Sei sulla pagina 1di 109

SCIENZE MOTORIE TRASMISSIONE PEPTIDERGICA E PEPTIDI OPPIOIDI

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA


La trasmissione peptidergica ha molti aspetti in comune con le trasmissioni dei classici trasmettitori non peptidici:

Laccumulo intravescicolare  La liberazione calcio-dipendente  Il legame a recettori specifici  Linterazione con canali ionici  La produzione di secondi messaggeri  Azione pre e post sinaptica inibendo o eccitando su brevi e lunghe distanze


TRASMISSIONE PEPTIDERGICA
 Presenta

alcune peculiarit distintive dalle altre neurotrasmissioni che la avvicinano alle comunicazioni intercellulari di tipo endocrino da ormoni proteici:

 La

biosintesi peptidica  Linterazione recettoriale  Lestinzione del segnale peptidergico

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA
 La

sintesi avviene esclusivamente nel corpo cellulare o nei dentriti dove ci sono i ribosomi. da sostanze assunte con la dieta, bens dalla degradazione di molecole di pi grosse dimensioni

 Non

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA

I peptidi oppioidi derivano da:


 PRO

OPIO MELANO CORTINA (POMC) ENCEFDALINA-A ENCEFALINA-B

 PRO

 PRO

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA
I

neuro peptidi sono presenti in concentrazioni molto basse a livello delle terminazioni nervose, perch per lattivazione recettoriale ne occorre una piccola quantit.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA
I

peptidi esistono anche come cotrasmettitori in neuroni che producono neurotrasmettitori classici come la dopomina o la noradrenalina.

PEPTIDE

Composto organico azotato, tappa intermedia sia della demolizione delle proteine ad aminoacidi, sia delle sintesi delle proteine a partire dagli aminoacidi.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA
 La

sintesi avviene secondo codice genetico di DNA contenuto in appositi geni.  Il DNA del gene contiene regioni codificanti (esoni) e noncodificanti(introni).  DNA intero viene trascritto in RNA.  Tale RNA, rimossi gli introni e alcuni esoni, viene ricongiunto (splicing) per formare la sequenza definitiva di RNAm che sar tradotta dai ribosomi

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA
 Spicing:

importante meccanismo di regolazione cellulare della biosintesi peptidica (es. sostanza P e neurokinina A
entrambi tachichinine i cui RNAm sono codificati nello stesso gene in cui avvengono differenti processi di splicing).

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA


La traduzione del RNAm che codifica per i neuropeptidi avviene a livello del RER del corpo cellulare dei neuroni. Pre-propeptide viene attaccato dalle endopeptidasi specifiche (RER e app.Golgi) che staccano la sequenza segnale e lo idrolizzano in tratti specifici con la formazione di neuropeptidi con propria attivit biologica. Amidazione dellaa carbossiterminale.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA SECREZIONE REGOLATA  Concentrazione dei neuropeptidi in granuli (grossi) e raggiungimento dei siti della membrana plasmatica per il processo di secrezione.  Depolarizzazione della membrana attraverso segnale bioelettrico(frequenze molto elevate).  Fusione dei granuli pi vicini con la membrana  Versamento allesterno dei peptidi.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA SECREZIONE COSTITUTIVA


 Secrezione

a livello del corpo cellulare.

 Secrezione

della molecola del precursore che non funzione da neurotrasmattitore ma ha funzione di fattore di crescita con funzione di organizzazione e sviluppo della rete neuronale.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE Scomparsa lenta dei peptidi affidata: 1) alla proteolisi enzimatica (a volte scarsa) ad opera di peptidasi. Le peptidasi si classificano in funzione del punto di attacco  Carbossi peptidasi  Aminopeptidasi  Endopeptidasi e in funzione della specificit per laa (es. serina-proteasi etc.)

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE  Le peptidasi possono essere localizzate: allinterno dei granuli, legate alle membrane cellulari (ectoenzimi es. NEP), liberi nel plasma (con funzione di protezione nei confronti di neuropeptidi potenti tissutali, es. anafilotossina da complemento).  Le peptidasi sono poche con ampia specificit (es. i peptidi oppioidi sono metabolizzati dalle encefalinasi che contribuiscono alla metabolismo del peptide natriuretico atriale).

