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IL ’700

Quando si affronta lo studio del 700, si suole parlare di un’ epoca nella quale ciò
che era stato teorizzato nel ‘600 diventa pratica : si hanno innovazioni nel campo
dell’ agricoltura e dell’ allevamento che portano ad un netto miglioramento dello
stile di vita generale della popolazione, indice minimo di ciò che a breve sarà un
vero e proprio boom demografico, e soprattutto si ha una letteratura che vuole
fare opinione, nella misura in è utile e al servizio del sapere.

A tal proposito dunque, è sintomatico che gran parte dei letterati includano la
saggistica nella loro produzione, scrivendo di ogni argomento e giocando il ruolo
di veri poligrafi, che invitano a soluzioni decisamente più razionali rispetto al
passato riguardo al tessuto politico e culturale della società. tutto deve essere utile
e volto all’educazione

Risulta quindi semplice comprendere perché proprio nell’epoca settecentesca


nascano i giornali, le riviste, i caffè, le enciclopedie, le accademie, come a dire che
il sapere è aperto a chiunque, di qualsiasi rango e condizione economica.

in questo clima di cambiamento,fare opinione significa suscitare pensieri e


riflessioni quando mai personali, che permettano di uscire da quel famoso stato di
minorità che Kant definì parlando di Illumismo [illuminismo in Kant]

I temi della letteratura illuminista sono assai vari. In primo luogo compaiono città
e cittadini e quindi le leggi che devono regolare il vivere civile: pensiamo ai fratelli
Verri che si occupano di numerose questioni e anche della lingua italiana, e poi al
famoso nonno di Manzoni, Cesare Beccaria, che scrive Dei delitti e delle pene.

Poi c’è la natura, quella grandiosa macchina che porta avanti l’universo e anche
una sorta di magazzino di risorse che l’uomo può sfruttare. Ma la natura è anche
esempio per l’uomo che può imitarne le leggi, al punto che vivere secondo natura
diventa un precetto morale: la natura ha in sé un’idea di bene e spesso viene
collegata allo stato d’animo con il sentimento. E’ il caso di Goethe, di Foscolo, di
Rousseau e tanti altri. L’idea della macchina, infatti, permette di dividere tutto
razionalmente, in particolare il tempo, destinato a essere razionalizzato.

Occupandoci in particolare degli intellettuali italiani vediamo che il problema


dell’utilità della letteratura è sentito anche da Giuseppe Parini, il quale nella sua
opera Il giorno dedica i suoi sforzi alla rieducazione della nobiltà, classe sociale
ormai in declino, decaduta nei costumi e nella morale. Il tema dell’educazione è
centrale nell’Illuminismo.

Con Parini abbiamo la poesia civile (di argomenti cittadini, cioè di tutti, concreti)
che anche Foscolo riprenderà per il carme Dei sepolcri, una sorta di trattato
poetico in cui il poeta vuole spiegare l’utilità civile delle tombe e permette di
cogliere persino nelle illusioni e nella poesia l’arma umana più sensata
(sembrerebbe strano dire ‘razionale’) contro l’oblio

• NEOCLASSICISMO