Sei sulla pagina 1di 7

LA FRANCIA RIVOLUZIONARIA 1.

La Francia prima della rivoluzione La Francia del Settecento e le societ di ordini La crisi che invest la Francia alla fine del XVIII fu causata principalmente da tre elementi: ledi v i si o ni s oc i a l i e g i u r i di c h e , l'insufficienza delle istituzioni del regime assolutistico, e l a situazione delle finanze statali.La societ francese (come le societ di molti altri paesi europei) era suddivisa in tre ordini, o stati: clero; nobilt; Terzo stato(comprendeva tutti coloro che non appartenevano ai primi due ordini).In ciascuno stato potevano convivere le pi svariate condizioni economiche e sociali, ma i tresidistinguevano dal punto di vista giuridico, e dal fatto che l'appartenenza all'uno o all'altrocomportava precisi diritti e doveri. La legge non era uguale per tutti, ma ogni ordine disponevadi particolari leggi: il clero e la nobilt venivano prima del Terzo stato per quanto riguarda glio n o r i , i l p r e s t i g i o , e i p r i v i l e g i . I n F r a n c i a , i n o l t r e , n o n e r a p r e s e n t e i l s e n t i m e n t o d i a p p a r t e n e n z a s o c i a l e : a d di r i t t u r a p r i ma d i e s s e re F ra n c e s e , u n u o mo a pp a r t e nev a a l su o ordine. Per tale motivo non esisteva nemmeno la Francia intesa come l'unione dei francesi:essa era intesa come un'unione giuridica di ordini. Entit e privilegi del clero e della nobilt CLERO, circa 130mila individui: era esente da qualsiasi tassa, e l a s u a a s se mb l e a s i riuniva qualche volta per votare un dono gratuito da concedere alle finanze statali.N o n v e n i v a g i u d i c a t o d a i t r i b u n a l i s t a t a l i e d a l l e l e g g i c i v i l i , b e n s d a i t r i b u n a l i ecclesiastici e dal diritto canonico. Il clero, sebbene possedesse tra il 6% ed il 10% dellasuperficie totale delle terre, traeva un reddito nazionale molto pi elevato; ci perchallerendite delle terresi affiancavano ledecime(imposte)riscosse ai contadini. La pr o p r i e t de l c l e r o e ra q u e l l a p e g g i o r me n t e a mmi n i s t r a t a , ma , e s s e n d o a pp u nt o propriet di questo ordine, non poteva essere ceduta a terzi; il clero, inoltre, gestivatutte le scuole elementari ed i collegi. NOBIL A', circa 350mila individui: anch'essanon pagava tasse. Possedeva circa il 25% della superficie totale T delle terre che, al contrario di quelle del clero, era distribuita inmaniera diseguale: ci perch fra i nobili vi erano aristocratici con problemi economiciche intendevano ancor di pi far valere i loro privilegi 1 .I nobili, inoltre, per investiturafeudale,riscuotevano tasseepedaggi, ed esercitavano funzioni di amministrazione della bassa giustizia; venivanogiudicati da tribunali di parteed eranoesentati da pene infamanti(il carcere comune, la gogna, e l'impiccagione, sostituita dalla onorevoledecapitazione); ad essi erano riservate lecariche maggiori dell'esercito e dello stato. Perevitare di perdere tutti questi privilegi, nel Settecento gli aristocratici tesero a formareu n c e t o c h i u s o i n s e s t e s s o , o p p o n e n do s i a l l a c o n c e s si o n e di n u ov i t i t ol i n obi l i a r i , d i s a p p r o v a n d o i m a t r i m o n i t r a n o b i l i e b o r g h e s i , e p r e t e n d e n d o d i m a n t e n e r e i l monopolio delle cariche militari e statali. La composizione sociale del Terzo stato Il clero e la nobilt insieme costituivano solo il 2% dell'intera popolazione francese che contavac i r c a 2 6 mi l i oni di a bi t a nt i . I l re s t a n t e 9 8% e r a c o s t i t u i t o da l Te r z o s t a t o ; q u e s t o o r di n e comprendeva varie categorie sociali, ovvero: ceto alto borghese: comprendeva gli uomini che facevano i lavori pi retribuiti e che,pur non essendo nobili, potevano aspirare ad ottenere titoli nobiliari (grandi proprietariterrieri, funzionari dello stato, finanzieri, banchieri) c e t o me di o : c o m p r e n d e v a g l i u o m i n i c h e f a c e v a n o i l a v o r i a b b a s t a n z a r e t r i b u i t i ( c omme r c i a n t i a l l ' i n g r o s s o , i mp re n di t o r i , a v v o c a t i , me di c i , i n t e l l e t t u a l i , i mp i eg a t i , stampatori, librai, chirurghi e farmacisti); artigiani,commercianti al dettaglio,lavoratori salariati; lavoratori della terra(20milioni di persone con la pi bassa considerazione sociale) chesi dividevano in: piccoli proprietari terrieriocontadini benestanti(possedevano un patrimonio maggiore dei lavoratori urbani); mezzadriofittavoli( p o s s e de v a n o b e s t i a me e c o l t i v a v a n o l e t e r r e d e i g r a n di proprietari terrieri); contadini poveri(lavoravano come braccianti per poter mandare avanti le propriefamiglie). Tutti i lavoratori della terra pagavano pesanti tasse ai nobili e decime al clero, erano sottopostialla giurisdizione feudale, e addirittura alcune volte erano costretti a effettuare corves. La sopravvivenza del regime feudale In Francia la servit era ormai scomparsa e i contadini avevano la propria libert; in particolare,essi ora avevano il pieno diritto di propriet sui beni immobili. Questa, comunque, era limitata:vi era, infatti, la distinzione tra: propriet utile: esercitata dal contadino; propriet eminente: esercitata dal signore.In questo modo si poteva intendere la propriet come una concessione da

