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22 BUDDHA corpo sul corpo? Un monaco, 0 monaci, si reca nell’interno della foresta o sotto un grande albero od in un vuoto eremo, s’asside con le gambe incrociate, il corpo diritto sollevato, e s’esercita nel sapere, Con- sciente egli inspira, consciente egli espira. Se inspira profondamente, egli sa “Inspiro profondamente”; se espira profondamente, egli sa “Espiro profondamen- te”; se inspira brevemente, egli sa “Inspiro brevemen- te”, se espira brevemente, egli sa “Espiro brevemen- te”. “Voglio inspirare sentendo tutto il corpo”, “Vo- glio cspirare. sentendo tutto il corpo”: cosi epli si esercita. “Voglio inspirare calmando questa combina- zione corporea”, “Voglio espirare calmando questa combinazione.corporea”: cosi egli si esercita. «Cosi come quasi, o monaci, un abile tornitore o garzone di tornitore fortemente’tirando sa’“Io tiro fortemente”, lentamente tirando sa “Io tiro Jentamen- te”: or cosi anche appunto, o monaci, sa un monaco profondamente inspirando “Io inspiro profondamen- te", profondamente espirando “Io espiro profonda- mente”, brevemente inspirando “Io inspiro breve: mente”, brevemente espirando “Io espiro brevemen- te”: egli si esercita: “Voglio inspirare sentendo.tutto il corpo”, “Voglio espirare sentendo tutto il corpo”; egli si esercita: “Voglio inspirare calmando questa combi- nazione corporea”, “Voglio espirare calmando questa combinazione corporea” «Cosi egli vigila presso il corpo interno sul corpo, cosi egli vigila presso il corpo esterno sul corpo, di dentro ¢ di fuori egli vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il corpo si forma, osserya come il corpo trapassa, osserva come il corpo si forma e trapassa. “Ecco il corpo”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perch¢ essg serve alla cognizione, alla riflessione; ed egli vive indipendente e nulla 1 PILASTRI DEL SAPERE 2B brama al mondo. Cosi, o monaci, vigila un monaco presso il corpo sul corpo. 4€ inoltre ancora, 0 monaci: il monaco sa quand’e- sli cammina “Io cammino”, sa quand’egli sta “Io sto”, sa quand’egli siede “Io siedo”, sa quand?egli giace “Io giaccio”, sa quando si trova in questa o quella posizioné, che & questa o quella posizione. «Cosi egli vigila presso il corpo interno sul corpo, cosi egli vigila presso il corpo esterno sul corpo, di dentro ¢ di fuori egli vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il corpo si forma, osserva come il corpo trapassa, osserva come il corpo si forma ¢ trapassa. “Ecco il corpo”: tale sapere diviene so sostegno, appuinto perché esso serve alla cognizionc, alla riflessione; ed egli vive indipendentemente ¢ nulla brama al mondo, Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso il corpo sul corpo. «E inoltre ancora, 0 monaci: il monaco & chiero consciente nel venire e nell’andare, chiaro consciente nel guardare.e nel distogliere 10 sguardo, chiero consciente nell’inclinarsi e sollevarsi, chiaro conscien- te nel portare Pabito e la scodella dell’elemosina, chiaro consciente nel mangiare e nel bere, masticare ¢ gustare, chiaro consciente nel vuotarsi di feci ¢ @urina, chiaro consciente nel camminare ¢ stare-e sedere, nell’addormentarsi e svegliarsi, nel parlare e tacere. «Cosi egli vigila présso il corpo interno sul corpo, cosi egli vigila presso il corpo esterno sul corpo, di dentro e di fuori egli vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il corpo si forma, osserva come il corpo trapassa, osserva come il corpo si forma e trapassa., “Ecco il corpo”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché eséo serve alla cognizione, alla riflessione; ed egli vive indipendente ¢ nulla 24 BUDDHA brama al mondo. Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso il corpo sul corpo. « inoltre ancora, 0 monaci: il monaco esamina qiiesto corpo dal capo alle piante, il corpo coperto di pelle, ripieno di varie impurita: “Questo corpo porta un ciuffo di capelli, & peloso, ha unghie e denti, pelle ¢ carne, tendini ed ossa ¢ midolla, reni, cuore e fegato, diaframma, milza, polmoni, stomaco, intestini; muco” se e feci, ha bile, secrezioni, marcia, sangue, sudore, linfa, lacrime, siero, saliva, muco, liquido articolare, urina”, «Cosi ‘come quasi, 0 monaci, sé. vi fosse un ‘Sacco, legato-ai due capi, ripieno di diversi cereali, di riso, di fave, di sesamo, cd'un uomo perspicace lo slegasse ne esaminasse il contemtito: “Questo é riso, queste son fave, questo ¢ sesamo”: or cosl anche appunto, 0 monaci, un monaco esamina questo corpo dal capo alle piante, il corpo coperto di pelle, ripicno di varie impurita, «Cosi egli vigila presso il corpo interno sul corpo, cosi egli vigila presso il:corpo esterno sul corpo, di dentro e di fuori egli vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il corpo si forma, osserva come il corpo trapassa, osserva come il corpo-si forma e trapassa. “Ecco il corpo”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché esso serve alla cognizione, alla riflessione; ed egli vive indipendente ¢ nulla brama al mondo. Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso il corpo sul corpo. «€ inoltre ancora, 0 monaci: il monaco considera questo corpo, sia che vada o che stia, come specifica- zione: “Questo cofpo ha la specie di terra, ha la specie di acqua, la specie di fuoco, la specie di aria”. «Cosi come quasi, o monaci, un abile macellaio o garzone di macellaio macella una vacca, la porta sul mercato, la disseca pezzo per pezzo, ne espone le varie 1 PILASTRI DEL SAPERE 25 parti, Ie conosce, le riguarda ¢ le esamina bene e quindi si siede 2: or cosi anche appunto, o monaci, un monaco considera questo corpo, sia che vada o che stia, come specificazione. «Cosi egli vigila presso il corpo interno sul cozpo, cosi cgli vigila presso il corpo esterno sul corpo, di dentro e di futori egli vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il corpo si forma, osserva:come il compo trapassa, osserva come il corpo si forma e trapassa, “Ecco il corpo”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché esso serve alla cognizione, alla riflessione; ed egli vive indipendente e nulla brama al mondo, Cosi, o monaci, vigila un monaco presso il corpo sul corpo. 4 inoltre ancora, o monaci; come se il monaco avesse visto un corpo giacente al cimitero, un giorno dopo la morte, 0 due o tre giomi dopo la morte, gonfio, illividito, passato in putrefazione, egli trae su se stesso la conclusione: “Anche il mio corpo & fatto cosi, diventera cid, non pud sfuggire a cid”. E inoltre ancora, 0 monaci: come se il monaco avesse visto tin corpo giacente al cimitero, straziato da cornacchie 0 corvi od avvoltoi, sbranato da cani e sciacalli, o roso da molte specie di vermi, egli trae su se stesso la conclusione: “Anche il mio corpo & fatto cosi, diven- 2 Si‘noti,.per questo paragdne, che in India, da pid di duemila anni ucchone dina'vice {Unable dette dt oond cl aves, ty eget sate ne iea auacumn a 146? dlseorsé di avesta sews Raccoka Media, deservela saree eclis ‘oa ie res coon eatieia gered sae mo weaeh ouraiia ara uncr oh! Eivlacd (nied mal saunas ‘ra un'indusiria come in occidente. Solo dal tempo degli editti di Asok, SUS Raa oes aa aga Seminorolpel pope Rael dat ear a cee aE Gi ale paragon Ron eaccordava pit com ia vstone dla calla s potere fg dati ctor as eth cyu cela? Seiaacigdeny cnc cnnrs ues ite popamcaneal aeite ade taase ah chic peatne Baio 26 upon tera cid, nom pud sfuggire a cid”, E inoltre ancora, o monaci: come se il monaco avesse visto un corpo giacente al cimitero, uno scheletro, con brani di came, mMacchiato di sangue, mantenuto dai tendini; uno seheletro, scarnato, macchiato di sangue, mantenuto dai tendini; le ossa, senza i tendini, sparse di qua e di 1, qua un 0550 della mano, IA