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S NAO E HA I MO B R MME R

f mne e il m i snct c oio os u

Storie di donne

Ricordi...
Le donne vanno alla scoperta di se stesse seguendo la via maschile, Simona. Non lo sanno. Ma cos. Sentivo la sua voce liquida e calda fluttuare nella mia mente. Quante volte sarebbero tornate, improvvise e inaspettate, le parole di quella donna che per me stata cos importante. Quante volte sarebbe emerso dai ricordi quel viso forte e dolce insieme. Ma esiste unaltra via. Mila fece una pausa. Sconosciuta ai molti. I suoi occhi blu, scuri come il mare profondo, divennero pi intensi. la via femminile. Ricordo il tocco amorevole della sua mano sulla mia. Esiste una via maschile ed esiste una via femminile. Sono percorsi diversi. Noi siamo donne, e quindi la via femminile la nostra strada. Come faccio a conoscerla? le parole della mia domanda rimbalzarono dentro di me insieme alla sua voce. una via tramandata da tempo. Da donna a donna. Il sorriso di Mila e il suo sguardo accogliente ondeggiavano nella mia mente come unimmagine riflessa nellacqua. Simona, sono le guide femminili a farlo. Solo loro e non gli uomini ne conoscono i segreti. La sua voce mi arrivava come un sussurro portato dal vento. Poi tutto si dissolse. Ritorn il silenzio. Ma allimprovviso i ricordi si ridestarono e mi sentii risucchiare come in un vortice...

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Sei pronta?
Simona, sei pronta...?. Mila mi stava aspettando, con una capiente borsa in una mano e una giacca ripiegata nellaltra. Mi guardava con un sorriso gioioso e complice. Ero arrivata correndo. Avevo appena terminato una conferenza in cui presentavo un intervento che collegava la naturopatia alle patologie femminili. Una parte della mia mente era ancora immersa nella mattinata trascorsa. Le immagini, i visi, le parole andavano e venivano come le auto nei due sensi di marcia sulla strada. I miei disturbi peggiorano, Questa infiammazione sembra non volersene andare. Continuavo a sentire le parole di quelle donne. Perch un fibroma cos allimprovviso?, Perch queste cisti continuano a crescere?. Mi trovavo allestero. Ma erano le stesse condivisioni che udivo nel mio paese. Terminata la conferenza avevo stretto mani, preso appunti, mi ero segnata indirizzi e numeri telefonici. Poi avevo raccolto velocemente il mio materiale e salutando tutti mi ero affrettata verso lauto parcheggiata poco lontano. La giornata era soleggiata e tiepida. La primavera era alle porte. Io di primo mattino ero uscita con un soprabito pesante. Ora, a met giornata, con il sole alto nel cielo, sentivo caldo. Me lo sfilai. Sostituii le scarpe eleganti con un altro paio pi basse e comode. Trafficando con la cintura di sicurezza cercai lindirizzo. E poi mi infilai nel traffico, guidando concentrata. Volevo arrivare puntuale. Eccola l!. Ero sempre emozionata quando la incontravo. Quando incontravo Mila. A questo punto potresti forse volere chiedere: Ma prima di andare avanti, non puoi spiegarmi meglio chi Mila?. Magari vorresti sapere anche che aspetto ha. Lo far. Certo. Ma non ora.

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Per adesso rimane solo una voce. La figura di una Maestra che insegna alle donne. Poi, ti accorgerai, al momento opportuno lei prender corpo, forma e sembianze. Mila quel giorno era ferma sullaltro lato della strada, vicino a una piazzola di sosta. Avevo rallentato e parcheggiato. Mentre estraevo le chiavi e chiudevo la macchina mi ero girata verso di lei agitando in alto un braccio per salutarla. Lei mi aveva risposto con la mano libera e un gesto allegro. Sei pronta... ?. Sorrisi arrivandole vicino. Ero un po trafelata per la verit. Ma mi calmai subito. Quando vidi i suoi occhi blu, profondi come il mare. Erano quieti ma luccicavano pieni di promesse. Lei mi abbracci e io sentii subito il suo contatto amorevole e avvolgente. Dove andiamo, Mila?. Nella mia voce vibrava una nota di impaziente contentezza. Ero curiosa. Volevo sapere cosa aveva in serbo per me. Lei aveva sempre cose speciali. Mila gir attorno alla macchina e apr la portiera. Sali... disse enigmatica. E mi sorrise con affetto. Misi la borsa e la giacca sul sedile posteriore e mi sistemai accanto a lei. Le ruote si mossero piano e lauto part silenziosa. Per qualche attimo Mila non parl. Io guardavo il suo profilo deciso. Le mani si appoggiavano sul volante e lei guidava tranquilla. Si volse lanciandomi di nuovo uno dei suoi sorrisi aperti e spontanei, che tanto amavo. Sorrisi a mia volta. Anche se non capivo cosa ci facevamo l in quellauto e dove mi stava portando. Mila... cominciai in attesa di dare corpo ad altri pensieri. Ssssh... fece lei mettendosi lindice sulle labbra. Dopo qualche tempo non ricordo quanto Mila si ferm. Dove eravamo? Lass mi indic. Il mio sguardo segu la direzione della sua mano. Sopra un poggio verde vidi una torre antica. Una costruzione isolata in mezzo alla natura. Chiazze boscose si alternavano a spazi erbosi punteggiati da
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alberi solitari. In alto il cielo soleggiato e terso era costellato di piccole nuvole. Saliamo alla torre. Mila si mosse senza darmi altre spiegazioni e io la seguii. Camminammo lungo un vialetto alberato. Poi ci inserimmo in un sentiero ombroso. Cerano gradini ricavati da tronchi dalbero e pietre smussate. Io annusavo gli odori. Penetravano a ondate nelle mie narici e sembravano spalmarsi sul corpo. Si mescolavano ai suoni che scivolavano nelle mie orecchie: le fronde mosse dalla brezza, il cinguettio degli uccelli, un rivolo dacqua che scorreva nascosto in qualche anfratto. Continuavamo a camminare. Ma la mia testa precedeva le mie gambe. Dove mi porter Mila? dicevano i pensieri. Cosa mi far conoscere questa volta? si chiedeva la mia curiosit, come sempre piuttosto attiva. Poi sbucammo fuori dal bosco. Cera un prato circondato dagli alberi. E la torre. La guardai pi da vicino. Era circolare, di pietra antica con rampicanti che salivano verso la cima con spire serpentine. Alcuni erano fioriti. Alla base il terreno non era piano ma formava una conca, smussata e accogliente. La torre sembrava infossarsi nel terreno, come se emergesse da una cavit profonda della terra. Ci avvicinammo. Tra le foglie dei rampicanti cera un varco. Nascosto. Ti portava allinterno della torre. Ma potevi scorgerlo solo se davvero volevi entrare. Scivolammo dentro. Ci accolse la penombra e il fresco. La sensazione era piacevole, in contrasto con il sole e il calore esterno. Lo sentii subito sulla pelle, e nelle narici. Landatura di Mila, in quello spazio scuro e protetto, divenne pi cadenzata. Sentivo i suoi passi come una ritmica preparazione. Cera una scala a chiocciola circolare. Si snodava verso lalto, cerchio dopo cerchio. Salimmo.
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Le circonvoluzioni della scala ci portarono fuori. In cima ci accolse di nuovo il sole e una brezza leggera. Il bosco si stendeva sotto di noi. Il cielo era il confine. Gruppi di rondini volteggiavano leggere, disegnando nello spazio onde sinuose. Cerano due rialzi in granito, circondati da un rampicante fiorito che era arrivato fin lass. La natura si era insinuata in quel luogo antico, scivolando lungo le fessure. Ci sedemmo appoggiando la schiena alla pietra. Era tiepida, scaldata dai raggi primaverili. Sapeva di muschio. E di un tempo lontano. Poi Mila parl. Perch ti ho portato qui? punt su di me i suoi occhi blu scurissimo. Me lo stavo chiedendo dalla mattina, quando la sua telefonata di tenermi pronta per il primo pomeriggio aveva rivoluzionato tutti gli impegni della giornata. Ma Mila era prioritaria. E ora eccomi l. Ti ho portato qui prosegu con la sua voce fluida e bassa perch ho una storia da raccontarti... . Perch qui? Perch proprio oggi? Perch a me? Troppe domande per quel momento. Sempre che tu voglia ascoltarla, certo... . I suoi occhi brillavano come stelle mentre mi guardava. Di colpo, mi sentii trasportata lontano. Tutto sembrava sospeso. Chiudi gli occhi... mi aveva sussurrato Mila. Ti racconter una storia che riguarda tutte le donne: te, me e tutte quelle che la ascolteranno. Lei cominci...

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Ti racconter una storia...


Mila... . Ssssh... fece lei mettendosi l indice sulle labbra. Lass mi indic. Dove? dicevano i miei pensieri. Cosa mi far conoscere Mila questa volta?. Camminammo. Tra le foglie dei rampicanti cera un varco. Nascosto. Poi Mila parl. Perch ti ho portato qui? punt su di me due occhi blu scurissimo, come la notte profonda. Ti ho portato qui perch ho una storia da raccontarti... . Perch qui? Perch proprio oggi? Perch a me? Troppe domande per quel momento. Sempre che tu voglia ascoltarla, certo... . I suoi occhi brillavano come stelle mentre mi guardava. Di colpo, mi sentii trasportata lontano. Tutto sembrava sospeso. Chiudi gli occhi... mi sussurr Mila. Ti racconter una storia che riguarda tutte le donne: te, me e tutte quelle che la ascolteranno.

Immagina... la tua storia


Il buio della prigionia
pareti fatte di roccia. Non sai da quanto tempo ti trovi l. Hai ricordi confusi. Di braccia che ti hanno sottratto alla vita che era tua, di corpi che ti hanno allontanato da coloro che conoscevi e amavi. Ti hanno spogliato dei profumi, dei desideri, hanno cancellato i colori dai tuoi giorni e hanno soffiato sulla fiammella dei tuoi sogni. Non c pi niente. Un tetro presente e nessun futuro. Solo buio e disperazione. Solo angoscia e tanti perch. Il tempo passa. Molto. Poco. Non riesci a calcolarlo. I ricordi sbiadiscono. La solitudine, la mancanza di spazi, il vuoto delle ore trascorse senza che nulla accada ti schiacciano come un macigno invisibile. Ti allontanano ogni giorno di pi da ci che eri. Hai smesso di sperare, perch non sai neppure in cosa sperare. Lunica cosa che non hai smesso di fare respirare. Sopravvivi. Non vera vita, la tua. istinto di sopravvivenza. Muta, cieca, sorda, ti senti sospesa dalla vita. Quanto tempo passato? Non lo sai. Il tempo morto, l sotto. Finch allimprovviso... linverosimile accade.

