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IL CASO ITALIA LE CONDIZIONI ANTIDEMOCRATICHE DELLE ELEZIONI 2013 Il 24 febbraio 2013 si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento

e lelezione diretta dei Presidente e dei consiglieri delle Regioni Lazio, Lombardia e Molise. In tutti e tre i casi si tratta di elezioni anticipate. Lintero procedimento elettorale connotato dallassenza delle condizioni minime di democraticit riconosciute a livello internazionale e dalla violazione sistematica -e priva di sanzioni appropriatedelle leggi poste a garanzia della regolarit del processo elettorale, dal sistema di voto alle modalit di accesso alle elezioni sino alla campagna elettorale vera e propria. Ad oggi, le condizioni in cui si arriver al voto non assicurano il diritto a libere elezioni e il rispetto del principio del suffragio universale, eguale e libero. La manipolazione del diritto elettorale Il diritto elettorale stato modificato in prossimit delle elezioni sia per quanto riguarda le elezioni politiche nazionali che per le elezioni regionali, di indubbia rilevanza politica. La Regione Lombardia ha modificato il sistema elettorale solo il 31 ottobre 2012 1 mentre la Regione Lazio ha modificato il numero di consiglieri da eleggere addirittura il 1 dicembre 2012. 2 Quanto alle elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano, il diritto elettorale stato modificato con un decreto legge del Governo intervenuto il 18 dicembre 2012. Sino ai primi giorni del mese di dicembre 2012, peraltro, lo stesso sistema elettorale stato incerto: la spinta pubblica e convergente verso una sua modifica -da parte delle forze della maggioranza parlamentare e del Presidente della Repubblica- ha disorientato lelettore ingenerando la convinzione che le modiche del diritto elettorale siano uno strumento che coloro che esercitano il potere manovrano a proprio favore. Inoltre, lincertezza sul sistema di voto ha impedito alle forze politiche di minoranza di organizzarsi in tempo utile, mentre il venire meno di una serie di garanzie previste dalla legge hanno sostanzialmente costruito un sistema elettorale differente da quello previsto. La situazione descritta si pone in aperto contrasto con il principio di stabilit del diritto elettorale -in base al quale gli elementi fondamentali non devono poter essere modificati nellanno che precede il voto- elaborato dalla Commissione di Venezia e fatto proprio dal Consiglio dEuropa e dalle

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Legge regionale 31 ottobre 2012, n 17 In questo caso latto che ha modificato la legge elettorale stato adottato illegittimamente dal Presidente regionale in contrasto con lo Statuto e e sulla base di un decreto legge del Governo intervenuto su materia coperta da riserva di legge regionale.

