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TURBINE IDRAULICHE

Convertitori e Attuatori a Fluido



Corso di Laurea I Livello
INGEGNERIA GESTIONALE

TURBINE IDRAULICHE
Converti tori e Attuatori a Flui do
Cors o di Laurea I Li vello
INGEGNERIA GESTIONALE
CLASSIFICAZIONE

DINAMICHE


Rotative


Radiali


Assiali


Miste

TURBINE IDRAULICHE
Turbina Pelton
Turbina Francis
Turbina Kaplan
TURBINE IDRAULICHE
n
s
< 30 50 Turbina Pelton
n
s
e [40 50; 400 500] Turbina Francis
n
s
> 400 500 Turbina Kaplan
In definitiva si pu concludere che le turbine Pelton
sono adatte ai grandi salti e alle piccole portate,
mentre le Kaplan sono adatte a situazioni
esattamente opposto.
Inoltre il numero delle pale del rotore si riduce man
mano che si arriva alle macchine ad elica, per
giungere alla Kaplan che ha quattro pale.
TURBINA IDRAULICA
PELTON
TURBINA PELTON
Utilizzare elevati salti geodetici (H >1000 m)
Elaborare portate volumetriche relativamente
modeste
Produrre decine di MW
Funzionare ad azione (la corrente liquida, una
volta uscita dal distributore opera a pressione
atmosferica)
La turbina Pelton studiata per:
TURBINA PELTON
Nella turbina Pelton, il sistema distributore
costituito da uno o pi boccagli, regolati da
otturatori interni (spina Doble), che lanciano verso il
rotore (ruota Pelton) la corrente liquida in forma di
getti cilindrici.
Un apposito dispositivo
idrostatico, provvede a
posizionare la spina
assialmente in
corrispondenza dei
diversi carichi.
TURBINA PELTON
Presso lorifizio del boccaglio un organo
appositamente sagomato, tegolo deviatore, mentre
consente il passaggio del getto durante il
funzionamento abituale, con apposita manovra
comandata pu ruotare attorno al suo perno,
interferire con il getto e deviarlo impedendogli di
agire sulla palettatura quando, in circostanze di
emergenza, il carico esterno si annulli.
TURBINA PELTON
Le palette rotoriche
hanno forma di doppia
cucchiaia e sono
provviste di un
tagliente al centro, che
divide il getto in due
parti uguali, deviate,
nella loro traiettoria,
dallintradosso delle
pale.
TURBINA PELTON
TURBINA PELTON
TURBINA PELTON
Quando la pala nella posizione I, al getto si
oppone il bordo inferiore della pala, il quale
deve presentarsi a spigolo vivo per non
tranciare il getto stesso visto che la traiettoria
relativa dellacqua decisamente centripeta.
TURBINA PELTON
Affinch la pala possa
incontrare il getto, nella
posizione I, offrendo uno
spigolo vivo (sempre al fine
di non tranciare il getto
stesso) necessario che si
realizzi un intaglio presso il
brodo inferiore della pala ed
un incavo sullestradosso
cos da evitare interferenza
con il getto.
TURBINA PELTON
1. la prima nel quale il tagliente inizia ad
appropriarsi del getto
2. la seconda nella quale esso completamente
investito del getto (arco di piena azione)
3. la terza nella quale lintradosso della pala,
essendo ormai il tagliente coperto dalla pala
successiva, impegnato dalla quantit
dacqua compresa tra le due pale che si
avvicendano
Ogni pala attiva soltanto in un arco di azione, nel
quale essa investita dal getto. In questo arco
possibile distinguere tre fasi:
TURBINA PELTON
TURBINA PELTON
Affinch tra due pale consecutive non vi sia
interferenza, ma che il loro avvicendarsi sia tale (e
ci ha a che fare con il calcolo del numero di pale e
con il calcolo del passo palare) da garantire la
continuit del contatto tra il getto e le pale della
turbina. Solitamente questi calcoli vengono effettuati
per via grafica tracciando la traiettoria relativa del
getto al fine di assegnare correttamente il valore del
passo palare, tuttavia esistono anche delle relazioni
interpretative come la:
2 1 2 1
13
800