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE La selettivit sufficiente delle peptidasi data dalla loro localizzazione sulla membrana cellulare rispetto al potenziale substrato (es. la NEP e i recettori e oppioidi nel S.N.C.).

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE La inibizione dellenzima di conversione dellangiotensina I (ACE) produceva effetti antiipertensivi. La inibizione della degradazione delle encefalinasi induceva risposte analgesiche, aumentando il livello extracellulare di peptidi oppioidi endogeni liberati dai neuroni encefalinergici.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE In definitiva le peptidasi controllano lattivit della trasmissione peptidergica: 1. Contribuendo alla liberazione della forma attiva del peptide. 2. Alterando la specificit recettoriale del peptide. 3. Estinguendo lattivit biologica del peptide

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE Caduta della concentrazione dei peptidi per diluizione che determina labbassamento del livello di affinit tra il peptide e il recettore.

PEPTIDI OPPIOIDI

-ENDORFINA  DINORFINA  LEU-ENCEFALINA  MET-ENCEFALINA




Ciascuna sostanza ha una propria via dazione  Stimolazione dei recettori oppioidi (eroina, morfina, etc.)
 Stimolazione

dei recettori colinergici nicotinici (sigarette) della concentrazione di dopamina (cocaina e amfetamina) del sistema GABAergico (alcool, barbiturici e benzodiazepine)

 Aumento

 Facilitazione

Le sostanze stupefacenti possono determinare effetti biologici perch interagiscono con i recettori. Cosa sono i recettori?

Strutture molecolari (proteine) specializzate situate sulle superfici delle cellule

ESISTE UNA VIA FINALE COMUNE


 La

liberazione nella shell del nucleo accumbens (un puntochiave per la generazione di emozioni!) di

dopamina

Cos la dopamina

Sostanza (mediatore chimico) che si libera con la stimolazione di alcuni nervi

P.F.C.

N.C. V.T.A.

N.A.

 In

seguito allazione della dopamina nel nucleo accumbens il desiderio della droga diventa simile ad un desiderio la cui soddisfazione fondamentale (la fame o la sete). mancanza della droga genera un comportamento compulsivo di ricerca: il CRAVING

 La

CRAVING


ci che, qualcuno potrebbe chiamare DIPENDENZA PSICOLOGICA per distinguerlo dalla DIPENDENZA FISICA il problema comprendere se queste distinzioni abbiano realmente un sensoequale!

CRAVING
Desiderio irresistibile, intrusivo, che comporta la perdita del controllo e una serie di azioni tese alla sua soddisfazione. Pu essere cos intenso da impedire la concentrazione e da interferire pesantemente con le performance di ogni giorno causando un estremo disagio per il paziente.

CRAVING La via nervosa responsabile del meccanismo del craving, quella coinvolta nel trasporto della dopamina che proietta al sistema nervoso centrale (nucleo accumbens)

La tossicodipendenza
 Un

insieme di sintomi che indicano come lindividuo continui a fare uso di una sostanza nonostante i problemi correlati alluso della stessa situazione in cui un individuo non riesca a evitare luso di una sostanza nonostante, razionalmente, non desideri pi fare uso

 La

Il fatto che la tossicodipendenza sia una patologia cronica e recidivante

NON SIGNIFICA CHE SIA INCURABILE !!!

Diagnosi di abuso secondo DSM IV


Una modalit patologica di uso della sostanza in grado di determinare modificazioni cliniche significative, come indicato da una o pi delle seguenti condizioni che si manifesti nei 12 mesi precedenti 1 . Uso ricorrente della sostanza che determina l'incapacit ad adempiere i compiti principali sul lavoro, a scuola, o a casa.  2. Abuso ricorrente della sostanza in situazioni che sono fisicamente rischiose.  3. Abuso ricorrente della sostanza correlata a problemi legali.  4. Uso continuo malgrado la consapevolezza di avere un problema (persistente o ricorrente) di natura sociale o interpersonale che causato o accentuato dagli effetti della sostanza. Non soddisfa i criteri per la dipendenza da sostanza


Diagnosi di dipendenza secondo DSM IV


La diagnosi di dipendenza pu essere posta se il soggetto ha sperimentato o esibito tre o pi delle seguenti situazioni nel corso dell'ultimo anno:  1. Tolleranza definita come segue: bisogno di aumentare notevolmente le dosi della sostanza per raggiungere l'effetto desiderato o l'intossicazione, oppure, una marcata riduzione dell'effetto con l'uso continuato delle medesime dosi della sostanza.  2. Astinenza, ossia: comparsa di una caratteristica crisi di astinenza per la sostanza, oppure la stessa sostanza (o una correlata) assunta per ridurre o alleviare i sintomi di astinenza.


