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7/10/20

Gli altri Stati Preunitari

Interventi di carattere repressivo, attuati tardivamente

 Granducato di Toscana
 1571: Divieti di rimozione di insegne e iscrizioni dai palazzi antichi
 1602: Divieti di esportazione senza un’apposita licenza
 1780: Disciplina dell’attività di scavo
 16 aprile 1854 Legge Leopoldina: divieto di rimozione di oggetti d’arte dal luogo in cui
si trovano

 Regno Lombardo-Veneto
 13 aprile 1745 Decreto di Maria Teresa: Divieto d’esportazione di cose d’arte
 1815-1817: Decreto che viene esteso a oggetti di tipografia e codici manoscritti
 1846: Disciplina sui ritrovamenti

 Regno di Napoli
 1755: Divieti di esportazione di antichità, confermato nel 1766-69
 1822 Decreto di Ferdinando I di Borbone: divieto di demolizione, esportazione e
rimozione.

Il Regno di Sardegna
 Statuto Albertino (costituzione adottata dal Regno di Savoia dal 1848)
 Sulla base della dichiarazione dell’uomo e del cittadino del 1749 che confluirà
nell’Art.29: “Tutte le proprietà, senza alcuna eccezione, sono inalienabili. Tuttavia
quando l’interesse pubblico legalmente accertato, lo esige, si può essere tenuti a
cederle in tutto o in parte, mediante una giusta indennità conformemente alle leggi”
 Art. 17 della Dichiarazione dei Diritti: “La proprietà essendo un diritto inalienabile e
sacro, nessuno può esserne privato, solo quando la necessità pubblica legalmente
constatata, lo esiga in maniera evidente e previo un giusto e preventivo indennizzo”
 Art. 436 c.c. del 1865: “La proprietà e il diritto di goderne e disporre delle cose nella
maniera più assoluta, purché non se ne faccia un uso vietato dalle leggi e dai
regolamenti.”

Proprietà come diritto di Libertà


 Stato di Diritto Liberale
 Economicamente Liberista
 Socialmente Borghese
 Lo Stato Protegge

Principio di Eguaglianza Formale


Art. 24 dello Statuto Albertino: “Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono
eguali dinnanzi alla legge”
Privatizzazione del Diritto di Proprietà

 Art. 832 c.c. del 1942: “Nessuno può essere privato in tutto o in parte dei beni di sua
proprietà, se non per causa di un pubblico interesse, legalmente dichiarato e contro il
pagamento di una giusta indennità”
 Art. 3 comma 2 Cost: Principio di uguaglianza sostanziale
“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
della persona e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione
politica, economica e sociale del Paese.”
 Art. 42 Cost: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne
determina i modi d’acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurare la
funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”

Dopo l’Unificazione
 Legge n°286 del 1871:
 Permanente efficacia legislazione preunitaria
 Indivisibile tra eredi di collezioni d’arte

 Legge “Nasi” n°185 del 1902:


 Regime indisponibilità cose d’interesse storico, archeologico, artistico appartenente
allo stato
 Cataloghi di monumenti e oggetti d’arte, notificando iscrizione di quelle proprietà che
hanno sommo pregio (divieto d’esportazione)

 Legge “Rosadi” n°364 del 1909:


 Sostituisce a distinzione di “monumenti e oggetti mobili e immobili” la più
comprensiva e generica categoria delle “cose mobili e immobili”
 Per i beni che riscontrassero Pregio d’antichità e d’arte, vi era un obbligo di denuncia
in caso di trasmissione di proprietà: interesse storico artistico e archeologico
 Sottoposti a vincolo come codici, manoscritti, stampe
 Priva i cataloghi del carattere esclusivo nell’accertamento dei BBCC (social) degli enti
pubblici
 Maggiore efficacia alle notifiche ai privati del provvedimento di vincolo (opere >50
anni, autori non viventi)
 Divieto di esportazione, nel caso in cui il bene, una volta esportato, causasse un grave
danno al patrimonio storico/artistico nazionale, con elementi sanzionatori come
l’acquisto coattivo all’esportazione.
 Divieto di rimozione, modificazione, restauro in assenza di una previa autorizzazione
ministeriale
 Regolamento di esecuzione n°363 del 1913 ancora in vigore
Un nuovo equilibrio tra pubblico e privato

