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5 BUONI MOTIVI PER APPLICARE LARTICOLO 5

altro che choosy, di precariato ne abbiamo abbastanza


il 36% ha cambiato almeno 3 tipologie di

di precariato si vive male


la precariet ha influenzato in modo

molto negativo

contratti pre-Istat; il co.co.co il contratto pi diffuso

per l86,8%, la possibilit di fare progetti a lungo termine per il 69% le prospettive di carriera il 74% non ha figli il 33%, nellultimo anno, si rivolto alla famiglia per un sostegno al reddito

nonostante i 36 anni di media

ce la meritiamo
il 78% ha almeno la laurea specialistica il

41% ha post-laurea

anche

specializzazioni

il 10% ha solo una laurea triennale

Istat
quello che vogliamo
il 91% vuole restare in Istat il 70% crede nella stabilizzazione con il tempo indeterminato

sarebbe ora
oltre la met ha superato i 35 anni il 27% gi entrato negli anta solo il 14 % non ha ancora spento

il 48% comprerebbe casa il 32% farebbe un figlio

30 candeline.

fonte: Indagine sui precari Istat

100% gi idonei

popolazione: 418 precari

http://precaristat.blogspot.it

tasso di risposta: 80%

Oggi 20 febbraio 2013, a pochi giorni dalle elezioni politiche, si aprono i lavori dellXI Conferenza Nazionale di Statistica, un appuntamento che ci offre loccasione per riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo strategico della conoscenza scientifica per la progettazione delle policy e per la governance. Un ruolo strategico costantemente ignorato da tutti gli schieramenti politici che hanno governato fino ad oggi o che si candidano alla guida di questo Paese. La ricerca e l'innovazione, infatti, sono una priorit dell'agenda dell'UE per promuovere crescita e occupazione; mentre i paesi membri sono chiamati a investire, entro il 2020, il 3% del PIL in Ricerca e Sviluppo il volume di questi investimenti in Italia scandalosamente fermo da decenni (meno dell1% del prodotto interno lordo a fronte di una media europea del 2% ). In Italia il 13,4% dei dipendenti ha un contratto a termine e la Pubblica amministrazione detiene il triste primato di essere il principale datore di lavoro precario. Il comparto della ricerca uno dei settori in cui pi radicata labitudine alla frammentazione dei percorsi occupazionali e la moltiplicazione delle tipologie contrattuali costituisce la norma. Labuso sistematico di contratti di lavoro flessibile ha vanificato i risultati ottenuti attraverso i provvedimenti straordinari inseriti allinterno della legge finanziaria del 2007 che, tramite un meccanismo di conversione dei contratti a termine, aveva sensibilmente ridotto il bacino di precariato presente nella PA. La condizione di discontinuit contrattuale e reddituale che imposta ai lavoratori precari limita i diritti e condiziona le scelte di vita. Nonostante questo una parte consistente dellattivit scientifica degli Enti di Ricerca pubblici affidata al lavoro quotidiano dei precari, che in Istat rappresentano il 20% della forza lavoro. Ricerca e Istruzione costituiscono un investimento indispensabile per la ripresa economica e per il futuro dellintero sistema paese. Per questo chiediamo al prossimo Governo di mettere in campo un consistente piano di messa in sicurezza della ricerca pubblica che preveda: - la rimozione dei vincoli sullutilizzo del turnover negli enti di ricerca, attualmente fissato al 20%, per ripristinare le ordinarie procedure di ricambio del personale; - la stabilizzazione del rapporto di lavoro per i precari della conoscenza anche attraverso lutilizzo degli strumenti giuridici gi esistenti, come larticolo 5 del CCNL del comparto che prevede la conversione a tempo indeterminato dei contratti a termine qualora questi siamo stati sottoscritti a seguito del superamento di procedure concorsuali pubbliche.

Coordinamento Precari Istat http://precaristat.blogspot.com