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Gli strumenti finanziari

secondo la normativa civilistica


e i principi contabili
internazionali

Silvia TESTARMATA
Università degli Studi Niccolò Cusano – Telematica Roma
silvia.testarmata@unicusano.it
Gli strumenti finanziari
secondo i principi contabili
internazionali

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 2


Ragioneria Generale e Applicata II

1. Finalità e ambito di applicazione degli IAS 32 e IFRS 9


2. Definizione di strumento finanziario
3. Fasi di vita di uno strumento finanziario
a. Recognition and Classification
b. Derecognition
c. Measurement (initial and subsequent)
d. Reclassification
e. Impairment
4. Derivati di copertura

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Gli IAS 32 (Financial instruments: presentation) e IFRS 9 (Financial instruments:
recognition and measurement) e l’IFRS 7 (Financial instruments: disclosure) disciplinano il
trattamento degli strumenti finanziari, anche derivati

Finalità
Finalitàdello
delloIFRS
IFRS99 Finalità
Finalitàdell’IFRS
dell’IFRS77
§§11 §§11

Stabilisce
Stabilisceper
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glistrumenti
strumentifinanziari
finanziaridefiniti
definitidallo
dallo Definisce
Definisce ilil contenuto
contenuto dell’informativa
dell’informativa
IAS
IAS 32 i criteri di rilevazione (recognition) ee
32 i criteri di rilevazione (recognition)
integrativa,
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relativa agli strumenti
valutazione
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(measurement). finanziari,
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Finalità didi consentire
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bilancio didi
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delloIAS
IAS32
32
§§ valutare:
§§1-3
1-3 valutare:
a)a) La
La rilevanza
rilevanza degli
degli strumenti
strumenti finanziari,
finanziari,
ilil Principio
Principio contiene
contiene lala disciplina
disciplina per per lala rapportata
rapportata allaalla situazione
situazione patrimoniale,
patrimoniale,
rappresentazione
rappresentazione inin bilancio
bilancio degli
degli strumenti
strumenti economica e finanziaria dell’entità;
economica e finanziaria dell’entità;
finanziari.
finanziari. Inoltre, i criteri contenuti nelloIAS
Inoltre, i criteri contenuti nello IAS32
32
sono b)
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l’entità dei
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attività ee delle
delle passività
passività dai suddetti strumenti finanziari cui
suddetti strumenti finanziari cui
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l’entitàèèesposta.
esposta.
finanziarie presenti nello IAS 39

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Ragioneria Generale e Applicata II

Strumenti finanziari esclusi dall’ambito di applicazione


degli IAS 32 e IFRS 9

IFRS 10 e IAS 27-28 IFRS 16 ALTRI


partecipazioni in Operazioni di (es. IFRS 4 –
controllate, collegate leasing Contratti di
assicurazione)
e joint venture

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Ragioneria Generale e Applicata II

Titoli di capitale non disciplinati dagli IAS 32 e IFRS 9

Partecipazioni
Partecipazioni

Controllate Collegate Joint Ventures


(IFRS 10 - Bilancio (IAS 28 - Contabilizzazione (IAS 28 - Contabilizzazione delle
consolidato e delle partecipazioni in partecipazioni in joint venture)
contabilizzazione delle collegate)
partecipazioni in controllate
e IAS 27 - Bilancio separato)

Titoli di capitale disciplinati dall’IFRS 9

Si applica l’IFRS 9 per contabilizzare le partecipazioni in controllate, collegate e joint venture


nel caso in cui l’IFRS 10 e gli IAS 27 e 28 vi facciano rinvio.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Il concetto di controllo nello IAS 27

“Il controllo è il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali di


un’entità al fine di ottenere i benefici dalle sue attività”

Le politiche gestionali in Le politiche finanziarie in


genere includono: genere includono:

Le decisioni di indirizzo delle La gestione della tesoreria, la richiesta di


attività come le vendite, il finanziamenti e la modulazione degli stessi, le
marketing, la produzione, le politiche di distribuzione dei dividendi, le
risorse umane, le acquisizioni e le spese di investimento, la redazione del bilancio
dismissioni e l’approvazione di budget

Perdita del Il controllo viene meno quando si perde il governo delle politiche
controllo finanziarie e gestionali di un soggetto ed i benefici legati ad esso

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Ambito di applicazione dello IFRS 9: schema di sintesi

Sono FINANCIAL ISTRUMENTS


• Investimenti in • Cassa • Azioni della società
controllate • Finanziamenti attivi e passivi • Garanzie non
• Investimenti in • Investimenti in azioni finanziarie
collegate • Investimenti in titoli di debito • Contratti di
• Investimenti in • Crediti verso clienti assicurazione che
joint ventures • Debiti verso fornitori trattano rischi NON
• Leasing • Strumenti derivati finanziari
• Attività e • Garanzie finanziarie • Contratti forward
passività verso • Contratti di assicurazione che relativi ad
dipendenti trattano rischi finanziari aggregazioni aziendali
• Azioni classificate come debito • Impegni all’erogazione
di finanziamenti

Disciplinati da altri Esclusi dall’ambito di


Disciplinati dall’IFRS 9
IAS applicazione dell’IFRS 9

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Definizione di strumento finanziario

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IAS
IAS32
32- -§§11
11

“Uno strumento finanziario è qualsiasi contratto che dia origine a un’attività


finanziaria (financial asset) per un’entità e a una passività finanziaria
(financial liability) o a uno strumento rappresentativo di capitale (equity
instruments) per un’altra entità”
Strumenti finanziari

Attività Passività Strumenti di


finanziarie finanziarie patrimonio netto
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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di attività finanziarie

Rientrano nelle attività finanziarie:

 Disponibilità liquide;

 Diritti contrattuali a ricevere disponibilità liquide o altre attività


finanziarie da altra entità (es. crediti commerciali e finanziari, titoli);
 Diritti contrattuali a scambiare strumenti finanziari con altra entità a
condizioni potenzialmente favorevoli (es. strumenti derivati come le
opzioni);
 Strumento rappresentativo di patrimonio netto di un’altra impresa (es.
azioni, con esclusione di quelle verso imprese v/imprese controllate,
collegate e in joint venture).

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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di passività finanziarie


Rientrano nelle passività finanziarie:

 Obbligo contrattuale a consegnare disponibilità liquide o altre


attività finanziarie ad un’altra entità (debiti commerciali e finanziari)

 Obbligo contrattuale a scambiare strumenti finanziari con un’altra


entità a condizioni potenzialmente sfavorevoli (strumenti derivati)

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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di derivato

Un derivato è uno strumento finanziario o un altro contratto che possiede le


seguenti tre caratteristiche:
il suo valore cambia in relazione al cambiamento in un tasso di interesse,
prezzo di uno strumento finanziario, prezzo di una merce, tasso di cambio in
valuta estera, indice di prezzi o di tassi, merito di credito o indici di credito o
altra variabile, denominata “sottostante” a condizione che, se variabile non
finanziaria, non sia specifica di uno delle controparti del contratto;
non richiede un investimento netto iniziale (ovvero ha un valore di mercato –
fair value –nullo al momento della sua sottoscrizione e, pertanto, non dà
origine ad incassi/pagamenti) o richiede un investimento netto iniziale
(incasso/pagamento) che sia minore di quanto sarebbe richiesto per altri tipi
di contratti da cui ci si aspetterebbe una risposta simile a cambiamenti di
fattori di mercato;
è regolato a data futura.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di derivato

Esempi di derivati:
 Interest Rate Swap: definito un nozionale di riferimento, le due parti si
scambiano, a date prestabilite, per un periodo di tempo definito, un flusso
di interesse determinato confrontando il tasso fisso individuato all’inizio
del contratto e il valore assunto dal tasso variabile;
 Forward su valute: individuato un nozionale di riferimento in valuta, le
due parti si obbligano a comprare (vendere) l’importo in valuta ad una
data futura ad un tasso di cambio prefissato (tasso di cambio forward);
 Opzione su titoli: individuato l’ammontare dei titoli sottostanti un soggetto
(acquirente dell’opzione) acquisisce il diritto di acquistare (opzione call) o
di vendere (opzione put) i titoli ad una data futura ad un prezzo prefissato
(strike price).

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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di derivato

Strumenti derivati – scambio di attività/passività finanziarie a condizioni


potenzialmente favorevoli.

 Un contratto derivato è un’attività finanziaria quando conferisce il diritto


a scambiare attività o passività finanziarie con un’altra parte a condizioni
potenzialmente favorevoli (es.: acquisto di un’opzione call o di un’opzione
put). Più in generale, uno strumento derivato è un’attività finanziaria
quando il suo fair value è positivo.

 Un contratto derivato è una passività finanziaria quando conferisce il


diritto a scambiare attività o passività finanziarie con un’altra parte a
condizioni potenzialmente sfavorevoli (es.: vendita di una opzione call o di
un’opzione put). Più in generale, uno strumento derivato è una passività
finanziaria quando il suo fair value è negativo.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di strumenti di patrimonio netto


Uno strumento di patrimonio netto rappresenta una partecipazione
residuale nell’attivo di una società dopo aver dedotto le passività (es.
azioni).

Strumenti finanziari di propria emissione

Non è più possibile avere nell’attivo strumenti finanziari di


propria emissione (es. azioni e obbligazioni proprie)

Bisogna procedere all’annullamento


contabile

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Ragioneria Generale e Applicata II

Strumenti finanziari di propria emissione

Lo IAS 32 stabilisce che qualora un’impresa riacquisti azioni proprie,


queste siano portate a diminuzione del patrimonio netto. Unica eccezione
prevista è il caso in cui l’impresa detenga proprie azioni per conto di altri
- ad esempio in nome e per conto di un cliente; in quanto tali azioni non
sono incluse nel bilancio dell’impresa.

Le azioni proprie non possono quindi essere mai considerate come


attività; a differenza di altri strumenti finanziari l’intenzione
dell’impresa riguardo le azioni proprie acquistate è irrilevante rispetto
all’obbligo di elisione delle stesse.

Nessun guadagno o perdita può essere rilevato a conto economico


all’acquisto, vendita, emissione o cancellazione di azioni proprie.

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Rilevazione iniziale di una attività/passività finanziaria

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Quando può essere
iscritto in
bilancio?

La recognition (totale o
parziale) presuppone la
classificazione

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Ragioneria Generale e Applicata II

Rilevazione iniziale di una attività/passività finanziaria


IFRS
IFRS99- -§§3.1.1
3.1.1

“Un’entità deve rilevare nel proprio prospetto della situazione


patrimoniale-finanziaria l’attività o passività finanziaria quando, e
solo quando, l’entità diviene parte nelle clausole contrattuali dello
strumento”.
Criterio generale
DATA DI CONTRATTAZIONE
B3.1.5 La data di negoziazione è la data in cui un’entità si impegna ad
acquistare o vendere un’attività.

B3.1.6 La data di regolamento è la data in cui un’attività è consegnata a o


da un’entità, che generalmente è stabilita dalle norme di funzionamento
del mercato in un numero fisso di giorni lavorativi successivi alla data di
negoziazione.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Rilevazione iniziale di una attività/passività finanziaria


Esempi di applicazione del criterio generale contenuto (IFRS 9, §B3.1.2):
• crediti e debiti: si registrano quando si acquisisce il diritto a ricevere o
l’obbligazione a pagare;
• ordini di acquisto o di vendita: non si rilevano finché non si acquisisce il
diritto a ricevere o l’obbligazione a pagare;
• derivati (es. contratti forward e opzioni): si registrano alla stipula del
contratto;
• transazioni future: non si rilevano finché non si diventa parte del
contratto.

