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LA RESPONABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA

Prof.ssa Silvia Testarmata

Professoressa Associata di Economia Aziendale


E-mail: silvia.testarmata@unicusano.it
Responsabilità Sociale d’Impresa

Obiettivi di apprendimento

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA



v Sviluppo sostenibile e responsabilità sociale d’impresa
v La responsabilità sociale nelle teorie dell’impresa
v I pilastri della responsabilità sociale d’impresa
v La responsabilità sociale d’impresa e il vantaggio
competitivo
v Gli strumenti della responsabilità sociale d’impresa
v Il reporting della responsabilità sociale d’impresa

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Cosa vuol dire essere socialmente responsabili?

Era il 24 aprile 2013 quando un intero edificio commerciale


crollò. Era il Rana Plaza di Dacca, capitale del Bangladesh,
contenente tra gli altri, diverse fabbriche tessili che
producevano fibre e tessuti per i marchi Inditex, Primark e
Benetton.

La storia si fa più cupa quando si scopre che quelle che alle
innumerevoli vittime del crollo (in particolare lavoratori
tessili) era stato imposto di andare a lavorare sebbene le
diverse crepe nell’edificio avessero convinto gli ispettori a
chiederne l’evacuazione.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Cosa vuol dire essere socialmente responsabili?


Nonostante l’impegno morale di rispondere ai principi di
responsabilità sociale, la storia di Dacca insegna che risulta
difficile per un’impresa affermare che la propria catena di
fornitura sia svolta in maniera realmente “etica”.

Essa insegna dunque quanto sia ancora troppo profondo il
divario tra le promesse aziendali di una catena del valore etica
e le realtà locali fatte di politiche corrotte e crepe pericolose
(The Economist, 2013).

E laddove la responsabilità di impresa si propone di rispondere alle
conseguenze negative delle politiche aziendali che hanno determinato un
ingente sfruttamento delle risorse naturali e sociali, la strada si presenta
ancora più irta di ostacoli e più lunga.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Sviluppo sostenibile
Consiste in una crescita economica equilibrata finalizzata al
miglioramento del benessere e della tutela della società,
tenendo conto non solo delle esigenze attuali, ma anche di
quelle delle generazioni future.

È da intendersi come la possibilità di un’impresa di tutelare
la crescita delle generazioni future attraverso politiche che
abbinino in modo equilibrato i fattori economici, sociali e
ambientali per soddisfare i bisogni del presente senza
compromettere il soddisfacimento dei bisogni futuri
(Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo,
Rapporto Brundtland, 1987).

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Sviluppo sostenibile

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Il dilemma etico dello sviluppo sostenibile


Al concetto di crescita e sviluppo economico (esponenziale
crescita nello sfruttamento delle risorse naturali e umane a
disposizione)
si contrappone il concetto di sostenibilità (in ecologia è la
capacità dei sistemi biologici di mantenersi ancorati al principio
di biodiversità e di restare nel tempo produttivi),
nell’ottica di conservare le risorse disponibili per le generazioni
attuali anche per le generazioni future, visto il carattere finito
delle risorse.

Sviluppo sostenibile significa spostare l’attenzione dalla crescita


esponenziale dei consumi (quantità) e quindi del consumo delle
risorse alla qualità del loro utilizzo, mediante l’adozione di
processi di sfruttamento delle risorse più efficienti.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile

Adottati dalle Nazioni Unite (ONU), nell’Assemblea Generale del 25 settembre 2015.
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Responsabilità Sociale d’Impresa

Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile


Goal 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo
Goal 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la
nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
Goal 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Goal 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di
apprendimento per tutti
Goal 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere, per l'empowerment di tutte le donne e le
ragazze
Goal 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle
strutture igienico sanitarie
Goal 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili
e moderni
Goal 8: Incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile,
un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
Goal 9: Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una
industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
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Responsabilità Sociale d’Impresa

Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile


Goal 10: Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni
Goal 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
Goal 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
Goal 13: Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le sue
conseguenze
Goal 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine
per uno sviluppo sostenibile
Goal 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre,
gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far
retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica
Goal 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile;
offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficaci, responsabili e
inclusivi a tutti i livelli
Goal 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo
sviluppo sostenibile

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI nelle teorie dell’impresa

Dalla Shareholder Theory (Milton Friedman, 1970,):


«L’azionista non può esimersi dal perseguire il profitto
per assicurare interessi altri dalla crescita del business»

Alla Stakeholder Theory (Edward Freeman, 1984): «Le
imprese devono elaborare strategie che rispondano non
solo alle pressioni economiche, ma anche sociali e
ambientali»

Alla Corporate Citizenship (Epstein, 1989): intesa come
principio aziendale di buona cittadinanza

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Shareholder Theory
“C’è una e una sola responsabilità sociale del business –
utilizzare le risorse a disposizione e impegnarsi in attività
finalizzate all’incremento dei profitti purché rimanga
all’interno delle regole del gioco”.
(Milton Friedman, 1970)

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Stakeholder Theory
Nel libro intitolato “Strategic Management: A Stakeholder
Approach” la prospettiva dell’impresa si muove da una
orientata agli azionisti a una più ampia, tesa a
ricomprendere tutti i portatori di interessi nell’azienda:
azionisti, manager, lavoratori (stakeholder interni) e
fornitori, creditori, istituzioni e attori della società
(stakeholder esterni).
(Edward Freeman, 1984)

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Stakeholder Theory (segue)

Gli stakeholder o “soggetti portatori di interesse”, sono tutti quegli


individui che possono influenzare il successo dell’azienda o che hanno
un interesse in gioco nelle decisioni dell’azienda.

Lo stakeholder è un soggetto (una persona, un’organizzazione o un
gruppo di persone) che ritiene di detenere un “titolo” per entrare in
relazione con una determinata organizzazione.

L’impresa socialmente responsabile si pone come obiettivo di
contemperare le molteplici esigenze delle diverse categorie di
stakeholder non limitandosi alla loro pura e semplice soddisfazione,
attraverso l’instaurazione di uno stretto rapporto di collaborazione
(stakeholder engagement) con i portatori di interesse, adottando un
approccio che può essere definito “multi-stakeholder”.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Stakeholder Theory (segue)


Un’impresa richiede solitamente il coinvolgimento di numerosi
stakeholder, ciascuno dei quali vi apporta un’ampia gamma di contributi
e riceve in cambio ricompense di vario genere.
IMPRENDITORE/SOCI

AMBIENTE
Risorse
Capitale di Rendimento
rischio residuale Tutela
Capitale di
prestito Imposte e tasse
FINANZIATORI
Interessi
IMPRESA Beni pubblici
AMMINISTRAZIONI
PUBBLICHE

Prezzo Salari e Prezzo


stipendi Lavoro

CLIENTI Beni e Fattori


servizi FORNITORI
PRESTATORI produttivi
DI LAVORO
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Responsabilità Sociale d’Impresa

Stakeholder Theory (segue)

Qual è il fine aziendale?


Questa teoria incoraggia i manager a sviluppare un senso
comune del valore che permetta all’impresa di farsi capo di
prestazioni eccellenti in termini di performance.

Quali sono le responsabilità dell’impresa rispetto agli
stakeholder?
I manager dovrebbero perseguire la creazione di valore
insieme a tutti gli stakeholder. La creazione di valore
economico avviene mediante l’unione e la cooperazione
degli individui al fine di migliorare le condizioni di vita di
ciascuno.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Corporate Citizenship

Il principio della buona cittadinanza è un sottoinsieme della


RSI e riguarda le relazioni di “non-business” di natura
altruistica e discrezionale tra le organizzazioni e i diversi
stakeholder della comunità di riferimento.

