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N. 00095/2015 REG.PROV.COLL.

N. 00425/2014 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 425 del 2014, proposto da:

Omnia Costruzioni S.r.l., rappresentata e difesa dall'avv. Gianni Zgagliardich, con domicilio eletto presso lo
studio del medesimo, in Trieste, Via F. Filzi n. 8;

contro

Comune di Trieste, rappresentato e difeso dall’avv. Maria Serena Giraldi, elettivamente domiciliato presso
gli uffici dell’Avvocatura comunale, in Trieste, Via del Teatro Romano n. 7;

nei confronti di

Mg EdilRental Group S.r.l., non costituita;

Building Strade S.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti Giovanni Borgna, Stefano Sacchetto e Andrea
Zuccolo, con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Trieste, Via S. Nicolò n. 21;
Secis S.r.l., rappresentata e difesa dall'avv. Oliver Cristante, domiciliata ex lege presso la Segreteria
Generale del T.A.R., in Trieste, Piazza Unità d’Italia n. 7;

per l'annullamento, previa sospensione cautelare dell’efficacia:

- della determinazione dirigenziale n. 3031/2014, di data 6.10.2014, del Comune di Trieste di aggiudicazione
definitiva dell’appalto all’Impresa Building Strade S.r.l., comunicata a mezzo pec in data 15.10.2014;

- del verbale di gara di data 21.07.2014, nella parte in cui è stata ammessa alla procedura di gara la MG
EdilRental Group S.r.l., contrassegnata in gara come il concorrente n. 41;

- del verbale di gara di data 21.07.2014, nella parte in cui è stata ammessa alla procedura di gara la Secis
S.r.l., contrassegnata in gara come il concorrente n. 46;

- del verbale di gara di data 23.07.2014, nella parte in cui è stata ammessa alla procedura di gara la Building
Strade S.r.l., contrassegnata in gara come il concorrente n. 186;

- del verbale di gara di data 6.08.2014, nella parte in cui è stata disposta l’aggiudicazione provvisoria a
Building Strade S.r.l.;

- del riscontro all’informativa ex articolo 243 bis, D.Lgs. 163/2006, di data 12.10.2014;

- del contratto che, nelle more, dovesse essere stato stipulato e, allo stato, non noto;

- della consegna dei lavori che, nelle more, dovesse essere stata disposta;

- di ogni altro atto presupposto, conseguente e comunque connesso a quelli impugnati, anche non noto;

con conseguente aggiudicazione dell’appalto in capo alla ricorrente

ovvero in via subordinata per il risarcimento del danno per equivalente monetario.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Trieste, della società Building Strade S.r.l. e della
società Secis S.r.l.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 28 gennaio 2015 la dott.ssa Alessandra Tagliasacchi e uditi per le
parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1.1. Espone la società ricorrente, Omnia Costruzioni S.r.l., di aver partecipato alla procedura aperta bandita
dal Comune di Trieste per l’affidamento del contratto di appalto avente a oggetto il primo lotto dei lavori
per la realizzazione della nuova sede dell’archivio generale comunale presso l’ex caserma Beleno, da
aggiudicarsi secondo il criterio del prezzo più basso determinato mediante ribasso percentuale unitario
sull’elenco prezzi predisposto dalla stazione appaltante.

1.2. Espone altresì la ricorrente che all’esito della suvvista procedura di evidenza pubblica, cui
partecipavano 186 imprese, dopo l’esclusione di cinque offerenti, il cd. taglio delle ali e la determinazione
della soglia di anomalia, al primo posto in graduatoria si collocava la società Building Strade S.r.l. e al
secondo la stessa Omnia Costruzioni S.r.l..

1.3.1. Contesta quell’esito la deducente, secondo cui avrebbe errato il Comune a non escludere dalla
procedura di gara la società MG EdilRental Group S.r.l. per inesistenza/inidoneità della dichiarazione ex
articolo 38 D.Lgs. n. 163/2006, la società Building Strade S.r.l. per vizio nella formulazione dell’offerta, la
medesima società Building Strade S.r.l. unitamente alla società Secis S.r.l. perché le relative offerte
sarebbero riconducibili a un unico centro decisionale.

1.3.2. Ove la stazione appaltante avesse agito nel senso auspicato dalla società Omnia Costruzioni S.r.l. il
contratto sarebbe stato aggiudicato alla ricorrente medesima, di talché parte ricorrente chiede
l’annullamento, previa sospensione cautelare dell’efficacia, degli atti compiutamente indicati in epigrafe,
oltre che al risarcimento del danno nocumento patito in forma specifica ovvero in subordine per
equivalente per monetario.

