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Guida alla lettura di Mente e Mondo Fisico di J.

Kim
Vittorio Morato capitolo IV

Il modello di riduzione di Nagel

Al centro di questo modello ci sono le leggi ponte. Date due teorie, formulate in un certo vocabolario, le leggi ponte sono dei bicondizionali che riducono ogni predicato primitivo di una teoria ad un predicato co-estensivo nella teoria che riduce. Lenfasi di Nagel non era tanto sui bicondizionali quanto sulla derivabilit`. a Questo modello presuppone che si abbia una formulazione completa delle due teorie. N` la psicologia n` la neurobiologia, invece, sembrano essere delle teorie e e complete. Questa sembra essere la metodologia: Comunque, date due teorie T1 e T2 entrambe vere; si assuma di voler ridurre T1 a T2 ; si consideri L una legge di T1 . Si possono vericare due casi: o si deriva L da T2 per mezzo delle leggi ponte o no. Se ci si riesce, allora la riduzione riesce; se non ci si riesce, allora si riscriva L nel vocabolario di T2 , usando le leggi ponte come denizioni e si aggiunga la riuscrittura di L a T2 ; anche in questo caso L sarebbe derivabile in T2 via le leggi ponte. Si consideri, allora una legge ponte della forma M se e solo se F ; ci si deve porre tre importanti questioni: Il problema della disponibilit`: Questo problema ` generato dalla a e realizzabilit` multipla. Se M ` una propriet` funzionale che ` realizzata da a e a e un grande numero di propriet` di primo livello F1 , . . . , Fn , non ` possibile a e trovare per M un solo correlato F . Da notare che la realizzabilit` multipla a non ` un argomento per mostrare che non ci sono leggi che correlano il e mentale ed il sico: Fi M ` pur sempre una legge. e Due possibili risposte: strategia disgiuntiva: le leggi ponte sono della forma M se solo se F1 , oppure F2 , . . . limitarsi a cercare leggi ponte relative a singole specie: le leggi ponte avrebbero, allora la seguente forma Se x ` umano, allora M se e e solo se F . Il problema di questa soluzione `, per` che la realizzabilit` e o a multipla pu` essere anche intra-specica o 1

Il problema dellesplicativit`: il modello di riduzione nageliano utia lizza le leggi ponte per fare le riduzioni, ma sono proprio queste leggi ponte che andrebbero spiegate; quel che vogliamo sapere ` proprio perch` e e il dolore ` correlato alla stimolazione delle bre-c non tanto quello che e deriva da ci`. Il fatto di postulare le correlazioni non ci spiega perch` ci o e sono proprio quelle correlazioni. Quindi, anche se avessimo un sistema completo di correlazioni, avremmo comunque un sacco di misteri Il problema ontologico: quel che ci si aspetta da una teoria riduzionista sono semplicazioni concettuali o ontologiche; ma se le leggi ponte sono bicondizionali della forma M se e solo se F che sono veri solo contingentemente, allora non porteranno n` ad una semplicazione concettuale (se e riguardano predicati) n` ontologica (se riguardano propriet`). Se non c` e a e semplicazione ontologica e concettuale, allora si rischia di trovarsi anche pi` leggi poich` abbiamo aggiunto al computo anche le leggi ponte. u e La povert` del tipo di riduziona ` la Nagel si vede anche dal fatto che nulla a a in teorie come lemergentismo o teorie del doppio aspetto esclude che si possano trovare delle correlazioni.

Il modello funzionale di riduzione


per ridurre una propriet` M ad un dominio di propriet`, dobbiamo a a prima di tutto ricostruire M in maniera relazionale, estrinseca, ossia ricostruire M come una propriet` di secondo livello denita a in base al suo ruolo causale. Avere M , quindi, divente avere una propriet` con un certo potenziale causale. Se F ` la propriet` a e a che soddisfa le richieste causali di M allora possiamo dire di aver ridotto M a F . M ` la propriet` di avere un certo ruolo causale H e a e F ` una propriet` che soddisfa tale ruolo causale. e a In questo modo: M ` la propriet` di avere F ; ma poich` la propriet` di avere F = F , e a e a allora M = F .

Il modello funzionale di riduzione funziona nel seguente modo:

Il passo fondamentale, ` ovviamente quello della funzionalizzazione della e propriet` M . a Da notare che visto che M ` denita nei termini delle sue relazioni causali con e altre propriet` e poich` ` un fatto contingente che una certa propriet` F soddis a ee a il ruolo causale di M , lidentit` tra M e F ` contingente (poich` dipendono dal a e e tipo di leggi prevalenti; se ci fossero state altre leggi, unaltra propriet` avrebbe a soddisfatto il ruolo causale di M ). Sebbene siano in assoluto delle identicazioni contingenti, per`, esse sono o nomologicamente necessarie, poich` dato unu certo sistema di leggi, M = F ` e e necessaria. Le riduzioni che avvengono in seguito a funzionalizzazione sono solo nomologicamente necessarie e non anche metasicamente necessarie.