sentenze della Corte europea dei diritti delluomo3. Si tratta di una situazione che pone le forze politiche in condizioni non eque per concorrere nelle lezioni del prossimo 24 e 25 febbraio. La manipolazione del diritto elettorale in Italia non un fatto episodico: tutte le elezioni degli ultimi otto anni sono state sistematicamente caratterizzate dalla modifica delle leggi elettorali pochi mesi prima del voto. 4 Sotto diverso aspetto, il sistema di attribuzione dei seggi del Senato rimane incerto perch spetter a ciascun ufficio elettorale regionale decidere linterpretazione della norma relativa alla soglia di sbarramento. In questo modo, il risultato elettorale potr essere alterato a posteriori, come accadde alle elezioni politiche del 2006. Non inoltre possibile fare appello a un tribunale per le decisioni prese dal Parlamento in merito ai risultati e ai reclami post-elettorali. La data del voto La data del voto (da cui dipendono tutti gli adempimenti per la presentazione delle liste) stata oggetto di continue variazioni, mutando ogni giorno sulla base di atti e dichiarazioni pubbliche delle stesse istituzioni. Dopo che per mesi il Presidente della Repubblica ha espresso lindicazione pubblica perch la legislatura compiesse il suo regolare corso, cos prevedendo il voto nel mese di aprile 2013, lo stesso Presidente lo scorso 16 novembre 2012 ha indicato nel 10 marzo 2013 la data dellelezione, salvo condizionarla allapprovazione di una nuova legge elettorale (!). Successivamente, stata indicata la data del 24 febbraio prima e del 17 febbraio poi come data del voto, infine il 3 marzo per poi tornare al 24 febbraio. Solo il 22 dicembre 2012, infine, stata fissata nel 24 febbraio 2013 la data per le elezioni politiche. La data delle elezioni politiche condiziona anche le elezioni Regionali perch le istituzioni hanno scelto di farle tenere nello stesso giorno. In realt, lelection day limita la libert di voto degli elettori e li disorienta, in quanto sovrappone elezioni che avvengono con sistemi elettorali molto diversi e riduce gli spazi di campagna elettorale. Laccesso alle elezioni La disciplina della presentazione delle candidature non garantisce i diritti di elettorato attivo e passivo, anche a causa della condotta delle istituzioni che non ottemperano ai loro obblighi di legge. Per la presentazione delle liste elettorali la legge prevede la raccolta di 180 mila sottoscrizioni di elettori divise per circoscrizione (120 mila per la Camera e 60 mila per il Senato) e autenticate alla presenza di un pubblico ufficiale. Quattro partiti sono invece esonerati dalla raccolta.

Si veda, da ultimo, la sentenza della Corte europea dei diritti delluomo del 6 novembre 2012, causa Ekoglasnost c. Bulgaria 4 gi successo alle elezioni regionali del 2005 e del 2010, alle elezioni politiche del 2006, e del 2008, alle elezioni europee del 2009.

Da anni in Italia lonere della raccolta firme si trasformato in uno strumento per impedire ad alcuni partiti laccesso alle elezioni e favorire le violazioni delle regole. Siccome le istituzioni competenti (Ministero degli interni, Ministero della giustizia, Comuni, Province) non organizzano un servizio pubblico di autenticazione delle firme n la televisione pubblica (RAI) informa i cittadini rispetto a questa loro prerogativa, la raccolta delle firme edunque la presentazione alle elezioni- diventa impossibile per quelle forze politiche che non dispongono di autenticatori tra i propri affiliati e che vogliono rispettare le leggi. Nella situazione attuale, la conclusione anticipata della legislatura comprime notevolmente i tempi per la raccolta delle sottoscrizioni, da raccogliere in meno di un mese, in pieno periodo invernale e sotto le feste natalizie. Una situazione senza precedenti nella storia della Repubblica confermata ammessa dallo stesso Governo che, nella presentazione del decreto legge sulle elezioni emanato il 18 dicembre 2012 ha definito numerosissime le firme da raccogliere riconoscendo che le forze politiche non hanno avviato la raccolta perch si era in attesa della riforma del sistema elettorale. Il decreto legge con cui il Governo ha dimezzato il numero di firme da raccogliere, peraltro in maniera insufficiente allo scopo e senza garantire lautenticazione delle firme, non stato ancora convertito in legge e il Governo si nel frattempo dimesso e le Camere sciolte. In ogni caso, persiste una disparit di trattamento tra le liste partecipanti alle elezioni, poich quelle che sono esonerate dalla raccolta firme potranno decidere candidati e alleanze sino allultimo giorno utile a differenze di tutte le altre, poich le firme degli elettori si raccolgono sulle liste di candidati.5 A tutto ci si somma la grave incertezza sugli stessi adempimenti necessari. In base alla normativa nazionale, le firme sulle liste possono essere raccolte a partire da 180 giorni prima delle votazioni. In realt, nessuna informativa stata data n ai cittadini n ai funzionari preposti, mentre solo da pochi giorni il Ministero dellinterno e le Regioni hanno predisposto la modulistica. Nella sentenza del 6 novembre 2012 causa Ekoglasnost c. Bulgaria, la Corte europea dei diritti delluomo inserisce anche le condizioni di presentazione dei partit alle elezioni tra gli elementi fondamentali del diritto elettorale che non devono essere manipolati in prossimit del voto. Sotto altro aspetto, la procedura di presentazione e di verifica delle firme favorisce le frodi elettorali, che hanno la sostanziale certezza di rimanere impunite a causa dellinefficacia del sistema dei ricorsi. Truffe elettorali, ad esempio, hanno caratterizzato nel 2010 le elezioni nelle regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, ma trascorsi quasi tre anni dal voto i tribunali di primo grado non sono ancora arrivati alla sentenza di annullamento delle elezioni nonostante levidenza delle prove. Campagna elettorale e periodo pre-elettorale
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Questa rappresenta una chiara violazione degli impegni di Copenhagen del 1990 dell'OSCE, in particolare del 7.6 che stabilisce che tutte le forze politiche debbano poter competere elle elezioni senza discriminazioni ne' da arte delle autorit, ne' da parte delle leggi.

