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====================================================================== CORSO DI ESPERANTO: KIREK ====================================================================== PREFAZIONE 1. 2. 3. 4. COS'E' L'ESPERANTO?

UNA LINGUA VIVA IL PRESENTE CORSO COME CONTATTARCI

1. COS'E' L'ESPERANTO? L'esperanto e' la lingua internazionale sviluppata per facilitare la comunicazione tra popoli di culture differenti. Il suo iniziatore, il Dr. L.L. Zamenhof (1859-1917), pubblico' la sua "Lingvo Internacia" nel 1887 con lo pseudonimo di "Dr. Esperanto". Oggi e' parlata da almeno due milioni di persone in oltre 100 paesi. Esistono migliaia di libri e oltre 100 periodici pubblicati regolarmente. Ma cos'e' che rende l'esperanto piu' internazionale del francese, dell'inglese o del russo? Definita erroneamente 'lingua artificiale', (il termine corretto da un punto di vista scientifico e' 'lingua pianificata'), l'esperanto e' da intendersi specificamente come lingua per un uso internazionale e interculturale, cosicche' i suoi fruitori possano comunicare equamente, poiche' nessuno di loro ricorre alla sua lingua nativa. Mediante l'uso di lingue nazionali come lingue internazionali ci sara' sempre qualcuno di madrelingua che sara' avvantaggiato, ledendo il principio di uguaglianza tra gli uomini. Inoltre non tutti possono permettersi costosi soggiorni all'estero per raggiungere un livello accettabile in una lingua straniera. Grazie alla sua struttura semplice e molto regolare chiunque puo' raggiungere un buon livello di competenza dell'esperanto rapidamente. 2. UNA LINGUA VIVA L'esperanto e' una lingua viva, utilizzabile per esprimere qualsiasi cosa sia esprimibile con qualsiasi altra lingua. Ma e' di gran lunga piu' facile da imparare rispetto ad una lingua nazionale. Anche le persone che non riescono a ricordare una sola parola della lingua straniera che hanno studiato per anni a scuola o all'universita' hanno bisogno solo di qualche mese di studio per acquisire fluidita' nel parlare l'esperanto. Inoltre l'esperanto e' piu' proficuo rispetto alle lingue nazionali se l'obiettivo e' imparare una lingua per conoscere persone di luoghi differenti, poiche' tutti gli esperantofoni, ovvero i parlanti esperanto, l'hanno imparato per il medesimo scopo. 3. IL PRESENTE CORSO

Il presente corso e' la traduzione del corso dell'ELNA (Esperanto-Ligo de Norda Ameriko), adattato per venire incontro alle esigenze degli italofoni. Seguendo questo corso verrete a conoscere molti aspetti dell'italiano che forse non conoscete. Gli esercizi contengono frasi abbastanza stupide, a dire il vero, ma vi promettiamo che in futuro faremo di meglio, preparando un corso appositamente per gli italofoni. Seguire il corso e' semplicissimo. Leggete attentamente i capitoletti e completate gli esercizi che spedirete al vostro istruttore personale, estraendo il materiale ove indicato. Non esitate a esprimergli tutti i dubbi che vi vengono, egli non esitera' a chiarirveli. Per alleggerire il tutto, abbiamo inserito apposta per questo corso alcuni capitoletti, intitolati "la curiosita'", alla fine di ogni lezione, a mo' di intervallo. Si tratta di aspetti inconsueti degli argomenti trattati nella lezione. Di tanto in tanto troverete riferimenti non solo all'italiano, ma anche ad altre lingue, specialmente all'inglese e al tedesco. Tuttavia, non e' necessario, e' bene sottolinearlo, conoscere altre lingue oltre alla propria per imparare l'esperanto. Dopo aver completato con successo le dieci lezioni, riceverete un attestato personale di partecipazione. Nota sull'ortografia: per facilitare la distribuzione di questo corso ovunque in rete, si e' scelto di rappresentare i due segni diacritici (vale a dire l'accento circonflesso ^, e l'accento circonflesso rovesciato, non visualizzabile nell'insieme di caratteri standard) aggiungendo una x immediatamente dopo il carattere. In altre parole, ogni volta che nel testo incontrerete una delle sequenze cx gx hx jx sx dovrete immaginare di vedere al suo posto, rispettivamente, una c con sopra un accento circonflesso (^), una g con sopra lo stesso segno, eccetera. Al posto della combinazione ux dovrete immaginare una u con sopra un accento circonflesso capovolto. Per poter visualizzare e stampare queste lettere speciali col loro aspetto "vero", e' necessario installare sul proprio computer un "font" (cioe' una serie di caratteri) che le comprenda. Se volete procurarvi (gratuitamente) questi font, chiedete informazioni al vostro insegnante. Sappiate che esistono altre convenzioni su internet, ma sono meno usate.

4. COME CONTATTARCI Ecco il nostro indirizzo. Per qualsiasi altro recapito non esitate a chiedere al vostro insegnante. Molti indirizzi si trovano sul

sito Web. IEJ Itala Esperantista Junularo - Gioventu' Esperantista Italiana via Villoresi, 38 IT-200143 Milano Italia tel. 02-58100857 iej@esperanto.it http://www.esperanto.it/iej/ L'indirizzo dell'associazione mondiale e': Universala Esperanto-Asocio Nieuwe Binnenweg 176 NL-3015 BJ Rotterdam Paesi Bassi +31 10 436 1044 o +31 10 436 1539 http://www.uea.org ********************************************************************* ********************************************************************* PRIMA LEZIONE 1. UNO SGUARDO PRELIMINARE 2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI 3. EKZERCOJ 1. UNO SGUARDO PRELIMINARE Tutto cio' che viene scritto qui di seguito verra' ripreso piu' avanti, quindi non preoccupatevi se non ricordate tutto subito! Una lingua ruota tutta intorno a cose (sostantivi) e azioni (verbi) che agiscono su altre cose. Una cosa... birdo Un uccello SOGGETTO (nome) Agisce su... kaptas... cattura... VERBO Un'altra cosa insekton. un insetto. OGGETTO (nome)

In esperanto la funzione di ogni parola nella frase e' indicata dalla desinenza (cioe' dalla parte finale) della parola stessa. Per esempio, tutti i nomi finiscono con la desinenza '-o', alla quale si aggiunge 'j' per indicare il plurale e 'n' per indicare l'oggetto: | SOGGETTO | OGGETTO ----------|--------------------|---------SINGOLARE | -o | -on ----------|--------------------|---------PLURALE | -oj | -ojn Gli aggettivi funzionano allo stesso modo, ma al posto della '-o' usano la desinenza '-a': | SOGGETTO | OGGETTO

----------|--------------------|---------SINGOLARE | -a | -an ----------|--------------------|---------PLURALE | -aj | -ajn Esempio: flavAJ birdOJ degli uccelli gialli kaptas catturano nigrAN insektON. un insetto nero.

