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Scuola della Banda Municipale di Prignano s/S(MO) a cura di

Cristiano Gianfranceschi

Associazione Culturale “La Cornamusa” Prignano s/S (MO)


www.lacornamusa.it
Benvenuti in questo viaggio sonoro alla scoperta della musica. Nei
mesi che seguiranno avremo modo di conoscere meglio lo
strumento, la teoria, gli allievi, i componenti dell’organico, maestri
compresi. La banda che costruiremo insieme è una grossa
scommessa che ci impegnarà un pochino ma ci farà divertire oltre
che regalarci finalmente l’emozione di suonare uno strumento vero e
proprio. Vi renderete conto che suonare insieme nella banda è come
far parte di una cellula di un organismo vero, grande e grosso, che
suona ciò che tutti insieme nel nostro piccolo abbiamo preparato con
impegno. Alzi la mano chi di voi non ricorda le melodie più amate,
quelle che avete canticchiato, magari ballato, fischiettato o soltanto
ascoltato senza tregua? In questo fascicolo affronteremo la
grammatica musicale e impareremo a riconoscere le note ed il ritmo
che fanno muovere tutti i suoni.
Prima di partire per questo lungo viaggio allacciate bene le cinture,
ricordate di custodire gelosamente il vostro strumento e i vostri
appunti musicali, saranno sempre li al vostro fianco disponibili in
ogni momento a regalarvi piccole e grandi soddisfazioni. Quindi
seguiteci senza timori e non ve ne pentirete, perché d’ora in avanti
sarete voi i musicisti, quelli veri: i musicisti della Banda!!

Il presidente dell’Associazione “La Cornamusa”

e direttore della “Scuola di Musica della Banda Municipale di


Prignano”

Cristiano Gianfranceschi
Capitolo 1°

Iniziamo col dire che le note musicali sono 7:

DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI

nei paesi anglosassoni si usano invece le lettere: C, D, E, F, G, A, B

Per raffigurare la durata delle note e i rispettivi silenzi chiamate


“pause” si usano le “figure musicali”:

La musica sembra essere un po’ anche matematica ma tutto è


riconducibile a poche operazioni elementari che diverranno familiari
col tempo.
Le figure musicali principali sono sempre divisibili per 2: Le note
vengono inserite nel “pentagramma” formato da 5 linee e 4 spazi:
Per leggere le note sul pentagramma si usa la “chiave”, ecco quella
di Sol:
Esistono fino a 7 chiavi che insieme compongono il “setticlavio”

Conoscendo la nota Sol nella chiave di violino sappiamo riconoscere


tutte le altre note sul pentagramma:

Per leggere meglio le note è convieniente studiarle a memoria


suddivise per linee e spazi del pentagramma:
Le note che sconfinano oltre il pentagramma vengono raffigurate con
i

“tagli addizionali”:

I tagli addizionali possono essere in gola o in testa: Ecco tutte le


note a partire dal “Do centrale”, la nota Do con il taglio in testa che si
trova al centro della tastiera del pianoforte:
Tutte le note che si susseguono partendo dal Do e ripetendo la nota
iniziale all’ottava superiore prendono il nome di “scala di Do”, essa
può essere

“ascendente” quando dalle note più basse si va a salire e


“discendente” al contrario, dalle note più acute a quelle più gravi. si
può ottenere una scala ininterrotta di suoni che si ripetono (do re mi
fa sol la si do re mi fa sol la si do etc.) otteniamo una “scala
maggiore” ad ottave.

Nella tastiera del pianoforte ad esempio è la successione di tutti i


tasti bianchi a generare questa lunga sequenza di note:
Per la costruzione di altre scale maggiori partendo da altre note è

conveniente analizzare i “gradi della scala”

La funzione di queste 7 note o gradi è quello di tradurre in maniera


agevole i 12 suoni che sono racchiusi all’interno dell’ “ottava”

Come si può notare tra alcune note vi sono dei gradini che non sono
stati nominati poiché qui corrisponderebbero note alterate che non
fanno parte della scala di DO maggiore ma, come vedremo più
avanti, potrebbero benissimo far parte di altri tipi di scale.
Nella scala di Do come si puo’ notare tra il Mi ed il Fa (3° e 4° grado)
ed anche tra il Si ed il Do (7° e 8° grado) non vi sono tasti neri
intermedi si parla in questo caso della più piccola distanza tra due
note chiamata

“semitono”

In un’ottava sono racchiusi non solo le note della scala ma anche le

“alterazioni” di 5 note (i tasti neri del pianoforte). Le alterazioni si


ottengono facendo precedere alle note alcuni simboli chiamati diesis
e bemolli (# , b ) che innalzano e abbassano di un semitono:
La nostra scala compresa di tutti le note e alterazioni diventa una
suddivisione di 12 note per ottava suddivisa in “semitoni”: La scala
che contiene tutti i gradi viene chiamata scala cromatica Per
eseguire una scala con le note alterate i simboli diesis e i bemolli
vengono fatti precedere dalle note

Il pentagramma è diviso in tanti piccoli spazi detti "battute". La


battuta è lo spazio compreso tra due linee verticali chiamate
"spezzabattute":
All’interno della battuta si potranno inserire note fino al riempimento
del valore chiamato “misura” indicato con una frazione all’inizio della
composizione, dopo la chiave:

Esistono tempi binari cioè suddivisibili per 2 e tempi ternari


suddivisibili per 3:
Capitolo 2°

Esercizi:
Individua le note negli spazi:

Individua le note sulle linee:


Individua le note coi tagli addizionali: