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Bernardo di Chiaravalle

Dottore della Chiesa e riformatore dell'Ordine cistercense, patrono di Vigevano e della Liguria. Fu celebrato da Dante nel Paradiso e divenne il santo dei Templari cui indirizz un programma di vita, l'Elogio della nuova cavalleria

Nel trentunesimo canto del Paradiso Dante Alighieri introduce l'ultimo suo accompagnatore, san Bemardo di Chiaravalle al quale attribuir successivamente la celebre preghiera alla Madonna che comincia con i versi: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, / umile e alta pi che creatura, ternine fisso d'ettemo consiglio... . Una scelta non casuale perch lo considerava, come tutti i rnedievali, il santo che pi aveva promosso la devozione alla Vergine; sicch lo aveva voluto nel poema come intercessore presso la Madonna a favore dell'ultima sua visione: E la regina del cielo, ond'io ardo tutto d'amor, ne far ogne grazia, per ch'i' sono il suo fedel Bernardo. La popolarit del monaco francese in Italia dovuta non soltanto al suo ruolo nella Commedia ma anche e soprattutto alle abbazie dell'Ordine cistercense, cui apparteneva, diffuse in tutta l'Italia, e allinfluenza esercitata sull'Ordine dei Templari per i quali scrisse un programma, Ai cavalieri del tempio: Elogio della nuova cavalleria, che risale probabilmente al 1132-1135. I Templari avevano costituito nel 1118 un gruppo spontaneo di penitenti. Erano dei nobili ai quali il re di Gerusalemme Baldovino II aveva messo a disposizione un'ala del suo palazzo nelle cui vicinanze, all'intemo del tempio di Salomone, dei canonici regolari assicuravano il servizio divino. Successivamente quella fraternit di laici adott la vita religiosa aggiungendo ai tre voti di povert, castit e obbedienza quello di lottare contro i nemici di Dio, proteggendo soprattutto i pellegrini durante il loro soggiorno in Terrasanta. Nel 1128 al concilio a Troyes, di cui Bernardo era il coordinatore, ricevettero una Regola ispirata a quella di san Benedetto. Ma la condizione di militari suscitava in loro dubbi sulla legittimit cristiana della vocazione. Inoltre si lamentavano di non potersi dedicare alla preghiera con la stessa assiduit dei canonici che abitavano nel vicino tempio. Fu allora che san Bemardo decise di tracciare per loro un progranuna spirituale giustificandone in primo luogo la funzione di militari. Poich i cristiani che si trovavano nei possedimenti d'Oriente erano esposti,, soprattutto durante i viaggi, agli attacclii degli infedeli, era pienamente legittimo un corpo per cosi dire di polizia che doveva usare la forza il meno possibile e con intento di carit. Sicch la vocazione dei Cavalieri del Tempio era di proteggere i deboli, ma anche di combattere contro chi minacciava i Luoghi Santi. I Templafi si diffusero in Occidente diventando cosi ricchi e potenti da suscitare a poco a poco una reazione in chi a torto o a ragione temeva la loro presenza; reazione che si tramut in persecuzior e massacri con Filippo il Bello che li accusava di crimini inesistenti mentre voleva in realt impossessarsi dei loro beni e stroncare un Ordine sovranazionale che non si sarebbe mai subordinato alla politica nazionalistica della monarchia francese. E grazie a un papa suo connazionale, Clemente V, insediato ad Avignone, il sovrano riusc infine a farlo sciogliere nel 1312. Quei Templari perseguitati e massacrati ispirarono a Dante i versi del Paradiso:

in forma dunque di candida rosa mi si mostrava la rnilizia santa che nel suo sangue Cristo fece sposa. San Bernardo anche il patrono della Liguria e di una cittadina lombarda, Vigevano, che gli ha dedicato una chiesa ricostruita pi volte e celebra in suo onore, dal 28 al 30 agosto, una sagra durante la quale si svolge Ra festa del Diaval, la festa del diavolo: comincia con una passeggiata per le vie cittadine del Barlicc un pupazzo in costume nero e mantello rosso che poi verr appeso davanti alla chiesa di San Bemardo e bruciato in uno spettacolare rogo. Secondo la tradizione se la fiamma e il fumo saliranno immediatamente verso l'alto sar segno di un buon raccolto e di un anno prospero e fortunato. Su Bernardo possediamo tre testimonianze scritte quando il santo era ancora in vita o appena morto; ma sono tutte tendenziose. Quelle di Goffredo di Auxerre e di Guglielmo di Saint-Thierry, il primo suo discepolo e segretario, il secondo armico ed estimatore, tendono a idealizzarlo. Sulla loro scia furono poi scritte altre Vite che amplificarono le leggende. La terza testimonianze dovuta a un certo Berengario, discepolo di Abelardo, che per difendere il suo maestro dalle critiche teologiche di san Bemardo, scrisse un'Apologia per screditare l'accusatore. Ultimamente il benedettino Jean Leclercq, che ha curato le opere di colui che stato chiamato il doctor mellifluus per lo stile raffinato dei suoi scritti, ha tracciato una biografia storicamente fondata