L’impresa costituisce con i propri stakeholder interni ed
esterni un legame che indirizza le proprie attività verso la
creazione di valore aggiunto.

Diversa interazione tra impresa e la comunità (l’insieme
degli stakeholder) al fine di migliorare il benessere pubblico
(o bene comune).

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Corporate Citizenship (segue)

Essere un buon cittadino vuol dire svolgere un ruolo


proattivo nel favorire lo sviluppo e il benessere
dell’ecosistema locale, implica armonizzare i propri obiettivi
sui pilastri della sostenibilità in una prospettiva di lungo
periodo.

•  Supporto finanziario e non di istituzioni comunitarie
•  Job training
•  Fornitura di risorse ricreazionali
•  Sforzi per avanzare la vita economica, culturale e politica

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Filantropia
La filantropia consente agli attori privati di agire
nell’interesse pubblico (Frumkin, 2006), corrisponde
all’attitudine a compiere attività di beneficienza nel
desiderio di aiutare gli altri membri della società.

Perchè le imprese sono filantropiche?
É una forma di pubbliche relazioni e pubblicità,
promuovendo l’immagine dell’azienda o il proprio brand
attraverso le sponsorizzazioni e il cause-related marketing,
cioè campagne che nonostante fossero in grado di fornire
supporto a cause meritevoli, erano soprattutto volte ad
aumentare la visibilità aziendale e a migliorare il morale dei
lavoratori in modo da creare un effettivo impatto sociale.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Filantropia (segue)
L’approccio filantropico di molte imprese è costituito da
pratiche non mirate e programmi consistenti spesso in
piccole donazioni fatte per supportare cause locali o fornire
un generalizzato supporto operativo alle università e ai
centri nazionali di carità nella speranza di predisporre
benevolmente i propri lavoratori, i clienti e la comunità
locale.
Non si tratta di pratiche o programmi legati a specifici
obiettivi sociali di business, poiché tali donazioni spesso
riflettono i valori personali dei lavoratori o dei dirigenti. Una
strategia filantropica di questo tipo non consente spesso
alle imprese di generare effettivo valore per se stesse e per
il loro ambiente di riferimento.
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Responsabilità Sociale d’Impresa

Filantropia (segue)
L’approccio filantropico è fruttuoso quando migliora il
contesto competitivo dell’impresa.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Responsabilità sociale di Impresa (RSI)

Il termine Responsabilità Sociale d’Impresa, RSI, (dall’inglese


Corporate Social Responsibility, CSR) indica l’impegno
dell’impresa a:


adottare volontariamente dei comportamenti
socialmente ed eticamente responsabili

finalizzati a ottenere dei risultati che possano arrecare


benefici e vantaggi a sé stessa e al contesto in cui opera, in
particolare a tutti coloro che sono coinvolti direttamente e
indirettamente nella vita dell’impresa (stakeholder).

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Responsabilità sociale di Impresa (RSI)

Nel Libro Verde della Commissione Europea del 2001, la


Responsabilità Sociale d’Impresa è definita come:

L’integrazione volontaria, da parte delle imprese, delle
preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni
commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate o
stakeholder.

società

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Responsabilità Sociale d’Impresa

RSI: L’evoluzione dei punti di vista


1.  La RSI considera l’impatto delle azioni dell’azienda sulla società.

2.  La RSI richiede ai decisori di intraprendere azioni che proteggono e


migliorano il benessere della società nel suo insieme con i loro propri
interessi.

3.  La RSI presuppone che l’azienda non abbia solo obblighi economici e
giuridici, ma anche certe responsabilità verso la società che si
estendono al di là di questi obblighi.