2. Si oppone alla prospettazione di parte ricorrente l’Amministrazione comunale triestina, osservando, con
riferimento alle prime due doglianze di aver operato in un’ottica sostanzialistica in conformità al
dequotazione operata dal legislatore dei vizi formali delle procedure di gara dei contratti pubblici, e con
riferimento alla terza doglianza di aver ritenuto non sussistere elementi indiziari idonei a sostenere
l’imputabilità delle offerte in questione a un unico centro decisionale, specie tenuto conto che in
graduatoria tra l’offerta della società Building Strade S.r.l. e quella della società Secis S.r.l. si sono inserite
altre tredici offerte. Conclude pertanto chiedendo la reiezione del ricorso proposto dalla società Omnia
Costruzioni S.r.l..

3.1. Si sono costituite in giudizio (con due distinti patrocini) la società Building Strade S.r.l. e, in un secondo
momento, la società Secis S.r.l., anch’esse contestando la prospettazione avversaria e chiedendo il rigetto
del ricorso introduttivo del presente giudizio. Negano, in particolare, di essere state reciprocamente a
conoscenza della rispettiva offerta o comunque di averne concordato i contenuti. Evidenziano, inoltre, che
alla gara hanno partecipato 186 imprese, sicché qualunque accordo fra loro non sarebbe stato in grado di
incidere sull’esisto, e che la società Building S.r.l. avrebbe vinto anche ove la società Secis S.r.l. non avesse
presentato offerta.

3.2. Non si è, invece, costituita in giudizio la società MG EdilRental Group S.r.l., cui pure il ricorso qui in
esame era stato notificato.

4.1. Questo Tribunale, con ordinanza n. 138/2014, ritenuto, a un sommario esame, che nessuno dei motivi
di impugnazione dedotti dalla società ricorrente fosse assistito dal requisito normativo del fumus boni iuris,
denegava la richiesta tutela cautelare.

4.2. L’appello cautelare proposto avverso la suddetta ordinanza era dichiarato improcedibile, a seguito della
rinuncia da parte della società Omnia costruzioni S.r.l., dopo la dichiarazione resa a verbale dalla difesa
comunale che non si sarebbe proceduto alla stipula del contratto in pendenza della pubblicazione della
sentenza del Giudice di primo grado.
5. Successivamente, le parti private depositavano ulteriori memorie difensive e ulteriore documentazione
per sostenere le proprie tesi: il contraddittorio ruotava principalmente attorno al terzo motivo di
impugnazione.

6. All’udienza del 28 gennaio 2015, dopo ampia e articolata discussione, la causa è trattenuta in decisione.

7.1. Preliminarmente, il Collegio deve verificare il superamento della cd. “prova di resistenza”, ovverosia la
prova che, in relazione alle specifiche censure dedotte, l’accoglimento del ricorso arrecherebbe una
qualche utilità, giuridicamente apprezzabile, alla società Omnia Costruzioni S.r.l.. Diversamente, infatti, il
ricorso andrebbe dichiarato inammissibile per carenza di interesse, in quanto inidoneo a consentire il
raggiungimento da parte del ricorrente del bene della vita (aggiudicazione del contratto o riedizione della
gara), cui esso aspira (cfr., T.A.R. Emilia Romagna – Bologna, Sez. I^, sentenza n. 321/2014).

7.2. Sul punto, la società Omnia Costruzioni S.r.l. ha prodotto un elaborato dal quale emerge che essa in
ogni caso risulterebbe vincitrice della gara, ovverosia:

- in caso di accoglimento di uno solo dei motivi di ricorso (con conseguente esclusione, alternativamente,
della società MG EdilRental Group S.r.l., della società Building Strade S.r.l. da sola, ovvero della società
Building Strade S.r.l. unitamente alla società Secis S.r.l.);

- in caso di accoglimento di due motivi di ricorso variamente combinati (il primo e il secondo, con
conseguente esclusione della società MG EdilRental Group S.r.l. e della società Building Strade S.r.l.; ovvero
il primo e il terzo, con conseguente esclusione della società MG EdilRental Group S.r.l., della società
Building Strade S.r.l. e della società Secis S.r.l.; o infine il secondo e il terzo, con conseguente esclusione
della società Building Strade S.r.l. e della società Secis S.r.l.);

- in caso di accoglimento di tutti e tre i motivi di ricorso (con conseguente esclusione della società MG
EdilRental Group S.r.l., della società Building Strade S.r.l. e della società Secis S.r.l.).

