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LUG

GLI EBREI, LA CINA E IL SISTEMA MONDIALISTA


GLI EBREI, LA CINA E IL SISTEMA MONDIALISTA - di Dagoberto Bellucci Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che produce gli avvenimenti; un gruppo un poco pi numeroso che vigila alla loro esecuzione e ne segue il compimento, e, infine, una stragrande maggioranza che non conosce mai ci che si prodotto in realt

Lanalisi delle strutture di potere mondialiste, con specifico riferimento alle direttrici di espansione delle tendenze culturali, politiche ed economiche delle societ contemporanee e alle dinamiche di produzione di quella tecnostruttura manageriale che forma la cupola (o per essere pi esatti la punta della piramide tecnocratico-massonica) dellAlta Finanza cosmopolita, dei trusts industriali e delle multinazionali, stata per anni appannaggio quasi monopolistico di qualificati ambienti cattolicotradizionalisti in particolare quelli transalpini. Che cos il Mondialismo? Certamente non la definizione deficiente ed involontariamente (o no?) comica risposta che diede Il Corriere della Sera di ventuno anni fa quando apparvero su alcuni muri della citt di Milano alcune scritte che riportavano uno slogan rimasto immaginiamo, per i pi, alquanto fumoso e di difficile decifrazione Lo slogan in questione invitava la paciosa cittadinanza meneghina a difendersi dal Mondialismo.

Commentavano i cerebrolesi non cos tanto come si pensa comunque giornalisti del primo quotidiano italiano: il mondialismo il bombardamento mediatico che circonda i mondiali di calcio.eravamo nella tarda primavera 1990 allepoca, appunto, dei Mondiali organizzati dalla FIFA a Roma Come commentare una notizia del genere se non mettendosi a ridere? Anche perch, di l a qualche anno, proprio nel capoluogo lombardo far pure la sua apparizione un fantomatico Partito Mondialista fortunatamente senza alcun esito elettorale (del resto bastano, e avanzano, i gi presenti PdL, Pd, Lega Nord, UdC, IdV e chi pi ne ha pi ne metta. politici italiani eh pereppppppppp canta Fabri Fibra). Torniamo alle cose serie. Il termine mondialismo scrive Maurizio Lattanzio (1) si riferisce ad una concezione politico-culturale di cui si fanno portatori e diffusori potenti gruppi tecnocratico-plutocratici occulti o, quanto meno, defilati, non esposti alle luci dei riflettori cio dei mass-media sapientemente manovrati che illuminano la grande ribalta politica internazionale. Costoro operano tramite istituzioni parimenti occulti o, se si preferisce, semi-pubbliche (Trilateral Commission, Bildeberg Group, Council on Foregin Relations, Pilgrims Society, sistema bancario internazionale ecc. ecc.), con lobiettivo di giungere alla realizzazione di un progetto che prevede linstaurazione di un unico Governo Mondiale, depositario del potere economico, politico, culturale e religioso. Le articolazioni strutturali di un simile progetto gi in via di attuazione, si pensi solo allUnione Europea sono fondate sulla integrazione dei grandi insiemi (USA in posizione preminente, Europa Occidentale, Giappone, Russia e relativi satelliti, Cina Popolare, Terzo Mondo), che saranno sottoposti al dominio dei tecnocrati-funzionari dellapparato di potere plutocratico installato nei consigli di amministrazione delle banche e delle multinazionali. Sono le strutture operative del comando oligarchico dal quale lAlta Finanza internazionale pianifica e concretizza lasservimento dei popoli mediante i diabolici meccanismi della Grande Usura. (1) Nessuno, e ripetiamo e sottolineiamo nessuno, ha mai dato una migliore rappresentazione scrittoria del concetto di Mondialismo. E, daltronde, Maurizio Lattanzio fu il primo a sottrarre come legittimamente rivendic dalle pagine del mensile Avanguardia anni dopo il concetto politico del mondialismo allesclusivistico possessivismo culturale (sono amanti gelosi) dei circoli cattolicotradizionalisti (2)

Nellambito della pubblicistica dellestrema destra, il primo articolo completo sulla questione
mondialista venne pubblicato dalla rivista Heliodromos del luglio 1985 ( Cina e Mondialismo ) proseguiva Lattanzio ed proprio da questa traccia scrittoria peraltro rimasta largamente disattesa (non che le altre abbiano, daltronde, suscitato alcun particolare sommovimento n nellestrema destra n altrove) che ripartiamo per operare una ricognizione analitica sui rapporti intercorrenti tra la Repubblica Popolare Cinese e il sistema mondialista o, per essere pi chiari, sulla funzionalit della Cina nel progetto di governo unico mondiale perseguito dallAlta Finanza internazionale.

La chiave interpretativa che consente una valutazione ed una comprensione complete delle vicende di politica internazionale, o geopolitica, rimane a tuttoggi la considerazione delle direttrici di espansione del progetto mondialista ovvero di tutte quelle tendenze (culturali, politiche ed economiche) che sinergicamente concorrono alledificazione dellOne World, mondo unipolare ad una sola dimensione quella materiale efficiente esclusivamente come grosso mercato dove i burattini sistemici dovranno bivaccare al servizio dei potentati usurocratici (listituzionalit occulta) dellEstablishment. Per istituzionalit occulta devesi intendere quella serie di gruppi privati sovranazionali che determinano le sorti della politica mondiale e delleconomia senza vincoli istituzionali con Governi o enti degli Stati e privi di un qualunque rilievo giuridico-costituzionale. Queste organizzazioni sono le sedi dominanti delloligarchia plutocratica e tecnocratica, i centri direzionali il capitalismo bancario, lalta finanza cosmopolita, le tecnostrutture manageriali delle multinazionali. Tra i principali presidi oligarchici formativi listituzionalit occulta incontriamo: le Fondazioni, i Centri Studi Strategici (laboratori pensanti sul piano politico-militare le strategie che il Sistema far attuare alla politica dei singoli Stati nazionaliun es. di questo genere di strutture rappresentato dallAspen Institute ma non mancano in ogni Stato identiche organizzazioni), la Pugwash Conference, il Bilderberg Group e la Commissione Trilaterale. Assieme a queste operano il Council on Foreign Relations americano e il Royal Institute for International Affairs (R.I.I.A.) britannico. Tutte queste strutture sono il parto luciferino della Round Table britannica, vera e propria centrale mondialista ante-litteram nata nel cuore dellimpero britannico, in epoca vittoriana, alla fine del XIXmo secolo per iniziativa di Cecil Rhodes e con il sostegno del barone Leopold Rothschild con lobiettivo di preparare lumanit allavvento del socialismo.