Immagina di trovarti in una buia prigione. Umida e fredda, dalle

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Battaglie d acciaio
Un suono. Lontano, un rumore. Sempre pi forte e vicino. Ora assordante. Il tuo cuore batte allimpazzata. Non capisci pi nulla, non sai cosa sta succedendo. Di sicuro qualcosa di grosso, a giudicare dal fracasso, dallo scompiglio, dai botti. Sembra un terremoto che scuote la terra. Potrebbe essere la salvezza. O la morte. Le sensazioni che provi si accavallano una sullaltra, come onde di un mare impetuoso: paura, scompiglio, angoscia, spavento. E, in mezzo, una scintilla di speranza. Che diventa una fiammella. E poi una fiaccola. Quando la porta si spalanca con un boato. La luce accecante per i tuoi occhi invade tutto, anche il piccolo angolo di roccia a cui ti sei abbarbicata. Non pensi a nulla: non ci riesci, non ne hai neppure il tempo. Una forza impetuosa ti strappa da l e un po strattonando e un po spingendo guida le tue gambe malcerte verso lesterno. Capisci che la liberazione: che qualcuno o qualcosa ti ha portato fuori, seminando distruzione intorno. Ci sono segni di lotta, fumi di battaglia l fuori. Vedi corpi agitarsi, armi che balenano in un clangore di acciaio. C odore di bruciato e metallo rovente. Nel polverone intravedi altre donne come te, con i segni della prigionia marchiati sul volto, cicatrizzati sulla pelle. Alcune sono ferme, immobili e spaesate. Altre stanno combattendo, lottando. Come belve infuriate urlano il dolore di quei tagli sul corpo, la violenza di quegli sfregi sul volto. Rabbiose lacerano il silenzio con i loro gridi. Esplodono, singhiozzano, piangono, gemono. lululato di una prigionia senza tempo. Tu sei spaesata. Il tuo respiro come una lama ghiacciata che taglia i polmoni. Il fiato bianco esce in volute dense dalle tue labbra.

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Con le forze che ti ritrovi pensi non andrai lontano. Invece non cos. Un rimescolio di sensazioni inizia a muoversi nelle tue ossa, a lambire i tuoi visceri. Dolore? Rabbia? Liberazione? Paura? Forza? S, insieme, tutte insieme queste sensazioni oscillano dentro di te come fiamme crepitanti. Sconcertata e ammutolita, allimprovviso ti senti scaldare da quel calore. Le gambe prima malferme si rinsaldano, le braccia prima chiuse si aprono e si agitano. La voce prima spezzata in un gemito lancia un ruggito vibrante. il tempo della sfida. Tu inizi a combattere. Combatti e combatti ancora. Come lava incandescente, una furia senza confini dilaga. Dentro di te c la forza disperata di un animale imprigionato che lotta per la sua libert: artiglia dove prende, sbrana dove arriva, si divincola come una frusta. Le tue urla di rabbia e di dolore incendiano la terra. Vicina alle altre donne, strappi la tua libert da mani che tentano di portartela via di nuovo. Una consapevolezza sempre pi determinata ti fa gridare oltre il frastuono di quella battaglia: In quella prigione io non ci ritorno pi!. Poi tutto si confonde. Come nei sogni. Quando cambia la scena.

Lacrime di libert
Sei sempre l. Sei ancora tu. Ma tutto finito ora. Guardi le tue mani, adesso. Rovinate, sanguinanti. Le porti istintivamente alla bocca. Vorresti baciarle con tenerezza. Ma quello che senti solo sapore di sangue sulla lingua. Ti passi una mano sporca sul viso sudato. Tocchi le tue spalle peste e la schiena: tutto un dolore. Attorno a te ci sono armi, macerie, rovine, corpi. Nelle tue narici si insinua lodore del fumo, del metallo, del bruciato. stato terribile.

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Sospiri con un brivido: ma era necessario. Questa volta un sospiro lungo che ti esce dal petto. Raschiato, quasi un ultimo rantolo che sale gorgogliando dal fondo del corpo. E ti lascia, dissolvendosi lontano. Alzi lo sguardo verso un cielo che non ricordarvi e lo abbassi su una terra che non toccavi da tanto. Attorno a te c desolazione. Ma c anche lo spazio libero. Lo sguardo prima impigliato tra le strette pareti pu lanciarsi ora lontano, al galoppo. Non ci sono pi barriere: c una promessa di speranza che inizia a palpitare nel tuo cuore. In quel momento, la consapevolezza. Sono libera. Libera. Libera!. Lacrime calde e salate ti rigano le guance. Sei frastornata. Ma quelle lacrime sono di gioia. Poi abbassi il capo. Ora che sei libera sai che niente sar pi come prima. La forza dirompente che ti ha strappato dalla prigione e ti ha buttato fuori a combattere stata come un vortice. Che passato, e si portato con s lo stravolgimento di un mondo che crollato. Giunge allora improvviso e pungente il momento delle domande. Dove andr? Cosa far?. Lo pensi mentre infili le dita nella terra granulosa, ora che puoi camminare libera. Le mani sorreggono una testa di capelli arruffati e di pensieri turbinanti. La mente confusa. Comprendi in quel momento che dentro di te vivido solo un ricordo. Che sei stata rinchiusa, imprigionata. Per il resto c il nulla. Non ricordi altro. Vittima di unamnesia senza tempo non sai chi sei, dove abiti, da dove vieni, cosa facevi, cosa vuoi. C il vuoto. Attorno a te. Ma anche dentro di te. Poi una scintilla. Guizza nella tua mente confusa come un pesciolino dorato. Ti fa esclamare: Sono viva. Posso muovermi. Sto bene.
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Posso alzarmi. Andare... fare... . Un altro guizzo: Ora che sono libera, devo fare qualcosa!. La mente si ferma. Ha smesso di girare. Ora immobile. Concentrata. Tu improvvisamente ti muovi. Raddrizzi la schiena, scuoti la polvere dagli abiti, togli il fango dalle mani. Le dita si flettono, le ginocchia si estendono. Appoggi i piedi a terra e ti sollevi. Lanci un lungo sguardo al paesaggio di fronte. Ora puoi vederlo meglio. Il fumo si diradato, le nuvole di polverone sono state portate via dal vento, laria tornata tersa. Di fronte a te c un mondo che apparso. Lo osservi. Che mondo sar, ti chiedi dubbiosa?

questo il mio mondo?


Cambia ancora la scena, come un fotogramma che passa veloce e non ti d il tempo di capire qual il prima e qual il dopo. Ci sei finita senza accorgertene in quel mondo, ancor prima di decidere se era l che volevi andare. Ci sei sprofondata dentro, senza avere il tempo di guardarti attorno con pi attenzione. Per vedere se oltre a quello, l vicino, ce nera un altro. Pi adatto a te. Ma com questo mondo in cui sei finita? un mondo dove sei libera di andare dove vuoi, di fare ci che vuoi, di scegliere ci che vuoi. Sei una donna che pu decidere della sua vita, ora. Hai affetti, lavoro, relazioni, amicizie. Sei impegnata, ma ti resta del tempo per fare cose che ti piacciono, di tanto in tanto. Al posto delle fredde pareti c laria aperta. Al posto del portone pesante con le grate arrugginite c una variet di possibilit che ti aspettano. Al posto dellimmobilit forzata ci sono tante cose che puoi fare. Tutto sembra perfetto. Non ricordi nemmeno pi la buia e umida prigione di un tempo.

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Eppure... durante la notte ti capita di svegliarti nel tuo letto caldo e morbido, con una sensazione. Di qualcosa che non va. come una puntura. Una piccola fitta. Poi scompare. Per ritorna. Ancora. E ancora. E allora arrivano i pensieri. E con i pensieri le domande. Si susseguono una allaltra in fila ordinata. Tu le guardi scorrere di fronte a te. Vorresti non vederle. Non ascoltarle. Ma non puoi. I loro bisbigli fruscianti riempiono lo spazio silenzioso e ovattato della notte. E della tua mente. Perch non mi sento abbastanza capace? Perch vorrei fare di pi e non ci riesco? Perch non mi piaccio mai abbastanza? Perch mi sento cos ansiosa? Perch sbaglio cos tanto nei miei rapporti con gli uomini? Perch non mi sento mai sufficientemente bella? Perch nonostante il mio impegno sono insoddisfatta? Perch rifiuto il mio corpo? Perch mi cos difficile trovare lequilibrio nelle mie relazioni di coppia? Perch non riesco a vivere un rapporto sessuale appagante? Perch dipendo cos tanto dal giudizio degli altri? Perch mi sento inadeguata come madre? Perch sul lavoro non riesco a farmi rispettare? Perch ho cos tante cose da fare e non riesco mai a trovare tempi per me? Perch lui mi ha tradita? Perch gli uomini mi lasciano? Perch lamore che sogno non arriva? Perch mi sento cos sola? Perch quellangoscia e quella depressione che giungono improvvise, quando meno me lo aspetto? Rifletti ancora. Le dita attorcigliate alle lenzuola. Poi ti chiedi: Cosa c che non va in me? Sto facendo davvero quello che voglio? Sono davvero la donna che vorrei essere? Distesa, il corpo abbandonato, sei costretta ad ascoltare impotente
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un bisbiglio dopo laltro. Un dubbio dopo laltro. Mentre dentro di te si insinuano sensazioni strane. Non sono piacevoli. Anzi sono piuttosto sgradevoli. No dici allora scattando seduta sul letto Basta con questi dubbi e queste domande e muovi la mano nel vuoto come per scacciarli via da te. Ma poi crolli di nuovo distesa. La testa sprofonda con un tuffo nel cuscino. Puff... un suono ovattato sembra cancellare tutto, come la nebbia che per un po nasconde la realt ai nostri occhi. Ma tu ormai lo sai gi. Quelle domande ritorneranno. Come melma che si deposita sul fondo, pronta a risalire non appena le acque si agitano. E in quel silenzio immobile ti senti stringere nella solita conclusione. Mi manca qualcosa. Ma non so cosa. Te la sei ripetuta tante volte quella frase. Tante. E tante volte hai cercato durante il giorno la risposta. Eppure niente cambiava. N per te, n per le donne vicino a te. Lo sai. Non sei la sola in questa situazione. Presa dallo sconforto quella notte per esclami: Ci deve essere unaltra via. Una via per le donne. Che strana frase! Non appena la pronunci non lo avevi mai fatto! come un clic qualcosa si spegne. Sembra che la tua mente si acquieti. Cosa successo? Cosa stato?. Non fai in tempo a riflettere e sprofondi in un sonno tranquillo e ristoratore.

Una giornata speciale


Ora, dopo quella notte, ti sei alzata. C qualcosa di strano, ma non ricordi bene. Vieni assorbita subito dalla nuova giornata, una giornata di primavera: i programmi quotidiani, le tante cose da fare, il lavoro, le persone che hanno bisogno di te... La notte con i suoi bisbigli

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Perch? Perch? Perch?


