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dal: Mal D'amore Cap.1from Beyond Psychology cap 16 q.

IL VUOTO E LA SUA PIENEZZA

Per anni ho riflettuto su quello che mi sembra essere il messaggio primario per essere veramente sani: ama te stesso. Quando ero un terapista, ascoltavo tutto il giorno frasi del tipo: Odio me stesso, mi rincresce per me stesso, sono orgoglioso di me stesso, voglio distruggermi, mi sento bene con me stesso, cos ho iniziato a chiedermi: chi questo s? Mi piace immensamente sentirti dire che non esiste alcun s, mi sembra cos liberatorio. Puoi parlarne pi approfonditamente?

Lintero mondo della terapia ha perso la propria rotta su questunico punto: ama te stesso. Socrate diceva: Conosci te stesso. E ci sono stati Maestri, in particolare nella tradizione Sufi, che hanno detto: Sii te stesso, ma esistita solo una persona, in tutta la storia dellumanit, Gautama il Buddha, che ha detto: Non esiste alcun s. Voi siete un vuoto, assoluto silenzio, un non-essere. Il suo messaggio stato fermamente osteggiato da tutte le tradizioni, poich tutte dipendevano, in un modo o nellaltro, dallidea del s. Forse differivano in alcuni punti, ma su uno erano tutte concordi, e cio lesistenza del s. Perfino persone come George Gurdjieff, sebbene parlasse di unidea del tutto nuova, e cio che tu non nasci con un s, ma te lo devi guadagnare Merita te stesso anche lui, alla fine, si aren con lidea del s. Gautama il Buddha non fa alcuna differenza tra il s e lego, e di fatto non ce ne sono. Fare simili distinzioni puro sofisma, semplice ginnastica verbale; in questo modo, puoi scaricare lego e salvare il s. Ma questo solo un altro nome per definire lego: stai solo cambiando nomi, e ci non implica alcuna trasformazione dellessere. Il messaggio di Buddha incredibilmente significativo: tu sei un vuoto, non esiste alcunch in te che possa definirsi un io! Guardando questa verit dalla prospettiva della mia visione, quando io vi dico: Fondetevi, dissolvetevi nellesistenza, sto dicendo semplicemente la stessa cosa in termini pi positivi. Buddha ne parlava in maniera cos negativa da frenare molte persone, perch, ovviamente, sorse linterrogativo: Se non esiste alcun s, perch preoccuparsi? Cosa c da realizzare? Tanti sforzi per arrivare semplicemente a sapere di non essere?

Unintera vita di disciplina, uno sforzo immane per meditare e il solo risultato che si consegue la conoscenza di non esistere? Non sembra ne valga la pena! Quanto meno, senza meditazione, senza disciplina, provi un senso nellesistere, per quanto minimo. Pu essere falso, ma almeno non ti senti vano e vuoto. Sapendo di non essere, come vivrai? Da quel nulla non potr scaturire nessun amore, nessuna compassione, nessuna possibilit di alcun tipo! Dal nulla fuoriesce solo il nulla. Pertanto, chi criticava il Buddha, descrisse il suo metodo come una forma sottile di suicidio spirituale, di gran lunga pi pericoloso del comune suicidio. Col suicidio tu sopravvivi, rinascerai semplicemente, prenderai solo una nuova forma. Con Buddha commetterai un suicidio totale, un assoluto annullamento. Di te non rester pi nulla, di te non si sapr pi nulla, non verrai mai pi ritrovato. Di fatto, non sei mai esistito! Il buddhismo mor in India, e una delle ragioni fondamentali fu il modo in cui Buddha espose la sua filosofia. In ogni caso, capisco il motivo per cui insistesse tanto sulla negazione: infatti, tutte le altre filosofie erano positiviste, e il loro positivismo dava vita a ego sempre pi forti e solidi. Vedendo che quel positivismo dava idee tanto egoiche, e che quel fatto diventava un ostacolo frapposto tra te e lesistenza, Buddha and allaltro estremo. Per fermare questa idea, divenne totalmente negativo. N lo si pu biasimare, perch le ideologie positiviste si trovavano in un dilemma strano: devi lasciar cadere lego per trovare il s, devi lasciar cadere lego per diventare Dio, devi lasciar cadere lego per trovare la liberazione suprema ma la liberazione di chi? La liberazione del proprio s. Dunque, ci si trovava di fronte a qualcosa da conquistare, ma ogni conquista sempre dellego. Non esiste alcuna meta, e la meta sempre qualcosa di egoico. Vedendo questo stato di cose, Buddha disse: Non esiste alcun s. Non c nulla da conseguire, e non c alcuna meta da trovare. Voi non siete mai esistiti, non esistete, e non esisterete mai. Potete solo immaginare, potete solo sognare di esistere. famosa la storia di Chuang Tzu. Non mi stanco mai di narrare le sue storie, perch in esse vi sempre qualche aspetto recondito da esplorare, ogni volta posso leggerle sotto nuove luci, con nuove prospettive. Un mattino si svegli, chiam i suoi discepoli e disse loro: Sono in gran difficolt e voi mi dovete aiutare. I discepoli dissero: Noi siamo venuti per essere aiutati da te, e tu vuoi il nostro aiuto? Chuang Tzu disse: Finora andato tutto bene, ma questa notte qualcosa mi ha sconvolto: ho sognato che ero diventato una farfalla. Tutti risero, e dissero: Che assurdit! Sognare non crea mai alcun fastidio. Chuang Tzu disse: Lha creato, perch ora penso che forse sono una farfalla che pensa, che sogna di essere Chuang Tzu. Ebbene, chi sono? E per poter vivere devo essere sicuro di chi sono: sono Chuang Tzu o sono una farfalla? Sembra una cosa assurda, ma di fatto fa affiorare lassurdit della logica. Se una farfalla non pu sognare di essere Chuang Tzu, come pu Chuang Tzu sognare di essere una farfalla? E se Chuang Tzu pu sognare di