Tramite il Council of Foreign Relations, che faceva da copertura alla Round Table, lalta finanza
cosmopolita imperniata sullasse Londra-Wall Street (Rotschild, Rockefeller, ecc) esercitava un controllo sempre pi vasto sulla politica americana e mondiale. Trotsky nelle sue memorie f riferimento a prestiti di finanziatori inglesi fin dal 1907. Dal 1917, i maggiori aiuti finanziari alla rivoluzione russa vennero da esponenti della Round Table tramite il banchiere ebreo Jacob Schiff (18471920) e altre banche svedesi (Ascherg, ecc) e tedesche (Warburg), mentre il lavoro delle Massonerie andava dissolvendo dallinterno la condizione sociale della Russia. (3)

Abbiamo gi accennato alle Fondazioni. scrive Sergio Gozzoli (4) Le maggiori sono: la Fondazione
Rockefeller, le cinque fondazioni Carnagie e la colossale Fondazione Ford. Tutte, sono controllate dalla famiglia Rockefeller: le Carnagie per infeudamento, la Ford per diritto di conquista. I loro patrimoni sono nellordine dei miliardi di dollari. E ora impossibile dare qui linverosimile elenco delle attivit, dei finanziamenti, delle sponsorizzazioni, delle iniziative di queste Fondazioni: esse spaziano dal Council on Foreign Relations al Club di Roma, da Rapporto Kinsey allapertura a Roma negli anni 50 di un Centro per la propaganda del divorzio in Italia, dalle associazioni disfattiste e pro-Vietcong durante la guerra del Vietnam, alla rivoluzione nelle strutture e nei programmi scolastici americani. () Quel che qui comunque importa sottolineare sono alcuni elementi di fatto: 1) tutto il danaro donato alle Fondazioni dai Rockefeller e compagni sottratto a ogni tassazione; 2) i presidenti, gli amministratori, i funzionari di queste fondazioni sono tutti membri o della famiglia, o di qualcuno dei suoi innumerevoli istituti finanziari o del C.F.R. ; 3)a nome delle Fondazioni, i Rockefeller e compagni possono comprare, vendere e controllare propriet, immobili, terreni, titoli, pacchetti azionari, beni e ricchezze di ogni tipo, senza che su queste operazioni gravi alcuna imposizione fiscale; 4) le Fondazioni sovvenzionano Universit, Centri di Studi e di Ricerca, singoli scienziati, associazioni culturali, gruppi di pressione, leghe, singoli scrittori e giornalisti, partiti, comitati elettorali, singoli candidati, organizzazioni sociali, politiche, religiose, perfino terroristiche in ogni parte del mondo. 5) linsieme della gestione e delle attivit di queste Fondazioni sostanzialmente illegale quando non incostituzionale: a queste conclusioni giunsero parecchie Commissioni del Congresso la Commissione Patnam, la Commissione Cox, la Commissione Reece. Ma i lavori di queste commissioni vennero seppelliti sotto una vera e propria valanga di insulti e denigrazione da parte dellintera stampa americana, e boicottati sia dallinterno del Congresso, sia dalla stessa Amministrazione. Per comprendere la vastit di movimenti, lattivismo plurimo e lespansione di questo tipo di organismi necessario fare mente locale al ruolo svolto allinterno dellOligarchia finanziaria dal gruppo che faceva capo al fondatore della Standard Oil Company, John Rockefeller, il quale nel 1913 sar assieme al suo compare ebreo Morgan Stanley e ad altri alti esponenti del mondo bancario statunitense tra i promotori della legge che istituiva la Federal Reserve. Sempre attraverso il Federal Reserve Act il magnate del petrolio americano fondava una propria fondazione, che evadeva il fisco americano, e si muoveva ufficialmente sulle linee della filantropia umanitarista di massonica ispirazione promuovendo iniziative e svolgendo una missione per promuovere il benessere dellumanit come trascritto nel suo statuto. In realt tra gli scopi principali della Rockefeller Foundation vi sar quello di dotare la politica dei singoli Stati nazionali di strumenti per diminuire a livello planetario la pressione demografica in particolar modo nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo con lobiettivo di trovare i mezzi per diminuire nel mondo le razze inferiori.visione razziale coerente ove si consideri qualche passo talmudico (e che ci riporta, a proposito di razze e razzismo al problema essenziale della pretesa suprematista

razziale ebraica decodificata dalla complessit rovesciata dellensemble giudeo nei precetti della Legge la Torah, il Talmud, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion tutti traboccanti esclusivismo religioso ed etnico in spregio al resto dellumanit non circoncisa). Per questi motivi e perseguendo questi obiettivi la Rockefeller Foundation finanzi fin dal 1923 il Social Science Research Council per i suoi studi sul controllo della natalit . Tredici anni pi tardi la fondazione cre invece e finanzi la prima struttura di investigazione sulla popolazione con base alla Princetown University. Tra gli altri progetti filantropici destinati a far diminuire il numero delle nascite della popolazione planetaria partoriti dalla Fondazione Rockefeller ricordiamo anche lAmerican Eugenic Society. E dallalleanza tra lesclusivismo razziale ebraico e quello di stampo anglosassone che negli Stati Uniti si diffonder una ideologia suprematista w.a.s.p (white anglo-saxon protestant) che appartiene a pieno titolo ai membri dellEstablishment mondialista, diffusa nei circoli accademici e a livello di elit.

Nel suo libro, Seeds of destruction The Hidden Agenda of Genetic Manipulation (Semi della
distruzione. Lagenda nascosta della manipolazione genetica, pubblicato dalla Global Research, Center for Research on Globalization, di Montreal, Canada), E.William Engdahl puntualizza lo sviluppo di quello che inizier negli anni 30 del XX secolo come la strategia di una elite corporativa per controllare la sicurezza alimentare nel mondo, il presente ed il futuro della vita sul pianeta, in una dimensione mai immaginata prima. Engdahl mostra le importanti connessioni che esistono nellindustria della produzione di alimenti, industria che diventata un monopolio mondiale, ed la seconda industria pi redditizia degli Stati Uniti- dopo lindustria farmaceutica. Questo grande affare americano comincia, con uniniziativa per un maggior arricchimento e potere, nella Fondazione Rockfeller di New York. Questa iniziativa ha incluso vari centri scientifici di importanti universit nordamericane, compreso la Princeton, Standford, Harvard e ha contato sul sostegno del governo americano di turno e di alcune delle sue istituzioni pi importanti. Le corporazioni che producono e commercializzano i semi, il grano e i prodotti chimici usati per stabilire una fondazione con il loro nome, fanno parte di un circolo che include non soltanto i managers della terra e le autorit del governo americano ma anche a vari presidenti dei paesi del terzo mondo. ()