Se un nome o un aggettivo fa parte del soggetto (e quindi non ha la desinenza -N), si puo' dire anche che e' nel caso "nominativo". Se invece il nome o l'aggettivo fa parte dell'oggetto (e quindi ha la desinenza -N), si dice che e' nel caso "accusativo". Ora completiamo l'elenco delle desinenze (naturalmente le spiegheremo tutte nelle lezioni seguenti): -o -a -e -i -u sostantivi (con le varianti di cui sopra) aggettivi (con le varianti di cui sopra) avverbi verbi all'infinito verbi al volitivo (imperativo e congiuntivi esortativi)

Vediamo i verbi piu' da vicino. Per mostrare il tempo in cui un'azione avviene, si attacca alla radice del verbo una delle seguenti desinenze: tempo presente -as tempo passato -is tempo futuro condizionale volitivo Esempi: Birdoj Degli uccelli Birdoj Degli uccelli kaptis hanno catturato kaptos cattureranno insektojn. degli insetti. insektojn. degli insetti -os -us -u descrive cosa sta accadendo adesso descrive un'azione gia' compiuta descrive un'azione che deve ancora iniziare descrive un'azione ipotetica descrive un comando, un desiderio, ecc.

Si noti che 'kaptis' in questa frase puo' essere reso anche come 'catturarono'. Torneremo sui verbi in una lezione piu' avanti. Cio' che importa qui e' che tutti i verbi (compreso il verbo 'essere') seguono queste regole, senza eccezioni. Ancora un momento sui sostantivi e sugli articoli. In esperanto, i

sostantivi non hanno genere (non esistono desinenze maschili o femminili, come in italiano o in altre lingue; la differenziazione tra maschile e femminile viene resa in altro modo). In esperanto c'e' un'unica parola, "la", per rendere l'articolo determinativo (in italiano: "il", "lo", "la", "i", "gli", "le"): la virino = la donna la birdo = l'uccello la insektoj = gli insetti Invece l'articolo indeterminativo (in italiano: "un", "uno", "una") in esperanto non si esprime, lo si sottintende: birdo = un uccello virinoj = delle donne, oppure le donne in generale Quindi distinguiamo: Birdoj kaptas insektojn. da La birdo kaptis la insekton. Nel primo caso, sono uccelli e insetti del tutto ipotetici. E' un'affermazione di valore generale. Nel secondo caso, sono gia' noti al parlante e all'ascoltatore (per fare un esempio, due ragazzi sono rimasti a guardare come quell'uccello finalmente ha catturato l'insetto a cui dava la caccia). Abbiamo visto come si formano le parole (morfologia). Una breve nota sintattica, ora. In esperanto l'ordine delle parole conta molto meno che in italiano. Per esempio, le frasi seguenti descrivono tutte la medesima azione (viene data solo un'enfasi differente): Viro legas libron. Libron legas viro. Legas viro libron. Viro libron legas. Libron viro legas. Legas libron viro.

Un uomo legge un libro. Proviamo a cambiare l'ordine della stessa frase in italiano e vediamo quanto nella nostra lingua l'ordine delle parole sia rigido: Un uomo legge un libro. *Un uomo un libro legge. Un libro legge un uomo. *Un libro un uomo legge. *Legge un uomo un libro. *Legge un libro un uomo. Ben quattro delle combinazioni sono sgrammaticate (quelle indicate con l'asterisco), mentre le due combinazioni corrette grammaticamente hanno significati profondamente diversi. Inoltre la seconda combinazione, pur corretta grammaticalmente, e' assurda. Qui di seguito presentiamo alcune parole in esperanto, ciascuna con la sua radice e la sua desinenza principale: per esempio la parola "forgesi" ("dimenticare") e' formata dalla radice "forges-" e dalla desinenza "-i" (verbo all'infinito).

Negli esempi mettiamo un trattino per separare la radice dalla desinenza ("forges-i"), ma normalmente in esperanto le si scrive unite ("forgesi"). Si noti come la maggior parte delle radici assomigli a parole italiane, ma non mancano radici di provenienza germanica e slava. Radici nominali amik-o (amico) fil-o (figlio) frat-o (fratello) libr-o (libro) knab-o (ragazzo) patr-o (padre) kaf-o (caffe') Radici verbali far-i (fare) forges-i (dimenticare) mangx-i (mangiare) trink-i (bere) vend-i (vendere) vid-i (vedere) venk-i (vincere) Radici aggettivali varm-a (caldo) alt-a (alto) bel-a (bello) long-a (lungo) dolcx-a (dolce) san-a (sano) ver-a (vero)

Si noti come, partendo da una stessa radice e mettendo varie desinenze al posto di quella principale, si possano formare molte parole diverse. Esempi: venk-i venk-o venk-a venk-e vincere vittoria vittorioso vittoriosamente bel-a bel-o bel-i bel-e bello bellezza essere bello in maniera bella

Questo meccanismo non sempre e' immediato, dipende dalla radice. E' pero' importantissimo, perche' permette con poche radici di esprimere moltissimi significati. Non preoccupatevi, ci ritorneremo. Costruire parole e' utile per ordinare i concetti e, perche' no? anche divertente. In esperanto ad ogni lettera corrisponde un solo suono, sempre. Le cinque vocali (a, e, i, o, u) e anche la maggior parte delle consonanti si pronunciano come in italiano. Piu' precisamente, sono identiche all'italiano: b, d, f, k, l, m, n, p, r, t, v. Invece bisogna fare attenzione alle seguenti: C sempre come la 'z' dura in 'marzo' (biciklo, leciono) Cx sempre dolce come in 'cena' (cxelo, cxarma) G sempre glottidale come in 'gatto' (globo, granda) Gx sempre dolce come in 'gelato' (gxardeno, gxoja) H sempre pronunciata, come nell'inglese 'hello' (hotelo, homo) Hx fortemente pronunciata, come nel tedesco 'Bach' o nello spagnolo 'Juan' (cxehxo, ehxo, hxoro)

Jx come la 'j' francese di 'jour' o come la trascrizione 'zh' del russo 'Brezhnev' e 'Zhivago' (jxazo, jxongli) S sempre sibilante come in 'rosso' (somero, serpento) Sx sempre come 'sc' in 'scena' (sxanco, sxangxi) Z come la 's' in 'rosa' (zigomo, zorgi) Infine, in esperanto esistono due semiconsonanti: J si pronuncia come la 'i' italiana in 'paio' (jogurto, ejo) Ux come la 'u' italiana in 'Claudio' (auxto, Auxstralio, Euxropo) Queste due lettere non si considerano vocali, quindi su di esse non cade mai l'accento. L'accento cade sempre sulla penultima sillaba, cioe' sulla penultima vocale. Attenzione ai 'falsi omofoni' come: telefOno (e non *telEfono) rapIda (e non *rApida)

In esperanto non esistono le seguenti lettere: Q, W, X, Y. ********************************************************************* 2. UN AIUTO PER I PRIMI ESERCIZI Leggete la prima lezione tutta d'un fiato, ma prima di cimentarvi con gli esercizi qui di seguito, provate le seguenti traduzioni e controllatele con noi. Altre radici nominali lakto (latte) kuko (torta) pano (pane) sukero (zucchero) teo (te') kuiri (cucinare) Abbiamo aggiunto alcune radici e desinenze per aiutarvi. 1. L'amico vendera' (del) latte. ('del' non va tradotto) lakton. 2. La madre beve (del) caffe' con latte e zucchero.