Acquisti e vendite standardizzate


Un contratto “regular way” (contratto standardizzato) è un contratto di acquisto o di
vendita di attività finanziaria che richiede la consegna dell’attività entro un arco
temporale di solito stabilito dalla normativa o dalle convenzioni del mercato di
riferimento. (IFRS 9 Appendice A e paragrafi B3.1.3 – B3.1.6).

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Rilevazione iniziale di una attività/passività finanziaria

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Quando può essere
iscritto in
bilancio?

La recognition (totale o
parziale) presuppone
la classificazione

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Ragioneria Generale e Applicata II

Classificazione degli strumenti finanziari


La rilevazione iniziale presuppone la classificazione degli strumenti finanziari

Attività
Attivitàfinanziarie
finanziarie Comprendono i derivati
di negoziazione. I derivati di
negoziazione devono essere
valutati al fair value con
Strumenti
Strumenti Passività
Passività imputazione delle variazioni a C/E
finanziari
finanziari finanziarie
finanziarie
disciplinati
disciplinati I derivati di copertura devono
dallo
dalloIFRS
IFRS99 Derivati
Derivatidi
dicopertura
copertura essere valutati al fair value, ma le
variazioni di fair value seguono le
regole di contabilizzazione
dell’hedge accounting

Gli strumenti derivati sono sempre classificati come


attività/passività di negoziazione (held for trading) ad
eccezione di quelli designati come efficaci strumenti di
copertura
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Ragioneria Generale e Applicata II

Classificazione delle attività finanziarie Possibilità di


distribuire gli utili

Attività Di
Dinegoziazione
Attivitàalalfair
fairvalue
value HFT (Held
negoziazione Valutazione al fair
attraverso il C/E
attraverso il C/E HFT (Heldfor
forTrading)
Trading) value con
(Fair imputazione delle
FVTPL (FairValue
ValueThrough
Through
DAFV Designate variazioni a conto
FVTPL Profit
Profit AndLoss)
And Loss) DAFV Designatealal
Fair economico
FairValue
Value
Attività
Attività
finanziarie
finanziarie Attività
FVTOCI Attivitàalalfair
fairvalue
valuerilevato
rilevatonelle
nelle
FVTOCI altre componenti di conto Valutazione al fair
altre componenti di conto
economico
economicocomplessivo
complessivo value con imputazione
delle variazioni a
(Fair
(FairValue
ValueThrough
ThroughOther
Other riserva di PN
Comprehensive Income)
Comprehensive Income)
AC
AC

Attività
Attivitàvalutata
valutataalalCosto
Costo Valutazione al costo
Ammortizzato
Ammortizzato (AmortiziedCost)
(Amortizied Cost) ammortizzato

Attività destinate ad Valutazione al minore


essere cedute o cessate HFS Attività
HFS Attivitàpossedute
posseduteper
perlalavendita
vendita tra valore contabile e il
(IFRS 5) (Held for sale)
(Held for sale) fair value al netto dei
costi di dismissione
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Ragioneria Generale e Applicata II

Classificazione delle attività finanziarie


MODELLO DI BUSINESS (per la gestione delle attività finanziarie)
Caratteristica soggettiva della classificazione delle attività finanziarie, che
consiste nel modello di business usato dall’impresa per lo strumento
finanziario, ovvero se l’impresa intende usare lo strumento per attività di
trading oppure se si limita a percepire i flussi di cassa per interessi e
rimborso di capitale, definito modello difensivo.

FLUSSI DI CASSA CONTRATTUALI (delle attività finanziarie)


Caratteristica oggettiva, nel senso che dipende dai tratti dello strumento
finanziario, distinguendo gli strumenti che danno diritto a percepire a
determinate date solo interessi e rimborso di capitale, da strumenti con
flussi meno preventivabili per importi e tempistiche, e quindi più
rischiosi. Tale carattere deve risultare da una specifica verifica delle
caratteristiche dello strumento finanziario che è denominata SPPI (solely
payment of principal and interest) test.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Modello di business

1) DEFINIZIONE DEL MODELLO DI BUSINESS

2) CARATTERE OGGETTIVO DEL MODELLO DI BUSINESS

3) ESISTENZA DI PIU’ MODELLI DI BUSINESS

4) MODELLO DI BUSINESS FINALIZZATO ALLA RACCOLTA

DI FLUSSI FINANZIARI CONTRATTUALI

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Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione del Modello di business (IFRS 9 B4.1.2A) 


Il modello di business riguarda il modo in cui l’impresa gestisce le
proprie attività finanziarie al fine di generare flussi finanziari. In
altri termini, il modello di business determina se i flussi finanziari
deriveranno:
1. dalla raccolta dei flussi finanziari contrattuali,
2. dalla vendita delle attività finanziarie, o
3. da entrambi.
Di conseguenza la valutazione non avviene sulla base di scenari che,
in base a previsioni ragionevoli dell’impresa, non sono destinati a
verificarsi, come i cosiddetti scenari «worst case» o «stress case». Per
esempio, se l’impresa prevede di vendere un determinato portafoglio
di attività finanziarie solo in uno scenario «stress case», tale scenario
non influirà sulla valutazione del modello di business dell’impresa
per tali attività se tale scenario, in base a previsioni ragionevoli
dell’impresa, non è destinato a verificarsi.
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Ragioneria Generale e Applicata II

Carattere oggettivo del Modello di business (IFRS 9 B4.1.2B)

Il modello di business dell’impresa per la gestione delle attività


finanziarie è un dato di fatto e non una semplice affermazione.

Esso è, di regola, osservabile attraverso le attività che l’impresa


esercita per perseguire l’obiettivo del modello di business.

L’impresa dovrà valutare il suo modello di business per la gestione


delle attività finanziarie secondo il proprio giudizio e la valutazione
non deve essere determinata da un singolo fattore o attività. L’impresa
deve invece considerare tutti gli elementi di prova significativi che sono
disponibili alla data della valutazione.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Esistenza di più Modelli di business (IFRS 9 B4.1.2)


Il modello di business dell’impresa è determinato ad un livello che
riflette il modo in cui gruppi di attività finanziarie sono gestiti
collettivamente per perseguire un determinato obiettivo aziendale. Il
modello di business dell’impresa non dipende dalle intenzioni della
dirigenza rispetto ad un singolo strumento.
Di conseguenza questa condizione non configura un approccio
strumento per strumento in materia di classificazione e dovrebbe
essere stabilita a un livello più elevato di aggregazione.
La singola impresa può avere più di un modello di business per la
gestione dei suoi strumenti finanziari. Di conseguenza la
classificazione non deve essere determinata a livello dell’impresa che
redige il bilancio.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Classificazione delle attività finanziarie

CAPITALE
Per capitale deve intendersi il fair value dell’attività finanziaria
al momento della rilevazione iniziale.

INTERESSI
Per interessi deve intendersi il corrispettivo per il valore
temporale del denaro, per il rischio di credito associato
all’importo del capitale da restituire durante un dato periodo di
tempo e per gli altri rischi e costi di base legati al prestito,
nonché per il margine di profitto.

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Ragioneria Generale e Applicata II

Classificazione delle attività finanziarie

NB: La riclassificazione delle attività finanziarie è permessa quando, e solo quando, l’impresa
modifica il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.
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Il criterio del costo ammortizzato
Un’attività finanziaria è valutata al costo ammortizzato se congiuntamente:

(i) l’attività finanziaria è posseduta nel quadro di un modello di


business il cui obiettivo è il possesso di attività finanziarie
finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali; e

(ii) i termini contrattuali dell’attività prevedono a determinate date


flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale
e dell’interesse sull’importo del capitale da restituire.

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Il criterio del fair value through other comprehensive income
(FVTOCI)
Un’attività finanziaria è valutata al fair value rilevato nelle altre componenti
di conto economico complessivo (FVTOCI) se congiuntamente:
(i) l’attività finanziaria è posseduta nel quadro di un modello di
business il cui obiettivo è conseguito non solo mediante la raccolta di
flussi finanziari contrattuali come nel caso del costo ammortizzato,
ma anche mediante la vendita di attività finanziarie; e
(ii) i termini contrattuali dell’attività prevedono a determinate date flussi
finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e
dell’interesse sull’importo del capitale da restituire.
Con tale metodo la variazione di fair value è imputata a riserva del netto ed è
rappresentata anche nel prospetto degli altri componenti di reddito (OCI),
quale potenziale plus(minus)valenza. Alla cessione dello strumento, l’importo
delle plus(minus) valenze maturate ogni anno negli OCI e cumulate nella
riserva è riversato nella parte alta del Conto Economico (PL) quale
ricavo/costo realizzato.
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Il criterio del fair value through profit and loss (FVTPL)
Un’attività finanziaria è valutata al fair value rilevato nell’utile (perdita) di
esercizio di default se l’attività alternativamente:
(i) il modello di business è improntato puramente al trading; o
(ii) non prevede come termini contrattuali solo il pagamento del
capitale o di interessi.
OPZIONE FVTPL
Tuttavia, anche in presenza di entrambi i caratteri suddetti (modello di
business conservativo e contratto SPPI), l’impresa ha l’opzione di
designare l’attività finanziaria valutata al fair value through profit
and loss (FVTPL) se così facendo elimina o riduce
significativamente un’incoerenza nella valutazione o nella
rilevazione (talvolta definitiva “asimmetria contabile”) che
altrimenti risulterebbe dalla valutazione delle attività o passività o
dalla rilevazione degli utili e delle perdite relativi su basi diverse.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 32


Opzione FVTOCI per gli investimenti in azioni
Per la condizione relativa alla determinabilità di flussi di cassa
contrattuali periodici derivanti dallo strumento, i titoli azionari non
possono essere classificati né come valutati al costo ammortizzato né al
FVTOCI, e restano quindi da valutare al FVTPL.
In deroga al criterio generale, l’IFRS 9 ammette che per “particolari
investimenti” in strumenti rappresentativi di capitale che sarebbero
altrimenti valutati al FVTPL, al momento della rilevazione iniziale
l’entità può compiere la scelta irrevocabile di valutarli come FVTOCI.
Ma in questo caso, diversamente dalla regola generale, alla cessione le
plus(minus)valenze cumulatesi negli anni di possesso tra gli OCI e a
riserva del netto non si riverseranno a profit and loss ma resteranno
come riserva del patrimonio netto.

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Classificazione delle passività finanziarie

Passività
Passivitàalalfair
fairvalue
value HFT Di
Dinegoziazione
negoziazione
attraverso il C/E HFT (Held Valutazione al fair
attraverso il C/E (Heldfor
forTrading)
Trading)
value con
imputazione delle
FVTPL
FVTPL variazioni a conto
Designate economico
Designatealal
Passività
Passività DAFV
DAFV Fair
FairValue
Value
finanziarie
finanziarie - Per eliminare un’asimmetria contabile
- Per gestire un gruppo di strumenti
finanziari attivi e passivi valutandone il
rendimento complessivo come fair
FLAAC
FLAAC value di gruppo

Altre Valutazione al costo


Altrepassività
passività ammortizzato

N.B.: Non sono possibili riclassificazioni delle passività finanziarie.

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Fasi di vita dello strumento finanziario

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Re
Quando può
essere cancellato
dal bilancio?

Cancellazione
totale o parziale

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Ragioneria Generale e Applicata II

Derecognition
Le regole di cancellazione di attività e passività finanziarie

Quando e come lo strumento finanziario deve


essere cancellato dal bilancio?

Un’impresa deve cancellare un’attività finanziaria dal proprio bilancio quando:


1) i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dall’attività finanziaria
scadono;
2) trasferisce il diritto contrattuale di ricevere i flussi finanziari relativi
all’attività finanziaria.

