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Il passaggio dall’antichità al medioevo è indicato per convenzione nel 476 d.C.

dopo la deposizione
di Romolo Augustolo da parte di Odoacre.
La separazione non è così netta e definita, ma è stato in realtà un passaggio molto lento e graduale
non c’è stata una frattura, ma è stata una sorta di continuità.
I nuovi regni romano-germanici non hanno cancellato del tutto la natura e le istituzioni della società
romana, inoltre sopravvive ancora l’impero romano d’Oriente, che costituisce l’eredità e la
continuità dell’idea imperiale.
Questo periodo viene indicato anche come tarda-antichità, ciò consente di sostituire il termine
frattura con transizione ed evoluzione.
Il termine medioevo è stato coniato nel XVI secolo, cioè il secolo del rinascimento, per indicare
quel periodo compreso tra l’età classica greco-romana ed il rinascimento.
Giorgio Vasari, un illustre pittore, ha immaginato la storia divisa in antichità, medioevo ed età
moderna, con l’obbiettivo di far vedere il medioevo come un’età oscura, che con la visione
rinascimentale era un’età dalla quale si doveva uscire e, appunto, rinascere per arrivare al classicità.
Il medioevo va dal 476 d.C. al 1492 d.C. (1453).
Suddivisione del medioevo in due parti: Alto medioevo(476-1000) e Basso medioevo(1000-1492).
Dal medioevo ci sono arrivate immagini e concezioni diverse.
Con il romanticismo il medioevo viene rivalutato e viene poi considerato la culla dell’Europa.
La realtà viene considerata simbolista, ogni elemento della realtà non sia di per sé tale, ma sia per
grazia divina, tutto viene interpretato secondo una visione teocratica.
Questa visione si contrapporrà all’antropocentrismo, caratteristico dell’umanesimo (l’uomo è
responsabile del proprio destino).
Il medioevo ha una visione della vita trascendente, che va oltre.
Nel medioevo ci sarà una diffusione di monasteri, grazie al monachesimo, che diventeranno
importantissimi centri culturali.
Cultura e religione per un periodo saranno strettamente collegate.
Si iniziano a vedere le prime curtis

spostamento delle città


le terre vengono suddivise in possedimenti(curtes -plurale-) al cui centro si stanziavano le villae che
diventeranno i nuovi centri di produzione agricola. Potevano essere sotto la proprietà di un
dominus, della chiesa o a un signore locale.
Ogni curtes era divisa in due parti, la pars dominica e la pars massaricia
pars dominica: padroni
pars massaricia: contadini

lapsus calami
Nel rinascimento nascerà una nuova disciplina chiamata filologia, che si occupa di restituire le
versioni originali di manoscritti medioevali.
GIUSTINIANO
Diventa imperatore dal 527 AL 565
La carica di imperatore si fondava su un potere personale che cercava di avere riconoscimento dal
popolo romano.
Introdotta da Augusto, dove l’imperatore rispetto ai senatori era più potente, poi assume un ruolo di
comandante, in seguito un giudice supremo. L’imperatore aveva un potere esercitato assieme ad un
gruppo di collaboratori.
Dopo la crisi del terzo secolo la figura dell’imperatore diventa un soldato professionista (durante
l’anarchia militare) in seguito la figura dell’imperatore viene riconosciuta dal cristianesimo,
diventando uno strumento divino per rappresentare dio sceso in terra.
Cesaropapismo= modello politico in cui il potere politico viene legittimato dalla religione
Giustiniano aveva il sogno di ricreare l’impero, aveva l’ambizione di riordinare tutta la
giurisprudenza dell’impero romano.
Ne consegue un’opera in 50 libri (digesto) che dopo una serie di lavori finalizzati ne uscirà una sola
opera chiamata “corpus giuris cilivin” opera fondamentale giunta fino a noi che contiene la
giurisprudenza romana.
Fa costruire la chiesa di santa Sofia a Costantinopoli e san Vitale a Ravenna.
A occidente i commerci si furono estinti
Giustiniano ha messo in atto delle iniziative affinché il commercio si potesse considerare vivo,
introduce la seta, materiale che favorì un grosso sviluppo.
Riorganizza la burocrazia
Venivano distribuiti gratuitamente i generi alimentari, che porta a un grande sviluppo di
Costantinopoli, causato anche dallo sviluppo commerciale.
Società bizantina= – rispetto a quella occidentale ha avuto un notevole sviluppo, capacità di
reazione maggiore

Giustiniano si serve di alcuni collaboratori come Triboniano, Narsete, la moglie Teodora.

Codex: catalogazione delle leggi imperiali

digesta et pandecte: insieme delle sentenze commentate dai più illustri giuristi romani. Le sentenze
fanno giurisprudenza, quindi nel diritto romano le decisioni dei giudici venivano prese sulla base
delle sentenze precedenti.

