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LETTERATURA ITALIANA

Le origini: Primo esempio considerato il “laudes creaturarum” (1224) di San Francesco d’Assisi. (In ritardo
in panorama europeo--dove già da XI e XII secolo si ha forma di letteratura indipendente)

Principali letterature di riferimento:

Langue d’oil ( nord ovest Franciagrandi feudi regno di Francia):

 Soprattutto EPICA Chanson de geste (Carlo Magno e suoi paladini contro Saraceni. Eroi nazionali
di Francia). Più famosa: Chanson de Roland ( anonimo XI sec)
 Produzione di ROMANS ‘Romanzi cortesi’ ( singolo cavaliere o ristretto numero in cerca di
oggetto magico o di salvataggio damigella in pericolo). Cicli narrativi più vari (classici e leggendari).
Più famoso: Chrètien de Troyes ( seconda metà XII sec)

Langue d’oc ( Provenza e Aquitaniapiccole corti indipendenti):

 Poesia prevalentemente LIRICA di vario argomento (amoroso, comico, politico, guerresco)e da


poeti di diverse estrazioni sociali ( anche se solitamente nobili) TROBADORS ( trobar=comporre
poesie). Al pubblico dell’epoca esposti valori feudali rapporto uomo donna come vassallatico.
“amor cortese”.

Poesia trobadorica penetra in Italia per:

 Immigrazione massiccia trovatori in Italia settentrionale per guerre di religione in Provenza ad inizio
XIII secolo (catari perseguitati da papa Innocenzo III in crociata europea 1209)
 Tradizione lingua d’oil da molto tempo in Sicilia per dominazione Normanna
 Formazione di letteratura ibrida franco-veneta in ‘200/’300 da cui romanzi cavallereschi padani.

Italia suddivisa in tripartizione politica:

1. Comuni ( al Nord) divisi nelle fazioni di Guelfi e Ghibellini


2. Stato della Chiesa (al Centro)
3. REGNO DI SICILIA (A Sud dalla Campania)
Dagli anni ’30 sul trono Federico II di Svevia (Imperatore germanico+re Sicilia da madre Costanza
d’Altavilla), illuminato e geniale: ridimensione potere dei papi e avvio politica culturale libera e
disinibita di impronta fortemente laica incentivo a scienza, letteratura, filosofia in cambio con
modelli francesi e tedeschi)

LA SCUOLA SICILIANA. ( terzo decennio del ‘200)

Federico II si circonda di sceltissimo corpo di poeti per dare ad Italia scuola poetica di alto prestigio

 Poeti funzionari: Aderenti in toto a modelli loro imposti da sovrano


 Siciliano illustre (numerosi provenzalismi+ ripulito da aspetti plebei)
 Da trovatori canzone e ballata
 Invenzione del sonetto e messa a punto dell’endecasillabo
 Abbandono di ogni tema politico per assolutismo leitmotiv amor cortese

Con morte Fed II in 1250 scuola si disgrega ( Sicilia in guerra contro Clemente IV e Carlo d’Angiò)
Poeti siculo toscani

Tra 1250 e 1270 transcodificazione canzonieri in Siciliano in toscano. Nuovo centro poesia diventa italia
centrale.

Nuova corrente di poeti di eredità sicula ma adattata al nuovo contesto politico-culturale:

 Allargamento tematico ritorno a matrice politico civile e moralistica (comuni)


 Nessun dialetto illustre né alcun principio unificatore

Principali esponenti:

Bonagiunta Orbicciani ( Lucca), Chiaro Davanzali ( Firenze) e GUITTONE D’AREZZO:

 Misto lessicale alto-basso in volgare aretino


 Dense rime civili ( trobar clus arnautiano)
 Ahi lasso or è stagion del doler tanto modello canzone civile ( batt. Montaperti 1260)
 Artificiosità ostentata e virtuosistica. Stile sovraccarico e difficile

In stessi anni e luoghi anche POESIA COMICA

 FILIPPO RUSTICO
 CECCO ANGIOLIERI ( fine X secolo). Senese. ( contro valori sociali, insoddisfazione continua e brama
di piaceri continui e di eccesso, contro lo stilnovo e l’ideale di donna)

Poesia di argomento sacro:

Sempre in 1200 consolidamento letteratura sacra e fermento religioso. Nascita ordini DOMENICANO (st
Domenico di Guzmàn. Predicatori e dotti teologi. Difesa ortodossia) e FRANCESCANO (prassi e mescolanza
con gente comune)

Nuova forma di preghiera e spiritualità della LAUDA lode e ringraziamento a Dio o ad un santo
( soprattutto Cristo e Madonna) anche veri e propri laudari.( piu fam. Il cortonese )

IACOPONE DA TODI ( cr.1230/1306) Frate francescano spirituale(non conventuale. Più intransigente) dopo
morte moglie.

 Motivi ricorrenti polemica spirituale ( anche valore storico)


 No religiosità gioiosa Francesco ( iaculator domini) ma povertà, umiliazione e ricerca del dolore
(unica via di purificazione) con rifiuto e ascesi
 Rimproveri accesi contro Chiesa e contro suo papa Bonifacio VIII
 Notevole sperimentazione linguistica.
 Invenzione laude drammatica ( agita da attori dialoganti. Poi sacra rappresentazione)

Prosa di argomento profano ( soprattutto in e da lingua d’oil)

BRUNETTO LATINI:

 Tresor: enciclopedia dello scibile dell’epoca. In francese. Non concluso. Inseparabilità di prassi
intellettuale da prassi politica. Ars oratoria giunzione tra le due
 Tesoretto: incompiuto. Compendio in unico poemetto allegorico-morale tutto sull’umano. Racconto
visioni avute in esilio in francia
 Vita attiva: guelfo prestigioso e abile maestro di retorica.

MARCO POLO

 IL MILIONE: lingua francese. Suoi viaggi in oriente. Dettato a compagno di prigionia Rustichello da
pisa. (1295/99)

IL NOVELLINO

 Raccolta anonima 100 brevi apologhi in volgare fiorentino. Fine XIII secolo.
 Tipici temi cortesi d’amore e cavalleria
 Fabliaux ( brevi racconti in versi diffusi in Francia tra XII e XIII secolo. Molto licenziosi e incentuati s
motti di spirito e varie situazioni comiche)

Guido Guinizzelli ( 1230-1276, Bologna, da famiglia dell’alta borghesia)

 Produzione poco abbondante ( morto giovane): 5 canzoni+15 sonetti ( più due canzoni e due
frammenti di incerta provenienza)
 Più vicino a spirito e moduli di scuola siciliana che a scuola di Guittone (molto polemico. Poi
stilnovo)
 Due principali filoni tematici:
LODE DELLA DONNA AMATA (motivo autonomo e assoluto)
IMPOSSIBILITA’ DI CONOSCERE LA DONNA (poi Cavalcanti) da cui difficoltà interiori ed eventi
tragici. Filone drammatico poesia d’amore lentiniana.
 Poesia nelle dinamiche politico culturali comunali cittadine importante per formzione
dell’individuo nella società
 L’IO al centro dell’analisi poetica. Centralità dell’individuo.
 Identità amore-cor gentile ( poi stilnovo). “Al cor gentil rempaira sempre amore”
Nuova gerarchia spirituale e sociale amore segno d’appartenenza ad elite intellettuale e civile.
Non su base di sangue ma di cuore
 Nodo di congiunzione tra poesia siciliana aulica e poesia toscana prestilnovistica dell’Italia
centrale. Per Dante padre dello Stlinovo. Anche se generazione precedente e altre cose non
stilnovo.

LO STILNOVO

Contesto storico:

 Da sviluppo incredibile di Firenze urbana in ‘200. Volgare come principale mezzo di


comunicazione. Conflittualità tra comuni stimolante letterariamente
 Nuovo tipo di intellettuale colto e altoborghese che lega la poesia alla politica con riflettendo
sul destino dell’uomo

In questo contesto nasce movimento letterario di avanguardia:


 Consapevolezza di appartenere ad un elite, secondo i modelli più moderni del panorama italiano ed
europeo. Volgare e d’avanguardia.
 Termine Dolce Stilnovo da Dante in Pur. XXIV. In bocca a Bonagiunta Orbicciani.
 AMICIZIA tra vari componenti di tale gruppo: soprattutto Dante, Guido Cavalcanti, Lapo, Cino da
Pistoia
 RETROTERRA COMUNE:
1)FENOMENO AMOROSO come elemento essenziale per la conoscenza e la coscienza dell’uomo
2)NECESSITA’ DI UNO STILE NUOVO per sintassi, lessico e musicalità ( soave e piano, dolce)
3)OSTILITA’ VERSO ARTIFICIOSITA’ DI GUITTONE e dei suoi seguaci

 STILE: unica lingua comune: fiorentino illustre che parte da siciliani e provenzali ma in ostilità con
Guittone.
Metrica aperta e lineare. Poco complessa.
Largo spazio alla ballata (soprattutto cavalcanti)
Svincolati da provenzalismi

 TEMI E CONTENUTI: Quasi esclusivamente l’esperienza amorosa. Amore come elemento ispiratore,
che detta al poeta. Esperienza universale, non soggettiva. Dalla forza superiore di amore.
Interiorità, non dialogo.
1)LODE DELLA DONNA AMATA: (già Guinizzelli)
Donna come strumento di una conoscenza ulteriore. Donna quanto più perde il suo carattere
materiale e umano per uno completamente astratto e spirituale. Nome ma non volto. Tramite lei
nell’uomo nobile si attiva la potenza d’amore in lui insita.
In Cavalcanti aspetto negativo, in Dante aspetto positivo.

2)IDENTITA’ TRA AMORE E CUORE NOBILE. Non sangue ma indole. Capacità di intendere e provare.

3)FUNZIONE SOCIALE DI LETTERATURA E DI INTELLETTUALE: poesia in grado di esprimere e scoprire i


bisogni dell’uomo di felicità e conoscenza. Per questo poeta è artista . Ed essendo l’amore un entità
assoluta anche chi lo canta diventa individuo assoluto che rappresenta l’umanità nel suo insieme.

Dunque poesia di riflessione sull’io e sulle sue problematiche.

Guido Cavalcanti. 1259-agosto 1300. Guelfo bianco mandato in esilio anche da Dante a Sarzana nel giugno
del 1300)

 4 canzoni, 11 ballate, 36 sonetti, 1 mottetto


 Morte dell’io a causa dell’Amore e suoi effetti come forza devastante e mortale. Causa
dell’irrazionalità irrefrenabile delle passioni che provoca.
 Passione amorosa comune per fisiologia a tutte le anime nobili
 Non possibile conoscenza della donna . Solamente un mezzo, astratto e impersonale tramite cui
amore penetra animo umano. Amore costringe uomo a far conti con se stesso e sue angosce.
Perdita di razionalità conduce uomo a frammentazione dell’anima ed al conflitto interiore.
 Amore come PSICOMACHIA. Battaglia naturale tra la concupiscenza ( desiderio carnale anima
sensitiva) e virtus intellectiva di anima razionale. Nemico interno. Anche da Averroè e Aristotele
(anche se poesia unica in grado di rappresentarlo).
 Profonda analisi psicologica dell’animo umano. Funzione vitale poesia. Frammentazione animo
umano.
 Amore e morte facce di stesso stato mentale. Angoscia spiega all’uomo sua identità. Poeta deve
viverlo a fondo per rappresentarla. Toni della visione, non narrazione. Poeta diventa modello
universale dell’uomo.
 Nuovo tipo di intellettuale: specialista di parlato ma anche di filosofia e scienza. Destinato a ruolo di
spicco in società. Immerso in riflessione e perciò quasi incompreso dal mondo intero. Poi fortuna
tale rappresentazione.
DANTE ALIGHIERI.

Firenze 1265/ Ravenna 1321. Famiglia guelfa della piccola nobiltà decaduta ma ancora piuttosto agiata.
1274 primo incontro con Beatrice. Giovinetta destinata a morte prematura e ad incarnare valori di donna
angelo ( in Vita Nova e Commedia). Frequentazione grande intellettuale e politico Brunetto Latini ( da cui
importanza di poesia con funzione civile volta al bene comune.

Amicizia e influenza culturale di GUIDO CAVALCANTI con cui stile antiguittoniano diverso da quello della
primissima produzione. Stessa parte politica. Partecipano attivamente a vita politica e culturale fiorentina
Poi raffreddamento rapporti e senso di colpa quando questo morirà a pochi mesi dall’esilio comandato da
commissione in cui anche lui presente. Loro amicizia soprattutto sul piano poetico però.

Loro primo e principale modello Guinizzelli. Di cui si fanno continuatori delle intuizioni. Circolo eletto dello
Stilnovo con Guinizzelli, Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Cino da Pistoia, Dino Frescobaldi. Superiorità
culturale collettiva. Maggior capacità di capire ed esprimere Amore.

Lato “positivo” dell’amore. Suoi effetti e conseguenze esistenziali in ricerca finalizzata alla felicità. Amata
esaltata come creatura mandata da Dio. Anche sola lode da la felicità.

LA VITA NOVA. 1293/94

 Vicende del suo amore per Beatrice, incontrata a 9 anni in 1274, morta anzitempo e esaltata ome
esempio miracoloso di valore e virtù. Trasposizione su piano laico di vita di santa. Beatrice non è
come un angelo, è un angelo.
 Donna è stimolo all’introspezione spirituale e fonte di ispirazione poetica
 Amore intima unione di individuo con inesprimibile e divino.
 Innovazione decisiva della storia della lirica in volgare: è un PROSIMETRO (opera mista di prosa e
poesia). Primo canzoniere lirica europea. ( Poi Petrarca)

FILOSOFIA E IMPEGNO POLITICO.

 Legge alcuni classici. Il De amicitia di Cicerone e la Philosophiae consolatio di Boezio. Studia


filosofia e teologia. Soprattutto Aristotele. Già dal 1290. Finita l epoca della giovinezza e delle
rime d’amore.
 Impegno sempre maggiore in vita pubblica fiorentina. Grandi questioni morali e politiche.
Dante aspira dunque ad essere un poeta morale. Qui prime rime “morali”. Stile più elevato,
toni quasi sacrali. Forma metrica della Canzone
 Ricerca formale e sperimentale. Genere “comico-realistico”. Ciclo delle rime petrose (da Petra,
donna amata, assimilata a pietra per la sua durezza), 1296/98. Stile oscuro e difficilericerca di
nuove e differenti strade. Interesse verso le parole in rima ( già Arnaut Daniel)
 A Firenze periodo di grave crisi. 1295. Si iscrive a corporazione dei medici e degli
speziali(attenuati “ordinamenti di giustizia” di Giano della Bella. Conflitti sanguinosi tra partiti
dei Bianchi e dei Neri. Lui si schiera per garantire la libera autonomia del comune (i neri con
Bonifacio VIII volevano un maggior controllo papale e questo stesso aveva inviato il legato
pontificio Carlo di Valois per sostenere sua ascesa)
 Per lui cultura necessaria come strumento di mediazione tra le parti in conflitto. Astenersi da
faziosità. Da qui suo comportamento politico.
 In 1301 Neri prendono il potere e danno caccia a Bianchi. 1302 Dante condannato all’esilio.
L’ESILIO

 Grande sciagura della vicenda biografica di Dante. Proiettato con violenza in dimensione regionale
e “nazionale”
 Diventa intellettuale “italiano”, poi anche “cosmopolita”. Modello ideale di filosofo mediatore tra
coloro che non hanno potuto studiare e l’altissima cultura.
 Rischi e incomprensioni dell’intellettuale verso la società. Esere intellettuale “comunale” espone a
rischi di lotta politica e conflitto.

Da qui dunque nuove CANZONI MORALI legati a questa sua condizione.

Scritti anche due trattati:

DE VULGARI ELOQUENTIA: scritto in latino per pubblico dotto per affermare importanza e raggiuta classicità
delle nuove poesia in volgare. Sua dignità letteraria.

IL CONVIVIO: scritto in volgare. Mediazione per pubblico non colto di contenuti filosofici e scientifici più alti.
Dimostrare importanza e necessità della funzione sociale degli intellettuali.

In entrambi:

1)senso dell’esistenza e dell’importanza del ceto intellettuale. Cultura deve svolgere un ruolo attivo e
positivo. Elite intellettuale che svolga una funzione di guida all’interno della società.

2)ripensamento complessivo propria esperienza personale e stilnovistica. Dimensione “nazionale”. Cultura


ha bisogno di situazione protetta in cui poter operare.

Entrambi rimangono incompiuti per inizio progetto Commedia.

MENTRE SCRIVE LA COMMEDIA

 Periodo particolarmente della sua vita. Soggiorni vari tra Treviso, Venezia e Padova. Sostegno ad
imperatore Arrigo VII. Arrigo muore in 113 a Buonconvento dopo inutile assedio a Firenze. Per
appoggio ad Arrigo, Dante viene escluso dall’amnistia concessa ai fiorentini esuli in 1311.
 1313/19. Verona presso corte di Cangrande della Scala( a cui offerti primi 10 anni paradiso e in
epistola spiegate molte cose su commedia). 1315 rinuncia nuova amnistia per condizioni infamanti.
Ancora condannato a morte. 1313-18 scrive nuovo trattato DE MONARCHIA:
 Composto in latino. Corrispettivo sul piano politico della commedia.
 Papato e Impero istituzioni universali volute da Dio per la salvezza e la felicità di tutti gli
uomini. Ora in crisi a causa del “disordine del mondo”. Necessaria la collaborazione tra i
due poteri.

COMEDIA

 Composizione tra 1304 e 1321 (inferno fino a 1310, purgatorio 1315, paradiso 1321)
 Riflessione globale sull’esperienza umana sottratta a storia e leggi di tempo e spazio in dimensione
universale e ultraterrena. Esperienza biografico culturale e storica in un poema metafisico religioso
con valore universale
 Viaggio interiore e penitenziale. Riflessione critica sui peccati dell’uomo e dell umanità
contemporanea e storica. Accostamento personaggi presente e passato. Giubileo spirituale
 Carattere profetico. Dante si pone come un nuovo Mosè con una missione affidatagli da Dio stesso
che lo legittima e dà all’opera un valore sociale di profezia. Compito di svelare il Vero e salvare
umanità in pericolo da Pietro stesso.
 Spiegazione delle ragioni e del senso del poema nell’ Epistola a Cangrande che accompagna il dono
dei primi 10 canti del Paradiso. Carattere polisemico con metodo allegorico.
 Con Commedia sua fama consolidata. Muore il 13 settembre a Ravenna in 1321.
 Sperava con questa di poter tornare a Firenze a cui sempre volto l’animo.
 Nuovo modello di letteratura. Autore può creare con la fantasia e la parola un altro mondo. Poesia
che serve anche per affrontare i mali della vita.

L’ARGOMENTO E IL SENSO:

 Titolo dall’epistola a Cangrande. Comedìa (opera all’inizio triste ma di fine lieta e di stile umile)
in opposizione alla tragedia (da situazione felice a triste in stile alto). Aggettivo divina aggiunto
per la prima volta da Boccaccio.
 Scritto nella “lingua delle donnette” perché funzione salvifica che deve arrivare a tutti ( come
Bibbia) secondo un senso letterale ( vita delle anime dopo la morte) e allegorico ( rapporto tra
colpe e pena?). poeta diviene profeta e poeta teologo.
 Necessità di guide sicure. L’uomo d solo non basta. Virgilio in Pur. e Inf. (ragione umana e
grande predecessore epico) e Beatrice in Par. (grazia e sapienza divina)
 Posto nel passaggio dalla gioventù alla maturità. Quasi percorso di crescita e formazione.
Esame di coscienza su propria vita fino a quel momento.
 Catalogazione colpe e strutture da Aristotele. Gerarchicamente ordinato su 3 tipologie di
peccato: incontinenza ( lonza), violenza ( leone), frode ( lupa)
 Viaggio attraverso la memoria di Dante, dei suoi contemporanei e di quella collettiva dell’intera
umanità. Presente rievoca e giudica il passato usando fatti e personaggi storici come exempla.
Oltretomba è rappresentazione dl presente e della storia secondo giudizi e emozioni del suo
protagonista storico.
 Ordinata secondo i precetti della retorica antica e medioevale. Secondo l’arte della memoria o
“mnemotecnica”:1) regola della concretezza
2)regola della visualizzazione
3)regola della “configurazione topica”
4)regola della localizzazione
5)regola dell’itinerario mnemonico
 Simmetria tra tre grandi luoghi rappresentati, di contenuto, forma e numericaente.
 Viaggio autorizzato. Dante investito da missione divina. Memoria dell’io protagonista dunque
garantita “autorevolmente” da Dio.
 Memoria delle parole. Serie ritmiche identiche o quasi. Rete di relazioni tra parole e temi.
Creazione di coinvolgimento diretto da cui efficacia della poesia per riflettere, giudicare e
giudicarsi.
 Vastissima gamma passioni umanità storica e contemporanea attraverso il punto di vista
cristiano e suo personale. Duplice piano: sistema coerente e organico del mondo e quello di un
individuo storico. Ragioni collettive e individuali che si intrecciano.
3 principali fili conduttori tematici:
1)il percorso etico-religioso ( Dante rappresentante dell’intera umanità, lunga galleria di
personaggi e che rappresentano decadenza e crisi di Chiesa e suoi ordini.
2)il percorso politico (investitura di poeta-profeta lo spinge a rivedere egudicare proprio tempo
e vicissitudini che lo hanno coinvolto direttamente proiettandole su un piano metafisico di
verità assolute consegnate a lui solo. Giudice del mondo contemporaneo e vendicatore di se
stesso e di propria storia esistenziale e politica. Dante è un nuovo Enea cristiano che deve
condurre gli uomini attraverso tale viaggio salvifico ultraterreno all’equilibrio tra potere
temporale e spirituale.
3) il percorso poetico (ripercorre tutta storia della lirica volgare, in rassegna tutta la tradizione
volgare romanza e latina. Incontro con cinque maggiori poeti del canone classico, Virgilio
Omero Orazio Ovidio Lucano, indica Dante insieme successore dei grandi classici e colui scelto
per sopravanzarli. Poi anche riflessione storiografica e penitenziale su propria biografia poetica.
Ininterrotta autoanalisi letteraria.)

DAI COMUNI ALLE SIGNORIE. ( XIV secolo)

In crisi il sistema economico che aveva dato benessere al secolo precedente:

Carestie da cui reazione a catena (1313-17) sottoalimentazioneepidemie ( peste 1348) decremento


demografico mancanza di manodoperapovertà e mancanza di risorse crisi mercato e manifattura
disagio sociale (varie rivolte contadine: 1378 Tumulto dei Ciompi) + aumento conflittualità politica nel
Comune e a danno di altri Comuni scorrerie eserciti e saccheggi

Classe mercantile si allea a vecchia nobiltà a danni di popolo minuto.

Crisi della chiesa: papa Bonifacio VIII catturato da “schiaffo di Anagni” in 1303. Sede papale ad Avignone
sotto controllo re di Francia. (cattività avignonese dal 1309 al 1377). Urbano VI la riporta a Roma e.. scisma
della chiesa ( fino al 1417) con antipapa francese Clemente VII.

Crisi dell’Impero: in 1310 inutile discesa di Arrigo VII per sua morte improvvisa in 1313. (Suoi successori
fanno tentativi vani). Tra Francia e Inghilterra Guerra dei Cent’anni (1337-1453). Ciò favorisce autonomia
politica e culturale dell’Italia. In Francia Inghilterra Spagna inizia il processo di unificazione. In Italia non
ancora per vari secoli. Regno di Napoli debole. Dopo Vespri Siciliani (1282) si conclude lunga lotta tra baroni
siciliani e angioini con pace di Caltabellotta (1302) che dà Sicilia agli Aragonesi dividendo in due il regno.
Stato della Chiesa. Crisi Avignonese. Vari piccoli periodi repubblicani. (Cola di Rienzo 1347-53). Comuni
reclamano e ottengono autonomia. Cercano di dare vita a rete di sistemi statuali più ampi. Comuni non in
grado di reggere confronto tra interessi particolari delle parti, queste parti per prevalere stringono patto
oligarchico o scelgono come capo un SIGNORE che poi poco alla volta allarga proprio potere e impone
regime personale. Così a Ferrare gli Este, a Mantova i Gonzaga ecc.

Comune di Firenze rimane autonomo come comune. Stabilità solo nel 1434 Cosimo de Medici darà luogo a
un regime signorile pur mantenendo apparenze repubblicane. A Milano Visconti uniscono la Lombardia in
un vero e proprio stato regionale.

La nuova figura dell’intellettuale

Trecento periodo decisivo per assetto moderno dell’Italia. In Toscana a Firenze si sviluppa più ricca attività
letteraria in volgare e volgare toscano consacrato a lingua letteraria per eccellenza. Tre corone: Dante,
Petrarca, Boccaccio. Toscano definitivamente consacrata lingua dell’amore e della poesia. Letteratura
toscana modello principale dal punto di vista linguistico e formale. Da qui maggioranza scrittori trecenteschi
( dopo di lei il Veneto, dove vero e proprio preumanistico in Verona e Padova). Letteratura italiana punto di
riferimento anche per l’intera letteratura europea. Commedia vero e proprio “palinsesto”, modello
profondo di confronto sia per Petrarca che per Boccaccio. Volontà con opera letteraria di risolvere le
contraddizioni del mondo non più in stretta relazione con vita politica della città. Tutti e tre condividono
esperienze di esilio, viaggio e l’incontro con culture diverse senza le quali non avremmo avuto loro
grandezza. Radici locali ma allargamento degli orizzonti che implica il saper guardare al diverso e il saper
riconoscere l’altro. In Dante l’io guarda il mondo e vede il noi. In Petrarca l’io riconosce e rappresenta l’altro
che è in ciascuno di noi. In Boccaccio narratore onniscente rappresenta l’io nell’egli, individuo uguale e
diverso che opera nel mondo.

Alla fine del secolo volgare letterario nuovamente sopravanzato dal latino. Risultato del disegno culturale di
Petrarca. Così in latino quasi tutta produzione italiana del Quattrocento.

Con passaggio dai Comuni alle Signorie signori mecenati proteggono artisti, letterati e poeti per ragioni di
prestigio e di propaganda ma a questi intellettuali sottratta ogni autonomia politica, nuova cultura
neocortese.

Intellettuale non più cittadino e impegnato a livello civile come Dante ma professionista delle lettere,
cosmopolita, che non sceglie una parte ma solo la sua professione. A poco alla volta disimpegnata vita civile
e politica e vero e proprio uomo di corte.

Nascono anche numerose università.

Le premesse all’Umanesimo.

Intellettuali uniti da loro da interesse comune per lettere e libri. Con Petrarca riscoperta dei classici e del
latino. Nuove tematiche e nuovi strumenti . il crescente uso del latino nelle comunicazione tra gli
intellettuali rafforza il nuovo ruolo degli uomini di cultura ai vertici come scienziati dell’anima e umanisti in
quanto occupati a ricercare risposte alle domande eterne sul destino dell’uomo a favore dell’intera
umanità.

Così anche in campo filosofico messi in crisi i sistemi universalistici . Con Guglielmo di Ockham unica forma
di conoscenza possibile è quella naturale. Dio conoscibile dunque solo per la Fede e non per la ragione.
FRANCESCO PETRARCA ( Arezzo 1304- Arquà 1374)

Da famiglia guelfi banchi. Esilio del padre. Famiglia si trasferisce in Valdarno. Vicino ad Avignone. Contatto
con curia papale. Nel 1320 va a Bologna a studiare. Qui primi sonetti. 1326 morte del padre. Da studi di
diritto a studi letterari in latino e volgare luoghi della più alta cultura europea, viaggiatore del mondo e
della letteratura, identità organicamente multiculturale.

6 aprile 1327. Primo incontro con Laura nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone. ( seri dubbi su datazioni e
su effettiva esistenza della donna ma importante sua funzione in poesia petrarchesca). Sua morte in 6 aprile
1348 ( chiara simbologia e circolarità numerica). Ad Avignone intensa presenza mondana. Contatti con più
importanti esponenti vita politica e culturale ( curia papale all’avanguardia). Qui diventa chierico
prendendo gli ordini minori. Così rendite. Grazie a questo sue condizioni economiche sempre agiate.

Forzatura cronologica. Fatti coincidere con passione di cristo (n realtà il 10) e sua resurrezione. Parallelo
voluto tra la Passione e all’innamoramento. Disagio interiore per innamoramento in giorno in cui
bisognerebbe avere il cuore rivolto solamente a Dio.

Possiede e frequenta insieme cultura latina e volgare. Classici latini modello per lui di umanità e valori
esemplari, chiave per capire il mondo e rappresentarlo. E per Petrarca questo lo scopo della letteratura:
capire e scandagliare le profondità dell’animo umano come già grandi classici (auctores) pagani e cristiani.
In questo primo tra i moderni.

Per recuperare conoscenza dell’uomo duplice piano: 1. Ampliare il numero di autori conosciuti 2.
Approfondirne la conoscenza linguistica fino a piena comprensione.--> fin da giovane grandi viaggi alla
ricerca di nuovi manoscritti ( dal 1333 Parigi, …). Acquisisce e copia di persona libri per buona parte della
sua vita per sua biblioteca, la più ricca all’epoca in mano di un privato). Si rende conto che molte opere in
circolazione spesso scorrette a causa di copisti o altro. Coscienza del valore dell’testo originale e
dell’importanza di recuperare sua lezione e significato autentici. Da queste convinzioni ha origine
l’Umanesimo.