7.3. I risultati del surricordato documento di parte ricorrente, che ridetermina la soglia di anomalia e la
conseguente graduatoria, non sono stati contestati dalle controparti.

7.4. Le controinteressate si limitano a sostenere che se la società Secis S.r.l. non avesse partecipato alla
gara, comunque la società Building Strade S.r.l. si sarebbe aggiudicata l’appalto. Il punto è che la società
Secis S.r.l. alla gara ha partecipato e da questo dato fattuale non può prescindersi. Inoltre, se si esclude la
società Secis S.r.l. per violazione dei principi di autonomia e segretezza delle offerte, allora deve
necessariamente escludersi anche la società Building S.r.l., in applicazione di quanto prevede l’articolo 38,
comma 2, seconda parte, D.Lgs. n. 163/2006: in tal modo nuovamente la ricorrente risulterebbe prima nella
graduatoria finale della gara.

7.5. In conclusione la prova di resistenza risulta superata e può dunque passarsi all’esame dei singoli motivi
di illegittimità dedotti da parte ricorrente.

8.1. Il primo motivo di impugnazione, rubricato “Violazione di legge: violazione art. 38, comma I, lett. c),
D.Lgs. 163/2006. Violazione della lex specialis. Eccesso di potere per carenza di istruttoria”, non è fondato.

8.2. La tesi di parte ricorrente è che la stazione appaltante avrebbe dovuto escludere dalla gara la società
MG EdilRental Group S.r.l., per aver reso una dichiarazione, in merito al possesso dei requisiti generali da
parte dei soggetti indicati dall’articolo 38, comma 1, lettera c), D.Lgs. n. 163/2006 cessati dalla carica
nell’anno antecedente la pubblicazione del bando di gara non conforme alla disciplina normativa e a quella
di gara.

8.3.1. Risulta per tabulas che la legale rappresentante della precitata concorrente abbia dichiarato «sotto la
propria responsabilità, di piena e diretta conoscenza fino alla data del 13/11/2013» che la precedente
amministratrice era in possesso dei requisiti generali di partecipazione alle procedure di aggiudicazione dei
contratti pubblici.

8.3.2. Risulta altresì che la dichiarazione è indirizzata a «Comune di Morciano di Romagna» per i «lavori di
riqualificazione arredo urbano e sottoservizi del centro urbano».

8.4.1. Con riferimento al primo aspetto, sintetizzato al punto 8.3.1., ancorché il bando della gara in esame
sia stato pubblicato in data 11.06.2014 e che la dichiarazione resa dalla partecipante non copre l’arco
temporale dell’anno, la stessa deve ritenersi corretta sulla scorta dell’interpretazione che si è consolidata al
riguardo in giurisprudenza.

Da un lato, infatti, va considerato che, trattandosi di una dichiarazione che riguarda stati, fatti e qualità non
del dichiarante ma di un soggetto terzo, essa non può che essere resa nei limiti di quanto a conoscenza del
dichiarante stesso, tenuto conto che il dichiarante assume responsabilità penali in ordine alla veridicità di
quanto dichiarato e che dunque non può essere obbligato a dichiarare quanto non a sua conoscenza (cfr.,
T.A.R. Veneto, Sez. I^, sentenza n. 928/2013).

Dall’altro lato, va tenuto presente che la legge non impone al soggetto cessato dalla carica di rendere la
dichiarazione ex articolo 38 Codice dei contratti pubblici, né all’offerente di indicare le ragioni per cui il
soggetto cessato dalla carica non può o non vuole rendere la dichiarazione medesima (cfr., C.d.S., Sez. VI^,
sentenza n. 2726/2013).

In conclusione, la dichiarazione resa relativamente all’amministratrice cessata dalla società MG EdilRental


Group S.r.l. è stata effettuata nei limiti di quanto legittimamente poteva essere preteso e legittimamente la
stazione appaltante la ha accettata.

8.4.2. Quanto al secondo aspetto, sintetizzato al punto 8.3.2., il Collegio condivide le argomentazioni della
difesa dell’Amministrazione resistente in ordine al fatto che si tratta di un errore puramente materiale, non
idoneo a incidere sulla validità della dichiarazione.