~
i n i n
z
s s
Numero boccagli
TURBINA PELTON
4 / 5
2 / 1
H
P
n n
s
=
2 / 1
4 / 3
2 / 1
65 . 3 q
H
V
n n
s

=
Numero di giri specifico del Camerer
Potenza espressa in [CV]
Salto idraulico in [m]
TURBINA PELTON
Un altro parametro molto importante nello studio
della turbina Pelton, poich legato al numero di giri
specifico, il rapporto tra il diametro d del boccaglio
ed il diametro D della ruota Pelton.
Esprimendo il numero di giri specifico secondo la
forma del Camerer e ricordando che nella turbina
Pelton la velocit assoluta allo sbocco del boccaglio
costante e definita dalla:
H g
d
i c
d
i V 2
4 4
2
1
2

t t
= =

H g c 2
1
=
TURBINA PELTON
( )
2 / 1
4 / 1
2 / 1
2 / 1
2 / 1
4 / 3
2 / 1
2
2
65 . 3 65 . 3

= = H g
d
i n
H
V
n n
s

t
q

( ) ( )
( )
D
c
u
g
c
u
u
n
g
c
n
g H n
1
2 / 1
1
2 / 1
1
2 / 1
2 / 1
60 2
2 2
t

= = =

.
1
i
D
d
c
u
K n
s
=
Costante che ingloba le costanti
TURBINA PELTON
Per quanto riguarda i triangoli di velocit della turbina
Pelton, con riferimento alla mezzeria dellarco di piena
azione, laddove il tagliente perpendicolare allasse
del getto, la velocit assoluta del getto c
1
e la velocit
di trascinamento u della pala hanno la stessa
direzione ed il medesimo verso. Quindi allattacco del
bordo del tagliente la velocit relativa w
1
della vena
fluida :
u c w =
1 1
Il triangolo di velocit in ingresso degenera in un
segmento di retta
TURBINA PELTON
Subito dopo il tagliente, per, a causa
dellangolo 0 tra le pareti dei due cucchiai
della pala, la w
1
devia immediatamente sulla
w
1
con una conseguente lieve perdita di
energia.
TURBINA PELTON
TURBINA PELTON
Le due vene dacqua, nelle quali il getto stato
frazionato dal tagliente, procedono poi lungo
lintradosso dei cucchiai fino al bordo duscita,
inclinato dellangolo | rispetto allasse del getto ed
il triangolo di uscita tale da produrre una velocit
assoluta di scarico c
2
capace di smaltire portata
allontanando il liquido lateralmente rispetto alla
girante.
TURBINA PELTON
Chiaramente la c
2
rappresenta una perdita di
energia cinetica, per la qual cosa conviene che
essa sia la pi piccola possibile compatibilmente
per con lesigenza appena esposta di smaltire la
portata.

Langolo | che realizza il compromesso
dellordine degli 8.
TURBINA PELTON
quando lacqua entra in contatto con la pala,
nellarco di piena azione, allora la velocit di
trascinamento u e la velocit assoluta sono
parallele ed equiverse e pertanto o
1
= 0
se si vuole fare in modo di ridurre il pi possibile la
velocit assoluta c
2
in uscita dalla girante
garantendo comunque lo smaltimento della portata,
allora occorrer fare in modo che la c
2
sia quanto
pi assiale possibile
2 2 1 1
cos cos o o c u c u L
i
=
1
c u L
i
=
TURBINA PELTON
Dunque, se si vuole conoscere il rendimento
interno (o idraulico) della turbina, bisogna
osservare che, imponendo o
2
= t /2, se gi
implicitamente calcolato il massimo.
1 2
2 2
1
2
1
1
2
1
= = = = =
c
u
c
c u
c
L
H g
L
i i
i
q
2
1
1
=
|
|
.
|

\
|
opt
c
u
TURBINA PELTON
Passando per alle velocit reali (cio mettendo in
conto le perdite) si ottiene che la velocit di
trascinamento di massimo rendimento vale:
2
2
1
cos 1
cos
|
|