3. La sostanza assunta spesso in quantit superiori e per periodi di tempo pi prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto. 4. Desiderio persistente, oppure uno o pi tentativi infruttuosi di sospendere o controllare l'uso della sostanza. 5. Una gran quantit di tempo viene spesa in attivit necessarie a procurarsi la sostanza, ad assumerla o a riprendersi dagli effetti. 6. Interruzione o riduzione di importanti attivit sociali, lavorative o ricreative a causa dell'uso della sostanza. 7. Uso continuativo della sostanza nonostante la consapevolezza di poterne ricavare danni fisici o problemi psicologici, persistenti o ricorrenti, causati o esacerbati dall'uso della sostanza.

OPPIO

lattice estratto dal Papaver Somniferum Album

Effetti:  analgesia  depressione respiratoria  spasmo della muscolatura liscia  dipendenza  tolleranza

Recettori oppioidi
(sottotipi


2)

analgesia spinale e sopraspinale inibizione della tosse, depressione respiratoria, miosi, inibizione produzione di vasopressina, memoria catalessia, rig. muscolare, acinesia

Sostanza gelatinosa, area PAG, n. talamici mediali, n. talamico intralaminare, nuclei del rafe N.tratto solitario, locus ceruleus, ipotalamo Sost. Ret. Ponto-bulbare, vago N. di Westphal Ipotalamo, ipofisi posteriore Amigdala, corteccia, talamo N.accumbens, n. caudato

  

 

Recettori oppioidi
:


Analgesia spinale e sopraspinale Miosi Affettivit, memoria Attivit motoria

Sostanza gelatinosa, area PAG, n. talamici mediali, n. talamico intralaminare, nuclei del rafe N. di Westphal Amigdala, corteccia, talamo VTA, n.accumbens

k:


Recettori oppioidi
Sostanza gelatinosa, area PAG, n. talamici mediali, n. talamico intralaminare, nuclei del rafe Amigdala, corteccia, talamo

Analgesia spinale

Comportamento, affettivit, memoria

Al di fuori del SNC peptidi e recettori oppioidi sono presenti:


 Tratto  Vie  Vie

Recettori oppioidi

gastrointestinale

biliari urogenitali circolatorio respiratorio

 Apparato  Apparato

Recettori oppioidi
 RECETTORI

METABOTROPICI

 Tutti

i recettori appartengono alla superfamiglia dei recettori associati a proteine G e inibiscono, quasi sempre ladenilato ciclasi.

Recettori oppioidi
I

recettori oppioidi controllano lattivit dei canali ionici: lattivazione dei rec.k inibisce lattivit di alcuni canali del calcio, lattivazione dei rec. e apre i canali del potassio.

 Le

modifiche delle attivit ioniche di canale danno iperpolarizzazione con conseguente inibizione del segnale nervoso.

Ruolo dellintervento farmacologico


 Modulazione

della risposta nocicettiva agli stimoli dolorosi e allo stress della elaborazione di esperienze e comportamenti gratificanti della regolazione della temperatura corporea sulla regolazione della frequenza e del volume respiratorio

 Controllo

 Controllo

 Controllo

Agonisti:
Oppio Morfina Codeina Diidrocodeina Metadone Tramadolo Destropropossifene Fentanil Meperidina Alfentanil Sufentanil

Farmaci
Agon./antagonisti:
Pentazocina

Antagonisti:
Naloxone Naltrexone

Agon. parziali:
Buprenorfina

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI ANTAGONISTI

FARMACI AGONISTI

Il controllo delle afferenze dolorose la pi importante attivit svolta dalle applicazioni terapeutiche. Le sensazioni dolorose sono per lo pi convogliate al midollo spinale attraverso fibre di tipo C. La sostanza gelatinosa la prima stazione di controllo delle afferenza dolorose e si trova nel corno grigio posteriore del midollo spinale. La SG ricca di peptidi oppioidi (encefaline, dinorfine) e di recettori oppioidi ( ,k).