La patrino 3.

-n kun

kaj

Gli insegnanti hanno dimenticato il te'. -j -n.

4.

I ragazzi cucineranno la torta. -n.

5.

La knabinoj vidos la instruiston. [knabinoj = ragazze]

6.

La instruisto vidis la knabinojn.

7.

La filoj trinkas teon sen lakto. [sen = senza]

8.

La birdoj vidis la insektojn.

9.

Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo)

fisxo = pesce fisxa = 9. Tradurre in italiano (-a sta per aggettivo)

cxevalo = cavallo cxevala = Dopo esservi cimentati con queste frasi, eseguite gli esercizi della prima lezione. Se c'e' qualcosa che non avete capito, assicuratevi di richiederlo al vostro insegnante. Noi cercheremo di essere solleciti, ma voi siate pazienti, e soprattutto: Bonvenon al esperanto (Benvenuti all'esperanto)! Soluzioni degli esercizi di cui sopra. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. La amiko vendos lakton. Patrino trinkas kafon kun lakto kaj sukero. La instruistoj forgesis la teon. La knaboj kuiros la kukon. Le ragazze vedranno l'insegnante. L'insegnante ha visto (vide) le ragazze. I figli bevono del te' senza latte. Gli uccelli hanno visto (videro) gli insetti. fisxa = ittico cxevala = equino, equestre, ippico.

********************estrai il testo da qui*************************** 3. EKZERCOJ, Leciono Unua (Esercizi, Prima lezione) Prendetevi il tempo di cui avete bisogno per tradurre le frasi seguenti in esperanto. Scrivete le vostre risposte nelle righe poste tra le domande. Esempi: Gli uomini hanno-venduto La viroj vendis L' La uomo viro ha-venduto vendis (delle) torte. kukojn. una torta. kukon.

[Nota: piu' parole legate da un segno meno '-' vengono rese in esperanto da una sola parola, mentre parole tra parentesi non hanno bisogno di essere tradotte (cioe' in esperanto si sottintendono).] 1. Il padre cucina (una) torta.

2.

Il ragazzo mangera' la torta.

3.

Il figlio ha-dimenticato il latte.

4.

I ragazzi bevono te'.

5.

L'amico ha-venduto (del) pane.

6.

L'insegnante vede (un) ragazzo.

7.

Il figlio ha (un) amico.

8.

Il fratello ha-fatto (del) pane.

9.

I ragazzi mangeranno la torta.

10. Il padre ha-dimenticato lo zucchero.

11. I ragazzi hanno (degli) amici.

12. I figli hanno-visto il pane.

13. I fratelli vendono zucchero.

14. L'insegnante dimentica il ragazzo.

15. L'amico berra' (del) latte.

16. I figli cucinano (delle) torte.

17. Il padre vendera' la torta.

18. L'amico ha-mangiato (del) pane.

19. I ragazzi vedranno gli insegnanti.

20. Gli insegnanti bevono caffe'. *****************estrai il testo fino a qui************************** Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 1'. Speriamo di non avervi fatto ammattire con questo primo incontro con l'esperanto. Per darvi un termine di paragone, pensate a quanto tempo avete impiegato per esprimere le stesse cose nella lingua straniera nazionale imparata a scuola, sia Inglese, Tedesco, Francese o altro. Il Corso Gratuito di esperanto (KIREK) inizia con frasi semplici, ma dopo aver completato la decima lezione imparerete frasi ricche e complesse. ********************************************************************* Nell'attesa della correzione del vostro insegnante, potete cominciare a familiarizzare con alcuni numeri e colori:

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 20 21 30 31

nulo unu du tri kvar kvin ses sep ok naux dek dek unu ... dudek dudek unu ... tridek tridek unu ...

flava giallo verda verde blua blu blanka bianco nigra nero griza grigio bruna marrone rugxa rosso ('gx' come in 'gelato', 'gentile' 'z' come in 'rosa')

100 cent (pronuncia 'zent' con 'c' come la 'z' di 'marzo')

********************************************************************* * * * C O R S O G R A T U I T O D' E S P E R A N T O * * * * Seconda lezione * * * ********************************************************************* Grazie di esservi cimentati con la prima lezione. Dovreste aver gia' ricevuto le correzioni alla prima lezione. Ma ora diamoci da fare! Rivediamo brevemente le desinenze incontrate finora: soggetto (nome) -o -oj azione (verbo) -as -is -os oggetto (nome) -on -ojn

Ora diamo un'occhiata a come descrivere le cose: un BUON caffe', un te' CALDO... Una parola che descrive un nome, come 'buon' o 'caldo', in grammatica viene chiamata 'aggettivo'. In esperanto, come abbiamo gia' accennato, gli aggettivi terminano con la desinenza '-a'. Come in italiano e in molte altre lingue, la desinenza dell'aggettivo deve concordare con il nome a cui e' riferito. Se il nome e' plurale, (desinenza '-j') l'aggettivo andra' anch'esso al plurale. Se il nome e' all'accusativo (desinenza '-n'), l'aggettivo andra' anch'esso all'accusativo. soggetto bona patro un buon padre azione havos avra' oggetto bonan filon un buon figlio

bonaj patroj i padri buoni

havas hanno

bonajn filojn figli buoni

Attenzione: diversamente dall'italiano, l'aggettivo non dipende dal genere maschile o femminile: un bravo ragazzo = bona knabo una brava ragazza = bona knabino Vocabolario: in ogni lezione introduciamo circa venti nuove parole; cercate di impararle e non dimenticate di ripassare le parole della lezione precedente. Le parole seguenti servono per impratichirsi su cio' che avete appena imparato. Vocabolario, seconda lezione: Aggettivi bela (bello) granda (grande) nova (nuovo) sana (sano) seka (secco) varma (caldo) Nomi Verbi

akvo (acqua) ami (amare) butiko (negozio) lavi (lavare) limonado (limonata) peti (chiedere per ottenere) papero (carta) porti (portare, indossare) plumo (penna) renkonti (incontrare) taso (tazza) skribi (scrivere)

Gli esercizi di questa lezione sono divisi in tre parti. ********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Dua (parto unua) 1. (Un) ragazzo sano beve (del) latte caldo.

2.

Il negozio nuovo vende (dei) biscotti secchi.

3.

L'insegnante ha-incontrato i nuovi amici.

4.

I buoni amici cucineranno (una) buona torta.

*****************estrai il testo fino a qui**************************

Promemoria: -a -o -aj -oj -as -is -os -an -on -ajn -ojn

Le poche radici che abbiamo imparato finora non ci consentono di variare molto questi esercizi, ma in esperanto, grazie al sistema di costruzione delle parole, possiamo crearne molte usando pochi elementi.

