono sotto del cielo. 20. Vos autem tulit 20. Ma il Signore vi Dominus, et eduxitde prese , e vi trasse dalla fornace ferrea AEgy- fornace ferrea dell'Egitpti, z/t haberet populum to per avere un popolo, hereditarium, sicut est che fosse sua eredit , i praesenti die. come avviene al d d'og21. (i) Iratusque est Dominus contra me propter sermone s vestros, et ;uravit, ut non transirem Jordanem, Tzec ingrederer terram optimam, quam daturus est vobis. 22. Ecce morior in hac humo, non transibo Jordanem: vos transiitis, et possidebitis terram egregiam. 23. Cave, ne quando obliviscaris pacti Domini Dei tui, qod pepigtt tecum : et focias
(i)Supr. i.3 7 . Vers. 19. A render culto a queste cote create . in servgio di tutte le genti, ec. Queste parole pongono in chiaro lume l'ingratitudine , e la stoltezza di quegli uomini, i quali 1' onore dovuto al solo creatore trasportarono al sole , alla luna , alle stelle fatte da lui per servire a' vantaggi degli uomini. Ma osservisi da tutta questa descrizione di Mos fino a qual segno si fosse gi impossessata del mondo ogni maniera d' idolatria. Vera. ao. * Fornace/erre^. Fornace di ferro, da ferro.

si sdegn meco a causa delle vostre parole, e giur , che io non passerei il Giordano, e non entrerei nella terra ottima, che egli dar a voi. 22. Ecco che io muojo in questo luogo, non passer il Giordano: voi lo passerete, e sarete padroni di un bel paese. 23. Bada di non dimenticarti giammai del patto, che il Signore Dio tuo ha fermato con

s1-21. Ora il Signore

ubi sculptam similitu- te: e di non farti immadinem eorum, quae fie- gine scolpila di quelle ri Dominus prohibuit : cose, delle quali il Signore ti ha vietalo di farne : 24. (i) Quia Domi' 24-Perocch il Signonus Deus tuus ignis re Dio tuo un fuoco consumens est, Deus divoratore , un Dio geaemulator. loso. 25. Si genueritis fis 5. Se dopo aver avulios, ac nepotes, et mo- ti e figliuoli e nipoti, rati fuerids in terra, ed aver passato assai deceptique foceritis vo- tempo in questa terra, bis aliquam similitudi- voi ingannali vi formeTZ e m, patrantes malum rete alcuna immagine, coram Domino Deo ve- facendo cosa rea dinanstro , ut eum ad iracun- zi al Signore Dio vostro, diam provocetis : onde a sdegno lo provochiate : 26. Testes invoco ho26. In testimoni io die coelum et terroni, chiamo oggi il cielo e cito perituros vos esse la terra , come ben prede terra, quam, transi- sto sarete espulsi da to Jordane, possessuri quel paese , di cui, pasestis : non habitabitis sato il Giordano, en( i) Hbr. 12. 29. Vers. 4- * # Signore Dio tuo n fuoco divoratore. Avendosi comunemente una grande idea della forza del fuoco, e non si conoscendo sostanza che gli stia a petto , bene si rassomiglia 1' attivit della divina Giustizia contro de' peccatori alla violenza di tale elemento. Di pili anco al fuoco, che illumina , e dissipa il buio pu dirsi simile Dio , che G luce , n vi sono tenebre in lui. i. Joan. i. v. 5. Vers. a5. Se dopo ... aver pastaio assai tempo in quella terra, ec. Gli Ebrei osservano, accennarsi qui il tempo, che scorse da Mos fino alla cattivit di Babilonia, che dicono essere di 85a. anni.

in ea longo tempore, trerete in possesso: voi sed delebit vos Domi' non vi starete per lungo tempo , ma vi sterminer il Signore , 27. E vi disperger tra tutte le nazioni: e rimarrete in piccol numero tra le genti, dove il Signore vi condurr. 28. E ivi servirete a dei fabbricati da mano di uomo, al legno , e alla pietra , che non veggono , e non odono , e non mangiano, e non fiutano. 29. Ma quando in quei luoghi cercherai il Signore Dio luo, lo troverai; se per con tutto il cuore lo cercherai, e cori tutta la contrizione dell' anima tua. 30. Dopo ebe ti saranno avvenute tutte queste cose predette , al1' ultimo tornerai al Signore Dio tuo , e udirai la sua voce. 31. Perocch Dio misericordioso egli il Signore Dio tuo : egli non
Vers. 3o. * Tutte queste cose predette. Tutti questi mali predetti.

te, nec omnino deleb.it, neque obliviscetur pa~ cti, in quo juravit patribus tuis. 32. Interroga de die bus antiquis , qui fuerunt ante le ex die, quo creavit Deus homnem super terram, a summo coelo usque ad summum ejus , si jacta est aliquando hujuscemodi res, aut nunquam cogntum est, 35. Ut audiret p opulus vocem Dei loquentis de medio igns, sicut tu audisti , et vixisti : 34- Si fecit Deus , ut ingrederetur, et tollerct sibi gentem de medio nationuin per tentatio/zes , signa , atque por-' tenta , per pugnam , et robustam manum, extentumque brachium, e horrlbiles visiones, juxta omnia , quae focit pro vobis Dominus Deus vester in AEgypto j videntibus oculis tuis :

li abbandoner , n ti slermiuer tolalineriie, e non si dimenticher del palio fermalo con giuramento co' padri tuoi. 32. Informati de'tempi antichi, che furono prima di te dal giorno , in cui Dio cre 1' uomo sopra la terra, da un punto del cielo sino al! opposi a parte, se mai cosa tale sia avvenuta, o siasi intesa, 33. Che un popolo abbia udita la voce di Dio parlante di mezzo alle fiamme , come tu la udisti, e non perdesti la vita : 34. Che Dio sia venuto a prendersi un popolo tra le nazioni per mezzo di tentazioni, di segni, e di portenti, per via di combattimenti > con fortezza grande con braccio steso , con visioni orrende, e con tulle quelle cose , che il Signore Dio vostro fece per voi in Egitto sotto gli. occhi tuoi ;

35. Ut scires , quoniam Dominus ipse est Deus , et non est alius praeter eum. 36. De coelo te focit audire vocem suam , ut doceret te , et in terra ostendit tibiignem suum maximum , et audisti verba illius de medio ignis: 37. Quia dilexit patres tuos , et elegit semen eorum post eos. (i) Eduxitque te praecedens in virtute sua magna ex Egypto, 38. Ut deleret nato /res maximas, et/rtiores te in introito tuo: et introdmeret te, darei" que tibi terram earum in possessione?, sicut cernis in praesenti die Sp. Scito ergo hodie, et cogitato in Corde tuo, quod Dominus ipse sit
(i} Exod. 13. a i;

35. Affinch tu conoscessi , che il Signore egli Dio , e altro non hawene fuori di lui. 36. Ti f' udir la sua voce dal cielo per ammaestrarti, e sulla terra ti f' vedere il suo fuoco grandissimo, e tu udisti sua voce di mezzo al fuoco: 37. Perch am i padri tuoi, e i loro discenti elesse dopo di loro. E andando innanzi a te colla possanza sua grande, ti cav dall'Egilto, 38. Per isterminare alla tua venuta nazioni grandissime, e pi forti di te, e introdurti nel loro paese, e dartene il dominio , come al giorno d' oggi tu vedi. 39. Conosci adunque in quest'oggi, e ripensa in cuor tuo, che il

Vers. 34- Per mezzo di tentazioni. Queste tentazioni'intenderei, che fossero le stranezze, e i pessimi trattamenti fatti agli Ebrei nell'Egitto, per mezzo de'quali gli and Dio preparando e disponendo a sottomettersi a tutti i suoi voleri, e a seguirlo nel pericoloso e lungo viaggio dall' Egitto alla terra di Ganaan. Con visioni orrende. Parla degli orribili spettri, che vedevano gli Egiziani ne' tre giorni di tenebre, Sap. xvii. 8. g. i o.

Deus in coelo sunsum , Signore medesimo gli et in terra deorsum, et Dio lass in cielo, e non sit alius. quaggi in terra, e non ve n'ha alcun altro. 40. Custodi praccepta 40. Osserva i suoi inejus , atque mandata , segnamenti , e comanquae ego praecipio tibi, di , che io ti annunzio , ut bene sit tibi, et filiis affinch sii felice tu, e i tuis post te , et pernia- tuoi figliuoli dopo di te, neas multo tempore su- e resti per lungo tempo per terram , quam Do- nel paese , il quale sar minus Deus tuus datu- dato a le dal Signore rus est tibi. Dio tuo. 41. ( i ) Tunc separa41. Allora Mos detervit Moyses tres civita- min tre citt di l dal tes trans Jordanem ad Giordano verso levante, orientalpm plagam. 42. lft confugiat ad 42. Onde chi non voeas, q/JM occiderit no- lendo avesse ucciso il lens proximum suum, suo prossimo senza che nec sibi fuerit inimicus uno, o due .giorni priante unum, et alterum ma gli fosse nimico, diem, et ad harum ali- trovasse rifugio e scamquam urbium possit po in alcuna di queste evadere. citt. 43. (2) Bosor in so45. Bosor nel deserto litudine , quae sita est situata in una pianura in terra campestri de della trib di Ruben ; e trib Ruben; et Ramoth Ramoth in Galaad apin Galaad, quae est in partenente alla trib di trib Gad y et Golan in Gad ; e Golan in Basan, Basan , quae est in tri- la quale della trib di Manasse. b Manasse,

(i)IVH. 35.6. 14.

(?.) Jor. 9.0. 8,

44-fota est lex, quam proposuit Moyses coram filiis Israel. 45. Et haec testimonia , et ceremoniae, atque judica, quae locu/7/s est adfilios Israel, quando egressi sunt de AEgypto, 46. Trans Jordanem in valle contra fanum Phogor in terra Sehon regis Amorrhaei, qui hrtbitavit in Hesebon, quem percussit Moyses. Filii quoque Israel <?gressi ex AEypto 47 Possederunt terram e/us, et terrani O g regis Basan, duorum regum Amorrhaeorum, qui erant trans Jordanem ad solis ortum : 48. Ab Aroer, quae sita est super ripam torrends Arnon usque ad montem Sian , qui est et Herman, 4.9. Omnem planitieni trans Jordanem ad orientale/ plagam usque ad mare sollitudi/?is , et usque ad radi* cts montis Phasga,

44- Questa la legge esposta !da Mos a' figliuoli d Israele. 45. E questi sono i precetti e le cerimonie , e le leggi, le quali egli intim ai figliuoli d'Israele , dopo che furono usciti dall'Egitto, 46.D l dal Giordano nella valle dirimpetto al tempio di Phogor nella terra di Sehon re degli Amorrhei, il quale abit in Hesebon, e fu vinto da Mos. Or i figliuoli d? Israele usciti dall'Egitto 47. Occuparono le terre dilu, e la terra di Og re di Basan , due re Amorrhei, che slavan di l dal Giordano a levante : 48. Da Aroer , che situata sulla ripa del torrente Amori sino al monte Sion , che dicesi anche Hermon, 49- Cio tutta la pianura orientale di l del Giordano fino al mare del deserto, e fino alle falde del monte Phasga.

C A P O V. Ripetizione e sposizione de' precetti del Decalngo. Del timore, che ebbero g Israeliti ali' udire la voce di Dio, e al vedere ardere il monte nella promulgazione della legge. i. r ocavitque Moyses omnem Israelem, et dixit ad eum : Audi, Israel^ caeremonias, at<j u judicio,, quae ego loquor in auribus vestris hodie : discite ea, et opere complete* i.Dom7ius Deus noster pepigit nobis cum foedus in Horeb. 3. Non cum patribus nostris iniit pactum, sed Jtobiscum , qui impraesentiarum surnus, et vivimus. 4- Facie ad faciem locutus est nobis in monte de medio ignis. 1. JL IVTos convoc tutto Israele , e gli disse : Ascolla, o Israele, le ceremonie , e le leggi, le quali io intimo alle voslre orecchie : imparatele , e mettetele in pratica. 2. Il Signore Dio nostro ha fermato un patio con noi in Horeb. o. Non fo'pacri nostri ferm egli questo palt , ma con noi, che or siamo e viviamo. 4. Egli ci parl faccia a faccia dal monte di mezzo al fuoco.

Vers. 3. Non co'padri noslri ... ma con noi, ec. 11 patto , che Dio fermo sul Sina , lo fermo non co' padri nostri , che eran gi morti, ma con noi: imperocch , come not s. Agostino, moltissimi eran davanti a Mos , i quali ancor giovinetti avevan udito la voce di Dio, che parlava sull'Horcb , dove diede la legge ; l'avevano udita tutti quelli, i quali a quel tempo non avevano ancora venti anni. Vers. 4- Ci parl faccia a faccia. Ci parl in maniera cosi chiara e sensibile, che non ci lasciava luogo di dubitare } che fosse presente e^ii stesso , e parlasse.

6. Io il Signore Dio tuo, che ti condussi fuor della terra di Egitto , della casa di schiavit. 7. Non avrai altri dei 7. (2) Non habebis deos alienos in conspe- in mio confronto. ctu meo. 8. (3)-No7* focies ti8. Non ti formerai bi sculptile, nec simili" statua, o figura di alcutudinem omnium > quae na delle* cose , che sono in coelo sunt desuper, lass in cielo 4 n di et quae in terra deor- quelle che sono quaggi sum], et quae versantur in terra, o abitano nelin aquis sub terra. le acque sotto la terra. 9.Non le adorerai, n 9. (4) Non adorabis ea , et non coles. Ego renderai loro verun cul(\) (>.) (3) (4} Exod. Exod. Exod. Exod. 20. ?.. Lev. 26. i. Ps. So. 11. 20. 4. Ps. 8o. io. 20. 3. Lev. 26. i. Ps. 96. 7. 34. 14.

6. Ego sequester, et mediusfui inter Dominum et vos in tempore illo, ut annuntiarem vobis verba ejus: timui* stis enim ignem, et non ascendistis in montem; etait: 6. (i) Ego Dominus Deus tuus , qui eduxi te de terra AEgypti, de domo servitutis.

5. Io fui allora interprete e mediatore tra '1 Signore e voi per annunziarvi le sue parole: perch voi temeste quel fuoco, e non saliste al monte. Or egli disse :

Vers. 5. * fo fui allora interprete, e mediatore tra il Signore e voi. Mos, eccellente figura di Cristo, fu mediatore tra il popolo d'Israele, e Dio, non solo perch riferiva agli Ebrei quanto egli esgeva da loro : ma perch ancora sovente interponendosi fra l'ingrata e contumace nazione e l'ira divina, impedivale di vendicarsene appieno. Per l'infinita distanza /pero fra la figura d i] figurato pot dir Paolo I. Tim. n. v. 5.: Uno il mediatore tra Dio e gli uomini Cristo Geu. Vedi quello che ivi annotammo.

enim sum Dominus Deus tuus: Deus aemulator ^ reddens iniquitatem patrum super filios in tertiam, et quarta/72 generationem his, qui oderunt me ; i o. Etfociens miseri" cordiam in multa millia diligentius me, et custodientibus praece* pta mea. 11. (i) Non usurpabis nomen Domini Dei tui frustra : quia non erit impunitus , qui super re vana nomen ejus assumpserit. 12.0 Jy serva diem s abbati ut sanctifices eum, sicut praecepit libi Dominus Deus tuus. 13. Sex diebus ope raberis, et facies omnia opera tua. \ 4. ( 2) Septimus dies sabbati est, id est re(juies Domini Dei tui. Non facies in eo quid-

Io. Perocch io sono il Signore Dio tuo : Do geloso, che punisco l'in- < iquit de' padri sopra i figliuoli sino alla terza , e alla quarta generazione di coloro, che mi odiano : 10. E fo misericordia per molte migliaia d generazioni a coloro, che mi amano , e osservano i miei comandamenti. 11. Non prenderai il nome del Signore Dio tuo invano : perocch non andr impunito chiunque per una cosa vana avr adoprato il nome di lui. 12. Osserva il giorno di sabato per santificarlo , come ti ordin il Signore Dio tuo. 13. Sei giorni lavorerai , e farai tutto quello che ti occorre. 14. Il settimo giorno egli il sabato, vale a dire la requie del Signore Dio tuo. In esso non

(i) Exod. 20. 7. Lev. 19. 12. Matili. 5. 33. (?.) Gen. 2. 2. xod. 20' io. Hebr. 4- 4-

Deuter. Vol. 111.

16

quam operis tu, et filius tuus, etfilia, servus, et andila, et bos , et asinus, et omne jumentum triumt et peregrinus, qui est intra portas tuas, ut requiescat servus tuws, et andila tua, sicut et tu. 15. Memento, quod et ipse servieris in. AEgypto, et duxerit te inde Dominus Deus tuus i/2 manu forti , e/ brachio extento Idcirco praecept tibi, ut observares diem sabbati. 16. (i) Honora patrem tuum, et matre/n, sicut praecepit tibi Dominus Deus tuus, t longo vivas tempore, et be//e sit tibi in terra, quam Dominus Deus tuus daturus est tibi. 17. Non ocddes. 18. Neque maecha^eris.

farai alcun lavoro tu , e il tuo figliuolo, e la figliuola , il servo, e la serva , e il bue , e 1' asino , e tutte le lue bestie , e il forestiero , che sta dentra le tue por I e, affinch abbia requie il tuo servo, e la tua serva , come anche tu. 15. Ricordati, che tu pur fosti servo in Egitto , e di l li trasse il Signore Dio tuo con mano possente, e braccio disteso. Per questo ei ti comand di ricordarti del giorno di sabato. 16. Onora fl padre tuo, e la madre , come ti ordin il Signore Dio tuo, affinch tu viva lungamente, e sii felice sopra la terra , di cui il Signo* re Dio tuo li dar il dominio. 17. Non ammazzare. 1$. Non fornicare.

(\) Ex od. 20. 12. Ecc li. 3, g. Mattk. 15. 4- Mare. 7. i o. fcpher. 6. a. Vers. 15. Per questo ei li comando ec. L'osservanza della leg*e dei sabato avca per fine di richiamare in tal giorno alla memoria i benefizii fatti da Dio al suo popolo, e di conservare, e nudare Io spirito di piet e di religione.

19. Furtumque non facies. 20. Nec loqueris contra proximum tuumfolsum testimonium. 21. ( i) Non concupisces uxorem proximi ti ; non domum , non agrum, non servum , no/* ancillam, non bovem , non asinum , et universa, quae illius sw/zt. 22. Haec verba locutus est Dominus ad omnem multitudinem vestram in monte de medio ignis , et nubis , et caliginis voce magna , nihil addens amplius \ et scripsit ea in duabus tabulis lapideis, quas tradidit mihi. a3. Fbs autem, postquam audistis vocem de medio tenebrarum, et montem ardere vidistis, accessistis ad me omnes principes tribuum, et majores nati) atque dixistis :
(i) Matth, 5, 28. Rom. 7. 7.

.19. Non rubare. 20. Non dire il Yalso testimonio conlro il prossimo tuo. 21. Non desiderare la moglie del prossimo tuo ; non la casa , non il podere , non il servo , non la serva, non il bue , non 1' asino , non alcuna cosa di tutte quelle che a lui appartengono. 22. Queste parole disse il Signore a tutta la vostra adunanza sul moni e di mezzo al fuoco , e alla nuvola, e alla caligine <son voce grande , e non aggiunse nulla di pi : e le scrisse su due tavole di pietra, le quali ei diede a me. 23. Ma voi dopo ave- re udita quella voce di mezzo alle tenebre, e dopo aver veduto ardere il monte, veniste da me voi tutti principi delle trib, e seniori, e diceste :

24. Ecce ostendit nobis Dominus Deus noster majestatem^ et magnitudinem suam : vocer ejus audivimus de medio ignis : et proba" vimus hodie , quod lofluente Deo cum homine, vixerit homo. 25. Cur ergo moriemur, et devorabit nos ignis hic maximus? Si enim audierimus ultra vocem Domini Dei nostri , moriemur. 26. Quid est omnis caro, ut audiat vocem viventis, qui de medio ignis loquitur^ sicut nos audivimus i et possit vivere ? 27. Tu magis accede, et audi cuncta, quae dixerit Dominus Deus noster tibi: loquerisque ad nos , et nos audientes faciemus ea. 28. Quod cum audisset Dominus, ait ad me : Audivi vocem verLorum populi hujus, quae locuti sunt : bene omnia sunt locuti.

2/j. Ecco che il Signore Dio nostro ci ha fatto conoscere la sua maest e grandezza: abbiamo udito la sua voce di mezzo al fuoco, e abbiamo oggi fatto prova, che parlando Dio a un uomo, l'uomo sia rimaso in vita. 25. Ma perch morremo noi, e sarem divorati da quel gran fuoco ? Imperocch, se udiremo un poco pi la voce del Signore Dio nostro, noi morremo. 26. Che egli l'uomo , chiunque egli sia, che possa udire la voce di Dio vivente, che parla di mezzo al fuoco, come l'abbiamo udita noi, e possa vivere ? 27. Piuttosto appressati tu , e ascolta lutto quello che il Signore Dio nostro ti dir : e lo ridirai a noi, e noi avendolo udito lo faremo. 28. Udita tal cosa, il Signore disse a me : Ho sentito il suono delle parole dette a te da questo popolo: hanno parlato bene in lutto.

29. Quis det totem eos habere mentem, ut timeant me , et distodiant universa mandata mea in omni tempore , ut bene sit eis , et filiis eorum in sempiternum ? 30. Vade^ et die eis i Revertimini in tentoria vestra. 31. Tu vero hic sta mecum, et locjuar libi omnia mandata mea, et caeremonias, atque judica, quae docebis eos , ut faciant ea in terra , quam dabo illis in possessionem. 32. Custodite igitur^ et facile quae praecepit Dominus Deus vobis : non declinabitis neque ad dexteram, neque ad sinistrami

29. Chi dar loro tale spirilo , che mi temane, e osservino tutti i miei comandamenti in ogni tempo , affinch sie n felici eglino, e i loro figliuoli in eterno ? 3o,Va e di' loro: Tornatevene alle vostre tende. 31. Ma tu sta qui meco , e io ti spiegher tut li i miei precelti, e le cerimonie, e le leggi, le quali tu insegnerai ad essi, affinch le osservino nel paese, di cui dar loro il possesso. 5-2. Osservate adunque , e adempite tulli i precelti dati a voi dal Signore Dio : non torcete n a destra, n a sinistra :

Vers. ag. Chi dar loro tale sprito ee. Parla Dio alla maniera degli uorn ni, dimostrando quello che egli approva, e ha caro, che si faccia dall' uomo, cio a dire, che questi lo tema, e osservi i suoi precet i; perocch con tali espressioni siamo noi soliti d'indicare le co e che ci son grate e accette. Ma Dio che cos parla, ha in suo po ere di rivolgere a s la mente dell' uomo, e di farlo obbediente a' suoi comandi ; onde sta scritto : Convertici a te, o Signore , e noi ci convertiremo. Si accenna per , che quantunque dalla grazia di Dio venga il ben oprare dell'uomo, si richiede per la coopcrazione del libero arbitrio, bench la cooperazione stessa effetto sia della grazia di Dio , che da il volere, e il fare , secondo l'Apostolo.

33. Sed per viam, 33. Ma camminale quam praecepit Domi- per quella via , che vi nus Deus vester, am- ha prescritta il Signore bulabi/is, ut vivatis, et Dio vostro , affinch abbene sit vobis, et prote- biale vila e felicit, e si lenturdies in terra pos- moltipllchino i giorni vostri nella terra, di cui sessions vestrae. otterrete il possesso.

C A P O VI.
Amare Dio di tutto cuore, e osservare i suoi comandamenti esattamente, e raccomandargli ai posteri. 1. fi aec sunt praecepta, et caeremoniae, a tque judicia^uae mandavi/ Dominus Deus vester, ut docerem vos, et faciatis ea in terra, ad quam transgredimini possidendam : 2. Ut timeas Dominum Deum tuum et cu s/odias omnia mandata , et praecepta ejus , quae ego praecipio tibi, et filiis , ac nepotibus /uis, cunctis diebus vitae tuae, ut prolongentur dies tui. i . Valicati sono i precetti , e le cerimonie , e le leggi, le quali il Signore Dio vostro mi ha ordinalo d'insegnarvi, affinch le osserviate nella terra , di cui siete per entrare in possesso: 2. Affinch tu tema il Signore Dio tuo, ed eseguisca per tutti i giorni della tua vita lutti i suoi comandameli ti e precetti, che io intimo a le , e a ' figliuoli, e a j nipoti tuoi, affinch sien prolungali i tuoi giorni.

3. Audi Israel, et observa, utfacias, quae praecepit libi Dommus^ et bene sit tibi, et multipliceris amplius , sicut pollicitus est Dominus Deus patrum tuorum tibi terram lacte et mette manantem. 4. Audi Israeli Dominus Deus noster, Dominus unus est. 5. (i) Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo, et ex tota anima tua , et ex tota fortitudine tua. 6. Eruntque verba haec, quae ego praeci-

3. Ascolta , o Isrnele , e abbi cura di fare % quello che il Signore ti ha ordinato , onde tu sii felice e moltiplichi sempre pi , come il Signore Dio de' padri tuoi ti ha promesso una terra, che scorre latte e miele. 4- Ascolla , o Israele : il Signore Dio nostro un Dio solo. 6. Amerai il Signore Dio tuo con \ ulto il cuor tuo , e con tutta 1' anima tua , e con tutte le forze tue. 6. E questi comandanienti , che io ti do og-

(i) tnf. 11. 15. Mdtth. 22. 3 7 . Mare. 13. 3o. Lue. io. 27.

Vers. 5. Amerai il Signore Do tuo ec. Perch il Signore Dio tuo un solo Dio, per questo tutto il tuo amore , tutta la tua speranza riporrai in lui. Notisi, che nell' Ebreo , e nei LXX., e nelle altre antiche**versioni la congiuntiva et i trova al principio di queste parole. Con tutto il cuor tuo, con tutta ec, S. Agost. de doclr. Christ. lib. i. 22. Quando egli dice: amerai con tutto il cuore, con tutta V anima, con tutta la niente , egli non lascia veruna parte d nostra vita, la f/uale sia disimpegnata , e quasi in libert per godere di altra cosa ; tua qualunque cosasi presenti alV animo, la qual debba amarsi, cola sia riportala, dove corre V impelo di tutto V amore. : imperocch in tal guisa chi il prossimo suo ama come se stesso , tutta quanta la dilezione, che egli ha verso di f, e verso di queir altro , la riferisce a queli' amore di Dio , il quale non permette , che alcun ruscello fuori di se si derivi, per la dimmela ione del quale venga a sminuirsi lo stesso amore.

pio tibi hodie, in corde tuo : 7. Et narrabis ea filiis tuis, et meditaberis in eis sedejis in domo tua, et ambulans in itinere, dormiejis , atque consurgens. 8. Et ligabis ea quasi signum in manu tua, eruntc/ue, et movebuntur inter oculos tuos, 9. Scribesque ea in limine, et ostiis domus tuae. 10. Cumque introduxerit te Dominus Deus tuus in terram, pro qua juravit patribus tus, Abraham, Isaac, et Jacob , et dederit tibi civitates magnas, et optimas, quas non aedificasti,

g, saran fissi in cuor tuo : 7. E gli spiegherai a' tuoi figliuoli, e li mediterai assiso in tua casa , e andando per viaggio , andando a dormire, e alzandoti. 8. E le li legherai alla mano per memoria , e gli avrai pendenti dina n xi agli occhi, 9. E gli scriverai sul liminare , e sulle porte della tua casa. i o. E quando il Signore Dio tuo li avr introdotto nella terra promessa da lui con giuramento a' padri tuoi, Abramo, Isacco e Giacobbe, e ti avr dato quelle citt grandi e magnifiche, le quali tu non hai edificato, 11. E le case piene 11. Domos plenas cunctarum opum, quas d' ogni sorta di beni, le
Vers. 8. Te li legherai alla mano. Gli uomini quando vogliono non iscordarsi di qualche cosa che loro prema, soglion mettersi un filo al dito, donde la nostra frase proverbiale legarsela al dito. E gli avrai pendenti avanti i tuoi occhi. Te ne ricorderai tanto di continuo , come se gli avessi sempre sospesi davanti ai tuoi occhi. Gli Ebrei prendendo alla lettera quest' espressioni si facevan de'braccialetti, e (per cosi dire) de'frontali di carta pecora , dove era registrato -il decalogo, G li portavano continuamente,

non exstruxisti, cisternas, quas non fodisti, vi/zeta, et oliveta , quae non plantasti, 12. Et comederis, et sa/uratus fueris : 13. Cave diligenter, ne obliviscaris Domni, qui eduxit te de terra AEgypti, de domo servit tis. ( i ) D omin um Deum tuum timebis, et illi soli servies, ac per nomen illius jurabis. 14. Non ibitis post deos alienos cunctarum gentium, quae in circuitu vestro sunt : 15. Quoniam Deus aemulator, Dominus Deus tuus in medio tui: nequando irascaturforor Domini Dei tui con-

quali non sono state da te fabbricate , le tislerne non iscavate da le, le vigne , e gli uliveti, che tu non hai piantati, 12. E mangerai, e sarai satollo : 13. Diligentemente procura dinori iscordarti del Signore , il quale ti trasse dalla terra d'Egitto ,dalla casa di schiavit. Temerai il Signo' re Dio tuo , e lui solo servirai, e pel nome di lui farai giuramento. 14. Non andrete dietro agli dei stranieri di tutte quelle nazioni, che vi stanno d'intorno: 15. Perocch un Dio geloso , il Signore Dio tuo sta in mezzo a te : guarda , che non si accenda contro di te il fu-

(i) Infr. io. 20. Mallh. 4. io. Lue. 4- i

Vers. i3. E pel nome di lui farai giuramento. Non pel nome di alcuno de' falsi dei, ma solo pel nome di Dio vivo e vero farai giuramento, quando giurar convenga, per esempio in giudizio. Gli Ebrei ne' loro giuramenti non adoperavano mai il nome ineffabile ( Jehovah ), ma alcun altro de' nomi, co' quali Dio chiamato nelle Scritture.

16*

tra te , et au/rat te de rore del Signore Dio tuo, ond' ei ti stermini dalla superficie terrete. superficie della terra. 16. Non tenterai il 16. (i) Non tentabis Dominum Deum tuum, Signore Dio tuo, come sicut tentasti in loco lo tentasti nel luogo di tentazione. tentationis. 17. Osserva i coman* 17. Custodi praecepta Domini Dei tui, ac damenti del Signore Dio testimonia et caeremo- tuo, e le leggi, e le cenias, quas praecepit rimonie, che egli ti ha prescritte. tibi. 18. E fa quello che 13. Et/ac, quod placitum est, et bonum in buono e accetto dinanzi conspectu Domini, ut al Signore , affinch tu bene sit tibi, et ingres- sii felice, ed entri al sus possideas terram possesso dell'ottima teroptz'mam, de qua /ara- ra, intorno a cui il Sivi/ Dominus patribus gnore f' giuramento ai padri tuoi, tuis, 19. Ut deleret omnes 19. Di sterminare diinimicos tuos coram te, nanzi a le tutti i tuoi sicut locutus est. nemici secondo la sua parola. 0o. Cumque interro20. E quando in apgaverit te filius tuus presso il tuo figliuolo li cras, dicens'. Quid sibi domander: Che voglion volunt testimonia haec, significare queste leggi et caeremoniae, atque e cerimonie, e osservanjudicio., quae praecepit ze prescritte a noi dal Dominus Deus noster Signore Dio nostro ? nobis ?
(i) Matili, 4- 7. Lue. 4- 12. Vers. 16. Nel luogo di tentazione. Exod. xvu. 7.

21. Dices ei : Servi eramus Pharaonis in AEgypto, et eduxit nos Dominus de AEgypto in manu forti : 22. Fecitque signa, atque prodigia magna, et pessima in AEgypto contra Pharaonem, et omjiem domum illius in conspectu nostro , 23. Et eduxit nos inde, ut introductis daret terram, super qua juravit patribus nostris. 24- Praecepitque nobis Dominus , ut fadomus omnia legitima haec, et timeamus Dominum Deum nostrum, ut bene sit nobis cunctis diebus vitae nostrae , sicut est hodie. 2 5. Eritque nostri misericors, si custodierimus , et focerimus omnia praecepta ejus coram Domino Deo nostro , sicut mandavit nobis.

21. Tu gli dirai : Noi eravamo servi di Faraone in Egitto, e il Signore dal!' Egitlo ci trasse fuori con man possente: 22. E fece segni e prodi gii grandi e orribili nelF Egitto contro Faraone , e contro tutta la sua casa dinanzi a noi, 2 3.E fuor di l ci condusse per farci entrare al possesso della terra , di cui f giuramento a' padri nostri. 24. E il Signore et ordin di osservare tutte queste leggi, e di lemere il Signore Dio nostro , affinch siamo felici per tutti i giorni di nostra vita , come oggi ci avviene. 25. E avr misericordia di noi il Signore, se osserveremo e ademprenio dinanzi a lui Dio nostro tulli i suoi precelli, come egli ci ha ordinalo.

C A P O VII.

Non "stringere societ co' Gentili, ma distrugge* re i loro altari, i boschi, e i simulacri. Rammemorati i benefizii divini , promette l'aiuto di Dio , e ogni abbondanza t purch si osservino i suoi precetti* 1. V> u m in trodux erit te Dominus Deus tuus i/z terram , quam possessurus ingredieris, et deleverit gentes multas coram te, (i) Hethaeum, et Gergezaeum, etAmorrhaeum, Chananaeum , et Pherezaeum, et Hevaeum, et Jebusaeum, septem gentes multo majoris numeri, quam tu es, et robustiores te : 2. Tradderitque eas Dominus Deus tuus tibi , percuties eas usque ad internecionem. (2) Non inibis cum eis /e( i ) Exod. 23. ft3. et 33. 2. (?,)Exod. 23. 32. et 34, 15. 16.

1. V^uando il Signore Dio tuo ti avr introdotto nella terra, di cui entrerai in possesso , e avr disperse innanzi a le varie genti , 13 Hetheo , e il Gergezeo, e 1' Amorrheo, il Cananeo, e il Pherezeo, e l'Heveo, e il Jebuseo, sette nazioni mollo pi numerose e possenti che lu non sei : 2. E quando il Signore Dio tuo le avr date in tuo potere , le sterminerai interamente. Non farai con esse

Vers. i. Sette nazioni. Nella Genesi \\. i p. se ne contano sino a dieci , ma alcune di queste dicci doveano compi e ridersi nel nome di altre pi grandi.

dus, nec misereberis alleanza, n userai con esse misericordia, earum, * 3. E non contrarrai 3. Neque sociabis cum eis con/ugia. Fi- matrimonii con loro. liam tuam non da bis fi- Non darai la tua figliuolio e/fls, nec filiam il- la a un uomo di quella stirpe , n prenderai la lius aecipies filio tuo ; figliuola di hii pel tuo figliuolo : 4- Perocch ella se4 Quia seducet filium tuum, ne sequatur durrebbe il tuo figliuome, et ut magis serviat lo , e lo alienerebbe da diis alienis: irascetur- me per farlo anzi serque foror Domini, et vire a'dii stranieri: e si accenderebbe il furor delebit te cito. del Signore, e ben pre* sto ti sterminerebbe. 5. Ma piuttosto fate 5. Quin potius haec facietis eis: (i) A ras loro cos: Gettate a tereorum subvertite , et ra i loro altari, e spezcon/ringite statuas, lu- zate le statue, e tagliacosque succidite, et te i boschetti, e date alle fiamme i simulacri, sculptilia comburete,
(i) Exod. 23. 24^ In/r. 12. 3. et 16. s

Vers. 2. Le sterminerai interamente. Queste nazioni, colma gi la misura de' loro peccati, Dio vuole, che sieno interamente distrutte si per punirle dt:' loro eccessi, e si ancora per togliere agli stessi Ebrei 1' occasione di contrarre i loro vizii , e le abborainevoli superstizioni : per questo ordinato di non fare con esse alleanza , e di non usare misericordia , gli Ebrei essendo gli strumenti eletti dalla giustizia di Dio a gastigare e distruggere quelle genti. Vers. 3. Nun contrarrai matrimonii con loro. Eccetto che s convertissero , e abbracciassero il Giudaismo: ne vedremo esempi nel libro di Ruth. Vers. 5. E tagliale i boschetti, consacrati a'falsi dei, seconde. 1' antichissima superstizione rammentata sovente nelle Scritture,.

6. Quia populus san~ ctus es Domino "Deo tuo. Te (i) eiegit Dominus Deus tuus, ut sis ei populus peculio,ris de cunctis populis, qui sunt super terram. 7. Non quia cunctas gentes numero vincebatis^ vobis junctus est Dominus> et eieg t vos, cum omnibus sitis populis pauciores : 8. Sed quia dilexit vos Dominus, et custodivitjuramentum^ quod yvravit patribus vestris: eduxitque vos in manu forti) et redemit de domo servitutis, de manu Pharaonis regis AE%ypt. 9. Et scies, quia Dominus Deus tuus ipse est Deus /rtis, et fidelis, custodiens pactum, et misericordiam ditigentibus se, et his, qui custodiunt praccepta e( i ) Infr. 14. 2.1n/r. 26. 18.

6. Perch tu se'un popolo consacrato al Signore Dio tuo. Ti elesse il Signore Dio tuo per essere popolo di sua propriet tra tutti i popoli, che son sulla terra, 7. Non perch voi superaste in numero ogni altra gente , si unito a voi il Signore, e vi ha eletti, mentre siete inferiori <K numero a lutti i popoli : 8. Ma perch egli vi ha amati, e ha mantenuto il giuramento fattb a'padri vostri, per questo vi trasse con man possente , e vi riscatl dalla casa di schiavit, dalle mani di Faraone re dell'Egitto. 9. E tu conoscerai, come il Signore Dio tuo egli un Dio forte, e fedele , che mantiene il patto, e la misericordia con quei che lo amano, e osservano i suoi pre-

Vers. 6. Popolo consacrato al Signore ec. Ovver separalo pel Signore Dio tuo, separato cio da tutte le altre genti, dalie quali il vero Dio non conosciuto,

;as, in mille generationes: i o. E t reddens odientibus se statim , ita ut disperdat eos, et ultra non differat, protinus eis restituens, quod merentwr. 11 .Custodi ergo prae* cepta, et caeremonias, atque judicia, quae ego mando libi hodie, ut factas. 12. Sipostqz/am audieris haec /'udicia, custodieris ea etfeceris, custodiet et Dominus Deus tuus p actum /ibi, et misericordia/n,quam juravit patribus tuis. 13. Et diliget te, ac multiplicabit, benedi' cetque fructui ventris tui , et fructui terrae tuae , frumento tuo, at-

cetti, per mille generazioni : 10. E rende toslo la loro mercede a coloro, che F odiano , onde gli sperde, e non differisce pi oltre, pagando loro immediatamente quel che han meritato. 11. Osserva adunque i precetti, e le cerimonie , e le leggi, che io oggi ti ordino di osservare. 12. Se dopo di avere udite quesle leggi, le manterrai, e le metterai in esecuzione, manterr a le parimente il Signore Dio tuo il patto, e la misericordia promessa con giuramento a'padri tuoi. 13. Ed egli ti amer, e ti moltiplicher, e benedir il frutto del tuo seno, e i frutti della tua terra, il tuo frumento,

Vers. io. Rende tosto la mercede a coloro che P odiano. Dio avea fatto cosi verso di quelli che adorarono il vitel d'oro, Exod. xxxu., verso di quelli che bramaron le carni, Nutn. xi. T verso Gore, Datan , e Abiron , JVum. xvi. Dio non aspetta a punire gli empi nella vita futura , li gastiga ancor di presente : e se molte volte il gastigo occulto, egli pi terribile ; perocch la cecit della mente , e l'induramento del cuore , che pena del peccato, sono da temersi sopra ogni gastigo.

que vindemiae, oleo, et armentis, gregibus ovium tuarum super terram,pro qua yuravit patribus tuis, ut darei eam tibi. 14. Benedictus eris inter omnes populos. ( i ) Non erit apud te sterilis utriusque sexus tam in hominibus, quam in gregibus tuis. 15. Au/ret Dominus a te omnem languorem; et infirmitates AEgypti pessmas quas novisti, non inferet tibi , sed cunctis hostibus tuis. 16. Devorabis omnes populoS) quos Dominus Deus tuus daturus est tibi. Non parcet eis oculus twus, nec servies diis eorum , ne sint in ruin tei. 17. Si dixeris in corde tuo : Plures sunt gentes istae, quam ego,

e la tua vendemmia, e 1' olio, e gli armenti, e i greggi delle tue pecore nella terra , la quale egli giur ai padri tuoi di dare a te. 14. Sarai benedetto tra tutti i popoli. Non vi avr chi sia sterile in casa tua dell'un sesso , o dell'altro n tra gli uomini, n tra gli animali. 15. Mander 1 ungi da te il Signore tutti i malori ; e non sopra di te, ma sopra de' tuoi nemicifar cadere que'flageli pessimi dell'Egitto , che sono a te noti. 16. Tu divorerai tutti i popoli, i quali dal Signore Dio tuo saran dati in tuo potere. Non s'impietosisca sopra d essi il tuo occhio, e guardali di servire agli dil loro, che non sieno a te di rovina. 17. Se tu dirai in cuor tuo: Queste genti sono in maggior nume-

(i) Exod. a3, 26.

quomodo poter delere eas? 18. Noli me fuere, sed recordare, quae focerit Dominus Deus tuus Pharaoni f et cunctis AEgyptiis, 19. P lagas maximas, quas viderunt oculi tui, et signa, atque portenta, manumque robustam, et extentum brachium, ut educeret te Dominus Deus tuus: sic faciet cunctis populis, quos metuis. 2 o. Insuper, et crabrones mittet Dominus Deus tuus in eos, donec deleat omne > atque disperdaty qui tefugerint, et latere potuerint. Exod. z3. 28. Jos.24-12. 21. Non timebis eos, quia Dominus Deus tuus in medio tui est, Du,? magTms, et terribili^. *

ro , che non son io, come potr io sterminflrle? 18. Non temere, ma ricordali di quello che fece a Faraone, e a tutti gli Egiziani il Signore Dio tuo, 19. ( Ricordati) delle piaghe grandissime , che tu vedesli cogli occhi tuoi, e dei segni, e de' prodigii, e della mano forte , e del braccio, che stese per liberarli il Signore Dio tuo : il simile fai egli a tulli i popoli, dei quali li* hai timore. 20. Olire a ci il Signore Dio tuo spedir contro di essi i calabroni , sino a tanto che abbia spersi e distruiti quelli che avran potuto nascondersi a te eolla fuga. 21. Tu non li temerai , perch il Signore Dio tuo in mezzo a te , il Dio grande e terribile.

Vers. 20.1 calabroni. Vedi Exod. xxm. 28. Dalla storia Ecclesiastica sappiamo, che un' armata di Persiani fu messa in fuga da un esercito di mosconi mandati contro di essa da Dio per e orazioni di s. Giacomo vescovo di Nisibi.

22. Ipse consumet nationes has in conspectu tuo paullatim, atque per partes. Non poteris eas delere pariter, ne forte multiplicentur contra te bestiae terrae. 23. Dabitque eos Dominus Deus totus in conspectu tuo : et interficiet illos, donec penitus deleantur. 24. Tradetque reges eorum in manus tuas, disperdei nomina eorum sub coelo: nuttus poterit resistere tibi, donec conteras eos. 26. (i) Sculptilia eorum igne combures : non Concupisces argentum, et aurum, de quibus facta sunt, neque assumes ex eis doi quidquam, ne offendasi propterea quia abomijiatio est Domini Dei lui:
(i) 2. Mac. 22.40.

22. Egli consumer dinanzi a te queste na zioni a poco a poco, e parteaparte.Tunonpotrai sterminarle ad un tratto, affinch non moltipllchino in tuo danno le fiere selvagge. 23. E il Signore Dio tuo le dar in tuo potere , e le andr uccidendo, fino a che sieno affatto dislrutte. 24. E ti dar nelle mani i suoi regi, e far si, che dei loro nomi non resti memoria sotto del cielo. Nissuno potr resistere a te, fino a che tu gli abbia ridolti in polvere, 26.Getterai alle fiamme le loro statue: non desidererai l'argento e l'oro , onde son fatte , e nulla di queste cose ti approprierai per non jdare inciampo : perocch sono abominazione del Signore Dio tuo :

Vers. a5. V argento, e l'oro, onde fon falle. L'Ebreo ond' elle son coperte. Usavasi di coprire di lame d' oro le statue di legno, o di pietra.

2& Nec inforesquippia/ ex idolo in domum tuam, ne fias anathema , sicut et illud est. Quasi spurcitiam detestaberis , et velut inquinamentum, ac sordes abominationi /iabebis, quia anathema est.

26. E nissuna cosa dell'idolo entrer in tua casa, affinch tu non diventi analema, come egli pure lo . Lo detesterai come immondezza , e qual sudiciume e sporcizia, perch egli un anatema.

C A P O VILI. Benefizii di Dio , e afflizioni mandate loro nel deserto , perch non si scordino n di quelli, n del loro Dio. i. V-Xmne mandatum,) quod ego praecipio doi hodie, cave diligenter, ut factas: ut possitis vivere 1 multiplicemini, ingressique possideatis terramer qua juravit Dominus p atri- f bus vestris 2. Et recordaberis cuncti itineris, per quod adduxit te Dominus Deus tuus quadraginta annis per desertum, ut i. X rocura diligentemente di osservare tulli i comandamenti, che io oggi ti annunzio; affinch possiate vivere, e molliplichiate ed entriate a possedere la terra promessa dal Signore con giuramento a' padri vostri. 2. Tu terrai a memoria tulio il viaggio che il Signore Dio tuo ti fece fare per quarant' anni nel deserto per

Vers. 26. Affinch In non diventi anatema. Se ne vedr un esempio nella persona d Achau, Josite vii. i. Vedi ancora a, Machab. XH. 4'

affligeret te atque tentaret, et nota fierent, quae in tuo animo versabantur, utrum distodires mandata illius, an non. 3. Ajflixit te penuria , et deaVt tibi cibum manna, quodignorabas tu, et patres tui, ut ostenderei tibi, quod non (i) in solo pane vivat homo, sed in omni verbo , quod egreditur de ore Dei. 4//estimentum tuum, ^ruo operiebaris , nequaquam vetustate defocit, et /?es tuus non est subtritus , en quadragesimus annus est.
(i) Matta. 6. 4- Le. 4 4

umiliarti, e per far prova di te , e affinch si rendesse ma nifesto quel che tu avevi nel cuore , se tu fossi, o no per adempire i suoi comandamenti. 3. Ti afflisse colla penuria , e ti die. per cibo la manna non conosciuta da te , n da' padri tuoi, per farti vedere , come non di solo pane vive l'uomo, ma di qualunque cosa, che Dio avr ordinato. 4. La tua veste, ond' eri coperto, non venne meno per la vecchiezza , e il tuo piede non rimase pesto , ecco che questo il quarantesimo anno.