=
c
u
TURBINA IDRAULICA
FRANCIS
TURBINA FRANCIS
Le turbine Francis coprono una gamma di
n
s
piuttosto ampia


Passando da n
s
bassi ad elevati il flusso
passa da radiale ad assio radiale ad
assiale
TURBINA FRANCIS
TURBINA FRANCIS
Lalimentazione pu avvenire o in camera libera (cio da una
vasca che permette lingresso dellacqua da tutte le direzioni nel
distributore) o in condotta forzata (tramite cassa a spirale)
TURBINA FRANCIS
La corrente idraulica
centripeta e lacqua, entrando
nel distributore, assume, a
causa di questultima, provvisto
di apposite pale sagomate,
unintensa circuitazione di
velocit, in virt della forte
componente tangenziale
acquistata dalla stessa a
monte della girante.
La palettatura rotorica distrugge tale circuitazione, restituendo
la corrente allo scarico con andamento pressoch assiale.
TURBINA FRANCIS
TURBINA FRANCIS
La geometria della girante di una turbina Francis si
modifica in funzione del numero specifico di giri.
a a
c
D
c V
2
2
2
2 2
4
t
= O =

( ) ( )
1
2
2 / 1
2
1
1
2
2 / 1
2 1
2 / 1
2 2
2 / 1 2 / 1
30
2
1
2
1
D
D
c
n
u
D
D
c D c D V
a a a
t
t
t t = = =

n
u
D
t
1
1
60
= moltiplicando e dividendo per
TURBINA FRANCIS
( )
4 / 3
2 / 1
1
2
2 / 1
2 1
2 / 1
30
65 . 3
H D
D
c u n
a s
q
t
=
moltiplicando e dividendo il 2
membro per (2 g)
3/4

( )
( )
( )
4 / 3
2 / 1
1
2
4 / 1
2 1
2 / 1
4 / 3
4 / 3
2 / 1
1
2
4 / 3
2 / 1
2 1
2 / 1
4 / 3
2 2
30
65 . 3 2
2
30
65 . 3 2
H D
D
gH
c
gH
u
g
H D
D
g
c u
g n
a
a
s
q
t
q
t

|
|
.
|

\
|
=
= =
TURBINA FRANCIS
gH
u
U
2
1
1
=
gH
c
C
a
a
2
2
2
=
Velocit adimensionali
1
2
2 / 1
2 1
550
D
D
C U n
a s
~
per q = 0.91
TURBINA FRANCIS
r
c b D V
1 1 1 1
t =