Per esempio, il prefisso "mal-" indica il contrario. Percio' avremo: bona = buono pura = pulito sana = sano ami = amare amiko = un amico malbona = cattivo malpura = sporco malsana = malato malami = odiare malamiko = un nemico

Il suffisso "-in-", invece, indica il femminile: patro = padre kato = gatto viro = uomo knabo = ragazzo patrino = madre katino = gatta virino = donna knabino = ragazza

Il suffisso "-in-" deriva dal tedesco (Student = studente, Studentin = studentessa). I prefissi e suffissi si possono anche attaccare direttamente a una desinenza, ottenendo, per esempio: mala = contrario (aggettivo) malo = il contrario (nome) male = al contrario (avverbio) ino = femmina ina = femminile "kato" indica un gatto maschio o un gatto di sesso imprecisato; se vogliamo marcare il fatto che e' un maschio, possiamo usare la radice "vir-" come un prefisso: vira = maschile virkato = un gatto maschio Per parlare del sesso maschile possiamo anche sfruttare il prefisso "mal-": ino = femmina malino = maschio (il contrario di femmina) Attenzione: non e' obbligatorio specificare sempre il sesso. Per esempio, per dire "Giovanna e' un'insegnante", possiamo dire Giovanna estas instruistino ma anche, semplicemente, Giovanna estas instruisto. ********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Dua (parto dua) 5. La ragazza piccola ha-incontrato le sorelle brutte.

6.

La tazza vecchia ha (della) limonata nuova.

7.

La tazza nuova ha (del) latte vecchio.

8.

La madre lavera' le tazze piccole.

9.

Il ragazzo piccolo ha-portato (del) pane nuovo.

10. (Dell')acqua lava (un) ragazzo piccolo.

*****************estrai il testo fino a qui************************** La parola "ne" corrisponde sia all'italiano "no", sia all'italiano "non": ne havi = non avere; ne fari = non fare "Ne" funziona anche come prefisso: nemulta = non molto neesperantisto = uno che non parla l'esperanto Non confondete "ne-" con "mal-". Per chiarire la differenza, facciamo un esempio: utila neutila malutila = utile = inutile = dannoso

"mal-" indica il contrario, mentre "ne-" nega soltanto. Introduciamo ora i pronomi in rapporto ai verbi. Ricordate che il verbo essere dell'esempio si comporta come tutti gli altri: Forma generica (infinito) essere esti mi estas vi estas li estas sxi estas gxi estas ni estas vi estas ili estas oni estas

Indicativo presente (forma in -as) io sono tu sei egli e' ella e' esso e' noi siamo voi siete essi sono si e' (impersonale) sxi si pronuncia "sci" (inglese: she) gxi si pronuncia "gi" vi e' sia singolare che plurale (inglese: you)

In esperanto non si da' del lei, si da' del tu. Se si vuole portare rispetto, si chiamano le persone per cognome, con anteposto Sinjoro (abbreviato s-ro) = Signore Sinjorino (abbreviato s-ino) = Signora Frauxlino (abbreviato f-ino) = Signorina Ma se preferite, potete anche non usare mai "frauxlino", e chiamare "sinjorino" anche le donne non sposate. Un'altra notazione. Nonostante non finiscano in -o, anche i pronomi personali, quando sono all'accusativo, prendono la solita "-n": La patrino lavas la knabon. Sxi lavas lin. La madre lava il ragazzo. Lei lo lava. Ora che abbiamo imparato i pronomi personali: mi io vi tu li sxi gxi ni vi ili oni egli ella esso noi voi essi si

possiamo formare gli aggettivi possessivi: mia via lia sxia gxia nia via ilia onia mio, mia tuo, tua suo, sua (di lui) suo, sua (di lei) suo, sua (di un oggetto inanimato) nostro, nostra vostro, vostra loro di qualcuno (esistono anche altri modi per esprimerlo)

Sono aggettivi perche' modificano, aggiungono informazioni al nome a cui sono attaccati. Mia plumo = la mia penna. Si noti che, come in inglese, se c'e' un aggettivo possessivo non si deve mettere l'articolo: "la mia penna" si dice "mia plumo", non "la mia plumo". Per il resto, i possessivi seguono le stesse regole degli altri aggettivi: Mia amiko amas mian fratinon. Miaj amikoj amas miajn fratinojn. ********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Dua (parto tria) 11. Ho-dimenticato (la) mia penna.

12. Non abbiamo carta.

13. Mia figlia ha-chiesto (del) latte caldo.

14. (Il) suo (di lei) vecchio amico non ha-scritto.

15. Incontrerai (i) loro vecchi amici.

16. Lei avra' (dell')acqua calda.

17. (Il) tuo nuovo insegnante ha-dimenticato (il) tuo zucchero.

18. I ragazzi odiano (il) nostro nuovo insegnante.

19. Essi vendono te' e (= kaj) caffe'.

20. Venderemo (la) torta di lei e (le) penne di lui. *****************estrai il testo fino a qui************************** Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 2'. LA CURIOSITA' Molti si stupiscono della scelta degli accenti circonflessi ^ su alcune lettere. Quando Zamenhof scriveva, la lingua internazionale era il francese e percio' le tastiere delle macchine da scrivere avevano, appunto, gli accenti circonflessi. Nessuno avrebbe pensato che in meno di cento anni si sarebbe imposto l'inglese. Chissa' fra cent'anni cosa accadra'! In esperanto gli accenti circonflessi vengono chiamati "cappellini" (cxapeletoj). Prima della rivoluzione informatica, sui giornali ciclostilati, venivano messi a mano, uno ad uno. ********************************************************************* * * * C O R S O G R A T U I T O D' E S P E R A N T O * * * * Terza lezione * * * *********************************************************************

La seconda lezione e' stata intensa. Mettiamo un po' d'ordine a quanto appreso: soggetto -o -oj Esempi: Mia patrino Niaj fratinoj lavas vidis mian fraton viajn instruistinojn azione -as -is -os oggetto -on -ojn

L'ordine "soggetto - verbo - oggetto" e' quello piu' usato, ma non e' obbligatorio: potete cambiarlo per sottolineare maggiormente un elemento, e il significato della frase restera' chiaro perche' il ruolo di ogni parola (nome, aggettivo, avverbio...) e' sempre indicato dalle varie desinenze. Vediamo un paio di esempi con diverso ordine delle parole e rispondiamo ad un paio di domande (ricorda di fare attenzione alla finale di parola). ********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Tria (parto unua) 1. Mian fraton lavis mia patrino. Chi viene lavato? Chi ha compiuto l'azione di lavare? 2. Instruistinojn viajn fratinoj niaj vidis. Chi e' che ha visto? Chi e' stato visto? *****************estrai il testo fino a qui************************** Andiamo avanti, ora. Ecco le parole nuove della terza lezione. Vocaboli, lezione tre Nomi horo (un'ora) jaro (un anno) mateno (un mattino) minuto (un minuto) nokto (una notte) semajno (una settimana) tago (un giorno) vespero (una sera) Verbi (all'infinito) atendi (attendere) fumi (fumare) kuri (correre) sati (essere sazio) promeni (passeggiare) respondi (rispondere) soifi (aver sete) vivi (vivere) demandi (domandare) Aggettivi blanka (bianco) blua (blu) bruna (marrone) flava (giallo) griza (grigio) nigra (nero) rugxa (rosso) verda (verde)

