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L' INTERVISTA IL GRANDE ARCHITETTO: LA SINISTRA CE L' HO NELL' ANIMA, MA MI FA SOFFRIRE. IL PAPA STRANIERO?

LA POLITICA L' ARTE DELLA POLIS, UN' ARTE SUBLIME. NON CREDO CHE CHIUNQUE POSSA FARLA

Mi fa rabbia veder sputare sull' Italia Grillo? Le sue battaglie sono giuste
Renzo Piano: Ho molta paura della Lega perch temo l' intolleranza Il nostro un Paese meraviglioso che si fa del male da solo All' Aquila stata montata un' operazione mediatica
PARIGI - Sono genovese, in tutti questi anni in giro per il mondo non ho mai perso l' accento. Ma la mia citt di formazione Milano. I primi due anni di universit li avevo fatti a Firenze; ma mi annoiavo talmente... Firenze bellissima: una citt di perfezione. Ma poi uno si spara; perch inutile fare l' architetto. Milano invece imperfetta. E straordinaria. Ancora oggi. Renzo Piano nel suo atelier di Parigi a trecento metri dal Beaubourg. Le stanze sono piene di luce, che entra dalle ampie vetrate, e di modellini di legno. Ogni tanto qualche parigino bussa e chiede se possiamo aggiustargli la sedia o l' ombrello. Ci scambiano per un laboratorio artigianale; e non hanno tutti i torti. I disegni pi recenti mostrano un grande teatro in mezzo a un lago, con due sale sovrapposte, pensate per il teatro e la musica popolare vietnamita: la nuova Opera House di Hanoi, per cui Piano ha appena vinto un concorso internazionale, battendo tra gli altri Norman Foster. Il Vietnam un Paese straordinario: 85 milioni di abitanti, pi della Germania; la maggioranza ha meno di 25 anni; ma il 90% analfabeta. C' una grandissima energia, voglia di apprendere, bisogno di educare, senza rinunciare alla cultura tradizionale. Attorno a queste premesse nato il progetto del nuovo teatro dell' Opera: acqua, bamb, vetro. L' ultimo anello di una lunga catena di lavori pensati per l' uomo, per la vita sociale. Basta centri commerciali. Costruiamo luoghi dove la gente si incontri attorno alla musica, all' arte. sbagliato pensare di "rottamare" le periferie. Bisogna trasformarle, liberandone la forza repressa. I modelli in legno degli auditorium di Piano sembrano navi. un retaggio di Genova. Quand' ero bambino, mio padre mi portava ogni domenica mattina a messa. Poi al porto. Pap era un genovese doc, e quindi non parlava quasi mai; ma allo spettacolo del porto di Genova negli Anni 50 non servivano parole. Non c' erano i container. Gli oggetti volavano. Le automobili in braccio alle gru. Anche gli edifici si muovevano di continuo: le navi allora si chiamavano bastimenti, dal francese "batiment", edificio appunto. Un capolavoro dell' effimero: tutto vola o galleggia, nulla tocca terra; ti viene voglia di costruire per sfidare la legge di gravit. I suoi erano religiosi? Mia madre s, molto. Mio padre era un socialista timorato di Dio, per usare un' espressione che andrebbe riscoperta. Ancora oggi io vado a messa ogni domenica, con mia moglie Milly e il pi piccolo dei miei quattro figli, Giorgio, che ha 11 anni. Qui a Parigi, a Notre Dame o a Saint-Paul, la messa si chiude con una sventagliata di organo a cento decibel, che ti ricorda cos' il timor di Dio. Il giovane Piano non era uno studente brillante. In terza elementare un prete disse a mia madre che ero un asino senza speranza. Mi portarono pure dallo psichiatra, che sentenzi: il bambino normale. Solo, non sapevo studiare, ero disattendo. Al liceo ero sempre rimandato, un paio di volte mi bocciarono. Tra i suoi amici a Genova c' era Gino Paoli. Eravamo negli scout insieme. Ma lui era un capo, io un lupetto. Per questo, quando nel 2007 ho compiuto settant' anni, Gino mi ha regalato un cappello da scout. All' epoca non cantava ancora; dipingeva.