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI ANTAGONISTI

FARMACI AGONISTI

Gli interneuroni della SG esercitano una funzione inibitrice sulla trasmissione degli impulsi dolorosi, formando un vero e proprio cancello di accesso alle afferenze dolorose.

Altre aree ricche di peptidi oppioidi e recettori oppioidi sono larea PAG, i nuclei del talamo,il locus coeruleus

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI ANTAGONISTI




FARMACI AGONISTI

La modulazione oppioide dei comportamenti gratificanti offre unadeguata spiegazione dei processi psicologici di abuso dei farmaci oppiacei. I peptidi oppioidi e i farmaci oppiacei producono risposte gratificanti in tutte le specie animali(es. avversione per lambiente e autosomministrazione). Effetti gratificanti mediati da recettori localizzati: nellarea tegmentale ventrale, nel nucleo accumbens, nellippocampo, nellipotalamo (fascio dopaminergico mesocorticolimbico che origina dallarea tegmantale e proietta nel nucleo accumbens)

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI ANTAGONISTI

FARMACI AGONISTI

I peptidi oppioidi e i farmaci oppiacei modificano il comportamento consumatorio degli animali.  Gli agonisti rec. inibiscono la fame e la sete  Gli agonisti rec.k stimolano la fame e la sete
 

I peptidi oppioidi e i farmaci oppiacei agonisti elevano la temperatura corporea dei soggetti esposti al caldo.

I peptidi oppioidi e i farmaci oppiacei agonisti diminuiscono la temperatura dei soggetti esposti al freddo.

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI ANTAGONISTI

FARMACI AGONISTI

Gli oppioidi esplicano importanti effetti sulla funzione respiratoria (causa di morte). Agonisti dei 2 sono potenti inibitori della stimolazione respiratoria prodotta dallaumento della pCO2 nel sangue. Blocco del pilotaggio dei centri respiratori pontobulbari da parte della tensione parziale della CO2 nel sangue prodotta dai processi energetici metabolici.

Metabolismo
 Assunzione

parenterale e sublinguale (per


gastrointestinale

via orale il farmaco verrebbe completamente metabolizzato gi al primo passaggio epatico)


 Assorbimento  Distribuzione

tessutale, superano la barriera placentale, ematoliquorae e si ritrovano nel latte materno epatico renale ( possbile ritrovare i metaboliti nelle urine fino a 36-48 ore dallassunzione)

 Metabolismo  Eliminazione

Effetti collaterali
 SNC:

azione sedativa e ipnotica, nausea e vomito, miosi, riduzione delleccitabilit del centro della tosse (effetto sfruttato in terapia), depressione respiratoria dose-collerata.

 Cardiovascolare:

riduzione delle resistenze periferiche, vasodilatazione, bradicardia, ipotensione ortostatica.

Effetti collaterali
 Gastrointestinale:

inibizione della peristalsi, inibizione secrezione gastrica, aumento del tono dello sfintere di Oddi con coliche biliari.

 Vie

urinarie: ritenzione urinaria per

aumento del tono della muscolatura vescicale.  Aumento della pressione endocranica, prurito per liberazione di istamina, intensa sudorazione notturna.

Tolleranza


La tolleranza un fenomeno che avviene a livello cellulare. La tolleranza implica una desensibilizzazione dei recettori oppioidi senza modifiche significative della loro densit ed affinit. Si instaura dopo somministrazione cronica. La tolleranza di grado diverso per i singoli effetti: elevata per quelli analgesici, euforizzanti, respiratori, non compare per la stipsi e la miosi.

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI Tolleranza

ARK (enzima che fosforila il recettore beta adrenergico) responsabile dellinstaurarsi della tolleranza. capace, attraverso ripetute fosforilazioni, di desensibilizzare molti altri recettori, compresi i recettori oppioidi.

 E

NEUROPEPTIDI OPPIOIDI Tolleranza


 Il

ARK si attiva quando lagonista si lega al recettore e la sua attivazione produce fosforilazione dei residui di serina e di treonina nei loop recettoriali citosolici a cui si legano le G proteine. fosforilazione destabilizza il complesso recettore - proteina G attraverso il suo disaccoppiamento.

