Sei sulla pagina 1di 1

MARTEDÌ 18 NOVEMBRE 2008 33

il Cittadino
Sezione

Cultura&Spettacoli
Alessandro Fascini con Elena
Amoriello alla inaugurazione della L A P R E S E N T A Z I O N E
mostra, sotto uno scatto esposto

Colturano ieri e oggi,


E’
un secolo che la fotografia
fa parte a pieno titolo della
produzione artistica, un se­
colo che partecipa e contri­
buisce all’evoluzione del linguaggio
artistico, e sono decenni ormai che
nessuno sostiene più con certezza
la storia del paese rivive
quali devono essere le sue caratteri­
stiche tecniche. La fotografia si è
dotata di una rosa di possibilità
espressive, di contaminazioni che
hanno modificato lo stesso modo di
nel racconto di Leondi
percepirla. Cosa d’altra parte che
investe tutte le tecniche tradiziona­
li, dalla pittura alla scultura, dalla
calcografia alla ceramica). Anche la
fotografia contribuisce a sottoporre
il nostro vivere quotidiano a cam­
biamenti di lessico. Con l’avvento
del digitale poi è diventata un feno­
meno dilagante, giovane, inarresta­
bile.
In mezzo a un gran fiume di produ­
zione indifferenziata, non è tuttavia
raro che qualcuno si avvalga di tut­
te le prerogative della propria Re­
flex; utilizzi la fotografia con cono­
scenza linguistica facendo uso sa­
pientemente tecnico dello strumen­
to; manifesti un occhio critico e una
sensibilità distintiva; ponga all’at­ L’autore del volume Sergio Leondi (al microfono), con il sindaco e gli altri ospiti
tenzione temi e
AL “JOKE” LE FOTOGRAFIE DEL GIOVANE LODIGIANO
«U
soggetti che non L’INCONTRO n libro scritto davvero da tutti, perchè il contributo dei cit­
sono semplici tadini ha fatto riemergere testimonianze, documenti, foto­
“riproposizioni”
del reale, ma con­ Alesina a S. Donato: grafie senza le quali l’opera non sarebbe uscita.» Così è
stato presentato domenica Storia di Colturano di Sergio

Scatti sulla realtà: nel “mirino“ la crisi


tenuti che corri­ Leondi, il più recente tassello nel vasto mosaico che racconta una
spondono a terra di piccola grande storia: il Sudmilano. Storia di Colturano,
un’idea o a un
progetto e che
che scuote il mondo con duecento pagine e moltissime fotografie, è il venticinquesimo li­
bro firmato dal professor Sergio Leondi. Formatosi alla “scuola” di
nutrono il filo di Giuseppe Gerosa Brichetto, Leondi dal 1986 ha scritto su antichi
una narrazione o abitati oggi divorati da Milano come Cavriano, Ortica, Morsenchio;
di una documen­ sulla storia, il castello e i conti di Peschiera Borromeo; su San Carlo
tazione: Alessan­
dro Fascini.
Trentenne, lodi­
giano, bancario è
di quelli che han­
no da quando era
giovanissimo il
i “clic” di Fascini e Federigo Borromeo; sulle origini dell’aeroporto e idroporto di Li­
nate; su Tribiano (a quattro mani con Marco Ostoni), San Giuliano
e molti altri argomenti (compresa una Bibliografia di storia locale
del territorio milanese, aggiornata dal 2004).
Il titolo numero venticinque sposta l’attenzione verso quello che an­
cora oggi rappresenta il più piccolo centro del Melegnanese, con
duemila residenti più o meno tondi. Colturano presenta una struttu­
tarlo dello “scat­
to”. Una sua foto,
Un Caffé da favo­
la, è anche ap­
parsa quest’anno
su «Vivimilano».
in vetrina a Milano
Da sempre appassionato del click, particolare attraverso la suggestio­
L’economista Alberto Alesina