2 / 1
1
1
1 1
770
|
|
.
|

\
|
=
D
b
C U n
r s
per q = 0.91 e
1
= 0.9
Questa espressione lega il numero di giri specifico
con significativi rapporti dimensionali della macchina
DISTRIBUTORE E CASSA A
SPIRALE
TURBINA FRANCIS
provvedere a far pervenire alla ruota con un
angolo di incidenza diverso in funzione della
portata
ridurre la portata e quindi la potenza in fase di
regolazione
Il distributore ha un duplice compito:
TURBINA FRANCIS
La regolazione della macchina si realizza con una
variazione della portata.
In questa macchine ci
effettuata variando
linclinazione delle pale
distributrici, essendo
ciascuna di essa
fulcrata ad una quota
radiale intermedia tra
quelle dei bordi
dingresso e di uscita.
TURBINA FRANCIS
Le pale distributrici sono provviste di biellismi di
orientamento azionati da un cerchio metallico detto
cerchio di Fink, che provvede a variare langolo di
calettamento dei sistemi distributori di tutte le
turbine idrauliche a reazione (Francis e Kaplan).
TURBINA FRANCIS
Quando la ruota lenta cio disegnata per
maggiori cadute, il bordo dingresso nella ruota
immediatamente adiacente alluscita delle pale
distributrici.
TURBINA FRANCIS
Si ipotizzi per comodit che la ruota Francis sia,
nella prima parte dei suoi condotti puramente
radiale.
1
c
u
c
1
r
c
1
1
u
1
w
2
w
2
u
2
c
Il triangoli delle velocit
alla portata normale.
1
|
1
o
TURBINA FRANCIS
1
c
1
u
1
w
2
w
2
u
2
c
1
' c
r
c
1
r
c
1
'
1
u
1
' w
1
' o
1
' |
TURBINA FRANCIS
langolo o
1
rimane costante
la velocit periferica rimane costante
langolo |
1
varia (aumenta o diminuisce)
Quando la portata varia, varia anche c
1r
, riducendosi
proporzionalmente alla portata.
Ci comporta che:
Si verifica allora un ingresso nella girante in maniera
scorretta con linsorgenza consequenziale di perdite.
TURBINA FRANCIS
1
c
1
u
1
w
2
w
2
u
2
c
1
' c
r
c
1
r
c
1
'
1
u
1
' w
1
' o
1
' |
u
c
1
'
TURBINA FRANCIS
Ad una diminuzione di portata deve quindi
corrispondere un aumento della componente
tangenziale.
Per mantenere costante langolo |
1
occorre
aumentare la componente tangenziale c
1u
o
diminuire langolo formato dalla velocit assoluta
con la periferica u, cio occorre diminuire o
1
.
TURBINA FRANCIS
Nelle turbine Francis veloci (cio gradi portate e
piccole cadute idrauliche), il distributore sono
fortemente distanziati e ci si accentua nelle turbine
Francis velocissime dette anche ruote Dubs.
Il distributore conferisce allora alla corrente dacqua
un forte componente tangenziale della velocit
assoluta.
TURBINA FRANCIS
Per definire la forma delle pale distributrici, in
relazione a quella della girante lecito, di solito,
trascurando gli attriti, accettare la legge del vortice
libero:
costante = r c
u
TURBINA FRANCIS
Lequazione di Eulero risulta:
) (
2 2 1 1 u u i
c u c u L =
) (
2 2 1 1
r c r c M L m P
u u i i i
= = = e e

). (
2 2 1 1
r c r c M
u u
=
TURBINA FRANCIS
Lequazione di Eulero esprime la costanza della
quantit di moto, quindi il momento delle quantit di
moto si trasferisce dalluscita del distributore
allingresso della ruota.


La linea meridiana del profilo del distributore dunque
un arco di spirale logaritmica che deve essere corretto
nel tratto terminale qualora varino le condizioni
ipotizzate.
TURBINA FRANCIS
La sezione della cassa spirale in genere circolare
TURBINE IDRAULICHE
KAPLAN
TURBINA KAPLAN
La turbina Kaplan appartiene alla famiglia delle
turbomacchine ad elica, in quanto, mentre il
distributore non dissimile, sia per forma che per
funzione da quello delle turbine Francis, la palettatura
rotorica ha la forma di unelica, per solito da quattro a
sei pale.
TURBINA KAPLAN
TURBINA KAPLAN
a monte si trova la schiera di quelle avandirettrici
la cassa spirale che costruita in conglomerato cementizio di
forma rettangolare o a trapezio con spigoli arrotondati
la girante unelica, con ogiva allestremo dellalbero le cui
pale hanno la possibilit di variare il loro angolo di
calettamento
il numero di pale molto basso, di regola da 4 a 8
Le pale sono di solito ricavate per fusione con il mozzo
Lefflusso da radial centripeto alluscita del distributore
diventa assiale prima di entrare nella palettatura rotorica
La configurazione tradizionalmente ad asse verticale con
alternatore posto in alto, rotore della turbina in basso e
cuscinetti reggispinta al centro
A valle della girante disposto un diffusore per il recupero
dellenergia cinetica residua
TURBINA KAPLAN
La regolazione viene effettuata come la Francis
variando langolazione delle pale statoriche. Ad ogni
condizione di regolazione, comunque, non
corrisponde un calettamento ottimo per le pale
rotoriche sul proprio mozzo e pertanto, nelle turbine
Kaplan, anche il calettamento rotorico variabile in
sede di regolazione.
Solo nel caso di impianti non soggetti a regolazione,
il calettamento rotorico pu essere fisso (turbine ad
elica propriamente dette).
TURBINA KAPLAN
Grosso difetto delle eliche a pale fisse il rapido
decadimento del rendimento idraulico al variare
del carico dovuto ad un rapporto cinematico u/c
1