parte di un signore,il quale, quindi, possedeva diritti generali sulla terra. A tale proposito veniva pagata unatassaal signoread ogni passaggio di propriet, e ogni anno, veniva pagata (spesso in natura)unaseconda tassache variava da regione a regione e che veniva considerata unabuso feudale. A causa del pagamento di tutte le tasse e delle decime, i contadini perdevano il 40-60% delloro patrimonio. Oltre a ci, i contadini dovevano pagare tasse contrattuali sulla proprietprivata: chi lavorava terre di terzi, infatti, doveva pagare a questi una tassa. Inoltre in Francia,a l c o n t r a r i o di q u a n t o a c c a de v a n e g l i a l t r i p a e si , l a b o rg h e si a p o t e v a a c qui s t a r e l e t e r r e classificate nobili o feudali, ma adogni passaggio di proprietbisognava pagare una pesantetassa, chiamata feudo franco, all'antico signore. Il disordine fiscale e l'aumento del debito pubblico D ur a n t e i l S e t t e c e n t o si t e n t d i a b ol i r e i p ri v i l e g i d e l c l e r o e de l l a n o b i l t , ma qu a l si a si t e nt a t i v o f a l l ; e r a o r ma i mo l t o e v i de n t e l ' i n s u ff i c i e n z a de l l o s t a t o s o p r a t t u t t o ne l c a mp o dell'amministrazione delle finanze pubbliche.Le imposte indirette (dazi e gabelle) eranoaffidate in appaltoa un'istituzione chiamata Ferme gnerale (Appalto generale) controllata da finanzieri francesi e svizzeri: questo sistema,per, era moltocorrotto, e gran parte del denaro si disperdeva nelle mani degli appaltatori;ugualmente corrotti erano gli uffici statali che riscuotevano le imposte dirette.I n o l t r e , i 2 mi l i a r di di l i r e t o r ne s i sp e si du r a n t e l a g u e r r a di l i b e r a z i o n e a me r i c a n a , f e c e r o aumentare vertiginosamente ildeficit francese. Perci, tra il 1777 e il 1778, il ministro dellefinanze Jacques Necker speriment un nuovo tentativo di riforma amministrativa; tuttavia,l'opposizione da parte del Parlamento di Parigi, lo costrinse a dimettersi. Il deficit e il debitop u b b l i c o a u me n t a r o n o a nc o r a . A que s t o p r op o s i t o , f a c e n d o u n c o n f r o n t o t r a F r a n c i a e Inghilterra, possibile notare come l'inesistenza di privilegi fiscali a favore del clero e dellanobilt, abbia permesso all'Inghilterra di superare con molta facilit il deficit 2.Verso la rivoluzione: gli Stati generali La nobilt contro l'assolutismo e la polemica sugli Stati generali Dopo il 1781 la situazione delle finanze pubbliche si aggrav: la met delle entrate dello statoera stata utilizzata per pagare gli interessi sui debiti accumulati, e tutti i tentativi avanzati perr i o r di n a r e l a s i t u a z i o n e e a b o l i r e i p r i v i l eg i f i sc a l i f a l l i r o n o ; l 'a r i s t o c r a zi a , a p p o g g i a t a d a l Parlamento di Parigi, diede tutte le colpe alla monarchia.Gli stessi tentativi di riforma del re Luigi XVI e dei suoi ministri furono designati dall'aristocraziae dal Parlamento di Parigi come tentativi di inasprire la monarchia; questi ultimi ottennero ilconsenso dell'opinione pubblica e la convocazione degli Stati generali.Gli Stati generali eranol'antica assemblea composta dai rappresentanti dei tre ordini(nobilt, clero, Terzo stato), chedal 1615 non erano pi stati convocati. L'aristocrazia credeva di poter diminuire il potere dellamonarchia grazie a questi, ma in realt non era cos; infatti: l'aristocrazia, che durante la battaglia contro l'assolutismo del 1788 aveva chiestol'aiuto delle masse popolari, non aveva messo in conto il fatto che queste avrebberopotuto provocare disordini troppo violenti; gli Stati generali non erano in grado di esprimere equamente gli interessi dei tre ordini,anzi, mettevano in evidenza la superiorit dei ceti privilegiati. I tre stati, infatti, avevanol o s t e s s o n u m e r o d i r a p p r e s e n t a n t i ( s e b b e n e i l Te r z o s t a t o a v e s s e u n n u m e r o nettamente maggiore di componenti) e le votazioni avvenivano in un modo tale che ilclero e la nobilt risultassero essere sempre vincenti: erano votazioni per ordine, enon per testa. Tutto ci fece diminuire l'approvazione del popolo nei confronti della nobilt. Per cercare dimigliorare la