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capitolo secondo Il mistero sacro Il nocciolo della questione & che cos’ il vero Sé? Qual | Eilvero centro delfessere umano? E Tego che cerca di | fendersi indipendente, di essere il padrone del mondo, | oppure, oltre questo, vi 2 un ‘Sé’, vi & un Centro perso» rule pit profondo| che si basa sulla Verita, che & ‘uno! con il Sé universafe, con la Legge dell'Universo? Questa) & la grande scoperta del pensicro indiano, Ia scopert de] Sé, dell’Atman, Ia radice dell'essere personale che &| ‘uno con Brahman, la Radice dell’Essere universale, Esso hon pud essere raggiunto col pensiero, ma solo trascen dendo il pensiero. = ~ La Ragione, come Vio di cui & la facolti, deve tascens dere se stessa. Fintanto che simane rivolta ai sensi, a ‘mondo materiale, essa sempre difettosa, incapie ‘ce di scoprire la Verita. Ma nel momento in cut si tl vyolge verso Tinterno, verso Ia sua Sorgente;* © per p Jntwigione si riconosce nella sua Radice, allora cond Pcie wet 1 gente del nostro io, che Ia parola di Dio dentro di noi Ta cedata delfuomo ? la caduta di questa Radice, centro i liberta-e di immonalia, & Ia sottomissione ai sensi © ‘al mondo materiale, e la ragione ¢ il serpent. La Ragione ‘© sostomessa alla Legge eterna ed allora diventa Sag- era ¢ concace il Sé, 0 pud tentare di divenire la pa Grona del mondo ed allora diventa demoniaca. Questo Pil demone della soviet moderna. In ogni. generazione Si ipete la caduta dell'somo, ma forse mai in cos vasa scala come ogi ‘ome si pub rsongere da questa eaduta? Come ritor sare al Centro? Questo il problema del mondo moder- fio, ma & stato anche i problema del mondo. in dani i, Ogni ancica cultura, come Mircea Eliade ha dimostre fa costruizo Ia sua vite intorno a questo centro. Po- teva essere una costruzione: un tempio, una cit o semi- plicemente vind casa; oppure un Tuoge: una montagna, {in boschetio 0 un cimisero; o poteva efsere una perso fi, un sacerdote, un ze 0 Un veggente, ma era sempre fin punto dove si poteva entrare in_comunione con ls Sorgente delEsere, Tra il punto in cui ciclo e terra Gnvergevano, dove Ia vita umana era apéria alla Trae feendensa infinite. Quesia era la cosa principale: rima Inére in contatio. ol trascendente cost che Ia vita. wmana rimancsse.chivsa.in se stesa Ja societi- moderna ha tolto ogai punto di con Tutto & diventato profano, ossia fuori della sera aio, Templi e palazi,sacerdoti¢ re, boschetti montagne, tutto deve essere abolito, cost che il della natura come il mondo dell uomo siano svu0- Ohi significato trascendente, di ogni signifcato n fa meravigla allora che cl sia a ribellione 4 mie e10 33 ee epi secondo sith ultima», questa «Legge universale»? Queste sono le del ciclo & Poceano delfenergia soprannatursle come si parole che noi usiamo per esprimere Tinesprimibile. E tmanifesta in cielo, o spitito del mare & come manifesta tutto il problema della vita, che continuamente rende per- se stesso nel mare, Io spirito del’orso ® come si mani plessa vana la sagione. II senso ultimo, la ragione della festa nelors0, lo spirto della roccia ® come si manifesta vita, non pud essere cxpressa, non pud essere conve nella roccia, Per questo vi un solo nome per la poten- nhientemente pensata, E presente ovungue, in ogni co za soptannaturale, “YoR’, un nome che si applica ad ogni Sa, © tuttavia sfugge sempre alla nostra comprensione. soa specifica manifestaziones B la ‘Radice’ di ogni esistenza, cid da cui tutte le cose ‘Nella stessa manera ela fede rligiosa dei Dakota non pprovengono, a cui tutte le cose ritornano, ma che mai 2 tanto negli dBi come tali quanto in qualcosa di mist- appare; & ‘dentro’ a tutte Te cose, & ‘sopra” tutte Te cose, tioso ¢ di iotangibile, di col ese sono solo la personif- 2 ‘oltre’ tutte Je cose, ma non pud essere ide cazione [...]