ad elevati n
s
, molto ridotto.
TURBINA KAPLAN
La turbina Kaplan la macchina idraulica capace di
sviluppare le maggiori potenze rispetto a qualsiasi
altra (molte centinai di MW) con cadute in genere
non superiori ai 500 m ed oggi si presta
allutilizzazione della potenza idraulica disponibile
nei grandi fiumi africani e sudafricani.
TURBINA KAPLAN
q
carico %
elica
Francis
Pelton
Deriaz
TURBINA KAPLAN
La curva del rendimento interno in funzione del carico pur non
essendo piatta come quella delle turbine Pelton e delle turbine
con calettamento rotorico variabile (Deriaz e Kaplan) presenta
una riduzione di q di pari misura sia a destra che a sinistra del
carico di progetto ed in genere accettabile almeno per medi
valori di n
s
.
Per il raggiungimento, invece, di alti n
s
, Kaplan ebbe il merito di
accorgersi che i maggiori ostacoli derivavano sia dalle perdite
di carico nella ruota che dalla contropressione derivante dal
cammino in parte radiale dellacqua nella ruota.
TURBINA KAPLAN
Lidea delle pale mobili consiste nelloperare la correzione
del triangolo dingresso con la contemporanea variazione di
o
1
e |
1
, variazione che si pu ottenere ruotando le pale
intorno ad un asse grossolanamente meridiano, e la
regolazione della potenza avviene o ruotando il distributore
(assicura la variazione in contemporanea di portata
volumetrica e o
1)
o ruotando le pale (assicura la variazione di
|
1
).
Per ogni rotazione della pala si ha una curva di rendimento
con un suo massimo.
TURBINA KAPLAN
Se si effettua la regolazione in modo che per ogni
variazione di carico lapertura del distributore e la
rotazione siano quelle atte a dare il massimo
rendimento (inviluppo delle infinite curve relative ad
una data posizione della pala).
La turbina ad elica a pale mobili (turbina Kaplan)
quindi una turbina dotata di una grande stabilit di
rendimento alle variazioni di carico, ci che
compensa ampiamente laumentata
complicazione costruttiva.
TURBINA KAPLAN
q
carico %
TURBINA KAPLAN
Tali turbine sono quelle che forniscono la pi
razionale trasformazione di energia idraulica in
meccanica, sia perch consentono i massimi
rendimenti ottenibili con macchine idrauliche sia
poich conservano ottimi valori di rendimento ai
carichi parziali.
TURBINE IDRAULICHE
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Si consideri un diffusore nella sua forma pi
semplice, cio di tubo svasato, (TUBO SVASATORE)
e si applichi il teorema di Bernoulli al tragitto medio di
una particella fluida tra le sezioni O
2
(uscita della
ruota) ed O
3
ed O
a
(ossia tra sezione di sbocco del
tubo svasatore ed il pelo libero del canale di fuga).
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
h
2
z
2
z
a
0 ~
a
c
3
O
a
O
2
O
2
c
2
p
3
c
3
p
a
p
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
3 2
3
3
2
3
2
2
2
2
2 2

+ + + = + +
p
h g z g
p c
z g
p c

perdite di carico tra le stazioni ed
O
2
ed O
3

Tra la sezione 2 e la sezione 3
a
p a
a a
h g z g
p c
z g
p c

+ + + = + +
3
2
3
3
2
3
2 2
Tra la sezione 3 e la sezione a
perdite di carico tra le stazioni ed
O
2
ed Oa
termine positivo
termine positivo
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Il termine h
2-a
dovuta alla brusca variazione
di sezione ed calcolabile mediante lipotesi di
Borda, il quale asserisce che:
2 2
2
3
2 2
3
3
c c c
h g
a
a
p
~