Vers. 3. .ZVbn di solo pane vive V uomo ec. Ges Cristo cito queste parole, Matth. iv, 4- H senso pi piano egli (come si detto in quel luogo), che cibo dell' uomo pu essere qualunque cosa, di cui Dio voglia, che egli si nutrisca; cos gli Ebrei visser di manna. Alcuni danno loro anche questo senso : non il solo pane che conservi ali' uomo la vita, gliela conserva anche la parola di Dio ascoltata, e messa in pratica ; perocch nell' osservanza de' divini comandamenti si trova la vita, vers, i. Vers. 4- La tua veste ... non venne meno per la vecchiezza, e il tuo piede ec. Mos si spiega anche pi chiaramente, Deuter. xxix. Non si logorarono le vostre vesti, e i calzari dei vostri piedi non si consumarono per vecchiezza. Cosi s'intende ancora , come i piedi degli Ebrei non divenissero pesti e callosi in un viaggio s lungo.

6. Utrecogtes in corde tuo, quia sicut erudii filium suum homo , sic Dominus Deus tuus erudivit te, 6. Ut custodia,? mandata Domini Dei fui, et ambules in viis ejus, et timeas eum :

7. Dominus enim Deus tuus introducet te in terrarii bonam , /erra///, rivorum, aquarumc/ue , et fonlium : in cujus campis, et montibus erumpunt fiuviorum abyssi : 8. Terram frumenti, hordei, ac vinearum in qua ficus , et malogranata^ et oliveta nascuntur : terrarii olei, ac mettis, 9. Dove senza rispar9. Ubi absque ulla penuria comedes pa- mio mangerai il tuo panem tuum, et rerum o- ne , e goderai abondanmniumabundantia per- za d'ogni bene : terra,
Vers. 7. Terra di rii/i, di laghi, e di fontane. Gli Ebrei venivamo da un paese secco, dove son rare le acque, venivan dal1' Egitto , il quale non ha altra acqua che quella del Nilo per le sue campagne , le quali egli inonda tutte quante per lo spazio di sei settimane in circa , e le feconda, ma lascia ali' asciutto i luoghi elevati, dove non posson giungere le sue acque.Mos con tal paragone esalta la terra di Canaan ricchissima di sorgenti , di rivi , di laghi ; ond' ella i rrigata per ogni parte.

5. E ripensa in c*uor tuo , che in quella guisa che un uomo corregge il suo figliuolo , cos il Signore Dio tuo ti corresse. 6. Affinch tu osservi i comandamenti del Signore Dio tuo , e cammini nelle sue vie , e lo tema : 7. Conciossiach il Signore Dio tuo t! introdurr in questa terra buona , terra di rivi, e d laghi e di fontane : dove e ne' piani, e ne' colli zampillano sorgenti perenni : 8. Terra da grano, ela orzo, e da viti, dove nascono e fichi, * meligranati , e uliveti : terra di olio e di miele ,

frueris", cujus lapides forrum sunt, et de monbns ejus aeris meta/la fodiuntur : .io. Ut cum comederis , et satiatus fueris, benedicas l omino lieo tuo pro terra optima, quam dedit tibi. n. Observa, et cave, nequando obliviscaris Domini Dei fui, et negligas mandata ejus, atque ;udicia, etcaere/wonias, quas ego prae* cipio tibi hodie i 12. Ne postquam comede ris, et satiatus furis, domos pulchras ae-

di cui le pietre son ferro , e da' monti si sca* van metalli : 10. Affinch quando lu avrai mangiato,e sarai satollo , tu renda grazie al Signore Dio tuo dell' ottima terra , ch' egli ti ha dato. 11. Sta vigilante, e guardati dal dimenticarli giammai del Signore Dio tuo, e dal trascurare i comandamenti di lui, e le leggi , e le cerimonie , che io oggi ti annunzio : 12. Abbi cura , che quando avrai mangiato, e sarai satollo,quan-

Vers. t). Di cui le pietre son ferro ec. Terra abbondante di metalli. Il monte Libano particolarmente dicesi, che abbondava di ferro e di rame. * Senza risparmio. A bizzeffe. Vers. io. Affinch quando ...sarai satollo, tu renda grazie ec. Gli Ebrei credono gran peccato il mangiare senza adempire questo precetto. Vedi i. Thess. v. 18., e i. Tim. iv. 4- Vedi anche 1' esempio di Cristo Lue. xxn. 20., Mallh. xxvi. 3o. Vers. 11. * Sta vigilante e guardati ec. Siccome l'opulenza , e" le non interrotte prosperit impegnano il pi delle volte il cuore dell' uomo ne* disordini, che vengon dietro alla dimenticanza di Dio, cadeva opportuno tale suggerimento ad un popolo diretto al possesso d'un soggiorno grandemente ubertoso e felice. Suggerimento cui aggiungeremo la celebre riflessione di s. Girolamo , cio : che le infami prevaricazioni di Sodoma derivarono da superba grandezza, da gozzoviglie, da affluenza di beni, da bramosa di delizie , da oziosit.

dificaver'iSy et habitaveris in eis, 13. Habuerisque armenta boum, et ovium greges , argenti, et auri , cunctarumque reram copiarti, 14. E lev e tur cor tuum, et non re/niniscaris Domini Dei fui, qui eduxit te de terra AEgypti, de domo servitutis : 15. Et ductor tuus foit in solitudine magna, atque terribili) (i) in qua eratserpensfiatu adurens, et scorpio, ac dipsas, et nullae omnino aquae : (2) qui eduxit rivos de petra durissima. i6,Etcibavit te manna in solitudine, quod nescierunt patres tui. Etpostqwam afflixit^ac probavit, ad extremum misertus est. Exod. 16.14-

do avrai edificate dittile case , e le abiterai, 13. E avrai mandre di buoi, e greggi di pecore, e copia d'oro, d'argento, e diluite le cose , i4 Non s'inalberi il cuor tuo, onde non ti ricordi del Signore Dio tuo , che ti trasse dalla terra d'Egitto, dalla casa di schiavit. 15. E fu tuo condoltiere nel deserto grande e terribile, dove erano serpenti, che abbrucia van col fiato, e scorpioni , e dipsadi, e total mancanza di acqua: il quale da durissima pietra f sgorgare de5 rivi. 16. E ti cib nel deserto colla manna non conosciuta da' padri tuoi. E dopo di averti afflitto e provato, ebbe alla fine misericordia di te.

C \) Nitm. 20. 9. et 21. 6. Exod. li. 6. (2) Exod. 17. (i.

Vers. i5. E dipsadi. Serpente, che prende il nome dalla sete insoffribile, che ei cagiona colla sua morsicatura.

17.Affinch tu in cuor tuo non dicessi; II mio valore, e il mio braccio forte hanno prodotto a me tutti questi beni. 18. Ma ti ricordi, come il Signore Dio tuo quegli che ti die forza affin di adempire il patto fermato con giuramento co' padri tuoi, come il d d' oggi dimostra. 19. Ma se tu dimen191 Sin autem oblitus Domini Dei tui se- tico del Signore Dio cutus fueris deos alie- tuo andrai dietro agli nos, coluerisque illos , dii slranieri, e loro renetadoraveris: ecce nunc derai culto, e gli adopraedico tibi,quod omni- rerai, ecco che io ti profctizzo , che tu andrai no dispereas. totalmente in ruin. 20. Appunto come 20.Sicut gentes, quas delevt Dominus in in- quelle nazioni , le quatroitu tuo ; ita et vos li dal Signore sono staperibitis, si inobedien- te distrulte alla tua vetes fuerilis voci Domi- nuta : cos voi pur perirete , se sarete disobni Dei vestri. bedienti alla voce del Signore Dio vostro. 17. Ne diceres in corde tuo : Fortitudo mea, et robur manus meae , haec mihi omnia praestiterunt. 18. Sed recorderis Domini Dei lui, quod ipse vires tibi praebuerit, ut impleret pactum suum, super quo ]uravit patribus tuis, sicut praesens indicai dies.
Vers. 17. AffincTie tu ... non dicessi : II mio valore ec. Permette Dio, che i suoi sieuo ridotti in istrettezza, affinch imparino a diffidare di loro medesimi, e delle loro forze , e a confidare in lui ; perocch egli non abbandona que' che in lui solo confidano , e umilia quelli che si glorian di loro virt , Judith, vi. Vers. 20. Sono state distrutte, cio saranno (istrulle. Ma Mos con profetico spirito riguarda come giTatto quello che Dio far infallibilmente secondo la sua promessa.

C A P O IX. Si reprime la vanagloria, affinch non a loro stessi , ma al Signore ascrivano le loro vittorie. Rammenta Mos al popolo le sue mormorazioni, e peccati nel deserto, e come egli avea interceduto per essi. 1. ^jfudi Israel: Tu transgredieris hodie Jordanem, ut possideas nationes maximas , etfortiores te, civitates ingentes, et ad coelum usque muratas, 2. Populum magnum, tque sublimem, filios Enacim , quos ipse vidisti, et audisti, quibus nulLus potest ex adverso resistere. 5. Scies ergo Aoditf, quod Dominus Deus tuus ipse transibit ante te, iguis" devorans, atque consumens, qui conterai eos, et deleat, atque dsperdat ante faciem tuam velociter, sicut locutus est tibi. 1. Ascolta , o Israele : Tu pascerai oggi il Giordano per soggeltare nazioni grandissime , e pi valorose di te ; e grandi citt con mura alte fino al cielo, 2. Un popolo grande , e di alta sta tura, figliuoli di Enacim da te stesso veduti, e de* quali udisti la fama , a quali nissuno pu stare a fronte. 3. Tu intenderai adunque quest'oggi, come il Signore Dio tuo passer~eglir ste"sso innanzi a t, Jttal fuco divoratore e struggitore ad atterrargli e sterminargli , e dispergergli in poco tmpo dinanzi a te , come li ha promesso.

Vers. i. Tu passerai oggi ec. Co a dire tra poco tempo , un mese in circa.

4- Ne dicas in corde tuo, cum deleverit eos Dominus Deus tuus in conspectu tuo : Propter justitiam meam intrduxit me Dominus , ut terrarii hanc possiderem, cum propter impietates suas istae deletae sint nationes. 6. Neque enim propter justitias iuas, et aequitatem cordis tui ingredieris, ut possideas terras earum, sed quia i#ae egerunt impie > introeunte te detete su/zt : et ut compierei verbum suum Dominus, quod sub juramento pollicitus est patribus tuis, Abraham, Isaac, et Jacob. 6. Scito ergo, quod non propter justitias tuas Dominus Deus .tuus dederit tibi terra/22 hanc opmam in possessione/n, cum durissimae cervcis sis populus. 7. Memento, et ne obl/viscaris, quomodo ad iracundiamprovoca-

4- Non dire in 'cuor tuo, allorch il Signore Dio tuo gli avr spersi dal tuo cospetto: A cagione della mia giustizia mi ha introdotto il Signore al possesso di questa terra , essendo state sterminate quelle nazioni per le loro empiet. 6. Imperocch non per la tua giustizia, n per la rettitudine del cuor tuo entrerai tu al possesso delle loro terre : ma perch elleno empiamente operarono , sono state alla tua venuta distrutte : affinch adempisse il Signore la sua parola data con giuramento a'padri tuoi, Abramo, Isacco e Giacobbe. 6. Sappi adunque , che non per la tua giustizia ha dato a te il Signore Dio tuo .questa ottima terra in dominio , mentre tu se'un popolo di cervice durissima. 7.Ricordati, e non le ne scordare, come tu provocasti ad ira il Si-

veris Dominum Deum tuum in solitudine. Ex eo die, quo egressus es ex AEgypto usque ad locum istum, semper adversusDominumcontendisti. 8. (i) Nam et in iloreb provocasti eum , et iratus delere te voluit,

gnor e Dio tuo nel deserto. Da quel d, in cui uscisti dall' Egitto fino a qui, tu hai sempre disputalo contro il Signore. 8. Perocch anche ali5 Horeb tu lo irritasti , ea egli irato volea sterminarti , 9. Quando io salii sul monte per ricevere ivi le tavole di pietra , le tavole del patto fermato dal Signore con voi : e rimasi sul monte per quaranta giorni, e quaranta nolli senza mangiar pane , n bere acqua, 10. E mi diede il Signore le due tavole di pietra vergate dal dito di Dio, e contenenti tutte le parole,ch.e egli a voi intim dal monte di mezzo al fuoco, quando 1' assemblea del popolo era adunata.

9. (2) Quando ascendi in montem, ut acciperem tabulas tapideas , tabulas pacti, quod pepigit vobiscum Dominus : et perseveravi in monte quadraginta diebus , ac noetibus , panem non comedens, et aquam non bibens, 10. (3) Deditque mihi Dominus duas tabulas lapideas scriptas digito Dei, et continentes omnia verba , quae vobis locutus est in monte de medio ignzs, quando concio populi congregata est. 11. E passali quaran11. Cumque transissent quadraginta dies, ta d, e allrellanle
(i) Exod. 17. 6. et n. 3. W Exod. 24. 18.

('o) Exod. 31. 15. et 3 2. 15,

ettotidem noctes, dedit mihi Dominus duas tabulas lapideas, tabulas foederis. 12. Dixitque mihi i ( i ) Surge, et descende hinc cito : quia populus fuus, quem eduxisti de AEgypto, deseruerunt velocitar viam, quam demonstrasti eis, foceruntque sibi Gonfiatile. 13. Rursumque ait Dominus ad me : Cerna , quod populus iste durae cervicis sit : 14. Dimitte me, ut conteram eum, et de/eam nomen ejus de sub coeto : et constituam te super gentem, quae hac major, etfortior sit. 15. Cumque de monte ardente descenderem, et duas tabulas foederis utraque tene* rem manu, 16. FVdissemque vos peccasse Domino Deo vestro, et fecisse vobis vitulum conflatilem, ac deseruisse velociter
(i) Exocl 3z. 7.

notti mi diede il Signere le due tavole di pietra , le tavole dell' alleanza. 12. E mi disse: Va, e scendi di qua prontamente : perocch il popoi tuo , cui tu traesti dall' Egitto , uscito ben presto dalla strada, che tu g' insegnasti, e hanno fatto un simulacro di getto. 13. E soggiunse il Signore : Io veggo, che questo un popolo di dura cervice: 14* Lascia , ch' io lo riduca in polvere , e il nome di lui stermini di sotto al cielo: e fa rotti capo di una nazione pi grande e potente di questa. 15. E sceso ch' io fui dall'ardente montagna, tenendo nell'una e nelF altra mano le due tavole del testamento, 16. E avendo veduto, come voi avevate peccato contro il Signore Dio vostro, e vi avevate fatto un vitello di

viam e;us , quam vobis getto, e avevate abbanestenderai, donata ben presto la via, ch* egli vi aveva insegnata , 17. Gettai dalle mie 17. Project tabulas de manibus meis, con- mani le tavole, e le spezfregique eos in conspe- zai sugli occhi vostri. ctu vestro. 18. E mi prostrai da18. Et procidi ante Dominum sicut prius vanti al Signore come quadraginta diebus, et prima per quaranta noctibus panem non co~ giorni, e quaranta notmedens, et aquam non ti senza mangiar pane, bibens, propter omnia n bere acqua , a causa peccata vestra , quae di tutti que* peccali, gessistis contra Domi" che avevate commessi num, et eum ad iracun- contro il Signore , onde voi ad ira lo provocadiam provocastis. ste. 19. Perocch temeva 19. Timui enim indignationem , et iram il- io P indignazione , e il lius, qua adversum vos furore , da cui stimolaconcitatus , delere vos to egli volea sterminarvoluit. Et cxaudivit me vi. Ed ancor questa
Vers. 18. Mi prostrai ... come prima, per aitaranta giorni e quaranta nolli ec. Gli Ebrei, e con essi alcuni interpreti da questo luogo inferiscono, che Mos tre volte osservasse il digiuno di quaranta giorni e quaranu. notti. La prima volta avanti di ricever le prime tavole ; Ja seconda prima di ricevere le seconde ; e la terza di mezzo a quelle due, quando stette in orazione per ottenere da Dio il perdono al popolo , che avea fatto e adorato il vitel d' oro. Ma siccome nel' Esodo , dove ogni cosa riferita pi per disteso , non sono notate , se non due quarantene , 1* una cap. xxiv. i5., 1' altra cap. xxxiv. 28. ; quindi con ragione il maggior numero degl' interpreti credono , che questa terza sia una sola cosa colla seconda: perocch Mos nel tempo stesso che chiedeva a Dio il perdono del peccato del popolo, si prepar a ricevere le nuove tavole.

Dominus etiam hac volta il Signore mi esaud. vice. 2 o. Adversum Aaron 20. Ed essendo egli quoque vehementer ira- altamente sdegnato anlus, voluit eum conte- che contro di Aronrere, et pro illo simili- ne, voleva annichilarlo , e per lui parimente ter deprecatus sum. io feci orazione. 21. Ma quel vostro 21. Peccatum autem vestrum, quod fecera- peccalo, che voi avevatis, id est vitulum, arri- te fatto , vale a dire il ptens, igne co/nbussi, et vitello, lo presi, lo getin frusta comminuens, tai nel fuoco, avendolo omninoque in pulverem messo in pezzi, e ridotredigens, projeci in tor- tolo in minuta polvere rentem, qui de monte 10 buttai nel torrente, che scorre dal monte. desce/zdit. 2. Nel luogo ancor a, (i) In incendio quoque, et in tentatio- dell' incendio , e a quel ne, et in sepulcris con- della tentazione, e a' secupiscendae provoca- polci di concupiscenza stis Dominum : voi irritaste il Signore': 23/Et quando misit 23. E quando vi f' vos de Cadesbarne di- partire da Cadesbarne, cens: Ascendile, etpos- dicendo: Andate a prensidete terram, quam de- der possesso della terdi vobis , et contempli- ra , che io vi ho data , stis imperium D amini voi ancor disprezzaste Dei vestri , et non ere- 11 comando del Signore didistis ei, neque vocem Dio vostro, e a lui non e/us audire voluistis : credeste , e non voleste ascoltar la sua voce :
(i) Niun. ii. i., et 16. 3., et 21. 6. Vers. 22. JVel luogo dell'incendio. Vedi Nam. xi. i. I quel della tentazione, Exod. xvu. 7. A' sepolcri di concupiscenza , Num, xi. 14-

24. $ed semper fui24- Ma foste sempre stis rebelles a die, qua ribelli dal di, ch' io conosse vos coepi. minciai a conoscervi.
25. Et jacui coram Domino quadraginta diebus, ac noctibus, quibus eum suppliciter deprecabar^ne deleret vos 25.E stetti prostrato per terra dinanzi al Signore per quaranta d, e quaranta notti, scongiurandolo umilmente, che non vi sterminasse, come avea minacciato. 26. E orando dissi : Signore Dio, non dispergere questo popolo, e 1' eredit tua da te redenta colla tua possanza , e tratta fuor dall'Egitto col tuo braccia forte. 27. Ricordali de'servi tuoi Abramo > Isacco e Giacobbe : non guardare alla durezza di questo popolo, e alla sua empiet, e al suo peccato. 28. Affinch gli abitanti del paese, onde ci hai tratti, non dica no : Non poteva il Signore introdurli nella terra, che avea loro promessa, e gli odiava : per questo gli ha condotti via nel deserto per ucciderli : 29. Eglino che soa

' ut fuerat comminato.


26. Et orans dixi: Domine Deus , ne disperdas populum tuum, et hereditatem tuam, quam redemisti in magnitudine tua, quos eduxisti de AEgypto in manu forti. 27. Recordare servorum tuorum, Abraham, Isaac , et Jacob : ne aspicias duri/iam populi hujus, et impietatem, atque peccatami : 28. Ne /orte dimnt habitatores terrae, de qua eduxisti nos : Non poterat Dominus intrducere eos in terram, quam pollicitus est eis, et oderat illos : idcirco eduxit \ ut interficeret eos in solitudine : 29. Qui sunt populus

luus, et herditas tua , quo s eduxisti in forti" tudine tua magna, et in brachia tuo extento.

tuo popolo, e tuo retaggio liberati da te colla tua possanza grande, e col forte tuo braccio.

C A P O X. Formazione delle seconde tavole. Uffizii de* Le.viti. Il timore, e amor di Dio debbono spronare all'osservanza de*precetti. Circoncisione del cuore : amore de'forestieri : giuramento pel nome di Dio. i. M.n (i) tempore illo dixit Dominus ad me : Dola tibi duas taulas lapideas, sicut priores fuerunt, et ascende ad me in montem ; /eiesque arcam ligneam, s. Et scribam in ta* bulis verba, quae /erunt in his , quas ante con/registi, ponesque eas in arca. 3. Feci igitur arcam de lignis Setim. Cum (VExod.34- i. 1. -I n quel lem po il Signore mi disse : Sega due tavole di pietra si* mili alle prime, e sali da me sul monte : e fa un' arca di legno, 2. E io scriver su queste tavole le parole, che erano sopra quelle che tu bai gi spezzate, e le riporrai nell' arca. 3. Feci adunque l'arca di legno di Setim. E

Vers. i. E fu un1 arca di legno. L' arca fu fatta dopo che Mos ebbe ricevute le due seconde tavole ; ma ella qui posta da Mos insieme, perch ella fu fatta per custodirvi le stesse tavole. Pu anch' essere , che Mos prima di ritornare sul monte ordiuasse la costruzione dell' arca.

q?/ dolassem duas tabulas lapideas instar priorum, ascendi in montem, habens eas in manibus* 4- Scripsitque in tabulis juxta id, quod prius scripserat, verba decem, quae locutus est Dominus ad vos in monte de medio ignis, quando populus congregatilo est : et dedit eas mihi. 5. Reversusque de monte descendi, et posili tabulas in arcani, quam feceram ; quae hucusque ibi sunt, sicut mihi praecepit Dominus. 6. (i) Filii autem Israel moverunt castra ex Beroth filiorum Jacan in Mosera, ubi Aaron mortuus, ac sepultus est, pro quo sacerdotiofunctus est Elea" zar filius ejus.

avendo segato due tavole di pietra simili alle prime , salii sul monte con esse in mano. 4. E il Signore scrisse su queste tavole, conforme avea scritto sulle prime, i dieci comandamenti,! quali egli annunzio a voi dal monte di mezzo al fuoco , allorch il popolo era adunato : e le diede a me. 5. E tornai, e scesi dal monte , e riposi^ le tavole nel!' arca , ch' io aveva fatta, dove sono tuttora , come aveami ordinato il Signore.

6. Or i figliuoli d'Israele levarono il campo da Beroth, che era de' figliuoli di Jacan , andando a Mosera, dove Aronne si mor, e fu sepolto, in luogo del quale successe Eleazaro suo figliuolo alle iunzioni del sacerdozio. 7, Di l passarono a 7. Inde venerimi in Gadzad: de ciuo loco Gadgad: dal qual luogo
(\) Nnm. 33. 31. JW/.m. o. 28. 9,9.

pro/ecti , castrametati sunt in Jetebatha, in terra aquarum atque torrentium. 8. Eo tempore separavi/ tribum Levi ^ ut portarci arcam foederis Domini, et starei coram eo in ministerio, ac benediceret in nomi' ne illius usque in prae" sentem diem.

partirono , e posero gli alloggiamenti in Jetebatha , in una terra di acque e di torrenti. 8. In quel tempo il Signore separ la trib di Levi, affinch questa portasse 1' arca del testamento del Signore , e fosse assidua al ministero dinanzi a lui, e desse la benedizione nel nome di lui, come fa sino al d d' oggi. 9. Per la qual cosa 9. Quam ob rem non habuit Levi partem, ne- non ebbe Levi veruna

VFS. 6. Or t figliuoli fP Israele levarono il campo ec. Interrompe qui Mos il filo del discorso fino al versetto io. Egli avea fatto menzione dell' arca, nella quale eran le tavole della legge ; passa a descrivere la morte di Aronne , la surrogazione di Eleazaro , e la istituzione e consacrazione de' Leviti, a' quali spettava il portar 1' arca. Da Beroth, che era defigliuoli di Jacan, andando a Mosera* Ne'Numeri, cap. xxxui. 31., si dice , che da Moseroth andarono a Bene Jacan. Quelli che credono che Mosera sia lo stesso che Moseroth , trovano qui una difficolt che sembra insuperabile : ma varii interpreti fanno distinzione tra 1' uno e 1' altro luogo. Altri supponendo l'identit di Moseroth, e di Mosera, distinguono due viaggi, il primo da Moseroth a Bene Jacan, il secondo (tornando indietro) da Bene Jacan a Moseroth.Del rimanente la lezione della volgata conforme ali' Ebreo , e a' LXX. A Mosera, dove Aronne si mori. Aronne mori sul monte Hor., mentre il popolo era attendato a Mosera appi del monte. Vers. 8. In quel tempo il Signore separo la trib di Levi ec. Se questo verso ottave si unisca col quinto ( non essendo il sesto , e '] settimo posti eli -mezzo, se non per ricordare la morte d'Aronne), la serie dell'istoria correr senza impaccio, n trasposizione. Si potrebbe anche dire, che forse a Jetebatha succedesse la .ribellione di dor, nella qual occasione Dio separo nuovamente, cio conferm solennemente la separazione gi fatta della .trib di Levi.

q//e possessione, cum fratfibus suis : quia ipse Dominus possesso ejus est, sicut promisit ei Dominus Deus tuus. 10. Ego autem s te ti in monte , sicut prius , quadraginta diebus, at noctibus : exaud'witque me Dominus etiam hac vice , et te perdere noluit. 11. Dixitque mihi: Va.de , et praecede populum, ut mgrediatur terram^quam juravi patribus eorum, ut traderem eis. 12. Et nunc Israel, quid Dominus Deus tuus petit a te , 7/isi ut timeas Dominum Deum tuum^etambules in viis ejus et diligas eum, ac servias Domino Deo tuo in toto corde tuo , et in tota anima tua, 13. Custodiasque mandata Domini, et caeremonias ejus, quas ego'hodie praecpio ti" hi , ut bene sit tibi ? i4 E n Domini Dei

porzione, o possessione co' suoi fratelli : perch il Signore slesso la loro porzione , come a lui promise il Signore Dio tuo. 10. E io mi stelli sul monte come prima per quaranta d, e quaranta notti : e il Signore mi esaud anche questa volta , e non volle sterminarti. 11. E dissemi: Va, e pr ecedi il popolo , affinch entri a posseder la terra , ch' io giurai di dare a' padri loro. 12. E adesso, o Israele , che quello che il Signore Dio tuo chiede da te , se non che tu tema il Signore Dio tuo, e cammini nelle sue vie, e l arni, e serva al Signore J)io tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta 1' anima tua , i3.E osservi i comandamenti del Signore, e le sue cerimonie, le quali io oggi prescrivo a te , affinch tu sii felice ? 14. Tu sai, come del

td coelum est, et eoe- Signore Dio tuo il lum coel, terra , et o- cielo , e il cielo de' ciemnia, quae in ea sunt : li , la terra, G tutte le cose , che sono in essa: 15. E nondimeno co* 15. Et tamen patribus tuis conglutinatus padri tuoi si strinse il est Dominus, et amavit Signore , e gli am, ed eos, elegitque semen elesse la lor discendeneorum post eos , idest za dopo di essi, cio vos de cunctis gentibus, voi tra tutte le genti , sicut hodie comproba- come oggi apparisce. tur. 16. Circumcidite igi16. Circoncidetevi atur praepudum cordis dunque colla circoncivestri, et eervicem ve- sione del cuore , e non stram ne induretis am- indurate pi la vostra cervice : plius : 17.Perocch il Signo17* Quia Dominus Deus vester ipse est re Dio vostro egli il Deus deoru/n, et Domi- Dio degli dei, e Sig~nonus domir/an tium, D eus re de' dominanti, Dio magnus, et potens , et grande e possente e terterribilis, ( i ) qui per- ribile , che non accetsonam non accipit, nec tator di persone, o di munera. doni. 18. Ei fa giustizia al 18. Facit judicium pupillo et vic/uae, amat pupillo e alla vedova ,
Ci) >.. Par. 19. 7. Job. 34 19. Sap, 6. 8. Eceli. 35. i5. Act. io. 34- Rom. 2. ii. Gai. 2. 6.
'Vers. 16. * Circoncdetevi adunque colla circoncisione del cuore. Previene il Legislatore de'carnali Giudei fin d'ora la dottrina di Paolo JRom. 11. v. 29. che la vera circoncisione quella del cuore secondo lo spirito, e non secondo la lettera. Pel rifiuto di questa quasi tutta la sinagoga resisteva allo Spirito Santo, Act, vii. v. 5i,

peregrinum , et dat ei ama il forestiero, e gli victum, atque vestitum : d il vitto, e il vestilo: 19. Voi pure adun19. Et vos ergo ama," te peregritos , quia et que amate i forestieri, ipsi fistis advenae in perch ancor voi foste forestieri nella terra d' terra AEgypti. Egitto. 20. Temerai il Signo20. (i) Dominum Deum tuum timebis, et re Dio tuo , e a lui solo ei soli servies : ipsi ad- servirai: starai unito haerebis, jurabisque in con lui, e nel nome di lui farai giuramento. nomine' illius. 21. E gli tua gloria, 21. Ipse est laus tua, et Deus tuus , qui fecit e tuo Dio , egli ha fatlibi haec magnolia et to per te le cose grandi e terrio lia , quae vide- terribili, che hai vedute cogli occhi tuoi. runt oculi fui. 22. In numero di set22. (2) In septuaginta animabus descende- tanta anime scesero i runt patres tui in AE- padri tuoi in Egitto: ed gyptum: et ecce nunc ecco che ora il Signore multiplicavit te Domi- Dio luo li ha moltiplinus Deus tuus sicut a- ca t o come le stelle del cielo. stra coeli.
(1) Sup. 6. iS.Malth, 4- io. Lue. 4-8, (2) Gen. 46. 27. Exod. i. 7.

C A P O XI. Varii benefizii di Do. Si promettono molti len a chi osserva i suoi precetti , e molti mali a chi non gli osserva. Benedizione, e maledizione su' monti Garizim, ed Hebal. 1. ^jLma itaque Dominum. Deum tuum, et observa praecepta ejus, et caeremonias, judcia, atque mandata omni tempore. 2. Cognoscite hodie, quae ignorant filii vestri, qui non viderunt di~ sciplinam Domini Dei vestri, magnalia e;us , et robu,stam manum , extentumque brachium. 3. Signa, et opera, quae fecit in medio AEgypti Pharaoni regi, et universae terrae e;us, i. r\ma adunque il Signore Dio tuo, e os* serva i suoi comandamenti , e le cerimonie, e le leggi, G g* in se. goamenti in ogni tempo. 2. Considerate oggi quelle cose, che sono ignote a' vostri figliuoli , i quali non videro i gastighi del Signore Dio vostro , i suoi prodigii, e la possanza della sua mano , e del suo braccio forte. 3. I segni e le opere, che ei fece in mezzo all'Egitto sopra Faraone re, e sopra tutto il suo paese,

Vera. 2.1 gast ighi del Signore Do vostro ec. Ricordatevi voi, che ne siete stati testimoni ( perocch a voi io parlo , uomini fatti, non a' vostri figliuoli, i quali molte di tali cose non hanno potuto vedere) , in qual maniera Dio co' suoi gastighi, co' suoi miracoli , con tante opere di bont, e d possanza vi ha istruiti e illuminati dall' Egitto sino a questo luogo.

4. Omnique exercitui AEgyptiorum, et equis, ac curribus : quomodo operuerint eos aquae maris Rubri, cum vos persequerentur, et deleverit eos Dominus usque in praesentem diem : 5. v"obisque quae fecerit in solitudine, donec veniretis ad hunc locum : 6. Et (i) Dathan, atque Abiron filiis Eliab, qui fuit filius Ruben : quos (2) aperto ore suo terra absorbuit cum domibus , et tabernaeulis, et universa substantia eorum,quam habebant in medio Israel. 7. Oculi vestri viderunt omnia opera Domni magna, quae fecit. 8. ?7t custodiatis universa mandata illius, quae ego hodie praecipio vobis, utpossitis introire, et possidere ter(iJ'Num. 16. i.

4- E sopra tulio 1* esercito egiziano, e sopra i cavalli, e i cocchi ; come le acque del mar Rosso li ricopersero, allorch v' inseguivano, e come il Signore gli sperse , come sono anche al d d'oggi : 5. E quello che per voi fece nella solitudine fino al vostro arrivo in questo luogo : 6. E (quel eh'ei fece) a Dalhan e Abiron figliuoli di Eliab,il quale fu figliuolo di Ruben : i quali la terra, spalancata avendo la sua bocca , inghiott colle famiglie , colle tende , e con tutto quel che aveano in mezzo d'Israele. 7. Gli occhi vostri videro tutte le grandi opere fatte dal Signore. 8. Affinch osserviale tutti i suoi comandamenti , ch' io oggi v'intimo , onde entrar possiate al dominio della

(i) Nwn. 16. 3 2.

Vers. 4- Come sono anche al di d'oggi. Abbattuti e rimasi senza forze dopo la grande sconfitta, talmente che nulla avete da temere da loro.

ram, ad quam ingredimini, 9. Multoque in ea vivatis tempore : quam sub juramento pollicitris est Dominus patribus vestris , et semini eorum, lacte et melle manantem : 10. Terra enim, ad quam ingredieris possidenti1 am , non est sicut terra AEgypti, de qua exsti, ubi jacto semiie in Tiortorum morem aquae ducuntur irriguae : \\.Sedmontuosaest, et campestris, de coelo expectans pluvias : 12. Quam Dominus Deus tuus semper invisi t, et oculi illius in e a sunt a principio anni usque ad finem ejus.

terra , alla quale siete pervenuti, e. E in essa viviate per lungo tempo : terra , che scorre latte e miele, promessa con giuramento dal Signore a' padri vostri, e alla lor discendenza : i o. Perocch la terra, di cui tu entrerai al possesso , non come la terra d'Egitto, donde tu se' uscito, nella quale gettato che il seme, si conducono acque ad innaffiarla, come si fa degli orti : 11. Ma ella terra di monti e di piani, ed aspetta dal cielo le piogge: 12. E il Signore Dio tuo la visita sempre, e gli occhi di lui sono a lei rivolti dal principio dell' anno sino alla fine.

Vers. io. La terra ... non come la terra d' Egitto. Mos dimostra agi' Israeliti In miglior condizione della terra di Canaan in comparazione dell'Egitto. Tolta l'inondazione del Nilo, la t uale non sempre giunge ali' altezza desiderata di almeii dodici ubiti ( perocch se il Nilo si alza di meno*-, certa la fame ), le erre, gli orti , i prati, ec. non hanno altro rinfresco in quel callo paese, eccetto che a forza di braccia e di macchine si tiri l'acqua dal medesimo fiume.

13. (i) Si ergo obedieritis mandatis meis, quae ego hodie praecipio vobis , ut dilgati*? Dominum Deum vestrum.etserviatis ei in toto corde vestro , et in tota anima vestra, 14 Dabit pluviam terrae vestrae temporaneam et serotinam , ut colligatis frumentum, et vinum , et oleum, 15. Foenumque ex agris ad pascenda fomenta , et ut ipsi comedatis, ac saturemini. 16. C'avete , ne forte decipiatur cor vestrum, et recedatis a Domino, serviatisque diis alienis, et adoretis eos : 17. Iratusque Dominus claudat coelum, et pluviaenon descendant^ nec terra det gerrnen
(ij Supr. io. 12.

i-3. Se adunque voi obbedirete a' miei comandamenti , ch'io oggi v' inlimo, e amerete il Signore Dio vostro, e lo servirete con tutto il cuor vostro, e con tutta T anima vostra : 14. Dar egli alla vostra terra le prime piogge , e le ultime , affinch abbiate raccolta di frumento , e di vino , e di olio , 15. Ed erba ne'campi per nudrire i bestiami , e affinch abbiate voi da mangiare e da satollarvi. 16. Badate , che per disgrazia non sia sedotto il cuor voslro , e vi allontaniate dal Signore, e serviate agli dei stranieri, e gli adoriate: 17. Affinch irato il Signore non chiuda il cielo, onde non cadan le piogge, e non produ-

Vers. 14- Le prime pioggie , e le ultime. V ha chi pretende , che le prime pioggic sien quelle di primavera ; le ultime quelle d e l l ' a u t u n n o , tanto opportuni dopo la sementa : ;illri osservando , ebe il principio dell' anno presso gli Ebrei era verso 1' equinozio d' autunno, credono perci, che le prime pioggie son quelle U' autunno , le seroline quelle di primavera.

suum, pereatisque velociter de terra optima , quam Dominus daturus est vobis. 18. (i) Ponite haec verba me a in cordibus, et in animis vestris, et suspendite ea pro signo in manibus, et inter oculos vestros collocate. 19. Docete filios vestros ut illa meditentur, quando sederis in domo tua, et ambulaveris in via, et accubueris, atque surrexeris. 20. Scribes ea super postes, et januas domus tuae. 21. Ut multiplicentiir dies tui, etfiliorum tuorum j?n terra, quam /uravit Dominus patribus tuis,ut darei eis, quamdiu coelum imminet terrae.
f Ci) Spr. 6. 6.

ea la terra i suoi germi, e voi siate spersi ben presto dalla ottima terra, che il Signore per darvi. 18. Riponete ne'cuor i , e negli animi vostri queste parole, abbiatele legate al dito vostro per memoria, e tenetele dinanzi agli occhi vostri. 19. Insegnate a5 vostri figliuoli a meditarle , quando starete sedendo in casa vostra, e andando per istrada , e mettendovi a letto, ed alzandovi. 20. Le scriverai sopra 1' architrave , e sopra le porte della tua casa. 21. Affinch si moltiplichino i giorni tuoi, e quelli de' tuoi figliuoli nella terra , che il Signore giur di dare a* padri tuoi, per fino a tanto che sar il cielo sopra la terra.

Vers. ao. Le scrverai sopra, ec. Gli Ebrei osservano letteralmente questo precetto.

22. Si enim custodieriti^ mandata., quae ego praecipio vobis, et jeceritis ea, ut diligatis Dominum Deum vestrum , et ambuletis in omnibus viis ejus , adhaerentes ei, 23. Disperdei Dominus omnes gentes istas ante faciem vestram, et possidebitis eas, quae majore? etfortiores vobis sunt. 24. (i) Omnis locus , quem calcaverit pes vster , vester erit. A deserto i et a Libano, a fiumine magno Euphrate usque ad mare occidentale erunt termini vestri. 26. Nu/lus stabit contra vos : terrorem vestrum et formidinem dabit DominusDeus vester super omnem terram, quam catcaturi estis, sicut locutus est vobis.
Ci) Jos. i. 3.

22.Imperocch se voi osserverete e metterete in pratica i comandamenti , che io v' inlmo , di amare il Signore Dio vostro, e di camminare in tutte le sue vie uniti a lui, 23.Sperder il Signore tutte queste nazioni dinanzi a voi, e le soggiogherete , bench maggiori, e pi potenti di voi. 24. Sar vostro qualunque luogo, dove porrete il piede. I vostri confini saranno dal deserto , e dal Libano, e dai gran fiume Eufrate fino al mare d'occidente. 25. Nessuno potr starvi a petto: il Signore Dio vostro far , che prenda paura di voi, e spavento qualunque paese , dove entrerete , com' ei vi promise.

Vers. a4- Sino al mar d'occidente. Fino al mare Mediterraneo-. Vers. 5. * I vostri confini saranno ec. Quand'anco, secondo P opinione di s. Girolamo, neppure sotto Davidde e Salomone siasi da Israele posseduta con piena sovranit tutta la divisata

26. En propano in conspectu vestro hodie benedictionem et maledictionem. 27. Benedictionem, si obedieritis mandatis Domini Dei vestri,quae ego hodie praecipio vobis : 28. Maledictionem, si non obedieritis man* datis Domini Dei vestri, sed recesseritis de via , quam ego nunc ostendo vobis, et ambulaveritis post deos alinos, quos ignoratis. 29. Cum vero intr* duxerit te Dominus Deus tuus in terram, ad quam pergis habitandam, pones benedictionem super montem Garizim, maledictio/zem super montem Hebai.

26. Ecco io pongo oggi dinanzi a voi la benedizione e la maledizione. 27. La benedizione, se obbedirete a* comandamenti del Signore Dio vostro intimativi oggi da me : 28. La maledizione, se non obbedirete a'comandamenti del Signore Dio vostro, ma vi dilungherete dalla via, che io oggi vi mostro , e andrete dietro agli dei stranieri non conosciuti da voi. 29. Ma quando ti avr introdotto il Signore Dio tuo nella terra, in cui tu vai ad abitare , tu porrai la benedizione sul monte Garizim , la maledizione sul monte Hebal.

estensione, nulla se ne inferisce contro la veracit delle promesse qui da Mos pubblicate. E non egli chiaro , che simili promesse suppongono nel popolo, cui s facevano, stabile timor di Dio , e fedele e puntuale obbedienza a' comandamenti di lui? Vers. ?.f). Porrai la benedizione sul monte Garizim, la maledizione sul monte Hebal. Metterai sei trib sul monte Garizim a pronunziare la benedizione per i giusti osservatori della legge; sei altre'trib sul!'Hebal a pronunziare la maledizione contro i prevaricatori. Vedi cap. xxvu. xxvui., e Jos. vui. Quegli due monti sono presso alla citt di Schem , o sia Naplusa,

30. Qui sunt trans Jordanem , post viam , quae vergit ad salis occubitum , in terra Chananaei , qui habitat in campe s tribus contra Galga/am, quae est/uxta vallem tendentem et ntrantem procul. 31. V"os enim fransi' bitis Jordanem^ ut possideatis terram , quam Dominus Deus vester daturus est vobis, ut habeatis et possideatis illam. 62. Vide te ergo, ut impleatis caeremonias, atque judicia, quae ego hodie ponam in conspectu vestro.

30. I quali (monti) son di l dal Giordano , accanto alla strada, che men alPoccidenle, nella terra de' Cananei, che abitano nella pianura dirimpetto a Gaigala , vicino ali' ampia valle, che lungi si estende. 31. Perch voi passerete il Giordano ad occupare la terra, che il Signore Dio vostro darawi , perch ne abbiate possesso e dominio. 32. Siate adunque attenti all'osservanza delle cerimonie e delle leggi, ch' io esporr in questo giorno dinarm a voi.

Ver. 3o. Vicino aW ampia .alle. E Jessa la i'rt/1* Uhi o famosa nominata nella Geue i , xii. G,

C A P O

XII.

Ordina die si distrugga 1 idolatria, c/ie si offeriscano le decime, e le primizie, che i sacrifizii facciansi in un dato luogo, e si mangino. Astinenza dal sangue , e da ogni cibo ini' mondo i. Haec suntpraecepta , atque judcia , (juae Jacere debetis in terra , quam Dominus Deus patrum tuorum daturus est tibi, utpossideaseam cunctis diebus , quibus super kumum gradieris. a. Subvertite omnia loca, in quibus coluerunt gentes , quas possessuri estis, deos suos super montes excelsos, et colles, et subter omne lignumfrondosum. 1. V^uesti sono i comandamenti, e le leggi, che voi dovete osservare nel paese , che il Signore Dio de'padri tuoi ti dar , affinch tu ne abbi il dominio per tutto il tempo che sarai sopra la terra. 2. Distruggete tutti quei luoghi, ne' quali adorarono i loro dei le nazioni, che voi soggetterete , sulle alte montagne, sulle colline , e sotto qualunque albero ombroso. 3. Rovesciatene gli 3. (i) Dissipate aras eorum , et cortfringite altari, fi te in pezzi le statuas, lucos igne com- statue , date al fuoco i
(i) Sup. 7. z5. Mare. 12. 4o. Vers. ?.. Sotto qualunque albero ombroso. I Pagani facevano i loro saerifizii sotto gli alberi, e le piante ancora erano consacrate 1' una ad un dio, l'altra ad un altro \ cos il lauro ad Apoli.ine, l'ulivo a Minerva, il mirto a Venere, la quercia a Giove, ce.

borite, et idola commi- boschelti, e riducete in nuite : disperdite nomi- polvere i simulacri, e na eorum de locis illis. sperdetene la memoria da quei luoghi. 4 Non cos farete voi 4- Non facietis ita riguardo al Signore Dio Domino Deo vestro : vostro : 6. Ma vi porterete a 5. Sed ad locum , quem elegerit Dominus quel luogo, cui il SiDeus verter de cunctis gnore Dio vostro avr tribubus vestris, utpo- eletto tra tutte le vonat nomen suum ibi, et stre trib per ivi porre habitet in eo, vejiietis. il suo nome, e abitarvi. 6. E in quel luogo 6. Et off ere s in loco illo ho/ocausta, et vi- offerirete gli olocausti, ctmas vestras , deci- e le vostre vittime, le mas , et primitias ma- decime, e le primizie nuum vestrarum, et vo- delle mani vostre, e i ta , atque donarla pri- voti, e i doni , i primomogenita boum, et o- geniti de' bovi , e delle vium. pecore. 7, E ivi mangerete al 7. Et comedetis ibi in conspectu Domini cospetto del Signore Dio Dei vestri: ac laetabi- vostro : e avrete consomini in cunctis\ ad quae lazione in tutte le comiseritis manum vos, se, che intraprenderete et domus vestrae, in voi, e le vostre famglie, quibus benedixerit vo- nelle quali cose vi beVers. 4- e 5. Non cosi farete voi ec. Non andrete voi come g* idolatri a sacrificare su' monti, su' colli, ne' boschetti, ma a quel luogo che Dio si sar eletto. Per ivi porre il suo nome. Per dare a quel luogo il nome Ai casa sua propria, di sua special residenza. Vers. 6. Le primizie delle vortre mani. Le primizie che avrete la possibilit di offerire, che offerirete secondo la vostra possibilit. In varii luoghi delle Scritture la mano significa il potere eli ciascheduno. Vedi Levit, v. n.

bis Dominus Deus vester. 8. Non facietis ibi, quae nos hic facimus hodie^ singu/i, quod sibi rectum videtur.

g. Neque enim usque in praesens tempus venistis ad requiem, et possessione, quam, Dominus Deus vester daturus est vobis. io. Transibitis Jordanem, et habitabitis in terra, quam Dominus Deus vester daturus est vobis, ut requiescatis a cunctis hostibus per circuitum, et absque ullo timore habitetis. \\. In loco , quem elegerit Dominus Deus vester, ut sit nomen ejus in eo , illuc omnia quae praecipio, conferetis : holocausta, et

necir il Signore Dio vostro. 8. Non farete in quel luogo quel che facciamo qui adesso, ognuno, come gli sembra ben fatto. 9. Imperocch non siete voi finora pervenuti alla requie , e al dominio, che a voi dar il Signore Dio vostro. 10. Voi passerete il Giordano , e abiterete la terra , che vi dar il Signore Dio vostro, affinch abbiate requie , liberi da tutti i nemici, che vi stanno d'intorno , e vviate senza timore. 11. Al luogo eletto dal Signore Dio vostro per lo suo culto , col voi porterete tutto quel ch' io comando : gli olocausti , e le ostie , e le

Vers. 8. JVbn farete in quel luogo ec. Da queste parole s'inferisce , che molte delle leggi cerimoniali non furono osservate almeno con esattezza nel deserto ; lo che s'intende principalmente di quelle che riguardavano le obblazioni e i sacrifizii : vedesi ancora, che ei non circoncisero i loro figliuoli in quel tempo , e non celebraron la Pasqua, n le altre solennit prescritte dalla legge. E certamente molti de'riti non potevano essere messi in pratica iu tempo che il popolo era in movimento da un luogo ali' altro.

hostias, ac decimas, et primitias manuum vestrarum, et quidquid praecipuum est in muneribus , quae vovebi&'s Domino. 12. Ibi epulabimini coram Domino Deo vestro vos, et filii, ac filine vestrae , famuli, etfomulae , atque Levites, qui in urbibus vestris commoratur : neque e/zim habet aliam partem , et possessionem inter vos. 13. Cave, ne offeras holocausta tua in omni loco , quem videris : i4- Sed in eo, quem eiegerit Dominus in una tribuum tuarum, offeres hostiajs, et focies quoscumque prae cipio tibi, 15. Si autem come* dere volueris,et te esus carnium delectaverit, occide, et comede juxta benedictionem Domini Dei fui, quam deditti-

decime, e le primizie delle vostre mani, e tutti i doni opimi, che voi oiferirete per voto al Siguore. 12. Ivi farete banchetto dinanzi al Signore Dio vostro voi, e i figliuoli vostri, e le figlie, i servi, e le serve, e il Levila, che abita nelle vostre citt : perocch egli non ha altra porzione, e nuli' altro possiede tra voi. 13. Guardati dall' offerire i tuoi olocausti in qualunque luogo, che ti cada sotto degli occhi. i4- Ma in quello che avr eletto il Signore in una delle tue trib , ivi offrirai le ostie, e farai tutto quello che | ti prescrivo. i5. Che se tu brami, e hai piacere di mangiar delle carni, uccidi e mangia di quello che dalla benedizione del Signore Dio tuo ti

Vers. 13. Guardati itali' offerire i tuoi olocausti ec. Lo stesso &' intende detto riguardo agli altri aacrifizii.

