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Giovedì 16 maggio ore 9:30 aula magna via Balbo ASSEMBLEA DI TUTTO IL PERSONALE (è

Giovedì 16 maggio ore 9:30 aula magna via Balbo ASSEMBLEA DI TUTTO IL PERSONALE

(è prevista copertura sindacale con codice 350)
(è prevista copertura sindacale con codice 350)

Il neoeletto Ministro del Lavoro e delle politiche sociali del Governo Letta è purtroppo una nostra vecchia conoscenza. Senza temere alcuna smentita dalla stampa pubblica e privata votata alla sua acritica adulazione, alla luce dei risultati ottenuti alla guida dell’ISTAT, possiamo dire che la promozione del Prof. Giovannini a Ministro del Lavoro è sorprendente quanto ingiustificata.

Ricordiamo brevemente alcuni dei suoi grandi risultati ottenuti in ISTAT:

la quota di precari è passata da 0 a 25% in pochi mesi (400 lavoratori, selezionati con concorso pubblico e formati, restano ad oggi senza alcuna prospettiva di immissione in ruolo);

sono aumentati il numero assoluto (alla faccia della spending review!) e i relativi costi delle posizioni dirigenziali (in primis la sua retribuzione che sfiora i 300 mila euro annui);

si è inasprita una cultura organizzativa burocratica tipica della peggiore PA (rigidità morbosa delle regole, basso coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte ordinarie e strategiche, comunicazione disfunzionale: pensiamo ad esempio al trasferimento forzoso di un cospicuo numero di dipendenti nella sede di Tuscolana);

moltiplicazione dei costi di gestione dell'istituto (emblematica la vicenda delle sedi in affitto: decentrate, costose e inadeguate sul piano dell'efficienza, e in alcuni casi anche della sicurezza);

scelta di utilizzare una parte rilevante dei turnover 2009-2010 (circa 460mila€) per reclutare 7 "indispensabili" dirigenti amministrativi (a discapito dei vincitori del concorso per 115 CTER in attesa di essere chiamati). Dirigenti amministrativi che potrebbero essere licenziati (e poi risarciti per il danno) in quanto una recentissima sentenza del TAR – accogliendo un ricorso – ha annullato la graduatoria.

Enrico Giovannini è stato promosso per aver dimostrato di incarnare proprio quella dote necessaria a ricoprire una delle massime cariche dello stato: la capacità di imporre una gestione privatistica della cosa pubblica.

La sua evidente incapacità di pensare e realizzare una gestione politico-amministrativa orientata al futuro sviluppo dell'Istituto, viene oggi esportata al livello più alto generalizzando all'intero Paese. In un periodo storico in cui sarebbe più che mai necessario elaborare proposte politiche in grado di dare una prospettiva di uscita dalla crisi non basata sul mero fare cassa, il neo-ministro si presenta all'opinione pubblica con la promessa di flessibilizzare il mercato del lavoro in modo ancora più aspro del ministro Fornero. Per noi è arrivato il momento di rompere il silenzio!

Giovannini non è il nostro Ministro… così come non è stato il nostro Presidente!