essere una farfalla, non c alcuna obiezione logica al fatto che una farfalla si sia addormentata al Sole del mattino su un fiore bellissimo, e ora stia sognando di essere Chuang Tzu. Nessuno dei suoi discepoli pot aiutarlo. Per secoli i taoisti hanno usato questa storia come un koan, perch irrisolvibile, ma per Buddha non cos. Chuang Tzu e Gautama il Buddha erano contemporanei, ma distanti fra loro; uno viveva in Cina, laltro in India. Erano divisi dalla grande catena himalayana, per cui non cerano comunicazioni di sorta; altrimenti Buddha avrebbe risolto il problema di Chuang Tzu, poich egli afferma: Entrambi sono sogni. Non importa se Chuang Tzu sogna di essere una farfalla, o se la farfalla sogna di essere Chuang Tzu, entrambi sono sogni. Semplicemente, voi non esistete. Molti si avvicinarono a Buddha e poi si allontanarono da lui, perch nessuno pu fare del nulla la propria realizzazione esistenziale, a che scopo? Tanta disciplina e tanto preoccuparsi per entrare in meditazione, solo per scoprire di non esistere che uomo strano, questo Gautama il Buddha! Se andiamo bene cos come siamo, che bisogno c di scavare tanto profondamente, solo per scoprire che non esiste nulla? Se anche stiamo sognando, quanto meno c qualcosa. Il mio approccio lo stesso, ma la prospettiva del tutto diversa. Io vi dico che non avete un s, perch siete parte delluniverso; voi non siete nulla. Solo luniverso pu avere un s, pu avere un centro, solo il Tutto pu avere unanima. La mia mano, le mie dita, non possono avere unanima; poich solo ununit organica pu avere unanima, e noi siamo solo delle parti: esistiamo, ma siamo solo delle parti; per questo non possiamo rivendicare di avere un s. Pertanto, Buddha ha ragione: non esiste alcun s; ma in questo modo non aiuta la gente, non aiuta tutti i poveracci, incapaci di comprendere le diverse implicazioni di questa affermazione. Io vi dico: Voi non avete un s, perch siete parte di un s pi grande, del Tutto. Non potete avere alcun s separato e privato, tutto vostro. In questo modo viene tolta la negativit, e non viene indotto in voi il desiderio positivo di diventare sempre pi egoisti. Evita entrambi gli estremi e mette a fuoco un nuovo approccio esistenziale: luniverso , io non sono. E qualsiasi cosa accada, e sembra essere in me, in quanto me, semplicemente universale. Definirlo io, significa sminuirlo. Questo ci che lo falsifica, non corrisponde alla realt. Definirlo s lo rende irreale, perch il s pu esistere solo se si totalmente indipendenti, e voi non lo siete. Neppure per lo spazio di un respiro, voi siete indipendenti. Neppure per la frazione di un attimo voi siete indipendenti dal Sole, dalla Luna, dalle stelle. Il Tutto dona il suo contributo costantemente, ecco perch voi esistete. Riconoscerlo non una perdita, una conquista; tuttavia, non affatto una conquista dellego. Se riesci a cogliere questa sottigliezza comprendere di essere parte del Tutto, che il Tutto ti appartiene, che tu appartieni al Tutto, unincredibile realizzazione. Ci nonostante, questa incredibile realizzazione non implica neppure lombra del s. una delle comprensioni pi elevate: noi non siamo separati; non siamo separati dalle montagne, non siamo separati dagli alberi, non siamo separati dagli oceani, non siamo separati da nessuno e da nulla. Siamo tutti interconnessi, intessuti in ununit. Ci che si guadagna da questa comprensione immenso, ma non esiste alcun senso dellio, di me, del mio. Per ci che concerne queste cose, si ha solo un assoluto silenzio e un vuoto. Ma questo vuoto non semplice assenza o mancanza.