Deuter. Vol. III.

17

bi in urbibus tuis : sive immundum fuerit, hoc est, maculatimi, et debile : sive mundum, hoc est, in/egrum , et sine macula, quod offerti licet : sicut capream, et cervum comedes, 16. Absque esu dumtaxat sanguinis, quem super terram quasi aqum effundes. 17. Non pteris comedere in oppids tuis decima m frumenti , et vini, et elei tui, primogenita armentorum^ et pecorum , et omnia , quae voveris, et sponte off erre volueris, et primitias manuum tuarumi

stato dato nelle lue citt: sia ella immonda la bestia, cio macchiata, o stroppiata : sia ella monda, cio intera , e senza macchia, quale a Dio pu offerirsi : cos mangerai del cervo, e della capra, 16. Tolto per 1' uso del sangue , il qual tu spargerai per terra, come T acqua. 17. Non potrai mangiar nelle lue citt la decima del tuo frumento , e del tuo vino, e dell'olio, i primogeniti degli armenti, e dei greggi , e lutto quello che o per voto , o per Ubera elezione tu vorrai offerire, n le primizie delle tue mani:

Vers. 15. Sa ella immonda, ec. Imperocch quell'animale che per esser difettoso era, immondo pel sacrifzio, non era immondo per servire ui cibo. Nella stessa imsa alcuni animali, come la capra , e il cervo , non possono offerirsi, ma possono mangiarsi. Vers. 17. i e 18. IS~on potrai mangiare nelle tue citt la decima ec. Della decima da darsi a'Leviti nissuno partecipava fuori di essi. Quella, di cui qui si parla, un'altra decima, la quale portavasi al luogo eletto dal Signore, e ivi se la mangiava davanti al Signore ciascun Ebreo colla sua famiglia. Vedi Deuter. xiv. %?.. a3., LeviL xxvn. 3o. I primogeniti degli armenti ec. Per nome di primogeniti giuoco forza d'intendere tutt'altro che i veri primogeniti; perocch questi eran de' sacerdoti, come si veduto , Niun, xvin. 15. Alcuni adunque intendono i primogeniti non maschi, altri i pri-

18. Sed coram Domino Deo tuo comedes ea in loco, quem eiegerit Dominus Deus tuus , tu et filius tuus, et filia tua , et servus , et/amula, atque Levites, qui man et in urbi' bus tuis : et laetaberis, et reficieris coram Domino Deo tuo in cunctis , ad quae extenderis manum tuam, 19. Cave, ne derelinquas Levitem in omni tempore, quo versaris in terra. 20. (i) Quando dilatavert Dominus Deus tuus termin o s tuos, sicut locutus est libi, et volueris vesci carnzbus, quas desiderai anima tua : ai* Zocus autem, qz*em elegerit Dominus

18. Ma tali cose tu mangerai dinanzi al Signore Dio tuo nel luogo eletto dal Signor Dio tuo tu , e il tuo figliuolo , e la figlia , e il servo , e la serva , e il Levita, che abita nelle tue citt; e farai festa, e ti reficerai dinanzi al Signor Dio tuo di tutto quello che hai di bene. 19. Guardati dall' abbandonare il Levita per tulio il lempo, che sarai slla terra. 20. Allorch il Signore Dio tuo avr estesi i tuoi confini, come ti ha detto, e vorrai mangiar delle carni, che tu appetisci : 21. Se il luogo eletto dal Signore Dio tuo per

(O Gen. 28. 14. Exod. 84. 24. Inf. 19. 8.


mogeniti maschi, ma difettosi, che non si offerivano , ma si riscattavano ; altri finalmente per primogenito intendono in questo luogo il migliore, il pi grasso animale che uno si trovasse. Pedi Exod. xu. ii. 12. E izttto quello che o per voto ec. Nel voto assoluto la cosa era interamente de' sacerdoti ; ma se uno per esempio faceva voto di un sacrifizio pacifico, allora non restava ai sacerdoti, se non quello che era ad essi assegnato dalla legge. E le primizie ec, Intendesi di primizie spontanee , perocch le primizie ordinate dalla legge erano de' sacerdoti.

Deus tuus , ut sit nomen ejus ibi , si procul fuerit, occides de armentis , et pecoribus , quae habueris, sicut praecepi tibi, et come" des in oppidis tuis , ut tibi placet. 22. Sicut comedi tur caprea et cervus , ita vesceris eis : et mundus , et im mundus in commune vescentur. 2 3. Hoc solum cave, e sanguinea comedas: sanguis enim eorum pro anima est: et idcirco non debes animam comedere cum carnibus : s4 S^d super terram fundes quasi acjuam, s5. Z7t bene sit tibi, et filiis tuis post te, cum feceris quod placet in conspectu Domini.

porvi il suo nome 3 ri moto, ucciderai de bovi , e delle pecore , che avrai, come ti ho or dinato,e le mangerai nelle citt a tuo piacimento. 22. Ti ciberai di queste , come mangi della capra, e del cervo: e ne mangeranno senza distinzione i mondi, e g* immondi. a3. Guardati solamente dal cibarti del sangue: perocch il sangue degli animali tien luogo di anima per essi: e non devi perci mangiar 1' anima insieme colle carni : a4- Ma lo spargerai per terra come l'acqua, 26. Affinch tu sii felice , e felici i tuoi figliuoli dopo di te, quando avrai fatto quello che accetto agli occhi del Signore,

Vers. ai. Se il luogo ... rimato ec. Sembra evidente da quqfe sto luogo, che quegli Ebrei, i quali nella terra di Chanaan eran vicini al tabernacolo, e dipoi al tempio, dovessero presentarvi gli animali che ammazzavan per uso privato a fin di scannargli in quel luogo, e offerirne il grasso al Signore, come si faceva nei deserto.

2$. Quae atem sanctificaveris, et poveris Domino , tolles , et veTzies ad locum, quem eiegerit Dominus: 27. Et off ere s obl* tiones tuas carnem, et sanguinem super altare Domini Dei tui: sanguinem ho suarum funde s iu /tari : carnibus autem ipse vesceris. 28. Observa, et audi omnia , quae ego praecipio tibi, ut bene sit tibi, etfiliis tuis post te in sempiternum, cum feceris , quod bonum est, et placitum in conspectu Domini Dei tui. 29. (i) Quando disperdiderit Dominus Deus tuus ante faciem tuam gentes, ad quas ingredieris possidendas, et possederis eas, atque hubitaveris in terra earum :
(i) In/r. 13. i.

26. Le cose poi che avrai santificate, e promesse con voto al Signore , le prenderai, e andrai al luogo eletto dal Signore : 27. E farai tua offerta della carne, e del sangue sull' aliare del Signore Dio tuo: il sangue dell' ostie lo spargerai intorno ali 'altare : le carni le mangerai tu. 28. Osserva, e poti mente a tutto quello che io ti prescrivo , affinch lu sii felice , e i tuoi figliuoli dopo di te in perpetuo, quando avrai fatto quel che retto, ed secondo il beneplacito del Signore Dio tuo. 29. Quando il Signore Dio tuo avr sperse dinanzi a te le nazioni, le quali tu stai per soggiogare , e sarai al possesso del loro paese , e abiterai nella loro terra:

Ver, aj, L carni la mangerai tu. Vedi sopra, veri. 17.

30. Guardati dairtmi-

eos, fiostquam te fue- tarle, dopo che alla tua


rint introeunte subversoe, et requiras caeremonias earum, dicens : Sicut eoleru/zt gentes fstae deos suos , ita et ego coLamr 31. "Non facies similiter Domino Deo tuo. Omnes enim abominationes, quas aversatr Dominus, focerunt diis suis, offerentes filios, et filias, et comburenles igni. 32. Quod praecipio tibi, hoc tantum facito Domino : nec addas ^uidguam^nec minuas. venuta saranno state distrutte, e dall'andare investigando le loro cerimonie , dicendo : Io pure praticher quella maniera di culto, colla quale hanno onorato i loro dii queste genti. 31. Non renderai siroil culto al Signore Dio tuo. Perocch tutte le abominazioni, che sono in odio al Signore Dio tuo , praticarono quelle verso de'loro dei, offerendo a questi i figliuoli, e le figlie, e bruciandoli nelle fiamme. 52. Fa in onor del Signore solamente quello che io ti prescrivo: non aggiungere, e non levare.

Vers. 3o. * Guardati dall' imitarle. Ebr. Guardati di non restare accalappiato seguendole.

C A P O XIII. ti falso profeta che aliena gli uomini da Do , debbe uccdersi quantunque sa parente, o amico : anzi sar distrutta da? fondamenti quella citt , di cui gli abitatori abbiano tentato di far cosa tale. 1. AJi surrexerit in medio tui prophetes, aut qui s omnium ridisse se dicat, et praedixerit signum, atque portentum, 2. Et evenerit, quod locutus est, et dixerit tib : Eamus, et sequamur deos alienos, quos ignoras, et serviamus eis : 3. Non audies verba prophetae illius, aut somniatoris ; qwia ten-

i.v^uando si levi su in mezzo al tuo popolo un profeta, ovver chi dica di aver avuta visione in sogno, e predir qualche segno , e prodigio , 2. E succeder quel che egli ha detto, e dir a te : Andiamo, e seguiamo gli dei stranieri ignoti a te, e ad ^ss serviamo : 3. Non darai retta quel profeta, o relatore di sogni ; perch il Si-

Vers. i. Quando si levi su ... un profeta ec. In tutto questo capitolo Mos conferma quello che avea detto di sopra : non aggiungere , e non levare i vietando di dar retta a una persona, la quale faccia anche cose maravigliose, o predica l'avvenire, quando la sua dottrina tenda a ritrarre gli uomini dal vero Dio. Gli Ebrei perci se vogliono, che queste parole abbiano qualche forza contro Ges Cristo , debbono dimostrare , che egli ritrasse gli uomini da Dio, e dall' osservanza della legge ; ma egli non predic , se non il culto pi perfetto del vero Dio , e 1' adempimento della legge secondo la sua significazione pi pura, e perfetta,conosciuta dagli stessi Ebrei pi illuminati.

tat vos Dominus Deus tester, ut palam fiat, trum diligatis eum, an non, in toto corde , et in tota anima vestra. 4. Dominum Deum vestrum sequimini, et ipsum timete, et mandata illius custodite, et audite vocem e;us: ipsi ervietis, et ipsi adhaerebitis. 6. Propheta autem ille j aut fictor somniorum interficietur : quia locutus esft ut vos averterei a Domin Deo vestro, qui eduxit vos de /erra AEgypti, t redeTTzit vos de domo servitutis : ut errare te facerei de via , quam tii praecepit Dominus Deus tuus : et aufores malum de medio lui, 6. Si tibi voluerit persuadere frater tuus filius matris tuae, aut filius tuus, velfilia, sipe uxor, quae est in sinu tuo, aut amicus $ quem diligis ut animam tuam, clam di* censi Eamus, ei serviamus diis alienis ^

gnore Do vostro fa pro* va di voi, affinch si faccia manifesto , se lo amiate, o no, con tutto il cuore, e con tutta 1* anima vostra. 4- Seguite il Signo re Dio vostro, e lui te. mete, osservate i suoi comandamenti, e ascoltate la sua voce : lui servite! e a lui state uniti. 6. E quel profeta , o inventore di sogni sar messo a morte : perch ha parlalo per alienarvi dal Signore Dio vostro, il qual vi trasse dalla terra d'Egitto, e vi riscatt dalla casa di schiavit : e per farti andar fuori della strada mostrata a te dal Signore Dio tuo : e tu torrai via da te il cattivo. 6. Se un tuo fratello figliuolo di tua madre, o un tuo figliuolo, o una figlia, ower la moglie , cui tu porti in seno , o un amico , cui tu ami, come l'anima tua, tenter di persuaderti, e segretamente dir a te : Andiamo a servire

qwos ignoras, tu et pa- gli dei stranieri (non conosciuti da te, n dai iray tui, padri tuoi ), 7. Cunctarum in circui7. Gli dei di tutte le ta quaegentium, /ux- genti, dalle quali tu sei ta, vel procul sunt, ab circondalo , o vicine, o initio usque ad finem rimote , ali' una , o alterrae, 1' altra estremit della terra, 8. Non dargli reit , 8. Non aquiescas ei, nec audias, neque par- non ascoltarlo, e non ca t ei oculus tuus , ut lasciarti muovere dalla miserearis, et occultes compassione a perdonargli , e a nascondereum ; lo; 9. Ma tosto lo ucci9. Sed statim inter" ficies : (i) sit primum derai : tu sarai il primo manus tua super eum, ad alzar la mano contro et postea omnis popu- di lui, e poi tulio il lus mittat manum. popolo alzi la mano. 10. Lapidibus obru10. Sepolto sotto le tws necabitur: quia vo- pietre egli morr : per/uit te abstrahere a Do- ch volle staccarti dai mino Deo tuo, qui edu- Signor Dio tuo , che ti x/V te de terra AEgy- trasse dalla terra d'Epti, de domo servitutis : gitto , dalla casa di schiavit: 11. Ut omnis Israel 11. Affinch udendo audiens timeat, et ne" ci tutto Israele, n' ab() I/7-7Vers, q. Ma tosto lo uccderai. Giudicato ch* ei sia , e convinto. Ma ^Rabbini dicono , che laddove agli altri rei si concedeva lo spazio d'un di, e d'una notte dopo la sentenza, il falso profeta era immediatamente messo a morte. Tu tarai il primo c. Tut fratello, padre, amico marito, ec.

quaquam ultra faciat quippiam hujus rei simile. 12. Si audieris in una urbium tuarttm, quas Dominus Deus tuus dabit tibi ad habitandum, dicentes aliquos : 13. Egressi sunt filii Belial de medio tui, et everterunt habitatores urbis suae, atque dixerunt : Eamus, et serf iamus diis alienis, quos ignoratis : 14- Quaere sollicite, et diligenter rei veritate perspecta, si inveneris certum esse ^ quod dicitur, et abominationem hanc opere per petratam, 15. Statim percuties habitatores urbis illius in ore g/adii, et delebis eam , ac omnia, quae

bia timofe, e nssurf mai pi faccia cosa simile a questa. 12. Se sentirai dire da alcuni, che in una delle tue citt date a te dal Signore Dio tuo per abitarle, 13. Sieno scappali fuora dimezzo a voi de' figliuoli di Belial, che abbiano sovvertilo gli abitanti delle loro citt , e abbiano detto: Andiamo a servire agli dei stranieri ( che a voi sono ignoti ) : 14. Informati con sollecitudine , e investigata diligentemente la veril del fatto, se troverai esser certo quello che si dice, e che tale abomina zione stata realmente commessa , 15. Immediatamente metterai a fil di spada gli abitanti di quella citt, e la distruggerai

Vers. i3. Figliuoli di Betal, Uomini senza giogo , ovvero , come hanno i LXX,, uomini senza legge. In moltissimi luoghi J5elial significa il Diavolo, capo degli apostati. Vers. 15. Metterai a fil di spada ec. In simili occasioni dove. va unirsi tutto il popolo & vendicare 1' offesa fatta al Signore.

in illa sunt, usque ad pecora : 16. Quidquid etiam upellectilis fuerit, con" gregabis in medio platearum ejus , et cum ipsa cvitate succendes, ita ut universa consumas Domino Deo tuo , et sit tumulus sempiternum : non aedificabitur amplius, 17. Et non adhaerebit de illo anathemate quidquam in manu tua: ut avertatur Dominus ab ira furoris sui, et misereatur tui, multiplicetque te sicut juravit patribus tuis , 18. Quando audieris vocem^Domini Dei tui, custodiens omnia proeeepta ejus, (fune ego praecipio tib hodie, ut factas , quod placitum est in conspectu Domi ni Dei tui.

con tutto quel che v* senza eccettuarne le bestie : 16. E tutte le suppellettili , che vi saranno, le adunerai in mezzo alle sue piazze, e le darai alle li anime insieme colla stessa citt , consumando cosi tutte le cose in onor dei Signore Dio tuo, ed ella sia un sepolcro sempiterno , e mai pi sia riedificata , 17. E nissuna cosa di questo anatema rester nelle tue mani: affinch il Signore calmi i' ira , e il furor suo, e abbia misericordia di te , e ti moltipllchi, come giur a'padri tuoi, 18, Quando tu ascolterai la voce del Signore Dio tuo , e osserverai tutti i suoi comandamenti , che io oggi ti annunzio per far quello che accetto dinanzi al Signore Dio tuo.

C A P O XIV. Si fuggano i riti gentileschi riguard dfunerali. Distinzione degli animali mondi, e immondi. Si paghino le decime. IJL ilii estote Domini Dei vestri', non vos incidetis, nec fa* cietis calvitium super mortuo. a. (i) Quoniam populus sanctus es Domino Deo tuo, et te elegit,utsis ei in populumpecufarem, de cunctis gentibus, quae sunt super terram. 3. (2) Ne comedatis, quae immunda sunt. 4- Hoc est animai, quod comedere debetis*. Bovem, et ovem , et capram,
(i) Slip. r. 6.

orlatevi come figliuoli del Signore Dio vostro: non vi fa te incisioni , e non vi tosate i capelli per ragion d'un morto. 2. Perocch tu sei un popolo consacrato al Signore Dio tuo, ed egli ti elesse , perch tu sii specialmente suo popolo tra tutte le genti, che sono sopra la terra 3. Non mangiate delle cose, che sono immonde. 4 Questi sono gli animali, de' qua li dovete mangiare : il bue, e la pecora, e la capra,

(a) Inf, 26. iS.Levit 11.4.

Ver, i. Non vi fate incisioni. Vedi Levit. xtt. 28. Non vi tosate i capelli ec. L' Ebreo si spiega da molti del non tosare la parte anteriore del capo, i capelli della fronte ; al, tri lo intendono delle ciglia. Veggiamo in somma, che Mos proibisce a' suoi Ebrei un rito superstizioso usato da altre genti nel lutto. Vedi il detto luogo del Levit. vers. 27.

5 Cervum, et eapreatn, bubalum , tragelaphum, pygargum, orygem, camelopardalum. 6. Omne animai, quod in duas partes findit ungulam, et ruminat, comedetis. 7. De his autem, quae ruminarti, et ungulam nonfindunt, comedere non debetis, ut camelum , leporem , chaerogryllum : haec quia ruminant, et non dividuntungulam, immunda erant vobis. 8. Sus quoque, quoniam dividit ungulam, . et non ruminat, immunda erit: carnibus eorum no vescemini, et cada vera no/> t#ngetis. 9. Haec comedetis ex omnibus, quae moranlur in aquis : Quae habent pinnulas, et squamas, comedite:

5. Il cervo , il capriolo, il bufalo, il capro salvatico , il pigargo, Forige, il camelopardo. 6. Mangerete di qualunque animale, che ru* mina , e ha lo zoccolo diviso in due-parti. 7. Ma di quelli che ruminano, e non han lo zoccolo diviso, voi non ne mangerete, come del cammello, della lepre, e del porco spino : questi saranno immondi per voi, perch ruminano , e nom hanno lo zoccolo diviso. 8. Il porco parimente , perch ha lo zoccolo divso, ma non rumina , sar immondo : .non mangerete delle sue carni, e morto noi toccherete. 9. Di tutti gli animali, che abitano nelle acque , voi mangerete quelli che hanno le piccole ale, e le squamine:

Vers 5. Il pigargo. Alcuni lo credono nna specie di caprtu X'orige. Molti credono, che l'Ebreo significhi bue selvaggio, Camelopardo. Alcuni leggono anche cameleopardo , e dicoK>, che quest'animale trovasi nell' Abissinia,

io. Quae absque pin/zwlis, et squamis sunt, fie comedatis, quia iminunda sunt. \\.Omnesaves mundus comedite. 12. Immundas ne comedatis : aquilam scilicet, et gryphem, e/ haliaetum, 13. Ixion, et vulturem , ac milvum, juxta genus suum : 14. Et omne corvini generis, 15* E/ struthionem, e nctuam, et larum, atque accipitrem, juxta genus suum : 16. Herodium, ac cygnum, et ibin , 17. Ac mergulum, porphyrionem, et nycticoracem, 18. Onocrotalum, et charadrium, singula in genere suo : upupam quoque, et vespertilio* nem. 19. Et omne , quod reptat, et pinnulas ha^et, immundum erit, et n on comete tur.

10. Quelli che sono senza le piccole ale , e senza squamme, non li mangiate , perch sono immondi. 11. Mangiate di tutti gli uccelli mondi. 12. Astenetevi dagi' immondi, come 1' aquila , il grifone , 1' aquila marina, 13. L'issione , e 1* avoltoio e il milvo, e tutte le sue specie : 14. E lutti quelli che sonodel genere de'corvi, 15. E lo struzzolo, e la civetta, e il laro, e lo sparviere, e tutto quello che della stessa specie : 18. L'airone, il cigno, e T ibi, 17. E il mergo, e il porfirione , e il cuculio, 18. L' onocrotalo , e il caradria, ognuno colle loro specie : l'upupa, e il pipistrello, 19.E tutti quelli che hanno l'ale e si strascinan per terra , saranno immondi, e non si mangeranno.

so. Mangiate di tutto quello clic mondo. 21. Non mangiate di nissuna bestia morta da s. Dalle o vendile al forestiero , che abita nelle stesse mura , perch ei le marrgi : perocch tu sei un popolo consacrato al Signore Dio tuo. Tu non cuocerai il capretto nel latte di sua madre. 22. Ogni anno sepa22. Decimam partem separabis de cunctis rerai la decima parie /ructibus tuis , qui na- di tutti i fruiti che nascuntur in terra per scono dalla terra. annos singulos. 23. E mangerai al 23. Et comedes in conspectu Domi/zi Dei cospetto del Signore tui in loco, quem ele- Dio tuo nel luogo eletgerit, ut in eo nomen to da lui, affinch ivi sia illius invocetur, deci- invocato il suo nome, mam frumenti tui , et la decima del tuo fruvini, et olei, et primo- mento, e del vino, e delgenita de armentis , et 1* olio , e i primogeniti ovibus tuis , ut discas de' tuoi armenti, e de* timere Dominum tuum tuoi greggi: affinch tu impari a temere il Siomni tempore. gnore Dio tuo in ogni tempo.
Vers. ar. Dalle , o vendile al forestiero. Per forestiero qu non s'intende il proselito di giustizia, ma qualunque straniero gentile, o anche un proselito di domicilio. Vers. 22, e a3. Separerai la decima ec. Vedi cap. su. 17. 18.

so. OiftTf, quod mundum est, comedite. 21. Quidquid autem morticinum est, ne vescamini ex eo. Peregrino , qui intra portas tuas est, da , ut comedat, aut vende ei: quia tu populus sanctus Domini Dei fui es. Non coques haedum in latte matris suae.

24. Ma te. il viaggio $4* Cum autem longior fuerit via, et locus, sar troppo lungo per quem eiegerit Dominus andare al luogo eletto Deus tuus, tibique be- dai Signore Dio tuo, ed nedi&erit, nec potueris egli li avr data benead eum haec cuncta dizione copiosa, e non potraiportare ogni cosa; portare ; 26. Venderai tutto, e 25. Tendes omnia, et in pretium redges , lo convertirai in dena* portabisque manu tua, ro, e lo porterai colle et proficisceris ad lo- tue mani, andando al cum, quem eiegerit Do- luogo eletto dal Signominus Deus tuus: re Dio tuo : 26. E collo stesso de26. Et emes ex eadem pecunia quidquid naro comprerai quel libi.. placuerit sive, ex che ti piacer o bovi, o armentis i sive ex ovi- pecore, e vino , e sicebus, vinum quoque , et ra, e tutto quel che tfieeyvzm, et omne, quodpi appetisci : e mandesiderai anima tua : gerai al cospetto del et comedes coram Do- Signore Dio tuo, e farai mino Deo tuo , et epu- banchetto tu, e la tua laberis tu, et domus famiglia , tua, 27. Et Levites t qui 27. E il Levita che> intra portas tuas est-, abita dentro le tue porcave > ne derelinquas te : guarda di non dieum, quia non habet menticarlo , perocch aliam partem in pos- egli non ha altra porsessione tua. zione dei'tuoi beni. 28. Anno tertia se28. Il terzo anno se* parabis aliam deci- parerai un'altra decima mani ex omnibus, quae di tutta la tua entrala nascuntur tb eo tem- di quel tempo i e la ripore : et repones intra porrai nella tua casa. januas tuas.

C AP O

XIV.

29. yenetque Levi" tes, qui aliam non habet partem, nec possessionem tecum, et peregrinus ac populus , et vzWua, qui intra portas tuas sunt, et come" dent, et saturabuntur : ut benedicat tibi Dominus Deus tuus in cunctis operibus manuum tuarum, quae fceris.

29. E verr il Levi* ta , che non ha altra porzione , n altro fondo tra voi, e il forestiero , e il pupillo, e )a vedova , che abitano dentro le stesse mura con te , e mangeranno , e si sazieranno : affinch il Signore Dio tuo ti benedica in tutte le opere che farai colle tue, mani.

C A P O XV. Verso di chi si debba usare la remissione del settimo anno. Del servo Ebreo , che non vuol essere liberato. De' primogeniti degli animali da consacrarsi al Signore, e da mangiarsi. 1. Oeptimo annofa1. -11 settimo anno farai la remissione, cies remissione/n, 2. La quale si adem2. Quae hoc ordine celebrabitur : Cui de- pir in questo modo t betur aliquid ab amico, Colui che ha qualche
Ver. a$. e 29. Il terzo anno teparerat un1 altra decima ec. La decima , di cui si parla adesso , forse differente dall' altre due? Teodoreto lo afferma, seguendo Giuseppe Ebreo ; ma altri lo negano, e dicono, che si tratta adesso di quella specie di decima, la qnale comandata, vers. 22. a3. 24., con questa sola differenza , che ne' due primi anni dopo l'anno sabatico, questa decima portavasi al tabernacolo per farne banchetto ; nel terzo poi, e nel sesto anno questa decima non si portava al tabernacolo ma s consumava nel luogo, dove ciascuno abitava.

vei proxima, acfratre suo, repetere non poterit, quia annus remissionis est Domini. 3. A peregrino, et advena exiges : civem, et propinquum repetendi non habebis potesttem. 4. Et omnino^ indii gens, et mendicus non erit inter, vos, .ut be. nedlcat 'ti&TJ)oniinu3 Dea? tuus in terra, -quam raditurus est ti' F in possessione ; 5. Si tamen audieris vocem Domini Dei tui, et custodiers univrsa.) quae jussit, et quae

ere ci ito eoa un amico j o prossimo, o fratello suo , non potr ripeterlo, perch questo Tanno della remissione del Signore. 3. Potrai esigere il tuo dal forestiero, e da colui che venuto d'altronde ad abitare con te : non avrai diritto di farti pagare dal concittadino , e prossimo tuo. 4- E generalmente non sarawi tra voi nissun povero , o che chida limosina, affinch ti benedica il Signore Dio tuo nella terra , di cui egli ti dar il possesso; 5. Purch tu ascolti la voce del Signore Dio tuo , e facci tutte le cose , ch' egli comanda , e

Vers.i. Colui che avr credito ... non potr, ripeterlo. Al principio dell' anno sabatico, secondo 1' opinione comune, rimanevano estinti tutti quanti i debiti di qualsivoglia natura, e l'eccezione , che alcuni fanno dell' imprestito confutata chiaramente~nl versetto q. Questo era privilegio proprio dlia nazione ; onde non ne godeva altri che l'Ebreo, e il proselito di giustizia, divenuto Ebreo di religione : tutti gli stranieri n' erano esclusi. Vers. 4- E generalmente non sarawi tra voi nissun povero. Fate in maniera per quanto possibile, che non sieno mendichi tra voi, sollevando e aiutando quelli che per qualche accidente cadono in miseria. Egli certo , che tutto il sistema della legislazione diMos tende a impedire, che il popol minuto non fosse divorato da' ricchi.

ego hodie praecipo li- le quali io oggi li an* i , benedicet tibi, ut nunzio, egli ti benedir , conforme ha propollicitus est. messo. 6. Tu impresterai a 6. Foenerabis gentibus multis , et ipse a molte genti , e non nullo accipies mutuum. prenderai in prestito Dominaberis nationi- da veruno. Avrai domius plurimis, et tui 7/e- nio sopra molte naziomo dominabitur. ni , e nissuno avr dominio sopra di te. 7. Si unus de fratri7.Se uno d'tuoifrabus tuis, qui morantur telli (il quale abita intra portas civitatis dentro le mura della tuae in terra, quam Do tua patria nella terra , minus Deus tuus datu- che il Signore Dio tuo rus est tibi, ad pauper- li dar ) si ridotto in tatem veneriti non ob- povert ; non indurerai durabis cor tuum , nec il cuor tuo , n ritirerai eontrahes manum, la tua mano , 8. Sed aperies eam 8. Ma l'allargherai pauperi, (i) et dabis col povero , e gli premutuum, quo eum indi" sterai quel che tu co nogere pers/?exeris. sci, che gli abbisogna. 9.Baci a di non lasciar9. Cave, neforte subrepat tibi impi cogi- ti preoccupare da un tatioy et dicas i corde empio pensiere, onde (i}Matth. (i) Matth. 5. 4. Lue. 6. 34.
Vers. 6. Tu impresterai a. molle genti. Vale a dire : se tu sarai fedele a Dio , e rimetterai i debiti il settimo anno , egli ti far ricco, e tu non avrai bisogno degli altri, ma potrai dare aiuto anche alle genti straniere. Gli Ebrei indarno da queste parole inferiscono , che sia loro permessa 1' usura verso le nazioni ; imperocch si parla qui del puro imprestito, come apparisce dal contrapposto: e non prenderai in predito da veruno

tuo : Appropinquai septimus aunus remissioms : (i) et averta s oculbs tuos a paupere fratre tuo , nolens ei , quod postula^ mutuum evmmodare, ne clamet contra te ad Dominum, et fiat tibi in peccatum: 10. "Sed dabis ei: Tzec ages quippiam callide in ejus necessitatibus sublevandis : ut benedicat tibi Dominus Deus tuusin omntem* pore , et i cunctis , ad yuae manum miseris. 11. (2) Non deerunt pauperes in terra haitationis tuae : idcirco ego praecipio tibi, ut aperias manum fratri tuo egeno, et pauperi, qui tecum versatur in /erra.
(i) ExoA. 33. io. Levit. 5. *

tu dica in cuor tuo : vicino l'anno settimo di remissione: e non degni di uno sguardo il povero tuo fratello, non volendo imprestargli quel ch' ei domanda : affinch non alzi egli le grida al Signore contro di te , e tu non ti facci reo di gran peccato: 10. Ma gli darai volentieri : e non ti porterai con astuzia , quando fa d' uopo di provvedere alle sue indigenze , affinch ti benedica il Signore Dio tuo in ogni tempo , e in tutto quello che tu intraprenda. 11. Non mancheranno poveri nella terra, dove tu abiterai : per questo io ti comando di allargare la mano verso il tuo fratello necessitoso e povero, che teco dimora nella slessa terra.
(%) Ma.uk, 16. 11.

Ver. Q. * E non degni di uno sguardo. Ebr. E miri con oc*cho maligno il poter tuo fratello.

12. (i) Cum tibi venditus fuerit frater tuus Jebraeus , aut Hebraea , et sex annis servierit tibi, in septimo anno dimittes eum Uberum : 13. Et quem libertte donaveris, nequaquam vacuum abirepatieris. 14. Sed dabis viaticum de gregibus, et de area, et torculari tuo, quibus Dominus Deus tuus benedixerit tibi.

l.Memento quod et ipse servieris in terra AEgypti, et liberaverit te Dominus Deus tuus, et idcirco ego nunc praecipio tibi. 16. Sin autem dixerit i Nolo egredi : eo quod dligat te , et domum tuam, et bene sibi apud te esse sentiate

12. Quando sar stato venduto a te un tuo fratello Ebreo, o una sorella Ebrea, dopo che ti avr servito per sei anni, il settimo anno li rimetterai in libert. ,i3. E quelli, a cui dai libert, non permetterai , che se ne vadano colle mani vote. i4- Ma darai loro per viatico qualche cosa de1 tuoi greggi, e del tuo granaio, e del tuo strettoio , dacch riguardo a queste cose il Signore Dio tuo ti ha data la benedizione. 15. Ricordati, che tu ancora fosti schiavo nella terra d' Egitto , e il Signore Dio tuo ti liber , G per questo io ti fo adesso questo comando. 16. Ma se quegli dir : Io non voglio andarmene : perch vuol bene a te, e alla tua casa, e conosce di star bene con te ;

(ij Exod, *i. 2. Jer. 34- 14.

17. Assumes subu/am, et perforabis aurem ejus in janua do mus tuae, et serviet tibi usque in aeternum : anciUae quoque similiter focies. 18. Non avertas ab eis oculos tuos , quando dimiseris eos liberos : quoniam juxta mercedem mercenarii per sex annos servivit tibi : ut benedieat dbi Dominus Deus tuus in cunctis operibus -, quae agis. 19. De primgenitis, quae nascuntur in or* mentis, et in ovibus tuis, quidquid est sexus ma* sculini, sanctficabis Domino Deo tuo. Non operaberis in primogenito bovis , et non tondebis primogenita ovum. 20. In conspectu Domini Dei tui comedes

17. Prenderai una lesina, e forerai l'orecchia di lui alla porta della tua casa, ed ei ti servir per sempre : lo stesso farai alla schiava. 18. Quando li metterai in libert,non guardarli di mal occhio : dappoich come un mercenario , che lavora per la mercede, ha egli a te servito per sei anni : affinch il Signore Dio tuo ti benedica in tutto quello che fai. 19. Consacrerai al Signore Dio tuo tulli i primogeniti maschi, che nascono da'tuoi armenti , e dalle tue pecore. Non metterai al lavora il primogenito del bue, e non toserai i primogeniti delle pecore. 20. Nel cospetto del Signore Dio tuo li man-

Vers. 17. Lo stesso farai alla schiava. Generalmente g' interpreti credono, che riguardo alle donne si ommettesse la cerimonia di forar loro 1' orecchia. Vers. i g. Non metterai a lavoro il primogenito del bue, e non toserai ec. Questi primogeniti essendo dovuti a Dio, era considerata come cosa ingiusta il voler trame profitto prima di offerirli,

ea per annos singulos in loco , quem elegerit Dominus 3 tu, et domus tua. 21. (i) Sin autem habuerit maculam, vel claudum fuerit, vel COCOTTI, aut in aliqua parte deforme, vel debile , non immolabitur Domino Deo tuo : 22. Sed intra portas urbis tuae comedes illud: tam mundus, quam immundus similiter vescentur eis , quasi caprea, et cervo. s3. Hoc solum observabis, ut sangunem eorum non comedas ; s.ed effundes in terram quasi aquarii.

gerai ogni anno tu, e la tua famiglia nel luogo eletto dal Signore. 21. Ma se avr qualche difetto , o sar zoppo , o cieco, o deforme in qualche parte, o stroppiato , il primogenito non sar immolato al Signore Dio tuo: 22. Ma lo mangerai dentro le porte della tua citt: tanto l'uomo mondo, come l'immondo rie mangeranno Ggualmente , come si fa della capra, e del cervo. a3. Solamente osserverai di non mangiare del loro sangue ; ma lo spargerai, come l'acqua, per terra.

(i) Levt. 22. 20. 21. Eccli. 35. i

Vers. 20. Li mangerai... tu, e la ina famiglia ce. Tu , o sacerdote; perocch Mos rivolge ora il discorso a quelli che aveaii diritto di mangiare gli ammali primogeniti. Vedi Nutn. xvtn. 17. Vers. 2i. e 22. Ma se avr qualche difetto ec. Se 1*animai primogenito difettoso , non pu immolarsi, ma dee redimersi j e allora puy mangiarsi dal padrone in qualunque luogo.

DEUTERONOMIO C A P O XVI. Le tre principali feste dell5 anno , degli azzimi, delle settimane, de' tabernacoli. Del creare giudici giusti, e del fuggire le occasioni d'idolatra. 'i. vXbserva mensem novarum frugum, et verni primum temporis% ut /acias Phase Domino Deo tuo : quoniam in isto mense eduxit te Dominus Deus tuus de AE$jfpto nocte. 1. \Jsserva il mese della nuova messe, che il primo della primavera , affin d celebrare la Pasqua in onore del Signore Dio tuo : perch in questo mese il Signore Dio tuo ti trasse dalPEgitio di notte tempo 2. E immolerai al Signore Dio tuo la Pasqua in pecore, e in bovi nel luogo eletto dal Signore Dio tuo pel suo culto.

" s,ImmolabisquePhase Domino Deo tuo de ovibiis , et de bobus in loco, quem elegerit Dominus Deus tuus, ut habitet nomen ejus ibi. 3. Non mangerai col3. Non comedes in eopanemfermentatum. la Pasqua pane fermen-

Vers. i. Di notte. Di gran mattino. Vers. 2. In pecore , e in bovi. Mos col nome di Pasqua intende qui ttitte le vittime pasquali, e primo 1' agnello , secondo le altre ostie ordinate da Dio, jVum. xxvm. 19. 3. 24 Si offerivano ancora nelle feste di Pasqua delle ostie pacifiche da molti per divozione, delle quali dipoi partecipavano. Di queste ostie pacifiche alcuni credono, che vada inteso il luogo di s, Giovanni, xvm. a& , dove dice, che gli Ebrei non entraron nel pretorio per non contaminarsi, e per poter mangiare la Pasqua, cio le ostie pacifiche che solevauo offerire ia tempo di Pasqua,

Septem diebus come" dts absque fermento afjlictonis panem^quoniam in pavere egressus es de AEgypto , ut memineris dei egressionis tuae de AEgypto omnibus diebus vitae tuae. 4- Non apparebitfermentum in omnibus terminis tuis septem diebus , et non remanebit de carnibus ejus, quod immolatum est vespere in die primo, usque mane. 6. Non poters immolare Phase in qualibet urbium tuarum, quas D ominus Deus tuus daturus est libi ; 6. Sed in loco, quem eiegerit Dominus Deus tuus, ut habitat nomen ejus ibi t immola*

tato. Per sette giorni mangerai il pane di afflizione senza lievito, perch tu con paura uscisti dall' Egitto ; affinch ti ricordi della tua uscita dall' Egitto per tutti i giorni della tua vita. 4. Non si vedr lievito dentro de' tuoi confini per sette giorni, e delle carni della vittima immolata il primo d alla sera, non ne rester fino alla mattina. 5. Non potrai immo-, lare la Pasqua in qualsisia delle tue citt, le quali saran date a te dal Signore Dio tuo , 6. Ma si nel luogo eletto dal Signore Dio tuo pel suo culto immolerai la Pasqua la se-

Vers, 3. Pane di afflizione. Si perch era una memoria delle afflizioni sofferte in Egitto , e dell' agitazione , in cui si trovarono la notte della loro partenza , si perch questo pane realmente men saporito , e pi grave allo stomaco. Vers. 5. e 6. Non potrai immolare la Pasqua, in qualfisia delle tue citta ec. L' agnello pasquale era un sacrifiiio ; e perci non altrove poteva immolarsi, se non nell'atrio del tabernacolo, ovvero del tempio. Gli Ebrei dicono , che dovevano ancora bruciarsi le viscere , e il grasso. Ne.l tempo di tua uscita dalV Egitto. Nel mese C nel giorno stabilito; il qual mese e giorno combina col tempo di tua partenza dall' Egitto.

Deuter. Vol. IH.

18

bis Phase ve^pere ad solis occasum, quando egresso es de AEgypto. 7. Et cogues, et co* medes in loco, quem elegerit Dominus Deus tuus, maneque consur* gens vades in taberna* cula tua. 8. Sex diebus come" des azyma : et in die septima, quia collecta est Domini Dei tui, non facies opus, 9. Septem hebdoma" das numerabis tibi ab ea die, qua falcem in segetem miseris. io.Etce!ebrabis d/em festum hebdomadarum Domino Deo tuo, oblationemspontaneam manus tuae, quam offeres juxta benedictionem Domini Dei tui.

ra al tramontar del sole nel tempo di tua uscita dall' Egitto. 7. E la cuocerai, e la mangerai nel luogo eletto dal Signore Dio tuo, ^ la mattina alzandoti andrai a casa tua. 8. Per sei giorni mangerai gli azzimi : e il settimo giorno non lavorerai , perch la solenne raimanza in onor del Signore Dio tuo* 9. Conterai sette set* timane dal d, in cui porrai la falce nella messe. 10. E celebrerai la festa delle sellimane in onor del Signore Dio tuo , colla obblazione spontanea, che tu farai di lue facoU , a proporzione del bene , che ha ciato a te il Signore Dio tuo.

Vers. 7. E la mattina alzandoti andrai a casa ina. Era adunque permesso a chi non poteva trattenersi pi lungamente , di andarsene a casa sua la mattina stessa del di di Pasqua : moltissimi nondimeno passavano nello stesso luogo tutti i sette giorni. Vers. g. Dal di, in cui porrai la falce ec. Il secondo giorno di Pasqua si offerivano le primizie dell' orzo , e sette settimane dopo il secondo giorno di Pentecoste si offerivano quelle del grano. Vedi Levit, xxiu.

il.Et epulaberis coram 'Domino Deo tuo, tu, filius tuus , et filia tua, servus tuus, et ancilla tua, et Levites , qui est intra portar tuas , advena , ac pupillus, et vidua, qui morantur vobiscum, in loco , quem eiegerit Dominus Deus tuus, ut habtet nomen ejus ibi : 12. Et recoraberis, quoniam servus fueris in Aft gyp to^custodie scjue , ac facies , quae praecepta sunt. i3. Solemnitatem quoque tabernaculorum celebrabis per septem dies, quando collegeris de area, et torculari fruges tuas i 14. Et epulaberis in fcstivitate tua, tu,filius tuus, et filia , servus tuus, et andila, Levites quoque, et advena, pupillus, ac vidua, qui intra portar tuas sunt.

11. E farai banchetto dinanzi al Signore Dio tuo, tu, e il tuo figliuolo, e la tuafiglia, il tuo servo, e la tua serva, e il Levita , che abita dentro le lue porte, il forestiero, e il pupillo , e la vedova , che dimoran tra voi, nel luogo eletto dal Signore Dio tuo per istabilirvi il suo culto: 12. E ti ricorderai, come tu fosti schiavo in Egitto, e osserverai, e farai le cose , che li sono ordinate. 13. Celebrerai parimente la solennit de' tabernacoli per sette giorni, finila la raccolta , e la vendemmia :

14. E farai banchetto in questa tua solennit4tu, e il tuo figliuolo, e la figlia, il tuo servo, e la serva, il Levita parimente, e il forestiero , il pupillo , e la vedova , che abitano dentro le tue porle. 16. Celebrerai questa 15. Septem diebus Domino Deo tuo festa festa in onor del Signocelebrabis in loco, quem re Dio tuo per selt&

elegerit Dominus, benedice t(ju libi Dominus Deus tuus in cunctisfrugibus tuis, et in omni opere manuum tuarum, erisque in laetitia. 16. Tribus vicibus per annum apparebit omne masculinum tuum in conspectu Domini Dei tui in loco , quem elegerit: in solemnitate asymorum, in solemnitate hebdomadarum, et in solemnitate tabernaculorum. (i) Non apparebit ante Dominum vacuus. 17. Sed offeret unusquisque secundum quod habuerit juxta benedictionem Domini Dei sui, quam dederit ei. 18. Judices , et magistros constitues in omnibus partis tuis , quas Dominus Deus tuus dederit tibi, per singulas tribus tuas : utjudicent populum ju~ sto judicio^

giorni nel luogo eletto dal Signore: e il Signore Do tuo ti dar benedizione in tutti i frutti della tua terra , e in tutte le opere delle lue mani, e sarai consolato. 16. Tutti i tuoi maschi tre volte l'anno si presenteranno al cospetto del Signore Dio tuo nel luogo eletto da lui: nella solennit degli azzimi, nella solennit delle selli ma n e , e nella solennit de' tabernacoli. Non si pre. senteranno al Signore colle mani vote. 17. Ma ognuno far offerta secondo le sue facolt, e secondo la benedizione datagli dal Signore Dio suo. 18. Tu metterai de' giudici, e (le'magistrat in tutte le porte della citt, che ti saran date dal Signore Dio tuo , e in ciascuna delle tue trib: affinch giudichino il popolo con buona giustizia,

(i) Exod. a3. 15,, ei 34- 20. Eccli. 35, 6,

i p. Nec in alteram partem decl'uient. (i) Non accipies personam, nec munera : quia munera excoecant oculos sapientum, et mutant verba justorum.