utilizzando tutta la documentazione a disposizione: Bernardo da Chiaravalle (Milano 1992). Ad essa si riferiranno da ora in poi gli studiosi che vorranno approfondire una delle figure pi autorevoli del medioevo. Bernardo era nato in una famiglia di nobili borgognoni nel 1090 a Fontaine-ls-Dijon, un villaggio a due chilometri da Digione. Era il terzo di sette figli, di cui sei rnaschi. Narra una leggenda che la madre Aletta, quand'era incinta, aveva sognato un cane. Quel sogno venne mterpretato da un religioso, al quale si era rivolta, un presagio della futura vocazione di Bernardo come predicatore, medico delle anime e guardiano della Chiesa. Un sogno analogo fu attribuito successivamente alla madre di san Dornenico Guzmn. Destinato alla carriera ecclesiastica, Bernardo, il cui nome, di origine francone, derivava da beran, orso e da hardhu, forte e valoroso e significava forte e valoroso come un orso, venne inviato alla scuola dei canonici di Chtillon-sur-Seine, vicina al castello dove risiedeva il padre, studiandovi non soltanto il trivium e il quadrivium, ma anche la Sacra Scrittura, la liturgia e i Padri della Chiesa. Fu in questo periodo che durante una notte di Natale avrebbe onternplato la Vergine Maria che partoriva Ges.

Alla vita monastica Bernardo non pens prima dei vent'anni. Nel fra ttempo era morta nel 1103 la madre alla quale era profondamente legato. Altro non sappiamo della sua adolescenza se non che dovette vivere come molti suoi coetanei della nobilt locale. Goffredo sostiene che era non poco vartoso e attratto dai piaceri carnali; tuttavia alla castit non aveva mai rinunciato. Una notte era entrata nella sua camera una signora di rara bellezza ed eleganza che lo aveva invitato all'amore. Ma il ragazzo gentilmente le aveva indirizzato parole amabili e si era sciolto dal suo abbraccio ed ella era fuggita. Un'altra volta si sarebbe eccitato guardando una donna. Per placare quell'impulso si sarebbe tuffato neu'acqua ghiacciata secondo un topos agiografico dell'epoca che ha come varianti la neve (san Francesco d'Assisi) o rovi i (san Benedetto). Poi una cortigiana si sarebbe infilata nel suo letto mentre dormiva cercando di eccitarlo; ma egli si sarebbe voltato dall'altra parte riaddormentandosi. Un'ultima leggenda, ispirata ai fabliaux, narra che una notte si era fermato insieme con alcuni compagni in un castello. La padrona di casa, affascinata dalla sua bellezza, gli aveva preparato una stanza a parte col pretesto che era pi importante degli altri; poi nel cuore della notte venne a trovarlo con impudenza. Al ladro, al ladro! grid Bernardo costringendola a fuggire mentre accorrevano gli amici. La scena si sarebbe ripetuta per tre volte. La mattina seguente i suoi compagni gli domandarono che cosa mai i ladri avessero tentato di rubargli. La castit rispose Bemardo rivelando il nome della seduttrice delusa Fra il 1112 e il 1113, a ventidue-ventitr anni, entr nel monastero benedettino di Citeaux che era stato fondato nel 1098. Secondo una leggenda, quando la famiglia seppe della sua decisione, cerc di distoglierlo convincendolo a proseguire i suoi studi in Germania perch intraprendesse la carriera ecclesiastica. Ma, colto da una crisi, sarebbe tor nato in Italia deciso non soltanto a farsi monaco ma a trascinare con s tutti i fratelli. Effettivamente intorno al 1111 Bemardo si ritir nella casa di Chtillon dove presto lo raggiunsero i fratelli. Dopo alcuni mesi di riflessione e di preghiere il gruppo familiare al quale si erano aggiunti amici e altri congiunti decise di entrare in massa nel monastero di Citeaux. Successivamente anche il padre divenne monaco cistercense. L'arrivo a Citeaux di Bemardo provoc in pochi anni un cambiamento nella vita della comunit secondo il progetto che avrebbe ispirato il santo per tutta la vita: mantenere il monachesimo povero e separato dal mondo ispirandosi agli ideali di quello primitivo. Si doveva rinunciare alle fonti di reddito che non provenissero dal lavoro dei monaci stessi, privandosi di quelli ricevuti per donazione. Ed era pure indispensabile creare un'architettura e un'arte liturgica spoglia. Per spingere a questa riforma crisse s tra il 1123 e il 1127 la celebre Apologia dove con il suo stile trascinante nella sua efficace retorica, priva di ampollosit, ridicolizzava le chiese troppo ricche: Si mostra qualche immagine di santo scriveva o di santa, e i santi son creduti t anto pi santi quanto pi vivamente son colorati. La gente corre a baciare, viene invitata a fare doni e ammira il bello pi che non veneri il sacro. Quindi si pongono nella chiesa non corone, ma addirittura ruote di gemme, circondate di lampade, rese ancor pi fulgenti per l'intarsio di pietre preziose... Che cosa pensi che susciti tutto questo? La compunzione dei penitenti o la meraviglia degli spettatori? O vanit delle vanit, non meno vana che insana! La chiesa splende nelle sue pareti ed spoglia per i suoi poveri. Riveste d'oro le sue pietre e abbandona nudi i suoi figli. Col denaro che si dovrebbe spendere per gli indigenti si d piacere agli occhi dei ricchi. I raffinati trovano occasioni per dilettarsi e i poveri non trovano quel che servirebbe loro per sostentarsi. Grazie alla sua attivit riformatrice la vita e l'architettura cistercense furono segnate da quel momento dalla semplicit e da una severa bellezza. Dopo soli tre anni Bemardo, che aveva rivelato qualit straordinarie, venne scelto come abate di una nuova fondazione nel territorio del conte di Troyes. Fu probabilmente in questa occasione che ricevette l'ordinazione presbiteriale da Gugliehno di Charnpeaux, vescovo di Chlons-sur-Mame, uno dei maggiori teologi dell'epoca. Ma si tratta di un'ipotesi non suffragata da prove: di certo sappiamo soltanto che Bernardo era anche sacerdote. Si stabil con i suoi dodici compagni in una vallata solitaria e luminosa, Clara Vallis, Chiaravalle in italiano e Clairvaux in francese. Quel monastero divenne il centro di irradiazione del suo insegnamento e delle nuove