Potremmo svuotare questa stanza possiamo togliere tutti i mobili, svuotarla da tutto ci che la riempie e chi entra dir: La stanza vuota. Questo un modo di vedere le cose, ma non quello giusto. Il modo giusto questo: adesso la stanza piena di vuoto. Prima, il vuoto era ostacolato, spezzato in frammenti a causa dei tanti mobili raccolti, e quellinfinit di oggetti gli impediva di essere una cosa sola: ora ununit. Anche il vuoto esiste. esistenziale; lassoluta assenza di cose non significa che non esista. Una persona vuota di gelosia diventer colma damore, qualcuno vuoto di stupidit diventer pieno di intelligenza. Ogni vuoto ha la propria pienezza. E se non riesci a cogliere la pienezza che affiora con ogni vuoto, in maniera del tutto oggettiva ed evidente, sei cieco.

Non esiste alcun s. Questo porta un gran sollievo: non lo dovete amare, non lo dovete odiare, non lo dovete accettare, o rifiutare, non dovete fare nulla; semplicemente non esiste. Potete rilassarvi, e in questo rilassamento ci si fonde con luniverso. In questo caso il nulla diventa il Tutto. Buddha era estremamente avaro, non avrebbe mai detto che il nulla il Tutto. E lo sapeva: impossibile che un uomo che conosce il nulla a tali profondit non conosca anche il rovescio della medaglia il Tutto. Ma era molto avaro; e un motivo cera: nel momento in cui affermi questa parola Tutto, immediatamente lego si sente a proprio agio. Lego dice: Allora non c nulla da temere; hai conseguito il Tutto. Il nulla era un pericolo, il Tutto d speranza, ecco perch Buddha insisteva tanto nel negare qualcosa che in definitiva reale. Conduceva la gente verso quella comprensione, ma la negava perch nel momento in cui si afferma che il nulla diventa il Tutto, le persone iniziano a fuorviare. Ma io vorrei dirvi lintera verit. Un giorno Buddha stava attraversando una foresta. Si era in autunno e lintera foresta era coperta di foglie secche, e il vento sollevava quelle foglie morte, portandole qui e l, creando una musica squisita il semplice camminare su quel tappeto era una gioia. Ananda chiese a Buddha: Posso chiederti una cosa non c nessuno che ci ascolti, e solo di rado ho lopportunit di stare solo con te. Sebbene stia con te ventiquattro ore al giorno, c sempre qualcuno che, ovviamente, vuole parlare, chiedere per lui unopportunit, visto che io sono sempre con te, ed giusto che abbia una priorit. Ma oggi non c nessuno e vorrei chiederti: hai detto tutto ci che sapevi? Oppure hai trattenuto qualcosa, non hai voluto rivelarla? Buddha si pieg a terra e si riemp la mano con un mucchio di foglie morte. Ananda chiese: Cosa stai facendo? Egli disse: Sto cercando di rispondere alla tua domanda. Cosa vedi nella mia mano? E Ananda disse: Vedo alcune foglie. ****Buddha disse: E cosa vedi in tutta la foresta?

Ananda disse: Milioni e milioni di foglie morte. Buddha disse: Ci che ho detto pari a questo semplice mucchio di foglie, e ci che non ho detto equivale alle foglie che vedi in tutta la foresta. Ma il mio desiderio condurvi alla foresta, e lasciarvi l ad ascoltare la musica del Tutto, a camminare e a correre sulle foglie secche, come bambini. Non voglio darvi le poche foglie che ho in mano. Voglio darvi il Tutto. E questa anche la mia comprensione: potete aver fiducia in me, oppure no, ma io ho fiducia in voi. Potete trasformarvi, oppure potete perfino diventare miei nemici, ma la mia fiducia in voi rimarr sempre la stessa. Poich la mia fiducia non qualcosa legato a condizioni che dovete adempiere, non dipende affatto da voi. La mia fiducia la mia gioia, e io voglio darvi il Tutto. Il nulla parte della verit; immensamente rivelatrice, ma che lascia qualcosa di simile a una ferita, qualcosa di inappagato. Verrete sollevati, vi rilasserete, ma ancora cercherete qualcosa, perch il vuoto non pu diventare la fine! Laltra parte, il Tutto, deve esservi reso disponibile. Allora il vostro vuoto sar pienezza: colmo del Tutto. In questo caso, il nulla Tutto. Non semplice nulla, Tutto. Questi sono i momenti in cui i termini contraddittori vengono trascesi, e ogni volta che si trascende qualsiasi termine contraddittorio ci si illumina. Non importa quale sia la contraddizione, qualsiasi trascendenza di contraddizioni porta lilluminazione. E questa una delle contraddizioni fondamentali: il vuoto e il Tutto. La trascendenza non richiede altro che una comprensione silenziosa.

(Tratto da: Beyond Psychology Cap.16 Q.1)