Quando un’impresa trasferisce un’attività finanziaria, deve valutare fino a


che punto mantiene i rischi e i benefici connessi alla proprietà dell’attività
finanziaria.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 38


Derecognition
Le regole di cancellazione di una attività finanziaria o di una parte di essa dal
bilancio del cedente (totale o parziale) IFRS 9 - § 3.2

L’eliminazione dal bilancio dell’asset ceduto si basa essenzialmente:


1. sull’estinzione del diritto a ricevere flussi di cassa sull’asset ceduto;
2. sul trasferimento “sostanziale” di tutti i rischi e i benefici connessi
all’asset;
3. sull’assenza di “continuing involvement” (coinvolgimento continuato).

I crediti ceduti pro solvendo non rispettano di norma i requisiti richiesti


per l’eliminazione dal bilancio e devono rimanere nel bilancio del cedente.

39
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 39
Derecognition
La misura del continuing involvement dell’impresa nell’attività trasferita è
rappresentata dall’esposizione ai cambiamenti del valore o dei flussi
finanziari dell’attività trasferita.
Per esempio:

• Quando viene rilasciata una garanzia sull’attività trasferita, la misura


di tale coinvolgimento è data dal minore tra l’ammontare dell’attività e
l’ammontare massimo che l’impresa potrebbe essere chiamata a
rimborsare;
• Se l’impresa cedente ha un’opzione di riacquisto dell’attività
trasferita, la misura di tale coinvolgimento è rappresentata
dall’ammontare dell’attività trasferita che l’impresa può riacquistare.

40
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 40
Sintesi del processo che porta alla cancellazione di un’attività finanziaria

41
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 41
Ragioneria Generale e Applicata II

Derecognition

Quando un’attività viene eliminata dallo stato patrimoniale:

la differenza tra:
a) il valore contabile (valutato alla data dell'eliminazione contabile e
b) il corrispettivo ricevuto (inclusa qualsiasi nuova attività ottenuta meno
qualsiasi nuova passività assunta)

deve essere rilevata nell’utile (perdita) d’esercizio.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 42


Ragioneria Generale e Applicata II

Derecognition
Se è trasferita solo una parte dell’attività, la plus(minus)valenza si
calcola come differenza tra il corrispettivo e il valore contabile della
parte ceduta, stimato come da proporzione tra il fair value della parte
ceduta e quella mantenuta.
In mancanza di prezzi quotati o operazioni di mercato recenti per la
parte mantenuta, il suo fair value è dato dalla differenza tra il fair value
della più ampia attività finanziaria nel suo complesso e il corrispettivo
ricevuto dal cessionario per la parte eliminata contabilmente.

Se il trasferimento non comporta l’eliminazione contabile, perché si sono


mantenuti sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà
dell’attività trasferita, l’attività trasferita nella sua integrità resta iscritta
in contabilità senza cambiamenti e si rileva una passività finanziaria per
il corrispettivo ricevuto.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 43


Re
(R cogn
ile
va ition
zio
ne
)

De
r
(Ca ecog
nce niti
llaz on
ion
e)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA


iniziale
Valutazione
Me
(Va asur
lut eme
a zi n
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e)
Fasi di vita dello strumento finanziario

Re
successiva

(R class
Valutazione

icla i
ssi ficat
fic
azi ion
on
e)

Im
(Sv pairm
alu e
taz nt
ion
e)
44
Valutazione iniziale di una attività e di una passività finanziaria
(Initial Measurement of financial assets and financial liabilities)

A quale valore lo strumento finanziario deve essere


inizialmente iscritto in bilancio?

….. Al momento della rilevazione iniziale l’impresa deve valutare l’attività o la


passività finanziaria al suo fair value più (se relativi ad acquisto di attività) o meno
(se relativi a emissioni di passività) i costi diretti accessori attribuibili all’acquisizione
o all’emissione dell’attività o passività finanziaria.

Il fair value di uno strumento finanziario al momento della rilevazione iniziale è


normalmente il prezzo dell’operazione.
I crediti commerciali che non hanno una significativa componente di finanziamento
(determinata in conformità all’IFRS 15) sono rilevati al loro prezzo dell’operazione
e non al costo ammortizzato.

45
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 45
Ragioneria Generale e Applicata II

Valutazione iniziale di una attività e di una passività finanziaria

Quando la data di regolamento sia successiva alla data di negoziazione:


1. per le attività valutate al costo ammortizzato, la variazione di fair
value dell’attività che deve essere ricevuta nel periodo tra la data di
negoziazione e la data di regolamento non deve essere rilevata;
2. per le attività valutate al fair value, la variazione di fair value
dell’attività che deve essere ricevuta nel periodo tra la data di
negoziazione e la data di regolamento deve essere rilevata a profit
and loss oppure ad OCI a seconda della classificazione operata
inizialmente. La differenza tra il fair value al momento della
rilevazione iniziale e il prezzo dell’operazione, definita day 1 gain or
loss, è considerata un utile o una perdita.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 46


Valutazione iniziale di una attività e di una passività finanziaria
Crediti erogati a condizioni diverse da quelle di mercato
Quando un credito è erogato a condizioni significativamente differenti da quelle
di mercato (ad es. tasso zero), il suo fair value è differente dal corrispettivo
erogato.

In questi casi:

• è necessario ricorrere ad una tecnica di valutazione;


• occorre verificare se la differenza è spiegabile in termini di altri flussi di
cassa (ad es. commissioni percepite);
• se non è possibile attribuire la differenza di valore ad una voce di bilancio,
questa deve essere iscritta a Conto Economico come costo o ricavo
dell’operazione.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 47


In data 1/1/18 la Banca Alfa concede ad una controllata un finanziamento di €
1.000.000 a tasso zero, rimborsabile tra due anni. La differenza rispetto al fair value
non è spiegabile in termini di altri flussi di cassa (es. commissioni percepite) e non è
attribuibile ad una voce di bilancio.
Il tasso benchmark è pari al 5%
Initial measurement
In data 1/1/18 il fair value del credito è pari a € 907.000
0
907.000 = + 1.000.000
(1+0,05) (1+0,05)2

Crediti v/controllata (SP) Cassa (SP)

907.000 1.000.000

Rettifiche di valore su crediti (CE)


93.000
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 48
In data 31/12/18 in sede di subsequent measurement
Crediti v/controllata (SP) Interessi attivi (CE)

907.000 45.350
45.350
(907.000*5%)

In data 31/12/18 si rilevano gli interessi attivi e si incassa il credito

Rilevazione degli interessi attivi


Crediti v/controllata (SP) Interessi attivi (CE)
907.000
47.650
45.350
47.650
((907.000+45.350)*5%)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 49


Cancellazione dell’attività (Derecognition)

Crediti v/controllata Cassa


907.000 1.000.000
1.000.000
45.350
47.650

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 50


Se, invece, la concessione del finanziamento a tasso zero da parte della banca ha
come intento quello di rafforzare il patrimonio della controllata:
Crediti v/controllata Cassa

907.000 1.000.000

Partecipazione Alfa

93.000
Capitalizzazione del costo

La differenza tra il finanziamento concesso e il fair value dello stesso


può essere portata in aumento del valore della partecipazione.

In data 31/12/18 e 31/12/19 in sede di subsequent measurement e di derecognition si


effettuano le stesse scritture contabili del caso precedente.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 51


Re
(R cogn
ile
va ition
zio
ne
)

De
r
(Ca ecog
nce niti
llaz on
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e)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA


iniziale
Valutazione
Me
(Va asur
lut eme
a zi n
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e)
Fasi di vita dello strumento finanziario

Re
successiva

(R class
Valutazione

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Im
(Sv pairm
alu e
taz nt
ion
e)
52
Valutazione successiva dello strumento finanziario
Valutazione successiva di una attività e di una passività finanziaria
(Subsequent measurement of financial assets and financial liabilities)

Come deve essere valutato successivamente lo


strumento finanziario?
Criteri di valutazione
(Dipendono dalla categoria in cui è stato classificato l’attivo/passivo finanziario)

1) Fair Value Through 2) Fair Value Through Other 3) Costo ammortizzato


Profit and Loss Comprehensive Income

(include) (include) (rettifica per)

Impairment

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 53


Alcune considerazioni sul criterio del fair value nella valutazione dei
processi in corso di svolgimento
Costo storico vs Fair value

Cos’è il Fair Value

“importo al quale un'attività può essere Il FV deve essere


rilevato alla scadenza di
scambiata, o una passività estinta, in una bilancio (es. 31/12 in
libera transazione fra parti consapevoli e ipotesi di bilancio
disponibili” annuale)

Fair? Corretto, giusto, equo, non Valore corrente


fuorviante, neutrale, privo di distorsioni, ecc. convenzionale

Il fair value è il valore di mercato? Si, ma solo se esiste un mercato attivo

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 54


Es. Si acquistano Obbligazioni ENI per € 100 con finalità di negoziazione. I titoli non
vengono venduti alla fine dell’esercizio e al 31/12 hanno un fair value (FV) di €110.

Il processo produttivo non si è concluso con la realizzazione dei


ricavi
Il processo produttivo è in corso di svolgimento (continuità della gestione)

L’IFRS 9 – Financial instruments: Recognition and Measurement (strumenti finanziari: rilevazione e


valutazione) – obbliga a valutare al FV

In questo caso il FV è maggiore del costo. Pertanto, considerato che si tratta di titoli di
negoziazione, il reddito maturato non ancora realizzato può essere evidenziato e
distribuito.

Il Fair Value € 110

Spazio dei valori ragionevoli


Costo € 100

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 55


Calcolo del reddito maturato di periodo in caso di valutazione al FV

Acquisto di titoli Vendita di titoli


€ 100 € 120 Conclusione del
Rinvio di costi
sostenuti nel periodo processo produttivo
a 110

to t1 t2

Reddito maturato to-t1 Reddito t1-t2


10 120-110=10
Ricavi Costi provenienti dal
conseguiti nel passato (sostenuti nel
periodo periodo to-t1)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 56


Prime considerazioni sul fair value

S.P. C.E.

Costo 100
Attività valutata al

Rim. Fin. 110


fair value

Patrimonio netto
Utile 10

L’utile non realizzato è


distribuibile?

Δ(fair value – valore originario*)


* Costo o fair value iniziale

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 57


Acquisto di titoli
(costo originario)
€ 100
Rinvio di costi per € 110

to t1 t2

Reddito maturato (distribuibile) to-t1 - 10


DLgs 38/2005

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 58


Calcolo del reddito realizzato di periodo in caso di valutazione al costo

Acquisto di titoli Vendita di titoli


€ 100 € 120 Conclusione del
processo produttivo
Rinvio di costi
sostenuti nel periodo

to t1 t2

Reddito to-t1 Reddito t1-t2


0 120-100=20
Ricavi Costi provenienti dal
conseguiti nel passato (sostenuti nel
periodo periodo to-t1)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 59


Il modello contabile attuale (C.C. e Principi contabili nazionali) si fonda sul
criterio del costo storico e porta al calcolo del

REDDITO REALIZZATO (processi produttivi


conclusi)

Il modello tendenziale IAS/IFRS si fonda sul criterio del fair value e porta al
calcolo del
REDDITO MATURATO (processi produttivi
conclusi e in corso di svolgimento)

Modello omologato dalla Commissione Europea

REDDITO REALIZZATO/MATURATO

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 60


Schema di sintesi del subsequent measurement
CATEGORIE VALUTAZIONI SUCCESSIVE

Attività Passività

Fair Value (imputazione a conto Fair Value (imputazione a


Fair value through profit or loss
economico) conto economico)

Fair value through other


comprehensive income Fair Value (imputazione a riserva)

Costo ammortizzato calcolato


Amortized cost usando il metodo dell’interesse
effettivo

Costo ammortizzato
Altre passività finanziarie calcolato usando il metodo
dell’interesse effettivo

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 61


MEASUREMENT 1) Fair Value:

Nella definizione di fair value è fondamentale la presunzione che un’impresa


sia pienamente operativa e non esistano né l'intenzione né la necessità di
liquidare, ridurre sensibilmente l’attività, o di intraprendere delle operazioni a
condizioni sfavorevoli.