Perch non mi sento abbastanza capace? Perch vorrei fare di pi e non ci riesco? Perch non mi piaccio mai abbastanza? Perch mi sento cos ansiosa? Perch sbaglio cos tanto nei miei rapporti con gli uomini? Perch non mi sento mai sufficientemente bella? Perch nonostante il mio impegno sono insoddisfatta? Perch rifiuto il mio corpo? Perch mi cos difficile trovare l equilibrio nelle mie relazioni di coppia? Perch non riesco a vivere un rapporto sessuale appagante? Perch dipendo cos tanto dal giudizio degli altri? Perch mi sento inadeguata come madre? Perch sul lavoro non riesco a farmi rispettare? Perch ho cos tante cose da fare e non riesco mai a trovare tempi per me? Perch lui mi ha tradita? Perch gli uomini mi lasciano? Perch l amore che sogno non arriva? Perch mi sento cos sola? Perch quell angoscia e quella depressione che giungono improvvise, quando meno me lo aspetto? Bisbigli di una notte senza sonno. E la risposta? S, pu arrivare...

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scorre via con lacqua della doccia che risveglia il tuo corpo. La routine mattutina rimpiazza le incertezze della notte. La colazione, la scelta degli abiti, una sistemata veloce alla cucina. Prendi la giacca, il mazzo di chiavi appeso allingresso e la porta si chiude con un piccolo scatto alle tue spalle. una giornata nuova. Tutto sembra scomparso, come una bolla salita in alto e scoppiata chiss dove. Eppure tu ancora non sai che quella... sar una giornata speciale.

Segnali indicatori
Adesso ti trovi immersa nel traffico cittadino di quella giornata primaverile. Sei appena uscita dal lavoro. C una coda lunghissima. Che sar successo?. I minuti sembrano ore. Ma dopo i primi attimi passati a scalpitare senti arrivare una strana calma, come qualcosa che giunge dal collo, scende lungo le spalle fino alle braccia e alle mani che stringono il volante. Rilassandole. Proprio in quel momento ti dicono: Non si arriva al di l del ponte. C uninterruzione imprevista. Il traffico stato deviato. Lei deve passare da unaltra parte. La voce gentile ma ferma. Come un segnale. Allora tu giri la macchina. Sei costretta dalla deviazione ad uscire dal centro trafficato. Ad immetterti in piccole strade che si inoltrano nella campagna vicina. Improvvisamente la natura apparecchia per te uno scenario delicato, guarnito di petali, colori vivaci e tovaglioli di verde brillante. Avverti nelle narici i profumi della primavera. Ti senti attratta come una calamita da quella quiete senza tempo, fatta di fronde rigogliose, di fiori appena sbocciati. Far una camminata!. Lo decidi allimprovviso, come se una mano delicata ma ferma ti spingesse a parcheggiare vicino ad un piccolo sentiero. Passeggi. tutto bellissimo. Poi ti siedi su un muretto, facendo dondolare le gambe come quando eri bambina. Ancora cinque minuti e torno... .

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Ma mentre pronunci quella frase senti improvvisamente il tempo fermarsi, come nelle favole, quando lorologio scocca un ultimo rintocco. E poi le lancette si bloccano. Immobili. Del tutto immobili. In quel momento sospeso provi la sensazione ...di non essere pi da sola.

Proiezioni dolorose
Ti giri con uno scatto, ma non vedi nessuno. Per senti una presenza. O forse pi di una. Poi le vedi! Allinizio, sembrano una macchia ondeggiante. Arrivano da pi parti. Ma chi sono?. Cosa sono?. Non senti paura. Ti sporgi per osservare meglio. Camminano a gruppetti, alcune vicine, altre staccate. Sono donne. Tante, tantissime donne. Donne di ogni et, con la pelle del colore del sole, della terra, dellalba. Arrivano insieme, ma anche da sole. Ora sono quasi vicine a te, sembrano scivolare lungo i sentieri, sui prati, sullerba, sulla pietra, senza lasciare impronte, senza rumore nei loro passi. Avanzano leggere e silenziose, come veleggiando. Chi sono? ripeti ancora Dove vanno?, Cosa fanno qui?. Non lo sai ma non stacchi lo sguardo. Poi, dopo il primo momento di sorpresa, le osservi meglio, con pi attenzione. Alcune sorridono, ma non sempre un sorriso vero, spontaneo. Altre sembrano cos sicure, decise. Eppure in fondo ai loro occhi c insoddisfazione. Come se qualcosa si fosse raggelato. Altre ancora hanno il viso preoccupato. Guardano se stesse, guardano le altre, si guardano intorno. Ci sono occhi che guardano senza vedere e ciglia che si abbassano per non guardare.

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i loro occhi? ti chiedi dubbiosa. Ah, s bisbigli rattristata: Il loro sguardo! perso nel vuoto. Avverti una sensazione strana: Perch mi sento triste, adesso?, Cosa c che non va?. Come un lampo, giunge la risposta: sei triste perch quelle donne hanno tutte un punto di domanda negli occhi. Proprio come te. Dietro ogni volto sicuro o incerto, sorridente o malinconico, duro o tenero si nasconde la solita affermazione. Sento che mi manca qualcosa. Ma non so cosa. Allora tu balzi in piedi: Ehi! gridi agitando la mano e il braccio Ehi!... . Ma quando loro ti raggiungono, passano e proseguono senza vederti. Scorrono lente, senza fermarsi. Nellaria morbida del pomeriggio si perdono tra le foglie degli alberi, tra le nuvole chiare, come uccelli trasportati verso il tramonto, seguite da lunghe ombre che si stagliano dietro di loro e le accompagnano silenziose. Perch non mi vedete?, Perch non potete sentirmi?. Ti senti come in uno di quei sogni in cui tu parli, gesticoli, ma gli altri non ti vedono n ti sentono. Come se non esistessi. Sbatti il piede per terra scalzando via ciuffi derba e ghiaia. Le vene del collo pulsano e la bocca una riga amara di delusione. Ti afflosci come un sacco vuoto assorbita nei vortici di domande senza risposta. Dove andate? il pensiero esce come un singhiozzo. Ma loro proseguono come fantasmi evanescenti. Solo che adesso non sono pi un flusso armonioso, sono un tracciato zigzagante. Chi va di qua, chi va di l. Chi si ferma incerta non sapendo dove procedere e si gira un po da una parte e un po dallaltra. Non sanno dove andare!. Lo esclami a voce cos alta che il suono sembra risvegliarti da un sonno profondo. E infatti ti risvegli. E comprendi. Non puoi incontrare quelle donne, n parlare con loro. Perch non sono reali. Sono una proiezione.
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Coshanno

Gli occhi delle donne


Tante volte gli occhi delle donne guardano senza vedere. Tante volte si abbassano per non guardare.

Celano una domanda quegli occhi: Cosa c che non va in me, cosa mi manca?.

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Una proiezione di te stessa e delle donne che vivono nel mondo in cui ti sei ritrovata dopo la battaglia. Donne che stanno cercando anche loro come te qualcosa. Capaci ma confuse, dopo essere state strappate dalle loro prigioni, ancor prima di poter scegliere si sono ritrovate in un mondo che non conoscevano. Dove possono essere libere fuori. Ma non dentro. Perch questo mondo non il loro. E quindi non nemmeno il tuo. La senti sulla pelle questa comprensione, come se fosse stata scavata nei sentieri ghiacciati della tua mente, con rampini e corde. E allora capisci. Capisci che adesso puoi andare dove vuoi. Ma non puoi per esprimerti come vuoi. Non puoi esprimerti con ci che porti in te ma devi farlo utilizzando ci che di qualcun altro. Non puoi parlare con la tua voce ma devi farlo con la voce di qualcun altro. Non puoi pensare con la tua testa ma devi farlo con la testa di qualcun altro. Non puoi sentire con il tuo cuore ma devi sentire con il cuore di qualcun altro. Sei libera. Te lo dicono le persone attorno a te. Te lo ripeti tu stessa. Ed vero. Ma non sei libera nel tuo mondo. Bens in quello di qualcun altro. Questa scoperta risuona come uneco fragorosa e prolungata. La senti vibrare anche dentro il tuo corpo e senti qualcosa che si scioglie. Scivola lungo il tuo essere, rotolando come la piccola lacrima che muore sulle tue labbra. Vorresti andartene. Non vedere. Non sapere. Ma invece non fai nulla. Resti ferma, con la borsa e la giacca stretta tra le mani e lo sguardo immobilizzato. Hai compreso che quello non il tuo mondo. una verit dolorosa. Ma ora sai. E in quel momento scatta in te la voglia e la determinazione di trovare la tua vera libert.

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deve essere una via diversa! sibili decisa a bassa voce. In quel momento allimprovviso davanti ai tuoi occhi appare qualcosa.

Ci

Verso il mio mondo


Non lo avevi visto prima. Eri troppo confusa. Ancora non sapevi. Ma cos? esclami concitata. La borsa e la giacca sono cadute in terra. Ti sei sollevata sulla punta dei piedi. Fai qualche passo, allungando il collo. Il tuo sguardo diretto verso quel punto: sta emergendo sempre pi nitido. Ma un percorso! sei entusiasta. Perch non lho visto prima? Eppure c sempre stato!. Quella che vedi una via lungo la quale camminano delle donne. Sorridono, quelle donne. C qualcosa di diverso nei loro occhi. C qualcosa di diverso in quella via. Di speciale. Ti attira come una calamita. Strano, come se ci fossi gi stata!. Scruti ancora quel punto. Una specie di sentiero segreto... . E chiss perch questa idea ti trasmette un senso di inesprimibile euforia. E familiarit. Come se tu e le altre donne laveste sempre conosciuta. Come se racchiudesse tradizioni e conoscenze che ogni donna, nel profondo di s, ha sempre custodito. Guardi meglio le donne che camminano lungo quel sentiero. C qualcosa di speciale in loro. Non sono perfette. Perfetto per il loro modo di essere: come se fossero profondamente se stesse, come se si stessero dirigendo verso un luogo dove davvero possono esprimersi. Qualche volta vedi delle donne staccarsi dal gruppo precedente e intraprendere quella via. Perch le altre non vanno con loro?. La domanda sembra nuotare in cerchio nella mente e poi, ancora