Nota la differenza tra "demandi" (domandare, chiedere per sapere) e "peti" (chiedere per ottenere qualcosa - vedi "petizione"). Ricorda anche che la "j" si pronuncia come la "i" in "paio"; cioe'

non costituisce mai una sillaba e non ci cade mai l'accento. Gli avverbi sono i modificatori dei verbi cosi' come gli aggettivi lo sono dei nomi. Si usano molto in esperanto, piu' che in italiano, e precisano le circostanze dell'azione (come, dove, quando essa avviene). In esperanto, gli avverbi si ottengono prendendo una radice (aggettivale, nominale o verbale) e aggiungendo la desinenza "-e". Vediamo ancora qualche esempio: sano = salute sxi havas bonan sanon = lei ha una buona salute sana = sxi estas sana = sani = sxi sanas = sane = sxi sane vivas = sano lei e' sana essere sano lei e' sana in modo sano lei vive in modo sano

Gli avverbi di solito precedono i verbi, cosi' come gli aggettivi di solito procedono i nomi che descrivono. Le nostre frasi diventano sempre piu' ricche di elementi. Tipicamente l'ordine sara': soggetto -a -o -aj -oj Esempio: La juna instruistino longe riprocxis la maldiligentajn lernantojn La giovane insegnante rimprovero' a lungo gli allievi negligenti ********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Tria (parto dua) 3. Mio fratello fara'-una-passeggiata in-mattinata. avverbio -e verbo -as -is -os oggetto -an -on -ajn -ojn

4.

(L')amico di lui ha risposto con-calore.

5.

La penna marrone scrive bene.

6.

L'insegnante corre male.

7.

Nostro padre fuma di-sera.

8.

Lui ama lei.

9.

Lui ama (la) sorella di lei.

10. Lei ama lui. *****************estrai il testo fino a qui************************** I numeri cardinali (uno, due tre...) in esperanto sono: nulo unu du tri kvar kvin ses sep ok naux 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 dek dek unu dek du dek tri dek kvar ... e cosi' via dudek dudek unu ... 10 11 12 13 14 20 21 tridek tridek unu tridek du ... kvardek kvindek sesdek cent mil miliono 30 31 32 40 50 60 100 1 000 1 000 000

In esperanto i numeri cardinali (uno, due, tre..) sono invariabili: non prendono mai il plurale '-j' e l'accusativo 'n'. I numeri ordinali (primo, secondo, terzo...) in esperanto sono normali aggettivi: si formano con la desinenza '-a' e possono avere il plurale '-j' e l'accusativo '-n'. unua dua tria primo secondo terzo dudeka sepdekunua centa ventesimo settantunesimo centesimo

Usando la desinenza '-e' degli avverbi, otterremo: unue (in primo luogo, per primo, per prima cosa) due trie kvare Usando la desinenza '-o' dei nomi, avremo: unuo duo trio una unita' una coppia una tripletta kvaro ... un gruppo di quattro

********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Tria (parto tria) 11. Il primo uomo ama la seconda donna.

12. La seconda donna odia il primo uomo.

13. Due ragazzi hanno chiesto in-primo-luogo tre biscotti.

14. In-secondo-luogo essi hanno chiesto una limonata.

15. Il negozio ha cucinato del pane nero cattivo.

16. Il negozio cucina male il pane nero.

*****************estrai il testo fino a qui************************** I verbi intransitivi non fanno passare l'azione da un soggetto ad un oggetto; invece, sono usati per mostrare lo stato del soggetto. Gli aggettivi e/o i nomi dopo i verbi intransitivi non costituiscono un oggetto (e quindi NON hanno la desinenza -N), ma descrivono il soggetto. Un esempio di verbo intransitivo e' il verbo essere: Li estas sana. (oppure: li sanas). Lui e' sano. Sxi estas instruisto (oppure: instruistino). Lei e' un'insegnante. Dire "Sxi estas instruistoN" sarebbe sbagliato! ********************estrai il testo da qui*************************** Ekzercoj, Leciono Tria (parto kvara) 17. Sessanta minuti formano (= sono) un'ora.

18. Ventiquattro ore formano (= sono) un giorno.

19. Sette giorni formano (= sono) una settimana.

20. Il terzo ragazzo e' il mio secondo figlio. *****************estrai il testo fino a qui**************************

Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 3'. Se vuoi sentire l'esperanto parlato, puoi richiedere il materiale all'indirizzo segnato nella prefazione, oppure al tuo insegnante. Ascoltare la lingua non e' obbligatorio per questo corso, ma puo' essere di grande aiuto. Naturalmente la cosa migliore e' sentirla dal vivo, per esempio venendo al Festival Internazionale Giovanile che la Gioventu' Esperantista Italiana organizza ogni anno (per saperne di piu', visita il nostro sito o chiedi al tuo insegnante). Queste lezioni, se completate con successo, permettono di sostenere una conversazione; e comunque anche i principianti sono sempre i benvenuti a qualunque incontro esperantista! LA CURIOSITA' Le lingue fonte da cui Zamenhof ha costruito l'esperanto sono: lo jiddish, lingua-calco ebreo-germanica, la lingua della madre; il russo, la lingua del padre; il polacco e il tedesco, le lingue della vita quotidiana; il francese, la lingua internazionale; il latino e il greco classico, le lingue dei colti; inoltre l'inglese, l'italiano e lo spagnolo, come conoscenza solo libresca. Da tutte queste lingue Z. ha preso il meglio e lo ha strutturato in un insieme unitario. Rispetto a tutti i progetti di lingua pianificata che sono stati tentati, quello di Z. e' l'unico che non seguisse un rigido criterio etimologico (di solito prendendo solo radici latine) o criteri filosofici (come le lingue apriori di Leibniz, Wilkins e di molti altri eruditi). Per una panoramica approfondita su questo argomento, si veda, anche in edizione economica: ECO, La ricerca della lingua perfetta, 1993, Laterza

********************************************************************* * * * C O R S O G R A T U I T O D' E S P E R A N T O * * * * Quarta lezione * * * ********************************************************************* Diamo ora un'occhiata ai tipi di frase: affermazioni, domande si'/no e risposte: Una affermazione: Una domanda: La risposta La pano estas blanka. Il pane e' bianco. Cxu la pano estas blanka? Il pane e' bianco? (a) Jes, la pano estas blanka. (b) Ne, la pano ne estas blanka, gxi estas nigra.

Nota: ogni domanda e' basata su un'affermazione; una volta preparata l'affermazione, anteponiamo il dubitativo "cxu" (letteralm., "forse che... ?"), e formuliamo la domanda si'/no: "l'affermazione e' vera

o falsa?" Si noti come l'italiano sia piu' sintetico dell'esperanto - le parole non cambiano - ma come non si capisca, in un testo scritto, da subito, se la frase e' una domanda. Il punto di domanda rovesciato spagnolo risolve il problema per i testi scritti, ma lascia all'intonazione la soluzione nel parlato. L'esperanto (che l' ha mutuato dal polacco "czy", ma c'e' anche in latino: loquerisne latine? alla lettera parli(tu)-domanda latinamente?) hanno un morfema dedicato apposta a questo. Un esempio per vedere se e' chiaro: Domanda in italiano: Affermazione sottintesa: Domanda in esperanto: I ragazzi venderanno la torta? (I ragazzi venderanno la torta.) (La knaboj vendos la kukon.) Cxu la knaboj vendos la kukon?