 Tale

Dipendenza La dipendenza ha 3 cause:  I rinforzi positivi che sono costituiti dagli effetti gratificanti degli oppiacei e rappresentano stimoli alla ricerca.  I rinforzi negativi che sono rappresentati dalla sindrome di astinenza e quindi i tentativi di evitamento della stessa.  Gli stimoli discriminativi i cui effetti possono promuovere e sostenere il comportamento di ricerca della sostanza.

Sindrome di astinenza da oppiacei la sospensione dellassunzione cronica di morfina ed determinata da: drammatica riduzione dell attivit basale dei neuroni dopaminergici della VTA, tale riduzione potrebbe essere alla base della disforia che tipicamente caratterizza la sindrome di astinenza, anche dopo disintossicazione fisica.

Sindrome di astinenza da oppiacei

Per quanto attiene ai sintomi dellastinenza fisica, essa dovuta a:  Meccanismi neuroadattativi allinterno dellarea PAG;  Meccanismi adattativi a livello dei neuroni noradrenergici;  Meccanismi addattativi a livello del nucleo accumbens.

Sindrome di astinenza da oppioidi-terapia


 Analgesici  Miorilassanti  Anticolinergici  Antistaminici  Ansiolitici

Over dose da oppioidi


 La

intossicazione acuta d i seguenti segni e sintomi:  Miosi serrata bilaterale con pupilla non reagente  Depressione respiratoria, con bradipnea, cianosi, acidosi respitaroria  Alterazione della coscienza, stato stuporoso, coma, riflessi superficiali attenuati o assenti

Over dose da oppioidi-terapia


 Farmaco

antagonista: naloxone cloridrato, 0,4mg ev ogni 4 minuti, fino a 6 fiale.  Paziente sotto osservazione, intubazione, rianimazione con ventilazione assistita.  Risoluzione del collasso cardiocircolatorio e ledema polmonare acuto con plasmaexpanders, cortisonici, diuresi osmotica e diuretici.

Terapia intossicazione cronica

 Farmaci

agonisti: metadone cloridrato

 Farmaci

agonisti parziali: buprenorfina cloridrato

Intossicazione cronica Terapia


1.

Farmaci agonisti: metadone cloridrato Farmaci agonisti parziali: buprenorfina cloridrato (assunzione sub-linguale) Agonista parziale dei rec. Elevata affinit recettoriale Antagonista rec.k (modica euforiaattivit antidepressiva)

1.

  

Cocaina
o benzoilmetilectonina fa parte della categoria degli psicostimolanti, estratto dalle foglie di Erithroxylon coca:
  

Produce euforia Diminuisce lappetito Diminuisce il desiderio del sonno

Effetto gratificante e potere tossicomanigeno.




Veniva utilizzato in terapia come anestetico locale

Cocaina
Meccanismo dazione:  Aumenta la concentrazione di dopamina nel nucleo accumbens (area limbica sulla quale terminano gli assoni dei neuroni dopaminergici che partono dal mesencefalo).  Inibisce la ricaptazione delle catecolamine a livello sinaptico.  Potenziamento e prolungamento delleffetto delle catecolamine a livello centrale e periferico.

Cocaina

 La

somministrazione ripetuta provoca la compromissione della funzionalit dopaminergica con la riduzione della concentrazione sinaptica di dopamina e ipersensibilit dei recettori postsinaptici

Effetti psichici della cocaina




Stadio 1 euforia: euforia, labilit affettiva accresciuta performance cognitiva e motoria, ipervigilanza, anoressia e insonnia. Stadio 2 disforia: tristezza, malinconia, apatia, difficolt di attenzione e concentrazione, anoressia e insonnia. Stadio 3 paranoia: sospettosit, paranoia, allucinazioni e insonnia. Stadio 4 psicosi: adenodia, allucinazioni, comportamento stereotipato, ideazione paranoide, insonnia, perdita di controllo degli impulsi, disorientamento.

Preparazioni di cocaina
si differenziano in dipendenza della via di somministrazione ed altre caratteristiche farmacocinetiche: dalle foglie di coca per macerazione si ottiene la pasta di coca, per raffinazione si ottiene la cocaina cloridrata (sale ac., solub. in acqua, assorbibile dalle mucose). Il crack, si ottiene dissolvendo il sale in soluzione alcalina e separando la cocaina con un solvente. La cocaina base libera solubile nei grassi e assorbibile per via inalatoria dopo riscaldamento

Dipendenza La dipendenza ha 3 cause:  I rinforzi positivi che sono costituiti dagli effetti gratificanti degli oppiacei e rappresentano stimoli alla ricerca.  I rinforzi negativi che sono rappresentati dalla sindrome di astinenza e quindi i tentativi di evitamento della stessa.  Gli stimoli discriminativi i cui effetti possono promuovere e sostenere il comportamento di ricerca della sostanza.