fondazioni che si diffusero a poco a poco in tutta l'Europa. Ma la sua influenza si estese anche agli altri Ordini di ispirazione benedettina, dai Certosini ai Cluniacensi, grazie ai rapporti epistolari con alcuni loro monaci. Le lettere non sono che una parte della sua opera teologica, ascetica e mistica che per mezzo di trattati e serrnoni ripropone in un linguaggio colloquiale e appassionato la tradizione dei Padri della Chiesa. Non la sua una teologia innovatrice, eppure quanto scrive non mai una pura ripetizione. La sua scrittura rende nuove le nozioni tradizionali, cos come ogni autentico scrittore rende nuove le parole della sua lingua, ne restituisce la freschezza e la pregnanza originarie. Nel 1130 Bemardo, che gi intervenuto in molte questioni religiose partecipando a vari concili in Francia, allarga la sua sfera di influenza fino a Roma. in quell'anno la duplice elezione di Innocenzo II e Anacleto II aveva diviso la cristianit. Si trattava di scegliere il papa legittimo. Il concilio di Etampes, convocato da Luigi VI, si pronunci a favore di Innocenzo. Da quel momento i1 santo mise al servizio del papa il suo talento di scrittore e lo accompagn in vari viaggi per l'Europa fino alla vittoria finale. Ma non gust a lungo la pace del chiostro. Nel 1140 dovette impegnarsi contro gli errori teologici di Abelardo che stavano allarmando le autorit religiose. Non soltanto scrisse un Trattato contro gli errori di Abelardo ma lo denunci all'arcivescovo di Sens e dopo un pubblico dibattito ne ottenne la condanna dal papa. La sua funzione di cane guardiano della fede si manifest anche nella lotta dottrinale al catarismo, l'eresia dualistica che si era diffusa soprattutto nella Francia meridionale e nell'Italia settentrionale: lotta dottrinale che rifuggiva dalla coercizione perch, scriveva, gli eretici dovevano essere riportati alla fede non con le armi, ma con argomenti che distruggano i loro errori. Lo stesso atteggiamento aveva nei confront' degli ebrei che difendeva dalle persecuzioni sostenendo che la Clesa doveva Iiiinitarsi a precare per loro nella speranza che si sarebbero convertiti alla fine dei tempi. E gli ebrei gliene furono grati: nella seconda met del XII secolo il rabbino Efraim, croriista di Bonn, scriveva nel Libro di ricordi un omaix . o al monaco cistercense. Nel secolo XVI Giu - 91 seppe ha-Cohen, ispirandosi al suo predecessore, diclar nella Valle dei pianti che la riconoscenza del popolo ebraico nei suoi confronti non si sarebbe mai spenta. Grazie all'elezione nel 1145 di papa Eugerio III, che era stato suo discepolo a Chiaravalle, l'influenza di Bemardo aument grandemente. Il pontefice gli affid addirittura il compito di predicare la. seconda crociata che fin malamente con una sconfitta. bemardo se ne amareggi molto e quando nel 1150 Sigieri di San Dioriigi ne progett una terza, la appoggi entusiasticamente. Ma il piano era destinato al faffimento a causa del disaccordo tra i principi d'oriente e Occidente' Bemardo, che aveva ormai sessant'anni, dedic gli ultimi anni di vita a riordinare e correggere i suoi scritti. Mor a Clairvaux il 20 agosto 1153, che divenne la sua festa liturgica dopo la canonizzazione del 11 74. 1 suoi resti furono dispersi nel 1793 dai rivoluzionari, tranne il capo che venne trasferito nel 1813 nella cattedarle di Troyes. Infme nel 1830 fu proclamato da Pio VIII Dottore della Chiesa. Su di lui fiorirono presto molte leggende di cui la pi celebre quella della Lactatio o dell'allattamento, secondo la quale un getto di latte era colato dal seno della Vergine nella bocca del santo: una leggenda di orlg'me spagnola tant' vero che appare per la prima volta nella pittura dei monasteri cistercensi affibati all'abbazia catalana di Poblet verso il XIH secolo per poi diffondersi in tutta l'Europa. Memora -