Dunque scrivere in latino fortemente voluto e rilevante emblematicamente e per suo valore “strategico”.
1338-39 compone l’Africa in esametri su Scipione l’africano. Lettere Familiares in 24 libri su esempio
epistolari di Cicerone. Grande successo di opere latine. Vere e proprie mode e ripercussione su iconografia (
De viris illustribus)

Opera latina più riuscita è il Secretum in 3 libri ( 47-53 circa contemporaneità con Canzoniere rilevante).
Dialgo tra due “anime “ dell’autore: Francesco e Sant’Agostino. Ricerca della verità nella propria interiorità.
Riferimento filosofico morale di petrarca. Dialogo in cui Francesco mette a nudo la sua anima e i suoi dubbi
e contraddizioni con l’altro. Alla fine resa di agostino di fronte all’impossibilità di frenare il desiderio e di
risolvere così la sua crisi esistenziale. Modello ciceroniano di dialogo ( discussione metodo per raggiungere
la verità). 1337 estate. Ritiro nel luogo dell’anima della Valchiusa ( vicino ad Avignone)

1341 incoronato poeta in Campidoglio ( valore simbolico e “politico”. Rispetto a Parigi sceglie maestà di
Roma e volontà dl ritorno qui del Papato)

1348 Peste. Crisi profonda. Morte di Laura e altri amici. 44anni. Momento mutatio animi. Esigenza di
mettere ordine in se stesso e nella propria opera. Momento di maggiore produttività artistica: Familiares,
Epystole e la raccolta delle sue liriche. I Rerum vulgarium fragmenta (poi Canzoniere)
 366 componimenti ( 1 per giorno dell’anno+ sonetto proemiale). Sorta di breviario laico.
 Storia del suo amore per laura, diviso in due parti: in vita e in morte di laura ( anche
rappresentativo di suo cambiamento e pentimento)
 Conflitto tra desiderio del mondo e coscienza di filosofo morale classico cristiano. Grandi
contraddizioni.
 Storia circolare. Propria autobiografia poetica di essere umano e letterato come exemplum per il
mondo.
 Modello di poesia ( Pietro Bembo)

Unica altra opera in volgare i Trionfi ( sempre tra 1348 e 1374) Trionfo una sull’altra di personificazioni
allegoriche grandi nodi vita umana: Amore, Pudore, Morte, Fama, Tempo, Eternità.

Nuovo tipo di intellettuale professionista degli studia humanitas e tecniche espressive collegate da sistema
culturale con a centro l’uomo con sua interiorità e la coscienza. Conteso dai signori locali e statali per la loro
immagine (anche sola presenza). Cosmopolita, autonomia finanziaria e circa intellettuale per quanto
possibile da situazione e tempi.

Da qui rifiuto cattedra universitaria a Firenze da Boccaccio poeta ormai cosmopolita e inconciliabile con
dinamiche della dimensione cittadina. Al contrario presenza (e per qualche missione diplomatica) come
“professionista” a Milano chiamato da arcivescovo Giovanni Visconti. 1352

1362-68 Biblioteca in cambio di vitalizio. Sempre benestante. 1368 Francesco da Carrara signore di Padova
gli dà terreno ad Arquà, colli Euganei, dove sta fino a morte (1374)

Difficoltà a riconoscere legami con poeti in volgare del suo tempo (odio verso contemporaneità, amore per
classicità) ma al contempo il Canzoniere è continuazione della lirica romanza a partire da Dante e replica a
Commedia. Ma ritenuto elemento minore a confronto con opere in latino (che gli danno anche fama
immediata e diffusione europea), lingua nazionale dei dotti.

Successo immediato tra contemporanei + Umanesimo lo rende con Pietro Bembo l’eccellenza della poesia
in volgare (da cui imitatori) e canone della lirica moderna i tutta Europa occidentale per secoli.

In Barocco suo stile visto come troppo regolare e ripetitivo. Arcadia lo riprende a inizio ‘700. Avversione
romantica per la normativa. De Sanctis. Ma in crisi solo nel ‘900 davverorecupero del Dante
impressionistico.

Il Canzoniere ( manoscritto autografo Vaticano latino 3195 adotta grafica del latino. Elemento
importante di adesione alla classicità e avversione alla contemporaneità) ( dal 1342 alla sua mprte, 1374)

 Rerum vulgarium fragmentaframmenti in cui Petr riconosce divisa la propria animaconflitto tra
desiderio di cose terrene e ricerca di perfezione spirituale cerca di ricostruire sua anima dandole
unità con la scrittura
 Circa a 40 anni conversione da giovinezza a maturità ( da amore a morale)
 Figura di Laura elemento unificante. Prima e dopo la sua morte. Io-autore che elabora la sua
contraddittoria vicenda interiore tramite un Io-letterario alla ricerca di unità perduta.
 Lirica unica n grado di esprimere compiutamente emozioni e sentimenti umani. Da questo
momento identificata con analisi verbale dell’interiorità.
 STRUTTURA: varie fasi di elaborazione (1348 idea di due parti)
 Divisione in due partipercorso di autocoscienza e pentimento. Esempio positivo per i
lettori. Nel mezzo il punto di crisi. I. delimitata da due sonetti. II. Delimitata da due canzoni
e invocazione alla madonna.
 In suo nome intera concezione di Petrarca di vita e letteratura. Laura: donna ( oggetto
d’amore), poesia ( lauro-alloro simbolo di Apollo), l’aura poetica della tradizione lirica,
l’auro (oro), natura e vita (l’aurora, l’aura), parola come puro significante, corpo
( idealizzato e stilizzato), icona del desiderio irraggiungibile ( lontananza, rifiuto, castità,
angelicità), simbolo conflitto tra desiderio e virtù cristiana, memoria di tutta la poesia dai
classici ai trovatori, dai lirici ‘200 a Dante.
 Morte di laura: da poesia ancora legata al suo corpo a poesia della memoria. Separazione e
preparazione alla morte dell’Io. Lontananza della donna amata e morte due aspetti dello
stesso problema che tutti tocca nella vita.
 Tema centrale l’interiorità dell’Io componimenti non divisi per forma metrica come
prima in antologie poetiche ma “in vario stile”, vari generi metrici con precise
corrispondenze numerologiche. Rigida selezione: endecasillabi, settenari, sestina (per la
prima volta genere autonomo. 6 numero simbolico di Laura.
Prevalenza di sonetto (abbastanza lungo per un solo tema e insieme sviluppo del pensiero),
poi canzone (29, 20 in vita), ballata (7), madrigale (4).
 I TEMI: non sessioni scandite precisamente. Non in linea con autobiografia dell’Io.
 L’Amore. Sentimento combattuto e dunque problematico. Alla fine pentimento (breve
sogno) a favore di solidi valori spirituali (eternità). Valore simbolico totalizzante: incertezza
e drammaticità condizione umana di fronte al tempo che scorre, al desiderio di
autoaffermazione, alla morte. Ricerca ossessiva perfezione formale. Scrittura unico modo
per cercare di trovare equilibrio e pace. (prima volta in storia moderna).
 La Fama e il desiderio di gloria. Insieme al disprezzo per essa. possibilità di perpetuare
ricordo di se negli altri tramite la poesia e così trionfare sulla morte.
 Il Tempo: con morte laura ha inizio una dimensione storica dove presente e passato
elementi fondamentali dialettica emozioni.
 Preparazione e commento alla Morte in seconda parte ma speranza di eternità. Struttura
circolare che rimanda a funzione e eternatrice della poesia e al valore universale della sua
opera.
 Il Corpo. Necessità di negarlo senza riuscirvi ne giustifica la presenza. Ambigua diplicità
tipica di arte sacra.
 La Politica e la Religione. Contro la curia papale di Avignone. Tutti i temi cari all’autore
essendo autobiografia esistenziale e culturale, non prettamente letteraria, compresi culto
per l’antico e per Roma. Non più possibile con Signorie intervento palesemente politico in
realtà suo temporuolo di “filosofo-morale” ( poi Umanesimo).
 Non a nome di intera umanità ma pubblico generale dotato di cultura e voglia conoscersi e
sperimentarsi come l’Io del Canzoniere e che abbia fatto esperienza d’amore. Fondamentale.
 La LINGUA: debiti con poesia precedente ma opera di trasformazione e selezione grandissima.
Imitazione (come padre con figlio. Risultato diverso dal modello). Toscano ma non di singola città.
Lingua filtrata severamente tramite latino. Molto vicino ad un volgare “illustre”. “monolinguismo”.
Tono medio di eccezionale dolcezza e fluidità e musicalità.

Per secoli misura e modello del parlare italiano.

GIOVANNI BOCCACCIO (Firenze o Certaldo 1313- Certaldo 1375)


Figlio naturale del ricco mercante fiorentino Boccaccino da Chelino e di una donna di umili origine.
Ambiente della borghesia fiorentina. Padre che spera di averlo accanto nell’attività di commerciale e
bancaria del Bardi. 1327 a Napoli con il padre (Napoli sotto Roberto d’Angiò il Saggio (1278-1343): grande
fioritura economica dopo guerre con Aragonesi. Posizione di primo piano n panorama internazionale.
Pratica bancaria da acquisire presso filiale dei Bardi a Napoli). Qui segue lezioni di diritto di Cino da Pistoia
ma più interessato a sue doti poetiche. Corte angioina offre nuovi orizzonti e opportunità con diretto
contatto con aristocrazia. Qui biblioteca di Roberto dove studia appassionatamente (non sistematicamente)
testi tradizione volgare, romanzi francesi e fabliaux.

1333-1341. Sperimentazione:

Opera Filostrato ( vinto d’amore) con temi e personaggi del ciclo classico in antico francese ( in particolare
attenzione su Roman de Troie) sula guerra di Troia. Uso dell’ ottava (ABABABCC strofa chiusa). Prima volta.
A lui invenzione o grande perfezionamento.

Filocolo. In prosa. Florio e Bancifiore amanti separati da peripezie ma poi riuniti.

Teseida da Roman de Thèbes ciclo tebano, a loro volta ispirati da Tebaide di Stazio poeta latino del I sec
d.C., tra suoi modelli anche stile alto dell’Eneide contaminato da romanzi cortesi del ciclo arturiano
(ispirazione lirico sentimentale). Nessun italiano aveva mai scritto poesia epica (vuoto di Dante da colmare)

1341

Fallimento dei Bardi con ritorno a Firenze. Sperimentazione e attenta riflessione e studio su Dante.
Comedia delle ninfe fiorentine (o Ninfale d’Ameto). Prosimetro come Vita Nova. 7 ninfe raccontano la
propria storia a rozzo pastore Ameto. Tema d’amore intrecciato a racconto delle origini di Firenze. Intento
allegorico-didattico anche se senza contenuti filosofici e mistici. Stesso uso allegoria in poema in terzine
Amorosa Visione. Di nuovo ottava e racconto delle origini nel Ninfale Fiesolano dove ricerca di chiave
narrativa nuova più vicina ai fiorentini. Vicende sentimentali di pastore Africo e ninfa Mensola (nomi fiumi
tra Fiesole e Firenze). No allegoria. Sì intreccio da cui nuova eleganza e piacevolezza.

Elegia di Madonna Fiammetta. Tra Napoli e Firenze all’epoca dell’autore. Genere dell’elegia, lamento
dell’amante infelice, per Dante proprio di poesia e stile umile e basso. Boccaccio invece in prosa, in prima
persona propria storia a donne innamorate in una sorta di lunga epistola. Modello le Heroides di Ovidio
(amanti infelici della letteratura). Fiammetta ideale di donna di Boccaccio, senhal, sorta di alter ego
dll’autore. Prospettiva della donna innamorata e scelta di dar voce ad una di loro lo lega al Decameron. Qui
vero sviluppo capacità dell’autore.

1349-1351 (in solo due anni!)Con Decameron salto di qualità.

 Padronanza di diversi generi e livelli linguistici da enorme lavoro che l’aveva preceduto e preparato.
Non ancora sperimentato tale genere in prosa: narrazione breve, raccolta di novelle con cornice.
Opera caratterizzata da incredibile Varietà: in dimensioni delle novelle, stili, livelli linguistici,
esperienze di vita.
 Nuova lingua ricca e multiforme fiorentina ma senza localismi, in grado di gareggiare con il latino. In
500 Pietro Bembo la dichiarerà lingua modello per la prosa italiana. Su questa primo dizionario
della Crusca.
 Nel presente dell’autore, più della metà in Toscana, punto di vista di un moderno aperto al mondo
ma legato a Firenze.
 Ripetute dichiarazioni di poetica nella cornice: proposito del diletto no tolleranza verso critiche
moralistiche. Funzione della letteratura arricchire gli esseri umani nella loro dimensione terrena
dando esperienza conoscitiva ma non finalità metafisiche e religiose.
 Centraità del mondo Reale in tutte le sue facce. Realtà così com’è, non come dovrebbe essere.
Sorriso di chi accetta i limiti umani senza per forza condannarli.
 Struttura e cornice che moltiplicano i piani narrativi. 10 giovani + Autore

1350

Incontro con Petrarca in pellegrinaggio a Roma. Collaborazione e profonda amicizia per tutta la vita (non
senza conflitti e delusioni) . Da questa nascita del movimento umanistico. Recupero, nuova lettura,
reinterpretazione di testi e scoperta di molte opere classiche (Montecassino). Grazie a Boccaccio
apprezzamento cultura greca e prima cattedra universitaria (Leonzio Pilato). Stessa risposta dalla crisi del
governo: tornare alle origini, all’antico, all’essenza profonda della propria civiltà per trovare una risposta ai
mali presenti.

Compilazione grandi opere erudite in latino per raccogliere e rendere disponibili notizie sul mondo classico.
Opere anche di carattere enciclopedico ed erudito.

In volgare operetta della tarda maturità: il Corbaccio. Fortemente misogeno. In contrasto con filogenia
Decameron.

Primo commentatore e biografo di Dante. Esposizione sopra la Commedia di Dante (serie di letture e
commenti pubblici). Trattatello In laude di Dante, prima biografia importante.

Il Decameron (tra il 1349 e il 1351)

 Opera con nome e cognome, come fosse una persona. Richiamo al Hexameron di sant’Ambrogio
(sui 10 giorni della Creazione), allo stesso modo anche qui successo qualcosa di straordinario. Dalla
morte alla vita. Cognominato Principe Galeotto , da canto v dell’Inferno dantesco. Intento del libro
quello di favorire l’amore come Galehaut fece per Lancillotto innamorato di Ginevra, moglie Artù.
 Cornice che contiene 10 giornate con 10 novelle l’una per un totale di 100. Pretesto per organizzare
il materiale narrativo secondo un ordine logico e tematico ma non solo questo. Progetto letterario
più ampio. Storia che amplifica il senso delle novelle innalzando il Dec da raccolta di novelle a vero
e proprio libro.
Sede dove autore parla in prima persona indirizzando la lettura e giustificando le proprie scelte.
Dunque da qui anche cornice ancora più esterna dove fa esplicite dichiarazioni di poetica con
intermediazione diretta tra testo e pubblico.
Cornice assolve dunque più funzioni:
 Tecnico-organizzativa: ordine tematico, distanza tra autore e materia trattata, importanza
del distacco tra lui e l’emozione. Moltiplicazione dei punti di vista. Riproduce così la
complessità del reale.
 Didascalica (o esemplare): vicenda esemplare attraverso gli orrori della peste e sue
conseguenze catastrofiche di rottura del tessuto sociale. In contrapposizione alla morte
riparo in locus amoenus. Ma non fuga, ma esperienza formativa, morale, esemplare.
Ricostruzione struttura sociale tramite norme specifiche e riflessione. In seguito alla quale
potranno nuovamente e con più consapevolezza affrontare le situazioni della vita.
 Allegorica: sette donne=4 virtù cardinali e 3 teologali trasfigurate in chiave laica della
cornice. Nomi impregnati di letterarietà. Attività principale il narrare forse allegoria della
concezione della letteratura stessa.
 Racchiude in sé i 3 diversi tipi di racconto con cornice già esistenti: narrare salva la vita ( le mille e
una notte), educa il sovrano (qui i cittadini), toglie la noia e la fatica (Canterbury Tales).
 Letteratura come ordine laico, morale e civile che intreccia piacere e conoscenza. Esperienza
sociale: uscire da se per confrontarsi e rispecchiarsi in storie altrui.
 Libertà e Regole. Necessità di una regola per stato civile. Ma ordine che contiene e contempla la
trasgressione della regola, sottolineando coì il valore della trasgressione stessa. Spazio di libertà di
Dioneo.
 Varietà ed unità: tensione che pervade tutta l’opera rappresentando la possibile varietà del reale e
la sua coesione che ne fa un libro. Commedia di Dante riferimento per analogia o opposizione ( 100
novelle/100 canti). Rimandi e simmetrie con tessuto profondo a più livelli.
 Possibili divisioni interne. Introduzione alla quarta giornata con nuovo appello alle donne
che divide l’opera in 3 e 7. Molteplice valenza teologica e religiosa. 3 ragazzi e 7 ragazze.
In 1 novella sesta giornata (esattamente al centro) breve ma pregnante commento sull’arte
del narrare. Così opera in 5 e 5, con precisi rimandi e analogie tra loro. Fortuna tema
cardine delle prime 5 giornate, G2 e G3 , G4 e G5 coppie oppositive. Ingegno principio
ispiratore seconda parte. G6 motto di spirito. G10 ingegno umano in sue più alte
realizzazioni. Potere dell’ingegno e forza della parola. G9 con produzione varia non sembra
rientrare nello schema.
 Fortuna (divinità pagana imprevedibile e tirannica, capricciosità del fato o tragedia del fato)
e Amore (in ogni sua manifestazione con sempre sensualità e istintualità. Forza della natura
con solo proprie regole) veri motori del racconto. Fine il divertire ma anche tristezza in
omaggio alla varietà del reale in modo che oltre al diletto anche utile consiglio. Individuo
teso tra queste due forze che cercano di dominarlo e che vanno governate e contrastate
tramite l’Ingegno strumento creativo in grado di trasformare il reale che mette l’individuo
in una posizione di vantaggio.--> intelligenza umana caratterizzata concretamente dall’arte
della parola. Parola con forza straordinaria, grande risorsa di società che risponde alla crisi
(qui peste) in grado di sfidare la morte (oltre alla paura e alla preghiera) attraverso la
riaffermazione dei valori della vita all’interno di visione intellettuale. Civiltà comunale allora
scossa da profonda crisi che è la peste de ’48.
 Percorso ascensionale dal vizio alla virtù (G1 a tema libero ma in realtà su vizi del clero. G10
opposte: liberalità e magnificenza dei grandi) (come in Dante processo di purificazione)
 Ricca eredità narrativa presa in considerazione e rielaborata. “intendo di raccontare cento
novelle (termine più ampio e generico) o favole (fabiaux francesi), o parabole (allegorico
didascaliche) o istorie (racconti a sfondo storico di personaggi noti) che dire le vogliamo…e
alcune canzonette (ballata cantata dalle giovani a fine giornata)”
In realtà le forme narrative a cui si ispira sono molte di più: romanzo (come racconto
lungo), la novella breve (facezia incentrata su battuta ingegnosa), aneddoto di vita
comunale, la commedia, l’exemplum edificante..
Sorta di enciclopedia con tutte possibili forme della narrazione dalla più alta alla più umile.
 Rappresentazione varia anche di diverse classi sociali. Soprattutto la borghesia mercantile e
cittadina che loda senza tacerne le miserie. Aristocrazia conosciuta per corte angioina con
sorta di rimpianto e durissima critica verso gli abusi di potere. Gran folla di persone poi
dall’umanità più varia. Anche in stili e linguaggi. Mondo reale in diverse rappresentazioni e
utilità.
 Luoghi reali e concreti. Con dettagli vivaci e concreti. Quasi metà delle novelle a Firenze e
in Toscana. Interesse su religioni ed usanze e culture diverse.
 Realismo: esigenza profonda di verosimiglianza. Realtà come è, non come si vorrebbe che fosse.
Anche se continua a non poter concepire un istanza realistica come una descrizione autonoma
( solo dal ‘700) dunque traccia letteraria dall’Historia Longobardorum, di Paolo Diacono del VIII
secolo.
 Visione tutta concreta e laica della vita. Non c’è posto per la religione e i suoi problemi né per le
dispute teologiche. Totale assenza della dimensione verticale del divino. Ampio spazio a moralità
laica e orizzontale delle virtù civili e all’offesa della dignità umana piuttosto che a Do. Satira contro
superstizione e culto di santi e reliquie, critica ad ipocrisia e corruzione di rappresentanti del clero.
Mai religione in quanto tale ad essere derisa ma sua degenerazione.
 Il riso, il motto, la beffa. Funzionali al diletto. Buona parte dedicata a vero e proprio comico. Brigata
mostra reazioni a singole novelle. Due forme più “comiche” sono quella del motto e della beffa.
Anche geniali ed edificanti ma più spesso solo al ridere.
Il motto: celebrazione della parola in sua qualità di folgorante intervento nel reale, che salva dal
pericolo e dall’imbarazzo. A lui la G6.
La beffa: non sempre comica, a volte molto amara perché rivela l’evidenza dell’inganno. A lei la G7
e la G8 e molte novelle sparse. Senso di ristabilire una sorta di giustizia profonda.
 Le donne: figure femminili elemento cruciale in tutta l’opera. Attenzione davvero speciale. Filoginia
anche a livello teorico, ruolo di ispiratrici del senso profondo dell’opera ( Muse)
 Superiorità numerica delle fanciulle della brigata. Capacità d’iniziativa fin dall’inizio. Spesso
ruolo trainante.
 Nesso profondo tra figura femminile e l’amore. Donne innamorate interlocutore
privilegiato. Bisogno di consolazione ancor di più perché conoscono l’amore. Ma anche per
comprendere sé e il mondo.
 Talvolta emerge tradizione misogina con svalutazione del femminile (poi Corbaccio
completamente misogino.

GIORNATA 1

nella quale dopo la dimostrazione fatta dall'autore, per che cagione avvenisse di doversi quelle persone, che appresso si mostrano,
ragunare a ragionare insieme, sotto il reggimento di Pampinea si ragiona di quello che più aggrada a ciascheduno. 

Introduzione con coordinate narrative dell’intera opera. Descrizione della peste. Incontro e decisione giovani. Onestà. La Vita
contro la Morte in senso fisico (peste), morale (comportamento onesto) e politico (rifondazione dello stato).

Tema libero, ma individuabili raggruppamenti tra le novelle. Tutte sul confronto tra due interlocutori. Sempre risolto con la parola.
Personaggi identificati piuttosto precisamente ma puramente funzionali. Così anche tempo e collocazione geografica. Così
accresciuta verosimiglianza delle novelle. Esclusivo riferimento a componente femminile, donne reagiscono, a donne si parla.

Saper parlare rende possibile la convivenza. Conversare=dialogare ma anche vivere insieme.

N1 Ser Cepperello con una falsa confessione inganna uno santo frate, e muorsi; ed essendo stato un pessimo uomo in vita, è morto
reputato per santo e chiamato san Ciappelletto.

N2 Abraam giudeo, da Giannotto di Civignì stimolato, va in corte di Roma; e veduta la malvagità de' cherici, torna a Parigi e fassi
cristiano.
N3 Melchisedech giudeo, con una novella di tre anella, cessa un gran pericolo dal Saladino apparecchiatogli.

N4Un monaco, caduto in peccato degno di gravissima punizione, onestamente rimproverando al suo abate quella medesima colpa,
si libera dalla pena.

N5La marchesana di Monferrato, con un convito di galline e con alquante leggiadre parolette, reprime il folle amore del re di
Francia.

N6 Confonde un valente uomo con un bel detto la malvagia ipocresia de' religiosi.

N7 Bergamino, con una novella di Primasso e dello abate di Clignì, onestamente morde una avarizia nuova venuta in messer can
della Scala.

N8 Guglielmo Borsiere con leggiadre parole trafigge l'avarizia di messer Erminio de' Grimaldi.

N9 Il re di Cipri, da una donna di Guascogna trafitto, di cattivo valoroso diviene.

N10 Maestro Alberto da Bologna onestamente fa vergognare una donna, la quale lui d'esser di lei innamorato voleva far
vergognare.

GIORNATA 3

nella quale si ragiona, sotto il reggimento di Neifile, di chi alcuna cosa molto da lui disiderata con industria acquistasse o la perduta
ricoverasse.

N1 Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.

N2 Un pallafrenier giace con la moglie d'Agilulf re, di che Agilulf tacitamente s'accorge; truovalo e tondelo; il tonduto tutti gli altri
tonde, e così campa della mala ventura.

N3 Sotto spezie di confessione e di purissima conscienza una donna innamorata d'un giovane induce un solenne frate, senza
avvedersene egli, a dar modo che 'l piacer di lei avesse intero effetto.

Felice insegna a frate Puccio come egli diverrà beato faccendo una sua penitenzia; la quale frate Puccio fa, e don Felice in questo
mezzo con la moglie del frate si dà buon tempo.

N5Il Zima dona a messer Francesco Vergellesi un suo pallafreno, e per quello con licenzia di lui parla alla sua donna ed, ella
tacendo, egli in persona di lei si risponde, e secondo la sua risposta poi l'effetto segue.

N6 Ricciardo Minutolo ama la moglie di Filippello Sighinolfo, la quale sentendo gelosa, col mostrare Filippello il dì seguente con la
moglie di lui dovere essere ad un bagno, fa che ella vi va, e credendosi col marito essere stata, si truova che con Ricciardo è
dimorata.

N7 Tedaldo, turbato con una sua donna, si parte di Firenze; tornavi in forma di peregrino dopo alcun tempo; parla con la donna e
falla del suo error conoscente, e libera il ma ito di lei da morte, che lui gli era provato che aveva ucciso, e co'fratelli il pacefica; e poi
saviamente colla sua donna si gode.

N8 Ferondo, mangiata certa polvere, è sotterrato per morto; e dall'abate, che la moglie di lui si gode, tratto della sepoltura, è messo
in prigione e fattogli credere che egli è in purgatoro; e poi risuscitato, per suo nutrica un figliuolo dello abate nella moglie di lui
generato.

N9 Giletta di Nerbona guerisce il re di Francia d'una fistola; domanda per marito Beltramo di Rossiglione, il quale, contra sua voglia
sposatala, a Firenze se ne va per isdegno, dove vagheggiando una giovane, in persona di lei Giletta giacque con lui ed ebbene due
figliuoli; per che egli poi, avutola cara, per moglie la tenne.

N10 Alibech diviene romita, a cui Rustico monaco insegna rimettere il diavolo in inferno; poi, quindi tolta, diventa moglie di
Neerbale.

GIORNATA 10
nella quale, sotto il reggimento di Panfilo, si ragiona di chi liberalmente ovvero magnificamente alcuna cosa operasse intorno a fatti
d'amore o d'altra cosa.

N1 Un cavaliere serve al re di Spagna; pargli male esser guiderdonato, per che il re con esperienzia certissima gli mostra non esser
colpa di lui, ma della sua malvagia fortuna, altamente donandogli poi.

N2Ghino di Tacco piglia l'abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui
riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale.

N3 Mitridanes, invidioso della cortesia di Natan, andando per ucciderlo, senza conoscerlo capita a lui, e da lui stesso informato del
modo, il truova in un boschetto, come ordinato avea, il quale riconoscendolo si vergogna, e suo amico diviene.

N4 Messer Gentil de'Carisendi, venuto da Modona, trae della sepoltura una donna amata da lui, sepellita per morta, la quale
riconfortata partorisce un figliuol maschio, e Messer Gentile lei e 'l figliuolo restituisce a Niccoluccio Caccianimico, marito di lei

N5 Madonna Dianora domanda a messer Ansaldo un giardino di gennaio bello come di maggio. Messer Ansaldo con l'obligarsi ad
uno nigromante gliele dà. Il marito le concede che ella faccia il piacere di messer Ansaldo, il quale, udita la liberalità del marito,
l'assolve della promessa, e il nigromante, senza volere alcuna cosa del suo, assolve messer Ansaldo.

N6 Il re Carlo vecchio, vittorioso, d'una giovinetta innamoratosi, vergognandosi del suo folle pensiero, lei e una sua sorella
onorevolmente marita.

N7 Il re Piero, sentito il fervente amore portatogli dalla Lisa inferma, le conforta, e appresso ad un gentil giovane la marita, e lei
nella fronte baciata, sempre poi si dice suo cavaliere.

N8 Sofronia, credendosi esser moglie di Gisippo, è moglie di Tito Quinzio Fulvo, e con lui se ne va a Roma, dove Gisippo in povero
stato arriva, e credendo da Tito esser disprezzato, sé avere uno uomo ucciso, per morire, afferma. Tito, riconosciutolo, per
iscamparlo, dice sé averlo morto; il che colui che fatto l'avea vedendo, sé stesso manifesta; per la qual cosa da Ottaviano tutti sono
liberati, e Tito dà a Gisippo la sorella per moglie e con lui comunica ogni suo bene.

N9 Il Saladino in forma di mercatante è onorato da messer Torello Fassi il passaggio; messer Torello dà un termine alla donna sua a
rimaritarsi; è preso, e per acconciare uccelli viene in notizia del soldano; il quale, riconosciutolo e sé fatto riconoscere, sommamente
l'onora; messer Torello inferma, e per arte magica in una notte n'è recato a Pavia, e alle nozze, che della rimaritata sua moglie si
facevano, da lei riconosciuto, con lei a casa sua se ne torna.

N10 Il marchese di Saluzzo, da'prieghi de'suoi uomini costretto di pigliar moglie, per prenderla a suo modo, piglia una figliuola d'un
villano, della quale ha due figlioli, li quali le fa veduto di uccidergli. Poi, mostrando lei essergli rincresciuta e avere altra moglie
presa, a casa faccendosi ritornare la propria figliuola come se sua moglie fosse, lei avendo in camicia cacciata e ad ogni cosa
trovandola paziente, più cara che mai in casa tornatalasi, i suoi figliuoli grandi le mostra, e come marchesana l'onora e fa onorare.
ITALIA ED EUROPA TRA ‘400 E ‘500

In prima metà del ‘400 passaggio dalle Signorie ai Principati. Investitura del Principe non dalla città ma da
autorità esterne come Chiesa o Imperatore, anche titoli nobiliari ereditari a pagamento. Espressione di
oligarchia che esclude ceto medio. Guerre di equilibrio che culminano in Pace di Lodi da cui sei stati
regionali ( Regno di Napoli, Stato della Chiesa, Repubblica di Venezia, Repubblica di Firenze,Ducato di
Milano, Ducato di Savoia) e otto piccoli stati ( Siena, Lucca, Ferrara, Mantova, Saluzzo, Genova, Asti,
Monferrato). Da qui mezzo secolo di pace da cui grandissimo sviluppo economico e fioritura letteraria,
intellettuale ed artisticaItalia del Rinascimento

Anche però motivo di immobilismo mentre nel resto d’Europa si vanno a costituire le grandi monarchie
nazionali ( Francia, Inghilterra, Spagna e Portogallo). Dalla fine del ‘300 controllo italiano del mediterraneo
indebolito dalla presenza turca.