La dichiarazione ha a oggetto il possesso dei requisiti generali di partecipazione alle gare da parte
dell’amministratrice cessata e il contenuto di tale dichiarazione, per definizione, non può cambiare a
seconda del destinatario di essa o della procedura per cui è resa. Anche ove la dichiarazione in questione
fosse stata intestata al Comune di Trieste e fosse stata resa per la procedura di gara per cui è causa,
comunque avrebbe avuto il medesimo contenuto.

Di talché, non può escludersi dalla gara una concorrente per un vizio meramente formale della domanda di
partecipazione, tale da non incidere sulla idoneità a partecipare e sul contenuto dell’offerta presentata.

9.1. Parimenti infondato è il secondo motivo di impugnazione, intitolato “Violazione di legge: violazione art.
82, comma 3 bis, D.Lgs. 163/2006. Violazione del disciplinare di gara. Eccesso di potere per carenza
dell’istruttoria”.

9.2. Sostiene parte ricorrente che la stazione appaltante avrebbe dovuto escludere dalla gara la società
Building Strade S.r.l., per aver presentato un’offerta non conforme alla disciplina normativa e di gara.
9.3. Il disciplinare di gara stabiliva che l’offerta presentata dai partecipanti dovesse indicare «il ribasso
percentuale unico, espresso in cifre e in lettere, rispetto all’elenco prezzi unitari posto a base di gara, al
netto degli oneri per la sicurezza».

9.4. Ora, risulta per tabulas che la società Building Strade S.r.l. abbia indicato in cifre e in lettere la
percentuale del ribasso (20,600%) sull’importo a base d’asta (€uro 1.656.080,46) e solo in cifre l’importo
netto offerto (€uro 1.314.927,89).

9.5. La mancanza non è tuttavia tale da non consentire di comprendere il contenuto dell’offerta della
controinteressata.

Innanzitutto, la lex specialis di gara chiedeva l’indicazione in cifre e in lettere del ribasso: e tale indicazione
non manca.

In secondo luogo, vi è perfetta coincidenza tra il ribasso indicato e il prezzo offerto.

Infine, la società Building Strade S.r.l. ha precisato le singole sottovoci in cui si scompone il prezzo offerto, e
segnatamente il costo della manodopera distinta per livelli, i costi ex lege per la sicurezza, il prezzo
complessivo offerto incluse spese generali e utile, al netto delle due precedenti voci. In definitiva, l’offerta
risulta completa e legittimamente il Comune ha ritenuto di ammetterla alla procedura comparativa.

10.1. Con il terzo motivo di impugnazione, epigrafato “Violazione di legge: violazione art. 38, comma 1, lett.
m-quater e comma 2, seconda parte (comprese le lett. a), b) e c)), D.Lgs. 163/2006. Violazione del
Disciplinare di gara. Eccesso di potere per carenza di istruttoria. Violazione del principio di segretezza delle
offerte”, sostiene la ricorrente che le offerte presentate dalla società Building Strade S.r.l. e Secis S.r.l.
fossero riconducibili a un unico centro decisionale, con la conseguenza che entrambe le offerenti andavano
escluse.

10.2. Indica a tale fine quali indizi del collegamento di tipo sostanziale:

a) che si tratta di società a ridotto capitale sociale, con un’elevata componente personale, e in cui la forma
della società di capitali è solo un vestito esterno;

b) che le due società hanno il medesimo oggetto sociale;

c) che le due società hanno un ridotto numero di soci;

d) che le due società hanno soci con intrecci familiari tra loro e con gli amministratori e i tecnici;

e) che le due società hanno soci tra loro residenti e domiciliati nelle stesse abitazioni;

f) che le due società sono collegate a una terza, la Nuova Secis S.r.l.;

g) che con diciassette giorni a disposizione i delegati delle due società hanno svolto il sopralluogo il
medesimo giorno a mezz’ora di distanza;

h) che dalla perizia fatta eseguire dalla ricorrente sugli originali conservati presso gli uffici comunali, sia
emerso che con ragionevole certezza che parte delle offerte delle due società sono state scritte dalla stessa
mano;

i) che le offerte delle due società sono state redatte, specie nella parte discorsiva, con analoghe modalità
grafiche e di contenuto;
l) che le due società sono state costituite con atto ricevuto dal medesimo notaio;

m) che le due società hanno adempiuto all’obbligo di prestare la cauzione provvisoria con fideiussione
bancaria rilasciata dal medesimo istituto di credito;

n) che le due società hanno offerto ribassi percentuali che si differenziano tra loro per meno dello 0,500%
(precisamente, il 20,660% la società Building Strade S.r.l. e il 20,966% la società Secis S.r.l.);

o) che dalla comparazione con altre cinquanta gare emerge che per dodici volte i plichi delle due società
sono giunti alla stazione appaltante in esatta successione tra loro e che le due società utilizzano i medesimi
subappaltatori e collaboratori in associazione temporanea;

p) che le due società sono state qualificate dalla medesima SOA;

10.3. Replicano le controparti, contestando la rilevanza degli elementi portati dalla ricorrente a sostegno
delle proprie tesi, prospettando la causalità di alcune similitudini ed evidenziando le differenze tra le due
offerte.