In altri termini il fair value non è l’importo che un’impresa riceverebbe o


pagherebbe in caso di un’operazione forzosa, una liquidazione non
volontaria o una vendita sottocosto.

1) assunzione da mercato attivo;


Il processo di
2) ricerca di prezzi significativi su mercati
determinazione del
fair value
non attivi;
3) modello di pricing.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 62


THREE-LEVEL FAIR VALUE HIERARCHY

Level 1 Prezzi di mercato

Tecniche di valutazione
Level 2 alimentate da input osservati
sul mercato

Tecniche di valutazione
Level 3 alimentate da input non
osservati sul mercato

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 63


MEASUREMENT 1) Fair Value:

Il prezzo di riferimento per il fair value deve essere:

Per
Perstrumenti
strumentiquotati
quotatisu
sumercati
mercatiattivi
attivi(*):
(*):

il prezzo corrente sul mercato più vantaggioso al quale si abbia accesso o i prezzi
di mercato delle parti componenti tale strumento (se il prezzo dello strumento
nella sua interezza non esiste, ma esistono mercati attivi per le sue componenti).
Quando i prezzi correnti non sono disponibili, il prezzo dell’operazione più
recente fornirà una buona rappresentazione del fair value corrente, a condizione
che non vi siano stati significativi cambiamenti nella situazione economica.

(*) Secondo l’IFRS 9 il requisito essenziale affinché un mercato possa considerarsi


attivo è la regolare disponibilità di prezzi che riflettano le normali transazioni
eseguite tra parti indipendenti.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 64


MEASUREMENT 1) Fair Value:

Il prezzo di riferimento per il fair value deve essere:

Per
Perstrumenti
strumentinon
nonquotati
quotatisu
sumercati
mercatiattivi:
attivi:

un prezzo determinato sulla base di tecniche di valutazione. Tali tecniche


comprendono il riferimento a valori correnti di mercato di strumenti
sostanzialmente identici, l’analisi di flussi attualizzati e modelli di prezzatura
delle opzioni. Una valutazione tecnica deve tenere conto del valore temporale del
denaro, del rischio di insolvenza, dei cambi delle divise e di quelli delle materie
prime, del rischio di volatilità, laddove queste informazioni siano rilevanti per la
valutazione.
Qualora non sia possibile rilevare secondo queste linee guida il fair value di
strumenti di capitale (e relativi derivati collegati), la normativa consente di
misurare tali strumenti al costo.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 65


Schema di sintesi del subsequent measurement
CATEGORIE VALUTAZIONI SUCCESSIVE

Attività Passività

Fair Value (imputazione a conto Fair Value (imputazione a


Fair value through profit or loss
economico) conto economico)

Fair value through other


comprehensive income Fair Value (imputazione a riserva)

Costo ammortizzato calcolato


Amortized cost usando il metodo dell’interesse
effettivo

Costo ammortizzato
Altre passività finanziarie calcolato usando il metodo
dell’interesse effettivo

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 66


Ragioneria Generale e Applicata II

MEASUREMENT 1) FVTPL:
La variazione di fair value rappresenta un ricavo o un costo. Le variazioni di
fair value delle attività finanziarie vanno riepilogate nel Conto Economico.
Le variazioni di fair value delle passività finanziarie designate al fair value
nei casi permessi (per eliminare un’asimmetria contabile o per gestire un
gruppo di strumenti al fair value) per la parte attribuibile alle variazioni del
rischio di credito di tali passività vanno inserite tra gli OCI, mentre
l’ammontare residuo della variazione di fair value deve essere inserito nel
Conto Economico, per evitare che il peggioramento del merito creditizio per
tensioni finanziarie dell’impresa emittente il titolo, riducendo il fair value
della passività, possa portare a riconoscere un paradossale ricavo nel Conto
Economico. Se però l’invio a OCI crea un asimmetria contabile, allora tutti i
profitti e le perdite si devono presentare a Conto Economico.
I dividendi sono rilevati nel Conto Economico solo quando sorge il diritto
dell’impresa a ricevere il pagamento del dividendo, l’ammontare del
dividendo può essere attendibilmente valutato ed è probabile che i benefici
economici derivanti dal dividendo affluiranno all’impresa.
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 67
Esempio di Subsequent measurement di un’attività classificata nel portafoglio FVTPL
La banca Alfa acquista il primo gennaio 2018 il seguente prestito obbligazionario
(classificato nel portafoglio FVTPL):
Importo: 100 milioni di euro
Cedola: Semestrale
Tasso: 5% fisso Il tasso di interesse effettivo è uguale
Durata: 5 anni al tasso di interesse nominale
Prezzo: 100
Recognition (1/1/2018)

Cassa Titoli
100.000.000 100.000.000

Initial measurment (1/1/2018)


Il prezzo di transazione coincide con il fair value.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 68


In data 1/7/18 incasso interessi e subsequent measurement

Incasso interessi

Interessi attivi Cassa

2.500.000 2.500.000 100.000.000

Susequent measurment
Per effetto di una riduzione dei tassi di interesse il fair value dei titoli sale a €
100.500.000.

Plus su titoli Titoli


500.000 100.000.000
500.000

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 69


Schema di sintesi del subsequent measurement
CATEGORIE VALUTAZIONI SUCCESSIVE

Attività Passività

Fair Value (imputazione a conto Fair Value (imputazione a


Fair value through profit or loss
economico) conto economico)

Fair value through other


comprehensive income Fair Value (imputazione a riserva)

Costo ammortizzato calcolato


Amortized cost usando il metodo dell’interesse
effettivo

Costo ammortizzato
Altre passività finanziarie calcolato usando il metodo
dell’interesse effettivo

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 70


Ragioneria Generale e Applicata II

MEASUREMENT 2) FVTOCI:
La variazione di fair value rappresenta un ricavo o un costo. Le variazioni
di fair value delle attività finanziarie vanno riepilogate tra gli OCI e
contabilmente generano una riserva di patrimonio netto.
Se in un momento successivo l’attività finanziaria è eliminata
contabilmente, le plus(minus)valenze cumulate rilevate negli OCI sono
riversate dalla riserva di patrimonio netto che le contiene al Conto
Economico tramite una rettifica da riclassificazione.
Nel caso di partecipazioni in altre imprese per cui si è usufruito dell’opzione
FVTOCI le plus(minus)valenze cumulate rilevate negli OCI sono riversate
dalla riserva di patrimonio netto che le contiene alla specifica riserva di
patrimonio netto.
NB: nella rilevazione delle variazioni di fair value è necessario alimentare
anche il Fondo imposte differite in quanto la valutazione al fair value non è
riconosciuta dal fisco e quindi genera differenze temporanee con la
valutazione fiscale (al costo).

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 71


Se, nell’esempio precedente, la banca avesse classificato (in sede di initial
recognition) i titoli al FVTOCI, la variazione di Fair Value in data 1/7/18, pari
a 500.000, sarebbe andata ad alimentare una riserva di patrimonio netto

Patrimonio netto –
riserva fair value Titoli
500.000 100.000.000
500.000

Si ipotizzi, inoltre, che in data 31/12/18 si incassino gli interessi (*) e si


vendano i titoli classificati al FVTOCI a:
Ipotesi A): € 100.250.000 (Δ di fair value = -250.000)
Ipotesi B): € 100.600.000 (Δ di fair value = +100.000)
Ipotesi C): € 99.700.000 (Δ di fair value = -800.000)

(*) La registrazione dell’incasso degli interessi è uguale a quella effettuata l’1/7

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 72


Ipotesi A): € 100.250.000 (Δ di fair value = -250.000)
Titoli
Patrimonio netto –
100.000.000 250.000
Riserva fair value
500.000
250.000 500.000
100.250.000
(Fair Value)
Cassa Titoli
100.250.000 100.000.000 250.000
500.000
100.250.000

Patrimonio netto –
Profitti su vendita titoli
Riserva fair value
250.000 500.000 250.000
250.000

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 73


Ipotesi B): € 100.600.000 (Δ di fair value = +100.000)
Titoli
Patrimonio netto –
100.000.000
Riserva fair value
500.000
500.000 100.000
100.000 100.600.000

Cassa Titoli (Fair Value)

100.600.000 100.000.000
100.600.000
500.000
100.000

Patrimonio netto –
Profitti su vendita titoli
Riserva fair value

600.000 500.000 600.000


100.000

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 74


Ipotesi C): € 99.700.000 (Δ di fair value = -800.000)
Titoli
Patrimonio netto –
100.000.000 800.000
Riserva fair value
500.000
800.000 500.000
99.700.000
(Fair Value)
Cassa Titoli
99.700.000 100.000.000 800.000
500.000
99.700.000

Patrimonio netto –
Riserva fair value Perdite su vendita titoli

800.000 500.000 300.000


300.000

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 75


Schema di sintesi del subsequent measurement
CATEGORIE VALUTAZIONI SUCCESSIVE

Attività Passività

Fair Value (imputazione a conto Fair Value (imputazione a


Fair value through profit or loss
economico) conto economico)

Fair value through other


comprehensive income Fair Value (imputazione a riserva)

Costo ammortizzato calcolato


Amortized cost usando il metodo dell’interesse
effettivo

Costo ammortizzato
Altre passività finanziarie calcolato usando il metodo
dell’interesse effettivo

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 76


MEASUREMENT 3) Costo ammortizzato:

Il costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria è il valore a cui è stata


misurata al momento della rilevazione iniziale l’attività o la passività finanziaria al
netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dall’ammortamento
complessivo utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il
valore iniziale e quello a scadenza, e dedotta qualsiasi riduzione (operata
direttamente o attraverso l’uso di un accantonamento) a seguito di una riduzione di
valore o di irrecuperabilità.

Il tasso di interesse effettivo: è il tasso, utilizzato per il calcolo del costo


ammortizzato, che rende uguali la sommatoria dei valori attuali dei flussi di
cassa futuri stimati ed il valore di prima iscrizione (fair value + costi di
transazione), ovvero il tasso interno di rendimento.