1453 Turchi Ottomani conquistano Costantinopoli bloccando le antiche vie commerciali verso l’Oriente e
costringendo a cercare nuove rotte grazie anche ad innovazione tecnologica in navigazione. 1492 Scoperta
dell’America di Cristoforo Colombo. Primi decenni del’500 imperi coloniali spagnolo (conquistatores) e
portoghese

Tra 1494 e 1530 Perdita dell’indipendenza italiana. Discesa in Italia di Carlo VIII. No resistenza alcuna fino a
regno di Napoli dove accampa diritti dinastici. Anche se Aragonesi si riprendono la città e riportano
l’equilibrio evidente a tutti fragilità politica italiana. Preda ambiziosa per posizione sul mediterraneo, per
ricchezza economica e letteraria-artistica e per la sua storia.

Frattura nel mondo cristiano. Perdita prestigio morale e potere politico chiesa. 1517 affissione delle 95 Tesi
di Martin Lutero alla cattedrale di Wittenberg per discutere la vendita delle indulgenze concessa da papa
Leone X. Riforma Protestante. Con Concilio di Trento (1545-1563) inizio Controriforma.

Perfezionato metodo di stampa a caratteri mobili. Ampliamento incredibile di pubblico di lettori. Non più
amanuensi. Tra il 1452 e il 1454 primo testo stampato: Bibbia, dal tipografo tedesco Johann Gutenberg a
Magonza. Profondo legame con riforma. Contatto diretto tra Parola di Dio e fedeli. Al contrario in stati
cattolici simbolo di possibile eresia: guardati con sospetto.

Nel 1519 nelle mani del solo Carlo V d’Asburgo: Paesi Bassi, Fiandre, Franca Contea, Aragona, Castiglia,
Impero del Sud dell’America, regno di Napoli, Sicilia, Sardegna, Impero. Concentrazione di potere senza più
eguali in mondo moderno.

Francia si sente minacciata: Francesco I in conflitto, campo di battaglia l’italia. Sconfitto a Pavia e fatto
prigioniero. In alleanza anti-carlo ( Lega di Cognac) anche stati italiani (pur inutili) Firenze, Milano, Stato
della Chiesa, Venezia. Carlo con aiuto mercenari lanzichenecchi fa il Sacco di Roma (1527) dopo esservi
giunto con facilità. Papa prigioniero, Roma a ferro e fuoco, Francia e Inghilterra sconfitte: su Italia ed
Europa egemonia ispano-imperiale. 1530 carlo incoronato imperatore a Roma da Clemente VII suo
prigioniero.

Alleanza Francia/principi luterani contro Carlo ma in 1555 pace di Augusta: da Carlo libertà di religione. Poi
abdica dividendo l’impero troppo vasto nei due figli Filippo II e Ferdinando.

1559 Pace di Cateau-Cambrèsis. A cui Francia costretta dopo tentativi di predominio. Consolidata
supremazia spagnola in Italia. In stessi anni Concilio di Trento e inizio Controriforma cattolica.
UMANESIMO

 Chiusura classi dirigenti in nuova aristocrazia a partire da mercanti e borghesia comunale che si fa
terriera
 Humanae litterae: al centro l’essere umano, moralmente e intellettualmente. Movimento
intellettuale che ha origine in Italia con Petrarca nella seconta metà del XIV secolo che pone al
centro l’uomo e i suoi interessi.
 Forte discontinuità tra cultura contemporanea e quella dell’antichità classica. Acutamente avvertito
questo distacco. Nascita Filologia: ricerca del significato originario dei testi non mediato dalla
scolastica medioevale clericale. Preludio al metodo scientifico. Ripulitura del latino e correzione
errori traduzione. Appassionata ricerca di testi antichi. Studio del Greco.
 Mito della Rinascita ( Rinascimento) dopo il Medioevo, scolo Buio, solamente di passaggio. Filo da
riprendere dove interrotto. Dall’antichità Classica.
 Polemica anti-ascetica. Piacere diritto di questo nuovo essere umano, sulla terra e pienamente al
centro del suo mondo. Homo Faber: artefice del proprio destino. Libertà dell’uomo nel fatto di
poter conoscere e trasformare il mondo con la virtù nella forma di una capacità operosa e creativa.
 Edificazione di tradizione toscana incentrata sulle Tre Corone.
 Con potere nelle mani di pochi si consolida spazio della corte. Ruolo del principe come centro
politico e simbolico accentuato da rapporto diretto con artisti e poetiMecenatismo. Non più
partecipazione diretta alla politica, al massimo consiglieri, istitutori, consulenti o intrattenitori.
 Nascita all’ombra delle corti di accademie che aspirano a ruolo di Università.
 O cortigiani ( al servizio di interessi Signore) o autonomia al di fuori della corte (accademie). Non
più altri luoghi per intellettuale. Alcuni ribelli alla Tirannide danno il via a congiure.

IL RINASCIMENTO

Periodo di splendore che va dalla Pace di Lodi (1454) al Concilio di Trento (1445-63) o per atri alla morte di
Lorenzo il magnifico (1492), stessa data della scoperta dell’America e seguita subito dopo dalla fatale
discesa di Carlo VIII in Italia(1494)

Italia del’400 punto d’arrivo obbligato per intellettuali tutta Europa. Bisogno di nuovo linguaggio che
riunisca ceti colti d’Italia.

In pochi decenni opere fondative nostra cultura. 1504 Arcadia, di Iacopo Sannazaro. 1513 Principe. Orlando
Furioso, 1525 Prose della volgar lingua di Pietro Bembo da cui lingua unitaria. 1528 il cortigiano di
Baldassarre Castiglione. 1530 ricordi Guicciardini.

La questione della lingua: quale possa essere la lingua scritta comune della cultura

 volgare toscano contemporaneo ( Machiavelli, 1515?)


 toscano letterario d Boccaccio per prosa e di Petrarca per poesia ( Bembo, 1525vincente!)
 volgare unitario basato sulla consuetudine vigente tra gli uomini colti delle corti italiane, dunque
lingua ricca varia e viva priva di un modello scritto ( Baldessar Castiglione, 1528)
 volgare unitario capace di accogliere forme linguistiche migliori di varie regioni italiane (Gian
Giorgio Trissino in dialogo Il castellano, 1529)

VERSO LA CRISI DEL RINASCIMENTO ( intorno alla fine del XV secolo)

Avvenimenti epocali che cambieranno definitivamente storia della penisola.


Riduzione generale di commerci e scambi seguito da crescente ed invadente presenza eserciti stranieri.
Sguardo già al passato con velo di nostalgia e presentimento di morte (orlando furioso, il cortigiano,
Bembo)

Sempre più acuta crisi della Chiesa che porterà allo scisma.

IL POEMA EPICO CAVALLERESCO A FERRARA

Città di Ferrara e territori legati alla famiglia d’Este dalla metà del ‘200 quando si impongono su avversari.
Riconosciuti dal papa (è infatti territorio pontificio) in 1332 anche formalmente signori della città. In ‘300
conquista di Modena e Reggio. Signoria da marcate caratteristiche feudali di economia prevalentemente
agricola. Dal 1391 (fondazione Università) interesse per cultura e sua diffusione. In primi anni ‘400
importante centro culturale. Cultura umanistica portata da Guarino da Verona. Con Leonello d’este
chiamati molti artisti , Ferrara centro importante di arte e cultura contemporanea. Fratello Borso
condottiero, no uomo di cultura ma capace. Innanzitutto per celebrare loro signore in volgare su stampo
cortese e romanzesco.

Scuola ferrarese in pittura. Unione di elementi medioevali e fiamminghi con tratti più classicheggianti.

Fratello di Borso Ercole, sposata figlia di Ferrante d’Aragona, ha due figlie Isabella e Beatrice. Bonifica
territorio e espansione città. Guerra di difesa contro Venezia che vuole togliergli il Polesine (persi molti
territori) Rinascita del teatro. Promozione culturale a cui contributo grandi intellettuali Matteo Maria
Boiardo.

Filofrancesi e legati agli Sforza di Milano guardano con favore alla discesa di Carlo VIII. Al contrario Boiardo
non avrà più serenità per continuare sua opera. In anni crisi corte ospita intellettuale veneziano Pietro
Bembo. Grazie a politica matrimoniale e dinastica Este mantengono propria autonomia. Dopo il 1494
minacciati da Venezia e da Lega Santa antifrancese ma in 1530 hanno ancora stessi possedimenti
miracolosamente.

In ultimi anni Ercole Ludovico Ariosto al servizio del figlio Ippolito, a cui dedicherà la sua opera. Suo fratello,
nuovo duca Alfonso sventa varie congiure e attacchi dall’esterno. Mai interrotta tradizione dell’attività
teatrale. Ferrara centro di produzione di cultura viva e originale, finalizzata al rispecchiamento e al
rinforzamento della corte stessa. Modello poi di monarchie europee nazionali, su ben più ampia scala.

MATTEO MARIA BOIARDO ( Scandiano 1440/41- Reggio 1494) conte di Scandiano.

Legato agli interessi della famiglia Este, maestro indiscusso dell’arte narrativa e della creazione fantastica
con l’Orlando Innamorato. A contatto con famosi umanisti e con patrocinio politico del volgare come lingua
letteraria (sotto Borso e Ercole)

Feudatario degli Este, partecipa attivamente a guerre(in particolare contro Venezia in 1482-84 guerra
entrerà in sua opera) e svolge incarichi amministrativi. Encomio degli este formale unito a riflessione
sincera e sentita su diversi aspetti della gestione del potere. Si sente parte integrante della corte.

Amorum libri nuova sintesi tra classicità e tratti di oemi e romanzi cavallereschi. Poco successo. Lingua
ibrida (padanismi). Fervore per produzione cavalleresca, da recitare a corte ( lui stesso con Or In). Su tutto
domina l’amore, forza invincibile che travolge ogni cosa.

L’Orlando innamorato (originarimente l’Inamoramento di Orlando. Poi per analogia con Furioso cambiato)
Lungo poema cavalleresco in ottave che racconta le storie di amore e di guerra e le meravigliose avventure
dei paladini di Carlo Magno, diviso in 3 libri, interrotto all’inizio del terzo e lasciato così incompiuto.

La stesura: Inizia a scriverlo prima dell’avvento di Ercole al potere, intorno al 1471. Primi due libri pubblicati
tra il 1482/83, il terzo ha una composizione molto lenta. Interrotto per discesa in Italia di Carlo VII: tempi
così drammatici non adatti per cantare amore e avventura.

L’attualità e la guerra:

 guerra per conquista: quella di Gradasso contro Carlo per avere spada di Orlando e cavallo di
Ranaldo
 guerra per amore: topos molto antico (Troia), conflitto dal mondo della realtà a quello della
fantasia.
 Guerra di Ferrara (fine secondo libro paura molto lunga). Vissuta in prima persona contro Venezia.
Idea che non si possa raccontare pienamente la cruda realtà della guerra.
 Discesa di Carlo VIII (terzo libro rimarrà incompiuto al canto IX). Incombere di guerra e distruzione.
Presagio. Mentre io canto…/vedo la Italia tutta a fiamme e a foco/per questi Galli, che con gran
valor/vengono a disertar non so che loco.

Il genere cavalleresco: Fine ‘400 nuova fioritura genere cavalleresco, diffuse grazie all’attività dei canterini e
all’introduzione della stampa. Ma con Boiardo vera e propria rifondazione del genere: rinnova materia
cavalleresca utilizzando e mescolando elementi provenienti dalle letterature classiche e dai romanzi
francesi. Eleva così culturalmente e stilisticamente genere fino ad allora essenzialmente popolare.

Le minacce del mondo ottomano. Negli anni in cui scrive la sua opera i turchi stanno occupando via via
territori sempre più vicini alla penisola italiana e ne ostacolano i commerci. Contatti co l’occidente
conflittuali, odio dominante da entrambe le parti. Nei poemi cristiani ottengono la vittoria. Sconfitta del
nemico rincuora i cristiani.

Orlando eroe che combatte valorosamente per la fede cristiana. Episodi conosciuti, sentimenti a cui la vita
di corte vorrebbe ispirarsi. Stato estense ancora legato a istituzioni e tradizioni feudali.

Guerra trova ancora largo spazio ma in Boiardo è l’ Amore la forza travolgente che spinge eroi e paladini e
saraceni ad affrontare sempre nuove prove. L’ Amore è il motore della narrazione. Ricerca dell’oggetto
amato o fuga da un amore indesiderato. Amore movimento (ricerca/inseguimento)avventure
avanzamento della trama del poema.

Innamoramento è una novità. Orlando tradizionalmente noto per sua dedizione alle armi e alla lotta per la
diffusione del cristianesimo, morte a Roncisvalle paragonata a sacrificio di Cristo. Niente in comune con
passioni umane e irrazionali che guidano gli uomini. Doveva dunque apparire come un Ossimoro e massima
espressione della forza dell’Amore.

Così Boiardo vuole creare nuovo modello di eroe cristiano: difensore della fede ma anche innamorato e così
nobilitato dal sentimento amoroso secondo la tipica concezione dell’amor cortese. Insieme emblema di
valori di cortesia e cavalleria di mondo ormai lontano e ideali a cui il presente dovrebbe ispirarsi. Umanità e
sentimenti che lo avvicinano alla realtà del lettore.
Unione di diversi cicli cavallereschi: nell’impianto generale il ciclo carolingio (Carlo Magno e paladini.
Protagonisti e guerra contro i Saraceni), ma elementi del ciclo bretone ( re Artù e cavalieri con tema
l’avventura e l’amore). Contaminazione già in cantari. Boiardo amori e avventure al centro della narrazione
ma con struttura narrativa e personaggi ciclo carolingio.

Entrelacement. Già di alcuni romanzi francesi. Tipo di narrazione nella quale ogni vicenda si intreccia con le
altre, dunque sistema di sospensioni e di riprese nel racconto da cui ritmo narrativo incalzante e pieno di
suspanse. Originalità di Boiardo nell’aver immaginato un narratore interno all’opera che reciti il poema di
fronte al pubblico. Vero e proprio regista della trama.

Destinatari: componenti della famiglia e della corte estense. Pubblicazione a stampa dell’opera contribuisce
a far conoscere e diffondere il poema al gran pubblico, da qui grande successo e numero importante di
lettori.

Encomio degli Este. Dal secondo libro nuovo eroe: Ruggiero. Discendente dell’eroe troiano Ettore,
capostipite casa d’Este. Parte del poema all’attribuzione di illustri origini a suoi signori più riproposti valori
cavallereschi e cortesi in linea con politica culturale dei duchi ferraresi.

LUDOVICO ARIOSTO (Reggio Emilia 1474-Ferrara 1533)

Da famiglia appartenente alla classe dirigente cittadina, primogenito di importante funzionario del duca
Ercole I d’ Este. Destinato a posizione pubblica di rilievo ma ostacolato da crisi italiana, da rifiuto di
continuare studi giuridici a favore di umanistici, da prematura morte del padre con la quale deve farsi carico
della numerosa famiglia (1500, 9 fratelli)

1494 Storia, Filosofia e Retorica all’università di Ferrara. Rapporto diretto con classici latini e latri giovani
intellettuali (tra cui Bembo). Carmi in latino (più per esercizio scolastico. I Carmina. Poi di questi riprende
tono colloquiale e autobiografismo da Orazio e sensualità e realismo dell’amore e linguaggio fine intriso di
doppi sensi di elegiaci e Catullo) e rime in volgare (lungo tutto l’arco della sua vita. Per lo più d’amore.
Soprattutto sonetti da grande tradizione petrarchistica di cui anche 5 canzoni, ma anche capitoli in terza
rima e madrigali ed egloghe tipiche di lirica cortigiana.

1497 Parte della corte estense con compenso. Con morte padre necessario vero impiego. Stato di
costrizione. Incarichi politici, diplomatici, di governo che non ama ma in cui eccelle. A Canossa e poi in giro
per l’Italia al servizio del cardinale Ippolito, fratello del duca + alcuni benefici ecclesiastici, dall’assunzione
degli ordini minori. Non interrompe comunque mai impegno nella scrittura e nella frequentazione dei
classici.

1505/1506 lavora all’ Orlando Furioso. 1508 scrive Cassaria, prima commedia originale in volgare, 1509 i
Suppositi. Legame molto stretto di emulazione con modelli latini.

1513 Morte papa Giulio II (rapporto difficile). Spera in nuove possibilità di carriera con Leone X (Giovanni de
Medici) ma cocente delusione. In stessi anni incontro con Alessandra Benucci. Da qui desiderio di non
allontanarsi troppo da Ferrara e ideale di vita modesta e tranquilla, dedita a scudi e attività letteraria. Alla
fine della vita si sposano in segreto per mantenere vantaggi dell’essere vedova e dell’essere lui chierico.
1516. Prima edizione dell’Orlando Furioso. 40 canti. Non soddisfatto. Dal punto in cui si era interrotto
Boiardo. Anche lui celebrazione casa d’Este in poema che unisce cicli carolingio e bretone. Ma clima
diverso. Non più nostalgia del mondo cavalleresco ma distacco e ironia.

Abbandona impiego con Ippolito che lo voleva in Ungheria. Approfondisce riflessione sulla condizione
dell’intellettuale. Satire (7 tra il 1517 e il 1523. Terzina, livello medio) e lettere agli amici. Considerazioni
amare e pessimistiche.

1521. Seconda edizione. Volontà di estendere i primi 40 canti. (5 canti mai aggiunti, forse per non
squilibrarne la struttura vista la grande estensione). Poche modifiche strutturali rispetto alla prima ma
tracce di una revisione linguistica piuttosto estesa. Parte aggiuntiva pubblicata solo postuma: i Cinque
Canti, dove si dava più spazio a Ruggiero e dinastia d’Este.

1522-1525 Costretto da incarichi governativi in Garfagnana, regione lucchese impervia e infestata da


briganti.

Ultimi anni. Intensa attività. Nuove commedie e lavoro sul Furioso. Revisione profonda del poema.

1532 Terza ed ultima edizione dell’Orlando Furioso. Crisi profondissima (anche Sacco di Roma in 1527) che
lo porta a riprenderlo in mano e modificarlo alla luce del presente:

 Atmosfera incantata del racconto è cambiata e risente del generale clima di violenza, da cui
sensazione diffusa che la Fortuna e l’irrazionale abbiano preso più spazio.
 Si avverte più nettamente il bisogno di azioni eroiche, necessità di cavalieri che lottino contro
l’oppressione. Esigenza di riaffermare la moralità e i valori dell’amicizia, dell’amore, della giustizia
umana e divina.
 Numero dei canti passa da 40 a 46.
 Ulteriore rimaneggiamento della veste linguistica. Depurazione dalla patina pagana. Vera e propria
“toscanizzazione”. Punti di riferimento le Regole grammaticali della volgar lingua di Fortunio e le
Prose della volgar lingua dell’amico Bembo. Necessaria, con presenza di dominazione straniera,
lingua condivisa da tutti letterati d’Italia, e convalidata da tradizione scritta e illustre di classici in
volgare. La lingua toscana è nuova forma di modello unitario.
 Ruggiero, eroe in formazione, costretto a scegliere tra fedeltà amorosa per Bradamante e fedeltà
pubblica all’imperatore bizantino Leone ( alias Carlo V)

Poi accompagna duca Alfonso ad incontro con Carlo V a Mantova. Qui malattia. Dopo poco morte.

L’Orlando Furioso

 Dall’Orlando Innamorato:

 Continuazione dallo stesso punto interrotto pubblicato incompiuto nel 1506 a Venezia. Quando
principessa pagana Angelica, contesa tra Rinaldo e Orlando data da Carlo in custodia a Namo di
Baviera cosi che il valore in battaglia determinasse chi dovesse averla tra i due.
 Uso dell’ottava narrativa, già in cantari popolari e in Pulci e Poliziano lirico. Ma senza tratti
ripetitivi cavallereschi e con fluidità e plasticità del tutto originali
 Mescolanza di filoni narrativi diversi
 Infinite suggestioni di cultura classica, soprattutto elegiaci e Apuleio (più riprese di Virgilio,
Ovidio, Lucano, Seneca, di quest’ ultimo richiama anche il titolo Hercules Furens)
 Elevazione di genere “popolare” a piano letterario più alto con pubblico colto, di formazione
umanistica e gusti raffinati.
 Già dall’inizio della sua composizione risente di profondi e drammatici mutamenti nella situazione
politica e culturale italiana. Occhi attenti alla rapida evoluzione della società, delle sue aspettative,
dei suoi gusti,. Lima e corregge il suo testo secondo la “linea del futuro”
 Ordine strutturale ferreo “nascosto” sotto gran quantità di espedienti e registri narrativi. “Naturale
disordine”.
 Intreccio a spirale secondo tecnica dell’entrelacement. Avventura si interrompe prima del suo
scioglimento, che viene rimandato più avanti così da accrescere interesse del lettore. Movimento
non lineare ma a spirale. Introduzione così di più di un protagonista, molti centri con voci diverse,
corrispondenti al variare della modalità narrativa. Cambiamento continuo della scena.
 Narratore. Voce del poeta cerca contatto diretto con il lettore a volte chiarendogli punti testo.
Citazione di esperienze personali autobiografiche e istituzione confronti ma anche giudizi sulla
realtà contemporanea.
 Tramite l’ironia del “comico”. Personaggi spogliati da loro solennità si presentano in loro umanità e
contraddittorietà fino alla follia (discesa nel “basso corporeo”) con spoliazione dalle armi del corpo
di Orlando.
 Ruolo fondamentale dell’Ironia:
 sottolinea continuamente la finzione e dunque di far attenzione a non considerare fatti
narrati reali ed così abbandonarsi al racconto con “straniamento”, ma ricercare, con
l’umana capacità di discernimento e comprensione, e con atteggiamento critico ciò che di
importante gli viene trasmesso dalla piacevolezza del testo.
 Pieno controllo della materia e distanza sorridente dell’autore da ciò che racconta mostra
sua estraneità critica al sistema di valori da una parte del mondo cortese: Eroici cavalieri
senza macchia e paura si rivelano fragili e umani, donna angelicata sostituita da lucida e
calcolatrice Angelica ed altre figure femminili diversissime dai modelli come guerriera
Bradamante.
 Lettori e pubblico. Letterati, cortigiani, uomini, donne presenti nella vivacissima corte estense di
Ferrara e corti vicine (Mantova e Urbino) che avevano rapporti con l’estense. Pubblico più vasto
con diffusione stampa a italiani colti di tutta penisola accomunati da perdita di stabilità e
autonomia politica.
Temi:
 Due grandi filoni tematici: l’amore e la guerra. ( cambiamento incipit tra ’16 e ’32). Storie principali
intorno a cui si organizza il racconto sono però tre:
 L’amore di Orlando per Angelica, con la ricerca di lei e la pazzia.
 Guerra tra cristiani e saraceni
 Amore tra Ruggiero e Bradamante da cui ha avuto origine dinastia estense
 Orlando occupa strutturalmente il centro del poema (canto XXIII sua pazzia), oltre a lui sono
personaggi di primo piano:
 Rinaldo (valoroso paladino anch’egli innamorato di Angelica).
 Ruggiero (cammino ascensionale. Giovane cavaliere saraceno di cui si innamora
Bradamante. Numerose prove per dimostrarsi degno sposo di lei e capostipite degli Este,
convertendosi al Cristianesimo. Mosso anche lui da amore ma sua impresa è coronata di
successo perché è interamente rivolta alla conoscenza di sé e al riconoscimento delle
proprie responsabilità. Accresciuti prestigio e legittimità dei governanti),
 Astolfo (giovane cavaliere cristiano cui coraggio risolverà punti cruciali. A differenza di
Boiardi gli viene dato più spazio e certo valore profetico).

 Sfondo epico della scena la Battaglia tra cristiani di Carlo Magno e i Saraceni di Agramante e
Marsilio ( dall’Africa e dalla Spagna) assedianti Parigi (finzione leggendaria ciclo carolingio) per
vendicare morte padre di lui Troiano. Definitiva vittoria cristiana dopo loro ritiro in Africa. Alcun
cavalieri partiti da Parigi alla ricerca di Angelica. Tra cui Orlando. Varie imprese che mostrano sue
virtù cavalleresche. Perdita del senno. Ritrovato da Astolfo sulla luna. Ritrovatolo svolta decisiva
guerra e vittoria cristiana.
 Tipico motivo della quete: inchiesta/ricerca, tradizione cavalleresca (originariamente per il santo
Graal). Avventura che conduce paladini senza sosta da un impresa all’altra. Due fondamentali qui:
Orlando che segue Angelica e Bradamante che insegue Ruggiero.
 Peregrinazione cavalieri non in senso lineare ma ciclicamente, serie di linee circolari tutte
contemporanee tra loro. Avventura prova tramite cui l’uomo è condotto ad una maggior
conoscenza del proprio ruolo come individuo e soggetto storico: ricerca di sé. Elemento decisivo
sempre l’Amore.
 Amore in tutte sue possibilità: come illusione/incantesimo, come passione totale, fatto di eros,
dolcezza e affetto ma anche di gelosia, brutalità e pazzia. Enorme capacità di violenza e distruttività
vs forza civilizzatrice di tradizione cortese. Forza positiva, fatto di fedeltà che può portare anche al
sacrificio della vita ( Isabella)
 Varietà ed unità: rappresentante della varietà del mondo, vista come una ricchezza. Pluralità dei
punti d vista come rappresentazione della complessità del reale. Mai caos insensato però.
Narratore con in mano tutti i fili che guida il lettore a guardare criticamente il mondo e riconoscere
nelle storie se stessi e le proprie passioni.
 Orlando rappresentante di mondo e di valori che stanno venendo a poco a poco soppiantati. Eroe
che sta decadendo e non si riconosce più nel mondo che ha intorno e soffre con smarrimento la
perdita dei valori cavallereschi, unici che conosce. Quasi “buffo”, fuori posto. (Armi da fuoco).
Nuova società che sta prendendo il sopravvento e dimenticando i valori cavallereschi e cortesi.
Modernità. Critica.
 Tempo e luogo.
 Spazio geografico coincidente con l’intero mondo conosciuto. In realtà spazio poco
realistico profondamente investito di significati simbolici. Spazio della fuga e
dell’inseguimento. Dove si sperimentano i limiti dell’uomo e quelli della sua libertà. Spazi
connotati dal magico. Luna mondo rovesciato ma costruito come terrestre. Di
trascendenza ma anche realismo descrittivo. Spazio letterario e fantastico nonostante
luoghi siano realmente esistenti.
 Tempo strettamente collegato allo spazio. Ritmo concitato e in apparenza disordinato
dell’avventura. In compresenza diverse storie in apparenza aggrovigliate con continuo
andirivieni dall’una all’altra.

 Temi prevalenti: desiderio, inchiesta, follia, guerra, illusione.


ORLANDO FURIOSO: EDIZIONE CRITICA. CESARE SEGRE E SANTORRE DEBENEDETTI (1878-1948). 1960

A partire da tre edizioni originali:

A. Aprile 1516, Ferrara, maestro Giovanni Mazzocco


B. Febbraio 1521, Giovan Battista della Pigna
C. Ottobre 1532, maestro Rosso da Valenza.

Edizione C divisa in due tipi di esemplari:

 Tipo 1: contenente refusi e/o lezioni respinte dall’Ariosto


 Tipo 2: forma voluta dal poeta

Testo alla base dell’edizione è ovviamente quello di C, già pubblicato dal Benedetti. Criteri di trascrizione di
Debenedetti:

 interpunzione e accentazione modernizzate


 abbreviazioni sciolte
 sempre forma chi’l ( in oscillazione originala ch’il/chi’)

Di fatto messe in atto le consuetudini grafiche e linguistiche moderne.

Tra i problemi maggiori quello dello sdoppiamento e degli scempiamenti delle parole in base all’uso
dialettale settentrionale. Individuati e corretti da Debenedetti tramite rime mancate, confronto con gli
autografi, confronto con l’usus affermatosi in C, confronto con B (difficile che abbia fatto passaggio
dall’italiano al dialettalesarebbe passo indietro!), Frammenti autografi (dell’O.F., Debenedetti, 1937).

A volte doppio mantenuto. Cavallier ?

Lezioni di C da ritenere erronee sono: refusi/lezioni non ariostesche e distrazioni dell’autore. Esclusi
dunque:

 refusi, trivializzazioni, ipercorrezioni di tipografia


 lezioni erronee sfuggite all’Ariosto per distrazione.

Tre possibilità:

1. lezione congetturata coincide con quella di Caccolta in apparato


2. l.c. non coincide con quella di Cposta in apparato corretta tra parentesi quadre […]
3. l.c. non coincide con C ma ad un’altra stampain apparato senza parentesi quadre legata a questa
tramite l’accoppiamento delle sigle.

PROBLEMA DI SCEMPIAMENTI E RADDOPPIAMENTI IPERCORRETTIVI IN B.

In B sono molto numerosi (denunciati dalla rima, da forme verbali assolutamente sconosciute in Ariosto e
da varie altre forme estranee al suo linguaggio), raramente in A e altre operecome possibile che siano
corretti in A e C molto? Rappresenterebbe una fase involutiva. Ma alcune forme non presentano tale
regressione che rimane limitata a singole parole/fonemi (no oscillazioni sensibili).

si nota che B è tipograficamente peggiore di A. Ariosto non ha mai, da nessun’altra parte avuto
incertezze sulle DENTALI e NASALI (soggette alle maggiori oscillazioni in B, stragrande maggioranza dei suoi
sdoppiamenti e scempiamenti ) dunque comprendiamo che queste sono causa dell’ingente intervento di
ABITUDINI DIALETTALI DEI TIPOGRAFI.