10.4.1. Il Tribunale, all’esito di un più approfondito esame, ritiene di rivedere la posizione assunta in sede
cautelare.

10.4.2. L’articolo 38, comma 1, lettera m-quater), D.Lgs. n. 163/2006 stabilisce che siano escluse dalle gare
le imprese «che si trovino rispetto a un altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una
situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se
la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro
decisionale».

La formulazione della norma è tale da escludere che la sanzione dell’esclusione dalla gara sia ancorata alla
idoneità del collegamento a incidere sull’esito della gara stessa. Essa, invero, tutela il leale e effettivo
confronto concorrenziale dal pericolo di offerte non segrete, non serie e non e indipendenti, e non la
tangibile lesione del suddetto interesse (cfr., T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II^, sentenza n. 4810/2014).

Ne consegue che se anche alla gara, che qui si esamina hanno partecipato 186 concorrenti, per cui
l’eventuale accordo tra la società Building Strade S.r.l. e la società Secis S.r.l. non avrebbe potuto incidere
sull’esito della procedura stessa, comunque, ove l’accordo fosse ritenuto sussistere, la sanzione
dell’esclusione va applicata. Diversamente, d’altro canto, la forza di deterrenza della norma risulterebbe
estremamente ridotta.

10.4.3. Per quanto attiene l’onere della prova, va ricordato come la giurisprudenza sia ferma nel richiedere
una pluralità di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, idonei a sorreggere la presunzione – semplice
- di una situazione di distorsione delle regole del libero confronto concorrenziale (cfr., C.d.S., Sez. VI^,
sentenza n. 1091/2013). Nel tempo, sulla scorta della casistica, si è proceduto a una tipizzazione di tali
indici di collegamento sostanziale.

Peraltro, il Collegio deve convenire con parte ricorrente laddove osserva che proprio tale tipizzazione
giurisprudenziale ha fatto sì che gli operatori più avveduti evitino quelle situazioni di ordine formale in cui il
collegamento è più facilmente percepibile, quali esemplificativamente la medesima sede sociale, l’invio di
plichi contenenti le offerte in successione, la presentazione di polizze fideiussorie a garanzia rilasciate dal
medesimo operatore lo stesso giorno e con numerazione progressiva.
E’, dunque, compito prima della stazione appaltante in sede di gara e poi del Giudice in sede di esame di
legittimità dell’operato di questa svolgere un’indagine maggiormente sostanzialistica, senza tuttavia
trasmodare in una, non consentita, compressione della libertà di iniziativa imprenditoriale.

10.4.4. Orbene, mantenendosi rigorosamente all’interno dei suvvisti limiti, questo Tribunale ritiene che
alcuni degli elementi indiziari offerti al proprio apprezzamento da parte della ricorrente siano idonei a
sostenere la conclusione dell’esistenza di una situazione di collegamento sostanziale, che in quanto non
dichiarata conferma il pericolo di un unico centro decisionale cui ricondurre le offerte presentate delle
società Building Strade S.r.l. e Secis S.r.l..

Dalla documentazione versata in atti emerge, invero, che la società Building Strade S.r.l. ha capitale sociale
pari a €uro 11.000,00 e 4 soci, ovverosia Cavallin Emil che detiene una quota pari al 67%, Barbaro Camilla
che detiene una quota pari al 20%, Cosma Massimo che detiene una quota pari all’ 8% e Cavagna Italo che
detiene il rimanente 5%.

La società Secis S.r.l., a sua volta, ha capitale sociale pari a €uro 15.600,00 e 2 soci, ovverosia Cavallin Ugo
che detiene una quota pari all’ 80% e Contestabile Fabio che detiene il rimanente 20%. La società Nuova
Secis S.r.l., infine, ha capitale sociale pari a €uro 10.400,00 e 3 soci, ovverosia Cavallin Ugo che detiene una
quota pari al 68%, Contestabile Fabio che detiene una quota pari al 22% e Cavallin Emil che detiene il
rimanente 10%.