situazione il re concesse che il Terzo stato avesse un numero di deputati pari aln u me r o d i d e p u t a t i d e l l a n o b i l t e de l c l e r o me s s i a s s i e me , ma i l r e a l t l a s i t u a zi one n on miglior: la questione pi importate era quella delle votazioni per testa e non per ordine. Lanobilt, ormai, stava perdendo il controllo. Le elezioni e i cahiers de dolance L ' e l e zi one de i de p u t a t i de l Te r z o s t a t o a v v e n n e i n ma n i e r a di v e r s a t r a c i t t e c a mp ag na . Tuttavia, in entrambi i casi i deputati non venivano scelti direttamente dagli elettori; questi,infatti, si limitavano a eleggere assemblea primarie dalle quali scaturivano assemblee piristrette di grandi elettori cui spettava la scelta finale. La partecipazione alle elezioni di primag r a d o s i e s t e s e no t ev ol me n t e ; c i p e rc h v e n n e e s c l u s o d a l l a c o n s u l t a z i o n e s o l o c h i n o n f i g u r a va ne l l e l i s t e t r i b u t a r i e . I n o l t r e o g n i a s s e mb l e a a v e v a i l c o mp i t o d i c o mp i l a r e u n q u a d e r n o d i d o g l i a n z a , o s s i a u n q u a d e r n o n e l q u a l e s i r a c c o g l i e v a n o l e r a g i o n i d i malcontento e le petizioni da portare in discussione durante gli Stati generali. Furono compilaticirca 60milacahiers de dolance, nei quali le richieste maggiormente avanzate erano: da parte dei ceti pi bassi: abolizione delle decime ecclesiastiche, del diritto di cacciasolo per i nobili e dei privilegi dei nobili e del clero; da parte dei ceti pi colti: trasformazione degli Stati generali in assemblea costituente. L'apertura degli Stati generali Gli stati generali si aprirono a Versailles nei primi giorni dimaggiodel1789. I l 4 m a g g i o i rappresentanti dei tre ordini sfilarono per le vie della citt: i 604 deputati del Terzo stato( a v v o c a t i e u omi ni di l eg g e , p r o f e s si o n i s t i e i n t e l l e t t u a l i , a r i s t o c r a t i c i f a v o re v o l i a r a di c a l i riforme)

aprirono il corteo e sfilarono in abito nero; dopo di essi sfilarono i nobili con abiti daicolori vivaci; alla fine vi era il clero suddiviso in due parti: davanti vi erano i poveri parroci diprovincia legati al popolo; dietro, nella posizione di prestigio, vi erano i vescovi.Vi erano in gioco interessi diversi: il Terzostatochiedeva l'abolizione dei privilegi e l'instaurazione della giustizia fiscale; lanobilte ilclerovolevano saldare il proprio ruolo politico edemoliredefinitivamente lamonarchia assoluta lamonarchiavolevalimitare l'attivit degli Stati generali ad una semplice votazione per l'approvazione diun nuovo prestitoin favore della corona. Dagli Stati generali all'assemblea nazionale Per oltre un mese gli stati e il sovrano furono impegnati nella questione del voto: il Terzo statorifiut il voto per ordine eproposeche tutti i deputati si riunissero in un'unica assembleanella quale si potessevotare per testa. La l or o p r o p o s t a n o n v e n n e a c c e t t a t a ; c o s i l 1 0 giugno i delegati del Terzo stato convocarono laloro assembleaalla quale invitarono anche glialtri due stati che, per, non risposero all'invito (eccetto diversi parroci). A questo punto, il 17giugno, il Terzo stato e una parte del basso clero si costituirono comeassemblea nazionale,intesa come unica voce legittima autorizzata a parlare in nome di tutta la Francia. Si passavacos dalla concezione di ordine a quella di nazione. La nascita dell'idea di nazione nongiunse inaspettata: era gi stata anticipata dall'abate Sieys che, in un suo opuscolo, avevaesposto chiaramente la sua opposizione all'idea che gli Stati generali fossero la riunione di trea s s e mb l e e di s t i n t e , og nu na de l l e q u a l i d i f e n de v a l ' o r di n e c h e r a p p re s e n t a v a . L a su a t e s i affermava che il Terzo stato non era un semplice ordine, ma l'ordine che rappresentava quasi latotalit della popolazione.L u i g i XVI si s ch i e r da l l a p a r t e d e g l i a ri s t o c r a t i c i e , i l 2 3 g i u g n o , o r di n l o s c i o g l i me n t o dell'assemblea. Tuttavia l'assemblea non si cur di quest'ordine ma anzi ad essa si unirono ilclero e diversi nobili. Il9 lugliol'assemblea, ormai riconosciuta anche da Luigi, assunse il nomediAssemblea Nazionale Costituentee n omi n u n c omi t a t o c o n i l c o mp i t o d i r e di g e r e u n a Costituzione. A questo punto Luigi XVI si sarebbe dovuto proporre come re nazionale per far siche la rivoluzione si evolvesse pacificamente. Scelse, dunque, come mediatore Necker. Tuttaviaq u e s t o e b b e u n a t t e g g i a me n t o t r o p p o c o n c i l i a n t e se c o n d o i l r e c h e du n q u e l o l i c e nzi . I l licenziamento fu visto dalla massa del popolo come la prova cheil re li considerava ribellienon aveva intenzione di mediare come aveva fatto credere. 