Nelson Rockfeller fonda la IBEC (International Basic Economic Corporation) che dopo si unir con la Cargill, un altro gigante del campo- per sviluppare ibridi con alcune variet di semi di mais. Questi semi di mais inizialmente furono coltivati in Brasile, che diventato il terzo produttore di mais del mondodopo gli Stati Uniti e la Cina. In Brasile si comincia a mischiare il mais con la soia negli alimenti per animali, e questo aiuta la proliferazione della soia geneticamente modificata, che comincia ad essere normale sul mercato a fine degli anni 90. (5) Per tornare invece ai Centri Studi Strategici che rappresentano i veri e propri pensatoi dellEstablishment giudeo-massonico che controlla la superpotenza a stelle e strisce con particolare riferimento ai problemi di natura geopolitico-militare quelli operativi a Washington e nelle altri capitali americane oltre a ricevere il sostegno delle Fondazioni e lavorare a stretto contatto con il CFR rappresentano la punta di diamante dellelaborazione teorica della politica estera yankee.

Giacch un loro elenco anche solo parziale occuperebbe un intero volume scrive Gozzoli (6) , noi ci
limiteremo qui a citarne un certo numero a casaccio: lo World Affaire Council, lAdlai Stevenson Institute for International Affaire, la United Nation Association () , la American Assembly, la Citizen Committee for International Development, la Federation of World Government, lAfrica-American Institute eccetera eccetera Tutti questi organismi lavorano di concerto con la Trilateral Commission e il Bildeberg Group i quali fissano i programmi di attuazione mondialisti della politica e delleconomia mondiale riunendo qualche migliaio di teste duovo dellestablishment allargato per quanto concerne la Trilateral (7) anche ad esperti (politici, economisti, manager, opinionisti ecc. ecc.) europei e giapponesi. A queste due strutture si sommano infine le attivit delle Pugwash Conferences che raggruppano specialisti e scienziati nucleari occidentali, cinesi e sovietici in periodici meeting internazionali volti alla collaborazione sui problemi energetici e pi in generale su tutto ci che legato alla scoperta atomica. Alle conferenze Pugwash partecipano da sempre gli alti funzionari dellAmministrazione americana per anni finanziate dal magnate Cyrus Eaton e successivamente dalle solite fondazioni e dal C.F.R. Visto che la prima di queste conferenze si svolse nella tenuta di Eaton a Pugwash , in Nuova Scozia, da allora hanno sempre mantenuto lo stesso nome. Cyrus Eaton legato ai Rockefeller anche da vincoli dinteresse familiare: la Tower International Inc. di propriet del figlio di Eaton, collegata con la Rockefeller Brothers International Basic Economy Corp nel promuovere scambi commerciali fra il blocco comunista e i Paesi del continente americano. Dal 20 ottobre 1969, secondo lannuncio ufficiale da parte della International Basic Economy Corporation, anche la N.M. Rothschild & Sons di Londra entrava a far parte della societ. (8) Uno degli obiettivi principali delle organizzazioni semi-occulte mondialiste stato da sempre quello di favorire il dialogo, gli scambi commerciali, le relazioni amichevoli tra quello che un tempo era il blocco sovietico e i paesi occidentali. Come riporta lebreo Charles Levinson e documenta ampiamente cifre e statistiche alla mano nel suo Vodka-Cola i mercati dei paesi comunisti del blocco orientale europeo non furono mai realmente permeabili alla penetrazione delle multinazionali occidentali come, daltronde, era inevitabile ove si considerasse che la rivoluzione bolscevica non fu nientaltro che un colpo di Stato partorito dagli Ebrei di Russia con la collaborazione e laiuto finanziario ricevuto dagli Ebrei dAmerica e del resto dEuropa. Anche la Cina dunque rientra a pieno titolo nel calderone mondialista e non da oggi.

Scriveva ventisei anni or sono Maurizio Lattanzio sulle relazioni sino-americane: Estremamente esplicative a questo proposito, le vicende relative e i rapporti tra neocapitalismo occidentale USA in special modo e Repubblica Popolare Cinese. La Cina ormai avviata lungo la strada che dovrebbe condurla ad azzerare le differenze semplicemente quantitative che la separano dai regni occidentali della plastica e della petrolchimica. Il nuovo corso della Cina post-maoista evidenzia inoppugnabilmente la spontanea sudditanza psicologica che relega il marxismo ad una posizione di inferiorit rispetto alle societ capitalistiche tecnologicamente avanzate. E il medesimo storico complesso che ha spinto il poeta marxista Majakowskij a dedicare i suoi versi a Chicago (?) elettrodinamo-meccanica metropoli; Gasteff a dichiarare che la tempesta rivoluzionaria della Russia sovietica deve congiungersi al ritmo di vita americano; che ha spinto Gramsci a considerare lantiamericanismo comico prima di essere stupido; Lenin a celebrare lagricoltura capitalistica americana libera da ogni intralcio medioevale, dal servaggio, dal feudalesimo. Chi non ricorda del resto, a proposito di record agricoli le demenziali sparate di Kruscev? Ebbene, questo congenito bisogno di capitalismo che conduce oggi la Cina allabbraccio con le democrazie usuraie dellOccidente. Nella Cina torna a vivere il marxismo roso dal tarlo delle sue storiche aspirazioni imitative nei confronti delle democrazie borghesi, il cui manageriale efficientismo si vuole riprodurre sotto forma di un capitalismo di stato burocratico e centralizzato; un mastodonte paralitico i cui esiti pratici, per, possono solo mostrare la bavosa impotenza della miseria generalizzata prodotta dal rapporto di sfruttamento che lega la burocrazia al popolo. (9) E che i cinesi siano stati ben contenti di cooperare fin dallavvento della loro rivoluzione al banchetto della borghesia mondialista senzaltro indubbio ove si considerassero anche i pregressi rapporti di cooperazione esistenti tra i servizi di sicurezza di Pechino e quelli occidentali atlantici. Cina e Stati Uniti, al di l ed oltre la politica del ping pong nixoniana, avevano fin dagli anni Sessanta trovato larghe intese per creare una nuova Internazionale quella di Pechino funzionalissima ai desiderata ed alle strategie statunitensi di contenimento dellespansione ideologico-militare di Mosca. Nel quadro della guerra globale intervenuta tra le due nazioni uscite vincitrici dallultimo conflitto mondiale la Guerra Fredda che opporr capitalismo dOccidente a collettivismo dOriente, USA e URSS, Washington e Mosca la C.I.A. statunitense aprir a Pechino coinvolgendola in operazioni di disturbo nei confronti del Cremlino. E della met degli anni Sessanta molto prima cio della svolta pro-cinese di Nixon loperazione manifesti cinesi compiuta a Roma da elementi dellestrema destra neofascista italiana (Avanguardia