19. E non propendano verso una delle part. Tu non sarai accettator di persone, n di donativi; perocch i donativi acciecano gli occhi dei saggi, e alterano il linguaggio de' giusti. 20. Juste, quod ju~ 20. Amministrerai la slum est persequeris, giustizia da giusto, afut vivas , et possideas finch tu possa vivere, terram, quam Dominus e possedere la terra, Deus tuus dederit doi. che il Signore Dio tuo ti avr dato. 21. Non pldntabs lu21. Non pianterai bocum, et omnem arbo- schetto, n alcun alberem juxta altare Domi- ro presso alT aliare del ni Dei tui. Signor Dio tuo. 22. Non ti fabbriche22. Nec facies libi , neque coistitues sta- rai , n erigerai alcun tuam : quae odit Domi" simulacro : questi sono in odio al Signore Dio nus Deus tuus. tuo. (\) Exod. a3. 8. Levit. 19. i5. Sup. i. 17, Eccli. ao. 3i.

Ycrs. ai. Non pianterai boschetto ec. Couic si usava dagl'idolatri , o come si dello altre volte.

C A P O XVII. Sclta della vittima. Pene dell' idolatria. Nelle difficolt gravi si ricorra al sommo sacerdote , e al suo consiglio. Quello che dovr osservare il re che sar eletto. i. J_ V on immolabis Domino Deo tuo ovem^ et bovem, in quo est macula, aut quippiam vitii : quia abominatio est Domino Deo tuo. 2.Cum repertifuerint apud te, intra unam portarum tuarum c/uas Dominus Deus tuus dabit tibi, vir, aut mulier, qui faciant malum in conspectu Domini Dei tui, et transgrediantur pactum illius, . 3. Ut vadant, et serviant diis alienis, et adorent eos, solem^ lunam, et omnem mili' tiam coeli, quae non praecepi: 4. Et hoc tibi foerit nuntiatum^audiensc/ue inqmsieris diligenter,
f>t ttarv/m p ev/> v/i/r/

1. L ^ o n immolerai al Signore Dio tuo una pecora , o un bue , che abbia qualche macchia, o difetto : perch cosa abbominevole agli occhi del Signore jtfio tuo. 2. Quando s trover presso di te, dentro una delle lue citt date a te dal Signore Dio tuo , o uomo, o donna, che fa e- ^ ciano il male al cospetto del Signor Dio tuo , e trasgrediscano il suo patto, 3. E vadano a servire agli dei stranieri, e gli adorino , il sole , la luna, e tutta la milizia del cielo, che io non ho comandato : 4. Ove ci sia a te riferito , e avrai fallo diligente ricerca sopra quello che hai udito, e

ris , et abominatio /a- avrai trovato che la verit, e che tale abbocta est in Israel : rninazione stata fatta in Israele : 5. Condurrai l'uomo, 6. Educes virum, ac mulierem, qui rem sce- e la donna, che han fatleratissimam perpetra* ta cosa s scellerata, alrunt, ad portas civita' le porte della tua citt, s tuae, et lapidibus e saran sepolti sollo le pietre. obruentur. 6.Sul deposto di due, 6. (i) In ore duorum, aut trium te s dum per" o di tre testimoni peibit, qui interficietur. rir colui che degno Nemo occidatur > uno di morte. Nissuno sar contra se dicente testi- ucciso quando un solo testimonio parla contro monium. di lui. 7. I testimoni saran7. Manus testium prima interficiet eum, no i primi a dar di ma(2) et manus reliqui no ad uccidergli, e alpopuli extrema mitte- 1' ultimo vi dar mano tur, ut auferas malum tutto il resto del popolo , affin di togliere il de medio tui. male dalla tua societ. 8. Se in qualche ne8. Si difficile, et ambiguum apud te judi- gozio, che pende dinan(i) Infr. 19. i5. Maiih. 18. 16. a. Cor. i3. i. (^ Sup. 13. 9.
Vers. 5. Condurrai V uomo, e la donna ... alle porte della citta. Li condurrai dinnanzi a'giudici, i quali stavano a render ragione presso le porte d' ogni citt. In ciascuna di queste eravi un sinedrio, o consiglio di ventitr giudici: ne' villaggi, dove fossero meno di cento venti uomini, vi era un magistrato di tre persone. L'uno e l'altro certo era composto di sacerdoti, leviti, ed Ebrei nobili, ricchi, saggi, e senza difetto di corpo, o di spirito. Le sentenze pronunziate contro de' rei si eseguivano fuori delle porte,

cium esse perspexem inter sangu/nem et sangui/iem, causam et causam, lepram et lepram: et judicum intra por tas tuas videris verba variari, sur'ge, et ascende ad locum quem eie gerit Dominus Deus fuus, 9. (i) Veniesque ad sacerdotes Levitici generis , et ad judicem, qui fuerit illo tempore* (juaeresque ab eis, qui judicabunt tibi judicii meritate/n.

zi a te, vedrai della difficolt , e ambiguil tra sangue e sangue, tra causa e causa , tra lebbra e lebbra : e vedrai, che varii sono i sentimenti de' giudici della tua citt, partiti, e va al luogo eletto dal Signore Dio tuo, 9. E ti porterai da' sacerdoti della stirpe di Levi, e dal giudice , che risieder in quel tempo : e li consulterai , ed eglino ti faranno scorta a giudicare secondo la verit. 10. E tu farai tutto 10. Et facies quod" cumque dixerint, qui quel che ti avran detto
(i} a. Par. i g. 8.

Vers. 8. Tra sangue e sangue. Pel sangue intendesi l'omicidio, onde vuol dire, se si disputa, se l'omicidio per esempio sia volontario, ovver casuale. Tra causa e causa. Con questo sono notate le cause civili. Tra lebbra e lebbra. Il decidere della qualit della lebbra portava seco molta difficolt, e ci apparteneva a' sacerdoti. Vedi Levit, cap. xm. Va al luogo eletto. Al luogo del tabernacolo, ovvero del tempio. Vers. g. E dal giudice che risieder in quel tempo. Gli Ebrei, e Filone, e Giuseppe, e la massima parte degl' interpreti per questo giudice intendono il sommo sacerdote ; lo che combina con quel che si legge, capo xxi. 5, e altrove ; e qui pure versetto i a : Chi poi non vorr obbedire al comando del sacerdote 7 che in quel tempo ministro del Signore Dio tuo , n al de-* coro del giudice (vale a dire dello stesso sacerdote che giudice) sar messo a morte: le quali parole parrai che non lascino luogo di dubitare del senso che debba darsi a questo luogo.

4*7 quelli che presiedono praesunt loco, quem e- e nel luogo eletto dal legerit Dominus, et do- i Signore , e quel che ti cuerint te *avranno insegnato 11. Secondo la legge n.Juxtalegemejus: sequerisquesententiam di lui : e seguirai il loeorum : nec declinabis ro parere : e non torad dexteram, neque ad cerai a destra , n a sinistra. sinistra?. 12. Chi poi si le vera i a. Qui autem superin superbia, e non vorbierit, nolens obedire r obbedire al comansacerdotis imperio, qui eo tempore ministrai do del sacerdote che Domino Deo tuo, et de- in quel tempo il ministro del Signore Dio creto judicio ; morietur tuo , n al decreto del homo ille, et auferes giudice ; costui sar malum de Israel messo a morte, e toglierai il male da Israele. 13. E tutto il popolo rt.Cunctusque popuall'udire tal cosa ne lus audiens timebit, ut concepir timore , alnuOus deinceps intufirich nissuno in appres mescat superbia. so si levi in superbia. 14. Quando tu sarai A ^. Cum ingressum entralo nella terra, che fueris terram , qw sar data a le dal SignoDominus Deustuusdabit tibi, et possedere re Dio tuo, e ne sarai eam, habitarerisque in in possesso, e l'abitersi, illa, et dixeris : Consti- e dirai : Io mi creer un tuam super me regem, re, come lo hanno le sicut habent omnes pe? altre nazioni circonvicine : circuitum nationes :
v , / E dirai lo mi creer un re ec. Moi predice, che ^tnf - glie , <* ^d I"-

15. Eum constitues , quem Dominus Deus tuus eie gerit de numerofratrum tuorum. Non poteris alterius gentis hominem regem facere^ qui non sitfrater tuus. 16. Cumque fuerit cnstitutus, non multi' plicabit sibi equos, nec reducet populum in A Egyptwm, equitatus numero sublevatus, praesertim cum Dominus praeceperit vobis, ut nequaquam amplius per eamdem viam revertamnL 17. Non habebit uxores plurimas , quae al liciant animum ejus,

15.Creerai quello che sar stato eletto dal Signore Dio tuo del numero de' tuoi fratelli. Non potrai alzare al regno un uomo fi' altra nazione , e che non sia tuo fratello. 16. E quando egli sar stato messo in possesso, non rauner moltitudine di cavalli, e non ricondurr il popolo in Egitto, fatto ardito pella molta sua cavalleria , avendovi particolarmente comandato il Signore di non tornare mai pi a battere quelle strade. 17. Non avr gran numero di mogli, le quali lo facciano tra-

r , bench ci non sa per essere senza suo disgusto ., e offesa, come si vede, i. Reg. vin. 7. Posta adunque tal permissione si stabiliscono delle condizioni pel futuro re. Yers. 15. Che sar stato delio dal Signore ce. Cosi fu di Sanile, e di Davidde,. la stirpe del quale continu sul trono d*Israele in virt della promessa fatta da Dio allo stesso Davidde. Yers. 16. Non raduner moltitudine di cavalli ec. Nella terra di Canaan, e ne' vicini paesi erano rari i cavalli, i quali si compravano dall' Egitto. Dio non vuole, che il re d'Israele n per fasto e superbia, n per levarsi a tentare imprese grandi , tenga un gran numero di cavalli. L' Ebreo accenna , che il principe per avere i cavalli avrebbe dovuto maridar sua gente nell'Egitto con pericolo di riportarne la peste dell' idolatria ; pecc in questo Salamene, come in altre cose.

neque argenti, et auri viare, ne immensa immensa pondera. quantit d' oro, e di argento. 18. Postquam autem 18. E quando ei si sederit in 3olio regni sar assiso sul suo trosui) describet sibi Deu- no reale, egli scriver teronomium legis hu- per suo uso un doppio jus in volumine, acci- esemplare di questa legpiens exemplar a sa- ge in un volume , cocerdotibusLeviticae tri* piandola dall' originale datogli dai sacerdoti bus : della trib di Levi : 19. Et h<?bebit se* 19. E lo terr presso cum , legetque illud o* di se , e lo legger tutmnibus diebus vitae ti i giorni della sua visuae , ut discat ti/nere ta , affinch impari a teDominum Deum suum, mere il Signore Dio suo, et custodire verba, et e ad osservare le sue caeremonias ejws, quae parole, e le sue cerimoi/* lege praccepta sunti nie comandate nella legge: 2 o. Affinch il suo 2 o. Nec elevetur cor e;us in superbiam su- cuore non si levi in super fratres suos, neque perbia contro de' suoi dee Un et in partem dex- fratelli, ed egli non pieVera. 17. Non avr g an numero di mogli. La poligamia sino a un certo seguo non e a proibita a' re ; cos Davidde ebbe pi d' una moglie. Ne immensa quem 'la d'oro ec. Davidde ne accumulo eomme immense ; ma per fa lo servire al decoro della religione. Vers. 18. Scriver pe suo uso un doppio esemplare ce. Sebbene la volgata sia qui un po' oscura , non dubito per che tale ne sia il senso , com' dell' Ebreo, e generalmente dei dottori della sinagoga. Tra' cristiani principi son celebri peli' amore , e lo studio assiduo della divina parola , il gran Costantino , Carlo Mogno, s. Stefano re d'Ungheria, Alfonso 1. re di Spagna, Alfon* so re d'Aragona, Alfredo re d'Inghilterra, c-c.

teram, vel sinistravi, ut longo tempore regnet ipse , et filii ejus super Israel.

gin a destra, n a sinistra , affinch regni per mollo tempo egli, e i euo figliuoli sopra Israele.

C A P O XVIII. 1 sacerdoti, e i leviti in cambio delle possessioni hanno le obblazioni, e i sacrifizii. Si fugga ogni superstizione. Del profeta verace che sar mandato. Il falso profeta si uccida. Come si discerna il vero dal falso. i.JLToJi (i) habeLunt sacerdote^, et lefitae, et omnes , qui de eadem trib sunt, partem, et hereditatem cum reliquo Israele, quia sacrificia Domini, et oblationes ejus comedenti a. Et nihil aliud accipient de possessione fratrum suorum : Dominus enim ipse est he' . JL sacerdoti, e i leviti, e tutti quelli che sono della stessa trib , non avranno porzione , n eredit col rimanente d'Israele , perocch vivranno dei sacrifizii del Signore , e delle offerte che a lui son fatte. 2. E non avranno al* tra cosa di tutto quel che posseggono i loro fratelli, perch lo stes-

(i) Num. 18. ao. a 3. Sup. io. 9. i. Cor. 9. 13.

Vers. 20. Egli, e i juoi figliuoli. Cosi avvenne a Davidde, nella famiglia del quale il regno rimase ereditario -, lo che qui predetto tacitamente da Mos.

reditas eorum, sicut lo- so Signore egli la locutus est illis. ro eredit, conforme ha detto ad essi. 3. Ecco il diritto de' 3. Hoc erit judicium sacerdotum a populo, sacerdoti riguardo al et ab his , qui ojferunt popolo e a quelli che victimas : sive bovem , offeriscono delle vittisive ovem immolave- me : se immolano un rint, dabunt sacerdoti bue, o una pecora , daarmum ac ventriculum : ranno al sacerdote la spalla G il petto : q. Le primizie del 4- (i) Primitias fru* men , vini , et o/ei, et frumento , del vino , e lanarum partem ex o- dell* olio , e una parte delle lane alla tosatura vium tensione. delle pecore. 5. Perocch il Signo5. Ipsum enim elegit Dominus Deus tuus de re Dio tuo lo ha eletto cunctis tribubus tuis, da tutte le tue trib , ut stet, et ministret no- perch egli assista dimini Domini ipse, et fi- nanzi a lui, ed eserciti lii ejus in sempiternum. il ministero del Signore egli, e i suoi figliuoli in perpetuo. 6. Si exierit levi/es 6. Se un levita esce ex una urbium tuarum da 'Una delle tue cill ex omni Israel, in qua da qualunque parte d'Ihabitat, et voluerit ve- sraele , dove egli abitanire,desiderans locum, va, e vuol venire per afquem eiegerit Dominus, fetto al luogo eletto dal Signore,
(i) Num. 18. 21.

Vers. 4- Le primizie del frumento , del vino ec. Di queste si altrove parlato: elle furou lssate tra la quarantesima e la sessagesima parte di quello che uno raccoglieva di vino , erano, oc,, e si pagavano in denaro.

7. Ministrabit in nomine Domini Dei sui, sicut omnes fratres eju? levitae, qui stabunt eo tempore coram Domino. 8. Partem ciborum eamdem aceipiet, quam et ceteri ; excepto eo , quod in urbe sua ex paterna ei successione debetur. 9. Quando ingressus fueris terram, quam Dominus Deus tuus dabit tibi) cave, ne imita' ri velis abominationes llarum gentium : i o. Nec inveniatur in te , qui lustret filium suum , aut filiam , ducens per ignem (i), ut qui hariolos sciscitetur, et observet somnia, at(i) Le vil. io. 17.

7. Egli far sue funzioni nel nome del Signore Dio suo come tutti i suoi fratelli leviti che stanno in quel tempo dinanzi al Signore. 8. Avr la stessa porzione di cibo che avranno gli altri: senza quello che dovuto a lu di successione paterna nella sua patria. 9. Allorch tu sarai entrato nella terra, che ti sar data dal Signore Dio tuo , guardali dal voler imitare le abbominazioni di quelle genti: 10. N siavi tra voi chi per purificare il figliuolo o la figlia, li faccia passare pel fuoco : o chi interroghi g' indovini , e dia retta ai

Vers. 6. 7. e 8. Se un levita esce da una delle due citt ec. Si parla d' un levita , il qual desideri per divozione di servire fuori del tempo del suo turno , o per lungo spazio di tempo , o per tutta la vita, nel tabernacolo. Mos ordina, che ei.sia ricevuto , e alimentato come gli. altri leviti che sono ali' attuai servigio in quel tempo. Senza quello che e dovuto a lu d successione paterna ce. Senza pregiudizio di quello che pu toccare a lui di beni paterni. Questi beni potevan essere qualche casa , o qualche, capitale di bestiami 7 o altro simile acquisto fatto dal padre.

que augwria, nec sit sogni, e agli augurii, n ehi faccia uso de'mamaleficus, lefizii, 11. N chi faccia uso n. Nec incantator^ nec qui pythones con- dei sorlilegii, n chi siilat^ nec divinasi (i) consulti i pitonici, o gli aut quaerat a morluis astrologi : n cerchi di sapere da' morti la vemeritatemi rit : 12. Imperocch il Si12. Omnia enim haec tbominatur Dominus, gnore ha in abboni inaet propter istiusmodi zione tutte queste cose, scelera delebit eos in e a causa di queste scelleraggni egli stermiintroita tuo. ner quelle genti nel tuo ingresso. 13. Tu sarai perfetto, 13. Perfectus eris, et absque macula cum e senza macchia rispetto al Signore Dio tuo. Domino Deo tuo. 14. Quelle nazioni , i4- Gentes istae , quarum possidebis ter~ delle quali tu occuperai ram , augures , et divi- la terra, danno reit nos audiunt : tu autem agli augurii, e agi' ina Domino Deo tuo ali" dovini ; ma tu in altro modo sei stato discipliter institutus es nato dal Signore Dio tuo.
(i) i. Reg. a8. 7.
Vers. io. Chi per purificare il filinolo , e la f glifi ec. Era opinione de'Gananei (dice un dotto Rabbino), che non morissero prima del tempo i fanciulli che si facevano passare pel fuoco. Oltre questa maniera di lustrazione , o di espiazione , egli certissimo , che i Cananei, i Fenici, g' Idumei, e molti altri popoli ebbero la barbara superstizione di bruciar vivi i fanciulli in onor degli Dei. Vedi Levil. xx., Jerem. xix. 5. 6., Ezech. xxin. 3y. 38., Ps. io5. vers. 87. 38. E questo, e gli altri disordini notati in qne~ sto, e nel seguente versetto eran comunissiini tra gli abitanti della -.Cananea.

16. (i) PROPHETAM de gente tua , et de fratribus tnis sicut me , suscitabit tibi Dominus Deus tuus : ipsum a//d/es. 16. Ut petisti a Domino Deo tuo (2) in Hor%eb , quando concio congregata est, atque dixisti : Ultra non au* * diam vocem Dominili ei mei, et ignem hunc ma(i) Joan. i. 45. Ac*. 3. aa.

io. Il Signore Dio tuo ti mander un PROFETA della tua nazione , e del numero de' luoi fratelli come me :' lui ascollerai. * 16. Secondo quello che tu domandasti al Signore Dio tuo presso 1' Horeb , quando tutta la moltitudine era adunata , e dicesti: Che io non senta pi la voce
(>.) Exod. ao. ai.

Vers. 15. li Signore ti mander un PROFETA della tua nazione. Da questo versetto fino al 20. il senso immediato letterale riguarda il Cristo, il Messia. E che tale fosse la comune interpretazione della Sinagoga a' tempi di Ges Cristo , lo dimostrano 1' Apostolo s. Pietro ( Alii ai. ) e s. Stefano ( A t t i vii. ) , i quali citano questo luogo per dimostrare agli Ebrei , che questa promessa di Mos era adempiuta nella persona di Ges Cristo. E a questo luogo eziandio si allude, Joan. i. 4- 5., Joan. vi. 14Ma vediamo brevemente sopra quali principii posasse questa credenza degli Ebrei. In primo luogo Mos parla di un profeta particolare , di un profeta per eccellenza ; secondo di un profeta simile allo stesso Mos negli uffizii di legislatore, di condottiere del popolo, di mediatore , operator di prodigi! , profeta per dir tutto in una parola , che rassomigliasse a colui, il quale , come sta scritto Deut, xxxiv. io., e come credettero in ogni tmpo gli Ebrei, non doveva aver chi lo somigliasse, se non quest' uno, cui Mos stesso predice, e promette in questo luogo, paragonando i termini di questa promessa con quello che del Messia, e non d' altri avea qui parlato Mos. L'applicazione fatta dagli Apostoli di questa profeza a Ges Cristo, in cui facilmente mostravano essere concorsi in grado infinitamente superiore tutti i caratteri, che distinsero il legislatore Mos , quest' applicazione si naturale e piana indusse gli Ebrei degli ultimi tempi a rinunciare alla fede dell'antica sinagoga, a rinunziare a questa grandiosa promessa, e a pretenderla avverata in Giosu-, ma non da disputare con costoro, de'quali fu gi detto da Cristo : Ei son ciechi, e guitte dei ciechi.

ximum amplius non videbo , ne moriar : 17. Et ait Dominus mihi: Bene omnia sunt loculi. 18. (i) PropJietam suscitalo eis de medio fratrum suorum yimilem fui : et ponam verba mea in ore ejus, loque tur que ad eos omnia, quae praecepero illi. 19. Qui autem verba ejus , quae loquefyr in nomine meo, audire noluerit, ego ultor existam. 20. Propheta autem, qui arrogantia depravatus voluerit loqui in nomine meo, quae ego non praecepi illi, ut diceret, aut ex nomine
(i) Joan. i. 45. Act. 3. 3a.

del Signore Dio mio , e che io non vegga pi questo fuoco grandissimo perch io non muoia. 17. E il Signore mi disse t Hanno in tutto parlato bene. 18. Un Profeta far loro nascere di mezzo a* loro fratelli simile a te : e in bocca a lui porr le mie parole , e ad essi riporter tutto quello che io gli comander. 19. Chiunque poi non vorr ascoltar le parole che egli nel nome mio annunzier , prover le mie vendette. 20. Ma se un profeta corrotto da arroganza vorr annunciare nel nome mo quello che io non gli ho comandato di dire , o parler a no-

Vera. 16., e iq. Secondo quello che tu domandasti eo. Atter fito dal suono della voce del Signore , e ali' apparire della tremenda sua maest tu chiedesti, o Israele , che Dio stesso non ti parlasse, ma a nome di lu ti parlassi io stesso , esponendoti la sua volont : allora si fu , che il Signore condescendendo alla tua debolezza mi promise assai pi di quello che tu sapessi desiderare ; vale a d-ire che egli a te mander questo gran Profeta, il quale ti spieghi la volont del tuo Dio , onde tu debba o obbedirlo , o tirarti addosso le vendette del medesimo Dio tuo.

alienorum deorum, interficietur. - 21. Quod si tacita cogita/ione responderis : Quomodo possum intelligere verbum, quod Dominus non est locutus? 22. Hoc habebis signum : Quod in nomi' ne Domini propheta praedixerit, et non e^enerit, hoc Dominus non est locutus : sed per tumore m animi sui propheta confinxit: et idcirco non limebiseum.

me degli dei stranieri, sar messo a morte. 21. Che se il tuo pensiere ti suggerisce: Come posso io conoscere che il Signore non ha detta quella parola? 22. Eccoti il segno: Se quello che ?1 profeta ha predetto nel nome mio non sia avvenuto , il Signore non ha parlato : ma il profeta per la sua superbia ha inventata tal cosa, e perci tu noi temerai.

Vers. 22. Se quello che il profeta ha predetto ec. Se la predizione non si verifica, egli indubitato, che ella non viene da Dio. E notisi, che si parla qui di un profeta falso, il quale si d per mandato da Dio; perocch se si trattasse di uo che predicasse i falsi Dei, senza aspettare altra prova doveva essere messo a morte. Vedi cap. xui. i. 28. * Noi lemerat. Non ne farai caso.

C A P O

XIX.

Sieno destinate sei citta di rifugio : chi sia che i/i esse si rifugier con sicurezza , e chi no. Dei testimoni veri e falsi, e del non trasportare i termini. i. A Hor ch il Signore Dio tuo avr annichilale le genti, delle quali la terra dar egli a te , e quando tu ne sarai in possesso, e abiterai in quelle citt , e in quelle case : 2. Separerai tre citt 2. (i) Tres civitates separabis libi in medio nel mezzo del paese, di terrae ^ quam Dominus cui il Signore Dio tuo Deus iuus dabittibi in dar a Iti i dominio , possessione,, 3. E appianerai dili 3. Siemens diligenter viam-, et,in tres ae- gentemente le strade , cfualiter partes totam e in tre parti dividerai terrae tuae provinciam tutto il continente deldivides, ut habeat e vi- la tua terra , affinch cino , qui propter ho- colui che fuggiasco micidiumprofugus est, per ragion d' omicidio , abbia vicino un luogo , quo possit evadere. dove potere scampare.
(i) Niun. a5. n. Jos. ao. 2. 8.

i. C_/um disperdiderit Dominus Deus tuus gerates, quarum tibi traditurus est terram^et posseders eam, habitaverisque in urbibus ejust et in aedibus\

Vers. i. Separerai ire citta. Tre erano gi state ordinate pe* paesi conquistati di l dal Giordano, Niun. xxxv. 2., Dewt. iv. 4i Queste tre debbou essere nella terra di Gauaan.

4- Haec erit lex hom/cidae fogientis, cujus vita servanda est \ Qui percusserit proximum suum nesciens : et qui heri, et nudius* tertius nullum contra eum odium habuisse comprobatur, 6. Sed abiisse cum eo simpliciter in silvam ad Ugna caedenda, et in succisione lignorum securis fugerit manu, forrumque lapsum de manubrio amicum ejus percusserit, et occiderit : hic ad unam supradictarum urbium con/giet, et vivet:
6. Ne forsitanproximus ejus, cujus effusus est sanguis, dolore stimulatus, persequatur, et apprehendat eum, si longior via fuerit, et percutiat animam ejus, qui non est reus mortis: quia nullum contra eum, qui occisus est, odium prius habuisse mon stralur.

4- Questa sar la legge riguardo all'omicida, che prende la fuga, di cui dee salvarsi la vita : Se uno ha ferito il suo prossimo per accidente, e non si prova, che ieri, o ieri l'altro avesse odio alcuno contro di quello, 5. Ma che era andato con lui semplicemente nel bosco a tagliar delle legna , e nel tagliarle gli era fuggita di mano la scure , e il ferro uscito del manico avea percosso e ucciso il suo amico : questi si rifuggir in una delle sopraddette citt, e sar salvo ; 6. Affinch per disgrazia un parente di quello, il sangue di cui stato sparso, stimolato dal dolore non gli tenga dietro, e gli metta le mani addosso, ove il viaggio fosse lungo , e uccida colui che non reo di morte : atteso che non si prova , che avesse prima alcun odio contro l'ucciso.

I I

Vers, 5. * Semplicemente. Bonariamente.

7. Idcirco praecipio din, ut tres civitates aequalis inter se spalli dividas. 8. (i) Cum autem dilataveritDominusDeus tuus terminos tuos, sicut }uravit patribus tuis, et dederit tibi cunctam terram , quam eis poi' licitus est, 9. (Si tamen custodieris mandata e]us, etfeceris, quae hodie praecipio tibi, ut diligas Dominum Deum tuum, et ambules in viis ejus omni tempore), ad" des tibi tres alias civitates, et supradictarum trium urbium numerum duplicabis : 10. Ut non eff undatur sanguis innoxius in medio terrae, quam Dominus Deus tuus da-

7- Per questo io ti comando fti porre queste tre citt in pari distanza tra loro. 8. Quando poi il ignore Dio tuo abbi^ ampliati i tuoi confini, conforme giur ai padri tuoi, e ti avr data tutta la terra , che ad essi promise, 9. ( Se per osserverai i suoi comandamenti , e farai quello che io oggi li prescrivo , che ami il Signore Dio tuo, e nelle vie di lui cammini in ogni tempo ), aggiungerai a queste tre altre citt , e raddoppierai il numero delle prime : 10. Affinch non si sparga il sangue innocente in seno alla terra, di cui il Signore Dio

(i) Gerf. 28. 14. Exod. 34 24. Sup. 12. 20. Vers.B. e ^.Quando poi il Signore Dio tuo abbia ampliati ec. Mos qui stabilisce , che se Dio estender il loro dominio sino all'Eufrte, come ha pi-omesso ( sotto la condizione per che sieno fedeli, e obbedienti a lui ), allora fissino tre altre citt di rifugio per que' paesi, che saranno fuori dei confini della Cananea. G' Israeliti mancarono alla condizione ; lo che Mos avea pur preveduto, e quantunque que'paesi fossero soggetti a Davidde, e a Salomone , questi re vi lasciarono gli antichi loro abitatori ; e non fu necessario di stabilire queste citt, perch il diritto di asilo era pe' soli Ebrei.

bit libi possidendam , tuo daratti il possesso, ne sis sanguinis reus. affinch tu non sia reo di effusione di sangue. 11. Ma se uno porn. (i) Siquis autem odio habens proximum tando odio al suo prossuum, insidiatus fuerit simo tender insidie alvitae ejus, sz/rgensque la vita di lui, e andanpercusserit illum, et dogli conlro lo ferir, mortuus fuerit, /ugerit- onde quegli si muoia , que ad unam de supra' ed egli siasi rifuggito in una delle sopraddet* dictis urbibus, te citt, 12.1 seniori della pa12. Mittent seniores civitatis illius , et arri- tria di lui manderanno pient eum de loco effu- a pigliarlo nel luogo , gii, tradentque in ma- dove sie rifuggito, e nu proximi, cu;us san- lo daranno nelle mani guis effusus est, et mo- del parente di colui del quale fu sparso il sannetar. gue, ed egli sar messo a morte. 13. Non avrai com13. Non misereberis ejus, et auferes inno* passione di lui, e torxium sanguinem de I- rai da Israele il reato srael, ut bene sit tibi. dell' effusione del sangue innocente, affinch tu sii prosperato. i4 Non ismoverai, 14 i4 Non assumes , et transferes terminos e non trasporterai i ter(i) Num. 35. 20.

Vers. 12. * E lo daran nelle mani del parente, ed egli sar messo a morte. Ecco una conferma della durezza di cuore, carastere dell' antico Israele , carattere pericoloso , ma tollerato in una legge, che sebbene santa aspettava la sua perfezione dall'Evangelio.

proximi tu, quos fixeru/zt priores in possessione tua, quam Dominus Deus tuus dabit tibi in terra, quam acce* peris possidendam* 15. (i) Non stabit testis unus contra ali" quem , quidquid illud peccati, etfacinorisfue* rit; sed in ore duorum.^ aut trium testium stabit omne verbum. 16. Si steterit festis mendace contra homi" nem, accusans eum praevaricatioiis, 17. Stabunt ambo, quorum causa est, ante Dominum 7i conspectu, sacerdotum^ etjudicum, qui fuerint in die" bus illis :

mini del tuo prossimo piantati da quelli che ebbero per 1' avanti le possessioni, che il Signore Dio tuo dar a te nella terra, di cui li far padrone. 15. Non sar sufficiente un sol testimonio contro chicchessia , qualunque siasi il peccato, e la scelleraggine: ma tutto si decider sul deposto di due, o di tre testimoni. 16. Se un falso testimonio si presenta per accusare un uomo di prevaricazione, 17. Si presenteranno ambedue questi contendenti dinanzi al Signore in presenza de' sacerdoti, e de' giudici, che saranno in quel tempo :

(i) Sup, 17.6. Mafth. 18. 6. i. Cor. 13. i.


Vers. 14. Non ismoverai, e non trasporterai i termini ec. Intendes de' termini ohe saranno fissati per limiti della porzione di ciascheduna trib , e di quelli delle possessioni assegnate ad ogni famiglia. Vers. 16., e 17. Sa un falso testimone ec. Si parla della pena di coloro che depongono il falso in giudizio contro del prossimo in qualunque materia. Vedesi anche da questo luogo , come i sacerdoti era giudici delle materie pi 'gravi e scabrose.

18. (i) Cumque diligentissime perscrutantes invenerint falsum testem dixisse contra fratrem suum mendacium , 19. Reddent ei sicut fratri suo facere cogitavit, et auferes malum de medio tui :

18. E quando questi dopo diligentissimo esame trovino, che il testimone falso ha detto buga contro del suo fratello , 19. Faranno a lui quello che egli ha avuto intenzione di fare al suo fratello, e terrai l'iniquil di mezzo a te': 20. Affinch ci o uden20. Ut audientef eeteri timorem habeant, do tutti gli altri ne abet nequaquam talia au- bian timore , e non abdeantfacere. bian mai ardimento di far cosa tale. 21. Non misereberis 21. Non avrai comejus, (2) sed animam passione di colui, ma pro anima, oculum pro farai ch' egli paghi vita oculo, dentem pro den- per vita, occhio per octe , manum pro manu , chio , dente per dente , pedem pro pede exiges. mano per mano, gamba per gamba.
(1) Dan. 13. 6a. (2) Exod. 21. -^3. I/evii. a4- 20- Matth. 5. 38.

Ver&.7i. Vita per vita ec. Gli Ebrei dicono che, tolta la vita, gli altri danni potevan risarcirsi con multa pecuuiana.

C A P O XX. Chi debba rimandarsi a sua casa in occasione di battaglia. Come debbano osservarsi i diritti della guerra. Quali piante si taglino per farne le macchine, e quali debba n lasciarsi. i. Oiexierisadbellum contra hostes tuos, et videris equitatus, et currus , et maiorem , quam tu habeas,aaVersarii exercitus multztudinem, non timebis eos: quia Dominus Deus tuus tecum est, qui eduxit te de terra AE1. O e andrai a far guerra a' tuoi nemici, e vedrai la loro cavalleria , e i cocchi, e la moltitudine delle schiere loro pi grande di quella che hai lu , non ne avrai paura , perch teco il Signore Dio tuo, che ti trasse dalla terra d'Egitto. 2. E quando sar imminente la battaglia, il sacerdote star alla testa dell'esercito, e cosi dir al popolo : 3. Ascolta, Israele : Voi oggi venite alle mani contro i vostri nemici ; non si turbi il vostro cuore, non temete, non date indietro , non ne abbiate paura :

grp/i.

2. Appropinquante autem jam praelio, stabitsacerdos ante aciem, et sic loquetur ad populum : 3. Audi Israeli Vy>*~ iodie contra inijrdcos vestros pugnarli *committitis ; non pertimesca cor vestrum, nolite metuere, nolite cedere, necformidetis eos :

Vers. 2. Star alla testa dell' esercito, e eos/ dir. Gli Ebrei raccontano che vi era sempre coli' esercito uno de' sacerdoti destinato a questo uffizio di ripetere ad alta voce le parole del versetto 3. 4-, e di suonare la tromba ; e aveva altri sacerdoti sotto di s, i quali andavano per le file7 ripetendo le stesse parole,

Deuter. FoL HI.

19

4- Qztf Dominus Deus vester in medio vestri est, et pro vobis contra adversarios dimicabit, ut eruat vos de periculo. 5. Duces quoque per singulas turmas audiente exercit proelamabunt.* (i) Quis est homo, qui aedzficavit domum novam, et non dedicavit eam ? Fadat, et revertatur i/z domum suam, neforte moriatur in belio , et alius ddice/ eam. & ^>is st homo, qui plantavt vineam, et necdum fecit eam esse communem, de qua vesci omnibus liceat? v~ada/, et revertatur in domum suam, ne forte moriatur in bello, et alius homo ejus fungatur officio.
(i) Mac. 3. 50.

4. Perocch il Signore Dio vostro in mezzo a voi, ed ei combatter per voi contro i vostri nemici per trarvi da ogni pericolo. 6. Oltre a ci i capitani schiera per ischiera udendoli tutte le milizie grideranno : V ha egli alcuno , che abbia fabbricata una casa , e non l'abbia rinnovata? Se ne vada, e torni a casa sua, perch non si muoia egli nella zuffa, e un Uro la rinnovi. 6. V ha egli chi abbia piantato una vigna, e non abbia ancora potuto accomunarla, sicch di essa possa mangiar chicchessa ? Vada, e torni a casa sua , affinch egli per disgrazia non si muoia nella battaglia, G un altro debba fare quel che a lui si apparteneva.

Vers. 5 * E n&n P abbia rinnovata. Non abbia principiato ad abitarla. Vers. 6. E mm abbia ancora potuto accomunarla ec. Si e gi veduto , <?*>it. xix. a5., che pe' tre primi anni i frutti della vigna , * di tutte le piante novelle erano tenuti per immondi, il quarto aivao erano di Dio; e perci non comuni ; ma in certo mo-

7- Qis est homo, qui despondit uxorem, et non accepit eam? V~adat, et revertatur in domum suam, ne forte moriatur in bello , et alius homo accipiat eam, 8. His dictis addent reliqua , et loquetur ad populum : (i) Quis est homo formdolosus, et corde pavido? jFadat, et revertatur in domum suam, ne pavere faciat corda fratrum suorum, sicut ipse timore perterrilus est. 9. Cumque silue* rint duces exercitus, et finem loquendi /cerint, unusquisque suos ad bellandum cuneos praeparabit. io. Si quando accesseris ad expugnandam civitatem.offeres ei primum pacem
(i) Judic. 7. 3-

7.V'ha egli chi abbia fatti gli sponsali con una donna, e non 1' abbia ancora menata a casa ? Vada , e torni a casa sua affinch per disgrazia non si muoia egli nella battaglia , e un altro la sposi. 8. Dette queste cose continueranno, e diranno al popolo : V'ha egli alcuno pauroso, e di poco cuore ? Vada , e torni a casa sua , affinch non comunichi la sua paura ai cuori de' suoi fratelli, come egli smarrito per la paura. 9. Quando poi i capitani dell'esercito avran fatlo silenzio , ciascheduno ordiner le sue schiere per lai battaglia. 10. Allorch ti appresserai ad espugnare una citt, le offerirai prima la pace.

do consacrati : il quinto anno il padrone , e chicchessia potevano mangiarne. Vers. io. Allorch li appresserai ad espugnare uaa eitf, ec. In questo, e ne'quattro versetti che seguono, si parla di citt, e

11. Si recepenti et aperuerit tibi portas , cunctus populus, qui in ea est, salvabitur, et serviet tibi sub tributo. 12. Sin autem foedus inire noluerit, et coeperit contra te bellum, oppugnabis eam : 13. Cumque tradidert Dominus Deus tuus z'ilam in manu tua, percuties omne, quod in ea generis masculini est in ore gtadii, 14 Absque mulierius , et infantibus, ;uTwentis, et ceteris, quae z/z civitate sunt. Omnem praedam exercitui divides, et comedes de ypoliishostium tuorum, ^uae Dominus Deus tuus dederit tibi. 15. Sic facies cunctis civitatibus, quae a te procul valde sunt, et non sunt de his urbibus, fjuas in possessio37em accepturus es.

n. Se V accetter, e ti aprir le porte , tutto il popolo , che sar dentro, sar salvo, e sar soggetto a te , e tuo tributario. 12. Ma se non vorr venire a patti,e comincer ad agire ostilmente , tu vi porrai 1' assedio: 13. E quando il Signore Dio tuo l'avr data a te nelle mani,metterai a fil di spada tutti i maschi, che vi son dentro, 14- Lasciando le donne, e i fanciulli, e le bestie , e tutte le altre cose , che sono in quella citt. Tutta la preda la distribuirai ai soldati, e mangerai delle spoglie dei tuoi nemici donale a te dal Signore Dio tuo. 15. Cos farai verso tutte quelle citt, le quali sono molto rimote da te, e non sono del numero di quelle, le quali tu sei per avere in tuo dominio.

di popolo non della terra di Canaan, come chiaramente notato , vers. 15.

16. Ma di queste cft> 16. De his autem civitatibus , quae dabun- t , le quali ti saranno tur tibi, nullum omnino date, tu non permetterai che veruno rimanga permittes vvere, vivo, 17. Ma li metterai a 17. Sedinterficies in ore gladii : Hethaeum fil di spada, vale a dire videlicet , et Amor- gli Hetei, e gli Amorrhaeum , et Chana- rhaei, e i Cananei, e i naeumtPherezaeum, et Pherezei, e gli Hevei, e Hevaeum , et Jebu- gli Jebusei, come il Sisaeum,sicutpraecepitti- gnore Dio tuo ti ha cobi Dominus Deus tuus: mandato: 18. Affinch non vln18. Ne forte doceant vos facere cunctas abo- segnino a fare tutte le minationes, quas ipsi abb o min a aioni, che eoperati sunt diis suis, glino hanno praticate etpeccetis in Dominum verso de' loro dei, onde voi offendiate il SiDeum vestrum. gnore Dio vostro. 19. Quando obsede19. Quando tu starai riscivitatem multo tem- lungamente ali' assedio pore , et munitionibus di qualche citt , e T acircumdederis, ut ex- Vrai circondata di macpugnes eam, non suc- chine per espugnarla, cidfes arbores, de qui- non troncherai le pianbus vesci potest, nec te , che danno frutto da securibus per circuitum mangiare, n devastedebes vastare regio- rai ali' intorno il paese nem, quoniam lignum a colpi di scure, perch est, et non homo , nec non gli alberi, ma gli potest bellantium con- uomini possono accretra te augere numerum. scere il numero di coloro che a te fanno guerra. 20. Ma se vi sorto so. Si qua autem li-

gna non sunt pomper, sed agrestia, et in ce^eros apta usus , succide , et instrue machinas , donec capias civitatem) quae contra te dimicat.

piante non fruttifere, ma salvaiiche , e atte agli altri bisogni della vita , tagliale, e farine delle macchine, fino a tanto che t'impadronisca della citt nemica. XXI.

CAPO

Regole da tenersi riguardo aW omicidio occulto. Della donna presa in guerra. Delfigliuoloprimogenito della donna malvista: del figliuolo , contumace ; di colui, che appeso al legno. i. VXua/zdo inventimi juerit in terra, quam Dominus Deus totus daturus est libi , komins cadaver occisi, et ignorabiturcaedis reus;, 2* Egredentur majores natu, et judices lui, et metien tur a loco cadaveris singularum per circuitum spada civitatum i 1. \^uando nella terra, che il Signore Dio tuo ti dar, avvenga che si trovi il cadavere d'un uomo ucciso, senza che sappiasi il reo dell' omicidio, 2. Andranno i seniori tuoi, e i giudici, e misureranno le distanze di tutte le citt, che sono ali' intorno del luogo, dov' il cadavere :

Ver, a. Andranno i seniori tuoi, e i giudici, ec. Gli anziani, e i giudici delle vicine citt. La presunzione dell' omicidio cade sopra la citt pi vicina, supponendosi, che alcuno de' suoi cittadini ne sia reo; onde poi gli anziani di essa debbono andare colla vittima a purgarsi pubblicamente , e a procurar di rimuovere dalia loro patria la vendetta di Dio offeso dallo spargimen-

3. El quam viciniorem ceteris esse perspexerint, seniores civitatis illius toiletti vitulam de armento, quae non traxit jugum, nec terram scidit vomere, 4. Et deducent eam ad vallem asperam, atque saxosam, quae nunquam arata est, nec sementem recepii*, etcaedent in ea cervices vitutae : 5. Accedentque sacerdotes filii Levi, quos elegerit Dominus Deus tuus, ut ministrent ei, et benedicant in nomine ejus , et ad verbum eorum, omne negotium, et quidquid mundum, pel immundum est, /udicetur ;

3. E i seniori di quella citt, che Iroverassi essere pi vicina, prenderanno una vitella di branco , che non avr portato giogo, n rotta terra coli' aratro 4 E la condurranno in una valle incolta , e sassosa, la quale non sia stala arata giammai, n seminata : e ivi tagli eranno il capo alla vitella : 6. E si accosteranno i sacerdoti figliuoli di Levi eletti dal Signore Dio tuo pel suo ministero , e per dar la benedizione nel nome di lui, secondo il giudizio de* quali si finisce ogni affare , e si determina quel che sia mondo, o immondo ;

to del sangue umano. Tutta questa cerimonia attissima a dar un' idea dell' orrore, che dee aversi dell' omicidio, e serviva ancora a facilitare sovente lo scoprimento del reo. Vers. 4- * La condurranno in. una valle incolta ec. Ove consultisi 1' originale, ci sentiremo inclinati a riferire pi che al presente al futuro l'orrore del luogo quivi indicato; vale a dire, che il luogo, in cui si eseguir il rito prescritto, debba in seguilo lasciarsi esecrato ed inculto in odio e detestazione dell* omicidio non vendicato. Allora potrebbe accomodarsi in un senso speciale alla Criudea, che non volendo riconoscere il suo eccesso nel deicidio del suo Me&sia testa abbandonata, ed in esecrazione.

6. Et venient majores natu civitatis illius ad interfectum, lavabuntque manus suas super vitulam , quae in va/le percussa est, 7. Et dicent: Manus nostrae non effuderunt sangunem hunc, nec oculi viderunt : 8. Propitius esto populo tuo Israel, quenz redemisti, Domine, et ne reputes sanguinem innocentem in medio populi tui Israel. Et auferetur ab eis reatus sanguinis* 9. Tu autem alienus eris ab in nocentis cruore , qui /usus est, cum feceris, quod praecepit Dominus. 10. Si egressus foeris ad pugnam contra inimicos tuos, et tradiderit eos Dominus Deus tuus in manu tua, capt/vosqwe dux eri s ,

6. E si accosteranno i seniori della citt al corpo morto, e laveranno le loro mani sopra la vitella uccisa nella valle, 7. E diranno: Le nostre mani non hanno sparso questo sangue, n gli occhi nostri han veduto : 8. Sii propizio al tuo popolo d'Israele riscattato da te , o Signore , e questo sangue innocente non sia sopra il popol tuo d'Israele . Cosi non saranno pi rei del sangue. 9. E tu non renderai conto del sangue sparso dall' innocente, quando avrai fatto quel che ha comandato il Signore. io Se tu sarai andalo a combattere contro de' tuoi nimici, e il Signore Dio tuo gli avr dati nelle tue mani, e gli avrai fatti prigionieri ,

Vera. 5. Eletti dal Signore Dio tuo ... secondo il giudizio de' quali si finisce ogni affare. Vedesi anche da questo luogo la granda autorit de'sacerdoti in tutti gli affari e civili, e criminali

li, Et videris in numero captivorum mulierem pulchram , et adamaveris eam, voluerisque habere uxorem: 12. Introducesque eam in domum tuam, quae radet caesariem, et circumcidet u/igues, 13. Et deponet vestem, in qua capta est, sdensque in domo tua, fiebit patrem , et matrem suam uno mense: et postea intrabis ad eam, dormiesque cum illa \ et erit uxor tua. 14. Si autem postea non sederli animo tuo , dimittes eam libera/n, Tzec vendere poteris pecunia , nec opprimere per potentiam, quia humiliasti eam.