Tutte le domande si'/no funzionano nello stesso modo. *****************estrai il testo da qui****************************** Ekzercoj, Leciono Kvara (parto unua) Trasforma le seguenti affermative in domande si'/no: Mia filo forgesis la teon. Lia patro kuiras panon. La tago estas griza. -> -> ->

*****************estrai il testo fino a qui************************** Nelle prime tre lezioni abbiamo imparato come scrivere semplici frasi affermative, e ora abbiamo imparato a porre domande si'/no e a rispondere. Imparati i suoni dell'esperanto, potremo iniziare conversazioni, nella lezione cinque. (Ricordati di completare gli esercizi in fondo.) Ecco l'alfabeto esperanto: a b c cx d e f g gx h hx i j jx k l m n o p r s sx t u ux v z Si noti che i nomi delle lettere (bi, ci, di) sono in -o come i sostantivi salvo le cinque vocali: a, bo, co, cxo, do, e, fo, go, gxo, ho, hxo, i, etc. Si noti che la "j" e la "ux" sono considerate consonanti: percio' si pronunceranno jo e uxo. In italiano le lettere sono 21, in esperanto 28. L'esperanto non ha le seguenti lettere dell'italiano e dell'inglese: q, w, x, y. Ci sono inoltre 6 lettere con diacritici (segni aggiuntivi sopra le lettere): cx, gx, hx, jx, sx [tutti accenti circonflessi] ux [segno di breve] UNA GUIDA PER LA PRONUNCIA

Ricorda, in esperanto: una lettera - un suono. Nessuna eccezione. L'accento cade SEMPRE sulla penultima (attenzione quindi ai falsi omofoni con l'italiano). LE VOCALI Le cinque vocali non sono un problema per gli italiani. Attenzione pero' all'accento. Le vocali su cui cade l'accento sono maiuscole. La colonna di destra esemplifica alcuni falsi omofoni. a e i o u blANka bEla vIvi Ovo Unu sAna plEna Ami dOmo plUmo grAnda vErda trInki kIo sUno vArma pEti fIlo nOva butIko skandAlo numEro tavOlo telefOno unIka

LE CONSONANTI Sono analoghe all'italiano: b d f j l m n p r t v Alcune lettere in italiano hanno due suoni, in esperanto percio' corrispondono a due lettere distinte: c si pronuncia 'ts' come in "marzo": dAnco leciOno bicIklo cx si pronuncia come in "certo": cxAmbro sandvIcxo cxokolAdo g si pronuncia come in "gatto": gx si pronuncia come in "gesto": s si pronuncia come in "sole": sx si pronuncia come in "sciarpa": sagEto gustUmi mAngxi lOgxi sUno sxAti lAsi pOsxo zOrgi geografIo sEgxo sIdi sxUo nAzo

z si pronuncia come la 's' di "rosa": rOzo

Non presenti in italiano, ma di facile comprensione: h si pronuncia come il tedesco "heimat": hEla hx si pronuncia come il tedesco "Bach": hxaOso jx si pronuncia come "abat-jour": jxurnAlo k si pronuncia come la 'c' di "cocco": kAra hAlti hxOro Ajxo lAkto hAlo Ehxo jxalUzo Akvo

Il suono "hx" puo' risultare un po' difficile da pronunciare, ma questo non e' un problema troppo grave, perche' questa lettera e' usata solo in un numero molto ridotto di parole. Ancora una notarella su j e ux. Il suono "ux" si trova di solito nei dittonghi 'aux' (esempio: auxtomobilo) o 'eux' (esempio: euxropo). Il suono "j" si trova spesso con le altre vocali. Le seguenti combinazioni sono dittonghi, sono cioe' singole sillabe con piu'

suoni vocalici.: aj (come finale e' aggettivo plurale): oj (come finale e' sostantivo plurale): ej (a volte forma un suffisso, che vedremo): uj (a volte forma un altro suffisso): aux : jxAUXdo eux (si trova in molte radici): mAjo knAboj plEj tUj EuxrOpo nIgraj vojAgxi mEjlo rubUjo nAUX bElaj gxOjo lernEjo monUjo Antaux

neuxtrAla EuxklIdo

Negli esempi appena proposti, abbiamo messo in maiuscole le vocali su cui cade l'accento. Questo per mostrare la regola dell'accento. D'ora in avanti tali vocali verranno scritte minuscole come le altre. Ecco una lista di parole tradotte che riproducono i suoni esperanto, quelli illustrati sopra e gli altri. Leggetele ad alta voce piu' e piu' volte e la vostra pronuncia migliorera' sensibilmente. Italio antaux acxeti biciklo cxambro cxokolado danci domo ehxo Euxropo Euxklido geografio gustumi gxojo hxoro jahxto juna jxaluzo jxauxdo jxurnalo kio leciono libro logxi l'Italia prima comprare una bicicletta una stanza il cioccolato ballare una casa l'eco Europa Euclide la geografia assaggiare la gioia un coro yacht giovane (agg.) la gelosia giovedi' un quotidiano che cosa una lezione un libro risiedere, abitare lernejo majo mangxi mejlo monujo neuxtrala ovo plej plena posxo sageto sandvicxo segxo suno sxati sxuo teatrajxo tuj vojagxi una scuola maggio mangiare un miglio un portafogli neutrale un uovo il piu'... pieno una tasca una freccetta un sandwich una sedia il sole piacere una scarpa un'opera teatrale immediatamente viaggiare

Il miglior consiglio: fate pratica, pratica e ancora pratica!

*****************estrai il testo da qui****************************** Ekzercoj, Leciono Kvara (parto dua) (Tradurre senza rispondere; le parole da non tradurre non vengono segnate piu') 1. Il padre cucina una torta?

2.

Il figlio ha dimenticato il latte?

3.

Il padre vendera' le torte?

4.

Un ragazzo sano beve latte caldo?

5.

La figlia mangera' un panino?

6.

Il nuovo insegnante ha dimenticato il tuo zucchero?

7.

Vendono te' e caffe'?

8.

La ragazza assetata ha scritto male?

9.

Lui e' sano?

10. Sette giorni sono una settimana?

Rispondete in esperanto; usate frasi intere, non solo jes o ne. 11. Il latte e' bianco?