n “Come uscire dall’attua­


ra condivisa con altri centri (esempi sono Cerro al Lambro, Mulaz­
zano), quella dei due nuclei abitati: uniti certo dall’intreccio comune
e dalle scelte amministrative del XX secolo, ma anche con significa­
tive differenze. Nel caso di Colturano ad esempio, Leondi rileva che
Balbiano, la frazione, è menzionata prima del capoluogo (attorno
al 1100), mentre il primo elemento sicuramente attestato a Coltura­
no è la parrocchia di Sant’Antonino Milite, già con la dedicazione
Fascini considera la fotografia un ne delle città metropolitane dove le crisi economica?” è il di oggi nel XIII secolo. La Storia di Colturano ha richiamato presso
linguaggio della civiltà artistica, l’emozione del segno rende marcata tema dell’incontro orga­ la palestra un pubblico da.. partita di basket, visto che domenica la
una pratica in cui convergono sen­ la centralità da esse declinata nella nizzato dall’ associazione tribuna e il parterre erano pieni. In apertura il sindaco Giovanni
za carattere definitivo e tassativo tessitura lessicale. L’autore., tutta­ culturale Lazzati con il Cariello, presente con la compagine amministrativa, ha ricordato
cause tecniche, culturali, etiche, so­ via, non rinuncia ad altre dimensio­ patrocinio del comune per che in questa «biografia del paese si concretizza un progetto con
ciali, psicologiche, sensoriali, este­ ni percettive come mostrano le tre questa sera: sarà Alberto molti anni di studio alle spalle». Claudio Tartari, del settore cultura
tiche. Nella sua produzione si trova­ figure umane inserite fianco a fian­ Alesina, docente di Econo­ provinciale, ha ricordato come «la storia locale si è tolta di dosso
no fusi e intimamente interdipen­ co del freddo rigore dei paesaggi ur­ mia politica all’Università l’aggettivo minore da almeno vent’anni e quell’aggettivo non torne­
denti esempi di scatti che fermano bani. Veri e propri frammenti strap­ di Harvard e visiting pro­ rà. La periferia ha sempre intrecciato la grande Storia». Quindi, al­
l’idea, aprono gli occhi, restituisco­ pati al vecchio mondo e inseriti in fessor all’Università Boc­ l’autore il compito di passare in avvincente carrellata i contenuti.
no lucidità allo sguardo, illuminano una sorta di performance segnico­ coni di Milano a discutere Secondo Leondi Colturano deve il nome al concetto romano di «cul­
impronte, liberano mulinelli di fan­ simbolica, in un panorama che è di “Liberismo ed ugua­ tura», nel senso di terra fertile, mentre Balbiano è uno dei quattro
tasia e di riflessioni, scrollano luo­ fatto di segni e installazioni, presi a glianza. Come uscire dal­ centri con lo stesso nome menzionati da registri di Sant’Ambrogio
ghi comuni, disegnano modelli in metafore della contemporaneità. l’attuale crisi economi­ nel XII secolo. La Cerca? Probabilmente una strada romana, men­
cui trovano ordine le piccole cose La mostra non dice ovviamente tut­ ca?”. L’appuntamento con tre non è chiaramente romano, ma settecentesco, il ponte ad arco che
della natura insieme alle tracce del­ to quel che la fotografia di Alessan­ questo ospite d’eccezione corre al confine con Vizzolo Predabissi. Di notevole importanza co­
l’architettura, alle luci della città, al dro Fascini coglie e trasmette: sen­ (che a San Donato ha com­ me villa in epoca viscontea e sforzesca, Colturano è rifugio del lette­
rumore delle voci, allo scoscio di un timenti, metafore, visioni, concre­ piuto gli studi superiori), rato rinascimentale Antonio Fileremo Fregoso. Ma il “monastero”
temporale, alla solitudine delle om­ tezze. Ma dà sintesi di quanto egli autore di numerose pub­ nel centro del paese non è mai esistito: è una leggenda la presenza di
bre, all’inganno della replica. sia capace di comunicare, di sor­ blicazioni di rilevanza Umiliati o Cistercensi nel cosiddetto palazzo Vecchio, e il testo si ap­
Sabato al “Joke” di via Toscana 19 a prendere. internazionale tra cui il poggia per dimostrarlo alla tipologia completamente eterogenea ri­
Milano Fascini ha inaugurato una Aldo Caserini recente saggio, scritto con spetto a quella delle costruzioni monastiche. E poi via via il succe­
selezione di immagini, una ventina __________________________________ l’economista Francesco dersi dei secoli nelle duecento pagine: i feudatari antichi, Pusterla e
di motivi raccolti sotto il titolo 06:30 fugace sensazione del dato effime­ 06:30 23:30 – FOTOGRAFIE DI A. FASCINI Giavazzi, dal titolo provo­ Aliprandi, e quelli sei­settecenteschi, Gallarati Scotti, Rho e Sangiu­
23:30 Il titolo la dice lunga sull’em­ ro/fenomenico», come ha sostenuto C/o “Joke”, viale Toscana, 19 Mila­ catorio “Il Liberismo è di liani. A suggello della presentazione anche un encomio civile: quella
blematicità delle immagini alle pa­ Elena Amoriello che lo ha presenta­ no, orari: da lunedì a venerdì 09­02; sinistra”, è per questa per Franca Bianchi, prima impiegata del ricostruito comune repub­
reti, che offrono una convincente to al numeroso pubblico milanese sabato 18­02. Domenica chiuso – Fi­ sera, alle 21, a Cascina blicano di Colturano con Balbiano, il 27 aprile 1945. Nel volume di
dimostrazione di quanto il suo oc­ intervenuto all’apertura. Fascini n o a l 1 5 ge n n a i o 2 0 0 9 – i n fo : Roma, ingresso libero. Leondi, anche un’accurata ricostruzione dell’ultimo sessantennio.
chio arrivi a “catturare” dentro «la offre un’immersione nel reale e nel 333/3713692. Emanuele Dolcini

