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Precar* Istat Lavoro e Aspettative

I primi risultati dellindagine dei Precari Istat sui Precari Istat

Precar* Istat: Lavoro e Aspettative

Sommario
Premessa ........................................................................................................................................................... 4 Chi siamo ........................................................................................................................................................... 6 Cosa facciamo dentro lIstat ............................................................................................................................ 10 Cosa facciamo fuori dallIstat .......................................................................................................................... 14 Condizioni di vita (precaria) ............................................................................................................................. 16 Motivazioni e aspettative ................................................................................................................................ 19 Partecipazione alle attivit del Gruppo Precar* Istat...................................................................................... 23

Precar* Istat: Lavoro e Aspettative

Premessa
Lidea di svolgere questa Indagine nata nel corso di unassemblea del 2012, mentre il Coordinamento Precari Istat era impegnato in un tavolo con le OO.SS. e lAmministrazione dellIstituto per definire un Regolamento per lapplicazione dellart. 5 del CCNL da sottoporre alla Funzione Pubblica. Larticolo 5, nonostante riconosca il superamento di una selezione pubblica e gli anni di esperienza maturati in un EpR quali criteri per la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, non stato ancora applicato. Lobiettivo dellIndagine stato fin dal principio quello di far emergere il patrimonio costituito dai 418 lavoratori precari dellIstituto in termini di qualit e di far conoscere i precari e le precarie dellIstat, per quanto riguarda le loro caratteristiche, competenze e aspettative. Lesigenza che ci ha mosso stata dunque quella di analizzare il fenomeno della precariet, sia per quanto riguarda le condizioni lavorative, sia per quanto riguarda condizioni e scelte di vita di una tipologia di lavoratori che sempre pi presente nel mercato del lavoro italiano, ma che non ancora oggetto di analisi e considerazioni adeguate, come ampiamente dimostrato anche dalle misure legislative in discussione in questi giorni. Proprio per questo, i primi risultati dellIndagine vengono presentati nellambito delle 5 Giornate di de-Stabilizzazione, organizzate dal Coordinamento dei Precari dellIstat, contro lesclusione di massa del personale precario conseguenza del Decreto DAlia. chiaro che questo Istituto rappresenta solo una minima porzione di un fenomeno molto esteso e variegato: la ricerca condotta ovviamente non si propone di analizzare il precariato in Italia, ma piuttosto di fornire uno spaccato sul fenomeno. Siamo infatti consci delle nostre forze e possibilit, e siamo sicuri che focalizzandoci su una realt circoscritta, che conosciamo in maniera diretta, saremo in grado di raggiungere risultati di qualit. Questa presentazione vuole essere anche loccasione per stimolare la curiosit e limpegno da parte di altre colleghe e colleghi ad approfondire alcuni aspetti che potrebbero emergere con analisi di tipo testuale delle domande aperte o con analisi multivariate ancora tutte da costruire. Le elaborazioni qui presentate infatti sono limitate ad analisi descrittive dei risultati pi immediati. LIndagine stata somministrata tramite Websurvey, tra il 6 dicembre 2012 e il 7 gennaio 2013 a 418 colleghe/i che, a partire dal 2010, hanno avuto un contratto di lavoro a tempo determinato con lIstituto Nazionale di Statistica. Al momento dellindagine, lesperienza lavorativa a tempo determinato in Istituto andava da un minimo di nove mesi ad un massimo di due anni e cinque mesi.

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Oggi, il numero di dipendenti impiegati in Istat con contratto a tempo determinato pari a 372 unit. La diminuzione del numero di precari dovuta soprattutto al concorso da CTER espletato durante il 2011 e il 2012. La partecipazione allIndagine stata molto alta. Il questionario online stato compilato da 336 rispondenti, con un tasso di risposta dell80,4%. Nellinformativa sul trattamento dei dati, presente nellinvito a partecipare allindagine, stato specificato che i dati sarebbero stati trattati e diffusi in forma esclusivamente aggregata e che i risultati sarebbero stati presentati nellambito di unassemblea pubblica da dedicare al fenomeno del precariato. Ci sembra quindi che questa occasione sia la pi appropriata per restituire un primo quadro chiaro e rappresentativo di chi il/la Precari* Istat, in tutti i suoi aspetti. Il questionario stato articolato in diverse sezioni: anagrafica, esperienze lavorative precedenti al contratto a tempo determinato in Istat, condizioni di vita, mobilit, tipo e contenuti dellattivit lavorativa svolta in Istat, attivit lavorative e formative svolte allesterno, produzione scientifica, motivazione e aspettative, conoscenza del- e partecipazione al gruppo precari Istat. Le analisi riportate si riferiscono alle domande con un tasso di risposta superiore all85%. Le percentuali presentate sono elaborate sul totale dei dati validi.