3 . Gl i ev e nt i de l l ' e s t a t e 1 7 8 9 L'insurrezione parigina del 14 luglio Dall'apertura degli Stati generali, la situazione si fece sempre pi tesa; ci per vari motivi: aumento del prezzo del pane nel 1789, causato dal raccolto del 1788 che era statomolto scarso; riduzione dei redditi(causata dalla crisi agricola); diminuzione della domandadi beni manifatturieri aumento della disoccupazione; circolazione di alcune voci circa unacongiura degli aristocratici per sciogliere gli Statigenerali.Quando giunse la notizia dellicenziamento di Necker, la situazione degener non solo tra iceti popolari, ma anche tra iceti borghesi; questi ultimi erano molto preoccupati poich il fallimento dell'assemblea costituente avrebbe comportato la dichiarazione di bancarotta dello stato. 12 luglio(domenica): si formarono numerose masse che si scontrarono con le truppe diParigi. I disordini culminarono nell'assalto ai caselli posti lungo le mura di Parigi, dove lemerci pagavano i dazi (questo perch, durante il periodo pi acuto della carestia, il ren o n a v e v a a sc o l t a t o l a r i c h i e s t a di s o s p e n de r e i da zi s ul l a f a ri n a ) , i q u a l i v e n n e r o incendiati. 13 luglio: i saccheggi proseguivano, per cui i ceti borghesi decisero di prendere in manola situazione per cercare di calmare i disordini: a tale proposito istituirono unamiliziaborghese armata. 14 luglio : mentre la milizia borghese cercava di mantenere il controllo della situazione,ingenti folle di popolani e borghesi cominciarono a girare per la citt alla ricerca di armi.Venne attaccato l'Hotel des Invalides, da dove gli insorti presero cannoni e fucili. Da quil a f ol l a a n d a d u ni r s i c o n a l t r e f ol l e p e r attaccare la Bastiglia, dov e s i t r ov a va n o munizioni e polvere. Si scaten una vera e propria battaglia che termin con lavittoriadei popolani. 15 luglio: Luigi XVI dovette rendersi conto di aver perso il controllo della citt e di nonpoter pi contare nemmeno sulle sue truppe le quali, infatti, erano passate dalla parted e g l i i n s o r t i . U n a d e l e g a z i one de l l ' a s se mbl e a n a z i o n a l e v e n n e da Ve r s a i l l e s p e r consolidare il potere cittadino in mano alla borghesia. Il marcheseLa Fayette, deputatodegli stati generali, assunse il comando della milizia borghese armata che divenne laguardia nazionale; la bandiera del re fu sostituita da un tricolore con il bianco (coloredella monarchia), il rosso e l'azzurro (colori di Parigi). 16 luglio: Luigi XVI annunci che Necker era stato richiamato al governo e che le truppesi stavano ritirando da Parigi. 17 luglio: Luigi XVI si rec personalmente a Parigi, dove fu accolto da una grande folla einsignito della coccarda con il nuovo tricolore, simbolo della riuscita rivoluzione. L'insurrezione delle campagne e l'abolizione del feudalesimo

Dopo la Presa della Bastiglia i disordini popolari proseguirono in altre citt, ma soprattutto nellecampagne. I contadini erano esasperati: sebbene il raccolto pareva essere abbastanza buono,gli effetti della crisi si facevano ancora sentire; per di pi essi erano ancora sotto il giogofeudale. A questo puntoi contadini si rifiutarono di pagare le decimeecclesiastichee le tasseai nobili, attaccarono i castelli,b ru c i a r o n o g l i a r c h i v i de i di r i t t i f eu dal i , e u cc i se r o c h i u n q u e provasse a opporsi a loro. La rivolta contadina, che coinvolse centinaia di migliaia di persone,era ormai ingovernabile, per cui l'Assemblea Costituente dovette prendere rapide decisioni perevitare il degenerare della situazione: durante la notte tra il4e il5 agosto 1789, l'Assemblea abolimmediatamentei diritti feudali,le decime,le esenzioni fiscaliela giustizia signorile. L a No b i l t e i l C l e r o d o v e t t e r o r e n de r s i c on t o ch eera ormai tramontata un'epoca storica:l ' An c i e n R g i me e r a s t a t o o l t r e p a s sa t o , i n ob i l i n on a ve v o pi e sc l u s i v i p r i v i l e g i , f u r o n o c a n c e l l a t i i d i r i t t i di b a s sa g i u s t i z i a e t u t t i i r e s i du i de l l e c o r v e s e d e l l a se r v i t . Tu t t a v i a , l ' a b o l i z i o n e d e i di r i t t i c h e g r a v a v a n o su l l e t e r r e , r i su l t p i d i ff i c i l e : i n f a t t i , i si g n o r i , c h e volevano continuare a salvaguardare i propri interessi economici, non volevano abolire il dirittodi propriet e cambiare quelli che erano gli arcaici metodi di pagamento. I contadini, quindi,avrebbero dovuto riscattare in denaro i loro obblighi. Essi, invece, cessarono di pagare censi eriscatti, da cui, pi tardi, furono liberati anche formalmente. Queste decisioni rafforzarono lap o s i z i o n