11. E vedendo nel numero de' prigionieri una bella donna, le porrai affetto , e bramerai di averla per moglie : 12. Tu la menerai a casa tua, ed ella si toser la chioma , e si taglie r le unghie, 13. E deporr il vestito, col quale fu presa , e standosi in casa tua pianger il padre , e la madre sua per un mese : e dipoi tu sarai suo marito, ed ella sar tua moglie. 14. Che se in appresso non ti desse pi nel genio, la rimanderai libera, e non potrai venderla per denaro , n opprimerla con prepotenza, perch tu la umiliasti.

Ver. 12. La menerai a casa tua ec. Molti vogliono, che questa sia un' eccezione alla regola, che proibisce di prendere mogli straniere , e ali' altro precetto ancora di uccidere tutte le Cananee ; si suppone pero che questa donna cambiasse di religione, e abbracciasse il Giudaismo. Si toser la chioma, e si laglier le unghie. Nel lutto gli uomini lasciavan crescere i capelli, e la barba ; le donne si tosavan la chioma, che uno de' principali loro ornamenti ; e vedesi che anche il tagliarsi le unghie era per le donne segno di duolo ^ donde si argomenta, che elle solevan lasciarsele venir molto grandi, come fanno in oggi le donne d' America ; e nel levante dicesi, che se le tingono di colore, e di porpora.
19 %-

15. Si habuerit homo uxores duas, unam dilectam, et alterarti odiosam, genuerintque ex eo liberos, et fuerit filius odiosae primogeni tus , 16. Volueritque substantiam inter filios suos dividere , non poterit filium dilectae facere primogenitum, et prae/erre filio odiosae: 17-.-.(i) Sed filium odiosae agnoscet primogenitum^ dabitque ei de his , quae habuerit cuncta duplicia : iste est enim principium liberorum ejus , et huic debentur primogenita.
(i) i. Par. 5. i.

16. Se un uomo avr due mogli, l'una amata, 1' altra malveduta , ed elle abbiano avuto da lui de5figliuoli, e il figlio di quella che mal veduta sia il primogenito , 16. Se ei vorr dividere i suoi beni tra'suoi figliuoli , non potr far primogenito il figliuolo della sua diletta , e preferirlo al figliuolo della malveduta : 17. Ma riconoscer il figliuolo della malveduta per primogenito , e daragli una doppia porzione di tutto quello che ha: perocch egli il primo de' suoi figliuoli , e a lui appartiene il diritto di primogenitura,

Ver s. 14. La rimanderai lbera. Anche in questo luogo permessa una specie di ripudio per impedire i mali maggiori ancor pi facili ad accadere, trattandosi di donna straniera, che riguardo ad una della stessa nazione Ebrea. Vers. 16. * Non potr far primogenito il figlio della sua, diletta. Non manc a questa legge Davidde, quando in pregiudizio di Adonia suo figliuol maggiore destino il trono per Saiomone ; poich lo stesso Dio per mezzo del profeta Nathan avea data la preferenza. Vers. 17. Baragli una doppia porzione. La doppia porzione era uno de' diritti de' primogeniti, de' quali diritti si parlato sopra la Genesi.

18. Si genuerit homo filium contumace/, et protervum, qui non audiat patris, aut matris imperium, et coercitus obedire contempserit; 19. Apprehendent eum, et ducent ad seniores civitatis illius , et ad portam /udicii, 2o.Dicentquead eos: Filius noster iste protervus, et contumax est, monito, nostra audire conte mnit, comessationibus vacat, et luxuriae, atque conviviis: 21. Lapidibus eum obruet populus civitatis, et morie tur, ut a/ratis matum de me" dio vestri, etuniversus Israel audiens permescat. 22. Quando peccaverit homo, quod morte

18. Se un uomo avr generata un figliuolo contumace, e protervo, che non ascolta i comandi del padre, o della madre, e gasligato dispettosamente ricusa di obbedire : 19. Ei lo prenderanno, e lo condurranno davanti a' seniori di quella citt, alla porta, dove si tien ragione , 20 E diranno loro : Questo nostro figliuolo protervo, e contumace , si fa beffe delle nostre ammonizioni, non pensa ad altro, che a bagordi, dissolutezze , e conviti : 21. Allora il popolo della citt lo lapider, ed ei morr, affinch sia tolta di mezzo a voi l'iniquit tutto Israele udendo ci sia in timore. 22. Quando un uomo avr fatto un peccato

* II primo de' s noi figliuoli. Ritorna la frase stessa. Gene* si XLIX. v. 3. Vers. 19. Ei lo prenderanno e condurranno ec. Il padre e la madre insieme dovean condurlo innanzi a'giudici: uno de'due poteva lasciarsi pigliar la mano dalla passione ; tutti e due non par possibile che cospirino contro tlel figlio.

plectendum est, et ad- da punirsi colla morte, judicatus morti appen- e condannato a morire sus fuerit in patibul, sar stato appeso al patibolo , 23. Non permanebit 23. Non rimarr sul cadaver ejus in ligno , legno il suo cadavere , sed in eadem die se- ma sar sepolto lo stespelietur: quia (i) ma- so di : perocch maledictus a Deo est, qui ladetto da Dio, chiunpendei in ligno , et ne- que appeso al legno : quaquam contaminabis e tu non dei contaminar terram tuam , quam quella terra, di cui il SiDominus Deus tuus de- gnore Dio tuo ti avr derit tibi in possessio- dato il possesso.

wem.
(i) Gai 3. 13.

Vera. $3. Sar sepolto lo stesso di , perocch e maledetto da Dio ec. Voleva Dip che gli scellerati famosi, quali eran quelli che s'impiccavano, fossero per cosi dire cancellati dalla faccia della terra, quindi ordina che si tolgano dalla vista d' ognuno i loro cadaveri ; e siccome sovente nelle Scritture si dice che i mali uomini contaminan la terra, cosi fino a tanto che alcuna cosa di loro vi rimane , la terra tenuta per contaminata. .Maledetto in questo luogo vuol dire esecrabile, odioso a Dio. Cristo ( come osserva P Apostolo, Gai. ni. 13.) ci riscatto dalla maledizione della legge, divenuto egli stesso maledizione per noi, come sta scritto: Maledetto chiunque e appeso al legno. Dio pose sopra di lui le maledizioni meritate da tutto il genere umano, allorch volle che egli si sottoponesse ali' infame morte di croce , affinch, come dice s. Agostino , la cristiana libert non solo la morte, ma verun genere di morte non temesse, come la temeva il servo Giudeo, lib. cont, Adim. cap, ai., coni. Pausi-, lib, xiv. a.

C A P O XXII.

Carit da usarsi riguardo alle cose del prossimo. Il non prender la veste del sesso altrui : del nido trovato : del parapetto da farsi al tetto della casa : del non mescolar insieme cose di genere diverso : delle frange : de'segni della verginit : dell adulterio : della fanciulla violata nella citt, e alla campagna : che nessuno sposi la moglie del padre. \.L Ton (i) videbis bovem fratris tui , aut ovem errantem, et prae* teribis,sed reducesfratri tuo. 2. Etiam si non est propine]uus frater tuus , nec nosti eum , duces in domum tuam, et eruntapud te, quam* diu quaerat ea frater tuus, et recipiat. 3. Similiterfacies de asino et de vestimento, et de omni re fratris tui, quae perierit : si inveneris eam, ne negli" gas quasi alienam. 1. O e vedrai il bue , o la pecora del tuo fratello smarriti, non tirerai avanti la tua strada , ma li ricondurrai al tuo fratello. 2. Bench questo fratello non sia tuo parente , e tu noi conosca, li menerai a casa tua, e li terrai presso di te, fino a tanto che il tuo fratello li ricerchi, e li riprenda. 3. Lo stesso farai di un asino , e d'una veste , e di qualunque cosa perduta dal tuo fratello: se la troverai, non la trascurare, perch sia cosa d' altri.

(i)Exod. 23.4.

4. Se vedrai l'asino , 4- Si videris asinum fratris tui, aut bovem o il bue del tuo fratello cecidisse in via, non caduti per istrada, non despieies, sed subleva- metterai ci in non cale, ma gli darai mano a bis cum eo. rizzarli. 5. La donna non si 5. Non induetur mulier veste virili, nec vestir da uomo, n 1* i>ir utetur veste foemi* uomo da donna : connea: abominabilis enim ciossiach in abbomiap?/d Deum est, quifo- nazione a Dio chi fa tali cose. cit haec. 6. Se facendo viaggio 6. Si ambulans per viam, in arbore, vel in trovi in tetra , o sopra /erra nidum avis inve- un albero un nido di neris, et matrem pul/is, uccello, e la madre, che vel ovis desuper incu- cova i pulcini, o le ova, bantem, /zon tenebis non la prenderai insieme co*figli: ea/ cum filiis j 7. Ma la lascerai an7. Sed abire patieris captos tenensfilios, ut dare , tenendoti i figli bene sit tibi, et longo presi, affinch tu sii vivas tempore. prosperato, e viva per lungo tempo.
Vers. 5. La. donna non fi vestir da uomo, n P nomo da donna. Alcuni interpretano questa proibizione della mutazione del vestito fatta a imitazione degl' idolatri, i quali nelle feste de* loro dei, particolarmente di Venere, e di Marte, si mascheravano gli uomini da donue , le donne da uomini : altri pretendono, che con questa maniera di parlare Mos voglia coprire uua assai pi mostruosa infamit, la quale per condannata in termini assai chiari, Levit. xvin., xx. i o. Io per me credo, che Mos abbia in vista in tal divieto la naturale indecenza, e i disordini non rari , n leggieri, che facilmente nascono da simili trasformazioni. Vers. 6. Non la prenderai insieme cofigli. Esercitando la bont e 1' umanit verso le bestie per abituarsi vie pi a praticarla verso degli uomini.

8. Cum aedificaveris 8. Quando edificherai domum novam, facies una nuova casa , farai murum tecti per circu" un muricciuolo intorno turni ne effundatur san- al tetto : affinch noti guis in domo tua, et sis segua spargimento di reus labente alio, et in sangue in tua casa , e praeceps ruente. tu non sii reo della caduta , e del precipizio di un altro. 9. Non seres vineam 9. Non seminerai neltuam altero semine, ne la tua vigna due sorte et sementis , quam se- di semenza , affinch e visti, et quae nascun- il seme gettato da te, e tur ex vz'nea, pariter quello che nasce dalla vigna , non sia immonsanctificentur. , do tutto egualmente. 10. Non arerai con 10. Non arabis in bove simul et asino. un bue , e un asino. \ i. Non indueris ve11. Non ti vestirai di stimento, quod ex lana, veste tessuta di lino , e linoque contextum est. di lana.

Vers. 8. Quando edificherai una casa nuova ec. I tetti delle case erano piani nella Giudea, come si notato , Mettili, x. 27. onde la necessit di questa legge per impedire le cadute, e i pericoli di morte. Vers. g. Non seminerai nella tua v igna due sorte di semenza ec. S. Agostino , e altri credono, che Dio condanni in questo luogo la troppa avidit del padrone della vigna, il quale non contento del frutto delle viti, voglia ancora farvi sementa per averne delle grasce ; onde ne avviene, che e la sementa, e le uve vengono a patirne egualmente, e la vigna non rende n in vino , n in granella. Ma la pi semplice , e letterale sposizione, come apparisce da quel che segue, si , che non si getti nella vigna due sorte di semenza ; che altrimenti e il mistiato, che verr dalla doppia semenza, e le uve stesse saranno immonde. Yers. i o. Non arerai con un bue, e un asino. Vedi i. Cor. vi. 14'

12.(i) Funiculos in 12. Tu metterai a' fimbriisfocies per qua- quattro angoli del paltuor angulos pallii tui, lio, col quale ti cuopri, delle frange fatte di corquo operieris. dicelle. 13. Si duxerit vir ui3.Se un uomo avenxorem, etpostea odio do sposata una donna habuerit eam, poscia la prende in odio, 14. Quaesieritque oci4 E cerca pretesti casiones, quibus dimit- per ripudiarla, e le rintat eam,ob;iciens ei no- faccia un pessimo delitmen pessimum, et di- to dicendo: Ho preso xerit : Uxorem hanc per moglie costei, e acaccepi, et zngresSus ad costatomi ad essa non eam /z inveni virgi- la ho trovata vergine: nem.* 15. Tolenl eam pa16. La prenderanno /er et mater e;us, etfo- seco il padre e la marent secum signa vir- dre di lei, e porteranginitatis e/us ad Senio- no seco le prove della res urbis , qui in porta sua verginit davanti sunt : a' seniori della citt, che stanno alla porta: 16. Et dicet pater: 16. E il padre dir : Filiam meam dedi huic Ho data per moglie a uxorem : quam quia costui la miafiglia: e odit, perch egli la odia , l'j.Imponitei nomen 17.Le imputa un depessimum utdicat: Non litto pessimo, arrivaninveni filiam tuam vir- do a dire: Non ho troginem: et ecce haec vata vergine la tua fisunt signa virginitatis gliuola ; or ecco le profiliae meae: expandent ve della verginit di mia
Num. 15. 38.

vestimentum coram se- figlia: spiegheranno il lenzuolo dinanzi a' senioribus civitatis : niori della citt : 18. E i seniori della 18. Apprehendentque senes urbs illius vi- citt faranno prendere rum, et verberabunt il' il marito , e lo faranno frustare , lum, 19. Condannandolo 19. Condemnantes insuper centum siclis ar- di pi in cento sicli d" genti, fjuos dabit patri argento, i quali egli dapuellae: quoniam dif- r al padre della fanfamavit nomen pessi- ciulla , per avere infamum super virginem 1- mato una vergine d' Israel: habebitque eam sraele : e 15 avr per sua uxorem, et non poterit moglie , e non potr ridimittere eam omnibus pudiarla per tutto il tempo di sua vita. diebus vitae suae. 2O.Ma se quello ch'ei 20. Quod si verum est, quod objicit, et non le rinfaccia , verit , e est in puella inventa la fanciulla non fu trovala vergine, virginitas. 2 \. Ejcent eam ex21. La scacceranno tra fores domus patris fuori della porta della s i, et lapidibus obruent casa del padre suo, e gli viri civitatis illius , et abitanti di quella citt morietur : quoniam fe- la lapideranno , ed ella cit nefas in Israel, ut morr : perch ha fatto fornicaretur in domo cosa indegna in Israele, patris sui ; et auferes arrivando a peccare in casa del padre suo ; % malum de medio tui. terrai di mezzo a te 1* iniquit.
Vers. 18. Lo faranno frustare. Questa pena era immediatamente sollo alla pena di morte. Si davano , come si vede da i. Paolo, trentanove colpi. Vedi 2, Cor. xt. 2^.

2^. (i) Si dormierit Dir cum uxore alterius, uterque morietur, id est, adulter, et adultera : et au/eres malum de Israel. 23. Si puellam virgi/zem desponderit vir, et inveneriteam aliquis in eivitate, et concubuerit cum ea, 24. Educes utrumgue ad portarti civitatis il" lius, et lapidibus tfbruentur : puella, quia /zon clamavit, cum esset in eivitate: vir, quia humiliavit uxorem proximi sui-, et auferes malum de medio tui. 25. Sin autem in agro repererit vir puellam , quae desponsata est, et apprehendens concubuerit cum ea, ipse morietur solus:
(i) Leint. ao. io.

22. Se un uomo pecca, colla moglie d'un altro , ambedue saran messi a morte , 1* adultero , e 1' adultera: e cos torrai l'iniquit d mezzo a Israele. 23. Se un uomo ha contratti sponsali con una fanciulla vergine , e uno trovatala per la citt pecca con essa, a4- Condurrai l'uno, e 1' altra fuori della porta della citt , e saran lapidati: la fanciulla, perch non ha gridato trovandosi in citt: 1' uomo, perch ha disonorato la donna del suo prossimo : e tu leverai di mezzo a te l'iniquit, 25. Ma se la fanciulla che ha fatto gli sponsali , fu trovata dall'uomo in campagna, e questi presala pecca con lei, egli solo sar messo a morte :

Vers. a3. Se un uomo ha contratti sponsali ec. Presso gli Ebrei la fanciulla dopo gli sponsali restava assai tempo in casa del padre prima di essere menata allo sposo : in questo tempo i mancamenti, che ella fosse venuta a commettere, eran puniti come adultera.

2o. Puella, nihil pa~ detur^ nec est rea martis : quoniam, sicut latro consurgit contra fratreni suum, et occidit animam ejus, ita et puella perpessa est: 27. Sola erat in agro: clamavit, et nullus af/uit, qui liberaret eam. 28. Si invenerit vir puellam virginem, quae non habet aponsum, et apprehendens coneubuerit cum illa , et res ad judicium venerit, 29. (i) Dabit, qui dormivit cum ea , patri puellae quinquaginta siclos argenti, et haebit eam uxorem , quia humiliavit illam : non poterit dimittere eam cunctis diebus vitae suae. 30. Non accipiet homo uxorem patris sui, nec revelabitoperimentum e/us
(i) Exod. aau 16.

26. La fanciulla non ne patir altra pena, n rea di morte : perch come un assassino va alla vita del suo fratello , e 1' uccide , cos avvenuto a lei : 27. Ella era sola in campagna: grid, e non vi era chi la liberasse. 28. Se uno trova una fanciulla vergine, che non ha ancora sposo, e presala la disonora, portato l'aifare*in giudizio, 29. Colui che l'ha disonorata, dar al padre della fanciulla cinquanta sicli d' argento , e 1' avr per sua moglie, perch Tha violata: non potr ripudiarla per tutto il tempo di sua vita. 30. Nissuno sposer la moglie del proprio padre , e non le far disonore.

C A P O

XXIII.

Chi sia da ammettere, o non ammettere nella Chiesa di Dio L'Idumeo , e l'Egiziano non debbono rigettarsi. Della notturna immondezza , e del luogo da destinarsi pe' bisogni della natura. Del servo fuggitivo : della mercede delia donna di mala vita : del non praticare P usura col fratello : del voto : della vigna , e delle biade del prossimo. \. -L f o n intrabit euwuchus, attritis,velamputatis testiculis, et abscisso feretro, ecclesianz Domini, 2. Non ingredietur mamzer, hoc est, de scorto natus, in ecclesiam Domini usque ad decimam generatio/zem. 1. AJ' eunuco, a cui sono state contuse, o tagliate, o strappate le parti, non avr luogo nella congregazione del Signore. 2. Il bastardo, vale a dire colui che nato da una donna di mala vila , non avr luogo nella congregazione del Signore sino alla decima generazione.

Vers. i. L' eunuco ... non avr luogo nella congregazione del Signore. Si parla in questo luogo di quegli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli Uomini : di questi si dice, che non avran luogo nella congregazione del Signore, vale a dire nella societ d'Israele, saranno esclusi non dalla religione ebrea, alla quale potevano convertirsi questi eunuchi stranieri, come gli stessi Ammoniti, e i Moabiti, e i bastardi (vers. a. 3.) ; ma saranno esclusi da'privilegi esteriori proprii della nazione ebrea : non potranno adunque godere del privilegio dell'anno settimo di remissione , n dell' anno del giubileo ; in una parola non avranno diritto di cittadinanza ebrea.

3. (i) Ammonites, et Moabites etiam post decimam generationem non intrabunt ecclesiam Domini in aeterTzum; 4- Quianolueruntvo* bis occurrere cum pane , et aqua in via, quando egressi estis de AEgypto : (2) et quia cojiduxerunt contra te Balaam filium Beor de Mesopotamia Syriae, ut malediceret libi : 6. Et noluit Dominus Deus tuus audire Balaam, vertitque maledi' ctionem ejus in benedictionem tuam, eo quod diligerei te. 6. Non facies cum eis pacem, nec quaeras eis
(i) Neh. 13. i.

3. Gli Ammonili, e i Moabiti non entreranno giammai nella congregazione del Signore, n^mmen dopo la decima generazione ; 4. Perch ei non vollero venirvi incontro con del pane, e dell' acqua nel viaggio,allorch voi uscivate dall'Egitto ; e perch con doni corruppero in tuo danno Balaam figliuolo di Beor della Mesopotamia di Siria, affinch ti maledicesse : 6. E il Signore Do tuo non volle fare a modo di Balaam, e cangi la sua maledizione in benedizione, perch ti amava. 6. Tu non farai pace con essi, e non farai loro

(2) .ZVurn. 22. 5. Jos. z4- 9

Vers. 3. Gli Ammoniti, i Moabiti ec. Moab , e Ammon remiti d'infetta radice ( come quelli che nacquero dalle proprie loro sorelle ) infami eziandio per la loro empiet, sono esclusi anch' essi non per un tempo , marin perpetuo dalla societ politica d'Israele, Teodor. Aggiuntesi il cattivo animo di quelle genti verso g' Israeliti, e il pericolo, che 1' aver commercio con essi non fosse per gli Ebrei un incentivo ad imitarne gli scellerati costumi. Credesi, che in questa proibizione non fossero comprese le donne ; onde veggamo Ruth donna di Moab sposata a Booz bisavolo di Davidde.

bona cunctis diebus vitae tuae in sempiternum. 7. Non abominaberis Idumaeum, quiafrater tuus est', nec AEgy/?tium, quia advenafuisti in terra ejus. 8. Qui nati fuerint ex eis, tertia genera/ione intrabunt, in ecclesia/ Domini. 9. Quando egressus fueris adversus hostes tuos in pugnam, custodies/e ab omni re mala. 10. Sifueritintervos homo, qui nocturno poi" Intus sit soninio, egredietur extra castra ; 11. Et non revertetur priusquam ad vesperam lave tur aqua : et post solis occasum regredietur in castra

del bene giammai per tutto il tempo di tua Vita. 7. Non avrai in abbornma'zione l'Idumeo, perch egli tuo fratello: n l'Egiziano, perch tu fosti ospite nella sua terra. 8. I discendenti di questi avran luogo nella congregazione del Signore ulla terza generazione. 9. Quando andrai a far guerra a' tuoi nemici, li guarderai da ogni malvagit. 10. Se vi sar tra voi alcuno , il quale si sia renduto immondo a causa d' un sogno notturno , andr fuori degli alloggiamenti ; 11. E non vi torner , se non la sera lavatosi nell' acqua: e rientrer negli alloggiamenti dopo che sia tramontato il sole.

Vers. 8. Alla terza generazione .Contando dal primo che abbracci la religione ebrea : il suo nipote adunque sar riputato come Ebreo. Vers. g. Da Qgn malvagit. Da tutto quello che la licenza militare erede, che in certo modo le sia permesso, ma proibito da Dio, ed sovente cagione di rovina e di muli infiniti negli eserciti.

12. Habebis locum extra castra, ad quem egrediaris ad requisita naturae, 13. Gerens paxillum in balteo : cumque sederis , fodies per eir* cutum, et egesta humo operies, quo relevatiis es 14. ( Dominus enim Deus tuus ambulat in medio castrorum , ut eruat te, et tradat tibi inimicos tuos ), ut sint castra tua sancta, et nihil in eis apparent foeditatis, ne derelinquat te.

16. Non trades servum domino suo, qui ad te con/gerit. 16. Habitabit tecum in loco, qui ei placuerit,

12. Avrai un luogo fuori degli alloggiamenti , dove andrai pe' bisogni naturali, 13. Portando un bastoncello a cintola : e quando avrai soddisfatto alla necessit, scaverai la terra d'intorno , e ricoprirai la materia , onde ti sei sgravato ; 14. Conciossiach il Signore Dio tuo va camminando in mezzo a' tuoi alloggiamenti per essere tuo liberatore , e darti nelle mani i tuoi nemici : onde fa tu , che i tuoi alloggianienti sieno mondi, e nulla vi si vegga d'impuro , affinch egli non ti volga le spalle. 15. Non darai nelle mani del padrone il servo , che si rifuggito presso di te. 16. Egli abiter teco nel luogo , che gli par-

Vers. 15. Non darai nelle mani elei padrone il servo ec. Il servo di un padrone idolatro, che siasi rifuggito presso di voi fuggendo la crudelt del padrone, trover sicuro asilo, e non sar renduto al padrone. Quelle parole avr requie in una delle tue citta parrai, che dimostrino, che questa legge da intendersi del servo d' uno straniero.

et in una urbium tuarum requiescet: ne contristes eum. 17. Non erit meretrx de filiabus Israel, nec scorta tor de filiis Israel. 18. Non offeres mercedem postributi , nec pretium canis in domo Domini Dei lui, quidquid illud est, quod voveris, quia abominatio est utrumque apud Dominum Deum tuum. 19. No/z fenerabis fratri tuo ad usura m pecuniam, nec/ruges, nec quamlibet aliam rem : 20. Sed alieno. Fratri autem tuo absque usura, id quo indiget, commodabis : ut benedicat libi Dominus Deus tuus in omni ope-

r, e avr requie in una delle tue citt : non lo inquietare. 17. Non v'avr tra le figlie d'Israele donna di mala vita , n uomo fornicatore tra'figliuoli d'Israele. 18. Non offerirai nella casa del Signore Dio tuo la mercede di prostituzione , n il prezzo di un cane per isciogliere qualunque voto: perocch 1' una, e 1' altro cosa abbominevo2e negli occhi del Signore Dio tjj^-' 19. Non impresterai ad usura n denaro, n grano , n qualsisia altra cosa al tuo fratello: 20. Ma allo straniero. Al tuo fratello poi impresterai senza usura quello che gli bisogna, affinch il Signore Dio tuo ti benedica in

Vers. 18. Non offerirai.,. la mercede di prostituzione , n il prezzo di un cane. Molti (lotti interpreti pel nome di cane intendono un uomo , ohe si vende ad infame commercio , come quelli che in varii luoghi de'libri de'Re sono detti effeminali. E proibito di offerire al Signore il prezzo dell' iniquit , come facevano i Gentili,vicini degli Ebrei, consacrando agli dei loro gl'infami loro guadagni.

re tuo in terram, ad quam ingredieris possidendam. 21. Cum votum voveris Ti omino Deo tuo , non tardabis reddere : quia requiret illud Dominus Deus tuus : etsi moratus fueris, reputabitur tibi in peccatum. 22. Si nolueris polliceri , absque peccato eris : 23. Quod autem semel egressum est de labiis tuis, observabis, et facies sicut promisisti Domino Deo tuo, et propria voluntate, et ore tuo locutus es. 24. Ingressus vineam proximi tui, comede uvas quantum tibi placuerit; foras autem ne efferas tecum. 26. Si intraveris in segetem amici tui, franger spicas,' et manu

tutte le opere tue sulla terra , di cui tu entrerai in possesso. 21. Quando avrai fatto un voto al Signore Dio tuo , non tarderai ad adempirlo : perocch il Signore Dio tuo te ne domander conto :. e la lentezza ti sar imputata a peccato. 22. Non avrai colpa , se non hai voluto promettere. s 3. Ma quello che una volta hai pronunziato colla tua bocca , lo manterrai, e lo farai in quel modo , che promettesti al Signore Dio tuo , e dicesli di tua volont , e di tua bocca. 24. Entrando nelle vigne del prossimo tuo mangia dell'uve quanto ti pare: ma non portarne via. 25. Se entrerai nelle biade del tuo amico, coglierai delle spighe, e le

Vers. 20. Ma allo straniero. Sopra questa permissione, o tolleranza dell'usura riguardo a' popoli, che dovean considerarsi dagli Ebrei come loro nemici, vedi quello che si detto, Exod. xxu. a5. Vedi pirre su tal materia la lettera di Benedetto xiv. i. 2VW. 174^-

Deuter. Vol III.

20

,conteres : folce autem stritolerai colle mani, ma non mieterai colla non metes falce. C A P O XXIV. Si permette il libello del repudio. Carit verso i debitori poveri : non negare la mercede. Far giustizia al forestiero e al pupillo. G Li avanzi della messe, e della vendemmia debbono lasciarsi a poveri. i. O; (i) acceperit homo uxorem, et habuerit eam, et non invenerit gratiam ante oeidos ejus propter aliquam foeditatcm, seriet libellum repudii, et dabit in manu illius, et dimittet eam de domo ^ua. i. Oe un uomo prende moglie , e la lieti seco , ma ella non amata da lui per qualche, cosa di turpe, scriver un libello di ripudio, e porrallo in mano a lei, e la mander via di sua casa.

(i) Matth. 5. 3a. et ig."6. Mare. io. 4\7ers. a5. Del tuo amico. E lo stesso che il prossimo tuo del versetto precedente. Vers. *. Ma ella non e amala da lui per qualche cosa d turpe. Mi sembra assai verisimile 1' opinione di quegl' interpreti, i quali eredon , che Mos con queste parole tolleri il divorzio solamente per ragion di adulterio, o di altre simili cause , dalle quali potesse venirne danno a'figliuoli, o disdoro al marito, come per esempio, se la donna diventava lebbrosa , o infetta di altro male attaccaticcio, se sterile, se dedita al vino , se rissosa, o generalmente mal costumata. Quanto a quello che alcuni dicono, eLe l'adulterio non era materia di ripudio, perch essendo certo II delitto, la donna era lapidata, e se ne.era solo sospetta, s poten ricorrere alla prova descritta Niun, v, 27., &i pu rispondere,

2. E se questa dopo che se n' andata, prende altro marito, 3. E questi ancora la prende in avversione, e le d il libello del ripudio , e la manda via di casa sua, ovvero sia venuto a morire ; 4. Non poterit prior 4-Non potr il primo maritus recipere eam marito prenderla di nuoin uxorem : quia pollu- vo per moglie: perocch ta est, et abominabilis ella contaminata , ed Jacta est coram Domi' divenuta abbomineno; ne peccare facias vole dinanzi al Signore: terram tuam, quamDo- onde tu non contamiminus Deus tuus trad" nare la terra , di cui il derit tibi possidendam. Signore Dio tuo. ti dar il possesso.
che avrebbe potuto 51 marito, bencli cerio del peccato della moglie , non volere la morte di lei o per carit verso di essa , o per altri rispetti, e poteva anche esser certo il delitto, senza che il marito potesse provarlo in giudzio. Scriver il libello del ripudio. Mos adattandosi alla durezza degli Ebrei, e permettendo il ripudio esige certe condizioni. Dee adunque il marito mettere in mano della donna uno scritto, in cui dichiara, com'egli la rimette nella sua libert \ non si crede, n naturale che in questo scritto si toccasse la cagion del ripudio, mentre questo dovea rimettersi alla donua ripudiata. Questo scritto si distendeva alla presenza d' un numero di scribi, e di due testimoni : tutte circostanze, le quali come noto s. Agostino, potevano dar tempo al marito di riflettere su quello ch' ei faceva, e di rappacificarsi colla moglie. Vers. 4 Ella e contaminata, ed e divenuta abbominevole dinanzi al Signore. Sembra, che si accenni in queste parole , come la tolleranza del ripudio , e il nuovo matrimonio dopo il ripudio un male sofferto dalla legge per impedire mali maggiori. Questa donna, la quale dopo il ripudio ha preso un altro marito, si dice contaminata, e divenuta abbominevole dinanzi a Dio ; e perci non si vuole che la ripigli il primo marito , il quale anzi

2. Cumque egresso. alterimi maritum duxerit, 3. Et ille quoque oderit eam , dederitque ei libelLum repudii, et dimiserit de domo sua, vel certe mortuus fuerit;

6. Cum acceperit homo nuper uxorem, non procedei ad bellum , nec ei quzppiam necessitat/s injimgetur piiblicae, sed vacabit absque culpa domi suae ; ut uno anno laetetur cum uxore sua. 6. Non accipies loco pign oris inforiorem, et superiorem molam : quia animam suam opposuit tibi.

5. Se un uomo poco tempo prima ha preso moglie , non andr alla guerra , n saragli imposta veruna pubblica incumbenza, ma saragli lecito di badare a casa sua , onde per un anno stiasi lieto colla sua moglie. 6. Non porterai via in luogo di pegno la macina inferiore, e la superiore , che csi uno verrebbe a impegnare a te la propria vila.

se la ripigliasse, contaminerebbe- la terra : imperocch notisi, che il motivo, per cui tutto questo dicesi di questa donna, e per cui il primo marito non pu ripigliarla, consiste nell' essersi rimaritata dopo il ripudio: fuori di questo caso il marito potea riprenderla. Aggiungasi a questo la proibizione che Dio fa nel Levitico \\i. 7. a' suoi sacerdoti di sposare la donna ripudiata , e da tutto ci si vedr, come il Legislatore nello stesso tempo che non potendo impedire il male va prendendo i mezzi possibili per restringerlo , porge ancor occasione di riflettere sopra quello che un tal disordine ha d'incompatibile colla istituzione del matrimonio ; onde spicchi vie pi la giustizia e la santit della legge Evangelica, nella quale il matrimonio stqsso doveva esser considerato per quel ch' ei fu da principio ; cio a dire un vincolo indissolubile formato da Dio, e da non essere soggetto alle mutabili volont, e a' capricci degli uomini. Del marito il quale ripudiata la moglie ne sposi un' altra , non si parla in questo luogo ; ma la parit di ragione dimostra, che egli stesso, bench esente da riprensione negli occhi degli uomini, non era per senza biasimo dinanzi a Dio ; e quantunque si supponga, che al ripudio non fosse venuto, se non sopra motivi legali, contuttoci il nuovo suo matrimonio urtava non meno di quello della donna co' veri principii conosciuti, e praticati anche da' pi saggi pagani. Vers. G. Non porterai via in luogo di pegno la macina ec. Prima dell'invenzione de'mulini ad acqua, in ogni casa bisognava avere una specie di mulino a mano ; e 1' uffizio di macinare era

7 Si deprehensus fuerit homo sollicitans fratrem suum de filiis Israel, et vendite eo ac* ceperit pretium, inter fide turi et auferes ma* tum de medio tui. 8. Observa diligen*. ter, ne incurras plagam leprae; sed facies quaecumque docuerint te sacerdotes lievitici gene" ris, juxta id, quod praecepi eis, et imple sollicite.

9. (i) Mementoque, quae fecerit Dominus Deus vester Mariae in via, cum egrederemini de AEgrpto. 10. Cum repetes a proxima tuo rem ali" quam* quam debet tibi,
(i) JVum. i su io.

7. Se si verr a scoprire , che un uomo ha subornato un suo fratello dei figliuoli d'Israele , e che vendutolo , ne ha ricevuto il prezzo , ei sar messo a morte : e torrai di mezzo a te l'iniquit. 8. Guardali diligentemente dal pericolo di tirarli addosso la piaga della lebbra : ma usa tutte quelle cose , che ti saranno insegnate da' sacerdoti della stirpe di Levi, secondo i precetti dati loro da me , e mettile in pratica con esaltezza. 9. Ricordatevi di quello che il Signore Dio vostro fece a Maria per viaggio quando voi uscivate dall' Egitto. 10. Quando tu richiederai dal tuo prossimo qualche cosa , ch5 ei dee

proprio degli schiavi pi vili. Non vuole Mos, che dovendosi prendere pegno d'alcuno, se gli tolga, o in tutto, o in parte (che sarebbe lo stesso, perch 1* una parte non pu esser utile senza 1' altra ) il suo mulino. Vers. 7. Ha subornalo ec. L'Ebreo ha rubato. Questo furto quello che i Latini chiamaron plagio, e plagiarii, quelli che facevano si brutto mestiere. Vedi J^xod. xxi. 16.

non ingredieris domum darli, non entrerai in ejus, ut pignus auferasi casa sua a prendere il 11. (i) Sed stabis/ris, et ille tibipro/ret, yuod habuerit : 12. Sin autem pau/?er est, non pernoctabit apud te pignus, - 13. Sed statim reddes ei ante solis occasum ; ut dormiens in vestimento suo, benedi' cat tibi, ethabeas ;ustitiam coram Domino Deo tuo. i4- (2) Non negabis mercedem ihdigntis, et pauperis fratris tui, s/ve advenae , ^ui teum moratur in terra, et intra portas tas est: 15. Sed eadem die reddes ei pretium la^oris sui ante solis oc(i) Exod. 22. 26.

pegno : 11. Ma te ne starai fuora, ed egli ti porter fuori quello che avr : 12. E se poi egli povero , il pegno non pernotter in tua casa, 13. Ma subito glielo renderai prima del tramontare del sole: affinch dormendo nella sua veste , li benedica, e tu abbi meritato dinanzi al Signore Dio tuo. i4 Non negherai la mercede ali1 indigente , e al pvero tuo fratello, e al forestiero, che abita teco nel tiio paese, e dentro la tua citt : 15. Ma lo stesso d gli pagherai il salario delle sue fatiche r>rima

(a) Lev. 19. 13. Tob. 4. 15.

Vers. io. Non entrerai in casa di lu. Affinch tu non prenda per pegno una cosa delle pi necessarie, o di molto utile al tuo debitore ; mp egli ti dar quella che stimer, ti basti, che ella sa di valore eguale al tuo credito. Vers. 13. Glielo renderai prima del tramontar del sole. Posto che sia una cosa, di cui quegli abbia bisogno la notte, come nna coperta da letto : e intendesi che si render al mattino la cosa avuta io pegno, se di questa il debitore ha bisogno nella giornata, come sarebbe qualche strumento del suo mestiere. Cos e il creditore esercitava la misericordia, e il debitore veniva ad essere sollecitato ai pagamento, Aug. ij. 4i.

casw,quia pauper est, et ex eo sustentat animam suam : ne damet contra te ad Dominum, et reputetur tibi in peccatum. 16. (i) Non occidentur patres pro filiis, nec filii pro patribus, sed unusquisque pro peccato suo morietur. 17. Non pervertes judicium advenae, et pupilli, nec auferes pignoriti loco viduae vestimentum. 18. Memento, quod servieris in AEgypto, et eruerit te Dominus Deus tuus inde. Idcirco praecipio tibi, ut/acias hanc rem. 19. Quando messueris segetem in agro tuo, et oblitus manipulum reliqueris, non reverteris, ut tollas illum : sed advenam, et pupillum , et viduam auforre patieris, ut benedicat tibi Dominus Deus tuus in

del tramontare del sole, perch egli povero e con questo sostenta la sua vila : affinch egli non alzi le strida al Signore contro di te , e ti sia imputato a peccato. 16. Non saran messi a morte i padri pe' loro figliuoli, n i figliuoli pei padri, ma ciascuno per lo peccato proprio morr. 17. Non disfavorirai la causa del forestiero, e del pupillo, n prenderai per pegno dalla vedova la sua veste. 18. Ricordati, che tu fosli schiavo in Egitto, e di l ti 1 ras s e il Signore Dio tuo. Per questo io ti ordino di far cosi. 19. Quando mieterai le biade nel tuo campo, se ti scordi d' un manipolo, non tornare indietro a pigliarlo : ma lascialo pigliare alforestiero , al pupillo , e alla vedova , affinch il Signore Dio tuo benedica

(i) Reg 14.6. a. Par, a5. 4. Ezech. 18.

omni opere manuum tuarum. 20. Si fouges colleger/s olivarum, quidqwid remanserit in arboribus, non reverteris, ut colligas : sed re/inques advenae, pupillo, ac viduae. 21. Si vindemiaveris vineam tuam , non colliges remanentes race7/zos, sed cedent in usus advenae, pupilli, ac viduae. 22. Memento, quod e/ tu servieris in AEgypto i et idcirco praecipio /ibi, ut focias hanc rem.

tutte le ppere delle tue mani. 20. Se raccogli le ulive, non tornerai a pigliare quel che rimaso sulle piante : ma lascialo al forestiero , al pupillo , e alla vedova. 21. Se vendemmi la tua vigna, non prenderai i raspolli, ma rimarranno pel forestiero , pel pupillo, e per la vedova. 22. Ricordati,vche gi iu fosti schiavo in Egitto , e per questo io ti ordino di far cosi.

C A P O XXV. I giudici giudichino secondo giustizia. Numera delle battiture da darsi al reo. Non chiudere la bocca al bue, che tribbia. liei dar discendenza al fratello. Pena della donna che fa atto turpe. Non si faccia ingiustizia e'pesi, e nelle misure. Gli Amaleciti debbano sterminarsi. i.A^i fuerit causa inter aliquot, et interpella verint judices, quem justum esse per spexerint, illi justitiae palmam dabunt: quem condemnabunt impie* fatis. 2. Sin autem eum, qui peccavit, dignum viderin t plagis, pros ternent, et coram se focient verberari. Pro mensura peccati erit et plagarum modus: 3. Ita dumtaxat\ (i) utquadragenarium numerum non excedanti nefoede laceratus ante oculos tuos aeat frater tuus.
(s) 2. Cor. n: -2.^

_. e nasce lite tra due uomini, e si fa ricorso ai giudici, questi daranno laude di giustizia al giusto , e l'empio condanneranno di empiet. 2. E se vedranno, che colui, che ha peccato, sia degno di essere battuto , lo faran distendere per terra , e lo faran battere in loro presenza. La quantit delle battiture sar secondo la misura del peccato. 3. Con questo per, che non oltrepassino il numero di quaranta: affinch non abbia a ritirarsi il tuo fratello lacerato sconciamente sotto i tuoi occhi.

4. Non metterai la 4- (i) Non ligabis os bovis terentis in area musoliera al bue, che tribbia le tue biade nel/ruges tuas.

T aia. 5. Quando due fratel5, (2) Quando habi/averint fratres simul, li staranno insieme, e .et unus ex eis absque uno di essi sar morto liberis mortuus fuerit, senza figliuoli, la mouxor defuncti non nu- glie del defunto non si be t alteri-, sed accipiet mariter a un estraneo: eam frater ejus,, et su- ma la prender 1' altro tdtabit semen fratris fratello, il quale dar discendenza al fratello -sui i morto: 6. Et primo genitum 6. E al primo figliuox ea filium nomine il lo che avr da lei, dar
(1) Cor. p. 9. Tm. 5. i& (2) Matth. 22. 24. Mare. 12. 19. Lue. 20. 28.
' ' Vers. 4- JVn metterai la mus oliera ce. Dio vuole, che gli animali stessi, che aiutano l' uomo nelle fatiche, abbiano qualche parte, a' frutti delle fatiche ; ma in questa lezione di umanit 1' Apostolo not , che il primo oggetto di Dio non furono i bovi , n gli altri animali dati ali' uomo in aiuto ; ma gli uomini , e principalmente quelli , i quali son destinati da Dio ad annunzare la sua parola. Vedi i. Cor. ix. 7. 8. g., e le note a questo luogo. Vers. 5. Quando due fratelli staranno insieme ec. Queste parole sembra, che riguardino la legge di modo che ella non do,-vesse aver luogo , se non tra' fratelli abitanti nella stessa casa col padre loro , contuttoci 1' uso la estese , mancando i fratelli , a tutti i parenti anche rimoti , purch abitassero nella Giudea , e avessero comune 1' eredit. Vedi il libro d Ruth. Le ragioni di q-nesta legge furono la conservazione delle famiglie , e la distinzione delle stesse famiglie , e delle trib , e anche delle possessioni ; distinzione d' importanza presso gli Ebrei ; e aggiungasi ancora il sovvenimento della vedova. Questa legge un'eccezione di quella del Levitino xviu, 16. Dopo la cattivit di Babilonia, confuse 1' eredit, non ebbe pi luogo questa legge. Se il maggior de' fratelli del defunto fosse stato ammogliato , gli Ebrei dicono , ch' ei poteva prendere, o non prender la vedova; onde facevasi luogo al fratello , o parente che veniva in appresso.

lius afapellabt, ut non il nome di quello, afdeleatur nomen ejus ex finch il nome di lui non si estingua in IsraeIsrael. le. 7. Ma se quegli non 7. Sin autem holuerit accipere uxorem fra- vorr sposar la moglie tris sui, quae ei lege del fratello, che debdebetur, perget mulier b'essre sua in vigor ad portam civitatis, et della legge , andr la interpellabit majores donna alla poria della rzatu,dicetque: (i) Non citt , e interpeller i vultfrater viri mei su- seniori, e dir : Non scitare nomen fratris vuole il fratello del mio sui in Israel, nec me marito far rivivere il nome del suo fratello ia in conjugem sumere. Israele, n prendermi in moglie. 8. E tosto lo faranno *8. Statimque accersiri eum facient, et in- citare, e lo interrogheterrogabunt. Sirespon- ranno. Se risponder: derit : Nolo eam uxo- Non voglio sposarla : rem accipere'. 9. Si appresser a lui 9. Accedet mulier ad eum coram senioribu-y, la donna alla presenza et iollent calce amen* de' seniori, e gli lever tum de pede ejus, spuet* dal piede la scarpa, e qwe in faciem illius, et gli sputer in faccia e dicet : Sic fiet nomini, dir: Cosi sia fatto a co(i) Ruih. 4. 5.
Vers. 6. E al primo figliuolo che avr da lei, dar il nome di quello. Dalla storia di Ruth si vede , che non era necessario , che questo figliuolo portasse il nome proprio del primo marito della donna ; bastava, ch' ei portasse il nome di figliuolo di quello ; onde il primo figliuolo di Booz, e di Ruth fu chiamato Obed, ma era conosciuto , e tenuto per figliuolo ed erede di Mahalon , che era stato il primo marito di essa Rnth.

qui non aedificat do- lui che non vuole mantener la casa di suo framum fratris tui. tello. 10. Et vocabitur ito* 10. E la casa di lui men illius in IsraelDo* sar chiamata in Israele la Casa dello scalzamus discalceatif to. 11. Se due uomini 11. Sihabuerint In ter se /urgium viri duo, verranno a contesa tra et unus contra alterum di loro , e 1' uno prinrixari coeperit, volens- cipier ad attaccare P que uxor alterius erue- altro , e volendo la more virum suum de ma* glie di questo salvare nufortioris, miseritqud il marito dalle mani di manum, et apprhen* quello, che pi forte, stender la mano per derit verendo, e jus i prenderlo in parte, che non si nomina ; 12. Alscies manum 12. Tu le farai taillius, necflecteris su- gliar la mano, e non per eam ulla miseri* avrai niente di compassione per lei. cardia. 13. Non porterai nel13. NOTZ habebis in sacculo diversa ponde- la sacchetta stadere diverse , una pi forte, ra, majus, et minus: V altra meno :
Vera. p. Gli lever dal piede la fcarpa. Alcuni riguardano quest' atto come simbolo della cessione della donna, e dell' eredit ; cessione fatta dal fratello, o dal prossimo parente, che non vuole sposarla. Si prendea possesso col piantare un piede sulla terra , di cui uno diventava padrone. Vedi Ps, LX. io. cvm. io. ; cos il levare ad uno la scarpa potea significare, com' egli era privato dell' eredit, la quale avrebbe dovuto a lui pervenire. Altri vogliono che questo pur sia un atto di spregio ; perch i servi andavano ecalzi, onde il cavare ad uno la scarpa era un dichiararlo indegno di aver luogo tra gli uomini di libera condizione. Questa seconda ^posizione mi sembra pi probabile.

i4- Non avrai in ca14- Nec erit in domo tua modius major, et sa tua il moggio pi grande, e il pi piccolo: minar : 15. Terrai stadera 16. Pondus habebis justum, et veruto , et giusta , e vera, e mogmodius aequalis, et ve- gio giusto e vero : afrus erit tibi : ut multo finch tu viva lungo vivas tempore super tempo sopra la terra , terrarii^ quam Dominus che sar a te data dal Deus tuus dederittibi: Signore Dio tuo : 16. Abominaturenim. 16. Perocch il SiDominus Deus tuus gnore Dio tuo h$. in abeum, quifocit haec, et bominazione chi pecca aversatur omnem inju- in questo , e odia ogni stitiam. ingiustzia. 17. Ricordati di quel17. (i) Memento, quae fecerit tibi Ama- lo che fece a te Amalec, lec in via, quando egre quando tu eri in viagdiebaris ex AEgypto: gio uscendo dall'Egitto: 18. Quomodo occur18. Com'egli si mosrerit tibi, et extremos se inverso di te, e mise agminis tui, qui lassi a fil di spada gli ultimi residebant, caeciderit, del tuo e3ercito, ch^ si quando tu eras fame, erano per la stanchezet labore confoctus, et za arrestati, quando tu non timaerit Deum. eri rifinito dalle fatiche, e dalla fame, ed egli non ebbe timore di Dio. 19. Quando adunque 19. Cum ergo pominus Deus tuus dederit il Signore Dio tuo li tibi requiem , et sub/e- avr dato requie, e avr cerit cunctas per cir- rendute soggette tutte cuitum nationes in ter- ali' intorno le genti del ra, quam tibi pollicitus paese ch' ei ti ha pro(i)Exod. 17.8.

est, delebis nomen ejus sub coelo. Cave % ne obliviscaris. C A P O

messo, tu farai si, ch'egli pi non si nomini sotto del cielo. Bada di non dimenticartene. XXVI.

