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il Giornale

Mercoled 13 gennaio 2010

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LO SPILLO

Cultura
MARIO TOBINO
Luigi Mascheroni onessendounintellettuale ma un medico, Mario Tobino ebbe limmenso privilegio di vivere la letteratura non come un lavoro ma come un vero piacere (e non essendounumanistapermestiere,come gli concesse Gianfranco Contini, potmantenereunchediprimitivo nella scrittura). Fu anche per questo chenonsiimmischimai,altrasquisitararit,incorrentiletterarieedipartito. Non ne aveva tempo, n voglia. La vita la dedic a due sole cose: i suoi matti,per i quali ebbelo stessorispetto che riserv alle storie raccontate neisuilibri;elascrittura,checursempre con la stessa attenzione che dedicava ai suoi pazienti. Ebbeladoteinnatadiriuscirea leggere in punta di piedi i misteri della mente umana, e il talento assoluto di raccontarlo sulla pagina scritta. Uno scienziatodelracconto.Scrivevaquellochesapeva,esapevaquellochescriveva.Viverelesistenzaeraccontarla testimoniandola, ecco la sua missione,hadettodiluiunocheloconobbe bene, Vincenzo Pardini, altro scrittore arcigno e essenziale. MarioTobinocompirebbecentanni in questi giorni. E ricordarlo cosa necessaria. Famoso e molto letto fino atuttiglianniOttanta(mornel1991), unautoredaqualchetempoinribasso, nonostante il Meridiano Mondadori con le Opere scelte del 2007. Si parlato molto, e si continua a parlare anche oggi, della sua avversione alla famosa-famigeratalegge180,laleggeBasagliachenel1978iniziasmantellare i manicomi. Tobino la contest,ancheduramente,siainpubblico che in privato. Lui che con i malati di mente ci conviveva -Dopo numerosiannichefrequentolapazziamisembr di conoscerla, di poterla umanamente dire, spiegava raccontando il motivochelospinseascrivere Leliberedonne di Magliano, del53 -e sapevairischicheavrebberocorsounavolta lasciati liberi: Tobino non voleva uncarcere-manicomio,volevaunambiente protetto per chi, strappato allunico mondo conosciuto, avrebbe sfogato contro altri o contro se stesso lepropriepaure,leparanoie,laviolenza. I benpensanti progressisti, miopi, lo esposero alla gogna mediatica. Il tempo gli ha dato pi di una ragione.

Baloo, un tir pieno di libri nella giungla dellignoranza

NellepocadiKindleedicrisidellibro,nellepocaincuiogninuovastatisticaIstatabbassalapercentuale dilettorinelPaese,colpiscelideadelleditoreMursiadimandareingiroperlepiazzeitaliane-daCrema adArona,daCarpiaLatina-untirtrasformatoinlibreriaperportareilibriailettori,vistocheilettorinon vanno ai libri. Il tir si chiama Baloo, in omaggio a Kipling. Una metafora del difficile cammino della cultura nellintricata giungla della realt attuale. Ma anche una bellissima favola. Tutta da leggere.

I ricordi di Bellezza

Serve lamore per non impazzire


Centanni fa nasceva lo scrittore-psichiatra: narratore anomalo e medico eretico. Ecco le lettere inedite che ne scandagliano lanima
Dario Bellezza (1944-96) e Pier Paolo Pasolini (1922-75)

IL CENTENARIO
IL POETA DI MAGGIANO Mario Tobino nasceva cento anni fa a Viareggio, il 16 gennaio 1910. Allautore delle Libere donne di Magliano, la Fondazione Mario Tobino nata nel 2006 dedica un anno di attivit per indagare sia gli aspetti scientifici che quelli letterari dello scrittore viareggino. Importante linaugurazione, in primavera, dellala dellex Ospedale Psichiatrico di Maggiano, sulle colline di Lucca (luogo dove curava i suoi malati, e dove visse 40 anni della sua vita) ristrutturata come sede della Fondazione, del Museo e del Centro di studi tobiniani. Tra gli eventi clou dellanno, la mostra che si apre il 15 gennaio Le immagini del vivere, scritture e figure di Tobino (Viareggio, Museo Civico Palazzo Paolina fino 31 gennaio)