Negli ultimi dieci anni le competizioni elettorali sono state segnate da gravi violazioni delle regole sulla parit di accesso ai mezzi radiotelevisivi, accertate dallAutorit per le garanzie nelle comunicazioni con provvedimenti che lordinamento per priva di sanzioni efficaci. Anche il periodo non elettorale segnato da illegalit che impediscono un libero confronto tra proposte politiche. Dal 2008, ad esempio, sono cancellate le Tribune politiche nei periodi non elettorali nonostante siano obbligatorie per legge. Il rinnovo del Parlamento avverr dopo che per unintera legislatura stato negato ai cittadini lo strumento scelto dallordinamento per consentire attraverso lequal time il giudizio sulloperato delle forze politiche. Un fatto senza precedenti a livello internazionale, dove il diritto di tribuna considerato un requisito minimo delle democrazie moderne. La Commissione parlamentare di vigilanza non ha ancora approvato la disciplina per la campagna elettorale radiotelevisiva ne si hanno date certe per la sua approvazione. Il sistema radiotelevisivo italiano rimane segnato da un duopolio delle reti Rai e Mediaset, con il permanere della propriet delle reti Mediaset in capo allex Presidente del Consiglio e ancora oggi leader di partito, mentre la televisione pubblica (Rai) governata dai partiti che sono al potere.6 *** Le leggi sulla propaganda politica attraverso laffissione di manifesti sono sistematicamente violate con la garanzia dellimpunit assicurata da una serie ininterrotta di sanatorie che si protrae dal 1996, favorendo chi viola le leggi e punendo chi invece le rispetta.7 Il sistema dei rimborsi elettorali ai partiti, poi, ha determinato una disuguaglianza tra le forze politiche che negli ultimi venti anni hanno esclusivamente recuperato le spese elettorali sostenute e quelle forze politiche che hanno invece incassato 1,7 miliardi di euro di finanziamento pubblico occulto in aggiunta ai rimborsi elettorali. Il 6 luglio del 2012, anche in questo caso nellanno che precede il voto, il Parlamento ha modificato la legge sui rimborsi elettorali introducendo un finanziamento pubblico espresso e vincolandolo in proporzione ai voti ricevuti. Ci significa che i rimborsi elettorali andranno esclusivamente alle liste che avranno superato il 4%. *** In conclusione si segnala che non stata recepita nellordinamento italiano nessuna delle indicazioni correttive contenute nel Rapporto della Missione di Valutazione delle elezioni dellOSCE/ODIHR relative alle elezioni politiche del 2008.

Non sono state ancora recepite, peraltro, le raccomandazioni del Rappresentante per la libert dei media dellOSCE nel suo rapporto del 2005 Visita in Italia: la legge Gasparri. 7 In gran parte del territorio italiano laffissione dei manifesti gestita da gruppi criminali che, oltre ad affiggere anche fuori dagli spazi consentiti, impediscono a chi voglia rispettare le regole di utilizzare lo strumento dei manifesti.