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Satyricon: il genere letterario Nessuno dei termini moderni che usiamo per definire la narrazione di invenzione (novella, romanzo

etc.) ha una tradizione classica, e neppure dei reali corrispettivi nel mondo antico. Gli antichi applicano a queste opere narrative termini molto generici (historia, fabula) o designazioni particolari, usate senza nessun rigore (p.e. Milesia). Per questa classe di testi non abbiamo trattazioni teoriche; sospettiamo tuttavia che di narrativa si facesse un gran consumo.

I critici moderni chiamano in genere "romanzi" un gruppo ristretto di opere: a) due testi latini, indipendenti e poco simili tra loro: il Satyricon di Petronio e le Metamorfosi di Apuleio b) una serie di testi greci, databili tra il I sec. d. C (Caritone) e IV secolo (Eliodoro) Trama-tipo del romanzo greco: La trama quasi invariabile: si tratta delle traversie di una coppia di innamorati, un giovane e una ragazza, che vengono separati dalle avversit e superano mille avventure e pericoli (scambi di persona, naufragi, intrighi di rivali, finte morti, viaggi in paesi lontani etc) prima di riunirsi e coronare il proprio amore. Il tono quasi sempre serio: i protagonisti e il loro amore sono presi sul serio. Lo scenario spazia nei paesi del Mediterraneo grecizzato. Tenue l'inquadramento storico L'amore trattato con pudicizia, come una passione seria ed esclusiva. La suspense della storia sta nei modi avventurosi con cui l'eroina serba fino in fondo la sua castit per il giovane che ama, sfuggendo alle innumerevoli insidie. L'amore nel Satyricon: l'anti-romanzo greco: Nel romanzo di Petronio l'amore visto in modo ben diverso: non c' spazio per la castit, e nessun personaggio un serio e credibile portavoce di valori morali. Il protagonista, Encolpio, sballottato tra peripezie sessuali di ogni tipo e il suo partner preferito maschile (Gitone). Il sesso trattato esplicitamente ed visto come una continua fonte di situazioni comiche Il Satyricon una sorta di parodia dell'idealizzato romanzo greco d'amore: il rapporto omosessuale tra Encolpio e Gitone sarebbe come la parodia (la degradazione ironica) dell'amore "romantico" che lega i fidanzati del romanzo greco.

a) b)

c)

d) e)

Il Satyricon e la fabula Milesia: La cosiddetta fabula Milesia un genere letterario difficilmente determinabile, che assume la denominazione dal titolo di un'opera di Aristde di Mileto il quale, intorno al 100 a.C., mise insieme una serie di novelle, ambientate nella citt d'origine (tradizionalmente licenziosa) di argomento erotico (situazioni comiche, piccanti e amorali), trattato senza patetismi e in maniera frivola. Questo testo completamente naufragato (rimane una sola parola) come sostanzialmente perduta la traduzione (di cui restano 10 frammenti) che in epoca sillana ne fece lo storico Cornelio Sisenna. L'opera di Aristde ebbe comunque una notevole diffusione nel mondo romano. Petronio utilizz ampiamente questo filone di narrativa non idealizzata. Una tipica storia milesia quella raccontata da Eumolpo: una Matrona di Efeso, vedova inconsolabile, che cede alle voglie di un soldato che finisce per esporre sulla croce la salma del marito pur di salvare il giovane amante. Rispetto alla fabula milesia, il Satyricon si caratterizza per una maggiore complessit letteraria: complesso gioco di richiami narrativi Linea guida: Encolpio continua ad essere intrappolato, umiliato, costretto a tentativi di fuga che si risolvono in peggioramenti ulteriori. La presenza di un protagonista-narratore passivo, ingenuo, sottoposto a continui passaggi di fortuna, tipica di Petronio e di Apuleio come della moderna narrativa picaresca: un modo di costruire il racconto. Fondamentale la struttura del "viaggio" Alternanza di prosa e poesia

La forma del Satyricon: alternanza di prosa e poesia: La prosa narrativa del romanzo interrotta, con apprezzabile frequenza, da inserti poetici affidati soprattutto ala voce di Eumolpo (cfr. Presa di Troia, Guerra civile) Molte delle parti poetiche sono strutturate come interventi del narratore che nel vivo della storia abbandona il racconto degli avvenimenti per commentarli. Spesso questi commenti hanno una funzione ironica. Il punto di riferimento pi vicino una "satira menippea", l'Apokolokyntosis (= deificazione di una zucca, di uno zuccone) di Seneca. La satira menippea = il genere si richiama al filosofo cinico Menippo di Gdara (II sec. a.C.). Nel mondo romano il genere ripreso