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una volta, la risposta: non tutte vogliono vedere. E ancora, non tutte sono pronte per vedere. Per tu hai visto. Allora esclami determinata, come se una nuova forza sgorgasse da te: l che voglio andare, quella la mia strada, la via per me. La speranza come una bevanda calda e ristoratrice che circola nelle tue vene. Ti riscalda e ti corrobora e senti che le tue energie riprendono vigore: vuoi andare, vuoi sapere, vuoi vivere quelle sensazioni. Stai gi camminando verso il sentiero che appare e scompare, nel tenue chiarore. Cammini, e il tuo passo si fa via via pi deciso, il cuore si gonfia nel petto. una gioia che fa quasi male. il pianto di chi ha sofferto, sperato e vinto. Poi un raggio di sole sbuca fuori dallultima nube e una sensazione di serenit e benessere ti raggiunge. cos intensa e piacevole che incominci a camminare pi veloce. Stai correndo, adesso. Corri, corri, corri verso quella strada lontana, verso quelle donne pacifiche e forti, sagge e fiere, vivaci e gioiose. Ti fermi per riprendere fiato e intanto osservi ancora. Vuoi sapere di pi. Vuoi raggiungere quella via prima possibile. Mentre senti questa certezza consolidarsi dentro di te come una roccia, guardi con tutta lintensit di cui sei capace quella strada... fino in fondo. E allora... come uno zoom che improvvisamente ingrandisce limmagine, vedi. Vedi che laggi c un nuovo mondo. Lo puoi vedere bene ora. Per un attimo vicinissimo a te. Lo tocchi. Lo annusi. Lo palpi. Ti piace! In quel momento le tue braccia si aprono. Palpitano come le ali di una farfalla a cui viene restituita la libert. Con il respiro fervido di chi va incontro a una nuova vita, con gli occhi larghi della speranza, tra lacrime di gioia esclami felice: Questo il mio mondo!. Ti senti a casa. Ti senti in un luogo dove puoi davvero essere una donna libera. Libera nel modo di fare. Libera nel modo di essere.
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Una storia... una metafora


Con la brezza leggera che mi sfiorava la nuca, lass su quella torre, le mie palpebre si sollevarono lentamente. Una scia di azzurro limpido mi arriv insieme al profumo dei rampicanti fioriti. A poco a poco il paesaggio prese forma tutto intorno. Sentivo la pietra tiepida premere contro la schiena, contro le costole. Inspirai a fondo e guardai Mila seduta al mio fianco. Avvertii un senso di calore quando pos una mano sulla mia spalla. Vidi la sua figura morbida che si delineava a poco a poco, in una messa a fuoco nello sfondo verdeggiante. La storia che ti ho raccontato, Simona, la storia delle donne. La sua voce, che prima era stata un sussurro modulato, ora era ritornata ferma, calda e decisa. Mila, anche la mia storia?. Nei miei occhi cera un punto di domanda. Quello che potrebbe esserci anche nei tuoi, dopo aver letto queste pagine. Quando parlai il mio sguardo non era rivolto verso Mila. Si era fermato lontano, come se volesse riprendere il fiato. Sentivo il calore del suo corpo vicino al mio, mentre la mente cercava di prendersi uno spazio. Per capire meglio. Sai una cosa? Volevo che quella storia fosse anche la mia. Ovviamente volevo che lo fosse tutta intera. Non solo una sua parte. Volevo sentirmi quella donna, che si incamminava lungo un sentiero segreto, verso il mondo che le apparteneva, anche se ancora non lo conosceva. Ma non sapevo cosa pensare... Perch Mila mi aveva portato l e mi aveva raccontato questa storia? Il mio sguardo continuava a vagare. Come la mente quando si perde e non ancora capace di distinguere le risposte. Fluttuava.

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Olofem: femminile sconosciuto

Era un uccello che volteggiava nel cielo. Come le rondini sopra di noi. Sai cosa mi fece capire Mila quel giorno? Lei mi fece capire che quella storia era anche la mia storia. Anche tu, se proseguirai in Olofem, scoprirai che ti appartiene. Pi di quanto pensi. Ecco cosa mi spieg la mia Maestra.

Libera nel fare e libera nell essere


Libert nel fare e libert nellessere. C una grande differenza. Oggi le donne hanno fatto il primo passo, quello che permette loro di essere libere nel fare. necessario per compiere anche il secondo passo: quello di essere libere nellessere. assolutamente necessario. Perch? Perch se le donne non compiono anche il passo che le conduce verso la libert dellessere e non solo del fare non saranno mai veramente felici ed appagate. A loro mancher sempre qualcosa. Qualcosa di molto importante: se stesse.

Donne a disagio
Sar attraente?, Sono abbastanza competente?, Sono sufficientemente intelligente? o sensuale, o simpatica, o carina, o amorevole, o creativa... La lista delle incertezze femminili lunga e spesso termina con una risposta secca e risoluta. No, non lo sono. No, non sono abbastanza attraente, No, le mie competenze non bastano, No, non sono intelligente, sensuale, simpatica, carina, amorevole, creativa quanto vorrei. Le donne troppo spesso mancano di vera autostima, anche quelle affermate, anche quelle che hanno raggiunto ottimi risultati e brillano nel mondo del lavoro. In un campo o nellaltro si sentono mancanti: se non la bellezza sar la competenza, se non la

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Storie di donne

competenza sar la sensualit, se non la sensualit sar la simpatia, se non la simpatia sar il fascino, se non il fascino sar lintelligenza, se non lintelligenza sar la creativit. Parlo spesso con le donne. E lo noto di continuo. Parlo con una manager, decisa e sicura di s, una professionista nel suo campo, e lei mi dice di sentirsi inadeguata come donna, perch le sue relazioni con gli uomini sono deludenti e poco costruttive. Non so quando arriver lamore per me si lamenta delusa ogni mia relazione fallisce. Parlo con una ragazza carina e disinvolta, e scopro che si sente fuori luogo in molte occasioni perch sostiene lei non allaltezza. Si sente incapace di esprimere le sue potenzialit. Ha paura di risultare goffa e ridicola. Vorrei essere creativa, proporre le mie idee. Ma mi sento bloccata. Parlo con una madre di due bambini che mi elenca i sensi di colpa che laffliggono. Sar una buona mamma? A volte non so davvero se sto facendo tutto quello che posso fare per loro... . Parlo con una impiegata bella, efficiente ed apprezzata che mi racconta: Vorrei lasciare luomo con cui sto, ma non ho il coraggio. E se poi non trovo nessun altro?. Parlo con una studentessa simpatica e impegnata. arrabbiata perch non si sente se stessa. Vorrei essere completamente diversa da come mi comporto. Vorrei esprimermi in modo anticonvenzionale, vorrei andare contro corrente. Ma mi manca il coraggio. Parlo con una giovane donna in carriera, apprezzata dagli uomini, ma lei sospira: Non mi sento mai sufficientemente bella. Emancipate ma scontente. Affermate ma conflittuali. Capaci ma insicure. Consapevoli ma insoddisfatte. Cos si presentano oggi molte donne: portatrici di un malessere che nasce dal non sentirsi a proprio agio con se stesse, nonostante i risultati raggiunti. Tanti sono i disagi del mondo femminile: mancanza di autostima, difficolt nella relazione con gli uomini, problemi estetici, incertezza nel mostrare il proprio valore, senso di colpa riguardo ai figli, relazioni complicate. Ci sono poi le patologie che colpiscono
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Libera nel fare e libera nell essere


Libert nel fare e libert nell essere. C una grande differenza. Oggi le donne hanno fatto il primo passo, quello che permette loro di essere libere nel fare. necessario per compiere anche il secondo passo: quello di essere libere nell essere. assolutamente necessario. Perch? Perch se le donne non compiono anche il passo che le conduce verso la libert dell essere e non solo del fare non saranno mai veramente felici ed appagate. A loro mancher sempre qualcosa. Qualcosa di molto importante: se stesse.

Oggi le donne hanno interiorizzato il ruolo della donna. Ma non hanno interiorizzato l essenza dell essere donna.

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lapparato genitale, le oscillazioni di peso, i disturbi mestruali, la menopausa tormentata. Sono disagi che spesso hanno la stessa origine. Una femminilit non vissuta pienamente. Quando una donna non in contatto con il principio femminile c una perdita di radicamento in s. Non riconosce pi il suo sentire, i suoi bisogni. C confusione, mancanza di serenit interiore, insoddisfazione, non accettazione di s, senso di inadeguatezza, perdita di identit, malattia, disagio. Quando la donna non libera di esprimersi nel suo essere le difficolt sono davvero tante. Il principio femminile negato causa molti problemi. A livello fisico, psichico e spirituale.

La metafora di un vissuto femminile


Quel giorno sulla torre riflettevo sulle parole di Mila e osservavo le nuvole che trasportavano i miei pensieri. Lo faccio spesso. Quando ho un pensiero che mi pulsa dentro ma non ha preso ancora la sua direzione, se posso guardo le nuvole. E cerco nelle loro forme creative unispirazione. La brezza si era trasformata in vento. Muoveva i miei capelli, mi accarezzava la pelle. Le nuvole ora veleggiavano pi veloci, come se tutto a un tratto avessero fretta. Mi voltai verso Mila, aspettando che proseguisse. una metafora, Simona, questa storia... . Aggiunse: Una metafora di noi donne, dei nostri vissuti femminili. Una metafora, certo... Questo lo sapevo. Lo sai anche tu. Anche tu certamente hai letto la storia di Mila in questo modo. Come una metafora, con immagini che rimandano a significati simbolici. Significati che Mila mi spieg. Io ora mi rivolger a te che leggi, come lei si rivolse a me quel giorno.

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Olofem: femminile sconosciuto

La prigione: un carceriere chiamato patriarcato


Ripensa alla storia che hai appena letto. Vai a risfogliarla di nuovo se vuoi se credi di non ricordarla. Ci sei, ora? La prigione in cui eri rinchiusa la condizione in cui hanno vissuto le donne nel passato, quando non erano libere. Fino a poco tempo fa le donne non potevano istruirsi, viaggiare. Non ereditavano le propriet, non votavano, non potevano esprimere la propria opinione pubblicamente. In diverse parti del mondo succede anche oggi. Potresti per obiettare: Non mi riguarda! Per me, donna occidentale, tutto diverso. Hai ragione. In parte vero. Ma per tanti altri aspetti no. Gli echi di quel dominio risuonano ogni giorno anche in te e in tutte le donne definendo la tua vita, le tue relazioni, le tue delusioni e la tua felicit. Ma dovrai proseguire nella lettura per comprendere le correlazioni tra te la donna libera di oggi e quella prigionia.

Il nome del carcerIere. Il carceriere di quella fredda e buia prigione ha un nome: patriarcato. Cosa si intende con questa parola? Il patriarcato un sistema. Il termine indica lorganizzazione della famiglia, e quindi della societ, in base allautorit paterna, cio maschile. Assegna un ruolo decisionale, il massimo potere, alluomo. E assegna un ruolo esecutivo, di sottomissione ed obbedienza, alla donna. In un passato non molto lontano, secondo il diritto patriarcale, moglie e figli erano di propriet del pater familias, un diritto esercitato per quasi 5.000 anni. In tante parti del mondo ancora oggi vigente. Non solo un regime familiare: il patriarcato soprattutto un complesso tessuto sociale, intriso di un eccesso di valori maschili e rivolto alla soppressione di quelli femminili. Completamente presente anche oggi. Anche dopo la rivoluzione femminile. Ma no, non vero potresti obiettare di nuovo.