4.  RSI è legata principalmente al raggiungimento di risultati di decisioni


organizzative riguardanti questioni o problemi che (da alcuni
standard di normativa) producano effetti benefici piuttosto che effetti
negativi, sugli stakeholder aziendali. La correttezza normativa
dell’azione aziendale è stato l’obiettivo principale della RSI.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La definizione di RSI secondo Carroll


La responsabilità sociale delle imprese comprende
le aspettative economiche, legali, etiche e discrezionali
che la società ha in un dato momento nel tempo.
Aspettative
Responsibilità Esempi
sociali

Essere profittevole. Massimizzare i ricavi


Economica Richiesta
e minimizzare i costi.

Legale Richiesta Rispettare le leggi e aderire alle regole

Evitare pratiche discutibili.


Etica Attesa
Fare ciò che è giusto ed equo.

Desiderata/ Essere un buon cittadino.


Filantropica
Attesa Restituire alla società ciò che si ha avuto.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La Piramide della RSI – Più è meglio è per tutti

Responsabilità filantropica
Essere un buon cittadino.

Responsabilità etica
Essere etico.

Responsabilità legale
Obbedire alla legge.

Responsabilità economica
Essere profittevole.

=
Responsabilità Sociale d’Impresa
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Responsabilità Sociale d’Impresa

I pilastri della responsabilità sociale dell’impresa

L’impresa deve soddisfare i bisogni umani creando profitto sostenibile, ovvero


creando un valore condiviso con tutti i soggetti coinvolti nella sua attività.

L’impresa deve contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera


società, perseguendo le proprie finalità economiche (profitto) nel medio-lungo
termine ma compatibilmente con le aspettative di numerosi portatori di
interesse, contemperando i risultati economici con obiettivi di rispetto dei
diritti umani, salvaguardia dell’ambiente e crescita sociale.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI e il vantaggio competitivo


La RSI determina un impatto positivo nel raggiungimento
del vantaggio competitivo in termini di:
• Riduzione dei costi: adottare un atteggiamento proattivo
a livello ambientale, porta a una diminuzione dei costi di
ottemperanza ai regolamenti ambientali presenti e futuri, a
una crescita della propria efficienza e ad una riduzione dei
costi operativi in un’ottica di lungo termine (Berman et al.,
1999)
• Gestione dei rischi: un’impresa che sia in grado di stabilire
solide relazioni con i suoi stakeholder potrà beneficiare
dell’accesso alle informazioni relativo a problematiche
ambientali, politiche e sociali, costruendo così un quadro
completo delle fonti di incertezza (Kyte e Ruggie, 2005)
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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI e il vantaggio competitivo (segue)

• Rafforzamento del capitale immateriale:


una politica di RSI contribuisce a:
Ø  Aumentare la reputazione del brand e dell’impresa
Ø  Sviluppare una cultura innovativa basata su
relazioni collaborative con gli stakeholder

• Sviluppo di partnership strategiche:


la collaborazione con gli stakeholder consente di identificare
le inefficienze e portare all’innovazione della catena del
valore

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI e il vantaggio competitivo (segue)

Resource Based view (Barney, 1991): l’eteregoneità delle


performance tra le imprese all’interno di uno specifico
settore può essere attribuita alla dotazione di risorse
(materiali e immateriali) che ciascuna azienda ha a
disposizione.
Il vantaggio competitivo nell’industria si consegue se
un’impresa vanta un set di risorse che rispondano ai
requisiti di:
1)  Valore;
2)  Rarità;
3)  Inimitabilità;
4)  Organizzazione.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI e il vantaggio competitivo (segue)


I processi sociali e ambientali possono favorire lo sviluppo di
risorse intangibili in possesso di un’impresa, che potrà divenire
fonte di vantaggio competitivo.
Le risorse immateriali che possono essere rafforzate laddove
l’impresa sviluppi solide relazioni con gli stakeholder sono:
•  Le risorse umane (attrarre e mantenere i candidati migliori,
spirito aziendale);
•  Le risorse tecnologiche (rafforzamento del capitale relazionale
favorendo la capacità di creare nuovi prodotti, di rinnovare le
tecnologie e di dar vita a idee profittevoli);
•  La reputazione (miglioramento del brand e della reputazione);
•  La cultura innovativa (stabilire relazioni collaborative e di
fiducia reciproca tra gli stakeholder, al fine di promuovere
l’impegno e l’apprendimento).
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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI e il vantaggio competitivo (segue)