La stabilizzazione non pu pi aspettare!

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Chi siamo
Giovent andata
Dei 418 precari cui era rivolta lindagine Precar* Istat: Lavoro e Aspettative, i rispondenti sono stati 336 pari all80,4% (di seguito definito totale rispondenti), di cui il 61,3% sono donne e il 38,7% uomini. Giovani i precari dell'Istat non lo sono affatto, avendo in media 35 anni. Pi della met degli intervistati ha oltre 35 anni: quasi un terzo ha unet compresa tra i 35 e i 39 anni, pi del 20% gi entrato negli "anta". Solo il 16,6% non ha ancora spento 30 candeline (il pi giovane ha 24 anni) (Fig. 1).
Fig. 1: Distribuzione dei Precari Istat per classi det (valori percentuali)

Situazione familiare
Oltre la met di noi vive in coppia, molti dei quali con figli a carico (24,1%); il 15,9% vive da solo. interessante notare come quasi il 10% viva ancora con i genitori, nonostante la non pi tenera et (35 anni in media) (Fig. 2).

Precar* Istat: Lavoro e Aspettative Fig. 2: Distribuzione dei Precari Istat per tipologia familiare (valori percentuali)

Nel caso in cui si viva in coppia, linstabilit lavorativa travolge spesso anche il partner (Fig. 3): il 33,9% o precario (23,2% tra dipendenti a tempo determinato e para-subordinati) o addirittura fuori dal mercato del lavoro (10,7% di non occupati); il 18,1% lavora in proprio.
Fig. 3: Distribuzione dei Precari Istat che vivono in coppia per condizione professionale del partner (valori percentuali)

Precari ben formati


I precari sono ben formati: oltre il 76% ha almeno la laurea specialistica (o una laurea vecchio ordinamento), circa l11% possiede una laurea triennale e il 12% un diploma di scuola superiore (Fig. 4).

Precar* Istat: Lavoro e Aspettative Fig. 4: Distribuzione dei Precari Istat per laurea o diploma (valori percentuali)

Quasi un quarto dei rispondenti ha un dottorato e il 12,5% possiede un master di secondo livello; molti di noi inoltre (16,7%) hanno conseguito un master di primo livello e/o frequentato altri corsi di specializzazione e perfezionamento (Fig. 5).
Fig. 5: Precari Istat con titoli post-lauream (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

e ben preparati professionalmente


Quasi la totalit di noi (96%) ha avuto esperienze lavorative prima di approdare allIstat, e per oltre il 75% dei rispondenti le esperienze precedenti sono state coerenti con il proprio curriculum formativo. Tra chi ha gi lavorato, il 55,3% ha avuto contratti co.co.co/co.co.pro e l8,2% contratti di tipo interinale, mentre solo una quota lievemente inferiore ad un terzo dei rispondenti ha lavorato con contratti a tempo indeterminato (29,4%). Coloro che hanno sperimentato una sola forma

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contrattuale si limitano al 29,4%, mentre nel 43,1% dei casi si sono avute almeno tre diverse tipologie contrattuali nel corso della propria esperienza professionale precedente allingresso in Istituto (Fig. 6).
Fig. 6: Distribuzione dei Precari Istat che hanno avuto esperienze lavorative precedenti allIstat per numero di tipologie di contratti (valori percentuali)

Un precariato che dura ormai da troppo tempo


Alla data dellintervista, e quindi includendo lesperienza di lavoro a tempo determinato in Istat, in media sono pi di 6 gli anni di lavoro trascorsi in condizione di precariato: quasi un quarto dei precari lavorava da pi di 10 anni, circa il 28% da 6 a 9 anni (Fig. 7).
Fig. 7: Distribuzione dei Precari Istat che hanno avuto esperienze lavorative precedenti allIstat per anni di precariato (valori percentuali)