Nazionale) su incipit del Club di Berna. Di l a poco in tutti i paesi del blocco occidentale sarebbe nata unestrema sinistra maoista filo-cinese tendenzialmente molto pi anti-sovietica di quanto realmente anti-americana. Il marxismo, ideologia dellinvidia bavosa nei confronti dellOccidente, sar inevitabilmente e progressivamente risucchiato nellalveolo capitalista in quanto al proletario comunista non interessa affatto scardinare i gangli del sistema di sfruttamento consumista ma n pi n meno partecipare al banchetto della borghesia come confermano gli ultimi venticinque anni di involuzione capitalistica che ha visto la Repubblica Popolare Cinese entrare nel novero del capitalismo mondiale. Pechino partecipa a tutti i pi importanti meeting internazionali, fa parte delle organizzazioni mondiali dal commercio alleconomia, da quelle finanziarie a quelle di partnership geo-strategica regionali dove non mancano assidui contatti con alti esponenti dellEstablishment giudaico-mondialistachiunque non veda lasservimento cinese nei confronti del Mondialismo o cieco o in mala fede anche volendo tralasciare le relazioni storiche che legano l Impero di Mezzo alla sottorazza demoniaca ebraica. Gli Ebrei hanno sempre avuto ottime relazioni con i cinesi come, allo stesso modo, lemporio criminale sionista collabora alacremente con la Repubblica Popolare Cinese desiderosa di ritagliarsi una fetta di spazio anche nel perimetro geostrategico mediterraneo.

La storia della emigrazione ebraica verso la Cina comincia a fine XVIII.mo secolo quando fu dallarea mesopotamica, dallodierno Iraq, che iniziarono a giungere i primi commercianti ebrei. Altri moti migratori arrivarono nel XX.mo secolo dalla Russia e dallEuropa centrale. A met anni Quaranta del secolo scorso gli ebrei in Cina contavano circa cinquantamila anime ma avevano gi avuto modo di esercitare la loro pressione sul gigante asiatico interferendo con il loro tradizionale parassitismo nelle vicende interne.

Occorre fare una brevissima premessa. Una colonia ebraica esistita in Cina fin dallOttocento dopo
Cristo. Questa colonia era arrivata dallAfrica del Nord, parte a piedi, parte per mare, e si era stabilita a

Kaifeng, citt della Cina settentrionale, allora capitale dellimmenso Impero. Molti ebrei pensano che si fosse trattato della famosa tredicesima trib della Bibbia, che si sarebbe perduta nel deserto durante il cieco errare di questo popolo alla ricerca della Terra promessa. Come gi ho detto, non affatto cos. Comunque, quel gruppo esistito per molti secoli e matrimoni con donne e uomini cinesi lhanno portato a integrarsi con la popolazione locale nellaspetto, nelluso della lingua e nei costumi. (10) Londata migratoria che port a formare un vero e proprio stetl (quartiere ebraico) a Shangai negli anni Quaranta avrebbe resistito nel tempo cos come si sarebbero mantenuti i tradizionali usi e costumi esclusivisti ebraici.

I documenti storici dicono che i primi ebrei arrivarono in Cina nellottavo secolo dalla Persia,
attraverso la Via della Seta. La prima comunit ebraica in Cina venne fondata nellanno 1163 nella citt di Kai-Fang nel distretto di Nan, dove venne costruita la prima sinagoga cinese. Alla fine del diciannovesimo secolo, gli ebrei russi si stabilirono nelle citt di Tianjin e di Dalian, nella Cina del Nord. Ma la pi grande comunit dellepoca, che comprendeva circa 25.000 ebrei al suo apice, venne costituita nella citt di Harbin, dove gli ebrei arrivarono in seguito allestensione della linea ferroviaria tran-siberiana. Teddy Kaufman, presidente dellassociazione Israele-Cina, nato a Harbin nel 1924 ed emigrato in Israele nel 1950. La sua infanzia nella citt fu tranquilla e normale. Aveva numerosi amici cinesi che studiavano con lui a scuola, ed egli prese parte attiva alla vita della comunit.

Non sapevamo nulla di quello che accadeva in Europa. Eravamo completamente separati dal mondo
ebraico, mi ha detto. Quando gli ho chiesto se aveva mai sperimentato atti di antisemitismo, egli ha detto: Naturalmente, da parte dei russi della citt. E da parte dei cinesi? Mai. Quando gli ho chiesto se era grato ai cinesi del loro trattamento equo nei confronti degli ebrei, ha risposto immediatamente: Senza dubbio. Nel 1931, e in seguito alla presa di possesso da parte dei giapponesi del distretto della Manciuria nella Cina settentrionale, la situazione degli ebrei peggior. Vennero costretti a vivere sotto il controllo e le restrizioni dei loro affari e ubbidirono alle leggi giapponesi. Negli anni seguenti, circa 4.500 ebrei emigrarono dalla Cina settentrionale a Shanghai, prima che i giapponesi prendessero il controllo della citt. (11) Sulla presenza ebraica nella Cina moderna scrive ancora il giudeo Pressburger: Dalla Russia fuggono numerose famiglie di ebrei che si stabiliscono soprattutto nel nord della Cina, nella citt di Harbin, ma alcuni gruppi gi raggiungono la bella, fiorente citt portuale di Shanghai e accettano la protezione dei potenti sefardim dellIraq, loro che sono invece ashkenazi , cio ebrei di rito tedesco. Questi ebrei russi, nelle rispettive citt dadozione, coltiveranno il sionismo, molti vivranno dapprima in povert, ma poi pian piano si eleveranno a rango di ceto medio. Anche loro apriranno scuole, sinagoghe (tra le quali lunica rimasta ancor oggi in funzione a Shanghai, la sinagoga Ofel Moishe costruita nel 1907), fonderanno club sportivi, orchestre, teatri, qualcuno diventer addirittura generale dellesercito cinese. (12) Sul piano strettamente politico invece esaurita lefficacia rettificatrice di elementi residuali della millenaria tradizione dell Impero di Mezzo, sedimentati nel corso dei secoli nelle forme etiche,

mentali e culturali dellanima razziale del popolo cinese, scrive Maurizio Lattanzio (13) il marxleninismo ortodosso confinato in ambiti marginali dal nazionalcomunismo contadino maoista ha rioccupato una posizione di centralit, determinando la liquefazione di quella Cina nella quale Freda aveva ravvisato la vittoria dei ranghi del soldato politico (povero, ma potente) sulle oligarchie mercantili e burocratiche dellOccidente (Russia compresa) e che ora invece pienamente inserita nella logica del Sistema mondiale e velocemente lanciata allinseguimento del mito capitalista. La Cina della rivoluzione culturale si riveler un grande bluff buono per i gonzi di tutte le risme e di tutte le latitudini: nasceranno anche in Occidente i gruppuscoli filo-cinesi destrema sinistra (e purtroppo anche quelli di estrema destra) e saranno rispolverate in funzione esclusivamente antisovietica idee di collaborazione tra Europa e Cinaqualcuno finir per abbracciare anche linsano vaneggiamento di dare vita a esperimenti eugenetici di riproduzione di una razza pura con librido connubio euro-cineseil delirio insomma.