I costi di transazione sono quelli capitalizzati in sede


di initial measurement

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 77


Ragioneria Generale e Applicata II

MEASUREMENT 3) Costo ammortizzato:


Il criterio dell’interesse effettivo implica che i costi di transazione siano
ammortizzati lungo la durata attesa del titolo. Il loro ammortamento integra
o rettifica gli interessi attivi calcolati al tasso nominale (seguendone la
medesima classificazione in conto economico), di modo che il tasso di
interesse effettivo possa rimanere un tasso di interesse costante lungo la
durata del titolo da applicarsi al suo valore contabile, fatta salva la
rilevazione delle variazioni imputabili ai flussi finanziari dei tassi variabili di
riferimento, ove applicabili.
Usando il criterio del costo ammortizzato, gli interessi che maturano per
competenza sul titolo si comprendono nel valore del titolo stesso, come sono
compresi nel valore del titolo pure ogni premio o scarto di
sottoscrizione/negoziazione. Il premio (o scarto) di
sottoscrizione/negoziazione è dato dalla differenza positiva (negativa) tra il
valore di rimborso e prezzo di acquisto all’atto della sottoscrizione iniziale,
all’atto della emissione o nella negoziazione successiva al momento
dell’acquisto del titolo sul mercato secondario.
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 78
Ragioneria Generale e Applicata II

MEASUREMENT 3) Costo ammortizzato:

Esempio:
Valore di acquisto del titolo = 97
Valore di rimborso del titolo = 100
Scarto di negoziazione = 100 – 97 = 3 (interessi attivi per il possessore e che
per competenza confluiscono lungo tutta la durata del titolo facendo
gradualmente crescere il valore del titolo da 97 fino ad arrivare al giorno
della scadenza a 100).
Se per l’acquisto si sostengono Costi di commissione = 2 (si ammortizzano
lungo la durata del titolo, generando oneri a Conto Economico).
Valore di iscrizione del titolo = 97 + 2 = 99 (in modo che lo scarto di 1 per
competenza matura lungo la durata del titolo, e a Conto Economico
comporta l’effetto netto di compensare interessi attivi per 3 e costi di
transazione per 2).

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 79


Esempio di calcolo del costo ammortizzato, in ipotesi di coincidenza tra TIE e TN

Valore
Valorenominale
nominaleerogato:
erogato:1.000
1.000€€ Non
Noncicisono
sonocosti
costididi
Tasso
Tassoannuo
annuonominale:
nominale:5% 5% transazione
transazione
Durata
Durataprestito:
prestito:55anni
anni
Fair Value del credito: 1.000

Il tasso di interesse effettivo è quel tasso che uguaglia la somma dei flussi di cassa futuri
attualizzati al fair value del credito

Periodi 1 2 3 4 5 Il tasso di interesse


effettivo originario è:
Flussi futuri 50 50 50 50 1050
5% =TN
50 50 50 50 1.050
1.000 = + + + +
(1+0,05)5
(1+0,05) (1+0,05)2 (1+0,05)3 (1+0,05)4

47,62 45,35 43,19 41,14 822,70


Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 80
Esempio di calcolo del tasso di interesse effettivo e del costo ammortizzato,
in ipotesi di coincidenza tra TIE e TN
Situazione ex IFRS 9
Initial measurement in sede di initial recognition

crediti cassa
1.000,00 1.000,00

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 81


Esempio di calcolo del tasso di interesse effettivo e del costo ammortizzato,
in ipotesi di coincidenza tra TIE e TN
Situazione ex IFRS 9
Subsequent measurement al termine dei primi quattro periodi

cassa Interessi attivi


50,00 1.000,00 50,00

Derecognition al termine del quinto periodo


crediti cassa Interessi attivi
1.000,00 1.000,00 50,00 50,00

1.000,00

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 82


Esempio di calcolo del tasso di interesse effettivo e del costo ammortizzato
nell’ipotesi in cui TIE ≠ TN
Valore
Valorenominale
nominaleerogato:
erogato:1.000
1.000€€ Costi
Costididitransazione:
transazione:
Tasso
Tassoannuo
annuonominale:
nominale:5%
5% Commissione
Commissioneup upfront:
front:11
Durata
Durataprestito:
prestito:55anni
anni Altri
Altrioneri
oneriaccessori:
accessori:22

La commissione incassata va portata a decremento dell’ammontare erogato, mentre


gli oneri sostenuti dalla banca (e non rimborsati dal cliente) vanno aggiunti al fair
value del credito:
Il tasso di interesse
Fair Value del credito: 1.000 – 1 + 2 = 1.001
effettivo originario è:
4,98%≠ TN (5%)

50 50 50 50 1.050
1.001 =
(1+0,0498)
+ + +
(1+0,0498)4
+
(1+0,0498) 5
(1+0,0498)2 (1+0,0498)3

47,63 45,37 43,22 41,17 823,61


Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 83
Situazione ex IFRS 9
Initial measurement in sede di recognition
crediti cassa
1.000,00 1,00 1,00 1.000,00
2,00 2,00

1.001,00 1.001,00

Situazione norme civilistiche di bilancio


Commissioni
crediti cassa
1,00
1.000,00 1,00 1.000,00
1,00
2,00
Oneri accessori

1.000,00 1.001,00 2,00


2,00
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 84
Esempio di calcolo del tasso di interesse effettivo e del costo ammortizzato

Piano di rientro IAS (TIE4,98%)


Valore Interesse Costo
Cash flow
Periodo iniziale effettivo Ammortizzato
(C)
(A) (B) (D)
0 1.001,00
1 1.001,00 49,82 50,00 1.000,82
2 1.000,82 49,81 50,00 1.000,63
3 1.000,63 49,80 50,00 1.000,43
4 1.000,43 49,79 50,00 1.000,22
5 1.000,22 49,78 1.050,00 0,00
Ad ogni data di bilancio il costo ammortizzato del credito (D) sarà pari a:
Valore iniziale + Interesse Effettivo – Cash Flow
(A) (B) (C)
Anno 1: 1001,00 + 49,82 - 50,00 = 1000,82

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 85


In altri termini, il costo ammortizzato da iscrivere alla fine del
primo periodo è pari all’attualizzazione del flusso di cassa delle
rate rimanenti scontate al tasso di interesse effettivo

50 50 50 1.050
+ + + +
1.000,82 = (1+0,0498) (1+0,0498)2 (1+0,0498)3 (1+0,0498)4

47,63 45,37 43,22 864,60

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 86


Subsequent measurement al termine del primo periodo
TIE (4,98%) * costo ammortizzato
Situazione ex IFRS 9 (1001,00)

crediti cassa Interessi attivi


1.000,00 1,00 1,00 1.000,00 49,82
2,00 50,00 50,00 2,00
49,82
1.000,82 951,00 49,82

Situazione norme civilistiche di bilancio


Commissioni
crediti cassa 1,00 Interessi attivi
1.000,00 50,00 1.000,00 1,00 50,00
1,00 2,00 Oneri accessori
2,00
1.000,00 951,00 50,00
2,00
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 87
Derecognition al termine del quinto periodo
crediti
1.000,22 1.000,00 cassa
49,78 50,00 50,00

1.000,00

Interessi attivi
49,78

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 88


Fasi di vita dello strumento finanziario

azi n

e)
e)

taz nt
ific catio
llaz on
e)

on t
n

ion
ne n

on
ion

e
e)
lut eme
cri itio

nce niti

(Sv pairm
)

fi
(Is cogn

(Ca ecog

(Va asur

i
a zi
zio

(R class

alu
s

Im
las
Re

Me
De

Re
ic
Quando, e solo quando, modifica il proprio modello di business per la
gestione delle attività finanziarie l’impresa deve riclassificare tutte le attività
finanziarie interessate. Per effettuare la riclassificazione lo strumento
finanziario deve avere le caratteristiche della classe di destinazione. La
riclassificazione si applica prospetticamente a partire dalla data di
riclassificazione e l’impresa non deve rideterminare utile e perdite.

L’impresa non deve riclassificare le passività finanziarie.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 8989


Riclassificazione (ISFR 9 paragrafo 5.6 e seguenti)
Riclassificazioni Condizioni della riclassificazione

Da costo ammortizzato a FVTPL Il fair value (valore equo) è valutato alla data


della riclassificazione. Gli utili o le perdite
risultanti da una differenza tra il precedente
costo ammortizzato dell’attività finanziaria e
il fair value (valore equo) sono rilevati
nell’utile (perdita) d’esercizio

Da FVTPL a costo ammortizzato Il fair value (valore equo) alla data della


riclassificazione diventa il nuovo valore
contabile lordo (cfr. paragrafo B5.6.2 per
indicazioni sul tasso di interesse effettivo e il
fondo a copertura perdite alla data della
riclassificazione).

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 90


Riclassificazione (ISFR 9 paragrafo 5.6 e seguenti)
Riclassificazioni Condizioni della riclassificazione

Da costo ammortizzato a FVTOCI Il fair value (valore equo) è valutato alla data


della riclassificazione. Gli utili o le perdite
risultanti da una differenza tra il precedente
costo ammortizzato dell’attività finanziaria e
il fair value (valore equo) sono rilevati nelle
altre componenti di conto economico
complessivo. Il tasso di interesse effettivo e la
valutazione delle perdite attese su crediti non
sono rettificati a seguito della riclassificazione.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 91


Riclassificazione (ISFR 9 paragrafo 5.6 e seguenti)
Riclassificazioni Condizioni della riclassificazione

Da FVTOCI a costo L’attività finanziaria è riclassificata al suo fair value (valore


ammortizzato equo) alla data della riclassificazione. Tuttavia, l’utile
(perdita) cumulato rilevato precedentemente nelle altre
componenti di conto economico complessivo è eliminato dal
patrimonio netto e rettificato a fronte del fair value (valore
equo) dell’attività finanziaria alla data della
riclassificazione. Di conseguenza, l’attività finanziaria è
valutata alla data della riclassificazione come se fosse
sempre stata valutata al costo ammortizzato. Questa rettifica
riguarda il prospetto delle altre componenti di conto
economico complessivo, ma non incide sull’utile (o sulla
perdita) d’esercizio e pertanto non è una rettifica da
riclassificazione (cfr. IAS 1). Il tasso di interesse effettivo e la
valutazione delle perdite attese su crediti non sono rettificati
a seguito della riclassificazione.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 92


Riclassificazione (ISFR 9 paragrafo 5.6 e seguenti)
Riclassificazioni Condizioni della riclassificazione

Da FVTPL a FVTOCI L’attività finanziaria continua a essere


valutata al fair value (valore equo).

Da FVTOCI a FVTPL L’attività finanziaria continua a essere


valutata al fair value (valore equo). L’utile
(perdita) cumulato rilevato precedentemente
nelle altre componenti di conto economico
complessivo è riclassificato dal patrimonio
netto all’utile (perdita) d’esercizio tramite una
rettifica da riclassificazione (cfr. IAS 1) alla
data della riclassificazione.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 93


Fasi di vita dello strumento finanziario

azi ion

taz nt
on t

e)
llaz on
e)

e)
n
ne n

alu me
e)
lut eme

ion
cri itio

on
ion

ssi cat
nce niti
)

(Sv pair
(Is cogn

icla ifi
(Va asur
a zi
zio

(Ca ecog

fic
(R class

Im
Re

Me
r
De

Re
Valutazione Valutazione
iniziale successiva

1) Fair Value Through 2) Fair Value Through Other 3) Costo ammortizzato


Profit and Loss Comprehensive Income

(include) (include) (rettifica per)

Impairment

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 94


Impairment delle attività finanziarie
La procedura di svalutazione riguarda:
1) ogni tipo di credito;
2) titoli valutati al costo ammortizzato;
3) titoli che l’impresa ha classificato come FVTOCI ricorrendone i
requisiti,
4) attività derivanti da contratto rilevate ai sensi dell’IFRS 5;
5) gli impegni all’erogazione di finanziamenti;
6) contratti di garanzia.

La procedura di svalutazione non riguarda:


7) le attività classificate come FVTPL, in quanto il fair value al quale sono
valutate già include le aspettative di perdite;
8) le azioni, che per designazione iniziale sono classificate come FVTOCI,
per le quali la svalutazione avviene implicitamente al momento in cui si
valutano al fair value.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 95


Impairment delle attività finanziarie
La svalutazione implica lo stanziamento di un costo a Conto
Economico a fronte di un fondo a copertura delle perdite, salvo il caso
in cui la svalutazione riguarda le attività finanziarie valutate al
FVTOCI per le quali il fondo a copertura perdite deve essere rilevato
negli OCI e non deve ridurre il valore contabile dell’attività finanziaria
nel prospetto dello Stato Patrimoniale.