 Leggi “Bottai” n°1089 (Bello Artistico) del 1939 e n°1497 (Bello Naturalistico) del 1939:
 Rafforzare controllo e intervento dello stato nella conservazione
 Maggiore apertura per esigente economiche connesse al commercio dei beni
artistici: meno limitazioni a proprietà privata e meno protezionismo per esportazioni
 Concezione storica della tutela e tendenza centralistica
 Predominante obbiettivo di protezione del bene da tutti gli eventi materiali e
giuridici che potessero metterne a rischio l’integrità
 Divieto di demolizione, modificazione e restauro, in mancanza dell’autorizzazione nel
ministero, anche delle cose Mobili
 Poteri impositivi in relazione alle attività di restauro e manutenzione delle cose
d’arte
 Regine vincolistico delle cose private limitando a quelle di interesse particolarmente
importante (Editto Pacca)
Cambiamento rispetto alla legge Rosati, che prevedeva delle limitazioni del diritto di
proprietà quando l’interesse della cosa fosse importante. Nella legge Bottai per
giustificare il regime vincolistico troviamo l’aggiunta dell’avverbio
 La Bottai agisce anche sulla tassa di esportazione, riducendola.

Bottai decide di affidare a due giuristi il compito di elaborare due diverse discipline
normative, entrambe organiche, di tutela di interessi a sé intrecciati.
 I testi sono concepiti unitariamente, ma sono separati
L’obbiettivo di Bottari è quello di tutelare il bello, nelle sue diverse prospettive; Bello
Artistico e Bello Naturalistico.
La prima elaborazione di legge di tutela è inerente al Bello Artistico; creato dall’uomo ed a
una diversa commissione si da il carico di elaborare una legge di tutela del Bello
Naturalistico, dove l’attività dell’uomo non è stata determinante, dove spesso è richiesta
l’astensione dell’attività di modifica.
 La legge di tutela del Bello Artistico è rimasta in vigore per un tempo assai protratto.
È rimasta infatti l’unico punto di riferimento per la tutela delle cose d’arte, fino al 1999;
con l’entrata in vigore del testo unico. Testo che ha sia abrogato la legge Bottai, ma al
contempo l’ha travasata al proprio interno.
 Il testo unico recupera in modo molto significativo i contenuti della Legge Bottai e la
prosegue
 Permane questo interesse per l’equilibrio tra diritto e proprietà privata e pubblica.
Nella Legge Rosadi la tutela dell’interesse pubblico era risultata estremamente rigida,
schiacciando l’interesse privato.
La legge Bottari manifesta una certa apertura nei confronti delle cose d’arte, è una legge
piuttosto liberale, non è estremamente protezionista e chiusa come la Rosadi
 La legge Bottai è una legge aperta nei confronti del mercato dell’arte.
Contemporaneamente queste aperture nei confronti del mercato dell’arte vengono
bilanciate dal rafforzamento di una serie di poteri che vengono riconosciuti allo stato,
poteri di controllo che lo stato esercita nei confronti delle cose d’arte laddove le cose
restino di proprietà dei sogg. privati.
 Con questa legge vengono elaborati una serie di poteri pubblici di controllo; strumenti
attraverso i quali lo stato, senza la necessità di azzerare la proprietà privata, si assicura
che le cose d’arte vengano rispettate e tutelate correttamente.
 Lo stato viene dotato di una serie di poteri ispettivi per verificare ad esempio lo stato di
conservazione della cosa. E il privato del bene comincia ed essere gravato (questo
avverrà sempre più negli anni) da una serie di oneri (una serie di obblighi)
1. Oneri Negativi: Divieto di danneggiare/alterare il bene
2. Oneri Positivi: Curare la conservazione dell’oggetto d’arte: facendosi carico di una
serie di attività di restauro, volte a tutelare e conservare lo stato dell’opera
utilizzando i propri fondi privati