Circolo virtuoso
della RSI alla
performance
finanziaria
dell’impresa




Rafforzamento
del capitale
immateriale

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Responsabilità Sociale d’Impresa

La RSI e il vantaggio competitivo (segue)

I vantaggi e benefici della RSI per l’impresa:

• Riduzione del rischio;


• Rafforzamento risorse interne;
• Facilità nell’accesso al capitale e riduzione del suo costo;
• Accesso a nuovi mercati;
• Miglioramento della reputazione e della legittimazione;
• Rafforzamento e sviluppo delle relazioni con gli
stakeholder e con gli enti regolatori.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Dalla RSI alla Creazione di Valore Condiviso (CSV)

Le questioni sociali e ambientali devono entrare nel core


business aziendale (Michael E. Porter, 2017).
Valore Condiviso (o Shared Value) significa occuparsi di
una problematica sociale, di una sfida sociale, come quella
dell’acqua, dell’alimentazione o della salute, e qualche volta
ottenere anche un guadagno. Deve essere concepito come un
vero e proprio business, invece che come un atto di beneficenza o
donazione.
Bisogna trovare il modo di affrontare questi aspetti in
modo profittevole. Il valore condiviso risiede in tutta la catena
del valore (nei prodotti, nei clienti, nei fornitori, …) ma anche
nelle istituzioni della comunità in cui è inserita l’impresa.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Dalla RSI alla Creazione di Valore Condiviso (CSV)

Il principale terreno per l’innovazione e la crescita


non è né la finanza né la tecnologia, bensì le
questioni sociali e ambientali.

Si può creare valore economico a partire da quello sociale
secondo le seguenti modalità:
1)  Riconcepire i prodotti e i mercati;
2)  Ridefinire la produttività della catena del valore;
3)  Favorire lo sviluppo di cluster industriali locali.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Gli strumenti della RSI


v Il codice etico

v Gli strumenti di rendicontazione


² Il bilancio ambientale
² Il bilancio sociale e lo standard GBS
² Il bilancio di sostenibilità e lo standard GRI
² Il rapporto integrato e lo standard IIRC

v Le certificazioni
v La certificazione SA 8000
v La certificazione ISO 26000

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Gli strumenti della RSI

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Codice etico
Il Codice Etico può definirsi come la “Carta Costituzionale”
dell’impresa, una carta dei diritti e doveri morali che definisce la
responsabilità etico-sociale di ogni soggetto appartenente
all’organizzazione aziendale.

Il codice etico contiene:
•  la definizione dei principi etici generali che si riferiscono alla
mission aziendale e al modo più corretto di realizzarla;
•  le norme etiche per le relazioni dell’impresa con i vari
stakeholder (clienti, fornitori, dipendenti, etc.);
•  gli standard etici di comportamento: i principi di legittimità
morale, equità, eguaglianza, tutela della persona, trasparenza,
onestà, diligenza, imparzialità, tutela ambientale, protezione
della salute.
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Responsabilità Sociale d’Impresa

Il reporting della responsabilità sociale d’impresa


L’impresa deve soddisfare i bisogni umani creando profitto sostenibile

Responsabilità Responsabilità Responsabilità


economica ambientale etico-sociale
(dividendi e capital gain per gli (rispetto dell’ambiente da cui (soddisfazione
azionisti, sopravvivenza e si acquisiscono fattori dei bisogni degli altri
sviluppo dell’impresa) produttivi) stakeholder)

Profitto a valere nel tempo Sostenibilità ambientale Sostenibilità etico-sociale

Bilancio di esercizio
Bilancio Ambientale e Bilancio Sociale (o Bilancio di Sostenibilità)
Indicatori contabili e di borsa

Rapporto integrato

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Chi pubblica i rapporti di RSI? Potreste avere sentito parlare di ...