. Ogmuno adoreri qualeuna di queste divi- con nessund di esse hithe dimentichers disprezzea le ale [ma il gran- Senza di esso niente esist, senza di esso niente pud de opgeito della loro adorazione, qualungue sia le vi essere conosiuto, ¢tuttaviaess0 rimane sconosciuto, Es- bilizeazione scelta, ? Taku Wakan che & Tessere sopran- s0 & «non visto ma veggente, non sentio ma ascoltan- naturale e misterioso, Nessun vocabolo pud esprimere il ‘te, non percepito ma che percepisce, sconosciuto ma co- senso esatto del termine Wakan, esso comprende tutto noscenter' Questo 2 il mistero al quale si illumind il il mistero, la potenza segreta c la divinita».* Questo che ppensiero cinese e indiano nel v1 secolo prima di Crist. % vero per gi indlanl ameticeni, eben Ia extaterticg Essi lo chiamarono Brahman, Atman, Nirvana, Tso, ma buslare di tutte le religioni primitive, ed 2 anche vero queste sono solo le parole per cid che non pad essere pet I'Induismo. Tutti gli di e le dee non sono altro che definito. Noi parliamo di ‘Dio’, ma anche questo ® solo In manfestaxione dell'Uno, dell'nfnito, delleterno Brab- tun nome per indicare i Mistero inesprimibile, il mis ‘man, Oltre tutte le fantastiche rappresentazioni della mi- ro che si trova oltre tute le religioni, da quelle primi tologia indi, oltre Ia grande foresta delle statue di un tive a quelle pits avanzate. tempio, vi® a prescnza dell'Uno «senza secondo, il mi- Ecco cid che dicono gli indiani american: «Il Tlingit stero inesprimibile di Brahman, non divide arbitraiamente Iuniverso in differenti pacti THarse la. pit aeuts| penetrarione’ di Guésto: silted comandate da altretanti numerosi esseri soprannatural quella di Buddha. Eg & stato il primo a strappare il ‘AL conttaio, la potenza soprannaturale imprime come SA apircaze eed amireiane a nial eal ge una vasta immensita che © unica nel suo genere ed im bia oltre, «Tutto & dolore, tutto passa, tutto & irealen? personale ed inscrutable nella sua natura, ma ogniqual- ieee oe tial erent ee tte a +18, Sms, cnt ios Cmzror Basson, Pres and Rel nale, anci vorrei dire una forma personale umang, qua sind Baa that Losin BD t Geeswoad Bee, Wasp ue sia Taspetto in cui si manifesta, Cost lo spitito Ee 1 Dhernpede, X57, letersinete: sate ease somo ipo pies, 1115: mae (ny wate de (da), ete Sa 9 ote Questa & Ia pid. profonda penctrazione della condizione lumana, Fintanto che uno non ha capito questo, non ha imparato ad affrontare Ia reali foocia a faccia, Questo ‘mondo in se stesso non ha alcuna realti, & un perpetuo divenite, come ha detto Eraclito, senza’ senso e cons! senza, E. maya nel senso pitt streto, una pura illusione ome un miraggio o un gioco di prestigio, 0 come Ja falsa impressione che ci & data da une fune scambiata per un sexpente. Esso & assolutamente vuoto, & paura delle tenebre, del vuoto, del nulla che stain agguato die- tro a tutte Te apparenze della vita, Laffdars alle sppa- renze ® come corteggiare un dolore che non ha fine, 2 vivere in perpetuo nell'llusione, Gli esistenzalisti di og- ‘81 hanno capito qualeosa delPintuzione di Buddha; eli hha visto entro al nulla, all'assurdit, al nonsenso della vi- ‘2, Ma essi hanno avuto bisogoo della dottrina del ma- terialismo che confonde il divenire della materia con la sell, perché potesero vicuperare il senso della “vanita’ della vita, che VBeclesiaste aveva scoperto tanti secoli fal «Tutto & vanitie.