Al potere di controllo la Legge Bottai aggiunge il potere espropriativo: Azzerare il diritto di


proprietà privata acquistando in modo autoritario quel bene in capo al sogg. pubblico. (Già
usato nella Legge Rosati del 1909)
 La Legge Bottai conferma la presenza del potere espropriativo; Potere in capo allo stato
di trasferirsi il potere di quel dato bene
 La Lette Bottai estende i casi in cui il potere espropriativo può essere esercitato
(nella Legge Rosati il potere espropriativo veniva attuato solo nei confronti di immobili)
Nella Bottai questo potere è esteso anche ai beni mobili
 Quindi per un verso c’è questa espansione dell’esportazione, amplia lo stato dei casi di
espropriazione, presidiato dall’analisi dell’opera, in più c’è un’evoluzione
dell’espropriazione quasi come fosse un elemento sanzionatorio nei confronti del
privato: se il privato non tutela correttamente il bene, lo stato ha la possibilità di
appropriarsi automaticamente di quel bene.
 L’espropriazione diventa il principale strumento a disposizione dello stato per garantire
l’interesse conservativo.
Al contempo la Legge Bottai riconosce qualche spazio in più per il privato es. Mercato
dell’arte
 La Legge Bottai permette l’esportazione delle cose d’arte sia pubbliche che private al di
fuori dei confini nazionali, esportazione che dev’essere legittimata e controllata poiché
la legge permette l’esportazione solo previa autorizzazione da parte del ministro.
(diversamente dalle leggi precedenti, Nasi e Rosati)
 Permette la vendita anche di beni pubblici non solo privati, permettendo allo stato sia la
possibilità di ampliare i suoi beni, ma anche di venderli, sempre attraverso
l’autorizzazione ministeriale
 Legge che riduce i tempi di esecuzione della prelazione a vantaggio del privato
 Questo interesse tra il pubblico e il privato che la legge bottai fa pone le basi sempre
nell’interesse conservativo.

1942 entrata in vigore del Codice Civile


Sostituisce il Codice del 1865
 Riorganizza la proprietà pubblica (sempre ai fini di tutela) limitando le proprietà dei
privati e riorganizzando le proprietà in capo ai sogg. pubblici.
 Concetto di Demanio Pubblico e concetto di Patrimonio Indisponibile dello Stato
Entrambi forme di proprietà pubblica (il proprietario è lo stato o un altro sogg. pubblico)
sistematizzate e rielaborate
La Legge Bottai, riconfermata sotto il codice civile, utilizza la proprietà pubblica come
strumento di tutela delle cose d’arte ed escogita lo strumento di Riserva di Appartenenza
delle Cose D’Arte: diritto di appartenenza originario di quei beni; I beni che vengono
rinvenuti tramite scavi, vengono automaticamente considerati proprietà statale.
 Sia i beni di demanio pubblico che il patrimonio indisponibile dello stato sono vincolati a
destinazione di unità pubblica

Essi sono dei “contenitori” che racchiudono categorie di beni:


1. Beni Demaniali:
- Beni immobili o universalità immobili
- Appartenenza ad enti pubblici o territoriali: Oltre allo stato un altro ente
pubblico sono le regioni/comuni. Enti eletti attraverso elezioni democratiche da
parte dei cittadini del dato luogo.
 Demanio Necessario (necessariamente di proprietà statale) sono beni demaniali per
natura: sono tutti appartenenti allo stato ed eccezionalmente alle regioni (spiaggia, lido,
foci, fiumi, laghi)
 Demanio accidentale o eventuale, possibilmente di proprietà privata: beni immobili che
possono anche non essere di proprietà di enti pubblici territoriali; diventano demaniali
solo se di proprietà di enti pubblici territoriali= demanio ferroviario, stradale, demanio
culturale (immobili, musei, biblioteche, archivi)
Sono Inalienabili e non possono essere acquistati per usucapione, a differenza della
Legge Bottai che concedeva l’alienazione previa autorizzazione ministeriale.