Il 2 marzo 1969 scontri sanguinosi tra truppe cinesi e sovietiche sul fiume Ussuri dimostrano
lesistenza di uno stato di profonda tensione tra i due colossi comunisti, divisi ben al di l della comune ideologia da sostanziali rivalit di carattere squisitamente geopolitico, storico e strategico. Una quindicina di divisioni sovietiche viene spostata in prossimit della linea di confine cinese, mentre il 20 marzo 1969 Radio Mosca parla esplicitamente della possibilit di impiego di armi nucleari contro la Cina. Loccasione colta al volo nelloligarchia giudeo-plutocratica statunitense, a quale approfitter della circostanza per fissare le premesse volte a fissare il disegno di integrazione della Cina nel Sistema mondiale. Come riferisce Le Monde del 1.o aprile 1969, il fronte dellistituzionalit occulta due giorno dopo la dichiarazione radiofonica sovietica si riunisce in sede deliberante a New York, in forma di una conferenza sulle relazioni tra mondo occidentale e Cina. Tra i partecipanti lebreo Arthur Goldberg, senatore democratico e presidente dellAmerican Jewish Committee , lebreo Jacob Javits, senatore repubblicano e presidente del Jewish War Veterans, nonch vicepresidente dellIndependent Order of Bnai Brith. Si tratta delle pi qualificate espressioni sul piano dellistituzionalit occulta in cui si articola lassetto di potere sionista che rende effettivo il dominio ebraico negli Stati Uniti, vera e propria piattaforma dalla quale il capitalismo ebraico sviluppa le linee di attuazione del progetto egemonico mondialista. (14) I poteri forti della plutocrazia mondialista, con in testa alcuni dei pi alti esponenti dellEstablishment ebraico americano, decideranno di intervenire nel contenzioso cino-sovietico prendendo posizione al lato della Repubblica Popolare Cinese: se a Mosca sarebbero sbarcati ventidue anni dopo con i McDonalds e il coca-capitalismo trionfante a Pechino gli alchimisti del Nuovo Ordine Mondiale arriveranno per opportunit sfruttando le vicende di politica internazionale, gli attriti storici, le pessime relazioni che, fin quasi dalla sua comparsa, allontaneranno la rivoluzione culturale cinese dal leninismo sovietico. Russia e Cina soltanto in tempi recenti hanno abbozzato strategie di riavvicinamento importantiin funzione anti-americananon sappiamo quanto ci credano in realt i dirigenti comunisti di Pechino sempre pi sbracatamente apertisi al modello neo-liberista sul piano economico e cooptati negli organismi internazionali del Mondialismo.

Sta di fatto che la Cina rimane una nazione fondamentale nel quadro geostrategico e politico eurasiatico; troppo importante per essere abbandonata a s stessa dalla plutocrazia mondialista che dopo aver individuato sul lungo corso nella Repubblica Popolare un possibile ( unipotesi) fattore di destabilizzazione dellordine internazionale (si vedano in proposito le aberranti teorie del clash of the civilization partorite dal giudeo Samuel Huntington a met anni Novanta e riprese dallamministrazione a guida neo-cons di Bush senior) continuer a tenere sotto osservazione Pechino che resta per gli americani un fronte di pressione anche per le note vicende relative alloccupazione del Tibet. La Cina , per quanto ci riguarda, un equivocoun equivoco che ha fascinato in particolare leurasiatismo contemporaneoqui non si riesce a risolvere i problemi del quartierefiguriamoci quelli dellEurasiamah. La Cina sciolga lequivoco e poi, magari fra duecento anni, ne riparleremo In ogni caso saranno proprio le organizzazioni ebraiche americane che correranno in soccorso al gigante cinese quando scoppier la crisi di frontiera sul fiume Ussuri: La conferenza scriver Guido Giannettini (15) si preannunciava nettamente in favore di un avvicinamento, se non di unalleanza, tra Washington e Pechino; in particolare lebreo Arthur Goldberg auspicava lammissione della R.P.C. allONU, mentre lebreo Jacob Javits chiedeva la consegna ai Cinesi dei fotogrammi ripresi dai satelliti americani sulla Cina. Il preciso impegno degli esponenti delle pi influenti organizzazioni ebraiche americane anticipava una nuova politica di avvicinamento tra Washington e Pechino, la quale, si sarebbe manifestata in modo clamoroso due anni pi tardi. Evidentemente gli organizzatori della conferenza dovevano avere la possibilit di esercitare una notevole influenza sul governo degli Stati Uniti per indurlo ad adottare la linea da essi scelta. Relazioni diplomatiche, incontri, collaborazione ai pi alti livelli fino a quando con lelezione di Reagan alla Casa Bianca, inizia la terza fase: la quale ha consentito a Deng Xiao Ping di definire la Cina membro onorario dellAlleanza Atlantica (Panorama 6 Luglio 1981). Questa terza fase tuttora in corso di svolgimento nonostante le alibistiche divergenze sulla questione di Formosa ha preso le mosse , sempre allinterno delle istituzioni occulte, da un convegno svoltosi il 19 marzo 1981 alla Harden House di Harriman nello Stato di New York. Il convegno stato organizzato dalla American Assembly, fondata nel 1950 dal gen. Eisenhower ed emanazione del ben pi influente Council on Foreign Relations. Finanziata dalle fondazioni Ford, Henry Luce e Rockefeller, la conferenza si occupa delle prospettive legate alla realizzazione di un massiccio piano di investimenti industriali e finanziari in Cina. Per gli USA, tra gli altri, sono presenti Winston Lord, presidente del CFR, nonch membro del