Dove, e a chi siena da pagarsi le primizie, e le decime , e con qual for mola di parole. 1. V>'urne/u intraveris terram, quam Dominus Deus tuus tibi daturus est possidendam, et obtinueris eam, atque habitaveris in ea; 2. ToUes de cunctis frugibus tuis primtias et pones in carta/lo, pergesque ad locum, quem Dominus Deus tuus elegert, ut ibi invocetur nomen ejus : i.JLl/d entrato che lu sarai nella terra , di cui il Signore Dio tuo ti dar il possesso, e fatto Signore , e abitatore di essa ; 2. Prenderai le primizie di tutti i prodotti della tua terra, e le metterai in un canestro , e andrai al luogo eletto dal Signore Dio tuo per istabilirvi il suo Culto. 3. E ti presenterai al 3. Accedesque ad sacerdotem, qui fuerit in sacerdote , che sar aldiebus illis, et dices ad lora , e gli dirai : coneum : Profiteor hodie fesso oggi dinanzi al Si-

r*

Vers. i. * Ed entrato che tu sarai nella terra. Anche nelV antica legge esigeva il Signore dagli uomini un culto speciale e interiore 5cio a dire sentimenti di pieno annientamento d'avanti alla sua grandezza, gratitudine sincera ai suoi benefizii, vivo impegno di eternare nella famiglia il santo timor suo. E se Israele stato fosse pi esatto, e sollecito nel soddisfare a questi doveri essenziali di religione, che alle mere osservanze esteriori, ne avrebbe per sempre conservato lo spinto.

coram Domino Deo tuo, quod ingressus sum in terrarii, pro qua juravit patribus nostris, ut da.ret eam nobis. "" 4- Suscipiensque sacerdos cartallum de manu tua , ponet ante altare Domini Dei tui: 5. Et loqueris in conspectu Domini Dei tui: SyruS persequebatur patrem meum, qui descendit in AEgyptum, et ibi peregrinatus est in paucissimo numer : erevi/que in gentem magnani, ac robustam, et nfinitae multudinis. 6. AfjUxeruntcjue nos AEgyptii, et pers ecuti sunt imponentes onera gravissima :

gnore Dio luo, conv io sono entralo nella terra, che egli giur a'padri nostri di dare a noi. 4. E il sacerdote preso il canestro dalle tue mani, lo porr sull'altare del Signore Dio tuo : 6. E al cospetto del Signore Dio tuo dirai : II Siro perseguitava mio padre,il quale se n'and in Egitto, e ivi si stette come forestiero con pochissimi dei suoi : e divent capo di una nazione grande e forte, e infinita di numero. ' 6. Ma gli Egiziani ci straziavano, e ci perseguitavano, imponendoci pesi gravissimi :

Vers. 5. Il Siro perseguitava mio padre ec. Intendasi di Laban suocero di Giaeobbe, il quale fece molte angherie al genero, come si veduto nella Genesi. L' Ebreo pu avere un altro sen' so, ed : Mio padre (Giaeobbe) fu un povero Soriano , che scese in Egitto ec. Cosi quegli che offerisce le primizie, verrebbe a dire : le ricchezze, e i beni che io ho oggigiorno , non sono venute a me da mio padre, ma da Dio. Giaeobbe era stato venti anni nella Mesopotamia , sua madre era di quel pase, Abramo suo avo era nato in quelle parti. La Mesopotamia nelle Scritture compresa nel nome di Siria, ovver paese di Aram. Questa con* fessione fatta pubblicamente davanti al Signore ogni anno d riconoscer da lui tutti i beni, e le ricchezze della terra , serviva a mantener viva la riconoscenza nel cuore di ciascheduno.

r 7. Et clamavimus ad Dominum Deum patrum nostrorum : qui exaudivit nos, et respexit humilitatem nostram , et laborem , atque angustiam. 8. Et eduxit nos de \AEgypto in manu forti, et brachia extento, in ingenti pavore, in signis , atque portentis : 9. Et introduxit ad "locum istum, et traddit nobis terra/Ti lacte, et melle manantem. 10. Et idcirco nunc offeroprimdasfrugum terrae, quam Dominus dedit mihi. Et dimittes eas in conspectu Domni Dei lui, et adorato Domino Deo tuo,

11. Et epwlaberis in omnibus bonis, quae Dominus Deus tuus de* derit libi., etdomui tuae, tu, et Levites , et advena, q?/i tecum est.

7. E alzammo le grida al Signore Dio de5 padri nostri: il quale esaud, e volse lo sguardo alla nostra umiliazione , e ali' affanno, G alle angustie : 8. E ci trasse dall'Egitto con mano forte , e con braccio disteso, spandendo terrori, facendo segni, e portenti: 9. E e1 introdusse in questo luogo : e ci diede una terra,-che scorre latte, 0 miele. 10. E per questo io offerisco adesso le primizie dei frutti della terra data a me dal Signore. E le lascerai davanti al Signore Dio tuo, e dopo di avere adorato il Signore Dio tuo , 11. Farai banchett di tutti i beni dati dal Signore Dio tuo a te, e alla casa tua , tu, e il Levita , G il forestiero, che con te.

Vers. M. Farai banchetto d tutti i beni ec. Se avea portata qualche vittima pacifica da offerire, faceva il banchetto dentro l'atrio con tutta la sua famiglia, invitando il Levita, e i forestieri poveri ; altrimenti faceva il banchetto in altro luogo colla provvisione, che avea portato seco a tal fine.

12. Quando avrai data la decima di tutti i tuoi frutti, tu la darai nel terzo anno (anno delle decime) al Levita, G al forestiero, e al pupillo, e alla vedova nella tua citt, affinch mangino, e si satollino: 13. E dinanzi al Signore Dio tuo dirai : Io mi son levato di casa quello che era consacrato, e l'ho dato al Levita , G al forestiero , e al pupillo, e alla vedo va, come tu mi hai comandato : non ho trasandato i tuoi comandamenti, e non mi sono scordato de' tuoi precetti. 14- Non ne ho man.1.5. 3o comedi ex eis in luctw meo, nec giato nulla nelle mie 12. Quando compieveris decimam cunctarum frugum tuarum, anno decimarum terto, dabis Levitae , et advenae , et pupillo , et vicinae, ut comedant intra portas tuas, et saturenturi i 3. Loquerisque in Conspectu Domini Dei tuli Abstuli) quod sanctificatum est de domo mea, et (i) dedi il/ud Levitae, et advenae , et pupillo, ac viduae, sicut jussisti mihi: non praeteriti mandata tua, nec sum ohlitus imperii tuL
(i) Stipr. 14- 29.
Vers. i*. La darai nel terzo anno fanno-delle decime J al Levita ec. Quella seconda decima, la quale negli altri'anni dopo il sabatico, si portava al tabernacolo per farne banchetto, si consumava il terzo anno da ciascheduno nella propria citt , facendone parte al Levita, al forestiero , alla vedova , e al pupillo ; e lo stesso facevasi nel ssto anno. Vedi cap. xiv. 28. 9. 11 terzo anno detto anno delle decime per ragione di questa decima specialmente serbata pei poveri nello stesso anno. Ver. 13. Io mi son levato di casa quello che era consacrato ec. Notisi questa maniera di pariare piena di energia : quello che Dio vuole che diasi a' poveri, gi a lui consacrato -, onde sarebbe sacrilegio il ritenerne una parte anche mnima.

Deuter. Vol 1 1 1.

20 *

separavi ea in qualibet immunditia, nec expendi ex his quidquam in re funebri. Obedivi voci Domini Dei mei, et feci omnia, sicut praecepisti mihi. - 16. (i) Respice de sanctuario tuo, et de excelsa coelorum habiIaculo : et benedic po* pulo tuo Israel, et terrae, quam dedisti no* bis, sicut furasti patribus nostris, terrae lacte, et mette mananti. 16. Hodie Dominus Deus tuus praecepit ti^i, ut factas mandata haec, atque judicio., et custodiam, et impleas
(i) I/ai. 63. 15. Bantc. a. 16.

angustie 5 e non le ho separate per alcuna specie d'immondezza, e non ne ho speso niente per ragione di funerale. Ho obbedito alla voce del Signore Dio mio , e ho fatto ogni cosa, come mi hai comandato. 15. Mira del tuo santuario, e dall5 abitazione eccelsa dei cieli : e d benedizione al popol tuo d'Israele, e alla terra che tu desti a noi, come giurasti ai padri nostri, terra, che scorre latte, e miele. 16. Oggi il Signore Dio tuo ti ha ordinalo di osservare questi comandi, e queste leggi, e di custodirle, e di

Ver*. 14-Non ho mangiato ec. Non le ho toccate, n diminuite in minima parte per bisogno , ch' io ne avessi. Non le ho separate per alcuna specie d? immondezza. Non le ho messe a parte per farne onore a qualche deit immonda. Gli Egiziani nel tempo della mietitura facevano la festa d'Iside, e di Osiride, e quella di Adone: e a questo credesi, che sia fatta allusione in queste parole. Non nuovo nella Scrittura, che col nome d' immondezza s'intendano i falsi dei. No ne ho speso nulla per ragion di funerale. Per celebrare il funerale di Osiride, o di Adone, come fanno gl'idolatri. Queste decime io Je ho serbate intere, e le ho date a' poveri secondo l'ordine del Signore.

ex toto corde tuo, et metterle in pratica con tutto il cuore , e con ex tota anima tua. tutta 1* anima tua. 17. Oggi tu hai elet17; Dominum eie gisti hodie, ut sit tibi to il Signore, perch'egli Deus, et ambules in sia il tuo Dio, e perch viis ejus , et custodiam tu cammini nelle sue caeremonias illius, et vie, e osservi le sue cemandata, atque jud- renionie , e i comandacia, et obedias ejus ini" menti, e le leggi, e obperio : bedisca al suo impero i 18. E il Signore ha 18. Et Dominus eiegit te hodie > ut sis ei oggi eletto te, affinch populus peculiaris, sic- tu sii specialmente suo ut locutus est tibi, et popolo (come egli ha custodias omnia prae* detto a le ), e osservi tutti i suoi comandacepta illius : menti : 19. Et faciat te ex19. Ed egli per laucelsiorem cunctis gen- de , onore, e gloria sua ibus , quas creavit in ti faccia la pi illustre laudem, et nomen, et di tutte le genti create gloriam suam : ut sis da lui : affinch tu sii populus sanctus Domi- il popol santo del Sini Dei tui sicut locutus gnore Dio tuo, com'egli ha promesso^ est.
Vers. 17, Oggi tu hai eletto il Signore ec. La ripetizione fatta qui da Mos delle leggi, colle quali il Signore avea gi contratta alleanza col suo popolo, e la nuova acccttazione delle stesse leggi fatta per parte del popolo T era come una rinnovazione della stessa alleanza.

C A P O XXVII. Passato il Giordano si erga un altare di pietra : e nelle pietre si scriva la legge. Rito, e for mola della benedizione de* pii, e della maledizione degli empii. i. JtTraecepit autem Moyses , et seniores Israel populo, dicentes: Custodite omne man* datum, quod praecipio vobis hodie. a. Cumque transiri* ts Jordanem in terram, quam Dominus Deus tuus dabit tibi, eriges ingentes lapides, et calce laevigabis eos, 3. Ut possis in eis scribere omnia verba legis hujus i Jordane transmissO) ut introeas terram, quam Dominus Deus tuus dabit tibi ; 1. L Mos, e i seniori d3 Israele ordinarono , e dissero al popolo : Custodite tutti i precetti che io oggi vi annunzio. 2. E allorch passato il Giordano sarete entrati nella terra che dar a te il Signore Dio tuo, tu alzerai delle pietre grandi, e le intonacherai con calcina, 3. Affinch tu possa scrivervi sopra tutte le parole di questa legge, passato che avrai il Giordano per entrare nella terra che sar da-

Vers; . Alzerai delle pietre grandi ee. Sembra certo, che questo monumento sia diverso dall'altare del versetto 5-; perocch le pietre dell' altare non dovean essere intonacate, ma rozze. Alcuni vogliono , che queste pietre fossero dodici, come quelle del capo xxiv. 4 dell' Esodo: altri ne mettono o due , o quattro ; comunque sia, il monumento doveva essere molto grande, mentre dovea scriversi sopra di esso tutto il Deuteronomio, bench Giuseppe creda esservi state scritto solamente le benedizioni, e le maledizioni. Vedi Jot, vui. 3 o.

terram lacte, et mette ta a te dal Signore Diomanantem, sicut jura- tuo ; terra, che scorre latte , e miele , com' ei vit patribus suis. giur a' padri tuoi. 4* Quando adunque 4. Quando ergo transieritis Jordanem, eri- voi avrete passato il gite lapides, quos ego Giordano, alzate le piehodie praeeipio vobis, tre ch' io oggi vi dico, in monte Hebal, et lae- sul monte Hebal, e intonacatele colla calcina: vigabiseos calce: 6. (i) Et aedificabis 5. E ivi edificherai un ibi altare Domino Deo altare al Signore Dio tuo de lapidibus , quos tuo di pietre non tocche da ferro, ferrum non tetigit, 6. Di pietre informi, 6. Et de saxis informibus, et impolitis : et e non lavorate : e sopra offeres super eo holo- di esso offerirai olocaucausta Domino Deo tuo, sti al Signore Dio tuo, 7. E immolerai ostie 7. Et immolabis hostias pacificasi come- pacifiche, e ivi ne mandesque ibi, et epulabe- gerai dinanzi al Signo* ris coram Domino Deo re Dio tuo. tuo 8. E sopra le pietre 8. Et scribes super lapides omnia verba le- scriverai tutte }e parogis hujus piane , et lu- le di questa legge chiaramente , e distintacide. mente. 9. E Mos, e i sacer9. DixeruntqueMoyses, et sacerdos Levi- doti della stirpe di Lefe'ci generis ad omnem vi dissero a tutto IsraeIsraelem: Attende, et le : Fon mente, o Israeaudi, Israeli hodie fa* le, e ascolta: oggi tu sei
(i) Exod, 20. a5. Jos. 8, 31.

"eius es populus Domini Dei tui. lO.Audies eoceni ejus, et facies mandata , at^ue justitias , quas ego praecipio tibi. i i.Praecepitque Moy ses populo in die illo , dicens : 12. Hi stabunt ad benedicendum populo super montem Garizim, lordane transmisso : Simeon , Levi, Judas, Issachar, Joseph, et Beniamin. 13. Et e regione isti stabunt ad maledicendum in monte Hebal: jRuben, Gad, et Aser, et Zabulon, Dan, et Nephtali. i4- (i) Et pronun* fiabunt Z/evitae, dicentqe ad omnes viros Israel excelsa voce :
(i) Deuf. 9. n.

diventato il popolo del Signore Dio tuo : 10. Tu ascolterai la sua voce, e osserverai i comandamenti,e le leggi, che io ti annunzio. 11. E Mos in quel giorno comand, e disse al popolo : 12; Passato che avrete il Giordano, questi staranno sul monte Garifcim per benedire il popolo : Simeone, Levi, Giuda, Issachar, Joseph, e Beniamin. 13. E questi altri staran dirimpetto per dare maledizione sul monte Hebal: Ruben, Gad, e Aser, e Zabulon, Dan, e Nephtali. i4 E i Levili intuoneranno , e diranno a tutti gli uomini d'Israele a voce sonora :

Vers. xa. Questi staranno sul monte Garizim per benedire ec. Questi figliuoli di Rachele, e di Lia hanno l'incumbenza di rispondere alle benedizioni ; i figliuoli delle due serve Baia , e Zejpha rispondono alle maledizioni insieme con Ruben figliuolo di Lia decaduto dalla primogenitura, e con Zabulon ultimo de' figliuoli della stessa Lia. I sacerdoti coli' arca, e un numero di Leviti doveano star nella valle tra i due monti ; e i sacerdoti volgendosi al monte Garizim pronunziavano una benedizione, per esempio Benedetto chi non fa simulacro ec. e le sei trib dal Garizim rispondevano Amen.

15. Maledictus homo , (juifacit sculptilet et confatile, abominationem Ramini, opus manuum artificum, ponetf/ue illud in abscondito : Et respondebit omnis populus , et dicet: Amen. 16. Maledictus , qui non honorat patrem suum, et matrem : et dicet omnis populus : Amen. 17. Maledictus, qui transfert terminos proximi tui : et dicet omnis populus-. Amen. 18. Maledictus ^ qui errare fac.it caecum in itinere : et dicet omnis populus; Amen. 19. Maledictus, qui pervertii judicium ad" venae , pupilli, et viduae : et dicet omnis populus : Amen. 20. Maledictum, qui dormii cum uxore patris sui, et revelat operimentum lectuli ejus:

15. Maledetto 1' uomo, che fa simulacro di scultura, e di getto , opera di mano di artefici (cosa abbominata dal Signore), e lo ripone in luogo nascosto : E tutto il popolo risponder: Cos sia. 16. Maledetto chi non onora il padre suo, e la madre : e tutto il popolo dir : Cosi sia. 17. Maledetto chi tramuta i termini del suo vicino : e tutto il popolo dir i Cos sia. 18. Maledetto chi ha fatto s, che il cieco smarrisca la strada : e tutto il popolo dir : Cos sia. 19. Maledetto chi disfavorisce la ragione del forestiero, del pupillo , e della vedova : e tutto il popolo dir: Cos sia. 20. Maledetto chi disonora la moglie del padre suo, e scuopre la coperta del suo talamo:

Vers. 18. Chi ha fatto sit, che il cieco smarrisca la strada Oltre al senso naturale pi ovvio s'intende ci ancor di quelli che danno cattivi consigli a' semplici : o insegnano prave dottrine a ruin de' prossimi.

et dicet omnis populus: Amen 21. Maledictus, qui dormit cum omni jw mento : et dicet omnis populus : Amen. 22. Maledictus, qui dormit cum sorore sua, filio patris sui, vel matris suae\ et dicet omnis populus : Amen. 23. Maledictus, qui dormit cum socru sua : et dicet omnis popuhisi Amen. 24. Maledictus, qui clam percusserit proximum suum : et dicet omnis populus :, Amen. 26. Maledictus, qui ccipit mnera, ut percutiat animam sanguinis innocentis : et dicet omnis populus: Amen. a6. Maledictus, qui non permanet in sermonius legis huius, ec opere perfidi: et dicet omnis populus i Amen.

e tutto il popol dir : Cos sia. 21. Maledetto chi pecca con qualsisia animale : e tutto il popolo risponder *. Cos sia. 22.Maledetto chi disonora la propria sorella, figliuola del padre suo, o della sua madre: e tutto il popol dir : Cosi sia. 2 3. Maledetto chi disonora la sua suocera : e tutto il popol dir : Cost sia. ; 24. Maledetto chi fa morir di nascosto il suo prossimo : e tutto il popol dir : Cos sia a5. Maledetto chi riceve de'doni per ispargere il sangue d'un innocente : e dir tutto il popolo : Cosi sia. 26. Maledetto chi non sta fermo alle parole di questa legge , e non le adempie colV opere : e tutto il popol dir : Cos sa

C A P O

XXVIII.

Benedizioni di molte maniere promesse a chi osserva la legge ; e maledizioni di molte maniere pe' trasgressori. i. A s i autem audieris vocem Domini Dei tui, utfacias atque custodias omnia mandata ejus, quae ego praecpio ubi hodie, faciet te Dominus Deus tuus excelsiorem cunctis gentibus, quae versantur in terra, a. Venientque super te unversae benedictiones stae, et apprehendent te : si tamen praecepta ejus audieris. 3. Benedictus tu in civitate, et benedictus in agro 4- Benedictus fructus ventris tui, etfru' ctus terrae tuae , fructusque jumentorum 1. lYJLa se tu ascolterai la voce del Signore Dio tuo, mettendo in pratica , e osservando tutti i suoi comandamenti , ch' io oggi ti annunzio , il Signore Dio tuo ti far pi illustre di quante nazioni sono sopra la terra. 2. E verranno sopra di te, e ti circonderanno tutte queste benedizioni: purch tu ascolti i suoi precetti. 3. Tu sarai benedetto in citt,e benedetto alla campagna. 4- Benedetto il fruito del tuo seno, e il frutto della tua terra , e il frutto dei tuoi bestia-

Vei-s. 3. Sarai benedetto in citt e benedetto alla campagna. Nelle cose della citt , e nelle cose della campagna tu stirai benedetto egualmente da Dio, e ricolmo de'suoi favori. La benedizione di Dio effettiva, non di sole parole. Vers. 4- Benedetto il frutto del ino seno. Questa benedizione non ebbe il suo vero, e pieno adempimento, se non nel frutto del seno di Maria , onde sembra, che a questo luogo alludesse s, Elisabetta ripetendo queste stesse parole, Lue. i. 4'*-

Deiiter. Vol. III.

21

/uorum, greges armentorum tuorum, et caulae oviumtuarum. 6. Benedicta horrea tua, et benedictae reliquiae tuae. 6. Benedictus eris tu ingrediens, et egrediens. 7. Dabit Dominus inimicos tuos , qui consurgunt adversum te, corruentes in co//spectu tuo : per unam viam venie///contra te, et per septem fugient a facie tua. 8. Emitter Dominus benedictionem super celiarla tua , et super omnia opera manuum tuarum: benedicetque tibi in terra , quam ac* ceperis. 9. Suscitabit te Dominus sibi in populum sanctum, sicut juravit tibi,si custodieris mandata Domini Dei tui^ et ambulaveris in viis ejus. 10. Videbuntgue omnes terrarum populi\

mi, o le m andre de' tuoi armenti, e i greggi delle tue pecore. 5. Benedetti i tuoi granai, e benedetti i tuoi avanzi. 6. Benedetto sarai in andando, e in-venendo. 7. Il Signore abballer ai tuoi piedi i tuoi nemici, che si muovono contro di te : per una strada verranno contro di te, e per sette fuggiranno dal tuo cospetto, ^1. Mander benedizione il Signore sopra le tue dispense, e sopra tutti i lavori delle tue mani: e ti benedir rrella lerra, che a te sar data. 9 II Signore li stabilir per suo popolo santo, come giur a te, se osserverai i comandamenti 4el Signore Dio tuo, camminerai nelle sue vie. io. E tuti'i popoli della lerra vedranno,

Vera. 5. * Benedetti i tuoi avanti. La tua madia: la tua a

quod nomen Domni invocatum sit super te, et timebunt te. 11. A blindare te faciet Dominus omnibus bonis ^ fructu uteri tui, et fructu jumentorum tuorum, fructu terrae tuae, quam;uravit Dominus patribus tuis, ut daret tibi. 12. A perle t Dominus thesaurum suum optimum , coelum, ut tribat pluviam terrae tuae in tempore suo : benedicetque cunctis operibus manuum tua" rum. JLtfoenerabis gentibus multis , et ipse a nullo foenus accipies. 13. Constituet te Dominus in caput) et non in caudam: feris semper supra, et non subter: si tamen audieris mandata Domini Dei tui, quae ego praecipio tibi hodie, et custodie* ris etfoceris ,

14 Ac non declina" feris ab eis nec ad dexteramt nec ad si/zi-

come dal Signore tu prendi il tuo nome, e ti temeranno. 11. Far il Signore , che lu abbondi di ogni bene, del frutto del tuo seno , e del frutto de' tuoi bestiami, del frutto della tua terra , la quale il Signore cori giuramento promise a' padri tuoi di dare a te. 12. Aprir il Signore il suo ricchissimo tesoro , il cielo , per dare a' suoi tempi le piogge alla tua terra : e bene* dir lutti i lavori delle tue mani. E tu darai iti prestito a molte genti, e non prenderai in prestito da nissuno. 13.11 Signore ti far essere il primo , e non r.ultimo: tu sarai sempre al di sopra , e non al di sotto : se per as col ter ai i comandamenti del Signore Dio tuo , i quali io oggi ti annunzio , e gli osserverai , e li metterai in esecuzione, 14. E non torcerai da questi a destra , o a sinistra , e non seguirai

stram ; nec secutusfueris deos alienos, neque colueris eos. 15. (i) Quod si audire nolueris vocem Domini Dei tui, ut custodias , et factas omnia mandata ejus, et caeremonias , quas ego praecipio tibi hodie, vewient super te omnes matedictiones istae, et apprehendent te, 16. Maledictus eris in civitate, maledictus in agro. 17. Maledictum horreum tuum, et maledi' ctae reliquiae tuae. 18. Maledictus fructus ventris tui, et fructus terrae tuae, armenta boum tuorum, et greges ovium tuarum. 19. Maledictus eris ingrediens, et maledictus egrediens. 20. Mittet Dominus super tefamem et esuriem, et increpationem in omnia opera tua, quae tu facies: donec

gli dei stranieri, e non gli adorerai.


15. Che se tu non vorrai ascoltar la voce del Signore Dio tuo , e non osserverai, n eseguirai tutti i suoi comandamenti , e le cerimonie, che io oggi ti annunzio, verran sopra di te tutte queste maledizioni , G V investiranno. 16. Sarai maledetto nella citt, maledetto uelk campagna. 17. Maledetto il tuo granaio , e maledetti i tuoi avanzi. 18. Maledetto il frutto del tuo seno , e il frutto della tua terra , le mandre de'tuoi bovi, e i greggi delle tue pecore. 19. Sarai maledetto e in venendo, e in andando. 20. Mander il Signore sopra d te la fame , e la carestia , e la maledizione sopra tutti i lavori, che tu farai

(i) Lev. 26. i4^Thren. ?.. 17. Baruc. i. ?.o. Malae, ?.. 2.

conter* te , et perdat velociter propter adinventiones tuas pessimas, in quibus reliquisti me.

21. Adjungattibi Dominus pestilentiam, do/zec consumai te de terra , ad quam ingredieris possidendam.

22. Percutiat te Dominus egestate, fobri et ^rigore, ardore et aestu , et aere corrupto ac rubigine , et persequatur, donec pereas.

23. Sitcoelum, quod supra te est, aeneum : et terra, quam calcas, ferrea. 24. Det Dominus imbrem terrae tuae pulverem : et de coelo de-

colla tua mano : fino a tanto che ti annienti, e in brevissimo tempo ti slermini a motivo delle inique tue invenzioni , per ragion delle quali tu F avrai abbandonato. 21. Faccia il Signore che si attacchi a te la pestilenza, per fino a tanto che ella ti consumi , e ti tolga speditamente dalla terra , della quale tu entrerai in possesso. 22. Ti percuota il Signore colla povert , colla febbre , e col freddo , co' calori, e colla siccit, e colla corruzione dell'aria, e colla ruggine , e ti perseguiti, sino a che tu sii sterminato. 23. Il cielo che ti sovrasta , sia di bronzo : e di ferro sia la terra che tu calpesti. $4 Dia il Signore alla tua terra pioggia di sabbia : e dal cielo ca-

Vers. aa. E colla ruggine. La voce ebrea alcuni la spiegano per l'itterizia.

scendat super te cinis, donec conteraris. a 5. Tradat te Dominus corruentem ante hostes tuos : per unam viam egrediaris contra eos; et per septem fugias,et dispergaris per omnia regna terrae : 26. Sitque cadaver tuum in escam cunctis volatilibus coeli, et beslizs terrae : et nora sit qui abigat. 27. Percutat te Dominus lcere A Ugyptz, et partef corporis, per quam stercora egeruntur, scabie quoque et prurigine : ita ut curari nequeas* 28. Percutiat te Dominus amentia^ et caecitate, acfurore menti s. 29. Et palpes in meridie , sicut palpare solet coecus in tenebris, et non dirgas vias tuas. Omnique tempore calumniam sustineas, et opprimaris violentia; Tzec habeas, qui liberet te.

da cenere sopra di te , fino a che sii distrutto. 26. Ti far il Signore cader per terra a' piedi 'dei tuoi nemici: per una strada andrai tu contro di essi , e per sette fuggirai, e sarai disperso per tutti i regni della terra : 26. E il tuo cadavere sar pasto di tutti gli uccelli dell' aria , e delle bestie della terra : e nissun le discaccer. 27. Ti flageller il Signore colle ulcere dell'Egitto, e nella parte del corpo, per cui escono gli escrementi, con iscabbia , e prurito irremediabile. 28. Il Signore ti punir colla stoltezza, e colla cecit, e col furor della mente. 29. E camminerai a tastoni di mezzo giorno , come suole andare un cieco privo di luce , e non troverai la strada. In ogni tempo sarai perseguitato dalla calunnia , e oppresso dalla violenza ; n avrai chi te ne liberi.

30. Uxorem accipias, et alius dormat cum ea: domum aedifices, et non habites in ea : plantes vineam, et non vindemies eam. 31. Bos tuus immoletur coram te : et non comedas ex eo. Asinus tuus rapiatur in conspectu tuo, et non reddatur tibi. Oves tuae dentur inimicis tuis, et non sit qui te aduvet. 32. Filii tui, etfiliae tuae tradantur alteri populo, videntibus oculis tuis, et deficientibus ad conspectum eorum tota die, et non sitfortitudo in manu tua. 33. Fructus terrae tuae, et omnes labores

Sorprenderai moglie, e un altro te la torr : fabbricherai una casa, e non P abiterai: pianterai una vigna , e non ne farai la vendemmia. 31. Sugli occhi tuoi sar ucciso il tuo bue , e non mangerai delle sue carni. Ti sar rapito il tuo asino, veggente te , e non ti sar restituito. Le tue pecore sarari date a'tuoi nemici , e nissun ti soccorrer. 32. I tuoi figliuoli, e le tue figliuole saran date in potere d'un popolo straniero ; tu lo vedrai co' tuoi occhi, i quali si consumeranno a mirarli continuamente , e nulla, ..patta far per essi il tuo braccio. 33. Tutti i frutti della tua terra , e tutte le

Vers.2g. Camminerai et Iasioni di mezzo giorno. Maledizione terribile, sotto la quale gemono fin al d d? oggi gli Ebrei, i quali in mezzo a tanta luce , quanta ne spandono i loro profeti, e i libri tutti del vecchio Testamento, dopo tante prove della missione di Ges Cristo, e della sua divinit ,. non riconoscono il loro Messa, e uno ne aspettano tuttora, quando secondo 1' epoche evidenti prefisse ne'libri santi egli debb'essere venuto gi da molto tempo: cos fino al di (Poggi (come parla l'Apostolo ) mentre si Ugge da. essi Mone, il velo sta. sopra gli occhi loro , a. Cor. HI..

tuos comedat populus, tue fatiche se le divorequem ignoras : et sis r un popolo a te ignosemper calumniam su- to : tu sarai sempre stinens, et oppressus perseguitato, e oppresso in ogni tempo, cunctis diebus, 54- E sarai fuor di 34* Et stupens ad terrorem eorum., quae te peP orrore di quel che vedrai cogli occhi videbunt oculi fui. tuoi. 35. Il Signore ti per35. Percutiat te Dominus ulcere pessimo cuoter con piaghe main genibus, et in suris, ligne nella ginocchia, e sanarique non possis nelle polpe della gama planta pedis usque ba , e avrai mali incuad verticem tuum. rabili dalle piante de' piedi sino alla cima del capo. 36. Il Signore con36. Ducei te Dominus , et regem tuum, durr te, e il tuo re, quem constitueris su- cui tu ti sarai eletto, per te, in gentem, quam nel paese di una nazioignoras tu, et patres ne non conosciuta da lui : et servies ibi diis te , n da' padri tuoi: e alienis, ligno, et lapidi. ivi servirai agli dei stranieri , alla pietra, e al legno. 37. E diverrai lo 37. Et eris perditus i/z proverbium , ac /a- stupore , 1' esempio , e
Vers. 36. Condurr te , e il tuo re ce. Sono visibilmente indicati Joachin , e poi Sedecia menati a Babilonia da Nabuccodonosor insieme con tutti i principi, e i grandi del popolo, e la maggior parte dello stesso popolo. E servirai agli dei stranieri, o sedotto dall' esempio dei tuoi conquistatori, o forzato da' terrori. Le dieci trib furono affatto disperse, e confuse cogl' idolatri ; ma la Provvidenza 'non -permise, che cos fosse della trib di Giuda, da cui dovea nascere il Messia.

bulam omnibus populis, ad quos te introduxert Dominus. 38. ( i ) Sementem multam jacies in ter* ram, et modicum congregabis : quia locustae de vorabunt omnia, 69. Vineam piantabis; etfodies, etvinum non bibes, nec col/iges ex ea quippiam : quoniam vastabitur fermibus. 4* Olivas habebis in omnibus terminis tuis, et non ungeris oleo : quia defluent, et peribunt. 41. Flios generabis et filius ; et no/z frueris eis, quoniam ducentur in captivitatem. 42. Omnes arbores tuas , et fruges terrae tuae rubigo consumet. 43- Advena, qui tecum versatur in terra , ascendet super te, eritque sublimior: tu au(i)Mich. 6. 15. Agg. 1.6.

la favola di tutti ipopoli , tra'quali il Signore ti disperger. 38. Spargerai molta semenza sulla terra , e poco raccoglierai: perocch ogni cosa sar divorata dalle locuste. 39. Pianterai la vigna , e la zapperai, e non ne berai il vino, e non vi raccorrai cosa alcuna : perch sar devastata da' vermi. 40. Tu avrai degli ulivi in tutte le tue terre , e non avrai olio da ungerti: perch le ulive cadranno, e andranno male. 41. Tu genererai figliuoli , e figlie, ma non ne avrai consolazione : * perch andranno in ischiavit. 42. Consumer la ruggine tutti i tuoi alberi, e tutti i frutti della tua terra. 43. Il forestiero che si sta teco nel tuo paese , ti soverchier, e ne potr pi di te: e tu ca-

tem descndes > et eris inforior. 44- Ipse foenerabit ubi, et tu non foenerabis ei. Ipse erit in caput , e-t tu eris in caudam. 45. Et venient super te omnes maledictiones istae , et persequentes apprehendent te, donec intereas: quia non audisti vocem Domini Dei lui, nec servasti mandata ejus, et caeremowias, quas praecepit ti* bi, 46. Et erunt in te signa, atque prodigia, et in semine tuo usque in sempiternum. 47. Eo quod non ser-* vieris Domino Deo tuo in gaudio, cordisque laetitia propter rerum omnium abundantiam :

drai al basso, e starai al di sotto. 44- Egli imprester a te , e non tu a lui. Egli sar il capo, e tu la coda. 45. Sopra di te cadranno tutte queste maledizioni : e ti verran dietro, e ti circonderanno , sino a tanto che tu sii distrutto s perch tu non ascoltasti la voce del Signore Bo tuo, e- non hai osservati i suoi comandamenti , e le cerimonie, ch' ei ti prescrisse. 46. E in te , e nella tua discendenza vedransi segni e prodigi in sempiterno. 47. Perch tu non hai servito al Signore Dio tuo, essendo nel gaudio, e nella letizia del tuo cuore per 1' abbondanza di tutti ibeni:

Vers. 46. In te, e nella ina discendenza vedransi segni ec* Le calamit , e i disastri, a' quali furono pi volte soggetti gli Ebrei, particolarmente quelle dell' ultimo assedio , e della distruzione d Gerusalemme , portano evidentissimi segni dell' ira di Dio , e non possono non ricordarsi come effetti dell' ira stessa vendicatrice. Lo stato presente di questa infelice nazione un altro prodigio : e questo stato durer fino al suo ravvedimento. Vedi Rom. \t. a3. 26. 27.

48. Servies inimico tuo, quem immittet tibi Dominus > infame t et siti, et nuditate , et omni penuria \ et ponet /ugum forreum super cervicem tuam , donec te conterai. 49. Adducet Dominus super te gentem de longinquo, et d& extremis terrae finibus , i/r similitudinem aquilae volantis cum impeto,, cujus linguam intelligere Tzon possis ; o. Gentem procacissima. , quae non de/erat seni, nec misereatur parvuli ; 61. 25* devoret fructum jumentorum tuorum , oc ./ruges terrae tuae , donec intereas , et non relinquat tibi triticum , vinum, et oleum , armenia boum ,

48. Tu servirai al tuo nimico mandato contro di te dal Signore, nella fame , e nella sete, e nella nudit , e nella miseria : e sopra il tuo collo porr egli un giogo di frro, onde tu* ne resti schiacciato^ 49. Da paese rimoto^ dagli ultimi confini del mondo far, piombare il Signore sopra di te.fc eome aquila che vol& impetuosamente , una nazione , di cui tu non potrai capire il linguaggio :. 50. Nazione al som^ mo arrogante , che non. ha riguardo alla vecchia et, n eompassio ne de' fanciulli n i ; 6u Ed eli, divorer i frutti de'tuoi bestiami, e le biade della tua terra , sino a farti perire , perch non lascer n grano , n vino, n olio, n le mandre dei

Vers. 49- Come aquila che vola impetuosamente, una nazione,ec, 1 Caldei sono paragonati ad un'aquila. Ezech. xvn.3. i a. Vers. 5. Nazione al sommo arrogante ec. Ci> pur conviene a'Caldei, i quali trattarono con sommo dispregio i re, i principi, i grandi del popolo ebreo.

et greges ovium: donec bovi, n i greggi delle pecore : e poi ti disperte disperdat, ger, 62. Et conterai in 52. E ti strugger in cunctis urfyibus tuis, et tutte le tue citt, e le destruantur muri lui tue mura forti e sublifirmi , atqpe sublimes , mi , nelle quali ponevi in quibus habebasfidu- fidanza, saran distrutezam, in omni terra tua te per tutto il tuo paeObsidebers intra por" se. Ti sar posto assetas tuas in omni terra dio nelle tue citt per tua, quam dabit tib lutto il paese dato a te dal Signore Dio tuo. Dominus Deus tuus, 63. E mangerai il 63. Et (i) comedes fructum uteri lui, et fruito del proprio tuo carnes filiorum tuorum> seno , e le carni de'tuoi etfiliarum tuarum, quas figliuoli, e delle tue fidederit tibi Dominus glie , che avr date a te Deus tuus, in angustia il Signre Dio tuo, nelet vastitate, qua oppri- 1' angustie , e nella de7et te hostis tuus, solazione , onde ti opprimer il tuo nemico. 64. Uno de' tuoi de64. Homo delicatus in te, et luxuriosus licato , e vivente nel valde, invidebit fratri lusso sar tenace verso suo , et uxorii quae il proprio fratello, e cubai in sinu suo, verso la cara consorte, 6 5.Ne det eis de car55. Per non dar loro nbus filiorum suorum, delle carni de' suoi fiquas comedet: eo quod gliuoli, delle quali si nihil aliud habet in ciber ; perch nuli' al(i) Threra. 4, io. Baru& a, 2, 3, "Ver*. 53. Mangerai del frutto del tuo proprio seno. Vedi JUaruc, i i , 3,, Jerem, Thren, iv. io., 4- Ree. vi. 28., Giuseppe . lb. YH, 8.

obsidione , et penuria , qua vastaverint te inimici tui intra omnes portas tuas.

66. Tenera mulier-, et delicata, quae super terram ingredi non valebat, nec pedis vestigium figere propter mollitiem, et teneritudinem nimiam, invide' bit viro suo qui cubai in sinu ejus, super filii tfiliae carnibus, 57. Et illuvie secundarum, quae egrediuntur de medio seminum ejus , et super liberis qui eadem hora nati sunt : comedent enim eos clam propter rerum omnium penuriam in obsidione, et vasti tate, qua opprimet te inimicus tuus intra portas tuas. 68. Nisi custodieris, 58. Se tu non custoet feceris omnia verba dirai, e non metterai legis hz/;us,quae scripta in esecuzione tutte le
Vers. 57. 58. * Ad illustrazione di quanto di orrendo viene qui minacciato dall' antico Legislatore si abbian presenti le belle osservazioni di s. Agostino Lib, I, Contra advers. Leg. et Proph. e. XXIT.

tra cosa egli ritrova nelle strettezze , e nella penuria, alla quale ti avranno ridotto \ tuoi nemici dentro tutte le tue citt. 56. La donna tenera e delicata, che non sapeva muovere il passo , n porre il piede sopra la terra per la eccessiva mollezza e delicatezza, negher di far parte al caro marito delle carni del figliuolo , e della figliuola , 57. E del sordido involto , che usc dal suo ventre , e del bambino nato in quel punto stesso : imperocch li mangeran di nascosto per la penuria di ogni bene nelle strettezze, e nella desolazione, a cui ti ridurr il tuo nimico dentro le tue citt.

sunt in hoc volumine, et timueris nomen ejus jjlorosum et terribile, hoc esttDaminumDeum tuumy 6g.AugebitDominu& jplagas seminis tui, pia gas magnas, et perseverantes, infirmittes pessimas, et perpetuas : 6o^Et convertetn te omnes affic&nes AEgypti, quas timuisti, et adhaerebunt libi. i. Insuper et uzversos languores, et plagas quae non sunt scriptae in volumine legis hujfus, inducet Dominus super te, donec te canterai : 62. E/ remanebitis pauci numero, qui prius gratis sicut astra eoel prae multitudine , quoniam non audisti vocem Domini Dei tui. 65. Et sicut ante laetatus est Dominiis super vos, bene vob/sfo-

parole i questa Ieg> ge scritte in questo volume : e non temerai quel suo nome glorioso e terribile, cio a dire il Signore Dio tuo, . 69 II Signore moltipi icher i flagelli per te , flagelli per la tua discendenza , flagelli grandi e permanenti, malori. orrendi e perpetui 6o.E sopra di-te volger tutte Je tribolazioni dell'Egitto, temu* te da te, e a te si attaccheranno. 61. Far ancora di pi il Signore piover sopra di te i malori tutti, e le piaghe che in questo libro della legge non sono scritte , fino a tanto che ti abbia distrutto t 62.E resterete in piecol numero voi che eravate pella moltitudine come le stelle del cielo; perch tu non ascoltasti la voce del Signore Dio tuo. 63. E siccome per lo classato il Signore prendea piacere a farvi del

ciens, vosque multipli- bene , e ad ingrandirvi cans; sic laetabitur dis- cos prender piacere perdens vos , atque a sperdervi e stermisubvertens, ut au/era- narvi affin di levarvi mini de terra, ad quam da quella terra della ingredieris possiden- quale entrerete ora al possesso. dam. 64 Ti disperger il 64. Disperget te Dominus in omnes popu- Signore tra tutte te genlos a summitate terrae ti da una estremit delusque ad terminos ejus*, la terra insino all'alt ras et servies ibi di/s alie e ivi servirai agli dei nis, quos et tu igno- stranieri non conosciuras, et patres tui, li- ti da te, n dai padri tuoi, a' legni , ea'sass gnis, et lapidbus. 65. Ma neppure tra 65. In gentibus quoque illis no// quiesces, quelle genti avrai posa* neque erit requie s ve- n vi starai con pi ferstigio pedis lui : dabit mo : perocch il Signoenim tibi Dominus ibi re dar a te un cuor cor pavidum, et defi- pauroso , e occhi smarcientes oculos , et ani- riti, e anima consumam consumptam mo&* mata dalla tristeziza : rore : 66. E sar la tua vita 66. Et erit vita tua quasi pendens ante te. quasi pendente dinanzi Timebis nocte et die, a te. Notte e giorno saet, non credes vitae tuae. rai in tinore,e non crederai alla tua vita.
Vers. 66. Sar la tua vila quasi pendente, dinanzi ^teee. O senso pi ovvio egli questo: sarai sempre m timore della tua vita : ti parr di esser sempre colla morte alla bocca ; ma i Padri han veduto in queste parole adombrata misteriosamente da fflose la ragione dell'ultimo stermmio degli Ebre., .1 Cristo mandato a dar vita e salute principalmente alle pecore sparse della casa d'Israele, appeso alla croce dallo stesso Israele T che non volle credere in lui.

672MTanedices: Qus mihi det vesperum ? Et vespere : Quis mihi det mane? propter cordis tui formidinem, qua terreberis, et propter ea , quae tuis videbis oculis. 68. Reducet te Dominus ctassibus in AEgyptwm per viam, de qua dixit tibi, ut eam amplius non videres. ibi venderis inimici^ tuis in servos , et ancillas , et non erit qui emat.