da Varrone che intitola le sue composizioni satiriche Satire Menippeee. Sembra che questo tipo di satira fosse un contenitore aperto, molto vario per temi e per forma. Satira Menippea sicuramente l'Apokolokyntosis di Seneca, un testo in prosa che si apre a svariati inserti poetici: a) citazioni di autori classici (con valenza parodiata e distorta) b) parti poetiche composte in proprio (veri e propri pastiches) Differenza tra Petronio e la Satira Menippea: a) il libello di Seneca un libello politico, attacco personale contro un bersaglio esplicito: l'imperatore Claudio. In Petronio nessun intento del genere percepibile b) la mescolanza degli stili, il prosimetro (= mistura di versi e prosa) nella satira menippea era solo una risorsa formale. In Petronio, invece, un modo inedito di costruire il racconto: molto spesso gli inserti poetici forniscono al lettore la prospettiva in cui immerso il narratore Encolpio PER CONCLUDERE: MODELLI E ORIGINALITA' REALISMO E PARODIA Il Satyricon deve molto: a) al romanzo greco (narrativa seria) e alla fabula milesia (narrativa comica) per trama e struttura del racconto qualcosa: b) alla satira menippea per la tessitura formale, il prosimetro ma li trascende entrambe le tradizioni per complessit e ricchezza di effetti. Il dato pi originale della poetica di Petronio la sua forte carica realistica, evidente soprattutto nella Cena di Trimalcione dove diventa anche fenomeno linguistico. I luoghi non sono visti astrattamente e fuori dal tempo, come in gran parte del romanzo greco. I luoghi del Satyricon sono quelli tipici del mondo romano: la scuola di retorica, il postribolo, il tempio, la pinacoteca, il banchetto, la piazza del mercato etc. Petronio e la satira latina: Nella satira latina (Lucilio, Orazio, Persio, Giovenale) il realismo del genere si sofferma su tipi sociali ben precisi ( = il parassita, il ricco stupido, il poetastro, la donna che ostenta virt etc) e questi tipi sono visti e costruiti attraverso un filtro morale. C' insomma un commento morale continuo, anche se spesso implicito e il lettore sempre in grado di formarsi un giudizio sulle realt rappresentate.

Petronio, invece, non offre ai suoi lettori nessun strumento di giudizio. Non potrebbe essere altrimenti. La narrazione condotta in prima persona (= Narratore interno omodiegetico), da un personaggio che dentro fino al collo in un mondo sregolato. Anche l dove Encolpio prende distanza dai fatti e lui stesso critica o ironizza, non mai fornita al lettore un'ideologia positiva. La visione del reale una visione critica e disincantata. Il romanzo esprime dunque una vocazione satirica "incompleta", mentre interamente dominato da una vocazione alla parodia. Petronio e la parodia: La parodia di Petronio un modo di vedere la realt e le cose carico di ambiguit. Petronio ha interpretato e parodiato tutti i generi letterari e i miti culturali della sua epoca: Omero e Virgilio, la tragedia, l'elegia, la storia e la filosofia come anche la "letteratura di consumo": romanzi sentimentali, novelle etc E' l'autore di una sorta di enciclopedia letteraria della Roma imperiale ANCORA SULLA PARODIA Parodie dei diversi generi letterari: possibile perch in et Giulio-Claudia la moda letteraria portava a questo. La parodia era l'unica forma possibile di lotta contro il potere: si pu ridere solo dei generi letterari allora in voga Petronio sceglie generi di gran moda per la sua parodia: il romanzo greco: genere di cultura bassa, ma di grande successo di pubblico il poema epico: Omero e il viaggio di Ulisse; Lucano e il Bellum civile (cfr. Eumolpo) le declamationes, le suasoriae [Seneca il Vecchio e lo scadimento delal retorica: la sua opera testimonia il mutamento che l'avvento dl principato e la progressiva scomparsa della libert politica hanno prodotto sull'attivit retorica a Roma. Venuta meno lo spazio dell'oratoria politica e anche di di quella giudiziale, viene meno la funzione civile della retorica (= un tempo era lo strumento pi appropriato per la formazione dei futuri cives; ora serve soprattutto ad addestrare brillanti conferenzieri) la quale si immiserisce in futili esercitazioni, le declamationes, che vertono su temi ed argomenti fittizi, romanzeschi prescelti per la loro singolarit e starnezza.

La declamazione diventa uno spettacolo pubblico: destinatari = studenti delle scuole di retorica e il pubblico generico. I due tipi di esercizi pi in voga: a) la controversia che rientrava nel genere giudiziale e consisteva nel dibattimento, da posizioni contrapposte, di una causa fittizia; b) la suasoria, appartenente al genere deliberativo, consistente nel tentativo da parte dell'oratore di orientare l'azione di un personaggio famoso della storia o del mito di fronte a una situazione incerta o difficile. Scopo dell'oratore non tanto quello di convincere quanto di stupire il suo uditorio (con l'uso massiccio anche dei colores, cio delle coloriture stilistiche)] le recitationes: si tratta della lettura di brani letterari ad opera dell'autore davanti a un pubblico di invitati, in sale pubbliche o teatri. La letteratura diventa spettacolo e il letterato finisce per comportarsi come una sorta di prestigiatore della parola: la letteartura diventa performance. [Tacito, Dialogus de oratoribus: analizza le cause della decadenza dell'eloquenza a Roma. Cfr discorso di Materno: una grande oratoria era possibile solo con la libert, o piuttosto con l'anarchia, che regnava al tempo della repubblica, nel fervore dei tumulti e degli scontri civili: divine anacronistica, e sostanzialmente non pi praticabile, in una societ tranquilla e ordinata come quella dell'Impero. La pace che esso garantisce deve essere accettata senza rimpianti: indiscutibile necessit dell'impero come unica forza in grado di salvare lo stato dal caos delel guerre civili. Il principato restringe lo spazio per l'oratore e l'uomo politico, ma al principato non esistono alternative]

LA TRAMA L'opera un lunghissimo frammento narrativo, residuo di una narrazione molto pi lunga. Siamo di fronte a un frammento di narrazione (parte dei libri 14 e 16 e la totalit del libro 15): la parte pi integra il famoso episodio della Cena di Trimalcione. Il testo che abbiamo era preceduto da un lunghissimo antefatto (narrato in 14 libri) e seguito da una parte di lunghezza per noi imprecisabile. Non sappiamo, dunque, di quanti libri fosse composto il romanzo..

Il Satyricon un romanzo dalla "forma aperta" 1 terzetto amoroso: Encolpio (studente squattrinato e stravagante) Gitone, (bel giovinetto) Ascilto 2 terzetto amoroso: EncolpioGitone, Eumolpo (poeta vagabondo) Encolpio attraversa una successione indiavolata di peripezie. Il ritmo del racconto variabile: talora scarno e riassuntivo, a volte lentissimo e ricco di dettagli realistici ( Cena di Trimalcione) L'azione si svolge: a) all'inizio in una Graeca urbs (citt non meglio identificata posta sul litorale campano) b) prosegue sul mare aperto, a bordo della nave di Lica (mercante) diretta a Taranto c) si conclude a Crotone, dove il naufragio ha condotto Encolpio, Gitone, ed Eumolpo PARTE a) (1) all'inizio una matrona di nome Quartilla coinvolge Encolpio, Gitone ed Ascilto in un rito in onore del dio Pripo. I tre riescono a sfuggire, in un secondo tempo, ai capricci lussuriosi di Quartilla (2) Appena sfuggiti a Quartilla i tre vengono scritturati per un banchetto in casa di Trimalcione, un ricchissimo liberto dalla sconvolgente ricchezza (3) La rivalit omosessuale tra Encolpio e Ascilto precipita: i due, gelosi dell'amico Gitone, hanno un violento litigio e Ascilto si porta via il ragazzo. (4) Encolpio, affranto, entra per caso in una pinacoteca e qui conosce Eumolpo, poeta vagabondo, uomo anziano, insaziabile come letterato e come avventuriero. [ * Eumolpo esibisce le sue doti poetiche e recita una sua composizione: La presa di Troia] (5) Dopo varie peripezie, Encolpio riesce a recuperare Gitone e a liberarsi di Ascilto. Ma

scopre in Eumolpo un nuovo aspirante alle grazie di Gitone (= nuovo terzetto amoroso) PARTE b) (6) I tre lasciano precipitosamente la Graeca urbs e si imbarcano in incognito su una nave mercantile: quella del mercante Lica, che ha motivo di vendicarsi su Encolpio. Eumolpo svaga i compagni di viaggio raccontando la piccante novella della Matrona di Efeso. Encolpio ormai in balia della vendetta di Lica, quando interviene una provvidenziale tempesta. Lica viene spazzato in mare, la nave cola a picco e i tre si ritrovano soli sulla riva. PARTE c) (7) Sono a Crotone, citt tutta rivolta a una pratica particolare: la caccia all'eredit. I cacciatori di testamenti colmano di onori e di favori i ricchi senza eredi, per ottenerne le eredit. Eumolpo recita allora la parte del vecchio facoltoso e senza eredi: Gitone e Encolpio impersonano i suoi schiavi. In principio la commedia di Eumolpo funziona e i tre vivono comodamente alle spalle dei cacciatori di testamenti. Encolpio abbandonato durante un'avventura con una donna dalle sue facolt sessuali e si sottopone a umilianti pratiche magiche per riacquistare la virilit. Intanto la commedia di Eumolpo comincia a incrinarsi: Crotoniani stanno per scoprire il raggiro [* Mentre si dirigono a Crotone, Eumolpio tiene una lezione sulla poesia epica e declama un lungo poemetto sulla guerra tra Cesare e Pompeo: il Bellum civile]