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El testament D’Amelia: Melodia popolare catalana.

dolce e patetica canzone d’addio al


mondo da parte di una principessa tradita dallo sposo e dalla madre. Nello specifico si tratta di una

ragazza morente che la madre esorta a fare testamento. La ragazza lascia un castello ai poveri e

quattro castelli a suo fratello, affidando alla madre il marito. La storia è che il marito di Amelia si

innamorò della madre di Amelia; Amelia era sconvolta e si suicidò; ma prima di farlo, fece

testamento con il quale lasciò in eredità il marito a sua madre. Il solo pensiero di tutto ciò quando

suoni migliora le prestazioni di una persona senza fine.

Particolare è la sezione con gli armonici che sembra moltissimo il suono di un carion.

Canco del Lladre: La voce narrante è quella del ladro che racconta la sua storia dalla sua
infanzia fino al suo arrivo alla prigione, dove attende di essere portato al patibolo. E confessa che,

appena divenuto adulto, aveva praticato la professione di ladro e racconta di aver derubato un

mandriano che rientrava da una fiera. Infine, quando ebbe abbastanza soldi, con l'inganno,

promettendole che l'avrebbe sposata aveva derubato della sua innocenza anche una ragazza.

Choros n. 1: il brano si rifà moltissimo alla musica popolare brasiliana, , come il choros, la
samba. Questo brano ha la stessa forma di rondò (A-B-A-C-A) come nella Suite popolare

brasiliana ma la sua ispirazione e del tutto diversa. Gioca molto sulla fusione tra melodia e armonia

con una ritmica quasi ballabile.

Fantasia ungherese: appaiono quei temi popolareschi che daranno linfa vitale alle scintillanti
rapsodie ungheresi di Liszt (Mertz definito il Franz Liszt della chitarra). Mertz atta a trasferire sulla

chitarra un tipo di virtuosismo che era proprio del pianoforte.

 Prova ne è che la Fantaisie Hongroise, una sorta di rapsodia dove compaiono diversi temi

ungheresi, inizia con un "Quasi recitativo stentando" da eseguire in modo maestoso, un incipit per

stabilire quell'incantesimo fatto di suono melodioso e una magistrale gestione dell'agogica,


certosinamente calibrata non solo sul singolo passaggio, ma anche sulla singola nota. Un "poco più

mosso" agevola uno stato d'animo non distante, qui si fa avanti un tema di sotterranea mestizia

suonato nel registro basso. Fugace, perché subito soppiantato da un "Brillante. Con fuoco" dal

carattere agli antipodi, sostenuto dal successivo "Adagio maestoso con entusiasmo". Sono episodi

che si susseguono con celerità, a olografare una grande varietà di accenti. Negli allegri emerge

quella raffinata tecnica che ha reso il nome di Mertz così importante in ambito chitarristico. Ci si

accorge presto che il "Lugubre" indicato in partitura non va inteso come stato d'animo legato

all'oppressione e all'angoscia, ma piuttosto generatore di un'ariosa tristezza, con un episodio più

mosso "A tempo", dove si avverte una maggior urgenza drammatica. L'Allegro vivace spazza via le

nubi, sottoponendoci un episodio effervescente, con un tema energicamente propulso dal ritmo

sincopato in 2/4 e sfociante in un acceso finale.

Asturias:  nasce nei primi anni 1890, all'epoca del soggiorno londinese di Albéniz. Oltre a
richiamare piuttosto il flamenco andaluso, inizialmente il brano non viene affatto pubblicato sotto

questo titolo. Nel darlo alle stampe da Pujol a Barcellona nel 1892, Albéniz lo concepisce

come preludio della raccolta Cantos de España. Soltanto in seguito esso diverrà il quinto

movimento della Suite española, pubblicato dopo la morte di Albéniz con il titolo attuale e il

sottotitolo Leyenda (1911). Brano caratteristico e suggestivo, Asturias è una delle composizioni più

popolari del maestro catalano. Parte del suo successo internazionale si deve alle trascrizioni

per chitarra. La composizione ha due melodie principali. Prima viene un tema determinante e

determinante che crea energia. Segue una sezione centrale più malinconica . Dopo la sezione

mediana contemplativa, la melodia di apertura ritorna e porta il brano alla sua conclusione.