67. La mattina dirai: Chi mi condurr alla sera ? E la sera: Chi mi condurr alla mattina? per le paure, che avrai nel tuo cuore, onde saj ai sbigottito, e per le cose, che cgli occhi proprii vedrai. 68. Il Signore ti ricondurr sulle navi in Egitto, dopo che egli ti ha detto di non tornare a riveder quelle strade. Ivi sarete venduti ai vostri nemici per essere. schiavi, e schiave, e mancher compratori.

Vers. 68. Il Signore ti condurr sulle navi in Egitto. Un infinito numero di Ebrei era passato in Egitto, quando i Caldei desolarono la Giudea, e sotto i re di Siria : presa poi Gerusalemme da Tito, Giuseppe racconta, che furono condotti in Egitto i Giudei d' et minore di diciassette anni, e che ne morirono di fame dodici mila nel tempo che si faceva la celta di quelli che doean essere messi a' pubblici lavori, e di quelli che dovean esere venduti. E bench Giuseppe non dica, ch' ei fosser condotti n Egitto sulle navi, sappiamo per , che i Romani aveano le loro avi nel Mediterraneo ; n potevano impedir loro la fuga in alro modo cos agevolmente, come in condurvegli sopra le navi.

C A P O
5

XXIX.

'Alleanza, giurata deg Israeliti col Signore secondo i benefizii di lui: minacce contro i violatori dell' alleanza. 1. flaec sunt ver" ba foederis', quod prae* cepit Dominus Moysi, ut ferirei cum filiis Israel in terra Moab : praeter illud foedus, quod cum eis pepigitin Horeb. 2. jTbcavitque Moyses omnem Israel, et dixitadeos: (i) T^os vidisds universa, quae /cit 'Dominus coram vobis in terra AEgypti Pharaoni, et omnibus servis e;us, universaeque terrae illius; 3. Tentatwnes magnas , quas viderunt oculi tui, signa illa, portentaque ingenua ; 4- Et non dedit vobis Dominus cor in tettigens , et oculos viden/es, et aures, quae
(i) Exod. 19. 4.

1. V^ueste sono le condizioni dell'alleanza, che il Signore ordin a Mos di stabilir co' figliuoli d'Israele nella terra di Moab , oltre a quella ch' ei con essi ferm sull' Horeb. 2. E Mos convoc tutto Israele, e disse loro : Voi vedeste tutto quello che fece il Signore dinanzi a voi nella terra d'Egitto a Faraone, e a tutti i suoi servi, e a tutto il suo regno; 3. Quelle grandi tribolazioni , e que* segni e prodiga grandiosi, de quali foste voi spettatori; 4E fino al di d' oggi non ha dato a voi il Signore un cuore intelligente , n occhi veg-

possunt audire usque in praesentem diem 6. (i) Adduxit vos quadraginta annis per desertum : non sunt attrita vestimenta vestra, nec eatceamenta peplum vestrorum vetustte consumpta sunt. 6. Panem non come* distis, vinum, et siceram non bibistis,ut sciretis, quia ego sum Dominus Deus vester. 7. Et venistis ad hunc locum: (a) egressusque est Sehon rex Hcseb&n et Og rex Basan, oceurrentes no* bis ad pugnctm Etpercussimus eos :
(i) Supr. 8. a.

genti, n orecchie Cf^ paci di udire. -** 5. Egli fu vostra gfjlda per quarant' anni nel deserto: rton silogoraron le vostre vesti, e i calzari dei vostri piedi non si consumarono per vecchiezza* 6. Non mangiaste pane, n beveste vino, o sicera, affinch conosceste , eam' io Dio vo* stro sono il Signore. 7. E giungeste a questo luogo? e s^nossero Sehon rfr di Hesebon , e Og re di Basan per venire a combatterci. E noi li mettemmo in rotta :

() Supr, 3. i,

Vera. 4- Non ha dato a voi il Signore un cuore intelligente ec, S. Agostino- quaest, 5&. spiega in tal guisa queste parole : Nun direbbe M&s queste cose per accusa, e per rimprovero , sr ei non volesse che noi intendessimo, che ci ancor proviene da colpa loro , affinch nissuna per ci s credeste degno di scusar imperocch egli insieme dimostrar e ch' ei non possono intendere, e- obbedire fenza il divino aiuto ... e che nondimeno, quando 1' aiuto di Do manchi, non e degno di scusa il vizio delV uomo :. imperocch i giudizii di Dio , bench occulti, son per giusti. Ver*.. 6, Non mttngattc pane ec. Vostro cibo ordinario non fu il pane, ma la manna. Chef avessero qualche volta del vino , si vede dalla storia del vitel d'oro, e alla dedicazione del tempio fu offerta della farina. Poterono forse aver qualche volta e del vino, e della farina, comprandone dalle genti circonvicine.

8.{i)Ettulimusterram eorum, ac tradidimus possidendam Ruben , et Gad, et dimidiae tribui Manasse. ^.Custodite ergo ver" ba pacti hujus , et imp/ete ea ut intelligatis universa, cjuaefacitis. 10. Fbs statis hodie cuncti coram Domino Deo vestro, principes vestri., et tribus, ac ma/ores natu , atque doctores i omnis populus Israel, 11. Liberi, et uxores vestrae , et advena, qui tecunt moj*atur in castris, exceptis lignorum caesoribus, et his, qui comportant aquas, 12. ^t transeas in foedere Domini Dei lui, et in jurejurando,

8. E occupammo il loro paese , e ne demmo il dominio a Ruben, e a Gad, e a mezza la trib di Ma nasse. g.O-sservate adunque le condizioni di que st' alleanza , e ademp tele , affinch in tutto quello che fate , siate intelligenti 10. Voi state tutti quest* oggi dinanzi al Signore Dio vostro, i principi delle vostre trib, e i seniori, e i dottori, e tutto il popolo d'Israele , 11. I vostri figliuoli e le vostre mogli, e i forestieri, che dimorano tra di voi negli alloggiamenti , eccetto quelli che taglian le legna , e que* che portano 1' acqua, 12. Per entrare nel1' alleanza del Signore Dio tuo , alleanza gi

(i) Num. 3a. 0.9. Slip. 3. 15. Jot. 13. 8. et 32 4Vers. li. Eccetto quelli che tagliano le legna, e qttef ck& portano l'acqua: ovvero oltre quelli che tagliano ec. Senza contare gli schiavi egiziani, e di altre nazioni, i quali erano presenti anch' essi, bench non fossero parte dell* adunanza r n facessero corpo co' figliuoli d'Israele.

quod hodie Dominus Deus tuus percutit tecum : 13. Ut suscitet te sibi in populum, et ipse sit Deus tuus, sicut locutus est tibi, et sicut juravit patribus tuis, Abraham , Isaac, et Jacob. 14- Nec vobis solis ego h oc foedus ferio^ et haec juramenta confirmo, 16. Sed cunctis prae* sentius, et absentibus. 16. Fos enim nostis, quomodo habitaverimus in terra AEgypti, et quo modo transierimus per medium nationum,quas transeuntes, 17. Vdistis abominadones, et sordes , id est, idola eorum , lignum, et lapidem , argentum, et aurum, quae colebant. 18. Ne forte sit inter vos vir, aut mulier, /amilia, aut tribus, cujus cor aversa/ est hodie

rata in quest' oggi dal Signore Dio tuo con te:, 13. Ond'egli ti scelga in suo popolo, ed egli sia il tu Dio , come promise a te, e come io giur a'padri tuoi Abramo, Isacco e Giacobbe. i4 E non per voi soli io stringo oggi quest' alleanza, e la confermo con giuramento, i5.Maper tutti quelli che sono qui, e per quelli che qui non sono. 16. Imperocch voi sapete , come noi abitammo nella terra d'Egitto , e come passammo per mezzo alle nazioni , e in passandovi, 17.' Voi vedeste le abbominazioni, e le sozzure , cio a dire i loro idoli, il legno , la pietra , 1' oro, 1' argento , ch' elle adoravano. 18. Non siavi tra voi uomo, o donna , famiglia, o trib , che abbia oggi il cuore alieno dal

Vera. 13, * Ti scelga in suo popolo. T'innalzi in uo popolo.

a Domino Deo nostro* ut vadat, et serviat diis illarum ge/ztium, et sit inter vos radix germinane fel et amaritudinem. 19. Cumque adierit verba juramenti hujus, benedicat sibi in corde suo, dicens : Fax erit mihi, et ambulabo in pravitate cordis mei : et absumatebria sitientem, 20. Et Dominus non ignoscat ei: sed tunc quam maxime furor ejus fomet, et zelus contra hominem illum, et sedeant super eum omnia maledicta, quae scripta sunt in hoc volumine : et deleat Dominus nomen ejus sub coelo, 21. Et consumai eum in perdtionem ex o-

Signore Dio nostro; onde vada a servire agli dei di queste nazioni, e spunti tra voi questa radice che germini fiele e amaritudine. 19. E costui avendo udite le parole della giur rata alleanza si lusinghi in cuor suo, e dica : Io me ne star in pace, e seguir la pravit del mio cuore : e l'ebbro conduca in rovina colui che soffre la sete , 20. Non gli perdoner il Signore: ma allora massimamente fumer il suo sdegno, e lo zelo di lui contro questo tale, e sopra di lui poseranno tutte le maledizioni, che sono scritte in questo volume: e il Signore far che pi non resti memoria di lui sotto del cielo, 21. E lo sterminer in perpetuo da tutte le

Vers. 18. E spunti da voi questa, radice ec. Espressione forte a significare il veleno dell' idolatria, il quale insinuatosi nel cuore di alcuno porti ( colla infezione che questi comunicherebbe agli altri ) amarissmi affanni sopra il popolo. Vers. iq. E U ebbro conduca in rovina colui che soffre la sete. 1 LXX. E il peccatore strascini alla ruin V innocente: c:oa a dire comunicandogli il male dell' idolatria, ond'egli guasto.

mnbus tribubus Israel juxta maledictiones , quae in libro legis hujus, ac foederis continentur. 22. Dicetque sequens genero/io , et filii, qui nascentur deinceps, et peregrini, qui de longe penerint, videntes piagas terrae illius, et infirmita/es, quibus eam qfflixerit Dominus, a3. Sulphure, et salis ardore comburens, ita ut /tra izo/z seratur, nec virens quippiam germnet^ In xemplum (\) subvefSonis Sodomae 4?tGomorrhae, Adamae tSeboim,quas subvertit Dominus In ira et furore suo.

trib d'Israele secondo le maledizioni contenute in questo libro della legge , e della alleanza.

22. E la generazione che succeder , e i fanciulli nati in appresso, e i forestieri venuti da lungi, in veggendo le piaghe di questo paese, e i mali, onde lo affligger il Signore, 2,3. ( II quale lo brucer col zolfpi e col sale rdente, talmente che pi non ci si faccia sementa, e nulla eli verde ci pulluli, a similitudine della distruzione di Sodoma , e di Gomorra, di Adama, e di Seboim rovinate dal Signore nel furore dell' ira sua ) , 34 Diranno ( e con a4 Et dicent omnes gentes : (2) Quare, sic essi tutte le genti): focit Dominus terrae Per qual motivo ha egli huic? quae est haec ira il Signore trattato cosi furoris ejus immensa ? questo paese ? che ira , e furore immenso mai questo ?
(i) Gen. 19. 4(a) 3. Reg. g. 8. Jer. 22, 8,

Veri, a 3. Col sale ardente, Col salnitro,

25. Et respondebunt: Quia dereliquerunt pactum Domini, quod pepigit cum patribus eorum , quando eduxit eos de terra AEgyptii 26. Et servieruntdiis alienis, et adoraverunt eos, quos nesdebant, et quibus non fuerant attributi*. 27. Idcirco iratus est furor Domini contra terram istam , ut induceret super eam omnia maledicta, quae in hoc volumine scripta sunt: 28. Et ejecit eos de terra sua in ira, et in furore, et in indignatione maxima; projecitque in terram alienam , sicut hodie comprobatur*.

a5. E sar loro risposto: Perch hanno messo in non cale il patto fermato dal Signore co' padri loro, allorch dalla terra d* Egitto H trasse : 26. Ed ei servirono alle straniere divinit, e queste adorarono, le quali1 eglino non conoscevano, ed alle quali non erano stati sottomessi : 27. Per questo si acceso il furor del Signore contro di questa terra sino a pivere sopra di lei tutte le maledizioni che in questa libro sono descritte : 28. E nel furore dell'ira sua, e nella somma sua indegnazione gli ha discacciati dalla loro terra : e gli ha gettati in una terra straniera , com' oggi si fa manifesto:

Vers. a6. Alle quali non erano stati sottomessi. Le altre nazioni , come abbandonate da Dio al reprobo loro senso , ebbero per loro signori quelli che non sono dii, ma demoni ; ma Israele non appartiene giammai ad altro signore che a Dio : onde con enorme sacrilegio si sono rubati a Dio per darsi alle bugiarde divinit.

29. Ascondita Domino Deo nostro, quae manifesta sunt nobis, et filiis nostris usque in sempiternum , ut fa" ciamus universa verba legis hujus.

29. Segreti del Signore Dio nostro, disvelati a noi, e a'nostri figliuoli in perpetuo, affinch mettiamo in esecuzione tutte quante le parole di questa legge.

C A P O XXX. Mos esorta a penitenza, que' che erano caduti. La vera penitenza placa Dio. 1 comandamenti dati a noi non sono in distanza grande da noi ; nell' adempirgli, o trascurargli sta il bene e il male. Eleggasi spontaneamente il bene per aver la vita , e non perire coli' attaccarsi al male. , i. JL/um ergo venerint super te omnes sermones isti, be/?edictio, sive maledictio , quam proposui in conspectu tuo ; et ductus poenitudine cordis tui in universis gen/ibus, in quae disperserit te Dominus Deus tuus,

i. V^uando adunque tulte queste cose ti saranno accadute , e avrai provato la benedizione, e la maledizione, che io ti ho messo davanti agli occhi ; e pentito in cuor tuo trovandoti in mezzo alle genti, tra le quali il Signore Dio tuo ti avr disperso,

Vers. ZQ. Segreti del Signore Dio nostro ec. Questi giudixLi di Dio, secondo i quali egli punir con atroci gasttgki la ribellione del suo popolo, e il disprezzo della sua legge , sono nascosti in Dio; ma egli si degnato di rivelarcegli in pro nostro , e de' nostri figliuoli, affinch il timor degli stessi gastiglii ci renda docili e obbedienti.

2. Et reversus fuers ad eum , et obedieris ejus imperite, sicut ego hodie praecipio tibi, cum filiis tuis, in toto corde tuo , et in tota a* nima tua : 3. Reducet Dominus Deus tuus captivitatem tuam , ac miserebitur tui, et rursum congregabit te de cunctis populis , in quos te ante dispersit. 4 Siadcardinescoelifueris dissipatus, inde te retrahet Dominus Deus tuus,

a. A lui ritornerai, e obbedirai a'suoi coman- damenti, tu, e i tuoi figliuoli, con tutto il tuo cuore, e con tutta 1' anima tua, come io oggi ti prescrivo : 3. Il Signore Do tuo sciorr la tua schiavit, e avr misericordia d te, e ti rauner di bel nuovo da tutti i paesit pe'quali ti avea gi disperso. 4- Quando tu fossi stato sbalzato fino ai cardini del cielo, 4i col ti ritrarr il Signore

Dio tuo,
5. Et (i) assumet, 6. E ti prender, e ti atque introducet in ter* introdurr nella terra
(i) Mac. i. 29.
Vers. 3. Il Signore Do tuo sciorra la tua schiavit e. Questa profezia ebbe il suo adempimento nel ritorno degli Ebrei dalla cattivit di Babilonia, come significato assai chiaramente, a. Esdr. i. 8. g. E indarno gli Ebrei fondandosi sopra questa promessa aspettano un Messa che li rimetta in possesso del loro paese. Egli pero vero , che una seconda liberazione qui pure indicata, ma di un altro genere ; ed essa la liberazione dallo stato di cecit, e di separazione da Dio , nel qnale stato son essi caduti a motivo del gran rifiuto del vero Messia. Questa liberazione non pu aver luogo, se non quando i Giudei riconosceranno colui, che hanno trafitto, e lo adoreranno, ed entreranno nella sua Chiesa ; allora saranno ammessi alla circoncisione del cuore , circoncisione secondo lo spirito , non secondo la lettera, e ameranno il Signore Dio loro, 6 godranno della speciale sua protezione . tverch torneranno ad essere suo nonni o. e sua eredit.

ram, quam possederunt patres tui, et obtinebis eam : et benedicens tibi majoris numeri te esse faciet, quam fuerunt patres tui. ' 6. Ciscumcidet Dominus Deus tuus cor tuum, et cor semnis tui, ut diligas Dominum Deum tuum in toto corde tuo , et in tota anima tua, ut possis vivere. 7. Omnes autem maledictiones has convertet super inimicos tuos, et eos , qui oderunt te, et persequuntur. . 8. !Tu autem reverterls , et audies vocem Domini Dei tui: faciesque universa mandata , quae ego praecipio tibi hodie : 9. Et abundare te faciet Dominus Deus tuus in cunctis operibus manuum tuarum, in sobole uteri tui, et infructu jumentorum tuorum, in ubertate terrae tuae, jet in rerum omnium largitale. Revertetur enim Dominus, ut gau~ deat super te in omni-

posseduta da'padri tuoi, e tu pur la possederai : e benedicendoti ti far crescer di numero pi di quello che fossero i padri tuoi. 6. Il Signore Dio tuo circoncider il cuor tuo, e il cuore de* tuoi figliuoli, affinch tu ami il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e con * tutta l'anima tua, affinj ch tu possi vivere. 7. E tutte quelle ma- | ledizioni le rovescer sopra i tuoi nemici, e sopra quelli che ti odiano , e ti perseguitano. 8. Ma tu tornerai, e ascolterai la voce del Signore Dio tuo : e adempirai tutti quanti i comandamenti, che io oggi t'intimo : 9. E ti benedir il Signore Dio tuo in tutte le opere delle tue mani, nella prole del tuo seno, e nei parti de' tuoi bestiami, nella fecondit de'tuoi terreni e nell'abbondanza di tutte le cose. Perocch torner il Signore a compiacersi in dare a te tutti i

bus bonis, sicut gavisus beni, come si compiacque inverso de' padri est in patribus tuis : tuoi t 10. Purch tu la voio. Si autemaudiers vocem Domini Dei tui, ce ascolti del Signore et custodieris pr accepta Dio tuo, e osservi i suoi ejus , et caeremonias , precetti, e le cerimonie quae in hac lege con- prescritte in questa legscripta sunt : et rever- ge : e al Signore Dio taris adDominumDeum tuo ritorni con tutto il tuum in toto corde tuo, cuor tuo e con tutta l'at in tota anima tua. nima tua. 11. Questo comanda\\.Mandatum hoc, quod ego praecipio tzbi mento che io oggi li hodie, non supra te est, annunzio, non sopra neque procul positum, di te, n lungi da te, 12. N riposto nel 12. Nec in coelo situm , ut possis dicere : cielo, onde tu possa di(i) Quz's nostrum valet re: Chi di noi pu saliad coelum ascendere, re al cielo per indi reut deferat illud ad nos, carlo a noi, affinch lo et audiamus , atque o- ascoltiamo, e lo ponghiamo in esecuzione ? pere compleamus ? 13. N posto di l 13. Neque trans mare positum, ut causeris, dai mari, onde tu trovi et dicas : Ouis ex no- pretesto e dica : Chi di
(i) Rom. io. 6.
Vers. il. e 14. Questo comandamento che io oggi ti annunzio , non sopra di te ec. Il senso avuto in mira principalmente in questi quattro versetti, quello spiegato da Paolo , Rom. x. 6. n. 8.: e i pi dotti Ebrei riportano ai tempi del Messia tutto quel che detto in questo capitolo. Non ripeter qui quello che si detto in quel luogo. Secondo la lettera non pare che altro dica Mos, se non che i comandamenti di Dio non sono impossibili n ad essere intesi, n ad essere adempiuti dall'uomo aiutato (come dee intendersi) dal soccorso della grazia. Vedi s. Agostino q. 5. 3.

bis poterit trans/retare mare, et illud ad nos usque de/rre, ut possimus audire, et facere* quod praeceptum est ? \l\. Sed juxta te est sermo va/de, in ore tuo, et in corde tuo, utfocias illum. 15. Considera, quod hodie proposuerim in conspectu tuo vitam, et bonum, et e contrario mortem, et m a luni : 16. Z7t diligas Domi' num Deum tuum, et ambules in viis e;us, et custodias mandata illius, ac caerempnias, atque judcia : et vivas, atque multiplicet te, benedcatque tibi in terra, ad quam ingredieris possidendam. 17. Si autem aversum fuerit cor tuum, et audire nolueris, atque errore deceptus adoravers deos alienos, et servieris eis : 18. Praedico tibi hodie , quod pereas, et parvo tempore moreris in terra, ad quam, Jor-

noi potr valicare il mare per portarlo a noi fin di l, onde possiamo udirlo, e fare quello che comandato? 14. Ma molto vicina a te eli' la parola, el1' nella tua bocca , e nel cuor tuo, affinch tu la eseguisca. 15. Ripensa come io oggi ho proposto dinanzi a te la vita, e il bene, e ' altra parie la morte, e il male : 16. Affinch tu ami il Signore Dio tuo, e cammini nelle sue vie, e osservi i suoi comandamenti, eie cerimonie, e le leggi : e abbi la vi? ta, ed ei ti moltiplichi, e ti benedica nella terra, di cui tu entrerai al possesso. 17. Ma se il cuor tuo si volgesse indietro, e lu non volessi obbedire, e sedotto da errore adorassi gJi dei stranieri, e a questi rendessi culto : 18. Io ti profetizzo oggi che tu andrai in ruin, e in poco tempo non sarai pi nella ter-

dane transmisso, ingre- ra, di cui, passato il Giordano, entrerai in dieris possidendam. possesso. . 19. Io chiamo in te19. Testes invoco hodie coelum , et terrarii, stimoni il cielo, e la terquod proposuerim vobis ra, come io li ho oggi vitam et mortem, bene" proposta la vifa e la dictionem et maledi- morie, la benedizione e ctionem. E lige ergo vi- la maledizione. Eleggi tam , ut et tu vivas , et adunque la vita, affinch la vita abbi tu, e i semen tuum ; tuoifigliuoli; 20. Etdiligas Domi20. E ami il Signore num Deum tuum, atque Dio tuo, e alla voce di obedias voci ejus, et illi lui obbedisca, e con lui adhaereas ( ipse est e- resti unito (perocch nim vita tua, et longi- egli la tua vita, e la tudo dierum tuorum ) , lunghezza dei giorni ut habites in terra, pro tuoi ) affinch tu abiti qua juravit Dominus nella terra , la quale il patribus tuis Abraham, Signore giur di dare Isaac, et Jacob , ut da- ai padri tuoi bramo, Isacco, e Giacobbe. ret eam illis. C A P O XXXI. Mos sostituisce al comando Giosu : scrive il Deuteronomio ; e comanda, che sia letto al popolo ogni settimo anno di remissione, e che sia serbato in un lato dell? arca. i. And adunque i ../jf aiit itaqueMoyses, et locutus est omnia Mos, e dichiar tulle verbo, haec ad univer- queste cose a tutto quanto Israele, sum Israel,

s. Et dixit ad eos : Centum viginti annorum sum hodie, non possum ultra egredi, et ingredi , praesertim cum et Dominus dixerit mihXi) Non transibis Jordanem istum. ^.Dominus ergo Deus tuus transibit ante te : ipse delebit omnes gentes has in conspectu tuo, et possidebis eas , et Josue iste transibit ante te, sicut locutus est Dominus. 4 Facietque Domi' nus eis (2) sicut fo^it Sehon, et Og regibus Amorrhaeorum, et terrae eorum, delebitque eos. 6. Cum ergo et hos tradiderit vobis> (3) similiter focietis eis, sicut praecepi vobis. 6. Viriliter agite , et confortamini: nolite ti/nere, nec paveatis ad conspectu/ eorum: quia

2. E disse loro : Io sono oggi in et di cento venti anni, non posso pi andare, e venire, particolarmente avendomi detto il Signore : Tu non passerai questo fiume Giordano. 3. Il Signore Dio tuo andr adunque innanzi a te : egli sterminer al tuo ingresso tutte queste nazioni, e tu avrai il loro dominio, e questo Giosu passer innanzi a te, come ha detto il Signore. 4. E il Signore far a quelle genti, come fece a Sehon, e ad Og regi degli Amorrhei e al loro paese, e le sterminer. 5. Quando adunque anche queste avr egli date in vostro potere, voi farete riguardo ad esse, come io vi ho ordinato. 6. Fatevi cuore, siate costanti; non vi prenda timore, o sbigottimento al cospetto di

(i) Num. 37. i3. Sup. 3. 07. (s) Num, 21. 24. (3) Sup. 7.

Dominus Deus tuus ipse est ductor tuus , et non dimittet, nec derelinguet te. 7. Vocavitcfiie Moyses Josue , et dixit ei coram omni Israeli (i) Confortare, et esto robustus : tu enim intrduces populum istum in terram, quam daturum se patribus eorum juravit Dominus, et tu eam sorte divides. 8. Et Dominus , qui ductor est vester, ipse erit tecuni'. non dimit' tet, nec derelinquet te : noli timere , nec paveas. 9. Scripsit itaque Moyses legem hanc, et tradidit eam sacerdoti' bus filiis Levi, qui portabant arcani foederis Domini, et cunctis semoribus Isratl.
(i) Jos. i. 6. 3. Res, 2. 2.

esse : perocch il Signore Dio tuo egli tuo, coridottiere, e non ti lascer, e non li abbandoner. 7. E Mos chiam Giosu, e ulla presenza di tutto Israele gli disse : Falli coraggio, e prendi vigore: perocch tu introdurrai questo popolo nella terra che il Signore giur di dare ai padri loro, e tu la dividerai a sorte. 8. E il Signore che vostro condottiere, sar egli con te : non ti lascer, e non ti abbandoner : non temere, e non isbigottirli. 9. Scrisse adunque Mos questa legge, e la diede ai sacerdoti figliuoli di Levi, i quali portavano l'arca dell'alleanza del Signore, e a tutti i seniori d'Israele.

Vers. r). Questa legge. Gli Ebrei elicono , che la legge data da Mos per iscritto a' sacerdoti, e a' seniori fu tutto il Pentateuco ; ma altri credono, che fosse solo il Deuteronomio fino a tutto il capo precedente. Questa copia della legge doveva essere riposta o in un lato dell'arca, o accanto ad essa : imperocch alcuni pretendono , che questo libro non dovesse stare dentro 1' arca , ma solamente in luogo vicino. Egli certo per, che nel 1' arca fu

10. Precepitgue eis, dicens : Post septem annos, anno remissioTzis in solemnitate tabernaculorum, 11. Convenientibus cunctis ex Israel, ut appareant in conspectu Domini Dei tui, in loco , quem elegerit Dominus, leges verba legis hujus coram omni Israe^ audiendbus eis, 12. Et in unum omni populo congregato tam virist quam mwlieribus, parvulis , et advenis , qui sunt intra portas tuas : ut audientes di' scant, et timeant Domi' num Deum vestrum, et custodiam, implean tque omnes sermones legis hu/us :

10. E ordin loro , e disse : Ogni sette anni, nell'anno di remissione alla solennit de'tabernacoli , 11. Raunato tutto Israele per presentarsi al cospetto del Signore Dio tuo, nel luogo eletto dal Signore leggerai le parole di questa legge dinanzi a tutto Israele, il quale ascolter. 12. Raunati tutti insieme tanto uomini, come donne, e i ragazzi, e i forestieri che abitano nelle tue citt: affinch udendo imparino a temere il Signore Dio vostro, e custodiscano, e adempiano tutte le parole di questa legge:

messa 1' urna colla manna, e la verga di Aronne, Heb. ix. 4-i onde non si sa il perch non potesse esser posto anche questo libro in un canto dell' arca medesima, come sembra dirsi chiaramente nel versetto 26. L' arca ne'viaggi era portata da'Leviti, ma nelle occasioni di maggiore importanza, e solennit la portavano i sacerdoti. Vedi Jbs. ni. 3. vi. i a. 13. Vers. 11. Leggerai le parole di questa legge. Questa parola leggerai credesi diretta a' sacerdoti, o piuttosto al sommo sacerdote , a cui principalmente spettava di fare la lettura della legge , e di spiegarla. Vedi a. Esdr. vui. z. Questa funzione alcuna volta la fecero i re di Giuda. Vedi 4- Reg. xxm. a. * Dinanzi a tutto Israele, il quale ascolter. In guisa ch tutti ascoltino. .

* 13. Filii quoque eorum, qui nunc ignorant, ut audire possint, et timeant Dominum Deum suum cunctis diebus, quibus versantur in terra, ad quam vos Jordane trarsmisso pergitis obtinendam. 14- Et ait Dominus ad Moysen : Ecce prope sunt dies mortis tuae : voca Jose, et state in tabernaculo testimonii, ut praecipiam ei. Abierunt ergo Moyses, et josue, et steterunt in tabernaculo testimonii : 15. Apparuitque Dominus ibi in columna nubis, quae stetit in introi/u tabernaculi. 16. Dixitque Dominus ad Moysen ; Ecce tu dormies cum patribus tuis: et populus iste consurgens fornicabitur post deos alienos in terra , ad quam ingreditur, ut habitet in ea : ibi derelinquet me , et irritum facitt foedus> quod pepici cum eo.

13. E affinch anche \ vostri figliuoli che ora non intendono,possano udire, e temano il Signore Dio loro per tutti i giorni, che starannonella terra, della quale andate a prender possesso, passato il Giordano. 14. E il Signore disse a Mos : Si avvicina ormi il giorno della tua morte : chiama Giosu, e tenetevi nel tabernacolo del testamento, affinch io gli dia ordini. Andarono adunque Mos, e Giosu, e si fermarono nel tabernacolo del testamento : 16. E il Signore ivi apparve nella colonna della nuvola, la quale si pos all'ingresso del tabernacolo. 16. E il Signore disse a Mojj : Ecco che lu ti addormirai co' padri tuoi, e questo popolo s lever su, e peccher cogli dei stranieri nella trra , in cui entra per abitarvi : ivi mi abbandoner, e violer il patto fermato con lui da me. 22 *

17. Et irascetur foror meus contra eum in die illo : et derelinquam eum , et abscondam faciem meam ab eo , et erit in devorationem : invenient eum omnia mala, et afftictiones, ita ut dicat in illo die: Vere quia non est Deus mecum , invenerunt me haec mala. 18. Ego autem abscondam , et celabo faciem meam in die illo propter omnia mala, quae focit, quia secutus est deos alienos. 19. Nunc itaque scribite vobis canticum istud , et docete filios Israel, ut memoriter teneant, et ore decantent \ et sit mihi carmen istud pro testimonio inter filios IsraeL 2 o. Introducam enim eum in terram, pro qua furavi patribus ejus, lacte, et mette manantem. Cumque comederint, et saturati^ crassique foerint, avertentur ad deos

17. E il mio furore si accender contro di lui in quel giorno : e io lo abbandoner, e nasconder a lui la mia faccia, ed ei sar dato in preda : e cadranno sopra di lui tutti i mali, e sciagure, talmente che dir egli in quel di : Veramente perch Dio non meco, mi son venuti addosso tutti questi mali. 18. E io asconder, e celer a lui in quel d la mia faccia a causa di tutti i mali fatti da lui in andando dietro agli dei stranieri. 19. Adesso pertanto scrivete voi questo cantico, e insegnatelo a' figliuoli d'Israele, affinch lo imparino a memoria , e lo cantino ; e questo cantico sia una testimonianza per me tra5 figliuoli d'Israele. 20. Perocch io gl'introdurr nella terra che scorre latte, e miele , promessa da me con giuramento a' padri loro. Ed eglino quando avranno mangiato, e

alienos, et servient eis: saranno satolli, e indetrahentque mihi," et grassati ,. si rivolgerirritum faciant padani anno agli dei straniemeum, r,e li serviranno : e parleranno contro di me, e violeranno il mo patto. 21. Postquam inve21. E allora quando nernt eum mala multa, saran caduti sopra di et afjiictiones, respon- lui molti mali, e sciagudebit ei canticum istud re, parler contro di espro testimonio , quod si qual testimone quenulla delebit oblivio ex sto cantico, il quale esore seminis sui. Scio sendo nelle bocche dei enim cogitationes ejus, loro figliuoli, non sar quae facturus sit hodie, mai dimenticato. Impeantequam ntroducam rocch io so i suoi peneum in terram, quam ei sieri, e quello ch' ei far oggi, prima che io lo pollicitus sum introduca nella terra, che gli ho promessa. 22. ScrpsitergoMoy22, Scrisse adunque ses canticum, et docuit Mos il cantico, e lo insegn al figliuoli d! Ifilios Israel. sraele. 23. Praecepitqu Do- - .23. E il Signore ord* minus Josue filio Nun+ n, e disse a Giosu fiet alt : Confortare , et gliuola di Nun : Fatti esto robustus- tu enim coraggio, e.prendi vigo* ntroduces filios Israel re , imperocch tu inin terram , quam polli- trodurrai i figliuoli d' Icitus sum, et ego ero te- sraelo nella terra che io loro promisi, e io sar cum. teco. 24. Quando adunque 24. Postquam ergo scripsit Moyses verbo. Mos ebbe finito di seri

egis hujus in volumi' ne, atque eomplevit, 2 5. Praecepit Levitis, qui portabant arcam foederis Domini, dicens: 26. Toliile librum zstum, et ponile eum in latere arcae foederis Domini Dei vestri ; ut sit ibi contra te in testimonium : 27. Ego enim scio contentionem tuam, et cervice/n tam durissi/nam . Adhuc vivente me etingrediente vobiscum, semper contentiate egistis contra Dominum : quanto magis cum mortuus fuero ? 28. Congregate ad me omnes majores natu per tribus vestras, atque doctores, et loquar, audientibus eis, sermo,/zes istos j et invocabo contra eos coelum , et terram. 29. Novi enim, quod post mort&m meam ini-

vere in un libro le parole di questa legge, 26. Ordin, e disse ai Leviti, i quali portavan l'arca del testamento del Signore: 26. Prendete questo libro, e mettetelo in un lato dell' arca del testamento del Signore Dio vostro; affinch ivi rimanga qual testimone contro di te (o Israele): 27. Imperocch io conosco la tua contumacia , e la durezza grande della tua testa. Tuttora vivendo io, e conversando con voi, sempre voi altercaste contro il Signore: quanto pi allorch io sar morto ? 28. Raunale dinanzi a me tutti i seniori di ciascheduna delle vostre trib, e i dottori ; e io esporr dinanzi a loro le mie parole, e invocher contro di essi il cielo, e la terra. 29. Perocch io so, come voi dopo la mia

Verjj, a6. * Mettetelo in un lato dell* area ; ovvero, accanto all'arca,

que agetis , et declina* bits cito de va, quam praecepi vobis , et occnrrent vobis mala in ex tremo tempore, quando feceritis malum in conspectu Domini, ut irritetis eum per opera manuum vestrarum.

3o. Locutus est ergo Moyses, audiente uni verso coetu Israel, verba carminis hujus, et ad finem usque complevit.

morie vi porterete iniquamente , e uscirete ben presto fuori della strada, che io vi ho insegnata : e vi avverranno molti mali negli ultimi tempi, allorch avrete fatto il male al cospetto del Signore, provocandolo a sdegno colle opere delle vostre mani. 3o. Inton adunque Mos , e recit sino al fine le parole di questo cantico , stando l'adunanza tutta d'Israele ad ascoltarlo.

C A P O XXII. Cantico di Mos, in cui racconta i benefizii di ' Dio , e f ingratitudine del popolo punita sovente. E ordinato a Mos di salire sul monte A barim a contemplare la terra promessa. i. U dite, o cieli, il i. ^JL udite , coeli, quae locjuor\ audiat ter- mio parlare; e ponga mente la terra alle para verbo, oris mei. role della mia bocca.
Vers. i. Udite, o cieli, il mio parlare ec. Gli Ebrei dicono , e con ragione, che questo cantico un compendio di tutta quanta la legge. Mos comincia col prendere in testimoni il cielo, e la terra, che non passano, u finiscono in poco tempo, come fanno gli uomini.

a. Concrescat ut pluvia dottrina mea,fluat ut ros elocjuium meum, quasi imber super herbam, et quasi stillae super ^ramina. 3. Quia nomen Domini invocabo: date magnificentia/n Deo nostro. 4- Dei perfecta sunt opera, et omnes viae ejus judicia : Deus fidelis, et absque ulla iniquitate, justus, et rectus. 5. Peccaverunt ei, et non filii ey'us in sordibus : generatio prava, atque perversa, 6. Haeccine reddis Domino, popule s tu/te, et insipiens ? numquid non ipse estpater tuus, qui possedit te, et fecit, et ere a vii te?

2. Stillin qual pioggia i miei insegnamenti ; scendan come rugiada i miei sermoni, come gli spruzzi sopra dell'erba, e come la pioggia sopra le piante. 3. Perocch io invocher il nome del Signore: diasi gloria al nostro Dio. 4- Perfette sono le opere di Dio, e tutte le vie di lui sono giustizia : Dio fedele, e scevro d'ognHniquit, e giusto e retto. 6. Peccaron contro di lui i non suoi figliuoli colle loro immondezze: generazione prava, e perversa, 6. Questa adunque la ricompensa , che tu rendi al Signore, popolo stolto, e mentecatto ? Non egli il padre tuo, il quale ti riscatt, e ti fece, e ti cre ?

Vers. ?.. Slillin qual pioggia- ec. Siene i miei insegnamenti tanto utili a' cuori degli uomini, come lo sono ali' erbe e alle piante le piogge e le rugiade. * Slillin qual pioggia. Si addensino come pioggia. Vers. 5. Peccarono contro di lui i non suoi figliuoli colle ec. L'offesero co' loro idoli immondi (col culto che a questi rendettero) que' che erano suoi figliuoli, m si demeritarono un si bel nome.

7 (i) Mentente die" rum antiquorum : cogita generatones singulis: interroga patrem, tuum, et annuntabit libi : majores tuos, et dice/* t tibi. 8. Quando dividebat Altissimus gentes: quando separabatfilios Adam, constituit terminos populorum juxta numerum filiorum Israel.
(i) Job. 8. 8.

7 Ricordati de' giorni antichi: rammenta ad una ad una le et : interroga il padre tuo , e te ne dar novella: i tuoi avi, e tei diranno. 8. Allora quando l'Altissimo fece la divisione delle nazioni: allorch separ i figliuoli di Adamo, egli fiss i confini di questi popoli secondo il numero de' figliuoli d'Israele.

Vers. 6. Il quale ti riscatto ec. Ti compro per s nell' Egitto a prezzo de'suoi prodigii. E qui una bellissima gradazione; perocch meno il riscattare che il fare aicuuo ; ed meno il fare , che il creare dal nulla. Quando Dio riscatto nell' Egitto Israele, questo era un popolo gi numeroso: Iddio lo avea formato nell'Egitto medesimo , mediante la pace che gli f'godere in quel paese , fino a che sali sul trono il Faraone, che ignorava Giuseppe : cre in certo modo questo popolo dal nulla, allorch da una donna vecchia e sterile diede un figlio ad bramo gi vecchio. Vedi Rom. iv. 17. * Questa e dunque la ricompensa. La gratitudine. Vers. 8. Allora quando V Altssimo fece la divisione delle nazioni ... egli fsso., i confini ec. Quando Dio disperse i capi delle nazioni in Babele, a ciascheduna di queste nazioni fu assegnata da Dio stesso la porzion della terra, in cui doveva abitare : egli a queste genti, che occupano adesso la terra di Canaan, seguo i confini secondo il numero de' figliuoli d'Israele, i quali in luogo di quelle dovevano abitarla. Sappi, o Israele, che Dio pens a te , quando in questa terra stabil le nazioni, alle qnali tu succederai nel dominio della medesima terra ; e diede ad esse quella estensione di paese che era proporzionata al numero della tua gente, affinch tu non fossi alle strette in un paese troppo angusto per te , n un paese di troppa estensione ti fosse d'impaccio , non potendo tu n coltivarlo , u custodirlo,

9. Pars autem Domini, populus ejus: Jacob funiculus haereditatis ejus. 10. Invenit eum in terra deserta , in loco horrors, etvastae solitudinis ; circumduxit e#m , et docuit, et custodivit quasi pupillam oculi sui. , il. Sicut aquila provocans ad volandum pullos suos, et super eos volitans, expandit alas suas, et assumpsit eum, atque portavit in humeris suis.

9. Perocch la porzione del Signore egli il suo popolo : Giacobbe egli suo retaggio. 10. Trovollo in un paese deserto, in un luogo d' orrore, in Una vasta solitudine : lo f andar girando qua e l : e lo istru, e lo custodi, come la pupilla dell'occhio suo. 11. Come aquila che al volo addestra i suoi parti, intorno ad essi svolazza , stese egli le ali sue , e sei prese sopra di s, e portollo sulle sue spalle.

Yers. il. Come aquila che al volo ec. S. Girolamo in Isai. 65. Tra tutti gli altri animali massimo e V amore dell' aquila verso de' suoi pulcini, la anale f a i suoi nidi in luoghi altissimi e inaccessibili, affinch il serpente non divori i suoi parti: scrivono d pi che la pietra Ametisto si trovi negli stessi nidi; la guai pietra, e rimedio contro qualunque veleno; lo che se vero, V amore di Dio verso le sue creature giustamente e figuralo nell* aquila ; perocch egli con ogni attenzione i suoi figliuoli protegge , affinch il dragone, 1' antico serpente r il diavolo non s' intruda tra* tuoi figliuoli novelli, affinch al

Vers. io. Trovollo in un paese deserto ec. Non si computa il tempo che questo popolo pass n eli' Egitto , dove egli non faceva figura di popolo. Nel deserto Dio cominci ad appropiarselo, a formarlo, ad istruirlo, e nel deserto contrasse con lui alleanza. Non era impresa s facile, n si breve il purgar questo popolo da' pregiudizii, e dagli errori imbevuti nella lunga dimora in Egitto : quindi il lungo soggiorno fatto per ordine di Dio nel deserto. * Trovollo. Se lo trov.

- 12. Dominus solus dux ejus fuit ; et non erat cum eo Deus alienus 13. Constituit eum super excelsam terram: ut comederet fructus agrorum, ut sugeret mele pe tra, oleumque de saxo durassimo: 14. Btttyrum de ar* mento, et lac de ovibus cum adipe agnorum, et arietumfiliorum Basan, et hircos cum medulla tritici : et sanguinem Kvae biberet meracissimum. 15. Incrassatus est dilectus, et recalcitravil : incrassatus , impinguatus, dilatatus de-

li. Il Signore solo fu suo condottiere : n fu con lui alcun dio straniero. 13. Egli lo ha fatto Signore di un paese elevato : affinch mangi de' frutti dei campi, e succhi il miele dalle pietre, e olio tragga da sassi durissimi: 14. E il burro si goda delle mandre, e il latte delle pecore , e il grasso degli agnelli, e degli arieti nati in Basan , e i capri, e il fior di farina di grano, e beva il prettissimo sangue delle uve. 15. Il diletto si fa.tto grasso, e ha dati dei calci : ingrassato, ripieno , ridondante abban-

nome d quella pietra che s pone ne"* fondamenti di Sion, rimangano senza forza tutte le insidie degli avversarii. Vers. 13. Egli lo ha fallo signore di un paese elevato. Mi sembra assai verisimile che ci sia detto relativamente al paese d' Egitto , paese piano, e inondato per circa ottanta giorni del1' anno nell' estate. Si veduto sovente Mos rilevare i vantaggi della terra di Canaan sopra 1' Egitto. E succhi il miele dalle pietre ec. Cos non v7 ha un palmo di terreno che sia infruttuoso ; nelle pietre de' suoi monti le api fanno i loro alveari; gli ulivi ne'masseti fruttifcan mirabilmente. Vers. 14- Degli arieti nati in Basan. La voce stessa di Basan significa pinguedine , come not s. Girolamo in Isai. 33. I LXX. dovunque nell' Ebreo leggesi un toro di Basan, un ariete di Basan ec, traducono sempre u toro pingue, un grasso ariete ec.'

reliquitDeum factorem suum, et recessit a Deo salutari suo. 16. . Provocaverunt eum in diis alienis, et in abominationibus ad iracundam coneitaverunt. 17. Immola verunt daemoniis, et non Deo, diis , quos ignorabant : novi, recentesque venerunt, quos non colite* runt patres eorum. 18. Deum, qui te genuit, dereliquisti, et oblitus es Domini creatoris tui. 19. Vidit Dominus , et ad iracundiam con* citatus est: quia provocaverunt eum filii sui, etfiliae: 20. Et ait: Absconda/ra faciem meam ab eis, et consideralo novissima eorum : gene* ratio enim perversa est, et infideles filii.

don Dio suo fattore , e si allontan da Dio suo salvatore. 16. Lo irritarono per amore degli dei stranieri, e lo provocarono a sdegno colle loro abbominazioni. 17. Offeriron vittime non a Dio, ma a'demoni , agli dei non conosciuti da loro : ne venner de' nuovi, e moderni , non onorati da5 padri loro. 18. Hai abbandonato Dio, che li gener, e ti sei scordato del Signore Dio tuo creatore. 19. Il Signore vide tal cosa, e si accese di sdegno : perch lo irritarono i 54101 figliuoli, - e le figlie : 20. E disse : Io nasconder loro la mia faccia, e star a vedere quel che ne sar alla fine : perch una stirpe perversa eli' questa, e figliuoli infedeli.

Vera. r5. Il difetto. Il popolo amato da Dio. Vers. 16. Colfa loro abbomnazioni. Cogli abbominevoli loro dei, cio col culto che a questi rendettero,

21. Ipsi me provoca* veruni in eo, qui non erat Deus , et irritaveruntin vanitatibus suis: et (i) ego provocalo
eos i/z eo , qui non est

populus, et in gente stulta irritabo illos.