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Bilancio Ambientale
Il Bilancio Ambientale è un documento informativo nel quale sono
descritte le principali relazioni tra l’impresa e l’ambiente, pubblicato
volontariamente dall’impresa allo scopo di comunicare
direttamente i risultati ottenuti a tutela dell’ambiente.

Il bilancio ambientale contiene:
²  indicatori di gestione ambientale, che valutano l’impegno profuso dall’azienda
nel controllo degli aspetti ambientali;
²  indicatori ambientali generali, che misurano in termini generali l’entità dei
fattori d’impatto ambientale generati dall’impresa;
²  indicatori di prestazione ambientale, che valutano l’efficienza ambientale
svincolandola dalle fluttuazioni del livello di produzione;
²  un report dei risultati prodotti in termini di effetto potenziale, che danno
valutazione dell’effetto che potrebbe produrre l’attività dell’impresa
sull’ambiente;
²  risultati prodotti in termini di effetto ambientale, che valutano le variazioni
effettive dell’ambiente dovute all’attività dell’impresa.
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Responsabilità Sociale d’Impresa

Bilancio Sociale
Il Bilancio Sociale è un documento attraverso il quale un’impresa
documenta le modalità di perseguimento della responsabilità
sociale, fornendo:

•  una valutazione qualitativa e quantitativa del rapporto fra


l’impresa e gli stakeholder;
•  nonché informazioni sulla distribuzione della ricchezza prodotta
nell’arco di un determinato periodo di tempo, che normalmente
coincide con il periodo amministrativo.

In termini generali, può essere definito come uno strumento
integrativo di comunicazione e valutazione dei risvolti etici e sociali
dell’attività aziendale, e rappresenta uno strumento fondamentale
di rendicontazione sociale per un’impresa.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Bilancio Sociale
•  Con il termine Bilancio Sociale non si intende fare riferimento a un documento
che accoglie solo dati bilancianti, così come richiamato dalla tecnica contabile,
bensì mettere in evidenza la natura di un documento di sintesi, con la presenza
di molte informazioni qualitative, da redigere periodicamente, formato in base a
regole e procedure precostituite alle quali ci si deve attenere.
•  Si tratta di un documento autonomo, nel senso che è pienamente adatto ad
esprimere l’impatto complessivo dell’attività aziendale sulla società civile, anche
se è fondamentale una sinergia con gli altri documenti ed informazioni di
accountability aziendale.
•  Si tratta, quindi, di un documento al tempo stesso consuntivo, con il rendiconto
dei risultati raggiunti nell’ultimo esercizio confrontabili con quelli precedenti e
con gli obiettivi formulati, e con un forte orientamento al futuro.
•  Il Bilancio Sociale è un documento pubblico rivolto agli interlocutori sociali che,
direttamente o indirettamente, sono coinvolti nell’esercizio dell’attività.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Bilancio Sociale
Il bilancio sociale contiene informazioni su:
•  valore aggiunto prodotto;
•  valore aggiunto distribuito;
•  condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti;
•  impatto sull’ambiente naturale, paesaggistico e artistico;
•  rapporti con i consumatori;
•  rapporti con i clienti;
•  portatori di handicap di vario tipo;
•  minoranze etniche;
•  rispetto dei diritti dell’uomo;
•  difesa dei minori;
•  uguaglianza e pari opportunità sessuale;
•  pari opportunità in genere;
•  trattamento delle emarginazioni;
•  comportamenti nelle pratiche d’affari;
•  comportamenti nel rapporto con i pubblici poteri;
•  impatto socio-economico-culturale sulla comunità circostante,
anche in termini di know-how professionale diffuso.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Bilancio Sociale
I principali modelli di redazione del bilancio sociale sono:

•  il BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ redatto secondo il modello GRI,
pubblicato dall’iniziativa internazionale Global Reporting
Initiative;

•  il BILANCIO SOCIALE redatto secondo il modello GBS,


pubblicato dall’Associazione italiana per la ricerca scientifica
sul Bilancio Sociale;

•  il BILANCIO SOCIALE redatto secondo il modello AccountAbility


1000, che è uno standard sviluppato dall'ISEA (Institute of
Social and Ethical Accountability).