un osso del piede, qua una tibia, 14 un femore, qua il bacino, la vertebre, qua il cranio; come se avesse visto cid, cpli trac su se stesso la conclusione: “Anche il mio corpo é fatto cosi, diventera cid, non pud sfuggire a cid”. E inoltre ancora, 0 monaci: come sé il monaco avesse visto un corpo giacente al cimitero, le ossa, imbiancate come conchiglie; le ossa, ammollit ammucchiate, dopo seorso un anno; le ossa, imputridite, cadute in polve- Te, come se avesse visto cid, egli trae su se stesso la conclusione: “Anche il mio corpo é fatto cosi, diven- tera cid, non pud sfuggire a cid”. «Cosi egli vigila presso il corpo interno sul corpo, cosi cgli vigila presso il corpo esterno sul corpo, di dentro ¢ di fuori-vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il compo si forma, osserva come il corpo trapassa, osserva come il corpo si forma e trapassa. “Ecco il corpo”: tale sapere divicne suo sostegno, appunto perché esso serve alla cognizione, alla rifles sione; ed egli vive indipendentemente e nulla brama al mondo. Cosi, monaci, vigila un monaco presso il corpo sul corpo: i «Ma come, voi monaci, vigila un monaco presso le sensazioni sulla sensazione?, Un monaco, 0 monaci, sa, quando prova una sensazione piacevole, “Io provo una sensazione piacevole”; sa, quando prova una sensazione dolorosa, “Io provo una sensazione dolo- rosa”, sa, quando prova una sensazione né piacevole né dolorosa, “Io provo una sensazione né ‘Diacevole né. 1 PILASTRE DEL SAPERE 2 dolorosa”, Fgli sa, quando prova una sensazione piacevole mondana, “Io provo una sensazione piace vole mondana” e sa, quando prova una sensazione piacevole sopramondana, “Io provo una sensazione piacevole sopramondana”; sa, quando prova una sensazione dolorosa mondana, “Io provo una sensa- zione dolorosa mondana” e sa, quando prova ura sensazione dolorosa sopramondana, “Io provo’ una sensazione dolorosa sopramondana”; sa, quando pro- ya uma sensazione mondana senza piacere e dolore, “Io provo una sensazione mondana scnza piacere ¢ dolore” e sa, quando prova una sensazione sopramon- dana senza piacere e dolore, “Io provo una sensazione sopramondana senza piacere e dolore”. «Cosi egli vigila presso la sensazione interna sulla sensazione, cosi egli vigila presso la sensazione ester na sulla sensazione, di dentro e di fuori egli vigila presso le sensazioni sulla sensazione. Egli-osserva come la sensazione si forma, osserva come la sensa- zione trapassa, osserva come la sensazione'si forma ¢ trapassa. “Eoco la sensazione”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché esso serve alla cognizione, riflessione; ed egli vive indipendente e nulla brama al mondo, Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso le sensazioni sulla scnsazione. «Ma come, yoi monaci, vigila un monaco presso Vanimo sull’animo? Un monaco, 0 monaci, conosce Yanimo bramoso come bramogso e l’animo ‘non bra- moso come non bramoso, ’animo astioso come astioso ¢ l'animo non astioso come non astioso, f'animo errante come errante e I’animo senz’errore come senz’errore, ’animo raccolto come raccolto ¢ Y'animo distratto come distratto, l’animo tendente al’alto come tendente all’alto ¢ Panimo di basso sentire come di basso sentire, I’animo nobile come nobile e I'animo volgare come volgare, l’animo tran- 28 suDpHa quillo come tranquillo ¢ l'animo inquieto come in- quieto, egli conosce l’animo redento come redento ¢ Fanimo vincolato come vincolato. «Cosi eli vigila presso Panimo interno sull’animo, cost egli vigila presso Panimo esterno sull’animo, di dentro ¢ di fuori egli vigila presso l’animo sull’animo. Egli osserva come Panimo si forma, osserva ‘come Vanimo tiapassa, osserva come l’animo si forma e trapassa. “Ecco Tanimo”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché esso serve alla cognizione, alla fiflessione; ed egli vive indipendente e nulla brama al mondo. Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso l'animo sull’animo. «Ma come, voi monaci, vigila-un monaco presso i fenomeni sui fenomeni? Un monaco, 0 monaci, vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei cinque ostacoli. Ma come, voi monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sul manifestarsi dei cinque ostacoli? Un monaco, 0 monaci, osserva, quando brama é in lui, “In'me v’é brama”; osserva, quando in Ini non vé brama, “In me non v’8 brama”. Egli osserva quando la brama comincia a svilupparsi, osserva quando la brama, divenuta palese, vien rinnegata, e osscrva quando la rinnegata brama in avvenire. pil non appare. Egli osserva, quando avversione @ in lui, “In me v’é avversione”; osserva, quando in lui non v8 avversione, “In me non v’é avversione”. Fali osserva quando l’avversione comincia a svilupparsi, osserva quando l’'avversione, divenuta palese, vien Tinnegata, € osserva quando la rinnegata avversione in avvenire pit non appare. Egli osserva, quando accidia é in lui, “In me v'é accidia”; osserva, quando in hui non v'é aceidia, “In me non Ve accidia”. Egli osserva quando Yaccidia comincia a svilupparsi, osserva quando l’ac- cidia, divenuta palese, vien rinnegata, € osserva quando la rinnegata accidia in’ avvenire pia non 1 PILASTRI DEL SAPERE 29 appare. Egli osserva, quando superbia @ in lui, “In me vt superbia”; osserva, quando in lui non v’é superbia, “In me non v’é superbia”, Egli osserva quando la superbia comincia a svilupparsi, osserva quando la superbia, divenuta palese, vien rinnegata, e osserva quando la rinncgata superbia in avvenire pitt non appare. Egli osserva, quando dubbio @ in Iui, “In me ve dubbio”; osserva, quando in lui non é dubbio, “In me non v’é dubbio”. Egli osserva quando il dubbio comincia a svilupparsi, osserva quando il dubbio, divenuto palese, vien rinnegato, e osserva quando il rinnegato dubbio in avvenire pit non appare. «Cosi egli-vigila presso i fenomeni interni sui fenomeni, cosi egli vigila presso i fenomeni esterni sui fenomeni, di dentro ¢ di fuori egli vigila presso i fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come i fenomeni si formano, osserva come i fenomeni trapassano, osserva come i fenomeni si formano-e trapassano “Ecco i fenomeni”: tale sapere diviene suo sostegno, _ appunto perché esso serve alla cognizione, alla rifles- sione; ed egli vive indipendente ¢ nulla brama al mondo. Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni, sui cinque ostacoli.. «B inoltre ancora, o monaci: il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei cinque tronchi del'attaccamento, Ma come, voi monaci, vigila un monaco pressoi fenomeni sul manifestarsi dei cinque tronchi dell’attaccamento? Un monaco, 0 monaci, dice a se stesso: “Cosi é la forma, cosi essa ha origine, Cosi essa si dissolve; cosi é la sensazione, cosi essa ha origine, cosi essa si dissolve; cosl ¢ la percezione, cost essa ha origine, cosi essa si dissolve; cos! sono le distinzioni, cosi esse hanno origine, cosi. esse si dissolvono; cosi @ la conscienza, cosi essa ha origine, cosi essa si dissolve”. «Cosi cgli vigila preséo i fenomeni interni sui 30 BUDDHA fenomeni, cosi egli vigila presso i fenomeni esterni sui fenomeni, di dentro e di fuori cgli vigila presso i fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come i fenomeni si formano, osserva come i fenomeni trapassano, osserva come i feniomeni si formano e trapassano. “Ecco i fenomeni”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché csso serve alla cognizione, alla rifles- sione; ed egli vive indipendente e nulla brama al mondo. Cosi, o monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni, sui cinque tronchi dell’attac- camento. «€ inoltre ancora, 0 monaci: il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei sci regni interni-csterni. Ma come, voi monaci, vigila un mona- co presso i fenomeni sul ‘manifestarsi dei sei regni interni-esterni?'Un monaco, 0 monaci, conosce l’oc- chio e conosce le forme, e la combinazione, che da ambedue risulta, anche questa ei conosce. Egli cono- ‘sce quando la combinazione appunto avviene, cono- sce quando ’avvenuta combinazione cessa, e conosce quando la cessata combinizione in avvenire pi non appare. Egli conosce l’orecchio e conosce i suoni, la combinazione, che da ambedue risulta, anche questa ei conosce, Eali conosce quando la combinazione appunto avviene, conosce quando ’'avvenuta combi= nazione cessa, e conosce quando la cessata combina- Zione in avvenire pid non appare. Egli conosce i] naso © conosce gli odofi, e 1a combinazione, che da ambedue risulta, anche questa ei conosce. Egli cono- sce quando la combinazione appuntoavviene, cono- see quando l’'avvenuta combinazione cessa, e conosce quando la cessata combinazione in avvenire pith non appare. Egli conosce la lingua e conosce i sapori, e la combinazione, che da ambedue risulta, anche questa ei conosce. Egli conosce quando la combinazione appunto avviene, conosce quando l'avvenuta combi- UL PILASTRI DEL SAPERE cyt nazione cessa, e conosce quando la cessata combina zione in avvenire pit_non appare. Egli conosce il Corpo € conosce i contatti, ¢ la combinazione, che da ambedue risulta, anche questa ei conosce. Egli cono- see quando la combinazione appunto avviene, cono- sce quando l'avvenuta combinazione-cessa, e conosce quando la cessata combinazione in avvenire pit non appare. Egli conosce il pensiero e conosce le cose, la combinazione, che da ambedue risulta, anche quesia ei conosce. Egli conosce quando la combinazione appunto avviene, conosce quando ’ayvenuta combi- nazione cessa, e conosce quando la cessata combina- zione in avvenire pid non appare. «Cosi eglivigila presso i fenomeni interni’ sui fenomeni, costegli vigila presso i fenomeni esterni sui fenomeni, di dentro e di fuori egli vigila presso i fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come i fenomeni si formano, osserva come i fenomeni trapassano, osserva come i fenomeni si formano e trapassano, “Ecco i fenomeni”: tale sapere diviene suo sostegno, ‘appunto perche esso serve alla cognizione, alla rifles- sione; ed egli vive indipendente e nulla brama al mondo, Cosi, 6 monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni, sui sei regni interni-esterni, <€ inoltre ancora, 0 monaci: il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei sette risvegli. Ma come, voi monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sul manifestarsi dei sette risvegli? Un monaco, 0 monaci, s’accorge, quando il sapere in luié desto, “In me il sapere & desto” e s’accorge, quando il sapere in lui non & desto, “In, me il sapere non & desto”; egli s’accorge, quando il sapere appunto si desta ¢-s'accorge, quando il sapere, divenuto desto, completamente si scioglie. Egli saccorge, quando il Faccoglimento in lui & desto, “In me il raccoglimento, desto” e-s’accorge, quando il raccoglimento in lui n 32 suppHa, & desto, “In me il raccoglimento non é desto”; egli s'accorge, quando il raccoglimento appunto si desta e s‘accorge, quando il raccoglimento, divenuto desto, completamente si scioglie. Egli s’accorge, quando la forza in lui & desta, “In me la forza é desta” ¢ s’accorge, quando la forza in lui non é desta, “In mela forza non é desta”; egli s’accorge, quando la forza appunto si desta e s’accorge, quando la forza, divenu- ta desta, completamente si scioglic. Egli s’accorge, quando la serenita in lui é desta, “In me la serenita é desta” e s’accorge, quando la serenita in lui non é desta, “In me la serenita non é desta”; egli s'accorge, quando la serenita appunto si desta e s’accorge, quando la screnita, divenuta desta, completamente si scioglie. Egli s’accorge, quando la calma in tui é desta, “In me la calma é desta” ¢ s’accorge, quando la calma in lui non