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Aspetta a dirlo. Prima per favore vai avanti nella lettura.

la vIsIone androcentrIca: Il maschIle al centro. Espressione di una cultura maschilista che riconosce alluomo una posizione di superiorit nei confronti della donna, la supremazia patriarcale non riguarda solo i diritti. Ma anche il modo di esprimersi: le idee, i valori, i principi. In breve il modo di essere. la manifestazione di una visione androcentrica. Dal greco andros, uomo, il termine definisce una visione del mondo e della vita dal punto di vista esclusivamente maschile. Il patriarcato riguarda te e tutte noi donne davvero tanto perch ha creato la struttura nella quale viviamo e ci esprimiamo. Ha creato schemi, modelli e ideologie. E le ha applicate ovunque. Abitudini, usanze, religioni, desideri, aspettative, modi di comportarsi e vivere ne sono profondamente influenzati. Quelli di tutti. Anche i tuoi. Persino se sei una donna libera, aperta, moderna e progressista. Il patriarcato influisce ancora pesantemente sulla nostra vita. Sulla tua vita. Adesso c per una precisa differenza con il passato diceva Mila Se il patriarcato prima dominava le donne in una prigione buia e fredda, tra pareti di roccia umida, ora invece le domina in modo pi sottile: le rinchiude in una prigione luminosa, con pareti di vetro. Il famoso tetto di cristallo di cui tanto si parla per quanto riguarda la carriera femminile le donne hanno la sensazione di poter salire nella gerarchia ma in realt ad un certo punto vengono bloccate da uninvisibile barriera non riguarda solo il lavoro. Ma la vita intera. E non solo un tetto. Ci sono anche pareti e un pavimento. Che rinchiudono le donne. una prigione che avvolge e soffoca come un velo trasparente. Pensano di essere libere le donne.

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Ma in realt lo sono solo in parte. Scoprirai quanto i tuoi pensieri, le tue convinzioni, le tue idee, i tuoi desideri, le tue aspettative non siano in realt i tuoi ma quelli di un mondo che non il tuo. Il mondo maschile.

Il patrIarcato: un eccesso del maschIle. importante per ora fare una specifica. Spesso si pensa che il patriarcato sia lespressione del principio maschile. Ma un errore. Con patriarcato si intende infatti un eccesso del maschile. Una sua alterazione. I valori, le dinamiche, i modi di essere delluomo sono enfatizzati ed estremizzati. A discapito di quelli femminili. Dire patriarcale ed intendere maschile quindi unimprecisione che toglie valore alluomo, perch lo si identifica con un suo estremo, un suo eccesso. Con patriarcato si intende piuttosto il maschilismo. donne e uomInI ferItI. Il patriarcato ha lasciato una ferita. Dolorosa. Aperta. una ferita che sanguina ancora. Legemonia maschile, perpetuata per secoli, proietta una lunga ombra sulle donne di oggi. Anche se sono stati adottati nuovi modelli, nuovi comportamenti, nuove abitudini, la mentalit ad impronta androcentrica ancora fortemente presente. Trasformatasi in una sorta di patrimonio genetico non solo oppressiva per le donne, ma anche limitante per gli uomini: quando il principio femminile e quello maschile non sono in equilibrio tutti ne risentono. Tutti soffrono. leccesso dI femmInIle? non la soluzIone. Se il principio maschile in eccesso ha portato a squilibrio, la stessa cosa accadrebbe per quanto riguarda il principio femminile. Certo, con manifestazioni diverse. Ma si assisterebbe comunque ad una estremizzazione. La soluzione non quindi certo quella di sostituire una visione androcentrica con una visione ginocentrica dal greco gynos, donna ponendo il femminile al centro del mondo. Oppure di sostituire il patriarcato con il matriarcato, cio la supremazia delle
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donne sugli uomini. Solo lequilibrio dei due principi pu aiutarci. Quando uno dei due predomina insorgono sempre problemi.

La liberazione: un guerriero chiamato femminismo


Quando eri rinchiusa nella prigione senza pi speranze arrivata la liberazione. Il suo nome femminismo. Come un guerriero ha combattuto, rotto barriere, aperto cancelli, divelto antichi recinti. Ed ha aiutato le donne ad uscire di prigione. Le ha aiutate a combattere per non esservi pi rinchiuse. Trasformate da oggetti a soggetti, da comparse a protagoniste, con la rivoluzione femminile le donne hanno avuto la possibilit di esprimere capacit, pregi, intelligenza, competenza e qualit che per millenni erano state loro negate. Sono state amate e criticate le femministe. Hanno avuto applausi e sputi. Dagli uomini e dalle donne. Ma non si pu non riconoscere la portata di ci che stato fatto da questo movimento rivoluzionario: il femminismo ha compiuto la prima grande liberalizzazione del femminile. Ed morto per questo. Ha sacrificato tutto, anche il suo nome. Ma qualcosa cambiato per sempre. Con gesti rabbiosi ha strappato via le donne da quelle catene, le ha rimesse in piedi e ha loro gridato forte di andarsene dalla prigione, di uscire fuori. I risultati non si sono fatti attendere. Le donne sono diventate manager, scienziate, professoresse, magistrati, primari ospedalieri, produttori, editori, agenti di borsa, poliziotti, capi di stato. Lascesa del mondo femminile un fenomeno oggi inarrestabile: territori prima esclusivamente maschili sono sempre pi spesso occupati anche dalle donne. Sembrerebbe tutto a posto. Certo c ancora molto da fare per raggiungere la parit. Ma sono convinta che le donne ci riusciranno. Sono sempre di pi quelle che stanno emergendo. Per... c un vuoto da colmare: riguarda il modo di essere.

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Questo non il mio mondo


Al termine della liberazione non c stato solo un campo di infinite possibilit. C stato anche un vuoto. Che deve essere ancora riempito. Le donne senza pi radici, memoria e tradizioni, totalmente disconnesse dal mondo femminile si sono sentite spaesate. Si sono ritrovate a gestire una vita, un potere, degli obiettivi, dei progetti senza basi solide che le sorreggessero. Dopo aver vissuto per tanto tempo in strutture sociali, politiche, culturali e religiose dominate da principi maschili, non avevano altri punti di riferimento. Le vittorie raggiunte per forza di cose sono state ottenute utilizzando le modalit maschili, le uniche possibili. Del patriarcato sono state usate le armi, i mezzi di trasporto, le divise e le tecniche di combattimento. Di femminile cerano solo i corpi di quelle donne che si infilavano nelle uniformi dassalto. Doverano i principi del femminile? Nessuna lo sapeva.

Il femminile? Un mondo sconosciuto


ne parlano. Nessuno sa dov. Lo sguardo di Mila era criptico come le parole che aveva appena pronunciato. Sembravano quasi un messaggio da decifrare. Staccai la schiena dalla parete rocciosa e mi girai un po sul fianco, per guardarla meglio. Vidi il suo volto morbido e forte rivolto verso il mio. Sentii la sua mano accarezzarmi lievemente la testa. Cosa? chiesi cercando di comprendere il significato di quella frase. Lei non si mosse. Il suo viso si stagliava tra le pietre antiche e il cielo punteggiato di piccole nuvole e rondini che volteggiavano. Il mondo femminile, Simona disse piano. Con lo sguardo assorto seguiva una nuvola compatta che veleggiava leggera nello spazio davanti a noi. Poi i suoi occhi si spostarono su di me. Tutti pensano di conoscerlo. Ma in realt sono pochi a sapere
Tutti

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Un mondo sconosciuto

Tutti ne parlano. Nessuno sa dov . Lo sguardo di Mila era criptico come le parole che aveva appena pronunciato. Sembravano quasi un messaggio da decifrare. Cosa? chiesi cercando di comprendere il significato di quella frase. Lei non si mosse. Il suo viso si stagliava tra le pietre antiche e il cielo punteggiato di piccole nuvole e rondini che volteggiavano. Il mondo femminile, Simona disse piano Mila. Con lo sguardo assorto seguiva una nuvola compatta che veleggiava leggera nello spazio davanti a noi. Poi i suoi occhi si spostarono su di me. Tutti pensano di conoscerlo. Ma in realt sono pochi a sapere cos, ad averlo davvero visitato.

Olofem: femminile sconosciuto

cos, ad averlo davvero visitato. Ci che mi spieg Mila mi fece venire in mente...

le fIabe dI un mondo parallelo. La mia mente aveva preso il volo. Con un rapido giro attorno alla torre circolare si era proiettata lontano, in cerca di connessioni e riferimenti. Mila mi aveva fatto capire che pochi conoscono il mondo femminile. Che qualcosa di cui si parla ma in realt non lo si conosce. sconosciuto. Mi vennero allora in mente le fiabe che descrivono un mondo parallelo al nostro, invisibile e sconosciuto. Forse le ricordi anche tu. Sono quelle fiabe, o quei racconti, in cui il protagonista a volte senza sapere come si ritrova in un mondo parallelo. Un luogo mai visto prima. Un luogo che nessuna mappa indica, ma di cui si parla. Un luogo verso cui non esistono rotte, cartine, informazioni. Solo leggende. Eppure reale. Esiste davvero. altrettanto vero del mondo conosciuto. Mentre ascoltavo le parole di Mila riaffioravano nella mia memoria le favole e i racconti che avevo letto da bambina: Gulliver che si ritrovava a Lilliput, Alice nel paese delle meraviglie, la Storia Infinita con Bastian nel Regno di Fantasia... e altri. Sai, che proprio cos? Cos come? Adesso non essere anche tu misteriosa come Mila... potresti pensare. Ah... ma Mila non era misteriosa. Rivelava le cose con gradualit, a mano a mano che potevano essere comprese. Aveva parlato di un mondo parallelo. E io avevo pensato alle fiabe. Ecco, conoscere il femminile era cos. Come entrare in un mondo parallelo. Esiste, certo che esiste. sempre esistito. Non so, non ne ho mai sentito parlare... diciamo quando non conosciamo qualcosa. Ma ci non significa che non esista. Solo che di questo mondo non sappiamo davvero nulla. Come funzionano le cose in questo mondo? Non si sa. tutto da verificare, da conoscere, da scoprire. Nessun sistema di riferimento sembra essere valido. Nessuno

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strumento di conoscenza in nostro possesso pu aiutarci. come possedere una bussola il cui ago non pi in grado di segnare il nord. Ecco: entrare nel femminile come approdare su spiagge mai sfiorate, alzare gli occhi su cieli mai contemplati, ascoltare una lingua il cui suono non mai arrivato alle nostre orecchie. assaggiare un cibo il cui sapore non assomiglia a nessuno dei cibi che conosciamo. incontrare sguardi nuovi, stringere mani straniere, apprendere fatti che nessuno ci ha mai raccontato, conoscere usanze diverse da quelle a cui siamo abituati.

tutto cos nuovo! Mi accorgo di dover imparare un rapporto nuovo con il mio corpo, un nuovo modo di pensare, di sentirmi, di fare... tutto cos nuovo... . Chi mi dice questa frase una donna. Non una sola. Sono tante. Lho sentita uscire dalle labbra delle donne a cui negli anni successivi ho proposto il metodo Olofem. La sento anche ora. Me laspetto, familiare ormai. tutto cos nuovo... . Quando noi donne incontriamo il femminile, quello vero, allinizio siamo spaesate. Abituate a vivere in un mondo maschile, rimaniamo sorprese. Stupite. E un po smarrite. Non facile comprendere che i nostri sogni, i nostri desideri, le nostre passioni, sono definiti da parametri che non ci appartengono. Come se qualcun altro e non noi avesse deciso cosa ci piace o non ci piace. Cosa importante e cosa no. Cosa ci appassiona e cosa ci disinteressa. Come? dicono le donne Non sono quindi io a scegliere?. S, cos fu la risposta che Mila mi diede quel giorno. Quando le feci le stesse domande. Lei aveva notato che io ero un po contrariata. A me piace sentirmi libera. Il vocabolo libert lho sempre voluto scrivere a piene

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tutto cos nuovo...