Tipografo di B agisce anche su articoli e pronomi proclitici (es. femminile/maschile lo/la)

Alcuni sdoppiamenti sono rimasti anche in C:

in parte da considerare sempre l’intervento del tipografo


talvolta forma davvero ariostesca

Abbiamo quindi corresponsabilità dell’autoreda considerare quando la forma supera il vaglio della III
edizione.

Oltre ad A, B e C abbiamo anche:

 Frammenti autografi (alcuni episodi della III edizione dell’O.F. in brutta o bella copia)
 Varianti del Pigna sulla base di un edizione di B che sostiene appartenuta all’Ariosto su cui suoi
appunti
 Ruscelli. Alcune correzioni apportate dal poeta a C

Queste ultime due mai pensabili in un apparato critico.

Stampatori apportavano loro usi e necessità all’interpunzione e all’ortografia

Problemi di trascrizione, talvolta risolti drasticamente. Passaggio da ortografia latineggiante a trascrizione


fonetica (es. excedereeccedere). Sembra essere avvenuto cambiamento delle consuetudini di Ariosto
stesso per quanto riguarda la grafia. In pronuncia sempre lo stesso.

Es. exemloessempioesempio. Sempre pronunciato nell’ultimo modo!


LA TRATTATISTICA DEL COMPORTAMENTO

Tra XIV e XV secolo affermarsi della corte , vere e proprie città nelle città dove cerchia di cortigiani,
gentiluomini e donne d’alto rango rispecchiano in base ad abiti e comportamento il prestigio del loro
signore.

Vera e propria trattatistica su comportamenti da seguire e regole di conversazione, che ha funzione


centrale in rituale collettivo.

BALDESSAR CASTIGLIONE (Mantova 1478-Toledo 1529)

Vita attraverso le più importanti corti dell’Italia centro settentrionale, vive la dimensione più dura e violenta
della vita di corte, tra intrighi politici e giochi di potere in mondo in rapido cambiamento, tramoto di
modello di civiltà e affacciarsi di nuovi conflitti politici e religiosi. Soprattutto curia romana e corte
imperiale.

Il Libro del Cortegiano:

 Di lunga elaborazione, vita intensa senza tempo di dedicarvisi. Prima pubblicazione a Venezia nel
1528 .
 Punto di vista periferico della piccola corte di Urbino ( frequentata dal 1504 al 1516) per mettere a
fuoco principi fondanti civiltà rinascimentale: misura, bellezza, grazia, modello di relazioni basate
sulla civile conversazione, ordine e armonia di fisico e spirito, letteratura fonte di piacere ma anche
di valori, legata a cultura classica ma anche a tradizione volgare.
 Apoteosi di mondo che sta morendo. Mondo scomparso e idealizzato, modello di resistenza alla
crisi del sistema delle corti di cui in prima persona partecipe (vari dialoganti già morti a tempo
pubblicazione). Omaggio estremo a civiltà che sta crollando sotto i colpi della storia; anche per
questo grande successo.
 1507. Urbino. Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, morente. Intorno alla moglie, duchessa
Elisabetta Gonzaga per quattro sere conversazione tra gruppo di intellettuali ( autore dato per
assente evita di esporsi in prima persona) su vari argomenti:
 Caratteristiche di perfetto cortigiano e come diventarlo ( qualità fisiche e morali, capacità
intellettuali, corte luogo dove può esprimere meglio sue capacità, in mezzo ai suoi pari
+rapporto diretto con principe che forma)
 Questione della lingua. In opposizione diretta con Bembo preferenza per lingua già usata
tra intellettuali colti delle corti, ricca, varia e viva senza specifici modelli scritti.
 Come comportarsi nella conversazione e diversa classificazione motti di spirito (facezie) e
quanto trattenersi.
 Caratteristiche della donna di palazzo, corrispettivo femminile del Cortegiano. Aggraziata,
sapersi muovere in società ma soprattutto onesta ( moralità sessuale). Exempla di
comportamento femminile.
 Dibattiti sulle migliori forme di governo. Ruolo del cortigiano quello di guidare e consigiare
il principe.

GALATEO di Giovanni Della Casa ( 1550/55)

Passati solo 30 anni dal Cortegiano ma molto diverso, l’ ideale non è più il raggiungimento di un’educazione
così profonda da essere seconda natura (sprezzatura) che testimonia trasformazione di intera persona
tramite disciplina del corpo e dello spirito. Qui siamo al contrario. Serie di regole date da chi ha più
Esperienza ( vecchio che parla all’illetterato) e da seguire in modo assoluto. Non c’è più spazio per la libertà
individuale nel nuovo mondo, da imparare il conformismo che permette anche a uomini fuori dai circoli
aristocratici di partecipare alla vita pubblica. Galateo insegna disciplina assoluta del corpo e della mente ma
non lascia nulla di affidato all’iniziativa del singolo. Dialogo tra vecchio con esperienza (non importante
infatti né necessaria conoscenza di un patrimonio culturale) e giovane “idiota”, privo di essa.

PETRARCHISMO

Adesione ad ideali di bellezza ed armonia, tema dell’amore. Si imita lessico aulico ed elegante di Petrarca
senza però adottare la complessità strutturale del canzoniere. Volgare toscano secondo Bembo Pietro
Bembo, Vittoria Colonna, Michelangelo Buonarroti, Giovanni Della Casa.

ANTIPETRARCHISMO

Contestazione dissacratoria valori culturali dominanti. Tramite parodia di testi famosi, insistenza su aspetti
bassi del quotidiano, linguaggio realistico e ricco di elementi dialettali. Contro il convenzionalismo
prescrittivo che il petrarchismo aveva portato con sé alcun reagiscono con forza. Prevalenza di sonetto e
capitolo in terza rima. Attività poetica svuotata di ogni senso profondo, solo intrattenimento piacevole,
anticonformista ma superficiale Francesco Berni (rime burlesche), Veronica Franco.
FIRENZE DALLA REPUBBLICA AL PRINCIPATO

1492 Morte di Lorenzo de Medici. Sentito come evento epocale e cambiamento di un epoca. Figlio Piero
non all’altezza. Senso del declino del regime mediceo.

1494 Carlo VIII discende in Italia chiamato da Ludovico il Moro per ripristinare l’equilibrio politico nella
penisola. Piero non oppone resistenza. Popolo di Firenze insorge e condanna all’esilio famiglia Medici. (al
potere da 60 anni con Cosimo il Vecchio)

Aumenta carattere democratico Repubblica fiorentina con allargamento della presenza popolare negli
organi di governo. Grande influenza di frate domenicano Girolamo Savonarola e dei suoi seguaci “piagnoni”
(rigorosi contro la corruzione dei costumi con vere e proprie squadre i controllo) ma in 1497/98 si scontra
con papa Alessandro IV Borgia e, scomunicato, viene mandato al rogo.

Ricerca di nuovo equilibrio per compensare fazione populista. 1502 Pier Soderini viene eletto Gonfaloniere
di giustizia a vita. Durante sua carica importanti riforme anche con collaborazione Machiavelli.

Repubblica fiorentina dotata di due cancellerie. La prima si occupa soprattutto di politica interna, la
seconda di politica estera e relazioni internazionali. Machiavelli, secondo cancelliere (“segretario della
Signoria”) si occupa per lo più di affari diplomatici. Nominato anche Segretario dei Dieci di libertà e pace,
magistratura elettiva che si occupa della gestione della guerra. Nel 1506 compito di addestrare una nuova
milizia cittadina, non mercenaria.

Politica di Soderini lega Firenze sempre più alle sorti della Francia. Dunque quando in 1512 Luigi XII viene
sconfitto dalla Lega Santa Medici rientrano in città, sorti della nuova signoria ora legate al papato. Giovanni
de Medici; diventato papa Leone X, affida la città al cugino Giulio (poi papa Clemente VII)

1527 Sacco di Roma. I Medici sono nuovamente cacciati e la città oppone strenua resistenza all’assedio
delle truppe imperiali. Caduta della città nel 1530 determina fine repubblica aprendo il cammino al
Granducato di Toscana.

In questo periodo Firenze è ancora l’”Atene d’Italia”. Attivi in città artisti e scrittori importantissimi:
Raffaello Sanzio, Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Andrea del Sarto,
Machiavelli, Guicciardini, Berni, Cellini, Vasari.

NICCOLO’ MACHIAVELLI (Firenze 1469-Firenze 1527)

Famiglia di antiche origini e buona cultura, da sempre presente in vita pubblica della città, non ricca. Fn da
giovane studio del latino e lettura del De rerum natura di Lucrezio, da cui vediamo già visione scientifica e
materialistica della realtà, filtrata dai classici e lontana dallo spiritualismo diffuso in quegli anni a Firenze
(con savonarola e Neoplatonismo).

1498 Poco dopo morte di Savonarola M entra ufficialmente in politica come segretario della seconda
cancelleria della Repubblica Fiorentina. Funzionario di alto livello n diplomazia e milizia cittadina ( da cui
Arte della guerra in 1516-20). Per anni ruoli di rilievo e responsabilità nel cuore del potere a fianco di
Soderini. Esperienza politica fondamento della riflessione teorica. (1502-03 in missione ad Imola conosce
personalmente Cesare duca di Valentinois detto il“Valentino”, figlio naturale di papa Alessandro IV Borgia)
1512 Ritorno dei Medici al potere con conseguente allontanamento obbligato dagli uffici in quanto
rilevante figura nell’amministrazione repubblicana. Sospettato poi di aver preso parte a congiura
antimedicea subisce anche esperienza di carcere, tortura e confino nel suo podere dell’Albergaccio, a San
Casciano.

Periodo di grandi sofferenze personali però molto proficuo per l’attività letteraria intrattiene fitti scambi
epistolari, scrive suo trattato più famoso Il Principe (1513), composto di getto, inizia i Discorsi sulla prima
Deca di Tito Livio (conclusi solo in 1519), frutto di approfondita riflessione sulla storia romana e di
conversazioni con altri intellettuali presso Orti Oricellai ne giardino di palazzo Rucellai, concessogli di
tornare a Firenze.

Il Principe: concepito come possibile strumento per dimostrare le proprie competenze ma anche come
ricetta politica per risolvere la crisi fiorentina e italiana. Politica presentata come arte della conquista e del
mantenimento del potere. Dinamiche reali con precisi esempi storici ( per suscitare scandalo dimostrando
inutilità di trattati tesi all’educazione del principe ideale o speculum principis e per dimostrare la possibilità
di analizzare sistematicamente la realtà politica, l’utilità dell’esperienza e dell’analisi storico-politica.

Discorsi sulla prima Deca di Tito Livio: passione conoscitiva e politica del Principe applicati all’analisi della
storia di Roma. Utilità di comprenderne gli ordinamenti, l vicende militari e politiche, le leggi e il rapporto
tra classi, il ruolo della religione (eccellente strumento politico), istituzioni rappresentative. In questo modo
si acquisisce capacità di agire consapevolmente comprendendo le leggi che regolano lo sviluppo e
l’alternarsi degli eventi storici.

Sempre in questo periodo composizione della Mandragola, più importante commedia del ‘500, pubblicata e
messa in scena con grande successo in 1518, momento determinante di affermazione pubblica dell’autore.
Misure e regole classiche in una trama divertente, ma non priva di insegnamento morale, amaro e
pessimistico.

Può tornare a Firenze ma non nella vita politica attiva. Si dà all’attività letteraria legata a prevalenti interessi
storici e retorici: Dell’arte della guerra (problema militare in stretta connessione a quello potitico.

1519 Morte di ultimo discendente dei Medici Lorenzo di Piero. 1520 Incarico di prestigio di storiografo
ufficiale di Firenze, da cardinale Giulio de Medici. Da cui Istorie Fiorentine (consegnate lui diventato papa
Clemente VII in 1525):

 Storia che sia anche utile, espliciti stretto legame tra conflitti interni a uno Stato e la sua olitica
estera.
 Giudizio politico anche sul presente. Cerca per quanto può di mantenere libertà di giudizio.
 Libri 1-4 fino alla salita al potere di Cosimo de Medici il Vecchio(1434), 5-8 fino alla morte di
Lorenzo de medici (1492). Evita di esprimere giudizio sulla cacciata dei Medici. Cautela.

1524 Dialogo intorno alla nostra lingua.

 Contesta teorie linguistiche di Dante nel De vulgari eloquentia (necessità di identificare un volgare
illustre).
 Coscienza acuta della lingua come organismo vivo, in continuo mutamento, intrecciato alle vicende
dello sviluppo economico e sociale.
In ultimo periodo della sua vita collaborazione con Guicciardini, importanti incarichi al servizio del papa
Clemente VII per opporsi a Carlo V (fallimentari), ma nel 1527 muore, prima di vedere l’assedio di Firenze.

Temi e parole chiave:

 Il Naturalismo: investigazione di tutti gli aspetti del reale, da esseri umani a istituzioni, concezione
materialista, forte opposizione a Neospiritualismo ( es. savonaroliani), legame con la cultura
popolare fiorentina. Certo rapporto con tradizione scientifica aristotelica ( anche evolversi
istituzioni segue leggi naturali) da cui concezione di stato come organismo vivente di cui si possono
studiare i cicli di sviluppo. “Naturalità” delle caratteristiche umane le rende prevedibili.
 Grande fiducia nell’intelligenza attiva, possibilità di usare non solo gli strumenti della conoscenza
ma anche i dati dell’esperienza, per intervenire nella realtà concreta cercando di modificarla
 il sapere e la tradizione preziosi per la vita attiva (anche se rifiuto di ottimismo
umanistico).Storia utile in quanto documento che illustra azioni d grandi uomini: raccoglie
così eredità umanistica e a ravviva in dialogo continuo e attivo con i personaggi dl passato,
che interroga per comprendere le ragioni del loro successo.
 Concezione agonistica della vita: individuo solo davanti alle sfide dell’esistenza, sforzo teso
a riuscire a cogliere le opportunità, che la fortuna offre solo a chi sa appropriarsene.
 Il linguaggio metodo del tutto nuovi:
 lessico con termini dall’ambiente della cancelleria, latinismi e fiorentinismi ma anche
diversi linguaggi tecnici.
 Abbondante uso di immagini dal forte impatto emotivo.
 Costruzione sintattica e logica racconta realtà in cui a soggetto è posta continuamente una
scelta: un analisi scientifica, di realtà misurabile e ordinabile, calcolo condizionato
 Rigore spregiudicato nell’osservazione del reale e nell’argomentazione e carattere provocatorio di
alcuni giudizi hanno reso spesso Machiavelli oggetto di critiche fino a indice in 1559.

Il Principe (De principatibus)

Struttura:

 Scritto d getto e fatto girare tra gli amici già da 1513. Nel 1516 dedicato a Lorenzo de Medici
( Lorenzino, figlio di Piero e nipote del Magnifico), con esortazione a liberare l’Italia dai barbari.
Motivi immediati della sua stesura sono principalmente due: concentrare il proprio sapere così da
mostrare proprie competenze e trovare il modo di uscire dall’isolamento e rientrare in vita politica
Possibile solo attraverso i medici. Con papa Leone X). Obiettivo non raggiunto. Pubblicato la prima
volta nel 1532, postumo. Nel 1559 messo all’indice in seguito a furibonde polemiche.
 Trattato suddiviso in due parti più estese e in due sezioni minori:
1. Parte teorico-trattatistica . Descrizione diversi tipi di principato, non da principi astratti ma
elaborando dalla sua esperienza una teoria politica.
2. Sezione che fa da cerniera e che tratta delle milizie.
3. In discussione le norme astratte basate sui principi morali privilegiando l’analisi
spregiudicata del reale, talvolta anche cinica e brutale.
4. Breve sezione che collega il testo alla realtà dell’epoca.
 Concepita in una situazione di emergenza mostra uno sforzo straordinario di sintesi e lucidità,
frutto d amara riflessione su recente storia degli stati italiani. Prepotenza della Fortuna nella storia
umana ma ancora fiducia nelle virtù dell’uomo, bisogno di credere alla possibilità di opporsi
all’irrazionale. Nell’eccezionalità della situazione occasione per fondare stato solido e non corrotto
e ricacciare oltr’Alpe gli stranieri.

Temi:

 Analisi del potere assoluto senza considerazioni di tipo morale ma mostrandone in modo
spregiudicato il funzionamento, in base alla sua efficacia. Esempi anche dalle monarchie nazionali
europee.Ancora passione popolare e repubblicana ma suo fine ultimo rimane servire la sua patria
( cosa che cercherà di fare con tutto se stesso fino agli ultimi giorni) e in questo momento storico
solo un regime assoluto può affrontare l’emergenza.
 Politica che come obiettivi ha principalmente la conquista e il mantenimento del potere. Dunque la
valutazione dell’agire politico non è definita da criteri morali ma dal raggiungimento di questi
obiettivi. Rivendicazione della libertà di sottrarre la politica al moralismo e al fatalismo,
sottoponendola alle leggi della ragione.
 Problema del consenso politico che può garantire la solidità dello stato: l’elemento chiave di tale
fragilità identificato nelle lotte di fazione tra le varie famiglie, nei “grandi”. Nuovo principe deve
eliminarli dalla scena e impedirgli di nuocere ponendo le sue basi nel consenso popolare (uno dei
principi portanti del nuovo stato assoluto).
 Idea della centralità della legge dello stato, ma senza la capacità di usare la forza anche questa
viene travoltagrande importanza problema della milizia. Leva generale nella storia romana
fondamentale. Esercito fatto di cittadini su cui possibile solido potere politico e militare.
 L’Utopia di un'altra Italia: in sua vita ha riflettuto molto sulla differenza enorme tra il potere dei
piccoli stati italiani e delle grandi monarchie nazionali. Inizia a pensare a necessità di stato forte ed
unito com’era stata Italia longobarda. Fragilità anche grande occasione per trovare la forza di
reagire allo sfacelo, stimoli da trovare nella riscoperta delle virtù romane. Colpa data a:
 Chiesa che aveva impedito ogni unificazione non avendo abbastanza potere ella stessa
(causa inoltre anche della corruzione dei costumi).
 Pesante responsabilità politica anche dei principi italiani nella debolezza strutturale del
sistema e nella fragilità strutturale della penisola.

Verso la conclusione analisi cede alla passione che si fa utopia. Profeta di un’Italia unita (200 anni prima).

Metodi di espressione:

 Ricchissima serie di exempla ricavati dalla storia antica e contemporanea. Qui evidenziato il nesso
causa-effetto che domina gli eventi. Giudizio politico non deve essere ricondotto all’opposizione
morale tra bene e male quanto piuttosto tra ciò che è utile o meno allo stato. Forniscono
dimostrazione pratica degli assunti teorici, citati come dati di fatto indiscutibili.
Solo così l’ Esperienza può divenire conoscenza e quindi essere utile agli altri. Punto di arrivo del
processo di laicizzazione nella concezione del mondo e dell’attività umana promossa
dall’umanesimo.
 Naturalismo. Visione ciclica della storia che prevede nascita, evoluzione, morte. Istituzioni politiche
considerate organismi viventi.
 Ragionare partendo dalla realtà effettuale delle cose, e non da come dovrebbero o vorremmo che
fossero. Tenendo conto delle circostanze in cui c si trova ad agire: la Fortuna, l’Ignoto. Dominanti e
non controllabili nei periodi di cambiamento. Alla Fortuna si oppone però l’Audacia ma soprattutto
l’Intelligenza ( l’esperienza che diventa competenza, senso del tempo e l’opportunità):la capacità di
riconoscere l’“occasione” che va colta al momento giusto. Tutte queste qualità si somano e si
sintetizzano nella Virtù (virtus latina, eminentemente politica, necessaria al principe che voglia
sfidare la fortuna)
 Procedimento dilemmatico: attraverso una struttura binaria. Due alternative estreme che si
escludono a vicenda senza mediazioni. Effettuata la scelta, altre opzioni fino alla soluzione, sempre
obbligata. Senso di necessità anima tutto il discorso.
 Retorica non per abbellire il testo ma strumento con cui si costruisce un ragionamento di ferrea
consequenzialità. Crescendo emotivo.

TEMI: Argomenti chiave:

 Autonomia della politica: proprie leggi, no morale, valore superiore in quanto attività volta al bene
comune.
 Virtù e Fortuna: si fronteggiano il soggetto e la realtà, virtù che si oppone alla Fortuna, lotta di
intelligenza ma anche di coraggio.
 Forza, Legge e Consenso: per la conquista del potere necessaria la forza, da mantenere con le
buone leggi e il consenso popolare.
 Il Principe scellerato: Cesare Borgia, il Valentino lodato e ammirato. Irrilevanti episodi di cruda
violenza.
 Verità effettuale ed ideale: abbandono di ideale che non esiste a favore della “verità effettuale”
 La “golpe” e il “leone”: natura animale dell’uomo. Essere astuti come volpe e forti come leone.
Non fine un impossibile bontà.
 Attualità del trattato: si propone come soluzione della crisi dovuta alla perdita di libertà degli stati
italiani e alla debolezza e cecità politica dei suoi principi.

FRANCESCO GUICCIARDINI (Firenze 1483-Firenze 1537/40)

Antica famiglia con ruoli di amministrazione e prestigio in politica fiorentina. Legge a Firenze, Ferrara,
Padova, Pisa dove laurea in Diritto civile. Vita tutta dedicata ad impegno politico.

Storie fiorentine (1508-10)Prima opera. Ricerca nel passato spiegazione di problemi del presente.

1512 Mandato in Spagna come ambasciatore. Opere di riflessione e teoria politica: Discorso di Logrogno,
Dialogo del reggimento di Firenze (L1: personaggi autorevoli del tempo discutono sulle varie forme di
governo. L2: costruzione teorica modello ideale di Stato per Firenze). A confronto diversi stili di governo.
Tentativo di limitazione potere mediceo a favore di equilibrio tra componenti sociali per ideale struttura di
stato. Equilibrio ideale di stampo aristotelico che concili esigenze democratiche, monarchiche,
aristocratiche. Spinta teorica + mentalità pratica e politica tesa all’efficienza.

Importanti incarichi per lo Stato della Chiesa, ruolo anche nell’organizzazione della lega di Cognac.
Considerato in qualche modo responsabile del suo fallimento (sacco di Roma, assedio Firenze)periodo di
gravi difficoltà.
Considerazioni sui “discorsi” di Machiavelli: critico talvolta puntiglioso, diffidenza verso teoria che non
rimandi direttamente ad una pratica.

Ricordi: messi a punto con 5 successive redazioni dal 1512 al 1530. Da tradizione famigliare di lasciare
vademecum a propri familiari di consigli pratici e modelli morali. Innova modello con testo del tutto
originale. A partire da riflessioni personali fusione, riformulazione, raggruppamento per temi. Asse del
discorso spostato verso la riflessione sull’esperienza diretta. Cuore emotivo del testo la catastrofe
imminente che si sta abbattendo sugli stati italiani. Ad interlocutore ideale di classe dirigente che possa
trarre vantaggio dalla lucidità di queste considerazioni. Alle prese con violenza capricciosa e squassante
dell’irrazionale e della Fortuna. Non più dimensione eroica del Principe. Invadenza crescente potere dei
tiranni e prepotenza dei popoli. Violenza costitutiva di ogni stato. Chiesa temporale responsabile di buona
parte dei mali dell’Italia. No speranza di comprendere leggi: affidamento a “discrezione” per capire
circostanze e a “prudenza” per decidere come agire. Giudizio sulla natura umana sconsolato e privo di
speranza. Idea etica di quanto individuo possa e debba fare per vita collettiva ma sforzo può rivelarsi
inutile. Forma espressiva breve. Tendenza all’introspezione, Io che entra nel discorso con proprie passioni e
propri dimensione individuale. Certa “modernità”.

Al servizio di papa Clemente VII fino alla sua morte quando si allontana dalla vita politica gradualmente
assumendo posizioni sempre più marginali.

Storia d’Italia: 20 libri. Riflessione su catastrofe avvenuta a Firenze e in Italia, sulla sua persona e la sua
concezione della vita. Storia di una tragedia. Da presupposto felice (prospero regno Lorenzo) a conclusione
rovinosa. (perdita libertà). Mutamento irreversibile fine del modello migliore della civiltà italiana. Giudizio
lucido e impietoso. Opera per i posteri, per dare spiegazioni: illusione pensare di poter in qualche modo
controllare o prevedere eventi storici. Inizio di nuova storiografia basata su accurata consultazione di
archivi e documenti, discussione critica delle fonti e infine interpretazione analitica eventi. Secondo regole
storiografia umanistica e presenta ordinamento annalistico, attenzione a eventi militari, orazioni spesso
inventate ma utili per dare punti di vista vari personaggi. Periodo ampio e ricco di subordinazione, vicino
alla struttura latina. Linguisticamente segue lezione di Bembo. Segna con lucidità passaggio di un’epoca in
cui Stati Italiani diventano pedine di gioco altrui. Dalla discesa in Italia dei francesi in 1494 alla morte di
Clemente VII (che invano aveva cercato di opporsi a Carlo V) in 1534. Complessità e contraddittorietà in
stile è aderenza a sfaccettature reale e ad irrazionalità che domina la realtà. Conflitto dei punti di vista.

Grave malattia, sforzo immane per riuscire a finire ultima opera, morte nel 1540.
Concezione della storia in Macchiavelli e Guicciardini:
entrambi:
 Visione laica degli eventi storici
 Ricerca di rapporti di causalità
 Idea della Fortuna come cieca irrazionalità che limita e sconvolge l’azione umana.
Machiavelli: Guicciardini:

Storia è magistra vitae: fornisce esempi e modelli Dalla storia del passato non si possono ricavare
validi per il presente esempi né regole generali validi per la condotta
politica presente
La virtù, la razionalità e l’energia dell’individuo Eventi sono dominati interamente dalla fortunae
possono efficacemente opporsi alla Fortuna ciascuna situazione è nuova e irripetibile
Conoscenza della storia passata fornisce chiavi di Solo l’osservazione e l’esperienza (discrezione)
lettura e regole di comportamento per azione aiutano a distinguere un caso dall’altro
politica
Concezione ciclica della storia, come in storici Concezione lineare: storia non si ripete, ogni
classici evento ha sue peculiarità (il “particulare”)

DALLA CONTRORIFORMA AL BAROCCO: Un’ epoca di conflitti.

1545-1563. Concilio di Trento. Indetto da papa Paolo III Farnese in risposta alla Riforma Protestante.
Tentativo di risanare la frattura che ha creato. Inizio di fatto della Controriforma cattolica. Iniziato con idee
di pace e tolleranza per la sua lunga durata prendono il sopravvento componenti più conservatrici che
rifiutano ogni mediazione con mondo protestante:

 Riaffermati più importanti dogmi della Chiesa Romana: autorità della Chiesa sull’interpretazione
delle Scritture, necessità della grazia divina per il raggiungimento della salvezza.
 In risposta alle critiche sula corruzione interna al clero intrapresa rigorosa opera di moralizzazione:
ribadito obbligo del celibato per i preti, imposto divieto al cumulo di benefici ecclesiastici.
 Autorità del papa viene rafforzata: controllo capillare delle comunità in stati cattolici tramite
parrocchie e nuovi ordini religiosi (gesuiti, sant’Ignazio di Loyola, 1540, combattere l’eresia e
diffusione fede cattolica)
 Correzione delle deviazioni protestanti: Congregazione del Sant’Uffizio ( o Inquisizione romana,
compito di dirigere azione repressiva, tribunale speciale per eresia, magia, stregoneria,
bestemmia), Congregazione dell’Indice (1571, esaminazione, censura, elenco libri proibiti, testi
bruciati e multe o pene per chi li possiede, anche se mercato clandestino)

Chiesa riprende efficienza e presa sulla società a tutti i livelli e nuovo prestigio intellettuale plasmando
anche una nuova mentalità: clima di fanatismo e intolleranza. Persecuzioni varie: musulmani in penisola
iberica, ebrei in Spagna e Italia, valdesi in Calabria. Disegno di cancellare ogni diversità religiosa. Apice
caccia alle streghe tra 1560 e 1630.

1555 Pace d Augusta. Conclusione guerra tra principi tedeschi cattolici e protestanti. Cuius regio, eius
religio. Ciascun suddito deve seguire la fede del proprio principe. Fino a metà XVII secolo continuano però
guerre tra protestanti e cattolici ed anche tra varie chiese riformate (in particolare calvinisti in Olanda e
Paesi bassi a fine Cinquecento, e in tutta Europa nel Seicento). Solo in 1648, con Pace di Westfalia, termina
sanguinosa Guerra dei Trent’anni (1618-1648) con limitata tolleranza ma nel riconoscimento di confessioni
diverse n uno stesso paese.
1559 Pace di Cateu-Cambrésis conclude conflittualità franco-asburgica. Primato della Spagna a livello
internazionale che conferma fine completa dell’indipendenza italiana sotto il predominio spagnolo (rimane
sotto potenza straniera fino ad unità in 1861).

XVII secolo. Baricentro dei commerci si sposta dal Mediterraneo all’Atlantico e al Mare del Nord. Venezia
perde il suo primato a favore di Anversa (dove merci dalle Americhe). Inizia distinzione tra Europa del nord
avanzata, protestante e borghese, ed Europa del sud, cattolica ed arretrata socialmente ed
economicamente.

SPAGNA. Grande disegno di politica imperiale di Filippo II di Spagna (1556-98) come difensore del
cattolicesimo. 1572 Ferma i Turchi a Lepanto con aiuto Venezia. Con matrimonio trono di Portogallo:
supremazia sui mari, contro protestanti olandesi, soatiene cattolici i Francia. Anche se Invencible Armada
sconfitta da inglesi in 1588 controllo commercio con le Americhe. Domina l’Italia. Pieno rigoglio
culturaleSiglo de oro. Prima potenza europea fino a inizio XVII secolo. Vecchia struttura economico-
sociale, aristocrazia inattiva e dissipatrice, continuo impegno bellico, borghesia deboleinevitabile declino.