Ovviamente non tutte le riduzioni sono solamente nomologicamente necessarie ma solo quelle funzionali. La morale da trarre da queste considerazioni ` la seguente: e se il mentale ` suscettibile di funzionalizzazione, ossia se il funzioe nalismo ` vero, la riduzione (funzionale) delle propriet` mentali a e a quelle siche `, almeno in linea di principio, possibile. C` un sene e so in cui il funzionalismo, normalmente considerato come una delle forme pi` ranate di sicalismo antiriduzionista pu` essere visto cou o me una teoria sostanzialmente riduzionista. La riduzione delle propriet` mentali a quelle siche ` possibile solo se si ha una concezione a e funzionalista della mente. Lunico vero problema, nella strada della riduzione funzionale del mentale al sico, sono i qualia; sembrano infatti concepibili delle situazioni in cui possiamo concepire delle situazioni in cui ci siano nostre repliche siche ma in cui i qualia siano distribuiti diversamente (spettro invertito) o in cui siano assenti (zombies). Il problema deriva dal fatto che sembra impossibile caratterizzare i qualia indipendentemente dalle loro propriet` intrinseche. Non ` possibile una a e spiegazione funzionale dei qualia. Per Kim, le propriet` intenzionali della mente sono invece, in linea di prina cipio funzionalizzabili. Una intuizione che Kim ore a favore del disanalogo trattamento che pu` rio cevere lintenzionalit` dai qualia ` che mentre se qualcuno dovesse creare un meca e canismo che possa percepire dolore costruirebbe qualcosa di simile ad organismi come gli umani, se qualcuno dovesse creare un meccanismo dotato della capacit` a di ricevere informazioni, di memorizzarla e di fare inferenze, non si orienterebbe necessariamente a costruire una replica di organismi/sistemi esistenti.

Concetti funzionali, propriet` funzionali a

Sembra porsi un problema: se M ` una propriet` di secondo livello e F ` una e a e propriet` di primo livello, se M ` una propriet` denita in base al ruolo causale, a e a ossia in base alle proprie caratteristiche relazionali/estrinseche e F , invece, una propriet` intrinseca: come ` possibile che M e F siano identiche. a e Se M ` una propriet` funzionalizzata, essa ` ottenuta per mezzo di una quane a e ticazione esistenziale su altre propriet`. Ma una quanticazione esistenziale su a propriet` non pu` generare unaltra propriet`. a o a Non c` quindi bisogno di pensare ad M come ad una propriet` realmente e a esistente. Per questo motivo, dice Kim, sarebbe molto pi` plausibile parlare di descriu zioni o concetti di secondo ordine. Per riassumere quello che si ` dimostrato ` che: e e una riduzione per mezzo di leggi ponte non ` in grado di spiegare e nulla poich` presuppone proprio quel che si deve spiegare. Lunico e modo per rendere le leggi ponte esplicative ` elevarle ad identit`; e a per fare ci`, per`, ` necessario funzionalizzare le propriet` mentali o o e a e caratterizzarle come propriet` di secondo livello realizzate da proa ` u priet` di primo livello. E pi` plausibile, per`, parlare di concetti a o funzionali o designatori di secondo livello di propriet` a 3

Largomento delle sopravvenienza rivisitato

Il problema della sopravvenienza si risolve pensando che le propriet` mentali a funzionalizzate sono propriet` di secondo livello, ossia propriet` di propriet` a a a siche. Se ci` ` vero, allora esse contano come propriet` siche esattamente o e a come le propriet` siche di propriet` di primo livello. a a Ma se sono propriet` siche di secondo livello, per`, esse avranno esattaa o mente propriet` causali delle pripriet` di primo livello dau cui sono generate. a a Le propriet` mentali funzionalizzate, quindi, non hanno poteri causali diversi a dalle propriet` siche di primo livello che soddisfano il loro ruolo causale. a Non ci sono, quindi, problemi che riguardano i poteri causali delle propriet` a mentali, essi sono esattamente gli stessi dei loro realizzatori. La funzionalizzazione, quindi, permette di evitare largomento della sopravvenienza. Ovviamente, nel caso ci siano delle propriet` mentali che sopravvengono alle a propriet` siche ma che non sono funzionalizzabili (come, ad esempio, i qualia) a il problema ` destinato a ripresentarsi. e