e d e l Te r z o S t a t o a l l ' i n t e r n o d e l l ' A s s e m b l e a : e s s o , i n f a t t i , o r m a i c o n t r o l l a v a sistematicamente gli altri ordini. La dichiarazione dei diritti Il26 agosto 1789 ,pochi giorni dopo l'abolizione del feudalesimo, l'Assemblea approv l'esordiod e l l a f u t u r a l eg ge f on da me n t a l e de l l o s t a t o : l a D i c h i a ra z i o n e d e i d i r i t t i de l l ' u o m o e d e l cittadino. Questo documento, scritto sulla base della Dichiarazione d'indipendenza americana,riassumeva le rivendicazioni del Terzo stato, metteva chiaramente in evidenza i concetti dil i b e r t e u g u a g l i a n z a , e , i n generale, elencava quelli che erano i diritti fondamentalidell'individuo e del cittadino. Il bersaglio polemico della Dichiarazione era lo stessod e l l ' A s s e m b l e a e pi in generale della rivoluzione: l'Ancien Rgime e i privilegi. L a Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino era composto da un preambolo e 17 articoli, dic u i i p r i m i tre erano i pi importanti: il primo dichiarava solennemente il principio d i u gu ag l i a nza t r a t u t t i g l i e s s e r i u ma n i ; i l s e c o n do e ra l ' e l e n c a z i o n e d e i di r i t t i n a t u r a l i e dimprescrittibili dell'uomo che vengono individuati in: libert della persona, propriet (diritto"inviolabile e sacro"), sicurezza, resistenza all'oppressione; il terzo presentava il principio disovranit democratica, principio che prevede che la sovranit risiede essenzialmente nellaNazione". Questa enunciazione, all'epoca, non era ovvia: i sovrani, infatti, regnavano secondo ildi r i t t o d i v i n o . L a r e s t a n t e pa r t e d e l l a Di c h i a r a z i o n e da v a c o n c r e t e z z a a d a l t r i p ri n c i p i : s i affermarono, ad esempio, la libert di religione, di parola e di stampa; la tutela da arresti e dacondanne arbitrarie; il divieto di tortura; la presunzione di innocenza senza una condannade f i n i t i v a ; l ' e q u i t e i l c r i t e r i o de l me r i t o . L a Di c h i a r a z i o n e n o n c o n t e n e v a n e mme n o u n esplicito riconoscimento della parit fra uomo e donna che sarebbe dovuto essere implicito nelprincipio di uguaglianza proclamato dall'articolo 1. Tuttavia, all'epoca la parit dei sessi era unconcetto sconosciuto: l'articolo 1 era, quindi, in alcune sfumature, sfavorevole alle donne (esse,ad esempio, erano escluse dal diritto di voto). 4.L'esperimento costituzionale e la fine della monarchia La ricerca di un nuovo assetto costituzionale La popolazione parigina intervenne nuovamente nell'ottobre 1789 con una manifestazionepromossa e diretta dalla guardia nazionale; questa si concluse con il trasferimento di Luigi XVI da Versailles a Parigi. Tra l'ottobre 1789 e il giugno 1791 l'assemblea si impegn nell'attivitlegislativa, e sembr che la rivoluzione avesse trovato un equilibrio, soprattutto per il fatto che,grazie alla previsione di un buon raccolto, il prezzo del pane era tornato alla normalit. Tuttavia,l'Assemblea era consapevole del fatto che tale tregua era solo momentanea, e che, quindi, eranecessario costruire al pi presto uno stabile assetto costituzionale. Nell'assemblea non vierano dei partiti ben distinti, ma le posizioni di pensiero si identificavano con le posizioni inassemblea: alladestradella presidenza vi era il gruppo non incline alle modificazioni cheproponeva u n a c o s t i t u z i o n e secondo il modello inglese, c o n u n r e c h e p o t e v a n o m i n a r e un'assemblea parallela a quella del popoloeopporsi alle leggi; allasinistra, invece, vi era il gruppo favorevole alladivisione dei poteri. Essi, inoltre, volevano un parlamento composto dau na s o l a c a me r a e l e t t i v a cheL u i g i XVI n o n avrebbemai potuto sciogliere. Il dibattito sull'estensione del diritto di voto La sinistra, inoltre, si divideva in:moderati(capeggiati daLa FayetteeMirabeau), e ungruppo favorevole a prendere decisioni democratiche(nel quale spiccavaRobespierre). Erano tante le questioni sulle quali si dividevano, in particolare sulla questione del diritto di voto. Il suffragiouniversale si basava sull'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge; tuttavia, ildiritto divotospettava solo acoloro che avevano libert propria, ovvero i maschi

