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la Repubblica

MARTED 12 FEBBRAIO 2013

CULTURA
Albert Camus in un disegno di Tullio Pericoli

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lhidalgo della Mancha, che confonde i ricordi e i progetti, il fantastico e il reale e che non pu avere altra cornice di vita che limmaginario. I miei personali romanzi cavallereschi si sono trasformati in quelli di un piccolo borgo diventato capitale, di una piccola casa diventata castello e di tutti i personaggi romanzeschi che per me hanno contato quanto degli amici veri. Allora, poich non sogno di essere bocciato alla maturit perch non riesco ad afferrare il concetto di valenza nella chimica, poich non sogno di essere contemporaneamente campione di tennis, direttore dorchestra e grande attore, eccomi improvvisamente proiettato a casa mia, e sento il rumore delle cascate e delle sorgenti nelle montagne affacciate sul mare, nella citt degli avi e nella casa di famiglia. La sospensione della pena terminata. Lintervallo finito. Lesilio dimenticato. Vengo a prolungare la stirpe. Prolungo la continuit. La vita non si interrompe, si perpetua grazie alla vitalit delle radici. Ci saranno tanti rami che cadranno insieme alle foglie, ma lalbero rimarr, unico ed eterno. Ma a ogni modo la casa la trasmissione, la durata, non la morte. Tutto continua. Eccomi. Arrivo. Riapro la bottega chiusa il giorno prima da mio padre. Riprendo leredit. Ho indossato il grembiule grigio che gli serviva per proteggersi dalle nuvole di farina. Sento mia madre che grida Jules dal balcone, e la vedo che mi sorride quando si accorge che sono a fianco di mio padre. Vestito come lui. Al mio posto. A svolgere la mia funzione. L dove serve. L dove si deve. Tu non volevi che io restassi. Per lo meno quello che dicevi. Per favorire le mie partenze dicevi: Va, figlio mio. Ma mi facevi scrivere: Quando tornerai, non avremo pi il diritto di essere infelici. Tu pensavi alla guerra e al fatto che io potessi scamparvi, non al mio ritorno fra voi. Ma eccomi: sono

Gallimard pubblica il nuovo libro del fondatore del Nouvel Observateur Che racconta un incontro con il grande autore

CAMUS
QUANDO ALBERT TROV LA FELICIT NEL DESERTO
JEAN DANIEL ulle alture intorno a Tangeri un tempo cera una scogliera detta del kif, perch il locale, alquanto rudimentale, che vi sorgeva sopra forniva da fumare questa cannabis un po grossolana. Quello che sorprende, su questa collina che sovrasta loceano, vedere dei banchi accatastati gli uni sugli altri, come se ci si trovasse di fronte a una scena teatrale o dentro una scuola. Lo spettacolo lacqua a perdita docchio, di qua loceano, pi a est il mare. Su questa scogliera i giovani sognano. Io credevo che lo facessero soltanto i vecchi. Hanno il desiderio di perdersi in questa distesa indistinta, dove nulla interrompe lo sguardo. Stanno l, pietrificati e felici, come ne ho visti spessissimo, come mi sono visto talvolta, di fronte al deserto. Un giorno Camus ha invitato un uomo giovanissimo a passare da lui alla Nouvelle Revue Franaise. Mi ha scelto senza conoscermi veramente, sembrava smanioso di parlare. Tornava dal deserto algerino. Non ricordavo di aver mai conosciuto un

LO SGUARDO di

LAUTORE
Jean Daniel cofondatore ed editorialista del Nouvel Observateur. Dal suo libro anticipiamo questo brano

Non ricordavo di aver mai conosciuto un uomo tanto raggiante, posseduto dal suo viaggio
uomo tanto raggiante. Sembrava innamorato. E in effetti era posseduto dal suo viaggio. Usava termini religiosi. Era stato visitato e ne tornava accompagnato. Quanto lho amato quel giorno! Quanto sono stato felice che mi confidasse quella grazia! Ma Camus ha terminato il racconto di quella trance con un aneddoto. Passando da Algeri era andato a rivedere la baia delle sue felicit, dallalto di quello che si chiamava il balcone Saint-Raphal. L aveva incontrato un algerino molto modesto, un uomo di mezzet, dal viso grave, dolce e segnato, e che notandolo, dopo aver terminato la sua meditazione di fronte alla calma degli Dei, gli aveva detto: Tu guardi, tu guardi come se conoscessi. Perch conosco, ha risposto Camus. Larabo lo ha contemplato a lungo, combattuto fra lo scetticismo e la simpatia. Poi gli ha accordato un sorriso di benvenuto e di benedizione. Camus raccontava tutto questo felicissimo. Quellarabo e io sapevamo tutto quello che serve sapere sul mondo,

