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19 ottobre 2021 - 14:51 > Versione online

Università : Cipolletta, innovare è


faticoso, non avere paura

Lectio magistralis economista a inaugurazione 516/o anno Urbino

(ANSA) - URBINO, 19 OTT - Inaugurato oggi al teatro Sanzio, il 516/o anno accademico
dell' Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", con una Lectio Magistralis su "La fatica
di innovare" tenuta dal noto economista e manager, Innocenzo Cipolletta, che ha parlato
della pandemia come innesco di profondi cambiamenti, per la sicurezza, l'ambiente e lo
sviluppo, contro le ineguaglianze. "L'innovazione e le nuove tecnologie - ha detto l'ex
presidente delle Ferrovie e direttore di Confindustria - vanno accelerando, si sviluppano
in maniera esponenziale. Basta guardare i Venture Capital: 438 miliardi di dollari nei
primi nove mesi del 2021, 284 nel 2020 e 257 nel 2019. La spinta innovativa viene
proprio dalla pandemia. E l'innovazione è la molla della crescita. Crescita che nei Paesi
sottosviluppati serve per passare da un'economia di sussistenza ad una di benessere,
mentre da noi è sostitutiva. I Paesi sviluppati - ha aggiunto - hanno la saturazione in
molti settori (abitazioni, veicoli, vestiti, alimenti) e l'obsolescenza dei prodotti è molto
veloce, con l'innovazione che rappresenta la molla principale della crescita. Innovazione
non solo tecnologica, ma anche nei servizi, nella moda, nelle infrastrutture". "Ma
innovare - ha detto ancora il manager- è costoso e faticoso, incontra ostacoli ed
opposizioni". Da Galileo Galilei a Gutenberg, passando per i luddisti ed i regimi autoritari,
fino ad arrivare a Google e Facebook (che "ostacolano l'innovazione acquistando le
nuove start up") e alla "diffusa difficoltà degli anziani di fronte alle tecnologie digitali",
Innocenzo Cipolletta ha concluso sostenendo il ruolo fondamentale delle Università
per la formazione dei processi innovativi: l'innovazione richiede il coinvolgimento di tutti,
senza pensare ai propri interessi particolari e "senza cedere alla paura del nuovo". La
cerimonia è iniziata con la relazione del rettore, Giorgio Calcagnini, che ha ricordato le
difficoltà causate dalla pandemia, affrontate con prontezza dal personale dell'Ateneo
(con la Dad) e recepite da parte degli studenti, nella speranza di un ritorno alla
normalità, con la capienza delle aule già ritornata al cento per cento. (ANSA).

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