gruppo Bildeberg e della Trilaterale; William H. Sullivan, presidente dellAmerican Assembly e membro del CFR; lebreo Richard H. Solomon, dirigente della Rand Corporation. Inoltre si segnala la presenza di Chai Zemin, ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese accreditato presso gli Stati Uniti. Durante il convegno si esprimono preoccupazioni per i ritardi e le incertezze che, malgrado i progressi degli ultimi anni, imoediscono il pieno consolidamento delle relazioni tra USA e Cina. () Dieci giorni dopo, dal 29 marzo al 1.o aprile, Washington ospita una conferenza plenaria della Commissione Trilaterale. Successivamente, a due mesi dal convegno di Harriman, una delegazione della Commissione Trilaterale si reca a Pechino per incontrarsi con i dirigenti cinesi. Il 22 maggio 1981, infatti, capeggiata dal boss della mafia finanziaria internazionale, lebreo Steinhauer (alias David Rockefeller) , 33 esponenti della Commissione Trilaterale giungono a Pechino dove soggiornano per alcuni giorni ospiti del governo e dellIstituto di Affari Esteri. I colloqui cui partecipano 26 rappresentanti della R.P.C. , si svolgono naturalmente a porte chiuse nelle sale dellAssemblea del Popolo al centro di Pechino. Tra gli interlocutori della Trilaterale vanno segnalati soprattutto Hao Deqing e Xia LI, nellordine presidente e segretario dellIstituto di Affari Esteri , gemello del CFR americano e, quindi, espressione dellistituzionalit occulta cinese. A conclusione dei colloqui, lAgenzia Nuova Cina riferisce alcune dichiarazioni molto significative di Rockefeller, secondo cui i rapporti tra Commissione Trilaterale e Cina si fanno sempre pi stretti, poich le questioni che uniscono sono molto pi numerose di quelle che dividono. Le fonti di informazioni cinesi da parte loro, definiscono lincontro di Pechino un completo successo. (16) La marcia di avvicinamento tra Mondialismo e Cina poteva dirsi definitivamente conclusa. Del resto era parso evidente a chiunque che la rivoluzione contadina maoista avesse lasciato intatta la potenza finanziaria ebraica nel paese o per dirla come molti osservatori di politica mondiale dellepoca in Cina non si manifester alcun sentimento antisemita. Mao Tse Tung tratter dopo lavvento della R.P.C. nel 1949 con i guanti di velluto la locale comunit ebraica e sar solo alla fine degli anni Cinquanta che quattro delle sette sinagoghe di Shangai saranno demolite. Lasceranno cos la Cina alcune delle famiglie ebraiche storiche come i Sassoon ( che saranno coinvolti pesantemente con la loro influenza finanziaria saranno ricordati, non casualmente, come i Rothschild dOriente nel traffico di oppio che contraddistinguer la fine del XIXmo secolo cinese e linizio dellinfluenza coloniale europea sullImpero di Mezzo) (17) , i Kadoorie, gli Hardoon e molte altre di origine askhenazita provenienti dallEuropa orientale. Gli ebrei migranti dalla Cina faranno spesso le loro fortune una volta giunti in America come W. Michael Blumenthal, ex abitante del ghetto di Shangai, che ascender al titolo di segretario di Stato al Tesoro durante lamministrazione Nixon mentre altri che si dirigeranno in Gran Bretagna diventeranno lord e sir alla corte di Londra. Gli anni Novanta, dopo le tensioni post-Tienanmen, USA e Cina si riavvicineranno prepotentemente cos come sar lentit criminale sionista alias lo Stato dIsraele ad aumentare i suoi scambi commerciali in direzione di Pechino raggiungendo unottima collaborazione anche in campo militare. Avvicinamenti tattici e strategici che non verranno minimamente turbati neanche dal bombardamento statunitense contro lambasciata cinese in occasione della guerra daggressione yankee contro la Serbia nella primavera 1999. Saranno sostanzialmente fortificate in particolar modo le relazioni con lebraismo internazionale: la

Cina si dimostrer un partner affidabile per Israele e per la finanza ebraica.

Negli anni Novanta Hillary Clinton visiter la sinagoga Ofel Rachel, Yitzhak Rabin la sinagoga Ofel
Moishe ed ebrei canadesi e americani cominceranno a prendersi cura dei monumenti storici. Oggi si parla del restauro del quartiere Hongkuo, il ghetto di Shanghai, per farlo diventare meta di visitatori e turisti. Un sabra israeliano, cio nativo dello Stato dIsraele, Dviri Bar Gal (ma il suo vero nome di origine tedesca) si preoccupa di ritrovare le lapidi del vecchio cimitero ebraico di Hongkuo, disperse tra i contadini del circondario e utilizzate per costruire pozzi, soglie per le case, stipiti. Un ingegnere italiano, di Trieste, ma originario dellUngheria, Claudio Mayer, ha eletto per propria sede Shanghai, quasi a perpetuare la memoria del destino di quegli ebrei centroeuropei che devono alla Cina la loro sopravvivenza al terribile eccidio del nefasto, spaventoso Olocausto. (18) E cos tra dirigenti cinesi kippizzati a dovere in visita al mausoleo-museo dellolocausto di Yad Vashem ed interscambi per forniture militari lavvicinamento sino-israeliano appare completo. A ci si aggiunga che la Cina si sempre dichiarata contraria al nucleare iraniano per soddisfare i diktat sionisti e sostenerne le iniziative anti-iraniane nelle sedi internazionali ed il quadro appare completo come quello della cooperazione bellica tra le industrie militari di Tel Aviv e Pechino: 20 aerei da combattimento per il valore di 2.75 miliardi di dollari. Questo il regalo promesso al segretario di stato USA Hillary Clinton ad Israele, se solo avesse accettato di bloccare la costruzione di colonie sul suolo palestinese per tre mesi durante i negoziati di pace dello scorso novembre 2010. Un regalo succulento, che per altro non serv a convincere il primo ministro Benjamin Netanyahu. E che dato il rapporto strategico tra la potenza militare americana e lalleato in medio oriente non sorprende. Suonano nuovi invece accordi come quello preso tra lesercito americano e la compagnia statale Israel Military Industries ltd. Allinizio dellanno gli americani, rimasti a corto di munizioni per la media di 250 000 proiettili impiegati in Irak e in Afghanistan per ognuno dei ribelli caduti 24 000 secondo Wikileaks solo in Iraq e senza contare i civili, per alcuni pi di un milione si sono trovati costretti ad importare munizioni dallestero. E si sono rivolti a una delle quattro grandi dellindustria militare israeliana, rifornitore principale dellesercito israeliano. Israel Military Industries ltd. ha fatto di Israele il quarto esportatore mondiale di armamenti nel mondo, insieme alle altre big del settore: Elbit Systems, Israeli Aerospace Industries (IAI) e Rafael. Nove anni fa, questo stato di sette milioni di abitanti era ancora al decimo posto della classifica mondiale. Oggi, da buon allievo, sta per superare il maestro, con un budget militare del 8.9% del prodotto interno lordo, contro il 3.1% degli Stati Uniti e il 2.6 % della media mondiale. Il record stato battuto nel 2010, quando Israele si aggiudicato 7% dellexport militare mondiale. ()Israele stato uno dei Paesi che meglio ha saputo approfittare della globalizzazione. Dopo i primi quarantanni di dipendenza quasi totale dagli aiuti finanziari americani, dai risarcimenti tedeschi ai superstiti dellOlocausto e dalle donazioni di organizzazioni sioniste internazionali, diventato uno dei pi importanti Paesi esportatori pro capite del mondo. Soprattutto dopo gli Accordi di Oslo del 1993 inaugurazione dellAutorit palestinese ma soprattutto della liberalizzazione economica il deficit israeliano e la dipendenza dallimporto diminuita drasticamente. Il volume totale degli importi ammontava nel 2010 a 55.6 miliardi di dollari, quello degli esporti di poco pi basso, con 54.3 milliardi lanno. Il ruolo dellindustria bellica in questo sviluppo economico stato determinante. Due esperti israeliani intervistati dallagenzia stampa cinese Xiuhna spiegano come le compagnie militari siano il motore delleconomia, anche al di l dellexport, fungendo da vivaio per la ricerca high-tech e la formazione di esperti che trovano poi impiego nellindustria civile. Uno delle ragioni del successo israeliano che Israele sa fare una chiara distinzione tra relazioni politiche e relazioni in campo militare con altri Paesi ha dichiarato lex generale maggiore Giora Eiland

