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pan pelle asepiet ep : 2 Dol 38 BuDOHA dicono: “Questo & quello spavento, che hanno previ- sto quei cari asceti e brahmani, e hanno predicato rin- negamento del piacere, insegnato rinunzia al piacere: poiché piacere ¢ la cagione, piacere & la causa, per cui Aoi ora proviamo dolorose, brucianti, pungenti sensa- «Cosi come quasi, voi monaci, se_verso Ia fine delPestate una pianta rampicante fruttificasse, ed un seme cadesse alla radice di un robusto albero di sala. Allora, voi monaci, la divinita, che vive nelPalbero, atterrita ¢ costernata, entrasse in agitazione. Ma ora, © monaci, si avvicinassero amici e parenti della diyinita, le divinita del bosco, le divinita della selva, le divinita degli alberi, tutti gli déi, che animano erbe, piante e vette, si adunassero e parlassero consolantiin coro: “Non spaventarti, caro! Non spayentarti, caro! Senza dubbio questo grano di semenza sari pur ingoiato da un fagiano o masticato da un capriuolo od annientato da un incendio della foresta 0 raccolto da lavoratori del bosco 0 trascinato via da formiche, od addirittura non. germogliera”. Perd questo seme, voi monaci, non venisse ingoiato. da un fagiano, né masticato da un capriuolo, né annientato da un incendio della foresta, né raccalto da lavoratori del bosco, né trascinato via dalle formiche, ma germo- gliasse. Durante la stagione delle piogge s*innalzasse, . crescesse pienamente, fosse divenuto liana, giovine, flessuosa, morbida, portante-viticci, e questa stringes- se bramosamente il robusto albero di sala. Allora, voi mionaci, la divinita che vive in quest’albero si senti- rebbe cosi: “Perché dunquei miei cari amici e parenti, le divinita del bosco, le divinita della selva, le divinitd degli alberi, gli déi delle erbe, delle piante e delle vette, hanno temuto futuro spayento dal grano di semenza ed insieme mi hanno parlato cosi: ‘Non spaventarti, carol Non spaventarti, caro! Senza dub- 4 ae a EL OED IL Mobo bi vivene /1 59 bio questo grano di semenza sara pur ingoiato da un fagiano 0 masticato da un capriuolo od annientato da un incendio della foresta o raccolto da lavoratori det bosco o trascinato via da formiche, od addirittura non germogliera?’. E pur dolce, di essere avviticchiato da questa giovine, flessuosa, morbida liana!”. Ed essa si attorcesse intorno al robusto tronco, attorta al robusto tronco si diramasse in alto, diramandosi in alto mandasse giti un velame di tralci, e con questo velame di tralci cssa soffocasse allora i possenti, possenti rami del robusto albero di sala. Allora, voi monaci, la divinita che vive in questo albero si sentircbbe cosi: “Questo é quello spavento, che hanno previsto i miei cari amici e parenti, le divinita del bosco, le divinita della selva, le divinita degli alberi, gli dei delle erbe, delle piante e delle vette, e percié essi tutti insieme hantio voluto consolarmi: perché quel seme é la causa, er cui io provo dolorose, brucianti, pungenti sensa- zioni!”. ~: Or cost anche appunto, voi monaci, dicone ed insegnano alcuni asceti e brahmani: “Noi nor troviamo alcun male nel piacere”. Essi lasciano al piacere libero corso, usano commercio con monache chiomate e dicono: “Perché dunque quei cari asceti ¢ brahmani in previsione di futuro spavento hanno predicato rinnegamento del piacere, insegnato rinun- zia al piacere? Dolce ¢ Pabbiacciamento con questa giovine, flessuosa, morbida monaca!” Cosi essi parla- no e lasciano prosperare il piacere. Hanno lasciato prosperare il piacere, allora con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, essi pervengono gid, su cattivi senticri, in perdizione.e danno, ¢ provano dolorose, brucianti, pungenti sensazioni. Allora essi-dicono: “Questo & quello spavento, che hanno previsto quei cari asceti e brahmani, e hanno predicato rinnegamen- to del piacere, insegnato rinunzia al piacere: perché piacere é la cagione, piacere é la causa, per cui ora noi 60 BUDDHA proviamo dolorose, brucianti, pungenti sensazionil”. Questo si chiama, voi monaci, un modo di vivere, che porta bene presente e male futuro. «Ma qual & voi monaci, il modo di vivere, che porta male presente cosi come male futuro? Ecco uno, voi monaci, ¢ un igntido, uno svincolato, un discipli- nato di mano!, uno che arriva, non aspetta; che non aceetta offerta, non favore, non invito; che nel riceve- re lelemosina non spia verso la pentola, non verso il piatto, non sopra la soglia, non sopra ia grata, non dentro il caldaio; che non accetta da chi mangia in due, non da una incinta, non da una lattante, non da una che viene dall'uomo, non da sudici, non dove sta presso un cane, non dove ronzano mosche; che non mangia pesce, non carne, non beve vino, non liquore, non succo di avena fermentato. Egli va ad una casa e si contenta di una manciato d’clemosina; va a due | Vedi fa nota al 36 discon. Peri islunor Manus, 216/18: 19, 20, Ladihamasiko panvtpabhattaboljananijogo € senza dubeio’ Space dl elndrajham, dela lingt: scendendo da repnio Auilunio de 1 a0 boesop! di dibo avotidjano epoi di auowassendo fino £13 boecont: nd dimeazo mse, he pre i bramanseenufoin fitistime “considerasione, ‘Arechratiercehrau candrayanam i Sanvaprayatetan sa'vaprayasiahn€etam apn vpape wpa sara ao hand dics "“Gaucaman, nin, 26; ext, 16. ~ and Gee seguente hbarakarika: © possone, eonosecs, paralicamente os adeitors Ceicereiaaet posmens, arta eels ce oe epee Se gla a az ag 2 Peer eat ool confrgproya an paragon de amine di Merkerurn,specalente T3514 e 155-160 delleczione di Schwanbesk. 