Quando noi donne incontriamo il femminile, quello vero, all inizio siamo spaesate. Abituate a vivere in un mondo maschile, rimaniamo sorprese. Stupite. E un po smarrite. Non facile comprendere che i nostri sogni, i nostri desideri, le nostre passioni sono definiti da parametri che non ci appartengono. Come se qualcun altro e non noi avesse deciso cosa ci piace o non ci piace. Cosa importante e cosa no. Cosa ci appassiona e cosa ci disinteressa. Come? dicono le donne Non sono quindi io a scegliere?.

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mani nel libro della mia vita. Quindi non mi piaceva lidea di non esserlo. Ma Mila sorrise. Poi i suoi occhi divennero indecifrabili. Ebbi una sensazione netta: che dentro di lei cerano tante altre cose che avrebbe voluto dirmi. Ma non me le avrebbe rivelate quel giorno. Con il tempo lho imparato. Certe volte anche a mie spese, sbattendoci la testa. Una guida ti rivela solo quello che tu sei pronto a comprendere in quel momento. Mi lasciai andare indietro, sentendo con le spalle il contatto della pietra tiepida. La schiena si modell sulle sporgenze solide. Le mie dita sfioravano la roccia e intanto sgretolavano il muschio secco che vi aderiva come una pelliccia verde. Pensavo. E cercavo di capire. A me piace poter afferrare subito il concetto chiave di un discorso. Spesso ho fretta. Cerco di andare al nocciolo, allessenza. Ma non sempre possibile. Ci che Mila stava cercando di spiegarmi su quella torre lo compresi dopo. Allinizio lho sentito frusciare nelle mie orecchie come un bisbiglio. Di quelli che ti fanno dire: Come, scusa? per farti ripetere la frase. Poi si trasformato in un sussurro. E poi in una voce chiara, dal timbro forte, modulato e deciso. Quella voce ha parlato dentro di me. E poi ha parlato alle donne che hanno percorso la via femminile in Olofem. Mi ha detto che la mancanza di conoscenza del mondo femminile e i fraintendimenti riguardo a cosa sia sono davvero tantissimi. Mi ha detto che parlare di questo mondo come descrivere un territorio a una persona che non lha mai visto eppure pensa di sapere cosa sia. Con il tempo ho dovuto constatare che spiegare cosa il femminile unoperazione piuttosto complessa: significa mostrare una realt che nessuno conosce e di cui tutti possiedono concetti alterati. Quel giorno, lass sulla torre, io per ancora non possedevo n gli strumenti n le conoscenze. Tutto era nuovo e misterioso. Come forse lo per te ora.
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Eppure mi sentivo pungere dalla curiosit. Stai per scoprire qualcosa di interessante... stavo pensando. Mi mossi di scatto. Mila mi guard. Procediamo Simona?.

fraIntendImentI. Lei si alz. Si spazzol via dai vestiti i residui di foglie e muschio che erano rimasti appiccicati. Io feci lo stesso e ci avviammo. Mentre i miei piedi si appoggiavano ai gradini della scala a chiocciola, i pensieri giravano come le sue volute. Riflettevo: siamo come gli antichi esploratori che andavano alla ricerca di terre nuove, di cui avevano sentito solo parlare. Non le avevano mai viste ma possedevano alcune conoscenze confuse, spesso errate: le immaginavano popolate di genti bizzarre, di eventi curiosi e irreali, di territori strani. Ricordavo che gli abitanti delle Americhe vennero a lungo chiamati Indiani, dallerrore di Colombo: pensava di essere giunto nelle Indie, passando da Occidente. Solo dopo molto tempo fu chiarito lequivoco e si scopr che quella terra era qualcosa di totalmente nuovo. Accompagnata dai miei pensieri giunsi in fondo alla scala a chiocciola. E poi allaperto. Mentre scendevamo Mila era rimasta in silenzio. Qualche volta lavevo sentita sfiorare la mia mano, come per dirmi che mi era vicina. Intanto si muoveva sinuosa e probabilmente lasciava la mia mente macinare. Idee, ricordi, giudizi, conclusioni, ipotesi. Si impastava tutto. Adesso seguivo la mia Maestra che camminava attorno alla torre. Mentre procedevo con lei facevo scorrere il dito sulle scanalature e intanto granellini di pietra restavano attaccati alla pelle. Toccavo quella torre per sentire meglio la sua presenza. La guardavo e pensavo che era strana, lass sul poggio, infossata nella terra. Sembrava che volesse indicare qualcosa. Sebbene si slanciasse verso lalto, il segnale era opposto: gravitava verso il basso, in quellanfratto che la accoglieva. Girandovi intorno entrammo in un lato in ombra. I colori qui erano pi scuri, smeraldo il prato, turchese il cielo, nere le rocce.

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Scrutai Mila. Il suo viso. Il suo sguardo profondo. Sembrava che avesse altro da rivelarmi. Ma anche in quel caso non lo fece. Vogliamo ritornare, Simona?. La sua voce sembr arrivare da un sogno. Ma i suoi occhi che brillavano sul viso erano molto reali. Mi avviai con lei verso il sentiero. In realt i sentieri erano due. Due sentieri che si biforcavano. Entrambi scendevano e poi arrivavano gi fino al piccolo parcheggio che separava laccesso dalla strada principale. Scegli tu... Mila era ferma sulla biforcazione. Un sentiero lo conoscevo. Era quello che avevamo percorso allandata. Andiamo gi di qua, allora... e mi diressi verso laltro. Un boschetto. Questo sentiero era pi stretto e in pendenza rispetto al precedente che costeggiava la collina e ne seguiva londulazione. Scendeva ad ovest, dove il fianco era pi ripido e tutto coperto di vegetazione boscosa. Procedevamo piano. Avevo lasciato il passo a Mila, che si muoveva agile. Osservavo il suo camminare sicuro, la schiena forte e flessuosa, i movimenti armoniosi, il passo felino. Lei sembrava parte del bosco, in sintonia con quegli alberi scuri e frondosi. Io la seguivo. Il sentiero divenne stretto e pendente e mi obblig a essere attenta. Con la stessa attenzione scandivo le mie riflessioni. Non sempre cos, per me. Anzi, quasi mai. Spesso i pensieri, le sensazioni arrivano tutti insieme, come un turbine e iniziano a prendere un ordine logico solo dopo un po. Invece quella camminata agevolava la successione ordinata dei concetti, che uno dopo laltro procedevano nel loro percorso mentale. Ripensai agli esploratori, la metafora che mi era venuta in mente riguardo al femminile sconosciuto. Mila mi stava facendo capire a chiare lettere che anche noi, come gli esploratori, possiamo approdare nel territorio femminile con un patrimonio di conoscenze alterate. E, basandoci su di esse, misurare i confini di questo mondo e
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interpretarlo usando strumenti che non gli appartengono. Durante quella passeggiata lungo il sentiero boscoso la mia Maestra mi spieg che le donne hanno preso i principi maschili e li hanno adattati a s. Lo hanno fatto come si fa quando si aggiusta un abito che non della nostra taglia o si sposta il sedile dellauto avanti o indietro per raggiungere meglio i comandi. Lo facciamo, se guidiamo un mezzo che non il nostro. O se indossiamo un abito che non fatto per noi. Costrette ad adattarsi ad un mondo maschile, le donne non hanno provato il piacere di essere veramente se stesse, a proprio agio, ad agire secondo principi a loro propri. Perch non sanno quali sono: usano i codici maschili anzich quelli femminili. Oppure usano quelli femminili in modo inappropriato.

I codici femminili e maschili


Uomini e donne sono simili, ma non uguali. Diverso il modo di pensare, di sentire, di relazionarsi, di vedere il mondo. E di vivere le emozioni. La differenza tra universo femminile e maschile definita da veri e propri codici. Cio modalit, percorsi e strutture mentali utilizzate da lei e da lui. Donne e uomini sono caratterizzati infatti da differenti abilit, da un diverso modo di comunicare e di relazionarsi. Pensano, sentono, reagiscono e amano in maniera diversa. Priorit, bisogni e aspirazioni non sono quindi gli stessi nei due generi e questo si ripercuote in un differente modo di affrontare la vita. Esiste quindi un vero e proprio codice femminile e un altro maschile. Perch ti parlo di codici? Perch ho definito questo concetto in un metodo da me ideato. Si chiama Codice DeU, cio codice Donna e Uomo. un programma, ed anche un libro. Il suo scopo chiarire la differenza tra femminile e maschile, per creare dei punti di incontro, delle relazioni migliori. E favorire la comprensione reciproca.

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Il concetto dei codici anche un fondamento del metodo Olofem. Perch? Perch comprendere che esiste un modo di esprimersi, pensare, essere e vivere al femminile ha un significato importante. Per noi donne significa scoprire la porta di ingresso del nostro mondo.

le alterazIonI deI codIcI. Luomo e la donna utilizzano entrambi i codici, sia maschili che femminili, perch fanno parte dellessere umano. Affinch ci sia equilibrio per necessario che vivano maggiormente i codici che sono loro propri. Se ci non accade si verifica unalterazione. Emerge un femminile o un maschile squilibrato. In Codice DeU ho descritto pi precisamente questa alterazione: per quanto riguarda il maschile lo squilibrio si manifesta in forma di uomini ipermaschili o femminizzati; per quanto riguarda il femminile si manifesta invece in forma di donne iperfemminili o mascolinizzate. Andiamo a conoscere queste donne: prima quelle mascolinizzate e poi quelle iperfemminili. In realt non servirebbero troppe descrizioni. Perch? Perch basta semplicemente guardarsi intorno con un po di attenzione. Sono dappertutto.