Pier Paolo Pasolini, grandeartista senza grandi opere


Pubblichiamo, per gentile concessione di Via del Vento edizioni, un brano di Ricordo di Pasolini (pagg. 32, euro 4). Il volume, curato da Roberto Mosena, la sbobinatura di una conferenza del poeta Dario BellezzasuPasolini(Roma,10marzo 1983). Bellezza offre una lettura anticonformista sullamico Pasolini, morto il 2 novembre 1975. di Dario Bellezza

I
Lo scrittore e psichiatra Mario Tobino (1910 - 1991) visto da Dariush Radpour

Ma non (soltanto) questo il motivoperricordareMarioTobino.Oltreil medicocilnarratore.Eallorasipossono leggere, o rileggere, soprattutto

lesuestoriedimare- Gelosiadelmarinaio del1942oilbellissimo Angelodel Liponard del51-elestoriedeifolli, fino a Gli ultimi giorni di Magliano.

Linedito
Cara Paola, le tue parole mi irrugiadano il cuore
PergentileconcessionedellaFondazioneMario Tobino, pubblichiamo una lettera fino a oggiineditacheTobinoscrisseil12aprile44a Paola Olivetti con la quale lo scrittore aveva una relazione e che, rimasta vedova nel 1960, divenne la sua compagna fino alla morte di Mario Tobino che ogni mattina ricevo (e a volte due, ch il giorno prima si salt) mi consolano, mi irrugiadano il cuore, e una donna tu sei finalmente dove poggiare la testa. E certo questo affare dello sfollamento porta confusione, ira, e sudore perch, i miei bastimenti! Anche ieri laltro, mi port un brigantino, un due alberi che nella tempesta arditamente gareggia con le sue piccole vele aperte, e che gi si rompono; nelle acque del Gargano, dove dopo poche ore affond; io ho quel quadro prezioso gi esposto, riempie di mare profondo in tempesta il mio ambulatorio; tu non sai, perch ormai tanto che non vieni, che ho anche lAugusto Tomei,tutto invelato, placido, aperto, che naviga. Non si possono rifare. I ricordi non si possono rifare. LAugusto Tomei and a fondo ultimamente, bianco, le vele aperte, tutte. Bagn le vele dentro la tazza; ora come ali di farfalle morte, queste si spolverano, esse si slabbrano marce, ondeggiando come labbra marce, una volta (e ancora) amate, nel fondo si diradano, perdono la figura, il loro contorno. Ma intanto ti bacio dolcemente sulle labbra e altrove, Mario Viareggio, 12 aprile 1944

ara Paola, stamani c il bando che Viareggio in tre giorni sfolla dal mare fino a via Paolina, quindi al mio paese c confusione irata. Tra poco guarder se mi riesce trovare un carro da portarmi via qualche cosa, il resto lo abbandono. Intanto domani mattina andr a Viareggio, ma intanto oggi spero di scrivere qualcosa. Ma intanto sospesa la mia venuta a Firenze. Ma intanto presto verr lo stesso. Ma intanto la vita piena di noia. Ma intanto le tue lettere mi amano, e le rileggo. E dello sfollamento e della roba persa, mi porta poco. E comunque presto vengo. E qualche pagina, sebbene non molte, ho gi da leggertele. E le tue lettere,