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Cosa facciamo dentro lIstat


Inquadramento al ribasso
La maggior parte dei precari inquadrata nel profilo di Collaboratore Tecnico degli Enti di Ricerca (59,3%) e il restante come Ricercatore/Tecnologo (40,7%): nonostante linquadramento da CTER richieda solo un diploma di scuola superiore, ben l80,4% possiede almeno la laurea, se non titoli superiori (Fig. 8).
Fig. 8: Congruenza dellinquadramento rispetto al titolo di studio: - Distribuzione dei Precari Istat per profilo professionale (valori percentuali) - Distribuzione dei Precari Istat con profilo CTER per titolo di studio (valori percentuali)

Lattivit ordinaria in Istat


La presenza del personale precario indispensabile e trasversale a tutti i settori del lavoro ordinario dellIstat (Fig. 9): siamo impegnati maggiormente nelle attivit relative alla produzione della statistica ufficiale (22,4% in supporto tecnico alla realizzazione dell'attivit di indagine, 22,2% in analisi ed elaborazione dati), ma importante anche la quota di chi si occupa del supporto tecnico alla gestione amministrativa dellEnte (12,5%).

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Precar* Istat: Lavoro e Aspettative Fig. 9: Distribuzione delle attivit lavorative svolte allinterno dellIstat (valori percentuali sul numero delle attivit indicate)

Limpegno va al di l del tipo di contratto


Il 41,5% dei rispondenti dichiara di non svolgere attivit congruenti con il livello e profilo previsti dal contratto con il quale sono inquadrati. In particolare, il 18% dichiara di svolgere mansioni prevalentemente di livello superiore (Fig. 10).
Fig. 10: Distribuzione dei Precari Istat per congruenza delle attivit svolte rispetto al livello e al profilo di inquadramento (valori percentuali)

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Continuiamo a formarci in Istat


Quasi la totalit del personale precario (circa l87%), frequenta pi di un corso di formazione o seminario interno (Fig. 11). Tra coloro che non hanno mai partecipato ad attivit formative interne (13,1%), la causa principale da attribuirsi al fatto che la candidatura non stata accettata (57,1%).
Fig. 11: Distribuzione dei Precari Istat per frequenza a corsi di formazione/seminari interni (valori percentuali)

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Lattivit extra-ordinaria
Il nostro impegno allIstat va oltre lo svolgimento delle attivit ordinarie. rilevante (66%) la fetta di personale precario chiamato a mettere in campo la propria professionalit per collaborare a uno o pi tra gruppi di lavoro, task force o progetti operativi, attivit regolate da delibera (Fig. 12). Rispetto alla domanda precedente, maggiore la quota di coloro che non sono coinvolti in tali attivit (34%).
Fig. 12: Distribuzione dei Precari Istat per partecipazione a gruppi di lavoro, task force, progetti operativi regolati da delibera (valori percentuali)
S, da 4 a 6 6,5% No, nessuno 34,0%

S, da 1 a 3 59,5%

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Cosa facciamo fuori dallIstat


Oltre lIstat ancora lavoro
Oltre allimpegno interno allIstat, continuiamo ad investire in un percorso professionale anche al di fuori dellIstituto. Ciononostante incontriamo delle difficolt. infatti considerevole la quota di persone (42,2%) che dichiara di non svolgere unattivit lavorativa al di fuori dellIstat pur volendolo fare. Coloro che si impegnano, anche occasionalmente, in attivit lavorative allesterno sono il 28,3%: per il 19,4% rappresenta un momento di arricchimento professionale, mentre per circa il 9% una risposta allincertezza sul futuro e allinstabilit lavorativa che il contratto a tempo determinato comporta (Fig. 13).
Fig. 13: Distribuzione dei Precari Istat per attivit lavorative svolte allesterno (valori percentuali)

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e ancora formazione
Anche nel caso delle attivit formative al di fuori dellIstat, pi della met (56 ,6%) dichiara di non svolgerne alcuna nonostante sia interessato a farlo; solo il 20% non ne svolge perch non interessato. Coloro che invece seguono almeno unattivit formativa esternamente allIstat sono quasi uno su quattro (23,4%): in particolare il 10,2% dei rispondenti iscritto a un corso di laurea e il 9,9% a corsi/scuole di formazione (Fig. 14).
Fig. 14: Distribuzione dei Precari Istat per attivit formative svolte allesterno (valori percentuali)

