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Alain De Libera: Averro e l'averroismo

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Interviste Alain De Libera

Averro e l'averroismo
12/5/1994

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Averro, pensatore della Spagna musulmana, considerato il Commentatore per eccellenza di Aristotele, ha avuto discepoli nel mondo ebraico e soprattutto in quello cristiano: l'averroismo latino, infatti, un mito della storiografia, dice De Libera, ma anche una realt storica. Averro ha scritto in arabo ma stato tradotto assai presto in latino intorno al 1230 a Toledo e a Napoli per volere di Federico II. La sua fama raggiunse tutte le universit medievali, e soprattutto l'Universit di Parigi dove fu considerato il rappresentante della filosofia araba nel mondo cristiano, soppiantando in tal modo Avicenna. A differenza di quest'ultimo che aveva presentato una versione platonizzante della dottrina di Aristotele, Averro volle restaurare l'aristotelismo autentico. Esistono due fasi dell'averroismo latino, ricorda De Libera: il primo averroismo fraintende l'interpretazione che il filosofo arabo diede della dottrina aristotelica dell'intelletto possibile e dell'intelletto agente; il secondo, cominciato attorno al 1245-50 soprattutto nelle universit di Bologna e di Padova, comprende giustamente che per Averro i due intelletti sono entit sepate dall'anima umana e sostiene il cosiddetto monopsichismo averroiano che da tale tesi deriva. Oltre al tema del monopsichismo, l'averroismo latino caratterizzato dalla celebre dottrina della doppia verit e dalla teoria detta dei tre impostori, menzionata anche da Boccaccio: entrambe, dice De Libera, attribuite ingiustamente ad Averro. De Libera accenna al rapporto tra averroismo e libertinismo e descrive il contenuto del Trattato decisivo sull'accordo della filosofia e della religione le cui tesi politiche, in particolare, l'affermazione dell'inutilit della classe dei teologi, spiegherebbero la scarsa fortuna di cui il filosofo arabo godette nel mondo islamico.
Parigi, Istituto Italiano di cultura, 12 maggio 1994 Biografia di Alain De Libera Partecipa al forum "I classici"

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Alain De Libera: Averro e l'averroismo

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