Dalla documentazione versata in atti emerge altresì che il signor Cavallin Ugo e il signor Cavallin Emil sono
padre e figlio e ancora convivono; e che il signor Contestabile Fabio e la signora Barbaro Camilla sono
marito e moglie, tutt’ora conviventi.

10.4.5. In definitiva, le due società in esame risultano entrambe fortemente connotate in senso
personalistico, in considerazione dell’ammontare, piuttosto contenuto, del capitale sociale e del numero,
assolutamente limitato, dei soci. Ancor più esse risultano intrecciate per effetto degli incrociati rapporti di
parentela e di coniugio tra i soci dell’una e quelli dell’altra e per la partecipazione congiunta in una terza
società.

In questo quadro, «non appare […]molto verosimile che in un unico gruppo familiare, con distribuzione
incrociata delle quote e delle cariche delle due società tra i componenti del medesimo gruppo, vi sia stata
una separazione – dal punto di vista informativo e delle comunicazioni che intercorrono tra tali componenti
– così rigorosa, da consentire la presentazione di offerte distinte, oltre che formalmente, anche
sostanzialmente» (cfr., T.A.R. Toscana, Sez. II^, sentenza n. 507/2012). E’ inverosimile che padre e figlio,
ovvero marito e moglie, con interessi economici in imprese che operino nello stesso settore mantengano la
massima riservatezza su questioni che involgono interessi economici così rilevanti come quelli dell’appalto
in esame.

10.4.6. La conclusione trova ulteriore conferma nella identità di grafia che ha redatto l’offerta di una delle
due società e parte di quella dell’altra.

Sul punto, la prova fornita da parte ricorrente risulta maggiormente attendibile, tenuto conto che da un
lato, la perizia grafologica è stata asseverata, e dall’altro, e ancor più rilevante, che la stessa è stata eseguita
sugli originali. Di contro, la controinteressata Building Strade S.r.l. si è limitata a un parere, non asseverato,
effettuato su scannerizzazioni degli originali. Il Comune, a sua volta, non ha nemmeno ritenuto di offrire
una controprova di pari valore.
Né può concordarsi con la difesa dell’Amministrazione resistente, laddove rileva che lo stesso perito di
parte ricorrente non giunge a una conclusione certa ma solo probabilistica.

In disparte il fatto che il perito parla di “ragionevole certezza” e non di probabilità, vero è che la certezza
assoluta non è raggiungibile in una prova di tale tipo, in cui si tratta di inferire da dati materiali certi (il
documento cartaceo) dati incerti (l’autore della scrittura).

Pertanto, la “ragionevole certezza” configura uno standard di prova sufficiente ai fini che qui rilevano.

10.5. Il Tribunale ritiene dunque che gli elementi sopra ampiamente scrutinati siano tali da inferire la
riconducibilità a un unico centro decisionale delle offerte presentate dalla società Building Strade S.r.l. e
Secis S.r.l., che dunque andavano escluse dalla gara.

11.1. L’accoglimento del terzo motivo di impugnazione comporta l’annullamento degli atti impugnati.

11.2. Non possono di contro trovare accoglimento le domande risarcitorie, in forma specifica e in subordine
per equivalente proposte dalla ricorrente, vieppiù tenuto conto che a quanto consta il Comune non ha
proceduto alla stipula del contratto con la società Building strade S.r.l. in pendenza del presente giudizio.

Spetta alla stazione appaltante riattivare la procedura di gara, assumendo le conseguenti decisioni anche in
ordine alla aspettativa della società ricorrente di vedersi aggiudicato l’appalto per cui è causa. Il che, altresì,
esclude allo stato di dar luogo al risarcimento per equivalente, ben potendo le aspirazioni della deducente
all’esecuzione del contratto ancora trovare piena attuazione (cfr., T.A.R. Sardegna, Sez. I^, sentenza n.
62/2014).

La complessità della vicenda, anche in punto di fatto, giustifica nondimeno l’integrale compensazione delle
spese di lite tra le parti costituite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia (Sezione Prima), definitivamente
pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie.

Compensa integralmente le spese del giudizio tra le parti costituite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Trieste nella camera di consiglio del giorno 28 gennaio 2015 con l'intervento dei magistrati:

Umberto Zuballi, Presidente

Manuela Sinigoi, Primo Referendario

Alessandra Tagliasacchi, Referendario, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 20/02/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)