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Equazione della corda vibrante ssata agli estremi

Una corda elastica ssata ai due estremi, pizzicata in modo da eseguire piccole
oscillazioni rispetto allequilibrio, soddisfa lequazione dierenziale
n
tt
= c
2
n
xx
dove n(r, t) rappresenta laltezza al tempo t del punto della corda che a riposo
si trova nel punto r, e c una costante positiva con le dimensioni di una veloc-
it. Se la corda ssata agli estremi e sono note la sua congurazione iniziale
n
0
(r) e la sua velocit iniziale (che supponiamo nulla, per semplicit) la n(r, t)
soddisfer il problema di Cauchy-Dirichlet:
_

_
n
tt
= c
2
n
xx
per 0 < r < 1, t 0
n(0, t) = n(1, t) = 0 per t 0
n(r, 0) = n
0
(r) per 0 < r < 1
n
t
(r, 0) = 0 per 0 < r < 1.
Arontiamo il problema col metodo di separazione delle variabili, che consiste
nel cercare anzitutto soluzioni di forma particolare, ossia appunto a variabili
separate:
l (r, t) = A (r) T (t) .
Sostituendo nellequazione dierenziale si ha:
A (r) T
00
(t) = c
2
A
00
(r) T (t)
A
00
(r)
A (r)
=
T
00
(t)
c
2
T (t)
.
Questa uguaglianza devessere identicamente vericata per 0 < r < 1, t 0.
Daltro canto il primo membro una funzione della sola r, il secondo membro
una funzione della sola t, quindi lunica possibilit perch lidentit sussista
che ciascun membro sia costante. Si ha quindi, per qualche ` 2 R,
A
00
(r)
A (r)
= ` per 0 < r < 1
T
00
(t)
c
2
T (t)
= ` per t 0. (1)
Ricordiamo ora che devono valere le condizioni ai contorno n(0, t) = n(1, t) = 0
che si traducono in A (0) = A (1) = 0. Dunque lequazione in A e quella in T
assumono un ruolo asimmetrico, perch la prima (e solo la prima) corredata
di condizioni al contorno:
_
A
00
(r) = `A (r) per 0 < r < 1
A (0) = A (1) = 0.
(2)
Con ci abbiamo ottenuto un problema agli autovalori per loperatore dieren-
ziale
d
2
dx
2
: si cercano numeri ` 2 R (autovalori) e soluzioni A (r) non identica-
mente nulle (autofunzioni) del problema (2). Si rietta sul fatto che per ogni
1
` possiamo scrivere lintegrale generale dellequazione dierenziale, dipendente
da due costanti arbitrarie, ma non per ogni ` possibile determinare le costanti
di integrazione in modo da soddisfare le condizioni nulle agli estremi:
se ` = 0, A (r) = c
1
r +c
2
si annulla in r = 0, r = 1 solo per c
1
= c
2
= 0;
se ` 0, A (r) = c
1
c
x
+ c
2
c
x
si annulla in r = 0, r = 1 solo per
c
1
= c
2
= 0;
se ` < 0, A (r) = c
1
cos
_p
`r
_
+ c
2
sin
_p
`r
_
si annulla in r = 0, r = 1
per c
1
= 0 e per qualsiasi c
2
purch sia sin
_p
`1
_
= 0, cio ` =
n
2

2
L
2
, con
: = 1, 2, 3, ...
Abbiamo dunque ricavato autovalori e autofunzioni del problema (2):
` =
:
2

2
1
2
, A
n
(r) = c
n
sin
_
:r
1
_
, per : = 1, 2, 3, ...
(c
n
costante arbitraria). Possiamo ora risolvere lequazione (1) per questi valori
di `:
T
00
(t) =
:
2

2
c
2
1
2
T (t)
T
n
(t) = c
n
cos
_
:ct
1
_
+,
n
sin
_
:ct
1
_
e in denitiva le soluzioni a variabili separate dellequazione a derivate parziali
e delle condizioni al contorno:
n
n
(r, t) = A
n
(r) T
n
(t) = sin
_
:r
1
_
_
c
n
cos
_
:ct
1
_
+,
n
sin
_
:ct
1
__
.
Nessuna di queste soluzioni in generale soddisfer anche la condizione iniziale,
perch n
n
(r, 0) = a
n
sin
_
nx
L
_
. Lidea allora la seguente: essendo lequazione
dierenziale lineare e omogenea, con condizioni agli estremi omogenee, ogni
combinazione lineare nita delle n
n
soddisfer ancora equazione e condizioni
al contorno. Possiamo cercare una serie innita di queste soluzioni che per
unopportuna scelta dei coecienti c
n
converga ed assuma anche la condizione
iniziale. Scriviamo dunque
n(r, t) =
1