é desta, “In:me la.calma non é desta”; egli s’accorge, quando la calma appunto si desta e s’accor- ge, quando la calma, divenuta desta, completamente si scioglie. Egli s’accorge, quando Fapprofondimento in lui & desto, “In me Vapprofondimento é desto” € s’accorge, quando |’approfondimento in Iwi non & desto, “’approfondimento in me non é desto”; cgli s’accorge, quando l’approfondimento appunto: si de- sta e s’accorge, quando l’approfondimento, divenuto desto, completamente si scioglie. Egli s‘accorge, quan- do Pequanimita in lui é desta, “In me l’equanimita & desta” ¢ s’accorge, quando l’equanimita in lui non & desta, “In me l'equanimita non é desta”; egli s'accor- ge, quando Il’equanimita appunto si desta ¢ s’accorge, quando I’equanimita, divenuta desta, completamente si scioglie. «Cosi egli vigila presso i fenomeni interni. sui fenomeni, cos! egli vigila presso i fenomeni esterni sui fenomeni, di dentro e di fuori egli vigila presso i fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come i fenomeni PILASTRE DEL SAPERE. “33 si formano, osserva come i fenomeni trapassano, osserya come i fenomeni si formano e trapassano. “Ecco i fenomeni”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché eso serve alla cognizione, alla rifles. sione; ed egli vive indipendente e nulla brama al mondo. Cosi, 0 monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni, sul manifestarsi dei sette risvegli. +E inoltre ancora, 0 monaci: un monaco vigila presso:i fenomeni sul manifestarsi delle quattro sante verit3. Ma come, voi monaci, vigila un monaco presso i fenomeni sul manifestarsi delle quattro sante verit&? Un: monaco, 0 monaci, comprende conforme alla verita “Questo ¢ il dolore”, comprende conforme alla verita, “Questa & Vorigine del dolore", comprende conforme alla verita “Questo é ['annientamento del dolore”, comprende conforme alla veritd “Questa é la via, che mena all’annientamento del dolore”. «Cosi egli vigila presso. i fenomeni interni sui fenomeni, cosi egli vigila presso i fonomeni esterni sui fenomeni, di dentro e di fuori egli vigila presso i fenomeni sui fenomeni. Egli osserva come i fenomeni si formano, osserva come i fenomeni trapassano, osserva come i fenomeni si formano e trapassano, “Ecco i fenomeni”: tale sapere diviene suo sostegno, appunto perché esso serve alla cognizione, alla rifles. sione; ed egli vive indipendente ¢ nulla brama al mondo. Cosi, 0 monaci,.vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni, sul manifestarsi delle quattro sante verita, «Chi, 0 monaci, per seite anni sa cos! sostenere questi quattro pilastri del sapere, pud aspettarsi una delle due possibili conseguenze: sicurezza durante la vita 0 non ritorno dopo la morte. Stiano i sete anni: chi, o- monaci, per sei anni, cinque anni, quattro anni, 34 nUDDHA tre anni, due anni, per un anno sa cosi sostenere questi quattro pilastri del sapere, — stia l'anno: chi, 0 monaci, per sette mesi sa cosi sosteneré questi quattro pilastri del sapere, pud aspettarsi una delle due possibili conseguenze: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la. morte. Stiano i sette mesi: chi, o monaci, per sei mesi, cinque mesi, quattro mesi, tre mesi, due mesi, un mese, per un mezzo mese sa cosi sostenere questi quattro pilastri del sapere, ~ stia il mezzo mese: chi, 0 monaci, per sette giorni sa cosi sosteneré questi quattro pilastri del sapere, pud aspet- tarsi una delle due possibili conseguenze: sicurezza durante la vita 0 non ritoro dopo la morte. «La diritta via, 0 monaci, che.-mena alla purifica- zione degli esseri, al superamento del dolore e della miseria, alla distruzione della sofferenza e della pena, all'acquisto del giusto, al realizzamento dell'estinzio- ne, é data dai quattro pilastri del sapere”: se questo fu detto, percid fu detto.» Cosi parld il Sublime. Contenti si allegrarono quei monaci sulla parola del Sublime.