( )
3
3
z z g
p p
a
a
+ =

RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
0
3
= z
Potendo fissare arbitrariamente un riferimento:
a
a
z g
p p
+ =

3
3 2
2
3
2
2
2 2
2 2

+ + + = + +
p a
a
h g
c
z g
p
z g
c p

Sostituendo nellequazione
di Bernoulli tra la sezione 2 e
la sezione 3
termine di progetto noto a priori
funzione delle caratteristiche del
tubo diffusore cui si riferisce.
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Gli unici termini positivi sono dati dalla pressione
atmosferica e dal termine relativo alle perdite.
Questi termini sono gli unici che tendono a
mantenere la pressione al di sopra di valore
pericolosi
la variazione di energia cinetica, data la
conservazione della portata e la geometria del tubo
svasatore, negativa
3 2
2
2
2
2
3 2
) (
2

+ +

+ =
p a
a
h g z z g
c c p p

0 < 0 < 0 > 0 >
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
la variazione di energia potenziale geodetica
anchessa negativa data la disposizione della
girante rispetto al pelo libero del serbatoio di
scarico
se il tubo svasatore fosse cilindrico, allora si
avrebbe la costanza della velocit e quindi non si
avrebbe variazione di energia cinetica il che vuol
dire che non si avrebbe recupero dellenergia
cinetica. Inoltre la pressione p
2
sarebbe data solo
da:
3 2
2
2

+ =
p
a
h g h g
p p

2 2
z z h
a
=
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
La pressione alluscita della ruota risulta inferiore a
quella atmosferica.
Ci dovuto ai termini relativi:

1. alla variazione dellenergia cinetica
2. allaltezza h
2

3. alle perdite relative

La turbina idraulica a reazione elabora tanta pi
potenza quanto maggiore la differenza delle
pressioni tra ingresso e uscita della ruota.
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
In qualche caso la quota h che si realizza addirittura
negativa, cio si fa la girante annegata (il rotore
cio sottobattente). La diffusione avviene cos
praticamente per intero nel ramo orizzontale del
condotto.
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
2
O
4
O
3
O
a
O
2
h
h
Gomito di Kaplan
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
3 2
3
3
2
3
2
2
2
2
2 2

+ + + = + +
p
h g z g
p c
z g
p c

4 3
4
4
2
4
3
3
2
3
2 2

+ + + = + +
p
h g z g
p c
z g
p c

a
p a
a a
h g z g
p c
z g
p c

+ + + = + +
4
2
4
4
2
4
2 2
Applicando il teorema di Bernoulli tra:
tra 2 e 3
tra 3 e 4
tra 4 e a
2 2 2
2
4
2
4
4
2
4
c
z g
p c
z g
p c
a
a a
+ + + = + +

2
2
4
4
c
h g
a
p
~

0 ~
a
c
ipotesi del Borda
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
) (
4
4
z z g
p p
a
a
+ =

4 3
4 4
2
4
3
3
2
3
) (
2 2

+ + + + = + +
p a
a
h g z g z z g
p c
z g
p c

4 3
2
4
3
3
2
3
2 2

+ + + = + +
p a
a
h g z g
p c
z g
p c

4 3
2
4
3
2
3 3
2 2

+ + + =
p a
a
h g z g
c
z g
c p p

RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
3 2
3
2
4
3
2
3
2
3
2
2
2
2
2 2 2 2

+ + + + + = + +
p a
a
h g z g z g
c
z g
c p c
z g
p c

4 3
3 2 2
2
4
2
2 2
) (
2

+ +

=
p a
a
h g h g z z g
c c p p

RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Si definisce rendimento manometrico del
diffusore q
d
, il rapporto tra laltezza dinamica
(cio energia dinamica effettivamente
recuperata) allaltezza dinamica ideale:
2
2
4
2
2
c c
H g
d
d

= q
altezza dinamica

(termine relativo alla
variazione di energia cinetica,
pi le perdite)
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
d s
a
H g H g
p p
=