Serenata espanola: Si rifà moltissimo alla musica popolare spagnola e la si può intendere come
una serenata dedicata a chi si ama. È una melodia in La minore, con due esposizioni separate da una

sezione centrale in La maggiore. Sembra quaasi una danza.


Usher Valse: Il brano più apprezzato di Koshkin è l Usher Waltz, ispirato a una novella di Edgar
Allan Poe, La caduta della casa degli Usher. Strutturato in un solo movimento, è un valzer teatrale e

visionario, che presenta una notevole sequenza di accordi pizzicati e l'utilizzo degli armonici.

Il narratore riceve una lettera dal suo amico di infanzia Roderick Usher, in cui lo supplica di essere

raggiunto nella sua antica dimora di famiglia, la casa Usher. Lo scrittore viaggia, così, per un intero

giorno a cavallo e appena scorge l'antico edificio, viene invaso da un intenso sentimento di tenebre.

Non c'è niente lì che non sia terrificante: la casa, gli alberi spogli, una profonda pozza d'acqua nera

che riflette casa e paesaggio, entrambi tenebrosi.  Il narratore trova il suo amico orribilmente

cambiato, in pessimo stato di salute:  a causa di questa malattia Usher tollera solo il cibo più

insipido, è intollerante agli odori dei fiori, la luce è una tortura per i suoi occhi. Roderick aggiunge

che forse il morbo che l'affligge è dovuto alle precarie condizioni di salute della sua amata sorella,

Lady Madeline. Nei giorni successivi di soggiorno il narratore cerca di distrarre l'angosciato amico

dalle sue afflizioni dipingendo, leggendo e ascoltando la musica improvvisata della sua chitarra.

Una sera Usher annuncia, bruscamente, all'amico che sua sorella Lady Madeline è morta e gli

chiede se insieme possono portare il corpo nelle segrete della casa per qualche tempo prima della

sua definitiva sepoltura.


Portano così la bara contenente Lady Madeline nelle segrete della casa Usher.  Nei giorni
successivi, la malattia di Usher subisce un peggioramento evidente, portandolo verso la strada della
pazzia. La settima o ottava notte dopo, il narratore mentre è a letto, non riesce a prendere sonno e
così decide di vestirsi in fretta e inizia a passeggiare su e giù nella stanza, finché bussa alla sua porta
Roderick che, aprendo la finestra della stanza, gli fa notare che fuori c'è un uragano. Lo scrittore
invita Usher a sedersi, perché guardare fuori non gli giova alla salute già precaria, e per distrarlo
decide di leggergli un libro. o scrittore cerca di tranquillizzare l'amico anche se pure lui ha la
sensazione che i rumori che sentono possano venire dalla casa e rimane interdetto. Usher seduto
sulla sedia guarda verso la porta chiusa della stanza dell'ospite. Roderick sembra sussurrare
qualcosa con le labbra, allora il narratore gli poggia una mano sulla spalla per calmarlo. Usher gli
dice che hanno messo la sorella nella bara ancora viva e che, dati i suoi sensi acuti, l'aveva sentita
muoversi dentro la bara nei giorni successivi alla chiusura. Ma Roderick aveva fatto finta di niente e
ora pensa che la sorella possa essere furiosa con lui perché è stata chiusa nella bara con leggerezza,
senza aspettare l'eventuale risveglio. Improvvisamente la porta della stanza si apre e appare Lady
Madeline chiusa nel sudario (che in alcuni punti è sporco di sangue perché Madeline ha faticato ad
aprire il coperchio della bara ed è rimasta ferita) la quale si getta sul fratello trascinandolo a terra
morto dal terrore.Lo scrittore, sconvolto dall'apparizione di Lady Madeline, fugge fuori dalla casa.