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Condizioni di vita (precaria)


Di precariato si vive male
Il precariato ha conseguenze rilevanti su diversi aspetti della nostra vita (Fig. 15).
Fig. 15: In che modo il precariato ha influenzato i seguenti aspetti della nostra vita (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

Per la maggior parte dei rispondenti la mancanza di prospettive ha ostacolato il percorso di vita da un punto di vista sia personale sia professionale: quasi il 90%, infatti, dichiara che essere precario ha inciso in modo negativo sulla possibilit di fare progetti a lungo termine e circa il 70% sulle prospettive di carriera. Essere precario non ha avuto un impatto solo sulle prospettive future, ma anche sulla vita presente: il 60,8% sottolinea linfluenza negativa del precariato sulla propria condizione abitativa, il 57,9% sulla propria condizione economica. Questi dati sono confermati da difficolt oggettive, non superabili senza lappoggio delle reti familiari e/o amicali: la stragrande maggioranza (88%) di chi coabita con altri (familiari e non) non lo fa per scelta, ma per necessit economica; il 26,1% dei rispondenti vive in una casa s di propriet, ma della famiglia di origine. Nellanno precedente lintervista, il 32,7% ha dovuto fare affidamento alla rete familiare/amicale come sostegno al reddito nonostante, nella maggior parte dei casi, alla data di compilazione, il contratto con lIstat fosse gi in essere da oltre due anni. Il 14,2% ha ottenuto un finanziamento per mutui o prestiti ma con garanzia dei genitori; significativo, infine, che il 56,8% non abbia neanche mai provato a farne richiesta e che a circa l8% sia stato negato a causa della precariet del contratto di lavoro.

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Inoltre, per la met dei rispondenti linstabilit lavorativa ha avuto un effetto negativo sulla conciliazione tra vita privata e lavoro. La nota positiva che emerge, infine, che il 60,8% dichiara che la precariet non ha influenzato la propria vita affettiva!

anche dopo lingresso in Istat


Lingresso in Istat ha portato ad un sensibile miglioramento rispetto alla posizione lavorativa precedente in termini di benefits (88,6%), tutele contrattuali (85,4%), diritti sindacali (77,1%), retribuzione (76,1%), durata contrattuale (69%, anche se solo di 2 anni!). Dal punto di vista professionale invece si registra un peggioramento in merito ai contenuti del lavoro svolto (31,5%), alla possibilit di accrescimento delle competenze (29,9%) e alla coerenza con il percorso formativo (27,7%). Il prezzo da scontare pur di lavorare (e comunque a tempo determinato), si tradotto in un caso su quattro in un trasferimento del proprio domicilio in un altro Comune; in particolare il 19,8% ha dovuto addirittura cambiare Regione. Altro che bamboccioni! Di precariato purtroppo si continua a vivere male anche sotto altri aspetti (Fig. 16). Anche dopo lingresso in Istat, infatti, i progetti continuano ad essere a breve scadenza, quindi si continua ad essere insoddisfatti sulla possibilit di fare progetti a lungo termine (64,3%), cos come sulle prospettive di carriera (46,1%) e sulla condizione abitativa (30,3%).
Fig. 16: In che misura siamo soddisfatto/a dei seguenti aspetti della nostra vita (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

Se non altro la vita affettiva va oltre la precariet: a conferma di quanto gi detto in generale su come il precariato abbia inciso su diversi ambiti della nostra esistenza, il 67,1% dei lavoratori precari continua a ritenersi soddisfatto di un importante aspetto della vita quale quello affettivo.

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Tale dato pu essere interpretato anche come il tentativo di compensare nella sfera affettiva una non completa realizzazione sul piano lavorativo.

