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Sanit e ri-tagli / 9 Al di l dei convegni e delle relazioni, cosa resta nella pratica quotidiana del c osiddetto rischio clinico?

E come si coniuga tale rischio con i preventivati acc orpamenti di reparti nei nostri ospedali? E stato valutato limpatto degli accorpam enti sulle infezioni nosocomiali e sulla sicurezza nellerogazione dei livelli di a ssistenza? Sar il caso che la Commissione parlamentare sul rischio clinico torni rapidamente a farci visita per un accurato approfondimento. Tanto per fare qualche esempio, si possono disinvoltamente mettere in ambienti c ontigui (facendone un unico reparto) i pazienti a cui sono state impiantate prot esi ortopediche con lutilizzo di mezzi di sintesi, placche, viti, chiodi (che nec essitano di ambienti perfettamente sterili) con pazienti chirurgici operati per fistole, emorroidi, interventi sulladdome, ecc? E poi, si possono mettere insieme donne gravide, puerpere e neonati con bambini ricoverati in pediatria per bronco-polmoniti, gastroenteriti, ecc? Ancora, si pu accorpare medicina e cardiologia per risparmiare sulla presenza di qualche medico e infermiere e alternare le guardie di medici internisti e cardio logi (con una sorta di roulette russa - basata esclusivamente sulla fortuna del ma lcapitato - circa lattinenza dello specialista di turno allemergenza del paziente) ? Posto che i destinatari del servizio sanitario sono i cittadini e il sistema va incardinato sulla centralit del paziente, come si garantisce il miglioramento del la qualit delle cure? Certo, c carenza di personale, ma intanto esso ora distribuito fra i vari presidi in rapporto al bacino di popolazione e utenza? Vi sono pronto soccorso ove diven ta spesso impossibile il cambio del turno, a differenza di altri, invece, in cui occorre corrispondere lindennit dinedia per la scarsit di lavoro. Venendo poi ai tagli, proprio vero che essi producano effettivi risparmi? Taglia re sul numero di medici e infermieri davvero economicamente conveniente per il bilancio della sanit? La ragione-ria, differentemente da quello che superficialmente si ritiene, ancor prima dei numeri, si basa sulla ragione. Ordunque, se la riduzione del numero di operatori sanitari costituisce un minor esborso di danaro pubblico per stipendi e retribuzioni, quali sono gli effetti d i questi tagli su altri capitoli di bilancio della Regione? Sottrarre operatori sanitari, diminuendo progressivamente sedute operatorie (las ciando colpevolmente inutilizzate attrezzature e sale operatorie costate fior di milioni), veramente un risparmio? La soppressione dei servizi non determina magicamente la soppressione dei bisogn i: di fronte ai tagli dei servizi, ai rinvii degli interventi chirurgici, allannu llamento delle visite e delle prestazioni ambulatoriali, i pazienti si rivolgono altrove, alle strutture ubicate in altra regione, vicina (la Basilicata) o pi lo ntana (centro-nord). Drammatico il caso dei pazienti oncologici: con il taglio di medici, infermieri e posti-letto diverse prestazioni eseguite in loco ambulatorialmente, con la mig razione dei pazienti in altre regioni costano alla Regione enormemente di pi. Ecco che la ragioneria dei tagli smarrisce il rapporto con la ragione e, a dispe tto degli obiettivi formali, le spese si moltiplicano in maniera consistente. E allora, quando si comincer a far di conto usando la ragione? Leonardo Rubino