INGHILTERRA. Intenso sviluppo economico e grande fioritura culturale sotto Elisabetta I (1558-1603). Prima
colonia anglo-americana (Virginia). 1620. Gruppo di puritani inglesi perseguitati dalla Chiesa anglicana si
insediano nel New England, imbarcatisi sula nave Mayflower. Elisabetta no eredi. Giacomo I Stuart(1603-
25). Guerra civile tra Carlo I (1625-49, fautore assolutismo) e sostenitori del Parlamento ( guidati da Oliver
Cromwell). Carlo sconfitto e decapitato. Proclamata repubblica ma di fatto dittatura di Cromwell (1649-58).
Restauro Stuart con Carlo II (1660-85) e poi Giacomo II (1685-88, tentativo di asolutismo e
cattolicesimoesiliato). Incruenta Gloriosa RivoluzioneGuglielmo d’Orange (1689-1702, marito Maria
Stuart) firma Bill of Right. Potere sovrano vincolato a consenso Parlamento. Prima monarchia parlamentale
costituzionale in Europa, frutto di alleanza tra aristocrazia e ceti medi).

FRANCIA. Dal 1559 al 1598 (Editto di Nantestolleranza verso minoranza protestante) guerre di religione
tra cattolici e calvinisti ( ugonotti). Quindi periodo sviluppo economico. Assassinio Enrico IV, difficile
reggenza Maria de Medici, Luigi XIII con ruolo determinante di cardinale Richelieu, suo primo ministro.
Torna solidità al potere regio. Nuovo ministro cardinale Mazzarinodomate rivolte contadine e
aristocratiche, potere monarchico rinforzato, Stato centralizzato, dotato di esercito ed efficiente sistema
fiscale. Dopo vittoria in Guerra Trent’anni contro Asburgo spagnoli e austriaci primato nel continente
conquista nuovi domini coloniali sotto Luigi XIV, il re Sole. Epoca dell’assolutismo (pur mantenendo privilegi
Aristocrazia e clero).

OLANDA. Nel ‘600 contende primato dei mari con Inghilterra. Riconosciuta indipendente con pace di
Westfalia. Soppianta Portogallo e Spagna in controllo commerciale di colonie e traffici marittimi.
Amsterdam baricentro del commercio mondiale.

ITALIA. Alla periferia dell’Europa sotto dominio spagnolo. Pace fino alla metà del ‘600, prestiglio culturale
fino a primo quarto nuovo secolo (attivi Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Galileo Galilei, Caravaggio
+ contributo determinante alla nascita della musica moderna. Quindi crisi è manifesta in modo indiscutibile
ed evidente. 1620 grave crisi economica in Europa per tutto il secoloripetute carestie ed epidemie di
peste. Popolazione da 13 milioni e mezzo a 11 e mezzo in 1660 + cresce pressione fiscale Spagna +
università più famose decadono rifeudalizzazione ricchezze mercantili e manifatturiere per latifondi e
titoli nobiliarisocietà si irrigidisce e si chiude a stimoli, sfruttamento cieco delle campagne.
LA NUOVA SCIENZA E LA CULTURA DEL BAROCCO.

Mentre in Europa nuove università, quelle antiche non sono più centri di innovazione ma cercano anzi di
contrastarla e reprimerla. Ricerca scientifica si svolge nelle accademie.

Da intellettuale a tutto tondo dell’Umanesimo figura di intellettuale professionista, con ruolo più specifico e
tecnico ma minor prestigio. Costretti da una corte all’altra alla ricerca di un mecenate (Marino) in generale
restrizione spazi della libera espressione.

Edificio del sapere medioevale in profonda crisi: già dal’500 critica della tradizione. 1543 De revolutionibus
orbium coelestium di Niccolò Copernico rivoluzione copernicana che inaugura quella scientifica. Fino a
revisione intero sistema culturale, principi della conoscenza e visione del cosmo.

Francesco Bacone (1561-1626)Novum Organum, contro l’aristotelismo e la magia, per sostituire ai


pregiudizi (idola) il dominio della tecnica sulla natura. Scienza come lenta costruzione collettiva, come fine il
vantaggio dell’intero genere umano, non del singolo individuo. Rivalutazione della tecnica ( considerata
inferiore perché unico fine del sapere era la contemplazione della verità in sé)

Cartesio (1596-1660)Discorso sul metodo. Metodologia della conoscenza dev’essere libera da ogni
autorità esterna alla ragione.

Galileo Galilei (1564-1642) tramite studi e ricerche sostiene teoria eliocentrica condannato da Chiesa,
costretto all’abiura in 1633. Ogni legge naturale necessita di verifica sperimentalenecessità di nuova
scienza della natura svincolata da metafisica e da principio di autorità delle diverse Chiese.

Compenetrazione tra scienza e tecnica che distingue mondo moderno da quello antico e medievale.
Metodo della nuova scienza costituito da osservazione e sperimentazione Isaac Newton ( fine ‘600)

Senso profondo di destabilizzazione e crisi delle certezza tradizionali, rotta il senso di armonia tipico della
società rinascimentale:

 Rottura dell’unità religiosa cristiana: sanguinosi conflitti e in discussione dogmi e verità della fede.
 Teoria eliocentrica: toglie alla terra immobile centralità per ricollocarla in cosmo in movimento,
pianeta tra gli altri.
 Al principio di autorità si sostituisce incertezza dell’esperienza e dell’osservazione scientifica.

Da questa crisi e rottura:

 Manierismo: ancora basato sul principio dell’imitazione, a deforma equilibrio e proporzioni


Classicismo deformandone alcuni aspetti
 Barocco: rottura della continuità con decisa ricerca del nuovo, valore contro la ripetizione del
modello classico tramite grandioso, iperbole, monumentalein contrasto alla perdita del centro,
ricerca della spettacolarità e della “meraviglia”. Potenza dell’arte nel trasformare la natura,
trasgressione, capriccio, stravaganza, all’opposto dello “sprezzamento” rinascimentale ( dove arte
doveva nascondersi per diventare seconda natura). Temi dell’apparenza e della metamorfosi, figura
più importante la metafora. Mondo intero è instabile e in continua trasformazione,e rinvia ad altro
(soprattutto alla mortepresenza costante nella percezione dell’epoca. Caducità della vita che
rinvia all’eterno e al trascendente. Vita intera è teatro, apparenza, sogno. Follia). Struttura
normativa ferrea che non può essere messa in discussione ma solo trasgredita. Unica risposta
dell’individuo la dissimulazione, come difesa, o l’eccentricità.
TORQUATO TASSO (Sorrento 1544-Roma 1595)

Figlio di nobile cortigiano del Principe di Sorrento. Non radicato mai in nessuna città, si sposta tra napoli,
Bologna, Padova e Urbino fino a approdare alla corte di Ferrara, dove vive il periodo più felice e focondo
della sua vita. Rappresentante estremo della morente cultura delle corti, in particolare nell’osservare il
declino della civiltà estense con il progressivo aumento di potere della Chiesa con la Controriforma.

Portato a riflettere da dibattito intellettuale sull’interpretazione da dare alla Poetica di Aristotele, a seguito
dell’uscita di una nuova edizione commentata da Francesco Roborello, professore padovano, che si poneva
in contrasto con la tradizionale ( fine della letteratura per A è il diletto, ovvero un piacere estetico
autonomo dall’etica/ fine della letteratura è didattico e morale prima di tutto professore padovano d
tasso Sperone Speroni) riflessione teorica che condiziona sua produzione letteraria.

1559 Inizia, interrompendolo subito, poema epico sulla prima crociata, il Gierusalemme.

1560-62 alle stampe poema cavalleresco: il Rinaldo.

Stesso genere epico al centro di stesso dibattito: se sia lecito l’uso di una fantasia sciolta da ogni legame
con la realtà ( come in Orlando Furioso) o se sia da ricercare un “verosimile” che rinvii alla realtà e e possa
dunque proporsi uno scopo educativo.

1565-75 Cortigiano a Ferrara, prima a servizio di Luigi d’este, cardinale fratello del duca, quindi dal 1572 del
duca stesso, Alfonso II.

Solo in 1587 darà risposta a tale intreccio di questioni, originale e nuovissima, in Discorsi dell’arte poetica,
facendo tesoro di sua esperienza del Rinaldo e del dibattito in corso, frutto di mediazione e sintesi:

 prendendo distanze da modello ariostesco, aristoteliche unità di azione, spazio e tempo


fondamentali per dare compattezza alla narrazione
 trattando il verosimile piuttosto che il favoloso, letteratura deve porsi non solo un fine educativi,
ma anche essere portatrice della visione cristiana del mondo.
 Dall’altro lato scopo centrale nel diletto per un pubblico ampio e diversificato che cerca nel poema
anche la varietà e la molteplicità del reale.

Unità e varietà sono dunque poli di tensione costante che inserisce nella tradizione del poema epico ma
allo stesso tempo lo rinnova profondamente. (Poema è piccolo mondo, unitario ma vario e molteplice in
ogni sua parte. Implicitamente paragone tra autore e Dio, cui “divinità” si limita al mondo poetico ).

Rime:(1567, Prima raccolta di circa 40 poesie, poi tutta la vita):

 Si inserisce nella tradizione petrarchista ma portandovi ricchezza cultura umanistico padana con la
lettura dei classici
 Più ampia raccolta nella tradizione italiana: 1708 componimenti in totale. Durante tutto l’arco della
sua vita, a Sant’Anna selezione del materiale e sua tripartizione per tema: prima sezione (Mantova,
1591, amore), seconda sezione (Brescia, 1593, encomiastiche e d’occasione), terza sezione (non
pubblicata in vita, religiose)
 Desiderio del poeta di rimanere protagonista del mondo letterario e cortigiano dell’epoca.
 Ricerca innanzitutto formale: lingua più varia, nuove scelte metriche ( il madrigale, più libero e
musicale del sonetto), nuovo tono poetico.
Nelle corti, oltre a lirica e a poema cavalleresco, in voga anche genere teatrale e pastorale. A Ferrara nata la
favola pastorale ( da fabula, testo scenico. Pastorale allude alla tradizione bucolica, mondo di idilliaca
serentà), che li fondeva insieme. Tasso scrive l’Aminta (1573 prima rappresentazione):

 Composta in pochi mesi. 5 atti. Endecasillabi sciolti alternati talvolta da settenari. Linguaggio medio,
stile semplice di grande musicalità. Uso raffinatissimo d assonanze, rime e corrispondenze interne.
 Precedenti in Poliziano, Lorenzo il Magnifico, Arcadia di Sannazzaro ma anche in antica tradizione
elegiaca greca (Mosco, Anacreonte, Teocrito) e modelli latini (Virgilio e Tibullo). La novità sta nella
messa in scena. Sintesi tra tradizione poetica cortigiana e l’eredità dei classici.
 Grande successo: straordinaria complessità di piani e temi compresenti. Natura stratificata. Primo
livello di armonia idilliaca e di eleganza formale (raffinatezza cultura rinascimentale e nuova
concezione rapporto uomo-natura. In livello più profondo però trapelano l’inquietudine e la
denuncia, per contraddizioni evidenti in cultura che ancora sopravvive alla sua crisi.
 Nostalgia di mitica età dell’oro che evidenzia distacco critico nei confronti della vita di corte, luogo
di civiltà ma anche di finzionerappresentazione crisi del sistema delle corti. Incrocio drammatico
di amore e morte. Sensualità che deriva dall’ambiente. Vari tipi di amore rappresentati da vari
personaggi.

1565-75 prima versione completa della sua opera più nota. Poi da altri Gerusalemme Liberata.

Rispetto alla tradizione cavalleresca, a centro del poema non storie e leggende di un tempo andato
e ormai mitizzato, ma evento storico ben preciso: la fase conclusiva e vittoriosa della prima crociata
(1095-99), avvenimento strico storicamente più recente e di forte valore religioso. Centro spaziale
dalla Francia carolingia al Mediterraneo sud-orientale.
Rispetta unità aristoteliche di tempo, luogo e azione e segue così il canone della verosimiglianza.
Omaggio alla casa d’Este.
Tema d’amore sempre presente ma prima di tutto poema epico della Cristianità e della sua lotta
contro l’Infedele.

Delicato equilibrio psichico dell’autore non riesce a tollerare gli appunti (critiche per invidia, dissenso
ideologico o incomprensione) dei critici a cui aveva sottoposto l’opera. Sconvolto dalle critiche e logorato
dall’insicurezza sottopone personalmente il suo poema all’Inquisizione e si dà ad una lunga opera di
revisione che durerà 18 anni stravolgendo l’opera ( unica approvata dall’autore. La Gerusalemme
Conquistata). Precipita in stato di grave labilità psichica, inizia una serie di vagabondaggi, in fuga dalla corte
che ormai mal sopporta cerca rifugio presso i Medici ma per una violenta crisi di paranoia persecutoria
viene confinato nel convento ferrarese di Sant’Anna, da cui riesce a fuggire. Rifugio presso amico e
compagno di studi Francesco Maria della Rovere ad Urbino, poi da Emanuele Filiberto, duca di Savoia.
Tornato a Ferrara per il matrimonio del duca ha ennesima crisi. Viene considerato ufficialmente pazzo e
rinchiuso nell’Ospedale di Sant’Anna dove rimane in catene . (Mito del letterato eroe perseguitato)

1579-86 Incarcerato a Sant’Anna. Sette anni di dolorosa carcerazione e grande sofferenza che coincidono
con il successo del poema. Opera infatti vede stampa in varie versioni non autorizzate con titolo
Gerusalemme Liberata. Durante detenzione anche numerose lettere con grande varietà di temi: sofferenza,
poesia, giustificazione del poema, richieste di aiuto per ottenere la libertà. Sorta di autobiografia
intellettuale e spirituale. Mito di un Tasso melanconico e infelice, perseguitato e geniale. Testimonianza
sofferta vicenda della stesura della Gerusalemme. Stile elegante e ricercato, ricco di arcaismi, molto attento
al ritmo della frase. In stesso periodo anche stesura di 26 Dialoghi platonici, riflessioni di argomento storico
o letterario che cerca di usare per venir dichiarato sano di mente e uscire dalla prigionia.
Discorsi dell’arte poetica e in particolare del poema eroico. Composti nel 1561/62. Pubblicati nel 1587 e
revisionati in 1594. Divisi in tre libri:1. Scelta del soggetto del poema. 2. Struttura. 3. Ornamenti per
renderne lettura piacevole. Da risolvere due problemi: 1. Conciliare unità e molteplicità inserendo anche
storie collaterali per ottener diletto e rappresentare la varietà dei sentimenti umani. 2. Perseguire il fine
educativo, garantito dalla scelta della materia e dal criterio di verosimiglianza. Questo da conciliare con
l’esigenza del meraviglioso, per farlo ricorre al meraviglioso cristiano, ammesso dal dogma e così
avvenimento verosimile se rispetta sistema di credenze di un popolo.

1587 Esce dall’ospedale grazie all’aiuto di Vincenzo Gonzaga, che lo porta con sé a Mantova. Nel 1587
chiude percorsi interrotti: stampa Discorsi giovanili, alcune scelte di rime e gli ultimi dialoghi.

1593 Pubblica Gerusalemme Conquistata e la dedica a papa Clemente VII, opera molto diversa, interessante
ma non comparabile. Papa gli promette incoronazione poetica ma muore per malattia prima, a soli 51 anni,
in 1595. Pubblicato postumo poema sacro Le sette giornate del mondo creato, sorta di enciclopedia
naturale controriformista, grande successo e apre strada a fioritura barocca.

LA FIGURA DI TASSO:

 Nuovo tipo di intellettuale di difficile collocazione dentro un modello noto.


 Rapporto intenso con tradizione umanistico-rinascimentale ed insieme acuta percezione
della crisi di quel mondo e convinta appartenenza alla cultura controriformata.
Contraddizione che lo attraversa per tutta la vita ed incide in sue opere.
 Profondo sradicamento, poi condizione emblematica intellettuali dopo di lui. Non
appartiene a nessuna cultura cittadina, non considera pienamente suo l’ambiente
cortigiano di cui vede le miserie e il declino. Sofferenza psichica, letta in chiave umanistica
(Erasmo da Rotterdam) come forma consapevole di resistenza e mascheramento del
proprio rifiuto. In realtà più tragico: impossibilità di conservare un qualche equilibrio tra sé
e la realtà interna ed esterna.
 Disperata lucidità che lo porta ad attraversare territori sconosciuti, rendendolo innovatore a cui
tutti dovranno poi rifarsi. Risultato è poesia nuova da molteplici punti di vista. NOVITA’:
 Sul piano tematico: in modo disinvolto da religione a filosofia a dolorosa introspezione, da
forte sensualità a temi cortigiani e madrigali cantabili.
 Stilisticamente: infiniti giochi di parole, uso sostenuto di chiasmo ed enjambement, pratica
linguaggio “concettista”( poi Barocco)
 Nell’organizzazione del discorso: percorso di tipo associativo, privo di nessi logici (più simile
al poetare moderno così)
 In Gerusalemme armonia e distacco ironico dell’Ariosto sostituiti da pratica dell’eccesso e
degli estremi.
 Lingua: abbandono di toscano trecentesco di Bembo per lingua interregionale frutto di
contaminazioni, musicale e sperimentale ( come sarebbe piaciuta a Castiglione).
 Straordinario successo tra contemporanei, in Italia ed Europa per sua capacità innovativa. Anche
grandi dissensi (es. rifiuto per anni di accademia della Crusca di includere nel Vocabolario termini
dei suoi testi)
 Sua figura induce già durante la sua vita alla costruzione di un mito. Descrizione filosofo francese
Montaigne (1580) lo incrementa. Culmine in Romanticismo. Simbolo dell’artista perseguitato dal
potere e l’incarcerazione per presunta follia viene letta come pura repressione dell’individualità
ribelle.
La Gerusalemme Liberata. Poema cavalleresco genere narrativo più importante e apprezzato,
diffusione straordinaria tanto in ambiente colto che in quello popolare, soprattutto in corte estense di
Ferrara. Ripreso da idea originaria della sua adolescenza che aveva abbandonata perché non ancora
pronto (Gierusalemme. 1559-61)

 Innovazione e Attualità nel narrare le vicende della prima crociata: molte spinte in favore di un
nuovo intervento delle potenze europee contro la minaccia turca
 Funzione educativa dell’arte deve da un lato integrare la dimensione religiosa, dall’altro far leva
sulla verosimiglianza ( qualcosa che avrebbe potuto verificarsi anche se magari non è davvero
accaduto) per aver maggiore efficaciaavvicinamento al piano storico ( allontanamento dal
fantastico)eventi realmente accaduti e rilevanti per la fede cristiana. Ripresa della unità
aristoteliche per dare compattezza e verità all’azione teatralel’unità nella varietà ( mancante
nel suo Rinaldo)
 Fonti e modelli: fonti storiche e cronachistiche ( si collega al dibattito sulla storiografia
umanistica e poi rinascimentale. Volontà di scrivere poema eroico, non cavalleresco
fondamentali oltre a lunga tradizione precedente in volgare (compreso Dante) i grandi classici,
come Omero, Virgilio, Lucrezio e Stazio.
 Struttura: 20 canti in ottave dalla trama relativamente semplice. Fase finale dell’assedio di
Gerusalemme de 1099, durante la prima crociata. Si conclude con la liberazione del sepolcro di
Cristo, durante la quale consacrato Goffredo di Buglione eroe e paladino della fede. Assedio è
centro unificante da cui partono molte digressioni soprattutto amorose ( varietà di azione e
personaggi). Teatralità tragicaforte unità di azione e di luogo unita alla suddivisione in 5 parti
coincidenti con i 5 atti di un dramma. Senso di tragicità degli eventi dall’accentuazione del
conflitto tra i personaggi e il loro destino fatale.
 Rispondente pienamente alle richieste della Chiesa appena riformata. Sollecitati temi di
interesse religioso. Epopea cristiana che trova riscontro proprio in quegli anni in vittoria di
Lepanto della Lega Santa sull’Impero ottomano nel 1571.
 Personaggi:
 Anche se struttura narrativa è costruita su semplice dualità (bene-male, cristiano-
infedele, ordine-disordine, amici-nemici), schematismo è evitato dalla grandissima
varietà di circostanze e relazioni, da ricchezza psicologica dei personaggi , grazie al
continuo slittamento tra realtà e apparenza. Sottolineata l’ambivalenza delle passioni
umane. Eventi così generati da forza infernale sovrannaturale ma dinamica più segreta
è dominata dall’interiorità dei personaggi, dotati di notevole profondità psicologica
rispetto a maschere tradizione classica e cavalleresca. Goffredo eroe portabandiera
valori controriformanon possibili troppe sfumature). Eroi sono sia cristiani (Rinaldo e
Tancredi) che pagani (Argante e Solimano) e questi soccombono non per mancanza di
eroismo o di capacità ma perché nella loro tragica sorte si imbattono in grandezza
assoluta di eroi cristiani. Entrambi vinti da amore.
 Le donne: tre eroine, tutte nella schiera pagana, incarnano diverse tipologie di amore:
Armida (maga, potere illimitato dell’Eros, può distogliere Rinaldo dalla sua missione
virtuosa, a sua volta vinta da amore e spinta alla conversione), Clorinda (femminilità
audace e guerriera che muore per mano di colui che ama), Erminia (donna fragile che la
passione d’amore rende per un omento coraggiosa, ama non amata Tancredi)
 Temi:
 Elemento unificante è il Conflitto, presente a tutti i livelli: intimo e profondo nell’interiorità dei
personaggi, tra punti di vista diversi, tra apparenza e realtà, bene e male, eros e virtù, coraggio
e orrore per la guerra. Su tutti domina la Guerra sanguinosa nella finzione e nella realtà del
presente storico contro turchi, eretici e infedeli in genere.
 Magia nelle sue diverse rappresentazioni in positivo o negativo: forze dell’irrazionalità e della
morte, forze della positività costruttiva, potenza di Eros.
 L’ amore. Filo tematico fortissimo che attraversa intera vicenda. Elemento positivo che dà senso
e speranza ( diverso da Eros, suo alter ego) tramite cui riconoscere verità e accedere alla strada
della conversione. Tramite questo espresso il meraviglioso cristiano, manifestazione più intima
e sconvolgente della presenza del divino.
 Stile e poetica:
 Presenza massiccia stilemi della tradizione lirica amorosa ( non petrarchismo ma in linea
con Poliziano e Boiardo, sintomo di ricerca personale e originale. Da un lato stile del poema
epico, dall’altro tensione lirica e sentimentaledoppio livello espressivo ( una delle
innovazioni più originali.
 A livello metrico risente di usi invalsi nel corso del secolo (petrarchismoenjambement).
Insistito uso dell’artificio che produce naturalmente l’effetto di alterare la sonorità tipica
dell’ottava ormai familiare al pubblico. Mancanza di automatismo. Discorso tagliato su
misura ritmica dell’endecasillabo. Accento sull’artificio piuttosto che sula natura
importanza crescente in sensibilità manierismo.
 Rappresentazione contraddizioni e conflitti dai quali stava nascendo la moderna Europa, nella
violenza e nel dolore delle vicende umane narrate, nella speranza di una possibilità di salvezza e di
un senso al di là del disordine insensato. Testimonianza di travagliata e appassionata ricerca di
verità.

IL BAROCCO:

 Buona parte letteratura italiana del’600


 In risposta a profonda crisi delle certezze e dei valori e dell’antropocentrismo e armonia precedenti.
 Cultura rivolta a pubblico più ampio, da colpire con uso massiccio della spettacolarità.
 Adorazione del nuovo e del trasgressivo, ricerca del sorprendente e del mirabile
 Fine ultimo il dilettare, sorprendere conquistare tramite artificio letterario ed artistico, non
educativo.
 Cannocchiale aristotelico, Emanuele Tesauro. La metafora.
 (contemporaneamente antibarocco, ideali di valore formale e morale.

I generi:

 La poesia domina. Alessandro Tassoni contesta il Petrarchismo. Mette in discussione teorie poetica
di Aristotele. Giovan Battista Marino, l’Adone. Parodia del poema eroico. Poema allegorico-
filosofico in aperta sfida con Gerusalemme Liberata. Forte impatto in poesia liricamarinisti.
 Romanzo barocco. Genere nuovo e di successo. Uso accentuato di fantasia.
 Trattato. Necessità di sfuggire a censura e repressione. Tramite ironia. Forma del Dialogo. Galileo
Galilei (in volgare, pubblico più ampio). Tommaso Campanella. (implicita critica a contemporaneità
in sua utopia).
 Teatro. Ruolo fondamentale. Favola pastorale in corti. Crescente utilizzo della musica. Da gesuiti
come strumento educativo.

Temi:

 Apparenza e deformazione: lo specchio, il pavone, rispecchiamenti anamorfici, da letteratura


Narciso e miti relativi alla metamorfosi.
 Eccentricità e precarietà. Senso di smarrimento di mondo in trasformazione continua, uomo non
più al centro: a compostezza e regolarità forme classiche sostituisce linee curve, spezzate o
serpentinate (dal cerchio ellissi, spirale e figure eccentriche).
Senso di precarietà dell’esistenza. Moltiplicati i segni del tempo: rovine e Vanitas (nature morte
morte)
 La morte. Secolo con più numero guerre in storia. Macabro. Aspetti cruenti anche di martirio e
tortura.

GIOVAN BATTISTA MARINO (1569-1625)

Nato e formato a Napoli. Accademia degli oziosi. 1598 condannato per “immoralità”. 1600 arrestato per
falsificazione documenti. A Roma amico di Gaspare Salviati. Al servizio di cardinale Aldobrandini. Circoli e
produzione. 1606 Ravenna. Bolona. Genova. 1608 Torino. Rendita e poeta ducale. Accusato di testi satirici
contro Carlo Emanuele. Imprigionato per due anni. 1614 La lira (volontà di toccare tutte le corde del genere
lirico, mondo esteriore, non interiore petrarchismo), idilli Sampogna, Galeria.

Lavora all’Adone (poema allegorico filosofico di 20 canti cui tema principale l’amore tra Adone e Venere.
Lunghissimo, in competizioen palese con la GL, infrazione alcuni caratteri consolidati del genere epico:
storie di armi e guerra sostituite dall’eros mitologico, ricerca del piacere al posto di ortodossia religiosa.
Rielaborazione immensa varietà di fonti. Anche accusa di plagio. Struttura policetrica con labile trama
principale).
1615 Parigi. Apice carriera letteraria. Vita agiata. Pubblica l’Adone. 1619 stampa la Galeria (testimonia
passione per pittura e scultura). 1620 la Sampogna (12 idilli bucolico-pastorali). 1627-29 pubblicate raccolte
di lettere interessanti per vigore polemico e contenuti.

 Fine della poesia è la Meraviglia del lettore


 Necessità di adattarsi ai gusti del tempo abbandonando criteri estetici e giudizi di valore
tradizionale.
 Lingua “comune italiana” con lessico vario, ricco di neologismi, latinismi, dialettismi, arcaismi.
Forme metriche preferite sonetto e madrigale.
 Vasto repertorio di artifici retorici: metafore inusuali, ossimori, antitesi.
 Variazioni infinite dello stesso concetto tramite immagini sorprendenti e insolite.
 Rappresentazione realistica di mndo vario e sensuale

Giovan battista BasileLo cunto dei cunti. Fiabe-racconti da tradizione popolare in napoletano. Per
“bambini”, in realtà circola molto in corti.

GALILEO GALILEI (Pisa 1564-Arcetri 1642)

Nasce a Pisa , dove studia medicina e insegna matematica, a Padova insegna e fa ricerca. Interesse per
astronomia e cosmografia. Costruzione del cannocchiale con cui osserva la conformazione della luna, la via
lattea e i satelliti di Giove. Scoperte annunciate nel Sidereus Nuncius. Cosimo II de Medici, Granduca di
Toscana, lo nomina matematico e filosofo di corte. Tra i membri dell’Accademia dei Lincei. Accuse di eresia.
1616 Copernico messo all’indice e Galileo viene ammonito dal cardinale Bellarmino. 1610 torna a Firenze.
Testo polemico il Saggiatore (1623). Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632) (erroneità delle
tesi aristoteliche e teorie tolemaiche, prove fisiche del movimento della Terra). Vero scandalo. A Roma per
difendersi dal Sant’Ufficio. Costretto all’abiura e al carcere perpetuo, poi residenza coatta prima a Siena poi
ad Arcetri. Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai
movimenti locali.

 Irrinunciabile l’osservazione dei fenomeni, sensata solo dentro un’ipotesi teorica, verificata e
corretta tramite i dati dell’esperienza, e quindi dimostrata scientificamente. Natura da leggere
attentamente tramite il suo linguaggio: la matematica.
 Possibilità del toscano di farsi lingua moderna, adatta oltre che alla scienza e alla tecnica anche alla
tecnica, al dibattito brillante, alla satira e all’uso dell’ironia. Interlocutore medio, curioso di sapere.
 Tentativo di distinguere fede e conoscenza scientifica. Libro della natura e Bibbia sono due diversi
modi con cui in contatto con Dio. Da non confondere. Necessario comprendere le teorie
copernicane, senza tuttavia mettere in dubbio le Sacre Scritture.
 Il Saggiatore: sfida contro l’astronomo gesuita Orazio Grassi (aveva contraddetto le tesi di un
allievo di Galileo, con la scusa delle comete) in seguito all’elezione di papa Urbano VIII nel 1623,
rappresenta la vittoria dei Novatori, in opposizione ai gesuiti (conservatori norme concilio di Trento
e repressivi). Difesa del metodo scientifico sperimentale e contestazione principio di autorità. Uso
di volgare spigliato, brillante ma anche preciso.
 Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. La teoria tolemaica e quella copernicana. Dialogo
diviso in quattro giornate di discussione. A Venezia. Tra personaggi pubblici contemporanei. Analisi
del De caelo di Aristotele ( no opposizione tra mondo terreste e resto del cosmo), problemi del
moto terrestre, scoperte astronomiche di Galileo, riflessione sulle maree come prova fisica delle
teorie copernicane.

IL SETTECENTO: RAZIONALISMO E ILLUMINISMO. Il secolo delle rivoluzioni (economiche- agraria ed


industriale-politiche-americana e francese. Borghesia si afferma come nuovo soggetto politico.