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità


Il Bilancio di Sostenibilità rappresenta un’evoluzione del Bilancio
Sociale in grado di cogliere, in maniera più completa e dettagliata, le
molteplici dimensioni sociali dell’agire aziendale.

Il Bilancio di Sostenibilità segue l’approccio “triple bottom line”: che
sintetizza in un unico documento l’aspetto economico-finanziario,
ambientale e sociale.

Le linee guida per la redazione del Bilancio di Sostenibilità pubblicate
dal GRI (Global Reporting Initiative) sono giunte alla versione G4
pubblicata nel 2013, che a partire dal 1 luglio 2018 è stata sostituita
da un nuovo sistema modulare e interconnesso di GRI standard.

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Responsabilità Sociale d’Impresa

Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità


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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità



Il sistema distingue tra tre standard universali e tre serie di standard
specifici per le tre dimensioni fondamentali della sostenibilità.

Il punto di partenza è il GRI 101 (Foundation), il quale permette di
inquadrare e spiegare come viene usato e regolato il set di parametri,
introduce i 10 principi fondamentali degli stessi e spiega come
preparare un rapporto in linea con questi. Applicando i principi e le
linee guida del GRI 101 è quindi possibile identificare gli specifici
aspetti della propria attività che hanno impatti più significativi –
positivamente e negativamente – sugli stakeholder (comunità locali,
dipendenti, ambiente, consumatori, ecc.). In questo modo è possibile
poi individuare e applicare gli standard ad hoc, scegliendoli fra quelli
elencati nelle serie di standard specifici per settore.

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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità



Parallelamente vanno applicati anche gli altri due standard universali:
- GRI 102 (General Disclosures), che serve a riportare informazioni di
contesto relative all’organizzazione e le sue pratiche di
rendicontazione;
- GRI 103 (Management Approach), il quale, invece, è utile per
spiegare la gestione di quegli aspetti della propria attività che hanno
un impatto più importante sugli stakeholder.

Ogni standard ha una struttura simile, distinguendo tra “Reporting requirements”,


“Recommendations” e “Guidance” per facilitare la comprensione di cosa mettere a
bilancio e come farlo.
I GRI Standards rappresentano una novità importante per il futuro del sustainability
reporting. L’applicazione degli standard è senza dubbio una best practice, ma
soprattutto permette di sviluppare una lingua comune per parlare e riflettere di
rendicontazione di sostenibilità. La diffusione di parametri comuni di valutazione,
misurazione e rendicontazione di performance e impatti diventa ancora più
significativa se calati nel contesto dell’Agenda ONU 2030, un sistema ampio e
complesso dove tutti sono chiamati a contribuire per il raggiungimento degli obiettivi.
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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità



I principi di redazione del Bilancio di Sostenibilità sono:

•  materialità: cioè la soglia oltre la quale un indicatore diventa


sufficientemente importante da dover essere incluso nel report;
•  inclusività: che impone all’organizzazione di identificare i propri
stakeholder e di spiegare in che modo essa ha risposto alle loro
aspettative e ai loro interessi;
•  sostenibilità: il report deve illustrare le performance dell’organiz-
zazione e la sostenibilità delle scelte operate;
•  completezza: dell’obiettivo e della tempistica, che devono essere
tali da riflettere gli impatti economici, ambientali e sociali
significativi nel periodo di rendicontazione.