La ragione della costituzione del fondo a copertura delle perdite


anziché la svalutazione diretta dipende dal fatto che, per le attività
valutate al costo ammortizzato il calcolo degli interessi con il tasso
dell’interesse effettivo deve avvenire al valore contabile lordo e non su
quello al netto del fondo perdite, almeno finché l’attività interessata
non sia considerata come “deteriorata”.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 96


Impairment delle attività finanziarie

L’IFRS 9 prevede tre modelli di impairment:

1) Impairment per crediti alla rilevazione iniziale;

2) Impairment per crediti con rischio significativamente aumentato;

3) Modello semplificato di impairment.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 97


Impairment delle attività finanziarie
Impairment per crediti alla rilevazione iniziale

Attività finanziarie per le quali il rischio di insolvenza del debitore non


è aumentato significativamente dalla rilevazione iniziale.
L’impresa deve valutare il fondo di copertura delle perdite per lo
strumento finanziario a un importo pari alle perdite attese su crediti nei
12 mesi successivi.
Per gli impegni all’erogazione di finanziamenti e i contratti di garanzia
finanziaria, la data alla quale l’impresa diventa parte dell’impegno
irrevocabile è considerata la data della rilevazione iniziale ai fini
dell’applicazione delle disposizioni in materia di riduzione del valore.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 98


Impairment delle attività finanziarie
Impairment per crediti con rischio significativamente
aumentato
Attività finanziarie per le quali il rischio di insolvenza del debitore è
aumentato significativamente dalla rilevazione iniziale.
L’impresa deve valutare il fondo di copertura delle perdite per lo
strumento finanziario a un importo pari alle perdite attese lungo tutta
la vita del credito considerando tutte le informazioni ragionevoli e
dimostrabili, comprese quelle indicative degli sviluppi attesi e non solo
per i 12 mesi successivi.
La principale novità dell’IFRS 9 è l’adozione di un atteggiamento
prudenziale, come richiesto dalle istituzioni finanziarie a livello
mondiale (Financial Stability Forum), che prevede che la svalutazione
non avviene solo in presenza di perdite avvenute (incurred losses) ma
devono essere contabilizzate anche le perdite attese (expected losses).
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 99
Impairment delle attività finanziarie
Impairment per crediti con rischio significativamente
aumentato
L’impresa può supporre che il rischio di credito relativo a uno strumento
finanziario non è aumentato significativamente dopo la rilevazione iniziale,
se viene determinato che lo strumento finanziario ha un basso rischio di
credito alla data di riferimento del bilancio.
L’incremento del rischio di inadempimento deriva da informazioni
ragionevoli e dimostrabili, che siano disponibili senza costi eccessivi,
indicative di aumenti significativi del rischio: es., presunzione relativa di
aumento del significativo del rischio di credito se i credit sono scaduti da
oltre 30 gg. L’impresa può confutare tale presunzione con informazioni che
dimostrano che il rischio non è significativamente aumentato anche se i
pagamenti contrattuali sono scaduti da oltre 30 gg.
Vi è una presunzione relativa che l’inadempimento si verifichi se l’attività
finanziaria è scaduta da almeno 90 giorni, a meno che l’impresa disponga di
informazioni ragionevoli e dimostrabili per attestare che sia più appropriato 100
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA
Impairment delle attività finanziarie
Modello semplificato di impairment

Riguarda i crediti commerciali, le attività derivanti da contratto che


risultano da operazioni che rientrano nell’ambito dell’IFRS 15 che non
contengono una significativa componente di finanziamento, e i crediti
impliciti nei contratti di leasing.
Il modello semplificato prevede che non si devono stimare le perdite
attese prima per i 12 mesi successivi e poi, se il rischio è aumentato
significativamente, per tutta la vita dell’attività, quanto piuttosto
direttamente stimare l’esistenza di perdite attese per tutta la vita dello
strumento finanziario.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 101


Impairment delle attività finanziarie
Attività deteriorate
L’attività finanziaria è deteriorata quando si sono verificati uno o più
eventi che hanno un impatto negativo sui flussi finanziari stimati
derivanti dall’attività finanziaria, come nel caso di:
1) significative difficoltà finanziarie dell’emittente o debitore;
2) una violazione del contratto, quale un inadempimento o una
scadenza non rispettata;
3) per ragioni dipendenti dalle difficoltà finanziarie del debitore, il
creditore estende al debitore una concessione che altrimenti non
avrebbe considerato;
4) è probabile che il debitore dichiari fallimento o altre procedure di
ristrutturazione finanziaria;
5) la scomparsa di un mercato attivo di quell’attività finanziaria
dovuta a difficoltà finanziarie; o
6) l’acquisto o la creazione dell’attività finanziaria con grossi sconti
che riflettono perdite su crediti sostenute.
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 102
102
Impairment delle attività finanziarie
Attività deteriorate
Se l’attività deteriorata è valutata al costo ammortizzato, allora
l’interesse effettivo si calcola non sul valore contabile al lordo del fondo
svalutazione per perdite future, come accade per le altre attività valutate
al costo ammortizzato ma sul valore al netto del fondo, in modo da
riconoscere a Conto Economico interessi più bassi.
Ripristini di valore
Se in precedenti esercizi l’impresa ha valutato il fondo di copertura
perdite dello stesso strumento finanziario a un importo pari alle perdite
attese lungo tutta la vita del credito, ma alla data di chiusura del
bilancio ritiene che vi sia stata una riduzione significativa del rischio di
credito, essa deve stornare in tutto o in parte il fondo a copertura
perdite già stanziato per portarlo ad un importo pari alle perdite attese
su crediti nei 12 mesi successivi alla data di riferimenti del corrente
bilancio. Le rettifiche del fondo a copertura perdite vanno rilevate come
ricavo nel Conto Economico.
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 103
103
Es. Si acquistano Obbligazioni ENI per € 100 con finalità di negoziazione. I titoli non
vengono venduti alla fine dell’esercizio e al 31/12 hanno un fair value (FV) di € 90, per
effetto di un aumento dei tassi di mercato.

Il processo produttivo non si è concluso con la realizzazione dei


ricavi

Il processo produttivo è in corso di svolgimento (continuità della gestione)


L’IFRS 9 – Financial instruments: obbliga a valutare al FV

In questo caso il FV è inferiore al costo

Costo € 100

Il Fair Value € 90

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 104


Calcolo del reddito maturato di periodo in caso di valutazione al FV

Acquisto di titoli Vendita di titoli


€ 100 € 100 Conclusione del
Rinvio di costi
sostenuti nel periodo processo produttivo
a 90

to t1 t2

Reddito maturato to-t1 Reddito t1-t2


-10 100-90=10
Ricavi Costi provenienti dal
conseguiti nel passato (sostenuti nel
periodo periodo to-t1)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 105


Es. Si acquistano Obbligazioni Alfa per € 100 classificandole al costo ammortizzato. I
titoli non vengono venduti alla fine dell’esercizio e al 31/12 hanno un fair value (FV) di
€ 90, per effetto di un aumento dei tassi di mercato.

Il processo produttivo non si è concluso con la realizzazione dei


ricavi

Il processo produttivo è in corso di svolgimento (continuità della gestione)


L’IFRS 9 – Financial instruments: obbliga a valutare al costo ammortizzato

In questo caso il FV è inferiore al costo


Costo € 100

Il Fair Value € 90

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 106


Calcolo del reddito realizzato di periodo in caso di valutazione
al costo ammortizzato
Acquisto di titoli Vendita di titoli
€ 100 Rinvio di costi sostenuti € 95 Conclusione del
nel periodo a 100 ma processo produttivo
fair value 90

to t1 t2

Reddito to-t1 = 0
Reddito t1-t2
se non dovuto a
95-100=-5
deterioramento
Ricavi Costi provenienti dal
conseguiti nel passato (sostenuti nel
periodo periodo to-t1)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 107


Es. Si acquistano Obbligazioni Alfa per € 100 classificandole al costo ammortizzato. I
titoli non vengono venduti alla fine dell’esercizio e al 31/12 hanno un fair value (FV) di €
90, per effetto del deterioramento del merito creditizio dell’emittente.

Il processo produttivo non si è concluso con la realizzazione dei


ricavi

Il processo produttivo è in corso di svolgimento (continuità della gestione)


L’IFRS 39 – Financial instruments: obbliga a svalutare

In questo caso il FV è inferiore al costo

Costo € 100 Unico valore


ragionevole e
prudente

Il Fair Value € 90

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 108


Calcolo del reddito maturato di periodo in caso di valutazione
al costo ammortizzato
Acquisto di titoli Vendita di titoli
€ 100 € 90 Conclusione del
Rinvio di costi
sostenuti nel periodo processo produttivo
a 90

to t1 t2

Reddito maturato to-t1 Reddito t1-t2


-10 90-90=0
Ricavi Costi provenienti dal
conseguiti nel passato (sostenuti nel
periodo periodo to-t1)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 109


Ipotesi di Impairment
Ipotesi di mancato incasso al 3° Valore Interesse Costo
Cash flow
Periodo iniziale effettivo Ammortizzato
anno (TIE 4,98%) (A) (B)
(C)
(D)
0 1.001,00
Stima dei flussi futuri attesi: 1 1.001,00 49,82 50,00 1.000,82
• 4° anno: € 0 2 1.000,82 49,81 50,00 1.000,63
3 1.000,63 49,80 50,00 1.000,43
• 5° anno: € 1.000 4 1.000,43 49,79 50,00 1.000,22
5 1.000,22 49,78 1.050,00 0,00

Valore Interesse Costo


Cash flow Valore
Periodo iniziale effettivo Ammortizzato
(C) Attuale
(A) (B) (D)
0 1.001,00 -
1 1.001,00 49,82 50,00 1.000,82 - Rettifica di valore:
2 1.000,82 49,81 50,00 1.000,63 -
3 1.000,63 49,80 0,00 1.050,43 - 1050,43-907,43 =
4 907,43 45,16 0,00 952,59 0,00
143,00
5 952,59 47,41 1.000,00 0,00 907,43

Valore di bilancio: 907,43

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 110


Subsequent measurement al termine del terzo periodo. Si ipotizza di non incassare
più gli interessi, ma solo il capitale al termine del quinto periodo

Valutazione dei flussi ricalcolati al tasso di interesse effettivo


0 1.000
907,43 = +
(1+0,0498)2
(1+0,0498)

Valore del credito 0 907,43


all’inizio del terzo TIE (4,98%) * costo ammortizzato
periodo (1.000,63)

crediti cassa Rettifiche su crediti Interessi


1.000,63 143,00 143,00 49,80
49,80

907,43 49,82 49,82

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 111


Ipotesi di ripresa di valore successiva
Ipotesi
Ipotesiincasso
incassorata
rataalal4°
4° Valore Interesse
Cash flow
Costo
Valore
Periodo iniziale effettivo Ammortizzato
anno
anno(TIE
(TIE4,98%)
4,98%) (A) (B)
(C)
(D)
Attuale
0 1.001,00 -
Stima
Stima dei
deiflussi
flussifuturi
futuri 1 1.001,00 49,82 50,00 1.000,82 -
attesi:
attesi:
2 1.000,82 49,81 50,00 1.000,63 -
3 1.000,63 49,80 0,00 1.050,43 -
•• 5° anno: € 1050 4 907,43 45,16 0,00 952,59 0,00
5° anno: € 1050 5 952,59 47,41 1.000,00 0,00 907,43

Valore
Interesse Costo
Cash flow Valore
Periodo iniziale
effettivo Ammortizzato
(C) Attuale
(A) (B) (D)
0 1.001,00 -
1 1.001,00 49,82 50,00 1.000,82 -
2 1.000,82 49,81 50,00 1.000,63 -
Ripresa di
3 1.000,63 49,80 0,00 1.050,43 - valore:
4 907,43 45,16 50,00 902,59 - 1000,22 - 902,59 =
5 1.000,22 49,78 1.050,00 0,00 1.000,22
97,63
Valore di bilancio: 1.000,22

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 112


Subsequent measurement al termine del quarto periodo. Si ipotizza di incassare gli
interessi relativi al quarto periodo, nonché gli interessi e il capitale al termine del quinto
periodo.
Valutazione dei flussi rideterminati al tasso di interesse effettivo
1.050
1.000,22 =
(1+0,0498)

Valore del credito


all’inizio del terzo TIE (4,98%) * costo ammortizzato
periodo (907,43)

crediti cassa Riprese su crediti Interessi


907,43 50,00 50,00 97,63 45,16
45,16

97,63 49,82

1.000,22
Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 113
Ragioneria Generale e Applicata II

Definizione di strumento derivato di copertura


È un derivato o (in casi limite) un’altra attività o passività finanziaria il cui valore
corrente o i flussi di cassa ci si attende che compensino le variazioni del valore
corrente o dei flussi di cassa dell’elemento coperto.
HEDGE ACCOUNTING: esposizione dell’impresa ad un determinato rischio (es.:
rischio di tasso di interesse, rischio di tasso di cambio, rischio di prezzo delle materie
prime).