mormor per concludere. In seguito ho capito che cosa volevano dire, lui e quellarabo. Un tuffo nellOceano primordiale, estraneo e allo stesso tempo materno, un inserimento nel grande vuoto che anche il grande tutto e limpressione inebriante di far parte del cosmo. Non so se sarei riuscito a fumare del kif in un posto diverso da Tangeri. E non so nemmeno se avrebbe avuto lo stesso effetto. Credo che quella citt sia un po folle. Mi ha dato le vertigini. In quel momento la sola citt del Nordafrica che sia veramente libera, nella sua allegria e nella sua giovinezza. Si sveglia intorno alle sei della sera e a quel punto comincia ad abbandonarsi a una serie ininterrotta di rappresentazioni. I tangerini sono dei sonnambuli, nel duplice senso della parola. Sono

instabili, come il sole sullo Stretto, incerti come i venti che esitano fra due mari, brulicanti come le onde che si susseguono sulle spiagge immense, deserte, infinite. Nella folla brunastra e sensuale passano a volte correnti bionde di vichinghi e valchirie. La capigliatura che ricade sulle spalle, la criniera alta, la schiena carica di un enorme zaino da campeggio, tenuto fermo con delle cinghie sulle cosce nude. Queste correnti circolano nellindifferenza generale, tanto non suona strano da queste parti lo straniero, tanto si sente a casa propria in questa appendice cosmopolita dellAfrica, questo istmo britannizzato dellAndalusia. Ho anche limpressione che leffetto del kif non sia lo stesso nei giorni in cui lAtlantico si infervora e nei giorni in cui regna il Medi-

terraneo. In ogni caso, Tangeri che mi ordina di ritornare a Blida. Da noi gli anziani dicevano e il padre ripeteva cose ben diverse. Per esempio, e Dio sa quanterano solenni allora, che non si poteva giudicare riuscita la propria vita se non si invecchiava nella propria citt e non si moriva in casa propria. Bisognava andare a consultare il patriarca a casa sua, bisognava che i bambini diventati adulti fossero presenti per chiudergli gli occhi una volta arrivata la sua ora. La citt natale e la casa di famiglia sono i rifugi del sacro. Credevo di aver relegato lattaccamento alla citt e alla casa avita nella polvere dei continenti scomparsi quando dimprovviso, grazie a una pipa di kif, ho preso a pensarvi, ripensarvi e poi a sognarli. Ho cominciato ad assomigliare sempre pi al-

In primo piano

IL LIBRO
Miroirs dune vie di Jean Daniel uscito da Gallimard

Tangeri mi ha dato le vertigini. la sola citt del Nordafrica libera nella sua allegria e giovinezza
qui. Ti faccio rivivere attraverso il mio ritorno, e non hai pi il diritto di essere infelice. Perch non sono tornato a mani vuote. Non sono un viaggiatore senza bagaglio. Metto ai tuoi piedi tutte le ricchezze della mia vita vissuta e della mia vita sognata. Ho radunato tutto. Non lascio dietro niente. Niente e nessuno. Qui a Blida, Ourida piccola rosa, ritrovo tutto a sessantanni di distanza, la piazza darmi attorno a cui passeggiano gruppi diversi e chiedono notizie gli uni degli altri ogni volta che si incrociano, a distanza di qualche minuto. Ho ritrovato Badigel, il principe guercio e ruffiano, i piccoli lustrascarpe pi informati di tutti, la strada degli ottonai, del ciabattini, dei mozabiti, e poi il mercato arabo, dove per la prima volta mi sento a casa, mentre quandero bambino mi era ostile. Mi indirizzano verso il giardino Bizot, oggi giardino Lumumba. (Traduzione di Fabio Galimberti) Editions Gallimard (Parigi), 2013
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Il caso

SALVATE RIVOLI LAPPELLO DEI MUSEI


BERGAMO Il Castello di Rivoli a rischio. Lallarme dellAssociazione Musei dArte Contemporanea Italiani che ieri, in un comunicato, ha accusato lestrema gravit del comportamento del Consiglio di Amministrazione del Museo, che alla data di scadenza del mandato del direttore, si dimostrato impreparato a garantire la continuit operativa e scientifica dellIstituzione che governa. Dallo scorso 31 gennaio non pi in carica il direttore Beatrice Merz e i lavoratori di Rivoli hanno espresso preoccupazione per la loro situazione. In Piemonte dovrebbe nascere un nuovo organismo gestionale: una Superfondazione che inglobi il Castello di Rivoli, la Galleria dArte Moderna di Torino e Artissima.

LA CITT /1
Ad Algeri dal balcone Saint-Raphal si vede la baia di Camus

LA CITT /2
Tangeri unaltra tappa della memoria nel viaggio in Nordafrica