 Serie di conflitti dinastici per i troni di Spagna, Polonia ed Austria che si trasformano in vere e
proprie guerre, che cambiano l’assetto politico del continente. Pace di Aquisgrana. 1748.
(conclusione di ultimo scontri: guerra di successione austriacatramonto della potenza spagnola e
ridimensionamento ambizioni Francia. Russia e Prussia (regno dal 1701) nuovi protagonisti sulla
scena europea. Asburgo-Lorena ancora imperatori ma impero ridimensionato. Italia spartita tra le
potenze egemoni, non più solo Spagna. A-L Toscana e Lombardia. Carlo III di Borbone Parma e
Piacenza. Savoia acquistano il Regno di Sardegna. Si consolida la potenza inglese. Dal 1707 Regno
Unito di Gran Bretagna (unione di Inghilterra e Scozia). Soppiantata Olanda in domini transoceanici.
In seconda parte del secolo si contendono i possedimenti coloniali.1763. Pace di Parigi, fine della
Guerra dei Sette anni (1756-63). Primato coloniale marittimo britannico fino alla prima guerra
mondiale.
 La rivoluzione americana: insofferenza di colonie inglesi del Nord America verso dominazione
inglese per peso crescente delle tasse ( imposte per impero coloniale). 4 luglio 1776. Dichiarazione
d’Indipendenza: affermazione di sovranità popolare e diritti inalienabili dell’uomo (vita, libertà.
Proprietà, ricerca della felicità). 1773-83 scontri. Riconoscimento indipendenza. Stato federale
presidenziale. 1787 Costituzione degli Stati Uniti d’America. Regolamentata per iscritto la gestione
del potere. Principio della separazione dei poteri. 1789 George Washington primo presidente degli
USA. 1791 ratificati alcuni emendamenti tra cui libertà religiosa.
 Rivoluzione Francese. Debolezza della monarchia, crollo dell’Ancient régime. Autoproclamazione
Assemblea Nazionale Costituente, insurrezione, presa della Bastiglia (14 luglio 1789, carcere
simbolo regime). Abolizione regime feudale e requisizione beni ecclesiastici. Dichiarazione dei diritti
dell’uomo e del cittadino (sovranità popolare, uguaglianza cittadini davanti alla legge, inviolabilità
persone e proprietà, libertà di pensiero, parola e religione). Inizialmente monarchia costituzionale
(separazione poteri ed elettività cariche). Presa di potere giacobini (più democratici): re destituito
(Luigi XVI), proclamata la prima Repubblica (1792).
 Rivoluzione agraria: privatizzazione terre tramite enclosures, aumento produttività terreni, nuove
tecnichesovrappiù per scambioprofondo cambiamento e nuove riflessioni su merci e lavoro.
 Rivoluzione industriale: alimentazione più ricca, migliori condizioni igieniche, mancanza di
epidemiediminuzione mortalitàpiù lavoratoridopo il 1740 grande crescita economica.
Innovazionisviluppo industria tessileprime forme meccanizzazione, vapore come forma di
energia.
Tutto connesso all’emergere della borghesia come forza economica e politica. Nascita di nuova
classe sociale. Il proletariato. Poveri, lavoranti in fabbriche, solo prole come ricchezza.
 Dispotismo illuminato: ammodernamento e razionalizzazione sistema politico e amministrativo.
Politica di riforme e basata su ideali illuministi. Attaccati privilegi parassitari e potere Chiesa in
ordine civile e politico (soppressi tribunali speciali e privilegi fiscali proprietà ecclesiastiche.
Espulsione e scioglimento Compagnia dei gesuiti (da papa Clemente XIV). Abolizione della tortura n
alcuni statiMaria Teresa d’Asburgo e figlio Giuseppe. Federico II di Prussia. Carlo III di Borbone
(Spagna e Regno di Napoli)
 Italia: sovrani più aperti a dibattito politico e culturale rispetto a spagnoli ma posizione politica ed
economica molto marginale rispetto all’Europa. Soprattutto nel Mezzogiorno. No vere riforme.
Solo con Napoleone Bonaparte alla fine del secolo si supererà immobilismo fino a Stato nazionale.

L’ETA’ DEI LUMI. Radici nel dibattito aperto dalla rivoluzione scientifica. Ragione che illumina l’umanità
tramite l’esperienza.

 Rinnovamento di istituzioni e cultura , tradizione al vaglio critico della ragioneanalizzato e in


discussione potere politico
 Uguaglianza di tutti gli uomini allo stato di natura, non inferiori o superiori. Privilegi sono frutto di
evoluzione distorta della società ( Rosseaula proprietà privata)
 “religione naturale” basata solo sulla Ragione. Necessità di stato laico, garante di libertà religiosa.
Tolleranza.
 Cittadini del mondo, affratellati dalla comune fede nella Ragionecosmopolitismo: respingere ogni
distinzione di razza, religione, stato sociale. Capacità d fare propri usi e costumi di nazioni diverse
senza rinnegare i propri
 Profondo ottimismo nell’intelletto umano. Superamento delle superstizioni grazie all’affermazione
degli strumenti critici di cui l’uomo è dotato.
 Conoscenza strumento di intervento sulla realtà per la felicità dell’intero genere umano.

Si apre dibattito, contrastando propaganda ecclesiastica. Opera fondamentale l’Encyclopèdie di Diderot.


Nuova sistemazione del sapere accessibile e approfondita. Numerosi libelli e pamphlets. Giornali. Pubblico
borghese, per informazione ma anche aggiornamento su dibattito culturale-politico. Inghilterra: the Tatler e
the Spectator.

Decade la corte, vista come antagonista del libero pensiero e della spinta al rinnovamento. Accademie.
Tranne Arcadia interesse più scientifico-tecnologico. Dalla Francia salotti privati con liberi pensatori
aristocrazia e conversazione brillante. Nascono i caffè come nuovi luoghi di aggregazione. Pubblici, di
borghesia, si dibattono temi politici e filosofici. Riparo da pregiudizi e intolleranze. “Il Caffè”. Celebre
periodico che esce a Milano tra il 1764 e il 1766.

L’ARCADIA.

Accademia fondata a Roma nel 1690. Funzione di rinnovamento e opposizione al Barocco. 1654 Cristina di
Svezia abdica, si converte al cattolicesimo e fonda a Roma l’Accademia Reale per favorire ripresa degli studi
classici e della poesia per musica. Dal 1650 rifiuto crescente verso il marinismo. Su stesse motivazioni si
fonda l’Arcadia. Nome da opera di Sannazaro (1504): trasfigurazione antica regione della Grecia nel
Peloponneso in ambiente pastorale e idilliaco dove pastori gareggiano ne canto e nel suono. Loro insegna la
zampogna di pan. Loro capo il “custode”, funzionamento formalmente democraticopseudonimo
pastorale mette sullo stesso piano tutti i ceti. Scopo di coltivare la poesia italiana e “esterminare” il cattivo
gusto. Sede centrale a Roma co colonie in molte città (Bologna, Pisa, Siena). Ruolo egemone in prima metà
‘700. 14 fondatori. Più importanti: Gian Vincenzo Gravina e Giovan Mario Crescimbeni. Pietro Metastasio.

 Basata su razionalità, misura, cantabilità. Tono medio teso ad ideale teso ad un ideale di armonia e
cantabilità del testo poetico.
 Culto della classicità come ideale di equilibrio e armonia
 Critica del “cattivo gusto” barocco
 Ripresa di argomenti pastorali e mitologici della tradizione bucolica.
 Approccio razionalistico alla produzione poetica (ripresa petrarchismo, cantabilità sentimentale e
controllata)

PIETRO METASTASIO. (Roma 1698-Vienna 1782)

 Maggior autore italiano di melodrammi. Sotto protezione di Gravina, studia a Napoli e in Calabria,
entra in Arcadia.
 Prime opere di argomento classico: la Didone innamorata (1724) (in tre atti, sperimentalismo
giovinezza, IV Eneide, Fasti Ovidio, personaggi secondari con caratteri opposti che esprimono
contrasto tra passione e dovere). In decennio poeta di corte a Vienna (dal 1730) privilegia elemento
patetico e sentimentale (la clemenza di Tito), quindi più eroico (Attilio Regolo).
 Riflessione teorica su poesia e teatro da cui individuabile riforma del melodramma: priorità del
testo rispetto alla musica (contenimento doti parole per rilievo a parole in perfetto equilibrio tra
recitativi e arte), catarsi che corrisponde alla correzione delle passioni umane ( sentimenti gentili e
patetici, amore e virtù umana)
 Lingua tradizione lirica italiana ma limitata nel lessico e semplificata nella sintassi per essere
comprensibile a tutti. Linguaggio medio, termini comuni, misurato e cantabile ma anche ripetitivo e
monotono)

ILLUMINISMO ITALIANO

GIUSEPPE PARINI
CARLO GOLDONI

IL ROMANZO SETTECENTESCO

 Pubblico nuovo di borghesia colta


 Luoghi, ambientazioni, protagonisti del tutto realistici: ceto medio o basso, storie verosimili in
realtà contemporanea.
 Protagonista con ruolo centrale dalla personalità ricca (lontano da piatto personaggio Barocco,
intorno a cui avventure spesso slegate tra loro)
 Autobiografico. Daniel Defoe: figure senza prima alcuna cittadinanza in letteratura ( marinaio, ladra,
prostituta)
 Epistolare: emozione immediata insieme al protagonista. Identificazione più forte che in
“autobiografica”
 Narrazione dell’Io, bisogno profondo. Nuovo rapporto individuo-individuo e individuo-società
 Narratore esterno onnipotente, onnipresente, onnisciente. Ironia per sottolineare proprio controlla
ma anche propria distanza.
 Figure e luoghi:
 La fanciulla perseguitata
 Il libertino (negativo, aristocratico)
 Il “picaro”: mendicante o furfante astuto ma non malvagio che vuole trovare proprio posto
in società
 Il giovane apprendista
 Il viaggio
 Spazi della contemporaneità definiti
 La città
 L’interno della casa.
VITTORIO ALFIERI ( Asti 1749-Firenze 1803)

Nasce durante la piena crisi dell’Ancient régime, da famiglia di aristocrazia di provincia , ad Asti. Regno di
Sardegna è stato in espansione ma chiuso e arretrato. Giovane irrequieto e a disagio nel mondo. Rifiuto
profondo della scelta familiare dell’Accademia militare di Torino che lo porta a viaggiare in Italia e in Europa
rivolto alla cultura più avanzata del momento. Scopre e legge illuministi francesi.

A 24 anni torna a Torino e fonda con vecchi compagni un cenacolo letterario (Societè de Sansguignon).
Scopre passione per la scrittura. Distacco dall’aristocrazia che ormai disprezza (anche dopo aver conosciuto
in viaggi la più sofisticata d’Europa). Qui la “conversione”, con composizione Antonio e Cleopatra
rappresentata un'unica volta nel 1775 (con successo). Scelta della scrittura. Consapevolezza di cultura
inadeguataautodidatta studia sistematicamente classici italiani e latini + trasferimento in Toscana per
“spiemontizzarsi” e acquisire familiarità con la lingua letteraria (prima sua lingua di cultura solo il francese)

Incontro con Luisa Stolberg contessa d’Albany, sua compagna di vita. Straordinaria produttività. Tendenze a
un “titanismo eroico”(fiducia illimitata nel proprio Io, volontarismo esagerato,insofferenza de limite,
rappresentazione di sé perennemente in conflitto con realtà circostante, no mediazioni, solitudine
malinconica e sprezzante. Favorevole alla scrittura tragica.

1775-82 Tra Firenze e Roma. 14 tragedie, parte consistente rime, trattato politico Della tirannide. Da allora
al trasferimento a Parigi presso la contessa in 1787. Ultime 5 tragedie e trattato Del principe e delle lettere.

A Parigi durante scoppio Rivoluzione francese. Inizialmente coinvolto dall’entusiasmo per gli ideali liberitari
poi violento rifiuto verso nuovo potere che no rispecchia suoi ideali di giustizia e libertà. Avversione
ideologica e intollerante fino a posizioni da conservatore legittimista assai dure Va a Firenze. Scrive le
Satire (1787), il Misogallo (1798)(violento attacco antifrancese in prosa e versi), alcune commedie, la Vita.
Muore in 1803.

Opere politiche violenta ribellione all’autoritàodio profondo per il potere assoluto (letture di Plutarco,
illuministi e Machiavelli). 1777 Della tirannide:

 Critica radicale ad ogni forma di potere assoluto, anche se illuminato (ancora più subdolo perché
ingannevole). Condanna di aristocrazia, esercito e clero senza i quali non potrebbe esercitarsi.
 Per chi non vuole adeguarsi come servitore non restano che tirannicidio, suicidio o fuga.

In stretto rapporto con questo altro trattato Del principe e delle lettere (1778-1786) complementare al
primo ma più frammentario e meno coerente. Modelli dell’opera d’Alembert e Machiavelli. Elegante toscan
letterario da sintassi piana e scorrevole. Definisce il rapporto tra il principe e le lettere:

 Intellettuale sola figura in grado di essere indipendente dal potere dunque ha ruolo di guida
morale, in un ideale distacco dalla realtà operativa.
 Libri:1) se il principe debba proteggerle, 2) se i letterati debbano lasciarsi proteggere, 3)se le lettere
possano nascere, crescere, perfezionarsi senza protezione.
 Solo letterati liberi sono depositari della vera sapienza, gli altri, per accrescere la gloria del sovrano
svolgono loro ruolo solo a metà.
 Letteratura esercizio eroico di libertà. Suo significato vero: guidare ed illuminare generazioni
presenti e future rifiutando qualsiasi compromesso con il potere.
 Lettere devono essere completamente indipendenti dal potere politico, prive di alcuna protezione.
 Superiorità dello scrivere sull’azione, impossibile rapporto positivo per la società tra intelettuale e
potere. Dissociandosi dal pensiero illuminista.
 Modello di intellettuale autonomo, solitario ed aristocratico. Privilegiato ma solitario. Torre
d’avorio della letteratura e disposto a comunicare solo con spiriti liberi ed eroici come lui.

Le Rime: per tutta la vita contatto con la tradizione lirica e dialogo fitto ed esplicito con il Canzoniere
petrarchesco (studiato e annotato da autodidatta, no struttura chiusa e circolare di Petrarca né suo
assoluto controllo formale. Io enfatico ed eroico, nel quale anche titanismo familiare del poeta. Segue
scansione cronologica e lessico con forti accenti personali (nonostante influenza Petrarca). Dal 1775. 1789
Parte Prima pubblicata. Tre tipologie: sonetti (per lo più amore per contessa Albany, poi temi morali
stanchezza di vivere in mondo visto come carcere, ai grandi autori del passato o temi più attuali di politica),
Versi (produzioni giovanili), Epigrammi (risposta a critici troppo severi e contro corruzione dei tempi).
Seconda parte solo postuma in 1804. (difficoltà legate alla scrittura, implacabile necessità interiore di
comporre versi).

 Varietà dei temi e della forma che rispecchiano molteplicità esperienze umane e dei sentimenti.
 Fortissima tensione autobiografica. A fuoco episodi vita del poeta che ragiona su sentimento o
dissidio interiore. Vive con “forte sentire” le passioni: l’amore e la politica. Immagine di un Io
idealizzato: capacità eroica di vivere con dignità la sofferenza dell’amore tensione tragica che fa
invocare la morte come forza liberatrice dagli affanni terrestri, ideale antitirannico e condanna suoi
tempicorrispettivo formale in stile aspro e teso: periodi brevi e frammentari, frequenti cesure, da
cui versi poco musicali e non armonici.

Stessa pulsione autonarrativa anche nella Vita, opera della tarda maturità. Ci lavora scrupolosamente per
esigenza di dare ordine e senso alla sua vita:

 Suddivisa in quattro “epoche”: Epoca I (“vegetazione”, periodo negativo, avvenimenti dalla nascita
al 1790, scritta di getto tra aprile e maggio del 1790), Epoca II (“ineducazione”), Epoca III (“viaggi,
dissolutezze), Epoca IV (realizzazione propria vocazione intellettuale, si pone come modello per la
“rigenerazione morale” degli italiani). Epoche a sua volta suddivise in capitoli con titolo che ne
riassume il contenuto. Dopo prima parte interruzione e ripresa nel 1798, rimaneggiata di continuo,
completata in 1803 e stampata postuma a Firenze in 1806).
 Autobiografia è genere letterario alla moda: Casanova, Del Ponte, Goldoni (Mèmoires), Rosseau
(Confessioni).
 Personalità che si costruisce attraverso serie di esperienze, testimonianza di lavoro di attenta
riflessione sulle proprie scelte di vita.
 Volontà di raccontare immagine ideale dell’autore, nonostante il “carattere appassionato”, la
difficoltà di essere nato a Torino in zona decentrata d’Italia e l’insufficienza dell’educazione
all’Accademia di Torino.
 Virilità inizia dalla stesura e rappresentazione della sua prima opera Antonio e Cleopatra (1776). da
qui anni di frenetico studi e lettura classici italiani e cerca di far proprio il toscano, italiano
letterario, spiemontizzando a sua lingua.
 Nell’Introduzione motivi che lo spingono a scrivere un autobiografia: motivazione narcisistica
(“molto amor di se stesso”, consapevole di propria fama e valore di letterato), apologetica (“perché
altri no la scrivesse peggio di me”),e conoscitiva (“lo studio dell’uomo in genere”)
 Vocazione autobiografica già di Rime e di Journal (diario intimo redatto tra 1774 e 1777). Obiettivo
preciso di raccontare la “conversione” alla religione delle lettere.
 Opera “dettata dal cuore e non dall’ingegno”: prosa agile e scorrevole, stilisticamente caratterizzata
dall’ironia. A differenza di Goldoni e Casanova uso dell’italiano invece che il francese (allora lingua
cultura). Lingua piena di arcismi, inversioni, iperbati, arricchita da coni personali diventati
famosissimi (“spiemontizzare”, “barbarizzato”, “smetrizzato”)

Verso la scrittura tragica per profonda inclinazione personale ma anche per situazione del teatro italiano
che produceva solo commedie e melodrammi. Scipione Maffei all’inizio del secolo aveva tentato riforma
con discreto successo ma solo esperimento letterario. Alfieri vuole teatro tragico che rappresenti grandi
passioni umane ma con misura delle regole in organica struttura formale. Confronto con francesi ma anche
con mito e storia. Prima tragedia il Filippo (1775),argomento storico, da novella del ‘600. 1783 la seconda, il
Polinice. Tema del tiranno e dello scatenamento delle passioni.

Due capolavori: Saul (1782, storia vecchio re d’Israele, stretto tra debolezza umana e necessità del suo
ruolo di tiranno in conflitto schiacciante che lo porta a suicidio. La Mirra (1784, già Ovidio in X metamorfosi:
giovane vergine legata al padre da amore incestuoso, tutto vissuto in dimensione psicologica). Entrambi
personaggi caratterizzati da difficile rapporto con la società e le sue regole, complessità e tragicità. Livello
altissimo nella tragicità e nello scavo dell’animo umano. Crescente capacità di rappresentare il conflitto tra
grandi passioni e grandi ideali e profonda e intima debolezza di ogni essere umano di fronte a fragilità
affettiva, sconfitta e alla morte.

Rigorosa osservanza di unità di azione, luogo e tempoessenzialità. Personaggi al minimo. Lingua è


complesso lavoro di lima teso a stile puro e nobile che veicoli il senso del tragico. Escluse la melodiosità e la
dolcezza in favore di asprezza spigolosa.

Da un lato senso della spettacolarità e volontà di rappresentazione, non lettura, dall’altro detesta teatro
pubblico, affollato di borghesi. Messa in scena dunque per lo più in palazzi privati in attesa di momento
migliore dove sue tragedie possano ricevere pubblico libero e magnanimo che meriterebbero.

TEMI:

 Polemica antitirannica:
Violenta ribellione all’autorità
Critica radicale di ogni forma di potere assoluto
 Il dissidio interiore:
conflitto schiacciante tra “forte sentire” e fragilità umana
 il titanismo:
fiducia illimitata nel proprio Io che si esprime in un volontarismo esasperato e in tensione
perenne tra sé e il mondo
sprezzante ricerca della solitudine
LA RIVOLUZIONE FRANCESE E L’ETA’ NAPOLEONICA

Con rivoluzioni crollo definitivo dell’Ancient règime. Rapidità e profondità di cambiamenti provoca talvolta
forti repressioni. In paesi del dispotismo illuminato lieve arretramento nell’alleanza di aristocrazia e clero
con i sovrani per difendere lo status quo, qui borghesia troppo debole per ribellione.

Giacobini promuovono movimenti rivoluzionari in tutto il continente sulla scia della Francia. In Europa si
vanno formando numerosi nuovi stati. Ruolo fondamentale Napoleone Bonaparte, generale di origine cors
a cui viene affidato il Direttorio (gov. Rep.). comanda due spedizioni militari in Italia contro l’Austria che si
opponeva a nuova Francia repubblicana. Vittorie. Formazione di repubbliche su modello francese. In Italia
molta fiducia nel cambiamento già da spedizione del 1796. Napoleone impone a molti pagamento di tributi
e cessione di numerose opere d’arte. Abbattimento di governi e privilegi secolari e formazione di nuove
entità politico-territoriali come Repubblica cisalpina con capitale Milano. Neutrale e indipendente
Repubblica di Venezia viene invasa dai francesi ma territorio ceduto all’Austria con Trattato di
Campoformio (1797) in cambio di Lombardia e Belgio. Grandissima delusione di chi aveva visto in N un
liberatore dall’oppressione (Foscolo). In Stato della Chiesa abbattimento potere temporale del papa e laica
Repubblica romana.

Reazione da alcuni sovrani penisola. 1798 Ferdinando IV, re del Regno di Napoli prende le armi ma
sconfitto. 1799 Proclamata Repubblica partenopea. Armate austro-russe contrattaccano. Caduta di tutte
repubbliche giacobine. Napoletani costretti a capitolare. Borbone condannano a morte personaggi più in
vista.

Successi all’estero spingono napoleone a tentare svolta autoritaria in patria. Condizione politica di estrema
fragilità. Colpo di stato del 18 brumaio. Nuova costituzione. Abolito il direttorio. Napoleone primo console
(1799), poi console a vita (1802) e quindi incoronato imperatore dei francesi (1804). Nuovo codice civile:
abolizione diritti feudali, acquisizione libertà civili fondamentali, difesa persona e proprietà privata,
cancellazione diritto di primogenitura.

In Italia in 1801 repubblica cisalpina diventa Repubblica italiana, con presidente Napoleone. Dopo 1804
diventa Regno italico e poi Regno d’Italia (1807). Nel regno di Napoli insedia il fratello Giuseppe a cui
succede Gioacchino Murat in 1808. Principi giuridici e amministrativi francesi annessi a stati conquistati e
annessi. In Germania da Sacri Romano Impero a Confederazione del Reno (1806). Superamento della
dimensione particolaristica con aspirazione all’indipendenza, allo svecchiamento delle istituzioni e alla
mobilitazione della società civile. Esercito di cittadini politicamente motivati che vincono contro esercito
mercenario e di sudditi.

Quando Russia si sgancia da alleanza con la Francia si ha una rottura degli equilibri. 1812 campagna in
Russia disastrosa. Altri stati europei ne approfittano. 1813 Napoleone battuto a Lipsia. 1814 Costretto
all’abdicazione e all’esilio. 1815 battaglia di Waterloo: rapido e fallimentare tentativo di ritorno al potere.
Definitivamente chiusa epoca napoleonica, contrassegnata da contraddizione interna tra dispotismo e
aneliti rivoluzionari.

Tutto in discussione. Concreta possibilità di un cambiamento radicale in nuovo ordine politico e sociale
dove borghesia abbia rappresentanza politica adeguata. Prima consapevolezza nazionale che poi maturerà
nel ‘800.
Nel frattempo in Inghilterra effetti dello sviluppo della rivoluzione industriale. Fenomeni sociali nuovi e
gravidi di conseguenze: urbanesimo, spopolamento campagne, cambiamento abitudini, insorgere di nuovi
conflitti sociali.

UNA NUOVA SENSIBILITA’

Per la prima volta amministrazione pubblica a borghesia e educazione laica. Dibattito politico che investe
tutta la cultura con Napoleone, di accentuato carattere rivoluzionario. Nel divaricarsi tra le aspettative
rivoluzionarie e la concreta realtà politica.

Grandi cambiamenti nella cultura europea: grande passione per e scoperte archeologiche he porta
massiccia ripresa di studio arte e civiltà anticaarcheologo tedesco Joachim Winckelmann dà avvio allo
stile Neoclassico nelle arti figurative:

 arte greca punto più alto mai raggiunto dall’uomo in campo figurativo, bello visto come frutto di
suprema armonia interiore, di un superamento delle passioni e di una dimensione al di là della
temporalità storica.
 In periodo rivoluzionario anche interpretazione politica del Neoclassicismo: Grecia classica e Roma
repubblicana fonte di ispirazione di ideali giacobini ed eroicida qui ripresa di soggetti greci e
romani e nascita nuovo “linguaggio imperiale”, gusto che permea vita quotidiana, abbigliamento ed
arti decorative.
 Non solo imitazione dello stile degli antichi ma anche recupero di loro valori etici e civili. Società
classica modello a confronto con “viziata” società contemporanea. Tutte virtù tese al
raggiungimento de bene pubblico.
 Il bello coincide con il buono e l’ideale estetico si identifica con quello etico e politico.

LA SVOLTA VERSO IL ROMANTICISMO

In stesso periodo (ultimi decenni del ‘700) in Inghilterra e in Germania si afferma una nuova sensibilità che
manda in crisi Illuminismo e NeoclassicismoGoethe, Germania. Riassume in sua figura di intellettuale la
complessità e contraddittorietà di un’epoca attraversata da tanti e diversi interessi culturali. In primo piano
la nuova centralità dell’individuo, il valore dell’interiorità, il culto dell’arte, la dimensione estetica come stile
di vita ma anche un contestato ritorno al classicismo in Germania si svilippa forte reazione polemica nei
confronti dell’Illuminismo (veicolo di astratta razionalità non in grado di misurarsi con complessità del
reale). Tra il 1770 e il 1785 movimento dello Sturm und Drang (tempesta ed impeto). Ribadita l’importanza
delle passioni e dell’azione nelle scelte umane. Natura non in visione meccanicistica ma sistema organico,
equilibrio instabile di forze opposte che dà forme sempre nuove. Libertà dalle regole e dunque
dall’imitazione del classico in campo artistico), importanza della spontaneità di espressione spontanea dei
sentimenti, al di fuori da ogni costrizione.

In filosofia Fichte, Shelling ed Hegel. Prendono atto di rivoluzione di Kantoggetto dell’analisi filosofica
passa dal mondo al soggetto. Al soggetto preclusa una vera conosenza della realtàidealismo. Riflessione
si sposta sull’analisi sull’Io.

Eredità di Rosseau: culto di natura incorrotta e selvaggia, attenzione psicologica e autobiografica. Interesse
per dimensione educativa e mistica.

In Inghilterra da fascino per valori rivoluzionari nasce prima generazione di romantici: contestazione di idee
classicistiche, ricerca di radici nel Medioevo, passato avvolto di mistero (diverso da chiarezza epoca
classica),interesse per la natura, centralità individui e loro passioni in loro vita intellettuale e civile. Tensione
verso concezione di vita più intensa e profonda in intimo contatto con la natura. Soprattutto poesia:
Coleridge, Wordsworth, Blake..

UGO FOSCOLO (Zante 1778-Londra 1827)

Nasce a Zante, antica Zacinto, in 1778 da madre greca e padre veneziano ( famiglia da qualche generazione
residente in isole Ionie di dominio veneto). Studio anche di italiano. Appartenenza a due culture diverse
influenza moltissimo sua personalità.

1793 a Venezia per morte del padre. Perla male l’italiano e deve studiare moltissimo per raggiungere livello
a cui aspira. Anche traduzione classici greci e latini. Legge francese (lingua illuminismo e rivoluzione) e
traduce inglese e tedesco. Produzione giovanile ricca ma per o più da lui rifiutata. Tranne Tieste (tragedia di
stampo alfieriano. Forse rappresentazione Napoleone. Vietata. 1775 scritta. 1777 rappresentata).

1796-97 infiammato da ideali repubblicani fugge da Venezia, dove ricercato per alcuni articoli giacobini, e
va a Bologna dove si arruola in esercito neonata Repubblica Cisalpina, alleata dei francesi. Maggio 1797.
Con arrivo dei francesi caduta antica repubblica veneziana e nascita Repubblica Veneta. Componimenti a
Napoleone. Trattato di Campoformio. Profondamente deluso si ritira in esilio volontario a Milano. Studia e
scrive a ritmi prodigiosi. Patria e lettere non disgiungibili e così impegno militare e letterario. Politica
sempre nucleo fondativo sua personalità intellettuale nonostante sia fonte costante di disillusione e
amarezza. Condizione di esule per lui profondamente esistenziale. Ricerca di una patria ideale e perduta è
mito costante. Esercizio delle lettere espressione della ricerca avida e concitataper trovare una collocazione
nel mondo di un Io inquieto e sradicato. Ambizioso programma di lavoro.

In 1798 dà alle stampe (poi interrotta) prima parte di romanzo epistolare Le ultime lettere di Iacopo Ortis.
Primo segno della forte modernità dell’autore che vuole inaugurare il romanzo moderno in Italia, ancora
inesistente (dar vita a voce e soggetto nuovo). Io inedito dalla sua fantasia: eroe giovane che cerca spazio
nel vecchio mondo senza trovarlo, né in amore né in politica.

1799 Pur deluso si arruola volontario in Guardia Nazionale di Bologna e partecipa a diverse azioni a fianco
dei francesi, visti ancora come promotori della Rivoluzione e suoi ideali in contrapposizione all’Ancient
règime. 1802 Termina l’Ortis e lo manda in stampa a Milano. Scelta del romanzo per la costruzione dell’Io
consona ai tempienorme successo del libro. Problema della mancanza di lingua letteraria in grado di
esprimere vicende del giovane in Italia. Infatti in Italia lingua letteraria fondamentalmente poetica, quindi
aulica e lirica. Problema parzialmente aggirato dalla scelta della forma epistolare che consente di esprimere
direttamente all’Io le proprie emozioni e dunque attingere a patrimonio espressivo della tradizione poetica
italiana.