a Xiuhna. Diversi Stati ci sono piuttosto ostili in forum internazionali, ma apprezzano una quantit di nostri prodotti. ()Anche la Cina non fa mistero dellinteresse economico che la lega ad Israele. Durante una visita ufficiale alla controparte israeliana, il ministero della difesa cinese Liang ha sottolineato limportanza della fiducia e dei risultati acquisiti dopo 19 anni di rapporti diplomatici in nome del pragmatismo. Il ministro Barak gli ha fatto eco sul quotidiano China Daily, augurandosi un proseguo della fruttuosa cooperazione e di migliorare il rapporto strategico tra i due eserciti. (19) Anche in Cina vi sono dei pregiudizi contro gli ebrei e Israele, ma sorprendentemente la maggior parte di essi sono positivi. Sebbene la grande maggioranza dei cinesi non ha mai incontrato un ebreo, lopinione prevalente in Cina elogia e glorifica gli ebrei e lo stato dIsraele. Altre perle di saggezza dei cinesi sono le seguenti: Israele piccolo e circondato da nemici, ma riesce a sopravvivere e ad avere successo, e La Cina e il giudaismo sono le sole cose che hanno conservato il loro carattere nel corso della storia.

Israele e la Cina sono amici intimi: ai cinesi piace lusingare, mostrando grande competenza nella
storia degli ebrei in Cina. (20) Questa la Cina contemporanea perfettamente inserita nelle strutture di sfruttamento usurocratiche dellalta finanza mondialista (World Bank e International Monetary Found): messi da parte i sussulti rivoluzionari il capitalismo cooperante di Stato della Repubblica Popolare funzionale e pienamente inserito e collaborante con i progetti di edificazione del Governo Mondiale al di l e indipendentemente dalle ciancie di chi vede ancora in Pechino una ipotetica alternativa

Svaniti i giovanili furori delle guardie rosse, sostituita la stella a cinque punte con il marchio della
Coca-cola, sbiadita nel tempo leco delle parole con cui Lin-Piao (la cui opposizione alla distensione cino-americana gli valse la morte in un misteriosissimo incidente aereo) scandiva i ritmi della lunga marcia Fare affidamento sui contadini, creare basi rurali e servirsi delle campagne per accerchiare e in seguito conquistare le citt resta solo la capacit di recupero e di omologazione, sotto ogni latitudine, del Sistema Mondiale, cio di questo mostruoso ragno la cui tela, diabolicamente intessuta con i fatui splendori della civilt del benessere, riesce a imbrigliare ogni tentativo di destabilizzazione del presente equilibrio imperialistico che non si ispiri ai valori della Tradizione. Il tempo delle affermazioni sovrani e delle negazioni assolute pi che mai attuale. (21) Au revoir DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI Direttore Responsabile Agenzia di Stampa Islam Italia NOTE 1) Maurizio Lattanzio Il Mondialismo Orion-Finanza , Luglio 1985 / Orion , Dicembre 1985; 2) Maurizio Lattanzio nota introduttiva a Cina e Mondialismo Avanguardia Anno X Nr. 76, Febbraio 1992; 3) Padre Vittorio De Bernardi Il socialismo e le sue forme dallopera Il socialismo e le sue ramificazioni Spirito e Verit Nr. 81, Milano 1981; 4) Sergio Gozzoli Sulla pelle dei popoli Viaggio nel labirinto del potere mondialista LUomo Libero Anno IX Numero 27 Giugno 1988;

