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Battaglia di Fornovo (Emilia Romagna)

Data 6/07/1495 Luogo Fornovo sud est di Parma Contendenti Milano, Venezia / Francia Forze in campo 12.500 / 5.000 Perdite 3.300 tra morti e feriti /400 tra morti e feriti Esito vittoria strategica italiana

Carlo VIII di Francia , sognava una crociata con la quale riconquistare Gerusalemme , per fare questo, riteneva necessario avere una base pi vicina dalla quale partire, come era a suo modo di vedere il Regno di Napoli , sul quale vantava nebulosi diritti di parentela. Inizialmente, per ragioni opportunistiche, Milano e Venezia lasciarono passare linvasore , Firenze si oppose, come anche il Papa e Napoli , i cui piccoli eserciti, mandati ad intercettare il francese, vennero travolti. Il 22 febbraio 1495 i francesi presero Napoli con una facilit che mise in allarme tutta la penisola . Vennero allora messe momentaneamente da parte le beghe di parte e fu costituita una lega antifrancese di cui fanno parte oltre al papa ,a Venezia e a Milano, anche la Spagna, lInghilterra e lImperatore Massimiliano I , anche se lesercito che affronter Carlo sar composto per lo pi di Veneziani e altri mercenari: italiani e greco albanesi, guidati da Francesco II di Gonzaga, Duca di Mantova . Carlo a quel punto desiderava solo tornare in patria col ricco bottino che si era procurato ma a

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Battaglia di Fornovo (Emilia Romagna)

Fornovo di Taro , circa 30 km a sud ovest di Parma, era atteso dallesercito raccolto dal Gonzaga col quale fu costretto ad ingaggiare battaglia . Durante lo scontro, proprio quando questo stava per arridere agli italiani, molti dei mercenari , dei veneziani e non solo, notato che la guardia al bottino francese stava fronteggiando attacchi di cavalleria, uscirono dagli schieramenti e si diressero al saccheggio, chi riusc a prendere qualcosa, ritenendosi personalmente vittorioso, disert. Quella che poteva essere una decisa vittoria si trasformo in una sanguinosa lotta che caus ingenti perdite da ambo le parti. Carlo chiese ed ottenne una tregua dagli italiani, ma nella notte tra il 7 e l8 luglio , fugg , lasciando i nemici padroni del campo. Perse tutto il bottino e le salmerie, col grave problema di non sapere come pagare i mercenari, questo, unito alle perdite subite, diede un duro colpo allefficienza dellesercito Francese. Carlo si ritir presso Asti dove si chiuse lasciando cadere nel vuoto il grido di aiuto levatosi dal Duca d'Orleans , asserragliato a Novara ed assediato dalla Lega Antifrancese . Carlo non combatt pi, si diresse a Torino dove negozi con Ludovico il Moro il suo ritorno in Francia prima che i passi alpini divenissero impraticabili, ottenne il via libera e il 22 ottobre torn in Francia. Una curiosit, nel bottino che gli italiani strapparono al re di Francia, figuravano anche lelmo dello stesso re, la sua raccolta personale di disegni erotici e due bandiere reali. Le conseguenze di questo conflitto furono nefaste per la Francia ma disastrose per lItalia, i popoli europei si resero conto che lItalia era ricca ma politicamente frammentata e debole , difesa per lo pi dai mercenari dei vari signori e signorotti, questo, unito alla brama e cupidigia dei suoi vicini, la trasform in terra di scontri e di conquista.

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