12. L'acqua e' secca?

13. Il sole e' caldo?

14. Tua madre e' una femmina?

15. Hai delle scarpe rosse?

16. Due e due fa quattro? [Usa "estas"]

17. L'acqua la mangi?

18. Il caffe' e' blu?

19. Sette giorni formano una settimana?

20. Le torte le bevi?

(Le domande sono un molto stupide, ma le risposte sono facili.) Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 4' LA CURIOSITA' La forma del nostro punto di domanda (?) deriva dalla lettera qu maiuscola (Q). Il latino non aveva punteggiatura ne' segnava quando finiva una parola e iniziava la successiva (untestoapparivacosi'). Per indicare una frase come domanda si inizio' a postporre una Q che stava per "quaestione" che significa appunto "domanda" (la parola latina e' rimasta nell'inglese "question" mentre l'italiano l'ha modificata un pochino con "questionare", che non e' un analogo per "domandare"). Tale Q con il tempo e' stata stilizzata sempre piu' fino a diventare il nostro punto di domanda. In italiano esiste un solo diacritico: il puntino sulla i. Nacque perche' scrivendo in corsivo l'accostamento "ui" senza il puntino e' indistinguibile dal "iu". Nel turco, per esempio, la i e' senza il puntino, perche' la u ha la dieresi (umlaut). ********************************************************************* * * * C O R S O G R A T U I T O D' E S P E R A N T O * * * * Quinta lezione * * * ********************************************************************* Saluton! (Ciao! Salve!) Bonan Bonan Bonan Bonan tagon! matenon! vesperon! nokton! Buon giorno! Buon giorno! (Guten Morgen! Good morning!) Buona sera! Buona notte! Come stai? Bene, grazie. E tu? Abbastanza (lett. sufficientemente) bene. Non benissimo.

Kiel vi fartas? Bone, dankon. Kaj vi? Suficxe bone. Ne tre bone.

Bonan apetiton! Je via sano! Same al vi, dankon. Ne dankinde. Gxis la revido. Gxis (gxis). Adiaux.

Buon appetito! Alla tua/vostra salute! Prosit! Cin-cin! Altrettanto (lett. stesso a te/voi), grazie. Prego. Arrivederci. (lett. fino il rivedersi) Ciao. Addio.

Queste sono solo alcune delle formule di saluto piu' usate in esperanto. "Bonan matenon!" significa letteralmente "buon mattino!", ma com'e' noto in italiano non si usa, a differenza delle lingue germaniche come tedesco e inglese (rispettivamente tra parentesi). Il saluto italiano "ciao" vale sia come soglia d'entrata che come soglia d'uscita. In esperanto le due soglie sono distinte, di nuovo come in tedesco (hallo/servus! Tschu"ss/Auf Wiedersehen!) e come in inglese (hi/hello! Good bye/bye!). I piu' attenti avranno notato la desinenza dell'accusativo in -n. Questo uso sottintende la frase: (Mi donas al vi) saluton. (Io do' a te) un saluto. e similmente negli altri casi. Si noti infine la coppia grazie/prego, che e' utile mandare a memoria: Dankon. Ne dankinde. grazie. prego (lett. non e' il caso di ringraziare)

Per la fine del corso, dovreste aver scritto una breve presentazione di voi (vera o falsa) con i dati anagrafici e altri dati personali. A richiesta possiamo divulgarli nelle nostre pubblicazioni cartacee o telematiche. Vediamo un esempio con il classico sig. Marco Rossi: Mia nomo estas Marco Rossi [marko rosi]. Mi logxas en Italio. Mi komencis lerni esperanton antaux kvar semajnoj. Gxi estas tre facila lingvo. Mi logxas en domo kun mia edzino kaj niaj infanoj. Ni havas unu filinon kaj du filojn. Mi havas korespondantojn en tri landoj. Ci sono 45 parole molto utili che fanno parte di un sistema regolare di parole correlative (in breve, 'correlativi'). I correlativi sono formati da 5 radici e 9 desinenze proprie. ki- [domanda di determinazione] -o -a ti- [elemento determinato] -e -u i- [elementi indeterminati] -om -am cxi- [tutti gli elementi] -al -el neni- [nessun elemento] -es inanimato (cosa) qualita' luogo singolativo animato/inanimato quantita' (misurabile) tempo motivo, ragione modo, maniera appartenenza

Non spaventatevi! E' piu' semplice di quanto sembri. Partiamo dalle radici. "Ki-" introduce le domande-kappa, le domande sulla circostanza. Le altre quattro radici (ti- i- cxi- neni-) sono, ognuna a suo titolo, risposte-kappa. Si noti che l'accento cade sempre sulla 'i'. Unendo le 9 desinenze otteniamo i 45 correlativi. Ecco la serie delle domande-kappa: kio kia kie kiu kiom kiam kial kiel kies Che cosa? Quale? Di che tipo? Dove? Chi? Quale cosa? Quanto? Quando? Perche'? Come? In che modo? Di chi?

Osservazione. "-es" e' un chiaro genitivo sassone, presente sia in inglese che in tedesco. Questo e' un altro modo per esprimere appartenenza (piu' avanti li completeremo). La risposta determinata e' in "ti-". tio tia tie tiu tiom tiam tial tiel ties Cio'. Quella cosa (= indeterminata). Tale. Siffatto. Li'. La'. Quello. Quella cosa (= determinata). Tanto. Allora. In quel tempo. Perche'. Percio'. Cosi'. Di quello.

Si noti come in italiano alcune parole siano simmetriche. Quale/Tale Quanto/Tanto L'esperanto estende questa simmetria, la generalizza. Si noti inoltre che puo' essere necessaria una locuzione di piu' di una parola per rendere un correlativo esperanto in italiano. I correlativi in "-a" e in "-u" prendono sia la desinenza del plurale "-j" che quella dell'accusativo "-n" quando opportuno. La desinenza "-o" prende solo l'accusativo "-n". Le desinenze "-am" e "-om" prendono la finale aggettivale "-a" quando opportuno. Esempi: Mi ne sxatas tiajn knabinojn. Non mi piacciono ragazze di quel tipo. Mi ne trovis tiujn kukojn. Non ho trovato quelle torte. Mi ne trovis tion Non ho trovato cio'. (Non l'ho trovato.) En la tiama tempo. In quel tempo. Si noti la differenza tra "tio" e "tiu". Essendo un elemento, "tiu"