* Questa & la profonditd del pensie 10 buddhista, Ma col vedere olte le apparenze, col toler il velo, Buddha ha scoperto la Realti. «Vi &, fratell, uno non generato, che non diviene, non & stato fatto, non & com- posto. Fratelli, se non ci fosse questo non generato, che fhon muta ¢ non & composto, non ci sarebbe, fratelli, alk cna speranza di sfuggire da cid che ® nato, da cid che diviene, da cid che & fatto ed & compostor.” Questa & Tintuiione che libera: vedere ‘oltre’ quest mondo, che cgnuno prende per rele, ¢ scoprire la Realtt. E tuttavia questa Realt non pud essere deserita che con termini nnegativi, Il Baddha ha chiamata Nirvana, Ma anche Beet, 12. "dent, BO, Del Canne Pali del Bnhisns Hisayans, I mitre sara questo 2 un termine negativo ¢ Buddha si & decisamente rifiutato di definitl. Esso ® un «spegnere soffiando» la famma della vita, & il passare ad unfatra sponda, & la condizione nella quale non si ‘desidera’ altro, dove ‘nien- te’ rimane. E Vannichilamento di questo mondo, edove non c questo mondo, né un altro mondo>.”” ‘Ma’ quanto & difficile affontare quel niente assoluto, quel vuow totale. Questo & quanto la morte & pone nanzi agli occhi: annientamento totale e il cadere in ‘questo stato & certamente cid che ® signifcato dal te ne ‘inferno’. E il perdere ogni contatto con la soccombere alla ilusione totale, il perdere Ia propria ani- ma. Ma se affrontiamo la morte, come Buddha Wha af frontata, allo V'llusione ® scoperta, si scopre allora che il nulla & la Realtd ultima, si scopre che il vuoto la Pie nezza totale, proprio come Cristo che sulla croce grida: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonator ¢ si abbandona nelle braccia della morte, il Regno di Dio ® arsivato, il mondo 2 trasformato. «In verti io ti dico o3- ai sarai con me in paradiso>." Questo & il mistero: da tuna parte morte, dstnizione, niente, negazione di essere, che 2 maya, Ia grande illusione, ma dallaltra, quando si riesce a vedere attraverso Villusione, allora Ja stessa mor- te diventa vita eterna; Siva, il distrutiore del mondo & colui che lo rierea; il nulla'e il yuoto del Nirvana & la Veriti ultima, Non ha forse il grande monaco benedett- ‘no Agostino Baker descritio Punione dell'anima con Dio come lunione del mulla col Nella? E infatti Panima e io non sono ‘cose; perdere 1a propria anima & salvar- Ja, e anche Dio deve morire prima che possa essere co- nosciso pet quello che realmente &. ‘Questa & la profonda vert che sogaiace alla base del- B Lie, 23.8, F ‘capital secondo a dottrina Advaite di Sankara Se questo mondo & con- fiderato separato da Brahman, allora ess0 non ha reat, 2 para ilisione, & assolutamente nulla. Esso non & pit reale del gioco di un prestigiatore 0 della appureaze di ferpente data da un pezo di corda vista nella semisc ith, La Sapienza consiste nello svegliarsi dalla irealtt i questo mondo alla conoscenza che «tutto & Brabanan> E una volts che si realizza queso, allora questo mondo iprende la sua real, Separato da Brahman ® mull, ma quando ® conosco come Brahman, allors & la stssa Real, & asolute pieneaza dellEsere. Tuto eid che esi sie in questo mondo, fino alla pit pieola partiella di materia, esste cteramente in Brahman. Qui noi ved ‘mo ogni cosa separata nel spezio © nel tempo, che cam- bia da un momento a'alto, ma Ia ogni cosa & presente sd ogni altra cosa nella assolora semplicith