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 114


Tipi di copertura

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 115


Modello contabile: copertura di Fair Value

Se lo strumento coperto sono azioni classificate FVTOCI, la variazione di fair


valuefinanziari
Gli strumenti dello strumento copertura
– Prof.ssa Silvia devono essere rilevati negli OCI.
TESTARMATA 116
Modello contabile: copertura di Cash Flow

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 117


Contabilizzazione delle operazioni di copertura

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 118


Valutazione dell’efficacia della copertura

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 119


Gli strumenti finanziari
secondo la normativa
civilistica

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La valutazione delle
partecipazioni

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LE PARTECIPAZIONI

TOPIC REGOLE

1 - RAPPRESENTAZIONE IN
BILANCIO
• Art. 2426 p.ti 1,
3, 4
2 - IDENTIFICAZIONE

3 - CRITERIO BASE DI • OIC N. 17, 20,


VALUTAZIONE 21

4 - SVALUTAZIONI E RIPRISTINI • IFRS 10, IAS 27-


28
• IAS 32, IFRS 9,
5 - COSTO DELLA IFRS 7
PARTECIPAZIONE SUPERIORE
AL VALORE DI PN DELLA
PARTECIPATA

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LE PARTECIPAZIONI
1 - RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO
STATO PATRIMONIALE
A. CREDITI VS SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI

B. IMMOBILIZZAZIONI a) imprese controllate


1. Partecipazioni in: b) imprese collegate
B.I. Immobilizzazioni immateriali c) imprese controllanti
2. Crediti d) imprese sottoposte al controllo
B.II. Immobilizzazioni materiali 3. Altri titoli delle controllanti
d-bis) altre imprese
B.III. Immobilizzazioni finanziarie 4. Strumenti finan-
ziari derivati attivi
C. ATTIVO CIRCOLANTE
C.I. Rimanenze 1) Partecipazioni in controllate
2) Partecipazioni in collegate
C.II. Crediti 3) Partecipazioni in controllanti
C.III. Attività finanziarie che non… 3-bis) Partecipazioni in imprese sottoposte
al controllo delle controllanti
C.IV. Disponibilità liquide 4) Altre partecipazioni
5) Strumenti finanziari derivati attivi
6) Altri titoli
D. RATEI E RISCONTI
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LE PARTECIPAZIONI
2 - IDENTIFICAZIONE

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LE PARTECIPAZIONI
3 - CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE (1 di 3)

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LE PARTECIPAZIONI
3 - CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE (2 di 3)

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LE PARTECIPAZIONI
3 - CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE (3 di 3)

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LE PARTECIPAZIONI
4 – SVALUTAZIONE E RIPRISTINI

Riportare la partecipazione
La perdita di valore deve al valore della quota di
eventuale ripristino
essere giudicata durevole patrimonio netto della
partecipata

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LE PARTECIPAZIONI
5 - COSTO DELLA PARTECIPAZIONE SUPERIORE AL VALORE DI PN DELLA (1 di 5)
PARTECIPATA

>
VALORE CONTABILE DELLA QUOTA
VALORE DI COSTO DI PATRIMONIO NETTO DELLA
DELLA PARTECIPAZIONE PARTECIPATA POSSEDUTA

• perdite di esercizio “durature” IN QUESTI CASI, IL


MAGGIOR VALORE NON
• “cattivo affare” PUÒ ESSERE MANTENUTO
LA DIFFERENZA
PUÒ DERIVARE • perdite di esercizio “temporanee”
DA
• maggior valore corrente riconosciuto ad alcuni beni della
partecipata
• avviamento

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LE PARTECIPAZIONI
5 - COSTO DELLA PARTECIPAZIONE SUPERIORE AL VALORE DI PN DELLA (2 di 5)
PARTECIPATA

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LE PARTECIPAZIONI
5 - COSTO DELLA PARTECIPAZIONE SUPERIORE AL VALORE DI PN DELLA (3 di 5)
PARTECIPATA

Il valore del patrimonio netto con cui confrontare il costo d’acquisto è la corrispondente quota di
patrimonio netto della società partecipata alla data di acquisizione della partecipazione oppure
quella risultante dall’ultimo bilancio approvato dell’impresa controllata o collegata prima
dell’acquisto della partecipazione.

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LE PARTECIPAZIONI
5 - COSTO DELLA PARTECIPAZIONE SUPERIORE AL VALORE DI PN DELLA (4 di 5)
PARTECIPATA

Se il costo è inferiore alla corrispondente frazione di patrimonio netto poiché si prevedono risultati
economici sfavorevoli per la partecipata (badwill), la differenza negativa rappresenta un Fondo per
rischi ed oneri futuri di cui si mantiene memoria extra-contabilmente. In tal caso, la partecipazione
è inizialmente iscritta per un valore pari al costo sostenuto. Il fondo memorizzato extra contabilmente
è utilizzato negli anni successivi a rettifica dei risultati della partecipata secondo la logica prevista
per il fondo di consolidamento per rischi e oneri futuri (OIC 17).

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LE PARTECIPAZIONI
5 - COSTO DELLA PARTECIPAZIONE SUPERIORE AL VALORE DI PN DELLA (5 di 5)
PARTECIPATA

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La valutazione
dei crediti

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I CREDITI

TOPIC REGOLE

1 - RAPPRESENTAZIONE IN
• Art. 2426,
BILANCIO
p.to 8
2 - IDENTIFICAZIONE
• OIC N. 15
3 - PRESUPPOSTI PER
L’ISCRIZIONE IN BILANCIO
• IAS 32, IFRS
4 - CRITERIO BASE DI 9,
VALUTAZIONE IFRS 7

5 - STIMA DELLE PERDITE PER


INESIGIBILITÀ

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I CREDITI
1 - RAPPRESENTAZIONE IN BILANCIO

STATO PATRIMONIALE

A. CREDITI VS SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI


B. IMMOBILIZZAZIONI 1. Partecipazioni a. verso controllate
B.I. Immobilizzazioni immateriali b. verso collegate
2. Crediti c. verso controllanti
B.II. Immobilizzazioni materiali d. verso imprese sottoposte
3. Altri titoli al controllo delle controllanti
B.III. Immobilizzazioni finanziarie
d. bis verso altri
4. Strumenti finan-
ziari derivati attivi

C. ATTIVO CIRCOLANTE 1. verso clienti


2. verso controllate
C.I. Rimanenze 3. verso collegate
4. verso controllanti
C.II. Crediti 5. verso imprese sottoposte al
controllo delle controllanti
C.III. Attività finanziarie che non… 5. bis crediti tributari
5. ter imposte anticipate
C.IV. Disponibilità liquide 5. quater verso altri
D. RATEI E RISCONTI
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I CREDITI
2 - IDENTIFICAZIONE

CREDITI SORTI DA OPERAZIONI


CREDITI COMMERCIALI DI SCAMBIO COMMERCIALE E
CORRELATI A RICAVI DI VENDITA

CREDITI SORTI PER PRESTITI E


CREDITI FINANZIARI
FINANZIAMENTI CONCESSI A TERZI

CREDITI SORTI PER VARIE RAGIONI,


ALTRI CREDITI COME CREDITI VERSO L’ERARIO,
VERSO ENTI PREVIDENZIALI, etc.

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I CREDITI
3 – PRESUPPOSTI PER L’ISCRIZIONE IN BILANCIO

 I crediti e i debiti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo


ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale e, per quanto
riguarda i crediti, del valore di presumibile realizzo (art. 2426, punto 8).

 I crediti sono iscrivibili in bilancio soltanto ove siano già maturati i


relativi ricavi (OIC 15).

Con riferimento ai crediti commerciali, tipicamente a breve termine (entro 12 mesi) e senza
significativi costi di transazione, l’introduzione del criterio del costo ammortizzato non produce di
fatto cambiamenti rispetto alla precedente prassi (OIC 15).
Questo perché la natura a breve termine del credito e l’assenza di costi di transazione supportano la
ragionevole presunzione che gli effetti, tanto dell’applicazione del costo ammortizzato, quanto
dell’attualizzazione, siano in buona sostanza irrilevanti (art. 2423, c. 4, c.c.).

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I CREDITI
3 – PRESUPPOSTI PER L’ISCRIZIONE IN BILANCIO

CREDITI COMMERCIALI
CORRELATI A RICAVI DI
VENDITA REALIZZATI

BENI O SERVIZI PER I QUALI:

• processo produttivo completato


• si è verificato il passaggio
 beni mobili: effettuata la spedizione sostan- ziale (e non formale) del
 beni immobili: stipulazione del contratto titolo di proprietà
di compravendita per i beni per i quali è
richiesto l’atto pubblico
 servizi: sono stati resi

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I CREDITI
4 – CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE
I crediti e i debiti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo
conto del fattore temporale e, per quanto riguarda i crediti, del valore di presumibile realizzo.
 Crediti e debiti si valutano con il criterio del costo ammortizzato
 La norma non distingue tra crediti e debiti «di funzionamento» e crediti e debiti
«di finanziamento»
 Tenere conto del fattore temporale significa, nei fatti, che:
 i crediti e debiti, se si prevede il calcolo di un interesse esplicito pari al tasso
d’interesse di mercato, si rilevano al loro valore nominale (il tasso di interesse di
mercato è la remunerazione per il «tempo che passa»);
 i crediti e debiti, se si prevede il calcolo di un interesse esplicito e il tasso
d’interesse desumibile dalle condizioni contrattuali è significativamente diverso
dal tasso di interesse di mercato, quest’ultimo deve essere utilizzato per
attualizzare i flussi finanziari futuri derivanti dal credito;
 I crediti e debiti di qualunque natura, se non vi è calcolo di interesse esplicito, si
devono attualizzare
 i crediti e debiti, se non vi è calcolo di interesse esplicito e se la loro scadenza è a
breve termine, non si attualizzano (semplificazione).
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I CREDITI
4 – CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE

I crediti e i debiti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo
conto del fattore temporale e, per quanto riguarda i crediti, del valore di presumibile realizzo.