Es. Nel momento in cui un bene viene rinvenuto viene a far parte del patrimonio
pubblico, divenendo patrimonio indisponibile dello stato, questa fase transitoria sussiste
poiché bene mobile singolo, ma nel momento in cui quel dato bene viene inserito in un
museo, è soggetto a demanio accidentale.
Es. Cosa differente è per il bene immobile, che già al momento della scoperta diviene
demanio accidentale, poiché essendo un bene immobile, la titolarità ricade sullo stato.

1948, La nascita della Repubblica Italiana e la sua Costituzione

La Legge Bottai non riceve nei primi anni della sua entrata in vigore nessuna applicazione
(per via dei conflitti mondiali) sopraggiungerà dunque in lungo periodo di ineffettività
 Con la fine della guerra cambia la cornice normativa all’intero della quale si va ad
inserire la Legge Bottai, poiché essa nasce in uno stato unitario con monarchia.
 Con la costituzione del 1948 si passa da monarchia a repubblica e cambia
completamente la forma di stato, uno stato Liberal Democratico.
 Si entra all’interno dell’Assemblea Costituente, quella che ha scritto la nostra
costituzione
 L’assemblea Costituente si interessa di dare un riconoscimento all’interno della
costituzione al patrimonio storico artistico. Non erano molte le costituzioni dell’epoca
che si erano poste l’obbiettivo di elevare la tutela del patrimonio storico artistico
all’interno della disciplina costituzionale.
 A questa decisione viene ad aggiungersi quella dell’inserimento della tutela del
patrimonio artistico nazionale non semplicemente nella costituzione ma in una parte
fondamentale della suddetta; Tra i principi Fondamentali (la prima nazione che compirà
un tale gesto)
 Le altre nazioni di conseguenza emuleranno nel corso del tempo l’importanza attribuita
alla tutela del patrimonio storico artistico all’interno della costituzione italiana.

Mentre nello Statuto Albertino non viene citata la tutela delle cose d’arte, la costituzione
fa una scelta completamente diversa: Sancisce nell’Art. 9 due esigenze:
1. L’Obbligo in capo alla Repubblica di promuovere lo sviluppo della cultura
2. Nel comma n°2 la Tutela, l’obbligo di conservazione e valorizzazione.
Ritorna il rapporto tra paesaggio e cose d’arte; “Tutela del paesaggio e del
patrimonio storico artistico”.
 Il Codice della Tutela Dei Beni Culturali del 2004 (tutt’oggi in vigore) è titolato
come “Codice dei beni culturali e paesaggistici”.
 All’interno dello stesso atto normativo troviamo due distinte sezioni, concepite
insieme ma con esigenze di tutela distinte

Dopo l’entrata in vigore della Costituzione

Dopo un decennio dalla fine della seconda guerra mondiale inizia ad affiorare a livello
internazionale una Nuova Nozione che condizionerà profondamente l’ordinamento della
costituzione italiana.
La nozione di “Beni Culturali” non è presente nel testo del 1948 (ma “Patrimonio Storico
Artistico”). Dal 1954 attraverso una convenzione; Trattato internazionale, che in questo caso
ha ad oggetto la protezione dei beni culturali, in caso di conflitto armato.
 Convenzione Aja 1954
Con essa si cerca di trovare un accordo tra gli stati affinché queste distruzioni non si
producano in caso di conflitto bellico.