È
approdato a Milano, dove L A M O S T R A sime variazioni
rimarrà esposta a Palazzo cromatiche
Marino per un mese, fino
al 14 dicembre, un magni­
fico dipinto di Caravaggio noto
come Pala Odescalchi dal nome
Le luci di Milano sul miglior Caravaggio messe piena­
mente in luce
dal recente re­
stauro opera di
della famiglia nobile romana Valeria Merlini
che ne è l’attuale proprietaria. Domenico Pezzini e Daniela Stor­
La grandiosa tavola, di metri vallo sulla via di Damasco”, è tal­ chi la versione dell’evento è mol­ terializza nella figura del Cristo, ti che sono an­
2,37 per 1,89, raffigura la Con­ mente noto da funzionare come to più affollata e dinamica. Le fi­ e la risposta “umana” (cavallo, che le ispiratri­
versione di Saulo, e fu commis­ espressione proverbiale per indi­ gure sono cinque e disposte in scudiero e Saulo) esprime la pau­ ci e curatrici
sionata al pittore nel XVI secolo care conversioni e cambiamenti una sintassi vorticosa. Sulla dia­ ra e il terrore che nella Bibbia della mostra.
da Tiberio Cerasi per la sua cap­ di rotta a 360 gradi. Per il vero il gonale che scende da destra a si­ compare sempre quando il divi­ L’ingresso è li­
pella in Santa Maria del Popolo testo biblico non menziona alcun nistra Caravaggio ha collocato in no irrompe sulla scena del mon­ bero, e sono
a Roma, dove però non arrivò “cavallo”, ma tant’è, e nella ver­ alto la figura stessa di Cristo sor­ do. Da questo punto di vista la previsti anche
mai. Al suo posto, di fronte al­ sione caravaggesca, soprattutto retto da un angelo che sembra Pala Cerasi sembra indicare un programmi
l’altro lavoro che raffigura la la seconda e più famosa, la pre­ voler raggiungere Saulo che sta secondo momento, quando il ca­ speciali per le
Crocifissione di San Pietro, si senza di questo animale ha un ri­ al capo opposto, in basso, e si co­ vallo è ritornato tranquillo e si scuole nelle
trova invece da sempre un’altra lievo enorme. Nella Conversione pre il volto con le mani come ac­ lascia tenere la briglia dallo scu­ mattine di mar­
versione dello stesso soggetto della Cappella Cerasi il cavallo cecato da un bagliore insosteni­ diero. Ma è soprattutto Saulo che tedì e giovedì
prodotta nel 1605. È questa, che occupa materialmente più della bile. Tra i due, come a mettersi ora non usa più le braccia per di­ dalle 9,30 alle
chiamerò Pala Cerasi, che anche metà del quadro, e nella sua im­ di traverso e a impedire l’incon­ fendersi, ma le spalanca in una 11,30 (prenota­
grazie alla sua collocazione è ponenza statuaria sembra quasi tro, il cavallo contorto e imbiz­ sorta di offerta di disponibilità. re al numero 02