2
4 3
3 2 2
2
4
2
2 2
) (
2

+ +

=
p a
a
h g h g z z g
c c p p

altezza statica

(si indica il termine h
2
)
2
2
4
2
2 2
c c
H g
p p
d s
a

= q

RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Si definisce infine un coefficiente di recupero il
rapporto tra lenergia cinetica effettivamente
recuperata e la caduta netta:
H g
h g
c c
c
p
rec
3 2
2
4
2
2
2
2

=
caduta idraulica netta
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Quando alluscita della girante di una turbina idraulica
a reazione si spinge la depressione dellacqua oltre
certi limiti insorge il fenomeno della cavitazione.
Per le turbine idrauliche sono disponibili delle curve di
origine sperimentale fornite da vari studiosi.
Una curva fornita dal Thoma e rappresenta il valore
del rapporto:
H
h
g
p
a
2
+
=

o
| |
4
H H
P
n n
CV
s
=
RECUPERO ENERGETICO ALLO SCARICO
Noti H ed n
s
, si ricava dalla formula del Thoma
che definisce la quantit o il valor massimo che
pu assumere la grandezza h
2
che esprime la
sopraelevazione della ruota sul livello del
canale di fuga.
Se poi la turbina in alta montagna, come
succede assai spesso, occorre tener conto della
riduzione della pressione atmosferica. In linea di
massima si pu sottrarre allh
2
ricavato
dallesperienza di Thoma la grandezza:
900
a
altezza dellinstallazione sul
livello del mare
[m]
TURBOMACCHINE IDRAULICHE
REVERSIBILI
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
Lenergia elettrica, se da un lato certamente il tipo di
energia pi comodo per la maggior parte degli
impieghi, un bene non immagazzinabile e deve
essere quindi prodotta quando richiesta.
Il problema che la richiesta di energia elettrica non
certo regolare e periodica e, a prescindere dalle
variazioni orarie e da quelle stagionali, presenta
variazioni di carico molto spinte tra ore diurne ed ore
notturne.
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
Si elaborano dei
diagrammi di
carico, ossia dei
diagrammi in cui si
riporta in ordinate la
richiesta di energia
elettrica ed in
ascisse il tempo in
ore pari ad un
giorno solare (24
h).
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
Per ovviare al problema delle forti variazioni delle
richieste di carico risulta evidente la convenienza
dellaccumulo dellenergia sotto forma idraulica.
ma come fare laccumulo?
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
Si potrebbe pensare di pompare lacqua da fiumi o da
altri serbatoi ad appositi serbatoi durante le ore
notturne per poi riutilizzarla, nei periodi diurni, per
attivare le turbine idrauliche nei casi di maggiore
richiesta.
Il pompaggio viene effettuato impiegando energia di
origine termoelettrica o termonucleare prodotta da
impianti molto grandi la cui regolazione non
versatile e che nelle ore vuote, dedicate al
pompaggio, non possono riversare altrove lenergia
convertita, la quale ha perci basso prezzo.
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
In un contesto simile, riveste un ruolo di spicco una
macchina capace di funzionare reversibilmente sia
da pompa che da turbina (pompe turbine) al
fine di effettuare le conversioni elettroidrauliche in
unico gruppo costituito da una macchina elettrica
sincrona funzionante da generatore e da motore e
da una macchina idraulica funzionante da pompa e
da turbina.
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
Tra le macchine idrauliche lunica reversibile la
turbina Francis, che pu pertanto anche funzionare
come macchina operatrice.

Tutte le macchine idrauliche reversibili sono di
questo tipo.
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
Quando la macchina funziona da turbina
(turbinaggio) occorre disporre di un opportuno
diffusore. Normalmente si ricorre alla soluzione del
gomito di Kaplan annegando la girante
Quando la macchina funziona da pompa
(pompaggio), ci si trova automaticamente con una
girante disposta sottobattente, la qual cosa
sovente una buona soluzione per scongiurare la
cavitazione nelle macchine operatrici
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI
TURBOMACCHINE IDRAULICHE REVERSIBILI