1803 Pubblica Poesie. Raccolta davvero minima (2 odi, cui modello è Parini, 12 sonetti, cui modello è Alfieri)
composta tra 1798 e il 1802. Principio estremo di selezione ma vero e proprio Canzoniere: bipartito tra odi
e corona di sonetti. Problema di dare una figurazione all’Io (già in romanzo) trova in linguaggio poetico
terreno già lavorato dalla tradizione precedente che gli consente risultati altissimi e collocarsi ai vertici della
riflessione poetica europea. Già presenti suoi temi ricorrenti con limpida messa a fuoco: ricerca dell’Io,
esilio, poesia come contributo alla civiltà umana e alla libertà, amore, morte, sepoltura.
Riconoscimento vero con carme Dei Sepolcri. Scritto in 1806 e pubblicato in 1807. Immediatamente oggetto
di critiche e interpretazioni disparate, accusato di oscurità e disorganicitànecessità di intervento
esplicativo del poema. Lunga risposta alle critiche dove spiega sua interpretazione politica della sepoltura,
struttura e configurazione del testo, dal punto di vista concettuale e strutturale, solo un accenno all’unità
poetica e melodica del componimento.

 295 endecasillabi sciolti. Dedicato in forma epistolare ad Ippolito Pindemonte. Epigrafe latine più
diverse note d’autore per l’identificazione delle varie fonti classiche. Prima annotazione su debito
verso modo di poetare degli antichi greci, in particolare Pindaro.
 Tono alto e solenne, argomentazione filosofica, dimensione epica e mitica + alcuni temi centrali
come funzione della poesia nello sfidare la morte e l’oblioTutti elementi del Neoclassicismo.
 Insistita riflessione del poeta su sé stesso e sulla propria funzione, dimensione politica del canto
orientata ala costruzione di un’Identità nazionale spingono il testo oltre, verso il Romanticismo.
 Dunque sintesi originale che porta al capolavoro: da un lato spinte nuove (preromantiche) formali e
sostanziali (già in De Ortis e in sonetti), dall’altro ricerca neoclassica (già in Odi)

Le Grazie. 1812-13. Tre inni in endecasillabi sciolti, dedicati a Venere, Vesta e Pallade. Avrebbe dovuto dare
quadro compiuto della storia della civiltà umana dalla Grecia al Rinascimento fiorentino fino alla
contemporaneità di Atlantide, luogo mitico dove Bellezza e Poesia si sono rifugiate per sfuggire alle nuove
barbarie. Discorso filosofico della bellezza come forza civilizzante.

Notizie intorno a Didimo Chierico. Breve testo narrativo in terza persona, in cui costruito sorta di bizzarro
alter ego di Foscolo, ma dotato di ironia e distacco, atteggiamento ludico e dissacrante amato dall’autore in
Laurence Sterne. Altro ponte lanciato verso un romanzo diverso, intessuto di ironia, leggero e dotato di
sorriso.

1813 Foscolo torna a Milano, deciso a impegnarsi attivamente per salvare napoleonico Regno d’Italia dopo
Lipsia ma costretto a fuggire in Svizzera in 1815. Esilio volontario dopo ritorno austriaci in Lombardo-
veneto.1816 A Zurigo nuova visione dell’Ortis, rivisto n base a disillusioni politiche e scelta esilio. Con
allegata Notizia bibliografica, dove molte e importanti riflessioni teoriche, coscienza compessa di
meccanismi romanzo epistolare.

1817 Stabilmente in esilio a Londra dopo viaggio in Germania e Olanda. Decennio molto difficile.
Condizione di trovarsi un occupazione per mantenersi. Grande lavoro di divulgazione culturale ad alto
livello. Alcuni testi critici in questo periodo. Saggio sulla letteratura contemporanea in italia (1818), Saggi
sul Petrarca, Discorso storico sul testo del Decamerone, Discorso sul testo della Commedia di Dante. In 1824
serie di lezioni sulle Epoche della lingua italiana. Ricostruzione tutta storia letteraria attraverso analisi
linguistica e socio-culturale. Lavori pioneristici e di enorme interesse. Ricostruiti i rapporti tra le opere,
individuate tendenze e cambiamenti e valutate scelte linguistiche e retoriche. Straordinaria capacità di
comprendere i testi e allo stesso tempo collocarli all’interno di un quadro sociale e storico. Soprattutto per
la Commedia di Dante, per molto tempo oggetto di letture inadeguate e poca attenzione nella poesia.

Poesie

Piccola raccolta poetica stampata definitivamente in 1803. 2 Odi e 12 Sonetti. Bipartizione sulla base del
metro: da un lato e due odi ad interlocutrice femminile ( tipiche settecentesche, tema della lode femminile,
motivo galante e d’occasione tipico del genere, piccolo sviluppo narrativo nel passaggio dalla malattia alla
guarigione, riflessione su bellezza minacciata o danneggiata e però successivamente ritrovata, movimento
circolare che dà compiutezza e perfezione), dall’altro i sonetti per interlocutori diversi. Dimostrazione del
suo legame con Parini (autore di Odi di stampo neoclassico) e con Alfieri (di cui da poco sono usciti i
sonetti).

 Organizzazione sonetti mostra volontà foscoliana di costruire discorso poetico organico. Non
criterio cronologico ma linea narrativa interna. Numero 12 che richiama mesi dell’anno (misura
annuale già in Canzoniere). Dominati dall’Io sonetti I ( tormentato tra la vita e la morte), II (in realtà
funge da primo) e VII (autoritratto, al centro) e il XII (l’ultimo)cornice circolare che evidenzia la
costruzione artificiale dell’Io lirico come voce poetica (già Petrarca).
 Petrarca ripreso e reinterpretato come modello anche in mescolanza di temi (politica, amore, vita
intellettuale riflessione sulla poesia…).
 Rigorosa organizzazione nella struttura interna:
 secondo sonetto e il penultimo suggeriscono ulteriore cornice simmetrica (III e XI)uniti nel
tema dell’ispirazione del poeta e declino culturale dell’Italia.
 Sonetti IV,V, VI triade accomunata da tema amoroso (doloroso per abbandono o assenza di una
donna in crescendo espressivo del sentimento.
 Sonetti VIII, IX, X accomunati dal tema dell’amore della patria e le patrie diverse (Firenze,
l’Italia, Zante, la Grecia)
 Alcuni temi ricorrenti che costituiscono struttura profonda ricerca foscoliana come riflessione
sulla morte (anche nella forma specifica ed “eroica” del suicidio) e il connesso tema della
sepoltura, dell’esilio e della passione politica, funzione dell’arte, rapporto con la tradizione
classica e i suoi miti fondativi.
 Forma del sonetto scelta come una sorta di sfida: confronto con la tradizione più antica per
rinnovarla dall’interno. Tentativo di dare al genere solennità ed ampiezza che rinviano a
modelli classici: uso costante di enjambements che forzando struttura del verso danno notevole
tensione, frequenti verbi in posizione finale, scelta di contaminare tradizione italiana con
suggestioni classiche.

Dei sepolcri

Scritti in occasione di una visita fatta da Foscolo a Ippolito Pindemonte nel 1806. Questo stava lavorando a
poemetto sui Cimiteri, ispirato alla recente estensione in Italia (in 1806) delle normative francesi sulla
sepoltura contenuta nel celebre Editto di Saint-Cloud che imponeva l’applicazione di nuovi principi igenic e
politico-sociali (si vietava che le spoglie di defunti illustri fossero collocate nelle chiese e che quelle degli
aristocratici fossero decorate con lapidi od altri segni di distinzione). In lettera di lì a poco all’amica Isabella
Teotochi Albrizzi fa riferimento alla visita e di avere pronta un’Epistola sui sepolcri. Poemetto stampato a
Brescia in 1807 e dedicato all’amico.

 Impronta “epistolare” (presenza destinatario e tono colloquiale, interlocutore con cui colloquio
ideale, sistema di corrispondenze e riprese. Pindemonte esplicitamente evocato.) che rinvia a
genere classico ma impronta solenne e filosofica e struttura complessa che giustificano la
definizione di “carme” nel titoloforma nuova e non di facile comprensione di carme ed epistola
insiemein contemporanei ammirazione ma anche sconcerto. Anche per spinose questioni
politiche e ideologiche toccateaccesa polemica. Molto severa recensione di Aimè Guillon,
apparsa sul “Giornale Italiano”, al quale Foscolo rispose con durezza.
 Poeta stesso dà scheletro tematico dell’opera. Quattro sezioni. Nessi tra le parti non assenti ma
forniti da slittamenti profondi e associazioni mentali estranee a una logica razionale e operate
talvolta a livello puramente fonico e linguistico. Per questo carme appare arduo, di qui natura
“poetica” delle immagini, dello stile e degli affetti, nonostante sia fonte probabile della sensazione
di “oscurità”. Fa appello soprattutto all’intuizione e all’intelligenza emotiva, sole consentono
l’individuazione dei legami e gli echi profondi su cui è fondato il testoPindaro e suoi nessi
associativi fulminei, non legati da nessi sintattici forti. Modi fondanti della sintassi dell’inconscio.
 Temi principali:
 Filosofia materialistica settecentesca da lui condivisa ma anche filosofia lucreziana (nella
natura moto incessante di materia vitale secondo ciclo ininterrotto si nascita e morte.
Sepolcri non interrompono questo ciclo.
 Capacità prettamente umana di mantenere in vita attraverso i sepolcri nel pensiero e nel
sentimento la realtà più intima dei defunti, il loro legame affettivo che assume quindi
carattere divino.
 Istituzione del culto dei morti è nella storia della civiltà umana una tappa fondamentale in
quanto passaggio dalla barbarie alla civiltà. Più concentrazione sugli effetti (positivi?) di tali
culti sulla comunità dei vivi.
 Legame affettivo con i morti può quindi assumere precisa connotazione civile e politica:
ricordo dei grandi uomini del passato può costituire una testimonianza di una tradizione
ideale a cui fare riferimento nel presente, per rifondarlo. Per trovare forza e senso di
riscatto contro l’oppressione (non compiacimento del passato).
 Testimonianza della funzione di tramite e di interpretazione che la poesia può e deve
assumere rispetto alla memoria muta del sepolcro: necessario poeta che dia senso e parola
a quel muto messaggio. Senza non potrebbe esservi quel legame di affetti e valori che può
strappare alla morte ciò che davvero conta degli uomini del passato.
 Precedente in Omero che si era interrogato sulle tombe dei principi greci raccontando la
loro storia e così rendendola eterna. Stretto legame tra sua opera e poemi omerici,
archetipo di ogni poesia, crea discendenza diretta del carme dall’epos.
EUROPA DELLA RESTUAIRAZIONE E RISORGIMENTO ITALIANO

Congresso di Vienna. Dopo napoleone classi dirigenti Ancient règime tentano di restaurare l’ordine
precedente alla Rivoluzione Francese, sia politicamente (legittimismo), sia socialmente ( ad aristocarzioa e
clero posizione dominante, frenata l’ascesa della borghesiaRestaurazione.

Già in anni ’20 varie reti cospirative soprattutto composte da studenti, intellettuali e militare, che cercano di
sovvertire tale ordine per ristabilire principi di libertà e democrazia. Tra cui Massoneria, intoro alla quale
primi moti rivoluzionari repressi nel sangue.

Francia. Ritorno sul trono di dinastia borbonica e regime assolutista di Carlo X. Rivoluzione di luglio (1830).
Al potere monarchia costituzionale moderata di Filippo d’Orléans. Nuove sollevazioni in Belgio, Italia e
Polonia.

Protagonista e artefice del processo di trasformazione sociale ed economica dell’ ottocento è la borghesia.
Valori comuni: fiducia in progresso e tecnica, democrazia e individuo, merito e
concorrenzaapprezzamento anche culturale per la scienza e la conoscenza, valorizzazione istruzione e
legge. Necessità di legittimarsi come classe dirigente porta anche a: culto per decoro ed eleganza, rigore
morale e religioso, solidità del nucleo famigliare.

In vari paesi d’Europa si ha sviluppo industriale accelerato che dà forte espansione economica. Gran
Bretagna, Francia e Germania. Italia ancora arretrata. Per libero scambio, legislazioni più aperte, nuova rete
di trasporti (ferrovie e navigazione a vapore), facilitazione comunicazioninuclei urbani soggetti a
sovrappopolamento da cui conseguenza sociali: problemi di igiene pubblica e conflitti tra classi. Nasce la
città industriale.

Al liberalismo (sostenitore diritti individuo, limitazione ruolo dello Stato così garante libertà individuale)
borghese va contrapponendosi il socialismo: concezione politica contrapposta all’individualismo della
società borghese (fondata sula proprietà privata e sulla libera concorrenza in economia) fin da subito critica
verso i mali del capitalismo, basato su valori come solidarietà e cooperazione ( in contrapposizione a
sfruttamento e competizione borghesi).

ITALIA. IL RISORGIMENTO.

Moti carbonari del’1820-21 (si concepisce unificazione di parte settentrionale penisola) e del 1830-31
(coinvolta anche Italia centrale, progetto più ampio). Fallimento dei moticrisi profonda Carboneria. Nasce
nuova organizzazione repubblicana ed indipendentista: la Giovine Italia. Giovanni Mazzini ispiratore e
leader. Idea nuova di nazione come entità culturale e spirituale, “terza Roma” dopo quella de cesari e dei
Papi. Insuccesso vari tentativi rivoluzionari di Mazzini e ispirati (fratelli Bandiera, Calabria, 1844) e crescita
dello scontento fanno emergere tendenza politica di tipo moderato. Abate piemontese Vincenzo Gioberti
propone federalismo con a capo il papa: corrente “neoguelfa”, a cui si contrappone polemicamente quella
“neoghibellina” tra i cui sostenitori Francesco Domenico Guerrazzi. Idea di federalismo trova sostenitori in
entrambi gli schieramenti tra i moderati Cesare Balbo, tra i demo-repubblicani Carlo Cattaneo e Giuseppe
Ferrari.

1848 Crisi economica: effetti congiunti grave carestia e straordinaria crescita demografica. Scoppiano moti
rivoluzionari in vari paesi europei per ottenere maggiori libertà politiche e riconoscimento delle aspirazioni
nazionali. Falliscono per contrasti tra diverse componenti (radicali e moderati). In Francia colpo di stato di
Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone I, che modifica la Costituzione e instaura il Secondo
Impero, assumendo il nome di Napoleone III in 1852.

1846-47 Molti sovrani concedono la Costituzione. Moti ’48 danno ulteriore accelerazione e porta
all’istituzione di repubbliche democratiche: a Roma con a capo Mazzini e Garibaldi comandante
dell’esercito, a Venezia con Daniele Manin e in Toscana con Guerrazzi. Episodi di breve durata. Alla testa del
movimento risorgimentale il Regno Sabaudo, sconfitto nella I Guerra d’Indipendenza (1848-49).
Abdicazione di Carlo Alberto a favore di Vittorio Emanuele II, guida del governo passa a liberale moderato
Camillo Benso conte di Cavour, che la mantiene fino all’Unità. Questo in un decennio porta all’appoggio di
Francia e Inghilterra per la Indipendenza. Seconda Guerra d’Indipendenza (1859) grazie sostegno di
Francia in funzione antiaustriaca, Cavour annette Regno di Sardegna e Lombardia e, per sollevazione
popolare Toscana e l’Emilia. Garibaldi, a capo di gruppo di democratici (impresa dei Mille), porta al crollo
l’Impero borbonico delle Due Sicilie, esercito piemontese scede in Umbria e nelle Marche, a Teano
Garibaldi consegna il Sud (26 ottobre 1860) a Vittorio Emanuele. Nel 1861 a Torino il primo Parlamento
nazionale proclama Vittorio Emanuele re d’Italia. Roma ancora in Stato Pontificio, veneto in mano
austriaca; annessi con la sconfitta austriaca nella terza Guerra d’Indipendenza (1866) e la conquista armata
di Roma (1870).

IL ROMANTICISMO

Già in seconda metà del settecento segni della crisi dell’Illuminismo per emergere di nuovi problemi,
esigenze, illusioni e disillusioni legati a Rivoluzione Francese ed Americana. Da qui idee nuove, riconducibili
al movimento del Romanticismo.

Termine “romantico” da romanticin ‘600 indicante fantasticherie romanzesche della letteratura barocca.
In ‘700 per definire caratteristiche di paesaggi naturali e apparizioni fantastiche. Verso la fine del secolo
indicante le emozioni di chi osserva uno spettacolo naturale o artistico “romantico”. In Germania Romantick
indica sensibilità e cultura moderna in opposizione a classica e classicistica. Stato d’animo nostalgico,
tendente al vago, all’indefinito ma anche poesia e letteratura moderne. In contrasto a quelle che imitano i
classici (la poesia “dei morti”)

 Nuova idea di nazione come unità popolare unita da vincoli morali con sue specificità culturali e
religiose. Concezione “naturale2 di nazione, basata anche sui legami anche di sangue (in contrasto
con concezione “culturale” di Rosseau: in base a cultura e lingua)
 Nuova attenzione alla cultura popolare, al folclore e al repertorio orale come componenti
tradizioni su cui basata la nuova idea di nazione. Abbandono di norme teoriche ormai svuotate di
senso e apertura a nuovi mondi e sensibilità. Riscoperta di Medioevo più o meno fantastico dove
radicate caratteristiche originali dei diversi popoli prima che fossero conquistati dal classicismo
ripresa di antiche fiabe e leggende, studio del patrimonio di fiabe popolari, ricerca di una religiosità
“naturale”.
 Principio dell’ imitazione non strada verso la perfezione ma gabbia sofferente di regole che
impediscono il dispiegarsi della verità più profonda dell’arte che sta nell’ispirazione: contatto
creativo tra l’artista e la natura.
 Nuovo spazio per individuo e sua interiorità. Nella comunione con la Natura contatto con
l’Assoluto, l’infinito. Natura diventa specchio dello stato d’animo dell’Io. Sua rappresentazione si
carica di valori simbolici. Contrasto tra piccolezza dell’uomo e sua titanica spinta a resisterle
opponendole la coscienza di sé. Grazie a rapporto privilegiato con la Natura e con l’interiorità solo
poeta può comprendere l’essenza più profonda della vita e farsi portavoce di una missione ideale
per l’umanità.
 Artista è genio, spesso ribelle, in conflitto con la società. Deve fare i conti con realtà del mercato e
editoriale e sue leggi. Spesso in povertà.
 Volontà di rappresentare le contraddizioni. Alla ragione illuminista contrapposta la violenza delle
passioni, il sogno, la follia, il ritorno di superstizioni e il permanere della crisi religiosa, senso
profondo della perdita di contatto con la natura, in crisi sviluppo di scienza e tecnica tipica del
mondo moderno. Alla “Ragione” si contrappone il “Sentimento”.
 Durante periodo di trasformazioni epocali in Europa. Scossoni violenti e conseguenze profonde su
ogni aspetto della vita umana. Svolta da Riv Ind a Riv Franc non indolore. Nostalgia del passato
assume aspetto di una moda culturale che idealizza la natura e vagheggia il Medioevo , concezioni
politiche che rimpiangono l’ordine feudale. Accanto a tali posizioni “reazionarie” anche altre che
affrontano il nuovo con entusiasmo e considerano la storia come strumento per leggere il
presente.

IL ROMANTICISMO IN ITALIA (Coincidente con Risorgimento)

 Fare cultura significa prima di tutto partecipare personalmente alla costruzione di uno Stato
unitario e della nuova identità nazionale. Non solo tramite la produzione di testi in prosa o in poesia
ma anche prendendo parte ai moti insurrezionali o impegnandosi direttamente in attività politiche
e governo. Orizzonte reale una comunità nazionale. Cultura offre valori etici e culturali nei quali
potersi per la prima volta rispecchiare.
 Patrimonio di immagini per creazione unità nazionale ricercato in letteratura. In particolare in
poesia e in Dante (riletto profeta dell’unità da compiersi). Italia di Roma dominio rimpianto.
 Sentimento di orgogliosa superiorità culturale rispetto ai barbari invasori.

ALESSANDRO MANZONI (Milano 1785- Milano 1873)

Nasce Milano colta, civile e cosmopolita (secondo polo illuminismo insieme a Napoli). Suo nonno materno
Cesare Beccaria. Sua madre Giulia donna colta e brillante. 1792 si separa dal marito e va a Parigi con il
compagno Carlo Imbonati. A Milano Alessandro conosce Monti e Foscolo e vari giacobini. In 1801 con
rifondazione Repubblica Cisalpina da Napoleone entusiasmo politico e ammirazione per Monti lo portano a
scrivere il Trionfo della libertà, poemetto allegorico in terzine che celebra vittoria della ragione contro la
tirannia politica e religiosa.

1805 Raggiunge la madre a Parigi. In contatto con gruppo di intellettuali romantici. Incontro poi con alcuni
giansenisti (natura dell’uomo intrinsecamente corrotta, riscattabile non dalla sua volontà ma solamente
dalla grazia divina). Da posizione scettica portato a misurarsi con idea di religione cristiana ispirata a nuovo
rigore intellettuale e morale.

1806 Pubblica poemetto In morte di Carlo Imbonati. Rifacendosi a Parini celebra ruolo di intellettuale
impegnato. 1809 Poemetto mitologico neoclassico Urania, sulla funzione civilizzatrice della poesia.

A 25 anni crisi profonda in dubbio tutte sue posizioni legate al razionalismo illuminista. Percorso di
maturazione concluso. Abbandona sua posizione anticlericale e scettica per approdare a religiosità intensa
e profonda. Conversione legata a quella della moglie Enrichetta Blondel (sposata a Milano in 1808) da
calvinismo a cattolicesimo.

1810 Ritorno a Milano. Periodo di grande produttività. 1812-19 Si impegna in Inni sacri, ampio progetto di
poesia religiosa, e in Osservazioni sulla morale cattolica (riflessione teorica a fondo morale).

Attenzione costante alla propria testimonianza morale, al bene pubblico e alla giustizia. Concezione della
cultura e della letteratura che discende dalla tradizione illuminista: posizione liberal-moderata.

Abbandona poetica neoclassica della sua giovinezza alla ricerca di punto di vista nuovo, che superi
soggettivismo elitario di neoclassicismo. Per conoscere ragioni non di individuo borghese ma della
collettività degli umili, degli esclusi senza voce.

Progetto degli Inni sacri iniziato in 1812, primi quattro pubblicati in 1815, ultimo in 1822. Espressione prima
dell’entusiasmo e del fervore della ricerca espressiva, dare nuova forma comunicativa ai contenuti della
fede cristiana così che fossero a disposizione di un pubblico più ampio e vario. Poesia con funzione
civilizzatrice trasmettendo storie e misteri della Rivelazione cristiana.

1819 Osservazioni sulla morale cristiana. Concorde a romantici europei è antiromano e affascinato dal
Medioevo, epoca di incubazione della modernità.. difesa dei principi religiosi però, da tener separati dalle
azioni dei singoli, cristianesimo ideale, che si inserisce in generale pessimismo riguardo alla storia e ad un
forte interesse per le sorti dei vinti.

1820 Tragedia Il conte di Carmagnola. Spunto dall’ottavo volume della storia di Sismondi. Vicenda di nobile
condottiero che, dopo aver servito i Visconti, passa al servizio della Repubblica di Venezia e li sconfigge ma,
accusato di tradimento dai veneziani viene decapitato. Radice nei confitti tra gli stati italiani. Modello
shakespeariano di scontro con il potere e conflitti interiori di un grande personaggio. Presenza del coro che,
con voce lirica, esprime il suo punto di vista ( “riserbando al poeta un cantuccio”). Ammirazione di Goethe,
da critica non considerata ben riuscita per forza espressiva e delineazione personaggi. Storia centrale in sua
idea di letteratura e cultura.

1820 A Parigi. Desiderio di occuparsi di periodo della storia d’Italia dove sempre nuovi dominatori stranieri
si sostituivano ai precedenti. Seconda tragedia: l’Adelchi. Fine del regno longobardo (774). Carlo magno
scende alla testa dei Franchi per combattere contro il re Desiderio che minacciava di invadere territori
pontifici, su invito del papa. Tragedia storica che si intreccia a quella personale dei quattro protagonisti, tra
cui rilevanza di Ermengarda ( moglie di Carlo Magno che torna dal padre e dal fratello Adelchi ripudiata), e
Adelchi (simbolo dell’individuo dal nobile sentire che, trovandosi in posizione di potere no vuole sacrificare
la causa della giustizia alla ragion di Stato e per questo è vinto). Accanto al dramma dei grandi sconfitti
compare protagonista di un coro una folla muta: i Latini, abitanti della penisola costretti a subire il dominio
di un occupante, monito trasparente agli italiani suoi contemporaneilatini no possono attendere da altri
popoli la libertà, solo loro possono conquistarsi: riferimento all’età Napoleonica e della Restaurazione.

1820 Dopo un anno a Parigi Lettre à Monsieur Chauvet. Rivendica e difende l’abbandono delle regole
aristoteliche nelle sue tragedie. Necessario abbandonare favole e miti della classicità verso una conversione
radicale al vero: non eroi e dei ma gli umili protagonisti sconfitti dalla legge del più forte, la cui sola
speranza è la fede in un Dio di giustizia.
Tragedie entrambe in momenti importanti della storia italiana: il quattrocento e il medioevo longobardo e
cristianosoluzione di compromesso: regole aristoteliche tralasciate, protagonisti aristocratici (unici
considerati adatti a tragedia) ma nel coro già comparsa di volgo disperso.

Odi politiche legate alla contemporaneità: Marzo 1821 (onda delle aspettative in Lombardia dai moti di
quell’anno, insurrezione sparisce ma speranze di conquista dell’indipendenza appassionata partecipazione
dell’autore, patriota e illuminista lombardo, che a tratti supera anche suo pessimismo nella storia per
immaginare un nuovo protagonismo degli italiani) e il cinque maggio (commemorazione di Napoleone nel
giorno della morte. Commosso e turbato, con occhio dello storico ne ripercorre azioni che come meteora
cambiarono radicalmente storia). Storia qui è quella dei grandi. Storia non può che servire come
meditazione morale davanti al mistero, no giudicabile, delle finalità della Provvidenza divina.

Tematica centrale della storia degli umili approda nel romanzo. Volontà di comprendere una varietà molto
ampia degli oggetti narrabili. In esame vicende della vita comune e protagonisti tradizionalmente esclusi
dalla letteratura “alta”. Possibilità di appassionare profondamente il pubblico europeo. Necessità di
rappresentare il vero per assolvere funzione educativa e morale. Tendenza ad aprire la letteratura a lettori
diversi dalla ristretta élite, comprese donne e ceti medi.

1821-23 Scrive il Fermo e Lucia (mai pubblicato, valore solo documentario). 1824-26 ristrutturazione. 1827
Prima edizione dei Promessi sposi. revisione linguistica e riflessione teorica fino ad edizione definitiva in
1840.

 Proposta di modello linguistico e normativo unificante.


 Ricostruzione storica (con cura e passione documentaria da fonti diverse rielaborate e vivificate con
l’invenzione dell’intreccio e dei personaggi) non fine a sé stessa:
 illustrazione di società ingiusta e corrotta come Lombardia del ‘600 dominata dagli
spagnoli in parallelo con società contemporanea sotto il dominio austriacomodo per
parlare del presente, in momento in cui processo di indipendenza si era arrestato dopo
fallimento dei moti del 1821.
 Analisi della natura umana nello scontro tragico tra bene e male, al quale non segue un
lieto fine tradizionale ma indicata la via di maturazione e crescita degli esseri umani.
Concezione pessimistica e rigorosa che non accetta facili soluzioni consolatorie ma fa
riferimento a Provvidenza e fiducia in Dio.
 Mondo di valori come terreno di incontro per italiani impegnati in identità nazionale. No solo
giudizi normativi. Critica all’arroganza dei potenti, rappresentazione dell’inettitudine della classe
dirigente, indignazione e coraggio di chi cerca di opporsi all’ingiustizia, tenace resistenza degli ultimi
e speranza nel trionfo della giustizia: insieme di valori insieme borghesi, democratici, cristiani e
liberali.
 Protagonisti dai ceti più modestirottura con la tradizione elitaria della letteratura italiana.
 Concezione civile severa ma ironica, fiduciosa nella ragione ed insieme grata a Dio. Provvidenza
divina ha ruolo centrale: permette di comprendere il problema del Male, che sembra inaccettabile
ma rientra nel mistero del suo fine.

Con Promessi Sposi Manzoni assume ruolo di grande visibilità nella nascente opinione pubblica italiana.

1840-42 Esce in allegato saggio di critica storica: la Storia della colonna infame, ripresa di caso giudiziario
contemporaneo a storia narrata. Processo per “unzione” di Gian Giacomo Mora e Vincenzo Piazza a Milano
nel 1630, con loro tortura ed esecuzione, nella piazza cittadina dove fu poi eretta la “colonna infame”.
Approfondisce riflessione sulle responsabilità etiche individuali rispetto alle condizioni storiche in cui si
agisce.

1860 Nominato senatore da Cavour e Vittorio Emanuele II per partecipare alla costruzione del nuovo stato.
Caldeggia trasferimento della capitale del Regno d’Italia da Torino a Firenze (città che era stata cuore della
cultura italiana) e quindi a Roma (crocevia di civiltà). Solo tramite questo passaggio pensabile un Italia
unita.

Incarico di responsabilità anche in Commissione per l’unità della lingua. Riprende lunga meditazione sul
tema. Giunge a proposta di stampo giacobino: lingua da insegnare in tutte le scuole del regno il fiorentino.
Tramite ispirazione comune e centralizzata e diretta dall’alto.

1873 Morte. L’anno successivo sancito suo ruolo “nazionale” da Giuseppe Verdi che scrive per lui una
solenne Messa da requiem (1874). Suo romanzo diventa pilastro del canone scolastico ed educativo della
nuova Italia.