bile il quadro del Murillo, ora al Museo del Prado di Madrid, dove la Vergine con il Bambino in braccio preme una mano sul seno scoperto fissando amorevolmente Bemardo inginocchiamo ai suoi piedi. La sua devozione alla Vergine testirnoniata anche da altri dipinti, come ad esempio quello dell'orcagna all'Accadernia di Firenze, dove la Madonna appare a Bemardo, il quadro di Fflippino Lippi nella cliesa della Badia di Firenze, dove la Madre di Dio fra due angeli sovrasta l'immagine del santo in estasi o infine il tondo di Luca Signoregi alla Galleria Corsini di Firenze dove la Vergine attorniata da san, Girolamo e san Bernardo inginocchiati: il secondo con la tradizionale cocolla bianca e con la penna e un manoscritto in grembo per ricordare le sue opere dedicate a lei; che tuttavia sono meno numerose di quanto si creda comunemente. D'altronde la sua devozione alla Madonna non giunse ad arnmettere l'immacolata Concezione perch, secondo il suo pensiero, la sant ificazione di Maria sarebbe avvenuta prima della nascita ma dopo la concezione: opinione che fu smentita dalla proclamazione del dogma neU'Ottocento, ma che allora era sostenibile perch la Clesa non si era ancora pronunciata formalmente.

Un altro miracolo che ispir molti artisti tedescl e spagnoli fra il XV e il XVII secolo, fra cui Francisco Ribalta in un quadro al Museo del Prado, era narrato nell'Exordium Magnum Cisterciense: mentre il santo stava pregando davanti al Crocifisso A Cristo stacc le braccia dalla croce abbracciandolo. Quasi esclusivamente spagnoli sono i quadri dedicati ai n-racoli, fra cui i pi celebri sono il grande dipinto secentesco di Francisco Pacheco, nella clesa di San Francesco a Madrid,, dove Bemardo distribuisce il pane ai poveri, e quello del Goya nel convento di Sant'Anna a Valladolid in cui l'abate francese, singolarmente giovane, sbarbato e ascetico e con una stella lunnosa in fronte, guarisce uno storpio. Sul suo autentico aspetto non abbiamo documenti certi perch molti antichi affres(-.l sono scomparsi con il declino dell'Ordine e l'abbandono delle sue abbazie. Nella cattedrale di Troyes si conserva una presunta sua i-rnrnagii-ie, dove egli appare con la tonsura a forma di corona, barbato e con i baffi. in ogni modo nell'iconografia Bemardo generalmente sbarbato con un'espressione austera e ieratica rilentre in preghiera o in contemplazione. Spesso ha come attributi il pastorale abbaziale e i libri, simbolo della sua attivit di scrittori, mentre la ntra, posata sul capo o sostenuta dagli angeli, compare soltanto a partire dal XV secolo.