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LA CRISI DELLEQUILIBRIO: LA PRIMA GUERRA MONDIALE Le ragioni dellimmane conflitto Il 28 giugno 1914 uno studente serbo assassin a Sarajevo

o larciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, e la sua consorte. Questo episodio fece precipitare verso la guerra una situazione internazionale da anni carica di tensioni politiche, economiche e sociali, coinvolgendo non solo lEuropa ma anche il Giappone e gli U.S.A. Lassassinio non fu che unoccasione di sgretolamento dei fragili equilibri sui quali si sosteneva la situazione europea e che innesc una reazione a catena di atti e di decisioni che sfoci in un conflitto generalizzato. Le cause effettive affondavano le loro ragioni in scelte politiche ed economiche effettuate dalle grandi potenze europee nel trentennio precedente.

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Negli ultimi due decenni dellOttocento si era venuto costituendo un sistema di stati fondato su tre cardini fondamentali: la formazione di un blocco di stati alleati (Germania, Austria e Italia), lisolamento della Francia e la neutralit della Gran Bretagna, unico stato in grado di contendere alla Germania. Questo sistema di relazioni aveva cominciato a rompersi con e dimissioni di Bismarck e lavvento al tronno di Guglielmo II, con il quale cominci una politica estera pi aggressiva intesa ad affermare la centralit dellimpero tedesco. La politica espansionistica della Germania entr in rotta di collisione con limpero britannico, che vide minacciata la sua egemonia coloniale e commerciale. I tedeschi estesero i loro possedimenti in Africa, moltiplicando i motivi di tensione con lInghilterra che perseguiva lobiettivo di mantenere in collegamento l sue colonie dal Capo al Cairo, cio dal Sudafrica allEgitto. Il contrasto anglo-tedesco si acu quando limperatore mostr di voler assecondare le spinte nazionaliste che attraversavano lopinione pubblica, lanciando il progetto della grande Germania, cio della creazione di una grande nazione tedesca nella quale includere tutti i territori europei abitati da tedeschi.

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Tale progetto trov larghi consensi anche nellimprenditoria che voleva estendere il mercato interno tedesco e a incrementare gli investimenti pubblici nellindustria della guerra.

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Prese piede il programma pangermanista, che prevedeva la riunione di tutti i popoli tedeschi e caldeggiava una grande guerra rigeneratrice capace di stabilire un nuovo equilibrio europeo. Questo programma trov larghi consensi anche tra fra le forze liberali e conservatrici, infatti era diffuso tra gli ambienti finanziari e industriali tedeschi dove aumentava il timore per le lotte dei lavoratori e per le rivendicazioni popolari, che costituivano una perenne minaccia per lordine stabilito. La guerra costituiva quindi una valvola di sfogo dei conflitti sociali e nel contempo poteva creare le condizioni per mettere in atto una stretta autoritaria e repressiva. Questa ipotesi trov largo consenso anche fuori dai confini tedeschi in conseguenza allaffermazione graduale dei movimenti estremisti di destra che raccoglievano crescenti consensi fra la popolazione. Lequilibrio europeo era messo in pericolo anche dal riemergere di questioni nazionali irrisolte. Le istanze nazionali e irredentiste si erano intensificate in concomitanza con il rafforzamento delle borghesie locali e con la crescente consapevolezza della fragilit degli imperi multinazionali austroungarico e ottomano. I conflitti nazionali balcanici rappresentavano dunque il pi minaccioso focolaio di tensioni e la lotta per lindipendenza stava mettendo a nudo la fragilit dellimpero asburgico. Lo stato di tensione era inoltre aggravato dalla crisi dellimpero ottomano che, dopo la guerra dichiarata nel 1912 dalla Lega balcanica (Serbia, Bulgaria, Montenegro e Grecia), perse un terzo dei suoi possedimenti, riducendo la sua presenza nella sola Tracia orientale. Il conflitto, per, riprese intorno alla Lega balcanica per la delimitazione dei confini, anche se dietro ai paesi balcanici stavano le potenze europee quali lAustria (temeva il rafforzamento della Serbia filorussa), la Russia e lItalia (intenzionate a ostacolare legemonia austriaca). Nel 1913 la Bulgaria attacc la Serbia che ne usc di nuovo vincitrice divenendo per limpero asburgico un avversario sempre pi pericoloso (essa infatti rappresentava un ostacolo alla sua egemonia ed era il principale punto di riferimento dei nazionalismi slavi intero allimpero). Limpero britannico aveva svolto il ruolo di grande potenza, esercitando una funzione di controllo e di garanzia degli equilibri politico-diplomatici. Il suo ruolo si basava su unindiscussa leadership economica che tuttavia inizi vacillare agli inizi del Novecento, venendo contesa e in parte scalzata da economie nazionali agguerrite e potenti come quella tedesca e statunitense. Il lungo ciclo espansivo che si era aperto dopo la crisi economica di fine secolo aveva cominciato ad esaurirsi, provocando un inasprimento della competizione economica fra le diverse nazioni europee. Gran Bretagna, Francia e Germania, ma anche gli imperi russo e asburgico, erano coinvolti in una spietata concorrenza per difendere e consolidare le loro posizioni. Agli inizi del Novecento la spartizione del mondo era ormai avvenuta e non vi erano pi terre di nessuno da conquistare. Essa era governata dalla Francia e in

particolare dalla Gran Bretagna, mentre la Germania dovette accontentarsi di aree limitate e marginali. Questa situazione si tradusse nella politica sempre pi aggressiva da parte della Germania che comport una tendenza a potenziare eserciti e flotte e a investire capitali e risorse nella produzione di armi sempre pi micidiali. La guerra e gli eserciti divennero cos un grande affare economico mentre il militarismo diventava una componente essenziale delle ideologie nazionalistiche.