I promessi sposi

1821 inizia a scriverlo. 36 anni. Piena maturità umana e letteraria. Progetto che dura circa 20 anni. 1842
ultima edizione definitiva. Uno dei pilastri su cui si fonda identità culturale della nuova Italia nata nel
Risorgimento. Forte carica innovativa. Strada del realismo seguendo il “vero”. Attenzione al “volgo”: umili
diventano protagonisti. Critica indiretta a società contemporanea e sue ingiustizie.

Topos del manoscritto ritrovato indice che si cercherà nel modo più scrupoloso di far sì che la storia sia
del tutto verosimile. Non originale ma molto funzionale: gioco di specchi per cui narratore si distingue
dall’autore de manoscritto prendendone le distanze ma riservandosi un proprio spazio di commento.
Lettore può decidersi dove situarsi: non unica versione data come vera ma più versioni.

Vicende raccontate come sarebbero potute effettivamente accadere nelle circostanze storiche in cui sono
ambientate. Diverse fonti: Historiae patriae di Giuseppe Ripamonti (da cui Monaca di Monza), o la Vita di
Federigo Borromeo citata nel Fermo e Lucia, scritta da Francesco Rivola, altre da archivi, in meticoloso
lavoro di ricerca. Alcune volte s distacca da documenti da cui attinge per preciso intento di agire sul senso e
sull’interpretazione dei fatti.

Stesura e interpretazione del testo occupano un tempo lunghissimo ne cercare di dare soluzione a problemi
enormi teorici e pratici come quello della lingua. Alla fine maggior adeguatezza del fiorentino colto a
rappresentare una lingua comune. Vuole dotare l’Italia di un romanzo moderno, con pubblico più ampio
degli specialisti, una letteratura moralmente utile in grado di trattare grandi problemi della vita e della
morte. Personaggi non eroici né grandi, né rappresentate favole e miti (sull’onda del romanzo storico di
Walter Scott)

La struttura e le scelte narrative:

 Rinvio ad archetipo antico: il romanzo alessandrino (I-III secolo d.C.)protagonisti una coppia di
innamorati separati da eventi ostili che, dopo diverse avventure e peripezie sono alla fine riuniti.
 Diversi nuclei narrativi distribuiti in modo simmetrico in mezzo alle vicende del protagonista
maschile e femminile e in lunghi inserti di carattere storico-saggistico o narrativo in struttura molto
coesa ed equilibrata.
 Protagonisti sono due lavoratori, fatto rivoluzionario, uniti da promessa di matrimonio, a cui sono
fedeli, e dalla sorte che le rende vittime della prepotenza. Non costituiscono il motore dell’azione
narrativa:
Lucia Mondella. Oggetto dell’arbitrio sul tipo della “fanciulla perseguitata”, che agisce per
sottrarsi. Prevalentemente in spazi interni dove incontra grandi personaggi. Strumento
della grazia divina incarna la forza del bene nella conversione dell’innominato, centro
dinamico del romanzo. Grazie a lei agente del male si trasforma in agente del bene
portando a chiusura felice.
Renzo Tramaglino, operaio locale. Sua vicenda si snoda in percorso di iniziazione su
modello del “romanzo di formazione”, si muove dunque fuori, sulle strade dove incontra la
gente, rimane coinvolto nei tumulti di strada e conosce i monatti.
 Gli altri personaggi, contribuiscono, piccoli o grandi, al realismo del racconto. Più importanti per la
storia sono 2 aristocratici e 2 religiosi.
Don Rodrigo: incapricciato di Lucia è vero prototipo di arroganza stupida e di arbitrio di
potere.
Innominato: personaggio più complesso a cui dedicata unga ed ambigua analisi psicologica.
Attraverso conversione mostra di avere dentro di sé lo spessore umano e orale che gli
consente di passare dal ruolo di bandito, complice della prepotenza, a quello di sostegno di
Lucia.
Don Abbondio: prete di campagna pauroso e prono di fronte al potere, pieno di sfumature
descritte da ironia sorridente e pungente, uno dei più riusciti.
Monaca di Monza: altra figura ecclesiastica negativa, aristocratica costretta ad entrare in
convento, lunga digressione narrativa (“romanzo nel romanzo”), ricostruisce ambiente
culturale e il processo di violenza psicologica che spesso accompagnava la monacazione.
Manzoni non teme la critica perché a figure de clero negative ne affianca di molto positivenon è
cristianesimo in sé problema ma i comportamenti dei singoli:
Cardinale Borromeo: toni commossi di ammirazione incondizionata, vero rappresentante di
Dio in terra, autorevole ed umano, quasi toni dell’agiografia.
Fra Cristoforo: immagine più sfaccettata. Trascorsi avventurosi e contraddittori. Personalità
rande, positiva, animata da estrema generosità e insieme macchiata dal passato di un
evento delittuoso, sempre venata da forze sotterranee e oscure e carattere impetuoso e
passionale.
 Caratteristiche di società rappresentata (che si rifà alla contemporanea): ignoranza diffusa,
inettitudine e prepotenza di ceto aristocratico dominante, corruzione impunita e illegalità, miseria
in cui sono tenute classi subalterne, arbitrio delle armi. Da qui idea piuttosto precisa dei valori e
della società che vorrebbe.
 Quantità e rilevanza degli interventi del narratore. Voce di stampo settecentesco (poi più in
romanzo ‘800). Uno dei personaggi più importanti e più impressi nel lettore. Funzione educativa e
orientativa suadente. Sorveglia e guida le sue creature con i toni di un padre affettuoso:
anticipando qualcosa che accadrà, spiegando proprie scelte narrative, formulando infinità di giudizi,
diretti e indiretti, scherzosi e severi, sullo strumento che usa, lingua.
 Lingua. Punto di arrivo di uno “sviluppo naturale”. Per 20 anni rivede il testo. In FeL modelli il
francese e il milanese che gli sembravano lingue vive ed efficaci. In 1827 e 1840 continue correzioni
per adeguare lingua al fiorentino colto del suo tempola “risciacquatura in Arno”. Senso di un
pieno riconoscimento dell’ineludibile necessità di prendere a modello lingua sì viva e parlata, ma
pur sempre quella della grande tradizione letteraria italiana che diventi infine lingua popolare, alla
portata di molti (tendenzialmente di tutti).
 Personaggi di varia origine sociale, diversa cultura e diverso temperamento, secondo prerogative di
romanzo realista porta alla ricerca di altrettanti registri linguistici. Narratore veicolato da lingua
media ed espressiva e da grande varietà di forme sintattiche. Da periodo ampio e ricco di
subordinate a lingua parlata tramite grande varietà di modi da lingua toscana viva e dalla pratica di
diversi codici letterari. Molteplici personali con voci differenti, parodia di linguaggio erudito di don
Ferrante o tendente al latino di Azzeccagarbugli, lingua barocca dell’anonimo… Linguaggio realistico
e di grande effetto per scambi verbali in scene di massa, descrizione tumulti di piazza, e in città
devastata dalla peste. Straordinaria immediatezza comunicativa in personaggi minori di popolo. In
Quarantana anche illustrazioni di Francesco Gonin, in vero e proprio romanzo parallelo sotto
attenta e maniacale supervisione dell’autore.

I grandi temi:

 La dimensione educativa e morale. Letteratura non solo intrattenimento per privilegiati,


inconcepibile. In primo piano scopo educativo e morale del romanzo.
 Concezione dell’amore: diversa tra il Fermo e Lucia e i Promessi sposi. taglio radicale della storia
passionale di Gertrude. Esclude così dai temi quell’amore necessario alla conservazione della
specie. Precisa presa di posizione: in tutta letteratura, sull’amore si è fondata l’idntità di un
intellettuale laico amore è fondamentale per conservare la specie ma contemporaneamente
esistono molte altre cose più importanti di cui parlare è affermazione di lunga tradizione da
umanisti in avanti.
 Individuo e società: contrariamente a ciò che lettore si aspetta non sono due protagonisti ad essere
indagati in profondità sul piano delle dinamiche psicologiche ma più altri come l’innominato o fra
Cristoforo che sono incarnazione di temi più importanti per l’autore. Da un lato individuo nel
rapporto con la società e il potere che si scontra con l’ingiustizia. Dall’altro la vita collettiva e le sue
dinamiche, gli scontri di classe, la peste, la carestia, la peste, che assimilano l’opera ad una tragedia
più che a un romanzo sentimentale.
 Il ruolo della chiesa: in quadro duro e difficile dell’esperienza umana alla chiesa è affidato
l’importante ruolo protezione e guida, fare da mediatori, aiutare, incoraggiare, consigliare ed
evitare che l’ingiustizia provochi disordine sociale e violenza. (senza troppe illusioni: chiesa fatta di
uomini).
 La passività degli ultimi: mancanza di spessore psicologico dei protagonisti umili e loro passività
(novità del porli a centro fondato su idee illuministe di libertà e giustizia e sulla concezione cristiana
dell’individuo). Umili non sanno gestirsi autonomamente e devono affidarsi alla guida saggia e
autorevole degli uomini di Chiesa.
 Il mistero del disegno provvidenziale: no facili consolazioni, no nascondimento della difficoltà e
complessità del reale né dei limiti dei suoi personaggi, altrimenti sarebbe mancanza di verità
profondamente immorale. Tuttavia suoi protagonisti sopravvivono alla peste. Renzo apprende
lezione da ciò che gli è capitato, non lieto fine ma ciò che ragionevolmente aspettabile dalla vita.
Vero finale suggella l’assoluta imprevedibilità della Provvidenza. Comportarsi bene o male non
serve ad evitare i guai, la fede in Dio si definisce dunque come dimensione assoluta di mistero. Non
esime comunque l’uomo dalle sue responsabilità: solo con queste si configura pienezza della
condizione umana. Speranza che la Provvidenza divina ristabilisca la dimensione della giustizia in
almeno nell’altra vita.
GIACOMO LEOPARDI (Recanati 1798-Napoli 1837)

Nasce a Recanati, piccola cittadina dello Stato della Chiesa (ora Marche), Da Monaldo Leopardi e Adelaide
Antici, da famiglia aristocratica ma non ricca. Biblioteca del padre molto ricca: anni di studi appassionati ma
disordinati, da autodidatta dimostrando incredibili capacità di apprendimento per le quali diventa un
erudito e un classicista già adolescente (sette anni di studio matto e disperatissimo). Scrive Saggio sopra gli
errori popolari degli antichi che contiene una razionale critica alle superstizioni. Prestissimo traduzioni da
greco, latino ed ebraico già prestissimo e di testi difficili come gli Idilli di Mosco (II secolo a. C.). però
consapevolezza e sofferenza per mancanza vera guida intellettuale, di interlocutore e per la costituzione
fragile. Crescente angoscia data dall’ambiente chiuso e soffocante.

Scoperta una nuova passione: la letteratura, con cui si misura in prima persona scrivendo in versi e in prosa.
Bisogno di uscire dall’isolamento. Orazione Agli Italiani. In Lettera a Giordani dirà che il passaggio
dall’erudizione al bello non fu subitaneo ma graduato. In 1816 si inserisce a soli 18 anni nella polemica
classico-romantica con la Lettera ai Sigg. compilatori della “Biblioteca Italiana”. Posizioni critiche verso il
romanticismo dunque testo non pubblicato:

 per lui l’adesione al classicismo è un’inclinazione naturale (da studi e traduzioni). Però per lui la
necessità non è imitare quei testi, ma quello di riscoprirne i legami profondi con la grande
letteratura italiana. Letteratura antica è naturale, in tutto vuota d’affettazione.
 Criterio per giudicare la poesia è la “naturalità”natura è la base di una possibile felicità umana,
grazie alla vicinanza con la natura gli antichi potevano coltivare una fiducia nelle illusioni che
davano loro qualcosa in cui credere: virtù ed eroismo. L’avvento della civiltà ha portato alla
scoperta del “vero” e dunque ha fatto crollare le illusioni. Da qui le basi della diffidenza di Leopardi
verso la modernità che lo inclina al “pessimismo storico” (natura benefica + idea di classicità come
regno dell’immaginazione e della giovinezza.

1817-18 Fitta corrispondenza con intellettuale Pietro Giordani, guida intellettuale tanto cercata. Scrive
Memorie del primo amore, per amore per una cugina, comincia ad annotare suoi pensieri, riflessioni e
letture nello Zibaldone. In risposta ad articolo comparso sullo Spettatore scrive Discorso di un italiano
intorno alla poesia romantica, ribadita l’opposizione ai romantici che sottraggono la poesia alla dimensione
corporea dei sensi su cui si fondavano gli antichi per renderla metafisica, ragionevole e spirituale.

In 1818 due canzoni civili ispirate a Petrarca e dedicate a Vincenzo Monti All’Italia e Sopra il monumento di
Dante. Si schiera con lo spirito dei moti del Risorgimento, distacco da posizione legittimista e reazionaria del
padre. Apriranno la raccolta dei canti fino all’edizione definitiva.

1819 crisi profondissima. Con aggravarsi problema della vista non possibilità di leggere e scrivere più
fallimento di tentativo di fuga da Recanati. Inizio della sua conversione filosofica. Allontanamento definitivo
dalla religione.

 Problema del nulla e dell’infelicità umana (cercherà di rielaborarle tramite il sensismo


settecentesco).
 Accanto alle canzoni civili nuova strada nella poesia lirica: io che costruisce la sua soggettività e si
autoriflette nella dimensione privilegiata della memoria. Rappresentazione dell’attimo che passa e
diventa ricordo, è già memoria perché il presente non si ferma. Entra così in gioco del sistema della
“ricordanza”, basata su un’osservazione attenta ai meccanismi della coscienza, legati a sensazioni
ed emozioni. Tramite la memoria i diversi momenti delle percezioni corporee si connettono l’uno
con l’altro formando l’autocoscienza dell’Io.

In tre anni dunque su questa scia scrive 6 “idilli” di cui il primo, l’Infinito raggiunge grandissimi livelli di
perfezione. Idillio:

 da lunga tradizione letteraria, prevalentemente pastorale e bucolica (Mosco e Teocrito)


 da questi però mantiene le distanze. La natura infatti non è più il quadro nel quale si svolge
l’azione, ma la realtà su cui l’Io proietta i propri sentimenti.
 Metri tradizionali come settenario ed endecasillabo ma risultati straordinari sul piano formale
tramite uso di lingua moderna e sofisticata, ad altissima concentrazione lessicale e di nuovissima
musicalità.

Fino ala fine de 1822 continua il lavoro di Canzoni ed Idilli (ancora come percorsi separati). Quindi permesso
di passare da Recanati a Roma. La città gli appare piccola e culturalmente morta, anacronistica e spettrale.
Una delusione. Anche se possibilità di conoscere uomini di cultura straniera. Falliscono tentativi di trovare
un impiego per autonomia economica per suo anticonformismo e ateismo, dunque costretto a tornare a
Recanati dopo 5 mesi. Finisce le Canzoni. L’ultima, Alla sua donna, suona come un congedo della poesia a
favore della filosofia: la cosiddetta “conversione filosofica”

1824 Si concentra sulla prosa filosofica (dal bello al vero). Scrive 20 testi che chiama “operette”:

 dialoghi e racconti (quasi sempre di tono satirico), diversi per tema e per forme, scritti velocemente
e senza interruzioni che rivelano la sua maturità nella riflessione.
 Pensiero antisistematico che trova nella forma satirico paradossale una scrittura leggera ed ironica
che si inscrive nella tradizione di prosa morale di Luciano di Samosata (II sec d.C.).
 Anche questioni metafisiche risolte sul piano morale di riflessione e senso dell’esistenza umana,
per questo scelta del genere classico e il titolo di Operette morali.
 Novità assoluta di prosa asciutta e brillante. Tono ironico, uso del ridicolo, della parodia e del
paradosso.
 Autore fa parlare entità astratte, personaggi mitici e letterari, animali, maschere e fantasmi, in
dialoghi vivaci e in lingua moderna.

Messa a punto di concezione puramente materialista lo conduce a pessimismo non solo sulla modernità ma
più esteso. Da pessimismo storico (dove l’antichità e la natura erano viste come entità positive), avendo
scoperto che il pessimismo era già presente nel pensiero degli antichi, la natura viene accusata di profonda
contraddizione: l’indifferenza verso i propri figli. Dunque da madre benigna ed affettuosa si trasforma in
“matrigna”. Inaugura così la fase del “pessimismo cosmico”. Irriso l’ottimismo progressista dell’epoca
(ideale di una trasformazione positiva del mondo a cui la letteratura deve contribuire) e lo considera un
inganno immorale e ritiene dovere civile la presa di coscienza della verità e del mistero dell’esistenza per
quanto dolorosa. (problemi tra intellettuali contemporanei).

1825-26 Leopardi prova ad avere una vita di normali rapporti sociali tra Milano e Bologna. Editore milanese
Stellagli dà qualche incarico e gli stampa nel 1827 le prime Operette morali. Ambiente politico e culturale di
Milano gli è però profondamente ostile.

1827 Parte per Firenze. Accetta dopo un anno (dopo iniziale rifiuto per ribadire la sua estraneità alla
società), l’invito di Vieusseux di collaborare stabilmente alla rivista “Nuova antologia”. Qui conosce
Stendhal, Manzoni, Capponi, Tommaseo e altri letterati tra cui due giovani letterati Alessandro Poerio e
Antonio Ranieri.

Dopo Firenze passa alcuni mesi felici a Pisa, dove con suo stesso stupore riprende la scrittura poetica: canti
pisano-recanatesi (o anche Grandi Idilli), profondamente diversi dalla poesia precedente per ispirazione ed
intenti. A Pisa scritti i primi due (Il Risorgimento, A Silvia), gli altri a Recanati. Intensa nello Zibaldone anche
la riflessione sulla poesia, chiarendo ulteriormente la poetica della rimembranza e dell’indefinito.
Meccanismi alla base della scrittura in versi.

 Si allarga l’ambito d’indagine poetica: sempre dall’Io ma verso una dimensione più generale,
universale e mitica, a fuoco il disinganno e la infelicità costitutivi dell’esistenza umana.
 Dislocamento dell’Io nel tempo e nello spazio chiarisce la vanità di ogni speranza. Da ciò anche idea
di nuova sistemazione di tutta produzione poetica in un unico libro: i Canti, che racchiuda
esperienze diverse ma connesse.

1830 Lascia per sempre Recanati e va a Firenze dove alcuni amici hanno raccolto denaro per permettergli di
viverci un anno. 1831 Prima edizione fiorentina dei Canti (insieme canzoni civili, idilli e canti pisano-
recanatesi). Operette morali portano accuse di disfattismo politico. Isolamento assoluto: osteggiato
parimenti da cattolici reazionari legittimisti e da romantici liberali.

1831-32 Scrittura continua tra Firenze e Roma passione infelice per Fanny Targioni Tozzetti nasce il Ciclo di
Aspasia (soprannome donna). Ultime 2 Operette.

 Discorso poetico-filosofico sempre più netto: nella poesia l’amore si configura come esperienza
suprema dell’inganno e l’immagine della donna come icona ideale della bellezza che acutizza
sensazioni corporee e intellettuali ma poi lascia vuoto il soggetto che le ha provate, in grado di
desiderare solo la morte.
 A chiusura delle operette, in Dialogo di Tristano e di un amico, alla critica dell’ottimismo dei
contemporanei si affianca la dichiarazione lucida e serena della profonda moralità e del desiderio
di morte.

Dal 1833 alla morte vive per lo più a Napoli con l’amico Antonio Ranieri, continua a scrivere nonostante la
cattiva salute. Completa il Ciclo di Aspasia (5 componimenti: il pensiero dominante, Amore e morte,
Consalvo, A se sesso, Aspasia) e due canzoni sepolcrali (Sopra un bassorilievo antico sepolcrale, Sopra il
ritratto di una bella donna).

 Riflessione sulla caducità della vita e morte nuovamente vista come crudele. Palinodia del
marchese Gino Capponi (finta ritrattazione di proprio pessimismo e adesione al progressismo
moderato di fiorentini come Capponi). Isolamento fino alla fine.

1835-36 Paralipomeni della Batracomiomachia (cose omesse della guerra dei topi e delle rane,
componimento attribuito ad omero), poemetto in ottave, feroce allegoria dei moti liberali. I topi (liberali)
sono sconfitti dalle rane (cattolici reazionari) che hanno chiamato granchi in aiuto (austriaci).

1832 Interruzione dello Zibaldone. Sue riflessioni ormai solo in lettere private e nei Pensieri (dettati a
Ranieri e inediti fino alla pubblicazione postuma delle Opere).

Dopo l’edizione del 1835 scrive altri due componimenti che chiede vengano messi nell’edizione definitiva
dei Canti: il tramonto della luna e la ginestra. Quest’ultima attrae l’attenzione della critica.
 Poemetto con straordinario livello di concentrazione e forza espressiva. Piccola e umile ginestra
aspetta la distruzione sotto la potenza della lava, senza inchinarsi al destino né ergersi con
arroganza contro di esso.
 Rilevanza simbolica ed emblematica. Meditazione poetica e filosofica sul senso dell’esistenza
umana: testamento poetico e morale.
 Piccolezza della presenza umana e patetico antropocentrismo di chi continua a considerarsi al
centro del mondo. Diffidenza verso l’ottimismo progressista del secolo (inganno innanzitutto di
voler sottomettere la letteratura alle esigenze della politica.
 Compito della poesia è invece aiutare a guardare la verità e fare i conti con essa). Atteggiamento
nuovo: dal comune destino di sofferenza, nonostante la propria piccolezza, potrebbe nascere una
solidarietà tra esseri umani che potrebbe in parte mitigare quell’infelicità che è il comune destino
degli uomini. Alla poesia funzione di estrema resistenza della vita nel deserto delle illusioni.

1837 Muore improvvisamente a Napoli senza essere stato riconosciuto per la sua grandezza.

I CANTI

Doppia possibilità di lettura: singolarmente nella sua complessità ed autosufficienza e nel disegno generale
voluto dal poeta dove ogni singolo spostamento produce un nuovo insieme

Prime composizioni: forma solenne della canzone:

 Attraverso il canto civile per esprimere l’approdo ad un’iniziale percorso ideologico individuale
 Contrasto tra passato e presente: ottica non esplicitamente politica ma consapevolezza della
perdita della gloria passata da parte dell’Italia della Restaurazione
 In All’Italia con comparsa del greco Simonide contrapposizione tra la fine gloriosa dei Greci alle
Termopili all’insensato sacrificio degli italiani nella campagna napoleonica di Russia. Solo la poesia
si pone come monumento alla memoria di una virtù ormai smarrita.
 Dopo i due canti civili la canzone Ad Angelo Mai. Motivo del “vero” che distrugge le illusioni. Te ma
principale del passato che ci parla con la voce dei testi della propria tradizione. Decadenza e
progresso strettamente intrecciati.
 6 canzoni successive. Conferma ed approfondimento del contrasto tra presente e passato. Si
rappresenta sempre più precisamente la modernità come perdita del vero.
 Senso della crisi dal piano civile a quello esistenziale (verso il pessimismo cosmico), poi infelicità
costitutiva del genere umano. 2 canzoni del suicidio. Il Bruto minore e l’ultimo canto di Saffo.
Personaggi giungono al gesto estremo per la conscia impossibilità di prendere parte alla bellezza
della natura e dell’amore. Pulsione di morte, in tutte le canzoni, rielaborata come consapevolezza
dell’inaccettabilità della condizione presente.

Parallelamente alle canzoni in 1819-21 poesia propriamente lirica. Gli Idilli:

 per la prima volta l’Io al centro in modo diretto, sguardo diretto all’interiorità. Rapporto tra
l’immaginazione e il vero si sposta sul piano dell’esperienza individuale. Attenzione della poesia nel
contrasto tra il piacere sensoriale e il suo rapido vanificarsi.
 In preparazione edizione del 1831 percorsi appaiono intrecciati. Alla sequenza compatta delle
canzoni seguono gli idilli ma con spostamenti significativi. Tra canzoni e idilli Il primo amore,
rifacimento primo componimento del poeta.
Canti pisano-recanatesi

 Riprendono fili della precedente esperienza lirica ma con profonda novità. Orizzonte più ampio
della riflessione dell’Io, dentro il tema della “ricordanza”: dialettica tra passato ricordato ma perso
per sempre e presente drammaticamente doloroso. Impossibilità di conseguire il piacere e
costitutiva infelicità della condizione umana. Il passero solitario.(dal 1835 primo degli idilli rafforza
legame con canzoni)

Ciclo di Aspasia parte conclusiva della raccolta:

 Amore come esperienza forte che astrae dal reale tramite un inganno sublime che porta ad un
desiderio assoluto che porta quindi alla morte
 2 canzoni sepolcralicaducità della bellezza e dell’amore davanti alla tomba di due fanciulli
 Una poesia satiricala palinodia. Distanza definitiva dell’idea di progresso e sottolinea come
società contemporanea non sia in grado di misurarsi con l’infelicità dell’uomo.
 A queste aggiunte la ginestra e il tramonto della luna paragone tra fiore e condizione umana.
Smentita ogni illusione di progresso ma invita a nuova ed inedita solidarietà tra gli uomini, contro la
natura e il dolore.

LE OPERETTE MORALI

Scritte nel 1823 dopo la stesura delle canzoni ma molto rapidamente, indice di una maturazione già
avanzata. La prima edizione è milanese, di 20 testi, del 1827. Edizione successiva è fiorentina con 5 nuove
canzoni nel 1834, poi 24 nell’edizione postuma del 1845, secondo il volere dell’autore.

 All’interno della lunga tradizione di scrittura morale di taglio satirico-paradossale. A partire da una
preoccupazione civilescopo di scuotere la sua patria usando l’ironia e la leggerezza e ponendosi
domande fondamentali sul senso della vita e della storia, sulla civiltà antica e presente, sulla
posizione degli esseri umani nell’universo e sul compito della cultura
 Registro retorico, forma letteraria non definita propriamente: modello del dialogo lucianeo ma
anche concezione trattatistica di Voltaire
 Sistematicità è programmaticamente esclusa: ordine cronologico di composizione, sostanzialmente
intatto nelle varie edizioni dell’opera. Strategia di sconcertare il lettore con la mancanza di nessi e
ragionamenti e costringerlo ad apprezzare la varietà come costitutiva del testo. Accumulo
apparentemente disordinato che ha scopo di impedire la creazione di una gerarchia interna e la
creazione di percorsi rigidi
 Coscienza di un’infelicità assoluta è al fondo di tutta la riflessione filosofica e ne costituisce
l’imperativo morale: sostenere la consapevolezza senza rifugiarsi in favole consolatorie
 Gloria premio riservato alla virtù non trova più spazio in società contemporanea. Modernità
responsabile della perdita del piacere che avevano gli antichi dall’esercizio fisico, dalla cura del
corpo, dall’azione eroica e da un rapporto disincantato con la morte.
 Confini dell’opera ben delineativolontà di creare un principio e una fine dotati di senso profondo
e di altezza morale
 Uso di lingua filosofica e di stile che si costruiscono attraverso il rapporto con la tradizione e
l’immaginazione degli antichi. Lingua moderna con molteplicità di stili e che deve procedere verso
una semplificazione sintattica nella costruzione ipotattica e nell’abolizione dell’inversione
dell’ordine delle parole. Argomentativa, ricca di strutture esplicative, limpida ma capace di forte
intensità emozionale.
 Concezione filosofica senza riferimento a certezze assolute e ad un sistema condiviso ma fondata
sullo scetticismo e sul dubbio metodico riguardo allo stesso filosofare: necessità di un rigore
assoluto.
 Filosofia paradossale: non ha verità di cui persuadere ma intendere sollevare questioni diverse e
mettere in gioco prospettive anche divergenti attraversando con ironia e leggerezza lo spazio e il
tempo.

L’EVOLUZIONE DEL PENSIERO DI LEOPARDI

Prima fase: PESSIMISMO STORICO (1817-18)

 Infelicità umana frutto di una condizione storica, la civiltà ha distrutto le illusioni della natura, entità
in sé positiva e benefica
 Contrapposizione tra gli antichi (ancora capaci di illusioni) e moderni (che le hanno perdute)
 L’azione e l’eroismo possono in parte recuperare le grandi illusioni degli antichi.

Seconda fase: PESSIMISMO COSMICO (1819-1823):

 Pessimismo è già degli antichivisione completamente materialista fondata sul meccanicismo e il


sensismo
 “teoria del piacere”: l’uomo desidera il piacere ma l’appagamento è sempre inferiore al desiderio
 La natura è la causa prima dell’infelicità umana: crea il desiderio di piacere senza fornire il modo di
soddisfarlo.

Terza fase: (1824-37)

 Sarcasmo nei confronti delle illusioni dei contemporanei


 Unica forma di moralità autentica è accettare la condizione umana senza illusorii ottimismi:
legittimità del desiderio di morte
 Importanza della dimensione sociale dell’essere umano: uomini devono essere solidali tra loro
contro la natura, comune nemico.

EVOLUZIONE NELLA POETICA DI LEOPARDI:

PRIMA FASE (1818-1823):

 Critica del Romanticismo che separa la poesia dalla sua dimensione corporea e la rende spirituale e
ragionevole.
 Poesia deve esprimere la vicinanza con la natura tipica degli antichistudio degli autori della
classicità: ritorno ad una poesia “corporea”
 Nelle Canzoni sperimenta la poesia civile e il rapporto con l’antico: la caduta delle illusioni.
 Linguaggio poetico vago ed indeterminato, legato alle sensazioni, da contrapporre alla lingua della
ragione, netta e precisa.
 Poetica della “rimembranza”: il ricordo come piacere accende il dolore della coscienza. Nella poesia
della memoria si fonda l’Io.

SECONDA FASE (1824-1827):

 Crisi della fiducia nella poesia porta a “conversione filosofica”: “dal bello al vero”
 Invenzione di una nuova prosa satirica e morale tesa alla ricerca della verità

TERZA FASE (1828-1837):

 Non più contrapposizione ma fusione tra poesia e filosofia.


 Riflessione sui grandi temi della vita umana, sulla morte e l’infelicità assoluta
 Senso e funzione della poesia: indagare e comunicare agli uomini il “vero”