Una volta affresc i muri della scuola. Io invece suonavo. La tromba. Fu proprio Paoli a convincermi che era meglio smettere. E c' era, pi tardi, Fabrizio de Andr. Con lui e Luciano Berio vagheggiammo di riscrivere l' inno: Fabrizio le parole, Luigi la musica, io avrei dovuto ridisegnare la bandiera... De Andr era solitario, adorabile, fragile. Non era una persona facile; un po' come Genova, che citt introversa, segreta, poco espansiva. Genova e i genovesi si assomigliano. Montale diceva che ne esistono di due tipi: chi resta attaccato a Genova come una patella; e chi se ne va. Io me ne sono andato. Milano stata la scoperta della vita. Gli anni pi formativi. Il ' 68 ce lo siamo fatti in casa, con cinque anni di anticipo. Di giorno cominciavo a lavorare, la sera andavo nell' universit occupata. Veniva Camilla Cederna a portarci i cioccolatini. stato allora che ho cominciato ad allenarmi a fare l' architetto, a capire la gente. Come i miei coetanei, volevo cambiare il mondo; da figlio di costruttori, la maniera per farlo non poteva che essere questa. una cosa che ti nasce dentro e non ti molla pi. Ci resti intrappolato. Finito il ' 68 sono stato a Londra, nel ' 71 mi associai con Richard Rogers. Allora portavo una lunga barba nera, facevamo a gara con Emilio Vedova a chi l' avesse pi lunga. Dopo l' esperienza in America vincemmo il concorso per il Beaubourg, e la mia base divenne Parigi. L' atelier pieno di giovani al lavoro anche il sabato pomeriggio. Alcuni sono borsisti che ci mandano le universit americane, europee, asiatiche. Li teniamo a bottega. Li paghiamo. E loro imparano. Milano continuo ad amarla. Resta una grande citt. La citt di Umberto Eco, con cui ci divertiamo a cantare la canzonacce in dialetto - "Sci ben che sun piccinna..." -. Di Vittorio Gregotti: ogni tanto provano a farci litigare, ma stato mio insegnante e abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto. Di Gae Aulenti: grande, una leonessa. Ci vuol altro per ammazzare Milano. Certo che per ammazzarla si fa di tutto. Questa piccola vicenda degli alberi sintomatica, oltre che indecente. Non si capisce come si possa essere cos fessi. finita che Abbado non ha fatto il concerto, e i milanesi non hanno avuto gli alberi. Ma perch? Perch questo cinismo, questa disattenzione?. Non questione di destra o di sinistra, spiega Piano. Genova ha rinunciato al suo Affresco, il progetto per ridisegnare il waterfront, che prevedeva di spostare l' aeroporto in mezzo al mare. Ma era davvero possibile? Certo. C' erano pure i soldi. Ma si sarebbero liberati un milione e mezzo di metri cubi per il porto. Si sarebbe rotto il monopolio, e il vecchio sistema sarebbe stato spazzato via. Purtroppo in Italia sempre tutto pi difficile. Il grattacielo di Torino me l' hanno fatto pesare al punto che quasi ti scappa la voglia... Intendiamoci: anche all' estero si discute, e molto. Vede queste foto? la Scheggia di Cristallo, il nuovo grattacielo di Londra. Cresce di due centimetri ogni ora, la macchina sale di continuo, non si ferma mai. Il principe Carlo non lo voleva, c' stata un' inchiesta, ci hanno dato ragione, e ora si costruisce. In Italia diverso. Un Paese meraviglioso, che si fa del male da solo. All' Aquila, quando si costruir? All' Aquila stata montata con superficialit un' operazione mediatica. La ricostruzione sar lunga e difficile. Noi daremo un piccolo contributo donando un progetto: un auditorium da 250 posti, nel parco del castello; idea di Abbado, budget di sei milioni versati dalla provincia di Trento. La Milano 2 di Berlusconi l' ha vista? Non ci sono mai stato. La prego, non mi faccia parlare di Berlusconi. La Lega? Mi fa paura. Molta. Perch mi fa paura l' intolleranza. E mi fa una gran rabbia veder sputare sull' Italia. Il sentimento patriottico non va lasciato alla destra. Il suo concittadino Beppe Grillo? un caro amico, ci litigo spesso ma sulla forma, perch le sue battaglie civiche sono quasi sempre giuste. La sinistra? Mi fa soffrire. Ce l' ho nell' anima. Sono nato in una famiglia modesta perch mio padre non voleva lavorare per i fascisti. Per mi ha insegnato a non essere settario, a non dividere il mondo tra conservatori e progressisti: lui, nenniano, apprezzava La Malfa e Taviani. Anche oggi a sinistra ci sono ingegni, talenti. Eppure.... La soluzione pu essere il Papa

straniero, un leader uscito dalla societ civile? Non credo che chiunque possa fare politica. La politica un mestiere; un mestiere di straordinaria nobilt. Questo rende ancora pi stridente il disprezzo che la circonda. l' arte della polis: un' arte sublime. Occorrono militanza, preparazione, allenamento; non si pu improvvisare. Magari un Papa straniero esiste, ma dev' essere il migliore, e non nel suo mestiere; in quel mestiere l, la politica. Io non lo saprei fare. Costruirebbe la moschea di Ground Zero? No. L' 11 settembre ero l, con i miei figli Carlo, Lia e Giorgio, che aveva un anno. Mi auguro che pure chi ricostruir Ground Zero fosse all' epoca un bimbo. opportuno lasciar depositare la polvere di un evento cos drammatico. Invece sono partiti sparati con un' operazione immobiliare, speculativa. C' la firma di Piano nella nuova chiesa di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Un luogo di folla, di rumore. Sette milioni di persone l' anno. Per, se solo una su cento fosse toccata dalla grazia, sarebbero 70 mila. Tantissime. C' un altro progetto, molto pi piccolo, che gli sta a cuore. Un monastero a Ronchamp, dove Le Corbusier costru la cappella di Notre Dame du Haut. Dodici celle per le clarisse. Vetrate aperte sulla foresta. Sopra, il refettorio. Ambienti minuscoli, e vasti spazi aperti. Il vuoto la traduzione architettonica del silenzio. Aldo Cazzullo RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 17 (12 ottobre 2010) - Corriere della Sera