Donne mascolinizzate e donne iperfemminili


la mascolInIzzazIone: donne che vIvono neI codIcI maschIlI. Si sente dire di lei: Sembra un uomo e ancora: La vedi e sembra femminile ma poi nei suoi comportamenti dura. Non sono solo commenti maschili. Molte volte sono le donne stesse a descriversi cos. Durante i corsi Olofem circolano spesso queste condivisioni: Non sento la mia femminilit. Non mi sento donna. Alcune volte mi sembra di essere la brutta copia di un uomo. Sono condivisioni secche, brevi. Oppure sussurrate con un sibilo.

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O lasciate cadere con una scrollata di spalle, come per scacciare un pensiero fastidioso. C rabbia, in quelle affermazioni. Oppure c dolore, tristezza. Ma c anche una specie di amaro trionfo, come per dimostrare levidenza di un fatto. Anche se fa male. la mascolinizzazione della donna. Una situazione oggi in aumento. Ma com una donna mascolinizzata? una donna che ha sviluppato alleccesso i codici maschili e represso quelli femminili. Pu presentare una o pi delle seguenti caratteristiche: piuttosto aggressiva, poco dolce e affettuosa, non molto sensibile, poco sensuale, fin troppo energica e con la tendenza a sopraffare. E ancora: poco comunicativa, vuole fare le cose esclusivamente da sola, accetta difficilmente aiuti, riconosce raramente i suoi sbagli, piuttosto distaccata, non si fa coinvolgere dalle emozioni. orgogliosa di essere logica e razionale. competitiva, impositiva, superefficiente, rigida. Inoltre: pi calcolatrice che intuitiva. Considera gli atteggiamenti dolci e teneri come fuori luogo. ruvida piuttosto che morbida e accogliente. Brusca piuttosto che tenera, autoritaria piuttosto che collaborativa. La donna mascolinizzata spesso non ha un aspetto maschile. Pu essere vestita con abiti sexy, truccata accuratamente eppure nel comportamento sembra pi vicina al maschile che al femminile. Generalmente siamo abituati a considerare una donna femminile in base alle apparenze esterne. Riteniamo che la femminilit sia collegata al modo di vestirsi, di truccarsi, al taglio dei capelli. Ma questo non che un piccolo aspetto della femminilit. La vera femminilit nasce infatti dal comportamento, dallatteggiamento, dal modo di porsi e di comunicare. In breve dai codici utilizzati. Quante volte si pu osservare una donna ben vestita e ben truccata ma, oltre alla prima apparenza, poco femminile? Molte sono le donne indurite dal vuoto della loro femminilit. Scrutano la vita con occhi dacciaio. Dure, rabbiose. Le loro parole spesso prendono la forma di schegge di vetro, acute e letali. Trafiggono gli altri. Ma trafiggono anche se stesse.

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Storie di donne

lIperfemmInIlIt: donne che vIvono In eccesso I codIcI femmInIlI. Si sente dire di lei: Si preoccupa per ogni cosa o anche: troppo sensibile. Piange per niente; Non sa imporsi. Fa sempre quello che vogliono gli altri. Oppure: Con i figli soffocante. Frasi dette con senso di compatimento. Sottolineando una debolezza, un comportamento inadeguato. Non sono solo gli altri a vederle cos. Loro stesse si dipingono in questo modo. Angosciate perch si sentono deboli e vulnerabili. Ma anche quasi compiaciute di possedere una sensibilit cos acuita. Come se avessero una pelle di meno. Sentono tutto. E diventano il bersaglio preferito dei colpi della vita. Per loro un continuo susseguirsi di ferite che non smettono di sanguinare, di sconfitte che piegano le ginocchia, di delusioni che le fanno diventare vuote e pallide. Frasi che sottolineano aspetti di donne che hanno ecceduto nei codici femminili, fino a privarli del loro valore. liperfemminilit. Unalterazione tuttora molto frequente. Ma com una donna iperfemminile? Ecco alcune sue caratteristiche: remissiva, troppo dolce, fin troppo sensibile. materna fino alleccesso, diventando soffocante e apprensiva. Ricerca lapprovazione degli altri, da cui fa dipendere la considerazione di se stessa, si sente spesso in colpa per tutto. Affronta le diverse situazioni della vita da vittima, con passivit. Vive le sue emozioni cos intensamente che ne sopraffatta, incapace di gestirle. Usa la percezione escludendo completamente la logica, si affida troppo allintuito vero o presunto, escludendo la verifica dei fatti. Detesta la competitivit e lo scontro fino a diventare incapace di esprimere i propri pareri e i propri diritti. Si ritrae da qualsiasi diverbio o lite per evitare situazioni disarmoniche. adattabile a tutto e a tutti e fa proprie le opinioni esterne, pur di compiacere gli altri. Sogna lamore romantico, come le eroine dei romanzi ottocenteschi. allora Il vero femmInIle qual ? Ecco la domanda. Ha fatto capolino nella mia mente quando cominciata lesperienza con Mila. E forse ora si fa vedere anche nella tua.

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Olofem: femminile sconosciuto

Con la mia Maestra ho compreso che le donne mascolinizzate spesso vengono chiamate donne forti. Ma non sono forti. Sono solo pi dure e coriacee. Indossano una maschera robusta, diversamente dalle altre che si rivestono di piume. Sotto, la sostanza la stessa per tutte: labile. Se le donne iperfemminili non ce la fanno ad essere determinate, a farsi rispettare, ad essere ascoltate, le donne mascolinizzate non ce la fanno ad essere affettuose, morbide, accoglienti, calorose. Mila com allora il vero femminile?. Fu la domanda che feci alla mia Maestra quel giorno, mentre mi parlava di un mondo sconosciuto. Forte e morbido insieme, Simona. Ricordo che quando mi rispose i suoi occhi mandarono bagliori cangianti. Cerano promesse nel suo sguardo. Forte e morbido insieme. Questo il vero femminile. Mila lo diceva spesso. E lo insegnava. Con le sue parole. Ma soprattutto come scoprirai proseguendo nella lettura con il suo modo di essere. Morbido e forte. Riesci a immaginarlo? Io non ci sono riuscita subito, perch mi sono poi accorta al morbido e al forte abbiniamo di solito idee e concetti che risentono di stereotipi e condizionamenti: facciamo fatica a farli convivere insieme. Mentre Mila parlava pensavo che le donne, per essere forti, spesso fanno di tutto per assomigliare a un uomo, anche senza rendersene conto. Fanno propri i modelli maschili. Pensano che sia lunico modo per affermarsi, per far sentire la propria voce, per esprimere se stesse e le loro idee. Con lei ho per compreso che una scelta che costa cara. Ci impoverisce come donne e ci fa ottenere risultati scarsi con tanta fatica. Lho compreso stando vicino a lei. Una donna morbida e forte insieme. Perch Mila era lieve come un respiro e resistente come lacciaio. Possedeva il siero della determinazione e lelisir della dolcezza. Era legno e petali di rosa, roccia e muschio, ossa e piume. Lei
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Forte e morbido

Allora com il vero femminile Mila?. forte e morbido insieme. Mentre lei parlava i suoi occhi mandavano bagliori cangianti. Cerano promesse nel suo sguardo. Mila era lieve come un respiro e resistente come l acciaio. Possedeva il siero della determinazione e l elisir della dolcezza. Era legno e petali di rosa, roccia e muschio, ossa e piume. Esprimeva la natura liquida del femminile, come la forza dell acqua: capace di prendere ogni forma ma anche di scavare la roccia.

Olofem: femminile sconosciuto

esprimeva la natura liquida del femminile, come la forza dellacqua: capace di prendere ogni forma ma anche di scavare la roccia. Una precisazione per! Un femminile forte e morbido una condizione molto diversa dalla donna mascolinizzata e da quella iperfemminile, due prodotti confezionati e messi in vendita da una realt patriarcale. Liperfemminilit infatti una sua passiva accettazione. La mascolinizzazione invece una reazione improntata sulluso dei codici maschili, dimenticando quelli femminili. Entrambe queste donne escludono il mondo a cui appartengono. Lo fanno in modo diverso. Ma tutte e due negano un femminile che si possa esprimere nella sua vera essenza.

Un femminile negato
Si palpa negli squilibri che le donne vivono rispetto al loro corpo, al loro aspetto. Si tocca nella difficile relazione con il cibo, che sfocia sempre pi spesso nella bulimia o nellanoressia. Si osserva nella difficolt sempre pi acuta nellinstaurare una relazione positiva di coppia. Si respira nel senso di inadeguatezza ed insoddisfazione che molte donne avvertono. Si sente nelle nevrosi femminili in costante aumento. Si vive nelle patologie sempre pi aggressive che colpiscono le donne. Quando il femminile escluso c sofferenza. Insorgono disturbi fisici, psichici e spirituali. Il disagio di questa negazione si avverte tutti i giorni. Sono in tante a sentirsi inquiete, ansiose, sole, spossate, cariche di impegni, oberate di responsabilit, prive di creativit, piene di delusioni, affrante dai rimpianti, sfiduciate nelle proprie capacit, malate, stressate, insoddisfatte. Mi capita di sorridere mentre dentro vorrei urlare Corro come una pazza solo perch ho paura di fermarmi Cerco e non so neanche io che cosa... A volte sono gentile e cortese mentre vorrei spaccare tutto e andarmene... Vorrei solo mangiare quando non posso sfogare la rabbia che ho in corpo...

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Forti come un uomo?

Mentre Mila parlava pensavo che le donne, per essere forti, spesso fanno di tutto per assomigliare a un uomo. Fanno propri i modelli maschili. Pensano che sia l unico modo per affermarsi, per far sentire la propria voce, per esprimere se stesse e le loro idee. Ma con Mila ho compreso che una scelta che costa cara. E che ci sono altre possibilit.