81 dice, es, come fects al nostro testo, a p. 133,22. Ages ee wat tovcobe pagpwvoue apap Sy oi Hay a vats Urvee Oa Ss emliniov aseeeces ey hepa oni, Con quest allio eseme piotcerisimarnente pong indica Sempre aia (Divika ed anche 1 Fara veai If Scorn 2-108), mentee aul che alle Memo rantiento wb 19 sone chisindte cots ono qhstov Sorina deSbons fatere reece, di scarse © foglie. L'leslato, che Paccompagnatore dt ircolneo Atirgais dene come fv meoorg goay oy ov wat cg oppov (in Sraanone” ed. Maxexe, 9.995, 0) hall suo Froteuponel'ankichisame dato dl host 12 dso, sora ap 117 Eisen erent Sindae garnet Sashes i Sea, = avarhekoqievout be upomicat tas Kou (0 1605, 9 potteobe spectlaente vles pot Jeti Gu Hatha i {sous amanda Bantenosal) Strom, 0d: Svanune, p. 305, 3 “ “| per nati 1 Moo DI VivERE / 61 case ¢ si contenta di due manciate d’elemosina; va a sette case e si contenta disette manciate d’elemosina. eli sostenta la sua vita con la carita di solo una largitrice, di solo due largitrici, di solo sette largitrici Egli prende cibo solo una volta al giorno, solo ogni due giorni, solo ogni sete giorni. In tal guisa mutando egli osserva rigorosamente questo digiuno esteso fino a mezzo mese. — Ed egli vive di erbe e funghi, di riso selvaggio e grano, di semi e noceioli, di latte di piante e resina dalberi, di gramigne, di sterco di vacca, si sostenta di radici e frutti della selva, vive di frutti caduti. — Ed egli porta la camicia di canapa, la camicia di crini, porta una veste rappezzata di stracci trovati al cimitero e sulla strada; si avvolge in cenci, in pezzi di pelle, di cuoio; si cinge con trecce di erba, con treece di scorza, con trecce di foglie: nasconde le nudita sotto grembiali di crini, grembiali di setole, sotto un’ala di civetta, — Ed egli si strappa i peli della barba e del capo, seguendo la regola degli strappatori di capelli ¢ barba; é un sempre alzato, rigetta sedile e giaciglio; é un sedente sui calcagni, pratica la discipli- na dei sedenti sui calcagni; é un giacente su spine ¢ si stende di fianco sopra un giaciglio di spine; scende tutte le sere per la terza volta nel bagno di penitenza: Cosi egli si esercita in molteplici modi nella fervida, dolorosa ascesi del corpo. - Questi giunge con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, gill, su cattivi senticri, in perdizioric e danno. Cid si chiama, voi monaci, un modo di vivere, che porta male presente cosi come male fiituro. — «Ma qual 8, voi monaci, il modo di vivere che potta male presente bene futuro? Ecco uno, voi monaci, & nati toad intensa brama, ¢ fa brama gli fa spesso provare pena ¢ tormento, € per natura e mUDDHA inclinato ad intensa avversione, ¢ P'avyersione gli fa spesso provare pena e tormento; é per natura inclina~ to-ad intensa vanita e la vanita gli fa spesso provare pena e tormento. E solo con pene, solo con tormenti, solo tra lagrime amare egli pud condurre la tersa, pura vita della santita. Questi giunge, con la dissoluzione del corpo, dopo la morte, su buoni sentieri, in modo celeste. Cid si chiama, voi monaci, un modo di vivere, che porta male presente € bene futuro. | Equal é il modo di vivere, voi monaci, che porta | bene presente cosi come bene futuro? Ecco uno, voi | monaci, 8 per natura non inclinato ad intensa brama, | ela brama pli fa raramente provare pena e tormento; ¢ | per natura non inclinato ad intensa avversione, e Pavversione gli fa raramente provare pena e tormen- | to; 8 per natura non inclinato ad intensa vanita e la | vanita gli fa raraménte provare pena e tormento. Ben ‘fungi da brame, lungi da cose non salutari, in sensien- te, pensante, nata di pace beata serenita egli raggiunge il grado della prima contemplazione. Dopo compi- mento di sentire e pensare egli ragefunge l'interna calma serena, unit dell’animo, la libertA di sentire e pensare, nata dal raccoglimento beata serenita, il grado della seconda contemplazione: In serena pace egli resta equanime, savio, chiaro consciente, prova nel corpo quella felicita, di cui i santi dicono: “L’equa- nime savio vive felice”: cosi egli raggiunge il grado della terza contemplazione. Dopo rigetto di gioia e dolore, dopo annientamento: di letizia’e tristezza anteriore, cgli raggiunge la_non triste, non lita, equanime, savia, perfetta purezza, il quarta contemplazione. Questi giunge Co: zioné del corpo, dopo la morte, su buoni sentieri, in mondo celeste. Cid sichiama, voi monaci, un modo a 1 MOBO DE VIVERE 63 di vivere, che porta bene presente cosi come bene futuro. Queste sono, voi monaci, le quattro specie di modi di vivere» Cosi parlé il Sublime. Contenti si allegrarono ‘quei monaci sulla parola del Sublime,