molto più nota, una popolarità schiacciare la figura del futuro zarrito, e un vecchio soldato dal­ Quello che nella Pala Odescalchi 6597979). Il Ca­
destinata ad aumentare in que­ apostolo che giace a terra sulla l’elmo piumato che regge una era la descrizione di un momen­ talogo Skira of­
sto anno paolino. La straordina­ schiena, impotente e umiliato, lancia del tutto incongrua e deci­ to transitorio, nella Pala Cerasi fre imma gini
ria esposizione di Milano per­ incapace di rialzarsi. Sullo sfon­ samente inutile. Il confronto tra diventa l’illustrazione di uno sta­ molto belle del­
metterà di contemplare da vici­ do lo sudiero guarda stupito e in­ le due versioni è intrigante, e si to più quotidiano e nor male, la Pala e di
no la versione più antica e di fa­ credulo quello che sta succeden­ propone come una lectio divina quell’arrendersi positivo all’ir­ splendidi parti­
re interessanti confronti tra le do. La luce che arriva da sinistra che si materializza nelle figure e ruzione di una luce quieta che colari. Da con­
due. Dopo un breve transito in illumina le tre figure, e sembra nella loro collocazione. Nella Pa­ può raggiungere in ogni momen­ La “Pala Odescalchi” del Caravaggio, ospitata a Milano servare e gusta­
Sapgna, la versione più antica mettere in maggior rilievo pro­ la Cerasi, Caravaggio ha proce­ to la persona, e che, unita allo re.
finirà a Genova, dove rimane prio il cavallo, forse figura del­ duto per sottrazione e ha come stupore di è all’improvviso chia­ poter avere a Milano uno dei po­ ______________________________
per tre secoli, e da dove, nel 1955 l’arroganza con cui Saulo stava immobilizzato la scena riducen­ mato a cambiare vita, Caravag­ chi dipinti su tavola di Caravag­ CARAVAGGIO A MILANO ­
torna a Roma a Palazzo Odescal­ andando a Damasco per arresta­ do il protagonista spirituale a gio illustrerà meravigliosamente gio. La sistemazione a Palazzo LA CONVERSIONE DI SAULO
chi per trovarvi la collocazione re i seguaci di Gesù, quell’arro­ pura luce che emana da una fon­ nella Vocazione di san Matteo Marino è molto accurata e per­ Palazzo Marino, dal 16 novembre
definitiva. L’episodio cruciale ganza che non lo sostiene più, te esterna. nella Cappella Contarelli a San mette di vedere il quadro ad al­ al 14 dicembre 2008. Orario: 9,30­
nella vita di Saulo/Paolo, spesso anzi che ora sembra quasi Ma anche la Pala Odescalchi ha Luigi dei Francesi. tezza d’uomo così da goder in 19,30 (giovedì fino alle 22,30). In­
riassunto come “la caduta da ca­ schiacciarlo. Nella Pala Odescal­ un suo messaggio. La luce si ma­ È davvero un’occasione unica pieno, tra l’altro, delle delicatis­ gresso libero. Catalogo Skira.

Interessi correlati