maggiorenni. Erano esclusi dal diritto di voto coloro che non possedevano libert propria, ovvero le donne, i servi, ei m a s c h i m i n o r e n n i . T u t t a v i a , u n a p a r t e d e i c o s t i t u e n t i r i b a t t c h e g l i u o m i n i c h e n o n possedevano indipendenza economica (ad esempio i salariati poveri) non dovessero avere ildiritto di voto. Si fece, quindi, una distinzione tra cittadini passivi, ovvero i cittadini senzad i r i t t o di v ot o, e cittadini attivi , o v v e r o c i t t a di n i c o n d i r i t t o di v o t o . Al l a f i n e r i su l t c h e i cittadini attivi fossero pi del 60% dei maschi maggiorenni. I cittadini votavano degli elettori disecondo grado (aventi un reddito maggiore) che a loro volta eleggevano i deputati, scelti in unn u me r o a n c o r p i r i s t r e t t o di p e r s one . I n que s t o mo d o , q u i n d i , i l n u me r o d e i f r a n c e si c h e potevano partecipare pienamente alla vita politica si ridusse notevolmente. Questo sistemaelettorale, che risult essere pi democratico di quello inglese, suscit accese proteste dellastampa democratica. La rifondazione della Francia Le forze riformatrici si trovarono d'accordo su altre questioni: Abolizione dell'assolutismo: divisero i vari poteri, rendendo eleggibili le cariche relative aquesti, ed eliminarono gli intendenti (commissari di nomina regia con pieno poterefiscale); Liberalizzazione del commercio e della produzione: abolironole dogane interneei privilegi alle compagnie monopolistiche, e i ni z i a r o n o a p r o g e t t a r e u n n u o v o si s t e ma unitario di pesi e misure; Rimedio alla disonest degli uffici: l'amministrazione della giustizia divenne gratuitae i privilegi fiscali soppressi; inoltre tutti i cittadini avevano la possibilit di accedere alle cariche pubbliche.Oltre a ci vennero concessi i diritti civili agli ebrei ed ai protestanti, vennero vietati i votimo n a s t i c i , s o p p re s s i g l i o r di ni c ont e mp l a t i v i e i t i t o l i n ob i l i a r i . L a s o c i e t si s t a v a o r ma i profondamente rinnovando grazie agli accordi tra le classi sociali e senza violenza. Il problema del debito pubblico e degli assegnati, e la costituzione civile del clero I membri dell'Assemblea dovettero affrontare anche il grande problema che aveva avviato gliStati generali: quello finanziario. S e b b e n e l a F r a n c i a a ve s s e u n p e s a n t e d e b i t o p u b b l i c o , l'Assemblea non poteva dichiarare bancarotta: in questo modo, infatti, il regime avrebbe persotutti i consensi dei gruppi finanziari. D'altra parte era impossibile aumentare le entrate fiscaliper risanare il debito in poco tempo. Si decise allora di intervenireconfiscando tutte le terre delclero e utilizzando il ricavato per risanare i gravosi debiti; si stimava di raccogliere 3 miliardi dilire, circa due terzi del debito. Prima dell'inizio delle vendite vennero emessi titoli di creditopubblico a un tasso d'interesse del 5%, detti assegnati, che sarebbero serviti a rimborsare ilde bi t o. Qu es t i , s e b b e n e a p p a r i s s e r o c o me p r e s t i t i f o r z o s i , e r a n o g a r a n t i t i d a l f a t t o c h e potevano essere utilizzati per acquistare quote dei beni ecclesiastici nazionalizzati: chiunquedesiderava comprare dei beni nazionali doveva comprare degli assegnati dallo Stato il quale,quindi, entrava in possesso di moneta. Una volta effettuata la vendita, gli assegnati, ritornatinelle mani dello Stato, dovevano essere distrutti. In questo modo lo Stato veniva in possessodella moneta prima ancora di vendere i beni. Con il passare del tempo, per, gli assegnatiiniziarono ad essere utilizzati non solo nei pagamenti tra stato e privati, ma anche in quelli fraprivati. L'assegnato, quindi, fin per divenireuna vera e propria cartamoneta. Il 2 novembre1789 venne quindi votata la legge sulla nazionalizzazione dei beni del clero; questa leggevenne accolta favorevolmente dalla popolazione, in particolare dalla borghesia, alla qualev e n n e v e n d u t o g r a n p a r t e d e l l ' i m m e n s o p a t r i m o n i o t e r r i e r o ( c i r c a i l 6 - 1 0 % ) . L a nazionalizzazione, per, cre tensione fra l'Assemblea e la Chiesa cattolica, e la situazione siaggrav ulteriormente dopo che, il 13 febbraio 1790, i deputati decisero di sciogliere tutti gliordini religiosi che non erano dediti all'assistenza e all'insegnamento. A questo punto, il 12luglio, venne approvata la legge denominata Costituzione civile del clero. Questa ridusse lediocesi vescovili da 130 a 83, e fece si che i parroci, privati delle decime, ricevessero unos t i p e n di o da l l o S t a t o e f os s e r o s o t t op o s t i a l r i g i do c o n t r o l l o n e l l a l o r o a t t i v i t . Tu t t a v i a , l'elemento chiave di questa legge era rappresentata dal fatto che d'ora in poi i parroci e ivescovi sarebbero stati eletti dal corpo elettorale dei cittadini attivi senza alcun intervento daparte del papa. Questa riforma venne imposta senza la convocazione di un concilio nazionale:da ci ne consegu la condanna ufficiale della rivoluzione da parte del pontefice e loscismadella chiesa. Il clero si suddivise in preti giurati o costituzionali, che giurarono fedelt allacostituzione, e preti refrattari, che invece si