Vie di assunzione  Via orale: masticazione sotto forma di foglie di coca e deglutita (assorbimento attraverso le mucose e presente nel sangue dopo 5 minuti. Biodisp. 40%).  Via nasale: sotto forma di polvere (assorbimento veloce. Biodisp. 40%)).  e.v.(assorbimento veloce 30 sec. Biodisp. 100%)  i.m. (assorbimento lento per la vasocostr.)  Sottocute (assorbimento lento per la vasocostr.)  Fumata

Metabolismo
Particolarmente elevato nel plasma e nel fegato.  Moderata attivit in altri organi tra cui il cervello.  Produzione di composti idrosolubili che vengono escreti dalle urine principalmente.  I metaboliti maggiori sono: la benzoilecgonina e lecgoina metilestere. Da questi si possono formare altri metaboloti N-demetilati. Tutti derivano dal processo di idrolisi della cocaina cloridrato ad opera delle esterasi epatiche ed ematiche.  Rapidamente metabolizzata, reperibile nel plasma non oltre le 4-6 ore e nelle urine non oltre le 48-72 ore.


Pattern di uso
Uso sperimentale: uso occasionale per sperimentare gli effetti  Uso sociale-ricreazionale: uso circoscritto ad ambienti dove la sostanza socialmente accettata. Uso saltuario e non programmato.  Uso situazionale-circostanziale: tipico di persone che ne fanno un uso allo scopo di facilitare la socializzazione. Uso programmato.  Uso intensificato: quotidiano, ancora controllato .  Uso compulsivo: il limite posto alluso dipende esclusivamente dalla disponibilit della sostanza.


Binges: periodi di ore o giorni durante i


quali il soggetto continua ad assumere la sostanza trascurando il cibo, il sonno ed ogni altra attivit o interesse. Il consumo di cocaina in tali periodi pu raggiungere e superare i 30 g nelle 24 ore. La cessazione dellepisodio dovuta allesaurimento fisico (crush) del soggetto che per giorni non dorme e non si alimenta. Altre volte la cessazione dovuta alla comparsa di uno stato psicotico.

Sindrome di astinenza da cocaina la sospensione della assunzione cronica della cocaina che determina: dei livelli di dopamina;  Riduzione dei livelli di serotonina;  Aumento delle interazioni dei due neurotrasmettitori a livello del nucleo accumbens.
 Riduzione

Sindrome di astinenza da cocaina


Non comporta una dipendenza fisica ma psichica denominata crash i cui segni principali sono:  Craving (comportamento fobico ossessivo volto alla ricerca della sostanza);  Demotivazione;  Sonnolenza;  Amnesia;  Astenia;  Instabilit emotiva (affettiva, sociale, lavorativa)  Stato ansioso-depressivo (pu sfociare in manifestazioni suicide-omicide.

Sindrome dastinenza Terapia (Cocaina)

farmacologica: farmaci antidepressivi triciclici (desipramina)e SSRI (fluoxetina e paroxetina), benzodiazepina a breve emivita (lorazepam), neurolettici (cloropramazina).  Psicoterpia  Psicanalisi
 Terapia

Intossicazione acuta da cocaina Sintomi e segni clinici a livello:  Neurologico-psichistrico (quadro euforico con agitazione, cefalea, nausea, vomito, delirio e/o quadro disforico con ansia, instabilit emotiva, slatentizzaione di psicosi paranoica, deliri di persecuzione, alterazioni senso-percettive, depressione, convulsioni)  Cardiaco-respiratorio (irregolarit pressoria, tachicardia, tachipnea, cianosi, collasso cardiocircolatorio,

Intossicazione acuta da cocainaterapia

Terapia mirante al sintomo:


 Benzodiazepine

(ansia e

convulsioni)  Betabloccanti e calcioantagonisti (IPA e aritmia)  Neurolettici (agitazione psicomotoria)

Il rinforzo

 Particolare

abilit delle droghe di produrre degli effetti capaci di indurre nel soggetto il desiderio di riprovarli. il rinforzo, maggiore la probabilit che la sostanza venga abusata.