n=1
sin
_
:r
1
_
_
c
n
cos
_
:ct
1
_
+,
n
sin
_
:ct
1
__
(3)
e imponiamo le condizioni iniziali:
n(r, 0) =
1

n=1
c
n
sin
_
:r
1
_
= n
0
(r) per 0 < r < 1 (4)
n
t
(r, 0) =
1

n=1
,
n
:c
1
sin
_
:r
1
_
= 0 per 0 < r < 1.
2
La seconda equazione dice che ,
n
= 0 per ogni :, quindi
n(r, t) =
1

n=1
c
n
sin
_
:r
1
_
cos
_
:ct
1
_
(5)
dove i coecienti c
n
vanno scelti in modo da rendere vera la (4), che assomiglia
allo sviluppo di Fourier della funzione n
0
. In realt non esattamente cos,
perch mancano i termini coseno. Procediamo a questo modo:
1. Deniamo la nuova funzione n
0
: [1, 1] !R ottenuta con una riessione
dispari di n
0
, in altre parole:
n
0
(r) =
_
n(r) per r 2 [0, 1]
n(r) per r 2 [1, 0]
Per coerenza con le condizioni agli estremi, sar n
0
(0) = 0 = n
0
(1), quindi n
0
continua in [1, 1]; la sua 21 periodizzata continua in R e regolare a tratti
in [1, 1] se n
0
era regolare a tratti in [0, 1].
2. Scriviamo lo sviluppo di Fourier di n
0
in [1, 1]. Essendo una funzione
dispari si avr:
n
0
(r) =
1

n=1
/
n
sin
_
:r
1
_
per r 2 [1, 1]
e in particolare
n
0
(r) =
1

n=1
/
n
sin
_
:r
1
_
per r 2 [0, 1] ,
con
/
n
=
4
21
_
L
0
n
0
(j) sin
_
:j
1
_
dj =
2
1
_
L
0
n
0
(j) sin
_
:j
1
_
dj
In conclusione, la funzione (5) risolve lequazione dierenziale e le condizioni
agli estremi e, scegliendo
c
n
=
2
1
_
L
0
n
0
(j) sin
_
:j
1
_
dj
risolve anche le condizioni iniziali. Il tutto, naturalmente, facendo ipotesi su-
cientemente forti sulla regolarit di n
0
, che portino la serie (5) a convergere
abbastanza velocemente da essere derivabile termine a termine il numero di volte
necessario.
Si osservi che la possibilit di risolvere il problema di Cauchy-Dirichlet col
metodo di separazione delle variabili imponendo una qualsiasi condizione in-
iziale (eventualmente soddisfacente qualche ipotesi di regolarit) si basa sul
fatto che qualsiasi funzione (abbastanza regolare) sia sviluppabile in serie di
Fourier.
3
Un altro aspetto interessante di questo problema che qualunque sia il dato
iniziale n
0
(r) , la vibrazione n(r, t) risulter sempre periodica, di periodo T =
1, (c), e pi precisamente risulter data dalla sovrapposizione di (in generale
innite) vibrazioni armoniche elementari,
sin
_
/
1
r
_
cos
_
/c
1
t
_
per / = 1, 2, 3, ...
Ognuna di queste ha periodo T
k
= 1, (/c) e frequenza i
k
= /c,1, in parti-
colare: le frequenze delle armoniche sono tutte multiple intere della frequenza
fondamentale i
1
= c,1. Dal punto di vista musicale, la frequenza fondamen-
tale la nota pi bassa, eettivamente percepita dallorecchio, e le armoniche
superiori arricchiscono il suono dandogli un timbro caratteristico.
Nella /-esima vibrazione armonica ci sono in tutto / + 1 punti della corda
equispaziati che non vibrano, i due estremi e / 1 nodi interni: sono i punti
r
k;h
=
/
/
1 per / = 0, 1, 2, ..., /.
Lanalisi di Fourier ci insegna che pi regolare n
0
, pi velocemente ten-
deranno a zero i coecienti a
k
. Questo signica che pi regolare la curva che
descrive la condizione iniziale, minore sar il numero di termini, nella serie che
assegna n, necessari per approssimare accuratamente n stessa; in questo caso si
dice che n ha poche armoniche, o anche che povera di frequenze alte. In
realt pu averne innite, ma signica che queste sono di ampiezza trascurabile
rispetto allampiezza della frequenza fondamentale.
4

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