Olofem: femminile sconosciuto

sono volte in cui mi sento depressa, proprio nel bel mezzo di un momento felice... Sono piena di cose da fare. Anzich ridursi si moltiplicano. E io non so come fare Mi sento lacerare: madre o carriera? Casa o lavoro? Questuomo o quellaltro? In coppia o single?. Sono in tante a vivere un femminile malfermo, scolorito come un abito lavato tante volte. A vivere un corpo trascurato come un giardino che nessuno pi coltiva. A vivere una vita che non riconoscono: Io non vorrei essere questa donna dicono vorrei essere unaltra. Vorrebbero scambiare la loro vita, la loro faccia, la loro pancia. Vorrebbero scambiare casa, partner, reggiseno, crema, pensieri, frigorifero, diploma di studio, macchina, modo di parlare, collant, desideri. Sono donne decapitate nelle aspettative, nei progetti, nei sogni, nei desideri, nella realizzazione personale. Nei corsi Olofem, qualunque sia la tematica in programma, c sempre un momento in cui vedo un braccio alzarsi, o un viso girarsi. E poi arriva la domanda. Ma perch mi sento cos? Cosa c che non va in me?. La domanda di solito non arriva subito, in realt. A volte arriva alla fine. Capita infatti che le donne vadano a cercare i motivi di disagio in situazioni esterne. Attribuiscano la causa allo stress lavorativo, ad un problema di salute, alla fine di un amore, ad un cambiamento obbligato, al lavoro, ai genitori, alla nascita del loro figlio, o a un lutto. Ma anche a molto meno. Agli anni che passano, al corpo che non entra pi nei jeans dellanno prima, ad un esame che non riuscito, ad una decisione sbagliata. per questo... dicono convinte. Raccontano vicende, situazioni, sentimenti portati alla luce e lasciati morire, passioni prima coltivate come rose e poi strappate come erbacce. E raccontano di quando a poco a poco hanno cominciato a sentirsi morsicare. Hanno cominciato a tossire la notte, a prendere compresse per dormire, a non muovere pi bene la schiena, ad aumentare di peso, a lottare con i tic che muovono occhi, mani e viso come automi, ad ansimare con il respiro che si strozza in gola. Si dice che il mondo femminile soffra a causa del superlavoro,
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Ci

Storie di donne

dello stress. In parte vero. Ma vero anche che la sofferenza pi grande quella interiore: esprimersi con modalit che non ci appartengono come procedere con dei macigni sulle spalle. Non basta dire alle donne che possono studiare, proporsi in politica, fare sesso come e con chi vogliono, che hanno tutti i diritti. Basta a dare loro i mezzi e le possibilit di agire. Ma non basta a renderle libere interiormente. A far sentire loro la pienezza della dimensione femminile. Oggi le donne hanno interiorizzato il ruolo della donna. Ma non hanno interiorizzato lessenza dellessere donna. La visione maschile a cui si assoggettano le porta a considerare le proprie esigenze in modo distorto: spesso si sentono inadeguate, fuori luogo, sbagliate o incapaci solo perch considerano le loro necessit personali secondo modelli che appartengono al mondo maschile. Confuse e a disagio, sono alla ricerca di una identit nuova. Non si riconoscono pi in quelle prigioniere esangui e pallide. Ma non si riconoscono neanche in quelle combattenti con la spada alzata. Dove vanno le donne, con le loro armi scintillanti e i loro stracci di pizzo sbrindellato? E da dove vengono, si chiedono? Prive di una vera identit femminile vivono, lavorano, amano e si muovono in un paese straniero, un mondo in cui si sono improvvisamente ritrovate. Ma che non il proprio. Ecco perch le donne dicono: Mi manca qualcosa, ma non so bene cosa. una frase inconsistente ma reale: volteggia in aria come una piuma leggera ma poi piomba in terra come un sasso.

Verso il mio mondo


quando la donna si esprimer attraverso il proprio modo di essere, i propri codici, sar davvero libera. E potr sapere cosa vuole veramente: da se stessa, dagli uomini, dalla vita. Me lo disse Mila. Lo disse quel pomeriggio mentre scendevamo insieme dal poggio con la torre rotonda. La seguivo mentre lei si muoveva fluida lungo
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Femminile sofferto
Mi capita di sorridere mentre dentro vorrei urlare Corro come una pazza solo perch ho paura di fermarmi Cerco e non so neanche io che cosa... A volte sono gentile e cortese mentre vorrei spaccare tutto e andarmene... Vorrei solo mangiare quando non posso sfogare la rabbia che ho in corpo... Ci sono volte in cui mi sento depressa, proprio nel bel mezzo di un momento felice... Sono piena di cose da fare. Anzich ridursi si moltiplicano. E io non so come fare Mi sento lacerare: madre o carriera? Casa o lavoro? Questuomo o quell altro? In coppia o single?. Sono in tante a vivere un femminile malfermo, scolorito come un abito lavato tante volte. A vivere un corpo trascurato come un giardino che nessuno pi coltiva. A vivere una vita che non riconoscono. Oggi le donne hanno interiorizzato il ruolo della donna. Ma non hanno interiorizzato l essenza dell essere donna.

Donne davvero libere

Solo quando la donna si esprimer attraverso il proprio modo di essere, i propri codici, sar davvero libera. E potr sapere cosa vuole veramente: da se stessa, dagli uomini, dalla vita. Me lo disse Mila. Muoveva leggermente la testa mentre parlava e il suo sguardo si accendeva dei bagliori del sole che filtravano tra i rami per poi prendere il velluto delle ombre degli alberi. Nei suoi occhi intravidi un sapere a cui in quel momento non seppi dare un corpo. Ne avvertivo la presenza, allo stesso modo di come a volte sentiamo entrare qualcuno nella stanza e siamo ancora girate. Era un sapere che prese forma solo pi avanti. Attraverso il mio percorso con lei.

Olofem: femminile sconosciuto

il sentiero boscoso che ci stava riportando alla macchina. I suoi occhi blu scuro erano intensi quando pronunci quella frase. Si era fermata, girandosi con cura verso di me. Teneva una mano appoggiata sul ginocchio flesso e laltra ferma sul tronco di un grosso albero dalla corteccia granulosa. Mentre parlava il suo sguardo si accendeva dei bagliori del sole che filtravano tra i rami per poi prendere il velluto delle ombre degli alberi. Nei suoi occhi intravidi un sapere a cui in quel momento non seppi dare un corpo. Ne avvertivo la presenza, allo stesso modo di come a volte sentiamo entrare qualcuno nella stanza e siamo ancora girate. Era un sapere che prese forma solo pi avanti. Attraverso il mio percorso con lei. Quella volta non sapevo ancora interpretarlo, ma capivo che non erano solo parole quelle che stavo ascoltando. Cera una sostanza corposa e densa. E io volevo prenderla in mano. Toccarla. Come faccio quando sento il profumo di una rosa e mi viene di passare le dita sui petali vellutati. Ci che mi si evidenzi nel tempo fu che non basta essere donne per saper usare i propri codici. La maggior parte non sa nemmeno quali sono. necessaria una riscoperta. Che pu avvenire solo secondo un percorso preciso: la via femminile. Una via per le donne. Qual il suo scopo? Innanzitutto quello di imparare veramente ad esprimerci come donne. E poi quello di sviluppare le nostre potenzialit. Allora potrai dire...

S, posso farcela
Lho sentito dentro di me. Lho avvertito nelle partecipanti ai corsi Olofem. Quando noi donne incontriamo la nostra dimensione femminile nasce qualcosa. Allinizio forse non ce ne accorgiamo: la nuova consapevolezza

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Storie di donne

come un seme sottoterra. rimasto l a lungo, immobile, con tutto il suo potenziale racchiuso. Poi il cambiamento! Lincontro con il femminile come lacqua per quel seme. Piove sulla terra arida, scorre tra i suoi spazi granulosi, la rende morbida e tenera. E raggiunge il seme. In quello spazio umido e fertile si muove qualcosa: nasce un germoglio. il germoglio della forza e del potere femminile. una consapevolezza che giunge dal profondo, sussurra parole di coraggio, di volont, di sicurezza, di stima, di conforto, di tenerezza, di gioia. S, posso farcela, dice quella voce. S, io valgo, ricordano quelle parole. S, io merito, sussurra quel canto. il dialogo interiore di una forza che nasce, di un potere che pu trasformarsi in una pianta grande e rigogliosa. Quando le donne incontrano la loro dimensione femminile smettono di avere paura, smettono di farsi trafiggere il cuore dagli amori impossibili, smettono di dirsi no, non sei capace, non ce la farai mai , non vali niente, smettono di dire s a tutti solo per essere pi apprezzate, smettono di gettare tutte le forze dove non serve, facendo a brandelli i loro desideri, smettono di lasciare se stesse in fondo alla lista, smettono di voler essere indispensabili per tutto e per tutti oberandosi di lavoro, smettono di vivere una vita fatta di sogni spezzati, smettono di offrirsi ai coltelli affilati, alle unghie che graffiano il cuore e lanima, smettono di essere loggetto degli insulti, il modello di una dignit messa sotto i piedi, smettono di dare la loro vita a qualcuno senza riprendersela mai indietro, smettono di rincorrere solo le gratificazioni esterne lasciando la propria interiorit come un giardino abbandonato. Quel seme ora si risvegliato. E racchiude la forza intensa del femminile. E il suo potere. S, posso farcela, dice il suo germoglio.

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S, posso farcela
Quando noi donne incontriamo la nostra dimensione femminile nasce qualcosa. All inizio forse non ce ne accorgiamo: la nuova consapevolezza come un seme sottoterra. rimasto l a lungo, immobile, con tutto il suo potenziale racchiuso. Poi il cambiamento! Lincontro con il femminile come l acqua per quel seme. Piove sulla terra arida, scorre tra i suoi spazi granulosi, la rende morbida e tenera. E raggiunge il seme. In quello spazio umido e fertile si muove qualcosa: nasce un germoglio. il germoglio della forza e del potere femminile. una consapevolezza che giunge dal profondo, sussurra parole di coraggio, di volont, di sicurezza, di stima, di conforto, di tenerezza, di gioia. S, posso farcela, dice quella voce. S, io valgo, ricordano quelle parole. S, io merito, sussurra quel canto. il dialogo interiore di una forza che nasce, di un potere che pu trasformarsi in una pianta grande e rigogliosa.

Quando le donne incontrano la loro dimensione femminile smettono di avere paura, smettono di farsi trafiggere il cuore dagli amori impossibili, smettono di dirsi no, non sei capace, non ce la farai mai , non vali niente, smettono di dire s a tutti solo per essere pi apprezzate, smettono di gettare tutte le forze dove non serve facendo a brandelli i loro desideri, smettono di lasciare se stesse in fondo alla lista, smettono di voler essere indispensabili per tutto e per tutti oberandosi di lavoro, smettono di vivere una vita fatta di sogni spezzati, smettono di offrirsi ai coltelli affilati, alle unghie che graffiano il cuore e l anima, smettono di essere l oggetto degli insulti, il modello di una dignit messa sotto i piedi, smettono di dare la loro vita a qualcuno senza riprendersela mai indietro. Quel seme ora si risvegliato. E racchiude la forza intensa del femminile. il suo potere. Si posso farcela, dice il suo germoglio.

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Ritornare a casa
Se imparerai a percorrere questa via potrai risvegliare in te il principio femminile. Potrai liberarlo dalle vecchie barriere in cui ancora rinchiuso, potrai incanalarlo verso percorsi costruttivi. Scoprirai allora che dentro di te c unenergia molto potente. Scoprirai la sua forza. Il suo valore. La sua intensit. La sua passione. La sua creativit. Per riempire la tua vita di meraviglia. La meraviglia del femminile. Allora sarai tornata a casa, nel tuo mondo.

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Continua a leggere lappassionante avventura di Simona lungo la via femminile Ascolta le parole di Mila che ti svela uno dei segreti pi antichi e sconosciuti

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