schierarono contro. Gli inizi della controrivoluzione e la fuga di Varennes Le altre monarchie, intanto, guardavano gli avvenimenti francesi con un misto di soddisfazione,in quanto la pi grande potenza militare europea era in crisi, e di timore, poich gli altri popoliavrebbero potuto seguire l'esempio dei francesi. Isovrani europei si schierarono dalla parte diLuigi XVI, mentre alcuni aristocratici emigrarono in Renania sperando di convincere il sovranoaustriaco ad intervenire in Francia, bloccare la rivoluzione, e rendere cos il potere assoluto aLuigi e i privilegi alla nobilt. Luigi XVI, tuttavia, ritratt tutto l'operato della rivoluzione, e il20giugno 1791t e n t l a fugaa s s i e me a l l a r e g i n a ; e s s i , c o mu n q u e , vennero riconosciuti a Varennese ricondotti a Parigi. L'Assemblea Costituente non prese provvedimenti contro i reali,e colleg questo fatto ad un rapimento. Questa decisione port allafrattura diuno dei clubpolitici pi importanti: igiacobini, formatosi nel 1790. La maggior parte di essi, infatti, preseunadecisione moderatae si trasfer nel club deifoglianti; gli

altri presero una decisionepi democratica. In quest'ultima fazione spiccava Robespierre, il quale voleva mantenere l'alleanzac o n i l p o p o l i d i P a r i g i e c o n i l c l u b d e i c o r di g l i e r i ( di q u e s t ' u l t i mo f ac ev a no p a r t e Ma r a t e Danton). Gli schieramenti dell'assemblea legislativa Il re giur fedelt alla Costituzione, e la crisi politica venne evitata. A settembre (1791) sitennero le elezioni per l'assemblea legislativa, e ad ottobre i 745 deputati si riunirono per laprima volta. Essi si dividevano in: foglianti: gruppo moderato; giacobini; girondini, seguaci di Jean-Pierre Brissot, il quale rappresentava gli interessi e la culturadella borghesia mercantile di Bordeaux e Nantes.I restanti rimasero neutrali rispetto a tali fazioni. La guerra e la seconda rivoluzione I s ov r a ni eu r o p e i , p re o c c u p a t i p e r u na p o s si b i l e r i v o l u z i o n e g e n e r a l e , mi n a c c i a r o n o di intervenire militarmente in Francia. D'altronde era questo che LuigiXVIvoleva: erafavorevole ad una guerracontro l'Austria e la Prussia poichla sconfitta delle truppe francesi avrebbeposto fine anche alla rivoluzione. A n c h e i girondinierano favorevoli alla guerra: essi, per, eranoconvinti di poterla vincerecontando sull'aiuto di tutti i popoli che volevano abbattered e f i n i t i v a me n t e l e t i r a n n i di . I l 20 ap r i l e 1 792 i g i r o n d i n i di c h i a r a r o n o g u e r r a a l l ' Au s t r i a , accusandola di aver accolto gli aristocratici emigrati; gli scontri furono a sfavore delle truppefrancesi. La pesante situazione, sia di sconfitta, sia economica, port qualche mese dopo ad una rivolta a Parigi: ci port alla sospensione dei poteri del re, il quale venne imprigionato, eall'apertura di una nuova elezione, stavolta a suffragio universale. Alla notizia che la fortezza diVerdun si era arresa, per cinque giorni, i sanculotti (come erano chiamati i popolani parigini),andarono da una prigione all'altra uccidendo tutti coloro che erano accusati di essere traditori.Il 20 settembre 1792 fu insediata la nuova assemblea, la Convenzione, che aveva il compito diredigere una nuova costituzione. Nello stesso giorno le truppe francesi, rafforzate dai volontarir i v o l u z i o n a r i , r i u sc i r o n o a f r e n a r e l 'a v a n z a t a d e i t e de s c h i n e l l a b a t t a g l i a d i Va l my. I l 21settembrevenne proclamata larepubblica. 5 . L a r ep ub bl i c a g i a c o b i n a La Convenzione e la condanna di Luigi XVI In seguito alla seconda rivoluzione parigina, gli schieramenti politici dell'assemblea legislativasubirono profondi cambiamenti: i foglianti erano stati spazzati via; gli aristocratici e alcunifilomonarchici, tra i quali La Fayette, decisero di emigrare. Nella Convenzione si distinguevanotre gruppi: i girondini (moderati), i giacobini (detti anche montagnardi, in stretti rapporti con ilpopolo parigino), e la pianura (la maggior parte dei deputati). Fra i tre gruppi si poneva comemediatore Georges Danton. Se i girondini e i montagnardi erano d'accordo nel sostenere larivoluzione, non lo erano per quanto riguarda il processo per alto tradimento di Luigi XVI. In unp r i mo mome n t o l a C o n v e n z i o n e e ra i n c e r t a su l da f a r si , ma q u a n do f u r o n o t r o v a t o de i doc u me nt i c h e t e s t i mo n i a v a n o i c o n t a t t i se g r e t i t r a Lu i g i XVI e i n e mi c i de l l a F ra nc i a , i montagnardi vennero accontentati. Il21 gennaio 1793 Luigi XVIvenneghigliottinato. L'estensione del fronte bellico Dopo la vittoria di Valmy, le truppe francesi ebbero il meglio: le armate della Convenzionea v a n z a r o n o v e r s o i