 Maggiore

Cannabinoidi


1.

2.

3.

La Cannabis sativa sintetizza numerosissimi principi, di cui circa 60 costituiscono la classe farmacologica dei cannabinoidi. Vi sono per un uso illecito 3 tipi di preparazioni derivate dalla Cannabis sativa : Marijuana ( una mistura secca e pressata di foglie. Viene fumata in carta o pipe.Contenuto psicoattivo 1-9%) ) Hascish ( una pasta resinosa, ottenuta a partire dalle foglie di Cannabis. Il contenuto psicoattivo del 15-19%.) Olio di hashish ( la forma pi dura. Si prepara dallhascish per estrazione mediante solvente. Fino al 60%)

Cannabinoidi
 Il

9-tetraidrocannabinolo,o dronabinolo uno dei principi attivi della marijuana.

 Il

nabilone il suo principale derivato.

Cannabinoidi Determinano: effetti psichici ed aggressivit tossicologica in relazione alle quantit somministrate.

Cannabinoidi
Il 9-tetraidrocannabinolo

attiva il sistema mesolimbico aumentando la concentrazione extraneuronale di dopamina e noradrenalina, attraverso la inibizione della loro ricaptazione.

Cannabonoidi Meccanismo dazione del THC:  Specifico recettore e ligante endogeno.  dotato di spiccata lipofilicit e analogamente allacool etilico capace di incrementare la fluidit della membrana neuronale interferendo con la funzione dei canali ionici e dei recettori

Cannabinoidi
 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

Gli effetti collaterali sono: Tachicardia Incoordinazione motoria Aumento dellappetito Allucinazioni Angoscia Panico Disforia Disturbo delirante

Cannabinoidi


1. 2. 3. 4. 5.

Sviluppano tolleranza e dipendenza psichica. Limprovvisa sospensione d sindrome di astinenza caratterizzata da: Irritabilit Anoressia Tremore insonnia Alterazione del profilo del sonno Tachicardia

Terapia- cannabinoidi

  1. 2. 3. 4.

Sostegno psicologico Terapia farmacologica: Benzodiazepine Antidepressivi Beta bloccanti Disintossicanti (glutatione ridotto, etc.)

Alcool

 La

dipendenza alcolica e labuso di alcol sono condizioni cliniche caratterizzati da particolari comportamenti legati allutilizzo dellalcool a discapito della salute e delle capacit di adattamento socio-ambientale dellindividuo.

Alcool
Meccanismo dazione:
 Fluidit

della membrana neuronale, con alterazione della funzione dei canali ionici e dei recettori associati.  Non si conoscono recettori specifici

Alcool
sistemi interessati sono:  Il GABA ergico- (il complesso sovramolecolare GABAAcanale del cloro)  Il recettore NMDA per il sistema glutammatergico  Il recettore 5HT3 per il sistema serotoninergico
I

Alcool
 La

funzione del GABAA media la funzione inibitoria dellalcool e gli effetti sedativi, che facilitando il flusso, attraverso il canale associato, di ioni cloro allinterno dei neuroni li rende meno eccitabili.

Alcool
 Dal

momento che laumento delle concentrazioni sinaptiche di serotonina riduce il consumo di alcool, al recettore 5HT3, viene attribuito il ruolo di rinforzo positivo. aumenta, infatti, la concentrazione di dopamina e noradreanalina e la somministarzione di serotonina attenua questo fenomeno.

 Lalcool

Alcool
 Il

recettore NMDA, associato ai canali del calcio, implicato nei processi di apprendimento e memoria, di sviluppo e lesione cerebrale e alla comparsa di convulsioni.  Determina disturbi cognitivi.

Alcool
La sospensione determina crisi di astinenza (diagnosi):
A)Due o pi dei seguenti sintomi 1. Iperattivit del SNA (sudorazione polso >100) 2. Aumento tremore mani 3. Insonnia 4. Nausea vomito 5. Allucinazioni,illusioni visive tattili o uditive transitorie 6. Agitazione psicomotoria 7. Ansia 8. Crisi di grande male

B) I sintomi del criterio A causano disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti C) I sintomi non sono dovuti ad una condizione medica generale e non sono meglio spiegati con un altro disturbo mentale.