Cosa cambierebbe con un contratto a tempo indeterminato


Per molti dei precari Istat il contratto a tempo indeterminato consentirebbe di fare scelte impegnative e andare avanti nel proprio percorso di vita (Fig. 17). Quasi la met di noi, infatti, comprerebbe una casa; circa uno su tre farebbe un figlio e il 18,2% sceglierebbe di andare a convivere o sposarsi. Tra le scelte pi gettonate emerge anche che il 14,8% dei colleghi con un contratto stabile andrebbe a vivere da solo. Consistente anche la quota (20,7%) di chi risponde che non realizzerebbe nessun progetto in particolare: perch sfiduciato nel raggiungimento di un qualunque obiettivo, perch usufruisce di un supporto importante (ad esempio la famiglia) che gli ha permesso di realizzare la maggior parte degli obiettivi, o perch ha il desiderio di realizzarli tutti?
Figura 17: Quali delle seguenti scelte di vita realizzeremmo con un contratto a tempo indeterminato (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

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Motivazioni e aspettative
Aspirazioni e reali possibilit di proseguire la carriera in Istat
Nel fare un confronto tra la proiezione del futuro lavorativo e il bilancio delle reali possibilit, la quasi totalit dei precari (91%) aspira a continuare la propria carriera lavorativa in Istat. Tuttavia una percentuale minore, seppure rilevante (73,2%), crede che poterla proseguire in forma stabile sia una reale possibilit. Oggi alla luce degli ultimi provvedimenti legislativi, legittimo chiedersi se dovendo rispondere alla stessa domanda, questo 73,2% sarebbe ancora cos ottimista

Soddisfazione riguardo a diversi aspetti dellattivit lavorativa in Istat


Considerando i diversi aspetti dellattivit lavorativa nellIstituto (Fig. 18), ci che soddisfa principalmente il rapporto con i propri colleghi di lavoro: il 92,9% esprime un grado di soddisfazione pi che sufficiente e si mantiene alta la percentuale dei soddisfatti (78,2%) anche rispetto al rapporto con i propri responsabili. Le modalit organizzative adottate, e ancor pi la partecipazione alla pubblicazione dei risultati, sono aspetti per i quali oltre la met di noi , invece, insoddisfatta: rispettivamente, nel 54,4% e 56,6% dei casi la soddisfazione non raggiunge la sufficienza.
Figura 18: Grado di soddisfazione per i seguenti aspetti dellattivit lavorativa in Istat (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

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Giudizi su
Nonostante stabilit lavorativa e meritocrazia siano due punti fondamentali in una Repubblica fondata sul Lavoro, il livello di sfiducia da parte dei precari Istat massimo proprio su questi aspetti (Fig. 19).
Figura 19: Grado di accordo con le seguenti affermazioni (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

Il 39,8%, infatti, fortemente daccordo con laffermazione Le possibilit di trovare un lavoro stabile fuori dall'Istat sono pressoch assenti, percentuale che sale al 78% se si considerano anche quelli che esprimono un grado di accordo superiore a 5 punti su 10. Analogamente sono estremamente critici coloro che non sono per nulla in accordo con laffermazione In Istat la valutazione delle persone si fonda prevalentemente sul merito (29,9%), percentuale che aumenta al 71,8% considerando coloro che esprimono un grado di accordo inferiore a 6 punti su 10. Relativamente ai canali di accesso in Istat, alta la quota di coloro che nutrono la convinzione che il percorso di stabilizzazione sia una concreta possibilit di proseguire la carriera nellEnte (69,6% dei rispondenti), mentre di poco pi elevata quella di chi ritiene che lingresso possa avvenire tramite la strada concorsuale (il 72,9% ne convinto). In accordo con quanto appena detto, pi della met dei precari, gi idonei a un concorso, seguita ad impegnarsi partecipando ad altri concorsi che, nonostante tutto, continuano ad essere banditi da questo Istituto (senza riserve di posti per il personale a tempo determinato e senza un punteggio nei titoli dedicato in maniera specifica allesperienza maturata in Istat). Ben il 74,1% ha sostenuto il concorso da CTER VI livello a tempo indeterminato (Fig. 20), ma solo poco pi della met di chi vi ha partecipato risultato idoneo. Poco pi bassa (58,4%) la percentuale di chi ha fatto domanda per quello da Ricercatore/Tecnologo III livello a tempo indeterminato (Fig. 21), probabilmente a causa del vincolo sui requisiti di accesso che oggi per i pi potrebbe essere superato (si ricorda che il bando uscito ormai da quasi due anni).

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Figura 20: Distribuzione dei Precari Istat per partecipazione al concorso pubblico da CTER di VI livello professionale a tempo indeterminato (valori percentuali)

Figura 21: Distribuzione dei Precari Istat per presentazione della domanda per il concorso pubblico da Ricercatore/Tecnologo di III livello professionale a tempo indeterminato (valori percentuali)

Cosa vorremmo dal lavoro?