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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità



I criteri di redazione del Bilancio di Sostenibilità sono:
•  equilibrio: il report deve fornire un’immagine imparziale
dell’organizzazione attraverso risultati sia positivi sia negativi;
•  comparabilità: per compiere un’analisi comparativa delle
performance dell’organizzazione nel corso del tempo e rispetto di
altre organizzazioni;
•  accuratezza e chiarezza: delle informazioni da permettere agli
stakeholder di valutare la performance dell’organizzazione;
•  tempestività: il report deve essere pubblicato con cadenza
regolare e in tempo utile in modo che gli stakeholder possano
integrarle nel loro processo decisionale;
•  affidabilità: le informazioni e i dati devono poter essere verificati,
al fine di stabilirne la veridicità e l’adeguata applicazione dei
principi di reporting.
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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità


Il GRI per quanto riguarda l’informativa standard propone una
struttura in tre parti in cui vengono fornite le seguenti informazioni:
– strategia, profilo e report, deve contenere una descrizione delle
strategie di sostenibilità adottate, il profilo dell’organizzazione e del
report, l’obiettivo e il perimetro del report;
– governance, impegni e coinvolgimento degli stakeholder attraverso
la descrizione della struttura di governo, delle politiche direzionali,
dei sistemi di gestione dello sviluppo sostenibile dell’organizzazione
e per la gestione della performance;
– modalità di gestione e indicatori di performance, suddivisa in tre
categorie, ciascuna delle quali comprende una descrizione delle
modalità di gestione degli obiettivi di RSI e un insieme di indicatori di
performance economica, ambientale e sociale.

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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità



Gli indicatori di performance sono organizzati in tre categorie:
– economici, deve contenere una descrizione delle strategie di
sostenibilità adottate, il profilo dell’organizzazione e del report,
l’obiettivo e il perimetro del report;
– ambientali, impegni e coinvolgimento degli stakeholder attraverso
la descrizione della struttura di governo, delle politiche direzionali, dei
sistemi di gestione dello sviluppo sostenibile dell’organizzazione e
per la gestione della performance;
– sociali, suddivisa in quattro sottocategorie:
1.  lavoro,
2.  diritti umani,
3.  società
4.  responsabilità di prodotto.

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Il modello GRI: il Bilancio di Sostenibilità



Per determinare gli indicatori di performance, vengono identificati dei
protocolli che definiscono i termini chiave di ogni indicatore, le
metodologie di compilazione, la portata e la rilevanza dell’indicatore
previsto nonché gli specifici riferimenti tecnici. In tali protocolli sono
inoltre fornite le indicazioni sulle modalità con le quali gli indicatori
devono essere inseriti e commentati nel documento inerente
l’informativa sulle modalità di gestione.

Il livello di qualità raggiunto dal reporting è dichiarato dall’organiz-


zazione stessa che effettua un’autovalutazione del contenuto rispetto
ai criteri enunciati.

L’autocertificazione dovrà poi essere asseverata da un advisor


esterno, che procederà a un esame del report, oppure, in alternativa
l’asseverazione potrà avvenire a cura dello stesso GRI

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Il bilancio di sostenibilità del gruppo HERA

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Riferimenti bibliografici
² GRI, Linee guida per il reporting di sostenibilità, scaricabile
da https://www.globalreporting.org/resourcelibrary/
Italian-G3.1-Final.pdf

² IIRC, The International <IR> Framework, scaricabile da:


http://www.theiirc.org/wp-content/uploads/
2013/12/13-12-08-THE-INTERNATIONAL-IR-
FRAMEWORK-2-1.pdf

² GBS, Il bilancio sociale, GBS 2013 standard. Principi di


redazione del bilancio sociale, scaricabile da: http://
www.gruppobilancio sociale.org/standard-gbs-2013-
principi-di-redazione-del-bilancio-sociale/

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