5) Mario R. Fernandez Nellagenda Rockefeller il controllo degli alimenti allindirizzo informatico:http://www.vocidallastrada.com/2009/04/nellagenda-rockefeller-il-controllo.html ; 6) Sergio Gozzoli op. cit. ; 7) Scrive Mario Di Giovanni sulla Trilateral : La Commissione Trilaterale un potere forte, o per dir meglio: la somma dei poteri forti dellOccidente. E unorganizzazione semi-ufficiale (le notizie fornite dalla pubblica informazione sono sempre state rare e discontinue) creata nel 1973, che riunisce altissime personalit della finanza e della politica, docenti universitari, esponenti sindacali e giornalisti. Questi personaggi provengono da Stati Uniti, Europa e Giappone. Il nome rimanda allidea di unazione comune delle lites (ma non elette dal popolo) delle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista di un nuovo ordine: n pi e n meno che un governo del mondo in seduta permanente. Ispiratore e creatore dellorganizzazione stato David Rockefeller. Nel 1973, allatto della fondazione, il direttore operativo era Zbigniew Brzezinski, che sarebbe poi divenuto consigliere speciale per la sicurezza degli Stati Uniti sotto la presidenza di Carter. Questultimo personaggio il simbolo vivente di cosa sia e come operi la Trilateral: Carter la cosa era del tutto risaputa, al tempo era letteralmente una creatura del gruppo Rockefeller, un servitore docile e puntuale dei progetti della Commissione. Naturalmente non il solo. Una decina danni fa il periodico americano F.R.E.E. pubblic lorganigramma degli uomini del CFR e della Trilateral operanti allinterno delle istituzioni americane. Sotto il titolo 1992 Presidential Candidates figura Bill Clinton, uomo sia del CFR che della Trilateral. In economia, la divisa della Trilateral la globalizzazione, cui essa mira riunendo soggetti privatifinanzieri, banche e multinazionali che rappresentano da soli pi della met del potenziale economico dellintero pianeta. In politica, la divisa del potentato quella liberal: anglofila, massonica, cosmopolita. La logica dazione quella, classica, dei poteri forti: una conduzione discreta e silenziosa delleconomia e della politica occidentali. ( crf Mario Di Giovanni La Trilateral Commission ); 8) Sergio Gozzoli op. cit. ; 9) Maurizio Lattanzio Cina e Mondialismo da Heliopolis , Luglio 1985; 10) Giorgio Pressburger Ebrei con gli occhi a mandorla da Il Corriere della Sera del 24 Giugno 2005; 11) Andrea Carancini La Cina buona per gli ebrei 22 Aprile 2008 12) Giorgio Pressburger ibidem; 13) Maurizio Lattanzio Cina e Mondialismo da Heliopolis , Luglio 1985; 14) Maurizio Lattanzio ibidem; 15) Guido Giannettini Dietro la grande muraglia Ediz. Ciacci Catanzaro 1979; 16) Maurizio Lattanzio Cina e Mondialismo; 17) In proposito ha scritto Orio Nardi: Col trattato di Tientsin (25 ottobre 1860) la Gran Bretagna pot controllare pi di tre quarti dellingente commercio cinese, con un nuovo incremento al traffico della droga. Le stesse di origine scozzese che controllavano il traffico delloppio in oriente, esercitavano il traffico degli schiavi e del cotone nel sud degli Stati Unti: erano le famiglie Sutherland, Jardine,

Matheson, Baring. Nel frattempo la famiglia Rothschild, come pure i banchieri sionisti di New York, i Kuhn, Loeb Seligman, Lehman, fecero tutti il loro ingresso negli Stati Uniti grazie al commercio del cotone e degli schiavi nel periodo precedente la guerra civile. Unidea dellincremento del commercio delloppio verso la Cina si ha da alcuni dati ufficiali inglesi. Dal 1801 al 1820 l esportazione ammontava a 5.000 casse annue. Listituzione di una rete di compagnie commerciali ausiliarie, capeggiate dalla Jardine Matheson, favor un aumento vertiginoso del traffico della droga: nel 1830 le casse ammontarono a 18.956, nel 1836 a 30.000, nel 1860 a 58.681, nel 1880 a ben 105.508 casse (Kd 28). La droga e i cavalieri di Lord Palmerston 1. L espansione del traffico della droga nel mondo legata, pi in generale, allimpulso dato dal ministro inglese LORD PALMERSTON al colonialismo inglese dellOttocento tramite lorganizzazione del Rito Scozzese di cui era il gran capo. Per rifarsi della crisi del commercio del cotone,gli oligarchi inglesi ricorsero al traffico delloppio negli Stati Uniti: nel 1864 fondarono allo scopo la Hong-Shang (Hong Kong and Shanghai Corporation), che rimane tuttora la banca centrale per il traffico della droga nel mondo; quasi simultaneamente la Matheson fond la Rio Tinto per lestrazione lo stagno in Spagna, che ben presto si serv del minerale per pagare, loppio. Il traffico della droga in USA trov un terreno fertile nel sottofondo delle reti cospiratorie legate alla malavita, soprattutto quando la tratta dei gialli rivers negli Stati Uniti migliaia di consumatori doppio. Il traffico degli immigrati cinesi (che nel solo 1846 raggiunsero la cifra di 117 mila), gett le basi per il commercio su larga scala della droga negli USA per via S. Francisco, Vancouver e altri porti della costa occidentale. I consumatori abituali americani di oppio arrivarono a 120.000. Il traffico di oppio costitu la fortuna delle famiglie Astor, Baring, Bingham, Girard, Forbes, Perkins, Russell, ecc. (famiglie chiamate dei Bramini di Boston), i cui interessi sul mercato della droga si aggiunsero a quelli della Jardine, Matheson, Sassoon, Japhet, Dent, Morgan. La Baring Broothers costituisce la principale banca di affari per il traffico delloppio in America dal 1873 ad oggi; grande importanza vi ha pure la Banca Morgan (che fond luniversit di Harvard). Gli affari di queste banche si intrecciano con quelli della Hong-Shang, sotto legida del Royal Institute of International Affaire (RIIA) di Londra e dellInstitute Pacific Relations (Istituto per le relazioni del Pacifico, IPR). 2. Le proteste internazionali contro la politica inglese favorevole al commercio della droga non ebbero alcun effetto restrittivo. Cos gli accordi del 1905 e del 1911 allAja andarono a vuoto, e le fumerie di oppio di Shanghai negli anni 1911-1914 salirono da 87 a 663, con grandi profitti da parte degli inglesi. Il commercio delloppio si estese anche al Giappone, si intensific enormemente in India nonostante le proteste di Gandhi. Un rapporto del 1923 alla Societ delle Nazioni denunziava il mercato delloppio come un grave problema internazionale, soprattutto per la massa dei drogati delle colonie inglesi: gli inviati cinesi e americani abbandonarono laula per protesta contro il delegato britannico che si oppose al piano di riduzione del traffico delloppio La creazione del ministero per la Guerra Economica nel 1939 costitu il punto di incontro per gli eredi delle vecchie famiglie britanniche che controllano tuttora il commercio della droga: Sir J.H. Keswick, architetto della Peking Connection; Sir Mark Turner, presidente attuale della vecchia ditta dei Matheson e Keswich, la Rio Tinto Zinc; Gerald Hyde Villiers; John Kidston Swire, ecc. Le anche famiglie Inchcape, Keswick, Pease, Japhet, Rothschild ecc. che esercitavano il controllo del mondo bancario londinese implicato nellaffare della droga costituiscono un fittissimo intreccio di matrimoni da apparire come ununica entit familiare.

( crf Orio Nardi Dalla guerra delloppio allaffare della droga dal volume Mondialismo e Trilaterale, 1980); 18) Giorgio Pressburger Ebrei con gli occhi a mandorla articolo cit. ; 19) Ika Dano Lindustria militare israeliana vola Record di export nel 2010. E Israele rafforza i rapporti commerciali in campo militare con America Latina e Cina articolo apparso sul sito ufficiale della NENA (Near East News Agency)http://www.nena-news.com/ 20) Andrea Carancini La Cina buona per gli ebrei 22 Aprile 2008; 21) Maurizio Lattanzio Cina e Mondialismo, articolo cit. ;