E poi, al di l di tutto, rimane luomo. Sul carattere e i sentimenti del quale aggiungono qualcosa alcune lettere inedite che in occasione del centenariodellecelebrazioni(chedurerannotramostreeconvegnipertuttoil2010),laFondazioneMarioTobinostamettendoadisposizionedegli studiosi.Traletante,una-tenera,poetica, dal finale impertinente - stata concessaal Giornale dallanipote,Isabella Tobino. indirizzata al grande amoredelloscrittore:PaolaLevi,sorella di Natalia Levi Ginzburg e moglie dellindustriale Adriano Olivetti. il 1944, Viareggio sotto i bombardamenti e devessere sfollata. Tobino e Paola-inquelmomentosposataaOlivetti-siamano gidadue anni. Leirimarrvedovanel1960,edaalloradivider la vita con lo scrittore. Il quale, purnonsposandosimai,fecediPaola il perno sentimentale dellesistenza. Daleiebbeconsiglieaiutiperaffrontare il mondo letterario, da lei ebbe lappoggio nella carriera di medico e discrittore,daleiebbelastabilitaffettiva che un uomo abituato a dividersi tra matti e racconti ha inevitabilmentebisogno.Paolafu-comericordalanipoteIsabella-lasuamusaispiratrice,nonnellapoesiamanellesue sceltedivita:luierasanguignoeimpetuoso, lei serena e tranquilla. Gli dava sicurezza. Una donna - come le scrive Mario in quel difficile 1944 - dove poggiare al testa.

o,nonchesiapoipernienteunagiografo diPasolini,eanzisonostatoancheaccusatodi averdetto e scritto delle cose che non facevano onore a Pasolini e di essermi comportato dunque da vipera diciamo, tra virgolette. Perch mi hanno accusato di questo? Perch io credo che Pasolini va preso in blocco,tutto quanto, ovapresoovabuttato via come scrittore, come artista. E credo anche, questo sembrer paradossale, che nonostante sia un artista di grande valore, non abbia mai datonienteditotalmentesignificativoperlanostra epoca: Pasolini va preso in blocco, quello chehafattostraordinario,pernonhafattola Divina commedia, non c unopera che veramente ci parli ancora, ci spieghi il presente, ce lo racconti, ce lo dica, ci faccia capire, ci illumini. Forse perch era un po cieco anche lui, come ha detto Fortini. Fortini ha scritto un epigrammasuPasolinichefinivaconmavattene perfettoecieco.Ecco,iodireicheluieraperfetto e nello stesso tempo era cieco, perch non andava, diciamo cos, al di l della nevrosi che lo consumava, che lo divorava. [...] Io penso che lattualit sia nelprendere le distanze dalla realt stessa e dallattualit, e non consumarsi dietro allattualit, per poi il temperamentodelloscrittorequellocheePasoliniavevauntemperamento diunadisperata vitalit,volevabruciaretuttoconilsuotempo,attraverso il suo tempo, perch questa era la sua dannazione,selerascelta.Eraunodiquegliartisti, sembrer strano perch lui li detestava, e sono temperamenti completamente diversi, pervicinoa,sevogliamorisalireindietro,vicino a Papini, a Malaparte o ancora a DAnnunzio per altri versi. Per Malaparte c stata propriola polemicaconilsuotempo, Maledettitoscani.Linvettiva,gli Scritticorsari sonounbattibecco malapartiano rivisitato da un uomo forse pi intelligente, pi poeta di Malaparte, comeraPasolini,perhannoquellafiguradelletterato che vuole intervenire nel suo tempo. E questo intervenire danneggia, secondo me, la sua poesia. [...] Per[...], parlandodellultimo periododi Pasolini-che forse ilpi complessoe quelloche ha dato dal punto di vista letterario quasi niente, perch Pasolini come scrittore veramente straordinario finisce nel 60-61 -, il momento delcinema,ilcinema,forsePasolinilohaaffrontato perch si sentiva esaurito come scrittore, pensava di non aver pi niente da dire, aveva esaurito ilmondo delle borgate,aveva esaurito uncertotipodipoesiacivile,ealloraluisibuttatonelcinemapercheraunuomochevoleva rinnovarsi, per questo cinema lo ha assorbito completamente. Se noi guardiamo quello che hascrittosubitodopo,vediamochequasitutto, quasituttalasuaproduzioneunaproduzione polemica, non prende mai una forma conclusa. Anche alla fine della sua vita cercava di scrivereunromanzo,luidicevadiduemilapagine, per rimasto un abbozzo e in ognicaso quelli che lo hanno letto hanno detto che lui voleva emulare I demoni di Dostoevskji, ma rimasto unabbozzoesicapiscecheunromanzoabortito, fallito, anche perch lui non aveva una capacit realistica. [...]