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Euripide

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il pensiero successivo immancabilmente pi saggio. Euripide (in greco, ; in latino, Euripides) (Atene, 485 a.C. Pella, 407-406 a.C.) fu un drammaturgo greco antico. considerato, insieme ad Eschilo e Sofocle, uno dei maggiori poeti tragici greci. Indice 1 Biografia 2 Le differenze con i predecessori 3 Opere 4 Altre tragedie e drammi perduti o frammentari 5 La tradizione manoscritta di Euripide 6 Altri progetti 7 Voci correlate Biografia Nacque intorno al 485 a.C., ma secondo la tradizione, si fa risalire il suo giorno di nascita al giorno della famosa battaglia di Salamina per creare una linea di continuit tra i tre maggiori tragediografi greci (Eschilo fu combattente a Salamina, mentre Sofocle diresse il peana per la vittoria). Nacque da una famiglia ateniese rifugiata sull'isola per sfuggire ai Persiani. Il suo nome verrebbe dall'Euripe, il canale dove si svolse la battaglia. Aristofane suggerisce a pi riprese nelle sue commedie la bassa estrazione sociale del poeta, confermato da Teofrasto. Tuttavia, la sua cultura dimostra una educazione raffinata, acquisita dallo studio presso sofisti come Protagora, che non sarebbe stata possibile senza una condizione sociale agiata. Avrebbe messo insieme una ricca biblioteca, una delle prime di cui si faccia menzione. Euripide partecip anche a giochi ginnici, venendo incoronato cinque volte. Contemporaneo di Socrate, ne divenne amico. Si propose pubblicamente come tragediografo a partire dal 455 a.C. La sua prima opera, Pleiadi, ottenne il terzo premio. Divenne presto popolare. Plutarco racconta, nella vita di Nicia, come nel 413 a.C., dopo il disastro navale di Siracusa, i prigionieri ateniesi in grado di recitare una tirata di Euripide venissero rilasciati. Verso il 408 a.C., Euripide si ritira a Magnesia, poi in Macedonia, alla corte di Archelao, dove muore, si dice, sbranato dai cani (ma la notizia quantomeno dubbia). Solo dopo la sua morte la Grecia lo riconosce in tutto il suo valore e le sue opere divengono famose. Gli ateniesi gli dedicano nel 330 a.C. una statua di bronzo nel teatro di Dioniso.

Le differenze con i predecessori Le peculiarit che distinguono le tragedie euripidee da quelle degli altri due drammaturghi sono, da un lato, la ricerca di sperimentazione tecnica attuata da Euripide in quasi tutte le sue opere e, dall'altro, la maggiore attenzione che egli presta alla descrizione dei sentimenti, di cui analizza l'evoluzione che segue il mutare degli eventi narrati. La struttura della tragedia euripidea molto pi variegata e ricca di novit rispetto al passato, soprattutto per effetto di nuove soluzioni drammatiche, per un maggiore utilizzo del deus ex machina, in particolare nelle tragedie pi tarde, e per la progressiva svalutazione del ruolo drammatico del coro, che tende ad assumere una funzione di pausa nell'azione. Anche lo stile

risente della ricerca euripidea di rompere con la tradizione, mediante l'inserimento di parti dialettiche per allentare la tensione drammatica e l'alternanza delle modalit narrative. La novit assoluta del teatro euripideo comunque rappresentata dal realismo con il quale il drammaturgo tratteggia le dinamiche psicologiche dei suoi personaggi. L'eroe descritto nelle sue tragedie non pi il risoluto protagonista dei drammi di Eschilo e di Sofocle, ma sovente una persona problematica ed insicura, non priva di conflitti interiori, le cui motivazioni inconsce vengono portate alla luce ed analizzate. Proprio lo sgretolamento del tradizionale modello eroico porta alla ribalta del teatro euripideo le figure femminili. Le protagoniste dei drammi, come Andromaca, Fedra e Medea, sono le nuove figure tragiche di Euripide, il quale ne tratteggia sapientemente la tormentata sensibilit e le pulsioni irrazionali che si scontrano con il mondo della ragione. Euripide espresse le contraddizioni di una societ che stava cambiando: nelle sue tragedie spesso le motivazioni personali entrano in profondo contrasto con le esigenze del potere e con i vecchi valori fondanti della polis. Il personaggio di Medea, ad esempio, arriva a uccidere i propri figli pur di non sottostare al matrimonio di convenienza di Giasone con Glauce, figlia di Creonte re di Corinto. Aristofane, il maestro riconosciuto della commedia, ci offre ne Le rane la cronaca del tempo riguardo alla disputa fra i tragediografi, e del pubblico che parteggiava per l'uno o per l'altro, presentando Euripide come un rozzo portatore di nuovi costumi. Il teatro di Euripide deve essere considerato come un vero e proprio laboratorio politico, non chiuso a se stesso ma, al contrario, affine ai mutamenti della storia fino all'accettazione ultima del regno di Macedonia. Opere Delle 92 opere da lui scritte, ce ne sono giunte integre solo 19 (18 tragedie e 1 dramma satiresco): Alcesti 438 a.C., vince il secondo premio Medea 431 a.C., vince il terzo premio Ippolito 428 a.C., vince il primo premio Gli Eraclidi fra il 430 e il 427 a.C. Andromaca fra il 429 e il 425 a.C. Ecuba 424 a.C. Le Supplici 422 a.C. Eracle 415 a.C. Le Troiane 415 a.C., vince il secondo premio Elettra 413 a.C. Ifigenia in Tauride 413 a.C. Elena 412 a.C. Ione forse 412 a.C. Le Fenicie fra il 411 e il 409 a.C., vince il secondo premio Oreste 408 a.C. Ifigenia in Aulide 403 a.C., vince il primo premio Le Baccanti 403 a.C., vince il primo premio Ciclope (dramma satiresco) datazione molto incerta, forse il 427 (?) a.C. Reso (tragedia di scarso valore, scritta probabilmente da un imitatore nel IV secolo a.C.) Altre tragedie e drammi perduti o frammentari L'elenco delle opere riportato in ordine alfabetico:

Alcmeone a Corinto, circa 405 a.C. Alcmeone a Psofide, circa 438 a.C. Andromeda, circa 412 a.C. Antigone, tra il 420 e il 410 a.C. Archelao, data sconosciuta Bellerofonte, data sconosciuta Cresfonte, data sconosciuta Edipo, circa 430 a.C. Filottete, prima del 431 a.C. Mietitori, circa 430 a.C. La tradizione manoscritta di Euripide Euripide mise in scena le sue tragedie nella seconda met del quinto secolo (la prima da noi conosciuta, bench appartenente a una fase gi matura della sua produzione, lAlcesti del 438; lultima le Baccanti, messe in scena postume nel 403). Agli inizi del quarto secolo erano conservati dunque in Atene i panta grammata del poeta di Salamina (come attestato dalla Suda e dal Bios kai genos premesso ad alcuni manoscritti): novantadue tragedie facenti parte di ventitr tetralogie. Loratore ateniese Licurgo impose, alla fine del IV secolo, che le compagnie teatrali si attenessero ai testi ufficiali: ci conferma lesistenza di veri e propri archivi dei testi scenici. Un secolo e mezzo pi tardi sopravvivono settantacinque tragedie, compresi tre drammi satireschi, e altre tre tragedie sicuramente spurie: sulla base di questo materiale che i filologi alessandrini approntarono (nello specifico Aristofane di Bisanzio), alla met del III secolo, le proprie edizioni critiche, dotate di suddivisione colometrica, di commenti (generalmente su volume separato) e di upotheseis (argumenta), cio brevi premesse con il nome della tragedia e dellautore, lanno se conosciuto di messa in scena, il risultato dellagone e il nome delle altre tragedie della serie. Aristofane di Bisanzio, nellipotesi della Medea, ammette che il dramma satiresco della tetralogia corrispondente non si conservato. Probabilmente in questa fase che vengono spezzate le tetralogie a favore di edizioni in ordine alfabetico (di cui il manoscritto Laurenziano di Demetrio Triclinio sarebbe, in definitiva, lultimo erede). Durante let imperiale si procede ad una riorganizzazione del materiale ereditato dallellenismo, riducendo gli imponenti commenti a scoli o note a margine (quelli della Medea sono attribuiti a Didimo, di et augusta, e a Dionigi, posteriore a Didimo ma non facilmente identificabile), o, eventualmente, di glosse interlineari. Ancora nel 1160 Giovanni Tzetzes dichiarava di aver letto cinquantaquattro tragedie di Euripide. Poi la IV Crociata e la presa di Costantinopoli determinarono gli effetti nefasti noti a tutti, permettendo la sopravvivenza di una minima parte della tradizione classica ivi conservata. La tradizione manoscritta euripidea, allepoca della caduta di Bisanzio (1453), si divide in due rami: - da un lato i codici di uso scolastico (corredati di scoli), suddivisi in gruppi di quattro o tre tragedie (Andromaca, Alcesti, Ippolito e Medea oppure Ecuba, Oreste e Fenicie, ed eventualmente Baccanti, Troiane e Reso); - dallaltro altre nove tragedie, con iniziale appartenente al gruppo E H I K, individuabili sul manoscritto Laurenziano L XXXII, composto entro il 1320 dal dotto bizantino Demetrio Triclinio (L comprende anche tutte le altre tragedie del canone scolastico, con leccezione delle Troiane). Da questa copia di lavoro sarebbe stato tratto un volume pi prezioso, il Palatino Vaticano 287 P (ma sui rapporti tra L e P il dibattito ancora aperto). -Inoltre seguito anche tuttora.