La valutazione dei crediti deve tenere conto del valore di presumibile


realizzo, in ogni caso.

Il valore attualizzato, se è necessario calcolarlo, sarà pertanto da correggere


tramite il consueto fondo svalutazione crediti, in base al presumibile
realizzo del credito (o della categoria di crediti) oggetto di valutazione.

Le nuove norme civilistiche non si esprimono sulle modalità di calcolo del


valore di presumibile realizzo, lasciate alle norme tecniche dei principi OIC.

Il principio OIC 15 è dedicato alla valutazione dei crediti.

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I CREDITI
4 – CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE

Il costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria è il valore a cui è stata


misurata al momento della rilevazione iniziale l’attività o la passività finanziaria:
 al netto dei rimborsi di capitale,
 aumentato o diminuito dall’ammortamento complessivo accumulato,
 utilizzando il metodo dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore
iniziale e quello a scadenza,
 e dedotta qualsiasi riduzione (operata direttamente o attraverso l’uso di un
accantonamento) a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità.
(cfr.: IFRS 9)

Il criterio del costo ammortizzato riguarda la valutazione di tutti i crediti e di tutti i debiti (art. 2426,
n. 8) e dei titoli obbligazionari immobilizzati (art. 2426, n. 1).

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I CREDITI
4 – CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE

PRIMA RILEVAZIONE FAIR VALUE

VALUTAZIONI SUCCESSIVE COSTO AMMORTIZZATO

È un criterio di valutazione di tipo finanziario che tiene conto del “fattore


temporale” mediante l’attualizzazione di crediti e debiti infruttiferi o fruttiferi, ma
a un tasso inferiore a quello di mercato.
Con il criterio del costo ammortizzato, i crediti sono inizialmente contabilizzati
all’importo effettivamente erogato. Successivamente, ad ogni fine esercizio, il loro
valore tenderà a crescere fino a giungere al loro valore nominale alla data del
rimborso in una misura definita dal tasso effettivo di interesse.

I crediti a breve termine privi di un prestabilito tasso di interesse sono normalmente valutati al loro
valore originario a meno che l’effetto dell’interesse sia significativo.
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I CREDITI
4 – CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE

METODO DEL TASSO D’INTERESSE EFFETTIVO

Il tasso di interesse effettivo è il tasso, utilizzato per il calcolo del costo


ammortizzato, che rende uguali la sommatoria dei valori attuali dei
flussi di cassa futuri stimati ed il valore di prima iscrizione (fair value +
costi di transazione).

I costi di transazione sono quelli capitalizzati in sede di initial


measurement

I titoli sono inizialmente contabilizzati al costo comprensivo degli oneri accessori. Successivamente
il loro valore tenderà a crescere in presenza di uno scarto, ossia di una differenza negativa tra costo di
acquisto e valore di rimborso finale, in una misura definita dal tasso effettivo di interesse, calcolato
come il TIR, ossia come il tasso che uguaglia il valore attuale dei flussi di cassa positivi e negativi
derivanti dall’investimento in titoli. Una volta determinato il “tasso d’interesse effettivo”, la
valutazione al costo ammortizzato è data dalla somma dei flussi di cassa restanti (alla data della
valutazione) attualizzati utilizzando sempre il tasso d’interesse effettivo come precedentemente
determinato tenendo conto delle perdite di valore (durevoli).
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I CREDITI
4 – CRITERIO BASE DI VALUTAZIONE

VENGONO RILEVATI AL VALORE DI PRESUMIBILE REALIZZO

VALORE NOMINALE
MENO
RETTIFICHE

• resi e rettifiche di fatturazione


• sconti e abbuoni
• perdite per inesigibilità

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I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (1 di 7)

NORMALI
CONDIZIONI DI
ESIGIBILITÀ

DUBBIA
GRADO DI
ESIGIBILITÀ
INESIGIBILITÀ

SICURA
INESIGIBILITÀ

Svalutazione prudenziale

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I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (2 di 7)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 147


I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (3 di 7)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 148


I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (4 di 7)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 149


I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (5 di 7)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 150


I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (6 di 7)

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 151


I CREDITI
5 – STIMA DELLE PERDITE PER INESIGIBILITÀ (7 di 7)

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La valutazione degli
strumenti finanziari derivati

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 153


GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
1 – DEFINIZIONE DI STRUMENTO FINANZIARIO DERIVATO (1 di 5)

È uno strumento finanziario (o altro contratto che rientra nell’ambito di applicazione dello IAS
39) che DERIVA da un’attività sottostante (attività reale o finanziaria) o che è correlato
all’andamento di nozionali legati all’andamento dei tassi di mercato (tasso di interesse o di
cambio) o di indici (indice di borsa o dei prezzi) e che presenta tutte e tre le seguenti
caratteristiche:

1. Il suo valore cambia in relazione ai cambiamenti di uno specifico tasso d’interesse, del
prezzo di uno strumento finanziario, del prezzo di una merce, di un tasso di cambio, di un
indice di prezzi o tassi, di un rating, o di altre variabili (a volte chiamate “sottostante”)

2. Non prevede un investimento netto iniziale o, se previsto, questo è più piccolo di quanto
sarebbe necessario per stipulare altre tipologie di contratto con simili reazioni alle
variazioni dei fattori di mercato

3. È regolato a una data futura (cfr.: IFRS 9)

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GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
1 – DEFINIZIONE DI STRUMENTO FINANZIARIO DERIVATO (2 di 5)

CATEGORIE DI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

Prevedono lo scambio di un determinato bene ad una data futura


CONTRATTI A TERMINE e ad un prezzo prefissato al momento della stipula del contratto.
(FORWARD E FUTURES) Oggetto del contratto possono essere sia merci (commodity) o
strumenti finanziari (ad esempio indici di borsa) o valute.

Attribuiscono all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di


acquistare (nel caso di opzioni call) o di vendere (nel caso di
opzioni put) attività finanziarie (azioni, obbligazioni, valute,
strumenti finanziari derivati) o reali (merci) ad un prezzo
OPZIONI
prefissato (strike price) ad una certa data (opzione europea) o
entro una certa data (opzione americana). Il diritto è rilasciato al
venditore dietro corresponsione di un premio che rappresenta la
perdita potenziale massima a cui va incontro chi acquista.

Rappresentano strumenti mediante i quali le due parti si


SWAP impegnano a scambiarsi tra loro a date prestabilite flussi di cassa
secondo uno schema convenuto.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 155


GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
1 – DEFINIZIONE DI STRUMENTO FINANZIARIO DERIVATO (3 di 5)
CATEGORIE DI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

L’art. 2426 precisa che sono considerati strumenti finanziari derivati anche quelli collegati a
merci che conferiscono ad entrambi i contraenti, il diritto di procedere alla liquidazione del
contratto per contanti o altri strumenti finanziari. Questo, ad eccezione del caso in cui:
a) il contratto sia stato concluso per soddisfare le esigenze previste dalla società che
redige il bilancio, di acquisto, di vendita o di utilizzo delle merci;
b) sia destinato a tale scopo fin dalla sua conclusione;
c) sia eseguito con consegna delle merci.
Tutte e tre le condizioni devono verificarsi contemporaneamente. In genere, i contratti a
termine su commodities sono nella sostanza strumenti finanziari veri e propri e come tali
vanno inclusi in bilancio e nelle informazioni richieste per la nota integrativa.
Le principali caratteristiche che le merci devono avere affinché possano essere negoziate a
termine sono le seguenti:
1. la volatilità dei prezzi;
2. la commodity deve essere relativamente omogenea;
3. la commodity deve essere profittevolmente stoccabile;
4. il mercato del sottostante deve essere concorrenziale;
5. la produzione in surplus.

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GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
1 – DEFINIZIONE DI STRUMENTO FINANZIARIO DERIVATO (4 di 5)

CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

DERIVATI DERIVATI
DI COPERTURA SPECULATIVI

Strumenti finanziari utilizzati Strumenti finanziari detenuti a


per compensare le variazioni di puro titolo speculativo.
fair value o di flussi finanziari
dell’elemento oggetto di
copertura.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 157


GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
1 – DEFINIZIONE DI STRUMENTO FINANZIARIO DERIVATO (5 di 5)

DERIVATI DI COPERTURA

Copertura di fair value Riguarda la copertura delle variazioni del fair value di un’attività
(fair value hedging) o una passività, in relazione ad un determinato rischio.

Riguarda la copertura della variabilità dei flussi finanziari futuri


in relazione ad uno specifico rischio di un’attività o una passività
Copertura di flusso finanziario finanziaria che produrrà detto flusso, oppure in relazione ai
(cash flow hedging) flussi associati ad una operazione futura, programmata, da
ritenersi altamente probabile (es.: l’acquisto fra 10 mesi, già
programmato, di un fabbricato posto in un Paese estero).

Investimento netto Ad esempio una partecipazione in una società con sede negli
Stati Uniti). I criteri di contabilizzazione sono analoghi a quelli
in una gestione estera della cash flow hedging.

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GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
2 – VALUTAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI (1 di 4)

Initial Valutazione iniziale di un derivato


measurement

Tutti gli strumenti finanziari, e quindi anche i


derivati, sono iscritti nello stato patrimoniale al
fair value
Il valore scambiato è dato dal fair value maggiorato dei costi di transazione (commissioni, diritti,
tasse, imposte e contributi) direttamente attribuibili all’operazione e conoscibili al momento in cui la
transazione viene effettuata.

nel caso di un interest rate swap o di un forward negoziati a valori di mercato il fair
value degli strumenti sarà pari a zero e i contratti verranno iscritti nello stato
patrimoniale per un ammontare pari a zero
Esempi
nel caso di un’opzione invece il costo, ossia il valore d’iscrizione, sarà pari al premio
corrisposto/incassato

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GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
2 – VALUTAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI (2 di 4)

Subsequent Valutazione successiva di un derivato


Measurement

Derivati speculativi
Tutte le attività e passività derivate di trading sono valutate
successivamente al fair value

Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni di fair value


vengono imputate a conto economico

e i derivati di copertura?

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 160


GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
2 – VALUTAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI (3 di 4)

Hedging – Operazioni di copertura

Copertura (hedging): ai fini contabili significa individuare uno o più


strumenti di copertura in modo che la variazione del loro fair value o dei
flussi di cassa compensi totalmente o parzialmente la variazione del fair
value o dei flussi di cassa dell’elemento coperto.

Il fair value è la base per l’applicazione dell’hedge accounting.

Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni di fair value vengono imputate
direttamente ad una riserva positiva o negativa di patrimonio netto:
Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi

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GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
2 – VALUTAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI (4 di 4)

Hedging – Operazioni di copertura


Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi
La riserva è imputata a conto economico nella misura e nei tempi
corrispondenti al verificarsi o al modificarsi dei flussi di cassa dello strumento
coperto o al verificarsi dell’operazione oggetto di copertura e fino ad allora è
“sostanzialmente intoccabile”, cioè:
1. non sono distribuibili gli utili derivanti dalla valutazione al fair
value;
2. non può essere utilizzata in alcun modo, neanche per perdite;
3. le riserve non possono essere considerate nel computo del patrimonio
netto nei casi previsti dagli articoli 2412, 2433, 2442, 2446 e 2447.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 162


BIBLIOGRAFIA

Quagli, A. (2018), Bilancio di esercizio e principi contabili,


Giappichelli, Torino.

Quagli, A. (2018), Gli standard dello IASB nel sistema


contabile italiano, Giappichelli, Torino.

Gli strumenti finanziari – Prof.ssa Silvia TESTARMATA 163


Grazie per
l’attenzione!

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