puo' andare insieme a un nome (parola in -o). Al contrario "tio" puo' solo stare da solo. Inoltre, "tiu" puo' accompagnare sia persone che cose (nell'esempio, le torte). Percio' e' errato dire che "-o" sta per cosa e "-u" sta per persona. Attenzione a questo punto, gli italofoni lo sbagliano spesso. In sintesi, anche alle parole correlative si possono unire desinenze e affissi per ottenere nuove parole, come in: Kioma horo estas? Che ore sono? (letteralmente: Quanta ora e'?) Cxu vi scias la kialon de ilia malfruo? Sai il perche' del loro ritardo? Mi vizitis Japanion kaj renkontis kelkajn tieajn esperantistojn. Ho visitato il Giappone e incontrato qualche esperantista del posto. Malkiel Francisko, mi suficxe bone parolas la francan. A differenza di Francesco, io parlo abbastanza bene il francese. Per rendere lo studio dei correlativi meno antipatico riportiamo, per gentile concessione dell'autore, la canzone "Korelativoj" di Massimo Manca, esperantista, latinista ed ebraista. Ha pubblicato diverse canzoni originali in esperanto con Eurokka, l'associazione dei rocchettari esperantisti. La traduzione e' subito sotto. EUROKKA http://www.bekkoame.ne.jp/~taon/eurokka/ Korelativoj iu eble povus diri ke vi sxatas min ecx mi ne certas tamen tio ne gravas ion mi devus fari por atingi vin sed ankaux tio ne senproblemas do kiu vi estas kio pri via viv' kiajn revojn vi havas kaj vere kies vi? Neniu povas ecx eklerni cxion dum sia viv' sed nenion povas cxiuj elscipovi cxies estas la ebleco elprovi sin nenies ja por cxiam sukcesi mi ial kaj iel nur ekkonas vin tioman misteron kiu estas la virin' sed nur mi scias ke kie vi cxeestas tie estas la am' kaj ia senespera brileco kaj cxiom diserigxas la miljara sent' neniom pli audigxas la voko de la temp' ... nenien mi povos iri por atingi vin sed eble tial mi vin amas

Correlativi qualcuno potrebbe dire che ti piaccio neppure io ne sono sicuro, ma non ha importanza dovrei fare qualcosa per raggiungerti ma anche questo non e' facile dunque, chi sei che mi dici di te che sogni hai a chi appartieni veramente? Nessuno puo' anche solo iniziare a conoscere tutto ma il nulla e' alla portata di tutti tutti possono mettersi alla prova ma nessuno puo' farcela sempre per qualche motivo, in qualche modo, conosco appena quello strano mistero che e' la donna ma so solo che dove sei tu li' c'e' l'amore e una sorta di luce senza speranza e si sgretola il senso dei millenni non si sente piu' il richiamo del tempo ... non potro' andare in nessun luogo per raggiungerti forse per questo ti amo I correlativi all'inizio sono difficili. Li affronteremo un po' alla volta. Qui di seguito c'e' la lista dei correlativi che servono per gli esercizi. Cercate di non impararli a memoria, ma seguire la logica combinatoria. E' meno dispendioso imparare 5 radici e 9 desinenze piu' 1 regola di correlazione (15 caselle mnemoniche) piuttosto che imparare a memoria 45 correlativi (45 caselle in testa). kio kia kie kiu kiam kiom kial kiel Che cosa? Di che tipo? Dove? Chi? Quando? Quanto? Perche'? Come? cxio tia ie tiu tiam nenies ia cxiu Tutto. Di quel tipo. Da qualche parte. Quello. Allora. Di nessuno. Di qualche tipo. Ogni, ciascuno.

*****************estrai il testo da qui****************************** Ekzercoj, Leciono Kvina (Tradurre in esperanto) 1. Cos'e' quello?

2.

Dov'e' la mia tazza?

3.

Qual e' il mio libro?

4.

Chi ha mangiato la mia torta?

5.

Quando mangerete?

6.

Ogni cosa (tutto) e' bagnato.

7.

Ho dimenticato tutto (ogni cosa).

8.

La mia penna e' da qualche parte.

9.

Allora bevvi il mio te'.

10. Che ore sono? (= Quanta ora e'?)

11. Quanti giorni formano una settimana? [Usa "estas"]

12. Perche' fumi?

13. Nessun caffe' ha del latte (Il caffe' di nessuno ha latte.)

14. In che modo (come) lo fai?

15. Non sono quel tipo di ragazza.

16. Abbiamo tazze di ogni tipo.

17. Che tipo di sandwich avete?

18. Cosa mi hai chiesto? (usa chiedere per sapere)

19. Sono tutti asciutti?

20. Chi e' quello? Non dimenticare di aggiungere al testo estratto e completato il tuo nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Spedisci questi esercizi all'indirizzo del tuo insegnante indicato nella lettera di benvenuto. Indica come soggetto: 'CGE ekz 5'. LA CURIOSITA' L'unica parte apriori (ovvero non assimilata da una lingua fonte) della lingua di Z. sembrano essere proprio le particelle delle domande-kappa e dei loro derivati, criticate a piu' riprese proprio perche' "inventate". In loro difesa pero' si puo' addurre un argomento inoppugnabile: la simmetria. Con soli 14 elementi (5 prefissi e 9 suffissi) si giunge a 45 combinazioni che coprono molte situazioni e contesti non cosi' trasparenti in altre lingue. L'inglese, ad esempio, ha le 5 W (who what why where when) mentre l'italiano ha 3 C e il resto irregolare (chi cosa come quando dove perche') e senza possibilita' di sfruttare tutte le combinazioni, di contro alle 9 desinenze dell'esperanto. 3 . C O R R E L A T I V I E S P E R A N T O ___________________________________________________________________________ | | | | | | | I| KI| TI| CXI| NENI- | | | | | | | | | | | | | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -A | IA | KIA | TIA | CXIA | NENIA | qualita'| un certo | Quale? | tale | d'ogni sorta |di nessuna | | | quale | | | sorta | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -AL | IAL | KIAL | TIAL | CXIAL | NENIAL | causa | per qualche | Perche'? | percio' | per ogni | per nessun| | motivo | perche' | | motivo | motivo | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -AM | IAM | KIAM | TIAM | CXIAM | NENIAM | tempo | un tempo | Quando? | Allora | sempre | mai | | | quando | | | | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -E | IE | KIE | TIE | CXIE | NENIE | luogo | da qualche | Dove? | li', la' | ovunque | in nessun | | parte | dove | | | luogo | | | | | | | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -EN(*) | IEN | KIEN | TIEN | CXIEN | NENIEN |

direzio |verso qualche| Verso dove? | da quella | tutte le | da nessuna| ne | parte | verso dove | parte | direzioni | parte | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -EL | IEL | KIEL | TIEL | CXIEL | NENIEL | maniera |in qualche | Come? | cosi' | in ogni modo | in nessun | | modo | come | | | modo | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -ES | IES | KIES | TIES | CXIES | NENIES | possesso| di qlc | Di chi? | di quello | di tutti | di nessuno| | | del quale | | | | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -O | IO | KIO | TIO | CXIO | NENIO | cosa | qls | Cosa? | cio' | ogni cosa | nulla | | | la qual cosa| | | niente | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -OM | IOM | KIOM | TIOM | CXIOM | NENIOM | quanti | un po' | Quanto? | tanto | in ogni | per nulla | ta | | quanto | | quantita' | in nessuna| | | | | | misura | --------+-------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ -U | IU | KIU | TIU | CXIU | NENIU | persona | qlc | Chi? | quello | ognuno | nessuno | o | | il quale | | | | oggetto |-------------|-------------|-------------|--------------|-----------| determi | qualche... | Quale? | quel... | ogni | nessun... | nato | | | | | | ----------------------+-------------+-------------+--------------+-----------+ (*) La terminazione -n e' quella del moto a luogo. Dedico questo a tutto quelli che apprezzano la bellezza dell'esperanto... -Chicago, 6 agosto 1991 Leszek Kordylewski KRAK@MIDWAY.UCHICAGO.EDU