l B e l g i o e l ' Ol a n da , p re s e n t a n d o s i i n e n t r a mb i i p a e s i c ome f r a t el l i c he venivano a portare la libert ai popoli oppressi; tuttavia, le annessioni compiute tra il 1792 e il1793 furono viste come una ripresa della politica di Luigi XVI. L'Inghilterra, la quale avevasempre risposto con la guerra ad ogni minaccia francese, si ritrovavaminacciata internamente(in quanto la rivoluzione francese aveva ottenuto larghi consensi soprattutto da parte di coloroche volevano modificare l'arcaico sistema elettorale) edesternamente(in quanto la Franciastava allargando sempre pi i suoi confini); vi fu, inoltre, una divisione dei democratici. Primaancora che l'Inghilterra decidesse che fare di fronte alla minaccia interna ed esterna, igirondinidichiararono guerra alla Gran Bretagna. I n t a n t o , a f i a n c o de l l a Prussiae d e l l a Russia, si schierarono contro la Francia l'Olanda, laSpagna, e iprincipi italianietedeschi. Nel marzo 1793 le truppe austriache e prussiane riconquistarono il Belgio e le rive del Reno e rientrarono interritorio francese; il Regno di Sardegna riprese la Savoia; gli spagnoli oltrepassarono i Pirenei. La crisi economica e politica del 1793 I nt a n t o i l p ae s e e r a t r a v a g l i a t o da u n a g ra v i s s i ma c r i si e c o n o mi c a d o v u t a a l l a p ol i t i c a economica liberista dei girondini che, contraria al controllo centralizzato dei mercati, avevafatto aumentare i prezzi dei beni di prima necessit, e alla moltiplicazione degli assegnati, usaticome se fossero cartamoneta. La vendita dei beni ecclesiastici intanto portava beneficio solo achi stava meglio economicamente, dato che i lotti in vendita erano abbastanza grandi.Gliassegnati, invece,perdevano valore di giorno in giorno(inflazione) elo stato,costretto ad accettarli come cartamoneta, diventava la prima vittima dell'inflazione visto chevendeva i beniin cambio degli assegnati. Questa situazione rischiava di far perdere l'appoggio del popolo diParigi, i quali si rifiutavano di consegnare il proprio grano in cambio di

assegnati. Quando ladi ff i c i l e s i t u a z i o n e mi l i t a r e r e s e i n di s p e n s a b i l e l ' i n v i o di 30 0 mi l a s ol da t i , i contadini dellaVandeascatenarono una sanguinosa guerriglia che si abbatt contro tutti i gruppi sociali cheavevano preso parte alla rivoluzione. Le truppe della Convenzione inviate per placare taliinsurrezioni vennero sconfitte, e la Vandea rimase per mesi sotto il controllo dei ribelli. A questopunto insorse nuovamente ilpopolo di Parigi( 2 g i u g n o 1 7 9 3 ) i l q u a l e rovesci il governo girondino. Il governo del comitato di salute pubblica Sebbene la Costituzione redatta dalla Convenzione risult essere pi democratica di quella del1791, la situazione si avviava verso unadittatura rivoluzionaria. Il principale strumento di taledittatura fu ilcomitato di salute pubblica. Tra i membri di tale comitato spiccavano Robespierre, Saint-Just e Carnot, la cui dittatura intransigente and a sostituire il regime troppo indulgentedi Da n t o n e de i g i r o n di n i . A v a n t a g g i o de l l e c l a s s i p op o l a r i u r b a n e , i l c o mi t a t o di s a l u t e pubblica: abol completamente il riscatto dei diritti feudali; ridusse le dimensioni dei lotti ecclesiastici, in modo tale che potessero essere compratida pi persone; stabil pene gravissime per chi speculava sugli assegni e per gli accaparratori di grano; eman il decreto sul maximum dei prezzi, ovvero il livello massimo che ogni prezzopoteva raggiungere; organizz un esercito democratico di massa; combatt la chiesa cattolica e si impegn a cristianizzare la societ francese; adott un nuovo calendario. Il terrore a Parigi e in Francia L'altra faccia del governo del comitato di salute pubblica era il T erroreverso i traditori, veri opresunti, e i nemici della repubblica. In questo periodo i prigionieri nelle carceri aumentarono adismisura, cos come le condanne a morte; la ghigliottina lavorava di continuo, non solo aParigi, ma in tutte le province si diffuse questo clima di repressione contro chi si rivoltava(come, ad esempio, i contadini della Vandea). La lotta politica, intanto, indusse gli stessi capidella rivoluzione a combattersi fra loro; vennero condannati a morte i capi pi estremisti, e inseguito anche Danton, con accusa di corruzione e di stare costituendo un partito per porre fineal Terrore. D'altra parte la situazione militare migliorava:la rivolta vandeana fu schiacciata definitivamente, e l a r i v o l t a n e l l e c i t t g i r o n di n e e la controrivoluzione terminarono. Tale stabilit riapr la strada alla conquista del Belgio; questo obbiettivo fu inquadrato anche daAustria, Prussia e Russia che, quindi, si concentrarono meno sulla rivoluzione francese.