Istituctiones: servivano per formare i futuri giudisti

le novelle: sezioni che accoglievano le nuove leggi

Oltre a raccogliere le leggi romane, hanno adattato alla situazione dell’impero bizantino e ai
principi della morale cristiana

Giustiniano difende l’ortodossia, un ramo della cristianità, che aveva come scopo l’unitarietà dal
punto di vista religioso.
Per prima cosa tenta di contrastare le eresie, così Giustiniano guadagna un nuovo ruolo, quello
politico e religioso (cesaropapismo).
Le due dottrine che si contrapponevano erano nestorianesimo e monofisismo.

Nestorianesimo: dottrina eretica in base alla quale cristo aveva due nature, una divina e l’altra
umana

monofisismo: cristo aveva un’unica natura divina

Giustiniano cerca di placare questi dissidi ma senza in realtà riuscirci.


Giustiniano oltre al campo giuridico e religioso cerca in seguito di riconquistare il territorio
(occupato dai vandali) come scopo di restituire la civiltà al mediterraneo pensando sarebbe stata
un’azione rapida ed indolore.

Giustiniano fa forza sul concetto di universalità del potere imperiale ed era ispirato/guidato in
questa sua missione dalle motivazioni religiose e togliere l’occidente dalle eresie ariane (popoli
germanici).
Prima di ciò doveva occuparsi dei persiani cercando di stipulare una pace eterna ma che durò circa
10 anni.
La prima guerra che Giustiniano mette in atto è quella contro i vandali (che si erano stanziati lungo
le coste settentrionali dell’Africa) che si conclude con la vittoria del generale Belisario e con la
conseguente riconquista dell’Africa settentrionale.
In seguito si rivolge verso i Goti (stanziati in Italia) guidato dalla figlia del primo re Teodorico, qui
Giustiniano cercò di attuare una politica diplomatica con Costantinopoli ma con scarso successo, il
piano venne ostacolato dai nobili goti e quindi si instaura all’interno dei goti un impero
antibizantino che conseguerà la morte della figlia di Teodorico.

Giustiniano conquistò molte terre sotto l’influenza gotica, ma arrivò un nuovo re goto Totila che
attuò delle riforme per sopprimere i bizantini, cercando di guadagnarsi il favore dei ceti più deboli
(che si schierano dalla parte dei goti) [siamo nel pieno della guerra gotica]
Vincono i bizantini e l’Italia passa sotto il controllo di Bisanzio
Prammatica sanzione = l’Italia diventa una provincia dell’impero romano d’Oriente.

Dopo questa battaglia, Giustiniano si dirige verso i visigoti (stanziati nella penisola iberica)
in questo modo riesce a sospingerli verso l’interno, liberando la costa, ma non riesce a sconfiggerli
definitivamente, non riuscendo a liberare il mediterraneo che prima faceva parte dell’impero.
Questa battaglia ha una vittoria relativa, perché non riesce a sancire la superiorità dell’impero
romano d’Oriente.

Tutte queste guerre di riconquista portano poi una grave crisi, perché hanno indebolito le risorse
dell’impero.
Giustiniano ha sì riconquistato molti territori ma non ha i mezzi per garantirne la dominazione.

Nella seconda meta del VI sec. l’impero bizantino riscontra una forte crisi e le conquiste di
Giustiniano non si presentano durature.
Ad oriente si presenta una penetrazione da parte degli slavi.
Da questo momento tramonta l’idea di ritornare agli antichi splendori dell’impero romano.
Verso il 550 d.C. anche l’impero di Bisanzio riscontra una crisi economica e demografica, per le
dispute religione. Minacciato dalla frammentazione che portò ad un indebolimento progressivo.
Sale al trono Eraclio (610 a.C.) che riesce a placare le minacce espansionistiche dalle diverse parti
Apporta delle riforme come la divisione dell’impero in temi al cui interno venivano stanziati dei
soldati che avevano come compito difendere il proprio territorio (a cui venivano concessi dei lotti di
terra per il loro lavoro).
Ciò aumentò la difesa dell’impero d’Oriente, placando la minaccia delle incursioni persiane
mettendolo addirittura in crisi.
Nel 630 Eraclio può festeggiare il suo trionfo per le normative che aveva messo in atto, ma anche in
questo caso non fu una vittoria definitiva perché i bizantini si trovarono poi in seguito a scontrarsi
con gli arabi.

Iconoclastia (VIII-IX sec.)= distruzione delle immagini sacre

Leone III emanò una norma che prevedeva la distruzione delle immagini sacre
Teodora riammise la possibilità di venerare le immagini sacre.

L’iconoclastia portò a indebolire il rapporto tra la politica e la chiesa, arrivando anche alla
scomunicazione di Leone III.