22. Ignis succensus est in furore meo, et ardebit usque ad infer(i) Jer. i5. 14. Rorn. io. 19.

2 i. Eglino mi provocarono per amore di uno che Dio non era , e mi tentaron di gelosa colle loro vanit: e io li provocher a invidia per mezzo di un popolo che non popolo, e g'irriter per mezzo di una nazione insensata. 22. Il mio furore ha acceso un fuoco che arder sino al pi cupo

Vers. ai. Colle loro vanit. Mi contrapposero i vani e bugiardi dei loro, quasi volessero tentarmi di gelosia. E io li provocher a invidia per mezzo d' un popolo che non e ec. Profezia della vocazione delle genti, le quali riguardate gi dal popolo ebreo con sommo disprezzo , chiamate da Dio alla vera religione , ricolme de' doni dello Spirito santo , diverranno oggetto d'invidia e di astio agli Ebrei, come spiega l'Apostolo., Rom. x. i g, Teodoreto quaest. 4*, spone in tal guisa queste parole. Siccome voi abbandonato V unico Dio, molti falsi dei avete a lui anteposti; cos io abbandonando un solo popolo, porter Ictt, salute a tutte le genti ; voi pero avete adorati quelli che veramente non erano dei, ne dei avete potuto farli coir adorarli ; ina io le nazioni stolte riempir veramente d spirito divino , e voi a tal vista vi consumerete d' invidia. 1 Giudei stessi convertiti alla fede dagli Apostoli non potevano credere che ai Gentili dovesse esser aperta la porta dell'Evangelio, come si vede , Alti cap. XH. a. e altercavano su questo punto con. Pietro T e quando egli ebbe renduto conto dell' ordine datogli da Dio , e de' singolari doni, onde erano distinti da lui i Gentili che abbracciavan la fede, allora proruppero in quelle parole : Dunque anche alle genti ha conceduta Dio la penitenza , affinch abbiano vita? O non credevano gli Ebrei che potesser giammai i Gentili, immondi, depravati e corrotti, come erano, divenir popolo di Dio, o non credevano che potessero essere ammessi senza passar pel Giudaismo.

ni novissima, evorabitque terram cum germine suo , et montium fondamenta comburet, 23. Congregalo super eos mala, et sagittas meas complebo in eis. 24. Consumenturfome, et devorabunt eos aves morsu amarissiino : dentes bestiarum immittam in eos , cum furore trahentium super terram, atque serpentium.

inferno, e divorer la terra con lutti i suoi germi, e consumer le fondamenta de'monti. 23. Tutti i mali verser insieme sopra di loro, e contro di essi scoccher tulle le mie saette. 24. Saran consunti dalla fame, e divorati dagli uccelli di crudo rostro : contro di essi aguzzer i denti delle fiere, e il furore delle bestie, che si strascinano, e serpeggiano sopra la terra.

Vers. 22. Il mio furore ha acceso un fuoco ec. La mia vendetta gi pronta ; da lei verr un fuoco che divorer gli empi non solo in questo mondo, ma anche nell'inferno : da questo fuoco sar abbruciata e desolata la terra non solo nella sua superficie , ma fino alle profonde radici delle montagne. Sembra predirsi qui 1' ultimo generale sterminio degli empi tutti col fuoco, che cadr dal cielo alla fine del mondo, intorno al quale vedi 2. Pet. cap. uh. io. 12. Tutte le calamit, e le sciagure mandate da Dio contro il suo popolo per mezzo o de'Caldei, o de'Romani, erano figura de' tremendi gastighi, co' quali Dio punir tutto il corpo de'reprobi , avanti, e dopo il finale giudizio. Quindi Ges Cristo nel suo Vangelo la sua profezia della distruzione di Gerusalemme, e del Tempio unisce colla descrizione de'flagelli, onde sar* oppressa la terra prima ch' ei venga a far giudizio de' vivi, e 3e' morti. * Consumera le fondamenta de1 monti. I monti sino a' lor fondamenti. *V,rs. 24. E il furore delle bestie che s-strascinano ec. Gettati sulla terra quasi putrido carname saran pasto degli uccelli d rapina, delle fiere selvatiche, e de' velenosi serpenti che strisciano sopra la terra.

25. Foris vastabiteos gladius, et intus pavor, juvenem simul, ac virginem, lactentem cum homine sene. 26. Dixi j Ubinam sunt? cessare faciam ex hominibus memoriam eorum. 2 7. Sed propter iram inimicorum distuli : ne forte superbirent hostes eorum, et dicerent: Ma' nus nostra excelsa , et non Dominus, focit haec omnia. 28. Gens absque consilio est, et sine prudentia. 29. (i) Uti nam saperent, et intelligeren/, ac novissima providereni !
(i) Jer. g. 12.

25. Li lacerer al di fuori la spada, al di dentro il terrore, i giovinetti insieme, e le vergini, i bambini di latte, e i vecchi. 26. Io dissi : Dove or sono eglino ? Far che non resti di lor memoria tra gli uomini. 27. Ma pur differii a riguardo dell' arroganza dei loro nemici: per^ ch questi nemici non s'insuperbissero, e non dicessero : Egli il nostro braccio possente, e non il Signore, che ha fatte tali cose. 28. Ella una nazione sconsigliata, e imprudente. 29. Ah, se avesser prudenza, e intelligenza, e prevedesser la fine!

Ver s. 27. Ma pur differii a riguardo dell' arroganza ec. Trattenni un tempo le mie vendette per non dare a' nemici del popolo mio il piacere di vederne lo sterminio; onde prendesser quelli occasione di bestemmiare contro di me , e di attribuire ai loro valore quello che non sar opera, se non di Dio sdegnato contro Israele. . t 'Yers. 28. Ella e una nazione ec. Il mio popolo e divenuto una nazione senza consiglio, e senza prudenza.

' 3o. Quo modo persequatur unus mille, et duofogient decem millia? Nonne ideo , quia Deus suus vendiditeos, et Dominus conclusit illos? 3i. Non enim est Deus noster, ut dii eorum; et inimici nostri sunt iudices. 62. De vinea Sodomorum, vin ea eorum , et de suburbanis Gomorrhae : uva eorum uvafollis, et botri amarissimi.

30. Come mai pu un sol uomo metterne in fuga mille, e due sbaragliarne dieci mila? Non avvien egli questo , perch il loro Dio gli ha venduti, e il Signore gli ha stretti in catena? 31. Imperocch non il nostro Dio come gli dei loro ; e ne sien pur giudici i nostri nemici. 32. Vigna di Sodoma, e delle vicinanze di Gomorra diventata la loro vigna : la loro uva uva di fiele , e di sugo amarissimo.

Vers. ac>. E prevedesser la fine. Se prevedessero a qual termine finalmente li condurr la loro ingratitudine , e la loro ribellione contro di me. Vers. 3o. Come mai pu un sol uomo ... sbaragliarne milr le ec. Questo solo poteva servire ad illuminarli: avean veduto moltissime volte, come, quando erano fedeli a Dio, resistevano anche in piccol numero ad immensi eserciti di nemici ; or che son divenuti infedeli, un sol uomo nemico basta ad atterrarne mille di loro, e due ne sbaragliano dieci mila. Vedi il discorso di Ahior capitano degli Ammoniti, Judith, v. 17. Vers. 31. E ne sien pur giudici i nostri nemici, ec. Gli Egiziani , gli Amaleciti, i Moabiti, i Madianiti, ec. avean veduto coi prepm occhi, come Dio sapeva difendere e custodire il suo popolo. Vers. 3a. Vigna di Sodoma ec. La eletta mia vigna degenero : ella , divenuta simile alle vigne di Sodoma, e di Gomorra : ella divenuta una pessima vigna, e pessimi sono i suoi frutti : il mio popolo , come se non da santi patriarchi fosse diramato , da Abramo, da Isacco , ec., ma avesse avuto per suoi progenitori i Sodomiti, e i cittadini di Gomorra, di questi, e non di quelli ha seguitato P esempio, e il costume. Vedi /sai. i. io.

33. Fel draconum vinum eorum, et venetum aspidum insana-' bile. 34- Nonne haec condita sunt apud me , et signa/a in thesauris meis ?
35. (i) Mea est ultio, et ego retribuam in tempore, ut labatur pes eorum : juxta est dies perditionis, et adesse festinant tempora.

33. Il loro vino fiel di dragoni, e veleno di aspidi irremediabile. 34- Non si fa egli conserva presso di me di tutto questo , e non egli registrato ne'miei archivii ? 35. A me si spetta il farne vendetta, e io render a suo tempo quel che lor dovuto, e i piedi mancheran sotto ad essi : il giorno dello sterminio imminente, e il tempo s' affretta a venire. 36. Il Signore giudicher il suo popolo, e far misericordia a'suoi servi, veggendo com'e illanguidito ogni brac-

36. Judicabit Dominus populum suum , et, (2) in servis suis mise' rebitur : videbit, quod infirmata sit manus,

(i) E celi. 28. a. Rom. 12. i g. Heb. io. 3o. (a) Mach. 7. 6.
Vers. 34. JVbn si fa egli conserva presso di me ec. Credete voi forse che io non curi, o mi scordi delle prevaricazioni, de' pessimi frutti che tu mia vigna hai prodotti in vece di quelli che io aveva diritto di aspettarmi? Tutto serbato, tutto sigillato presso di me, di tutto si tiene registro, e memoria, e a suo tempo ne far giusta vendetta. Vers. 35. E i piedi mancheran tolto ad essi. Non potran pi sostenersi, precipiteranno ne' mali che sono loro preparati. * Render a suo tempo quel che loro dovuto. Render ragione a suo tempo. Vers. 36. Il Signore giudicher il suo popolo , e far misericordia ' suoi servi, l popolo desertore sar punito : i servi del Signore saran consolati , e misericordiosamente salvati.

I clausi qwqnedefe- ci, e che quelli pure ?erunt, residuique con- che erano in luoghi muniti , son venuti meno, sumpti sunt. gli avanzi stessi sono periti. 07. Etdicet:(i)Tbi 37. Ed ei dir : Dove $unt dii eorum , in sono que' loro dei, nei quibus hai ebani fidu- quali ebber fidanza? ciarii? 48. Delle vittime ad 38. De quorum victimis comedebant ad- essi offerte ei mangiapes, et bibebant vinum vano il grasso, e bevealibaminum; surgant, et no il vino di libagione; opitulentur vobis , et in or questi si sveglino, e necessitate vos prote- vi porgano aiuto, e nelgan/. le necessit vi proteggano. 39. Imparate che io 3p. Vide te, quod ego sim soA/s, et non sit solo son Dio, e altro lius Deus praeter me: non hawene fuor di {2) ego occidam, et ego me : io uccido, e io renvivere fadami percu- do la vita; ferisco, e riliam, et ego sanabo, (3) sano, e non chi possa et non est, qui de ma- sottrarre altrui alla mia nu mea possit eruere. podest.
(i) Jer. 2. 28. (a) Keg; 2. 6. Tob. 13. 2. Sap. 16. 13. (3) Job. io. 7. Sap. 16. 15.
Veggendo come ec. Nell' Ebreo queste parole vanno unite #lle precedenti ; lo che ho imitato nella versione. Dio si mover a piet de' suoi servi, veggendo 1' estrema miseria, a cui sono rilotti. Mos rappresenta la tribolazione mandata da Dio contro i Giudei , sotto l'immagine di una citt assediata ' della quale i combattenti si stancano muoiono : quelli che sono ne' torrioni pi inespugnabili, vengono meno , e gli avanzi del volgo imbelle o periscon sotto la spada, o son messi in catena. Vers. 3gl Imparate che io solo son Dio. Felici se dalle vostre sciagure venite ad apparare che io solo sono il vero Pio, che a

4o. Levalo ad eoe tum manum meam, et dicam : Vivo ego in ae ternum \ 4i t Si acuero, ut fui* gur, gladium meum, et arripueritjudicium manus mea, reddam ultionem hostibus meis, et his, qui oderunt me retribuam. 4^. Inebriabo sagitias meas sanguine, et gladius meus devorabit carnes, de cruore occisorum, et de captivitte, nudati inimicorum capitis. 43.(i) Laudate, gentes, populum ejus; quia sanguinem servorum suorum ulciscetur: et
(i) 2. Mac, 7. 5.

40. laer, al cielo la ma mano, e dir : Come io vivo in eterno, 41. Cos quando io ruoter qual folgore la mia spada, e quando la mano mia si armer peif far giudizio , far vendetta de' miei nemici, e a coloro che mi odiano , render il contraccambio. 42. Inebrier di san? gue le mie saeile , del sangue degli uccisi, e de' prigionieri che hanno il capo tosalo , la mia spada divorer le loro carni * 43.Na7.ioni, date lau? de al popolo del Signore ; perocch quesli far vendetta del sangue

me dovete obbedire, se volete esser salvi ; allora io vi risusciter, saner le vostre piaghe, e punir i vostri, e mei nemici Questa punizione predetta, vers. fa. 41- 47Vers. 4. De' prigionieri che hanno il Capo tosato. I vincitori solevano far tosare i prigionieri in segno di schiavit ; onde preso un poeta latino l'Africa dicesi tosata dagli Scipioni ; ma hav.vi chi crede additata in questo luogo non l'ignominia di tosar i capelli a' nemici vinti, ma l'orribile supplizio di scorticare le teste degli stessi nemici ; supplizio usato contro gli Ebrei dagli Sciti allorch invasero la Palestina, e da Antvoco contro due de'fratelli Maccabei. Vedi Herod, lib. .vcip. io3., Habacne
Vftp, TU. 1 3,

vindictam retribuet in hostes eorum, et propitia s erit terras populi sui. 44- Vent ergo Moyses, et locutus est omnia verba cantici hujus in auribus populi, ipse, et Josue filius Nun. r 45. Complevitque omnes sermones istos, loquens ad universum Israel. 46. J t dixit ad eos t Ponile corda vestra in omnia verba, quae ego testificor vobis hodie, ut mandetis ea filiis vestris custodire ,foce-

de'servi suoi, e far pagare il fio a'ioro nemic, e spander sua misericordia sopra la terra del pop! suo. 44 Mos adunque, e con lui Giosu figliuolo di Nun , annunzio tutte le parole di questo cantico dinanzi al po* polo che ascoltava. 45. E fini di spiegar tutte queste cose a tutto Israele. 46- E disse loro: Ponete mente a tutte le parole che io vi ho oggi intimato, affinch raccomandiate a'vostri figliuoli di osservare , e

Vers. 43. JVazioni, date laude al popolo del Signore. L' Apostolo , Bom. xv. io., cit questo luogo secondo la versione de.i LXX nella quale si legge Nazioni, date laude al popolo di lui: lo che fa un'espressa profezia della vocazione delle genti riunite a far festa col popolo di Dio. Ma seguendo anche la lezione nostra , e dell' Ebreo, viene ad aversi un senso molto somigliante ; perocch non potrebbero le nazioni ammirare, e celebrare il popol di Dio, se unite nella medesima fede non riconoscessero 1' ammirabil provvidenza , colla quale ha Dio fatto servire alla salute di tutte le nazioni i gastighi, e l'acciecameoto stesso, onde ei pun la massima parte di questo popolo infelice. Vedi Rom. X. il. i a., ec. , , Spander sua misericordia sulla terra del popol suo. Seguendo il senso dato di sopra ben si comprende, come nella Giudea far Dio risplendere mirabilmente la sua bont, e misericordia alla venuta del Cristo , e particolarmente allorch egli risuscitato da morte, e salito al cielo spander lo Spirito Santo, e i suoi doni sopra la Chiesa. Vedi Teodor. q. 4'..

re, et implere universa, quae scripta sunt legis hujus : 4?- Q#i# non incassum praecepta sunt vobis , sed ut singuli in eis viverent : quae /adentes longo perseveretis tempore in terra , ad quam , J*ardane /ransmisso, ingredimiwi possidendam. 48. Locutusque est Dominus ad Moysei in eadem die^ dicens\ 49- Ascende in montem istum Abarim, id est transituum, in montem Nebo, qui est in /erra Moab contra Jericho, et vide terram Clianaan, quam ego tradam filiis Israel obtinendain^ et morere in monte. . 5o. Quem oonscendens jungeris populis tuis, (i) sicut mortuus est Aaron frater tuus in monte Hor, et appositus populis suis : 61. (2) Quia praeva(i) Num. ao. 9,6., et a7, i?.. (?.) Num. *o. 12., ei 77. 14.

fare , e adempire tutte quante le cose prescritte in questa legge: 47. Perocch non a caso sono state comandate, ma affinch ognun di voi per esse abbia vita : e ponendole in esecuzione dimoriate per lungo tempo nella terra, d cui, valicato il Giordano, entrerete in possesso. 48. E >il Signore parl in quello stesso giorno a Mos, e disse: 49. Sali su quel monte Abarim (vale a dir de'passaggi), sul monte JN"ebo, che nella terra di Moab dirimpetto Gerico : e mira la terra'di Canaan, la quale dar in dominio a' figliuoli d'Israele , e muori sopra quel monte. o. Sul quale qua ndo sarai salito, andrai a riunirti alle tue genti, come mor Aronne tuo fratello sul monte Hor, e si riun al suo popolo. 61. Perocch voi pecr

ricati estis contra me, in medio filorum Israel, ad aquas contradiconis in Cades deserti Sin, et non santificastis me inter filios Jsrael. 62. E contra videbis terram, et non ingredieris in eam, quam ego dabo filiis Israel.

caste contro di me in mezzo ai figliuoli d' Israele alle acque di contraddizione a Cades nel deserto di Sin, e non mi faceste onore presso ifigliuolid'Israele. 02. Tu vedrai dirimpetto a te la terra che io dar ai figliuoli d' Israele, ma non vi entrerai.

C A P O XXXIII. Mos vicino a morte benedice le dodici trib d'Israele, e predice quello che ad esse un d avverr. i. flaec est benediedo, qua benedixit Moyses, homo Dei , filiis Israel ante mortem suam. i. V^Aiesta la benedizione data da Mos , uomo di Dio , a' figliuoli d'Israele, prima della sua morte.

Vers. i. "Uomo di Dio. Profeta, ministro, ambasciatore di Dio . Mos parla qui di s stesso in terza persona, come fanno talora anche gli altri profeti. Questo come il testamento del Legislatore degli Ebrei. * Questa la benedizione data d Mos ... o7 figliuoli <T Israele. Presso al termine de'noi giorni il Legislatore degli Ebrei rivolgesi come Giacobbe alle trib d'Israele per augurare loro del bene, e istruirle circa il futuro. Reca bens meraviglia, che fra esse non trovisi mentovata quella di Smeone -, in cui, perch pi che altrove furon frequenti le mormorazioni e gli scandali, fra questi il famoso di Zambri, Nurn. xxv. v. i4> vi ehi ha creduto che in detestazione di questi Mos tra s curato-abbia i Sioifoniti cos ancora flagellar l Dio, he se ncll $ri3

2. Et ait : Dominus de Sinai venit, et de Seir ortus est nobis : apparuit de monte P haran, et cum eo Sanctorum millia. In dextera ejus ignea lex.

2. Egli disse : Dal Sinai venuto il Signore , e dal Seir egli si levato per noi : apparito sul monte Pharan , e con lui migliaia di Santi. Nella destra mano di lui la legge di fuoco.

rassegna Num. i. v. a3. furono 5g3oo. nella seconda ridotti si trovano a soli 22200. Vers. 2. Dal Sinai e venuto il Signore, e dal Seir ec. 11 Signore venne a noi dal Sinai, allorch su quel monte ci diede la legge ; indi qual sole si lev a noi dal monte Seir, e risplend agli occhi nostri dal monte Pharan. Si accennano i generale i prodigii, co'quali Iddio accompagno il suo popolo, mentre dal Sinai s'incamminava lo stesso popolo verso la terra di Canaan: alcuni per credono che si alluda al fatto del serpente di bronzo, avvenuto probabilmente nel tempo, in cui gli Ebrei facevano il giro del monte Seir, o sia dell' Idumea, e a. quello che succedette presso al monte Pharan, dove Dio promise, e.diede al popolo le quaglie, e stabili i settanta Giudici. Nella profezia di Habacuc, cp. in. 3., si fa chiaramente allusione a questo luogo, dicendosi: Dio verr dal mezzod (dall'Idnmea , dal Seir), e il santo dal monte di Pharan: volendo dire che il figliuolo di Dio , il quale apparve sul Seir, e sul Pharan, verr a noi visibilmente, assunta la nostra carne ; perocch il Sina , dove fu data la legge Mosaca figura di Sione , dove la nuova legge ebbe principio il d della Pentecoste ; il serpente d bronzo in Seir figur la croce di Cristo ; e Pharan ( dove furono eletti i giudici, a' quali il Signore fece parte del suo spirito) indica la missione dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, e sopra la Chiesa nascente. Vedi su questo luogo s. Agostino. Migliaia di Santi. Di Angeli che lo corteggiavano, come loro Signore : nella stessa guisa al Verbo fatto uomo vennero n rendere onore tutti gli Angeli, comeNnot l'Apostolo. Hebr. i. 6. Nella destra di lui la legge di fuoco. La legge di Mos 'detta legge di fuoco, perch data di mezzo al fuoco, onde il monte avvampava, Heb. su. 18.; perocch ella era legge di terrore. Ma quanto meglio in un altro senso legge di fuoco la nuova legge, la quale legge d' amore, legge di spirito , il quale spirito fu comunicato a'credenti sotto il simbolo del fuoco! Atti ti. 3.

5. Dilexit populos : omnes Sancti in manu illius sunt, et qui appropinquant pedibus e/us, accipient de doe trina illius. Sup. 3. \. 4. Legem praeeepit nobis Moyses, hereditatem muldtudinis Jacob.

3. Egli ha amati i popoli: i Santi tutti sono nella sua mano , e quelli che stanno a'suoi piedi riceveranno la sua dottrina. 4. Mos ci ha data la legge , la quale sar il retaggio della moltitudine discesa da Giacobbe. 5. Ella sar il re pres6. Erit apud rectisslmum rex , congrega" so il popol rettissimo, tis principibus populi stando uniti i princpi del popolo colle trib cum tribubus Israel. d'Israele.

Vers. 3. Egli fia. amati i popoli : i Santi tutti ec. Questi popoli sono le dodici trib, ognuna delle quali poteva considerarsi come un popolo distinto, come si vede da altri luoghi della Scrittura, C-en. XLVIH. 19. , Jud. v. 14., Act. iv. 17. Queste trib eparate, e consacrate al culto del vero Dio sono nelle mani di lui, cio a dire sono con ispecial cura e amore governate da lui. Vedi la stessa frase , Apocal. n. E quelli che stanno a? suoi piedi ec. Era proprio degli scolari lo stare a' piedi del maestro. Vedi Atti xxu. 3. Tutti quelli che si accosteranno al luogo , dove Dio insegna , e istruisce gli nomini intorno alla vera religione, e intorno a quella che egli vuole da essi per farli felici, faranno acquisto di una sapienza divina ; dagli Ebrei impareranno la verit tutti quelli che si uniranno con essi. Tale, se non isbaglio, il senso di queste parole : La salute e de' Giudei, disse Cristo, Joan. iv. 22. Vers. 4> Retaggio della moltitudine discesa.da C-iacqbbe. La legge dicesi 1' eredit degl' Israeliti, sia perch come eredit dovea passare a tutti i posteri loro , sia perch dovevano stimarla come la prima loro eredit, e il bene pi grande che avessero. Ver. 5. Ella sar il represso il popolo rettissimo ec. In vece di rettissimo i LXX tradussero diletto , come in altri luoghi tradotta la stessa parola nella volgata. Nel popolo del Signore il sovrano impero non sar in man degli uomini ; la legge sola comander , camminando auauimi i principi, e le trib nell' obbedire alla tessa legge.

6. Vivai Ruben, et non moriatur, et sit parvus in numero. 7. Haec est Judae benedictio : Audi, Domine, vocem Judae, et ad populum suum introduc eum: manus ejus pugnabunt pro eo, et adjutor illius contra adversarios ejus erit.

6. Viva Ruben, e non sia spento , ma sia in piccol numero. .7. Questa la benedizione di Giuda: esaudisci, o Signore, le voci di Giuda, e riconducilo al popol suo : le mani di lui combatteranno per esso (popolo) e il suo prolettore lo assister contro i suoi nemici. 8. Levi quoque aiti 8. ..E di Levi disse : Perfectio tua, et doctri- La tua perfezione , e la

Vers. 6. Viva Ruben , e non sia spento. Qui Mos vicino a morire a imitazione degli altri patriarchi comincia a benedire le trib, e ad annunciare il futuro stato di ciascheduna di esse. A Ruben decaduto dal diritto di primogenitura predice che egli s"i manterr; ma non crescer a quella grandezza, a cui sarebbe pervenuto , se non si fosse fatto reo dell' abbominevole incsto contro del proprio padre. Vedi Gen. XLIX. l\. E da notarsi, come Mos non fa parola della trib di Simen secondogenito di Gicobbe. La ragione di questo silenzio credesi ragionevolmente essere stata , perch questa trib era poco tempo prima bruttamente caduta nell' idolatria , e nella fornicazione, Num. xxvi. 12. Vers. 7. Esaudisci, o Signore , le itoci di Giuda ec. Tutte quasi le parole di questa benedizione predicono che Giuda sar un d capo del popolo , e avr il principato. Ma quelle parole riconducilo al popol suo dimostrano le difficolt , e i patimenti infiniti che doveva soffrire il nuovo principe avanti di giungere .al trono : ella qui in pochissime parole la storia di Davidde perseguitato , esule dal suo paese, e fuggiasco ricondotto da Dio. al popolo secondo le promesse ; al popolo, di cui egli fu padre , e difensore, superati avendo coli' assistenza del Signore tutti i suoi nemici. Nel regno poi di Davidde era adombrato il regno spirituale "del Messia disceso da Davidde , e dalla stessa trib ; del qual Messia pure accennato il sacerdozio ; mentre pregasi Dio che esaudisca le orazioni di lui: perochc de'saeerdoli pro- prio nfluio pregare pel popolo.

na tua viro sancto tuo, Quem probasti in tentazione, et judicasti ad aquas contrafactionis. 9. Qui dixit patri suo, et mairi suae: (i) Nescio vos: et fratribus suis: Ignoro vos: et Tescierunt filios suos ; hi custoderunt elofjuium ttjum, et pactum tuum servaverunt.

10. Judicia tua, o Jacob, et legem titani, o Israei.-ponent thymiama in furore tuo. et ho(i) Exod. 3a. aj. Lev. xo, 5.

tua dottrina (o Dio) sono di quel tuo uornjo santo, di cui tu facesti prova, e lo giudicasti alle acque di contraddizione. 9. Quelli che dissero al padre loro, e alla lor madre : Io non vi conosco : e ai loro fratelli : Io non so chi voi siate: e non ebber riguardo a'proprii tigliuo1 li; questi adempirono la tua parola, e serbarono inviolato il tuo palio. 10. Insegneranno i tuoi giudizii o Giacobbe, e la tua legge o Israele : eglino , quando

Vers. 8. La tua perfezione, e la tua dottrina (o Dio) sono ce. L' Urim , e Thummim ( del quale si parlato , Exod. xxviu. ) , vale a dire il Razionale , sopra del quale era scritto dottrina , e stintila, ovver perfezione, questo distintivo del sommo pontefice fu dato da te , o Signore , a quel tuo santo uomo , ad Aronne , il quale pero provato da te nella tentaxione pecc di diffidenza ; onde tu lo punisti col negargli l'ingresso nella terra promessa Vedi Nam. xx. 12. Vers. e). Quelli che dissero al padre loro ec. Dopo la benedizione di tutta la famiglia sacerdotale ne viene quella di tutto il resto della trib di Levi consacrata tutta quanta in ispecial modo al Signore, e nella quale sommamente commendevole il totale distaccamento dulia carne, e dal sangue: distaccamento, di cui diedero i Leviti un beli' esempio nel fatto deli' Esodo s,xxu. *-. uS. e. al qual fatto alluclesi in questo luogo.

locaustum super altare tu sarai in furore, ti presenteranno i timiatuum. mi, e gli olocausti sul tuo altare. 11. Benedici, o Si11. Benedic, Domine , fortitudini ejus , et gnore , la sua fortezza , opera manuum illius e accetta le opere delle suscipe. Percute dorso, sue mani. Percuoti alle inimicorum ejus, et qui spalle i suoi nemici, e oderunt eum , non con- non si levino in pi surgant. quelli che 1' odiano. 12. E di Beniamin 12. EtBeniamin alt: Amantissimus Domini disse : Egli, il diletlis sii habitabit confidenterin mo del Signore, con lu eo : quasi in thalamo si star in tutta fidantota die morabitur, et za : vi star come in inter humeros illius re- letto nuziale , e riposequiescet. r tra le braccia di lui.
Vers. io. Insegneranno i tuoi giudizii ec. E notato l'uffizio proprio de'sacerdoti, e de'leviti, d'istruire il popolo nella legge del Signore , e in secondo luogo di placare Dio cogl' incensi, e co'sacrifizii: e sembra alludersi a quello che sta scritto, Pium. xvi.

46.47-48.
Vers. n. Benedici, o Signore, la tua fortezza 1 ec. Benedici il cuor generoso, e forte di Levi nell'opporsi agli empii, e ai nemici della piet , e sieno a te accette le offerte delle lor mani. Varii interpreti credono, che 1' elogio di fortezza dato alla trib di Levi riguardi specialmente i Maccabei, che furon di quella trib, come noto, de' quali sono celebri le azioni grandi contro Antioco, e contro altri nemici del popol di Dio. Vers. 12. Egli, il dilettissimo del Signore, ec. Unisce Beniamin a Levi, perch nella trib di Beniamin doveva essere eretto il tempio del Signore, in cui i leviti avrebbono esercitato il loro ministero; per questa ragione dice, che questa trib amata da Dio con affetto speciale , alludendo ancora al tenero amor di Giacobbe verso Beniamino. Della citt di Gerusalemme la parte meridionale apparteneva alla trib di Giuda ; la settentrionale , dove era il tempio , apparteneva a Beniamin, Jos. xv. 8. Quindi dice, che Beniamin abiter con tutta fidanza col Signore, ovvero presso al Signore, e qual figliuolo ben caro riposer sul seno del

; 13. Joseph quoque alt; De benedictione Domini terra ejus, de pomis coeli, et rore, at^ue abyss sub/acente ; 14 De pomis fructuum solis ac lunae, 15. De vertice antiquorum montium, de pomis collium aeternorum: 16. Etfougibus terrae, t de plenitudine ejus. Benedictio illius, qi apparuit in rubo ^ veniat super caput Jo3eah. et suner verti-

13. Disse parimente" di Giuseppe: La terra d lui la benedetta dal Signore pe' fruiti del cielo, pelle rugiade, e le sorgenti che scaturiscon da basso; 14. Pe' frutti che son prodotti dal cielo, e dalla luna, 15. E cfye nascono sulle cime degli antichi monti, e pe' frutti de' colli eterni: i 6. E pelle biade della terra, e per tutti i beni, onde e,lla ripiena. La benedizione di lui che apparve nel roveto , scenda sul capo

padre suo, e tra le sue braccia , dinotando come la elezione fatta dal Signore della trib di Beniamin per aver nel suo territorio una casa di sua abitazione, ricolmer di gloria insieme, e di filiale confidenza la stessa trib. Vers. 13. La terra di lui benedetta dal Signore. La trib di Ephraim ebbe nella sua porzione delle colline fertilissime ; la trib di Manasse ebbe di l dal Giordano un paese grassissimo a pi de'monti di Hermon, di Galaad, e di Sanir, che sono i monti antichi ed eterni del versetto 25. Vedi Gen. XLIX. 26. Job. tv. 7., ec. dove si d ai monti 1' epiteto di eterni. Pe* frutti del cielo. Pe' frutti, a' quali conferisce sommamente l'aspetto favorevole del cieloJ onde di poi questi stessi li chiama/rutti del sole, e della luna,; perch la luna colla sua umidit, il sole col suo calore credesi contribuire moltissimo alla prospera fruttificazione delle piante. La Scrittura parlando agli omini adopera il loro linguaggio , e fa uso delle nozioni, e opinioni pi comuni, e usuate tra gli stessi uomini, senza che ella perci ne canonizzi le idee.

cem Nazaraei inter fra- di Giuseppe , e sulla cima del capo di lui che tres suos. un Nazareo tra' suoi Exod. 3. 2. fratelli. 17. La sua bellezza 17. Quasi primogeniti tauri pulchritudo come quella del priejus, cornua rhinocero- mogenito del tauro ; le tis cornua illius : in corna di lui, corna di ipsis ventilabit gentes rinoceronte : con queusque ad terminos ter- ste egli getter in aria rae : hae sunt multita- le genti fino agli ultimi dines Ephraim: et haec confini della terra. Tali sono le miriadi di Emillia Mattasse. phraim, e le migliaia di Manasse.
Vers. 16. La benedizione di lui ec, Mos prega il Signore, il quale gli apparve la prima volta di rnezizo al roveto, che spanda le sue benedizioni sul capo di Giuseppe ( vale a dire sopra le due trib, delle quali egli era il padre ) il quale Nazareo, cio separalo, e distinto tra' suoi fratelli, ed coronato di gloria da Dio, e dagli uomini: imperocch 1' una e 1' altra cosa significa la voce Nazareo in questo luogo. Vers. 17. La sua bellezza ec. Gli antichi facevano grande stima del toro. Mos a questo toro , a cui rassomiglia Giuseppe , d le corna di rinoceronte , le quali son pi forti, e penetranti che quelle del toro. Notisi, che contro la comune antica opinione il rinoceronte dicesi che abbia non uno , ma due corna , uno al naso, 1' altro pii piccolo , ma acutissimo , sopra del naso. Vuoisi, che in questo luogo si prof etizzi la dignit reale, la quale rised principalmente nella trib di Ephraim dopo la separazione delle dieci trib, o forse anche si alluda alla dignit suprema di Giosn che era di questa trib. Secondo questo secondo senso egli chiaro il perch si dica, che ei getter in aria le nazioni sino agli ultimi confini della terra di Canaan ; intendendosi poi queste parole de' re d'Israele , s' indicher la loro fortezza nelle guerre che ebbero a sostenere. Nell' Apocalisse, cap. v. 6., abbiam osservato , come Tertulliano , s. Girolamo, * altri Padri applicano tutto questo luogo al Salvatore nostro Ges Cristo , di cui fu una bella figura il Nazareo Giuseppe , conforme si veduto anche nella Gnesi. Yfidi il dello luogo dell'Apocalisse. -,.

18. E a Zabulon dis- 18. Et Zabulon alt: J&aetare, Zabulon, in se : Rallegrati,o Zabuexitu tuo; et, Issachar, lon , nel tuo andare, e venire ; come tu, o Isin tabernaculis tuis.

19. Populos vocabunt ad montem : ibi immolabunt victimas /ustitiae ; qui inundationem mars quasilacsugen', et th sauro s ab s condtos arenarum. 20. Et Gad ait : Benedicius in latitudine Gad : quasi leo requievil, cepitque brachium, et vertieem.

sachar, nelle tue tende. 19. Eglino inviteranno i popoli al monte: ivi imm ole ranno vittime di giustizia. Ei succhieran come latte le ricchezze de' mari, e i tesori nascosti sotto le arene. 20. E a Gad disse : Benedetto Gad nelle sue ampie tenute : egli si sdraiato come un lione: ha sbranata la spalla, e la testa della preda.

Tali sono le miriadi e. Tal la gloria delle innumerabili schiere di Ephraim , e del numeroso popolo di Manasse. Vers. 18. Rallegrati, Zabulon ec. La trib di Zabulon, toccando con una delle sue estremit il mare Mediterraneo, si dar al commercio, e a' viaggi di mare : al contrario la trib d'Issachar amer la quiete della vita rustica, e pastorale. Vedi Gen. XLIX, 13. Vers. 19. Inviteranno i popoli al monte ec. Ci sembra doversi riferire alla trib di Zabulon, la quale bench la pi lontana dal Tempio, si predice che non solamente garegger coi pi vicini nel frequentarlo, ma col suo esempio animer lo zelo delle altre trib , e vi condurr molti eziando delle vicine nazioni, colle quali ella ha legame di commercio. Ivi quelli di Zabulon offeriranno al Signore le loro vittime secondo il prescritto della legge, che quello che vuol dire in questo luogo vittime di ginstizia. Succhieranno come latte le ricchezze de* mari. Gli uomini di Zabulon s'impingueranno delle ricchezze provenienti dal mare , mediante Ja navigazione, e il commercio. E i tesori nascosti sotto le arene. Alcuni Ebrei notano, che presso alla trib d Zabulon si trovava la sabbia , onde facevasi i-I vetro; e il pesce, onde tinge vasi la porpora. Vedi Pii/*. Ito. xxxvi, 26., Sirab. lib, xvi.

21. Et vidt principatum suum , quod in * par te sua Doctor esset repositus : qui fuit cum principibus populi, et fecit justitias Domini, et judicium suum cum Israel. 22. Dan quoque alt: Dan catulus leonis, fi et largiter, de Bas.an. 23. Et Nephtali d* xit: Nephtali abundantia perfruetur, et pie-

21. Egli ha veduta la sua prerogativa, perch nella sua porzione doveva esser depositato il Dottore : egli andato insieme co' principi del popolo, e ha eseguiti gli ordini del Signore, e il suo debito verso Israele. 22. A Dan parimente disse : Dan giovine lioncello di Basan scorrer per lungo tratto. 26. E di Nephtali disse : Nephtali nuoter nell' abbondanza, e sa-

Vers. 20. Nelle sue ampie tenute. Vedi Jos. xni. 7.4. La triba di Gad ebbe sua porzione di l dal Giordano nella terra di Og, e di Sehon, come si veduto, e le sue tenute furono ancora ampliate da Jephte, Jud. xni. 33. onde si aggiunge che Gad divent terribile qual lione alle vicine nazioni. Vers. ai. Egli ha veduta la sua prerogativa perche ec. Dan avendo domandato di aver sua porzione di l dal Giordano, e avendola ottenuta, si considera fortunato anche per questa ragione r perch il Dottore , e Legislatore del popolo , cio Mos, rester da quella parte : con questo notata una speciale affezione di quella trib verso Mos. Questi mori sul Nebo nel territorio di Ruben ; ma quelli di Dan, i quali primeggiavano da quella parte, consideravano tutto il paese degl' Israeliti oltre il Giordano , come un domnio separato da quello di Canaan. Egli e andato ec. Gad andr alla testa delle altre trib a far la conquista della Cananea, come il Signore avea disposto, e come egli stesso avea promesso, Num. xxxu. 27.32. Deuter. 111.18. Vers. a?.. Dan giovine lioncello ec. Vedremo come questa trib, trovandosi alle strette dentro i suoi confini, and ad impadronirsi della citt di Lais che era all'altra estremit della Cananea. Vedi Jud. xvni. Pu ancora aversi qui la mira al fatto di Sansone che era di questa trib, e uccise il lione, Jud. xvi. 5. i p. Basan non nella trib di Dan, ma Dan comparato a un lione di Basan che corre lontano a cercarsi la preda,

nus erit benedictioni- r ricolmo delle benebus Domini : mare , et dizioni del Signore ; avr suo dominio al mameridiem possidebit. re, e a mezzod24. Disse di poi di 24. Aser quoque ait : Benedictus in filiis A- Aser: Sia Aser benedetser, sit placens fratri- to nella sua prole , sia bus suis , et tingat in caro a' suoi fratelli : ei bagner i suoi piedi oleo pedem suum. nell' olio. 25. Ferrum, et aes 25.1 suoi calzari sacalceamentum ejus.Sic- ran di ferro, e di rame. ut dies juventutis tuae, Come i giorni di tua giovent, tali quelli di ita et senectus tua. tua vecchiezza. 26. Non v* ha altro 26. Non est Deus alias, ut Deus rectissi- Dio simile al Dio rettismi : ascensor coeli au- simo ( Israele ) : colui xiliator tuus. Magni- che siede sopra de' cieficentia ejus discurrunt li, tuo protettore. Egli colla sua possanza gonubes: verna le nnbi : 27. Colass il suo 27. Habitaculum ejus sursum, et subter bra- abitacolo, e quaggi chia sempiternai ejiciet egli stende le sue brac-

Vers. 23. Al mare e a mezzo di. Al mar di Genesareth, che a mezzod. Vers, 24. Bagner i suoi piedi nell' olio. Avr tanta abbondanza d' olio nel suo territorio della Galilea da potere non ungersi , come altrove si usa, ma lavarsene i piedi. La Galilea celebrata da Giuseppe B. lib. in. cap. 2., e lib. n. cap. 23. Ella abbondava di frutti li' ogni sorta, ma principalmente di olio. Vers. 26.1 suoi calzari saran di ferro e di rame. Credesi indicato con tal espressione 1' umor guerriero della trib di Aser. Veggonsi di fatto gli antichi guerrieri portare calzari, o borzacchini di questi metalli. Vedi anche i. Reg. svii. 6,

a focie tua inimicum , eia eterne : ei nieller dicetque : Conterere. in fuga davanti a te i tuoi nemici, e dir loro: Siate ridotti in polvere. 28. Habitabit Israel 28. Israele si star confidenter, et solus. nelle sue abitazioni con O cuius Jacob in terra tutta fidanza, e da s frumenti, et vini, cae- solo. V occhio di Gialique caligabunt rore. cobbe godr lo spettacolo di una terra feconda di grano, e di vino, e i cieli pioveranno a diluvii le rugiade. 29. Beato se'tu, o 29. Beatus es tu , Israel: quis similis twi, Israele: chi mai sipopule , qui salvaris in mile a te, o popolo, che Domino? Scutum au- hai tua salute nel Sixilii tui, et gladius glo- gnore ? Egli scudo che riae tuae : negabunt te ti protegge, egli spada inimici tui, et tu eorum di gloriosa vittoria per te : i tuoi nemici li colla calcabis. mancheranno di fede, e tu calpesterai i colli loro.

Vers. 27. Colassi* il suo abitacolo, e quaggi egli stende ec. Idea pii grandiosa della maest, e possanza di Dio non pu darsi di questa. Egli elevato infinitamente sopra della terra , e degli uomini; ma arriva fin quaggi col suo braccio; e una sua parola e sufficiente a ridurre in polvere, anzi nel nulla le intere nazioni. Vera. 29. Calpesterai i colli loro. Vedi Jos. x. z4-

C A P O XXXIV.
Contemplata la terra promessa muore Mos#, e occultamente sepolto da Dio, e il popolo lo piange : a lui sostituito Giosu ^ celebrato il profeta Mos per la familiarit con Dio, e pei prodigii da lui operati. 1. ^jLscendit (i) ergo Moyses de campestribus Moab super montem Nebo in verticem Phtfsga contra Jericho, ostenditque ei Dominus omnem ter" ramGlaad usqueDan, 2. Et universum Nephtali, terramque Ephraim, et Manasse, et omnem terram Juda usque ad mare novissimum, 3. Et australem par tem, et latitudinem campi Jericho civitatis palmarum usque Segar. i.^aladunqueMos dalla pianura di Moab sul monte Nebo alla cima del Phasga dirimpetto a Gerico , e il Signore gli fece vedere tutta la terra di Galaad fino a Dan, 2. E lutta Nephtali, e la terra di Ephraim, e di Manasse, e tutta la terra di Giuda fino al mare ultimo, 3.E la parte del mezzod, e la spaziosa campagna di Gerico citt delle palme fino a Segor.

(i) Sup. 3. 37., et 3a. 4g- ; * Mach. a. 4


Vers. i. Sul monte Pfebo. Il Nebo, e il Phasga erano due rami de' monti Abarinr che si stendono da oriente in occidente nel paese eli Sehxm re -degli Amorrhei. Ver. 2. Fino al mare ultimo. Fino al mar occidentale, che jl Mediterraneo.

7. Dixitque Dominus ad eum : (i) Haec est terra , pro qua juravi Abraham, Isaac, et Jacob, dicens: Semini tuo dabo eam. Vidisti eam oculis tuis, et non transibis ad illam. 5, Mortuusque est ibi Moyses servus Domini in terra Moab, jubente Domino'. 6. Et sepelivit eum in valle terrae Moab contra Phogor : et 7zon cog/zovit homo sepulchrum ejus usque in praesentem diem.

4- E disse a lui il Signore: Questa la terra, per ragion della quale giurai ad Abramo , a Isacco, e a Giacobbe, e dissi : Darolla ai tuoi discendenti : Tu i* hai veduta cogli occhi tuoi, e non vi entrerai. 5. E ivi si mor Mos servo di Dio nella terra di Moab, secondo il comando del Signore: 6. E questi lo f' seppellire in una valle della terra di Moab dirimpetto a Phogor, ed rimaso ignoto a tulli il suo sepolcro fino al di d' oggi.

(i) Gen. 12. 7., et 5. 18.

Vers. 3. Citta delle palme. Secondo la nostra volgata questo si riferisce a Jerico, e lo stesso epiteto le dato da Plinio, lib. v. cap. 14. Jericnnte. nobile per le me palme: nondimeno alcuni vogliono che vada intesa Engaddi. Vers. 6. Lo f1 seppellire. Dagli Angeli suoi, secondo la tradizione e degli Ebrei, e della Chiesa Cristiana. Vedi Epiphan. haer. 6o. 64. S. Girolamo di sentimento che da Esdra sieno state aggiunte in questo luogo le cose riguardanti la sepoltura T e gli onori funebri, e 1' elogio di Mos. Ma qualunque sia la mano che le scrisse, noi le accettiamo come dettatura dello Spirito Santo, il quale volle che noi avessimo anche queste circostanze ^ dell' ultimo termine di questo grandissimo e santissimo uomo , e il ristretto delle sue laudi, aftinch egli fosse lodato quanto meritava , essendo lodato da Dio,

7. Mos avea cento 7- Mayses centura, fet viginti annorum erat, venti anni quando moquando mortuus est : r : non se l'indebol non ca/igavit oculus e- la vista, n se gli smosjus, nec dentes illius sero i denti. moti sunt. 8. Fleveruntque eum 8. E i figliuoli d' Ifilii Israel in campe- sraele menarono duolo stribus Moab trigznta per lui nella pianura di diebus. Et completi Moab per trenta giorsunt dies planctus lu* ni. E si compieron i giorni del lutto per quei gentium Moysen.

9. Josue vero filius Nun repletus est spiritu sapientiae, quia Moyses posuit super eum manus suas. Et obedierunt ei filii Israel, /ceruntque sicut praecepit Dominus Moysi. 10. Et non surrexit ultra propheta in Israel sicut Moyses , quem nosset Dominus facie ad faciem, 11. In omnibus signij , atque portentis, ^uae misit per eum, ut fcLceret in terra AEgypti Pharaoni, et omnibus servis e/us, universaeque terras illius,

che piangevan Mos. 9. E Giosu figliuolo di Nun fu ripieno di spirito di sapienza, perch Mos gli aveva imposte le sue mani. E a lui prestarono obbedienza i figliuoli d' Israele, e fecer quello che il Signore avea comandato a Mos. 10. N si lev mai pi in Israele un profeta simile a Mos , col quale trattasse il Signore faccia a faccia, 11. N simile a lui in quei prodigii, e miracoli, i quali per la missione datagli dal Signore fece egli nella terra d'Egitto contro di Faraone , e contro tutti i servi di questo , e contro tutto quel paese,

12. Et cunctam manum robustam magnaque mirabilia, quae/citMoyses coram universo Israel.

12. N simile nella possanza, e nelle opere miracolose, quali fece Mos in faccia a lutto Israele.

FINE DEL DEUTERONOMIO.