Potendo esprimere due risposte in ordine di importanza al quesito In generale, cosa vorresti dal lavoro? (Fig. 22), risultato che la stabilit di impiego al primo posto nei desideri dei rispondenti, sia come prima che come seconda scelta (39,5% e 21,8%); a seguire emerge limportanza di lavorare in un ambiente stimolante (circa il 18%). circa il doppio la percentuale (16%) di coloro che indicano, come seconda scelta, un soddisfacente livello di reddito rispetto alla percentuale (8,6%) di chi indica tale aspetto come prima scelta. Lo stesso rapporto si rileva per il riconoscimento del merito.

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In sintesi viene prima la stabilit e poi la soddisfazione lavorativa, in termini economici e di gratificazione professionale e personale.
Figura 22: In generale, cosa vorremmo dal lavoro? Distribuzione dei Precari Istat distintamente per prima e seconda scelta (valori percentuali)

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Partecipazione alle attivit del Gruppo Precar* Istat


Gli strumenti di comunicazione
Il principale strumento con il quale comunichiamo tra noi la mailing list (47%); segue linformarsi tra colleghi (32,4%) e attraverso il materiale cartaceo affisso per le sedi (13,7%). La maggior parte di noi soddisfatta tanto delle discussioni che circolano in mailing list in merito al precariato (83,7%), quanto del tono delle stesse (64,6%).

La partecipazione alle attivit


Il 41,5% partecipa spesso o sempre alle assemblee generali; il 46% ogni tanto (Fig. 23). Alle riunioni di coordinamento invece prende parte, spesso o sempre, solo il 9%, ed il 27,8% ogni tanto. Coloro che partecipano mai o ogni tanto alle attivit dichiarano che ci dovuto principalmente alla difficolt di conciliare gli orari delle riunioni con la vita privata (61%) o al fatto che queste si svolgano in una sede diversa da quella lavorativa (36,4%). Il 15,7% dichiara di non partecipare poich non daccordo con le attivit portate avanti dal Gruppo Precar*. Una quota minore ritiene di non doversi esporre in prima persona o che i tempi non siano ancora maturi per intraprendere azioni collettive (rispettivamente il 7,6% e il 5,5%).
Figura 23: A quali attivit del Gruppo Precar* prendiamo parte (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

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Condivisione delle scelte


Il 54,3% ritiene che le proposte del Coordinamento Precari siano frutto di decisioni condivise (Fig. 24). Tra coloro che non la pensano cos (15,1%), il motivo da attribuirsi in prevalenza allaccoglimento di proposte formulate sempre dalle stesse persone (64,1%) e alla mancanza di un adeguato dibattito in sede assembleare (25,6%).
Figura 24: Distribuzione dei Precari Istat secondo se si ritiene che le attivit proposte dal Coordinamento siano frutto di decisioni sufficientemente condivise dai precari (valori percentuali)

Il 49,8% si dichiara soddisfatto dei risultati ottenuti fin qui (Fig. 25). Coloro che ritengono che il Coordinamento stia ottenendo buoni risultati con le proprie attivit auspicano per il futuro un aumento di pressione sullAmministrazione (65,2%) e sulle istituzioni politiche (53,8%), insieme allazione congiunta con altri Enti di Ricerca (43,9%).

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Precar* Istat: Lavoro e Aspettative Figura 25: Soddisfazione dei risultati ottenuti dal Coordinamento e direzione futura: - Distribuzione dei Precari Istat secondo se si ritiene che con le attivit proposte dal Coordinamento si stiano ottenendo dei risultati soddisfacenti (valori percentuali) - Se s, in quale direzione vorremmo che le attivit dei Precari Istat fossero orientate per ottenere risultati pi soddisfacenti (valori percentuali sul numero dei rispondenti)

Infine, per quanto riguarda il rapporto con le OO.SS., il 60,6% ritiene che il Coordinamento debba rimanere una realt autonoma (Fig. 26). ). Il 27,3% non esprime unopinione.
Figura 26: Distribuzione dei Precari Istat secondo se si ritiene che il Coordinamento debba avvicinarsi di pi alle Organizzazioni Sindacali (valori percentuali)

GRAZIE A TUTT* NOI! E NON FINISCE QUI


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